Pagina 754 – Calcio News 24

Calciomercato Inter, Stanković parte ma c’è una clausola: ecco cosa hanno deciso! Svelati i retroscena della cessione del giovane centrocampista al Bruges. E il Milan adesso può avere Jashari…

Calciomercato Inter, Stanković parte ma c’è una clausola: ecco cosa hanno deciso! Svelati i retroscena della cessione del giovane…

Vendere per finanziare il presente, ma senza perdere il controllo sul futuro. Il mercato dell’Inter si muove su questa linea strategica e l’operazione che sta per portare Aleksander Stanković al Club Brugge ne è l’esempio perfetto. La cessione del giovane centrocampista classe 2005, figlio d’arte, non è solo una mossa per fare cassa, ma un capolavoro di programmazione che dimostra la visione a lungo termine della dirigenza nerazzurra. Secondo le ultime indiscrezioni, l’accordo è ai dettagli e porterà nelle casse del club il «primo vero assegno» di questa sessione: 10 milioni di euro.


La trattativa, però, è molto più complessa di una semplice cessione. Il vero cuore dell’operazione, il punto su cui i due club hanno discusso più a lungo, è la clausola di “recompra”. L’Inter crede fermamente nel potenziale del 19enne e non ha alcuna intenzione di commettere errori passati, perdendo il controllo definitivo su un talento cresciuto in casa. Per questo, Marotta e Ausilio hanno insistito per inserire un’opzione di riacquisto a proprio favore, valida per le prossime due stagioni. È proprio sulla cifra di questa opzione che si è giocata la partita diplomatica: il Bruges, consapevole del valore del giocatore, spingeva per fissarla il più in alto possibile, intorno ai 30 milioni di euro. L’Inter, con l’ultima offerta, si è spinta fino a 25 milioni, una cifra che testimonia quanto il club valuti il potenziale di Stanković.


Questa operazione rappresenta un incastro perfetto per tutte le parti coinvolte. L’Inter ottiene liquidità immediata e mantiene una finestra aperta sul futuro del ragazzo. Il Bruges si assicura un sostituto di altissimo profilo per rimpiazzare Ardon Jashari, promesso sposo del Milan. E lo stesso Stanković approda in un club competitivo, che disputa le coppe europee, dove avrà la garanzia di trovare quello spazio e quella continuità necessari per la sua crescita. L’accordo finale è imminente, un esempio di come si possa bilanciare bilancio e progetto tecnico.

Henderson, le prime parole al Brentford: «Torno in Premier con il fuoco dentro. E contro il Liverpool non ci saranno amici…»

Henderson, ecco le sue prime parole al Brentford: «Torno in Premier con il fuoco dentro. E contro il Liverpool non ci saranno amici…»

Un capitano, un leader, un campione d’Europa e d’Inghilterra che torna a casa, in Premier League, per una nuova, stimolante sfida. Dopo le controverse e brevi parentesi in Arabia Saudita con l’Al-Ettifaq e in Olanda con l’Ajax, Jordan Henderson riparte dal Brentford. Una scelta che sa di stabilità, di un progetto serio e di un ambiente familiare, le caratteristiche che l’ex capitano del Liverpool cercava per questa fase della sua carriera. A 35 anni, Henderson porta in dote un bagaglio di esperienza, mentalità e leadership che pochi possono vantare. Nella sua prima intervista ufficiale con il suo nuovo club, il centrocampista inglese ha spiegato le ragioni della sua scelta e le sue ambizioni per il futuro, con la voglia di dimostrare di poter essere ancora un fattore decisivo nel campionato più difficile del mondo.


LE PRIME SENSAZIONI DA GIOCATORE DEL BRENTFORD – «Molto buone, grazie. Sono felice di essere qui. Sono molto emozionato di iniziare e non vedo l’ora di giocare per il Brentford».
PERCHÉ HA SCELTO IL BRENTFORD – «Ho sempre avuto un’enorme ammirazione per questo club e per ciò che ha raggiunto negli ultimi anni, per come è cresciuto. Mi è sempre stato detto quanto sia ben organizzato e che le persone al suo interno lo rendono simile a una famiglia, il che penso sia molto importante. Quando ho parlato con Phil, Lee e Keith, ho avuto un’ottima sensazione su tutto. Appena abbiamo avuto quella conversazione, è stato chiaro per me che volevo venire qui e provare ad aiutare la squadra».
LA VOGLIA DI TORNARE IN PREMIER LEAGUE – «Sì, dopo un paio d’anni fuori, avevo ancora quel fuoco dentro per tornare a giocare in Premier League. Sappiamo tutti che è il miglior campionato del mondo, con i migliori giocatori. È una grande sfida, ma una che ero ansioso di affrontare. Quando mi è stata data l’opportunità dal Brentford, è diventata una decisione facile alla fine».
IL RAPPORTO CON IL MISTER KEITH – «Quando ho parlato con Keith alcune volte, è stato molto bravo, molto onesto con me. È anche lui molto emozionato di iniziare. È stato un’altra grande ragione per cui ho voluto venire e provare ad aiutare la squadra e il club a continuare ad andare avanti».
LA SFIDA CONTRO LIVERPOOL E SUNDERLAND – «Entrambi i club significano molto per me. Ovviamente sono cresciuto al Sunderland e poi il Liverpool è una parte enorme della mia vita, sono stato lì per 12 anni e ho amato ogni minuto. Ma quando giocheremo contro di loro, non ci saranno amici. Lo sappiamo tutti nel calcio e faremo di tutto per provare a vincere».
GLI OBIETTIVI CON IL BRENTFORD – «Voglio solo venire e dare tutto, come ho sempre fatto in ogni club in cui sono stato, e provare a far sì che il club continui a muoversi nella giusta direzione. Hanno avuto cinque o sei anni incredibili e voglio solo continuare ad aiutare il club ad andare avanti, a continuare a crescere, a migliorare. E ovviamente a vincere più partite possibili».

Napoli sogna con De Bruyne! Quali sono i gol più belli del campione belga? Ne scegliamo 3: sinistro, destro, punizione…

Napoli sogna con De Bruyne! Quali sono le reti più belle del belga? Ne scegliamo 3 e ve li raccontiamo! Ecco l’analisi completa

Chiedere a un tifoso di calcio di scegliere i tre gol più belli di Kevin De Bruyne è un’impresa quasi impossibile, un esercizio che costringe a lasciare fuori prodezze balistiche, assist geniali e giocate che hanno definito un’era. Il belga non è solo stato il re degli assist della sua generazione, ma anche un formidabile marcatore, capace di trovare la rete con una varietà di colpi che ne testimoniano la completezza tecnica e l’intelligenza calcistica. Il suo repertorio è un manuale del centrocampista moderno: tiri dalla distanza, calci di punizione, inserimenti e conclusioni al volo. Tuttavia, tre perle su tutte riassumono perfettamente la sua grandezza e sono rimaste impresse nella memoria collettiva. E se i tifosi del Napoli hanno voglia di rivederseli, certamente avranno modo di sognare ancora di più di quel che già stanno facendo.

  1. La vendetta dell’ex: il sinistro contro il Chelsea (2017) È forse il suo gol più iconico, un mix perfetto di tecnica, potenza e significato. Il 30 settembre 2017, a Stamford Bridge, De Bruyne affronta il suo passato, quel Chelsea che non aveva creduto in lui. A metà ripresa, dopo uno scambio con Gabriel Jesus, controlla il pallone e, dal limite dell’area, lascia partire un sinistro di prima intenzione di una violenza e precisione inaudite. La palla si insacca sotto l’incrocio, senza lasciare scampo a Courtois. Un gol che non solo decise la partita, ma che suonò come una rivincita personale e l’affermazione definitiva del suo status di top player mondiale. L’esultanza fu tutt’altro che moderata, anche perché andò incontro allo spicchio di curva occupato dai tifosi del City.
  2. Il missile terra-aria contro il Newcastle (2019) Questo gol è la rappresentazione della sua incredibile capacità di coordinazione e della sua potenza di tiro. Su una respinta della difesa del Newcastle, De Bruyne stoppa il pallone con il petto al limite dell’area e scarica una conclusione di collo pieno che va a baciare la parte inferiore della traversa e finisce in rete. Un missile imprendibile, un gesto istintivo e brutale che ha lasciato St. James’ Park ammutolito e che, per la sua bellezza e la sua violenza, è uno dei più visti e celebrati della sua carriera.
  3. La punizione geniale sotto la barriera contro il Cardiff (2018) Se i primi due gol sono stati un’esibizione di potenza, questa rete è un saggio di pura intelligenza calcistica. In una partita di FA Cup contro il Cardiff, con una punizione dal limite, tutti si aspettano un tiro a giro sopra la barriera. De Bruyne, invece, nota che i giocatori avversari si preparano a saltare e, con un colpo geniale, fa passare il pallone rasoterra proprio sotto i loro piedi, beffando il portiere. Un gol che non si vede spesso, che dimostra una furbizia e una profonda conoscenza del calcio.

