Pagina 913 – Calcio News 24

Fiorentina, per la rimonta Conference League Palladino si affida agli esterni: Dodò e Gosens sono pronti

Fiorentina, in vista del ritorno di Conference League contro il Real Betis: decisivo il recupero di Dodò e la leadership di Gosens

La Fiorentina si prepara per una sfida cruciale contro il Betis, dovendo ribaltare il 2-1 subito in Spagna. La squadra è determinata e motivata, con il Franchi pronto a sostenere i suoi ragazzi. L’obiettivo non è solo passare il turno, ma anche costruire un futuro ambizioso, con il sogno di affrontare il Chelsea in finale. Dopo la sconfitta contro la Roma, la convinzione di crescita della squadra è forte, nonostante l’esperienza del Betis e la qualità dei suoi giocatori. Tuttavia, la Fiorentina ha frecce importanti, tra cui il ritorno di Dodo, pronto a riprendersi la corsia destra, e il leader Robin Gosens, che rappresenta una risorsa fondamentale sia sul campo che nello spogliatoio, come riportato da la Gazzetta dello Sport.

Con il ritorno in squadra di Dodo, che ha superato rapidamente un’operazione d’urgenza, e la presenza sicura di Gosens, la Fiorentina si prepara al meglio per il ritorno. Il tedesco, che ha richiesto il cambio durante la partita contro la Roma, è ora in condizione di giocare. Inoltre, Gosens si avvicina al suo riscatto definitivo, con un’ulteriore presenza che attiverà l’obbligo di riscatto, consolidando così il suo futuro alla Fiorentina. La squadra è pronta a lottare per il passaggio del turno e a festeggiare questi traguardi, con l’obiettivo di continuare a crescere e migliorare stagione dopo stagione.

Spalletti, esce la sua autobiografia: Totti come un figlio, Ilary Blasi «Piccola Donna»

Luciano Spalletti, esce la sua autobiografia: l’attuale ct della nazionale ha parlato del suo rapporto con Totti, non manca una frecciata contro la Blasi

Nella sua autobiografia Il paradiso esiste… Ma quanta fatica (Rizzoli), Luciano Spalletti, attuale commissario tecnico della Nazionale italiana, apre il suo cuore condividendo aneddoti e riflessioni sulla sua carriera e sul lato umano della sua vita. Tra i temi più significativi, spicca il legame speciale con Francesco Totti, che Spalletti descrive come un rapporto quasi filiale. Il tecnico racconta con affetto e ammirazione gli anni trascorsi al fianco dell’ex numero 10 della della Roma, elogiando la sua dedizione e il suo talento straordinario, e riconoscendo l’importanza che Totti ha avuto per lui sia come calciatore che come persona.

L’autobiografia si sofferma anche su Ilary Blasi, ex moglie di Totti, che Spalletti definisce «una piccola donna», ma con una grande forza interiore. Il tecnico riconosce le difficoltà che Ilary ha affrontato, in particolare le critiche e le offese ricevute dopo la separazione, ma non le risparmia una riflessione più critica, legata al suo ruolo nella vicenda che ha visto contrapposti il suo ex marito e lo stesso Spalletti. Di seguito un estratto dal suo libro.

RITIRO TOTTI – «Molti hanno sostenuto che sono stato io a far ritirare Totti. Falso. Il mito di Totti, la bandiera, erano aspetti che andavano gestiti dalla società, non da me. L’avevo chiesto con chiarezza al mio ritorno. Non mi si doveva mandare al massacro in quell’uno contro tutti. Io ho sempre messo in campo la formazione con cui pensavo di vincere, né più né meno. Ma la Sud a un certo punto si è schierata contro di me. Tutti i media hanno cavalcato la guerra contro Spalletti. Qualche copia in più in tempi di magra, li capisco. Abbiamo sbagliato tutti in quella situazione. Ha sbagliato la società a non prendersi le proprie responsabilità e a lasciare che l’allenatore affrontasse da solo una vicenda così complicata; ho sbagliato io, come spesso mi succede, a non mettere qualche sfumatura in più in ciò che dicevo; ha sbagliato Francesco e credo — sono convinto — che, a distanza di tempo, l’abbia capito».

SCONTRO – «Il nostro è stato uno scontro non fra due persone (personalizzarlo è stato, forse, un errore nostro, e soprattutto una perversione dei giornali) ma fra due prospettive opposte. Io dovevo pensare al bene della squadra. Lui, come tanti altri campioni prima e dopo di lui, non riusciva ad accettare che fosse messa la parola fine a quella storia grandiosa. Nasce qui l’incidente. E l’equivoco».

TOTTI E BLASI – «Totti è stato idolatrato a Roma e questo probabilmente lo ha “viziato” un po’, gli ha impedito di percepirsi diversamente. Francesco per me sarà sempre come un figlio, allo stesso tempo la sua ex moglie non sarà mai per me come una nuora. Quando lei mi offese gratuitamente presi ancora più consapevolezza di quanto fossi un uomo fortunato ad avere al mio fianco una compagna molto intelligente, che mai mi ha messo in imbarazzo intromettendosi con così tanta arroganza e maleducazione nel mio lavoro. Può capitare, nel corso di una vita, di essere un piccolo uomo o una piccola donna. Certamente lo è stata lei quando si è permessa di rivolgersi a me in quel modo. Cosa della quale — immagino — si sarà pentita».

Pisa in Serie A, Filippo Inzaghi: «Non eravamo tra i favoriti, sapevamo che potevamo arrivare ai playoff, ma così…»

Le parole di Filippo Inzaghi, tecnico del Pisa, dopo la storica promozione dei toscani in Serie A dopo 34 anni dall’ultima partecipazione

Filippo Inzaghi a la Gazzetta dello Sport ha raccontato la promozione del Pisa, che torna in Serie A dopo 34 anni dall’ultima partecipazione. Di seguito le sue parole.

PERCHÉ QUESTA VITTORIA VALE DI PIÙ – «Perché non eravamo favoriti. È stata una promozione costruita giorno dopo giorno, già dal ritiro di Bormio. A livello umano, mi ha dato soddisfazioni enormi».

