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Serie A, date e orari della 36° giornata: arriva il comunicato UFFICIALE della FIGC

Serie A, ecco tutti i dettagli per quanto concerne la giornata di campionato 36. Ecco le novità tra anticipi e posticipi

La FIGC ha diramato le novità per quanto riguarda la giornata 36 del campionato di Serie A 2024 2025. Ecco le dati e vari orari. Lo ha rivelato Ezio Maria Simonelli, presidente di Lega Serie A, nel corso della conferenza stampa odierna

36^ GIORNATA


9 maggio alle 20.45 – Milan-Bologna
10 maggio alle 15 – Como-Cagliari
10 maggio alle 18 – Lazio-Juventus
10 maggio alle 20.45 – Empoli-Parma
11 maggio alle 12.30 – Udinese-Monza
11 maggio alle 15 – Hellas Verona-Lecce
11 maggio alle 18 – Torino-Inter
11 maggio alle 20.45 – Napoli-Genoa
12 maggio alle 18.30 – Venezia-Fiorentina
12 maggio alle 20.45 – Atalanta-Roma

Lazio Parma: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Olimpico andrà in scena la sfida di Serie A Lazio Parma: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadio Olimpico di Roma si giocherà la gara valevole per la 34ª giornata di Serie A tra Lazio Parma. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

LAZIO (4-2-3-1): Mandas; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Rovella; Isaksen, Dia, Zaccagni; Castellanos. All. Baroni.

PARMA (3-5-2): Suzuki; Leoni, Valenti, Hainaut; Delprato, Hernani, Keita, Sohm, Valeri; Bonny, Pellegrino. All. Chivu.

Orario e dove vederla in tv

Lazio Parma si gioca alle ore 20.45 di lunedì 28 aprile per la 34ª giornata di campionato di Serie A. Verrà trasmessa su DAZN, SKY SPORT CALCIO, SKY SPORT 4K, SKY SPORT (canale 251). Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone. La partita sarà visibile per gli abbonati su Sky Go e NOW TV.

Sassuolo, Carnevali: «La Serie A sarà durissima. Il mio futuro? C’è una cosa che è difficile…»

Le parole di Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, dopo la promozione dei neroverdi in Serie A. I dettagli

Giovanni Carnevali ha parlato a Gr Parlamento della promozione del Sassuolo.

PROMOZIONE – «Non è stato facile ripartire dopo la retrocessione e farlo con questo slancio, magari all’inizio anche noi non conoscevamo il mondo della Serie B, ma siamo partiti il primo giorno mettendo come primo tassello il tecnico Fabio Grosso che è stato l’artefice di questo campionato. Poi la promozione di Francesco Palmieri come direttore sportivo e mantenuto i giocatori con la giusta voglia per risalire. Abbiamo sofferto molto nella passata stagione, ma ci siamo rimboccati le maniche sapendo di avere alle spalle una proprietà come la famiglia Squinzi che ci ha dato questo grande entusiasmo per dimenticare la retrocessione dell’anno scorso».

FUTURO – «Sono a Sassuolo da dodici anni, l’anno prossimo saranno 13 e questo ci dà la possibilità di continuare con obiettivi precisi sapendo che non sarà facile, ma ci attende un’annata durissima. Sono sempre dell’idea che su 20 squadre 8 fanno un campionato per non retrocedere e 3 di queste retrocederanno per cui la percentuale è altissima e su questo dobbiamo ripartire magari provando a rifare quanto abbiamo fatto negli altri anni in Serie A. Non c’è mai stato nessun tormento in particolare, a parte che ultimamente non ci sono mai state delle proposte interessanti o valide. In passato ci sono state, ma penso che ci debba anche essere della riconoscenza per quanto ho ricevuto. Ora ho la fortuna di lavorare con i figli, che sono persone straordinarie, e di poter lavorare in una società straordinaria per fare calcio dove ho la possibilità di poter decidere insieme ai miei collaboratori e penso che la fortuna di una società di calcio oggi sia poter decidere tutti insieme ed è difficile poter trovare altre soluzioni in queste squadre in cui si potrebbe lavorare così. Come età sono già grande, non è la diplomazia ma è la verità. Io faccio parte di una famiglia importante che mi permette di lavorare, quando ci saranno le richieste le valuterò, sapendo che spostarsi da una società come questa sarà difficile».

Atalanta, troppi punti persi in casa contro le medio-piccole. I numeri dal 2016 ad oggi (solo una Dea ha fatto peggio della 2024-2025)

Atalanta, quanto pesano i punti con le medio-piccole in casa? Il confronto con le passate stagioni dice che solo una Dea ha fatto peggio della 2024-2025

L’Atalanta contro le squadre di medio/bassa-classifica (dalla decima in giù) ha totalizzato 42 punti totali: di cui 19 solo in casa per una media punti interna di 1,72.

Confrontando i punti conquistati al Gewiss Stadium contro tutta la parte destra della classifica dal 2016 ad oggi, solo la 2021-2022 ha messo meno “fieno in cascina” rispetto all’Atalanta attuale (17 punti). In caso di vittoria contro il Parma all’ultima giornata però la Dea 2024-2025 scavalcherebbe la 2019-2020 (ancorata a quota 20).

2023-2024: 28 punti

2018-2019: 26 punti

2020-2021: 26 punti

2022-2023: 26 punti

2016-2017: 25 punti

2017-2018: 25 punti

2019-2020: 20 punti

*2024-2025: 19 punti*

2021-2022: 17 punti

Formazioni ufficiali Udinese-Bologna, le scelte dei tecnici

Formazioni ufficiali Udinese-Bologna, le scelte dei due allenatori per il match valido per la trentaquattresima giornata del campionato di Serie A

Alle 18:30 la sfida valida per la trentaquattresima giornata di Serie A tra Udinese-Bologna. Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori.

UDINESE – Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Ehizibue, Atta, Karlstrom, Payero, Kamara; Ekkelenkamp; Davis.

BOLOGNA – Skorupski; Calabria, Beukema, Lucumi, Miranda; Aebischer, Freuler; Orsolini, Odgaard, Dominguez; Dallinga.

Laporta sfida l’Inter: «Barcellona pronto a vincere, la fiducia è al massimo! Il futuro…»

Le parole di Joan Laporta, presidente del Barcellona, sulla sfida contro l’Inter in Champions League. Tutti i dettagli in merito

Joan Laporta, presidente del Barcellona, ha parlato a Rac1 della stagione dei blaugrana.

