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Sturm Graz-Girona: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadion Graz-Liebenau la sfida di Champions League Sturm Graz-Girona: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadion Graz-Liebenau di Graz si giocherà la gara valevole per la 5ª giornata dei gironi di Champions League tra Sturm Graz-Girona. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Sturm Graz (4-3-1-2): Scherpen; Gazibegovic, Aiwu, Geyrhofer, Lavalee; Yalcouye, Chukwuani, Kiteishvili; Boving; Biereth, Jatta. Allenatore: Ilzer.

Girona (3-4-3): Gazzaniga; Alejandro Francés, Juanpe, Krejci; Ivan Martin, Arnau Martinez, Herrera, Gutierrez; Van De Beek, Stuani, Danjuma. Allenatore: Michel.

Orario e dove vederla in tv

Sturm Graz-Girona si gioca alle ore 18:45 di mercoledì 27 novembre per la quinta giornata dei gironi di Champions League. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su Sky Sport. Il canale di riferimento sarà Sky Sport (254). In streaming sarà disponibile anche su Sky Go e Now Tv.

Golden Boy, tutti i premi della stagione: da Yildiz fino a Dragoni, la lista completa

Sono stati diramati i premi dell’anno 2024 per quanto riguarda Golden Boy: ecco tutti i vincitori

Raffica di premi come ogni anno per il Golden Boy con tanta Italia presente, complici anche i premi “nazionali”. Spicca la presenza dello juventino Yildiz per quanto riguarda il Golden Boy Web mentre scontata ma al tempo stesso meritatissima la presenza al primo posto per il Golden Boy Award per Yamal.

Golden Boy Award 2024: Lamine Yamal (Barcellona)

Best Italian Player 2024: Micheal Kayode (Fiorentina)

Golden Boy Award as Best Agent 2024: Jorge Mendes

Golden Boy Award as Best Director 2024: Txiki Begiristain (Manchester City)

Golden Boy Web: Kenan Yildiz (Juventus)

Golden Player Award at Golden Boy 2024: Tony Kroos (ex Real Madrid)

Golden Boy Award as Best President 2024: Antonio Percassi (Atalanta)

Golden Player Woman 2024: Aitana Bonmatì (Barcellona)

Golden Girl Absolute Best 2024: Vicky Lopez (Barcellona)

Best Italian Girl Player Under 21: Giulia Dragoni (Barcellona)

Tottenham Roma, Postecoglou: «Mai stato vicino all’Italia. Sull’assenza di Vicario dico questo»

Il tecnico del Tottenham ha parlato in occasione della sfida tra gli Spurs e la Roma, valida per l’Europa League

Ange Postecoglou, tecnico del Tottenham, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida tra gli Spurs e la Roma di Claudio Ranieri. Queste le sue dichiarazioni in vista del big match di Europa League.

ITALIA – «Non ci sono mai stato vicino. C’è sempre stata una connessione. Provenendo dall’Australia, specialmente da Melbourne, c’è una comunità italiana molto forte e appassionata di calcio. C’è sempre stato un interesse per il calcio italiano, che ha attraversato varie fasi, dai grandi giorni del Milan e così via. Molti dei migliori giocatori stranieri al mondo giocavano in Italia. Non ho mai avuto una squadra in Italia, ma ho sempre amato Arrigo Sacchi. È stato uno dei geni del calcio italiano»

CALCIO ITALIANO – «Ho sempre avuto un interesse per il calcio italiano e questo interesse è stato a diversi livelli, ma sai sempre quando giochi contro squadre italiane, perché sono così appassionati di calcio, e questa passione si riflette sempre nelle loro squadre. Non sono mai stato vicino ad andare in Italia, ma amo il paese, amo il cibo e amo il calcio»

VICARIO – «Ingaggiare uno svincolato? No, non succederà. Per questo abbiamo una rosa di giocatori. Non penso che ingaggiare un portiere svincolato ora possa aiutarci. Se non avessi incluso Fraser nella lista per la competizione europea, quella sarebbe stata una decisione radicale»

PORTIERI – «Quando hai solo due portieri e non possono giocare in Europa, allora ci penseresti, ma a meno che non succeda qualcos’altro, abbiamo quattro portieri. Il giovane Gunter, che per la verità è stato infortunato e non è pronto, ma Fraser lo conosco da molto tempo ed è un carattere molto forte all’interno del gruppo e pronto a giocare. Austin sta migliorando continuamente. Whiteman è anche lui al club da un po’ e per qualsiasi cosa venga richiesto, la capacità di allenamento che portano, siamo più che capaci con quello che abbiamo»

Bologna, Marocchi difende Pobega: «Lo farei giocare, ecco a cos’è dovuta l’ingenuità dell’espulsione»

L’ex Bologna difende il centrocampista dopo l’espulsione rimediata nel match contro la Lazio

Giancarlo Marocchi, ex centrocampista del Bologna ora opinionista Sky, è intervenuto per parlare di Tommaso Pobega. L’attuale calciatore rossoblu è reduce da un’espulsione ingenua con la Lazio, ma Marocchi spinge per la sua titolarità.

LILLE – «La sciocchezza di Pobega contro la Lazio è enorme, ma quell’eccessiva foga è dovuta al desiderio di dare il proprio contributo. Il ragazzo è buono, generoso, genuino, uno che pensa alla squadra. Contro il Lille lo farei partire titolare, proprio perché l’errore è stato grosso. L’ho visto disperato uscire dal campo e poi anche nello spogliatoio. Sono convinto che possa dare tanto, ha tecnica e quantità, è da recuperare subito»

BOLOGNA FUORI DAI PLAYOFF – «No, aspettiamo. La situazione è tosta, ma ci sono quattro partite. Non facciamoci ingannare dai risultati, la squadra per quanto ha fatto ha raccolto il minimo, ma non ha mai fatto partite timide, non è mai stato preso a pallate o stradominato. Piuttosto tornerei al sorteggio. Quando sono uscite le squadre mi sono detto che non era malaccio, ora guardi la classifica e 5 tue avversarie sono tra le prime 8. Devo ribaltare il giudizio, non poteva esserci sorteggio peggiore. In ogni caso deve succedere qualcosa con il Lille, bisogna tenere botta»

OBIETTIVO – «L’obiettivo è segnare e vincere, l’atteggiamento mentale deve essere quello e allora con il Lille guarderei un pizzico in meno alla fase difensiva e mi concentrerei sull’attacco: la squadra è solida, può permetterselo»

Fiorentina, Bertoni: «Ecco come è migliorato Kean. Beltran? È importante per questo motivo»

L’ex Fiorentina ha parlato di uno degli artefici di questo incredibile avvio di stagione ovvero Moise Kean

Daniel Bertoni, ex centrocampista della Fiorentina, è intervenuto a Radio Firenzeviola per parlare di Moise Kean, uno dei calciatori più in forma non solo dei Viola ma di tutto il campionato.