LA TRATTATIVA CON IL PISA NON FU SEMPLICE – «Era da un po’ che speravo di venire qui a vincere. Ci abbiamo messo un po’ a trovare l’accordo, poi mi sono arrivati i messaggi di Calabresi e Caracciolo: mi dissero che per me si sarebbero buttati nel fuoco. Da lì ho capito che era il momento giusto».

IL GRUPPO È STATO DECISIVO – «Non ho mai sentito una lamentela, mai una multa, tutti sempre al massimo. La promozione nasce da questa unità: a Bormio ho capito che c’erano le basi mentali giuste».

IL MODELLO: IL BAYER LEVERKUSEN – «Ho mostrato ai ragazzi i video della loro fase difensiva, che cominciava dagli attaccanti. Una compattezza che volevo anche da noi».

GLI INFORTUNI DI ESTEVEZ E LERIS – «Non ci siamo mai pianti addosso. Mi è dispiaciuto solo per loro. Ho adattato Touré sulla fascia e ha funzionato».

DA LÌ IL 3-4-2-1 – «Ho voluto conoscere la squadra. Con Tramoni e Moreo sotto punta stavo tranquillo. Il dubbio era solo tra difesa a tre o a quattro».

DA SUBITO TRA LE FAVORITE – «Sapevo di poter fare i playoff. Altre squadre avevano speso di più, ma noi abbiamo costruito qualcosa di speciale. 22 vittorie non arrivano per caso».

QUANDO HA ALZATO L’ASTICELLA – «Dopo Palermo, alla seconda giornata. E poi Salernitana, in dieci. Ma anche le sconfitte ci hanno fortificato».

GLI STOP CHE HANNO DATO FIDUCIA – «Contro Sassuolo e Spezia nel ritorno: due ko, ma dopo lo Spezia ho pensato ‘questa la vinciamo’. Me lo disse anche Simone. E aveva ragione».

I TIFOSI HANNO FATTO LA DIFFERENZA – «Un’accoglienza incredibile. Ho visto gente piangere, chiedermi la Serie A. Sono felice di averli ripagati».

DA BENEVENTO A OGGI, QUANTO È CAMBIATO INZAGHI? – «Oggi sono marito e padre. Ho più responsabilità, meno tempo, ma loro mi ricaricano. Ai figli come ai giocatori cerco di insegnare che i successi si conquistano».

QUALI ERRORI NON RIPETERE IN A? – «La Serie A è un’altra musica. A Benevento ho pagato anche cose fuori dal mio controllo. Dovremo lavorare tanto, ma ne parleremo più avanti».

UNO SGUARDO ALLE ULTIME GIORNATE DI B – «Spero che lo Spezia salga, se lo merita. E che Salernitana e Brescia si salvino, ci sono stato bene. Mi spiace per la Reggina, un giorno tornerò a finire quello che avevamo cominciato».

ADESSO TOCCA ALL’INTER SIMONE – «Ha un compito più difficile del mio, ma una semifinale di Champions è un onore. Lamine Yamal mi ha lasciato senza parole, è come Messi».

UN RICORDO DEL BARCELLONA – «Una semifinale saltata col Milan per una tonsillite. Mi dispiacque tantissimo. Ora tocca a Simone batterli».

Ceferin senza peli sulla lingua: «Stadi italiani? Una vergogna! E tutta la vicenda comincia a stufarmi»

Ceferin molto duro contro gli stadi italiani: «Sono un po’ stufo di queste discussioni italiane, perché rimangono sempre e solo discussioni»

Aleksander Ceferin, presidente della UEFA, ha parlato ai microfoni di SportMediaset, parlando in particolare del problema degli stadi in Italia. Di seguito le sue parole.

STADI ITALIANI – «Le infrastrutture italiane legate al calcio sono una vergogna. L’Italia è uno dei paesi più grandi dal punto di vista calcistico, con Mondiali, Europei e Champions League vinte. Allo stesso tempo però, rispetto agli altri grandi paesi del calcio, avete di gran lunga le infrastrutture peggiori. Ad essere sincero sono un po’ stufo di queste discussioni italiane sugli stadi, perché rimangono sempre e solo discussioni. Spero che l’Italia faccia qualcosa per gli stadi, i club hanno bisogno di un aiuto dal governo e dalle istituzioni. I privati devono investire. E’ ora di fare qualcosa, perché gli stadi sono terribili».

NUOVA CHAMPIONS – «Siamo più che soddisfatti. Il nuovo format ha avuto super successo, tutti quelli che amano il calcio e capiscono di calcio hanno capito che questa stagione è stata fantastica. Penso che chi abbia criticato ora abbia capito di aver sbagliato. Poi se lo vogliono ammettere è un altro discorso…».

INTER – «L’Inter ha avuto una grande stagione, sta avendo ancora una grande stagione. E’ una squadra d’esperienza, ha un grande allenatore e tatticamente gioca bene. Ho una prova che certifica come avessi previsto che l’Inter sarebbe arrivata così avanti».

Arsenal, Wenger spinge la squadra verso il PSG: «Hanno un vantaggio mentale non indifferente»

Champions League, Arsene Wenger spinge l’Arsenal in vista del ritorno contro il PSG: «Abbiamo un vantaggio mentale importante»

Arteta sperava di affrontare la decisiva partita di Champions League contro il PSG con un slancio positivo derivante dalla vittoria contro il Bournemouth, ma la sconfitta contro le Cherries ha messo a rischio il secondo posto e ha lasciato il tecnico frustrato. Nonostante avesse schierato quasi tutti i titolari per testare la reazione dei suoi giocatori, la squadra non ha mostrato la reazione sperata. La sconfitta ha quindi pesato sul morale, ma Arteta è consapevole che la gara di Parigi sarà diversa, con l’Arsenal che dovrà giocare con maggiore determinazione e meno pressione.

Secondo Arsène Wenger, l’Arsenal ha un vantaggio mentale per la partita di ritorno, poiché deve solo vincere, mentre il PSG dovrà gestire il suo vantaggio. Tuttavia, la sfida tattica principale per l’Arsenal rimane arginare la veloce costruzione del gioco del PSG, che aveva messo in difficoltà i Gunners nella partita di andata. Il ritorno di Partey, fondamentale per l’equilibrio del centrocampo, darà maggiore solidità alla squadra, permettendo a Odegaard e Rice di fare maggiore pressione sui portatori di palla del PSG, mantenendo la squadra più alta in campo. Di seguito le parole dell’ex tecnico dei Gunners, riportato da Tuttosport.

