Pagina 1798 – Calcio News 24

Oaktree-Inter, la nuova proprietà fissa l’OBIETTIVA: scelta SORPRENDENTE

L’obiettivo fissato dal fondo americano Oaktree, nuovo proprietario dell’Inter, per la prossima stagione. I dettagli

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport fa il punto sugli obiettivi fissati fondo americano Oaktree per l’Inter.

OBIETTIVI OAKTREE – «Sarà garantita ampia autonomia a chi gestisce i destini dell’area e si continuerà a seguire un modello vincente di lavoro: la coppia Marotta-Ausilio ha dimostrato nell’ultimo triennio la creatività giusta per puntellare la squadra con sessione di mercato a zero. Da tre anni nessuno riesce a fare il bis dopo uno scudetto vinto ed ecco, dunque, la prima sfida per i nerazzurri nell’era americana: lo scudetto va conservato, rivincere in Italia è il primo obiettivo. Ma Oaktree entra nel calcio in un’annata “speciale” tra nuova danarosa Champions e Mondiale per club: essere competitivi in questi tornei è altrettanto fondamentale».

Fiorentina, Arthur: «Lo stadio NON mi preoccupa, ci saranno tanti dei nostri. Spero di SEGNARE e sui RIGORI…»

Le parole di Arthur, centrocampista della Fiorentina, in vista della finale di Conference League. I dettagli

Arthur ha parlato a Sky Sport alla vigilia della finale di Conference League tra Fiorentina e Olympiacos.

SPERANZA – «Mi trovo bene in questo finale di stagione, spero di segnare anche domani. La partita è difficile, ma l’importante non è un mio possibile gol, l’importante è vincere».

FINALE – «Cambia tutto, è una partita diversa. Si lavora tutta la stagione per arrivare a questo momento. Sarà una partita secca, dovremo fare il meglio per vincere».

RIGORI – «Ci alleniamo tanto in settimana, non c’è un giocatore che deve tirare per forza, siamo in cinque o sei e chi se la sente va a tirarlo. Devi essere sempre pronto a calciare».

STADIO – «Arriveranno anche tanti tifosi nostri e poi ci saranno le nostre famiglie. Sarà una bella atmosfera».

Real Madrid, Kroos: «RITIRO? La penso diversamente da Modric, lui ha 39 anni. Il mio desiderio era QUESTO»

Le parole di Toni Kroos, centrocampista del Real Madrid, sulla sua scelta di ritirarsi dal calcio giocato. I dettagli

Toni Kroos, centrocampista del Real Madrid, è tornato sulla sua scelta di ritirarsi a 34 anni ai microfoni di Cadena Ser.

DIFFERENZE CON MODRIC – «Sono casi diversi. Penso che io e Luka la pensiamo in modo leggermente diverso su come finire la nostra carriera. Lui continua a godersi il calcio, io ho sempre desiderato concludere in un grande momento, in cui il mio corpo risponde ancora molto bene. Voglio lasciare il calcio senza problemi fisici e sono felice di aver avuto questo livello fino a 34 anni. Volevo finire da elemento importante per la squadra. Mi sento bene adesso e penso che sia il momento perfetto».

PALLONE D’ORO – «Durante tutta la mia carriera non ho mai pensato di vincere trofei individuali. Ho sempre pensato a vincere con la squadra. Il resto è una conseguenza».

CLAMOROSO Gudmundsson, riaperto il caso per violenza sessuale: rischia il CARCERE in Islanda

Le ultime sulle accuse per violenza sessuale contro Albert Gudmundsson, attaccante del Genoa. Tutti i dettagli

Secondo quanto riportato da vari media islandesi, sarebbe stato riaperto il caso che vede coinvolto Albert Gudmundsson. L’attaccante del Genoa è accusato di violenza sessuale e rischia almeno un anno di carcere.

I fatti risalgono alla scorsa estate, quando il calciatore fu denunciato da una donna conosciuta in un locale di Reykjavik. Dopo l’archiviazione, arrivata due mesi fa, la presunta vittima ha fatto ricorso e ha ottenuto non solo la riapertura del caso.

Monza-Palladino, parole d’ADDIO: «Costruita una SOLIDA realtà, RINGRAZIO Galliani…»

Le parole di Raffaele Palladino, allenatore del Monza, sulla stagione appena conclusa. Tutti i dettagli in merito

L’allenatore del Monza Raffaele Palladino ha pubblicato un post sui propri social per commentare la stagione appena conclusa.

PAROLE – «La stagione che si è appena conclusa ci ha resi ancora più orgogliosi delle persone con cui abbiamo condiviso questo viaggio pieno di ostacoli ma davvero molto gratificante e costruttivo. Questo gruppo di ragazzi ha dimostrato di avere dei valori da Serie A. Abbiamo costruito, TUTTI, una solida realtà. Un GRAZIE speciale va al Dottor Galliani e alla società per il supporto costante. Un ringraziamento ai nostri tifosi che sono stati sempre al nostro fianco. Forza Monza».

L’Inter TREMA: allarme per LionRock, possibile intervento della PROCURA

Le ultime sul ruolo di LionRock, secondo maggiore azionista dell’Inter durante l’era Zhang. Tutti i dettagli

L’edizione odierna di Tuttosport si concentra sugli interrogativi intorno a LionRock, socio di minoranza dell’Inter durante la proprietà di Steven Zhang.