VINCERE TUTTO – «Ora abbiamo una sana ambizione di vincere le competizioni. La realtà sta superando le aspettative: eravamo pieni di speranza, ma grazie a questi giocatori, a Flick e allo staff siamo andati oltre. Sarebbe molto importante per il club raggiungere di nuovo la finale di Champions League femminile… Questa situazione vale la pena di essere vissuta, ma ha superato le nostre aspettative».

ARBITRI – «Florentino mi ha fatto i complimenti dopo la finale. Abbiamo un rapporto di rispetto reciproco, abbiamo parlato prima e dopo la partita. Per noi quello che è successo prima era una strategia, la nostra era parlare di calcio. Il Clasico è una partita che porta passione, massima rivalità, grande qualità calcistica, e sapevamo che sarebbe stata uno spettacolo degno. L’abbiamo affrontata in questo modo, abbiamo fatto quello che andava fatto e non ci siamo lasciati andare a inganni che non ci interessavano. Ci siamo concentrati sui nostri obiettivi. Arbitraggio? Mi è piaciuto l’arbitraggio nel complesso. Il VAR è stato importante su alcune decisioni. Nulla è mai perfetto, né il gioco delle squadre né la prestazione dell’arbitro… ma è stato buono, niente da dire».

ESULTANZA – «Di solito non ci si alza in piedi nel palco delle autorità. Dopo il gol di Koundé sono scattato in piedi, ma non volevo mancare di rispetto a nessuno. Così ho alzato le braccia e mi sono seduto velocemente. È stato un riflesso».

FLICK – «Flick sa che vogliamo che resti il più a lungo possibile, che è un buon allenatore per le sue capacità personali e sportive, per il suo modo di intendere il club. Ma è un allenatore che preferisce affrontare le cose anno per anno. Ha un contratto fino al 2026 e l’area sportiva sta facendo il necessario per pianificare il presente e l’immediato futuro. Chi ha deciso che Hansi Flick sarebbe stato l’allenatore della prima squadra è stato Deco, è merito suo e di Bojan, che ne hanno analizzato il carattere da una prospettiva calcistica e professionale, il sistema di gioco. Mi è piaciuto fin dall’inizio; c’erano altre opzioni e hanno scelto lui, ma avrei accettato chiunque».

YAMAL – «Anche questa è una decisione della commissione sportiva dal punto di vista tecnico, poi c’è una parte che riguarda l’economia del club che viene decisa dal consiglio di amministrazione e dal presidente».

INTER – «Siamo già in modalità Champions League. Abbiamo giocatori giovani, molto ben preparati e allenati, e diamo loro piena fiducia».

Lazio, i convocati per il Parma: confermate quattro assenze per Baroni!

Marco Baroni, allenatore della Lazio, ha diramato la lista dei giocatori convocati in occasione del match di Serie A contro il Parma

Marco Baroni, allenatore della Lazio, ha diramato la lista dei giocatori convocati in occasione del match di Serie A contro il Parma. Confermate le assenze di Patric, Lazzari e Tavares oltre allo squalificato Belahyane. Di seguito l’elenco completo.

Portieri: Furlanetto, Mandas, Provedel;
Difensori: Gigot, Gila, Hysaj, Marusic, Pellegrini, Provstgaard, Romagnoli;
Centrocampisti: Basic, Dele-Bashiru, Guendouzi, Rovella, Vecino;
Attaccanti: Castellanos, Dia, Ibrahimovic, Isaksen, Noslin, Tchaouna, Pedro, Zaccagni


Parma, i convocati per la Lazio: ci sono quattro nuove assenze per Chivu!

Cristian Chivu, allenatore del Parma, ha diramato la lista dei giocatori convocati in vista del match contro la Lazio. Tutti i dettagli

Fabio Pecchia, allenatore del Parma, ha diramato la lista dei giocatori convocati in vista del match contro la Lazio. Assenti Estevez, Bernabè, Vogliacco e Cancellieri. Di seguito la lista completa.

Portieri: Corvi, Marcone, Suzuki.
Difensori: Balogh, Circati, Delprato, Leoni, Løvik, Valenti, Valeri.
Centrocampisti: Camara, Hainaut, Hernani Jr, Keita, Plicco, Sohm.
Attaccanti: Almqvist, Bonny, Djurić, Haj, Man, Ondrejka, Pellegrino.

Buffon: «Contro la Norvegia servirà un po’ di follia, il messaggio deve essere chiaro. Motta-Juve? Convinto di una cosa»

Le parole di Gianluigi Buffon, ex portiere ed attuale capo delegazione dell’Italia, sulla possibile qualificazione al Mondiale. I dettagli

Gianluigi Buffon ha parlato in occasione del Premio Nazionale MCL-USSI del momento dell’Italia.

SFIDA ALLA NORVEGIA – «C’è un Mondiale da conquistare, questo è il primo obiettivo. A giugno ci sarà una partita di grande valore, ma ad un certo punto ci sono momenti in cui devi tirare fuori anche un po’ di sana follia, un po’ di arroganza nel farci dire che siamo l’Italia. Come è successo dopo l’Europeo in Francia: mi auguro che quello sia l’esempio forte per farci affrontare la Norvegia. Dobbiamo presentandoci dicendo ‘noi vogliamo il Mondiale, a prescindere da voi».

JUVE – «Da subito è sembrato in sintonia con l’ambiente, lo conosceva già e si è visto. Anche con giocatori e media ha creato una buona relazione, sta facendo un buon lavoro. Mi dispiace perché tutto questo sembra possa andare a discapito di Thiago Motta, che per me rimane un allenatore dal talento incredibile. Perché sia andaa così poi non lo so…».

DE GEA – «Ha confermato quello che sa fare, né più né meno. Chi aveva messo in dubbio che non potesse ripetere certe prestazioni è perché non è mai stato portieri. Anche dopo l’anno sabbatico, prendere De Gea era un’occasione per ogni squadra e la Fiorentina è stata lesta ad accaparrarselo».

