Pagina 1127 – Calcio News 24

Ranieri: «I Friedkin hanno speso tanto per la Roma. Ecco quanto ci ha influenzato il fair play finanziario a gennaio»

Claudio Ranieri, allenatore della Roma, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione tra Friedkin e mercato

Claudio Ranieri, allenatore della Roma, a due giorni dalla sfida contro il Venezia, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione tra Friedkin e mercato.

LE PAROLE – «Quello che ho detto sui Friedkin è vero. Hanno speso una barca di soldi, sicuramente qualcuno dice che li hanno spesi male e posso condividere. Io non voglio fare il difensore di nessuno, hanno messo 1,2 miliardi, forse ne dovranno mettere altrettanti per lo stadio. L’aspetto fair play finanziario è tutt’altra cosa, implica gli stipendi di tutta l’AS Roma, di tutti. Hanno un tetto e oltre non possono andare, questo si ripercuote per questo mercato e per il prossimo giugno e forse per gennaio prossimo. Tutto questo per aumentare le entrate e diminuire le uscite. Come si fa questo? Cercando di andare più avanti che si può in Europa, siamo usciti dalla Coppa Italia e non abbiamo preso soldi, speriamo di andare avanti in Europa così entrano più soldi. Ci sono cose da valutare e che ci possono portare soldi, vedi Abraham o Calafiori, perché andare oltre un tetto non si può, altrimenti siamo fuori dall’Europa per due-tre anni. Si cerca di fare di necessità virtù e si cerca di manovrare il manovrabile. Per questo dico che sono super contento, di più non potevano fare. Non avevamo la disponibilità economica per gli stipendi, ecco perché non è possibile. Ci resto male anch’io eh… Se ricordate io ho detto che gli inglesi dicono che Roma non è stata fatta in una notte. Spero che non ci mettiamo secoli, ma date tempo a questa proprietà di fare quello che hanno in mente. Anch’io volevo Kolo Muani, poi quando abbiamo visto non si poteva per l’ingaggio. E allora? Che si fa? A Firenze c’è un palazzo che dice ‘È più facile criticare che fare’. Ma critichiamo il giusto e sappiamo dire le cose».

Zalewski: «Sono orgoglioso di quella cosa. Senza il calcio non so cosa avrei fatto, e sul mio ruolo invece…»

Nicola Zalewski, nuovo esterno dell’Inter, si racconta e si presenta ai suoi nuovi tifosi sui canali ufficiali del club nerazzurro

Protagonista del quinto episodio di ‘Welcome Home’, il format realizzato da Inter Media House per presentare i nuovi acquisti del calciomercato Inter, Nicola Zalewski si racconta così ai microfoni di Inter TV.

QUANDO HO INIZIATO A GIOCARE A CALCIO? – «Avevo 5-6 anni, nel paesino sotto casa. Mi sono trasferito a 8 anni a Zagarolo e poi dopo un anno mi ha preso la Roma. La passione per il calcio me l’ha trasmessa papà, guardavo le partite con lui. Mi ha lasciato tanti insegnamenti che mi porto con me con orgoglio: uno di questi è rimanere sempre umile».

SE NON FOSSI DIVENTATO UN CALCIATORE, COSA AVREI FATTO NELLA VITA? – «Bella domanda. Per fortuna non ci ho mai dovuto pensare, sarei in difficoltà a rispondere».

COSA SIGNIFICANO PER ME LE MIE RADICI? – «Un significato molto importante, infatti ho scelto di giocare con la Nazionale polacca. Questo lo devo a mio papà e alla mia famiglia».

GLI INIZI COME TREQUARTISTA – «Il mio ruolo è cambiato definitivamente con José Mourinho, all’esordio in prima squadra. C’erano tanti indisponibili in una gara in casa contro il Verona, a quel punto il mister decise di buttarmi dentro e da lì sono cresciuto tanto».

Runjaic: «Affrontare il Napoli non sarà facile. Sanchez? Sta migliorando, ma quella cosa è stata un grande ostacolo per lui»

Runjaic ha voluto rilasciare qualche dichiarazione in vista della gara di Serie A dell’Udinese contro il Napoli in coferenza stampa

Runjaic ha parlato in conferenza stampa in vista della prossima gara di Serie A dell’Udinese contro il Napoli.

NAPOLI – «Io credo il Napoli abbia ancora più fisicità rispetto a noi. Hanno sempre una sempre una percentuale più alta di km percorsi rispetto agli avversari, mette densità e qualità in campo, con anche qualità individuale. Dovremo essere giocare quindi in maniera intensa e compatta per portare a casa i punti. Giocheremo da squadra, dovremo dare tutto ciò che abbiamo per affrontare una squadra come il Napoli, per soffrire e ottenere dei punti»

INFORTUNI – «Davis si è allenato però ha avuto un po’ di raffreddore e spero che all’inizio della prossima settimana ritorni con noi e possa essere convocato. Giannetti verrà con noi a Napoli, anche Ehizibue si è allenato e sarà a disposizione per la partita»

SANCHEZ – «Sta migliorando, è un giocatore che purtroppo ha saltato la preparazione e il girone d’andata. Ha grande esperienza e ha bisogno di accumulare minuti per poter mostrare la sua esperienza e qualità. Non deve lavorare tanto in fase difensiva visto che non è la sua caratteristica principale ma come squadra dobbiamo essere capaci di lavorare in maniera compatta, dobbiamo disturbare il lavoro dell’avversario. Contro il Napoli non avremo tanto possesso palla e ce lo dobbiamo aspettare. Servirà quindi lavoro in fase di non possesso. Sanchez lo può fare ma non è nelle sue corde, ma non è lo stile di gioco più adatto a lui, bisogna essere pazienti, deve adattarsi, se ci sono altri ragazzi che possono dare in quel momento un contributo migliore possono giocare. Si è allenato molto bene in settimana, si prende responsabilità in allenamento, è uno dei leader, ma non posso dargli uno statuto particolare che lo farà giocare titolare tutte le partite. Gliel’ho detto fin dall’inizio quando è arrivato e lui lo ha accettato, lo capisce molto bene. È importante che anche quando non gioca dia i giusti segnali, che trasferisca la sua esperienza anche quando non gioca, non solo in campo ma anche come comportamento e mentalità. Sa anche lui che può migliorare ancora il suo livello di prestazioni qui ad Udine, non c’è bisogno di girarci intorno, può migliorare lui come tutti noi. Contro il Napoli dovremo andare oltre i nostri limiti, se si guarda alla qualità dei giocatori di questa squadra. Sarà una partita sicuramente più difficile rispetto a quella di Venezia, ma nel calcio non si sa mai, dovremo provare a sfruttare le nostre chance consapevoli che sarà una partita molto difficile».

Saelemaekers Roma, addio a fine stagione? La posizione del Milan potrebbe risultare fatale per il mercato

Saelemaekers Roma, sarà addio ai giallorossi senza l’acquisto a titolo definitivo? Conceicao pone il veto

Come riportato da calciomercato.com, Alexis Saelemaekers è uno dei giocatori che il calciomercato Roma vorrebbe riscattare, ma tuttavia è arrivato un ribaltamento di fronte per quanto riguarda il Milan.

Difficile che nell’affare venga inserito anche l’esterno belga, che piace a Conceiçao: l’allenatore portoghese lo sta studiando da lontano e nel 2025/26 vorrebbe riportarlo alla base per tenerlo, l’ostacolo principale legato alla possibile permanenza di Abraham a Milano è legato all’ingaggio del giocatore: per i rossoneri sono considerati troppi i 6 milioni di euro a stagione che percepisce attualmente nel suo contratto con la Roma, ma se il giocatore fosse disposto a ridursi lo stipendio – arrivando a circa 3 milioni – allora può essere un’idea di mercato per l’estate.

