Pagina 672 – Calcio News 24

Gravenberch non ha dubbi: «Dumfries Pallone d’Oro? Ha fatto una grande stagione! Ecco cosa penso»

Gravenberch sicuro «Dumfries Pallone d’Oro? Ha fatto una grande stagione! Ecco cosa penso». Le sue dichiarazioni

Dopo il pareggio tra Olanda e Polonia nelle qualificazioni internazionali, Ryan Gravenberch – centrocampista classe 2002 del Liverpool e pilastro della Nazionale olandese – ha espresso parole di grande stima nei confronti del compagno Denzel Dumfries, esterno destro dell’Inter e autore del gol che aveva momentaneamente portato in vantaggio gli Oranje.

Intervistato al termine della gara, Gravenberch ha sottolineato la costanza e l’efficacia del laterale nerazzurro, soffermandosi anche sulle sue possibilità di conquistare il prestigioso Pallone d’Oro 2025: “È una nostra qualità: quando Cody Gakpo entra in area, sappiamo che Denzel è sempre sul secondo palo. Il Pallone d’Oro? Ha disputato una grande stagione, per me ha buone possibilità. Certo, ci sono altri candidati, ma io gli do ottime chance”.

Dumfries, leader silenzioso e arma tattica

Secondo Gravenberch, Dumfries non è soltanto un riferimento in fase offensiva, ma anche un elemento fondamentale per equilibrio e solidità. La sua capacità di garantire presenza costante in entrambe le fasi lo rende un punto di riferimento sia per i compagni di club che per quelli della Nazionale.

La stagione 2024/25 con l’Inter ha confermato la crescita del 28enne olandese, oggi considerato uno dei migliori interpreti del ruolo in Europa. La sua spinta sulla fascia destra, unita alla capacità di inserirsi con tempismo in area avversaria, è diventata una delle armi più pericolose della squadra di Chivu, tecnico nerazzurro.

L’intesa con Gakpo, un’arma per l’Olanda

Gravenberch ha anche evidenziato il valore della collaborazione con Cody Gakpo, attaccante del Liverpool e compagno di Nazionale: “Quando Cody entra in area, sappiamo che Denzel è sempre pronto a finalizzare. È un aspetto del nostro gioco che funziona molto bene”.

Questa intesa, basata su movimenti codificati e letture rapide, rappresenta uno dei punti di forza dell’Olanda nelle recenti sfide internazionali.

Un candidato credibile al Pallone d’Oro

Le dichiarazioni di Gravenberch confermano come Dumfries sia oggi non solo un elemento chiave per l’Olanda, ma anche un candidato concreto per premi individuali di prestigio. Le sue prestazioni con l’Inter e la Nazionale, unite alla continuità di rendimento, lo pongono tra i nomi da tenere d’occhio nella corsa al Pallone d’Oro 2025, riconoscimento che celebra ogni anno le eccellenze del calcio mondiale.

Willian torna in Brasile: il Gremio accoglie l’ex stella di Chelsea e Arsenal. Il comunicato

Willian torna in Brasile: il Gremio accoglie l’ex stella di Chelsea e Arsenal. Il comunicato ufficiale del club brasiliano

È ufficiale: Willian Borges da Silva, meglio conosciuto semplicemente come Willian, torna a casa. L’esterno offensivo brasiliano, classe 1988, ha deciso di chiudere il capitolo europeo della sua carriera per abbracciare una nuova avventura con il Gremio Foot-Ball Porto Alegrense, uno dei club più prestigiosi del Brasile.

COMUNICATO – “Il Grêmio Foot-Ball Porto Alegrense informa i propri tifosi di aver raggiunto un accordo con il centrocampista offensivo Willian per rafforzare la squadra. Il giocatore è arrivato a Porto Alegre, si è sottoposto alle visite mediche e ha firmato un contratto con l’obiettivo di partecipare al campionato brasiliano 2025 e alla stagione 2026.

Scoperto dal Corinthians, Willian catturò rapidamente l’attenzione del calcio europeo, iniziando la sua carriera nel Vecchio Continente con lo Shakhtar Donetsk. In Ucraina, si affermò come uno dei migliori centrocampisti offensivi del calcio brasiliano, vincendo la Coppa UEFA, cinque campionati nazionali e quattro coppe, in un momento in cui lo Shakhtar stava guadagnando importanza in Europa, soprattutto per i giovani giocatori brasiliani su cui stava investendo. Nel 2013, trascorse un breve periodo in Russia giocando per l’Anzhi e sei mesi dopo fu ingaggiato dal Chelsea. Con i Blues, Willian vinse due Premier League, un’Europa League e due coppe nazionali. Indossò la maglia numero 10 della squadra e fu un punto di riferimento tecnico per sette stagioni.

Nel 2020, l’atleta si è trasferito all’Arsenal ed è tornato al Corinthians nel 2021, rimanendovi fino all’agosto 2022, quando è tornato in Inghilterra per giocare con il Fulham. Lì ha trascorso due stagioni e ha giocato un ruolo da protagonista nella migliore stagione di Premier League degli ultimi dieci anni. Il suo periodo in Inghilterra lo ha reso il sudamericano con il maggior numero di presenze nel massimo campionato del mondo, con 327 partite giocate. Prima di firmare con il Corinthians, il giocatore ha trascorso una parentesi con l’Olympiacos in Grecia ed è tornato brevemente al Fulham.

