Pagina 1030 – Calcio News 24

Conferenza stampa Spalletti: «Ecco come sta Retegui; al suo posto per ora non chiamo nessuno, ma nel caso valuto loro due…»

Le parole di Luciano Spalletti, commissario tecnico dell’Italia, in conferenza stampa in vista della sfida degli Azzurri contro la Germania

Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa in vista del quarto di finale d’andata di Nations League Italia Germania. Di seguito le sue parole.

RICORDO PIZZUL – «Con la sua voce riusciva a portare dentro tutti quelli che erano a casa, riusciva a portarli nel rettangolo di gioco, a fargli vivere la partita in maniera molto più diretta, molto più vicino rispetto alle distanze effettive. Sapeva leggere benissimo la partita, da casa ci sembrava di avere a che fare con una squadra più forte grazie alla sua voce: era lui a dare volume, era l’attaccante che salta l’uomo dei telecronisti del suo tempo. Quando accelerava con la voce c’era sempre da aspettarsi qualcosa che poteva essere la soluzione per vincere la partita. È stata una perdita di quelle che ricorderemo per tutta la vita».

RETEGUI – «L’abbiamo mandato a casa perché non ce l’avrebbe fatta, però si spera che recuperi con l’Atalanta per il campionato. Non ha un problema ben definito, ma un affaticamento. Per il momento non chiamo nessuno perché voglio vedere come va la prima sfida: può darsi che possa avere bisogno di una prima o una seconda punta in base ai recuperi di Zaccagni e Cambiaso. Se devo chiamare una prima punta chiamerò Piccoli, altrimenti Baldanzi».

BALLOTTAGGIO RICCI-ROVELLA – «Sono un po’ diversi, ma entrambi sanno giocare a calcio. Sono tutti e due bravi nella gestione e nella regia della squadra. Ricci, anche per come è stato impiegato ultimamente, è un po’ più mezzala: si inserisce di più. Rovella è più mediano, è più quello che, quando fa questa riga per terra e vede che la gente vuole andare oltre, gli viene il sangue agli occhi. Diventa tignosissimo. Non vi dico chi gioca, meglio se si aspetta l’allenamento: ho tanti dubbi, perché ho 23 calciatori forti. Il mio dubbio è su tutti, però al contempo mi fa stare tranquillo quando uno non va a casa: sono convinto che l’altro mi riuscirà a dare quello che desideriamo. Non dipende solo da come noi la vediamo dal campo, anzi dobbiamo riuscire a entrare negli occhi di chi ci vede da fuori».

IL FASCINO DI ITALIA GERMANIA – «È vero. Per i trascorsi, perché sono due nazionali fortissime, lo sono sempre state, e per la tipologia dei risultati che sono venuti fuori: hanno dato forza al fascino della partita. Sono convinto che sarà una bella gara, che entrambe giocheranno per vincere, a viso aperto. È chiaro che, se non saremo bravi nella gestione di alcune fasi della partita e dovremo rincorrere sempre, sarà molto difficile poterne uscire in maniera positiva. Per cui noi si va a giocare la nostra gara, loro ci metteranno la qualità che hanno: in alcuni momenti saremo costretti a scegliere come starci in questa qualità che esibiranno. E poi noi si vuole vincere: staremo a vedere».

CAMBIASO E ZACCAGNI SOLO PER IL RITORNO – «C’è questo rischio».

GRUPPO – «Noto che sono convinti delle qualità che hanno e del tentativo di metterla in pratica. Mi sembrano ragazzi che riflettono su quello che devono fare: così si cresce. Se lavori in una direzione ripetuta per crescere, stai sicuro che cresci. Sono qualità che vedo nei nostri calciatori: li vedo riflettere, li vedo vogliosi di crescere».

COME HA TROVATO GATTI – «Io guardo in proiezione delle due partite, dentro le due partite possono giocare tutti. Poi si valuterà di giorno in giorno, è chiaro che può succedere che tra la prima e la seconda faccia scelte differenti. Sono talmente ravvicinate che sarà difficile per qualcuno recuperare: lui è un calciatore che ha qualità ben precise, è un difensore molto forte con la difesa schierata. Ora sta mettendo roba, dentro la sua qualità, per poter fare anche cose diverse e accompagnare l’azione nella maniera giusta, cosa che non era la sua dote migliore. Noi lo abbiamo richiamato, perché vediamo tutto questo e la possibilità di adattarsi a fare cose nuove».

NAGELSMANN – «È un collega molto forte. Quando si va a vedere la sua squadra, è facilmente individuabile come allenatore di quelli moderni, che lavora sul campo. Si vede che la squadra si comporta in base alle richieste che gli vengono fatte. Il calcio di inizio ne batti uno a partita, gliene si riconoscono sette o otto battuti diversamente e ricercati: si vede che vanno a fare quella cosa richiesta dall’allenatore, a cui tutti fanno attenzione nei comportamenti. Sul calcio di rinvio variano e si vede. Nella costruzione bassa difende e costruisce a quattro, nella costruzione media passa a tre con un centrocampista che entra dentro, spinge i terzini. Gioca un calcio molto offensivo, che assomiglia molto alle qualità dei giocatori che ha. Lui è sicuramente dentro questo processo di crescita del gioco della Germania, che è partito una decina di anni fa: prima era una nazionale più attenta ad avere muscoli e forza. Dopo l’avvento di Guardiola, è stato messo dentro anche qualità tecnica, possesso palla, gioco corto. Ora è una squadra completa come proposta di calcio e Nagelsmann è dentro questa completezza di proposta. È un allenatore forte».

ASSENZE NELLA GERMANIA – «Di assenti una nazionale come la Germania non ne ha. Chi sono? Se non gioca un esterno ne gioca un altro, ne ha 4-5 di livello altissimo: sono tutti calciatori veloci, che sanno saltare l’uomo e fare uno contro uno. A metà campo gli avanzano calciatori fortissimi. Non gli manca nessuno, come a noi non manca nessuno: sarà una squadra piena di grandissima qualità e proporrà il loro gioco, al di là dell’assenza di un paio di elementi che hanno giocato più spesso».

L’ITALIA NON VINCE CON LA GERMANIA DA 13 ANNI – «È vero. Abbiamo fatto anche quattro pareggi nelle ultime sei partite, ma abbiamo il dovere di essere quel sogno che tutti gli italiani hanno nel vedere giocare la Nazionale. Cioè vincere le partite ed essere una nazionale forte: noi abbiamo questo dovere qui. Ci dobbiamo portare dietro la nostra storia, nel bene e nel male, conoscere bene quello che vogliono gli italiani vedendo giocare a calcio la nostra nazionale».

RETEGUI PUO’ ESSERCI PER LE PROSSIME PARTITE DELL’ATALANTA – «Una puntina di roba c’è, però non è una cosa così importante. Ballano i giorni insomma».

KEAN – «Siccome penso che verrà fuori una partita da sbattimento, da continui ribaltamenti di fronte, Kean in questo sbattimento è più adatto. Retegui lo sa fare, ma è più bravo nell’area di rigore per quello che ho visto io. Kean parte più da lontano, qualche volte riparte da metà campo e non ha bisogno di nessuno, sbatte su un paio di difensori e riesce ugualmente a concludere in porta».

RISCHIO SBANDAMENTO – «Secondo me non siamo a rischio, se non succede qualcosa di particolare. Poi ci sono delle cose e dei momenti durante le partite, che possono ribaltare totalmente la naturalezza dello scorrimento. Ma, per quello che ho visto io, non siamo a rischio».