LA DENUNCIA- «La domanda, posta da Dagospia, è chi c’era dietro al fondo con sede a Hong Kong: al momento della escussione del pegno infatti, come afferma pure il comunicato dell’Inter, Great Horizon aveva già rilevato le quote di LionRock, quindi aveva già in pancia il 31% dell’Inter. “Ma perché nessuno ha mai comunicato prima che LionRock è uscita al momento del prestito di Oaktree? E chi si celava dietro i soci del fondo? Azionisti italiani, come qualcuno pensa?”, si chiede sempre Dagospia. Domande che potrebbe porsi pure la Procura della Federcalcio avviando un’indagine su quanto (non) comunicato dal club al momento dell’iscrizione al campionato. La ricostruzione riportata dal sito – va detto – è stata definita non corretta da Oaktree e, in ogni caso, i fatti, – ça va sans dire – riguardano una situazione precedente a quella attuale».

Torino, Conference League in arrivo? Ecco le avversarie, quella big inglese…

Il Torino ambisce alla qualificazione in Conference League, in attesa del verdetto ecco le squadre già qualificate, spaventa una big inglese

La Conference League sarebbe la ciliegina sulla torta. Parola di Ivan Juric, che interpellato dai cronisti ai margini del ko con l’Atalanta ha fotografato così il piccolo-grande sogno del Torino. Già, perchè (fortunatamente) la rocambolesca debacle confezionata dai granata tra le mura del Gewiss Stadium non ha compromesso le possibilità di qualificazione alla terza competizione Uefa. Senza mezzi termini, in caso di vittoria della Fiorentina in finale di Conference domani sera, saranno i piemontesi ad accedere al torneo per la prossima stagione.

Mettiamo dunque per un attimo da parte la scaramanzia e supponiamo quindi che i gigliati escano trionfanti dalla finale con l’Olympiacos. La domanda sorge spontanea: cosa ne sarà del Torino? La risposta però non altrettanto mediata. In prima analisi ricordiamo che per la quarta edizione del campionato europeo il formato sarà diverso rispetto a quelle precedenti. La UEFA Conference League 2024-25 infatti, partorirà  una fase di campionato con ben 36 compagini.

La competizione prevede inoltre tre turni preliminari, con conseguenziale playoff il 5 agosto 2024. Solo a quel punto prenderà finalmente il via la fase a gironi (peraltro plasmata da sei giornate da disputare sino a dicembre inoltrato). Da lì in avanti l’architettura è quella classifica, sino ad arrivare alla tanto attesa finale in programma al Wroclaw Stadium di Varsavia il 28 di maggio. 

Insomma, tracciare tutte le possibili ed eventuali avversarie del Torino nel torneo è un’impresa decisamente ardua, per non dire impossibile. Considerando inoltre come non tutti i campionati del Vecchio Continente abbiano già formulato i loro verdetti. Quel che è certo però, è che (ad ora) sarebbero già sei le squadre qualificate ufficialmente. Parliamo di: Heidenheim, Basaksehir, Real Betis, Cluj, Lens e la superfavorita Chelsea. E chissà pertanto se vedremo mai il Torino calpestare il manto erboso dello Stamford Bridge. La speranza è viva, tra i piemontesi e la Conference passa (solo) la Fiorentina.

Lautaro RISPONDE a Trevisani: «Io portaborracce al Mondiale? L’unica cosa che ho portato è QUESTA»

Le parole di Lautaro Martinez, attaccante argentino dell’Inter, in risposta a Riccardo Trevisani. I dettagli

Tramite i propri social, Lautaro Martinez ha risposto alle parole di Riccardo Trevisani su di lui a Pressing. Il giornalista, parlando delle richieste per il rinnovo con l’Inter, aveva infatti affermato che l’attaccante fosse stato solo un portaborracce nel Mondiale vinto con l’Argentina.

LE PAROLE – «Traversa (Trevisani, ndr) ti sei dimenticato, anche la coppa del Mondo ho portato».

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Roma, i CONVOCATI per l’amichevole con il Milan: la scelta sul RITORNO di Dybala

Daniele De Rossi, allenatore della Roma, ha diramato la lista dei giocatori convocati per l’amichevole contro il Milan

Daniele De Rossi, allenatore della Roma, ha diramato la lista dei giocatori convocati per l’amichevole contro il Milan in Australia. Torna Paulo Dybala, mentre sono assenti i nazionali Pellegrini, Cristante, Mancini ed El Shaarawy. Di seguito l’elenco completo.

Portieri: Boer, Kehayov, Svilar.
Difensori: Karsdorp, Huijsen, Ndicka, Smalling, Llorente, Angelino, Feola, Mirra, Litti.
Centrocampisti: Aouar, Baldanzi, Bove, Tumminelli.
Attaccanti: Abraham, Azmoun, Dybala, Nardozi, Almaviva, Della Rocca.

Serbia, i CONVOCATI per gli Europei: quanti “italiani” presenti

Dragan Stojkovic, commissario tecnico della Serbia, ha diramato le convocazioni per gli Europei in programma in estate

La Serbia di Dragan Stojkovic ha diramato la liste dei convocati per gli Europei in programma in estate in Germania. Presenti sei “italiani” come Milinkovic-Savic, Milenkovic, Samardzic, Kostic, Jovic e Vlahovic. Di seguito l’elenco completo.

Portieri: V. Milinkovic-Savic, Rajkovic, Petrovic.