Durante la sua brillante carriera calcistica europea, Willian è stato anche regolarmente convocato dalla nazionale brasiliana. Con la nazionale gialla ha giocato i Mondiali del 2014 e del 2018 e ha vinto la Copa América 2019 in Brasile. Con le giovanili, ha vinto il Campionato sudamericano Under 20 nel 2007“.

Tardelli non ha dubbi: «La nuova versione bianconera mi piace. Le fortune della Juve passano da lui! L’Inter…»

Tardelli analizza: «La nuova versione bianconera mi piace. Le fortune della Juve passano da lui! L’Inter…». Le parole sul derby d’Italia

Marco Tardelli, ex bandiera della Juventus e campione del mondo 1982, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport in vista della ripresa del campionato, quando i bianconeri affronteranno l’Inter all’Allianz Stadium. Ecco le sue parole:

NUOVA JUVE – «La nuova versione bianconera mi piace molto. Le fortune della nuova Juve passano da Vlahovic: non ho dubbi, se l’attaccante serbo comincia a fare quello che sa la sua stagione, e quella dei compagni, sarà ricca di soddisfazioni. Pare più libero di testa e meno ossessionato dal far qualcosa di buono a ogni tocco. Merito della sua serietà, e non solo. Tudor è stato bravo e intelligente a creare il giusto rapporto di stima e rispetto con Dusan, anche in un momento non facile e dal destino incerto per il centravanti»

CHIVU E TUDOR – «Chivu è giovane e conosce il calcio: raccogliere l’eredità di Inzaghi non è facile, ma credo che possa entrare in sintonia con uomini e ambiente. Tudor conosce l’ambiente. E non è una frase fatta. Ambiente dove conta vincere? Alla Juve va così, da sempre. È una squadra seria. Sa che si può arrivare ai tre punti anche senza rubare l’occhio: sintomo di solidità. Nel calcio si vince con equilibrio e dando il giusto peso alla fase difensiva»

DERBY D’ITALIA – «Imprevedibilità contro solidità? Leggendo i numeri degli ultimi arrivati alla Juve sì, ma poi la risposta la dà il campo. Subito un messaggio al campionato? Se vincono i bianconeri, sì. Nel caso, convinzione che la strada è quella giusta. E, quindi, autostima al punto più alto. L’Inter non vive di alti o bassi: stiamo parlando di un gruppo consapevole di ciò che ha costruito in questi anni. E Chivu aggiungerà qualcosa»

ATTACCO JUVE – «E Vlahovic? Torno al punto di partenza: il miglior acquisto è lui. E, ora, avrà la possibilità di sfruttare ciò che gli altri creeranno. Chi se la passa meglio in vista della partita? Faccio un nome: Bremer. Dà sicurezza al gruppo che lo aspettava con impazienza: se hai uno come lui, la fase difensiva ne guadagna in ogni azione»

LOTTA SCUDETTO – «L’ho detto prima: questa Juve sta dimostrando di saper vincere anche quando serve pragmatismo. Ed è una virtù perché, alla fine, se arrivi davanti a tutti avrai giocato il calcio giusto. Direi Napoli rinforzato: al di là dell’infortunio di Lukaku, mi sembra che Conte abbia a disposizione due squadre. E direi anche che mi aspetto un bel po’ di incertezza. Juve-Inter come finisce? Non so. Ma se avranno la meglio i bianconeri…»

Calciomercato Milan: spunta quell’idea tra gli svincolati, Allegri valuta il colpo a costo zero

Calciomercato Milan: spunta quell’idea tra gli svincolati! Il tecnico rossonero Max Allegri valuta il colpo a costo zero

Nel calciomercato, i colpi a parametro zero possono cambiare il profilo di una squadra senza impattare sul budget. In questo contesto, prende quota l’ipotesi Takehiro Tomiyasu, difensore giapponese duttile ex Bologna e Arsenal, come possibile rinforzo per il Milan. Massimiliano Allegri, nuovo allenatore rossonero noto per il suo pragmatismo tattico e gestione dei dettagli, non avrebbe nascosto la delusione per un’estate al di sotto delle aspettative e guarda al mercato degli svincolati per colmare i vuoti.

Le mosse del club e i profili coinvolti

L’unico innesto dell’ultima finestra è stato Adrien Rabiot, centrocampista francese box-to-box, arrivato in scia a una situazione tesa con un compagno al Marsiglia. Un’operazione utile ma non sufficiente a soddisfare le richieste tecniche. Igli Tare, nuovo direttore sportivo con lunga esperienza di scouting e plusvalenze, sta monitorando piste sostenibili. Tra queste spicca Tomiyasu, riportato sui radar da Ekrem Konur, giornalista turco specializzato in trattative, secondo cui il Milan “osserva da vicino” il giocatore, pur senza aver presentato un’offerta formale.

