Pagina 1421 – Calcio News 24

Pausa Nazionali, rivoluzione dal 2026: ecco come cambieranno i calendari

Pausa Nazionali, ecco la nuova rivoluzione del calendario a partire dal 2026: un modello che resterà consolidato per i prossimi quattro anni

Una rivoluzione quella che sarà la nuova pausa Nazionali: tempi più lunghi dove si varierà dalle 2 alle 4 gare per permettere di risparmiare tempo, e risolvere i problemi anche con i club. L’idea varrà dal 2026 al 2030. Ecco il rapporto di Calcio e Finanza.

LA SITUAZIONE – Si avvicina sempre di più una delle novità introdotte dalla FIFA a ottobre 2023. In quella occasione il Consiglio del massimo organo di governo del calcio mondiale aveva reso note tutte le date riservate alle nazionali, durante le varie stagioni, fino al 2030, con un cambiamento significativo a partire dal 2026. Da quell’anno le pause saranno tre in totale, e non più quattro, visto che quelle di settembre e ottobre verranno unite in un unica finestra.

2026

  • 23/31 marzo (massimo due gare)
  • 21 settembre/6 ottobre (massimo quattro gare)
  • 9/17 novembre (massimo due gare)

2027

  • 22/30 marzo (massimo due gare)
  • 20 settembre/5 ottobre (massimo quattro gare)
  • 8/16 novembre (massimo due gare)

2028

  • 20/28 marzo (massimo due gare)
  • 18 settembre/3 ottobre (massimo quattro gare)
  • 13/21 novembre (massimo due gare)

2029

  • 19/27 marzo (massimo due gare)
  • 24 settembre/9 ottobre (massimo quattro gare)
  • 12/20 novembre (massimo due gare)

2030

  • 18/26 marzo (massimo due gare)
  • 23 settembre/8 ottobre (massimo quattro gare)
  • 11/19 novembre (massimo due gare)

Gravina: «Dimissioni? Non voglio lasciare il calcio a soggetti che non hanno amore per questo sport»

Le dichiarazioni di Gravina su una sua possibile ricandidatura come capo della FIGC. Ecco le sue parole

Il presidente della FIGC Gabriele Gravina, in una lunga intervista rilasciata a ‘Il Messaggero Veneto’, ha rilasciato qualche dichiarazione su una sua possibile ricandidatura considerando l’Assemblea del 4 novembre.

LE PAROLE – «Ho preso un impegno, scioglierò questa riserva dopo l’Assemblea per una forma di rispetto verso i delegati. Non voglio che la modifica statutaria possa essere condizionata dalla decisione di una mia candidatura. Poi dirò quello che ho in mente di fare. Non ho intenzione, però, di lasciare in mano il calcio italiano a soggetti che non hanno visione e amore per il calcio. Il calcio deve essere sempre portatore di pace e valori. Non può ritenersi estraneo, per vocazione, a quel che accade nel mondo, ma è strumento di grande socializzazione, ha sempre abbattuto barriere, messo insieme culture diverse, fatto dialogare i popoli: il calcio non deve piegarsi alle logiche della politica, ma è uno degli elementi che genera dialogo tra popoli. Vi ricordate la partita Usa-Iran? Auspichiamo che finisca la guerra e ci sia il rilascio degli ostaggi, segno tangibile nel rispetto della dignità delle persone»

Infortunio Chukwueze, le ultime novità sulle condizioni del giocatore milanista

Infortunio Chukwueze, le ultime notizie sulle condizioni del giocatore nigeriano del Milan che ha accusato un problema fisico con la sua nazionale

Il Milan è in ansia per l’infortunio di Samuel Chukwueze. Il calciatore nigeriano, durante la partita contro la Libia, ha accusato un problema fisico che potrebbe tenerlo ai box per un po’ di tempo.

Come appreso dalla redazione di MilanNews24, l’ex calciatore del Villarreal è rientrato questa mattina al Centro Sportivo di Milanello. Nelle prossime ore sono previsti gli esami strumentali.

Infortunio Mckennie, lesione per il centrocampista juventino? Ecco l’esito degli esami

Infortunio McKennie, escluse lesioni per il giocatore americano. Solo un affaticamento per lui: ecco cosa filtra sulla presenza in Juve Lazio

Sospiro di sollievo per la Juve riguardo le condizioni di Weston McKennie dopo il suo infortunio. Presente stamattina al J Medical, per l’americano si possono escludere lesioni. Come appreso da Juventusnews24, infatti, si tratta solamente di un affaticamento muscolare alla coscia sinistra.

Per sicurezza il giocatore salterà la prossima sfida contro la Lazio, in programma sabato sera, ma tornerà comunque a disposizione per la partita successiva contro lo Stoccarda in Champions League.

Mbappé, indagato per stupro il fuoriclasse del Real Madrid. Cosa è successo?

Mbappé indagato per stupro. Il fuoriclasse del Real Madrid è nei guai. Ecco la ricostruzione sull’accaduto

Mbappé non sta passando un bel periodo: tra l’infortunio, la non convocazione in Nazionale e le polemiche sul suo conto, il fuoriclasse del Real Madrid è nel ben mezzo di un’altra vicenda (stavolta extracampo).

Secondo quanto riportato dall’Equipe, confermando la tesi di Expressen e Aftonbladet, Mbappé è ad oggi indagato per stupro nei confronti di una donna di Stoccarda che ha voluto denunciare l’accaduto alle autorità. Inizialmente l’ex PSG aveva etichettato questo episodio come “fake news”, ma ad oggi si sta svolgendo una vera e propria indagine (aspettando altri dettagli).