JUVENTUS – «Lo avevo visto nella Juventus e non mi piaceva, ora invece è trasformato perché la squadra gioca per lui. In bianconero aveva Chiesa e Vlahovic davanti. La Fiorentina ha trovato finalmente il centravanti»

BELTRAN – «Dietro di lui giocano bene tutti. Beltran è importante però vediamo quando giocheremo gli scontri diretti perché alcune big stanno faticando mentre Napoli e Lazio stanno facendo bene. Ancora non vedo squadre favorite per lo Scudetto, bisogna avere fiducia perché Palladino ha trovato un bello stile di gioco»

FIORENTINA ATTUALE E PASSATA – «Il calcio oggi è diverso, prima c’era molta marcatura e catenaccio ma questa Fiorentina somiglia molto alla nostra. Sono dì’accordo con Galli perchè anche questa squadra è cinica e sa vincere, ha molta fiducia in se stessa e per questo va ringraziato l’allenatore»

Italia Femminile, Bonansea: «Per crescere serve questo. Il 2024 è stato un anno positivo»

L’attaccante della Nazionale e della Juventus è intervenuta così direttamente dal ritiro a Coverciano

Barbara Bonansea, da anni attaccante sia della Juventus che della Nazionale italiana, ha parlato dal ritiro di Coverciano prima dell’ultima amichevole del 2024 contro la Germania. Ecco le sue parole:

GERMANIA – «La Germania è un’avversaria tosta, ma finora quando ci siamo confrontate con squadre sulla carta più forti abbiamo sempre fatto bene. Ci stiamo preparando per questo, sarà una partita difficile, ma alla fine se vogliamo andare all’Europeo per provare a fare qualcosa di grande dobbiamo confrontarci con questo tipo di squadre. Ci prepariamo e stiamo lavorando in vista della gara di lunedì divertendoci tutte assieme. Credo che questo si veda anche da fuori»

BILANCIO – «Il 2024 è stato un anno positivo, non c’è una cosa particolare che mi ha sorpreso, ma è stato bello sentirsi parte di un gruppo. Anche se nelle convocazioni siamo tante riusciamo a essere tutte unite e non è facile far sentire tutte parte dello stesso gruppo, ma credo che sia lo staff sia noi giocatrici stiamo facendo in modo che tutte stiano bene. E questa è una gran cosa»

2025 – «Il prossimo anno abbiamo la Nations contro tre ottime squadre e poi l’Europeo in estate. Se vogliamo arrivare in fondo dobbiamo battere le squadre che sono davanti a noi nel ranking. Contro la Spagna è stato un buon test e cercheremo di ripeterci anche contro la Germania»

Pasquale Marino a Internews24: «L’Inter ormai gioca a memoria, Inzaghi ha fatto un grande lavoro»

Pasquale Marino ha rilasciato una intervista in esclusiva a Internews24: di seguito un estratto delle sue parole

Pasquale Marino ha parlato in esclusiva a Internews24.com: di seguito un estratto delle sue parole

Inzaghi ha dimostrato in questi anni di saper padroneggiare alla perfezione il 3-5-2, riuscendo a trasformarlo in un modulo decisamente offensivo rispetto a quello che si pensava fino a pochi anni fa. Lo stesso ct dell’Argentina Scaloni ha sottolineato come i nerazzurri siano tra le squadre europee a proporre uno dei calci più offensivi. Che opinione si è fatto da osservatore ma soprattutto da allenatore, lei che per diversi anni ha adottato la difesa a 3 nelle sue squadre (con un 3-4-3 sul quale ha anche incentrato la sua tesi a Coverciano), per poi prediligere nella seconda metà della sua carriera il 4-3-3.
«Di solito si cambia sistema di gioco in base anche all’organico che uno ha a disposizione, però credo che veramente l’Inter, il sistema del 3-5-2 che loro adottano è tale solo come sistema statico, ma poi per come si mettono in campo… Vediamo i centrali di destra o di sinistra, o come li chiamano con la terminologia moderna i “braccetti”, che vanno ad accompagnare sistematicamente l’azione e arrivano pure negli ultimi metri. Penso a Bastoni, ma anche Darmian… Hanno un’identità di gioco importante, i tre centrocampisti che spesso si scambiano le posizioni, si aprono, vanno all’interno. È una squadra appunto che gioca a memoria, i movimenti soprattutto nella fase di possesso a me sembrano oleati alla perfezione e anche quando perdono palla sono subito aggressivi, ripartono per riconquistarla. Sono aggressivi quando la squadra avversaria imposta dal basso, non li fanno ragionare, li costringono ad andare sistematicamente sul lungo. Insomma, per trovare dei difetti a questa squadra ce ne vuole…».

Lei in passato ha dichiarato di preferire un 4 a 4 ad uno 0 a 0: alla luce di quella che è dunque la sua visione del calcio, come commenta il pareggio ottenuto dalla Juve con l’Inter e quello totalmente opposto, ottenuto sempre dai bianconeri ma contro il Milan?
«Parlo in generale, la gente va allo stadio perché il calcio dà sempre emozioni e l’emozione più grande è il gol. Da questo punto di vista credo che noi lavoriamo per lo spettacolo, la gente va allo stadio, paga e si vuole divertire. Il 4 a 4 ha dato tante emozioni, a prescindere che ci siano stati degli errori o meno, e lo preferisco sempre perché quantomeno c’è stato divertimento. Milan–Juve ad esempio è stata una partita molto bloccata ed emozioni ce ne sono state poche. Ad di là dei gol che non ce ne sono stati, non ho visto nemmeno tante occasioni da gol. Io preferisco sempre quel tipo di risultati, al netto che uno poi corregge gli errori, però se fai 4 gol significa che crei e hai una mentalità propositiva. Per il tipo di calcio che ho sempre cercato di fare è basilare».

L’INTERVISTA ESCLUSIVA A PASQUALE MARINO SU INTERNEWS24.COM

Convocati Roma, le scelte di Baroni in vista del Tottenham: torna Saelemaekers

Convocati Roma, le scelte di Claudio Ranieri in vista dell’impegno dei giallorossi in Europa League contro il Tottenham

Claudio Ranieri ha deciso la lista dei convocati Roma per l’impegno di domani in Europa League contro il Tottenham: per l’occasione il tecnico giallorosso recupera anche Alexis Saelemaekers. Di seguito l’elenco completo.