SCUDETTO DECISO – «No, anche se c’è stato un passo importante. Si decide lungo tutto l’anno, in questo percorso ci sono momenti in cui ti accorgi di aver buttato via qualcosa e dilapidato delle occasioni. Questo però non devo dirlo io, lo sapranno all’Inter e al Napoli. Per una che vincerà, l’altra avrà per forza un rimpianto. Da quando il Napoli ha annunciato Conte allenatore era la squadra che, insieme all’Inter, era la squadra che si sarebbe contesa lo Scudetto. Ora i nerazzurri hanno delle difficoltà sotto gli occhi di tutti e il Napoli ha sfruttato al meglio le occasioni. L’inerazia ora va più dalla loro parte, ma antenne dritte».

BARCELLONA-INTER – «Per esser favorito col Barça o sei intergalattico o fai fatica. Può giocarsela, per farlo devi essere veramente forte e l’Inter lo è».

PSG, i convocati per l’Arsenal: le scelte di Luis Enrique

La lista dei convocati di Luis Enrique per Arsenal-PSG, gara d’andata delle semifinali di Champions League. Tutti i dettagli

Il PSG ha diramato la lista dei convocati per l’andata delle semifinali di Champions League contro l’Arsenal. Tutti presenti per Luis Enrique, di seguito l’elenco completo.

Portieri: Donnarumma, Safonov, Arnau Tenas.

Difensori: Hakimi, Kimpembe, Marquinhos, L. Hernandez, Nuno Mendes, Beraldo, Pacho.

Centrocampisti: Fabian Ruiz, Vitinha, Mayulu, Zaire-Emery, Neves.

Attaccanti: Kvaratskhelia, Ramos, Dembélé, Doue, Lee, Barcola, Mbaye

Bologna, nuova tegola per Italiano: si fermano Ndoye e Pedrola, ecco quando li recupera

Bologna, guai per Italiano: in attacco si fermano Ndoye e Pedrola: saltano la sfida con l’Udinese: ci saranno per Juve e Milan?

Il Bologna perde un pezzo importante: come riportato dal Resto del Carlino Dan Ndoye ha rimediato un risentimento alla coscia sinistra e dovrà stare fermo 2-3 settimane, rischiando di arrivare alla finale di Coppa Italia contro il Milan solo a mezzo servizio. Italiano perde anche Estanis Pedrola per un problema simile, complicando la gestione degli esterni offensivi. Stasera a Udine, e domenica contro la Juve, mancheranno dunque alternative preziose, e il tecnico dovrà contare sulla vena realizzativa di Orsolini, già autore di 14 gol stagionali, e sul rientrante Odgaard.

Nonostante le assenze, Italiano prepara una squadra competitiva: in attacco si gioca anche la carta Dallinga, in crescita nelle coppe ma a secco in campionato da gennaio. In difesa potrebbero rientrare Skorupski, Calabria e Miranda (attenzione alla diffida di quest’ultimo), mentre a centrocampo Freuler sarà affiancato da Aebischer, con Dominguez e Cambiaghi in ballottaggio per completare il reparto. La corsa verso il sogno europeo del Bologna continua tra entusiasmo e inevitabili difficoltà fisiche.

Gasperini: «Mai detto che avrei lasciato l’Atalanta, il futuro è chiaro! Sulla lotta Champions…»

Le parole di Gian Piero Gasperini, allenatore dell’Atalanta, sul suo futuro con il club nerazzurro per la prossima stagione. Tutti i dettagli

Gian Piero Gasperini ha parlato dell’Atalanta in occasione del Premio USSI a Coverciano.

PREMIO – «Mi fa piacere che il premio sia stato assegnato a me da una associazione così importante. È riferito alla scorsa stagione, speriamo di fare qualcosa di buono anche in questa».

ATALANTA IN CHAMPIONS DATA PER SCONTATA – «Spero e mi auguro di no, per me rappresenta il traguardo massimo per l’Atalanta in questo momento, anche se abbiamo provato a bluffare un po’ sullo Scudetto. Più per darci una spinta e perché ci siamo ritrovati lì a 9 giornate dalla fine. Però sarebbe l’ennesimo risultato eccezionale dell’Atalanta».

ULTIMA PARTITA – «Era una partita particolare, soprattutto per il Lecce. Il nostro risultato è tutto da conquistare, abbiamo un po’ di margine ma dietro c’è il fior fiore del calcio italiano, società straordinarie che mirano tutte a raggiungere questo traguardo, il più desiderato».

LOTTA CHAMPIONS – «Avvalora ancora di più il nostro campionato ma deve essere così tra un mese. Dietro ci sono squadre forti. Per essere certi, magari qualche punto in più ma lo verifichiamo domenica dopo domenica. Ci sono ancora scontri diretti e se facciamo i punti che dobbiamo, gli altri dietro non ci prendono».

FUTURO – «Ne riparliamo quando la conquisteremo, se la conquisteremo… Ieri sera abbiamo perso due punti in casa, avrebbero significato tanto. Dobbiamo sapere che i rivali sono agguerriti, dobbiamo ritrovare la massima concentrazione e la forza di tutti. E io non ho mai detto che vado via, ma un’altra cosa, che non rinnovavo ed è diverso. L’obiettivo comunque ora è solo raggiungere la Champions. E non è una cosa che matura in una settimana, ma nei mesi, negli anni. Con Bergamo e l’Atalanta ho un legame e quello che abbiamo fatto quest’anno va ancora oltre a quelli scorsi. A volte ci si dimentica dei giocatori persi per infortunio. Tutto positivo ma ora chiudiamolo così».

Bologna, Fenucci: «Crediamo alla Champions, sarà interessante. Futuro Italiano? La situazione è questa, il mercato…»

Le parole di Claudio Fenucci, ad del Bologna, sul futuro da dirigente di Vincenzo Italiano con il club rossoblù. Tutti i dettagli in merito

Claudio Fenucci, ad del Bologna, ha parlato a Radio Anch’io Sport del futuro del club rossoblù.

LOTTA CHAMPIONS – «Sarà un duello interessante. Avere tutte le posizioni aperte fino alla fine è una delle grandi peculiarità del campionato italiano, questo va a favore della spettacolarità del torneo. Siamo lì con tutte le altre, cercheremo di giocarci le nostre carte fino alla fine. Abbiamo molti scontri diretti, ma pensiamo partita per partita, a partire dal match di Udine, rappresenta un altro passo verso il traguardo finale. È un percorso lungo, partito dalla Serie B quando siamo arrivati con la nuova proprietà. Abbiamo cercato di creare le basi nel tempo affinché questa crescita poi si realizzasse. A partire da Sinisa, successivamente con Thiago Motta e adesso con Italiano si è visto un progressivo miglioramento dei risultati, della qualità del gioco e dell’organico. Un percorso che si è verificato attraverso l’arrivo di allenatori che hanno dato un impulso al livello tecnico della squadra e anche con investimenti fatti sui giocatori che sono cresciuti nel tempo».

