Pagina 738 – Calcio News 24

Striscioni a favore di Lotito (ma non da parte dei tifosi della Lazio). Svelato un retroscena clamoroso!

Lazio, striscioni pro Lotito firmati dai tifosi della Roma: ironia e sfottò nella Capitale

A Roma la rivalità tra le due squadre della Capitale non si ferma mai, nemmeno durante l’estate. Negli ultimi giorni, infatti, il clima attorno alla Lazio si è acceso ulteriormente, complice una provocazione ben orchestrata dai tifosi della Roma.

Alcuni striscioni con la scritta “Lotito resisti” sono comparsi in diversi punti strategici della città. Un messaggio ironico, che apparentemente sostiene il presidente biancoceleste Claudio Lotito, ma che in realtà rappresenta un chiaro sfottò rivolto alla tifoseria della Lazio, ormai da settimane apertamente in rotta con il patron.

Un momento teso tra società e tifosi

La situazione in casa Lazio è particolarmente delicata. Dopo una stagione sottotono e un calciomercato giudicato deludente da gran parte dei sostenitori, il malcontento verso la dirigenza è esploso in contestazioni pubbliche e richieste di cambiamento.

I tifosi biancocelesti si aspettavano un progetto ambizioso e investimenti concreti, ma a oggi regna l’incertezza. È proprio in questo contesto che gli striscioni firmati dalla sponda giallorossa si inseriscono come ulteriore motivo di tensione, alimentando lo storico antagonismo cittadino.

La Lazio chiamata a rispondere sul campo

Il derby di Roma, si sa, non è solo una partita: è una sfida quotidiana vissuta tra le strade, nei bar, sui social e ora anche sui muri della città. Mentre i tifosi della Roma sfruttano il momento per colpire con ironia, la Lazio è chiamata a reagire concretamente, lasciando da parte le polemiche e concentrandosi sul campo.

La nuova stagione rappresenta un’opportunità di rilancio, ma serviranno risultati immediati per ricucire il rapporto tra squadra, società e tifosi. In attesa che Lotito chiarisca le proprie intenzioni e magari si riavvicini alla piazza, sarà fondamentale che il gruppo guidato dal nuovo allenatore trovi compattezza e motivazioni.

Nel frattempo, “Lotito resisti” resta l’ennesima dimostrazion

Calciomercato Sassuolo, Volpato si esprime così: «Addio? Adesso vi svelo tutti i miei obiettivi»

Calciomercato Sassuolo, Volpato: «Voglio restare in A e dimostrare il mio valore». La situazione

Il protagonista del momento in casa neroverde è senza dubbio Cristian Volpato, uno dei nomi più interessanti del calciomercato Sassuolo. Dopo la promozione ottenuta nella scorsa stagione, il giovane fantasista italo-australiano ha le idee chiare: restare in Serie A e dimostrare il proprio valore. In un’intervista concessa al Corriere dello Sport, Volpato ha raccontato le sue sensazioni e i suoi obiettivi per la nuova stagione.

«Ho intenzione di dimostrare chi sono e quali sono le mie potenzialità. Non vedo l’ora di tornare a giocare in Serie A», ha dichiarato il numero 10, motivato a imporsi con la maglia del Sassuolo anche nel massimo campionato.

Volpato: «La Serie B mi ha fatto crescere»

Il giovane trequartista ha riflettuto sulla sua esperienza in Serie B, definendola formativa: «Era il mio primo anno in B, un campionato difficile che mi ha insegnato molto. Tante partite sporche, tanta intensità e agonismo. Ho imparato a gestire meglio i duelli e le palle sporche. È stato un passo fondamentale per la mia crescita».

E ora, con la Serie A ritrovata, Volpato punta al salto di qualità: «Devo capire meglio quando è il momento della giocata e quando serve la semplicità. Questo si costruisce solo giocando con continuità, cosa che in passato non sempre ho avuto, se non in un breve periodo con Mourinho alla Roma».

Calciomercato Sassuolo: Volpato resta concentrato

Nonostante le tante voci sul calciomercato Sassuolo, Volpato mantiene i piedi per terra: «Leggo e sento le notizie, e mi fa piacere sapere che c’è interesse. Ma io penso solo a lavorare per il Sassuolo. Non mi faccio distrarre dal mercato». Anche l’amministratore delegato Giovanni Carnevali ha confermato la volontà del giocatore di restare, sottolineando il suo atteggiamento positivo e la sua voglia di emergere.

«Non ho chiesto la cessione, sto bene qui. Ho grande voglia di mettermi in mostra e migliorare. Al resto pensa il mio procuratore», ha ribadito Volpato.

Quanto a un eventuale futuro all’estero, il giovane talento resta aperto: «Vengo dall’Australia, quindi non avrei problemi a spostarmi. Ma oggi la mia testa è solo al Sassuolo».

Fofana carica il Milan: «Noi ci faremo trovare pronti. Vogliamo raggiungere a tutti i costi quell’obiettivo»

Fofana guida il nuovo Milan: «Pronti al riscatto, vogliamo vincere tutto». Le parole

Nel primo giorno di ritiro a Hong Kong, Youssouf Fofana ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport, delineando con grande chiarezza ambizioni, spirito e mentalità del nuovo Milan. Il centrocampista francese, nuovo faro della mediana rossonera, ha trasmesso un messaggio di fiducia e voglia di rivalsa dopo una stagione deludente.

«Fisicamente e mentalmente sto bene. Ho avuto tempo per recuperare e adesso sono pronto. Tutta la squadra è carica. L’anno scorso è alle spalle e non possiamo cambiarlo. Ora guardiamo avanti con la giusta cattiveria», ha dichiarato Fofana, esprimendo il desiderio di lasciarsi il passato alle spalle e affrontare la nuova stagione con determinazione.

Fofana su Allegri: «Era l’uomo giusto»

Uno dei temi centrali toccati da Fofana è stato il rapporto con Massimiliano Allegri, da poco alla guida tecnica del Milan. «Ha un ottimo feeling con noi. Ci parla non solo di calcio, ma ci sta vicino anche fuori dal campo. In allenamento è molto chiaro: ci spiega bene tutto e lo seguiamo con fiducia. Uno come lui serviva: ha vinto tanto in Serie A e fatto due finali di Champions. È un grande valore aggiunto», ha sottolineato il francese.

Sotto la direzione sportiva di Igli Tare, il Milan sta cercando di costruire un progetto ambizioso, e Fofana si pone già come leader tecnico e carismatico di questo nuovo corso.

Fiducia nei compagni e obiettivi chiari

Parlando dei nuovi arrivi, Fofana ha elogiato in particolare Samuele Ricci: «È fortissimo, sia con che senza palla. Imparerà in fretta. Tutti noi siamo pronti a sacrifici per migliorare: Ricci può darci tanto e noi non vediamo l’ora di lavorare con lui».

Il discorso si è poi spostato sulla Champions League, dove il Milan non sarà protagonista in questa stagione. Per Fofana, però, non esserci non è accettabile: «Il Milan deve giocare la Champions ogni anno. Non è una scelta, è un obbligo. Il nostro obiettivo è tornare subito al top, vincere tutte le partite e rendere questa squadra nuovamente competitiva a tutti i livelli».

Il messaggio di Fofana è chiaro: il Milan vuole rinascere, e lui sarà al centro di questa nuova sfida.

A centrocampo l’Atalanta deve allargarsi: più minutaggio per Sulemana e Brescianini (perché Ederson e De Roon non bastano)

Atalanta, Ederson e De Roon non bastano. Occorrerà maggior fiducia nei confronti di Sulemana e Brescianini

Attesa in casa Atalanta tra la questione Lookman e chi sarà l’erede di Retegui: nel mezzo ovviamente la questione esterni dove la Dea sta pensando ad un nuovo giocatore.

Tuttavia c’è un reparto poco citato dove, seppur le probabilità di mantenere i big sia alta, ha la necessità di essere “allargato” al di là dei titolari. Ovviamente si parla del centrocampo e dell’impiego di Brescianini e Sulemana.

Premessa. La mediana dell’Atalanta è sempre stata competitiva e capace di riadattarsi: da quando c’era il duo indimenticabile Freuler-De Roon a Koopmeiners fino al tandem Ederson-De Roon (il migliore in tutta la storia nerazzurra). Un duo solido, compatto, costante, ma soprattutto inamovibile: tanto da collezionare 8131 minuti tra Serie A, Champions League e coppe varie l’anno scorso.

Giocatori forti che però non possono sempre tirare la carretta. Certo, i titolari sono i titolari, ma occorrerà aumentare le rotazioni per evitare ulteriori problematiche in caso di infortuni o squalifiche: senza José si va in difficoltà e dall’altra Marten, soprattutto l’anno scorso, non è stato esente da errori senza la possibilità di rifiatare neanche un minuto (considerando anche i 34 anni).

E qui entrano in gioco Brescianini e Sulemana che per dare garanzie al reparto devono essere maggiormente impiegati. Marco, più volte entrato dalla panchina e impiegato come trequartista ha avuto buoni guizzi e visione (ricordando molto Pasalic); Ibrahim invece ha svoltato solo nel finale con due goal decisivi una stagione praticamente ai margini.

Il potenziale è presente in entrambi e tra i compiti di Juric ci sarà quello di dare a loro più minutaggio e fiducia. Chiaro che per arrivare ai livelli di Ederson e De Roon servirà mangiare tanta polenta, ma farli giocare gli ultimi 10 minuti non basta.