Haaland Barcellona, Laporta vuole tentare il colpo de secolo. Trattativa a breve con il Manchester City

Haaland Barcellona, i catalani vogliono portare alla propria corte il centravanti più forte del mondo. Il punto sulla trattativa

Il Barcellona vuole ritornare ad essere grande, e secondo quanto riportato da Sport, Laporta vuole tentare il colpo del secolo sul calciomercato: comprare Erling Haaland, il più forte centravanti del mondo, tentandolo di strappare al Manchester City.

I contatti sembrano avviati, e ci potrebbe essere qualche novità importante tra qualche mese: considerando che il Barcellona intende acquistare Haaland o nell’estate del 2025 oppure nel 2026, tenendo conto anche del prezzo imposto dagli inglesi.

Calciomercato Roma, Paredes pronto ad approdare in quella squadra. L’indizio sui social

Calciomercato Roma, Leandro Paredes pronto dire addio ai giallorossi? L’indizio del padre sulla sua futura destinazione

Secondo quanto riportato da Tuttomercatoweb, il futuro di Paredes sul calciomercato Roma potrebbe prendere una piega non indifferente: il ragazzo è in scadenza di contratto, e per quanto ci sia il rinnovo automatico ancora di una stagione, la sua squadra potrebbe non essere quella giallorossa.

Il padre infatti ha pubblicato una storia su Instagram dove fa evidenziare un possibile approdo al Boca Junior dell’ex Juve. Staremo a vedere come si evolverà la situazione poi nelle prossime settimane di calciomercato.

Guardiola, addio al Manchester City? Una Nazionale sta trattando con l’allenatore

Guardiola, dall’Inghilterra si prova a trattare per l’allenatore del Manchester City. Ecco le ultime novità

Dopo l’addio di Garet Soutghate, l’Inghilterra è alla ricerca di un nuovo tecnico per riuscire ad alzare ulteriormente il livello della squadra. Il nome in pole position? Pep Guardiola, dove la FA si è già mossa per trattare il tecnico del Manchester City. Ecco la situazione descritta da Calcio e Finanza.

LA SITUAZIONE – L’Inghilterra è ancora alla ricerca di un nuovo commissario tecnico dopo l’addio di Gareth Soutghate, sostituito dal tecnico ad interim Lee Carsley. Secondo quanto riportato da vari quotidiani britannici, l’obiettivo della Football Association è chiaro e risponde al nome di Pep Guardiola. L’allenatore spagnolo è attualmente alla guida del Manchester City, ma il suo contratto scade in estate e non ha ancora preso una decisione sul suo futuro. Gli indizi che portano ad un suo addio non mancano – dalle vicende giudiziarie del club alla perdita a fine stagione del direttore sportivo Begiristain – tuttavia per il momento non c’è nulla di concreto. Fatto sta che la FA monitora attentamente la situazione e spera di riuscire a convincere Guardiola, con cui avrebbe già avviato i primi contatti. Le alternative, allo stato attuale, sono Thomas Tuchel e Graham Potter.

Il “sesto uomo” Juan Cuadrado: un jolly esperto per illuminare l’Atalanta nel finale

Un jolly per illuminare l’Atalanta nel finale: Juan Cuadrado tra esperienza e lampi offensivi di pura classe

Il sesto uomo nel basket, il jolly per rompere gli indugi nei momenti più delicati, il basilico sopra la pasta, l’esperienza di un vincente per aiutare a vincere ancora in Italia e in Europa. All’Atalanta non si è mai persa la tradizione di trovare questo prototipo di giocatore tra le file della Colombia: dal colombiano Luis Muriel al colombiano Juan Cuadrado.

15 trofei, una carriera vincente alle spalle, e un’una grande occasione di mercato che l’Atalanta (Gasperini in primis) voleva concretizzare essendosi liberato senza troppi rimpianti dall’Inter: la ciliegina sulla torta di un reparto non soltanto completo, ma anche pieno di varie rivoluzioni vista la presenza di tanti giovani. All’apparenza potrebbe sembrare un colpo alla Demetrio Albertini nel 2004, ma Juan Cuadrado, se utilizzato nella giusta maniera (come è stato fatto in questo inizio di stagione) può diventare un jolly importante per la squadra nerazzurra.

Certo, si tratta pur sempre di un giocatore di 36 anni che certi ritmi non li può sopportare, ma il tocco è sempre rimasto lo stesso, metaforicamente un cecchino: pochi colpi, ma giusti e sempre a segno. L’impatto fino ad ora è stato positivo, dove la sua prestazione contro l’Arsenal fu la migliore: dove si dimostrò capace di saltare l’uomo e andare più volte alla conclusione, mettendo in confusione nella ripresa gli avversari, esattamente come faceva Luis Muriel ai tempi seppur l’ex numero 9 abbia avuto dalla sua parte età, costanza e molti anni di carriera ancora davanti.

Juan Cuadrado può dare un contributo, seppur parziale, a questa Atalanta. L’ex Juve rispetta anche una caratteristica non indifferente per Gasperini: la capacità di saper coprire più ruoli. Non si parla principalmente del classico esterno di centrocampo, ma anche di una vera e propria ala offensiva dove in un 3-4-3 a gara in corso, schierato in attacco, può rendere anche molto di più rispetto a quando è più indietro: avendo a disposizione gli spazi giusti per gli aiutare anche gli attaccanti. Un jolly che può dare ancora qualcosa, perché non è mai troppo tardi per insegnare, stupire e vincere ancora.