Tomiyasu: profilo tecnico, stato fisico e concorrenza

Takehiro Tomiyasu, classe 1998, è un difensore capace di giocare da centrale, terzino destro e braccetto in una linea a tre. All’Arsenal, club di Premier League, ha raccolto oltre 80 presenze mettendo in mostra aggressività pulita nei contrasti, tempi d’anticipo e ordine in costruzione. Il nodo resta la condizione: reduce da un grave infortunio al ginocchio, è fermo da quasi un anno (ultima gara nell’ottobre 2024). Su di lui non c’è solo la Serie A: si registrano attenzioni dalla Super Lig, dalla Liga e dalla stessa Premier. Le società interessate intendono verificare lo stato clinico prima di affondare.

Perché il Milan ci pensa

Per il Milan, alle prese con un bilancio da preservare, un contratto non oneroso e l’assenza di cartellino renderebbero l’operazione strategicamente coerente. La duttilità di Tomiyasu aiuterebbe Allegri a coprire più ruoli e a variare sistema senza snaturare la squadra. Inoltre, l’età ancora giovane unita all’esperienza internazionale configura un profilo a basso rischio relativo e potenziale alto.

Prossimi passi

La valutazione medica sarà decisiva. Se gli esiti confermassero l’affidabilità fisica, Tare potrebbe trasformare l’opportunità in un jolly di mercato: un difensore affidabile, a costo zero, per rinforzare subito la retroguardia rossonera e allargare le opzioni tattiche di Allegri.

Sampdoria, Coda premiato con il Gentleman Morosini: le parole del padre Saverio

Sampdoria, l’attaccante Massimo Coda premiato con il Gentleman Morosini: ecco le dichiarazioni del padre Saverio

Massimo Coda, attaccante classe 1988 della U.C. Sampdoria, è stato insignito ieri del prestigioso Premio Gentleman Morosini per la stagione 2024-2025. Il riconoscimento, assegnato ogni anno a figure del calcio che si distinguono per professionalità, correttezza e impegno nel sociale, celebra il percorso di un calciatore che, oltre ai gol, ha saputo lasciare un segno per dedizione e valori umani.

Coda, arrivato alla Sampdoria nell’estate 2024 dopo esperienze di rilievo con Benevento, Lecce e Cremonese, si è imposto come leader tecnico e carismatico della squadra blucerchiata, contribuendo con le sue reti e la sua esperienza alla crescita del gruppo guidato da Andrea Pirlo, ex campione del mondo e attuale allenatore dei doriani.

In occasione della premiazione, l’edizione genovese di Repubblica ha raccolto un’intervista esclusiva a Saverio Coda, padre del bomber. Le sue dichiarazioni offrono uno spaccato interessante sulla carriera e sulla personalità del figlio, sottolineando come dietro ai successi sportivi ci sia un percorso fatto di sacrifici, determinazione e valori trasmessi in famiglia.

RECORD – «La gioia completa sarebbe stata superare Schwoch come re dei gol nella storia della B con una rete decisiva, ma resta un traguardo che porta Massimo nella storia».

VIERI – «Per la completezza del repertorio mi viene in mente Christian Vieri, che, però, aveva un piede solo».

SPECIALITÀ – «La conclusione al volo, con entrambi i piedi, anche in girata, ricordo un gol così in Salernitana-Avellino».

GOL SUDTIROL – «Tanto, voleva questo record e ora è più sereno. Non si può, però, accontentare. In questa stagione mi aspetto almeno altri dieci gol».

SAMPDORIA – «I nuovi arrivati sono forti e sono sicuro che può ancora pensare alla promozione. È il sogno di Massimo».

Con questo riconoscimento, Coda entra di diritto nella lista dei protagonisti che hanno saputo unire talento sportivo e impegno sociale, incarnando al meglio lo spirito del Gentleman Morosini.

FIFA: creato un comitato di 16 campioni per combattere il razzismo nel calcio! Ecco tutti i nomi

FIFA: creato un comitato di 16 campioni del mondo del calcio per combattere il razzismo. Tutti i nomi presenti

La FIFA ha istituito un comitato internazionale composto da sedici calciatori ed ex calciatori di fama mondiale, con l’obiettivo di rafforzare la lotta contro il razzismo e ogni forma di discriminazione nel calcio. Il nuovo organismo avrà il compito di promuovere una posizione comune dei giocatori, condividere esperienze personali e supervisionare iniziative di formazione in tutte le categorie, dal settore giovanile alle competizioni professionistiche.

Secondo il presidente FIFA Gianni Infantino, “i calciatori saranno il fulcro di questo cambiamento”, contribuendo a diffondere una cultura di rispetto e responsabilità sociale. Il lavoro del comitato si articolerà su cinque pilastri fondamentali: normative e sanzioni, azioni in campo, responsabilità penale, educazione e posizione comune dei calciatori.

Il gruppo è guidato dal liberiano George Weah, Pallone d’Oro 1995 e attuale presidente del suo Paese, nominato capitano onorario. Tra i membri figurano l’ex attaccante togolese Emmanuel Adebayor, la pioniera del calcio femminile africano Mercy Akide, lo storico difensore colombiano dell’Inter Iván Córdoba e la leggenda ivoriana Didier Drogba, simbolo di pace e unità nazionale. Presenti anche il senegalese Khalilou Fadiga, l’icona brasiliana Formiga, la francese Jessica Houara, la neozelandese Maia Jackman, l’ex Manchester City Sun Jihai, il campione del mondo francese (ex Juve) Blaise Matuidi, la giapponese Aya Miyama, la bomber svedese Lotta Schelin, la portiera statunitense Briana Scurry, l’ex difensore francese Mikaël Silvestre e l’argentino Juan Pablo Sorín, già capitano dell’Albiceleste.