Mercato? Se non esce nessuno, oggettivamente, non entra nessuno. In questo caso occorrerà sfruttare al meglio ogni singola risorsa della rosa per evitare di essere dipendenti da determinati giocatori quando per rimanere a certi livelli serve avere le “figure” giuste e necessarie.

Inter, Chivu pronto alla nuova stagione. La situazione tra ritiro e ovviamente il mercato

Inter, Chivu anticipa tutti: nuovo corso al via tra lavoro, sorrisi e mercato. La situazione dei nerazzurri

L’Inter riparte con entusiasmo e concentrazione, e a guidare il nuovo corso c’è Cristian Chivu, che ha deciso di presentarsi alla Pinetina con un giorno di anticipo rispetto al raduno ufficiale. Una scelta che dimostra subito l’approccio deciso e meticoloso del tecnico rumeno, pronto a prendere le redini dell’Inter post-Inzaghi con grande determinazione.

Chivu ha voluto iniziare subito il lavoro di preparazione incontrando i giocatori che stanno già lavorando per recuperare la condizione fisica, tra cui Calhanoglu, Pavard, Bisseck e il nuovo acquisto Zielinski, già attivo in palestra e sul campo. L’unico assente giustificato è stato Bonny, a cui è stato concesso un giorno di riposo dopo aver superato i test fisici con risultati eccellenti.

Chivu e l’Inter: un progetto totale

La giornata di Chivu non si è limitata al campo d’allenamento: nel pomeriggio ha infatti compiuto un nuovo blitz nella sede dell’Inter in viale della Liberazione, il terzo dal suo rientro dagli Stati Uniti. Il suo coinvolgimento non si limita all’aspetto tecnico, ma si estende anche alle dinamiche societarie e alle strategie di calciomercato, segnale evidente della sua volontà di vivere l’Inter a 360 gradi.

Alla Pinetina il clima è apparso disteso. Chivu ha assistito all’allenamento con grande attenzione, intrattenendosi spesso con i giocatori e in particolare con Calhanoglu, dimostrando come eventuali frizioni siano ormai superate. Già durante la tournée americana, il tecnico aveva guidato una riunione chiarificatrice a Charlotte, contribuendo a ristabilire la coesione del gruppo.

L’Inter di Chivu prende forma

Sebbene vi sia una certa continuità con la gestione Inzaghi, l’Inter di Chivu inizierà presto a mostrare una sua precisa identità tattica. Il forte interesse per Lookman, attaccante nigeriano abile nel dribbling e nei movimenti senza palla, testimonia il desiderio di impostare un tridente offensivo più dinamico e imprevedibile. A supporto, ci sarà un lavoro atletico mirato per evitare i crolli fisici visti nelle fasi finali delle ultime stagioni.

Il nuovo allenatore dell’Inter sa che la sfida è impegnativa, ma ha già cominciato a dimostrare di avere la personalità giusta per guidare i nerazzurri in un nuovo capitolo ambizioso.

Spalletti sull’addio all Nazionale: «Non mi passa mai. Ho voluto insistere su quelle cose, ma…»

Spalletti e l’addio alla Nazionale: «Una ferita che non si chiude». Le dichiarazioni del tecnico

Il dolore per l’addio alla Nazionale è ancora vivo in Luciano Spalletti. In una lunga intervista rilasciata a Repubblica.it, l’ex commissario tecnico della Nazionale italiana ha raccontato con sincerità e commozione i sentimenti che lo tormentano da quel momento difficile vissuto all’inizio dell’estate, dopo l’eliminazione contro il Belgio.

«Non mi passa mai. Mi toglie il sonno. Mi condiziona in tutto. Il pensiero torna sempre lì», ha confessato Spalletti, parlando di quel distacco che definisce come il suo più grande dolore sportivo. «Non sono riuscito a far capire ai ragazzi quanto gli volessi bene. Questo è ciò che più mi pesa», aggiunge, sottolineando quanto fosse legato al gruppo.

Spalletti: «La Nazionale non si rifiuta, si serve»

Alla domanda se abbia sbagliato ad accettare l’incarico da ct, Spalletti risponde con decisione: «No. Perché la Nazionale non si sceglie. La Nazionale chiama. E quando lo fa, devi solo rispondere, senza esitazioni. Devi gonfiare il petto e metterti a disposizione». Una filosofia che il tecnico sente ancora fortemente, e che ritiene stia andando perduta nel calcio moderno.

Durante il suo incarico, Spalletti ha cercato di trasmettere ai suoi giocatori un senso di appartenenza forte. «Ho insistito molto sull’identità, sull’orgoglio. Chiedevo di cantare l’inno, di fare un grido di battaglia prima di ogni allenamento. Ma forse ho esagerato. Forse era troppo», ammette con onestà.

Fiducia nei giocatori e un futuro ancora aperto

Nonostante l’eliminazione prematura, Spalletti continua a credere nei calciatori italiani: «Non vi fate fregare da chi dice che siete scarsi. Avete un livello alto. Non mi priverei mai di giocatori come Barella, Bastoni o Dimarco. Sono il cuore del mio gruppo storico». Per Spalletti, la squadra stava trovando la giusta via dopo l’Europeo, ma qualcosa è andato storto: «Scavi il solco per l’acqua, ma poi prende un’altra direzione. E scava, fino a creare una voragine».

La ferita è aperta, ma il carisma e la passione di Spalletti lasciano intravedere che il suo viaggio nel mondo del calcio, anche se segnato da questa delusione, è tutt’altro che finito.

Pirlo, nuova avventura per l’ex tecnico bianconero: allenerà quella squadra estera – UFFICIALE

Pirlo riparte dal Dubai United: nuova avventura sulla panchina. Arriva subito l’ufficialità da parte di quella squadra estera

Pirlo è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera da allenatore. L’ex regista della Juventus e della Nazionale italiana è stato ufficialmente annunciato come nuovo tecnico del Dubai United, squadra che milita nella terza divisione degli Emirati Arabi Uniti. Una scelta sorprendente, che conferma la volontà di Pirlo di mettersi in gioco in contesti nuovi e sfidanti.

Per Andrea Pirlo si tratta della seconda esperienza professionale all’estero dopo l’annata 2022/2023 sulla panchina del Karagümrük, club della Super Lig turca. Anche in quell’occasione, il campione del mondo 2006 aveva mostrato coraggio nel misurarsi con un campionato diverso, lontano dalle luci della Serie A.

Pirlo, dal successo con la Juve a un nuovo inizio negli Emirati

In Italia, Pirlo ha già vissuto un’esperienza significativa come allenatore della Juventus nella stagione 2020/2021. Alla guida dei bianconeri, l’ex centrocampista ha conquistato due trofei: la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana, arricchendo così un palmarès già glorioso da giocatore anche nella sua veste da tecnico.

Ora, la scelta di approdare al Dubai United rappresenta per Pirlo una sfida del tutto diversa, in un contesto calcistico in forte espansione ma ancora lontano dai grandi palcoscenici europei. Sarà un’opportunità per crescere ulteriormente come allenatore, portando la sua esperienza e il suo stile di gioco in un ambiente desideroso di imparare.

Un Pirlo internazionale, tra ambizione e sperimentazione

Il percorso di Pirlo dimostra un profilo professionale aperto, internazionale e non legato esclusivamente alla tradizione italiana. Dopo le esperienze con la Juventus e in Turchia, il nuovo incarico negli Emirati segna un’altra tappa interessante nel suo viaggio da allenatore. L’obiettivo? Creare valore, formare una squadra competitiva e magari sorprendere anche a livello internazionale.

Con il suo carisma e la sua visione tattica, Pirlo proverà a lasciare il segno anche nel calcio arabo, confermandosi un tecnico in continua evoluzione, pronto a nuove sfide ovunque nel mondo.

Insigne-Lazio, missione ancora possibile per i biancocelesti? La situazione tra luglio e gennaio

Insigne-Lazio: trattativa in fase avanzata, Lotito vuole chiudere

Il progetto Insigne-Lazio prende forma e si avvicina sempre più alla realtà. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il presidente Claudio Lotito avrebbe dato la propria parola a Maurizio Sarri per portare Lorenzo Insigne nella Capitale. L’intenzione è chiara: completare l’operazione nel più breve tempo possibile, affinché il giocatore possa iniziare l’integrazione con il gruppo e prepararsi alla nuova stagione in Serie A.

La trattativa Insigne-Lazio è entrata in una fase avanzata, ma non è ancora stata formalizzata del tutto. Restano da definire alcuni aspetti burocratici e, in particolare, le garanzie assicurative necessarie per finalizzare l’accordo. Si tratta dell’ultimo ostacolo prima di un’annuncio che potrebbe infiammare il calciomercato biancoceleste.

Insigne-Lazio: ritorno in Italia per ritrovare Sarri

Attualmente sotto contratto con il Toronto FC, in MLS, Insigne ha manifestato la volontà di tornare in Italia e, soprattutto, di ricongiungersi con Sarri, l’allenatore con cui ha vissuto gli anni più esaltanti della sua carriera al Napoli. Il legame personale e tecnico tra i due è forte, e la prospettiva di rivederli insieme entusiasma l’ambiente laziale.

L’arrivo di Insigne alla Lazio rappresenterebbe anche un cambio di prospettiva tattica. Sarri, tradizionale fautore del 4-3-3, starebbe valutando l’adozione di moduli alternativi, come il 4-2-3-1 o il 4-3-1-2, per sfruttare al meglio le qualità del fantasista campano. In entrambi i casi, Insigne potrebbe agire da trequartista o seconda punta, ruolo più adatto alle sue caratteristiche tecniche e creative.