Portieri: Marin, Ryan, Svilar

Difensori: Angelino, Celik, Hummels, Mancini, Ndicka, Sangaré, Saud

Centrocampisti: Baldanzi, Cristante, Kone, Le Fee, Paredes, Pellegrini, Pisilli, Saelemaekers, Zalewski

Attaccanti: Dovbyk, Dybala, El Shaarawy, Soulé

Marusic Lazio: «Sono qui da tanti anni, stiamo facendo bene è il gruppo è sano e compatto»

Le parole di Adam Marusic, difensore della Lazio, in conferenza stampa alla viglia della partita contro il Lugodorets in Europa League

Adam Marusic ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita della Lazio in Europa League contro il Lugodorets. Di seguito le sue parole.

EUROPA LEAGUE OBIETTIVO – «Sono qui da tanti anni, ho giocato tante partite in Europa. Stiamo facendo bene con mister Baroni, anche per il campionato. Penso che possiamo fare grandi risultati e possiamo davvero fare tante altre partite bene come stiamo facendo. Domani partita molto importante, da non sottovalutare perchè in Europa non ci sono squadre che puoi sottovalutare. Dobbiamo dare tutto per vincere domani».

MOTIVAZIONI ULTERIORI – «Sono grandi partite davanti ai nostri tifosi. Non può mancare la motivazione, chi scende in campo deve dare il massimo e solo così si prendono i risultati».

PIU’ DECISIVO CON I NUMERI – «Il mister vuole che noi terzini andiamo avanti, ma negli anni passati non c’era questa libertà. Tavares sta facendo bene, anche Luca e Lazzari sono forti. Quando ci sono tante partite e si gioca ogni 3/4 giorni dobbiamo essere tutti a disposizione e dare una mano quando non giochiamo. Tutti possiamo mostrare i nostri valori sul campo. Stiamo facendo bene e mi farebbe piacere fare qualche assist di più».

CHE ARIA C’E’ NELLO SPOGLIATOIO – «Gruppo buono, sano. Abbiamo aiutato i nuovi, e’ importante quando hai un gruppo che sta bene e fai i risultati più facilmente. I nuovi stanno facendo bene e possiamo fare altre vittorie importanti, continuando così».

CAOS TIFOSI VERSO L’AJAX – «E’ una domanda per la società, dispiace perchè non daranno una mano come sempre. Ma risponde la società».

Baroni Lazio: «Non sottovaluteremo la partita, domani una grande occasione»

Le parole di Marco Baroni, tecnico della Lazio, in conferenza stampa alla viglia della partita contro il Lugodorets in Europa League

Marco Baroni ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita della Lazio in Europa League contro il Lugodorets. Di seguito le sue parole.

MAI VINTO 5 VOLTE DI SEGUITO IN EUROPA – «Non contemplo il pensiero che si sottovaluti una partita. Mi verrebbe da dire perchè? Abbiamo la partita più importante di tutte in casa, davanti ai nostri tifosi contro una squadra di tutto rispetto. Dobbiamo passare da una grandissima prestazione, lo possiamo fare anche domani con i requisiti con cui siamo sempre scesi in campo».

DELE-BASHIRU MEDIANO – «Ha tanta energia, è un centrocampista, può giocare a tutto campo. Ha qualità, energia, forza fisica. Un giocatore che, come ho già detto, sta crescendo. Io lo vedo negli allenamenti, voi lo vedete quando lo metto in campo e sarà importante come gli altri per noi. Dobbiamo valutare, ha avuto un piccolissimo problema. Ci sono 2/3 giocatori che devo valutare».

COSA SI ASPETTA DA NOSLIN – «Mi assumo anche un po’ di responsabilità del fatto che arriva in una piazza così importante. Non gli ho creato le condizioni migliori, per un ragazzo così giovane è una mia responsabilità. Cercheremo di centrare anche lui in ciò che sa fare bene, è un giocatore che presto scopriremo come tutti gli altri giovani che abbiamo. Grande professionista, le prossime gare ci sarà possibilità di vederlo all’opera. Poi c’è stata la squalifica, ha saltato tre gare di Europa in cui avrebbe potuto dare il suo contributo».

NOSLIN CENTRALE – «Potrebbe partire centrale. E’ un giocatore che tende ad accentrarsi, è bravo vicino alla porta. Anche da esterno. Ma a me non piacciono gli esterni piede sulla linea, l’ampiezza è secondaria. La porta è lì, non è laterale. Gli attaccanti devono stare vicino la porta, lui lo sa fare bene».

SITUAZIONI DA VALUTARE – «Zaccagni ha preso una contusione ed è da valutare. Stessa cosa Romagnoli e poi Dele che ha avuto un problemino e lo valutiamo».

QUANTO ORGOGLIO C’E’ – «Nel calcio non esiste l’io, esiste il noi, la squadra, la società, l’ambiente, esistete voi, lo staff che lavora e aiuta i ragazzi. Domani è una grande occasione per noi, è una partita che ci può avvicinare a un risultato importante. Domani giochiamo contro una squadra complicata, la squadra deve stare centrate sull’obiettivo».

LAZIO IL PIU’ EUROPEA POSSIBILE – «E’ una domanda complessa. Noi abbiamo una mentalità forte, in Italia abbiamo questo aspetto che ci contraddistingue. E’ bellissimo giocare in Europa, è straordinario confrontarsi. E’ una grande opportunità per una crescita collettiva che poi te la ritrovi in campionato. Abbiamo ambizione dentro noi tutti, in questo momento ci sono belle risposte da parte della Lazio e delle altre in Europa».

GESTIRE I GIOCATORI IN TRE COMPETIZIONI – « E’ la squadra più forte che abbia mai allenato e ha margini importanti. Ecco perchè l’attenzione mia, dello staff e dei ragazzi è quella del lavoro. Ho sempre lavorato su tutti, ho tanti giocatori bravi che devono andare in campo, poi io ai miei ho lanciato questo messaggio. Quando un giocatore si allena bene è giusto che vada in campo. Mi dispiace lasciare fuori qualcuno a volte, ma giocare queste competizioni è un’opportunità per tutti».

MEDIA PUNTI PIU’ ALTA IN CARRIERA – «Le cose per mano nella vita non succedono mai, succedono perchè le vuoi».

Guardiola: «Autolesionismo? Non volevo sminuire un problema serio» – VIDEO

Pep Guardiola torna a parlare dell’autolesionismo, dopo che ieri si è presentato in conferenza stampa con degli evidenti e profondi graffi sul viso

Ieri sera Pep Guardiola si è presentato in conferenza stampa dopo il pareggio del Manchester City in Champions League con un graffio sul naso: alla domanda dei giornalisti ha risposto che «Sì, me le sono fatti con le dita perché volevo farmi del male». Oggi, sul proprio profilo Twitter, il tecnico spagnolo ha voluto tornare a parlare del tema dell’autolesionismo. Di seguito le sue parole.