Il Manchester City ha firmato un contratto da 1 miliardo di sterline, ma la vera notizia è un’altra… Svelati i dettagli dell’accordo record con PUMA che proietta il club nel futuro

Manchester City, accordo da record con la PUMA per la sponsorizzazione del club inglese: oltre un miliardo di euro ai Citizens

Un accordo che riscrive la storia del calcio inglese e consolida il dominio economico del Manchester City. Il club campione in carica della Premier League e il marchio sportivo PUMA hanno annunciato un’estensione record della loro partnership per le prossime 10 stagioni, fino alla stagione 2034/35. La notizia, riportata dal Manchester Evening News, non riguarda solo la durata, ma soprattutto le cifre: un accordo senza precedenti da 1 miliardo di sterline, pari a circa 1,15 miliardi di euro. Una bella garanzia per guardare al domani con una più che discreta dose di ottimismo.

Questo rinnovo, che garantirà al City ben 100 milioni di sterline a stagione (circa 115 milioni di euro), è stato definito una vera e propria leva finanziaria che proietta il club in una dimensione diversa. Per mettere le cose in prospettiva, l’iniezione annuale di PUMA copre quasi interamente l’investimento di 150 milioni di euro fatto quest’estate per i quattro nuovi acquisti: Tijjani Reijnders, Rayan Aït-Nouri, Rayan Cherki e Marcus Bettinelli. Un vantaggio competitivo enorme, che garantisce al club una potenza di fuoco sul mercato inarrivabile per quasi chiunque altro.

La partnership, iniziata nel 2019, ha superato ogni aspettativa. Ferran Soriano, CEO del City Football Group, ha espresso la sua soddisfazione: «Ci siamo associati a PUMA con l’ambizione di superare le aspettative. Ci siamo riusciti ampiamente nelle ultime sei stagioni». Anche Arthur Hoeld, CEO di PUMA, ha celebrato il successo dell’accordo: «I trofei, un palcoscenico perfetto per i nostri prodotti e il successo commerciale sono stati eccezionali».

Questo accordo decennale non è solo un contratto di sponsorizzazione, ma una dichiarazione di intenti. Garantisce al Manchester City una stabilità finanziaria a lungo termine e la capacità di continuare a operare ai massimi livelli del mercato, consolidando il suo status di superpotenza del calcio mondiale per il prossimo decennio, per la felicità di Guardiola (e anche di chi verrà dopo).

Calciomercato Tottenham, Gibbs-White: salta il trasferimento! Il Nottingham accusa gli Spurs di “approccio illegale”. Giallo in Premier League, ecco cosa è successo

Giallo nel calciomercato inglese: bloccato il trasferimento del Tottenham di Gibbs-White dal Nottingham Forest, che accusa gli Spurs

Un’offerta perfetta che, invece di sbloccare l’affare, ha scatenato una guerra legale. Il calciomercato inglese è scosso da un vero e proprio “giallo” che vede protagonisti il Nottingham Forest, il Tottenham e il centrocampista della nazionale inglese Morgan Gibbs-White. Come riportato dal Daily Mail, il Forest ha bloccato bruscamente il trasferimento del suo gioiello agli Spurs, accusando il club londinese di un «approccio illegale» e di una grave violazione di riservatezza, con una lettera esplosiva inviata alla Premier League.

Al centro della disputa c’è proprio il giocatore, uno dei talenti più brillanti del calcio inglese. Morgan Gibbs-White, 25 anni, è molto più di un semplice giocatore per il Nottingham Forest: è il leader tecnico e carismatico, il fulcro creativo della manovra offensiva. Acquistato per una cifra record dal Wolverhampton, si è imposto come un trequartista moderno, capace di unire visione di gioco, dribbling e un contributo costante in zona gol. La sua importanza per la squadra è assoluta, motivo per cui il club sta combattendo con tanta ferocia per dettare le condizioni di un’eventuale, dolorosa, cessione.

La polemica nasce dall’offerta presentata dal Tottenham: 60 milioni di sterline. Una cifra che, secondo il Nottingham Forest, corrispondeva esattamente all’importo di una clausola rescissoria confidenziale e non pubblica presente nel contratto del giocatore. Una coincidenza ritenuta impossibile, che ha fatto scattare l’allarme e ha spinto il Forest a denunciare una possibile fuga di notizie e un approccio irregolare. In mezzo a questa bufera si trova il giocatore, che dopo gli impegni con la Nazionale è tornato ad allenarsi e ha avuto «colloqui decisivi» con la dirigenza. Il trasferimento è ora completamente bloccato e la saga, passata dai tavoli del mercato a quelli della Premier League, è destinata a diventare una delle più tese e complesse dell’estate. Vedremo l’evoluzione della vicenda nei prossimi giorni

Osimhen Napoli: l’attaccante non si presenta alla convocazione con un certificato medico; intanto all’orizzonte spunta una big

Continua la telenovela Osimhen-Napoli: l’attaccante non si presenta in ritiro, il Galatasaray è in stand by e all’orizzonte…

Il matrimonio tra Victor Osimhen e il Napoli è giunto al capolinea, e non senza strascichi. Dopo mesi di silenzi, tensioni e una separazione ormai annunciata, il centravanti nigeriano ha deciso di non presentarsi alla convocazione per l’inizio della nuova stagione, giustificandosi con un certificato medico: «stress». Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, è la conclusione di un braccio di ferro lungo e logorante, iniziato ben prima dell’estate.

Il legame tra Osimhen e il Napoli si è incrinato già nel 2023, ai tempi del rinnovo contrattuale, gestito con freddezza e trattato come una formalità più che un progetto comune. A quell’accordo, molto ricco (10 milioni netti a stagione), è seguita una stagione turbolenta, culminata nella decisione del giocatore di rompere definitivamente. E se il Napoli ha provato a trarre vantaggio dalla clausola rescissoria da 75 milioni, il mercato ha remato contro. L’Al-Hilal si era detto pronto a pagare subito, ma poi si è defilato. Il Galatasaray, che ha già trovato l’intesa con il giocatore dopo il prestito della scorsa stagione, ha presentato un’offerta da 40 milioni cash più due rate, ma De Laurentiis non si fida: chiede garanzie, fidejussioni, lettere di credito.

In tutto questo, Osimhen ha scelto Istanbul: lì si sente valorizzato, protagonista, lì ha ritrovato gol e serenità (36 reti totali nell’ultima stagione). Per restarci, serve l’ok del Napoli, che però non intende svendere il centravanti acquistato nel 2020 per una cifra record. La separazione si consuma dunque con freddo calcolo e reciproci sospetti, senza più il velo della riconoscenza o il rispetto formale.

E intanto, da Parigi arrivano segnali. Il PSG, storico interlocutore del Napoli (Lavezzi, Cavani, Fabian Ruiz, Kvaratskhelia), ha chiesto informazioni attraverso Luis Campos. Che sia solo un altro capitolo o l’inizio di una nuova pista? Intanto, la rottura è ormai definitiva.

Mondiale per Club, copia del trofeo al Chelsea: l’originale rimane alla Casa Bianca

Mondiale per Club, il Chelsea, vincitrice della competizione, riceverà solo una copia del trofeo: l’originale rimane a Trump alla Casa Bianca

L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sorpreso ancora una volta, rivendicando il possesso della Mondiale per Club, attualmente esposta nell’Oval Office. Secondo quanto riportato dal Guardian, la FIFA avrebbe realizzato una copia del trofeo, destinata ufficialmente al Chelsea dopo la vittoria in finale, ma l’originale resterebbe alla Casa Bianca.

Trump ha assistito alla finale del torneo insieme a diversi membri del suo governo e al presidente della FIFA Gianni Infantino. I due hanno consegnato congiuntamente la coppa al capitano del Chelsea, Reece James, in una cerimonia che ha generato confusione tra i giocatori inglesi per la presenza ingombrante di Trump, nonostante le richieste di Infantino di fare un passo indietro.

In un’intervista a DAZN, emittente ufficiale della competizione, Trump ha raccontato: «Ho chiesto: “Quando verrete a riprendervi la coppa?” Mi hanno risposto: “Mai. Puoi tenerla per sempre nell’Oval Office. Ne stiamo facendo una nuova”. E l’hanno davvero fatta. È stato emozionante, e ora è nell’Oval Office».

Non è chiaro se vi siano differenze tra i due trofei. La Fifa, contattata per chiarimenti dal quotidiano inglese, non ha ancora risposto.

Durante l’intervista, Trump ha anche suggerito – con il suo solito tono provocatorio – di voler firmare un ordine esecutivo per rinominare il calcio in “football” negli Stati Uniti, sostenendo che diversi leader mondiali gli avrebbero detto che gli USA sono oggi «il Paese più caldo del mondo», riferendosi a dinamiche economiche e geopolitiche.

Commentando l’impatto globale degli eventi FIFA in America, ha dichiarato: «È questione di unità. Tutti si riuniscono, c’è molto amore tra i Paesi. Il calcio è probabilmente lo sport più internazionale al mondo e può davvero unire il pianeta».