Difensori: Pavlovic, Milenkovic, Veljkovic, Babic, Spajic, Stojic.

Centrocampisti: Lukic, Gudelj, Maksimovic, Ilic, Mijailovic, S. Milinkovic-Savic, Tadic, Samardzic, Birmancevic, Kostic, Mladenovic, Zivkovic, Gacinovic.

Attaccanti: Mitrovic, Vlahovic, Jovic, Ratkov.

STATS Serie A: quale sarebbe stata la CLASSIFICA senza i finali? VERDETTI CLAMOROSI per Lazio, Bologna, Genoa e la ZONA RETROCESSIONE

La classifica del campionato di Serie A senza i verdetti arrivati nei minuti finali. Quante sorprese e cambiamenti

Quanto contano i finali di campionato? Possono decidere un torneo nel suo svolgersi lungo le 38 giornate? La domanda può sembrare avere una risposta facile, visto che la lotta salvezza si è decisa nei minuti di recupero con il gol di Niang che ha permesso all’Empoli di restare in Serie A e ha condannato il Frosinone alla retrocessione. Ma allarghiamo lo sguardo all’intero torneo e guardiamo come sarebbe andata se i finali non esistessero. Intendendo per questa fascia temporale, quella che una volta si definiva zona Cesarini, un arco che va dal minuto 85 agli abbondanti extra-time che ormai vengono concessi. Ecco quale sarebbe la classifica finale (anche se manca ancora un’Atalanta-Fiorentina da recuperare domenica prossima).

CLASSIFICA SENZA I FINALI
Inter 89
Milan 75
Atalanta* 68
Juventus Lazio 65
Bologna 62
Fiorentina* 60
Roma 57
Genoa 55
Napoli 53
Torino 49
Udinese 47
Monza 45
Cagliari 40
Verona 38
Frosinone Sassuolo 37
Empoli Lecce 30
Salernitana 21

Le variazioni non sono né poche, né indifferenti. Nessun dubbio sulla squadra campione d’Italia: l’Inter ha registrato un margine di vantaggio così ampio da non avere bisogno degli ultimi minuti per registrare la propria supremazia. L’interessante riguarda altri club.

1) LAZIO. Sarebbe in Champions League, con gli stessi punti della Juventus. Del resto, che un problema ci fosse lo si era capito già alla prima giornata, quando è passata dal 2-1 a proprio favore a Lecce al 3-2 incassato clamorosamente. Una situazione che non si è ripetuta più in maniera così clamorosa, ma che ha un saldo di -4 nel conteggio finale.
2) BOLOGNA. Sorride invece la squadra rossoblu che di punti in Zona Cesarini ne ha guadagnati tanti, con un +6 tra quelli presi e quelli perduti che si è rivelato decisivo.
3) GENOA. Protagonista di memorabili primi tempi e di suicidi nel finale, ad attendere il responso della finale di Conference League ci sarebbe oggi il Genoa e non il Torino.
4) LOTTA RETROCESSIONE. Qui il quadro è totalmente capovolto. Frosinone e Sassuolo salvi, Empoli e Lecce all’inferno. E non di poco. Non avremmo assistito alle palpitanti battute conclusive di domenica sera, i giochi sarebbero stati diversi.

Fiorentina, Biraghi SICURO: «L’esperienza della finale PERSA conterà. Ho fatto una PROMESSA a una persona SPECIALE»

Le parole di Cristiano Biraghi, capitano della Fiorentina, in vista della finale di Conference League. I dettagli

Cristiano Biraghi ha parlato a Sky Sport alla vigilia della finale di Conference League tra Fiorentina e Olympiacos.

SENSAZIONI – «È molto bello, quando si avvicina la partita e fai allenamento nello stadio cominci a entrare nel clima e si inizia a sentire l’importanza della partita, anche se lo sapevamo già nei giorni scorsi. È la seconda finale per noi, una ce la siamo fatta scappare, questa vogliamo vincerla».

RIVINCITA – «Sicuramente l’esperienza qualcosa conta. Abbiamo avuto la fortuna di averla già giocata l’anno scorso e non è una cosa nuova. Spero che possa esserci qualcosina in più per noi in questa finale».

ATTEGGIAMENTO – «Dovremo approcciare la partita come siamo abituati, facendo quello che abbiamo fatto in questi tre anni, senza cambiare niente e cercando di sbagliare il meno possibile, perché in una finale tutti i dettagli sono importanti».

TIFOSI – «Nonostante le mille difficoltà per arrivare qui ad Atene ci hanno dimostrato affetto e appartenenza. Siamo contenti di avere regalato loro la finale e faremo di tutto per portare a casa il trofeo».

PROMESSA A BARONE – «Domani spero che questa promessa si avveri».

Ranieri: «Non immaginate quanto soffrissi. Ripensare al RITIRO? Al Cagliari ho fatto una PROMESSA…»

Le parole di Claudio Ranieri, ex allenatore del Cagliari, dopo l’annuncio dell’addio al calcio. I dettagli

Claudio Ranieri, ex allenatore del Cagliari, ha parlato a L’Unione Sarda del suo addio al calcio.

PAROLE – «Ripensarci? No, no, nessuno mi mette in difficoltà perché quando dico una cosa poi alla fine è quella. Io credo che sia la cosa più giusta perché voi non potete immaginare quanto io soffrissi ad ogni pareggio, ad ogni sconfitta e quest’anno sono state tante. Io mi ero caricato di responsabilità, tutti voi. Io ci dovevo riuscire. Vedervi felici è la cosa più bella che ho provato. Smettere di allenare? Non so, per me il calcio è una droga, di sicuro Cagliari resterà la mia ultima società».