COPPA ITALIA O CHAMPIONS – «Arrivare in finale di Coppa Italia è stato un grande traguardo. Giocare la finale all’Olimpico è un sogno, per il Bologna ha un valore particolare, lì ha conquistato l’ultimo scudetto. È un sogno che vivremo tutti insieme. La risposta è scontata: se uno dovesse scegliere, preferiremmo portare a casa la Coppa Italia. Ma ci penseremo nella settimana del 14 maggio. Oggi il focus è su Udine».

ITALIANO – «Abbiamo già iniziato a parlare con lui per prolungare il contratto, indipendentemente dal risultato della classifica finale. Penso che Italiano abbia svolto un ottimo lavoro. Non era facile entrare in un gruppo che l’anno prima si era esaltato con un calcio diverso. Lui ci è riuscito con la qualità del lavoro, è entrato nella testa dei giocatori, ha trasformato la squadra, andando a confermare, se non a migliorare i risultati dello scorso anno. Al di là di quello che succederà da qui alla fine, abbiamo intenzione di proseguire il rapporto con lui. Non è il momento ora di parlarne, siamo impegnati nelle due competizioni, ma la volontà della società gliel’abbiamo manifestata».

FALLIMENTO THIAGO MOTTA ALLA JUVE – «Molto difficile dare una risposta. Dai miei trent’anni di esperienza come dirigente faccio fatica a entrare nelle dinamiche di un’altra società e non sarebbe corretto. Posso solo dire che Thiago Motta è un ottimo allenatore, da noi ha fatto un buon lavoro per risultati e gioco espresso. Al di là dei momenti del distacco, in cui si sono create delle incomprensioni, non posso che parlar bene di Thiago Motta allenatore. Mi spiace che alla Juve non abbia dimostrato quello che ha fatto a Bologna, ma non so darvi una spiegazione sul perché è andata così a Torino».

ORSOLINI – «Come ho già detto in passato, Orsolini è un figlio di Bologna. In passato, quando abbiamo ricevuto richieste, abbiamo sempre detto che sarebbe rimasto e lui è rimasto volentieri. Come per gli altri il mercato per adesso non esiste. Nessuno è incedibile, ma del mercato credo se ne debba parlare quando sono i momenti giusti. Alla fine non c’è squadra al mondo che non cresca anche vendendo calciatori. Però anche l’anno scorso mi ero lamentato del fatto che, nel finale di campionato, troppo spesso dai media, i nostri giocatori venivano accostati ad altre squadre. Questo crea un po’ di fastidio».

Juve, infortunio Kelly: ufficiale l’esito degli esami e i tempi di recupero

Le ultime sulle condizioni di Lloyd Kelly, difensore della Juve, dopo l’infortunio muscolare rimediato contro il Monza. I dettagli

La Juve ha pubblicato l’esito degli esami di Lloyd Kelly dopo l’infortunio muscolare rimediato contro il Monza. L’inglese salterà sicuramente il prossimo impegno di Serie A contro il Bologna del 4 maggio.

COMUNICATO – «Lloyd Kelly, avendo riferito al termine della gara di ieri sera un problema muscolare alla coscia destra, questa mattina è stato sottoposto presso il J|medical ad accertamenti diagnostici che hanno evidenziato una lesione di basso grado del bicipite femorale. Tra circa 10 giorni verranno ripetuti nuovi esami per definire con esattezza i tempi di recupero».

Como, Ludi: «Nico Paz? Dipendiamo dal Real Madrid, ma c’è fiducia per un motivo. Fabregas-Roma? La verità è questa»

Le parole di Carlalberto Ludi, direttore sportivo del Como, sul futuro di Nico Paz in vista della prossima stagione. Tutti i dettagli

Carlalberto Ludi ha parlato a Radio Anch’io Sport della stagione e del futuro del Como.

SALVEZZA – «Siamo molto orgogliosi, raggiungere la salvezza con quattro giornate d’anticipo non era così scontato per una neopromossa. Abbiamo lavorato tanto fin dall’inizio, credendo in questo obiettivo e passando anche per momenti negativi ma li abbiamo gestiti con grande equilibrio. Siamo fieri di quello che abbiamo fatto. La squadra è maturata tanto. Abbiamo sempre creduto nel processo di crescita e nei metodi di allenamento di Fabregas. Quando la squadra e lo staff hanno cominciato a capire meglio la Serie A, si è arrivati alle prestazioni recenti».

FABREGAS – «Non posso parlare della selezione della Roma. Fabregas è un uomo molto focalizzato sul progetto. Abbiamo firmato tempo fa quattro anni di contratto, ne mancano altri tre. Stiamo programmando il futuro: questo non esclude niente ma mi fa sicuramente ben sperare».

NICO PAZ – «Quella di Nico è sicuramente una posizione molto sensibile, siamo legati al giocatore e al ragazzo in maniera molto forte. Penso che abbia trovato il contesto perfetto per performare. La nostra volontà è chiara, dipendiamo dalla recompra del Real Madrid. Le interlocuzioni sono ottime, i rapporti sono molto buoni, anche in virtù del buon lavoro che abbiamo fatto su Nico. Ci sentiamo abbastanza fiduciosi che Nico possa rimanere. È normale che la permanenza stessa di Cesc sarà garanzia di evoluzione del progetto».

DIAO – «È il simbolo di come stiamo lavorando come gruppo di lavoro. Abbiamo un recruitment che si basa sui dati, che poi vanno filtrati attraverso gli occhi degli scout e arrivano sul tavolo del management. E poi insieme con il presidente e l’allenatore andiamo a fare una scelta. Un ragazzo che oggi è super performante, ma finché era in Spagna era un prospetto di grande potenzialità che giocava e non giocava. Fabregas è stato coraggioso a eleggerlo come giocatore chiave, da lì l’operazione si è rivelata di successo, anche se non era così scontato a gennaio».