PAROLE – «Ieri sera, alla fine di una conferenza stampa, sono stato colto di sorpresa da una domanda su un graffio che mi era comparso sul viso e ho spiegato che era stato causato accidentalmente da un’unghia affilata. La mia risposta non intendeva in alcun modo sminuire il problema molto serio dell’autolesionismo. So che molte persone lottano ogni giorno con problemi di salute mentale e vorrei cogliere l’occasione per evidenziare uno dei modi in cui le persone possono cercare aiuto, chiamando la hotline dei Samaritans al 116 123».

Scaroni sul nuovo stadio: «Se lo faremo con l’Inter dovrà essere il più bello del mondo»

Le parole di Paolo Scaroni, presidente del Milan, sul progetto congiunto con l’Inter per la creazione di un nuovo Stadio a Milano

Paolo Scaroni, intervenuto a Sport Talk Industry, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla questione stadio di Milan e Inter. Di seguito le parole del presidente rossonero sul progetto congiunto con i nerazzurri.

LE PAROLE – «Se Milan e Inter fanno uno stadio nel 2030 dev’essere il più bello del mondo. Non è San Siro iconico, sono Milan e Inter che hanno reso San Siro iconico. Siamo contenti di rimanere a San Siro, è ben collegato ed è casa nostra. Noi teniamo ben aperta la porta di San Donato».

Evan Ferguson può arrivare in Italia, lo cerca una squadra

Evan Ferguson, attaccante irlandese classe 2004 del Brighton, potrebbe arrivare in Serie A: una squadra lo ha messo nel mirino

Direttamente dall’Inghilterra arrivano importanti novità per quanto riguarda il calciomercato della Juve, che continua la propria ricerca a un nuovo centravanti da poter aggregare all’attuale rosa come vice Vlahovic e che avrebbe messo nel mirino anche Evan Ferguson.

Secondo quanto riportato dal Daily Telegraph il Brighton Brighton, proprietaria del cartellino dell’iralndese classe 2004, potrebbe farlo partire a gennaio in prestito.

Robinho rimane in carcere con la condanna di stupro: libertà vigilata a rischio

Robinho sta scontando la sua pena di 9 anni per stupro: in Brasile si discute la sua libertà vigilata, ma…

Robinho, ex calciatore di Real Madrid e Milan, rimane in carcere. L’ex attaccante è in questo momento nel carcere di Tremembé, vicino a São Paulo in Brasile a scontare la sua condanna di 9 anni per lo stupro di una ragazza, vicenda risalente al 2013 in Italia.

Come riportato a UOL Esporte, il brasiliano adesso è atteso da un riesame del suo caso per decidere se concedergli o meno la libertà vigilata, ma degli 11 giudici che dovranno analizzare il suo caso nove di loro si sono già espressi e di questi 7 hanno scelto per il mantenimento del regime carcerario.

Marotta: «Lo stadio nuovo rappresenta un aspetto fondamentale; il calcio oggi è cambiato e Oaktree…»

Le parole di Beppe Marotta, presidente dell’Inter, sul passaggio di proprietà dei nerazzurri, sullo Stadio di proprietà e su altri temi

Nel corso della sesta edizione dello ‘Sport Talk Industry’, il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta è intervenuto parlando di vari temi: dal passaggio di proprietà al nuovo stadio e sui rapporti tra calcio e politica. Di seguito le parole del presidente nerazzurro.

LEI HA VISSUTO UN PASSAGGIO DI PROPRIETÀ RECENTE CON OAKTREE, SU CHE COSA SI È CONCENTRATA IN PARTICOLARE LA NUOVA PROPRIETÀ STRANIERA – «Questo cambio è arrivato attraverso una fase di finanziamento che poi si è trasformato nella acquisizione della proprietà. E’ chiaro che oggi, quello che è un sostantivo tanto gettonato è quello della sostenibilità che i proprietari si pongono. Il calcio è passato da un modello di mecenatismo, fino alle gestioni come la proprietà Moratti e Berlusconi. Il primo obiettivo infatti è la sostenibilità che passa dalla valorizzazione delle risorse e del mantenimento dei costi che noi stiamo cercando di fare rimanendo competitivi. In una metafora, il risultato sportivo è la locomotiva che traina tutti gli altri vagoni. Oaktree ci sta sostenendo e con ruoli precisi e deleghe precise mi ritengo soddisfatto. Sono passato da manager a presidente e faccio questo cercando di regalare ai tifosi grandi emozioni».

SUL TEMA STADIO – «Io non ho seguito la vicenda stadio da vicino, ma da presidente non posso esimermi dal dare risposte. E’ normale dire che lo stadio oggi rappresenta degli aspetti che sono importanti come quello di valorizzare il senso di appartenenza di un club, lo stadio è la casa. Rappresenta un fenomeno di aggregazione, ci sono decine di migliaia di persone. Rappresenta un momento di incontro durante la settimana e un asset patrimoniale importante che genera una revenue molto forte. Oaktree ha capito, e quindi è giusto cercare di arrivare a una conclusione. Bisogna dare la possibilità ai tifosi di vivere in uno spazio che li rappresenta».

COSA CHIEDE IL CALCIO ALLA POLITICA? – «Io ho notato la poca considerazione della politica nei confronti del calcio. Il calcio si regge da solo, non abbiamo nessun genere di sconti e siamo un mondo molto autonomo. Cosa vogliamo? Che ci siano leggi ad hoc che favoriscano il nostro sviluppo di sostenibilità. Oggi i mecenati non esistono più, ma esistono fondi che vogliono entrare nel mondo del calcio ma non andare in default. Non andiamo a chiedere niente se non una maggiore considerazione. C’è stato tolto il decreto crescita e tante altre cose. Il ministro Abodi si sta dando da fare ma dobbiamo fare di più. Maggiore considerazione, dobbiamo arrivare al dunque.Siamo in un contesto di forte litigiosità ma legata ai personalismi che sono accentuati troppo. In realtà poi questa dal punto di vista mediatico emerge tra la Lega e la federazione, ma il problema è dialogare con la politica attuale. La federazione ci rappresenta ma non stravolge la vita economica di una società».

Bologna Lille, scontri nella serata tra tifosi in città

Bologna Lille, sconti nella notte tra tifosi rossoblù e francesi in centro in città in vista della sfida di questa sera

Scontri nella notte di ieri tra tifosi prima di Bologna Lille, in campo questa sera per la quinta giornata di Champions League.

Come riferito dalla questura di Bologna, «Un gruppo di circa 80 persone travisate, verosimilmente appartenenti alla tifoseria ultras bolognese, ha improvvisamente aggredito, utilizzando cinture e spranghe, un gruppo di circa 30 tifosi del Lille. Tre supporters francesi hanno riportato lesioni e due di questi sono stati trasportati presso l’ospedale Sant’Orsola per gli accertamenti sanitari e sono stati dimessi nel corso della nottata».