CONDIZIONI CAMBIASO – «Il fatto che sia venuto, che sia qui e che lavori giornalmente è segno che ci vuole stare. Lo riteniamo un calciatore che ama il lavoro che fa. Quando ami profondamente qualcosa poi ti viene più coraggio: lui vuole bene alla Nazionale, ci vuole stare e ha il coraggio di soffrire anche un po’ pur di portare a casa una prestazione utile per i suoi compagni».

BUONGIORNO GIOCA – «Nelle due partite è possibile. Anzi, quasi sicuramente giocherà Buongiorno nelle due partite».

SIMILITUDINI ALLA SFIDA CON LA FRANCIA – «Come forza, come qualità che si può prendere durante questa partita, come situazioni che ci possono far crescere, ce ne sono molte. Assomiglia molto a quella partita, ma dipende dallo storico, dal collettivo, dalla squadra avversaria, dal bello di queste sfide così emozionanti».

GERMANIA OFFENSIVA, MA CHE LASCIA SPAZIO DIETRO – «È sempre così nel calcio. Se aspiri a qualcosa di importante c’è bisogno sempre di una disponibilità incondizionata, anche a dover soffrire un pochettino. Loro ci saranno dei momenti in cui comanderanno la partita, e non dobbiamo lasciargli la possibilità di giocare sempre in campo aperto. Avendo queste qualità di velocità, potrebbe essere un problema. Una delle qualità più importanti del calcio è saper scegliere come comportarsi in alcuni momenti, saper scegliere i momenti in cui si va tutti a sbattere forte addosso all’avversario facendo uomo contro uomo a tutto campo, e quelli in cui gli si concede un po’ di palla perché non siamo equilibrati come blocco squadra, facendo questo rientro cattivo fino a essere tutti sotto palla. Poi c’è il momento che bisogna valutare se si può ripartire. Non è sempre in un modo e sempre in un altro: bisogna cambiarlo, sennò loro continuano a dire che giochiamo all’italiana. Ci saranno momenti diversi, bisogna essere sempre legati in quello che si fa».

HA TROVATO MEGLIO KEAN ANCHE SUL PIANO PERSONALE – «Sì, molto. Poi con lui ho avuto la possibilità di confrontarmi, non solo sul calcio, al telefono o quando sono andato a vedere la Fiorentina. L’ho conosciuto meglio, è un po’ diverso dal messaggio che manda: è un ragazzo molto sensibile, che tiene alla sua professione e ai suoi compagni. È perfettamente dentro quella qualità morale di squadra che vogliamo andare a creare».

I GOL DEI CENTROCAMPISTI PER COPRIRE L’ASSENZA DI RETEGUI – «È una considerazione corretta, ci aggiungerei anche Casadei. Si guarda di fare le cose più logiche possibile, un po’ di equilibrio bisogna averlo. Se metti un centrocampista ti dà una mano in più, se metti uno come Raspadori o Maldini hai più possibilità di fare gol. Magari Raspadori ti aiuta ugualmente a fare la fase difensiva, perché ora sta benissimo e ha tutto»

Calafiori: «Italia Germania non è mai una partita qualsiasi; la Premier è un campionato a parte, è diversa dalla Serie A in questo»

Le parole di Riccardo Calafiori, difensore dell’Italia, in conferenza stampa in vista della sfida degli Azzurri contro la Germania

Riccardo Calafiori ha parlato in conferenza stampa in vista del quarto di finale d’andata di Nations League Italia Germania. Di seguito le sue parole.

DIFESA A 3 – «Mi trovo benissimo sia con Di Lorenzo che con Bastoni, con chiunque giochi. Il mister ci chiede, in entrambe le fasi, di cercare di aiutare la squadra e noi ci proviamo. Ci prepariamo a questa sfida, è sempre Italia-Germania e non è una sfida come le altre. È sicuramente molto importante, ho tanti ricordi: penso alla semifinale dei mondiali o a quella degli europei, anche nelle occasioni in cui non abbiamo vinto abbiamo dato sempre il massimo».

ESPERIENZA IN PREMIER – «La Premier è un campionato a parte, che ti dà tanto. Non sarà facile, ma siamo un bel gruppo: penso alla squadra, più che al personale».

PREMIER PIU’ INTENSA DELLA SERIE A – «Non mi sento di fare paragoni, sono campionati diversi: magari le squadre pensano meno a difendersi e a fare un gol in più».

AUTOCRITICA DI SPALLETTI PER GLI EUROPEI – «Potete chiederlo a lui… So che abbiamo ricominciato questo nuovo ciclo e ci troviamo bene: la squadra è giovane, siamo affiatati, con alcuni ci conosciamo da parecchio. Penso che in campo si sia vista la differenza rispetto agli europei».

COSA É CAMBIATO DALL’ESTATE SCORSA – «Non lo so, il carico psicologico agli europei è normale averlo. Secondo me abbiamo accettato la batosta presa, è stata fondamentale la prima partita con la Francia. Siamo migliorati tanto, domani è un test importante per vedere a che punto siamo».

GIOCARE IN CHAMPIONS – «Era un sogno che avevo da bambino, l’ho realizzato ed è un’emozione grandissima. Preferisco giocare a livelli altissimi come Champions, Premier o Nazionale».

PROVARE ALTRI RUOLI – «Avevo parlato del centrocampista, mi riferivo a quello. Non è un obiettivo, ma è più saper fare più cose possibili, nel miglior modo. È una cosa fondamentale nel calcio moderno».

RICORDO GOL DI ZACCAGNI SU SUO ASSIST – «L’emozione è enorme, forse la più grande mai provata in carriera, per quello che era successo prima e per l’importanza che ha avuto. L’ho rivista parecchie volte, quello che mi emoziona tuttora sono le emozioni sui maxi-schermi: è una cosa che sa di Nazionale e che non puoi provare con il club. Non mi ricordo cosa stavo pensando, sapevo che era l’ultima azione e ho dato tutto: anche Mattia ha fatto un gol non da poco, complicato e pesante».

CHE PARTITA SI ASPETTA – «L’ho detto, non sarà mai una partita come le altre. Non so bene che gara aspettarmi, sia a noi sia a loro manca qualche giocatore. È un test importante, sicuramente vogliamo vincere per poi andare alle fasi finali di Nations League».

I TEDESCHI CI SOFFRONO – «Non lo so, troppe cose sono cambiate negli anni. Non saprei. Loro magari hanno avuto sempre questa spocchia, questa cosa di essere superiori e noi magari li abbiamo portati coi piedi per terra. Però ogni partita fa storia a sé: noi siamo umili e pensiamo a dare il massimo».

NXGN 2025: ecco la classifica dei migliori 50 under 19 del mondo: Yamal ancora il migliore tre dalla Serie A, due gli italiani

NXGN 2025: ecco la classifica dei migliori top 50 calciatori under 19 – Lamine Yamal è ancora il primo, tre calciatori di Serie A

La piattaforma Goal.com ha rilasciato la NXGN 2025, la classifica che rilascia ogni anno per i migliori 50 Under 19 del mondo. Nella lista, che vede al vertice per il secondo anno consecutivo Lamine Yamal, vede tre giocatori di Serie A: i milanisti Liberali e Camarda (quest’ultimo in top 10) e lo juventino Adzic. Le squadre più presenti sono Barcellona e Tottenham – 4 giocatori a testa -, con quattro giocatori a testa. Dominio di centrocampo e attacco – rispettivamente 20 e 23 in lista – solo 6 difensori e un unico portiere. Di seguito l’elenco completo.