Tuttavia, i preparativi per il Mondiale del 2026 si stanno scontrando con diverse difficoltà legate alla seconda amministrazione Trump: dai divieti d’ingresso per alcuni Paesi, alle minacce di blitz dell’ICE durante le partite, fino alle lunghe attese per i visti.

Roma, per Rios il Palmeiras alza la posta, ma i giallorossi sono in prima fila: Massara vuole chiudere il prima possibile

Roma, nonostante la concorrenza i giallorossi sono in vantaggio per arrivare a Rios, Massara lavora per chiudere prima della prima amichevole

La Roma continua a spingere forte sul mercato per consegnare a Gasperini un centrocampo competitivo, e Richard Rios è in cima alla lista dei desideri. Il colombiano del Palmeiras è considerato il rinforzo ideale dallo stesso tecnico giallorosso, che spera di averlo a disposizione già per l’amichevole contro la Roma. Per questo Ricky Massara lavora a ritmo serrato per sbloccare una trattativa più complessa del previsto, come riportato dal Corriere dello Sport.

Il Palmeiras, infatti, sta sfruttando l’interesse di diversi club europei – tra cui Porto, Nottingham Forest e Inter – per alzare la posta. Quest’ultima, pur non avendo ancora formalizzato un’offerta, resta vigile. La Roma aveva mosso i primi passi in anticipo, ma ha perso tempo prezioso tra le scadenze finanziarie di fine giugno e i cambiamenti interni, permettendo agli altri pretendenti di avvicinarsi.

L’offerta attuale dei giallorossi si aggira intorno ai 25 milioni di euro complessivi, inclusa la rinuncia del 10% del cartellino da parte del giocatore e della sua famiglia, pari a circa 2,5 milioni. Una proposta importante, ma ancora non sufficiente: il club brasiliano vorrebbe arrivare almeno a 28 milioni, magari con bonus facilmente raggiungibili. La speranza di Massara è di chiudere prima del prossimo impegno del Palmeiras in campionato, previsto per giovedì.

Sempre in Brasile, la Roma tiene d’occhio anche Wesley del Flamengo. Il terzino, già vicino all’Atalanta un anno fa, ha dato il suo assenso al trasferimento nella Capitale, ma il club carioca ha diffuso una nota ufficiale per raffreddare le voci: «Non abbiamo bisogno di vendere e non subiremo pressioni dagli agenti». I 20 milioni messi sul tavolo non sono bastati. O si rilancia o si attende che sia il giocatore a forzare la mano.

Infine, per l’attacco si lavora su Evan Ferguson del Brighton: c’è intesa sul prestito con diritto di riscatto, ma si tratta ancora sulle cifre. I dettagli faranno la differenza.

Champions League, Licari: «Ci sono sette sorelle che possono vincerla, ecco l’elenco. il Napoli può essere l’ottava, Inter e Juve no»

L’analisi di Fabio Licari a la Gazzetta dello Sport in vista della prossima Champions League: ci sono sette ‘sorelle’, tra le italiane solo una ci va vicino

Un nuovo ordine europeo dominato da sette “sorelle“ e un’italiana che sogna di diventare l’ottava. Questa è la fotografia del calcio continentale che emerge dall’editoriale di Fabio Licari per La Gazzetta dello Sport, all’indomani di un Mondiale per Club che ha offerto verdetti e sollevato nuove domande. Secondo Licari, la stagione che sta per iniziare vede un gruppo di club «fuoricategoria» – PSG, Manchester City, Chelsea, Bayern, Real Madrid, Liverpool e Barcellona – nettamente superiore al resto d’Europa, un’élite apparentemente irraggiungibile destinata a contendersi la Champions League.

Il torneo americano, però, ha mostrato delle crepe in queste corazzate. Il PSG, pur restando il favorito, ha dimostrato di non essere imbattibile, come ha spiegato la vittoria in finale di un Chelsea che, sotto la guida di Maresca, ha unito talento e un’organizzazione tattica superiore. Il Manchester City, ridimensionato dalla sorprendente sconfitta con l’Al-Hilal, ha ricevuto una dura lezione, capendo che «difendere non è peccato mortale». Anche il Real Madrid di Xabi Alonso, pur mostrando un potenziale enorme con i suoi giovani, è stato punito per la sua ingenuità tattica contro il PSG, pagando «la voglia di schierare troppe punte e trequartisti in contemporanea». Nel quadro mancano Liverpool e Barcellona, campioni nazionali che non hanno partecipato, ma che restano di diritto nel gruppo delle superpotenze.

In questo scenario, le squadre italiane appaiono ancora un passo indietro. L’Inter, secondo Licari, è stata brutalmente ridimensionata dal pesante 0-5 subito in finale, un passivo che ha «offuscato la bella campagna europea» e ha dimostrato che i giovani talenti da soli non bastano per colmare il gap. La Juventus, pur avendo aggiunto un ottimo giocatore come Jonathan David, ha bisogno di altri «interventi importanti» per essere veramente competitiva. L’Atalanta, orfana di Gasperini e Retegui, è un cantiere aperto pieno di incognite sul futuro dei suoi top player. L’unica squadra che, secondo l’analisi, si sta muovendo con la forza e la visione per entrare nell’élite è il Napoli di Antonio Conte, che sta aggiungendo «pedine forti e sensate a un telaio già vincente». È proprio il Napoli, conclude Licari, il candidato più credibile a diventare l’ottava, sorprendente sorella del calcio europeo.

Fabio Grosso: «Sono un esordiente in Serie A, con il Sassuolo mi sento pronto. A Conte chiesi di non convocarmi… Il rigore del 2006? Le parole non rendono le emozioni»

Le parole di Fabio Grosso, tecnico del Sassuolo, in vista della prossima stagione dopo la promozione conquistata con i neroverdi

Un eroe mondiale che si è riscoperto Re della Serie B: Fabio Grosso ha compiuto la sua missione, ha preso il Sassuolo dopo un’amara retrocessione e, al primo tentativo, lo ha riportato in Serie A, vincendo il campionato cadetto. Un’impresa che bissa quella già realizzata con il Frosinone e che lo consacra come uno degli allenatori più preparati e affidabili del panorama italiano, un maestro nel costruire gruppi solidi e nel gestire le pressioni di un torneo lungo e logorante. Ma la festa per la promozione è già finita. Ora per Grosso inizia la sfida più grande: dimostrare di essere un tecnico vincente anche nella massima serie, trasformando il suo Sassuolo in una solida e ambiziosa realtà della Serie A. In una lunga intervista concessa oggi a La Gazzetta dello Sport, l’allenatore neroverde si racconta, tracciando un bilancio e lanciando la sfida al futuro.

SETTE SQUADRE DA ALLENATORE – «Io ne conto otto perché l’esperienza nella Primavera della Juve mi ha aiutato tantissimo. Negli anni sono migliorato, con la consapevolezza che se ti metti alla prova, ti autocritichi e ti stimoli sicuramente fai qualche passo in avanti. Mi piacciono le sfide, anche quando sembrano perse in partenza».

PERCHÉ HA SCELTO DI RESTARE A SASSUOLO – «A Frosinone avevo un rapporto splendido con il direttore Angelozzi e anche con il presidente, ma alcune piccole cose mi avevano fatto riflettere e dopo due anni e mezzo sentivo che era giusto cambiare. Ascolto molto le mie sensazioni, mi faccio venire i dubbi, rifletto, mi confronto e poi decido. Al Sassuolo sono pronto per la A».

I PRINCIPI DI GIOCO – «Vado oltre l’aspetto tecnico o tattico. Voglio vedere una squadra che abbia il coraggio di rimanere dentro le partite e di resistere alle difficoltà. La montagna è alta, ma passo dopo passo si arriva in cima. A patto che, dopo ogni caduta, ci si sappia rialzare. Non mi preoccupano i momenti negativi, che saranno tanti. Ma bisogna ricavarne la forza da sfruttare nei periodi positivi. Dal punto di vista tattico, gioco con quattro difensori e tre giocatori offensivi, poi vedremo. Debuttiamo in casa con il Napoli: subito grandi difficoltà e la possibilità di dimostrare come vogliamo affrontarle».

IL DEBUTTO CONTRO CONTE, SUO MISTER ALLA JUVE – «Dopo un paio di presenze finii in tribuna: all’epoca le panchine non erano ancora allargate. Ci confrontammo, io non sentivo più una motivazione fortissima, gli chiesi di non convocarmi in trasferta se dovevo andare in tribuna, lui fu d’accordo con me. Però con Antonio il rapporto era ottimo».

IL RICORDO DEL 9 LUGLIO 2006 – «Subito dopo quel rigore alla Francia qualcuno mi disse: “Il tempo ti farà capire quanto è stato bello”. Ed è proprio così. Le parole non rendono le emozioni che ancora provo. A Rino faccio solo un grande in bocca al lupo. Le qualità per fare bene ci sono e lui le tirerà fuori».