Simonelli: «Rispettato il lutto del Lecce, ma abbiamo responsabilità. Mancato rinvio? Il motivo è stato questo»

Le parole di Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, sul mancato rinvio di Atalanta-Lecce dopo la morte di Graziano Fiorita

Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha risposto alle accuse di Tuttosport dopo il mancato rinvio di Atalanta-Lecce.

LA RISPOSTA – «Caro dottor Jacobelli, ho letto il suo editoriale di domenica sulla tragica e inaspettata scomparsa di Graziano Fiorita. E mi sono commosso. (…). Come uomo esprimo la mia vicinanza e la mia partecipazione alla famiglia in primo luogo e a tutti a Lecce: la squadra, la dirigenza e la tifoseria. Come Presidente della Lega mi sento in dovere di spiegare le ragioni di una scelta che dall’editoriale appare come inopportuna. Una diversa data per spostare la partita Atalanta Lecce, ricordo che peraltro occorre l’accordo di entrambi i Club, non avrebbe tutelato la regolarità di un campionato che vede alcune squadre lottare per la salvezza e altre per traguardi eccellenti come l’accesso alle diverse Coppe Europee.

La regolarità della competizione la si garantisce sfruttando la prima finestra utile, e la prima giornata utile era domenica, spostare ulteriormente la partita di ‘qualche giorno’ avrebbe significato come minimo mercoledì 30, causando la necessità di rinviare anche Lecce Napoli, in programma sabato 3, con un incastro impossibile da gestire. Spostarla addirittura a fine maggio, avrebbe potuto significare falsare il campionato, con una Atalanta magari meno motivata o parte dei giochi salvezza già fatti (…). Prendere decisioni, a volte molto difficili, è diverso da dare consigli, le scelte e le responsabilità sono di chi poi deve decidere (…). In merito alle pressioni di altre Società le posso assicurare che non ce ne sono state».

Champions League, le designazioni per le semifinali: la scelta per Barcellona-Inter!

La Uefa ha designato le squadre arbitrali che dirigeranno i match di Champions League in programma martedì e mercoledì sera

La Uefa ha designato le squadre arbitrali che dirigeranno i match di Champions League in programma martedì e mercoledì sera, con Barcellona-Inter.

ARSENAL – PARIS SAINT GERMAIN (martedì 27 aprile, ore 21:00)
Arbitro: Slavko Vinčić SVN
Assistenti: Tomaž Klančnik SVN e Andraž Kovačič SVN
Quarto uomo: Matej Jug SVN
Video Assistant Referee: Alen Borošak SVN
Assistente Video Assistant Referee: Dennis Higler NED

BARCELLONA – INTER (mercoledì 28 aprile, ore 21:00)
Arbitro: Clément Turpin FRA
Assistenti: Nicolas Danos FRA e Benjamin Pages FRA
Quarto uomo: François Letexier FRA
Video Assistant Referee: Jérôme Brisard FRA
Assistente Video Assistant Referee: Willy Delajod FRA

Udinese Bologna: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Bluenergie Stadium andrà in scena la sfida di Serie A Udinese Bologna: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Bluenergie Stadium di Udine si giocherà la gara valevole per la 34ª giornata di Serie A tra Udinese Bologna. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

UDINESE (4-4-1-1): Okoye; Ehizibue, Kristensen, Solet, Kamara; Atta, Lovric, Karlstrom, Ekkelenkamp; Payero; Bravo. All. Runjaic.

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Calabria, Beukema, Lucumì, Miranda; Freuler, Aebischer; Ndoye, Odgaard, Orsolini; Dallinga. All. Italiano.

Orario e dove vederla in tv

Udinese Bologna si gioca alle ore 18.30 di lunedì 28 aprile per la 34ª giornata di campionato di Serie A. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Lazio, contro il Parma vuole tornare a vincere in casa, vendicare la sconfitta dell’andata e continuare ad inseguire la Champions

Lazio, contro il Parma chance per tornare ad inseguire la Champions: all’andata era finita con una sconfitta e in casa non vince da 2 mesi, ma…

La Lazio si trova in una fase cruciale della stagione, con la possibilità di agguantare il quarto posto che garantirebbe l’accesso alla Champions League. Dopo un periodo di difficoltà tra febbraio e marzo, la squadra ha ripreso a correre grazie ai successi con Atalanta e Genoa, oltre al pareggio nel derby. Per raggiungere il quarto posto, i biancocelesti dovranno battere il Parma all’Olimpico e sperare in un risultato sfavorevole del Bologna contro l’Udinese. Anche con una vittoria del Bologna, l’assalto della Lazio continuerebbe. La squadra è determinata a fare bene nelle prossime cinque partite, inclusi scontri diretti contro Empoli, Inter, Juventus e Lecce, con il sogno della Champions che è ancora vivo, ma anche la consapevolezza di rischiare di rimanere fuori dalle coppe.

Il momento decisivo della stagione per la Lazio inizia con il match di stasera contro il Parma, una squadra che nel girone di andata inflisse ai biancocelesti una sconfitta significativa. La Lazio, che non vince in casa da due mesi e mezzo, si prepara a schierare la sua formazione migliore, nonostante gli infortuni a Patric, Tavares, Lazzari e la squalifica di Belahyane. I due attaccanti, Castellanos e Dia, sono tornati a segnare nelle ultime partite, contribuendo in modo significativo alla ripresa della squadra. Entrambi i giocatori puntano a rendere storica la loro stagione, con Castellanos a quota 14 gol e Dia a 11, e sono determinati a continuare su questa strada per cercare di conquistare la qualificazione europea.

Verona Cagliari, sfida decisiva: chi vince ha le mani sulla salvezza; le mosse di Zanetti e Nicola

Verona Cagliari, sfida chiave per la salvezza: chi vince è sempre più vicina alla permanenza in Serie A: le mosse dei due tecnici

Verona e Cagliari affrontano stasera una partita cruciale per la salvezza, con entrambe le squadre in un buon margine sopra la zona retrocessione, rispettivamente a +7 e +5 punti. Tuttavia, entrambi sono reduci da periodi difficili, con il Verona che ha vinto solo una volta nelle ultime sette partite e il Cagliari che ha vinto solo una volta nelle ultime nove. Le due squadre non vincono in casa o fuori rispettivamente da febbraio e gennaio. Nonostante le difficoltà recenti, entrambe sono intenzionate a sfruttare questa partita per fare un ulteriore passo verso la salvezza, puntando, come riportato da la Gazzetta dello Sport, su attaccanti di riserva come Sarr e Mosquera per il Verona e Pavoletti per il Cagliari.