Le nuove misure prevedono sanzioni economiche più severe, con multe fino a 4,5 milioni di euro, e l’obbligo per le federazioni di applicare procedure disciplinari uniformi in caso di episodi di razzismo. Il comitato avrà anche un ruolo attivo nella formazione dei giovani calciatori, promuovendo campagne educative, distribuendo materiali didattici e monitorando i social network per prevenire e contrastare le discriminazioni online.

Con questa iniziativa, la FIFA punta a trasformare il calcio in un modello globale di inclusione e rispetto, dimostrando che la lotta al razzismo non si gioca solo sul campo, ma anche nella cultura e nella mentalità di chi vive e ama questo sport.

Calciomercato Lazio: tra incertezze e il sogno Lorenzo Insigne. Tutti gli aggiornamenti

Calciomercato Lazio: tra incertezze e il sogno Insigne. Tutti gli aggiornamenti sui biancocelesti e il fantasista ex Napoli

Il calciomercato invernale della SS Lazio si preannuncia ricco di incognite e possibili colpi di scena. Al momento, la sessione di gennaio sarà solo parzialmente aperta, consentendo nuovi acquisti esclusivamente a fronte di cessioni di pari valore economico. Il presidente Claudio Lotito, imprenditore e figura centrale nella gestione biancoceleste, sta però lavorando per ottenere il via libera a un’apertura totale. La decisione definitiva arriverà a novembre, quando gli organi di controllo si pronunceranno ufficialmente.

Dopo un’estate senza scossoni, si pensa a rinforzare Sarri

Dopo una campagna estiva priva di movimenti di rilievo, la dirigenza ha iniziato a valutare profili utili a rinforzare la rosa di Maurizio Sarri, allenatore toscano noto per il suo calcio offensivo, organizzato e basato sul possesso palla. Tra le ipotesi più suggestive spicca il nome di Lorenzo Insigne, attaccante esterno classe 1991, ex capitano del Napoli e campione d’Europa con l’Italia a Euro 2020. Attualmente svincolato dopo l’esperienza in MLS con il Toronto FC, Insigne rappresenta un’occasione di mercato di grande richiamo mediatico e tecnico.

Il legame Sarri-Insigne e la decisione di Lotito

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Sarri – che ha già allenato Insigne a Napoli, esaltandone le qualità tecniche e tattiche – accoglierebbe con entusiasmo il suo ritorno in Serie A. Lotito, rientrato da un breve soggiorno a Cortina, dovrà ora decidere se affondare il colpo o rinunciare alla trattativa.

Contatti con l’agente e ostacoli da superare

Il prossimo passo sarà un incontro con Andrea D’Amico, agente del giocatore, per discutere ingaggio e durata del contratto. Insigne, nel frattempo, ha messo in stand-by altre offerte in attesa di capire le reali intenzioni della Lazio.

Tuttavia, l’operazione presenta diversi ostacoli: oltre ai vincoli imposti dal mercato, sarà necessario valutare attentamente le condizioni fisiche del calciatore e la sostenibilità economica dell’affare.

Novembre mese decisivo

Il mese di novembre sarà cruciale: in caso di apertura totale del mercato, l’arrivo di Insigne potrebbe rappresentare il colpo di qualità per rilanciare le ambizioni stagionali della Lazio. In caso contrario, la società dovrà orientarsi su operazioni mirate e sostenibili, puntando a valorizzare al massimo le risorse già presenti in rosa.

Cagliari, emergenza gol in attacco: tutte le speranze sul neo acquisto Belotti! I dettagli

Cagliari, emergenza gol in attacco: tutte le speranze riposte sul neo acquisto Andrea Belotti! Tutti i dettagli sui rossoblù

Il Cagliari vive un momento delicato sul piano offensivo. Come riportato da Il Corriere dello Sport, il compito di risolvere la crisi realizzativa è affidato ad Andrea Belotti, 30 anni, attaccante ex Torino e Roma, noto per il suo spirito combattivo e la capacità di trascinare i compagni. Il “Gallo” è chiamato a raccogliere un’eredità pesante: la squadra ha perso in estate i suoi quattro migliori marcatori della scorsa stagione — Roberto Piccoli (12 gol, ora al Verona), Nadir Zortea (6 reti, rientrato all’Atalanta), Razvan Marin (3 gol, passato all’Empoli) e Nicolas Viola (3 gol, svincolato).

Queste partenze hanno lasciato un vuoto importante, che finora nessuno è riuscito a colmare in maniera convincente.

