Pagina 1034 – Calcio News 24

Casadei racconta: «Ho parlato con Spalletti e mi ha detto questo. Contento di quello che sto facendo al Toro, e su Vanoli…»

Casadei, centrocampista della Nazionale, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione in vista della sfida di Nations League tra Italia e Germania

In conferenza stampa, il centrocampista dell’Italia Casadei, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione in vista del match di Nations League contro la Germania.

CONVOCAZIONE – «Sta arrivando tutto molto in fretta, sinceramente io cerco solo di restare concentrato sul presente, di fare quello che posso. Penso a lavorare giorno per giorno, è sempre un piacere ricevere complimenti dal ct ed essere convocato è motivo di orgoglio. Io cerco di fare il massimo, come ho detto i complimenti dal tecnico della Nazionale sono motivo di orgoglio e motivazione di più per continuare a lavorare»

ESPERIENZA ALL’ESTERO – «Tanto. Io posso parlare per me, non è una cosa uguale per tutti e ciascuno deve fare il suo percorso. Posso solo dire che questi due anni in Inghilterra mi hanno dato tanto: ne sono uscito come persona e come calciatore diverso. Posso solo ringraziare chi mi ha aiutato, sono orgoglioso del percorso fatto. o posso parare della mia esperienza personale: in Inghilterra ho fatto varie esperienze, ho girato vari club, in prestito e non. Posso semplicemente dire che, per la mia esperienza, non mi sento di parlare così in maniera generale di Italia vs Inghilterra. È questione di opportunità, sinceramente non ho notato tutta questa differenza tra i due Paesi»

VANOLI – «Mi sta dando tanto in questi primi mesi in Italia. Mi mancava la continuità, sono venuto qui per questo: per ritrovare la fiducia e la voglia di divertirsi. Quando non giochi non è sempre facile. Mi sta dando tanto in questi primi mesi in Italia, mi sta migliorando molto a livello tecnico e tattico: quando prendi fiducia, sta tutto lì»

SPALLETTI – «Col mister ci siamo presentati ieri sera, non siamo ancora entrati nello specifico a livello tecnico. Samuele al Toro è un punto di riferimento, è il capitano ed è un esempio. Io cerco di seguirlo in quello che fa, perché è un bravissimo ragazzo e mi sta aiutando tanto in queste prime settimane al Torino»

Ruggeri: «Contento di essere in Nazionale e che Spalletti abbia creduto in me. Su Gasperini dico che…»

Ruggeri, esterno della Nazionale, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione in vista della sfida di Nations League tra Italia e Germania

In conferenza stampa, il giocatore dell’Italia Matteo Ruggeri, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione in vista del match di Nations League contro la Germania.

CONVOCAZIONE – «Sono molto contento, cerco sempre di lavorare duro e di migliorarmi in ogni allenamento, in ogni partita, Sono molto contento, ringrazio il ct Spalletti per aver realizzato un mio sogno. Sono veramente felice. Io ora penso a quello che devo fare qui, è normale che ci sia un po’ di rammarico (Atalanta Inter ndr) ma devo pensare alla Nazionale e fare quello che mi chiede il ct, dando il massimo in allenamento e in partita»

ATALANTA TRA INTER E CHAMPIONS LEAGUE – «Se devo parlare della partita col Bruges, noi come squadra siamo stati molto stupiti dalla loro intensità, soprattutto all’andata. Siamo andati in difficoltà sotto quell’aspetto, però è anche una squadra che a livello di gioco è stata determinante. Penso che, per come giochiamo noi, in quelle due partite non siamo stati al top fisicamente e ne abbiamo sofferto, l’abbiamo pagata con la mancata qualificazione. Ieri eravamo consapevoli che affrontavamo la squadra più forte del campionato, abbiamo giocato per buona parte della partita alla pari. Però l’Inter è stata determinante negli episodi ed è riuscita a vincere. È la squadra più forte del campionato. Per quanto riguarda la convocazione, ripeto: cerco di dare il massimo, devo ringraziare Spalletti e Gasperini per questa occasione»

GASPERINI – «Penso che mister Gasperini, almeno parlo per me, mi ha cresciuto molto, prima come uomo e poi come calciatore. Ti spinge a non accontentarti mai. Spalletti penso sia simile, non lo conosco ancora bene ma come pensiero di gioco mi sembrano simili. È una cosa positiva, avendo Gasperini: cercherò di mettermi in mostra e dare il massimo»

Empoli, Cacace sicuro: «Per raggiungere la salvezza serve vincere! Torino? Ecco cosa ci è mancato»

Empoli, il giocatore azzurro Cacace ha voluto rilasciare qualche dichiarazione sulla questione salvezza (e sulla gara con il Torino)

In conferenza stampa, il giocatore dell’Empoli Cacace, è ritornato a parlare della gara persa contro il Torino: cercando di caricare la squadra per la lotta salvezza.

LE PAROLE – «Abbiamo mancato il gol: abbiamo creato tanto, soprattutto nel primo tempo, ma per fare risultato serve segnare. Quei momenti pesano tanto. Siamo rimasti in partita anche sotto di 1-0, ma senza reti è difficile vincere Assolutamente non è un problema. Siamo lì perché c’è sempre stata la prestazione. C’è stata anche oggi contro il Toro, ma è mancato il gol. Ma il primo obiettivo è la salvezza. Ma se vediamo la classifica, per salvarsi bisogna vincere. E’ da 14 partite che non vinciamo: per fortuna c’è la sosta, recuperiamo qualche giocatore e poi inizierà la nostra stagione nel rush finale»

Infortunio Cambiaso, problemi alla caviglia per l’esterno bianconero? Gli ultimi esami al J-Medical dicono questo

Infortunio Cambiaso, quali sono le sue condizioni tra la convocazione in Nazionale e le ultime novità dalla Continassa? L’indiscrezione

Andrea Cambiaso oggi si è sottoposto ad accertamenti al J Medical considerando il problema alla caviglia riscontrato durante Fiorentina Juve: un cambio forzato, e per certi versi fatale considerando il crollo che ha avuto la squadra bianconera all’Artemio Franchi

Secondo quanto riportato da Juventusnews24, l’esito degli esami è il seguente: esclusi particolari lesioni e senza problemi l’esterno ex Bologna sarà convocato anche dall’Italia. Staremo a vedere come si evolverà la situazione.

Bove si racconta: «Malore? E’ accaduto tutto all’improvviso. In futuro vorrei percorrere quella strada»

Edoardo Bove, centrocampista viola, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su quello che è stato il malore durante Fiorentina Inter

Edoardo Bove è intervenuto nel corso del podcast ‘Passa dal BSMT’ di Gianluca Gazzoli, rilasciando qualche dichiarazione tra il malore subito durante Fiorentina Inter e sul suo futuro.

