Cassano ripercorre la carriera: «Miglior periodo alla Samp, devastato per Garrone! Il rimpianto più grande…»

Cassano ripercorre la carriera: «Miglior periodo alla Samp, devastato per Garrone! Il rimpianto più grande…»
© foto www.imagephotoagency.it

Un Cassano a tutto tondo quello che ha parlato a Sky Sport, in una lunga intervista in cui ha ripercorso le varie fasi della sua carriera. Oltre alle dichiarazioni choc su Icardi, Fantantonio ha parlato anche della sua carriera. Queste le sue parole: «Se il primo gol mi ha aiutato a diventare quello che sono? Mi ha agevolato, ma prima o poi sarei arrivato lo stesso. Prima o poi avrei giocato ad alti livelli. Quella rete lì fu spettacolare». 

Cassano passa poi al periodo alla Sampdoria: «Il miglior Cassano? Quello dei primi anni della Sampdoria. A Roma combinai casini, a Madrid non ne parliamo. Feci dei disastri, ed è stato giusto che non abbia giocato molto.  A Genova invece fui più continuo. Anche il mio periodo al Milan fu molto interessante. Garrone? Ero in una giornata no, mancandogli di rispetto ho fatto l’errore peggiore della mia carriera. Tornassi indietro non rifarei. Gli ho chiesto mille volte scusa. Pagherei per eliminare quel momento della mia vita». 

L’ex attaccante si sofferma poi sui suoi rimpianti e i suoi momenti migliori: «La partita migliore? Italia-Germania, vinta 2-1. Un’ora a livello clamoroso contro una squadra clamorosa, in semifinale degli europei. Per me fu una partita clamorosa. Anche Inter-Tottenham fu stratosferica. Ma ne ho tante che potrei citare. Rimpianto? Nel 2006 sarei veramente voluto andare al Mondiale. Lippi teneva molto sott’occhio il gruppo, evitando di far entrare gente che combinava casini. Ma ho giocato nei Galacticos, non posso che dirmi fortunato».

Infine una chiosa sulla sua carriera: «Come ha detto il Pupone, secondo me ho reso solo al mio 50%. Ho combinato tanti casini, non mi piaceva allenarmi. Una brutta realtà, ma se avessi tenuto un ritmo regolare, avrei fatto molto di più. Nelle grandi squadre, mi adagiavo, mentre nelle medio-piccole ho dato il massimo. Ma se non fossi stato così, non sarei venuto a Genova, non avrei conosciuto mia moglie. Non sarei come sono».