50. Chido Obi (Manchester United, attaccante)
49. Gilberto Mora (Club Tijuana, centrocampista)
48. Diego Kochen (Barcellona, portiere)
47. Amara Diouf (Generation Foot, attaccante)
46. Luis Guilherme (West Ham, attaccante)
45. Andrija Maksimovic (Stella Rossa, centrocampista)
44. Senny Mayulu (Paris Saint-Germain, centrocampista)
43. Yang Min-hyeok (Tottenham, in prestito al QPR, attaccante)
42. Rio Ngumoha (Liverpool, attaccante)
41. Martim Fernandes (Porto, difensore)
40. Vasilije Adžić (Juventus, centrocampista)
39.
Agustín Ruberto (River Plate, attaccante)
38. Josh Acheampong (Chelsea, difensore)
37. Adam Aznou (Bayern Monaco, in prestito al Real Valladolid, difensore)
36. Charalampos Kostoulas (Olympiacos, attaccante)
35. Bence Dárdai (Wolfsburg, centrocampista)
34. Mattia Liberali (Milan, centrocampista)
33.
Konstantinos Karetsas (Genk, centrocampista)
32. Eli Junior Kroupi (Bournemouth, in prestito al Lorient, attaccante)
31. Marc Guiu (Chelsea, attaccante)
30. Cavan Sullivan (Philadelphia Union, centrocampista)
29. Chris Rigg (Sunderland, centrocampista)
28. Marc Bernal (Barcellona, centrocampista)
27. Assan Ouédraogo (RB Lipsia, centrocampista)
26. Luka Vušković (Hajduk Spalato, in prestito al Westerlo, difensore)
25. Lewis Miley (Newcastle, centrocampista)
24. Stefanos Tzimas (Brighton, in prestito al Norimberga, attaccante)
23. Tyler Dibling (Southampton, centrocampista)
22. Mikey Moore (Tottenham, attaccante)
21. George Ilenikhena (Monaco, attaccante)
20. Kendry Páez (Independiente del Valle, centrocampista)
19. Franco Mastantuono (River Plate, centrocampista)
18. Julien Duranville (Borussia Dortmund, attaccante)
17. Lucas Bergvall (Tottenham, centrocampista)
16. Vitor Reis (Manchester City, difensore)
15. Rodrigo Mora (Porto, centrocampista)
14. Sverre Nypan (Rosenborg, centrocampista)
13. Archie Gray (Tottenham, centrocampista)
12. Ayyoub Bouaddi (Lille, centrocampista)
11. Geovany Quenda (Sporting CP, attaccante)
10. Francesco Camarda (Milan, attaccante)
9.
Jorrel Hato (Ajax, difensore)
8. Myles Lewis-Skelly (Arsenal, centrocampista)
7. Claudio Echeverri (Manchester City, centrocampista)
6. Ethan Nwaneri (Arsenal, centrocampista)
5. Endrick (Real Madrid, attaccante)
4. Warren Zaïre-Emery (Paris Saint-Germain, centrocampista)
3. Pau Cubarsí (Barcellona, difensore)
2. Estevao Willian (Palmeiras, attaccante)
1. Lamine Yamal (Barcellona, attaccante)

Francia, Thuram lascia il ritiro, Theo rimane con i Blues: la scelta di Deschamps che accende il derby

Francia, Thuram lascia il ritiro della nazionale, Theo Hernandez invece rimane a disposizione di Deschamps: la protesta social dei tifosi

Dal ritiro di Clairefontaine della Francia a San Siro: in vista del prossimo derby in calendario, il 2 aprile, andata della semifinale di Coppa Italia, si accende la sfida tra Inter e Milan e la scintilla la scatena Deschamps.

Come riportato da Sportmediaset, il ct francese ha deciso di far rientrare a Milano il nerazzurro Marcus Thuram, alle prese con un dolore persistente alla caviglia sinistra, mentre invece Theo Hernandez, terzino rossonero, rimarrà ancora con il gruppo dei Blues, nonostante anche lui non sia al top della condizione a causa di un problema al polpaccio che lo aveva costretto al cambio contro il Como. La decisione ha scatenato sui social la reazione dei tifosi milanisti, arrabbiati per la decisione del ct francese di lasciarne tornare uno, ma non l’altro

Lucca Udinese, in estate può lasciare i friulani: due big di Serie A sull’attaccante

Lucca Udinese, in estate potrebbe lasciare i friulani: sull’attaccante da 10 gol per ora in stagione ci sono due big di Serie A

Lorenzo Lucca potrebbe lasciare l’Udinese nella prossima sessione di calciomercato: come riportato da Gianluca Di Marzio infatti l’attaccante dei friulani – già a 10 gol in questa stagione – piace alle big italiane.

A gennaio avevano fatto un tentativo Atalanta, Milan e Roma, mentre ora sull’attaccante ci sono anche Inter e Napoli. Per i nerazzurri è uno dei profili – oltre a Castro e Krstovic – per rinforzare il reparto, che vedrà il probabile addio di Correa in estate. Per quanto riguarda i partenopei, il profilo combacia con quello tracciato da Conte da affiancare in attacco a Lukaku.

Calciomercato Napoli, Manna ha individuato il rinforzo giusto per la difesa di Conte: ecco chi è

Calciomercato Napoli, Giovanni Manna ha scelto il prossimo rinforzo per la difesa del Napoli: gioca in una big di Serie A, ecco chi è

Secondo quanto riportato da Sky Sport Giovanni Manna, per la prossima finestra di calciomercato del Napoli avrebbe messo nel mirino Federico Gatti. Il difensore della Juve sarebbe balzato in cima alla lista del ds dei partenopei.

I due si conoscono molto bene, con il Napoli intenzionato a fare un investimento importante con un giocatore già pronto dopo Marianucci, già bloccato dall’Empoli per la prossima stagione. La Juve è dunque avvisata: il Napoli piomba su Gatti.

Bologna, Cambiaghi: «Vogliamo l’Europa, puntiamo al massimo. L’infortunio è stato una botta, ora ho un sogno»

Le parole di Nicolò Cambiaghi, calciatore del Bologna, sull’obiettivo del club rossoblù in Serie A. Tutti i dettagli in merito

Nicolò Cambiaghi ha parlato a Sky Sport della stagione del Bologna dopo la vittoria contro la Lazio ha regalato ai rossoblù il quarto posto in classifica.

INFORTUNIO – «Dico la verità, è stata senza dubbio una grande botta a livello mentale. Ero appena arrivato al Bologna, una piazza importante e che faceva la Champions League, farsi male alla prima giornata è stato un grande dispiacere. Mi è dispiaciuto tanto star fuori questi mesi, perché ero molto carico, avevo grande voglia di dimostrare il mio valore e di mettermi in gioco».

RECUPERO – «Il primo mese per me è stato molto duro, anche perché non avevo mai avuto un infortunio lungo e grave. Questa è anche stata la mia prima operazione e tutto era nuovo per me. Il non camminare, usare le stampelle, il dolore, non riuscire a dormire… Poi, insieme alle persone che mi hanno aiutato, ho fatto dei grandi passi in avanti. Ricordo la prima corsetta, al terzo mese circa, e poi piano piano ho ripreso a fare tutte le cose che per un giocatore che sta bene sono normali ma che per uno che si opera al crociato sono grandi cose. All’inizio, quando sono rientrato, il mio obiettivo era quello di star bene, poi ovviamente se vengono anche le cose anche in campo, tanto meglio. Mi sento bene, ma non avendo giocato per tanti mesi non ho ancora i 90 minuti. A volte un allenamento faccio un pelo meno per recuperare energie e faccio una seduta dedicata al ginocchio per tenere la forza. In generale, penso che per i mesi che sono passati sto veramente molto molto bene».