Insigne-Lazio: non solo suggestione, ma progetto concreto

Il binomio Insigne-Lazio non è più una semplice suggestione estiva. Sarri considera l’ex capitano del Napoli un rinforzo fondamentale per dare imprevedibilità e classe alla manovra offensiva. Inoltre, l’esperienza internazionale del calciatore sarebbe preziosa in un gruppo giovane e in costruzione, chiamato a confrontarsi anche in Europa.

Con la parte tecnica convinta e Insigne desideroso di tornare in Italia, la parola finale spetta ora ai dettagli assicurativi e alla burocrazia. Se tutto andrà come previsto, il progetto Insigne-Lazio potrà trasformarsi in una realtà entusiasmante per tifosi e club.

Calciomercato Bologna, Ndoye andrà via dall’Italia? Tutto dipenderà esclusivamente da quel fattore

Calciomercato Bologna: resistenza su Ndoye, Napoli e Forest in pressing. La situazione

Il calciomercato Bologna entra in una fase caldissima con il futuro di Dan Ndoye al centro dell’attenzione. L’esterno svizzero è finito nel mirino di due club importanti: Napoli e Nottingham Forest, che hanno presentato nelle ultime ore proposte concrete per strapparlo ai rossoblù. Tuttavia, il club emiliano, per ora, ha detto “no” a entrambe le offerte.

Dall’Inghilterra è arrivata una proposta da 37 milioni di euro più bonus, mentre il Napoli ha messo sul tavolo un’operazione complessa: prestito oneroso da 9 milioni con obbligo di riscatto fissato a 26 milioni. Entrambe le offerte non hanno soddisfatto le richieste del Bologna, che valuta Ndoye attorno ai 50 milioni di euro. La dirigenza rossoblù, dunque, resiste, ma l’assedio potrebbe non essere finito.

Tentazione Ndoye: accordo con i club e segnali non nascosti

Dal punto di vista del giocatore, però, la situazione è diversa. L’entourage di Ndoye avrebbe già trovato un’intesa economica con entrambe le società interessate, e alcuni comportamenti recenti del calciatore sembrano suggerire una certa apertura al trasferimento. La sua uscita dal campo nella recente amichevole contro la Virtus Verona, così come il lavoro individuale in palestra e i continui allenamenti differenziati, sono segnali che fanno rumore.

Il calciomercato Bologna, a questo punto, si gioca su due piani: da un lato la volontà del club di trattenere un giocatore fondamentale per la nuova stagione europea; dall’altro, il pressing di club con risorse economiche superiori e la tentazione, comprensibile, del calciatore di misurarsi su palcoscenici ancora più grandi.

La parola finale a Saputo

In questo contesto, la figura del presidente Joey Saputo diventa cruciale. Una sua presa di posizione netta, magari una telefonata diretta a Ndoye, potrebbe ribaltare le carte in tavola e convincere il giocatore a restare almeno per un’altra stagione.

Il calciomercato Bologna si muove con cautela, consapevole che cedere Ndoye vorrebbe dire doverlo rimpiazzare con un profilo di pari valore, operazione tutt’altro che semplice per tempistiche e costi. Le prossime ore saranno decisive per capire se resistere all’assalto o monetizzare.

Calciomercato Roma, Wesley affare fatto. I dettagli dell’affare per il nuovo esterno di Gasperini

Calciomercato Roma: Wesley è il nuovo rinforzo per la fascia destra. La situazione giallorossa

Il Calciomercato Roma entra finalmente nel vivo con un colpo in difesa: Wesley è pronto a diventare un nuovo giocatore giallorosso. Come riportato da Fabrizio Romano, il terzino destro brasiliano si appresta a sbarcare nella Capitale, in attesa che si completino gli ultimi dettagli burocratici tra Roma e Flamengo.

L’accordo tra i due club è ormai definito: il trasferimento di Wesley alla Roma sarà formalizzato non appena Emerson Royal, ex Barcellona e Tottenham, firmerà ufficialmente con il Flamengo. Un’operazione a incastro che ha richiesto qualche giorno di attesa, ma che ormai è agli sgoccioli.

Le cifre dell’operazione

Secondo quanto riportato, il costo dell’operazione si aggira attorno ai 25 milioni di euro, ai quali si aggiungono 5 milioni di commissioni. Una cifra importante per un profilo giovane ma già molto promettente. La trattativa era già in stato avanzato da giorni, ma ora è davvero tutto pronto per il passaggio del laterale classe 2003 alla corte della Roma.

Il giocatore è atteso a breve in Italia per le visite mediche e la firma sul contratto. Una volta completato il trasferimento, Wesley diventerà a tutti gli effetti un nuovo rinforzo per la squadra giallorossa, che punta su di lui per dare nuova spinta e freschezza alla corsia destra.

Un innesto strategico per Gasperini

Nel contesto del Calciomercato Roma, l’arrivo di Wesley rappresenta una scelta precisa e coerente con la strategia del club: investire su talenti giovani, fisici e tecnici, capaci di crescere e diventare protagonisti in Serie A. Il nuovo terzino destro avrà il compito di alzare il livello della rosa e offrire nuove soluzioni al tecnico Gasperini.

Con Wesley, la Roma si assicura un profilo dinamico, abile in fase offensiva e con margini di miglioramento importanti. Un colpo che testimonia come il Calciomercato Roma non si limiti a nomi altisonanti, ma guardi anche al futuro con intelligenza e ambizione.

Calciomercato Juve, Yildiz ricercato da una big! Clamoroso retroscena che ha fatto preoccupare i tifosi

Calciomercato Juve: Yildiz è incedibile, no secco al Chelsea e rinnovo fino al 2030

Il Calciomercato Juve entra nel vivo con una presa di posizione forte e chiara da parte della dirigenza bianconera: Kenan Yildiz non si tocca. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la Juventus ha rifiutato un’offerta milionaria proveniente dalla Premier League. Il Chelsea era pronto a sborsare una cifra compresa tra i 65 e i 68 milioni di euro per il talento turco, ma la risposta della Vecchia Signora è stata netta: “no, grazie”.

Il club ha deciso di blindare il classe 2005 con un rinnovo di contratto che lo legherà ai bianconeri fino al 30 giugno 2030. Un segnale forte, che conferma come il Calciomercato Juve non sia solo fatto di acquisti e cessioni, ma anche di strategie per trattenere i propri gioielli.

Nuovo contratto e stipendio da top player

Il rinnovo di Kenan Yildiz rappresenta una mossa strategica fondamentale nel progetto tecnico guidato da Igor Tudor. La Juventus ha deciso di adeguare l’ingaggio del giovane talento, che passerà a guadagnare circa 4 milioni di euro netti a stagione, bonus esclusi. Un contratto da big, pensato per valorizzare un calciatore considerato centrale nel nuovo corso bianconero.

Nel contesto del Calciomercato Juve, questa operazione ha il sapore di una vera e propria vittoria interna. Trattenere un talento così ambito da mezza Europa, in particolare dalla ricchissima Premier League, dimostra la volontà della società di puntare su una linea giovane ma ambiziosa.

Yildiz, il volto della nuova Juventus

Kenan Yildiz diventa così il simbolo della Juventus che verrà. Dopo una stagione esaltante, culminata con prestazioni eccellenti anche al Mondiale per Club, il fantasista turco si prepara a essere il leader tecnico della squadra. Tudor lo considera il perno dell’attacco e il punto di riferimento per i compagni.

Il messaggio che arriva dal Calciomercato Juve è inequivocabile: Yildiz è incedibile. La Juventus ha scelto di costruire il proprio futuro intorno a lui, respingendo ogni assalto esterno e lanciando un chiaro segnale al mercato internazionale.

Le prime pagine sportive nazionali – 25 luglio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Calciomercato Atlético Madrid: Hancko è ufficialmente un nuovo giocatore dei Colchoneros. I dettagli

Calciomercato Atlético Madrid: Hancko è ufficialmente un nuovo giocatore dei Colchoneros. Tutti i dettagli dell’operazione

Dopo settimane di trattative e colpi di scena, Dávid Hancko ha finalmente voltato pagina: lascia l’Olanda e il Feyenoord per iniziare una nuova avventura con l’Atlético Madrid. Il centrale slovacco, classe 1997, è stato protagonista di un’operazione fulminea che si è conclusa in poche ore dopo l’interesse manifestato dal club spagnolo. Il difensore era finito nel mirino in passato anche della Juventus, che però non ha mai chiuso per lui.

L’Atlético ha pubblicato nel pomeriggio la nota ufficiale con cui annuncia l’ingaggio del difensore. Hancko ha superato le visite mediche presso il Centro di Medicina Sportiva ad Alte Prestazioni Vithas – Invictum dell’Ospedale Universitario Madrid Arturo Soria, dopodiché ha firmato il contratto quinquennale con l’amministratore delegato Miguel Ángel Gil. Il giocatore si è dunque legato ai Colchoneros fino al 2030.

Originario di Prievidza, Hancko è alto 1,88 metri e porta con sé un’esperienza internazionale di rilievo. Con la nazionale slovacca ha disputato 52 partite ufficiali, comprese quattro gare all’ultimo Campionato Europeo, dove la Slovacchia ha raggiunto gli ottavi di finale. Con il trasferimento a Madrid, Hancko diventa il primo giocatore slovacco della storia dell’Atlético, un dato che impreziosisce ulteriormente il suo arrivo.