«La cosa interessante in Champions, sia in trasferta che in casa, è che ogni volta, prima di iniziare la partita di ritorno, c’è un problema mentale da risolvere. Il vantaggio per l’Arsenal è che il loro problema mentale è semplice. Devono andare, giocare e vincere. Il problema mentale per il Psg è invece un dilemma: giochiamo per vincere o per proteggere il nostro vantaggio e sfruttare il contropiede, sapendo che bisogna essere molto chiari nei messaggi che si danno alla squadra?»

Inter Barcellona: e se finisce ai rigori? Gli specialisti da una parte e dall’altra: Calha contro Lewandowski

Inter Barcellona, in caso di finale ai calci di rigori ecco gli specialisti: Calhanoglu e Lewandowski i migliori, ecco gli altri

L’ombra dei rigori incombe su Inter Barcellona, una semifinale di Champions League che Simone Inzaghi ha definito “una finale in casa”. Dopo il 3-3 dell’andata, ogni scenario è aperto, supplementari e penalty inclusi. Da ambo le parti la Gazzetta dello Sport ha indicato gli specialisti di livello assoluto: Calhanoglu è il cecchino nerazzurro con 48 rigori segnati in carriera (23 su 24 con l’Inter), mentre Lewandowski, in panchina ma pronto a entrare, ha realizzato 88 tiri dal dischetto su 98 tentativi. Anche Sommer e Szczesny, i due portieri, sono chiamati a una prova di nervi: lo svizzero studia i tiratori avversari, ma finora ha parato poco; il polacco ha già fermato Messi ai Mondiali.

Dietro i due leader, le alternative non mancano. L’Inter può contare su Barella, Acerbi, Zielinski e Taremi, quest’ultimo freddo dal dischetto nonostante un rendimento deludente. Il Barça risponde con Raphinha (13 su 14), Dani Olmo, Pedri, De Jong e, potenzialmente, i subentranti Fermín e Gavi. Tutto dipenderà da chi avrà benzina nei supplementari e lucidità al momento decisivo. Sarà una sfida di nervi, preparazione e personalità, dentro e fuori dal campo.

Inter, Dumfries l’arma in più contro il Barcellona: dopo l’andata è il più temuto da Flick

Denzel Dumfries l’arma in più per Simone Inzaghi: l’esterno olandese può spaventare la difesa del Barcellona: ecco la chiave tattica dell’Inter

Denzel Dumfries è diventato l’incubo del Barcellona e l’uomo in più dell’Inter. Dopo l’exploit dell’andata a Montjuic — assist, gol e dominio fisico — per la Gazzetta dello Sport l’esterno olandese ha conquistato un nuovo status europeo: temuto e rispettato, soprattutto da Flick, che dovrà rivedere la sua fascia sinistra per arginarlo. Il Barça rischia di pagare la linea difensiva alta e la scarsa struttura fisica contro un giocatore che abbina forza, corsa e lucidità. Dumfries è l’arma perfetta per colpire in ripartenza e sfruttare ogni errore: all’andata ha sfiorato anche l’assist per il 3-4, sfumato per un piede fuori misura di Mkhitaryan.

Il suo ritorno in campo è stato studiato con pazienza dai nerazzurri, dopo l’infortunio al bicipite femorale che lo aveva fermato per oltre un mese. Ad Appiano hanno lavorato per rimetterlo in campo proprio in tempo per questa doppia sfida europea, e ora l’olandese è ancora più brillante e carico. Con Baldé ancora out, Flick potrebbe schierare Iñigo Martinez sulla fascia per limitarlo, ma contenere questo Dumfries sembra impresa per pochi. Dieci gol stagionali (record personale) e il riconoscimento internazionale del New York Times: oggi, nessuno lo sottovaluta più.

Napoli, atteso vertice tra ADL e Conte: sul tavolo tutti i nomi per il mercato dei partenopei

Napoli, vertice in programma tra Conte e De Laurentiis: tecnico e presidente pronti a programmare il mercato estivo dei partenopei

Con la Champions già in tasca e il bilancio da risanare dopo i 150 milioni spesi nel 2024, il Napoli è pronto a definire le prossime mosse. Come riportato da la Gazzetta dello Sport il confronto tra De Laurentiis e Conte è rimandato alla prossima settimana, dopo la gara con il Genoa, ma il lavoro non si ferma: sul tavolo c’è la pianificazione dell’estate, dalla nuova “Casa Napoli” (tra Qualiano e Succivo) al dialogo sul Maradona con il sindaco Manfredi, passando per l’organizzazione del centro sportivo da inaugurare il 1° settembre.

Sul mercato intanto si comincia a fare sul serio: per la difesa prende quota Solet dell’Udinese, con una sorta di corsia preferenziale già aperta; a centrocampo si riflette su chi sia più adatto tra Ferguson del Bologna e Frattesi dell’Inter, entrambi profili dinamici e in ascesa. In attacco, dopo la cessione attesa di Osimhen e la ricerca del sostituto Kvaratskhelia, si valutano alternative sulle fasce: piacciono Paixao del Feyenoord e Lang del PSV, mentre è stato “opzionato sulla parola” il giovane Montoro del Velez. L’obiettivo è chiaro: muoversi in anticipo, anticipare la concorrenza e mantenere alta l’ambizione.

Lazio Juve, l’appello di Baroni alla squadra: una sfida che è come una finale e l’obiettivo è la Champions

Lazio, Baroni chiama a raccolta la squadra: quella di sabato contro la Juve ha il peso di una finale, servirà la massima concentrazione

La sfida di sabato tra Lazio e Juve, sebbene formalmente parte del campionato, ha tutti i contorni di una vera e propria finale: in palio c’è l’accesso alla prossima Champions League. Con tre squadre appaiate al quarto posto – Roma con biancocelesti e bianconeri -, e Bologna e Fiorentina in agguato, una vittoria significherebbe per i biancocelesti un passo decisivo, mentre una sconfitta li taglierebbe fuori e un pareggio complicherebbe il finale di stagione. Dopo un’annata cominciata tra mille incertezze, la possibilità di giocarsi tutto in casa all’Olimpico rappresenta un’occasione irripetibile per dare un senso positivo all’intera stagione.