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Belgio, i CONVOCATI per gli Europei: SORPRESA Courtois, la SCELTA su De Ketelaere e Lukaku

Domenico Tedesco, commissario tecnico del Belgio, ha diramato le convocazioni per gli Europei in programma in estate

Il Belgio di Domenico Tedesco ha diramato la liste dei convocati per gli Europei in programma in estate in Germania. Assente a sorpresa Courtois, mentre ci sono De Ketelaere e Lukaku. Di seguito l’elenco completo.

Portieri: Koen Casteels, Matz Sels, Thomas Kaminski.

Difensori: Timothy Castagne, Zeno Debast, Maxim De Cuyper, Wout Faes,Thomas Meunier, Arthur Theate, Jan Vertonghen, Axel Witsel.

Centrocampisti:Kevin De Bruyne, Orel Mangala, Amadou Onana, Youri Tielemans, Arthur Vermeeren, Aster Vranckx.

Attaccanti: Johan Bakayoko, Yannick Carrasco, Charles De Ketelaere, Jérémy Doku, Romelu Lukaku, Dodi Lukebakio, Loïs Openda, Leandro Trossard.

Fiorentina, Italiano: «Finale? Dobbiamo giocare come se fosse l’ULTIMA della nostra vita. Quest’anno abbiamo una COSA in più»

Le parole di Vincenzo Italiano, allenatore della Fiorentina, in vista della finale di Conference League. I dettagli

Vincenzo Italiano ha parlato a Sky Sport alla vigilia della finale di Conference League tra Fiorentina e Olympiacos.

ALTRA FINALE – «Anche quest’anno abbiamo onorato al meglio questa competizione. Siamo in finale con un percorso netto. Cercheremo di sfruttare un po’ di conoscenza data dall’anno scorso. Adesso sappiamo i pericoli e i vantaggi che puoi avere. Siamo felici e orgogliosi di avere questa rivincita».

DISCORSO ALLA SQUADRA – «Abbiamo avuto la capacità e la bravura di ripresentarci qui. Dobbiamo interpretare la partita come se fosse l’ultima della nostra vita. Nessuno ha la certezza di esserci ancora nei prossimi anni. Dobbiamo avere il fuoco dentro, una finale è sempre una finale».

POSSIBILITA’ – «Arrivare a giocare le finali europee non è mai facile: sono ricchi di insidie i percorsi. Credo che tutti siamo più maturi rispetto all’anno scorso, abbiamo un anno in più di esperienza. Poi la partita è un 50 e 50 come tutte le finali».

Non solo Bayer Leverkusen: tutte le altre “prime volte” nei campionati europei

Non c’è soltanto il Bayer Leverkusen ad aver vinto il suo primo campionato: tutte le altre “prime volte” dall’Albania a San Marino

Il Bayer Leverkusen di Xabi Alonso ha vinto la Bundesliga da imbattuto, un risultato incredibile, soprattutto se si considera che si tratta anche il primo campionato per le aspirine. Il fatto che sia successo in uno dei principali campionati europei ha ovviamente aumentato l’aurea di epicità dell’impresa di Wirtz e compagni. Ma nell’Europa meno nobile ci sono state molte altre prime volte. Di seguito tutte le squadre che hanno vinto per la prima volta il campionato.

Albania

L’Egnatia ha vinto il suo primo titolo albanese. In una stagione non semplice, la squadra ha superato la tragica morte dell’attaccante Raphael Dwamena, morto sul campo a novembre, per aggiudicarsi la sua prima Kategoria Superiore. Hanno vinto anche la coppa, che il portiere Alen Sherri ha festeggiato proponendo alla sua ragazza di sposarlo in campo dopo il fischio finale.

Andorra

L’UE Santa Coloma è uscito dall’ombra dei rivali cittadini dell’FC Santa Coloma per vincere una doppietta di campionato e coppa di Andorra. Soprannominati gli Scoiattoli, i loro fan hanno la tradizione di celebrare l’ultima partita casalinga della stagione vestendosi come i suddetti animali. Nella finale della Coppa di Andorra hanno indossata una maglia ispirata a Dragonball di Akira Toriyama.

Kazakistan

L’Ordabasy è diventato il quarto club diverso a vincere la Premier League kazaka negli ultimi quattro anni, quando ha vinto il primo titolo nel 2023. Sarà il club più ad oriente nei preliminari della Champions League 2024/25 e quindi probabilmente accumulerà notevoli miglia aeree quest’estate.

Lituania

Dopo aver fatto su e giù dalla Serie A alla B lituana, il Panevėžys è finalmente diventato campione della A Lyga con 12 punti nel 2023. Ma da allora le cose non sono andate bene: il Panevėžys è l’unico campione in carica della UEFA ad essere ultimo nel proprio campionato.

Lussemburgo

Nato nel 2003 dalla fusione tra Red Boys Déifferdeng e Déifferdeng, il FC Déifferdeng ha vinto la sua prima Division Nationale. Dai suoi padri ha preso qualche goccia di calcio nobile europeo: nel 1984/85 il Red Boys strappò un pareggio per 0-0 in Coppa UEFA all’Ajax, perdendo però 14-0 al ritorno. Nella sua breve storia vanta già un doppio confronto con il PSG nell’Europa League 2011-12, perdendo con due dignitosissimi 2-0.