Il difensore è atteso immediatamente al ritiro precampionato della squadra, in programma a Los Ángeles de San Rafael, dove inizierà a integrarsi con il gruppo guidato da Diego Simeone. La sua capacità di giocare sia come centrale che come esterno sinistro lo rende una pedina versatile per la retroguardia rojiblanca.

Con l’ingaggio di Hancko, l’Atlético Madrid aggiunge forza fisica, esperienza internazionale e duttilità al proprio reparto difensivo, confermando l’ambizione di competere ai massimi livelli sia in Liga che in campo europeo.

🙌 Benvenuto Dávid, Madrid ti aspetta!

Torino, ufficiale Ngonge: ecco dettagli e comunicato – FOTO 

Cyril Ngonge è ufficialmente un nuovo giocatore del Torino, ecco dettagli e comunicato, ma anche il post dei granata e il video delle visite mediche 

Ora è ufficiale: Cyril Ngonge è a tutti gli effetti un nuovo giocatore del Torino. Il talento belga è arrivato questa mattina all’ombra della Mole dove ha svolto le visite mediche di rito presso l’Istituto medicina dello Sport. Subito dopo – giusto il tempo di scattare le canoniche foto – l’esterno ha firmato il contratto che lo unirà ai granata di Marco Baroni (almeno) per la prossima stagione. 

D’altronde la formula scelta per il nativo di Uccle arrivato dal Napoli parla chiaro: prestito ad un milione di euro con diritto di riscatto fissato a 17. Nella tarda serata il classe 2000 ha raggiunto i futuri colleghi in quel di Prato Allo Stelvio (sede del ritiro del Torino fino al prossimo sabato). Ecco il comunicato ufficiale diramato dalla società di Via Viotti sui propri portali ufficiali qualche minuto or sono, con annessa immagine.

COMUNICATO UFFICIALE TORINO NGONGE – «Il Torino Football Club è lieto di annunciare di aver acquisito dalla Società Sportiva Calcio Napoli, a titolo temporaneo con opzione per l’acquisto a titolo definitivo, il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Cyril Ngonge.

Ngonge è nato a Ukkel, in Belgio, il 26 maggio 2000. Cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Club Bruges, ha esordito in prima squadra il 2 dicembre 2018 nella gara vinta contro lo Standard Liegi. Nove giorni dopo un altro debutto, questa volta in Champions League, dove è sceso in campo da titolare nella sfida contro l’Atletico Madrid. Dopo le esperienze in Eredivisie, il massimo campionato olandese, con le maglie di RKC Waalwijk e Groningen, nel gennaio 2023 è approdato in Italia, al Verona. In un anno in maglia gialloblù ha collezionato 36 presenze, 11 gol e 3 assist venendo valorizzato anche dal tecnico Marco Baroni. Nel gennaio 2024 è stato acquistato dal Napoli e nella stagione appena conclusa ha contribuito alla conquista dello Scudetto, il quarto nella storia del Napoli.
Per lui anche una presenza con la nazionale del Belgio: è sceso infatti in campo il 10 ottobre 2024 in occasione della gara di Uefa Nations League contro l’Italia.

Tutto il Torino Football Club accoglie Cyril Ngonge con un caloroso benvenuto: buon lavoro, Sempre Forza Toro!»

GUARDA QUI INVECE IL VIDEO: FRANCO ISRAEL, ECCO L’ARRIVO IN CITTA’ DEL NUOVO PORTIERE DEL TORINO

Cagliari, Folorunsho manda un messaggio ai tifosi rossoblù: «Non vedo l’ora di conoscervi!»

Cagliari, Folorunsho manda un messaggio ai tifosi rossoblù: «Non vedo l’ora di conoscervi!». Le dichiarazioni

Il Cagliari Calcio ha annunciato l’acquisto ufficiale di Michael Folorunsho, centrocampista classe 1998, prelevato dal Napoli. Con questo trasferimento, il club sardo dà il via a un nuovo capitolo della propria campagna di rafforzamento estiva, inserendo un profilo che promette di elevare il livello tecnico e tattico della squadra.

Chi è Michael Folorunsho

Folorunsho, nato a Roma e cresciuto calcisticamente tra Lazio e Virtus Francavilla, si è fatto notare per le sue doti fisiche e l’ottima capacità di inserimento. Nell’ultima stagione ha vestito la maglia del Napoli, pur trovando poco spazio, ma ha già dimostrato il suo valore in Serie B con le maglie di Bari e Reggina. Centrocampista box-to-box, è apprezzato per la sua intensità, duttilità e abilità sia in fase difensiva che offensiva.

Il progetto tattico di Fabio Pisacane

L’arrivo di Folorunsho si inserisce nel disegno tecnico di Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari noto per il suo approccio pragmatico e per valorizzare giocatori grintosi e capaci di interpretare più ruoli. Il nuovo acquisto rappresenta una pedina importante per arricchire le opzioni in mediana: può agire da mezzala, centrocampista centrale o persino da trequartista all’occorrenza. L’allenatore potrà contare su maggiore versatilità, dinamismo e soluzioni in fase di costruzione del gioco.

Entusiasmo tra i tifosi e prima dichiarazione ufficiale

Dopo le visite mediche di rito e alcune anticipazioni sui social, il club ha confermato il trasferimento con un comunicato ufficiale. “Sono felice di essere qui, pronto per dare tutto e onorare questa maglia”, ha dichiarato Folorunsho nelle sue prime parole da giocatore rossoblù. L’entusiasmo è alle stelle tra i tifosi cagliaritani, noti per la loro passione e attaccamento ai colori della squadra.

Impatti sul mercato e prospettive

L’acquisto di Folorunsho è un segnale forte lanciato dal direttore sportivo Guido Angelozzi, che ha seguito il giocatore con attenzione nelle ultime settimane. Un colpo mirato, che potrebbe cambiare gli equilibri della rosa e stimolare ulteriori operazioni di mercato.

«Ciao ragazzi, sono arrivato, non vedo l’ora di conoscervi. Forza Casteddu!».

Alberto Costa Juve, ufficiale la cessione del terzino al Porto: ecco il comunicato del club con i dettagli

Alberto Costa Juve, ora è ufficiale la cessione del terzino al Porto: c’è il comunicato dei due club con tutti i dettagli

Il trasferimento del giovane terzino destro della Juventus Alberto Costa al FC Porto è diventato ufficiale, segnando una nuova tappa nella carriera del promettente difensore classe 2003. Ecco il comunicato dei due club:

COMUNICATO PORTO – «Il FC Porto ha raggiunto un accordo con la Juventus Football Club per l’acquisizione, a titolo definitivo, dei diritti di iscrizione sportiva e del 100% dei diritti economici di Alberto Costa per un importo fisso di 15 milioni di euro, a cui si aggiunge un compenso variabile massimo di 1 milione in base al raggiungimento di determinati obiettivi. La Juventus tratterrà il valore corrispondente al 10% delle plusvalenze di un’eventuale futura cessione del giocatore. Inoltre, si informa che il FC Porto ha stipulato con il giocatore un contratto valido per cinque stagioni sportive, fino al 30 giugno 2030, avendo concordato una clausola di rescissione di 65 milioni di euro. La Juventus si assumerà la responsabilità del meccanismo di solidarietà dovuto a terzi e il FC Porto dichiara che avrà oneri per servizi di mediazione pari al 10% dell’importo della transazione.».

COMUNICATO JUVE – «Alberto Costa non è più un giocatore della Juventus. Termina, dunque, la sua avventura in bianconero. Il laterale classe 2003 torna nella sua terra di origine – il Portogallo – dove giocherà con il Porto. Cessione a titolo definitivo, dunque, per Alberto che torna nella massima serie portoghese. Arrivato nell’ultima finestra invernale di mercato dal Vitoria Guimaraes, Costa saluta i nostri colori dopo avere totalizzato con la nostra maglia 14 presenze – tra tutte le competizioni – e fornito tre assist, di cui due al Mondiale per Club. In bocca al lupo per il futuro!»

Le cifre dell’operazione: «Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver raggiunto un accordo con la società Porto FC per la cessione a titolo definitivo dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore Alberto Oliveira Baio, a fronte di un corrispettivo di € 15 milioni, pagabili in quattro esercizi, oltre a premi variabili fino a un massimo di € 1 milione. Tale operazione genera un impatto economico positivo sull’esercizio in corso pari a ca. € 2,3 milioni, al netto degli oneri accessori. In data 24 luglio 2025, come descritto nel relativo comunicato stampa, è stato altresì raggiunto con la medesima controparte l’accordo per l’acquisizione, a titolo definitivo, dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore João Mário Neto Lopes, a fronte di un corrispettivo fisso di € 11,4 milioni. Le operazioni sopra citate comportano un conguaglio monetario a favore di Juventus – basato sul differenziale dei corrispettivi fissi e di taluni oneri accessori – pari a ca. € 3 milioni. Tali operazioni – sulla base di approfondimenti preliminari – risultano qualificabili come separate e distinte dal punto di vista sia contrattuale sia sostanziale; diversamente, ai sensi dello IAS 38 che regola la materia, laddove le operazioni fossero considerate permute e laddove anche solo uno dei due requisiti (sostanza commerciale e attendibile misurazione del fair value) necessari per la contabilizzazione delle operazioni al fair value (e, quindi, con rilevazione dell’impatto positivo a conto economico menzionato sopra) non fosse ritenuto soddisfatto, le operazioni non potrebbero essere rilevate al fair value. Si precisa infine che le valutazioni finali circa la rilevazione contabile delle operazioni saranno compiute ai fini della preparazione della Relazione Semestrale al 31 dicembre 2025».