Un attacco numeroso ma poco incisivo

Nonostante il reparto offensivo sia ricco di alternative — ben nove elementi tra punte centrali, trequartisti ed esterni — la concretezza sotto porta è mancata. Oltre a Belotti, il tecnico Pisacane, allenatore rossoblù, può contare su:

  • Gianluca Gaetano, fantasista scuola Napoli
  • Mattia Felici, esterno rapido e tecnico
  • Michael Folorunsho, centrocampista offensivo di grande fisicità
  • Gennaro Borrelli, punta di stazza
  • Leonardo Pavoletti, veterano e uomo-gol nelle stagioni passate
  • Zito Luvumbo, attaccante angolano esplosivo
  • Sebastiano Esposito, giovane talento ex Inter
  • Kilicsoy, ala turca di prospettiva

La varietà di profili non si è ancora tradotta in gol: nessuno, oltre a Belotti, ha dimostrato di poter garantire un bottino realizzativo costante. L’assenza di un secondo leader offensivo rende il gioco prevedibile e meno pericoloso.

Pressione su Belotti e sfida per il futuro

Il peso delle aspettative è tutto sulle spalle del “Gallo”, accolto con entusiasmo dai tifosi ma ora chiamato a trasformare le speranze in reti decisive. Per il Cagliari, la sfida non è solo tattica: serve anche un lavoro psicologico per restituire fiducia agli attaccanti e sbloccare la loro vena realizzativa.

Le prossime giornate di campionato saranno un banco di prova cruciale: se il reparto offensivo riuscirà a convertire la sua abbondanza numerica in efficacia sotto porta, il Cagliari potrà invertire la rotta e allontanarsi dalla zona calda della classifica.

Juventus Inter: Chivu valuta Lautaro Martinez in vista del big match allo Stadium

Juventus Inter: Chivu valuta attentamente Lautaro Martinez in vista del big match allo Stadium contro i bianconeri

Alla ripresa della Serie A, l’Inter si prepara a un banco di prova di altissimo livello: la sfida contro la Juventus, in programma sabato alle ore 18 all’Allianz Stadium di Torino. Il tecnico nerazzurro Cristian Chivu, ex difensore rumeno e oggi alla guida della prima squadra, dovrà prendere una decisione cruciale sulla presenza dal primo minuto di Lautaro Martinez, capitano e bomber argentino.

Il numero 10 interista rientrerà in Italia soltanto nel pomeriggio di giovedì, dopo l’impegno con la Nazionale argentina in Ecuador, disputato nella notte italiana di mercoledì. Un viaggio lungo, con fuso orario e stanchezza da smaltire, che ridurrà al minimo il tempo a disposizione per allenarsi con il gruppo.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, è probabile che Lautaro svolga una seduta differenziata nell’ultimo allenamento pre-partita. La convocazione non sembra in discussione, ma resta il dubbio se Chivu lo schiererà titolare o se opterà per una gestione più prudente, pensando anche all’esordio in Champions League di mercoledì prossimo contro l’Ajax ad Amsterdam.

Con il precedente allenatore Simone Inzaghi, l’impiego di Lautaro in partite di cartello era quasi scontato. Con Chivu, invece, le valutazioni sembrano più legate a un equilibrio tra condizione fisica e strategia tattica, soprattutto in un periodo in cui l’Inter dovrà affrontare un calendario fitto di impegni tra campionato e coppe europee.

Oltre a Lautaro, il tecnico potrà contare sul rientro di altri nazionali, ma sarà fondamentale calibrare i carichi di lavoro per evitare cali di rendimento durante la gara. La sfida con la Juventus, storica rivale e diretta concorrente per lo scudetto, rappresenta un test chiave per misurare la solidità della squadra e confermare il buon avvio di stagione.

La scelta su Lautaro Martinez sarà un segnale importante della filosofia di gestione di Chivu: tra prudenza per preservare i giocatori chiave e ambizione di schierare la formazione più competitiva possibile. Un equilibrio che potrebbe determinare non solo l’esito del match di sabato, ma anche il cammino dell’Inter nelle prossime settimane.

Bayer Leverkusen, Thiago Motta in pole per la panchina dopo l’esonero di Ten Hag

Bayer Leverkusen, l’ex tecnico della Juevntus Thiago Motta in pole per la panchina dopo l’esonero di Ten Hag. Le ultimissime

Il Bayer Leverkusen è alla ricerca di un nuovo allenatore dopo l’esonero lampo di Erik Ten Hag, tecnico olandese ex Ajax e Manchester United, sollevato dall’incarico dopo appena tre giornate di Bundesliga. La decisione, secondo fonti vicine al club, sarebbe maturata a causa di un rapporto mai realmente decollato con lo spogliatoio.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, tra i principali candidati figura Thiago Motta, ex centrocampista di Inter e Paris Saint-Germain e fino a pochi mesi fa allenatore della Juventus. Il tecnico italo-brasiliano, fermo da sei mesi, sarebbe pronto a rimettersi in gioco in un contesto competitivo come quello tedesco.

I dettagli dell’operazione

Thiago Motta è ancora sotto contratto con la Juventus, ma un suo approdo in Germania porterebbe benefici anche al club bianconero. L’eventuale risoluzione anticipata permetterebbe infatti un risparmio stimato in circa 15 milioni di euro tra ingaggio e costi dello staff tecnico. Una cifra importante, che darebbe alla dirigenza maggiore margine di manovra sul mercato e nella pianificazione futura.