Zanetti è positivo riguardo alla situazione del Verona, con l’unico infortunato Dawidowicz, mentre il Cagliari deve fare a meno di Piccoli per squalifica, ma potrà contare su Pavoletti e altri ritorni importanti. La sfida sarà anche un test per le due squadre per vedere se riusciranno a sfruttare le opportunità con giocatori che finora hanno avuto meno spazio, come il centrocampista slovacco Suslov, che dovrà prendere il controllo a centrocampo per il Verona, e il veterano Pavoletti, che avrà l’opportunità di dimostrare il suo valore.

Zoff: «Il calcio mi piace ancora: meglio oggi o ieri? Meglio quello bello; certo in quello di oggi non mi piacciono alcune cose…»

Le parole di Dino Zoff: «Lotta Scudetto? L’Inter è in calo e il Napoli ora sta bene. Ma sarà testa a testa fino alla fine»

Dino Zoff si racconta in una lunga intervista a la Gazzetta dello Sport: l’ex portiere della Juve e della Nazionale italiana, di cui è stato anche CT, parla delle differenze tra il calcio di oggi e dei suoi tempi e di molto altro. Di seguito le sue parole.

GLI PIACE ANCORA IL CALCIO – «Assolutamente sì. Seguo sempre tutte le partite, salto solo quelle che proprio non posso».

MEGLIO QUELLO DI UNA VOLTA O QUELLO DI OGGI – «No, meglio il calcio bello. Ogni epoca ha le sue caratteristiche, ma non sono d’accordo con chi dice che il calcio contemporaneo sia più povero tecnicamente. Si è velocizzato molto, il che aumenta gli errori, ma la tecnica non è diminuita».

LE PIACE PROPRIO TUTTO O C’È QUALCOSA CHE TOLLERA POCO – «Beh sì, un paio di cose non mi vanno giù. Si fanno troppe scene in campo. Appena un giocatore viene toccato stramazza al suolo. Non va bene. I calciatori sono atleti, devono comportarsi come tali. Sempre».

E POI – «Il Var. Andrebbe usato solo per fuorigioco, gol-non gol e casi di errori clamorosi. Usato sistematicamente spezzetta troppo il gioco e favorisce quelle scenate di cui parlavo prima».

EVOLUZIONE DEL RUOLO DEL PORTIERE – «Credo bene, perché non erano male per essere un portiere. E poi ritengo che – quando una regola cambia – si trova sempre il modo di adattarsi alla nuova realtà. Il problema semmai è un altro».

OVVERO? – «Non si deve costringere chi sta tra i pali a toccare più palloni di un centravanti. Mi riferisco alla costruzione dal basso. Un portiere ha già un enorme carico di responsabilità per i gol che deve evitare. In questo modo lo si obbliga ad assumere altri rischi che finiscono per caricarlo troppo di pressioni».

PARATA SU OSCAR NEL 1982 – «Beh, non poco… Non è stata la mia parata più bella, ma sicuramente la più importante. Non avevo scelta, potevo solo bloccarla, perché se l’avessi respinta qualche brasiliano l’avrebbe sicuramente ribattuta in rete. Ma, per bloccarla, rischiavo di finire in porta con la palla. Riuscii a fermarla sulla linea».

PARTITA A CARTE CON PERTINI – «Il Presidente si arrabbiò, ma fu lui a sbagliare la mano decisiva. Poi però lo riconobbe. Mi inviò un telegramma per ammettere che l’errore era stato suo. E mi fece i complimenti perché non me l’ero presa».

MONDIALE 1982 LA SODDISFAZIONE PIÙ GRANDE DELLA SUA CARRIERA – «Sì, ma a pari merito con l’Europeo del 68, vinto in Italia. Anzi, dal punto di vista tecnico, forse quest’ultimo trionfo fu ancora più prestigioso, visto che lo conquistammo contro Urss e Jugoslavia che all’epoca erano una sorta di mega-nazionali, visto che raggruppavano tante repubbliche al loro interno».

EUROPEO 2000 – «Era destino che dovesse finire così. Facemmo tutto bene fino a pochi istanti dalla fine. Nessun rimpianto, però. Questo è il calcio, bisogna accettare la sua crudeltà».

POLEMICA BERLUSCONI E DIMISSIONI, SI É PENTITO – «Assolutamente no. Lo rifarei. Avevo capito l’antifona e feci l’unica cosa che andava fatta».

FINALE CON L’AMBURGO FU DURA DA MANDAR GIÙ. – «Sì, anche perché eravamo strafavoriti. Era una Juve fortissima, ma anche le precedenti in cui ho giocato non erano male. Come quella di soli italiani che vinse l’Uefa a Bilbao».

PERCHÉ IN ITALIA NON NASCONO PIÙ NUMERI 10 – «È un problema generazionale. C’è innanzitutto un calo demografico che riduce il bacino dei possibili campioni. E poi è inevitabile che la voglia di affermarsi ci sia di più nei Paesi emergenti rispetto al nostro».

CHI VINCE LO SCUDETTO – «L’Inter è in calo e il Napoli ora sta bene. Ma sarà testa a testa fino alla fine».

Inter, Condò: «Ecco quando ha cominciato a sgretolarsi; mercoledì servirà la squadra ‘ingiocabile’ di gennaio»

Inter, le parole di Paolo Condò dopo il ko contro la Roma e in vista della prossima sfida contro il Barcellona in Champions League

Paolo Condò, sulle colonne del Corriere della Sera, ha analizzato il momento difficile che sta vivendo l’Inter, reduce dal terzo ko consecutivo: in poche settimane i nerazzurri dal sogno triplete sono passati alla paura finire la stagione senza titoli in bacheca. Di seguito le sue parole.