Moldavia

Ispirati dalla loro nuova leadership ghanese, il Petrocub della piccola città di Hînceşti ha fatto l’impensabile e ha detronizzato lo Sherif Tiraspol. Lo Sheriff aveva vinto il titolo per 8 anni consecutivi, ma si è scontrato con il nuovo formato del campionato, che ha visto i punti azzerati a 0 nelle ultime 10 partite.

Montenegro

Dečić, della cittadina di Tuzi nel Montenegro centrale, è spuntato dal nulla per conquistare il suo primo titolo questa stagione. Con il Mornar che è sorprendentemente arrivato secondo, è la prima volta nella storia del Montenegro che sia il Sutjeska che il Budućnost, principali squadre del paese finiscono fuori dalle prime due.

Polonia

Lo Jagiellonia Białystok batte lo Śląsk Wrocław per differenza reti negli scontri diretti e conquista il primo suo titolo nell’Ekstraklasa all’ultima giornata. Ma poiché la città dei nuovi campioni di Polonia non si trova a meno di 200 km da un aeroporto – una disposizione della UEFA – il club potrebbe aver bisogno di trovare una nuova sede per le partite europee. La tifoseria del club è famosa per le sue posizioni fortemente anticomuniste.

San Marino

La Virtus ha festeggiato in grande stile il suo 60esimo anniversario, vincendo per la prima volta prima nel Campionato di San Marino a 16 squadre. Nessun club europeo, a parte il PSV ha iniziato così bene la stagione 2023/24: la Virtus non ha perso punti fino al 9 dicembre.

Calciomercato Lazio, ACCORDO per la cessione di Luis Alberto: destinazione a sorpresa, ecco le CIFRE

Le ultime sul futuro di Luis Alberto, centrocampista spagnolo in uscita dalla Lazio. Tutti i dettagli in merito

Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, la Lazio ha trovato un accordo per la cessione di Luis Alberto. Il centrocampista spagnolo, che aveva manifestato l’intenzione di andarsene, si trasferirà infatti al club qatariota Al Duhial per circa 10 milioni di euro.

Per chiudere definitivamente la trattativa manca soltanto l’ok del presidente Lotito che dovrebbe arrivare già nelle prossime ore.

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Olympiacos Fiorentina, Mutu: «La Viola ha la GRINTA di ITALIANO. Lui ha la PASSIONE di chi vuole arrivare e sa farsi ascoltare dai suoi giocatori. Vi dico chi sarà a decidere LA FINALE»

Le parole di Adrian Mutu, ex calciatore della Fiorentina, in vista della finale di Conference League dei viola contro l’Olympiacos

Giocatore talentuoso, a Firenze Adrian Mutu ha regalato la sua classe. Nel Verona ha avuto come compagno Vincenzo Italiano. Ecco estratti della sua intervista a La Gazzetta dello Sport alla vigilia di Olympiacos-Fiorentina.

SEGUE LA FIORENTINA – «Come no, molte volte. Ha una caratteristica: la grinta del suo allenatore. Oltre a una cifra di gioco importante».

VINCENZO ITALIANO – «Vedeva il gioco, sembrava un tecnico in azione. Lui e Colucci si capiva che avrebbero allenato. Vincenzo assorbiva, studiava, capiva al volo. E, ripeto, aveva grinta, la passione di chi ce la vuole fare. E questo nel calcio conta sempre un bel po’, quasi tutto. Se vuoi arrivare ti comporti di conseguenza»

COS’É UNA FINALE – «È quella cosa in cui non serve altro che vincere. Niente svolazzi, niente panico, niente cose ricercate. Il cinismo, in certi casi, è tutto. Non serve dare spettacolo. Anche brutti ma vincenti: serve equilibrio, gol e pazienza. Il resto, compresa la motivazione, c’è: devo fare i complimenti a Vincenzo perché si vede che ha saputo farsi ascoltare dai suoi ragazzi».

IL GIOCATORE SU CUI PUNTARE – «Aspetti: tramite questa nostra chiacchierata mi faccia mandare un “in bocca al lupo” a tutto il popolo viola. È nel mio cuore. Io punto da sempre, e non solo negli ultimi tempi, su Bonaventura: dà equilibri, gol, spinta, gioco. E poi mi piace Sottil, un po’ discontinuo ma so che si è fatto male. Questa squadra mi pare comunque molto matura, sono crescite che arrivano negli anni. Crescite decisive, spero».

Cremonese Venezia, Maran: «I playoff sono partite rocambolesche. POHJANPALO e CODA sono grandi goleador, ma gli uomini che contano SONO ALTRI»

Le parole di Rolando Marano, tecnico del Brescia, sulla finale dei playoff di Serie B tra Cremonese e Venezia

Allenatore del Brescia e grande conoscitore della Serie B, su La Gazzetta dello Sport Rolando Maran offre il suo punto di vista sulla prossima finale dei playoff che designerà chi tra Cremonese e Venezia andrà in Serue A a far compagnia a Parma e Como.

I PLAYOFF – «Sono partite rocambolesche: noi siamo usciti a Catanzaro a due secondi dalla fine… La Cremonese è molto simile al Venezia, anche se fa un calcio meno verticale e arriva in area con più uomini. E ne hanno anche loro tanti decisivi…».