BOVE SU FIORENTINA INTER – «Io mi ricordo il primo quarto d’ora e quando ha segnato Lautaro e poi il gol è stato annullato io già sentivo girarmi un po’ la testa anche se il cuore lo sentivo battere normalmente. A quel punto mi sono abbassato e quando mi sono rialzato sono andato giù. Non ho mai sentito nulla al petto. Mi sono svegliato all’ospedale senza ricordarmi nulla. Mi hanno detto che in ambulanza ho fatto un bel casino, ero abbastanza indemoniato, ma non ricordo niente. E’ incredibile come il nostro cervello scelga cosa ricordarsi o meno».

FUTURO – «E’ un argomento che sto tutt’ora approfondendo. La legge italiana non permette di giocare a calcio con il defibrillatore ma non è una questione medica. Per questo all’estero certi Stati consentano la pratica agonistica. Nel futuro dovrò fare delle visite importanti che mi diranno se posso toglierlo e, in caso, cosa dovrei fare. Poi conta anche la salute mentale perché se io non mi sentissi sicuro senza allora cambierebbe tutto. Non c’è ancora nulla di definito quindi e questo mi fa ben sperare nel futuro. Se andrei all’estero? Sì perché lo devo a me e a tutti i sacrifici che ho fatto. Non mi sentirei di mollare, sono ancora giovane. Dopo il malore ho sentito subito Eriksen, è stato molto carino e mi ha dato tanti consigli»

Atalanta, c’era una volta il fattore casa: peggior rendimento interno nerazzurro dal 1997 ad oggi (nel girone di ritorno). I numeri

Atalanta, c’era una volta il fattore casa: non si vince da dicembre 2024, e il dato dal 1997 (parlando dei gironi di ritorni) ad oggi è abbastanza preoccupante

C’era una volta il fattore casa per l’Atalanta. Tanto forte in trasferta quanto in difficoltà tra le mura amiche, e la sconfitta contro l’Inter è l’ennesima prova che qualcosa non va: considerando che gli orobici non vincono al Gewiss Stadium da dicembre 2024.

L’Atalanta 2024-2025, parlando di media punti a Bergamo nel girone di ritorno, è la peggiore dal 1997 ad oggi (0,66 punti). Un ritmo interno simile è accaduto soltanto in quattro annate: 2014/2015 (0,90), 2012/2013, 2021/2022 (entrambe 0,80) e infine la 2000/2001 (0,75 con zero vittorie interne).

2019/2020: 2,2

2023/2024 2,2 punti

2020/2021: 2,2 punti

2016/2017: 2,2 punti

2018/2019: 2,1 punti

2004/2005: 2 punti

2009/2010: 2 punti

2013/2014: 1,90 punti

2022/2023: 1,90 punti

2011/2012: 1,89 punti

19971998: 1,88 punti

2006/2007: 1,67 punti

2017/2018: 1,67 punti

2001/2002: 1,63 punti

2007/2008: 1,60 punti

2002/2003: 1,50 punti

2015/2016: 1,40 punti

1996/1997: 1,33 punti

2008/2009: 1,22 punti

2014/2015: 0,90 punti

2012/2013: 0,80 punti (una vittoria nel girone di ritorno)

2021/2022: 0,80 punti

2000/2001: 0,75 (zero vittorie nel girone di ritorno)

2024/2025: 0,66 punti

Milan, uno dei nomi sul taccuino di Furlani per il ruolo di DS ha firmato per l’Arsenal: le ultime

Milan, Giorgio Furlani ha provato a convincere Andrea Berta a ricoprire il ruolo di DS rossonero: l’ex Atletico Madrid ha firmato con l’Arsenal

Il noto giornalista sportivo Fabrizio Romano, sul proprio profilo di X, ha svelato un particolare restroscena sulla situazione legata al nuovo Direttore Sportivo del Milan. Secondo quanto riportato Fabrizio Romano, il CEO rossonero Giorgio Furlani ha provato a convincere l’ex dirigente dell’Atletico Madrid Andrea Berta per diventare il nuovo DS.

Nell’ultimo mese, la dirigenza rossonera ha organizzato più di tre incontri per convincere Berta. Tuttavia, l’ex Atletico ha sempre voluto l’Arsenal e in questi giorni è arrivata anche la firma con i Gunners.

PSG, Luis Enrique: «Le Classique è sempre una gara speciale. Penso che abbiamo giocato una buona partita. Siamo felici»

L’allenatore del PSG Luis Enrique ha parlato nel post partita de Le Classique vinto contro i rivali del Marsiglia allenato da Roberto De Zerbi. Le parole

Il Paris Saint-Germain allunga in vetta alla classifica andando a +19 sui rivali dell’Olympique Marsiglia dopo la vittoria per 3-1 ne Le Classique. Al termine del match contro la squadra di Roberto De Zerbi, il tecnico del PSG Luis Enrique ha parlato in conferenza stampa della partita. A seguire le sue parole.

LE PAROLE – «Secondo me, le Classique è sempre una gara speciale. Penso che abbiamo giocato una buona partita. È stato molto difficile perché il nostro avversario aveva la personalità per giocare. Ma alla fine penso che sia stata la settimana perfetta. Volevamo dimostrare il nostro livello, era fisicamente difficile. La partita contro il Liverpool è stata molto speciale: con il viaggio e tutto il resto, penso che sia difficile giocare al 100%, ma siamo contenti di aver ottenuto questo risultato contro il Marsiglia. Siamo molto felici».

Calciomercato Milan, raddoppiato il valore di Alex Jimenez ma attenzione al Real Madrid: i dettagli

Calciomercato Milan, il terzino spagnolo ha raddoppiato il suo valore: attenzione al Real Madrid che può riprenderselo

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna, il terzino rossonero Alex Jimenez, acquistato dal Real Madrid la scorsa estate è diventato un giocatore indispensabile nella rosa di Conceicao.

Il terzino spagnolo ha più che raddoppiato la sua quotazione di mercato dal suo arrivo a Milano ma i Blancos, a causa di alcuni clausole del suo comntratto, potrebbero riprenderlo a partire dalla prossima estate.

Calciomercato Milan, dialoghi in corso con la Roma sull’asse Abraham-Saelemaekers: le ultime

Calciomercato Milan, Tammy Abraham potrebbe essere confermato e rimanere in rossonero: dialoghi in corso con la Roma

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport nell’edizione odierna, l’attaccante inglese Tammy Abraham potrebbe essere riscattato in estate e diventare effettivamente un nuovo giocatore del Milan a partire dalla prossima stagione.