Rita Guarino: «Italia, all’Europeo serve più cinismo per fare gol. La leader della squadra è lei, ha esperienza e qualità. Il campo è la mia vita e inizia a mancarmi…»

Le parole di Rita Guarino, ex calciatrice e allenatrice italiana, sul percorso della nazionale femminile di Andrea Soncin agli Europei

Una pioniera del calcio femminile italiano, prima da calciatrice e poi da allenatrice vincente. Rita Guarino è una delle voci più autorevoli e rispettate del nostro movimento, la tecnica che ha costruito il ciclo leggendario della Juventus Women, portandola dalla sua nascita a dominare incontrastata la scena nazionale. La sua profonda conoscenza del gioco e delle calciatrici la rende l’analista perfetta per giudicare il percorso della Nazionale di Andrea Soncin a questi Europei. Dopo la storica qualificazione ai quarti di finale, l’ex tecnico bianconero, in un’intervista esclusiva a Tuttosport analizza con lucidità il cammino delle Azzurre, indicando i punti di forza e le aree di miglioramento in vista della sfida con la Norvegia, e parla del suo futuro, con la voglia di tornare in panchina per un nuovo, ambizioso progetto.

LA QUALIFICAZIONE AI QUARTI – «Ero certa della qualificazione dell’Italia, avevamo un margine di vantaggio importante e non pensavo che il Portogallo potesse battere il Belgio né tanto meno farlo con tanti gol di scarto. Allo stesso tempo, ero sicura che le azzurre avrebbero fatto la prestazione e quindi non avrebbero subito una goleada».

COSA L’HA COLPITA – «In realtà nulla, la nostra Nazionale ci ha già fatto vedere il proprio valore durante la Nations League, nelle amichevoli e in tutto il percorso di questi due anni. Credo fortemente in questo gruppo e che l’Italia non debba più essere considerata una sorpresa».

DOVE MIGLIORARE – «Bisogna avere maggiore consapevolezza delle proprie qualità. Si è vista solo a sprazzi, ma quando emerge, la squadra diventa più aggressiva e più fluida nel gioco. Questo è ancora uno step da superare che permetterebbe di avere più capacità di controllo e, quindi, di ridurre la percentuale di errore tecnico, fin qui troppo alta per gli standard che abbiamo. In fase realizzativa, poi, serve più cinismo».

IL VOLTO COPERTINA DELL’ITALIA – «Credo che Girelli sia stata responsabilizzata in un ruolo importante che non riguarda solo la sua leadership tecnica, ma anche all’interno dello spogliatoio. Porta esperienza oltre che qualità».

LA SQUADRA SORPRESA DEL TORNEO – «La Svizzera. Non andrà lontano, ma ha messo in vetrina giovani estremamente interessanti e mi ha sorpreso per l’aggressività di chi gioca a viso aperto senza timori reverenziali. E anche la Francia, è cambiata, ha più continuità nel gioco e ha messo in campo, a partire dalla difesa, una nuova generazione che sta facendo molto bene».

IL SUO FUTURO IN PANCHINA – «Sono in attesa di un’opportunità per tornare in pista perché il campo è la mia vita e inizia a mancarmi. Ho avuto alcune offerte per l’estero che non si sono concretizzate, sono alla ricerca di una sfida giusta con alle spalle un progetto capace di riaccendere quell’entusiasmo che mi appartiene».

Immobile riparte da Bologna: «Avevo bisogno di queste motivazione che la Serie A di sa dare»

Ciro Immobile si presenta al Bologna: l’ex capitano della Lazio torna in Italia dopo una stagione passata in Turchia al Besiktas

Ciro Immobile riparte da Bologna, e lo fa con il sorriso di chi ha ritrovato l’atmosfera giusta per tornare a sentirsi stimolato. Dopo l’esperienza in Turchia con il Besiktas, l’attaccante campano ha scelto l’Italia per ritrovare quella pressione “buona” che accompagna ogni weekend di Serie A. «A Istanbul magari c’era pressione, ma non capendo bene la lingua non riuscivo a percepirla. Avevo bisogno di nuove motivazioni e il campionato italiano me le dà», ha raccontato in conferenza stampa. L’approdo a Bologna, come riportato dal Corriere dello Sport, è avvenuto in modo naturale: «Non c’è stato bisogno di convincermi, conoscevo il progetto, ho visto la squadra negli ultimi due anni. È tutto quello che cercavo».

A 35 anni, Immobile ha ancora voglia di stupire. E punta in alto: «L’Europa League è il nostro obiettivo. Lo so, sarà difficile, ma ci proveremo. Ho già detto ai ragazzi che serve arrivare alla primavera con le energie giuste, anche se la Supercoppa – sorride – non potremo giocarla». Il bomber si mette a disposizione di Italiano con umiltà ed esperienza: «Arrivo con grande entusiasmo e voglio dare tutto per la squadra. Ho parlato con il mister, mi ha confermato le belle sensazioni che avevo da fuori: un gruppo unito, una società seria. Voglio contribuire a mantenere questo spirito».

Immobile non dimentica la Lazio, anzi. «Sarà un’emozione incontrarla da avversario, abbiamo fatto cose straordinarie insieme». E se sogna l’Europa con il Bologna, non perde di vista la Nazionale: «Giocare il Mondiale sarebbe la conclusione perfetta di una grande stagione. Non ho parlato con il nuovo CT, ma tutto passa da quello che farò in campo».

Fisicamente, dice di stare «alla grande» e si è già sottoposto ai test atletici. Niente pressioni per Castro e Dallinga: «Sono giovani forti, ci saranno tante partite e spazio per tutti». Intanto, Bologna lo accoglie a braccia aperte. Immobile è tornato, con fame di gol e di nuove sfide.

Juric, ricoverato l’allenatore dell’Atalanta. Il comunicato della società sulle sue condizioni

Atalanta, il nuovo tecnico Ivan Juric ricoverato per una infiammazione alle vie aeree superiori: il comunicato del club orobico

L’Atalanta ha ufficialmente inaugurato la stagione 2025/26 con la ripresa degli allenamenti nella mattinata di martedì 15 luglio. Tuttavia, l’avvio del nuovo corso nerazzurro ha registrato un’assenza di rilievo: quella del tecnico Ivan Juric, chiamato in estate a raccogliere l’eredità di Gian Piero Gasperini.

L’allenatore croato non era presente al centro sportivo di Zingonia per motivi di salute. Come reso noto dal club bergamasco in un comunicato ufficiale, Juric è stato ricoverato presso il presidio ospedaliero Bolognini di Seriate, nel reparto di Otorinolaringoiatria diretto dal Dottor Davide Panciera. Il tecnico è stato colpito da una grave infiammazione delle vie aeree superiori, complicata da un’infezione batterica dell’epiglottide, che ha richiesto il ricorso a una terapia antibiotica endovenosa.

Nonostante la criticità iniziale del quadro clinico, le condizioni dell’allenatore sono in miglioramento e l’evoluzione del decorso fa ben sperare. Secondo quanto comunicato dalla società, Juric dovrebbe essere dimesso nei prossimi giorni, pronto a riaggregarsi al gruppo una volta superata del tutto la fase acuta dell’infezione.

Nel frattempo, il lavoro ad alta intensità previsto per la prima fase della preparazione è stato affidato allo staff tecnico, che seguirà le indicazioni lasciate dallo stesso Juric prima del ricovero. La squadra si ritrova dunque a fare i primi passi della nuova annata senza il proprio condottiero, ma con la determinazione di farsi trovare pronta al suo rientro.

L’Atalanta resta fiduciosa e unita attorno al suo nuovo tecnico, in attesa che possa tornare presto al suo posto in panchina.

COMUNICATO – «Atalanta BC comunica che l’allenatore Ivan Jurić nei giorni scorsi è stato sottoposto a ricovero presso il presidio Ospedaliero Bolognini di Seriate nel reparto di Otorinolaringoiatria diretto dal Dottore Davide Panciera a seguito di una importante infiammazione delle vie aeree superiori, complicata con un’infezione batterica dell’epiglottide trattata con terapia antibiotica endovenosa. Il quadro clinico attuale è in netto miglioramento ed è prevista una dimissione protetta già nei prossimi giorni».

Atalanta, comincia la stagione 2025/2026. Ecco l’arrivo dei giocatori nerazzurri a Zingonia – VIDEO

Atalanta, ecco l’arrivo dei giocatori nerazzurri al Centro Bortolotti di Zingonia per cominciare subito la preparazione con mister Juric

La stagione 2025/2026 dell’Atalanta è cominciata e di consueto la squadra stamattina si è tutta radunata al Centro Bortolotti di Zingonia per iniziare la preparazione con mister Ivan Juric: la prima pietra di una nuova era atalantina dopo 9 anni con Gian Piero Gasperini in panchina.

https://twitter.com/Atalanta_BC/status/1945029343303831792

Da Kolasinac a De Roon fino ai nuovi acquisti. Ecco il video dell’arrivo dei ragazzi al quartier generale dell’Atalanta.