Nonostante il rendimento interno deludente (una sola vittoria nelle ultime dieci partite in casa), secondo la Gazzetta dello Sport la Lazio arriva a questo scontro con fiducia: Baroni chiederà ai suoi uomini massima concentrazione e spirito da finale, perché ora conta solo vincere, anche sacrificando il bel gioco. Come dimostrato a Empoli, sarà fondamentale l’approccio mentale: non importa dove si gioca, ma con quale determinazione si affronta una partita che può cambiare il destino di un’intera stagione.

Corsa Champions, le previsione di Prandelli: «Sfida affascinante, l’Atalanta sembra imprendibile, mentre loro possono rientrare…»

Corsa Champions League, le parole dell’ex ct Cesare Prandelli: «Ecco chi è la mia favorita per il quarto posto»

Cesare Prandelli ha parlato a la Gazzetta dello Sport della corsa per il quarto posto che vale l’accesso alla Champions League. Di seguito le sue parole.

CORSA CHAMPIONS – «Questa lotta per la Champions vale quella per lo scudetto: quattro o cinque squadre ancora in gioco, risultato apertissimo e tifosi che si divertono. Bellissima. Affascinante».

FIORENTINA ANCORA IN CORSA – «Perché no? Fino a domenica era in corsa, la sconfitta con la Roma è stata un po’ sfortunata, può crederci. L’Atalanta mi sembra ormai irraggiungibile. Comunque, un bel messaggio per il calcio: il movimento è ripartito. Peccato per una stanchezza che affiora qui e là: prima o poi si dovrà rivedere qualcosa».

JUVE SENZA COPPE – «Capisco che economicamente sarebbe un dramma, anche perché era l’obiettivo minimo. Può ancora farcela. Però, onestamente, quella che merita il quarto posto è il Bologna».

BOLOGNA LA MIGLIORE – «Ha un bel gioco con un sistema nuovo, ha valorizzato interpreti, è offensiva e spettacolare, ha continuità. Non era scontato. E cosa dire della Roma di De Rossi che non si ferma più? E della Lazio che fuori casa vince spesso? Il calcio è bello anche perché è crudele: ce la farà una soltanto».

JUVE DI TUDOR – «Non è facile confrontare gli allenatori. Vedo però un paio di cose: più unità di squadra, infatti il carattere ora è collettivo e non più soltanto individuale, e una formazione con sei/sette che non cambiano mai. A volte però ci si dimentica che Thiago era così anche al Bologna».

DOVE L’ERRORE – «Non è solo questione di Thiago, è che oggi stiamo sopravvalutando la modernità a scapito del buon senso. Visto che cosa ha fatto Ranieri?».

LEZIONE DI RANIERI – «Ha messo la gente nel suo ruolo. Ha individuato i due bravi a dribblare, i tre che vedevano la porta, e ha incaricato gli altri di correre e passare la palla. Poi ci ha messo organizzazione e tempi di gioco, ha fatto il gestore e il “difensore” del gruppo. Non è possibile che dopo due partite si dica che un allenatore ha già il “suo” calcio. Pensa che si debba sempre inventare? O essere rigidi su un sistema? Ranieri ha fatto come un maestro delle giovanili».

ALLENARE COME NELLE GIOVANILI – «Nelle giovanili l’allenatore è protagonista solo se non fa danni: deve liberare il talento. Abbiamo amato Barça-Inter non per i sistemi tattici, ma per le meraviglie di Yamal. Poi il discorso si amplierebbe: lì valorizzano i giovani talenti, noi li ammazziamo appena nascono… Non pensa che tra i nostri giovani ce ne siano tanti più bravi di stranieri comprati chissà perché?».

SPAREGGIO LAZIO-JUVE – «Sarà decisiva solo se la Juve va a vincere. Altrimenti la lotta resta aperta. La Lazio è un po’ meno brillante, le coppe pesano. Ci si dovrà abituare a cambiare sei o sette giocatori quando ci sono due impegni a settimana. Per l’Inter tutte le partite erano decisive, triplete di qua, triplete di là, e ora soffre un po’».

CHI CE LA FARÀ – «Il Bologna ha un punto in meno e un calendario non facile, ma può farcela. Italiano era bravo, qui è ancora migliorato nella verticalizzazione rispetto alla Fiorentina, dove aveva giocatori per passaggi corti e palleggi. Crea tante occasioni, riparte veloce, con Ferguson centrale ha dato la svolta, e Orsolini è diventato una seconda punta da dieci gol. Meriterebbe la Champions».

Rafa Leao a quota 70 gol in rossonero e in trasferta è sempre decisivo: la riscossa verso la finale di Coppa Italia

Rafa Leao ieri ha segnato il suo settantesimo gol in rossonero: il portoghese rilanciato nel nuovo sistema di Conceicao e punta alla Coppa Italia

Rafa Leao continua a essere decisivo lontano da San Siro: tutte le sue otto reti in Serie A 2024-25 sono arrivate in trasferta, confermando la sua propensione a incidere fuori casa. Anche ieri, al Ferraris, è stato protagonista con un gol e un’ottima prestazione che rilancia il Milan in vista della finale di Coppa Italia. Squalificato per il prossimo match contro il Bologna in campionato, tornerà a disposizione per la sfida di mercoledì 14 a Roma, dove sarà uno degli uomini chiave per tentare la conquista del secondo trofeo stagionale e il pass per l’Europa League.

Con 70 gol complessivi in rossonero, di cui 30 in trasferta, Leao ha firmato 12 reti e 12 assist in stagione. Anche se non sempre costante, come nel primo tempo di ieri, l’attaccante portoghese ha mostrato di poter cambiare volto alla partita nella ripresa. Il cambio modulo voluto da Conceicao, con il 3-4-3, ha dato solidità alla squadra e valorizzato il contributo di tutti, Leao compreso, che spesso riesce a brillare dopo qualche stimolo in più.

Di Canio: «L’incertezza non è figlia di una campionato di alto livello, ma diverte; per il quarto posto dico loro»

Le parole di Paolo Di Canio, ex di Lazio e Juve e ora opinionista di Sky Sport, sulla corsa per il quarto posto che vale la Champions

Paolo Di Canio ha parlato a La Stampa della corsa al quarto posto in Serie A che vede coinvolte Juve, Roma, Lazio e Bologna. Di seguito le sue parole.