«L’Inter adesso deve prendere un bel respiro. Ha cominciato a sgretolarsi dopo l’ultima pausa Nazionali. Due secondi tempi faticosi contro l’Udinese (grazie Sommer) e a Parma (da 0-2 a 2-2) inframezzati dal pareggio nel primo derby di coppa, poi l’impresa di Monaco che pareva riallineare gli astri. Ma da lì in poi, prima il calo e poi il crollo: l’ultima vittoria sul Cagliari, la difesa un po’ troppo eroica a San Siro col Bayern, le tre sconfitte di fila senza segnare un gol. L’Inter è stanca e le energie del suo attacco si esauriscono con i due titolari: fuori Thuram diventa impossibile far rifiatare Lautaro, e i 95 minuti che si è sciroppato ieri non sono un buon viatico per Barcellona. Però c’è qualcosa d’altro nella crisi nerazzurra, l’incapacità di gestire nervosamente la discesa della sabbia nella clessidra. Innescata dal gol di Orsolini, la spirale negativa ha sostituito in un amen quella positiva post Bayern. Dopo il primo gol di Jovic, il derby di ritorno non ha avuto storia. Dopo il vantaggio di Soulé, la conta delle palle-gol ieri è stata impietosa. È chiaro ora che i tre giorni fra la Roma e il Barcellona diventano i più importanti della stagione, un po’ per i recuperi possibili (e necessari), molto perché la strapotenza offensiva del Barça — impressionante il 3-2 al Real Madrid nella finale di Copa del Rey — non si coniuga con l’impermeabilità difensiva, e i supplementari a perdifiato qualcosa toglieranno. Ma per approfittarne ci vorrebbe l’Inter «ingiocabile» (copyright Mkhitaryan) di fine gennaio, perché era convinta di esserlo e questo la elevava sopra ogni problema: non la squadra che al primo problema — e il secondo nome di Yamal, Pedri e Raphinha è appunto problema — si sente perduta».

Retegui scrive la storia: eguagliato il record di Filippo Inzaghi. 24 goal in campionato con l’Atalanta (nessuno come loro)

Retegui entra per sempre nella storia dell’Atalanta: raggiunto il record delle 24 reti di Filippo Inzaghi. Nessuno ci era mai riuscito dal 1997

Scritta nuovamente la storia dell’Atalanta, e soprattutto quella di Mateo Retegui: ora più che mai nell’olimpo dei cannonieri, e dopo 28 anni l’italo argentino è riuscito a fare qualcosa di veramente straordinario con questi colori.

Mateo Retegui raggiunge il cannoniere dei cannonieri Filippo Inzaghi a quota 24 goal in campionato con l’Atalanta. Nessun centravanti ci era riuscito dal 1997 fino ad oggi.

Ancelotti verso l’addio: non andrà al mondiale per Club, nel suo futuro una pausa prima della prossima panchina?

Sempre più vicino l’addio di Carlo Ancelotti al Real Madrid: finirà la stagione europea, ma non ci sarà al mondiale per club, e nel suo futuro…

La sconfitta del Real Madrid nella finale di Copa del Rey ha riacceso le voci sul futuro di Carlo Ancelotti. Nonostante l’emozione scatenata dalla presenza di un emissario brasiliano a Siviglia e le indiscrezioni di Marca su un licenziamento imminente, il tecnico italiano resterà alla guida del Madrid fino al termine della stagione europea, ma non ci sarà per il Mondiale per Club. Il presidente Florentino Perez ha scelto Xabi Alonso come successore, forte di un gentlemen’s agreement con il Bayer Leverkusen che gli permetterebbe di liberarsi senza penali. Tuttavia, in Germania e in Brasile c’è grande pressione perché il Madrid ufficializzi presto il cambio di guida.

A Rio de Janeiro, la federazione brasiliana è in forte apprensione: dopo i tentativi falliti del 2023, il presidente Rodrigues vuole certezze da Ancelotti per affidargli la Seleção. Il Brasile deve giocare tra poche settimane, ma Carlo non può (e non vuole) assumersi subito l’incarico. Mentre l’emissario brasiliano prova a far trapelare un’intesa già raggiunta, Ancelotti resta sereno: aspetta l’incontro con Florentino, si prepara a salutare il Real con gratitudine e, solo dopo, deciderà se guidare il Brasile o prendersi una pausa dal calcio.

Barcellona, Lamine Yamal lancia la sfida all’Inter: contro i nerazzurri la centesima in blaugrana

Barcellona, dopo la vittoria in Coppa del Re l’entusiasmo è alle stelle: Lamine Yamal vuole festeggiare in grande stile le 100 presenze

Il Barcellona si conferma spietato contro il Real Madrid, vincendo 3-2 la finale di Copa del Rey e mantenendo vivo il sogno triplete. Ora però tutta l’attenzione si sposta sulla semifinale di Champions contro l’Inter di mercoledì, una sfida durissima in cui peseranno ancora le assenze di Lewandowski e Balde. Hansi Flick si affida alla forza mentale dei suoi giovani, come Lamine Yamal, che dopo la vittoria ha rivelato la mentalità della squadra: «Anche se il Madrid ci avesse fatto uno o due gol, quest’anno non possono nulla contro di noi: siamo in gran forma e crediamo in noi stessi». Una fiducia che il Barça dovrà confermare contro un avversario molto più solido.

La squadra catalana, imperfetta ma piena di entusiasmo, ha già segnato 155 gol stagionali e dimostrato una straordinaria capacità di reagire nelle difficoltà. Anche i cambi hanno funzionato: Ferran Torres ha firmato il gol del pareggio contro il Madrid, mentre la duttilità difensiva di Inigo Martinez mostra una squadra disposta a tutto per vincere. Mercoledì sarà una tappa fondamentale: Yamal, che contro l’Inter taglierà il traguardo delle 100 presenze col Barça a soli 17 anni, con numeri già impressionanti: 54 partecipazioni a gol in 99 partite ufficiali.

Milan, i rossoneri ritrovano Gimenez, ma contro il Venezia si vedono le solite fragilità

Il Milan batte il Venezia, ritrova i gol di Gimenez e tiene accesa la speranza di qualificazione in Europa, ma mostra le solite fragilità

Il Milan vince 2-0 a Venezia e tiene viva la speranza europea, grazie al gol immediato di Pulisic e al raddoppio nel finale di Gimenez. Nonostante il risultato positivo, la partita ha mostrato vecchie fragilità: dopo una buona partenza, i rossoneri si sono progressivamente abbassati, rischiando contro un Venezia volenteroso ma impreciso. Il nuovo sistema di Conceicao, il 3-4-3, funziona a tratti, ma serve più continuità e personalità per affrontare avversari più forti.