Luis Enrique torna sulla morte di sua figlia Xana: «Sono stati 9 anni meravigliosi: mi sento fortunato o no? Ecco la verità»

Luis Enrique, tecnico del PSG, ha ricordato in un documentario Xana, la figlia venuta a mancare all’età di 9 anni: le sue parole

In Spagna è uscita la docuserie No tenéis ni **** idea, una serie che racconta a 360° il tecnico del PSG Luis Enrique. Calcio e non solo nel progetto prodotto da Movistar: nell’ultima puntata, intitolata Xana, il tecnico torna a parlare della morte della figlia – Xana – mancata a 9 anni. Di seguito le sue parole.

«Posso considerarmi fortunato o sfortunato? Personalmente mi ritengo fortunato, molto fortunato. Qualcuno potrà dirmi che mia figlia è morta quando aveva 9 anni. Io invece dico che mia figlia Xana ha vissuto con noi 9 anni meravigliosi. E di lei abbiamo mille ricordi, video e cose incredibili. Mia madre non poteva avere foto di Xana, finché un giorno sono tornato a casa e le ho chiesto: ‘Come mai non ci sono foto sue?’ Le mi ha risposto che non ce la faceva, ma io le ho detto di metterle. Xana è viva. Sul piano fisico non c’è, ma sul piano spirituale sì perché ogni giorno parliamo di lei, ridiamo e ricordiamo. Penso che Xana ci veda ancora. Come voglio che Xana pensi che abbiamo vissuto tutto questo?».

Benfica, aperta la mostra sul Grande Torino, Rui Costa: «Fa parte della nostra storia, ogni padre la tramanda ai figli»

Il Benfica inaugura una mostra dedicata al Grande Torino, le parole del presidente dei portoghesi Manuel Rui Costa sulle leggende granata

Il Benfica ha inaugurato una mostra sul Grande Torino. Il club portoghese ha voluto omaggiare la squadra leggendaria granata, che disputò la sua ultima partita proprio a Lisbona contro le Aquile lusitane. In occasione dell’inaugurazione della mostra il presidente del club ed ex calciatore del Milan Manuel Rui Costa ha parlato a Tuttosport: di seguito le sue parole.

«Il Benfica e tutto il Portogallo onorano il Grande Torino, come è giusto che sia. Non può essere altrimenti. Il Grande Torino fa parte della storia del Benfica, la sua luce è nei nostri cuori. Nel segno di questa amicizia tra due club, due tifoserie, due musei, il calcio unisce. Noi del Benfica non ci sentiamo colpevoli per l’organizzazione di quella partita amichevole, ma proviamo tutti un grande rammarico, un rimpianto enorme anche 75 anni dopo. Doveva essere un momento soltanto di gioia, di allegria, con la visita a Lisbona di quella che era la squadra più forte e famosa del mondo. Invece, il giorno dopo… Ho visto la fotografia, scattata nel 1949, della piazza davanti all’Ambasciata d’Italia qui a Lisbona, stracolma di persone scioccate dalla notizia della tragedia: un enorme tributo popolare, emozionante. Da quel giorno il Grande Torino è diventato qualcosa anche di nostro, carne della nostra carne. Noi benfiquisti conosciamo tutti bene la storia del Grande Torino, esattamente come sappiamo di aver vinto 38 campionati… Ogni tifoso tramanda la storia ai figli, insieme con l’amore per la nostra squadra. Mio padre stesso fece così con me. Lui ha 74 anni, non era ancora nato quando accadde Superga. Crescendo, la sua famiglia gli spiegò i fatti, i significati di quell’amichevole, l’eredità spirituale che deve essere presente nell’animo di tutti i benfiquisti. Poi, tanti anni dopo, papà fece lo stesso con me, quando ero un ragazzino. E subito mi spiegò anche che quella squadra rappresentava il volto più bello della nuova Italia, libera, democratica, rinata dopo la tragedia della guerra e della dittatura fascista. Qui, nel salone dedicato ai campioni granata, abbiamo voluto riprodurre su una parete una frase bellissima che compare nel Museo del Grande Torino: la tragedia non è morire ma dimenticare, e noi non dimentichiamo».

Juve, senti Di Canio: «Serve un vice Vlahovic: io farei un tentativo per lui!»

Le parole di Paolo Di Canio sulla Juve in vista della sfida contro la Lazio e anche su cosa serve ai bianconeri in attacco e sul mercato

Intervistato da Tuttosport, Paolo Di Canio ha parlato così in vista della sfida tra Juventus e Lazio e di cosa serve in attacco (e sul mercato) ai bianconeri. Le sue dichiarazioni.

SENSAZIONI SULLA JUVE – «Stiamo già vedendo la compattezza, l’attitudine e la mentalità giuste. È una squadra che non prende goal e che difficilmente dà la possibilità all’avversario di farle male. Invece, sotto il profilo offensivo ammetto che mi sarei aspettato di più: certo, non un gioco alla Guardiola, perché Thiago Motta è bravo, però, l’abbiamo detto tutti, non è che il Bologna rubasse l’occhio, comunque occupava spesso la metà campo avversaria con tutti gli elementi»

AMBIZIONI – «Allora, la Juve è la Juve: come dice sempre Alex Del Piero, anche se sei arrivato decimo l’anno prima, la Juve parte che deve giocarsela sempre. Poi lo scudetto non credo che sia un obbligo, l’obbligo semmai è arrivare nelle prime quattro e prendersi un posto in Champions, questo sì. La squadra deve fare qual salto di mentalità che, dopo una grande prestazione come quella di Lipsia, ti permetta di avere la stessa intensità, la stessa mentalità anche tre giorni dopo in campionato contro una “piccola”: con il Cagliari non è successo, questa Juve ci dovrà arrivare. Se ci vai “snob” rischi di non vincere e così è successo»