CHE INDICAZIONI DAREBBE SE SCENDESSE IN CAMPO – «Ne darei molte perché siamo arrivati a un bivio divertente: l’incertezza non è figlia di un campionato dal livello alto, ma crea curiosità e piace ai tifosi».

LIVELLO DEL CAMPIONATO – «Forse andrò controcorrente, ma questa è una stagione con poca qualità: si sbaglia in alto e in corsa per gli obiettivi più nobili. Altrove non va così».

DAL NAPOLI IN GIÙ TUTTI COINVOLTI – «Dal Napoli in giù, sì. Conte è un Re Mida, trasforma tutto in oro: è primo con un centravanti, Lukaku, che ha segnato nove gol su azione, dodici in totale. Un’anomalia».

POCHI GOL E MENO DOMINIO – «Psg, Bayern, Liverpool vincono segnando dagli ottanta ai novanta gol, da noi si va poco sopra i cinquanta».

CAMPIONATO DIVERTENTE MA NON DI LIVELLO – «Basta vedere come riescono a imporsi giocatori in arrivo da squadre ottave o none di altri Paesi: in poco tempo diventano i migliori. Negli anni ’80 futuri Palloni d’Oro venivano criticati per un difficile inserimento che poteva durare anche sei mesi».

SPRINT CHAMPIONS COINVOLGENTE – «Ci avviciniamo a una giornata che può segnare il cammino delle pretendenti: Lazio-Juve e Atalanta-Roma, se non finiscono in pareggio, indirizzeranno la corsa».

PERCHÉ PUNTARE SULLA JUVE – «L’arrivo di Tudor ha dato organizzazione a una squadra in cerca di serenità: ora chi va in campo ha la testa libera e sa cosa deve fare».

VOTO A TUDOR – «Sta facendo bene perché sa cambiare in base all’avversario: a Bologna ha scelto un modulo diverso per impedire le giocate abituali agli uomini di Italiano».

PERCHÉ SCOMMETTERE SULLA ROMA – «Lo spirito Ranieri è stato recepito: il tecnico ci crede, ci ha sempre creduto e ha convinto lo spogliatoio che si può vincere anche così, un tiro un gol».

CREDITO ALLA LAZIO – «Il duello con la Juve può diventare un volano per le ultime due sfide, compreso il viaggio a Milano contro l’Inter: lo stadio spingerà la squadra oltre le difficoltà, nate dal calo di intensità ed energie».

BOLOGNA FAVORITO PER IL QUARTO POSTO – «È la mia candidata più seria».

MOTIVO DELLA SCELTA – «È l’unica squadra che dà la sensazione di potersi rialzare se va sotto: hanno un’idea chiara e gli strumenti per seguirla. Mi piace la loro mentalità: vogliono sempre il predominio nella partita».

COME FINISCE LAZIO-JUVE – «Se perde la Lazio, finisce la corsa. Se vince la Juve, per Tudor si metterebbe bene, ma non sarebbe un successo risolutore».

UOMO DELLA PARTITA – «Per la Lazio serve tornare al gioco di qualche settimana fa: dovranno raschiare da un barile quasi vuoto. Per la Juve dico Thuram e Nico Gonzalez: il primo per gli spazi in mezzo al campo, il secondo per gli strappi che danno fastidio ai difensori di Baroni».

YILDIZ MERITA UN OSCAR – «Userei prudenza: ha mostrato i colpi del fuoriclasse, ma la strada è lunga. Deve alzare la testa palla al piede, il tempo è dalla sua parte».

IL SUO OSCAR A CHI ANDREBBE – «Penso a McTominay, ma anche a ciò che dicevo prima: viene da un campionato dove, se salta, va a sbattere; da noi, se salta, lo fa in testa ai difensori o sopra le mani dei portieri in uscita».

GIUDIZI TROPPO INDULGENTI IN ITALIA – «Se uno è bravo, in Italia diventa un fenomeno».

CULTURA DEGLI ALIBI – «Vedo una cosa: con molta probabilità Tottenham e Manchester United, visti i risultati dell’andata, si giocheranno la finale di Europa League. Da loro nessuno vedrebbe la vittoria come un salvagente per una stagione pessima in Premier».

Candela: «Inter, ecco come affrontare il Barcellona, Lamine Yamal mi ha impressionato, appena è entrato…»

Le parole di Antonio Candela, esterno del Venezia in prestito al Valladolid, che ha giocato contro il Barcellona questo sabato

Antonio Candela, esterno ex Venezia ora in forza al Valladolid ha affrontato il Barcellona sabato scorso, complicando i piani dei blaugrana in vista della sfida contro l’Inter, che speravano di risparmiare energie, piano complicato dal gol in apertura del Valladolid. Di seguito le sue parole a Tuttosport.

AFFRONTARE IL BARCELLONA – «Siamo scesi in campo col piglio giusto, difendendo con un blocco basso, come ha fatto anche l’Inter nella semifinale d’andata. Abbiamo chiuso il primo tempo in vantaggio. Poi sono entrati i titolari, Yamal era già subentrato, e la loro qualità è salita subito. Sono davvero forti, ma qualche punto debole ce l’hanno».

PUNTI DEBOLI DEL BARCELLONA – «Attaccano praticamente con tutti i giocatori in campo, quindi si possono sfruttare le ripartenze. Anche noi abbiamo avuto 2-3 occasioni per segnare. Difendono altissimo, rischiano molto col fuorigioco. Sono bravi, ma basta che uno salga male e l’attaccante avversario si trova davanti al portiere».

AFFRONTARE LAMINE YAMAL – «Gravitava dalla parte opposta alla mia. Mi ha colpito la serenità con cui gioca, si vede che è senza pensieri. Da un momento all’altro può fare una giocata decisiva, ha un talento estremo».

SOMIGLIA A MESSI – «Esatto, sì. Ti fa divertire guardandolo. Nell’uno contro uno è micidiale, ti salta quasi sempre, devi raddoppiarlo per fermarlo».

RUOLO IN CAMPO – «Ho giocato da braccetto contro il Barcellona. Dalla mia parte c’era Raphinha: meno appariscente di Yamal, ma più concreto. È quello che segna di più al Barça, un altro calciatore fortissimo».