Ricci, addio Torino a giugno: il centrocampista ha detto subito si a quella big italiana. Cessione inevitabile

Ricci, una squadra in pole per giugno: il centrocampista italiano del Torino dà priorità a quella big. Tutto su cifre e dettagli

Come riportato da calciomercato.com, il calciomercato Torino dipende da Samuele Ricci: promesso sposo ad una big.

PAROLE – «Samuele Ricci mette d’accordo tutte le anime della dirigenza del Milan. Giovane, italiano e forte: tre caratteristiche che fanno proprio al caso del club rossonero. Secondo quanto appreso dalla nostra redazione, l’accordo tra la dirigenza e Ricci è virtualmente fatto, ora serve quello più difficile con il presidente Urbano Cairo. Per Ricci si parte da una valutazione alta, sopra i 30 milioni di euro. Il Milan proverà ad inserire delle contropartite tecniche. Samuele è pronto al salto di qualità, piace anche all’Inter, ma oggi la sua priorità è la sponda rossonera del Naviglio».

Zaniolo si presenta alla Fiorentina: «Destinazione importante per me. Sulle polemiche e i litigi dico questo»

Zaniolo, attaccante della Fiorentina, ha voluto rilasciare queste dichiarazioni in conferenza stampa dopo il suo trasferimento

Nicolò Zaniolo, nuovo attaccante della Fiorentina, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione in conferenza stampa presentandosi così alla stampa.

LE PAROLE – «È una parte molto importante, vengo qua con un bagaglio importante. Ho girato tante squadre, mi sembrava giusto intanto ringraziare il direttore, tutta la società, lo staff e i compagni. Sono andato via a 16 anni, torno a 25, è stata una grande emozione. Per me è come tornare a casa. Sono cose che avete sempre detto voi. Ogni parte in cui sono andato… Non ho mai avuto problemi con allenatori, compagni e nessuno. So quello che valgo, per me conta che lo sappiano anche le persone come la mia famiglia, per il resto lo lascio dire a voi».

Infortunio Cambiaso, l’esterno bianconero rischia di stare molto a lungo? Ecco le ultime novità tra campionato e Champions League

Infortunio Cambiaso, l’esterno bianconero in dubbio anche per Juve PSV, andata dei playoff di Champions League: le ultime novità

Sull’edizione odierna del Corriere dello Sport si parla di Andrea Cambiaso, non convocato per la sfida di questa sera in casa del Como. La domanda però sorge spontanea: il terzino della Juve potrebbe esserci per l’andata dei playoff di Champions League contro il PSV?

Secondo il quotidiano, comunque, il rientro non sarebbe così tanto lontano, dall’altra però occorrerà aspettare giorno dopo giorno per capire le sue condizioni.

Italiano su Santiago Castro: «Può diventare un top. Il Bologna si è risollevato in campionato grazie a quella cosa»

Italiano, allenatore del Bologna, ha voluto rilasciare qualche dichiarazioni sicuro sul futuro dell’attaccante: «Può diventare davvero un top» Le parole del tecnico del Bologna

In un’intervista rilasciata a SportMediaset, Vincenzo Italiano, tecnico del Bologna, ha parlato di Santiago Castro: oltre che a del percorso che sta facendo la squadra rossoblu.

CASTRO- «Non dimentichiamo che ha appena compiuto vent’anni, è un ragazzo che per come si allena, per la fame che ha, la voglia che mette durante gli allenamenti, può davvero diventare un top. Sta facendo vedere doti di un centravanti vero ma aggiunge anche grandi sacrifici al servizio della squadra, sono convinto che davanti a lui ha davvero un bel futuro»

PERCORSO BOLOGNA- «Diciamo che siamo stati bravi a venire fuori in campionato dopo un inizio un po’ difficile per i troppi pareggi. Abbiamo avuto la capacità di riuscire a venire fuori in campionato, di inanellare vittorie importanti nonostante la Champions tolga un bel po’ di energie e adesso siamo lì, dietro alle più forti»

Maledizione trasferta tra le polemiche (e non basta neanche Denis): Verona Atalanta 2013/2014

Verona Atalanta, la maledizione del 2014 e di una squadra nerazzurra che in trasferta non vinceva (e neanche German Denis basta)

Atalanta imbattibile in casa, fragile fuori: sembra di essere ritornati ai vecchi tempi delle salvezze conquistate a Bergamo per compensare troppe falle lontano dal comunale. Provare a spezzare la maledizione? Certo che si, a cominciare da Verona. C’è stata però una volta dove la Dea era veramente vicina a tale missione, se non fosse stato per qualche torto arbitrale.

9 dicembre 2013, l’Atalanta di Colantuono deve invertire la rotta in trasferta: in casa era un rullo compressore fermando la giornata precedente la Roma capolista, ma serve continuità. Non era ancora la Dea che nel girone di ritorno avrebbe lottato per l’Europa (grazie soprattutto al mercato di gennaio che avrebbe portato freschezza e velocità sulla fascia destra), ma contro l’Hellas di Toni, Iturbe e Gomez si prospetta una partita apertissima.

I nerazzurri partono all’attacco mettendo in seria difficoltà Rafael con Baselli e German, ed è proprio Denis a portare in vantaggio la Dea: De Luca ruba palla a centrocampo servendo Kone che manda El Tanque in porta saltando prima Gonzales e poi mettendo in rete il pallone del vantaggio orobico.

La ripresa spaventa subito l’Atalanta quando Consigli pasticcia su un retropassaggio di Canini dove solo Juanito grazie i nerazzurri a porta vuota. Il Verona ricambia il favore permettendo a Denis di essere a tu per tu con Rafael, ma la conclusione è debole e finisce in angolo. Gomez e Cacia impegnano Consigli, ma proprio verso la fine arrivano le polemiche.

Prima il pareggio di Juanito su un calcio d’angolo pieno di dubbi, poi su un lancio lungo Cacia riesce ad avere la meglio su Cazzola entrando in area, il centrocampista non lo trattiene con forza, ma De Marco fischia il rigore tra le proteste orobiche vista anche l’espulsione del numero 44: Jorginho sigla il 2-1 tra rabbia e l’ennesima sconfitta esterna da ingoiare.

Torino, Vanoli svela il retroscena con Vagnati: come mai sul mercato non è arrivato il sostituto di Zapata 

Paolo Vanoli svela il retroscena in salsa di calciomercato, dal dialogo con Vagnati alle fake news sul suo umore, come mai il Torino non ha sostituito Duvan Zapata

Dopo il silenzio che aveva caratterizzato la vigilia dell’ultimo match giocato (e poi pareggiato per 1-1) dal Torino contro l’Atalanta in Serie A, questo pomeriggio Paolo Vanoli è tornato a parlare in conferenza stampa. Il mister di Varese l’ha fatto a poco più di 24 ore dalla sfida – in programma domani alle 20e45 – che vedrà i suoi effettivi affrontare tra le mura amiche il Genoa di Patrick Vieira.  

Bene, come ampiamente prevedibile, a fare da padrone alla lunga intervista rilasciata dal tecnico granata dinanzi ai cronisti riuniti, è stata la sessione di calciomercato invernale appena conclusa. Più nello specifico, le attenzioni dell’ex Venezia sono state ‘attirate’ dal mancato acquisto del sostituto del lungodegente Duvan Zapata (ai box dallo scorso ottobre causa rottura del crociato). Ergo, il mancato arrivo all’ombra della Mole di una punta centrale nuova di zecca. Scelta questa appena citata, che aveva scatenato più di qualche lamentela e fatto sorgere numerosi interrogativi in seno alla tifoseria di fede sabauda. 