DOUGLAS LUIZ – «Douglas è un giocatore di cui parlo spesso, non solo con i tifosi della Juve. Io mi ero espresso: avevo detto che la Juve ha preso un top player. E ne sono ancora convinto: semplicemente, quello che ho visto qui è un lontano parente, è irriconoscibile. Al di là della valutazione da 50 milioni, che per me è pure giusta per il livello del calciatore, è davvero un’altra persona rispetto a quella che ho visto tante volte nell’Aston Villa. Non do colpe né al giocatore né all’allenatore, non so come sia la situazione, ma potrebbe esserci magari un problema psicologico […]. Non ho dubbi sulla serietà del giocatore, all’Aston Villa era un idolo e gli volevano bene: può essere che qualche panchina lo abbia intristito. Normale che ora Thiago gli preferisca Locatelli che è più applicato, più attento, più rapido di testa e di piede»

YILDIZ COME VICE VLAHOVIC? – «Yildiz non va trasformato: puoi farlo per una partita, due, ma non per quattro o cinque mesi. La forza di Yildiz è partire da dietro, nello spazio, nell’uno contro uno: quando è più accentrato rende di più perché punta la porta, ma non è un centravanti. Come non lo è Weah e non lo sarebbe Nico Gonzalez. Se Vlahovic deve rifiatare o ha un problema fisico, Motta che fa? È una situazione in cui la Juve non avrebbe dovuto trovarsi, anche per poter disporre di un’alternativa in grado di proporre un piano tecnico-tattico differente in base all’avversario»

A GENNAIO – «Mi farei prestare Zirkzee dal Manchester United. Tanto lì stanno facendo da qualche anno scelte folli e non funziona niente, nemmeno Zirkzee. Per la Premier è un po’ troppo lento, poi magari mi smentirà a suon di goal e grandi prestazioni, però lì ti aggrediscono subito e fischiano il 30% di falli in meno, in Italia abbiamo visto invece che impatto ha avuto il giocatore proprio nel Bologna. Alla fine, nella confusione che c’è allo United, potrebbero anche darlo in prestito: hanno già Hojlund, poi c’è Rashford che sta giocando in quella posizione. Sarebbe il profilo perfetto, anche perché consentirebbe a Motta di avere un attaccante con caratteristiche differenti da Vlahovic. Ma la trattativa la comincerei adesso: un prestito con magari la possibilità di riscattarlo: Zirkzee non è un realizzatore devastante, non è uno da 25 goal, ma fa giocare bene gli altri»

JUVE-LAZIO – «Vediamo come rientrano i giocatori dalle Nazionali. La Lazio ha preso elementi non con grande fantasia ma con corsa, dinamica, di gamba: passaggio e corsa verticali, gioco pulito, esterni alti ed esterni bassi, con Castellanos che si è liberato dall’ombra di Immobile e con Dia che porta verticalità. Tutti lottano, sono reattivi, tanti calciatori in passato hanno lottato per la salvezza: questa Lazio sembra una squadra di soldati. Anche i veterani della squadra si sono caricati dopo i primi risultati e gli avversari stanno cadendo tutti nella trappola. Tutti dicono “si può battere”, si espongono, si scoprono e rischiano di prendere goal, come è successo all’Empoli. Tante cadono nella ragnatela: se anche la Juve dovesse impostare la gara così, rischierebbe grosso. Ma dubito che Thiago Motta si scopra: semmai è la Juve che riparte, con armi simili. Però la Lazio è molto pericolosa soprattutto in questo momento: vediamo quanto durerà, sono giocatori che puntano tutto sulla resistenza e quindi nel lungo periodo è da vedere. Ma è una bella realtà»

Spalletti promosso, la sua Italia adesso convince: le pagelle

Le pagelle di Luciano Spalletti: il commissario tecnico dell’Italia promosso a pieni voti dopo la vittoria in Nations League contro Israele

Dopo la batosta agli Europei si comincia a vedere la vera Italia di Spalletti: Nel poker rifilato a Israele la squadra ha mostrato di aver interiorizzato quanto richiestogli dal commissario tecnico e le pagelle lo premiano. Ecco i voti del Ct Azzurro.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 8 – «Cambia poco e va sul sicuro: la squadra gli sta crescendo in mano, è netta la sensazione che ora giochi un calcio che la convince e la diverte».

TUTTOSPORT 7 – «La sua Italia ha identità e spirito adeguati. Neppure la défaillance di Fagioli lo penalizza».

IL CORRIERE DELLA SERA 7 – «La nuova Italia è una cooperativa del gol (11 con 7 marcatori diversi) e viaggia sicura. Mostrando di avere idee chiare e soprattutto margini di crescita».

LA REPUBBLICA 7 – «I tentativi di aprire spazi in cui far infilare mezzali e terzini è la più evidente cifra del suo lavoro. In undici è uno show».

Filippo Piccoli: «Tifoso del Verona, presidente del Mantova: ecco come unisco le due cose. Possanzini è un allenatore predestinato, anche se fa un calcio rischioso»

Le parole di Filippo Piccoli, presidente del Mantova, che milita in Serie B: «Possanzini è un allenatore predestinato»

Filippo Piccoli, 51 anni, è il presidente del Mantova. In precedenza è stato con la sua azienda lo sponsor del Verona, squadra di cui è tifoso. A La Gazzetta dello Sport ha raccontato la sua doppia appartenenza.