Sono in corso i dialoghi con la Roma ma i giallorossi chiedono non meno di 20-25 milioni di euro e c’è da capire anche la situazione legata ad Alexis Saelemaekers che la Roma vorrebbe tenere. Inoltre, l’ex Chelsea dovrebbe abbassarsi l’oneroso ingaggio da 6 milioni di euro.

Milan, cambia il ruolo di Ibrahimovic: ecco quale posizione ricoprirà lo svedese dalla prossima stagione

Milan, Ibrahimovic rimarrà nella dirigenza rossonera ma con un ruolo diverso: lo svedese sarà consulente di Cardinale

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport nell’edizione odierna, l’ex attaccante rossonero Zlatan Ibrahimovic rimarrà nella dirigenza del Milan ma dalla prossima stagione ricoprirà un ruolo diverso.

Lo svedese molto probabilmente sarà un consulento della società, più in particolare sarà il referente diretto del presidenete Jerry Cardinale. Inoltre l’ex attaccante fungerà anche da uomo immagine, ma non avrà più l’ultima parola sulle questioni sportive della società.

Juventus, Mancini sarebbe pronto a subentrare in qualsiasi momento: ecco cosa è successo dopo la sconfitta di Firenze

Juventus, secondo le ultime indiscrezioni l’ex CT Roberto Mancini sarebbe disponibile a subentrare subito in caso di esonero di Thiago Motta: i dettagli

Dopo la pesante sconfitta del Franchi contro la Fiorentina di Raffaele Palladino, sono numerosi le voci che circolano su un possibile cambio sulla panchina della Juventus. Il direttore sportivo bianconero Cristiano Giuntoli dopo la debacle di Firenze ha ufficialmente confermato Thiago Motta, ma circolano ancora alcune indiscrezioni sul possibile sostituto del tecnico italo-brasiliano.

Secondo quanto riportato da Tuttosport nell’edizione odierna, l’ex CT italiano Roberto Mancini sarebbe disponibile a subentrare sin da subito sulla panchina bianconera, quindi anche in prospettiva Mondiale per Club.

Milan, il DT rossonero Moncada dalla prossima stagione ricoprirà un nuovo ruolo: i dettagli

Milan, novità sul futuro dell’attuale DT rossonero Moncada: dalla prossima stagione sarà di nuovo il capo-scout del club rossonero

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport nell’edizione odierna, dalla prossima stagione l’attuale Direttore Tecnico del Milan Geoffrey Moncada cambierà il ruolo e andrà a collaborare con il nuovo direttore sportivo.

Secondo quanto riporta il quotidiano, quindi l’ex Monaco tornerà a ricoprire il ruolo di capo-scouting dei rossoneri e andrà a collaborare a stretto contatto con il nuovo DS come aveva già fatto nel periodo con Maldini e Massara.

Atalanta Inter, le condizioni del tifoso interista colto da un malore al Gewiss Stadium: i dettagli sulle sue condizioni

Atalanta Inter, le condizioni del tifoso interista colto da un malore nel secondo tempo del match al Gewiss Stadium: c’è un precedente

Nel corso del secondo tempo di Atalanta Inter l’arbitro Massa ha fermato il gioco a causa di un tifoso interista presente nel settore ospiti del Gewiss Stadium che ha accusato un malore. La partita è stata ferma alcuni minuti e appena l’arbitro ha fischiato la ripresa del match l’Inter è passato in vantaggio grazie al gol di testa di Carlos Augusto. La Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna spiega cos’è successo al tifoso durante il match.

MALORE TIFOSO ATALANTA INTER – «Tanta paura, lunghi minuti di stop, l’intervento rapido dei soccorritori del Gewiss, poi per fortuna il tifoso interista sentitosi male nel settore ospiti è stato portato via senza conseguenze: aveva problemi respiratori dopo essere rimasto schiacciato contro un vetro. Quando il gioco è ripreso, ecco il gol di Carlos Augusto su palla inattiva. Un dejà-vu: il 19 dicembre era accaduta la stessa cosa in Inter-Udinese di Coppa Italia. Un tifoso si era sentito male nel primo anello blu prima di un calcio d’angolo: dopo i soccorsi, la rete di Asllani direttamente su corner».

Calciomercato Milan, triplicato il valore di due giocatori rossoneri: ecco di chi si tratta

Calciomercato Milan, triplicato il valore di Reijnders e Pulisic sul mercato: ecco i dettagli sul loro valore

Secondo quanto riportato dal La Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna, ci sono buone notizie per il Milan visto che il valore di due giocatori rossoneri, Tijjani Reijnders e Christian Pulisic sono triplicate.

Lo statunitense ha portato il suo valore di nuovo sui 60-65 milioni, la stessa quotazione di quattro anni fa, quando militava nel Chelsea. Il valore di Reijnders, invece, è ancora più alto: pagato 20 milioni all’AZ Alkmaar, oggi la valutazione dell’olandese si aggira intorno ai 75 milioni.

Atalanta Inter, l’analisi tattica: ecco come Inzaghi è riuscito a battere Gasperini

Atalanta Inter, l’analisi tattica del match del Gewiss Stadium: ecco le due mosse che Inzaghi ha usato per battere Gasperini

Nel match di ieri sera in programma alle 20:45 al Gewiss Stadium di Bergamo, l’Inter di Simone Inzaghi ha portato a casa l’ottavo successo consecutivo contro l’Atalanta di Gasperini. Il quotidiano Tuttosport nell’edizione odierna si è soffermato sulle mosse decisive di Simone Inzaghi che hanno indirizzato la partita a favore dei nerazzurri.

ATALANTA INTER – «Un’Inter che a Bergamo ha stravinto, giocando la miglior partita del suo campionato, mettendo il punto esclamativo all’ultimo scontro diretto di stagione, dopo i troppi blackout in quelli che l’avevano preceduto. Un bravo va detto soprattutto a Inzaghi per come ha preparato la gara. Due le mosse che hanno dato scacco a Gasp, che nell’interista da sempre trova la sua kryptonite: Barella “guastatore” su tutto il fronte di un centrocampo, dove Calhanoglu e Mkhitaryan hanno passeggiato sugli avversari, e la ThuLa piazzata in verticale in un 3-5-1-1 dove Lautaro accorciava verso i centrocampisti, mentre Thuram partiva a razzo negli spazi. Così è nata la combinazione che ha portato al clamoroso palo centrato in avvio dal francese a Carnesecchi battuto, mentre il raddoppio nerazzurro si è sviluppato grazie a una combinazione di Barella – nell’occasione trequartista – con Lautaro. A rompere l’equilibrio ci aveva pensato l’eroe che non ti aspetti, vale a dire Carlos Augusto, titolare solo perché Dimarco era fuori per infortunio».