Vanoli, che ha prima di tutto sconfessato le dicerie circa un suo presunto malumore figlio del lavoro confezionato dalla società di Via Viotti in salsa di trattative, ha quindi svelato quanto accaduto dietro le quinte negli ultimi giorni: «Una settimana fa, parlando col direttore (Davide Vagnati, ndr), gli ho detto: ‘Se non riusciamo ad arrivare ad un profilo importante – perché io voglio degli attaccanti importanti come Adams e Sanabria – allora lavoriamo per rafforzare la rosa, perché abbiamo cambiato sistema di gioco». Prima di ribadire ancora: «Penso che sono stato chiaro e per questo mi dà fastidio quando leggo che sono irritato».

vanoli

Insomma, senza troppi giri di parole Vanoli ha cercato tenere fede al mantra professato sin dal suo approdo nel capoluogo piemontese. Vale a dire la stoica volontà di cercare di ‘unire’ e ‘compattare’ l’ambiente torinese, ma senza mai venire a meno in quella naturale dose di schiettezza e sincerità evidentemente insite nel suo carattere. «Se devo dire come sono oggi, dico che sono concentrato e determinato» ha chiosato l’ex collaboratore tecnico di Antonio Conte.

Senza alcun dubbio, il posto vacante lasciato dal bomber mancato e mai arrivato in rosa (ad oltre 120 giorni dall’infortunio del colombiano numero 91) rimane un neo decisamente importante in sede di valutazione dell’operato del club di Urbano Cairo. E solo parzialmente colmabile dal nuovo schema di gioco (il 4-2-3-1) adottato dal Torino nell’ultime apparizioni stagionali; modulo che richiede appunto lo schieramento di un solo centravanti ‘puro’ sul rettangolo verde. Ancora una volta quindi, toccherà proprio a Paolo Vanoli cercar di far rendere al meglio che può quello che ha. L’inserimento in rosa nel minor tempo e nella miglior condizione possibile dei quattro innesti di gennaio: Casadei, Elmas, Biraghi e Salama, può rappresentare un primo, importante, punto di partenza.

LEGGI QUI LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE DI PAOLO VANOLI ALLA VIGILIA DI TORINO GENOA

FANTACALCIO: CONSIGLI – LE SORPRESE DELLA 24a GIORNATA

Per ogni giornata di Serie A, CN24 propone dei possibili protagonisti a sorpresa. Troverai lo spunto decisivo per battere il tuo avversario al fantacalcio?

COMO – JUVENTUS
venerdì 7 febbraio, ore 20.45

Dopo un ricco mercato di riparazione, il Como punta a un risultato di prestigio davanti al proprio pubblico. Trasferta insidiosa per i bianconeri affamati di punti al fine di trovare finalmente la continuità necessaria per la corsa alle prime posizioni.

Como
Gara esaltante, Valle vorrà eccellere al debutto in casa.

Juventus
Buttato subito nella mischia ha ben figurato. Veiga può stare tra i nostri titolari in questa giornata.

VERONA – ATALANTA
sabato 8 febbraio, ore 15.00

Il Verona corsaro a Monza affronta l’Atalanta amareggiata dall’eliminazione in Coppa Italia. Gli scaligeri cercano risultati fondamentali in ottica salvezza, ma i bergamaschi sono in grado di imporre un ritmo difficile da sostenere.

Verona
Viene da due ottime prestazioni: scommettiamo su Tchatchoua.

Atalanta
Giocate di qualità contro il Bologna, Maldini sa essere prezioso.

EMPOLI – MILAN
sabato 8 febbraio, ore 18.00

Nel turno precedente, l’Empoli ha messo in seria difficoltà la Juventus per poi soccombere nel secondo tempo, perdendo la sesta partita delle ultime 8. Il MIlan invece ha dato dimostrazione di forza mercoledì contro la Roma e vuole concedere il bis immediatamente.

Empoli
La scommessa di giornata si chiama De Sciglio. Punirà anche la sua seconda storica ex squadra?

Milan
Pavlovic rivitalizzato. E nel suo bagaglio qualche bonus ce l’ha…

TORINO – GENOA
sabato 8 febbraio, ore 20.45

Il Torino affronta il Genoa in una sfida cruciale per entrambe le compagini, distanziate in classifica da una sola lunghezza, dopo aver ottenuto 7 punti nelle precedenti 5 giornate. Dato il grande equilibrio, non sarà un match semplice da sbloccare.

Torino
Elmas conosce bene il calcio italiano per cui non ci sarà bisogno di grande sforzo di adattamento.

Genoa
Intriga nel suo nuovo ruolo, ora da Zanoli ci aspettiamo un bonus.

VENEZIA – ROMA
domenica 9 febbraio, ore 12.30

Il Venezia è ancora vivo e spera che le operazioni di mercato diano nuova linfa alla squadra. Domenica ospita la Roma, eliminata dal Milan in coppa ma decisa nella risalita in campionato. Giallorossi avanti nei pronostici ma le insidie esistono.

Venezia
Fila è il nuovo terminale offensivo. Ci punta Di Francesco e ci puntiamo anche noi.

Roma
Shomurodov sta avendo molto spazio, deve ripagare la fiducia.

CAGLIARI – PARMA
domenica 9 febbraio, ore 15.00

Cagliari e Parma sono consapevoli dell’importanza dei 3 punti in palio, un pareggio rischia di far male a entrambe. La lotta per la permanenza in Serie A è serrata e gli scontri diretti con una classifica così corta sono ancora più delicati.

Cagliari
Caprile alza il suo livello partita dopo partita.

Parma
Rigorista a sorpresa: dentro Valeri.

LAZIO – MONZA
domenica 9 febbraio, ore 15.00

Una Lazio rilanciata dopo la recente vittoria in trasferta ospita il Monza con il forte desiderio di accaparrarsi l’intero bottino: il quarto posto è l’obiettivo principale per i biancocelesti mentre gli avversari sembrano ormai non credere più nella risalita.

Lazio
Nella stagione della consacrazione, Rovella è ancora a caccia del primo centro in campionato.

Monza
A secco da troppe giornate, Mota può stupire.

LECCE – BOLOGNA
domenica 9 febbraio, ore 18.00

Il Lecce sfida il Bologna in una partita non così scontata come direbbe la classifica. I salentini sono capaci di prestazioni esaltanti, e la squadra di Italiano, pur rimanendo favorita, ha nelle gambe il probante match di coppa.

Lecce
Periodo di forma strepitosa: Krstovic lo preferiamo a colleghi più blasonati.

Bologna
Calabria è un profilo di assoluto livello e sarà chiamato a dimostrarlo.

NAPOLI – UDINESE
domenica 9 febbraio, ore 20.45

Il Napoli affronta l’Udinese al Maradona con l’obiettivo di consolidare il primo posto del torneo e dimenticare in fretta il pareggio beffardo di Roma. I friulani cercheranno di muovere la classifica ma l’impresa appare fuori portata.

Napoli
Rientra o non ancora? Rischiare titolare Buongiorno ne vale comunque la pena.

Udinese
Il gol della scorsa giornata è stato un gioiello: Bravo bravissimo.