FONTE FOTO: ATALANTA.IT

Torino, Njie rinnova col club: comunicato e dettagli – FOTO 

Alieu Njie rinnova il proprio contratto con il Torino Fc, ecco il comunicato e i dettagli sul prolungamento, la FOTO diramata per l’occasione

Prosegue il matrimonio tra Alieu Njie e il Torino. A renderlo noto, lo stesso club di Via Viotti tramite una nota ufficiale diramata stamane poco dopo le 10 del mattino sui propri portali. Il giovane talento granata – al momento alle prese con il recupero dall’infortunio al malleolo della caviglia destra – continuerà quindi la sua esperienza all’ombra della Mole. 30 giugno 2029, con opzione per la stagione successiva, recita il comunicato della società per quanto concerne il nuovissimo contratto del giocatore. Ala sinistra o, all’occorrenza, prima punta, Njie ha percorso tutta la trafila delle giovanili del Torino dall’Under 17 fino alla Primavera. Il 20 settembre del 2024 l’esordio ufficiale in prima squadra, il 25 ottobre (contro il Como) il primo gol in Serie A. Ecco l’annuncio nella sua versione integrale: 

RINNOVO NJIE COL TORINO – «Il Torino Football Club è lieto di annunciare di aver rinnovato il contratto per le prestazioni sportive del calciatore Alieu Njie fino al 30 giugno 2029, con opzione per la stagione successiva.

Njie è nato Stora Tuna, in Svezia, il 14 maggio 2005. Dopo aver mosso i primi passi nel Forssa, dal 2021 è entrato a far parte del settore giovanile del Toro, dove è cresciuto fino a vestire la maglia della Primavera – 71 presenze, 7 gol e 10 assist – e della Prima Squadra. Il debutto in Serie A è avvenuto quest’anno nella vittoriosa trasferta di Verona, contro l’Hellas. Il 25 ottobre è arrivato anche il primo gol nella massima serie, contro il Como: una rete decisiva, che ha permesso ai granata di vincere 1-0. In totale per lui 17 presenze e un gol nella stagione di esordio con la Prima Squadra.

Avanti insieme: buon lavoro, Sempre Forza Toro!»

Luis Enrique, lo schiaffo a Joao Pedro può costare caro. La FIFA apre un’indagine, si teme una sanzione esemplare

Luis Enrique nei guai dopo la rissa nella finale del Mondiale per Club: il tecnico del PSG rischia una squalifica che può scontare in Champions

Doveva essere la notte della celebrazione del Chelsea, ma si è trasformata in un finale vergognoso che macchia l’immagine del calcio mondiale. La vittoria dei Blues per 3-0 sul Paris Saint-Germain nella finale del Mondiale per Club è stata oscurata da una «megarissa» scoppiata dopo il fischio finale, con un epicentro che ora rischia di avere conseguenze pesantissime: lo «schiaffetto» del tecnico del PSG, Luis Enrique, all’attaccante del Chelsea, João Pedro. Un gesto che ha scatenato il caos e che ora è sotto la lente d’ingrandimento della FIFA, pronto a trasformarsi in una lunga squalifica.

La tensione era salita progressivamente in un finale di partita molto nervoso. A incendiare gli animi era stata l’espulsione diretta (e meritata) di João Neves all’85’, reo di aver tirato i capelli a un Marc Cucurella definito dalle cronache un «attore consumato». Quel gesto, unito alla frustrazione per la pesante sconfitta, ha fatto perdere la testa ai giocatori parigini. Al fischio finale, mentre i giocatori del Chelsea festeggiavano, sono nati diversi focolai di rissa, con Donnarumma tra i più agitati, fino all’episodio clou che ha coinvolto i due allenatori.

Le versioni, come sempre, sono contrastanti. Luis Enrique, in conferenza stampa, ha provato a minimizzare, sostenendo di essere intervenuto solo «per dividerli e impedire che la situazione peggiorasse». Una versione che cozza con le immagini e con una ricostruzione del quotidiano spagnolo Marca, secondo cui il tecnico avrebbe poi ammesso ai suoi collaboratori: «Sono stato sciocco. Lui sta fermo, mi spinge, lo tocco e si butta». Dall’altra parte, João Pedro, pur accentuando la caduta, ha lanciato un’accusa precisa: «Semplicemente non sanno perdere».

Ora la palla passa alla FIFA. Il regolamento, per un gesto violento, prevede una squalifica di almeno tre giornate. La sanzione, che andrebbe scontata nella prossima edizione del torneo nel 2029, potrebbe però essere estesa da un provvedimento disciplinare a tutte le competizioni, trasformandosi in una squalifica a tempo che colpirebbe Luis Enrique in campionato e, soprattutto, nella prossima Champions League. Un’ombra pesante su un allenatore e su un club che hanno perso la testa nella notte più importante.

Fiorentina, Kean giura fedeltà: “Darò il meglio per la Viola”. Pioli e Commisso caricano l’ambiente. Al “Viola Carpet”, l’attaccante parla a poche ore dalla scadenza della clausola e fa la sua scelta

Fiorentina, Stefano Pioli e Moise Kean protagonisti del primo giorno di ritiro, in particolare l’attaccanto, che giura fedeltà ai viola

La Gazzetta dello Sport dedica una pagina alla Fiorentina che ieri è ripartita con un nuovo tecnico e la risoluzione di un’incognita che stava preoccupando non poco l’ambiente. Un bagno di folla, un pieno di passione per dare il via alla nuova stagione. Al Viola Park, 1500 tifosi hanno accolto la Fiorentina nel “Viola Carpet”, l’evento che ha segnato l’inizio ufficiale del Pioli-bis. Una serata di luci, cori e dichiarazioni importanti, che ha visto come protagonisti assoluti il nuovo tecnico, Stefano Pioli, e l’uomo più atteso del mercato, Moise Kean. Entrambi hanno lanciato messaggi chiari, alimentando l’entusiasmo di una piazza che sogna una stagione da protagonista.

Acclamato dall’ovazione dei tifosi sulle note di Pioli is on fire, il tecnico parmigiano ha espresso tutta la sua emozione per il ritorno a casa: «Sono molto felice per esserci ritrovati. Significa tanto per me e vogliamo dare il massimo e regalare soddisfazioni. Lavoro per le emozioni e qui posso farlo». A dargli il benvenuto, in collegamento dagli Stati Uniti, anche il presidente Rocco Commisso: «Siamo contenti di avere Stefano come allenatore e spero che sia il nostro miglior anno fin di sempre».

Ma i riflettori erano puntati soprattutto su Moise Kean. L’attaccante è stato il più applaudito e, prendendo la parola, ha di fatto giurato fedeltà alla maglia viola: «Sono tanto motivato per andare avanti. La Fiorentina mi ha sempre aiutato e adesso darò il meglio per la Viola». Parole che pesano come un macigno, arrivate a meno di 24 ore dalla scadenza della sua clausola rescissoria. Dopo aver già rifiutato le ricche offerte dall’Arabia Saudita, questa dichiarazione pubblica è un segnale fortissimo della sua volontà di restare e spegne quasi del tutto le residue speranze di club come il Manchester United. La Fiorentina è pronta a chiudere la porta a ogni pretendente per sedersi al tavolo con Kean e discutere un rinnovo che lo renderà il centro del progetto tecnico di Pioli.

Juve, conto alla rovescia per il raduno: Tudor tra un giovane talento pronto a esplodere, un giocatore sotto esame e la grana Vlahović che blocca tutto il mercato

Juve, si lavora sulle cessioni per sbloccare il mercato, Vlahovic il caso più complesso: intanto i giovani della Next Gen vogliono convincere Tudor

Un’attesa carica di sentimenti contrastanti: sogni, speranze, delusioni e incertezze. Come riporta oggi Tuttosport, il mondo Juve vive un conto alla rovescia verso il 24 luglio, data fissata per l’inizio del raduno che darà il via alla nuova stagione. Igor Tudor si troverà di fronte un cantiere aperto, una rosa ben lontana dall’essere completata, dove le ambizioni dei giovani talenti della Next Gen si scontreranno con le complesse situazioni di mercato dei veterani. La missione del DG Comolli e del DS Modesto è chiara: sbloccare le uscite per poter definire una squadra competitiva.

La tela bianconera, al momento, è dipinta con il verde della speranza. L’obiettivo dichiarato del club è quello di promuovere stabilmente tre elementi dalla seconda squadra. Tra i più attesi c’è senza dubbio Alessandro Pietrelli. L’esterno classe 2003, strappato a gennaio alla concorrenza di club di Serie B, è il nome da monitorare con più attenzione. In un ruolo, quello di esterno destro, dove le possibili cessioni di Alberto Costa e Weah potrebbero aprire delle praterie, il ritiro estivo rappresenta per lui l’occasione d’oro per convincere Tudor e ritagliarsi uno spazio in prima squadra. Un’altra giovane promessa che si giocherà le sue carte è il difensore centrale Gil Puche, classe 2006, che dopo essere stato tra gli ultimi esclusi per il Mondiale per Club, cerca la sua rivincita.