VERONA E MANTOVA – «A Verona ho ricevuto qualche sfottò dagli amici, a Mantova ho sempre sentito stima e fiducia».

BASTA SPONSOR – «É questione di rispetto. Andavo allo stadio con mio padre, il primo abbonamento l’ho fatto l’anno dello scudetto. L’ultima trasferta è stata per lo spareggio di Reggio Calabria (2001, ndr). Ho fatto lo sponsor per affetto e business, la mia azienda ha avuto un buon ritorno. Siamo stati lo sponsor più longevo dopo la Canon, quella dello scudetto».

IDEE – « Le idee sono più importanti dei soldi. Il nostro d.s. Botturi è bravissimo a trovare giocatori, è lui che frema me quando c’è da spendere… Setti è un esempio, ha un’esperienza notevole, spalle larghe e porta risultati».

PASSIONE – «Io metto passione, ma senza rimetterci. Venderemo giocatori solo per il bene del club».

POSSANZINI – «Lui e Botturi sono venuti prima che fossimo riammessi. Hanno avuto fiducia. Il Possa è un predestinato, adoro il suo coraggio, siamo entrambi dell’Acquario. Mi piace come difende i giocatori. La fiducia che ho in lui non mi fa più preoccupare quando vedo il suo calcio a volte… rischioso».

Curva Inter, la confessione di un ultras a Giletti: «Controllare la curva significa controllare Milano»

Curva Inter, la confessione di un ultras rimasto anonimo nel programma di Massimo Giletti “Lo Stato delle Cose”

Mentre proseguono le indagini della procura di Milano sulla curva dell’Inter e del Milan, un ultras nerazzurro, rimasto anonimo ha rilasciato delle dichiarazioni al programma Lo Stato delle Cose di Giletti. Di seguito le sue parole.

«La Curva è fatta di persone. Se le persone che governano, gestiscono la Curva, devono rispondere ad altre persone sopra di loro, una struttura dominante, è chiaro che poi sono un organo di controllo per un sacco di situazioni che si sviluppano dentro e fuori la città. Abbiamo visto i concerti, gli artisti, tutti i personaggi che possono essere più influenti nel mondo dei più giovani a salire. E quindi vuol dire avere il controllo totale sulla nostra città, su Milano. Dopo il Covid è cambiato qualcosa, era chiaro. Si è rivisto in Curva Boiocchi, poi è successo quello che è successo. Da lì sono iniziati a transitare delle figure nuove e sono arrivati i personaggi. C’era Bellocco che sicuramente non era uno dei nostri, è arrivato dopo, in quel periodo e da lì si è capito che c’erano dei legami con persone che erano già all’interno della Curva e che stava cambiando qualcosa».

Germania, il saluto del pubblico a Gundogan, Muller e Neuer – VIDEO

Omaggio dei tifosi della Germania per Gundogan, Muller e Neuer ieri all’Allianz Arena prima della partita con l’Olanda: le immagini

Ieri sera la Germania, che ha battuto l’Olanda in Nations League alla Allianz Arena, ha salutato con un vero e proprio omaggio Gundogan, Kroos, Muller e Neuer, i quattro campioni del mondo che hanno detto addio alla nazionale tedesca.

Una grande coreografia con i loro volti e la scritta: «Grazie di tutto, leggende». Prima del calcio d’inizio poi Gundogan, Muller e Neuer sono scesi in campo per un saluto ai tifosi e per ricevere una targa commemorativa.

Totti in Serie B? Il meme della serie cadetta: e la musica… – VIDEO

La Serie B rilancia un meme con Francesco Totti protagonista: musica d’autore e tifosi e il Pupone apprezzano: VIDEO

Il modo migliore per iniziare la settimana? Con un bel meme, magari a tema calcistico, come quello pubblicato su Instagram dalla Serie B e che ha come protagonista Francesco Totti.

«Memino per iniziare bene la settimana: Francesco Totti in Serie BTK 🤔» e come colonna sonora la canzone di Bello Figo sul capitano della Roma, il cui viso compare sullo sfondo nel gol del 2-1 in Sudtirol Palermo, vinta dai siciliani: gli utenti apprezzano l’idea e anche il protagonista, che autoironico ha lasciato il like.

Massimo Gramellini: «Il caso di Michael Liguori del Padova, continua a giocare nonostante una condanna per stupro. Ho una domanda da fare…»

Le parole di Gramellini sulla vicenda di Michael Liguori: condannato per stupro in primo grado, ma in campo nel week end in Serie C con il Padova

Massimo Gramellini dedica il suo quotidiano pezzo in prima pagina a una vicenda riguardante un giocatore del Padova, ponendosi e ponendo a tutti una domanda importante. Ecco la prima parte dell’articolo:

«Il centravanti del Padova Michael Liguori, condannato in primo grado a 3 anni e 4 mesi per stupro, lo scorso week-end era regolarmente in campo. Il suo club ha deciso di aspettare la sentenza definitiva, contando sul pieno appoggio del tifo organizzato maschile e sulla neutralità di quello femminile, una cui rappresentante ha dichiarato: «Non lo sosteniamo né lo demonizziamo». Inevitabile chiedersi: ma questi ammirevoli scrupoli costituzionali sarebbero stati espressi anche se Liguori fosse stato il centravanti di una squadra avversaria? Perché l’impressione è che non vada proprio così. E mica solo nel calcio».