INTER – FIORENTINA
lunedì 10 febbraio, ore 20.45

Scherzi del destino ripropongono, a distanza di 4 giorni da quella di andata, la sfida di ritorno. Il primo duello è stato vinto impietosamente dalla Fiorentina, non c’è dubbio che l’Inter sarà decisa a rifarsi nella più classica delle rivincite.

Inter
Erroraccio che ha propiziato il 3 a 0 viola. Dimarco ha da farsi perdonare.

Fiorentina
Zaniolo ha voglia di spaccare il mondo. E sarebbe anche un ex…

Zazzaroni: «Fiorentina-Inter è stata una gara falsata, vi spiego il motivo. Su Kean aveva ragione un ex Juve»

Le parole di Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, sulla sfida di Serie A tra Fiorentina-Inter. Tutti i dettagli in merito

Ivan Zazzaroni, nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, ha analizzato la sfida tra Fiorentina-Inter.

FIORENTINA-INTER – «Commento una partita falsata da un regolamento imperfetto che mi auguro possa contemplare in futuro la necessaria correzione: situazioni simili si ripeteranno. Trattandosi di una gara d’andata rinviata di mesi (caso Bove) e riprogrammata per esigenze di calendario a mercato invernale chiuso, è stata infatti autorizzata un’autentica stramberia. È vero che ci stiamo abituando a eccessi e follie, ma lo è altrettanto che non si può evitare di segnalare con insistenza incongruenze come questa: Palladino non ha potuto impiegare chi stava allenando a dicembre. E in più non gli è stato possibile ricorrere agli acquisti di gennaio. Ulteriore aspetto ridicolo: per una questione statistica, il sito della Lega Serie A presentava sulla panchina viola anche i giocatori ceduti e inutilizzabili. Mentre in realtà vi sedevano Terracciano, Martinelli, Moreno, Caprini, Colpani, Cataldi, Harder e Rubino».

KEAN – «Seconda parte del commento alla partita. Sul piano tattico Palladino è stato perfetto, la sua prova migliore. Ranieri e Kean, 15 centri, sono stati strepitosi: Paratici aveva ragione quando cinque, sei anni fa mi ripeteva che Moise sarebbe diventato un centravanti da 20 gol in Serie A. L’Inter ha giocato al contrario: confusa e inconcludente, ha subìto l’intensità e l’energia di una Fiorentina rabbiosa. Si è avvertita la stanchezza mentale, il derby ha prodotto un brutto effetto».

Jordi Cruijff: «Mio padre Johan ha rivoluzionato il calcio, pure nei rigori. Non gli importava avere perso il Mondiale 1974. Ecco cosa mi è pesato del nostro cognome…»

Le parole di Jordi Cruijff, figlio di Johan, sull’impatto del padre nel mondo del calcio. Tutti i dettagli in merito al fuoriclasse olandese

Jordi Cruijff ha portato un cognome pesante, ecco perché sulla maglia preferiva mettere il nome di battesimo. Oggi su La Gazzetta dello Sport si racconta in una bella intervista.

IL PRIMO RICORDO DEL PAPA’ CALCIATORE – «Gliene dico due. Il primo è un gol all’Haarlem, dicembre 1981. Mio padre ha 34 anni, io quasi 8. Siamo appena arrivati da Washington e il ritorno di papà all’Ajax è stato motivo di discussione: aveva lasciato il Barça e l’Europa da tre anni per andare in un calcio meno competitivo, c’erano dubbi su forma ed età. Soren Lerby gli dà il pallone al limite dell’area, lui salta un uomo in diagonale e dal vertice destro batte il portiere con un pallonetto. Tutti in piedi. E io con loro, prima presa di coscienza “live” della grandezza di mio padre. Un anno dopo, dicembre 1982, partita con l’Helmond Sport. Rigore per l’Ajax, batte papà che passa a Jesper Olsen, triangolo chiuso con gol a porta vuota. Io sono in tribuna: silenzio,confusione, stupore, poi il caos. “Ma è legale? Si può fare?”. Nessuno aveva mai battuto un rigore in questo modo. Una piccola rivoluzione, il bambino che è in me conosce un altro pezzo, molto grande, di suo padre».
L’ULTIMO RICORDO – «Non è l’ultimo, ma per me è significativo: Wembley 1992, finale di Coppa Campioni tra Barcellona e Samp. Koeman segna e mio padre esce dalla panchina per festeggiare. Deve saltare la barriera pubblicitaria e inciampa. Se fosse caduto quel video sarebbe rimasto nella storia del calcio. Restò in piedi, in una giornata storica per il Barça, che vinse la sua prima Coppa d’Europa. Per me li c’è tutta la vita di mio padre: era coraggioso, rivoluzionario e la cosa comportava dei rischi. A volte gli è andata bene, altre no. Però osava sempre».
LA FINALE PERSA CON LA GERMANIA OVEST NEL 1974 – «Io glielo ricordavo spesso: “Quella medaglia non era d’oro, era di un altro colore”. E lui,convinto: “A me va bene così, con il Total Football abbiamo rivoluzionato il calcio. Preferisco che la gente ci ricordi per questo che per il colore della medaglia”. Lo ripeteva sempre, sempre, e non era una difesa, eh?Era il suo modo di intendere la vita».
LA SUA CARRIERA – «Perché a un certo punto la pressione si è trasformata in orgoglio, mi sono liberato. Io vivo bene finché sto in Olanda. Lì nessuno fa caso al mio cognome, e soprattutto nessuno fa paragoni tra un ragazzino e una stella mondiale. Quando arrivo in Spagna alla cantera del Barça le cose cambiano. Alla gente qui il tema padre-figlio piace, come le esagerazioni: se giochi bene la tua partita è eccellente, se giochi male fa schifo, senza equilibrio. Mi mettono uno zaino pesante sulle spalle. E soffro. Anche perché mio padre non è un tipo facile: molti lo adorano, ma ha anche nemici che se non riescono a colpirlo direttamente cercano altre strade. Il figlio, ad esempio. Sono riuscito a farmi strada, ma mi sono liberato solo quando sono andato al Manchester United».

Torino, Vanoli in conferenza pre Genoa: «Njie un gladiatore, Schuurs determinato a tornare. Mercato? Non sono deluso»

Vanoli in conferenza stampa pre Torino Genoa, ecco le dichiarazioni del tecnico granata alla vigilia del match valido per la 24^ giornata di Serie A

Giornata di vigilia per Paolo Vanoli. Domani sera – alle 20e45 in punto – il tecnico granata è atteso da un nuovo appuntamento con il calendario di Serie A, arrivato ora alla sua giornata numero 24. Tra le mura dello Stadio Olimpico Grande Torino infatti è tempo di Torino Genoa, partita che può rappresentare un vero e proprio crocevia per la stagione del gruppo granata.

Un eventuale successo contro il Grifone permetterebbe infatti ai sabaudi di prolungare ancora la già lunga striscia di risultati positivi inanellati nelle ultime apparizioni stagionali e che vede Vlasic e compagni ancora battuti in questo 2025. Ma non solo, tra le mura amiche ci sarà con ogni probabilità l’occasione di testare i nuovi innesti arrivati dal mercato invernale. D’altro lato, i liguri non la pensano naturalmente così, intenzionati a collezionare punti importanti per allontanarsi dalla zona calda della graduatoria. Insomma, i presupposti per una grande sfida ci sono tutti, non ci resta che attendere la conferenza stampa di Paolo Vanoli in vista di Torino Genoa. Microfoni aperti a partire dalle 12.30.

Vanoli in conferenza stampa prima di Torino Genoa: 

Mister Vanoli, come sta il Torino?