Digiuno spezzato: prima doppietta in Champions per Mateo Retegui (con un centravanti atalantino a distanza di 4 anni)

Retegui segna la prima doppietta in Champions League: l’ultimo centravanti a siglarla con l’Atalanta fu Duvan Zapata 4 anni fa

Young Boys Atalanta è la storia scritta sulla storia: la vittoria più longeva in Champions League dei nerazzurri, la consacrazione di De Ketelaere, ma anche le prime due reti di Mateo Retegui in Coppa dei Campioni. L’italo-argentino inoltre ha spezzato un periodo di digiuno non solo suo, ma anche della figura del “centravanti atalantino” in Champions League.

Era da più di 4 anni che l’Atalanta non segnava una doppietta in Champions League con un centravanti puro: 27 ottobre 2020 contro l’Ajax con la firma di Duvan Zapata.

De Rossi: «Tutti vogliono emulare Guardiola, ma… Gasperini forse il più grande allenatore italiano»

Le parole di Daniele De Rossi, ex allenatore della Roma, ospite della sesta edizione della Sport Talk Industry

Daniele De Rossi, ex allenatore della Roma, ha parlato alle Sport Talk Industry in qualità di ospite della sesta edizione. Di seguito le sue parole.

ALLENAMENTI – «Il calcio è uno sport semplice e ti avvicina alla gente, ma fare le cose semplici è difficile. Tutti gli allenatori vogliono emulare chi sembra geniale come Guardiola, questo però toglie il pallone dai piedi dei ragazzini per fare un’ora di tattica. Il ragazzino deve fare uno contro uno, giocare e divertirsi. Poi crescendo si deve fare un lavoro diverso, tutti gli sport stanno cambiando e si va verso una importante fisicità. Il calcio va sempre verso quei calciatori di gamba».

GASPERINI – «Forse il più grande allenatore in Italia negli ultimi 15 anni è Gasperini che ha cambiato la vita di una società e di una città. Era una squadra che faceva l’ascensore e adesso è una big del calcio italiano. Adesso però che ha vinto l’Europa League è più affascinante, ma vincere un trofeo non cambia il tuo percorso. La finale la puoi vincere come ha fatto l’Atalanta ma la puoi perdere anche per un rigore sbagliato. Anche Spalletti che è un allenatore gigante dopo che ha vinto lo scudetto a Napoli viene ascoltato in maniera diversa. Per me la vittoria non è fondamentale, ma sento che chi vince ha più peso a livello di attenzione».

LEADERSHIP – «Il giocatore più forte e più affascinante è Francesco, ci ho giocato tanti anni insieme. Aveva questa luce che si portava dietro, questa leadership anche silenziosa. Parlava con i gesti, l’ho vissuto anche da tifoso come adolescente. Da avversario mi affascinava Zidane, era proprio bello da vedere e fortissimo, sia fisicamente che tecnicamente. Il più difficile da affrontare per me è stato Seedorf, marcavo grandi giocatori con grande facilità, ma con Seedorf affrontavo un giocatore più forte fisicamente, più forte tecnicamente e più rapido nelle scelte. Per allenare una squadra si può parlare di doti tecniche e di conoscenze calcistiche che servono, ma a me sta aiutando una cosa che avevo anche da calciatore ovvero l’altruismo. A me piaceva aiutare i compagni, serve altruismo dentro uno spogliatoio con 30 giocatori».

PRIMI PASSI DA ALLENATORE – «Nel primo spogliatoio alla SPAL mi vedevano come un oggetto non identificato e dovevo fargli capire che ero al loro servizio. Alla Roma sono entrato come una bandiera del club e venivo visto quasi come amico da alcuni giocatori, devi trovare le giuste misure ed è importante anche lo staff. La parte mentale e la gestione del gruppo è molto importante, poi ci vogliono le conoscenze calcistiche. Se non hai conoscenze i calciatori ti battezzano subito».

Abodi: «Del Piero alla FIGC? Figura che non si discute; sulle indagini sulle Curve di Inter e Milan mi aspetto questo»

Le parole di Andrea Abodi, ministro dello sport, sull’inchiesta sulle curve di Inter e Milan, sulla possibile candidatura di Del Piero alla FIGC e molto altro

Andrea Abodi, ministro dello sport, ha partecipato alla sesta edizione delle Sport Industry Talk. Di seguito le sue parole.

DEL PIERO IN FIGC – «Alessandro Del Piero è una figura che non si discute dal punto di vista della qualità della persona, ha dimostrato di saper esprimere qualità non soltanto in campo ma anche fuori. Il meccanismo elettivo ha regole che non possono essere modificate o turbate, quindi da parte mia mi fermo al giudizio sulla persona. È giusto che il sistema federale trovi la risposta per i prossimi quattro anni attraverso l’identificazione di una persona e che deve concretizzarsi con un programma da realizzare».

INDAGINE CURVE INTER MILAN – «Da qualche giorno mi aspetto un segnale dalle istituzioni del mondo del calcio perché non venga sottovalutato il tema e che la federazione prenda una posizione perché la giustizia sportiva non è un doppione di quella ordinaria. Ne ho parlato anche con i vertici federali. Non mi aspetto sanzioni, ma le norme federali e sportive prevedono che non ci siano rapporti, soprattutto di questo tipo, tra tesserati e delinquenti sotto forma di tifosi».

SERIE A – «Ho invitato la Lega Serie A ad assumere una dimensione industriale e a essere coraggiosa. La legge Melandri verrà riproposta e verrà riscritta perché sono passati tanti anni, è cambiato il mondo della tecnologia e il modo con il quale si producono e distribuiscono i contenuti. È cambiato il modello di relazione tra il titolare dei contenuti e il cliente finale, credo alla disintermediazione: penso che il titolare debba arrivare il più vicino possibile a chi usufruisce dei contenuti. Non è solo una forma di rispetto, ma anche di patrimonializzazione del contenuto. Si può fare un salto di qualità e scoprire il valore del calcio italiano nel mondo che oggi è sacrificato. Tre anni fa c’è stato il tentativo di esperienza con i fondi, penso sia stato giusto riflettere su quell’ipotesi, mentre ritengo invece una sconfitta che dopo quel ‘no’ nulla sia stato fatto. Oggi ci troviamo di fronte a tante difficoltà andando in giro per il mondo con il nostro calcio che non è pienamente apprezzato. Bisogna saper correre, conoscendo la direzione di marcia».

CRITICHE AL SUO OPERATO – «Accuse di ingerenza nello sport? Siamo in una dimensione intrigante, perché se non te ne occupi, ti criticano per questo, se te ne occupi sei troppo intraprendente: è difficile trovare una via di mezzo. Sento il dovere di non sprecare tempo dopo aver stimolato il sistema sportivo a riformarsi. Tutto quello che ho fatto è stato per il bene dello sport. La commissione indipendente va in questa direzione, vogliamo migliorare efficienza, trasparenza e credibilità del modello. Non c’è impresa o settore industriale che non viva di reputazione. Il comportamento è tutto e sento la responsabilità di interpretare questo obiettivo».