COME SI DIFENDE CONTRO IL BARCELLONA – «Devi essere collegato a livello mentale per 98 minuti. Non puoi staccare un secondo. Non danno punti di riferimento, creano spazio, devi difendere da squadra».

LEWANDOWSKI O FERRAN TORRES – «Forse, per come difende l’Inter, con Acerbi uomo su uomo, sarebbe meglio se giocasse Lewandowski. Ma parliamo comunque di calciatori fortissimi, non c’è una risposta vera».

CLIMA IN CATALOGNA – «Sono convinti che il Barcellona passerà il turno. Io invece credo che l’Inter possa dire la sua. Se giocano al meglio e sfruttano gli errori avversari, possono andare in finale».

SU BASTONI E FRATTESI – «Ho giocato con loro nelle giovanili. Bastoni è uno dei difensori più forti del momento, anche all’andata ha fatto una gran partita. Frattesi ci mette sempre la grinta giusta e può essere fastidioso anche entrando a gara in corso».

CHI PUÒ ESSERE DECISIVO PER L’INTER – «Attaccanti e centrocampisti devono essere bravi a uscire dalla pressione. Mi aspetto tanto da Calhanoglu e Barella».

SUI CALCI PIAZZATI – «L’Inter ha molti più centimetri del Barcellona. Come all’andata, possono sfruttare queste situazioni. Alla fine un gol su corner vale quanto un altro, anche se è meno appariscente».

CHE PARTITA ASPETTARSI – «Mi aspetto una gara simile all’andata. Non penso finirà 0-0. Il Barça attaccherà, non cambierà stile. Sarà una partita divertente, spero la spunti l’Inter».

FUTURO DOPO IL PRESTITO – «Ora voglio finire bene qui, poi tornerò in Italia e penserò al futuro».

Inter, obiettivo finale, Lautaro e Pavard sotto esame: chi recupera per questa sera?

Inter, 90 minuti per giocarsi la finale di Monaco di Baviera: le condizioni di Lautaro Martinez e Pavard, in dubbio per il Barcellona

Buone notizie per l’Inter alla vigilia della semifinale di ritorno contro il Barcellona: Lautaro Martinez ha recuperato dall’elongazione muscolare subita all’andata e, salvo imprevisti dell’ultima ora, guiderà l’attacco da titolare accanto a Thuram. Il capitano nerazzurro, come riportato dal Corriere dello Sport, ha bruciato i tempi di recupero, sottoponendosi a un tour de force di terapie e trattamenti che gli hanno permesso di rientrare in gruppo già nell’ultima rifinitura, confermando ottime sensazioni. Inzaghi stesso aveva anticipato: «Se uno non può partire dall’inizio, è difficile che possa essere utile negli ultimi 25 minuti».

Situazione opposta per Pavard, costretto a fermarsi per il riacutizzarsi del dolore alla caviglia già durante il riscaldamento e poi rientrato a casa anzitempo. L’infiammazione non gli consente la sicurezza necessaria per affrontare un avversario rapido come Raphinha, motivo per cui sarà Bisseck a sostituirlo, replicando la formazione dell’andata. Frattesi, invece, sarà regolarmente in panchina: ieri ha svolto lavoro differenziato solo per precauzione dopo una contusione.

Le prime pagine pagine sportive nazionali – 8 maggio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Pagelle Genoa Milan, TOP e FLOP del match di Serie A

I top e i flop del match valido per la 35ª giornata del campionato di Serie A 2024/25: pagelle Genoa Milan

I TOP e i FLOP del match valido per la 35ª giornata del campionato di Serie A 2024/2025: pagelle Genoa Milan.

VOTI

GENOA (4-2-3-1): Leali 5,5; Sabelli 6, De Winter 6, Vasquez 5,5, Martin 6; Frendrup 4, Masini 5,5; Nortin 6 Cuffy 6, Messias 6,5, Thorsby 6; Pinamonti 5,5. (A disp.: Siegrist, Sommariva, Matturro, Otoa, Sabelli, Bani, Ahanor, Badelj, Kassa, Zanoli, Venturino, Vitinha 7). All. Patrick Vieira.

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Gimenez: «Mi sento molto bene qua. I risultati del Milan sono abbastanza chiari, e quel giocatore è un mio grande amico»

Gimenez, giocatore del Milan, ha voluto commentare così la vittoria di stasera ai danni del Genoa. Le parole

Il Milan è riuscito nel finale ad avere la meglio sul Genoa per 1-2. L’attaccante rossonero Gimenez ha parlato così ai microfoni di DAZN.

LA PARTITA – «Mi sento molto bene, soprattutto quando corro nello spazio. Sono consapevole della mia forza e delle mie caratteristiche».

VASQUEZ – «Lui è un mio grande amico, non vedevamo l’ora di giocare contro. Adesso è un pezzo importante di questa squadra»

STATO FISICO – «Mi sento molto bene, mi sto allenando fortissimo. Credo che se ti alleni bene giochi bene».

Conceicao soddisfatto: «Milan, oggi hai vinto da grande squadra. Litigi? Siamo sempre stati uniti. Sulla Coppa Italia…»

Conceicao ha voluto rilasciare queste dichiarazioni dopo Genoa Milan di stasera. Le parole del tecnico rossonero

Conceicao, allenatore dei rossoneri, ha parlato ai microfoni di Dazn dopo Genoa Milan di Serie A.

CARATTERE DELLA SQUADRA – «Penso che abbiamo dimostrato anche oggi di essere un gruppo forte e unito. Abbiamo messo Joao con Santi, aprendo così l’attacco. Non è una dimostrazione della bravura dell’allenatore ma dei giocatori».

CAMBIO MODULO – «Abbiamo cominciato in una maniera e finito in un’altra. La bravura è dei giocatori perché hanno creduto in quello che lavoriamo. Lavoriamo a livello settoriale e individuale: continuo a ribadire che lavoriamo tanto. Da quando abbiamo più tempo in settimana abbiamo portato cose nuove»

CERCHIO FINALE – «Non abbiamo parlato della finale di Coppa Italia»

FOFANA – «Ha avuto un piccolo problema al piede già in settimana, penso niente di speciale. Dobbiamo gestirlo al meglio nelle prossime partite»

Vieira post Genoa Milan: «Non meritavamo la sconfitta. Contro quella squadra non ci scanseremo!»