«Bene bene. Abbiamo fatto un’ottima settimana, peccato per Njie: gli faccio l’in bocca al lupo, gli siamo vicini. Ma gli faccio i complimenti perché è stato un gladiatore. Il malleolo credo sia doloroso, ma lui ha finito la partita (contro l’Atalanta, ndr). E questo è il segnale di uno spirito che si avvicina a quello che dico da tempo».

Hai già parlato con i nuovi arrivati dal calciomercato?

«Stanno andando bene, sono contento. Ho parlato con loro singolarmente e collettivamente, più velocemente capiscono le mie idee e più rapidamente potranno darci una mano. Sono arrivati ragazzi molto motivati e questo è molto importante: è ciò che cercavo. E poi volevo cercare ragazzi mentallizzati. E’ arrivato Elmas che ha vinto un campionato col Napoli, Biraghi è stato con me all’Inter e ha fatto finali europee. Poi c’è Casadei, un giocatore che ha prospettive importanti, l’ho conosciuto in Primavera all’Inter e l’ho trovato maturato. E poi c’è la bella sorpresa Amin (Salama, ndr)»

Che partita sarà questo Torino Genoa?

«Mister Vieira ha avuto un impatto importante, nelle ultime 10 ha fatto 6 clean sheet se non sbaglio. Sono ordinati, fanno cose semplici e chiare. All’andata anche noi facemmo gran prestazione in fase dal punto di vista difensivo, meno bene invece in fase di possesso. Poi nel finale riuscimmo a fare di più. Sono cresciuti, questi tre punti valgono doppio, siamo focalizzati sul dare continuità»

I nuovi arrivati sono stati stati concordati con la società? Chiedeva la punta sostituto di Zapata ma non è arrivato giusto?

«Sapete quanto sono schietto e sincero, sono stato dal primo giorno che sono arrivato qui onesto. In questi giorni mi ha un po’ irritato e deluso è leggere ‘Vanoli deluso, Vanoli arrabbiato, Vanoli irritato’. Io non ho bisogno di interpellato su queste cose, davanti a voi e ai dirigenti sono sempre stato schietto e sincero. Mi chiedi una cosa che non condivido. Tutti gli acquisti sono stati condivisi, la società dopo Bergamo ha lavorato bene. Abbiamo preso giocatori di valore sotto l’aspetto di mentalità, che hanno vinto e sanno come si fa a fare uno scalino in più. Cristiano (Biraghi, ndr) può fare il quinto o da terzino sinistro, anche sulle palle inattive è un giocatore che ci può dare una mano. Di tutti questi, quello un po’ più indietro di condizione è Elmas e l’ho detto anche al ragazzo. Ma è normale per ciò che ha vissuto in Germania, ma quando ho parlato con lui ho visto un ragazzo determinare a dare qualcosa di importante. E, se abbiamo pazienza, credo che sarà importante.

Per quanto riguarda la punta sapete le mie idee di gioco e io ho chiesto il sostituto di Zapata ma sapete che anche bene che sostituire Duvan non è facile, soprattutto sul mercato di gennaio. Non faccio nomi perchè non sono miei, ma sappiamo le caratteristiche che ha Zapata: per sostituirlo, ci voleva un livello alto. Una settimana fa, parlando col direttore (Vagnati, ndr), gli ho detto: ‘Se non riusciamo ad arrivare ad un profilo importante – perché io voglio degli attaccanti importanti come Adams e Sanabria – lavoriamo per rafforzare la rosa perché abbiamo cambiato sistema di gioco’. Penso che sono stato chiaro e per questo mi dà fastidio quando leggo che sono irritato. Se devo dire come sono oggi, dico che sono concentrato e determinato. Perchè abbiamo passato una parte di stagione in una maniera e poi in un’altra, mi avevano detto che ero un allenatore con poca esperienza: penso che ho dimostrato il mio valore per uscire dalle situazioni e di saper tenere una nave in burrasca. Ora che ce l’abbiamo fatta voglio…caz*o positivi e unire. Perchè c’è ancora una cosa da raggiungere velocemente e poi, anche se mi prendete in giro, io sogno ancora…»

Nella formazione di mister Vanoli i nuovi possono già giocare?

«Sono tutti a disposizione, il più indietro è Elmas: dobbiamo essere bravi a tenerlo con noi, dargli minutaglia senza esagera per evitare infortuni. Sarà un lavoro capillare  molto importante, perchè è un giocatore che ci può aiutare. Gli altri sono arrivati in buone condizioni, è normale che devono anche loro entrare in un contesto e far capire che se vogliono il posto se lo devono guadagnare. Ho portato avanti un gruppo di giocatori, che hanno dimostrato quanto ci tengono. Sono contento perchè i giocatori arrivati sono funzionali al nostro sistema e sono sicuro che abbiamo migliorato la nostra rosa»

Vanoli, Abbiamo visto Schuurs fuori dalla lista dei convocabili, ci sono aggiornamenti sulle condizioni? 

«No no, anche questa è stata una casualità. Abbiamo ancora due slot a disposizione. Non c’è alcun problema, è successo questo perché abbiamo ancora un’operazione in ballo che è quella di Ilic. Per aiutarlo a superare il calvario lo abbiamo mandato dal suo specialista, ogni tanto lo sento e lo sento sempre determinato a volerci raggiungere al più presto. Spero di dargli un supporto psicologico, stando lontani dal campo si soffre. Ma forse è meglio non stare vicini ai compagni per non affrettare le cose. E’ stata solo una casualità però ripeto, perché avevamo due slot. Adesso vediamo l’operazione che abbiamo ancora in ballo: Ilic»

Dal Cin: «Zico all’Udinese, il mio anno all’Inter da juventino, Calciopoli: vi racconto tutto. Il calcio oggi è noioso, il Var ha ucciso le emozioni. Meglio il football golf»

Le parole di Franco Dal Cin, ex dirigente con esperienze in Serie A, sulle sue avventura all’Udinese ed in altri club. I dettagli

Franco Dal Cin ha avuto una lunga carriera dirigenziale. Le sue squadre sono state l’Udinese, l’Inter, la Reggiana e il Venezia. Ha raccontato la sua vita in un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Ecco alcuni dei momenti salienti.