Il Venezia, generoso ma poco concreto, ha messo in difficoltà i rossoneri soprattutto sulle fasce, con un Yeboah scatenato, ma senza riuscire a concretizzare le occasioni create. La squadra di Di Francesco ha mostrato limiti offensivi, mentre il Milan, pur proteggendosi in difesa nel finale, ha sfruttato un contropiede per chiudere i conti con Gimenez. Una vittoria pragmatica, ma che, come riportato da la Gazzetta dello Sport, lascia dubbi sulla tenuta rossonera in vista della sfida contro il Bologna.

Juve, quarto posto per una notta, ma la follia di Yildiz rischia di costare caro: niente Bologna e Lazio per lui

Juve, notte al quarto posto, ma l’espulsione di Yildiz complica il percorso dei bianconeri: a rischio per Bologna e Lazio

La Juve riconquista il quarto posto per una notte battendo il Monza, ma rischia di pagare caro il successo: l’espulsione di Yildiz, reo di una gomitata ingenua a Bianco, potrebbe costargli due giornate di squalifica, privando la squadra di un uomo chiave per i decisivi scontri diretti con Bologna e Lazio. In una partita poco brillante, la Juve si è affidata alla qualità individuale di Nico Gonzalez e Kolo Muani per costruire il vantaggio, prima di complicarsi la vita con l’inutile follia del giovane talento turco.

Nella ripresa, in dieci contro undici, i bianconeri si sono limitati a resistere senza mai dare l’impressione di poter controllare il gioco, lasciando il pallino al Monza nonostante il divario tecnico. La gestione conservativa ha portato i tre punti, ma ha anche mostrato i limiti di una squadra fragile e priva di idee chiare. Per chiudere con successo la corsa Champions, Tudor dovrà dare alla Juve un volto più solido e autorevole, altrimenti il rischio di crollare nella volata finale resta concreto.

McTominay Napoli, seconda doppietta al Maradona, record di gol per uno scozzese, le pagelle di… McFratm

Le pagelle di McTominay, centrocampista del Napoli e grande protagonista nella vittoria contro il Torino con una doppietta

Ogni volta che McTominay parla regala sempre qualche perla e anche se la sua ultima non arriva alla pari con il suo rinnovato amore per i pomodori, sapere che il suo soprannome preferito da quando è arrivato a Napoli è McFratm – come rivelato a DAZN – è subito dopo. Risate a parte, lo scozzese ieri con al sua doppietta non solo ha regalato la vittoria che vale il primo posto in classifica, ma è anche diventato il miglior marcatore scozzese della storia del nostro campionato, oltre che l’unico centrocampista della gestione De Laurentiis ad andare in doppia cifra al primo anno. Di seguito le sue pagelle.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 8 – «Aggettivi finiti. Vuole scolpire il suo nome nel sogno azzurro. Che poi è anche personale: altra doppietta, 5 reti nelle ultime 3. McDomini…».

CORRIERE DELLO SPORT 9 – «L’area di rigore è il suo regno. Sbuca ovunque. Sono undici in campionato, tre al Torino. Seconda doppietta di fila al Maradona. Primo centrocampista dell’era De Laurentiis a fare doppia cifra al primo anno. Non solo: Scott diventa il miglior marcatore scozzese in un singolo campionato di Serie A. Superate le 10 reti di Law nel 1961/62. Devastante».

TUTTOSPORT 8 – «Terza partita consecutiva in gol per lo scozzese che con la doppietta di ieri è arrivato in doppia cifra, a quota 11 gol mai nessuno scozzese era arrivato in passato nel campionato di A».

Dimarco, il trattore della fascia sinistra ha finito la benzina: dietro sbaglia su Soulé, davanti non si vede – pagelle

Le pagelle di Dimarco, esterno dell’Inter, dopo la sconfitta contro la Roma: per molti è il peggiore in campo, la paura è che abbia finito la benzina

Nelle pagelle de la Gazzetta dello Sport, alla voce Dimarco, la Rosea fa una domanda calzante: dove è finito il vero trattorino di fascia? Ieri l’esterno sinistro dell’Inter è stato tra i peggiori in campo: colpevole in occasione dal gol subito dai nerazzurri da parte di Soulé e in attacco non incide per nulla, con la sensazione che abbia finito la benzina dopo una stagione in cui è stato chiamato a fare gli straordinari più di una volta. Di seguito le sue pagelle.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 5 – «Viene da tre gol agevolati (Kane, Orsolini, Jovic), anche quello di Soulé nasce dalle sue zolle. Dov’è finito il vero trattorino di fascia?».

CORRIERE DELLO SPORT 4.5 – «Inzaghi non lo tiene a riposo e non viene premiato. Difensivamente è un disastro, dalla parte di Soulé. E la sua proposta offensiva è nulla».

TUTTOSPORT 4.5 – «Fisicamente è in difficoltà, non riesce ad affondare».

Inter, crollo sul traguardo! Terzo ko consecutivo, la stanchezza schiaccia la squadra e ora la Champions spaventa

Inter, contro la Roma terzo ko consecutivo senza segnare: la squadra stanca fisicamente e mentalmente e ora la Champions spaventa

L’Inter è crollata, in un bel paragone de la Gazzetta dello Sport, come Dorando Pietri nella maratona di Londra 1908, stramazzando davanti a tre traguardi: Coppa Italia sfumata, scudetto compromesso dopo la sconfitta con la Roma e la rincorsa alla Champions in forte salita. Tre sconfitte di fila senza segnare (Bologna, Milan, Roma) certificano la crisi nerazzurra, aggravata da una condizione atletica e mentale pessima. Inzaghi ora deve tentare un miracolo per riaccendere energie e orgoglio, mentre la Roma di Ranieri, con una strategia coraggiosa e intelligente, ha sfruttato il momento di debolezza interista per rilanciare il sogno Champions.

La prestazione dell’Inter contro la Roma è stata desolante: squadra lenta, prevedibile, schiacciata da stanchezza fisica e mentale dopo 52 partite stagionali e un mercato che ha deluso le aspettative. La Roma ha dominato atleticamente, colpendo con Soulé e resistendo nel finale. L’arbitraggio non ha aiutato i nerazzurri, con un rigore negato su Bisseck, ma la crisi appare strutturale. Ora Inzaghi deve provare a resuscitare la squadra in Champions contro il Barcellona, mentre Ranieri ha lasciato San Siro con una lezione di calcio e lucidità.

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