Barcellona, Flick dopo la rimonta epica contro l’Atletico Madrid: «Abbiamo creduto nel nostro stile»

Barcellona, le parole del tecnico Hans Flick dopo la vittoria ottenuta in rimonta contro l’Atletico Madrid ieri sera «Abbiamo creduto nel nostro stile»

Il Barcellona di Hans Flick torna in vetta a La Liga dopo la clamorosa rimonta contro l’Atletico Madrid di ieri sera: da 2-0 a 4-2 in meno di mezzora con i gol di Lewandowski, la doppietta di Ferran Torres e Lamine Yamal. Adesso i blaugrana sono a pari punti con il Real Madrid con una partita da recuperare contro l’Osasuna. Di seguito le parole del tecnico tedesco dopo la partita.

VITTORIA – «Abbiamo avuto molto possesso palla, anche nel primo tempo. Abbiamo commesso qualche errore e dato all’Atletico la possibilità di segnare due gol. Ma abbiamo creduto nel nostro stile. C’è un ottimo rapporto in campo e nello spogliatoio; tutti lavorano nella stessa direzione; siamo una famiglia. Quello che provo come allenatore è incredibile. Mi piace molto lavorare per questo club».

PARAGONI CON IL PASSATO – «Non so se il mio periodo qui è simile al mio periodo al Bayern perché erano situazioni diverse. Stavamo affrontando il periodo del COVID ed era una situazione totalmente diversa, ma quello che sento è molto buono. C’è la fiducia che possiamo fare grandi cose insieme. Penso che abbiamo giocato bene nel primo tempo. Dopo aver subito due gol, abbiamo dimostrato una grande mentalità. Abbiamo lottato e creato occasioni incredibili. Sono molto contento per la squadra, il club e i tifosi».

REAZIONE – «Sì, è stata sicuramente la cosa più importante. Ma giochiamo come ci alleniamo e loro stanno andando molto bene. Siamo molto fiduciosi di come vogliamo giocare e quando questa squadra commette un errore, ne trae vantaggio. Sono una squadra fantastica, con passione. Yamal? Lamine ha fatto una grande partita oggi e il gol è stato molto importante per noi. Lewandowski? Abbiamo avuto una reazione molto positiva dopo aver discusso se ci fosse o meno un fallo di mano nel gol dell’Atlético. Con il loro gol, abbiamo iniziato a credere di poter cambiare il risultato».

Bologna, Italo Cucci ci crede: «Forse è un sogno, ma no, è realtà! La città deve tutto a Italiano»

Bologna, le parole di Italo Cucci dopo la vittoria per 5-0 dei rossoblù contro la Lazio: «Mi sembrava un sogno: volevo svegliarrmi, ma è la realtà»

Italo Cucci, giornalista e grande tifoso del Bologna, ha scritto un editoriale sul Corriere dello Sport dopo la manita dei rossoblù contro la Lazio. Di seguito le sue parole sulla squadra di Baroni, che ora sogna la Champions con più concretezza.

SOGNO CHAMPIONS LEAGUE – «Strada facendo mi son detto: forse è un sogno. Svegliatemi. Ma no, Bologna-Lazio 5-0 è realtà. Siamo tornati in paradiso. Intorno al campo delle favole più belle c’è un entusiasmo crescente, l’esaltante seguito dei successi con Milan, Cagliari e Verona. C’è la nostra Europa, cui tendiamo con sentimenti d’amore. Dài, ci arriveremo. Ce lo promettono Odgaard, Orsolini, Ndoye, Castro, Fabbian: ogni gol è una piccola storia, tutti insieme un’ondata di felicità che investe il Maestro—l’Italiano del giorno—che tuttavia reagisce con straordinaria misura nelle parole. Lui, che è fumantino, lascia trasparire solo una luce speciale negli occhi. Una lezione di stile.

VITTORIA CONTRO LA LAZIO – «Cerco un minimo di compostezza: l’avversario travolto ha una storia bellissima, anche d’amicizia, e non posso né voglio infierire. Coinvolgo anche i laziali, con un minimo di non ipocrita disagio, nella grande festa di calcio andata in scena al Dall’Ara. Una festa con trentamila bolognesi che cantano “Il calcio siamo noi” sventolando la bandiera rossoblù. È una festa di pace, senza scherno né rabbia. È una sosta serena mentre infuria il maltempo. Senza eccessi i tifosi. Alla fine, li avrete visti: vincitori e vinti si sono abbracciati. Baroni, senza cercare scuse né bizzarrie tattiche, ha ammesso la superiorità di un Bologna energico, che puoi dipingere di mille colori, ma il più bello è quello del sole»

SPETTACOLO E RICORDI – «Lo scrissi tanti anni fa, quando ribattezzai lo stadio l’Arena del Sole, luogo dato all’arte e allo spettacolo. Perché ho visto la più bella partita dai tempi che non tutti possono ricordare. Sugli spalti esplode la bella gioventù dei sorrisi e dell’allegria, io sì. Quando? Cito al volo una partitissima che mi sta nel cuore: 31 maggio 1964, era il mio compleanno, festeggiai con un gol di Helmut, Bologna-Lazio 1-0, profumo di scudetto. Ma avrò tempo per almanaccare sul passato. Se volete, un giorno ve lo racconterò. Mi duole non essere, oggi, con tanti perduti compagni d’avventura, ma gli dedico un pensiero felice. Il Bologna fa parte di una particolare storia di vita. Vorrei evitare la retorica, ma come fare, se da un’ora il telefono squilla e dall’altra parte ci sono le voci di compagni di strada che non sentivo da anni? Dal Cittadone, dalla Romagna: “T’è vest che blazza?” Qualcuno ha un nodo alla gola, qualcun altro sembra aver ricevuto una carezza».

PRESTAZIONE SQUADRA – «Ha detto bene il telecronista quando ha descritto il gol di Orsolini come una carezza. Sono bravi in tanti, in questo Bologna, già dai tempi di Motta—che non ho mai rimpianto, anche se non ho accolto Italiano come una star, lo confesso. Ma i tifosi rossoblù hanno sempre avuto bisogno di un mito di casa—un italiano, come Pascutti, Mancini, Colomba, Baggio—e Orsolini si è costruito il ruolo con pazienza, impegno, amore. Ha arricchito di qualità la generosità, spesso virtù dei mediocri, fino ad arrivare a quel carezzevole tocco per Ndoye, finito alle spalle di Provedel. E Ndoye? Odgaard apre con un gol sfizioso, il popolare Dan distribuisce assist, fa il suo gol benedetto—il 3-0 è la chiave di volta del successo—e manda in libertà Castro e Fabbian per il lussurioso poker».