ZICO ALL’UDINESE – «L’idea e il merito vanno riconosciute a Lamberto Giuliodori, talent scout. Lui aveva i contatti con il giocatore, la sua famiglia e il procuratore. Nel 1983 il contratto di Zico con il Flamengo era in scadenza e Lamberto fece un gran lavoro preparatorio, assicurò a Zico che avrebbe goduto di una villa con piscina. Quando arrivai a Rio, era già tutto apparecchiato. Il presidente del Flamengo mi chiese: “Scusi, dov’è Udine?”.Gli risposi che era un posto vicino a Venezia. E firmammo».
UNA SOLA STAGIONE ALL’INTER – «Un giornalista mi chiese per chi tifassi. Risposi: “Per la squadra per cui lavoro”. Insistette: “Sì, ma da bambino?”. E io commisi l’ingenuità di dire “Juventus”, perché era la verità. Avrei dovuto proclamarmi interista da sempre, ma ero presuntuoso, convinto che la mia professionalità avrebbe risolto tutto. All’Inter facevo il dg, sul mercato non avevo voce. Agli acquisti provvedevano il presidente Pellegrini e il ds Beltrami. Quando arrivai in sede, avevano già ingaggiato Rummenigge. Nel 1985 comprarono Marangon, Fanna e Tardelli, che io non avrei voluto. La squadra non andava bene e diedero la colpa a me».
CALCIOPOLI – «Ero al Venezia, in B. Prima della partita contro il Messina sul neutro di Bari, mi chiamano Cellino e Zamparini per la designazione di un arbitro di Roma: “Ti fanno perdere”. Telefono ai designatori, Bergamo e Pairetto: “Stai tranquillo”. Perdiamo per 2-1, rigore contro e due espulsi. Sbrocco, vengo deferito. Un carabiniere investigatore, Auricchio, va in federazione per un’altra cosa, nota il mio fascicolo, mi chiama. Gli spiego il malaffare, l’organizzazione creata in funzione della Juve, gli parlo della “combriccola romana” degli arbitri e da queste mie dichiarazioni lui ottiene le intercettazioni dai magistrati. Giraudo e Moggi non sono riusciti a smontare nulla: era la verità. Nel 2005, venni condannato per l’illecito di Genoa-Venezia, ma non c’entravo nulla. Sospetto che me la abbiano fatta pagare (Calciopoli deflagrò nel 2006, ma è plausibile che nel 2005 alcuni sapessero di essere intercettati, ndr)».
IL CALCIO DI OGGI – «Il possesso palla mi fa sbadigliare e la Var ha ucciso le emozioni. La gente esulta, poi resta immobile in attesa dell’ok. E il fuorigioco: se uno porta di scarpe il 45, è più a rischio di uno con il 42».
UN NUOVO PROGETTO – «Voglio lanciare in Italia il football golf, che è il golf con il pallone. Sul green, con i piedi bisogna fare entrare la palla in buche grandi. In luglio, a Udine, faremo un torneo con tanti ex calciatori».

Calciomercato Toro, Cereser: «Casadei è un grande acquisto, vorrei raccontargli di Meroni. Elmas darà una grande mano. E in difesa adesso c’è una grande coppia…»

Le parole di Angelo Cereser, ex calciatore del Toro, sulle mosse di calciomercato della squadra granata a gennaio. I dettagli

Angelo Cereser è stato una colonna del Toro degli anni ’70. Oggi La Gazzetta dello Sport lo intervista per valutare la situazione in casa granata al termine della sessione di mercato.

IL MIGLIOR ACQUISTO – «C’è da apprezzare il coraggio dimostrato dalla società nell’aver deciso, con tale forza, di prendere un giovane come Cesare Casadei. Perché il momento nel quale si trova il Toro oggi poteva spingere magari verso un centrocampista con qualche anno in più, un calciatore di quelli già “scafati”. Invece la società ha fatto benissimo a puntare su un giovane di qualità come Casadei. Oggi il Toro ha trovato una bella quadratura di squadra dal punto di vista difensivo, ha bisogno di qualche giocatore che lo aiuti a fare altri gol in più. A proposito, le dico che sotto il piano della fantasia c’è un altro acquisto che giudico davvero molto positivo…».
ELMAS GLI PIACE – «Certamente, e con vero piacere. Perché questo ragazzo macedone lo reputo un grande rompiscatole per tutte le difese del nostro campionato di Serie A. Vedrà, sul piano della fantasia e della qualità darà una grande mano al Toro».
CASADEI – «Mi piacerebbe vedere tra Casadei e la gente del Toro nascere un feeling come lo è stato con Gigi Meroni. Non mi riferisco, naturalmente, al suo modo di giocare. Auguro, invece, a Casadei di imporsi come ha fatto all’epoca Meroni, ovvero di trasmettere l’immagine di un giovane che arriva al Toro all’inizio della carriera con tanto talento e che possa poi farlo esplodere. Un giorno mi piacerebbe conoscerlo e gli spiegherei chi è stato Gigi, con il quale ho giocato per tre anni».
BIRAGHI – «Porta esperienza e un po’ di furbizia che nella nostra squadra un po’ manca. Biraghi inserisce queste qualità in un punto del campo (a sinistra, ndr) dove ogni tanto il Toro si perde».
SALAMA – «È alto, veloce, sostituisce l’infortunato Njie. Avrà bisogno di tempo per capire il nostro gioco»
MARIPAN – «Ad inizio stagione andava un po’ fuori giri. Oggi è migliorato molto, è tutto un altro difensore: ha un bello spirito guerriero, è attento nei tempi d’intervento e ha il senso della posizione. Mi sembra che con Coco a sinistra, lui si senta molto più coperto. Perché, guardi, Coco è proprio bravo! È capace di stare un po’ più largo, in mezzo, ottimo di testa, ha tanta grinta: mi piace perché è duttile».

Napoli-Udinese, Massimo Mauro: «Vi racconto cosa sono state queste squadre per me. Vorrei lo spareggio scudetto Napoli-Inter. E della partenza di Kvaratskheila penso questo»

Le parole di Massimo Mauro, ex calciatore, sulla sfida tra Napoli-Udinese in programma nel week end e sulla lotta scudetto

Napoli-Udinese sarà uno snodo importante del campionato, ancor più alla luce della sconfitta dell’Inter a Firenze ieri sera. Ad analizzare il momento su La Gazzetta dello Sport interviene Massimo Mauro, un doppio ex.

UDINE – «Non potevo arrivare in città migliore. Non ho aggettivi per definirla, perché dal punto di vista umano non potevo chiedere di più. Ho sofferto tanto i primi mesi, avevo problemi alla schiena che mi portavo appresso, ma ho incontrato gente meravigliosa. E in una squadra fantastica: non si fosse fatto male Virdis, chissà cosa saremmo stati!».
IL NAPOLI DI MARADONA LA SUA ULTIMA TAPPA – «E però vincemmo lo scudetto, il secondo. Sono momenti che restano per sempre. Non fu semplice, confesso, perché avere Diego al fianco era esaltante in campo, mentre diventava tutto più difficile fuori. Però rimane un periodo irripetibile, nonostante poi la mia conclusione sia stata amara. Ferlaino impazzì, aveva deciso che c’era “un giocatore che non avrebbe dovuto più giocare” e quel calciatore ero io Ma Ranieri si schierò: “finché sono io qua, decido io”. Mi mandò in campo col Milan e alla sera fu cacciato. Per fortuna arrivò Bianchi, leale e sincero, altrimenti sarebbe stata durissima»
LA LOTTA SCUDETTO – «Dipendesse da me, andrei allo spareggio, pensi che bello una Napoli-Inter in cui ci si gioca il titolo! Lotteranno sino all’ultimo, più o meno, si porteranno appresso la propria storia e la propria autorevolezza di oggi».
L’ASSENZA DI KVARA – «Che in me ha sempre suscitato qualche dubbio. È istinto e impeto, non un leader. Giocatore importante, ci mancherebbe, ma non insostituibile e infatti Neres sta facendo vedere che senza Kvara si può. Conte poi sa dove mettere le mani, la garanzia è lui, che sa come guidare i Lukaku, i McTominay, i Lobotka. Rivedo in questo Napoli lo stesso spessore di quello di Spalletti: ogni risultato è strameritato».

Arrigo Sacchi: «Al Milan finora è mancato questo, tocca a Sergio Conceiçao rimediare. Spero che sia stato lui a scegliere i giocatori. Ecco quale dev’essere l’obiettivo»

Le parole di Arrigo Sacchi, allenatore del Milan, sul momento e gli obiettivi dei rossoneri dopo il mercato di gennaio. I dettagli

Opinionista per La Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi analizza la situazione del Milan dopo due eventi importanti: la chiusura del mercato che ha regalato tanti volti nuovi a Sergio Conceiçao e la prima risposta del campo, con il bel 3-1 sulla Roma nei quarti di finale di Coppa Italia.