GLI UOMINI DECISIVI – «Pohjanpalo e Coda hanno il gol nel sangue e la possono decidere, anche se i veri punti di forza sono i due allenatori: fa piacere vedere il lavoro di un tecnico dare frutti del genere».

Conte Napoli, Ivan Zazzaroni: «Antonio ha DUE PREOCCUPAZIONI. De Laurentiis deve dargli sicurezze. ECCO cosa mi ha detto anni fa: «Io non sarò mai…»

Il commento di Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, sul possibile passaggio di Conte al Napoli

Sul Corriere dello Sport, il direttore Ivan Zazzaroni dedica il suo pezzo quotidiano ad Antonio Conte e al suo più che probabile arrivo a Napoli:

«La sfida è una delle più importanti e stimolanti della carriera di Antonio: immagino lo preoccupino i danni lasciati e l’insoddisfazione dei calciatori che vogliono andar via. L’assenza delle coppe può certamente essere un vantaggio, non trattandosi della Champions, ma anche un freno sul mercato: i giocatori di qualità dovrebbero accettare il progetto sulla fiducia in Conte, oltre che sul prestigio della piazza. Conte ha perciò bisogno di rassicurazioni da parte del presidente, poiché non si perdonerebbe mai un fallimento a Napoli: anche se il primo anno non potrà frequentare un ristorante stellato, vuole potersi presentare all’ingresso col portafoglio gonfio per ordinare quello che gli permetterà di uscire con la pancia piena e soddisfatto. Ricordo cosa mi disse sei, sette anni fa: «Non sarò mai così coglione da andare in guerra con le pistole ad acqua». Più chiaro di così».

Juve Allegri, si lavora sull’uscita: rifiutata la prima offerta dei bianconeri

Juve Allegri, si tratta sulla buonuscita del tecnico: rifiutata la prima offerta da 14 milioni dei bianconeri: intanto Max piace in Arabia

Allegri, corteggiato dalle sirene arabe, deve prima risolvere la sua situazione contrattuale con la Juve. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, tutto è in mano agli avvocati dopo le contestazioni disciplinari del club.

Si cerca una strada per evitare di andare in causa, arrivando ad una transazione. La prima proposta di 14 milioni di euro lordi fatta dall’allenatore è stata rifiutata: i bianconeri puntano ad abbassare la cifra.

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FANTACALCIO: MALUS AL CUORE – I flop della giornata 38: i primi portieri

Elegantemente, CN24 individua il giocatore più deludente del fantacalcio per ogni giornata di Serie A. Oggi tocca a tutti loro: i primi portieri.

Signore e signori, è il momento del Miglior Portiere qui al Gran Galà del fantacalcio di CN24!
Al termine dell’ultima giornata di serie A, molto spesso decisiva per milioni di fantacalcisti in tutta Italia, vogliamo celebrare il contributo prezioso dei portieri.
La loro presenza costante è fondamentale per raggiungere gli obiettivi delle fantasquadre di cui fanno parte. Insomma, grazie portieri per esserci sempre!

Ma ora basta con le chiacchiere.
E’ tempo di premiazioni! Rullo di tamburi… il miglior portiere del fantacalcio della stagione 2023-2024 è…
Yann Sommer! Complimenti!
Sommer… venga, prego…
Un attimo. No scusate. Mi dicono essere assente. Questo non era previsto, chiediamo scusa… ma non c’è problema! In casi come questi il premio va al secondo in classifica, cioè… suspense…
…Maignan!
Complimenti, Maignan!
Un momento… Ah. Assente anche lui, per infortunio pare. Caspita. Va beh, poco male, premiamo un altro grande portiere, il terzo nella nostra classifica…
Szczęsny! Il polacco della Juve!
Come? Ha avuto dei problemi col parcheggio? C’erano quelli riservati… ma non fa nulla! Allora, proclamiamo…
Skorupski del sorprendente Bologna!
Manca anche lui? Ragazzi, non va tanto bene così… chi chiamiamo? Ok…
Milinkovic-Savic!
Mi dicono non ci sia per questioni personali… un litigio con Juric, strano…
Martinez! Grande stagione col Genoa…
No, niente da fare, non è potuto venire nemmeno lui… gli si è rotta la lavatrice…
Di Gregorio!
Finché non firma con la Juve il suo procuratore non lo fa uscire di casa…

(Diversi minuti più tardi…)

Va beh ragazzi, ditemi chi c’è, facciamo prima… capito… solo lui? Ok…
Alessio Cragno.
Leggo le statistiche della sua fenomenale stagione: una sola presenza nel Sassuolo retrocesso… bene.
Complimenti.
Venga a ritirare il premio…
Ecco, è finita finalmente.
Buonanotte a tutti.

Koopmeiners, NOVITA’ tra Liverpool e Juve. Il PIANO dell’Atalanta sul centrocampista olandese

Il futuro di Teun Koopmeiners tra Juve e Liverpool: inglesi in avanti con i bianconeri leggermente defilati, ma il piano dell’Atalanta è preciso

Uno dei pezzi pregiati del calciomercato estivo dell’Atalanta è sicuramente Teun Koopmeiners: dalle dichiarazioni sulla sua cessione in estate a quella che sarà un vero e proprio corso degli eventi da giugno fino ad agosto. Qual è ora la situazione del centrocampista olandese?