CASTRO – «Suonano le campane a San Martìn, il suo paese natale, l’Albiceleste gli offre la prima maglia, forse guadagna anche un sorriso di Francesco: è un bel giorno per un ventenne che ha avuto su di sé gli occhi di Spalletti. È appena diventato italiano, ha battuto la Lazio e già lo aspetta il Brasile.»

ITALIANO – «La città di Bologna deve tutto questo a Vincenzo Italiano, che stavolta non ha sfruttato l’espediente di andare sotto per offrire il divertimento della rimonta e del successo. La partita si è subito vestita di domenica (s’endimancher, dicono i francesi) ed è diventata elegantissima quando la Lazio, continuando a giocare alla pari, non ha capito di essere solo sparring partner e comparsa al tavolo di poker. Adesso—mi scrive Davide Grittani, narratore malato di juventude—la Signora cercherà di portarlo a Torino. Ma stavolta Saputo vorrebbe girare l’Europa con lui e questo formidabile Bologna».

Roma, Ranieri ringrazia Svilar: il portiere decisivo nella vittoria contro il Cagliari – le pagelle del portiere

Roma, le pagelle di Svilar nella vittoria contro il Cagliari: tre interventi decisivi per difendere l’1-0 firmato da Dovbyk

La Roma si aggrappa al gol di Dovbyk per la vittoria contro il Cagliari, ma soprattutto alle parate di Svilar, che tengono la porta giallorossa immacolata: per i giornali è il portiere serbo il migliore in campo. Di seguito le sue pagelle.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 7.5 – «Strepitoso prima su Piccoli da due passi e poi sul colpo di testa di Mina. Bene anche in tutte le altre situazioni, anche sulle palle alte».

CORRIERE DELLO SPORT 7.5 – «Due miracoli su Piccoli e uno su Mina salvano il risultato. Concentrazione e qualità: la Roma deve blindare il prima possibile il portiere serbo, vera certezza anche per il futuro».

TUTTOSPORT 7.5 – « Miracoloso su Piccoli e Mina».

IL MESSAGGERO 7.5 – «Tre parate, tutte decisive. Le prime due su Piccoli utilizzando sia l’istinto che la posizione. Sulla terza è bravo invece ad opporsi al colpo di testa ravvicinato di Makoumbou».

Espulsione Ederson, Adani critico con l’arbitro Massa: «Un grave errore da parte sua, ecco il perchè»

Espulsione Ederson in Atalanta Inter, le parole di Lele Adani alla Domenica Sportiva: «Secondo me Massa ha sbagliato, ecco il motivo»

Intervenuto dagli studi Rai Sport durante La Domenica Sportiva, l’ex difensore nerazzurro Lele Adani si è soffermato sugli episodi arbitrali di Atalanta Inter in particolare sull’espulsione di Ederson. Secondo lui al centrocampista brasiliano non andava dato il rosso, in quanto per lui erano da sanzionare con un fallo le strattonate di Thuram.

ROSSO A EDERSON? – «E’ molto semplice: ci sono 3 falli di Thuram su Ederson. Fischi fallo e poi non hai nessun problema su un caso di difficilissima gestione. Quello è fallo, è un grave errore di Massa».

SUL ROSSO A BASTONI E SUGLI ALTRI EPISODI – «La cosa più difficile per l’arbitro è la lettura da calciatore. Più riesci a ragionare da calciatore, più riesci a capire la dinamica degli scontri, sui tempi delle giocate, sulla presa di posizione del corpo. Lì si vedono i grandi limiti, o i confini che poche volte l’arbitro riesce a comprendere».

Juve, Vaciago: «Qualcosa si è rotto, ora serve serietà, ieri l’unica cosa autentica bianconera era questa!»

Juve, l’analisi di Guido Vaciago dopo la sconfitta dei bianconeri contro la Fiorentina, che certifica la crisi della squadra e i dubbi di dirigenza e tecnico

Duro editoriale di Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, dopo il ko della Juve a Firenze: un’analisi a 360° del momento difficile dei bianconeri. Di seguito le sue parole.

SCONFITTA A FIRENZE – «A Firenze qualcosa si è definitivamente rotto. Quanto sia rischioso provare ad aggiustarlo nelle ultime nove cruciali partite che decidono la qualificazione in Champions, o quanto lo sia invece proseguire con Motta, è la prima decisione da prendere per far rinascere la Juventus. In questo momento, la Juve non c’è più. Niente di melodrammatico, solo una constatazione, avvalorata anche da chi ha giocato 705 partite e segnato 290 gol, come Del Piero. La mancanza di anima e agonismo vista ieri non ha traccia del DNA bianconero».

PRECEDENTI – «Non è la prima volta, e non sarà l’ultima, che la Juventus si trova nella condizione di dover risorgere. E chi conosce la storia, sa che ci riuscirà anche stavolta. Le statistiche regalano un ricorso incoraggiante, a cui la gente bianconera può aggrapparsi per risollevare l’umore. Solo altre due volte la Juventus aveva perso due partite di fila con più di tre gol di scarto: nel 1956-57 con Sandro Puppo e nel 2010-11 con Luigi Del Neri. Due stagioni nere a cui seguirono immediatamente il ciclo di Charles e Sivori, una delle Juventus più belle di sempre, e il ciclo dei nove scudetti di Andrea Agnelli».

CAMBIO DIREZIONE – «La Juventus può rinascere. La Juventus deve rinascere. Adesso l’obiettivo è salvare il quarto posto. Poi, ripensare alla costruzione della rosa senza sottovalutare l’esperienza e senza sbagliare i grandi colpi. Infine, scegliere l’uomo giusto per guidarla. La sconcertante formazione con gli ennesimi stravolgimenti di ruolo e gli incomprensibili cambi di ieri pomeriggio consegnano l’immagine di un Thiago Motta disorientato e disorientante. Impossibile giudicare le sue idee calcistiche, perché i primi a non capirle sono i giocatori: spaesati, confusi, inermi».

CONNESSIONE TRA MOTTA E LA SQUADRA – «Come si può riconnettere l’allenatore alla squadra? Non è immaginabile, perché tutto ciò che si vede è un gruppo allo sbando. Dopo l’eliminazione con il PSV, in cui almeno c’era un barlume di agonismo, la Juve si è arresa alle riserve dell’Empoli in Coppa Italia e si è liquefatta contro Atalanta e Fiorentina».