IL MERCATO – «Per quello che ha speso dovrebbe vincere la Champions League».
CONCEICAO – «Di sicuro avere un numero maggiore di soluzioni è importante per un tecnico. Però io vorrei dire chiaramente che ciò che finora è mancato al Milan è stato lo stile. Quindi toccherà a Conceiçao dare uno stile di gioco alla squadra. Impresa tutt’altro che facile, ma credo che lui possa farcela».
TANTI GIOCATORI A DISPOSIZIONE – «Mi auguro che i giocatori li abbia scelti l’allenatore, sulla base di valutazioni tecniche e umane. Se è così, allora è stato compiuto un passo importante. Il Milan deve essere protagonista in A, in Champions e in Coppa Italia. Logico che la rosa sia ampia. E in attacco ci sarà maggiore concorrenza, cosa che può fare bene a qualcuno…».

Leao-Milan, abbiamo un problema? G.B.Olivero: «No, il mercato lo aiuta, adesso con le alternative lui può pensare a una sola cosa»

Le parole di G.B. Olivero sul futuro di Rafael Leao con il Milan dopo il calciomercato rossonero ed il rendimento del portoghese

Il mercato del Milan, oltre a presentare un bel po’ di volti nuovi (e non si guardi solo ai big arrivati dall’estero) potrebbe risolvere un problema: il rendimento di Rafa Leao. É la tesi di G.B. Olivero su La Gazzetta dello Sport. Ecco un estratto dell’analisi:

«L’arricchimento dell’attacco è la cura migliore alla dipendenza da Leao, tante volte unico motorino d’avviamento della squadra. Ma succedeva spesso che Rafa giocasse male e il Milan con lui. Poi Leao veniva sostituito e il Milan giocava ancora peggio. Non c’è un controsenso: semplicemente chi entrava al suo posto era meno forte e non alzava il rendimento individuale e nemmeno quello collettivo. Adesso non dovrebbe più essere così. Okafor non era un’ala e si adattava a farlo (male). D’ora in poi Conceiçao potrà eventualmente piazzare a sinistra un esterno di ruolo (Pulisic, Jimenez, Sottil) e chiedere a Joao Felix di mettere il suo talento a disposizione della squadra, attivando ugualmente le discese di Theo sulla fascia e aprendo le difese avversarie. Ora Rafa potrà concentrarsi su se stesso cercando davvero di tirare fuori quello che ha».

Voti Fiorentina-Inter, i Top e i Flop: Kean da record, Barella quasi si salva, De Gea guarda i cantieri, Frattesi non ha idee

Tutti i voti ed i giudizi della sfida Fiorentina-Inter, terminata con il punteggio di 3-0 in favore del club viola. I dettagli in merito

Fiorentina–Inter è stata la peggiore gara della gestione di Inzaghi e più in generale dei nerazzurri in questo decennio, se è vero che una sconfitta con 3 gol di scarto non capitava da 6 anni, dal maggio del 2019. Al contempo, il successo proietta la Fiorentina a una candidatura per un posto in Champions, ne stabilisce l’ufficialità, avendo raggiunto la Lazio al 4° posto. In attesa della rivincita a parti invertite di lunedì sera, ecco Top e Flop delle due squadre. Fonti La Gazzetta dello Sport e il Corriere della Sera.

I TOP
KEAN
– 8,5 all’unanimità, è il dominatore assoluto (e a questo punto, con un solo gol da recuperare, può anche aspirare al titolo di capocannoniere). La Gazzetta motiva così la sua esaltante prestazione: «Mezzo voto in meno per il gol fallito nel primo tempo. Eccezionale per protezione della palla, conclusioni, movimenti: prestazione totale». Il Corriere spiega: «Cancella subito l’errore da pochi passi con una gran palla per Dodò. Poi si regala una doppietta spettacolare e per lui storica, dato che raggiunge quota 15 per la prima volta. Fuoriserie».
BARELLA – Indicativo che il Corriere lo salvi con il 6, Gazzetta neanche con quello (5,5) pur considerandolo il meno peggio. Primo giudizio: «Per fare meglio di chi lo precede gli basta poco». Secondo: «Sbuffa mentre si riscalda perché vorrebbe entrare a dare una mano. Quando lo fa ha giusto il tempo di un destro a giro debole».
I FLOP
DE GEA – Lo è nel senso che prende 6 e non deve fare nulla (e quindi non lo è, di fatto). Gazzetta: «Neppure lui poteva immaginare una serata così tranquilla. Attento su Lautaro, preciso in un paio di uscite, il resto è ordinaria amministrazione». Corriere: «A parte un tiro di Lautaro all’inizio, segue soprattutto il cantiere del Franchi».
FRATTESI – 4 all’unanimità. La Rosea: «Un flipper, ma la pallina non va mai a bersaglio. Perde Ranieri sul gol dell’1-0, mai servito sugli inserimenti». Il quotidiano generalista: «Colpito alle spalle da Ranieri non ha il tempo per reagire. La vera delusione è quando c’è da costruire il gioco: senza idee».

Fiorentina, ufficiale la nuova lista Uefa per la Conference League: due esclusi tra i nuovi acquisti!

La lista Uefa ufficiale della Fiorentina di Raffaele Palladino per la seconda parte di stagione in Conference League. Tutti i dettagli in merito

Raffaele Palladino, allenatore della Fiorentina, ha presentato la lista Uefa per la seconda parte di stagione in Conference League. Inseriti Fagioli, Folorunsho e Zaniolo, mentre restano fuori Pablo Marì e Ndour.

Portieri: De Gea, Terracciano, Martinelli.
Difensori: Dodo, Pongracic, Ranieri, Parisi, Comuzzo, Gosens, Moreno, Kouadio, Baroncelli.
Centrocampisti: Fagioli, Folorunsho, Mandragora, Colpani, Richardson, Adli, Cataldi, Harder.
Attaccanti: Zaniolo, Beltran, Kean, Gudmundsson, Braschi, Caprini, Rubino.

Atalanta, la lista A e B per quanto riguarda la Champions League 2024/2025: due assenze pesanti per i nerazzurri

Atalanta, ecco la lista Champions della squadra di Gian Piero Gasperini: spicca tra gli assenti Scalvini e Gianluca Scamacca. Le ultime

Definita la lista Champions dell’Atalanta. Ecco le liste A e B dove spicca l’assenza di Scamacca e Giorgio Scalvini (entrambi operati).

LISTA A

Portieri: Carnesecchi, Rui Patricio, Rossi

Difensori: Hien, Posh, Djimsiti, Kolasinac, Toloi, Kossounou

Centrocampisti: Ruggeri, Bellanova, Cuadrado, Sulemana, Zappacosta, De Roon, Ederson, Samardzic, Pasalic, Brescianini

Attaccanti: De Ketelaere, Lookman, Retegui, Maldini

LISTA B

Vlahovic (a), Palestra (c)

Juve, il vice di Deschamps esalta Kolo Muani: «Sente la fiducia ed è meglio di Vlahovic per un motivo»

Le parole di Guy Stephan, vice di Didier Deschamps nella Francia, sull’impatto di Randal Kolo Muani alla Juve. Tutti i dettagli

Guy Stephan, vice di Didier Deschamps nella Francia, ha parlato a Tuttosport dell’impatto di Randal Kolo Muani alla Juve.

KOLO MUANI JUVENTUS –  «L’ho guardato con molto piacere nelle sue prime due partite in Serie A, ho osservato i suoi goal con altrettanto piacere. Nell’ultimo ha solo deviato un tiro ma ha fatto qualcosa per migliorare la traiettoria».