Curve Inter Milan, la FIGC ha aperto un inchiesta: arrivati gli atti

La FIGC ha aperto un inchiesta sui fatti che hanno coinvolto le curve di Inter e Milan: gli atti in mano al procuratore Chiné

La FIGC ha aperto un inchiesta sui fatti che hanno coinvolto le curve di Inter e Milan. Secondo quanto riportato dall’ANSA, sono arrivati agli atti della federazione richiesti due mesi fa.

Adesso la palla passa al procuratore della Federcalcio Giuseppe Chiné che ha ricevuto il fascicolo d’indagine dalla procura di Milano facendo partire l’indagine della giustizia sportiva.

Torino, Cairo apre alla cessione: «Non rimarrò a vita, quando arriverà qualcuno più ricco mi farò da parte» 

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha aperto alla cessione del club parlando del suo futuro, ecco il discorso completo del patron granata

Un terremoto sottoforma di frasi si è abbattuto sul Torino. A pronuniciare le parole che in un men che non si dica hanno fatto il giro di tutte le piattaforme social a tinte granata nientemeno che il presidente del club peimontese Urbano Cairo. Intervenuto in occasione dello Sport Talk Industry il patron alessandrino ha parlato del suo futuro con il club:

URBANO CAIRO – «Sono al Torino da 19 anni e non rimarrò a vita, prima o poi passerò la mano. Spero però che quando venderò il Toro lo cederò a qualcuno più ricco di me che possa avere quei 20-30 milioni di euro in più… Quando arriverà uno più ricco io mi farò da parte, non voglio rimanere a vita al Torino. I ventenni finiscono, vale anche per me. Ma non dobbiamo generalizzare: il fondo Elliott al Milan ha fatto sicuramente bene, anche Commisso a Firenze sta facendo un buon lavoro, nel calcio non basta avere molti soldi per ottenere risultati. Il calcio italiano ha attratto proprietà straniere perché i prezzi delle società italiane sono molto competitivi. A volte ci sono tensioni legate a rapporti personali nel mondo del calcio. Sicuramente ci sarebbe bisogno di una maggiore unità di intenti e strategie chiare che coinvolgano tutto il movimento.

E ancora: «Presi il club 19 anni fa perché fui chiamato dal Sindaco della città. Il Torino stava fallendo ed era preoccupato della situazione. Risposi alla chiamata perché avevo una mamma tifosissima del Toro che mi spinse, ero conscio dei problemi e delle insidie del calcio. Abbiamo fatto subito benissimo, poi alti e bassi, ora siamo stabilmente in Serie A da 12-13 anni. Si può sempre fare meglio, poi l’Atalanta ha creato un precedente e tutti dicono: ‘Perché il Torino non può ottenere quello che sta ottenendo l’Atalanta?’ Sono stato vicino a Gasperini, quando Ventura stava per andare via l’avevo chiamato ma aveva ancora un contratto con il Genoa e non lo ha liberato».

Fantacalcio, l’eroe che meritavamo

fantacalcio, l’eroe che tutti i fantallenatori meritano non è uno di quelli classici che piacciono e vincono: il nostro è diverso

Gli eroi nel calcio possono essere tanti.
Tutti con caratteristiche uniche e inconfondibili.
Ma per quanto siano diversi nel loro modo di essere eroi, hanno tutti una cosa in comune.
Vincono.
Ed è per questo che a noi fantacalcisti quegli eroi non interessano.
Non ci toccano l’anima.
Perché l’anima di un fantacalcista non conosce davvero la vittoria.
Certo, capita di vincere, ma nel profondo ogni fantacalcista è un perdente.
Un consumato, affaticato, logorato, sconsolato, autentico perdente.
E allora, anche a noi fantacalcisti serve un eroe.
Anzi, serviva.
Perché dopo anni, dopo stagioni su stagioni, tutte uniche, tutte inconfondibili, abbiamo capito che c’è una cosa che non cambia mai.
E’ una sconfitta costante e totale, una condizione cronica che solo questo eroe incarna e che solo lui sa sopportare.
Una via crucis del perdente, per mostrare al mondo dei fantacalcisti come si fa, come si porta la pesantezza della sconfitta, fino in fondo, nei secoli dei secoli.
Mostraci la via, Di Francesco.
Come perdi tu non sa perdere nessuno.

Tesserato AIA contro Gravina: presentata un istanza al garante Giuliano Amato

Un tesserato dell’AIA ha chiesto al garante Giuliano Amato di aprire un procedimento nei confronti di Gabriele Gravina: ecco il motivo

Un tesserato dell’AIA, l’associazione italiana arbitri, ha presentato quest’oggi un’istanza al garante del Codice della Disciplina Sportiva, l’ex premier Giuliano Amato, per aprire un procedimento contro Gabriele Gravina, presidente della FIGC.

Come riportato dall’ANSA, il tesserato nella sua denuncia fa riferimento al coinvolgimento di Gravina nell’inchiesta sui diritti tv della Lega Pro, motivo per il quale è accusato di autoriciclaggio e per il quale viene contestata ‘la violazione dei doveri di lealtà e correttezza scolpiti dall’art.2 del Codice di comportamento sportivo del Coni‘

Zanetti Verona: «In campo ci va chi tiene alle sorti del club, ritiro? É presto per capire se ha funzionato»

Le parole di Paolo Zanetti, tecnico dell’Hellas Verona, in conferenza stampa in vista della prossima sfida contro il Cagliari

Paolo Zanetti ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida del Verona contro il Cagliari. Di seguito le sue parole.

RIFLESSIONI IMPORTANTI – «L’unica cosa che conta è la partita di Cagliari, ciò che è successo ha scosso tutti e questa scossa deve farci tirare fuori qualcosa. Siamo andati in ritiro togliendoci anche quelle che possono essere le nostre libertà. Lo abbiamo fatto per guardarci dentro e preparare al meglio la partita, dobbiamo lasciarci alle spalle le scorie dell’ultima partita. Siamo qui e possiamo giocarci alla grande il nostro campionato».

DOPO L’INTER CI HA MESSO LA FACCIA – «Chiedo di più a me stesso, devo dare il massimo senza avere nessun tipo di rimpianti, io vado in difficoltà quando non ho la percezione di aver fatto il massimo. Noi siamo una squadra e dobbiamo lavorare tutti allo stesso modo e fare in modo che tutti diano più del 100%».