BOLOGNA – «Fin da subito ho sentito la vicinanza di tutta la squadra. Non è scontato, ma questo è veramente un bel gruppo. Si sentono tutti importanti, ci alleniamo molto bene, ogni tanto ci vediamo anche fuori e andiamo veramente tutti d’accordo. Remiamo tutti verso la stessa direzione e questa è la cosa più importante. Obiettivo? Come ha detto il mister: l’Europa, non possiamo sapere quale».

SOGNO NAZIONALE – «È un sogno che ho fin da ragazzino, quando vedevo la Nazionale vincere i Mondiali nel 2006. Lavoro tutti i giorni per realizzare anche questo sogno, che penso abbiano tutti i giocatori italiani, e per raggiungere la maglia Azzurra. Però non è un’ossessione».

Calzona: «Spalletti un maestro, mi ispiro a lui. Futuro? Vorrei allenare in Italia, sull’addio di Kvara…»

Le parole di Francesco Calzona, ct della Slovacchia ed ex allenatore del Napoli, sul suo futuro dopo l’avventura in nazionale

Francesco Calzona ha parlato del suo futuro a La Repubblica in vista degli impegni della Slovacchia in Nations League.

ITALIA-GERMANIA – «Possiamo già dire di aver avuto un sorteggio sfortunato, nell’attesa di conoscere l’epilogo di questa sfida di Nations League. Non saremo noi i favoriti, in ogni caso. I tedeschi sono al solito temibili ed è cresciuta pure la Nazionale di Luciano Spalletti, che non è più quella degli Europei e ora è quadrata, forte».

SFIDARE L’ITALIA – «Sarebbe emozionante. Avrei la possibilità di cantare due inni: un’esperienza vissuta nel calcio da pochi. Spalletti? Sono stato il suo vice, è un maestro. Lavorare con lui è stato eccezionale: ho imparato tanto, è uno stratega, sa come gestire».

FUTURO – «Sono concentrato sulla Slovacchia. Poi spero di trovare una squadra che mi dia la possibilità per esprimermi: meglio se in Italia, ma senza preclusioni per l’estero».

ADDIO KVARA – «Il Napoli è cresciuto nel corso del campionato e adesso è una squadra forte, che può ancora ambire allo scudetto. C’erano tanti malumori e qualche strascico era inevitabile. Ma sono contento per De Laurentiis che il peggio sia passato. L’annata brutta del Napoli è stata solo un episodio. Antonio Conte è la guida giusta, anche per l’ambiente».

Torino, Donnarumma si racconta: «Non potevo rifiutare il Toro. Gigio? Vi racconto il nostro rapporto dal Milan. A Milinkovic cucinerei…»

Torino, Antonio Donnarumma si racconta, il terzo portiere dei granata a ruota libera, dal passato al Milan, al fratello Gigio, il Toro e le (tante) passioni

Il Torino, il fratello Gigio, le passioni e tanto altro. Antonio Donnarumma è l’ultimo protagonista di ‘Get to know’, rubrica nella quale il club piemontese – tramite il proprio canale ufficiale Youtube – racconta (fuori e dentro dal rettangolo verde) i suoi tesserati. Il classe ‘90 ha così svelato alcuni retroscena sulla sua esperienza in granata come terzo portiere: «Una chiamata che non potevo rifiutare», ma anche il rapporto con l’attuale numero uno del PSG: «Per me è un orgoglio essere suo fratello». Spazio poi agli hobby quali la pesca, la cucina e tanto altro. Vediamo alcuni estratti:

DONNARUMMA AL TORINO – «Come procede? Molto bene, sono davvero felice di essere qua. Potermi allenare tutti i giorni al Filadelfia è una grande emozione, davvero un orgoglio»

LA CHIAMATA IN GRANATA – «Dopo che ho terminato il mio contratto con il Padova ho ricevuto alcune richieste, alcune proposte. Poi, è arrivata quella del Torino e penso che al Torino non si possa rinunciare…la mia risposta è stata subito positiva»

FONTE DI ISPIRAZIONE PER IL FRATELLO – «Sicuramente lui mi vedeva in campo allenarmi tutti i giorni. Ricordo che io avevo 13-14 anni, lui 4-5, mi veniva già dietro ed è stato fin da subito per lui un amore fare il portiere (ride, ndr). Mi ricordo che ha iniziato a mettersi subito i guanti e a giocare in porta»

RIVALITA’ CON GIGIO – «No no, l’abbiamo vissuto con grande serenità! E’ sicuramente un orgoglio che lui sia uno dei portieri più forti al mondo»

ESPERIENZA INSIEME – «Quanto è stato importante allenarsi al Milan? E’ stato molto importante, anche da parte mia. Allenarmi con portieri del genere, soprattutto con mio fratello, è stato veramente un orgoglio per tutti e due. Alla fine avevamo l’opportunità di parlarci, di confrontarci e di migliorarci insieme».

DONNARUMMA E LE PASSIONI EXTRA CAMPO – «Vado a pescare. Appena ho una mezza giornata la sfrutto per andare a pescare. Come? Se c’è la possibilità pesca d’altura, mi piace anche la pesca dalla spiaggia o dal porto più semplicemente»

L’IMPEGNO IN BENEFICIENZA – «Si, è una cosa che faccio con piacere. Con mia moglie seguiamo tante iniziative. E’ una cosa che portiamo avanti con tanto piacere»

LA CUCINA – «Cosa preparerei agli altri portieri del Torino? A Milinkovic Savic una bella carbonara e a Paleari gli piacciono gli gnocchi, quindi…gli gnocchi alla sorrentina»

LA CASA LONTANA DAL CENTRO DI TORINO – «Ho fatto una scelta alternativa, ho preso casa un po’ fuori. Ho i bambini che amano il giardino e stare all’aperto»

Infortunio Retegui, si ferma l’attaccante dell’Atalanta (salterà le due gare di Nations League). Le condizioni

Infortunio Retegui, risentimento muscolare per l’attaccante dell’Atalanta. Il centravanti lascia il ritiro della Nazionale (aspettando ulteriori esami)

Brutte notizie per l’Italia (e anche per l’Atalanta). In vista della gara di domani di Nations League contro la Germania, gli azzurri dovranno fare a meno del centravanti Mateo Retegui causa infortunio.

Il centravanti atalantino pare abbia riscontrato un risentimento muscolare, e nelle prossime ore verranno fatti ulteriori accertamenti a Zingonia sull’entità del danno (ed eventuali tempi di recupero).

Juve, Delneri non ci sta: «Fastidiosi i paragoni con Motta, io non ho avuto quel mercato. Ora devono capire una cosa»

Le parole di Luigi Delneri, ex allenatore della Juve, sul momento di difficoltà dei bianconeri di Motta in Serie A. I dettagli

Luigi Delneri ha parlato al Messaggero Veneto del momento di crisi della Juve.

PARAGONI – «No, anche perché le analisi non sono sempre veritiere. La mia era una squadra in evoluzione, doveva essere un anno di transizione e comunque non ci furono gli investimenti fatti nella scorsa estate. Noi prima degli infortuni di Quagliarella e Iaquinta eravamo terzi in classifica. Poi qualcosa sbagliammo, questo è indiscutibile».