DIVISIONE DELLE COLPE – «Ovviamente non è solo colpa di Thiago Motta. Un tracollo sportivo di questa portata ha sempre motivi più complessi. Se Motta ha responsabilità importanti per come la sua Juventus sta naufragando, è indubbio che anche i giocatori e la società abbiano la loro quota di colpe in questa stagione. Già la sconfitta con l’Atalanta aveva innescato una riflessione interna. La debacle di ieri intensificherà l’analisi degli errori, perché solo da uno spietato esame di coscienza può scoccare la resurrezione di cui sopra».

COME RICOMINCIARE – «Sono cinque anni che la Juventus insegue se stessa senza trovarsi, salvo specchiarsi fugacemente in due Coppe Italia e una Supercoppa. Si sono alternati dirigenti, allenatori e giocatori, ma oggi si è toccato il punto più basso del difficile e lungo fine ciclo iniziato nel 2020, un ciclo che ha stratificato errori e omissioni. Qualche mossa azzeccata c’è stata, ma spesso è stata dispersa dai vari azzeramenti che si sono susseguiti. Oggi più che mai serve capire gli errori per non ripeterli, non trovare capri espiatori da giustiziare. La Juve deve ricominciare con serietà, applicazione, senso del dovere e lealtà nei confronti dei tifosi».

FOTOGRAFIA DA FIRENZE – «Ieri a Firenze, alla fine, c’era un solo tifoso solitario con la sciarpa bianconera al collo, circondato da un deserto di seggiolini. Iconico, nella fotografia che ha immortalato la resistenza della sua fede. Forse era l’unico autentico pezzo di Juve presente al Franchi».

Newcastle, Eddie Howe vince la coppa di Lega: è il primo allenatore inglese a sollevare un trofeo dal 2008, ecco i precedenti

Il Newcastle vince la Coppa di Lega: Eddie Howe è il primo tecnico inglese a vincere un trofeo dal 2008, ecco i precedenti su tutte le competizione

Il Newcastle ha battuto ieri il Liverpool aggiudicandosi la Coppa di Lega e mettendo in bacheca un trofeo che mancava nella squadra bianconera da 70 anni. Oltre a questo storico primato, il tecnico Eddie Howe, nato ad Amersham nel Buckinghamshire, è il primo allenatore inglese ha vincere un trofeo dal 2008, quando Harry Redknapp vinse la FA Cup con il Portsmouth.

La CBS ha pubblicato sui social un grafico dove mostra a quando risale l’ultima vittoria di ogni trofeo di un tecnico suddito di sua maestà: in Europa le ultime volte per un tecnico inglese sono la Champions League nel 1982 dell’Aston Villa di Tony Barton e l’Europa League nel 1984 con il Tottenham di Keith Burkinshaw. L’ultimo campionato nazionale vinto da una squadra con un allenatore inglese invece è quello del 1991/92, vinto dal Leeds con in panchina Howard Wilkinson. Detto della FA Cup del 2008, per quanto riguarda la Coppa di Lega, prima di Howe l’ultimo inglese a vincerla fu Steve McLaren nel 2004 con il Middlesbrough.

Zazzaroni: «domenica folle, dura e scioccante, la vittoria dell’Inter l’unica cosa non sorprendente»

Serie A, l’analisi di Ivan Zazzarroni sull’ultima giornata: «domenica folle, dura e scioccante: solo un risultato non è stato una sorpresa»

Ivan Zazzaroni in un editoriale sul Corriere dello Sport ha analizzato l’ultima giornata di Serie A: dai passi falsi di Napoli e Juve, alle difficoltà della Roma contro il Cagliari e infine la vittoria dell’Inter contro l’Atalanta. Di seguito le sue parole.

«Lo stupore e l’amarezza nel constatare che il calcio italiano ha riservato un minuto di silenzio al presidente della Federginnastica Riccardo Agabio, sconosciuto ai più, mentre a Bruno Pizzul, popolarissimo a ogni livello, non è stato capace di dedicare nemmeno un secondo. Soltanto Udine gli ha reso omaggio allo stadio e per questo ringrazio i Pozzo e i friulani. Massimo rispetto per Agabio, ci mancherebbe, ma Bruno era nostro, più nostro. Come voce, presenza, dolore, ricordo.

Lo dovevo scrivere e l’ho scritto. E adesso il campo.

Abbiamo vissuto una domenica folle, dura, anche scioccante. Il Napoli, che aveva appena messo sotto la Fiorentina, non ha saputo approfittare del Venezia. Il Bologna, ora quarto, ha rifilato cinque gol alla Lazio e avrebbero potuto essere il doppio. La Roma ha fatto comunque il suo, ma due punti li ha portati a casa Svilar. La Fiorentina ha affondato la Juve di Thiago, spinta dagli ex Kean e Fagioli che hanno giocato a livelli strepitosi, mentre malissimo ha fatto Nico Gonzalez, che l’estate scorsa fruttò a Commisso la bellezza di 40 milioni.

Per aggravare ulteriormente il bilancio in chiave juventina, si possono aggiungere le belle prestazioni di altri “milaniani”: Nicolussi-Caviglia col Napoli e la doppietta di Miretti.

Stavolta Giuntoli si è presentato davanti alle telecamere per confermare Motta, al quale alla vigilia era stato affidato il compito di dichiarare che la società e la proprietà erano (sono?) con lui. Un’altra comunicazione anomala, uno scambio di compiti che non è il primo e non sarà l’ultimo.

Thiago si è assunto la responsabilità del fallimento, sembrando in confusione dopo una settimana di disturbi diffusi. Non saranno affatto semplici le ultime nove partite, dovendo guidare una squadra disorientata (sette gol subiti nelle ultime due uscite) e incapace di reagire. Del Piero ha parlato di «stato di vuoto che non rispecchia lo spirito Juve». Lo spirito tante volte evocato.

Il mercato è stato sbagliato, non è la prima volta che lo scriviamo, ma fin dal primo giorno Thiago ci ha messo del suo.

Ho tenuto per ultima l’Inter unicamente perché il suo successo a Bergamo è stata la cosa meno sorprendente della domenica. La squadra di Inzaghi possiede qualità che alle avversarie mancano, sa governare la partita anche nella difficoltà, parte sempre vincente e ha un’infinità di risolutori: Lautaro, Thuram, Arnautovic, Dumfries, Dimarco, Calhanoglu, Bastoni, Barella, Mkhitaryan, Frattesi. Non è un caso che in questa occasione sia stato Carlos Augusto, il sostituto di Dimarco, a sbloccare il match.