Vieira ha voluto rilasciare queste dichiarazioni dopo Genoa Milan di stasera. Le parole del tecnico rossoblu

Vieira, allenatore dei rossoblu, ha parlato ai microfoni di Dazn dopo Genoa Milan di Serie A.

LA PARTITA – «Abbiamo fatto 75 minuti di alto livello, preparandola molto bene. Mi dispiace perché meritavamo di più. Abbiamo fatto una partita importante, meritavamo almeno un punto. Maignan è stato il migliore in campo e questo vuol dire tanto».

FUTURO – «Ho chiesto ai miei giocatori responsabilità. Vogliamo continuare ad essere una squadra vera»

LA SFIDA CONTRO IL NAPOLI – «La cosa importante per noi sarà battere una big, andremo a Napoli con lo stesso atteggiamento mostrato oggi»

Leao entusiasta: «Voglio sempre dare il massimo per questo Milan. Lui ha fatto la differenza»

Leao, attaccante del Milan, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione dopo la vittoria contro il Genoa

Il Milan ha vinto contro il Genoa per 1-2 in rimonta. Ecco le parole a DAZN del fuoriclasse Rafa Leao. Le dichiarazioni.

LA PARTITA – «Queste ultime partite sono fondamentali per fare il massimo possibile. Il mister ha cambiato modulo e siamo più compatti: sono molto contento. Quelli che sono entrati hanno fatto la differenza».

FINALE COPPA ITALIA – «Cerco sempre di dare il massimo in campo sia da titolare che da riserva. Vogliamo vincere la Coppa Italia anche se abbiamo ancora un’altra partita da disputare»

Moviola Genoa Milan, l’episodio arbitrale del match di Serie A

Moviola Genoa Milan, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 35ª giornata del campionato di Serie A 2024/25

L’episodio chiave della moviola del match Genoa Milan, valido per la 35ª giornata della Serie A 2024/25. Dirige la sfida l’arbitro Collu.


L’EPISODIO CHIAVE

10′ – Primi 10 minuti di buona intensità senza problemi per Collu

21′ – Primo giallo del match per Pavlovic: gran numero di Messias e intervento in netto ritardo del serbo

22′ – Miracolo clamoroso di Maignan sul quasi autogol di Pulisic: la palla per pochi centimetri resta fuori dalla linea

26′ – Primo ammonito anche nel Genoa: Thorsby dopo un intervento duro su Jimenez

38′ – Il Genoa chiede un calcio di rigore: tiro di Messias deviato da Pavlovic, ma il braccio del serbo è nettamente all’interno della sagoma e quindi non punibile

45′ – Due minuti di recupero

45’+2 – Finisce il primo tempo

46′ – Comincia il secondo tempo

61′ – Genoa in vantaggio: azione tutta di prima finalizzata da Vitinha al primo pallone toccato

65′ – Il Genoa chiede un altro rigore per un contatto fra Pavlovic e Vitinha, l’arbitro lascia proseguire giustamente

68′ – Ammonito Loftus Cheek per un fallo netto su Thorsby

72′ – Rischia molto Thorsby che già ammonito entra in ritardo su Joao Felix

76′ – Pareggia il Milan con il destro deviato di Leao

78′ – In un minuto e mezzo la ribalta il Milan: autogol di Frendrup

81′ – Ammonito Leao: era diffidato, salterà Milan-Bologna

84′ – Giallo anche per Gabbia

90’+2 – Ammonito Joao Felix per perdita di tempo

Genoa Milan 1-2: Leao e l’autogoal di Frendrup portano i rossoneri alla vittoria. Grifone beffato

Al Ferraris, il match per la 35esima giornata di Serie A 2024/25 Genoa Milan: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

Al Ferraris, Genoa Milan si affrontano nel match valido per la 35esima giornata di campionato di Serie A 2024/2025.

SEGUI QUI LA LIVE DI GENOA MILAN AL FERRARIS (SERIE A 2024 2025)

GENOA (4-2-3-1): Leali; Sabelli, De Winter, Vasquez, Martin; Frendrup, Masini; Nortin Cuffy, Messias, Thorsby; Pinamonti. (A disp.: Siegrist, Sommariva, Matturro, Otoa, Sabelli, Bani, Ahanor, Badelj, Kassa, Zanoli, Venturino, Vitinha). All. Patrick Vieira.

MILAN (3-4-3): Maignan (c); Tomori, Gabbia, Pavlovic; Jimenez, Fofana, Reijnders, Theo Hernandez; Pulisic, Jovic, Loftus-Cheek. (A disp.: Sportiello, Torriani; Florenzi, Terracciano, Walker, Thiaw, Bartesaghi, Musah; Leao, Camarda, Chukwueze, Gimenez, Joao Felix). All. Sergio Conceicao.

Finalmente Charles De Ketelaere dopo 4 mesi difficili: un giocatore fondamentale per l’Atalanta (e lui deve esserne consapevole)

Charles De Ketelaere ritorna al goal dopo 4 mesi di astinenza. L’Atalanta ora ha bisogno di lui e della sua qualità. “Carletto” ora deve crederci

Negli ultimi anni in casa Ferrari si utilizza la carta “Monza” per salvare la stagione: una vittoria davanti al pubblico rosso rendendo meno amara l’annata se essa si dimostra negativa. Dal “Charles” Leclerc predestinato del Cavallino rampante al “Charles“ De Ketelaere che a Monza porta l’Atalanta alla vittoria ritornando protagonista.

4 mesi e 13 giorni di attesa prima di rivedere il vero “Carletto”: quello che teneva testa a qualsiasi avversario, nella quale la timidezza era solo apparenza, poi parlavano i suoi piedi ed era un’altra storia. Certo, l’avversario era un Monza retrocesso sia statisticamente che mentalmente dove la vittoria era pura formalità (seppur leggermente sudata), ma dall’altra parte per De Ketelaere si trattava di una liberazione unita ad una grande consapevolezza: il numero 17 nerazzurro è un giocatore forte solo nel momento in cui è lo stesso De Ketelaere a crederci (la ricetta che lo ha portato a rigenerarsi l’anno scorso dopo il disastro al Milan).