Calhanoglu Inter, Fabrizio Romano svela: «Ha chiuso le porte a una cessione, all’Inter ne parleranno internamente per chiarire»

Calhanoglu Inter, Romano chiarisce: «Ha chiuso le porte a una cessione, all’Inter ne parleranno internamente per chiarire». Le parole

Dopo settimane di indiscrezioni e trattative ipotetiche, è arrivata la conferma ufficiale: Hakan Calhanoglu continuerà la sua avventura con l’Inter. Il centrocampista turco, classe 1994, noto per la sua tecnica raffinata e i calci piazzati letali, ha deciso di rimanere a Milano, dissipando le voci di mercato che lo avevano visto protagonista negli ultimi mesi.

A fare chiarezza sulla situazione è stato il giornalista ed esperto di calciomercato Fabrizio Romano, che attraverso il suo canale YouTube ha confermato la volontà del calciatore di restare legato ai colori nerazzurri. Secondo Romano, la società milanese continuerà a discutere internamente del ruolo del giocatore, ma la sua permanenza appare ormai definita.

Durante la finestra di mercato, il pressing maggiore è arrivato dalla Turchia. Il Fenerbahçe, spinto da un forte interesse da parte del proprio presidente, ha seguito da vicino il giocatore senza però formalizzare alcuna offerta ufficiale. Più decisa è stata l’azione del Galatasaray, che ha messo sul tavolo un’offerta di 10 milioni di euro. Una cifra lontana dai 30 milioni richiesti inizialmente dalla dirigenza interista, rendendo di fatto impraticabile ogni trattativa.

Con la scelta di Calhanoglu di restare a Milano, l’Inter può ora concentrare le proprie energie su altri obiettivi di mercato. Il centrocampista turco sarà nuovamente a disposizione del tecnico Cristian Chivu, ex difensore romeno e allenatore delle giovanili, ora chiamato a guidare la prima squadra. L’obiettivo sarà quello di consolidare la posizione del numero 20 come punto di riferimento nella mediana nerazzurra.

Le ultime di Fabrizio Romano

CALHANOGLU INTER – «Resta all’Inter, lo ha chiarito lui. Ha chiuso le porte a una cessione, all’Inter ne parleranno internamente per chiarire del tutto. Il Fenerbahce non ha mai fatto un’offerta. Era un pallino del presidente, ma sia dal punto di vista tecnico che da quello dirigenziale si voleva investire su altri nomi. Il Galatasaray aveva offerto 10 milioni di euro, ma l’Inter partiva da 30 e si è spenta subito»

Joao Mario Juventus, è ufficiale! Il portoghese è un nuovo calciatore bianconero: il comunicato del club

Joao Mario Juventus, ora è ufficiale! L’esterno portoghese è un nuovo calciatore bianconero: il comunicato del club

Joao Mario è ufficialmente un nuovo giocatore della Juventus, l’esterno destro portoghese ha firmato il contratto che lo legherà al club bianconero fino al 30 giugno 2030. Il giocatore arriva dal Porto per una cifra complessiva superiore ai 12 milioni di euro. Ecco il comunicato del club bianconero:

COMUNICATO – «João Mário è ufficialmente bianconero. Terzino venticinquenne, arriva alla Juventus a titolo definitivo dal Porto e firma un contratto che lo lega ai nostri colori fino al 30 giugno 2030 João Mário Neto Lopes, questo il nome completo, nasce a São João da Madeira – comune del distretto di Aveiro – il 3 gennaio del 2000. Ed è proprio nella squadra della città natale, l’AD Sanjoanense, che muove i primi passi nel mondo del calcio prima di entrare a far parte, all’età di otto anni, dell’accademia del Porto. La sua carriera si è sviluppata, finora, tutta con la maglia dei Dragões con la quale ha percorso tutta la trafila del settore giovanile fino ad arrivare in pianta stabile in prima squadra; 181 le presenze totali collezionate – partendo dall’esordio datato 15 luglio 2020 – con 5 reti e 25 assist all’attivo fra competizioni nazionali ed europee. Sono 9 invece i titoli conquistati in Portogallo, a cui si aggiunge il successo in UEFA Youth League dell’aprile del 2019 con la formazione giovanile del club di Oporto. Nel novembre del 2023, invece, il debutto con la nazionale maggiore portoghese nella vittoria lusitana contro il Liechtenstein. João Mário lascia dunque il Portogallo per la prima volta, pronto così a questo nuovo e importante passo nella sua carriera. Benvenuto alla Juventus João, ci vediamo in campo!».

Queste le cifre: «Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver raggiunto un accordo con la società Porto FC per l’acquisizione a titolo definitivo dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore João Mário Neto Lopes, a fronte di un corrispettivo di € 11,4 milioni, pagabili in quattro esercizi, oltre ad oneri accessori pari a € 1,2 milioni. Juventus ha sottoscritto con lo stesso calciatore un contratto di prestazione sportiva fino al 30 giugno 2030»

Milan, Estupinan si presenta: «Sono una persona che vuole vincere sempre. Il Milan è un grande club, ha sempre vinto trofei importanti»

Milan, Estupinan: «Sono una persona che vuole vincere sempre. Il Milan è un grande club, ha sempre vinto trofei importanti». Le parole

Il calciomercato del Milan segna un colpo importante con l’arrivo di Pervis Estupiñán, terzino sinistro classe 1998, proveniente dal Brighton. Dotato di grande velocità, forza fisica e capacità di spinta offensiva, il nazionale ecuadoriano va a rinforzare una delle corsie esterne della squadra di Massimiliano Allegri, offrendo nuove soluzioni tattiche in vista della stagione 2025-26. Ecco le sue prime parole a Milan Tv:

EMOZIONI – «La verità è che sono molto contento ed emozionato, perché si avvera un sogno che avevo fin da bambino: giocare in una squadra così grande. Ora che si è realizzato il mio sogno, sono molto contento e molto felice. Credo che il tanto lavoro abbia dato i suoi frutti e ora non vedo l’ora di cominciare, facendo le cose bene»

MILAN – «La prima volta che il mio agente mi ha detto che il Milan era interessato a me, gli ho detto che mi sembrava una buona idea perché è una squadra molto grande. Credo che non lo dico solo io ma tutti lo sappiano quanto grande è il Milan. Quando pensano a te e ti arriva un’offerta dal Milan hai subito voglia di ascoltare con attenzione. Sono davvero contento e ho tanta voglia di iniziare»

LEAO – «Sono contento di giocare vicino a un giocatore di grande livello come è Rafa Leao: lo ho sempre visto. Sicuramente andrò a imparare molto da lui e io allo stesso modo cercherò di aiutarlo nel mio piccolo per rafforzare la fascia sinistra»

DE ZERBI – «Non ho avuto l’opportunità di parlarci ma al Brighton, quando mi ha allenato, sempre parlava molto bene della Serie A. Ci raccontava di come i tifosi vivono con grande passione il calcio, qualcosa che gli ricordava il Sudamerica. Da Sudamericano è qualcosa che ti riempie di orgoglio: adesso sono qui e posso vivere tutto questo»

DESCRIVITI – «Sono una persona che vuole vincere sempre. Il Milan è un grande club perchè ha sempre vinto trofei importanti e sempre ha avuto la mentalità di vincere. Per questo sono venuto al Milan: voglio crescere, voglio vincere titoli e molte cose con il club. Mi piace vincere, lavorare tanto e posso dare molto alla squadra con il mio lavoro, con le mie esperienze e con quello che ho imparato. È così che posso aiutare il club per conseguire traguardi importanti»

SERIE A –«È un sogno che diventà realtà. Arrivo in un club molto grande come il Milan e mi aspetto di vincere tanto, di essere felice e di rendere felici i tifosi. Ho tantissima voglia di iniziare a lavorare con la squadra. Prometto che darò il massimo di me stesso e che lavorerò al massimo per fare felici i tifosi. La cucina italiana? Mi piace molto la pasta»

MESSAGGIO TIFOSI – «Ciao a tutti, sono Pervis Estupinan. Sono qui per raggiungere grandi risultati insieme a voi. So quanto grande è questo club e perciò motivo sono venuto qua per vincere, festeggiare insieme. Non vedo l’ora di cominciare e ci vediamo presto a San Siro. Forza Milan»

Conferenza stampa Sarri: «Blocco del mercato? Ho pensato che il presidente mi avesse fregato! Ecco cosa significa essere laziali…»

Conferenza stampa Sarri: «Blocco del mercato? Ho pensato che il presidente mi avesse fregato! Ecco cosa significa essere laziali…». Le parole

Dopo sedici mesi dall’addio, Maurizio Sarri fa ritorno alla guida della Lazio. L’ex tecnico di Napoli, Juventus e Chelsea — noto per il suo calcio verticale e il suo rigore tattico — aveva lasciato il club nel marzo 2024 dopo una sconfitta casalinga contro l’Udinese, momento che aveva rappresentato il culmine di tensioni interne e di un rendimento altalenante.