Tre punti dividono ora l’Inter dal Napoli, che a sua volta ne ha tre sull’Atalanta. È un finale aritmetico. A volte la semplicità è la risorsa più efficace».

Lotta Scudetto, Sacchi: «Mi aspettavo questo da Atlanta Inter e non mi sono sbagliato; il cammino dei nerazzurri non è in discesa, ma…»

Lotta Scudetto, le parole di Arrigo Sacchi sul duello a tre tra Inter, Napoli ed Atalanta dopo la vittoria dei nerazzurri con la Dea e il pari del Napoli

Arrigo Sacchi ha parlato a la Gazzetta dello Sport della Lotta Scudetto dopo la vittoria dell’Inter contro l’Atalanta e il pareggio del Napoli. Di seguito le sue parole.

ATALANTA INTER – «Mi aspettavo una sfida spettacolare e non mi sono sbagliato. Atalanta-Inter è stata un duello tra pugili di altissimo livello: un colpo, una parata, un altro assalto con coraggio. Mai un momento di tregua, se non nel finale del primo tempo quando le energie sono calate. Per il resto, battaglia su ogni pallone, corsa sulle fasce, buone trame di gioco. Tutto quello che un appassionato di calcio desidera vedere».

VITTORIA INTER – «Il successo dell’Inter è meritato: ha fatto di più in zona offensiva, è stata più pericolosa e superiore all’Atalanta, da cui mi aspettavo qualcosa in più. È mancata quella scintilla che tante volte abbiamo ammirato, anche se resta una grande squadra».

PARTITA – «Fin dall’inizio la partita è stata molto fisica, quasi all’inglese, con qualche colpo proibito. L’Inter ha subito spinto, con Thuram che ha colpito un palo dopo una grande azione corale. L’Atalanta ha risposto con Pasalic, ma i bergamaschi non sono stati brillanti come al solito. Nella ripresa, il gol di Carlos Augusto, l’espulsione di Ederson e il raddoppio di Lautaro hanno chiuso i conti».

GESTIONE DEI MOMENTI – «L’Inter ha dimostrato grande esperienza e capacità di gestire i vari momenti della partita, accelerando e rallentando con intelligenza. Inzaghi ha a disposizione tanta qualità a centrocampo e in attacco, e la sua squadra ha mosso il pallone con velocità ed efficacia, secondo il miglior manuale del calcio».

CORSA SCUDETTO – «Vincere a Bergamo è una prova di forza notevole: l’Inter ha portato l’Atalanta a -6 e il Napoli, fermato sul pareggio a Venezia, a -3. Il cammino non è in discesa, anche per gli impegni di Champions che tolgono energie, ma il vantaggio guadagnato è importante. Solo le partite internazionali possono rallentarla, ma se Inzaghi saprà gestire bene le forze, i nerazzurri possono arrivare in fondo a braccia alzate».

NAPOLI – «Il Napoli, invece, ha perso un’occasione pareggiando a Venezia. Tutti si aspettavano una vittoria e, sebbene abbia avuto molte occasioni, la squadra di Conte deve ritrovare la fluidità di manovra che l’ha caratterizzata a inizio stagione. Ora la fatica si fa sentire e i partenopei sembrano stanchi, ma la sosta per le nazionali potrà servire a ricaricare le batterie in vista dello sprint finale. Nell’ultimo mese e mezzo il Napoli ha ottenuto cinque pareggi, una vittoria e una sconfitta. Serve una svolta. Tuttavia, per l’organico a disposizione e le cessioni di gennaio, Conte e i suoi hanno già costruito una piccola impresa, e per questo meritano applausi».

Da Italiano ad Europeo: il Bologna strapazza la Lazio ed è quarto – le pagelle del tecnico

Bologna, la squadra di Italiano strapazza la Lazio, supera la Juve e arriva alla sosta al quarto posto: le pagelle del tecnico

Il Bologna di Italiano strapazza la Lazio al Dall’Ara con un netto 5-0 che permette ai rossoblù di saltare in un colpo solo biancocelesti e Juve e arrivare alla sosta al quarto posto, quello che vale la Champions League. Una prestazione perfetta da parte della squadra che sta dimostrando che quella dell’anno scorso non era una stagione irripetibile, ma il frutto di anni di lavoro e progettazione. Di seguito le pagelle del tecnico.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 8 – «Una squadra che capisce i momenti: autorità, carattere e letture. Quinto gol da playstation. Lezione di Italiano».

CORRIERE DELLO SPORT 9 – «Il Bologna: potente bellezza tecnica, meraviglia emotiva. Tocca vertici irresistibili per il delirio del Dall’Ara».

TUTTOSPORT 9 – «Era difficilissimo replicare la stagione ‘irripetibile’: ci sta riuscendo. Il coro del Dall’Ara (mai fatto a Thiago) lo premia e lo esalta».

QS 8.5 – «È l’architetto di un Bologna macchina da punti e gol. La rete del 5-0 sembra un ‘frame’ del primo Guardiola: possesso, tocchi di prima, finalizzazione. Goduria pura»

Fiorentina, la rinvincita di Fagioli: due assist contro la Juve per entrare nei cuori dei tifosi viola – le pagelle

Fiorentina, le pagelle di Nicolò Fagioli: l’ex Juve si prende una clamorosa rivincità contro la sua vecchia squadra: due assist per il 3-0 viola

L’osservato speciale di Fiorentina Juve era Nicolò Fagioli e il centrocampista ha risposto presente. Dopo l’addio a gennaio e il trasferimento in viola, non senza una coda di veleni e rumors sul rapporto mai nato con Motta, ieri il centrocampista ha affrontato la sua ex squadra e la prestazione è una delle migliori della sua carriera, con due assist che affondano i bianconeri. Di seguito le sue pagelle.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 8 – «Che rivincita. L’assist del 2-0, l’invenzione del 3-0. Regia a tutto campo. Mai così nella Juve: solo colpa sua?».

CORRIERE DELLO SPORT 8 – «Danza e ricama gioco, crea difficoltà evidenti a Thuram, pennella di esterno l’assist per il 2-0 di Mandragora, lancia Gudmundsson con i tempi giusti per il 3-0. La standing ovation è meritata».

TUTTOSPORT 8 – «Per lui non può essere una partita come le altre dopo 11 anni passati con la maglia bianconera addosso. Eppure nel traffico mostra una freddezza olimpica. Il pallone di esterno per Mandragora è da far vedere nelle scuole calcio».