RITIRO – «Se il ritiro funzionerà lo sapremo solo dopo venerdì, di sicuro abbiamo usato tutto il tempo della giornata per pensare al nostro prossimo impegno, senza farsi distrarre da tutto il superfluo. Se dobbiamo usare più tempo della nostra giornata e servirà lo faremo anche in futuro».

SCELTE IN VISTA DEL CAGLIARI – «Penso che si riparta da zero, poi non tutti accettano questi momenti nello stesso modo, ad esempio all’estero è un qualcosa che non esiste e ho dovuto spiegarlo. Farò delle valutazioni relative alla settimana e andrà in campo chi dimostrerà di avere a cuore le sorti del club».

ACQUA ALLA GOLA – «Si ma non per la posizione di classifica perchè dobbiamo ricordare che oggi l’Hellas è dentro l’obiettivo e ha tutte le potenzialità per raggiungerlo perchè se ci sono squadre dietro probabilmente hanno problemi anche loro. L’acqua alla goal è per un’asticella che ci eravamo prefissati ma che non siamo riusciti a mantenere. Questa squadra ha la lotta nel dna, ci è già passata anche l’anno scorso quando si avevano quattro punti in meno, ma oggi ci si sente sconfitti e abbattuti, ovviamente dà fastidio a noi per primi e noi per primi vogliamo una reazione che ci deve essere».

SCONTRO DIRETTO – «E’ una gara importante per entrambi, arriviamo da momenti diversi, il Cagliari ha probabilmente già passato il nostro momento con un ritiro a inizio stagione. Sarà una partita difficile e combattuta ma lo sarebbe stata a prescindere dal momento, andremo in un campo caldo in cui bisognerà tirare fuori il nostro meglio, dal punto di vista della mentalità noi dobbiamo dare di più. Dobbiamo concentrarci su quello che dobbiamo fare e non su quello che è stato fatto. Bisognerà avere la capacità e la lucidità di gestire i momenti. Soprattutto i calciatori che devono andare in campo senza paura, senza pensieri, e dare il 100% per l’Hellas».

I GIOCATORI LO SEGUONO – «Non ci sono giocatori contro di me o la società, bisogna dimostrare le cose con i fatti. Per me personalmente è lancinante stare in ritiro, non torno a casa da sabato con a casa una moglie e due figli che chiedono dove è il papà ma lo faccio perchè questa missione è al primo posto e non ho paura di quello che sarà venerdì e cerco di fare il massimo ma per questo ho bisogno della squadra, poi si possono parlare di tutti gli aspetti tattici che volete ma bisogna sentire il fuoco dentro ed è questo che sta mancando perchè altrimenti poi la gente va via e ci facciamo prendere in giro dai nostri tifosi, e a me questo basta anche per stare in ritiro fino a giugno. Sto parlando alla squadra, così magari loro guardano questa conferenza e magari danno qualcosa in più. Poi magari a qualcuno non piace che si parli in questo modo ma io sono fatto così».

CONFRONTO ACCESO IN RITIRO – «Ti confermo che è stato un confronto acceso, non ci sono botte, poi io penso che se succede vuol dire che qualcosa abbiamo dentro, che siamo uomini, ma non è successo assolutamente niente di grave».

VECCHIA GUARDA – «E’ importante per la squadra, serve che i senatori trascinino i giovani e questo in ritiro l’ho visto. Poi la vera mano si dà in campo e non a parole. E’ lì che si vede quanto un giocatore è determinante».

LOTTA SALVEZZA – «Oggi abbiamo delle cose da risolvere, non partiamo da una scalata difficile, noi dobbiamo avere la convinzione di volercela fare, dobbiamo ritrovare la nostra autostima, serve battagliare su tutti i campi, se lì sotto siamo tutti lì vuol dire che il campionato è lungo, difficile o aperto».

LAMBOURDE – «Come altri ragazzi giovani hanno delle qualità che devono essere espresse, non posso caricarlo di responsabilità ma tutelarlo perchè è un patrimonio della società e deve essere messo nelle condizioni di potersi esprimere nel migliore dei modi. Lambourde è un giocatore importante, come lo è Ghilardi, come lo è Cissè e con Sishuba ma questi ragazzi hanno bisogno della squadra. Poi io sono il primo a far giocare i giovani perchè sfido chiunque a poter dire che a giugno qualcuno di voi pensava che Belahyane sarebbe diventato quello che è oggi».

Serie A, le designazioni della 14ª giornata di campionato: scelti gli arbitri

L’AIA ha reso note le designazioni arbitrali per la quattordicesima giornata del campionato di Serie A. Ecco tutti i dettagli in merito alle scelte

Ecco le designazioni arbitrali della 14ª giornata di Serie A da parte dell’AIA. Di seguito, gli arbitri chiamati a dirigere le partite.

Si rendono noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali, dei V.A.R e degli A.V.A.R che dirigeranno le gare valide per la 14ª giornata del Campionato di Serie A 2024/25 in programma domenica 24 novembre.

CAGLIARI – H. VERONA     Venerdì 29/11 h.20.45

MARIANI

PALERMO – CIPRIANI

IV:      FOURNEAU

VAR:     NASCA

AVAR:       PATERNA

COMO – MONZA     Sabato 30/11 h.15.00

SACCHI

MASTRODONATO – VOTTA

IV:      AYROLDI

VAR:     MARINI

AVAR:       NASCA

MILAN – EMPOLI     Sabato 30/11 h.18.00

DIONISI

GARZELLI – YOSHIKAWA

IV:       RUTELLA

VAR:      PAIRETTO

AVAR:        PAGNOTTA

BOLOGNA – VENEZIA     Sabato 30/11 h.20.45

MASSIMI

GIALLATINI – COLAROSSI

IV:     SANTORO

VAR:     GHERSINI

AVAR:     MAZZOLENI

UDINESE – GENOA      h.12.30

AURELIANO

MOKHTAR – RICCI

IV:      SCATENA

VAR:     SERRA

AVAR:     PAIRETTO

PARMA – LAZIO     h.15.00

ZUFFERLI

ROSSI C. – VECCHI

IV:     CHIFFI

VAR:     PATERNA

AVAR:      MASSA

TORINO – NAPOLI      h. 15.00

FABBRI

BRESMES – DEI GIUDICI

IV:       FELICIANI

VAR:     MERAVIGLIA

AVAR:     MARINI

FIORENTINA – INTER     h. 18.00

DOVERI

COSTANZO – SCARPA M.

IV:     MARINELLI

VAR:      MAZZOLENI

AVAR:       PAGANESSI

LECCE – JUVENTUS     h. 20.45

RAPUANO

MELI – ALASSIO

IV:       PERENZONI

VAR:      SOZZA

AVAR:      GHERSINI

ROMA – ATALANTA     Lunedì 02/12 h. 20.45

GUIDA

DI IORIO – CAPALDO

IV:     MARCHETTI

VAR:     ABISSO

AVAR:       MERAVIGLIA

Spezia, Hristov: «Essere imbattuti ci dà fiducia, ma c’è una cosa da migliorare…»

Le parole di Petko Hristov, calciatore dello Spezia, sull’ottimo inizio della squadra ligure in Serie B. Tutti i dettagli in merito

Petko Hristov ha parlato a La Gazzetta dello Sport dell’ottimo inizio di stagione dello Spezia.