Il Leverkusen, reduce da un’estate di profonda rivoluzione, vede in Motta il profilo ideale per guidare una squadra giovane e in piena trasformazione. In pochi mesi, il club ha salutato pedine fondamentali come Jonathan Tah (difensore centrale passato al Bayern Monaco), Granit Xhaka (centrocampista approdato al Sunderland), Victor Boniface (attaccante al Werder Brema) e il talento Florian Wirtz (trequartista trasferitosi al Liverpool insieme al terzino Jeremie Frimpong).

Una sfida europea per Motta

Per Thiago Motta, che alla Juventus ha vissuto un’esperienza intensa ma breve, questa sarebbe un’occasione per dimostrare le proprie capacità in un campionato in crescita come la Bundesliga. La sua filosofia di gioco, basata su pressing alto e costruzione dal basso, potrebbe adattarsi bene alle caratteristiche della rosa delle “Aspirine”.

La trattativa è in corso e nelle prossime settimane potrebbero arrivare sviluppi decisivi. Se l’accordo dovesse concretizzarsi, la Juventus si libererebbe di un contratto oneroso, guadagnando flessibilità economica e strategica.

Resta da capire se Motta accetterà la sfida tedesca o se, come spesso accade nel calcio moderno, la decisione finale sarà frutto di valutazioni complesse e tempistiche serrate.

Milan, attesa per il rientro di Rafael Leao: ecco quando ci sarà il verdetto decisivo

Milan, c’è attesa per il rientro di Rafael Leao: ecco quando ci sarà il verdetto decisivo. Le ultimissime sui rossoneri

Martedì 10 settembre 2025 sarà una data cruciale per l’AC Milan. Non solo segnerà il ritorno agli allenamenti a Milanello dopo la breve pausa, ma sarà anche il momento della verità per le condizioni di Rafael Leão, attaccante portoghese classe 1999, tra i giocatori più talentuosi e decisivi della rosa rossonera.

Dopo la sconfitta all’esordio contro la Cremonese e la vittoria esterna sul Lecce, la squadra di Massimiliano Allegri – tecnico toscano noto per la sua capacità di leggere le partite e gestire i momenti chiave – si prepara alla sfida di domenica sera a San Siro contro il Bologna. Un match che rappresenta un’occasione d’oro per conquistare la prima vittoria stagionale in casa e dare continuità ai tre punti ottenuti in Puglia.

Le condizioni di Leão sotto i riflettori

Come riportato anche dalla Gazzetta dello Sport, l’attenzione mediatica è concentrata quasi interamente sul recupero di Leão. La sua titolarità contro i rossoblù dipenderà dall’esito degli allenamenti di martedì: se l’attaccante tornerà a lavorare regolarmente con il gruppo, la sua presenza dal primo minuto sarà praticamente certa. In caso contrario, Allegri potrebbe optare per un impiego a gara in corso, sfruttando la sua velocità e capacità di saltare l’uomo come arma decisiva nella ripresa.

Il direttore sportivo Igli Tare, ex attaccante e dirigente esperto di mercato, segue da vicino l’evoluzione della situazione, consapevole dell’impatto che il numero 10 può avere sugli equilibri tattici della squadra.

Clima di cauto ottimismo a Milanello

Le indiscrezioni provenienti dal centro sportivo di Carnago parlano di un recupero in linea con la tabella di marcia fissata dallo staff medico. L’obiettivo è averlo pronto per dare quella scintilla di creatività e imprevedibilità che può cambiare il destino di una partita.

Una sfida che vale più di tre punti

Il match contro il Bologna sarà anche un banco di prova per ritrovare la fiducia dei tifosi dopo un avvio di stagione altalenante. Allegri e il suo staff stanno lavorando per trovare la giusta alchimia tra i reparti e valorizzare una rosa ricca di talento. La presenza di Leão, anche solo per uno spezzone, potrebbe rappresentare una spinta morale fondamentale.

Martedì, con il verdetto degli allenamenti, si saprà se il Milan potrà contare sul suo fuoriclasse fin dal primo minuto in una stagione che promette emozioni e grandi obiettivi.

Foggia, che caos! Delio Rossi resta alla guida tecnica dopo il vertice con il Tribunale di Bari, i dettagli

Foggia, che caos! L’ex allenatore della Lazio, tra le altre, Delio Rossi resta alla guida tecnica dopo il vertice con il Tribunale di Bari

Nella giornata del 4 settembre 2025, il tecnico Delio Rossi, allenatore di lunga esperienza in Serie A e B, noto per aver guidato squadre come Lazio, Palermo e Fiorentina, è stato convocato presso il Tribunale di Bari – Sezione Misure di Prevenzione. All’incontro erano presenti anche la Procura della Repubblica di Bari – Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), la Calcio Foggia 1920 s.r.l. e l’amministratore giudiziario prof. Vincenzo Chionna.

La riunione è stata convocata a seguito delle osservazioni formulate dal tecnico, che, dopo un’attenta analisi della situazione, aveva manifestato l’intenzione di risolvere anticipatamente il contratto con la società. Alla base della decisione, Rossi aveva indicato criticità di natura tecnica, organizzativa e logistica che stavano ostacolando il lavoro quotidiano.