Maspero: «Torino, adesso per sostituire Zapata c’è un giocatore che deve dimostrarsi un leader. Sarà un’assenza pesante, ma tornerà quello di prima. Dico no agli svincolati, non servono»

Le parole di Riccardo Maspero, ex calciatore del Torino, sull’infortunio di Duvan Zapata, quanto pesa per i granata e su come rimpiazzarlo

Giocatore del Torino tra il 2000 e il 2003, Riccardo Maspero ha parlato con il Corriere della Sera della situazione di casa granata, resa più difficile dopo l’infortunio di Zapata, che priva la squadra dell’apporto del suo bomber, nonché trascinatore.

QUANTO PESA L’ASSENZA DI ZAPATA – «Parecchio, inutile nasconderlo, perché era il principale terminale offensivo, importante sia dal punto di vista morale, perché riusciva a trascinare la squadra con il suo esempio, che da quello tecnico, per la sua capacità di finalizzare il gioco della squadra ma anche di mandare in porta i compagni tenendo impegnati i difensori avversari».

UN INFORTUNIO GRAVE A 33 ANNI – «Io penso che il fattore anagrafico, in questi casi, sia secondario. Contano più di tutto la voglia e la determinazione nell’effettuare un recupero completo e il più rapido possibile, con pazienza e lavoro. Su questo, conoscendo la professionalità di Duvan, sono molto ottimista, tornerà sui livelli di prima, ne sono sicuro».

GLI SVINCOLATI – «Andare a prendere svincolati è sempre un rischio, perché spesso si tratta di giocatori che non sono in condizione di giocare subito e serve almeno un mese per la riatletizzazione, se non di più. Tanto vale aspettare il mercato di gennaio, che offre sicuramente più possibilità per rimpiazzare un giocatore determinante come Zapata».

VLASIC LEADER RITROVATO – «Penso proprio di sì. Si tratta di un giocatore importante, che ha evidentemente delle qualità e ora è chiamato a metterle a disposizione della squadra per ritrovarsi dopo un lungo periodo di stop. Il suo recupero consente a Vanoli di alzare il tasso tecnico tra centrocampo e attacco».

Retegui, Spalletti ha trovato il suo attaccante: le pagelle

Le pagelle di Mateo Retegui in Italia-Israele: Luciano Spalletti ha trovato il numero nove che gli serve in Azzurro

Luciano Spalletti ha trovato l’attaccante della sua Italia in Mateo Retegui: l’italoargentino anche ieri ha segnato – dal dischetto – e aiutato molto la squadra nella vittoria contro Israele e sembra sempre più confermato come prima scelta per l’attacco e non solo per l’infortunio di Scamacca. Di seguito le sue pagelle.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 7 – «Un “nove” che lavora per la squadra, sempre di più. Grazia Glazer, che poi su di lui deve fare un miracolo. Non dal dischetto: è glaciale».

TUTTOSPORT 6.5 – «Si muove tantissimo tra le linee e negli spazi risultando l’elemento chiave nella manovra azzurra perché non offre punti di riferimento agli avversari. Sciupa un’occasione clamorosa, però, nel finale di primo tempo. Resta sempre in partita».

IL CORRIERE DELLA SERA 7 – «Bacia il pallone per il primo rigore azzurro, che è perfetto. E soprattutto fa un lavoro che va al di là dei gol mancati o segnati».

LA REPUBBLICA 7 – «Il rigore che scassina la partita. E tanto altro, peccato che Raspadori poi sprechi».

LA STAMPA 6.5 – «Mezzo voto in più per il modo, chirurgico, con cui trasforma il rigore: senza, avrebbero pesato le disattenzioni sotto porta».

Roberto D’Aversa: «Dalla testata di Lecce sono rinato grazie a mia moglie. I giovani forti ci sono, ma è difficile farli giocare. Il più grande di tutti è Conte per questo motivo»

Le parole di Roberto D’Aversa, tecnico dell’Empoli, che torna a parlare della testata a Henry quando era sulla panchina del Lecce

Una confessione a cuore aperto, nella quale il calcio si mischia alla vita: l’intervista di Roberto D’Aversa, mister di un Empoli che sta facendo bene, è il racconto appassionato di un allenatore che è stato capace di uscire da un grave errore, la testata dell’anno scorso a Henry che portò all’esonero immediato.

GIOVANI – «Ci sono tanti giovani forti. Solo da noi Fazzini, Viti, Colombo, Esposito, Pellegri. Ma farli giocare è sempre difficile. A noi allenatori vengono chiesti punti e questo ci spaventa».

LA TESTATA A LECCE – «Quando sono rientrato a casa, Claudia, mia moglie, mi ha guardato: “Ma cosa hai fatto?”. Poi subito dopo: “Ormai è successo, rialzati e vai avanti”. Sono stato molto fortunato a incontrarla. Passo poco tempo in famiglia, l’artefice della buona educazione dei miei figli è lei. Li porta a scuola, li accompagna a fare sport. Forse non glielo ho detto abbastanza, ma lei sa l’importanza che ha nella mia vita e nella loro. Gliene sarò per sempre grato»

RIMPIANGE IL POCO TEMPO CON I FIGLI – «Sì, quello non si può comprare. Però il buon padre di famiglia, oltre a essere vicino, deve essere d’esempio. Vedono papà e mamma dedicarsi anima e corpo al lavoro, è anche una dimostrazione di responsabilità nei loro confronti».