PERCORSO – «Il percorso lo ha descritto perfettamente il presidente, le problematiche esterne sono state superiori a quelle lavorative e quindi era giusto fermarsi. Ora siamo pronti a ripartire e lo dobbiamo fare come ho detto dal primo giorno ai ragazzi, o si usano degli alibi o si usano queste problematiche come motivazioni. Dobbiamo fare dei miglioramenti, siamo reduci da due settimi posti e non possiamo migliorare tramite il mercato, dobbiamo lottare tutti i giorni per gli altri miglioramenti, ovvero quelli relativi alla crescita dei singoli. Ho detto che la Lazialità ti invade e lo dimostrano ancora una volta, i tifosi si incazzano ma poi ancora una volta sono lì. Questo significa essere laziali e questo è uno dei motivi per cui sono tornato qui»

PRIMO PENSIERO DEL RITORNO E MERCATO BLOCCATO – «Ho pensato che il presidente mi avesse fregato (ride, ndr). Avevo già preso la decisione di tornare, lasciare per le difficoltà mi sembrava brutto nei confronti della società e dei tifosi. C’è stata un’arrabbiatura di un’ora, poi ho messo da parte. Ho fatto una scelta, ho letto che sono tornato perché non avevo alternative ma ho trattato con quattro società italiane, club arabi e sudamericani. È stata un’estate prolifica, ma ho scelto la Lazio per il rapporto con l’ambiente compresi anche i magazzinieri. Tornare è una soddisfazione»

PREOCCUPAZIONE – «L’obiettivo deve essere costruire una buona base per poi intervenire in futuro sulle 2-3 cose di cui avremo bisogno, non c’è preoccupazione. Questa squadra avrebbe bisogno di qualcosa per fare il salto di qualità necessario, in questo momento però non lo possiamo fare e l’obiettivo primario è migliorare. Serve umiltà perché siamo reduci da due settimi posti, ma serve anche convinzione perché c’è margine per crescere. Pensare ad altro ci toglie solo energie, se questo miglioramento ci porterà qualcosa di concreto non lo so».

Mercato Milan, Emerson Royal ai saluti: in corso lo scambio di documenti con il Flamengo! Le cifre

Mercato Milan, Emerson Royal ai saluti: in corso lo scambio di documenti con il Flamengo! Le cifre definitive dell’operazione

Il Milan ufficializza la cessione a titolo definitivo del terzino brasiliano Emerson Royal al Flamengo. Il trasferimento, anticipato dal giornalista esperto di mercato Matteo Moretto, è ora confermato dallo scambio di documentazione tra i due club. L’operazione è stata chiusa per circa 9 milioni di euro, cifra che consente al club rossonero di ottenere una plusvalenza utile per il bilancio e per futuri investimenti sul mercato.

Emerson Royal saluta dopo una sola stagione

Arrivato nell’estate 2024 dal Tottenham con grandi aspettative, Emerson Royal, terzino classe 1999 noto per la sua velocità e duttilità sulla fascia, non è riuscito a imporsi sotto la gestione di Massimiliano Allegri. Nonostante qualche buona prestazione, la continuità è mancata e la concorrenza sulle fasce si è rivelata troppo serrata.

La decisione di lasciarlo partire rientra nella strategia del nuovo Direttore Sportivo Igli Tare, ex Lazio, incaricato di costruire una rosa più equilibrata e in linea con il gioco di Allegri. Per Emerson, il Flamengo rappresenta un ritorno alle origini e la possibilità di rilanciarsi in un campionato competitivo come il Brasileirão, dove potrà ritrovare spazio e leadership.

Strategia di mercato: Milan alla ricerca di rinforzi

La cessione libera un posto sulla fascia destra e mette a disposizione liquidità per nuovi acquisti. La dirigenza rossonera è al lavoro per individuare un terzino destro in grado di sostituire Emerson. Tra gli obiettivi, figurano anche rinforzi in centrocampo e attacco, con profili mirati per migliorare la competitività in Serie A e nelle competizioni europee.

L’obiettivo dichiarato è costruire un Milan solido, pronto a lottare per le prime posizioni. Igli Tare e Allegri stanno conducendo trattative con pragmatismo e visione a lungo termine. Le prossime settimane saranno decisive per chiudere le operazioni e definire la rosa in vista della nuova stagione.

Torino, Israel è in città: ecco il nuovo portiere granata – VIDEO

Il nuovo portiere del Torino Franco Israel è arrivato in città, ecco il video della retroguardia granata, la formula e i retroscena

(Lorenzo Bosca – Inviato a Torino). Il Torino, adesso possiamo dirlo, ha un nuovo portiere. Il suo nome è Franco Israel ed è arrivato questo pomeriggio all’ombra della Mole direttamente dallo Sporting di Lisbona. Prima di procedere con le generalità e svelare formula e dettagli dell’operazione completata oggi dal club granata però, è doveroso compiere un breve passo indietro.

Come vi avevamo raccontato negli scorsi giorni, da tempo il Torino era alla ricerca di un estremo difensore capace di prendere il posto di Vanja Milinkovic Savic. Quest’ultimo è infatti promesso sposo del Napoli, deciso – dal canto suo – ad assicurare a mister Antonio Conte una retroguardia capace di ‘giocarsi’ una maglia da titolare con Alex Meret. Bene, proprio in attesa di sbloccare la trattativa con gli azzurri, il direttore tecnico dei piemontesi Davide Vagnati ha ‘bloccato’ prima e ‘chiuso’ poi l’operazione con i portoghesi per Israel.

Passando al lato economico, la scuderia di Via Viotti verserà nelle casse dello Sporting una cifra vicina ai 4,5 milioni di euro. Da sottolineare – aspetto che come prevedibile ha fatto storcere il naso a qualche fan granata – come il 40% di tale ammontare finirà poi nelle tasche della Juventus; club precedentemente proprietario del cartellino dell’atleta.

25 candeline spente lo scorso 22 di aprile, Israel è un classe 2000 di indubbie qualità (e, se lo augura il Torino, notevoli prospettive). Abile nelle uscite, non ricusa il gioco palla al piede. Pecca, invece, ancora di esperienza sul campo; con appena 24 incontri disputati nella penisola Iberica e poco più di 50 nella formazione Under23 dei bianconeri. Circostanza che potrà comunque migliorare partita dopo partita nella compagine allenata da Marco Baroni. Insomma, nella roulette dei portieri il patron Urbano Cairo ne vende uno a più di 22 milioni (Milinkovic) e punta tutto sulla giovane scommessa uruguaiana (Israel), ora spetta a lui trasformare i dubbi – e anche qualche malumore di troppo – in certezze. Il video esclusivo dalle telecamere di Calcionews24.

Buchanan Inter, arriva la cessione a titolo definitivo! Accordo da 9 milioni con il Villarreal, i dettagli

Buchanan Inter, arriva la cessione a titolo definitivo per il canadese! Accordo da 9 milioni con il Villarreal, tutti i dettagli

Tajon Buchanan saluta l’Inter e approda al Villarreal a titolo definitivo. L’esterno canadese classe 1999, dopo il prestito dello scorso febbraio, è stato ufficialmente riscattato dal club spagnolo. La notizia, riportata da SportMediaset, parla di un’operazione da 9 milioni di euro, con l’Inter che manterrà una percentuale sulla futura rivendita del calciatore. Una mossa che conferma la volontà del Villarreal di puntare su Buchanan per consolidare la propria rosa in vista della nuova stagione.

Il trasferimento rappresenta la quarta cessione estiva per i nerazzurri, dopo quelle di Valentin Carboni al Genoa, Franco Carboni all’Empoli e Aleksandar Stankovic al Bruges. L’Inter prosegue così nel suo piano di snellimento della rosa e di reperimento di risorse economiche utili per eventuali operazioni in entrata.

Sebbene manchi ancora l’ufficialità da parte del club, la partenza di Buchanan è ormai data per certa. La dirigenza nerazzurra resta attiva anche su altre possibili uscite: tra i nomi in bilico ci sono Sebastiano Esposito e Kristjan Asllani, entrambi in cerca di una nuova collocazione. Anche Mehdi Taremi potrebbe lasciare Milano, con diverse squadre interessate a garantirgli maggiore continuità.

Queste operazioni fanno parte di un più ampio processo di ristrutturazione dell’organico, volto a ottimizzare risorse e costruire una squadra più competitiva per la stagione 2025/2026. Il club milanese valuta ogni mossa con attenzione, bilanciando esigenze finanziarie e obiettivi sportivi, con uno sguardo rivolto anche agli impegni europei. Le prossime settimane si annunciano cruciali per capire il futuro di diversi elementi della rosa e per cogliere nuove opportunità sul mercato.

Lazio, Lotito non ha dubbi: «Il maestro Sarri potrà tirare fuori il massimo dai giocatori. Dipenderà da noi non deludere i tifosi»

Lazio, Lotito sicuro: «Il maestro Sarri potrà tirare fuori il massimo dai giocatori. Dipenderà da noi non deludere i tifosi». Le parole

Maurizio Sarri è di nuovo alla guida della Lazio. Dopo sedici mesi lontano dalla panchina biancoceleste, “Il Comandante” torna ufficialmente al timone del club capitolino. Conosciuto per il suo rigore tattico e la forte personalità, l’allenatore toscano aveva salutato la squadra nel marzo 2024, dopo una dolorosa sconfitta interna contro l’Udinese, episodio che aveva segnato la fine della sua prima esperienza laziale. In conferenza stampa, accanto a lui il presidente Claudio Lotito prende la parola, pronto a spiegare le ragioni e le aspettative di questo nuovo capitolo.