SE SE LO ASPETTAVA – «Stiamo parlando di un ragazzo molto sensibile e riservato. Ha bisogno di sentire la fiducia dell’allenatore, dei compagni e dell’ambiente che lo circonda. Evidentemente ha queste risposte perchè la sua risposta in campo è eccellente. Thiago Motta, Khephren Thuram e Timothy Weah oltre agli altri lo hanno aiutato a calarsi nel contesto. Non penso che il PSG lo abbia scartato, è un prestito secco. Vederlo segnare è una bella notizia per la nazionale francese».

CARATTERISTICA MIGLIORE – «Almeno tre. Il suo movimento per creare spazi ai compagni, la sua abilità nel giocare con uguale incisività fronte alla porta o spalle alla porta, infine ha un ricco repertorio di finte per disorientare gli avversari».

CON VLAHOVIC O AL SUO POSTO? – «Si tratta di un giocatore duttile». 

Latina-Cavese: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Francioni andrà in scena la sfida di Serie C Latina-Cavese: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadio Francioni di Latina si giocherà la gara valevole per la 25ª giornata di Serie C tra Latina-Cavese. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

LATINA (3-4-1-2): Zacchi; Ercolano, Edoardo Vona, Crescenzi; Improta, Gatto, Petermann, Marenco; Ndoj; Ekuban, Bocic.

CAVESE (3-5-2): Boffelli; Peretti, Piana, Saio; Rizzo, Sannipoli, Konate, Vitale, Marchisano; Fella, Sorrentino.

Orario e dove vederla in tv

Latina-Cavese si gioca alle ore 20:30 di venerdì 7 febbraio per la venticinquesima giornata di campionato di Serie C. Verrà trasmessa in esclusiva Sky su Sky Sport. Per vedere la partita in streaming, sarà possibile per i clienti su Sky su Sky GO e per i clienti NOW TV.

Calciomercato Fiorentina, ora la clausola di Kean fa gola: la situazione per l’estate

Le ultime sul futuro di Moise Kean, attaccante di proprietà della Fiorentina, in vista del calciomercato estivo. Tutti i dettagli in merito

Secondo quanto riportato nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, starebbe iniziando a tenere banco il futuro di Moise Kean in casa Fiorentina. La doppietta all’Inter ha infatti ormai certificato una stagione straordinaria per l’ex Juve.

In estate il classe 2000 sarà l’unico artefice del suo destino, vista la clausola rescissoria da 52 milioni di euro presente sul suo contratto. Una cifra che potrebbe attirare l’attenzione di diverse big.

Perugia-Vis Pesaro: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Renato Curi andrà in scena la sfida di Serie C Perugia-Vis Pesaro: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadio Renato Curi di Perugia si giocherà la gara valevole per la 25ª giornata di Serie C tra Perugia-Vis Pesaro. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

PERUGIA (4-2-3-1): Gemello; Leo, Dell’Orco, Amoran, Giraudo; Giunti, Broh; Cisco, Bartolomei, Matos; Montevago. Allenatore: Zauli.

PESARO (3-4-2-1): Vukovic; Palomba, Tonucci, Bove; Zoia, Paganini, Pucciarelli, Cannavò; Orellana, Di Paola; Nicastro. Allenatore: Stellone.

Orario e dove vederla in tv

Perugia-Vis Pesaro si gioca alle ore 20:30 di venerdì 7 febbraio per la venticinquesima giornata di campionato di Serie C. Verrà trasmessa in esclusiva Sky su Sky Sport. Per vedere la partita in streaming, sarà possibile per i clienti su Sky su Sky GO e per i clienti NOW TV.

Bologna, ad un passo il rinnovo di Sartori: sul dirigente c’erano già tre club

Le ultime sul futuro di Giovanni Sartori, responsabile dell’area tecnica del Bologna, con il club rossoblù. Tutti i dettagli in merito

Secondo quanto riportato nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, il Bologna sarebbe ad un passo dal rinnovo di contratto Giovanni Sartori. L’attuale responsabile dell’area tecnica dovrebbe infatti prolungare fino al 30 giugno 2027 o al 2028.

Una conferma importante, soprattutto considerato l’interesse mostrato da Roma, Milan e Como che stavano osservando attente la situazione. L’ex Atalanta rimarrà così in rossoblù per continuare il suo progetto.

Brescia-Salernitana: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Rigamonti andrà in scena la sfida di Serie B Brescia-Salernitana: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Rigamonti di Brescia andrà in scena la gara tra Brescia-Salernitana, valevole per la venticinquesima giornata di Serie B. Andiamo a vedere chi scenderà in campo e dove si potrà vedere l’incontro.

Le probabili formazioni

BRESCIA (4-3-2-1): Lezzerini; Dickmann, Adorni, Calvani, Corrado; Bertagnoli, Verreth, Besaggio; Nuamah, Olzer; Borrelli. Allenatore: Rolando Maran. 

SALERNITANA (3-5-2): Christensen; Bronn, Ferrari, Lochoshvili; Stojanovic, Girelli, Amatucci, Tongya, Corazza; Raimondo, Cerri. Allenatore: Roberto Breda.

Orario e dove vederla in tv

Brescia-Salernitana si gioca alle ore 20:30 di venerdì 7 febbraio per la venticinquesima giornata di campionato di Serie B. Verrà trasmessa in esclusiva DAZN. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Calcagno: «La Fifa non può organizzare il Mondiale per Club così, il ricorso è fondato. C’è un rischio per Juve ed Inter…»

Le parole di Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, sul nuovo Mondiale per Club organizzato dalla Fifa

Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, ha parlato a Tuttosport del nuovo Mondiale per Club che vede coinvolti anche due club di Serie A.

IL PROBLEMA PIU’ GRANDE – «Non c’entrano solo la salute, che comunque tutela lo spettacolo, o gli infortuni. Un eccesso di offerta sposta le risorse sulle competizioni internazionali. Ma il tifo nasce nei campionati: se non li tuteleremo, si inaridirà anche la passione per i grandi tornei».

RICORSO – «Il ricorso è firmato anche dalle leghe, quindi dalla Serie A. Credo sia fondato: la Fifa non può organizzare un nuovo torneo senza sentire le parti coinvolte. Ma una sentenza ha vincitori e vinti: i problemi non si risolvono così. Mi auguro un percorso virtuoso, dove vincano tutti. Non si tratta di giocare o meno il mondiale, ma di concordarne modalità e periodo. Penso ai calciatori di Inter e Juventus: non ci sono più le stagioni… Gli allenatori non allenano più: preparano la gara successiva. Dobbiamo chiederci se 65 partite all’anno per i top siano la strada giusta».

Rayo Vallecano-Valladolid: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Vallecas andrà in scena la sfida di LaLiga Rayo Vallecano-Valladolid: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Vallecas di Madrid si giocherà la gara valevole per la 23ª giornata de LaLiga tra Rayo Vallecano-Valladolid. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Rayo Vallecano (4-2-3-1): Batalla; Ratiu, Lejuene, Mumin, Chavarria; Ciss, Unai Lopez; Embarba, Palazon, Alvaro Garcia; Nteka.

Valladolid (4-2-3-1): Hein; Perez, Torres, Sanchez, Rosa; Martin, Perez, Amallah; Anuar, Amath, André.

Orario e dove vederla in tv

Rayo Vallecano-Valladolid si gioca alle ore 21:00 di venerdì 7 febbraio per la ventitreesima giornata di campionato spagnolo. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

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