Ma se i giovani sognano, molti big vivono ai margini del progetto. La loro situazione blocca di fatto il mercato in entrata. Il caso più spinoso è quello di Dušan Vlahović, definito da Tuttosport “il grande problema da risolvere“. A lui si aggiungono esuberi come Arthur e Tiago Djaló, destinati a presentarsi per le visite mediche per poi allenarsi a parte in attesa di una cessione. In bilico anche il futuro di Rugani e Kostic, mentre Fabio Miretti, rientrato dal prestito al Genoa, sarà sotto il diretto esame di Tudor: o convince il tecnico, o per lui si apriranno le porte di una cessione definitiva. Il raduno del 24 luglio non sarà solo l’inizio della preparazione, ma il primo, vero banco di prova per le scelte che definiranno la nuova Juventus.

Schelotto: «Inter, Rapetti per me non è stato solo un preparatore, ma un fratello che metteva la maglia sopra a tutto. Vi racconto i suoi segreti…»

Le parole di Ezequiel Schelotto, ex calciatore dell’Inter, su Stefano Rapetti, preparatore atletico dei nerazzurri ai suoi tempi, tornato nello staff di Chivu

Un gol che è entrato di diritto nella storia del Derby di Milano e nel cuore di ogni tifoso interista. L’avventura di Ezequiel “El Galgo” Schelotto in nerazzurro è stata breve, appena sei mesi nel 2013, ma ha lasciato un’impronta indelebile grazie a quella rete iconica, un colpo di testa che gelò il Milan e fece esplodere San Siro. Schelotto è stato un giocatore di corsa, sacrificio e grande generosità, un esterno che ha sempre dato tutto per la maglia. Oggi, a distanza di anni, ricorda con affetto quel periodo e, in particolare, una figura chiave di quello spogliatoio, un professionista appena tornato ad Appiano Gentile per forgiare la nuova Inter: il preparatore atletico Stefano Rapetti. In un’intervista a La Gazzetta dello Sport l’ex esterno italo-argentino svela i segreti e il lato umano di uno dei collaboratori più stimati del mondo nerazzurro.

IL RAPPORTO UMANO E PROFESSIONALE – «Prima di tutto, per me è una persona eccezionale. All’Inter ho vissuto mesi grandiosi anche grazie a lui: gestiva tutti alla stessa maniera senza avere delle preferenze nemmeno per chi aveva vinto il Triplete. Anzi, diceva solo di prenderli come esempi, i vari Zanetti, Samuel, Stankovic, Materazzi… E poi, al di sopra di tutto metteva sempre la maglia nerazzurra».

UN LEGAME SPECIALE – «Era professionale: ci mostrava i nostri errori sia in allenamento che in partita e voleva che tutti migliorassimo ogni giorno. Però per me non è stato solo un preparatore atletico, ma un fratello. Era davvero “famiglia”. Una di quelle persone che mi farebbe enorme piacere incontrare di nuovo perché non ci vediamo da tanti anni. Lavora bene, è sempre disponibile, una persona squisita ma soprattutto un uomo con la “U” maiuscola. Sono felice che sia tornato all’Inter, perché di persone come lui se ne trovano poche».

LA SUA FILOSOFIA – «“Se volete diventare campioni, non migliorate solo il modo di calciare il pallone, ma lavorate sulla prevenzione: quella è fondamentale”. Spesso batteva il tasto sul discorso atletico, e io con lui mi fermavo sempre: spogliatoio-palestra-campo. Quello era il mio percorso».

Napoli accoglie De Bruyne: oggi il primo incontro con Antonio Conte

Inizia oggi l’avventura di Kevin De Bruyne al Napoli: dopo l’ultimo giorno di vacanza il belga inconterà Conte a Castel Volturno per la prima volta

Occhiali da sole e aria rilassata, ma non servono miracoli per accorgersi che a Napoli è arrivato un re. Kevin De Bruyne, autentico fuoriclasse del calcio europeo, è ufficialmente un nuovo giocatore del Napoli. Il suo arrivo rappresenta un colpo sensazionale per il club di De Laurentiis, forse il più iconico della sua gestione, come sottolineato da la Gazzetta dello Sport. Un campione capace di accendere i sogni dei tifosi, pronto a diventare il nuovo simbolo della rinascita azzurra sotto la guida di Antonio Conte.

Sbarcato a Capodichino domenica sera, De Bruyne ha scelto di vivere il suo ultimo giorno di vacanza in modo speciale: un giro in barca a Capri con la moglie Michele e, al ritorno in hotel, il primo abbraccio caloroso con i tifosi. Un’accoglienza passionale, inevitabile per chi incarna l’ambizione di una città che sogna in grande.

Oggi Kevin farà conoscenza con il centro sportivo di Castel Volturno e inizierà ufficialmente la nuova avventura agli ordini di Conte. Taciturno e riservato nella vita privata, De Bruyne ha portato con sé l’entusiasmo di un esordiente e il bagaglio di chi ha già alzato la Champions League. Sarà il giocatore più vincente della rosa, un leader silenzioso ma carismatico, pronto a dettare i tempi in campo e nello spogliatoio.

Il suo legame con Napoli, in realtà, precede l’ingaggio: proprio qui, a Sant’Agnello, si è sposato nel 2017, su consiglio dell’amico Dries Mertens – Ciro per tutti – che fu anche il suo testimone. E a Napoli trova un altro alleato di lunga data: Romelu Lukaku, compagno di mille battaglie con la nazionale belga e grande sponsor dell’operazione.

Con De Bruyne, il Napoli aggiunge un altro tassello a un progetto ambizioso e sempre più influenzato dalla Premier League. A 34 anni, Kevin ha ancora molto da dare e un motivo in più per brillare: dimostrare al Manchester City che lasciarlo andare è stato un errore. Ora, tocca a lui incantare il Maradona.

Modric al Milan, ecco come è andato il suo primo giorno da rossonero: l’incontro con Allegri e i compagni rimandato

Modric al Milan, ieri il primo giorno in rossonero per l’ex pallone d’oro: visite mediche e firma del contratto, l’incontro con Allegri e la squadra rimandato

Il giorno tanto atteso è arrivato: Luka Modric è ufficialmente un giocatore del Milan. L’annuncio, accompagnato da un comunicato diffuso ieri dal club rossonero, ha sancito il contratto fino al 30 giugno 2026, con opzione per un’ulteriore stagione. Un colpo di prestigio, come sottolinea la Gazzetta dello Sport, che accoglie a Milanello uno dei centrocampisti più forti della storia recente del calcio, vincitore del Pallone d’Oro nel 2018 e primatista di presenze con la nazionale croata.

Modric è atterrato ieri mattina allo scalo privato di Malpensa, accolto da giornalisti e troupe, tra cui anche media croati. Il suo sorriso sereno ha dato subito il tono della giornata: «Sono molto felice di essere qui. Mi aspettano grandi sfide», ha dichiarato, prima di aggiungere via social: «Ciao tifosi milanisti, sono carico per questo nuovo capitolo. Spero di regalare tante vittorie e momenti felici. Non vedo l’ora di vedervi a San Siro».

L’iter della giornata ha visto Modric sottoporsi alle visite mediche alla clinica La Madonnina e ottenere l’idoneità sportiva al Centro Ambrosiano. Poi una tappa all’hotel Melia, infine l’arrivo a Casa Milan per firmare il contratto, dopo aver visitato il museo rossonero. La sala trofei, d’altronde, sembrava quasi una metafora vivente del legame tra il croato e il club: una carriera fatta di successi, ora condivisa. Il suo ingaggio sarà di circa 3,5 milioni di euro.

Niente Milanello per ora: l’incontro con Allegri e i nuovi compagni è rimandato al 4 o 5 agosto, quando Modric rientrerà dalle vacanze post-Mondiale per club con il Real Madrid. A quel punto raggiungerà il gruppo già tornato dalla tournée estiva. In rossonero indosserà la maglia numero 14, lasciata libera da Reijnders: un altro segno di continuità tecnica all’insegna della classe.

Con il suo arrivo, Modric non rappresenta solo un’aggiunta tecnica di prim’ordine: per i tifosi del Milan è un’iniezione di entusiasmo, un leader silenzioso che porta esperienza e carisma in un progetto ambizioso.

Inter, rinforzi in difesa: Leoni il preferito, De Winter il piano B e si guarda anche all’estero

Inter, si cercano rinforzi in difesa: il primo nome per i nerazzurri rimane quello di Leoni del Parma, De Winter è il piano b; le ultime

Sogni e desideri, certo. Ma il vero nodo è quando il desiderio resta solo tale. In casa Inter questo sta accadendo con Giovanni Leoni, difensore classe 2006 del Parma, da tempo al centro dei pensieri nerazzurri. Come racconta la Gazzetta dello Sport, è il preferito di Chivu – che l’ha allenato a Parma – e di una dirigenza che vorrebbe mettere a segno un colpo sfumato già un anno fa. Tuttavia, gli ostacoli non mancano. Il primo è il prezzo: i nerazzurri hanno presentato un’offerta da 30 milioni, ma il Parma ne chiede 40. Il secondo si chiama Liverpool: i Reds stanno monitorando la situazione e potrebbero inserirsi con una proposta difficile da pareggiare.