I SUOI GENITORI – «Emigrarono in Germania, poi il ritorno in Italia, a Pescara, quando avevo tre anni. Facevano i commercianti ambulanti, si svegliavano ogni giorno alle 3 di notte, montavano il banco e poi tornavano nel pomeriggio. Non si sono mai concessi una vacanza, una cena al ristorante. Tutto per dare solidità a me e ai miei fratelli, gliene sarò per sempre grato. Ma avrei voluto che si godessero di più la vita».

LA VITA É UNA SOLA – «E ti può riservare delle brutte sorprese. Mia mamma è a letto da un anno, quando ero a Lecce è stata colpita da un ictus. Le ha salvato la vita un’infermiera che è intervenuta in tempo. Adesso sta meglio, anche se non ha recuperato la mobilità a una gamba. Per non trascurare il mio lavoro, sono andato a trovarla solo due volte in un anno. É una cosa di cui mi vergogno».

CONTE IN TESTA ALLA CLASSIFICA – «É il migliore a ricostruire, lo dice la sua storia. Lui non vuole partecipare, vuole vincere. Lo può fare, perché ha una squadra forte e non ha le coppe. Non me ne voglia il mio amico Inzaghi, ma faccio il tifo per Antonio».

Scorsese in Sicilia, il Palermo lo omaggia con una maglia speciale – FOTO

Martin Scorsese ha ricevuto dal Palermo una maglia speciale durante il viaggio in Sicilia del cineasta italoamericano: il messaggio sui socia

Martin Scorsese in questi giorni è in Italia: il regista italoamericano ha iniziato il suo tour del nostro paese da Torino, dove è stato premiato dal Museo Nazionale del Cinema – nel quale ha tenuto una masterclass – e poi si è spostato in Sicilia, dove ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Polizzi Generosa, paese d’origine della sua famiglia. Nel viaggio anche una tappa a Palermo, dove la società rosanero ha voluto omaggiare il cineasta, forse il più grande vivente.

«“Il passato è la torcia che ci illumina la via”. Il sangue di questa terra nelle radici del maestro Martin Scorsese. Palermo, le montagne di Polizzi, tutta la Sicilia, saranno sempre casa sua».

Barella torna in gruppo e fa sorridere Inzaghi: alla ripresa ci sarà

Nicolò Barella pronto a rientrare in campo: dopo l’infortunio si aggrega al gruppo e Simone Inzaghi conta di rilanciarlo subito nella mischia

Archiviate le ultime partite della pausa Nazionali, l’Inter tornerà a lavorare nella giornata di oggi per iniziare a preparare il trittico di gare che vedrà i nerazzurri sfidare in sequenza, Roma, Young Boys e Juventus tra campionato e Champions League in tre partite fondamentali per il proseguo della stagione. Uno dei protagonisti più attesi sarà sicuramente Nicolò Barella, che dopo l’infortunio al retto femorale, oggi tornerà a lavorare col gruppo, ritornando agli ordini di Simone Inzaghi che potrà quindi averlo disponibile.

Come riporta la Gazzetta dello Sport, dopo tantissime sedute in solitaria, il centrocampista sardo potrà finalmente rientrare a pieno regime nelle gerarchie di formazioni, con il tecnico piacentino che sicuramente lo lancerà tra i titolari nella sfida dell’Olimpico contro i giallorossi. Secondo la rosea, Mkhitaryan sembra meno sicuro del posto visto che alle spalle incombe Zielinski. Mentre la risalita di Frattesi, lì sul centro-destra caro a Nicolò, è più complicata.

Di Lorenzo, l’incubo Europeo è alle spalle: con Israele è il migliore in campo

Le pagelle di Giovanni DI Lorenzo, autore di una doppietta in Italia-Israele e migliore in campo: l’incubo europeo è dimenticato

Di Lorenzo si riprende la nazionale dopo l’estate da incubo all’Europeo, in cui le sue prestazioni furono tra le peggiori di tutte: allora aveva addosso le scorie di una stagione disastrosa e sembrava ad un passo dal divorzio con il Napoli. Ora a ottobre tutto questo è alle sue spalle: Conte lo ha confermato con l’azzurro Napoli e Spalletti ieri gli dà anche la fascia azzurra da capitano dell’Italia, e lui ringrazia con una doppietta e una prestazione da migliore in campo. Di seguito le pagelle sui principale giornali, sportivi e non solo.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 8 – «Non segnava in azzurro da quasi due anni: ne fa due, che “segnano” la gara. Anche un lancio d’oro a Retegui e a Gloukh lascia briciole».

TUTTOSPORT 8 – «Una doppietta per la rinascita. Si è ormai scrollato di dosso la scimmia dell’Europeo, bello il suo lancio per Retegui in avvio e prepotente il colpo di testa per un gol che gli mancava in azzurro da quasi 2 anni. Da capitano, riprende Fagioli per una mancata copertura su Gloukh».

IL CORRIERE DELLA SERA 7.5 – «Celebra la prima da capitano con un gol di testa da condor dell’area piccola e poi con il tiro teso e piazzato per il 4-1: prima doppietta azzurra, in una serata che gli fa dimenticare gli ultimi mesi difficili in Nazionale. Bentornato».

LA REPUBBLICA 8 – «Da bambino lo chiamavano Bati, una doppietta azzurra basta a capire il perché. Ve li ricordate i disastri dell’Europeo Rivoluzione copernicana».

LA STAMPA 7.5 – «Un piccolo, ma significativo segnale di rinascita personale dopo l’Europeo più brutto: va a segno per due volte con la fascia di capitano nello stadio dove da capitano ha vinto lo scudetto con il Napoli. Coincidenze del pallone, segnali da cogliere».