Secondo quanto riportato dalla nostra redazione, Teun è valutato dalla Dea 70 milioni di euro e non è disposta a scendere a compromessi: o arriva quella cifra oppure il ragazzo rimarrà a Bergamo. Se prima la Juve aveva mostrato un forte interesse per il giocatore ora si è leggermente defilata (non escludendo che possa tornare alla carica), anche perché ad oggi è il Liverpool ad essere in pole position, con nette possibilità di trattare concretamente in estate.

Il Chelsea ama il made in Italy: con Maresca saranno sette tecnici italiani

Il Chelsea ha scelto Enzo Maresca come nuovo allenatore: si tratta del settimo tecnico italiano nella storia dei Blues

Il Chelsea ha deciso il futuro della panchina e sarà Enzo Maresca. Come riportato da la Gazzetta dello Sport, i dirigenti dei Blues sono in Spagna dove il tecnico è in vacanza per ultimare i dettagli: da risolvere la clausola rescissoria del Leicester da 10 milioni, che però non sembra un ostacolo insormontabile.

Allievo di Guardiola, giovane, ambizioso e suo agio nella gerarchia del club, il tecnico rientra nell’identikit perfetto per la società londinese, che conferma così il suo amore per il made in Italy. Maresca sarà infatti il settimo tecnico italiano a guidare i Blues dopo: Vialli, Ranieri, Ancelotti, Di Matteo, Conte e Sarri.

Inter, dalle cessioni arriva un tesoretto per il mercato: ecco i sacrificabili

Inter, al lavoro sul mercato sul fronte delle cessioni per tirare su un tesoretto da reinvestire negli acquisti: ecco la lista dei partenti

Ampio focus della Gazzetta dello Sport riguardante il mercato dell’Inter in ottica uscita. Le cessioni saranno infatti ancora una volta fondamentali per autofinanziarsi i nuovi acquisti. Se non sarà necessario vendere alcun big, ci saranno in ogni caso dei giocatori sacrificati per fare cassa.

La dirigenza nerazzurra ha deciso di fare tesoretto (l’obiettivo è ricavare una cifra intorno ai settanta milioni di euro) tramite le cessioni di Arnautovic, Dumfries e Correa oltre a qualche giovane: Valentin Carboni è il primo della lista. Probabilmente andranno via anche Oristanio, Zanotti, Stankovic insieme a Sebastiano e Pio Esposito.

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Ancelotti: «Il calcio italiano sta tornando in alto, ma serve TEMPO per una nuova GENERAZIONE di CAMPIONI. Leao è un TALENTO che picchierei tutti i giorni. Per fare l’allenatore serve una COSA…»

Le parole di Carlo Ancelotti, a la Repubblica, a pochi giorni dalla finale di Champions League contro il Borussia Dortmund

Carlo Ancelotti, nella settimana che lo porterà alla finale di Champions League tra Real Madrid e Borussia Dortmund, ha rilasciato un’intervista a La Repubblica.

COM’É IL CALCIO – «Complicado y sencillo. Il calcio è complicato e semplice, però più semplice. Basta avere pasión e non complicarlo, appunto, con l’obsesión. L’ossessione è una malattia e io per fortuna non sono ossessionato: ho ancora tanta passione».

ITALIANI BIG ALL’ESTERO – «Però l’Italia, a livello di risultati, sta tornando in alto nelle coppe. Tre finaliste l’anno scorso, con l’Inter a un passo dalla Champions. Quest’anno l’Atalanta ha vinto l’Europa League e la Fiorentina può provarci in Conference».

I GIOCATORI ITALIANI – «Non vedo fuoriclasse, a parte Donnarumma in porta. Sto parlando di una generazione simile a quella di Pirlo, Totti, Del Piero. Serve ancora un po’ di tempo».

UN PROBLEMA PER SPALLETTI – «Questo no. La media comunque è buona, il gruppo c’è. La squadra può fare bene».

I DIFETTI DEL CALCIO ITALIANO – «I soliti. Davide, che lavora con me da quando aveva 23 anni e adesso ne ha 34, per potere prendere il patentino Uefa ha dovuto frequentare il corso in Galles, non aveva i requisiti in Italia»

IL MILAN – «Seguo da lontano la squadra, con affetto. Da lì è tornato qui un Brahim Diaz straordinario. Il Milan ha un grande talento come Leao. Da picchiare, a volte. Se fosse con me, lo picchierei tutti i giorni».

L’ALLENATORE É UN PADRE – «Mi comporto semplicemente con naturalezza. E con rispetto verso tutti. I rapporti interpersonali per me vengono prima di quelli lavorativi: questo evidentemente paga. Se uno spogliatoio non funziona, significa che hai sbagliato qualcosa».

Olympiacos Fiorentina, Giraldi: «Il timore sono i DISORDINI tra i tifosi locali. Mendilibar è l’allenatore giusto per una squadra ambiziosa. INFERIORI all’Aston Villa, ma ce l’hanno fatta…»

Le parole di Filippo Giraldi in vista della finale di Conference League tra Fiorentina e Olympiacos di domani sera

Filippo Giraldi è un direttore sportivo che tifa Fiorentina e ha lavorato per il Nottingham Forest, l’altra squadra di proprietà del patron dell’Olympiacos, Marinakis. Ha parlato della finale di Conference League di domani con il Corriere dello Sport.