MOTTA – «Alla Juve devi giocare sempre per vincere non importa dove, come e quando. Il calcio di Motta è quello di un progetto a lungo termine, fatto sulla cultura del fraseggio, ma Torino non è Bologna, in Emilia danno il tempo di sbagliare ad allenatore e giocatori, alla Juventus no».

L’INTERVISTA INTEGRALE A DELNERI SU JUVENTUS NEWS 24

Davide Santon: «Ero il “bambino” di Mourinho, poi gli infortuni e le critiche mi hanno messo ko. Ero depresso dopo avere smesso con la Roma, è stato importante questo»

Le parole di Davide Santon, ex terzino di Inter e Roma, sui suoi ricordi nel mondo del calcio dopo il ritiro. Tutti i dettagli in merito

Giovane prodigio e l’addio al calcio a soli 31 anni: la vicenda di Davide Santon presenta questi due estremi, tra precoce esplosione nel calcio che conta e un ritiro dalle scene dopo troppi infortuni. L’ex difensore dell’Inter si è raccontato su La Gazzetta dello Sport.

MOURINHO DISSE: «IL BAMBINO É BRAVO» – «È una frase speciale, come chi l’ha pronunciata. Il soprannome mi è rimasto appeso per la vita: ero davvero un bambino felice in mezzo a tanti giganti. Mou non voleva essere teatrale, come faceva a volte, ma sincero: pensava solo a trasmettere fiducia per il futuro che avevo davanti».
GLI INFORTUNI – «Se all’epoca un mister mi diceva “ho bisogno di te”, io rispondevo “sono pronto”, anche se non lo ero. Quando mi sono rotto il ginocchio la prima volta in U21, ho accettato di giocare la ripresa stringendo i denti e rovinandomi completamente: oggi direi di no e, al rientro, non forzerei più i tempi. Dopo il primo ritorno, ho iniziato a giocare male e, dopo 4 mesi, nuova operazione e fuori altri 8. Da quel momento in poi posso dire di aver giocato spesso con una gamba e mezza. Anche solo per allenarmi dovevo tenere il ghiaccio per ore: una zavorra dal punto di vista mentale. Gli errori, le critiche, gli affanni in campo: erano gocce che scavavano nella testa. Serviva aiuto per provare a rialzarsi».
IL SUPPORTO PSICOLOGICO – «È stato decisivo nei primi 6-7 mesi dopo aver smesso alla Roma: ero depresso, senza meta. Pensavo solo alla mia fine triste, diversa da quella che avrei voluto, eppure ero così stanco… Il calcio era diventato solo sofferenza più che gioia, però nello stesso tempo ero pieno di “se”: se avessi fatto quello, se non mi fossi fatto male, se, se… Ma se il rimpianto ti assale, serve aiuto»

Italia-Germania, Bierhoff: «Nel 1982 mi piaceva l’Italia, scelsi il numero 20 per Paolo Rossi. Conte non era un avversario simpatico. Del lavoro di Spalletti penso questo»

Le parole di Oliver Bierhoff, ex attaccante della Germania e del Milan, sulla sfida contro l’Italia in Nations League. I dettagli

Oliver Bierhoff è stato il centravanti che ha regalato l’Europeo alla sua Germania nel 1996 con una doppietta in finale. In Italia ha giocato, si è vinto uno scudetto con il Milan, è un profondo conoscitore del calcio anche per la sua importante carriera dirigenziale. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato il giorno prima di Italia-Germania.

IL SUO PRIMO ITALIA-GERMANIA – «Il Mondiale militare. Perdemmo 2-0. Avevo 19 anni e dall’altra parte c’erano anche Vialli e Ferrara. Si diceva già che fossero grandi calciatori. Ma si parlava anche di un ragazzo che sarebbe esploso, anche se non era a quel torneo: Paolo Maldini».
IL PRIMO RICORDO AZZURRO – «No, avevo 14 anni nella finale del 1982. Collezionavo le figurine per l’album Panini, mi piacevano gli azzurri: Scirea, Cabrini, Zoff, Paolo Rossi. Anche se la Germania ha perso contro di loro, questi grandi calciatori italiani mi avevano colpito. Così quando sono andato in Austria a giocare avevano già i numeri liberi, non da uno a 11 come in Germania. E io, tedesco, presi il 20 come Paolo Rossi. Non l’ho più lasciato».
LA SCONFITTA A EURO 2012 – «Quella fu veramente una botta dura per noi, perché non ci sentivamo inferiori, al contrario del 2006. La sconfitta nel 2012 è stata forse una delle più amare e più sentite nella nostra era. Anche se poi ci spinse al titolo Mondiale del 2014».
LA VITTORIA AI RIGORI NEL 2016 – «Altra notte di tensione, ma passammo noi. Di Conte ho grande rispetto, dà grande grinta, però da avversario non è proprio simpatico. Era così anche da calciatore, quando ci avevo giocato contro non era uno che piaceva, che parlava tranquillamente con te. A Bordeaux quasi non ci siamo neanche guardati. In campo poi avevamo più qualità, ma l’ultimo rigore è entrato in maniera strana, debole. Si vede che era scritto nelle stelle».
LA CRISI DELL’ITALIA – «L’Italia non è più l’avversario di cui si ha più paura, la bestia nera. Senza offendere nessuno, però soprattutto nel 2006 c’era altra qualità negli azzurri. Io penso che sia stato un grandissimo risultato vincere l’Europeo del 2020, ma generalmente tanti nomi non sono al livello del passato».
LA RICOSTRUZIONE DI SPALLETTI – «Si deve avere l’orgoglio di giocare in nazionale, di trovarsi bene in un’unità che ha degli obiettivi grandi e che capisci che si possono raggiungere solo con entusiasmo e spirito di squadra, anche se c’è meno qualità. Se hai 10, 12, 15 campioni, come abbiamo avuto anche noi nel 2014, è più una gestione di persone. Altrimenti devi lavorare sul gruppo, sull’identità, sulla disciplina. Andare in campo e capire che il risultato si può ottenere soltanto insieme».

Calciomercato Barcellona, si prepara la successione a Lewandowski. Tutti i nomi presi in esame da Flick, ci sono anche due “italiani”

Le ultime sulle possibili mosse di calciomercato del Barcellona in attacco, con il sostituto di Robert Lewandowski. I dettagli

Il Barcellona ha la fortuna – chiamatela bravura, in realtà, è più corretto – di possedere contemporaneamente il capocannoniere della Liga e quello della Champions League, vale a dire il polacco Lewandowski e il brasiliano Raphinha. Ma un grande club non si adagia sul presente, anche perché nulla è stato ancora conquistato – anche se ci sono ottime possibilità di farlo – e la carta d’identità dell’ex bomber del Bayern dice che ad agosto compirà 37 anni, anche se non sembra sentirli. Il casting per la successione è già iniziato.

Secondo il Corriere dello Sport i nomi che potrebbero approdare in blaugrana corrispondono al meglio che c’è in giro. L’elenco è composto da un po’ di grandi bomber: Osimhen, che avrebbe un prezzo di 75 milioni; Isak, protagonista col Newscastle, ma con una richiesta da parte del club di 25 milioni superiore a quella di De Laurentiis per il nigeriano; Gyokeres, che parrebbe interessato alla Premier League; Vlahovic della Juve, gradito al tecnico Flick; David, che a giugno va in scadenza col Lille e, di conseguenza, rappresenta un’occasione; infine, Ekitike, 19 gol con l’Eintracht Francoforte, che potrebbe crescere proprio accanto a Lewandowski.