Ecco perché l’Inter guarda altrove, mantenendo aperte più piste. A cominciare da quella che porta a Koni De Winter, centrale del Genoa classe 2002. Ieri, nel corso dei colloqui per definire il prestito di Valentin Carboni, le due società hanno parlato anche del difensore belga. La trattativa non è ancora nella sua fase conclusiva, ma i passi avanti ci sono. Il Genoa non fa muro, ma la valutazione si aggira sui 20-25 milioni, e non c’è tempo da perdere: Tottenham e West Ham hanno già mostrato interesse. De Winter, con tre stagioni di Serie A alle spalle, è il profilo che più convince, anche per la sua preferenza per il campionato italiano.

Non finisce qui: in parallelo, l’Inter guarda anche all’estero. Dopo il tentativo per Mosquera del Valencia – finito all’Arsenal – il nome nuovo è David Hancko del Feyenoord. Il 27enne slovacco, mancino, può giocare sia da centrale puro sia da braccetto sinistro, un po’ come Acerbi. Il prezzo è elevato – circa 30 milioni – ma inferiore a quello di Leoni. Hancko piace anche all’Atlético Madrid e a diversi club di Premier. In ogni caso, l’Inter ha urgenza di rinforzare il reparto difensivo, indipendentemente dalla situazione di Acerbi: l’eventuale arrivo di un centrale non è legato alla sua partenza, ma all’esigenza di costruire le basi della squadra con cui Chivu vuole cominciare davvero.

Le prime pagine sportive nazionali – 15 luglio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Juve Primavera, Padoin è il nuovo allenatore dell’Under 20 bianconera. I dettagli

Juve Primavera, adesso è ufficiale! Simone Padoin è il nuovo tecnico dell’Under 20 bianconera. Tutti i dettagli

Qualche mese fa JuventusNews24 aveva anticipato la notizia, che ora trova conferma ufficiale: Simone Padoin è il nuovo allenatore della Juventus Primavera. L’annuncio è arrivato direttamente dal club bianconero, tramite un comunicato pubblicato sul sito ufficiale.

COMUNICATO JUVE – «Nel 2021 parlavamo di un graditissimo ritorno in bianconero, nello staff della Prima Squadra. ggi, quattro anni dopo, siamo felici di poter dire che Simone Padoin è il nuovo allenatore della Juventus Under 20.

Una bella opportunità per lui che già nella passata stagione ha recitato un ruolo di rilievo nella nostra formazione Primavera, in quanto vice di Francesco Magnanelli.

Nato a Gemona del Friuli – in provincia di Udine – il 18 marzo del 1984, Simone da calciatore ha indossato la nostra maglia dal 2012 al 2016 arrivando in doppia cifra di trofei: Padoin ha vinto, infatti, cinque Scudetti, tre volte la Supercoppa Italiana e due volte la Coppa Italia.

Vittorie, tante, ma anche e soprattutto tanto cuore e duttilità tattica unite a un grande senso del dovere: questo, in estrema sintesi, è stato Simone, da calciatore, alla Juventus. Inoltre, Padoin, dal primo giorno in bianconero ha sempre dimostrato un grande legame con i nostri colori e un forte senso di appartenenza al Club e il suo ritorno in altre vesti nel 2021 – appena un anno dopo il suo ritiro dal calcio giocato – ne sono state la conferma.

Ora questa nuova avventura, ultimo fondamentale passaggio per questi giovani ragazzi prima del grande salto nel professionismo. Una sfida stimolante che siamo sicuri Simone intraprenderà con dedizione, entusiasmo e grande passione. Ora la stagione 2025/2026 è pronta per iniziare: il gruppo, agli ordini di Mister Padoin, si troverà per la prima volta domani, martedì 15 luglio, presso l’Allianz Training Center di Vinovo.

Congratulazioni, Mister, e buon lavoro!».

Calciomercato Fiorentina, occhi puntati su Zortea. Quanto chiede il Cagliari per il terzino?

Calciomercato Fiorentina: occhi puntati su Zortea, offerta al Cagliari per l’esterno destro. La situazione

Il calciomercato Fiorentina entra nel vivo, e tra i nomi sul taccuino della dirigenza viola spunta quello di Nadir Zortea, esterno destro classe 1999 che si è messo in grande evidenza nell’ultima stagione con la maglia del Cagliari. Secondo quanto riportato da TuttoMercatoWeb, il club toscano avrebbe già avviato i primi contatti con la società sarda per sondare la disponibilità al trasferimento del giocatore.

Il calciomercato Fiorentina, alla ricerca di rinforzi sulle corsie laterali, avrebbe presentato una proposta per acquisire Zortea con la formula del prestito con diritto di riscatto. Una modalità che offre margine di manovra sia sotto il profilo economico che tecnico, consentendo ai viola di testare il calciatore in un nuovo contesto prima di decidere se procedere con un investimento definitivo.

Zortea rappresenta un profilo molto interessante per il progetto viola: ex Atalanta, è dotato di buona corsa, spinta offensiva, capacità di cross e una certa confidenza con la porta avversaria. I suoi numeri parlano chiaro: 6 gol e 2 assist nella stagione appena conclusa, prestazioni che lo hanno reso uno dei migliori esterni della Serie A nel suo ruolo. Un profilo giovane ma già esperto, ideale per una squadra come la Fiorentina che punta al salto di qualità.

Tuttavia, il calciomercato Fiorentina dovrà fare i conti con la valutazione del Cagliari. Il club del presidente Tommaso Giulini ha fissato il prezzo del cartellino del giocatore attorno agli 8 milioni di euro, cifra che riflette l’importanza del calciatore nell’economia della rosa rossoblù. Una valutazione alta, che potrebbe complicare la trattativa, ma che non chiude la porta a una possibile intesa tra i due club.

La Fiorentina ora dovrà decidere se rilanciare, magari chiedendo un’opzione di riscatto più accessibile, oppure virare su altri profili. Nel frattempo, Zortea osserva con interesse: Firenze rappresenterebbe per lui un’importante occasione di crescita, in una piazza ambiziosa e in un progetto tecnico competitivo.

Il calciomercato Fiorentina prosegue dunque con attenzione e strategia, alla ricerca di colpi mirati per rinforzare la rosa in vista della prossima stagione.

Calciomercato Udinese, tifosi preoccupati per un possibile addio di Thauvin! Occhio all’interesse di quella rivale

Calciomercato Udinese: la Fiorentina pensa a Thauvin, ma i friulani blindano il francese. La situazione attuale

Il calciomercato Udinese si anima attorno al nome di Florian Thauvin, uno dei giocatori chiave della rosa bianconera. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la Fiorentina avrebbe avviato i primi contatti con il club friulano per sondare la disponibilità a trattare l’attaccante francese. Tuttavia, al momento non ci sarebbe alcun accordo tra le parti.

Thauvin, reduce da una stagione positiva in Serie A con 8 gol e 3 assist, ha da poco rinnovato il suo contratto con l’Udinese fino al 2026, segnale chiaro della volontà del club di puntare su di lui anche per il nuovo progetto tecnico guidato da Kosta Runjaic. Il francese rappresenta un punto fermo per l’allenatore e appare difficile immaginare una sua partenza in questa finestra di mercato.

La Fiorentina, dopo aver chiuso l’acquisto di Edin Džeko, è alla ricerca di ulteriori rinforzi per il reparto offensivo, soprattutto se dovesse concretizzarsi la cessione dell’ex Juve Moise Kean, entrato nel mirino di alcuni club esteri. In quest’ottica, il nome di Lorenzo Lucca, altro giocatore dell’Udinese, sarebbe finito nella lista dei possibili obiettivi viola.

Tuttavia, il club friulano non ha alcuna intenzione di fare sconti per i suoi pezzi pregiati. Il calciomercato dell’Udinese, da sempre orientato alla valorizzazione e cessione strategica dei suoi talenti, è oggi incentrato sulla costruzione di una squadra solida, mantenendo però una base di giocatori esperti come Thauvin. La sua esperienza internazionale, unita alle qualità tecniche e alla leadership nello spogliatoio, lo rendono un profilo difficile da sostituire.

Il direttore tecnico bianconero monitora attentamente la situazione, ma la posizione della società è chiara: Thauvin non è in vendita, se non di fronte a un’offerta irrinunciabile. Il calciomercato dell’Udinese continuerà nei prossimi giorni con l’obiettivo di rinforzare la rosa senza sacrificare i suoi leader tecnici. La Fiorentina osserva, ma per convincere i friulani servirà un grande sforzo economico.

Calciomercato Cremonese, UFFICIALE l’arrivo di Mussolini in Lombardia. Il comunicato

Calciomercato Cremonese: ufficiale l’arrivo di Romano Floriani Mussolini in prestito dalla Lazio. La situazione

Il calciomercato Cremonese si muove con decisione nel mercato estivo e comunica ufficialmente di aver acquisito, a titolo temporaneo con opzione di riscatto, le prestazioni sportive del giovane esterno di centrocampo Romano Floriani Mussolini dalla S.S. Lazio. Questo colpo rappresenta un tassello importante per la squadra grigiorossa, intenzionata a rinforzare la propria rosa in vista della prossima stagione.