Un girone di ritorno negativo dove la testa aveva fatto la differenza. Dall’eliminazione con il Club Brugge non è stato più esplosivo, ritornando timido dal punto di vista tecnico tattico e nel mezzo la scomparsa di quella figura da leader vista all’andata: una prima parte di stagione dove tra campionato e coppe era un trascinatore che correva anche per gli altri. Lo Scottie Pippen atalantino sembrava aver perso il talento stile Space Jam, dove anche l’Atalanta stessa ne aveva risentito.

Charles De Ketelaere deve credere di più nelle sue capacità. Le potenzialità ci sono, i numeri dell’anno scorso non sono frutto di un miracolo così come l’andata straordinaria: reagire sempre nei momenti più difficili.

L’Atalanta continuerà a portarlo sul palmo della mano così come Gasperini continuerà a farlo giocare, ma tra il vero Charles e il “fantasma” del ritorno c’è sempre di mezzo la testa: quella che ti può portare ad essere oggetto misterioso o parte di quel puzzle che l’anno scorso ha visto lui uno dei cardini della cavalcata di Dublino.

Conte Napoli, settimana prossima incontro con De Laurentiis per capire il futuro. Ecco l’indiscrezione

Conte Napoli, in settimana l’incontro tra l’allenatore e il presidente Aurelio De Laurentiis: gli ultimissimi aggiornamenti

La domanda sorge sempre spontanea: quale sarà il futuro di Antonio Conte al Napoli? Secondo quanto riportato da Repubblica, avverà l’incontro tra l’allenatore e De Laurentiis per quanto concerne la prossima stagione, in particolar modo sulle certezze in ottica calciomercato.

Dall’altra parte però ci sono sempre alla finestra sia la Juve che il Milan sono fortemente intenzionate a far loro l’allenatore.

Chiesa Lazio, aumenta il pressing dei biancocelesti. La dichiarazione di Slot lasciano di stucco tutti!

Chiesa Lazio, pressing forte da parte dei biancocelesti. Nel frattempo anche le dichiarazioni di Arne Slot dicono questo sull’attaccante

Federico Chiesa è sempre un pallino del calciomercato Lazio, e a fronte di quello che è stato il suo rendimento tra sostituzioni e punti di vista, il tecnico del Liverpool Slot ha voluto rilasciare queste dichiarazioni in sala stampa.

SLOT – «Ho scelto di far entrare prima altri. Alla fine ho tolto un difensore per Chiesa e abbiamo segnato, ma era tardi.»  Staremo a vedere come si evolverà la situazione con la Lazio, che vorrà riportarlo in Serie A.

Castro Inter, la situazione della trattativa tra i nerazzurri e il Bologna. Il prezzo per acquistare l’argentino

Castro Inter, la situazione di trattativa per quanto concerne l’attaccante del Bologna. Quanto pretendono i rossoblu per l’argentino?

Castro andrà all’Inter? Secondo quanto riportato oggi da calciomercato.com, il Bologna è pronto a trattare, ma a patto che si spenda una cifra importante.

CASTRO INTER, LA SITUAZIONE – Castro ha letteralmente conquistato l’Inter: Javier Zanetti è attivamente coinvolto nella trattativa per il talento del Bologna da diversi mesi. L’Inter continua a perseguire la sua pista, e sono previsti contatti diretti al termine della stagione. Il Bologna valuta Castro a ben 40 milioni di euro come cifra iniziale. Sarà troppo per il club nerazzurro? Lo scopriremo tra circa un mese.

Infortunio Fofana, brutto ko per il centrocampista durante Genoa Milan. Le condizioni attuali

Infortunio Fofana, brutto ko del centrocampista rossonero durante Genoa Milan: le sue condizioni dopo lo stop odierno

Durante il match di Serie A tra Genoa e Milan, al 25′ il centrocampista rossonero Fofana si è accasciato al suolo a causa di un problema fisico.

Preoccupazione in casa rossonera con tanto di possibile ko? Ad oggi sembra soltanto una botta causata da un pestone, ma verrà valutato dopo ulteriori esami strumentali: al suo posto è entrato il numero 10 rossonero Rafael Leao.

Girona-Maiorca: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Estadio Montilivi va in scena la sfida di LaLiga Girona-Maiorca: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Estadio Montilivi di Girona si giocherà la gara valevole per la 35ª giornata de LaLiga tra Girona-Maiorca. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Girona (4-4-2): Gazzaniga; Alejandro Francés, Blind, Krejci, Gutierrez; Arnau Martinez, Arthur, Herrera, Asprilla; Tsyngakov, Danjuma. Allenatore: Míchel.

Maiorca (5-4-1): Leo Roman; Mate Morey, Valjent, Antonio Raillo, Copete, Mojica; Antonio Sanchez, Mascarell, Samuel Costa, Sergi Darder; Larin. Allenatore: Arrasate.

Orario e dove vederla in tv

Girona-Maiorca si gioca alle ore 21:00 di lunedì 5 maggio per la trentacinquesima giornata di campionato spagnolo. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Calciomercato Bologna, i rossoblu vogliono a tutti i costi prendere quel giovane fuoriclasse. Ecco l’indiscrezione

Calciomercato Bologna, i rossoblu pressano e provano a chiudere a tutti i costi quel giocatore. Ecco l’indiscrezioni per l’estate

Secondo quanto raccolto da La Gazzetta dello Sport, ci sono delle novità molto importanti per quanto riguarda il calciomercato Bologna e di quella che sarà la squadra in vista del prossimo anno.

Infatti uno dei giocatori nel mirino del Bologna è sicuramente il centrocampista Nicolussi Caviglia: autore di una stagione comunque positiva alla corte del Venezia. Staremo a vedere come si evolverà la situazione poi nelle prossime settimane.

Ottolini ottimista: «Questi giocatori sono contenti a Genoa. Sul futuro di Vieira dico che…»

Ottolini, direttore sportivo del Genoa, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione in vista della gara contro il Milan di Serie A. Le ultime

Intervenuto a DAZN prima del match di Serie A Genoa-Milan, il ds Ottolini ha voluto rilasciare queste dichiarazioni.

LE PAROLE – «Vogliamo finire bene la stagione. Zanoli, Miretti e Pinamonti? Siamo molto contenti di loro, penso che abbiano dato un contributo importante. Stiamo facendo le dovute valutazioni, in queste ultime quattro partite faremo tutto. Futuro Vieira? Sì, lui è la nostra base».

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