COME SI É TROVATO CON MARINAKIS – «Bene, mi capitava a volte di parlare anche dell’Olympiacos, magari ci confrontavamo su dei giocatori. È una persona super innamorata della sua squadra e soprattutto ha una mentalità vincente. Non accetta di perdere: se succede, tende a cambiare. Allenatore, giocatori, oppure staff. In un ambiente a giri altissimi, Mendilibar è l’allenatore giusto».

MENDILIBAR – «Perché mi sembra bravo a mantenere gli equilibri. Marinakis è impaziente di vincere, ma il calcio è un percorso che può comprendere anche sconfitte, difficoltà. Ci si deve abituare. E comunque l’Olympiacos è stato bravo quest’anno sia in in Youth League che in Conference, dove ha eliminato un Aston Villa stanco ma superiore».

ATMOSFERA AD ATENE – «Paradossalmente le incognite dal punto di vista degli eventuali disordini sono più tra le tifoserie locali. Ma la Grecia ha gli occhi del mondo puntati addosso, quindi organizzerà tutto al meglio».

Gianpaolo Pozzo: «Udinese, che SALVEZZA! A gennaio eravamo convinti di DUE GIOCATORI. Sottil e Cioffi non hanno fallito. Per il futuro faccio una PROMESSA ai TIFOSI»

Le parole di Gianpaolo Pozzo, patron dell’Udinese, dopo la salvezza ottenuta dai friulani contro il Frosinone all’ultima giornata

Dopo la grande paura, è il momento della felicità: l’Udinese ha scampato il pericolo di retrocedere all’ultima giornata, confermando così una frequentazione della Serie A che dura da 30 anni; Gianpaolo Pozzo, patron della società, a La Gazzetta dello Sport è andato oltre il finale, rivivendo l’intera stagione e guardando al domani.

FROSINONE-UDINESE – «Ho avuto paura. Tanta. Ho sofferto. La vittoria è stata un momento di grande entusiasmo. È il più grande regalo che i ragazzi mi potevano fare. Non ho chiesto niente. Solo la salvezza della mia Udinese».

IL MERCATO DI GENNAIO – «Noi facciamo in base al bisogno. Eravamo convinti che gli investimenti Brenner e Davis potessero essere finalmente pronti. Erano loro i nostri acquisti».

SOTTIL E CIOFFI HANNO FALLITO – «Non sarebbe corretto. Sono due professionisti. Non me la sento di buttar la croce addosso. Erano partiti bene, Cioffi lo abbiamo richiamato perché conosceva l’ambiente e aveva fatto bene».

CI VOGLIONO PIU’ GIOCATORI ITALIANI – «A me piacerebbe. Pure un friulano. Ma è difficile. Oggi il mercato si fa globalmente con tanti calciatori internazionali».

CHI CEDERE ADESSO TRA I BIG – «Siamo una provinciale. Non dipende da noi. Se arriva una grande squadra e una super offerta come fai a tenerli».

PROMESSA AI TIFOSI – «Di fare una squadra da metà classifica. E una bella festa in città a luglio, prima del ritiro, per i nostri meravigliosi tifosi».

PINZI E DI NATALE – «A Pinzi voglio bene, è uno di noi. Su Totò, che mi ha scritto come Guidolin, che dire, non so che programmi abbia. La parte tecnica è nelle mani di mio figlio».

Calciomercato Roma, formula 8+3: gli incedibili di De Rossi

Calciomercato Roma, il punto sulla rosa giallorossa, tra chi può partire e chi invece è sicuro di rimanere

Con l’arrivo di Ghisolfi alla Roma si comincia a lavorare per il calciomercato in vista della prossima stagione. Come riportato dal Corriere dello Sport, al momento De Rossi e la dirigenza stanno ragionando su chi deve rimanere e chi può partire. Al momento in rosa ci sono 8 calciatori sicuri della conferma: Svilar, Mancini, N’Dicka, Cristante, Paredes, Pellegrini, El Shaarawy e Baldanzi. A questi si devono aggiungere Angelino, che va riscattato entro due giorni, Dybala, ma la decisione se rimanere o meno dipende molto dalla sua volontà e Bove, che rimane un patrimonio della società anche se nel girone di ritorno ha faticato.

Nei partenti invece, oltre a Lukaku, che tornerà al Chelsea, così come gli altri prestiti di Huijsen e Renato Sanches. Altri pronti a salutare sono Shomurodov, Belotti, Solbakken e Kumbulla. In bilico, ma molto dipende dalle offerte, ci sono: Celik, Aouar, Zalewski e Abraham.

La DELUSIONE di De Roon: «Salterò gli EUROPEI con l’Olanda, ma euforico nel vedere l’Atalanta vincere»

Le parole del centrocampista dell’Atalanta Marten De Roon comunicando la sua assenza agli Europei visto l’infortunio

Nonostante i festeggiamenti per l’Europa League conquistata con l’Atalanta, l’infortunio di Marten De Roon si è dimostrato più grande del previsto: non solo bloccandogli la possibilità di essere nel mezzo di due finali, ma anche di saltare gli Europei.

«Non riesco a immaginare di aver avuto una settimana nella mia carriera, o nella mia vita, che abbia avuto così tanti alti e bassi. Perse la Coppa Italia, non poté giocare la finale, vinse l’Europa League. In quell’ultimo stato euforico, ho passato molto tempo con lo staff medico ma alla fine non posso giocare gli Europei. Supererò tutto questo, guarderò la squadra e i miei amici come un tifoso, ma per ora è una giornata molto dura. Eh, Olanda, eh».

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