QS 7.5 – «Deve cercare di uscire dal radar di Thuram che non lo molla. Geniale la palla per Mandragora mandato in porta con una rasoiata a tagliare la trequarti. Centro nevralgico del nuovo gioco viola».

CORRIERE DELLA SERA 8 – «Altro che fredda, qui la vendetta è gelida: filtrante perfetto per il raddoppio di Mandragora, a seguire, la miccia che accende il tris di Albert. Insomma, un partitone».

Juve, disastro Motta a Firenze: i bianconeri affondando al Franchi e le colpe del tecnico sono tante – le pagelle

Le pagelle di Thiago Motta nella sconfitta contro la Fiorentina: la formazione, i cambi, l’atteggiamento, non si salva niente!

Un ko quello della Juve che sa tanto di epilogo, nonostante le parole di Giuntoli: Thiago Motta ieri sbaglia tutto – dall’undici iniziale e poi i cambi – ma soprattutto i bianconeri in campo scendono senza convinzione e con le idee che dire confuse è poco. Di seguito le pagelle del tecnico.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 4 – «La pagella non basta per raccontare tutto quello che ha sbagliato, dai cambi ai non cambi al non gioco. Diciamo che sbaglia tutto».

CORRIERE DELLO SPORT 4 – «Sette gol incassati negli ultimi 180 minuti. Una resa senza condizioni. È solo la terza volta nella storia che la Juve perde due partite di fila con almeno 3 reti di scarto. Puppo e Delneri i predecessori di Thiago».

TUTTOSPORT 4 – «Il primo tempo della Juventus è in piena linea con quello dell’ultima sfida contro l’Atalanta; il secondo – incredibilmente – ancora peggio, con la Viola che avrebbe potuto segnarne anche cinque. La sua squadra, per l’ennesima volta, mostra di non saper reagire alla minima difficoltà. La pazienza è finita».

CORRIERE DELLA SERA 4 – «Scelte per lo meno opinabili e poi, primo cambio, già sotto, un terzino per un attaccante».

Juve, Giuntoli ha confermato Thiago Motta, ma a freddo sono ore decisive per il tecnico bianconero

Juve, nonostante le parole di Giuntoli a fine partita, la posizione di Thiago Motta è in bilico: ore decisive in casa bianconera

La batosta di ieri contro la Fiorentina, che ha fatto seguito a quella rimediata sette giorni fa all’Allianz Stadium contro l’Atalanta, è destinata a lasciare strascichi in casa bianconera.

Giuntoli ha confermato Thiago Motta ma, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, non sono da escludere valutazioni più approfondite nel corso delle prossime ore. La sensazione è che il tecnico resterà sulla panchina della Juve anche per mancanza di soluzioni nell’immediato (Tudor e Mancini non si accontenterebbero di fare i traghettatori).

Napoli, ancora un pranzo amaro per Conte: gli azzurri fermati al Penzo, le pagelle del tecnico

Napoli, le pagelle di Antonio Conte dopo il pareggio dei partenopei contro il Venezia nel lunch time: il tecnico cambia la formazione, ma…

Un pareggio che sa di occasione persa e a questo momento della stagione può essere decisivo per il Napoli di Conte. Contro il Venezia nel lunch time – l’ennesimo sprecato dai partenopei – Conte rimischia le carte in tavola: stessi uomini, ma in un nuovo 4-2-3-1. Un po’ di sfortuna c’è, ma il problema in zona gol rimane e anche dietro si sono presi alcuni spaventi. Di seguito le sue pagelle.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 5.5 – «Terza formazione consecutiva uguale, il Napoli meritava di più nel primo tempo ma quando nella ripresa manca la spinta, aspetta troppo a cambiare».

CORRIERE DELLO SPORT 5.5 – «Vira sul 4-2-3-1 con McT alto a sinistra. Al netto della sfortuna del primo tempo, il problema vero è sempre il gol. Qualche perplessità sul cambio di Lukaku, ma a preoccupare è stato l’atteggiamento della ripresa».

TUTTOSPORT 6 – «Occasioni sciupate, ma poi il Napoli cala».

IL MATTINO 5.5 – «Si presenta con una novità nello spartito tattico. Gli uomini sono gli stessi, ma in Laguna il tecnico leccese si affida ad una difesa con 4 elementi, due mediani ed un centrocampo offensivo a supporto di Lukaku. Non è bastato. Anzi. Per certi aspetti la squadra ha faticato più del dovuto sulle palle lunghe degli avversari e sulla fisicità del centrocampo lagunare. Nel primo tempo il Napoli soffre il maggiore dinamismo del Venezia e rischia qualcosa di troppo davanti a Meret. Nonostante tutto la squadra confeziona comunque le sue occasioni. Peccato che manchino cinismo e lucidità sotto porta. Nella ripresa chiede ai suoi mediani di alzare il baricentro: l’intenzione c’è, il risultato un po’ meno. Si affida alla panchina alla mezzora della ripresa, ma i cambi non incidono»

Atalanta Inter, le pagelle di Massa: il giudizio oscilla: fiscale con Ederson, con Bastoni invece… e il giudizio passa dal molto bene al male

Le pagelle di Massa, direttore di gara di Atalanta Inter: la sua direzione non mette tutti d’accordo – per alcuni è ottima, per altri da bocciare

A fine partita Gasperini ha dato una bella parte di colpa a lui per la sconfitta della Dea in Atalanta Inter, ma alla fine l’arbitragio di Davide Massa non ha convinto tutti, o meglio: ha spaccato la critica. Per alcuni il rosso a Ederson è troppo inflessibile, quello a Bastoni (già ammonito), arriva un po’ a compensare dopo che lui stesso lo aveva graziato per una protesta simile a quella del brasiliano. Per altri invece arbitra col polso giusto, bravo su Acerbi-Samardzic e cartellini tanti, ma tutti giusti. Di seguito le sue pagelle.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 5 – «Con Ederson è inflessibile, con Bastoni (già ammonito) no. Vede bene su Acerbi-Samardzic».

CORRIERE DELLO SPORT 6.5 – «Massa dirige bene una partita che si è fatta più nervosa col passare dei minuti: metro del fallo molto alto (ha fischiato poco), anche sul disciplinare ha usato poco i cartellini (a nostro avviso ne mancano tre chiari: Pavard, Ederson e Lautaro dopo un buon vantaggio), ma il doppio giallo a Ederson è cristallino un po’ troppo fiscale quello a Bastoni (doveva fare “pari e patta”?). Ottima lettura sull’intervento di Acerbi su Samardzic».

TUTTOSPORT 7 – «Sventola cartellini rossi a pioggia, ma azzecca tutte le decisioni».

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