Balotelli Genoa, manca solo una cosa per il sì: accordo raggiunto per il contratto

Balotelli Genoa, accordo raggiunto tra le parti per il contratto di Supermario: ecco cosa manca per la fumata bianca

Balotelli e il Genoa hanno trovato un accordo per il trasferimento di Supermario in rossoblù fino al 30 giugno 2025 per un ingaggio di 250-300 mila euro più bonus legati a rendimento e salvezza. A scriverlo è La Gazzetta dello Sport.

La fumata bianca per la nuova avventura dell’ex attaccante del Milan dipende però da Gilardino. L’allenatore ha dato l’ok all’arrivo di Balotelli, ma la sua panchina è in bilico e in caso di sconfitta col Bologna potrebbe essere esonerato. A quel punto il nuovo tecnico del Genoa (Sampaoli?) dovrebbe dare il benestare all’acquisto dello svincolato Supermario.

Massimo Mauro: «Troppe partite, troppi soldi. Anche una volta c’erano gli infortuni. Giocare è meglio di allenarsi»

Le parole di Massimo Mauro, ex calciatore e ora opinionista sportivo, in controtendenza sulla questione dei calendari intasati

Massimo Mauro ha giocato in Serie A con Zico, Platini e Maradona. Oggi è un opinionista affermato e interviene su La Repubblica sul tema del momento: si gioca troppo? Le sue sono idee in controtendenza e come tali meritano una lettura.

SOLDI – «Che andrebbe benissimo giocare una ventina di partite in meno all’anno, a patto però di guardare anche il rovescio della medaglia e abbassare l’ingaggio di un paio di milioni di euro».

GIOCARE TROPPO – «Anche ai miei tempi ci si faceva male. E poi adesso le squadre hanno rose di 30 giocatori e ci sono 5 sostituzioni a partita. Pure noi tra nazionali, campionato e coppe giocavamo parecchie partite, ma con meno giocatori. Insomma, finiamola di parlare del calcio come usurante. È uno sport in cui regna la tensione della responsabilità del risultato. Ma per il resto lavori all’area aperta e sotto stretto controllo medico. Non vedo la sofferenza».

SALUTE – «Penso che giocare spesso non sia un problema per la salute dei giocatori, perché la partita sostituisce l’allenamento. Anzi è anche meglio».

Koopmeiners, le condizioni dell’olandese: ecco quando dovrebbe tornare in campo

Infortunio Koopmeiners, non filtra ottimismo in casa Juve: praticamente impossibile recuperarlo per la fine della sosta nazionali: ecco quando

Arrivano aggiornamenti molto importanti per quanto riguarda le condizioni di Teun Koopmeiners: il centrocampista della Juve uscito all’intervallo dell’ultima sfida contro il Cagliari per un dolore alle costole.

Le speranze di vederlo nella lista dei convocati per il match contro la Lazio alla ripresa del campionato – scrive oggi La Gazzetta dello Sport – sono praticamente ridotte allo zero. Qualche possibilità in più resiste per lo Stoccarda, ma più realisticamente si cercherà di rimetterlo in sesto per la sfida contro l’Inter del 27 ottobre.

Qualche fischio, il corteo, tanti controlli e nessun problema: come è andata l’alta Italia-Israele

Si è svolta senza intoppi Italia-Israele: contestazioni prima della partita, qualche fischio all’inno, ma la sicurezza ha funzionato

Allerta massima a Udine per Italia-Israele: la partita ha avuto un accompagnamento di proteste per tutto il giorno, ma alla fine tutto è filato liscio. Prima del fischio d’inizio un corteo Pro-Palestina ha sfilato per le strade del centro, blindato dalle forze dell’ordine: tremila partecipanti hanno sfilato da piazza della Repubblica a piazza XX Settembre, con alla testa uno striscione «Diamo un calcio all’apartheid, Israele fuori dalla Fifa». Il corteo, scortato dalla Polizia, ha seguito il percorso stabilito senza cercare di andare verso la zona rossa, dove c’era l’hotel del ritiro israeliano, messo sotto sicurezza con cecchini, droni, barriere mobili e dissuasori. Il pullman che ha portato la squadra al Bluenergie Stadium è arrivato scortato, ma senza alcun intoppo.

Anche in campo la partita è andata senza particolari problematiche: qualche fischio all’esecuzione dell’inno israeliano, coperto dagli applausi del resto dello stadio.

Italia Under 21-Irlanda: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Nereo Rocco andrà in scena la sfida tra Italia Under 21-Irlanda: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Nereo Rocco di Trieste si giocherà la sfida di qualificazione agli Europei tra Italia Under 21-Israele. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

ITALIA (4-3-1-2): Desplanches; Zanotti, Viti, Pirola, Turicchia; Fabbian, Bove, Ndour; Baldanzi; Gnonto, P. Esposito. Ct. Nunziata.

IRLANDA (5-3-2): Brooks; Curtis, Abankwah, Adegboyega, Garcia, MacNulty, Roughan; Phillips, Healy, Moran; Kenny, Emakhu. Ct. Crawford.

Orario e dove vederla in tv

Italia Under 21-Irlanda si gioca alle ore 18.30 di martedì 15 ottobre per le qualificazioni all’Europeo di categoria. Verrà trasmessa in diretta tv in chiaro per tutti su Rai 2. Per vedere la partita in streaming, sarà disponibile sulla piattaforma Rai Play.

Le prime pagine sportive nazionali – 15 ottobre

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola.

Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

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