DIFESA DI FERRO – «Si può migliorare. Su 8 gol presi alcuni erano evitabili, ma in altri casi siamo stati fortunati. Di certo spesso non ci tirano nemmeno in porta. Tutto quello che facciamo lo analizziamo attentamente per capire come migliorare: questo è il segreto».

ESSERE IMBATTUTI – «Dà una grande fiducia. Sappiamo difendere in 11, gli attaccanti pressano tanto e quindi da noi arrivano pochi pericoli. E se pressiamo alti è difficile attaccarci, ma dipende dalle gare».

ESSERE CAPITANO – «Sento più responsabilità. Rappresento una città e una società che devono stare in alto. Qui siamo tanti leader e io cerco di essere più leader degli altri».

Marchisio: «Koopmeiners deve dare di più alla Juve, per lo scudetto manca questo…»

Le parole di Claudio Marchisio, ex centrocampista della Juve, sulla stagione dei bianconeri e la lotta scudetto. Tutti i dettagli

Claudio Marchisio ha parlato a La Gazzetta dello Sport della stagione della Juve.

LE ASPETTATIVE SU KOOPMEINERS – «Ci sono giocatori che hanno un impatto immediato e altri che impiegano più tempo. Koopmeiners ha alternato prestazioni positive ad altre meno buone. Quando è mancato per infortunio, si è compreso ancora meglio il suo peso in mezzo al campo. Il gol arriverà e la Champions League, in cui di solito ci sono maggiori spazi e partite più aperte, può essere l’occasione giusta. Spero di portargli fortuna e di vedere la sua prima rete con la numero 8 bianconera. Basta una scintilla per svoltare del tutto».

JUVE DA SCUDETTO – «Si capirà a gennaio… La Juventus dovrà sfruttare il mercato per restare in scia alle prime e sfidare fino alla fine Inter, Napoli e Atalanta, che in questo momento hanno qualcosa in più».

COSA MANCA ALLA JUVE – «Almeno un difensore e un attaccante, a prescindere dal ritorno di Milik che comunque non gioca da giugno. A gennaio bisogna andare sul sicuro, con giocatori esperti già adattabili al campionato: in difesa Skriniar mi sembra il profilo ideale».

Calciomercato Lecce, aumenta l’interesse per Dorgu: big di Premier e non solo, la situazione per gennaio

Le ultime sul futuro di Patrick Dorgu, esterno del Lecce, in vista della sessione di calciomercato di gennaio. Tutti i dettagli

Secondo quanto riportato nell’edizione odierna di Tuttosport, sarebbe in costante aumento l’interesse per Patrick Dorgu del Lecce. L’esterno danese ha infatti già attirato l’attenzione di big di Premier League come Chelsea e Tottenham, oltre a Juve, Milan e Napoli in Serie A.

L’intenzione del club giallorosso è comunque quella di non privarsi del calciatore già nel calciomercato di gennaio nel pieno della lotta per non retrocedere. Tutto rimandato quindi all’estate 2025, quando potrebbe scatenarsi una vera e propria asta.

Calciomercato Roma, tentazione Boca Juniors per Dybala: novità importante, la situazione

Le ultime sul futuro di Paulo Dybala, attaccante argentino della Roma, sul suo futuro con il club giallorosso. Tutti i dettagli

Secondo quanto riportato nell’edizione odierna de Il Messaggero, continua a tenere banco in casa Roma i discorsi relativi al futuro di Paulo Dybala. Mancano infatti 8 presenze da 45 minuti per far scattare il rinnovo fino al 2026.

Una situazione che potrebbe però presto cambiare, visto l’interesse del Boca Juniors nei confronti dell’ex Juve. Il club sogna infatti un clamoroso doppio colpo che coinvolgerebbe anche Leandro Paredes. Anche squadre arabe e della MLS restano alla finestra.

Svizzero? No, Charles De Ketelaere. Il “Willy Wonka” che l’Atalanta ha trasformato nel suo nuovo leader d’attacco

La miglior partita di Charles De Ketelaere con la maglia dell’Atalanta: il “kinderino” che diventa Willy Wonka a suon di talento

Bergamo è ricca di monumenti dove è possibile fare tour completi all’interno della capitale della cultura. Cultura è storia, bellezza, dove però occorrerà fare una piccola aggiunta: all’interno di questi “pacchetti” è necessario mettere anche qualche biglietto d’oro (parafrasando Willy Wonka) per assistere alle gesta del miglior cioccolataio della città. Svizzero? No, Charles De Ketelaere.

Il processo da principe a re di Charles De Ketelaere e i paragoni con Willy Wonka non si soffermano alla “rivincita sul web” dove ai tempi veniva chiamato “kinderino” e oggi tutti vogliono il suo cioccolato, ma anche alla sua dolce e graduale crescita.

Una creatività offensiva bloccata dal padre Wilbur (alias Milan) ritenuto il dentista perfetto del paese per via di coppe e trofei conquistati in passato, dove però l’apparecchio tecnico e mentale imposto a CDK avevano bloccato i sogni di un ragazzo che aveva bisogno di altro.

Poi i rossoneri lo rinnegarono e Willy Charles Wonka De Ketelaere decise di andare a Bergamo per creare i suoi fantastici dolci: una sacher di talento e qualità pura all’insegna del successo con tanto di Coppa UEFA.

Il piccolo negozio non basta più, serve diventare il leader d’attacco della più grande Fabbrica di Cioccolato atalantina di sempre: più completa, qualitativamente più forte e che vede lui al centro del progetto.

Sfida accettata. Non in grado di fare case di cioccolato, ma sul campo Carletto ha fatto anche di più: grande lavoro di squadra, tendenza al lavoro sporco per recuperare palla, visione di gioco fuori dal comune, prendersi in mano la squadra dettando lui stesso i ritmi offensivi e ovviamente (ma non meno importante) un grande senso del goal. Contro lo Young Boys disputa la sua miglior partita da quando indossa la maglia orobica: doppietta e tre assist che danno all’Atalanta la vittoria più longeva di sempre in Champions League.

E se pure i cioccolatai avversari tentano di imitarlo, De Ketelaere sarà sempre un passo in avanti, a dimostrazione che a Bergamo l’impossibile non esiste, a patto di crederci: il lavoro della società nel prenderlo, quello di Gasperini di plasmarlo e il suo quello di continuare a volare.

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