Venezia-Bologna, cambio in porta per Italiano? Ecco perché potrebbe puntare su Ravaglia al posto di Skorupski

Le ultime sulla possibile scelta in porta di Vincenzo Italiano per la prossima sfida del Bologna contro il Venezia. Tutti i dettagli

Il Bologna, reduce dall’esaltante 5-0 con la Lazio e dal raggiungimento del quarto posto, fa i conti e non può che essere felice per una squadra dove segnano tutti. Proprio l’ultima gara, contrassegnata da 5 marcatori diversi, ne è la dimostrazione e non può che rendere ancora più interessanti le prospettive per il futuro: Ma Italiano deve pensare anche a quanto accade dietro e segnatamente alla figura del portiere.

Secondo il Corriere dello Sport, quotidiano informato sulle vicende di casa rossoblu, per la prossima gara ci sarà un avvicendamento tra i pali. Federico Ravaglia, 25 anni, finora 10 presenze in stagione, potrebbe prendere il posto di Lukasz Skorpuski, impegnato in nazionale con la sua Polonia. Tenendo conto della possibilità di lavorare a tempo pieno con la squadra e anche dell’imminente semifinale di Coppa Italia con l’Empoli, non è improbabile che l’italiano trovi maggiore spazio, a partire proprio dall’importante trasferta di Venezia dove è necessario fare bottino pieno per rafforzare le aspirazioni di grande Europa.

Genoa, Blasquez: «Futuro Vieira? Contratto chiaro, deve rimanere! Il nostro obiettivo non è la salvezza…»

Le parole di Andreas Blasquez, CEO del Genoa, sul futuro di Patrick Vieira sulla panchina dei rossoblù. I dettagli in merito

Andreas Blasquez ha parlato ai microfoni di Primocanale del momento del Genoa e del futuro di Patrick Vieira.

FUTURO VIEIRA – «E’ una grande persona e un grande allenatore. Una persona che ha saputo unire la squadra che lui pensava forte e si è poi rilevata così. Una persona che ci ha dato ogni giorno gioia, a livello di atteggiamento, a livello personale, a livello di qualità di temperamento e siamo molto contenti di Patrick. Ha un contratto con il Genoa e il mio desiderio è che rimanga qui».

SALVEZZA – «Stiamo lavorando per finire la stagione nel miglior modo possibile. Per me l’obiettivo, l’ho sempre detto, non era la salvezza ma finire a metà classifica. Il nostro obiettivo è questo e continuiamo a fare il meglio possibile in questo campionato».

TANTI GIOVANI – «E’ molto importante schierare giocatori col DNA genoano. Tanti allenatori che sono stati al Genoa lo hanno fatto. Stiamo sfruttando i tanti giovani che abbiamo, L’anno prossimo ci saranno tanti più giovani, stiamo lavorando su tanti ragazzi nel nostro settore giovanile. Vieira l’ha fatto forse di più ultimamente ma siamo contenti in ogni caso».

Italia-Germania, Gianni Rivera: «Spalletti ha ricostruito il gruppo. Io non sono stato invitato, ma anche il Milan si è dimenticato di me… Ecco cosa ricordo del 4-3 in Messico»

Le parole di Gianni Rivera, ex calciatore dell’Italia e del Milan, sulla sfida contro la Germania in programma in Nations League

Quando c’è Italia-Germania, è inevitabile riandare alla memoria degli Italia-Germania che furono e ai loro protagonisti. Su tutti Gianni Rivera, ovviamente, ovvero l’autore del gol di quel mitico 4-3 del Mondiale 1970 nella “partita del secolo”. Ecco le sue parole al Corriere della Sera.

NON L’HANNO INVITATO A SAN SIRO – «Non ci hanno pensato o non hanno voluto pensarci. Certo mi dispiace, Rivera in tribuna durante Italia-Germania sarebbe stata una bella immagine televisiva per chi ama il calcio».
IL 4-3 IN MESSICO – «Il gol di Schnellinger segnato per caso, io che batto la testa sul palo dopo il gol preso per colpa mia, la finta che sbilancia Maier, l’abbraccio di Riva. E quella palla che sembrava non voler entrare mai ma che mi tolse un peso dal cuore».
L’ITALIA SVEGLIA DI NOTTE PER LA GARA – «Una partita così non si ripeterà mai più. È un pezzo unico di storia del calcio, è un romanzo più che una partita. E poi un gol come quello che ho fatto oggi è impossibile da realizzare».
L’ITALIA DI SPALLETTI – «Il ct ha ricostruito il gruppo dopo un Europeo difficile. Può fare solo meglio a cominciare proprio dal match con i tedeschi».
SENZA MONDIALI DAL 2014 – «Le cause sono tante ma ho l’impressione che da quando ci sono i procuratori i calciatori crescano male. Poi gli stranieri sono veramente tanti. Stavolta però non bisogna fallire».
INTER-BAYERN – «Penso che l’Inter possa arrivare in fondo alla Coppa. Anche se ha i colori nerazzurri è pur sempre una squadra italiana…».
QUANTO GOL FAREBBE LEAO CON UN RIVERA ALLE SPALLE – «Tanti. È un ragazzo che ama attaccare gli spazi, sarebbe la mia freccia ideale come lo furono Altafini, Prati e Maldera».
IL MILAN NON L’HA INVITATO AI 125 ANNI – «Mancavano anche Maldini, Boban, Altafini… sono in buona compagnia. Certo il Milan senza la sua storia non è il Milan. Ma cosa vuole che sappiano gli americani di storia e di calcio?».

Morata si pente: «Milan? Ho sbagliato a lasciare l’Atletico, tutti mi dicevano che era un errore. Fonseca mi ha convinto così»

Le parole di Alvaro Morata, attaccante spagnolo del Galatasaray, sulla sua breve parentesi in rossonero con il Milan. I dettagli

Alvaro Morata è tornato a parlare a El Larguero della sua breve parentesi al Milan.

GALATASARAY – «Ho fatto di tutto a Istanbul, con Alice andiamo al Gran Bazar e ci infiliamo ovunque. È impressionante, multiculturale. Con la squadra, quando c’è una settimana lunga, andiamo ad Antalya, ci rilassiamo un po’ in spiaggia e si sta benissimo. I turchi sono molto rispettosi».

TRASFERIMENTO AL MILAN – «Credo che d’estate avrei dovuto riflettere meglio su cosa fare, se restare o meno all’Atletico. Quando non stai bene in un determinato momento della tua vita, prendi decisioni sbagliate in tutti gli aspetti. Ma non si può cambiare, ora sono molto felice. Se potessi tornare indietro… probabilmente non avrei preso quella decisione. Ora che sono qui, mi rendo conto di non aver visto la realtà. Proprio quando siamo diventati Campioni d’Europa, nell’Atletico c’erano sempre più persone che mi volevano e avevano capito chi ero».

FONSECA DECISIVO – «Quando attraversi momenti difficili, vedi tutto in modo grigio, anche se hai persone che ti vogliono bene e ti dicono che stai sbagliando. Agli Europei, avevo la testa piena di quei pensieri, è arrivata l’opportunità con il Milan e l’allenatore Fonseca mi chiamava ogni giorno. Avevo bisogno di sentirmi amato e valorizzato, anche se guardando indietro, non ho capito che anche il Cholo mi apprezzava e mi voleva. Mio padre e il mio agente mi dicevano che stavo sbagliando».