Durante il confronto, tutte le parti coinvolte hanno preso atto della posizione dell’allenatore e riconosciuto la fondatezza delle problematiche evidenziate. Allo stesso tempo, in maniera unanime, Calcio Foggia 1920, l’amministratore giudiziario, il Tribunale e la Procura hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto finora da Rossi, sottolineando il valore del suo contributo tecnico e sportivo.

Le istituzioni e la società hanno inoltre garantito pieno sostegno per affrontare e superare le difficoltà, ribadendo la volontà di proseguire il progetto sportivo e di consolidare il percorso verso una gestione improntata alla legalità e alla stabilità.

Al termine dell’incontro, è arrivata la decisione condivisa: Delio Rossi resterà alla guida tecnica del Foggia. L’allenatore, legato da una forte passione per la maglia rossonera e motivato dall’impegno comune dimostrato dai vertici, ha rinnovato la propria disponibilità a proseguire il lavoro, impegnandosi a guidare la squadra nel superamento delle attuali difficoltà.

Il legale rappresentante di Calcio Foggia 1920, dott. Michele Bitetto, ha confermato la piena fiducia nel tecnico, sottolineando come la continuità alla guida della squadra sia un elemento fondamentale per garantire stabilità e competitività nel prosieguo della stagione.

Con questa decisione, il club rossonero punta a rafforzare il proprio progetto sportivo, mantenendo saldo il legame con un allenatore di comprovata esperienza, nella speranza di riportare entusiasmo e risultati positivi alla piazza foggiana.

Barcellona, occhi puntati su Mikayil Faye: la Cremonese di Nicola può rilanciarlo

Barcellona, occhi puntati sul giovane Mikayil Faye: la Cremonese del tecnico Davide Nicola può rilanciarlo in Serie A

Il Barcellona segue con grande attenzione l’evoluzione di Mikayil Faye, giovane difensore centrale senegalese classe 2004, cresciuto nella squadra riserve blaugrana e oggi in prestito alla Cremonese in Serie A. Il giocatore è arrivato in Italia dal Rennes con la formula del prestito, e il club catalano mantiene sia un diritto di riacquisto sia il 30% su una futura rivendita del cartellino.

L’operazione è strategica per il Barça, che sperava di monetizzare dalla cessione del promettente centrale. Tuttavia, le prestazioni altalenanti di Faye nella scorsa stagione hanno rallentato queste aspettative.

Dal Rennes alla Cremonese: un’occasione di riscatto

Al Rennes, dopo un avvio incoraggiante sotto la guida di Jorge Sampaoli – tecnico argentino noto per il suo calcio offensivo e intenso – Faye ha visto ridursi drasticamente il minutaggio. L’esonero di Sampaoli e l’arrivo di Habib Beye, ex difensore senegalese e nuovo allenatore, hanno cambiato le gerarchie: il giovane centrale è sceso in campo solo tre volte nel 2025, finendo ai margini del progetto tecnico.

Il trasferimento alla Cremonese, neopromossa in Serie A, rappresenta quindi un’opportunità cruciale per rilanciare la carriera. La squadra lombarda, guidata da un progetto ambizioso, ha iniziato la stagione con due vittorie su due e punta a consolidarsi nella massima serie.

Ruolo chiave accanto a Jamie Vardy

Faye dovrebbe avere un ruolo di primo piano nella retroguardia grigiorossa, giocando al fianco di Jamie Vardy, esperto attaccante inglese ex Leicester City, arrivato in estate per portare leadership e gol. La presenza di un campione navigato come Vardy potrebbe aiutare il giovane senegalese a crescere anche in termini di mentalità e gestione della pressione.

Gli interessi del Barcellona

Per il club di Joan Laporta, la situazione è delicata: la crescita di Faye è fondamentale per valorizzare la quota del 30% sulla futura rivendita. L’auspicio è che la Cremonese non eserciti la clausola di acquisto fissata a 10 milioni di euro, così da mantenere aperta la possibilità di un ritorno in Catalogna o di una cessione più redditizia.

Se Faye saprà sfruttare questa stagione, il suo nome potrebbe tornare a circolare tra i grandi club europei, trasformando un momento di stallo in un trampolino verso il calcio che conta.

Le prime pagine sportive nazionali – 6 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.


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Kolo Muani, clamoroso dalla Francia! Al-Khelaifi alla Juve: «Ci avete preso in giro, me ne ricorderò»

Kolo Muani, clamoroso dalla Francia! Al-Khelaifi alla Juve: «Ci avete preso in giro, me ne ricorderò». Strascichi dopo il mancato affare

In Francia continua a fare notizia la chiusura della sessione estiva di calciomercato, con particolare attenzione alla trattativa sfumata che avrebbe dovuto riportare Randal Kolo Muani alla Juventus. Per settimane, il club bianconero ha cercato di trovare un’intesa con il Paris Saint-Germain per il centravanti francese, senza però riuscire a concretizzare l’operazione.

Negli ultimi giorni di mercato, il direttore generale Damien Comolli ha così virato su Openda come alternativa, mentre Kolo Muani ha trovato sistemazione al Tottenham, chiudendo definitivamente la pista bianconera.