PAROLE – «Penso che la prima parte dell’avventura con Sarri non si sia mai interrotta. C’è stato un temporaneo avvicendamento per motivi purtroppo familiari per il mister, indipendentemente dalla volontà del sottoscritto e del mister stesso. Ha fatto una scelta che abbiamo accettato, ci siamo lasciati con un arrivederci perché era una scelta non voluta dalla società ma dettata da una situazione che abbiamo compreso e fosse meglio proseguisse in un momento successivo. La scelta di Sarri è una scelta razionale e di affetto, una scelta di cuore per un uomo che ha dato tanto al calcio e che può dare ancora tanto a questa Lazio. É un maestro di calcio e può insegnare tanto ai giocatori che abbiamo.

Dipenderà da noi non deludere i tifosi e confermare le aspettative, la società sta mettendo in campo tutto quello che può mettere in campo. Siamo abituati ad accettare le decisioni anche se non le condividiamo, sia dal punto di vista del diritto che della legittimità. Si deve fare di necessità virtù, sicuramente per la gente comune non fare mercato può essere uno svantaggio, ma può diventare un vantaggio cementando un gruppo che vuole mostrare le sue qualità. Il maestro Sarri potrà tirare fuori il massimo da loro, in passato durante la stagione precedente questo non è avvenuto, come dimostra il risultato finale. Mi auguro che i giovani possano capire l’importanza di questo momento particolare per assumersi ulteriori responsabilità. In questi primi giorni di ritiro c’è stata grande disponibilità, bisognerà poi vedere se questa macchina potrà andare a 200 all’ora».

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In che modo la forma attuale delle squadre può influenzare il risultato di una partita?

Nel calcio professionistico, la forma attuale di una squadra rappresenta una delle variabili più incisive per la valutazione pre-match, soprattutto per chi opera nel settore delle scommesse non AAMS. A differenza di altri fattori più statici come il valore di mercato o la qualità complessiva della rosa, la forma è un indicatore dinamico e situazionale, che riflette lo stato di salute tecnico, fisico e psicologico del collettivo. Ed è proprio per questo che chi utilizza strumenti analitici su siti scommesse non AAMS, come i casino europei per giocatori italiani, tende a considerarla un parametro imprescindibile.

Forma = Momentum + Stato Psicofisico

Parlare di “forma attuale” non significa limitarsi al dato freddo delle ultime cinque partite. Significa decifrare i trend nascosti dietro i numeri: una squadra reduce da quattro vittorie potrebbe aver affrontato avversari modesti o potrebbe aver vinto di misura con Expected Goals (xG) negativi, mentre un’altra con tre sconfitte potrebbe aver perso immeritatamente contro top club.

Per esempio, nel campionato di Premier League 2023/2024, il Manchester United aveva raccolto 10 punti in cinque giornate tra gennaio e febbraio, ma con un xG medio prodotto di appena 0,88 a partita, e un xGA (Expected Goals Against) di 1,72. Numeri che rivelavano un disallineamento tra forma percepita e forma reale, e che infatti hanno anticipato una serie di risultati negativi successivi. Questo tipo di lettura avanzata è cruciale soprattutto per chi pratica betting non AAMS, dove la possibilità di accedere a mercati e strumenti più sofisticati richiede una preparazione elevata.

Le componenti della forma: analisi in profondità

Una lettura corretta della forma attuale deve considerare diversi livelli di analisi:

  • Condizione fisica e infortuni: la frequenza delle rotazioni, l’intensità del calendario e le assenze chiave incidono in modo netto sulla performance. Squadre come l’Atalanta di Gasperini, che praticano un calcio ad alta intensità, calano vistosamente in assenza di turnover.
  • Forma individuale dei giocatori chiave: in squadre fortemente dipendenti da elementi specifici (pensiamo a Lukaku nel Napoli o a Lautaro nell’Inter), anche una sola variazione nelle condizioni di questi giocatori può ribaltare i pronostici.
  • Sinergie tattiche: alcune formazioni migliorano la propria forma complessiva non per evoluzioni tecniche, ma grazie all’adattamento tattico. È stato il caso del Bologna di Thiago Motta nella stagione 2023/24, cresciuto esponenzialmente dopo il passaggio al 4-2-3-1, nonostante un calo nei dati di possesso palla.

Chi analizza questi aspetti su piattaforme di scommesse non AAMS spesso riesce ad anticipare le oscillazioni di quota meglio rispetto a chi si affida ai soli risultati grezzi.

Il ruolo della forma nei modelli predittivi

I modelli di machine learning utilizzati da diversi bookmaker non AAMS includono variabili come forma recente, xG, rendimento in casa/trasferta e qualità degli avversari affrontati. Alcuni modelli pesano la forma attuale fino al 35% nella stima delle probabilità pre-match, in particolare in contesti ad alta varianza come i campionati sudamericani o i tornei minori, che attirano appassionati di scommesse non AAMS alla ricerca di edge.

Inoltre, alcuni siti scommesse non AAMS offrono strumenti che permettono la personalizzazione dei modelli predittivi, consentendo agli utenti avanzati di ponderare la forma in funzione di altri parametri, come calendario o motivazioni di classifica. Questo tipo di flessibilità è spesso assente nei portali regolati AAMS, rendendo l’ambiente non AAMS più appetibile per chi lavora con strategie ad alto rendimento.

Forma e mercati live: una sinergia vincente

Nel betting in-play, la forma attuale si manifesta in maniera ancora più evidente. Squadre con buona forma tendono a rispondere meglio agli svantaggi, a mantenere un’intensità costante anche nei secondi tempi e a generare occasioni di qualità anche in assenza di dominio territoriale. Gli scommettitori professionali attivi su bookmaker non AAMS sfruttano spesso questi segnali per intercettare value bets sui mercati asiatici o sulle variazioni di Over/Under durante il live.

Ad esempio, secondo un’analisi condotta su 200 partite di Ligue 1 nella stagione 2023/24, le squadre con una forma positiva (definita come 4 o più risultati utili consecutivi e xG superiori a 1,5 nelle ultime 3 partite) hanno registrato una rimonta dallo 0-1 iniziale nel 47% dei casi, contro una media generale del 28%. Questo dato, se integrato nei propri modelli, può offrire vantaggi competitivi evidenti per chi opera su piattaforme di betting non AAMS.

Conclusione

La forma attuale delle squadre è molto più di un dato accessorio. È un elemento dinamico, interconnesso e spesso sottovalutato nei modelli tradizionali, ma centrale per chi opera su siti scommesse non AAMS o elabora strategie su bookmaker non AAMS. Interpretarla nel modo corretto significa avere una marcia in più: non solo per migliorare la precisione delle proprie analisi, ma anche per intercettare opportunità di valore in contesti di betting dove la libertà di movimento è più ampia e i margini di intervento più sofisticati.

Audero, niente ritorno alla Juventus! E’ fatta per il trasferimento in un club di Serie A: tutti i dettagli

Audero, niente ritorno alla Juve! E’ fatta per il trasferimento in un club di Serie A: tutti i dettagli di calciomercato

La Cremonese ha finalmente trovato il nuovo guardiano della porta per la stagione 2025/2026: sarà Emil Audero, portiere classe 1997, a difendere i colori grigiorossi nel prossimo campionato di Serie A. La conferma arriva da fonti vicine al club, che parlano di un accordo raggiunto in tempi rapidi con il Como, società con cui Audero era tesserato fino a pochi giorni fa.

Audero è un portiere italiano di origine indonesiana, formatosi nel vivaio della Juventus, dove ha mosso i primi passi da professionista. Dopo diverse stagioni in Serie A con la maglia della Sampdoria — dove si è distinto per reattività, abilità nelle uscite e calma sotto pressione — il suo percorso lo ha portato a Palermo, dove ha disputato l’ultima annata in Serie B. Le prestazioni offerte con i rosanero hanno attirato l’interesse della Cremonese, pronta a riportarlo nella massima serie.

La scelta del club lombardo è arrivata dopo il mancato accordo con Pierluigi Gollini, attualmente alla Roma. Nonostante una trattativa ben avviata, divergenze economiche hanno fatto naufragare l’affare. La dirigenza grigiorossa ha quindi virato con decisione su Audero, ritenuto profilo ideale per dare sicurezza al reparto difensivo.

La strategia è chiara: puntare su un portiere con esperienza, leadership e capacità di gestire la pressione di una stagione impegnativa. Audero, accostato più volte alla Juventus nel corso della carriera, rappresenta una garanzia tra i pali e un elemento chiave per una squadra che vuole mantenere la categoria.

Euro 2032, Gravina spiega: «Potranno esserci dei problemi nelle città che abbiamo individuato…»

Euro 2032, Gravina spiega: «Potranno esserci dei problemi nelle città che abbiamo individuato…». Le dichiarazioni

Il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, è tornato a parlare del tema cruciale dell’impiantistica sportiva nel nostro Paese, soffermandosi in particolare sulla condizione degli stadi italiani e sulle prospettive legate all’organizzazione di Euro 2032. L’intervento è avvenuto a margine del consiglio federale tenutosi oggi a Roma.