Fagioli rivela: «Ho pianto per la Juve, ma ora alla Fiorentina sono tornato a vivere. Motta non mi considerava, ringrazio solo Allegri…»

Le parole di Nicolò Fagioli, centrocampista della Fiorentina, sul suo addio alla Juve ed l’impatto con il club viola. I dettagli

Nicolò Fagioli ha parlato al Corriere dello Sport della sua nuova avventura alla Fiorentina e dell’addio alla Juve.

ADDIO ALLA JUVE E IMPATTO ALLA FIORENTINA – «Mi sono riappropriato della mia vita… Alla Juve sono stato undici anni, quando a fine dicembre ho deciso che me ne sarei andato mi sono sentito più leggero. Ma nel momento dell’addio ho pianto. Una bella botta. Ho pianto senza accorgermene, quel giorno mi sono reso conto che si chiudeva una lunga fase della vita, lasciavo i posti, i compagni, il tragitto di tutti i giorni. È stato traumatico. La Fiorentina mi ha accolto con tanto affetto e la novità ha finito per prevalere sul resto».

MOTTA E ALLEGRI – «Alla Juve devi vincere vincere vincere, non puoi sbagliare. Se sbagli vai fuori. E se sei il giovane diventi il primo cambio e nessuno dice niente. Solo Allegri mi ha dato la possibilità di giocare con continuità. Dopo Genoa e Lipsia Motta non mi ha più considerato. Firenze mi ha restituito il piacere e la leggerezza. Fagiolino è morto, oggi sono Nicolò».

PIACERE E LEGGEREZZA PERDUTE – «Quando sai che l’allenatore non ti vede, se manca la fiducia ti prepari peggio, vai al campo, senti la pesantezza dell’allenamento e naturalmente non rendi. Se entri per tre, quattro minuti e ti dicono che devi entrare meglio, dentro di te scatta qualcosa di negativo. La testa gira diversamente».

Italia U19 Lettonia: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Scida andrà in scena la sfida tra Italia U19 Lettonia: le ultimissime di formazione con orario e dove vedere il match

Allo Stadio Scida di Crotone, l’Italia U19 di Alberto Bollini affronta la Lettonia in un match di qualificazione ai prossimi europei.

Le probabili formazioni

ITALIA UNDER 19 (4-3-1-2): Martinelli; Magni, Plaia, Natali, Pagnucco; Venturino, Sala, Coletta; Liberali; Camarda, De Pieri. Ct. Bollini.

Orario e dove vederla

Italia U19 Lettonia  si gioca mercoledì 17 marzo 2025 alle ore 17.00. La partita dello Stadio Scida sarà trasmessa in streaming su Vivo Azzurro Tv. Non è prevista alcuna diretta televisiva.

Lazio, infortunio Tavares: l’annuncio del Portogallo e i tempi di recupero!

Le condizioni fisiche di Nuno Tavares, terzino della Lazio, dopo aver raggiunto il ritiro del Portogallo. Tutti i dettagli in merito

Brutte notizie per la Lazio all’inizio della pausa nazionali, con il Portogallo che ha annunciato l’infortunio di Nuno Tavares. Il terzino tornerà subito in biancoceleste dove andrà approfondito il problema muscolare all’adduttore per stabilire i tempi di recupero.

COMUNICATO PORTOGALLO – «Nuno Tavares è stato dichiarato non idoneo dalla Health and Performance Unit per i quarti di finale della Nations League. Il difensore ha presentato dei problemi che gli impediscono di recuperare in tempo per la partita contro la Danimarca. Nuno Tavares torna al club dove continuerà il suo recupero».

Manchester City-Chelsea: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Academy Stadium la sfida di Champions League Manchester City-Chelsea: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Academy Stadium di Manchester si giocherà la gara valevole per i quarti di finale di di Champions League femminile tra Manchester City-Chelsea. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Manchester City (4-3-3): Yamashita; Casparij, Prior, Aleixandri Lopez, Ouahabi; Roord, Hasegawa, Miedema; Fowler, Shaw, Fujino. Allenatore: Cushing.

Chelsea (4-2-3-1): Hampton; Bronze, Bright, Bjorn, Baltimore; Cuthbert, Nusken; Rytting Kaneryd, Macario, L. James; M. Ramirez. Allenatore: Bompastor.

Orario e dove vederla in tv

Manchester City-Chelsea si gioca alle ore 21:00 di mercoledì 19 marzo per quarti di finale di Champions League. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Lazio, Fabiani: «Esonero Baroni? Per ora non è a rischio, ma vedremo a fine stagione. Momento decisivo, la sconfitta di Bologna…»

Le parole di Angelo Fabiani, direttore sportivo della Lazio, sul futuro di Marco Baroni con il club biancoceleste. Tutti i dettagli in merito

Angelo Fabiani ha parlato a Il Messaggero del momento della Lazio dopo la sconfitta per 5-0 contro il Bologna in Serie A.

FUTURO BARONI – «Al momento Baroni non è in discussione, ma la società valuterà tutto a fine stagione».

MOMENTO DECISIVO – «Siamo a un crocevia delicato, ma ancora in lotta su due fronti, a differenza di altre squadre che sono uscite dalle Coppe».

5-0 A BOLOGNA – «Stiamo soffrendo di più a giocare ogni 72 ore. Così succede che incontri un Bologna in grande salute ed ecco il patatrac. Questo non giustifica il passivo pesante, anzi ci deve servire da insegnamento».

Wolfsburg-Barcellona: dove vederla, orario e probabili formazioni

Alla Wolfsburg Arena la sfida di Champions League Wolfsburg-Barcellona: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Alla Wolfsburg Arena di Wolfsburg si giocherà la gara valevole per i quarti di finale di di Champions League femminile tra Wolfsburg-Barcellona. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Wolfsburg: Borbe; Dijkstra, Minge, Hegering; Wilms, Huth, Lattwein, Brand, Linder; Popp, Beerensteyn.

Barcellona: Coll; Batlle, Paredes, Mapi León, Rolfö; Patri Guijarro, Aitana Bonmatí, Putellas; Graham Hansen, Pajor, Paralluelo.

Orario e dove vederla in tv

Wolfsburg-Barcellona si gioca alle ore 18:45 di mercoledì 19 marzo per quarti di finale di Champions League. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Le prime pagine sportive nazionali – 19 marzo

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Roma, Huijsen rivela: «De Rossi un secondo padre. Mourinho? Mi sarebbe piaciuto restare con lui più a lungo»

Il difensore del Bournemouth Dean Huijsen ha parlato del suo passato in Serie A con la maglia giallorossa. Le parole

Il difensore del Bournemouth ed ex giocatore bianconero Dean Huijsen ha rilasciato un’intervista a EFE, nel ritiro della nazionale spagnola, in cui ha parlato del suo passato in Serie A con la maglia della Roma. A seguire le sue parole.

ITALIA E INGHILTERRA – «Sono andato alla Juve a 16 anni e ho fatto tutto il percorso del settore giovanile fino ad arrivare in prima squadra. La scorsa stagione sono stato prestato alla Roma, dove ho giocato per sei mesi, finché non mi hanno acquistato in Inghilterra. Il motivo per cui sono andato in Italia era per migliorare in difesa, volevo essere più completo. In Spagna mi è rimasto impresso il movimento della palla, in Inghilterra l’intensità con cui si gioca. Il ritmo elevato e il confronto diretto mi hanno fatto imparare molto».