Romano Floriani Mussolini, nato a Roma il 27 gennaio 2003, è un prodotto del settore giovanile romano, dove ha mosso i primi passi nel vivaio della Roma prima di trasferirsi alla Lazio. La sua crescita nel settore giovanile biancoceleste è stata costante e positiva, culminata con la conquista della Supercoppa Primavera 2, un titolo che ha dato lustro al suo percorso giovanile.

La stagione 2023-24 ha rappresentato il suo esordio tra i professionisti. Romano ha vissuto il suo primo anno in Serie C con il Pescara, mettendo insieme ben 32 presenze totali tra campionato, Coppa Italia Serie C e playoff, dimostrando un’ottima capacità di adattamento e continuità di rendimento. Questo periodo di maturazione è stato fondamentale per far emergere le sue qualità tecniche e tattiche, nonché la sua propensione a contribuire sia in fase offensiva che difensiva.

Nella stagione appena conclusa, Romano Floriani Mussolini ha vestito la maglia della Juve Stabia, dove ha giocato un ruolo di primo piano nel sorprendente cammino dei campani. Con 37 partite giocate, un gol e 3 assist, l’esterno ha dato un contributo decisivo anche durante la semifinale playoff proprio contro la Cremonese, club che ora ha deciso di puntare su di lui per rinforzare il reparto offensivo.

L’arrivo di Floriani Mussolini rappresenta quindi un chiaro segnale del lavoro intenso svolto dalla società nel calciomercato Cremonese, che continua a investire su giovani promettenti con l’obiettivo di costruire una squadra competitiva e ambiziosa.

La Cremonese dà il benvenuto al nuovo acquisto con la speranza che Romano possa crescere ulteriormente nel suo percorso professionale e contribuire a portare successi al club grigiorosso.

Kean rompe il silenzio: «Arabia? No, sono motivato ad andare avanti con la Fiorentina!»

Kean-Fiorentina: l’attaccante conferma entusiasmo e voglia di riscatto. Le dichiarazioni

Il futuro di Moise Kean alla Fiorentina continua a tenere banco tra tifosi e addetti ai lavori, soprattutto ora che la scadenza della clausola nel suo contratto è imminente. In occasione della presentazione ufficiale della nuova stagione al Viola Park, l’attaccante classe 2000 ha voluto chiarire il suo stato d’animo e ribadire il forte legame con il club toscano.

Durante l’evento, organizzato per celebrare il ritorno di Stefano Pioli sulla panchina viola, Kean ha preso la parola davanti ai microfoni del club, rilasciando dichiarazioni che lasciano pochi dubbi sul suo desiderio di rimanere protagonista in maglia gigliata. La vicenda Kean-Fiorentina, al centro delle cronache del calciomercato, sembra dunque destinata a chiudersi con una conferma.

«Sono molto motivato per andare avanti. La Fiorentina mi ha dato tanto e mi ha sempre aiutato. Ora è bene tornare con nuova motivazione e dare il meglio per la Fiorentina», ha detto Kean con decisione, strappando applausi convinti da parte del pubblico presente.

Queste parole alimentano l’ottimismo intorno all’operazione Kean-Fiorentina, che era stata inizialmente accolta con curiosità ma anche con qualche dubbio, vista l’altalena di rendimento dell’attaccante negli ultimi anni. Tuttavia, il calciatore sembra intenzionato a sfruttare questa opportunità come punto di rilancio, sia a livello personale che professionale.

La società, dal canto suo, continua a valutare la situazione contrattuale, mentre i dirigenti stanno lavorando per blindare Kean con un accordo stabile che possa accompagnare la crescita del progetto tecnico targato Pioli. La presenza di un allenatore esperto e capace di valorizzare i giovani potrebbe rivelarsi decisiva per il definitivo salto di qualità del centravanti ex Juventus.

La pista Kean-Fiorentina, a questo punto, sembra destinata a consolidarsi ulteriormente nelle prossime settimane. Il calciomercato è ancora lungo, ma le intenzioni dell’attaccante sono chiare: restare a Firenze, conquistarsi un posto da titolare e ripagare la fiducia del club con prestazioni all’altezza delle aspettative.

Manchester United, scoppia la bufera! Causa milionaria da un ex Napoli: «Negligenza medica!». Un capitano delle giovanili porta il club in tribunale, una battaglia legale senza precedenti

Scoppia la bufera in casa Manchester United. Ecco le ultime novità tra polemiche e anche un grande ex del Napoli

Un’altra tegola si abbatte sul Manchester United. In un periodo già turbolento per i risultati sportivi, il club di Old Trafford deve ora affrontare una delicata e spinosa battaglia legale. Secondo quanto riportato dal quotidiano portoghese A Bola, l’ex difensore Axel Tuanzebe ha intentato una causa contro la sua ex squadra per una presunta negligenza medica. Un’azione legale di grande valore, stimata in oltre 1 milione di euro, che getta un’ombra pesante sulla gestione sanitaria del club.

La vicenda, depositata presso l’Alta Corte del Regno Unito la scorsa settimana, risale a un infortunio non specificato avvenuto nel luglio del 2022. In quella stagione, Tuanzebe rimase fermo per ben 195 giorni, un calvario che di fatto ne ha compromesso la carriera ai massimi livelli. Dopo quel lungo stop, fu ceduto in prestito allo Stoke City, dove collezionò appena cinque presenze, per poi lasciare definitivamente lo United a parametro zero l’estate successiva. La causa legale intentata dal giocatore, oggi 27enne e neo-acquisto del Burnley, punta a fare luce su presunte mancanze da parte dello staff medico del club nella gestione del suo problema fisico.

Questa azione legale ha il sapore di un triste epilogo per un giocatore che era un vero e proprio “figlio” del Manchester United. Entrato nel settore giovanile a soli otto anni, Tuanzebe aveva scalato tutte le gerarchie, indossando la fascia di capitano in ogni categoria fino al debutto in prima squadra nel 2017. Il suo ultimo match con i Red Devils fu la sfortunata finale di Europa League del 2021, persa ai rigori contro il Villarreal. Da quel momento, anche a causa di una sfortunata parentesi in prestito al Napoli – dove ha collezionato solo una manciata di minuti in due sporadiche presenze tra campionato e Coppa Italia -, la sua carriera non è più decollata. Il club, per ora, non ha rilasciato commenti ufficiali.

Calciomercato PSG, si cerca un doppio colpo dall’Italia: i francesi sono pronti ad un mercato da urlo!

Calciomercato PSG: dopo la sconfitta col Chelsea si cerca un attaccante top. La situazione

Fino a ieri sera sembrava che il Paris Saint-Germain fosse destinato a dominare ovunque, ma la sconfitta subita contro il Chelsea nella finale del Mondiale per Club ha sollevato diversi interrogativi sulla rosa a disposizione di Luis Enrique. Il calciomercato PSG potrebbe ora subire un’accelerazione importante, con l’obiettivo di colmare le lacune emerse proprio nell’appuntamento più atteso.

Il principale nodo riguarda l’assenza di un centravanti di ruolo: un attaccante capace di finalizzare con costanza e di offrire soluzioni quando la partita si fa complicata. Luis Enrique ha costruito un sistema di gioco brillante, ma manca ancora un vero numero 9 che possa fare la differenza nei momenti cruciali. Da qui parte la riflessione interna al club parigino, guidata dal responsabile dell’area tecnica Luis Campos.

Secondo quanto riportato da L’Équipe, il calciomercato PSG si sta muovendo con decisione su due nomi di assoluto livello: Rafael Leão del Milan e Victor Osimhen del Napoli. Due profili diversi, per caratteristiche tecniche e situazione contrattuale, ma entrambi capaci di elevare il livello offensivo della squadra francese.

Leão, eletto a simbolo del progetto tecnico rossonero sotto la guida di Massimiliano Allegri, difficilmente sarà ceduto in questa finestra di mercato. Il suo ruolo centrale nel Milan, unito a una clausola rescissoria elevata, complica l’operazione. Diverso invece il discorso per Osimhen: il centravanti nigeriano è da tempo sul mercato e appare sempre più vicino all’addio. Il giocatore ha inviato un certificato medico per non unirsi al ritiro del Napoli, segnale chiaro di una rottura ormai definitiva.

De Laurentiis continua a fare muro, chiedendo una cifra importante, ma il PSG resta vigile. Su Osimhen c’è anche l’Al Hilal, mentre il Galatasaray avrebbe avviato contatti concreti, ma il fascino della Ligue 1 e la possibilità di giocare per un club ambizioso come il PSG potrebbero fare la differenza.

Il calciomercato PSG entra dunque nel vivo, con Luis Enrique in attesa del colpo in attacco che possa trasformare il sogno Champions League in realtà concreta.

×