PAROLE – «Mi rimetto alle valutazioni politiche per il commissario, è stata valutata la positività di questo intervento ed evidentemente sono state prese in considerazione delle situazioni favorevoli. Servono investimenti sulle infrastrutture e non dipendono dai commissari, ma dipendono dalle proprietà e dalle amministrazioni comunali. Bisogna rivitalizzare stadi e centri sportivi, il giusto equilibrio passa da una sburocratizzazione e una sensibilizzazione politica sul territorio. Stiamo avendo relazioni costanti con i sindaci, il resto dipenderà dalla volontà delle proprietà nel progettare investimenti che riteniamo importanti. Li valutiamo come investimenti, non come costi, perché potranno portare introiti straordinari»

AMMINISTRAZIONI – «Siamo avanti per quanto riguarda i contatti con le amministrazioni comunali, sappiamo che potranno esserci dei problemi nelle città che abbiamo individuato per Euro 2032. Ci sono invece altre città che danno ampia rassicurazione, un sospiro di sollievo su Firenze che ha completato il circuito del finanziamento anche grazie all’intervento del Governo. Firenze ha quelle caratteristiche per rientrare nelle città per Euro 2032, a breve incontreremo anche Palermo dove abbiamo ottime sensazioni. Possibilmente lo faremo entro il 31 luglio, la proprietà ci ha confermato di voler fare qualcosa di particolarmente importante anche a livello di strutture. Noi registriamo delle difficoltà nel rispettare gli standard richiesti dalla UEFA da parte di alcuni soggetti»

RAPPORTI CON UVA – «Michele Uva è una figura richiesta dalla Federazione alla UEFA. La UEFA individua un soggetto e la Federazione lo ha individuato in Michele Uva, così come ha fatto anche la Turchia. Sono due figure che possono dare supporto e sostegno alla nostra organizzazione. Euro 2032 a livello di organizzazione è responsabilità della FIGC. Sia l’Italia che la Turchia hanno queste due figure di supporto all’interno della UEFA, ma la responsabilità organizzativa è esclusivamente della FIGC»

Avellino, l’obiettivo non è solo Tutino: la società campana segue anche il difensore classe 2001! Le ultime

Avellino, l’obiettivo non è solo Tutino: la società campana segue anche il difensore classe 2001! Le ultimissime

L’Avellino si muove con decisione sul mercato estivo, mettendo la retroguardia al centro delle proprie strategie. Se da un lato resta vivo l’interesse per l’attaccante Gennaro Tutino, 27 anni, ex Parma e Cosenza noto per il suo fiuto del gol, dall’altro la difesa è considerata l’assoluta priorità dalla dirigenza irpina. L’obiettivo? Allestire una rosa competitiva che possa ambire ai vertici nella prossima stagione.

Difesa sotto osservazione: spunta il nome di Vulikić

Tra i profili valutati dal club biancoverde emerge con insistenza quello di Stipe Vulikić, difensore centrale classe 2001 di proprietà della Sampdoria. Cresciuto calcisticamente in Croazia, Vulikić è un talento giovane con buona esperienza alle spalle nel calcio professionistico italiano. Il suo stile di gioco è caratterizzato da solidità, senso della posizione e capacità di lettura difensiva, qualità che lo rendono un candidato ideale per rinforzare il reparto arretrato dell’Avellino.

Strategia equilibrata: attacco e difesa in sinergia

L’approccio del club campano è chiaro: affiancare ad un possibile innesto offensivo come Tutino una difesa rocciosa e affidabile. La ricerca di profili giovani e promettenti, capaci di garantire rendimento immediato e margini di crescita nel lungo periodo, testimonia una visione strategica orientata alla sostenibilità tecnica e al futuro del progetto sportivo.

Vulikić, investimento per il presente e il domani

L’interesse per Vulikić rappresenta una mossa di mercato intelligente. Le sue caratteristiche si sposano con le esigenze dell’Avellino, che cerca un centrale affidabile per colmare le lacune del reparto e al tempo stesso costruire una base solida per il domani. L’eventuale acquisto del croato comporterebbe anche riflessioni in casa Sampdoria, che dovrebbe correre ai ripari individuando un sostituto adeguato.

Con l’inizio del campionato alle porte, l’Avellino sembra orientato a non lasciare nulla al caso. Le mosse sul mercato, sia in attacco che in difesa, delineano una società ambiziosa e pragmatica, pronta a costruire un gruppo solido capace di affrontare le sfide future con determinazione.

Inter U23, Stefano Vecchi è il nuovo allenatore dei giovani nerazzurri: «Quello di Serie C è un campionato competitivo»

Inter U23, Stefano Vecchi è il nuovo allenatore dei giovani nerazzurri: «Quello di Serie C è un campionato competitivo». Le parole

Stefano Vecchi è ufficialmente il nuovo allenatore dell’Inter U23, formazione che milita in Serie C e rappresenta un tassello fondamentale nel progetto di crescita dei giovani talenti nerazzurri. La nomina segna un ritorno importante per Vecchi, tecnico esperto e profondo conoscitore dell’ambiente interista, già protagonista nel settore giovanile del club tra il 2014 e il 2018.

PAROLE – «Qui da ragazzino ho vissuto le prime emozioni indossando questa maglia e poi ne ho vissute altrettante da allenatore. Questi luoghi riaccendono ricordi bellissimi sia della mia infanzia, sia degli anni da allenatore e sono qui per rivivere quelle emozioni. Ho sempre creduto che uno step tra la Primavera e la Prima Squadra fosse determinante per la crescita dei ragazzi. Da parte della proprietà sento il grande impegno di fare un percorso importante e sono onorato che la società e i direttori mi abbiamo chiamato per questa avventura perché ho vissuto tanti anni all’Inter e portare avanti un percorso di questo genere mi rende orgoglioso. Quello di Serie C è un campionato competitivo dal punto di vista agonistico e spinge i ragazzi ad una crescita maggiore.

Si può aprire un percorso di continuità con il Settore Giovanile grazie alla possibilità di confrontarci contro squadre adulte con un agonismo, un livello tecnico e una mentalità superiore. Ci sarà quindi uno step mentale oltre che fisico e questo è formativo per aprire le porte della Prima Squadra. I valori che serviranno sono grande passione, umiltà e la consapevolezza che bisogna lavorare, essere determinati, concentrati e avere la costanza di impegnarsi ogni giorno per raggiungere l’obiettivo che in questo caso per i ragazzi è quello di andare a giocare in Prima Squadra. La formazione dell’U23 è propedeutica perché qualche ragazzo possa andare direttamente in Prima Squadra e se non sarà così usciranno molto più pronti per un’esperienza fuori. Allo stesso tempo la classifica necessita di vittorie e bisogna abbinare la formazione dei giovani a risultati importanti perché quando si indossa questa maglia i risultati vanno fatti. Le emozioni e i ricordi sono tanti e vengono ancora di più fuori quando vedo ragazzi che ho allenato qua giocare in Serie A.

Vedere calciatori come Federico Dimarco giocare a San Siro da leader, da trascinatore dell’Inter ogni volta mi rende orgoglioso di avere dato qualcosa a questi ragazzi. Mix tra giovani e fuori quota? La nostra bravura deve anche essere quella di individuare quei giocatori che possano essere delle guide, che non siano solo calciatori importanti ma anche uomini importanti perché assieme al mio staff bisogna far capire a questi ragazzi cosa significa la categoria. I giocatori più esperti che andremo ad inserire verranno valutati non solo per l’aspetto tecnico ma anche per l’aspetto morale e umano. Dovranno essere delle persone che indicano la strada ai più giovani, degli esempi e dei compagni di squadra, e i giovani dovranno essere bravi nella loro esuberanza e con il loro entusiasmo a seguire lo staff.»

PSG, che batosta! Arriva la condanna: dovrà pagare questa cifra a Buffon per una clausola nel contratto…

PSG, che batosta! Adesso arriva la condanna: dovrà pagare questa cifra all’ex Juve Buffon per una clausola nel contratto…

Il 10 luglio scorso, la Corte d’appello di Parigi ha emesso una sentenza definitiva che obbliga il Paris Saint-Germain a versare 250.000 euro all’ex portiere italiano Gianluigi Buffon. Il contenzioso, di natura contrattuale, risale al periodo in cui il celebre numero uno — campione del mondo con l’Italia nel 2006 e per lungo tempo protagonista con la Juventus — ha militato per una stagione nel club parigino (2018-2019).

Secondo quanto emerso durante il procedimento, Buffon aveva ricevuto nel 2021 un accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate italiana per oltre 1,2 milioni di euro, relativo ai redditi percepiti nel 2018. Tuttavia, al momento della firma con il PSG, era stata inserita nel contratto una clausola ben precisa: il club si impegnava a coprire il 50% dell’eventuale recupero fiscale, fino a un massimo di 250.000 euro netti. Tale importo sarebbe stato riconosciuto come “premio di rimpatrio”, una forma di bonus pensata per incentivare il ritorno in patria del giocatore.

Dopo una prima pronuncia favorevole a Buffon da parte del tribunale del lavoro, il PSG aveva deciso di presentare ricorso. La Corte d’appello ha però confermato integralmente la sentenza, riconoscendo il diritto del portiere di ricevere il compenso pattuito. Buffon, attualmente dirigente nel settore tecnico del Parma dopo aver concluso una leggendaria carriera tra i pali, non è riuscito però a ottenere ulteriori 25.000 euro richiesti come risarcimento per la “resistenza abusiva” del club nell’iniziale rifiuto di pagamento.

Questo episodio giudiziario chiude con qualche polemica l’avventura poco brillante di Buffon nella Ville Lumière. Nonostante l’esperienza parigina sia durata appena dodici mesi, il caso dimostra quanto le clausole contrattuali possano avere impatti a lungo termine, specialmente nel mondo del calcio internazionale.

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