CHIAMATA DI MOURINHO – «Sì, mi ha chiamato ed è stata un’esperienza. Quello che ricordo di lui è la competitività che ti insegna. Ho imparato molto sulla linea difensiva, anche se sono stato con lui per poco tempo. Mi sarebbe piaciuto restare con lui più a lungo. Mi sono divertito molto anche con De Rossi, è stato come un secondo padre per me. In Italia la difesa è fondamentale. Mi ha anche aiutato fuori dal campo, controllandomi e cose del genere».

Juventus, Huijsen rivela: «Ho avuto buoni allenatori. Interesse del Real? È un orgoglio. Ecco perchè sono andato alla Juventus…»

Il difensore del Bournemouth Dean Huijsen ha parlato del suo passato in Serie A e dell’interesse del Real Madrid nei suoi confronti. Le parole

Il difensore del Bournemouth ed ex giocatore bianconero Dean Huijsen ha rilasciato un’intervista a Relevo in cui ha parlato del suo passato in Serie A con le maglie di Roma e Juventus e anche dell’interesse del Real Madrid nei suoi confronti. A seguire le sue parole.

ARRIVO ALLA JUVE – «Sono andato alla Juve a 16 anni e ho fatto la trafila delle giovanili fino a raggiungere la prima squadra. La scorsa stagione sono andato in prestito alla Roma, dove ho giocato per metà anno finché non mi hanno acquistato dall’Inghilterra. Il motivo per cui sono andato in Italia è stato quello di migliorare dal punto di vista difensivo, volevo essere più completo. In Spagna ho mantenuto il mio controllo di palla e in Inghilterra ho mantenuto l’intensità con cui giocano. Il ritmo elevato e il gioco uno contro uno mi hanno fatto imparare molto».

ALLENATORI CHE LO HANNO AIUTATO – «Ho avuto buoni allenatori, Iraola ha avuto un grande impatto su di me. Prima di lui sono stato con Mourinho, De Rossi, Allegri…. Posso solo essere grato a loro perché mi hanno dato delle opportunità. Ho preso qualcosa da tutti loro, ho imparato qualcosa».

L’AVEVA CHIAMATO IL REAL – «Credo sia stata una decisione ponderata, volevo andare alla Juve dove c’erano Chiellini, Bonucci, Barzagli e questi centravanti storici. Volevo imparare le abilità difensive, che si possono imparare anche in Spagna, ma lì si lavora di più. Credo che sia stata la decisione giusta».

IL REAL MADRID LO SEGUE – «È un orgoglio che una squadra così grande si interessi a te, è qualcosa di speciale e significa che stai facendo bene».

Real Madrid, Ancelotti: «Finale di stagione? Il calendario è davvero troppo esigente. Credo che le istituzioni debbano intervenire per gestirlo meglio. Nico Paz? Vedremo a campionato concluso…»

L’allenatore del Real Madrid Carlo Ancelotti ha parlato in occasione del Premio Maestrelli della stagione alla guida dei blancos. Le parole

All’allenatore del Real Madrid Carlo Ancelotti è stato assegnato il trofeo Maestrelli International. Il tecnico dei blancos, in collegamento da Madrid, ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine dell’evento. A seguire le sue parole.

LE PAROLE – «Innanzitutto, grazie, sono molto onorato di ricevere questo prestigioso riconoscimento. È un premio importante, e mi fa piacere riceverlo. Complimenti anche ai vincitori di quest’anno, è un onore per tutti no».

FINALE DI STAGIONE – «Beh, è un finale lunghissimo, infinito, e molto esigente. Fortunatamente siamo ancora in corsa in tutte le competizioni, e speriamo di terminare al meglio. Il calendario è davvero troppo esigente. Credo che le istituzioni debbano intervenire per gestirlo meglio, dando ai giocatori più tempo per recuperare e per migliorare la qualità del gioco».

RITORNO IN ITALIA – «In Italia ci vengo spesso, come già detto, lunedì vengo a ricevere un altro premio prestigioso».

LOTTA SCUDETTO – «Inter-Napoli-Atalanta. Il campionato è ancora molto aperto, e credo che continuerà a esserlo fino alla fine».

NICO PAZ – «Nico Paz è un nostro giovane, lo stiamo osservando attentamente. Sta facendo benissimo, non avevamo dubbi, perché è molto bravo. Vedremo quale decisione prenderemo a fine stagione».

CONSIGLIO AI GIOVANI ALLENATORI – «Il consiglio che posso dare è semplice: chi fa questo mestiere lo fa per passione, non per forza. La qualità di un allenatore si misura nell’impegno, nell’onestà e nella pazienza».

Inghilterra, Palmer rinuncia alla convocazione con la nazionale: i dettagli

Il centrocampista del Chelsea ha rinunciato alla convocazione con la nazionale inglese e non sarà disponibile per le sfide contro Albania e Lettonia: i dettagli

Il centrocampista del Chelsea Cole Palmer non sarà a disposizione di Gareth Southgate per il doppio impegno contro Albania e Lettonia, sfide valide per la qualificazione ai Mondiali del 2026. Il classe 2002 ha rinunciare alla chiamata del CT inglese a causa di un problema fisico accusato prima del match di Premier League contro l’Arsenal.

Il giocatore dei blues resterà a Londra per sottoporsi a ulteriori accertamenti e valutare le sue condizioni fisiche. Nonostante il forfait di Palmer, l’Inghilterra sarà impegnata venerdì 21 contro l’Albania e lunedì 24 contro la Lettonia.

Roma, Ranieri: «Il sacrificio da parte di tutti è stato grande, e i risultati ora sono sotto gli occhi di tutti, il bello arriva ora. Dybala? Ecco cosa dobbiamo fare»

L’allenatore giallorosso Claudio Ranieri ha parlato in occasione del Premio Maestrelli della stagione alla guida della Roma. Le parole

All’allenatore della Roma Claudio Ranieri è stato assegnato il terzo Premio Maestrelli e a margine dell’evento, il tecnico testaccino ha parlato della stagione alla guida del club giallorosso. A seguire le sue parole.

PREMIO – «Sì, è la terza volta che vengo premiato al Premio Maestrelli. Mi fa molto piacere, è un personaggio unico nella storia del calcio italiano, un signore vero. Fa sempre piacere ricevere un riconoscimento così importante. E poi, se la squadra sta andando bene, è ancora meglio. Adesso arriva il difficile, perché il campionato è apertissimo: tutti sono in lotta per la vittoria finale, per chi deve andare in Europa, in Champions League, e chi si deve salvare».

ROMA RINATA – «Quando sono arrivato, ho pensato solo a cercare di fare bene, riportando autostima e positività a tutti i ragazzi. Perché i ragazzi erano validi, ma non riuscivano a ritrovarsi; i risultati erano negativi. Il sacrificio da parte di tutti è stato grande, e i risultati ora sono sotto gli occhi di tutti. Però, è come se non avessimo ancora fatto tutto, perché il bello arriva ora, ed è il momento più difficile».

INFORTUNIO DYBALA – «Speriamo che la squadra si compatti ancora di più. Senza un campione del genere, dobbiamo fare tutti qualcosa in più per la squadra».

I COMPAGNI CHE ACCLAMANO DOVBYK DOPO IL GOL – «Mi ha fatto piacere, sì. I suoi compagni di squadra hanno fatto un bel gesto. Lui è un ragazzo molto timido e ha bisogno di comprensione e affetto da parte di tutti noi».

FAVORITA SCUDETTO – «L’Inter era la favorita all’inizio, ma ora ci sono ventisette punti per tutti. Che vinca il migliore».

×