Secondo quanto riportato dal portale francese Sports Zone, la fumata nera sarebbe arrivata per volontà del presidente del PSG, Nasser Al Khelaifi, che avrebbe manifestato il proprio disappunto con il management della Juventus: «Ci avete preso in giro per settimane, è finita. Con me non vincerete. Ricorderò i vostri metodi, fidatevi di me», avrebbe detto telefonicamente il numero uno parigino.

Contemporaneamente, Al Khelaifi avrebbe contattato gli agenti del giocatore per chiedere di trovare soluzioni alternative alla Juventus. Una richiesta che è stata rispettata, con il centravanti francese che ha così fatto rotta verso Londra, chiudendo ufficialmente ogni possibilità di rientro in bianconero.

La vicenda evidenzia ancora una volta le difficoltà incontrate dalla dirigenza della Vecchia Signora nell’acquisire giocatori di alto livello dall’estero, nonostante la volontà del giocatore di vestire nuovamente il bianconero. La pista Kolo Muani si è chiusa quindi con un epilogo lontano da Torino, mentre la Juventus ha deciso poi di affondare su Openda.

Calcio femminile, nuovo record di mercato: London City spende più di 1.5 M per Geyoro

Calcio femminile, nuovo record di mercato: London City spende più di 1.5 M per Geyoro. Michelle Kang preleva la centrocampista del PSG

Una svolta epocale scuote le fondamenta del calcio femminile europeo. La centrocampista del Paris Saint-Germain e colonna portante della nazionale francese, Grace Geyoro, ha ufficialmente voltato pagina, siglando un accordo storico con un club londinese. Questo giovedì sera, la talentuosa giocatrice ha firmato un contratto quadriennale che la legherà alla sua nuova squadra, le London City Lionesses, segnando l’inizio di un nuovo, ambizioso capitolo della sua carriera.

L’accordo tra il PSG e il club inglese è stato finalizzato nella serata di giovedì, racconta L’Equipe, e la cifra concordata è destinata a rimanere negli annali di questo sport. Il costo del cartellino ammonta a circa 1,65 milioni di euro, una somma che non solo è notevole, ma che stabilisce un nuovo trasferimento record per il settore. Questo evento testimonia la crescita esponenziale e l’aumento vertiginoso del valore economico e mediatico del calcio femminile a livello mondiale.

Per il Paris Saint-Germain si tratta della perdita di una delle sue giocatrici più iconiche. Grace Geyoro, all’età di 28 anni, non era semplicemente una centrocampista, ma il vero motore della squadra e un leader indiscusso in campo e fuori. Le trattative per definire questa operazione sono state lunghe e complesse, durando diverse settimane e vedendo il coinvolgimento diretto delle più alte cariche dei due club. A gestire la negoziazione sono stati infatti Nasser al-Khelaïfi, presidente del PSG, e Michele Kang, la visionaria proprietaria del club inglese, a dimostrazione della portata strategica dell’affare.

Con questo trasferimento, le London City Lionesses – neo promosse in NWSL – lanciano un messaggio chiaro a tutta Europa: l’obiettivo è competere ai massimi livelli. L’ingaggio di una giocatrice del calibro di Geyoro è una dichiarazione d’intenti potentissima, un investimento che mira a un ritorno non solo sportivo, ma anche d’immagine, proiettando il club in una nuova dimensione internazionale.

Gattuso alla Rai: «Offensivi e bravi. Vogliamo ridare entusiasmo agli italiani»

Gattuso alla Rai: «Offensivi e bravi. Vogliamo ridare entusiasmo agli italiani». Le parole del ct dopo la vittoria con l’Estonia

Gennaro Gattuso ha parlato alla Rai dopo la vittoria della Nazionale italiana con l’Estonia.

VITTORIA – «Ringrazio i ragazzi per la prestazione, nel primo tempo è mancato solo il gol. Buona partita, merito dei ragazzi che hanno lavorato bene. La prima è andata, ora pensiamo alla prossima che sarà difficile. Complimenti ai ragazzi che si sono dati da fare».

RETEGUI-KEAN BENE – «Vero, ma tutta la squadra è stata brava. Abbiamo giocato con due attaccanti sapendo di poter prendere qualche ripartenza. Siamo andati sui riferimenti esponendoci a qualche rischio. Ma oggi era giusto giocare offensivi contro una squadra che aveva qualcosa di meno. Ma vincere non era scontato e siamo stati bravi».

OBIETTIVO – «Ringrazio questo gruppo di lavoro. Il nostro obiettivo è far felice la gente e far tornare l’entusiasmo agli italiani. I ragazzi sanno che anche se sbagliamo dobbiamo lottare. Testa a lunedì»

Italia-Estonia 5-0: Gattuso stravince e convince alla prima. Super Retegui nella sua Bergamo, doppietta

Italia Estonia 5-0: Gattuso stravince e convince alla prima. Super Retegui nella sua Bergamo, doppietta dell’ex Atalanta

Gennaro Gattuso ha iniziato la sua avventura sulla panchina dell’Italia con una convincente vittoria per 5-0 contro l’Estonia a Bergamo, davanti a oltre 22.000 spettatori. Nonostante l’avversario occupasse la 126ª posizione nel ranking FIFA, la partita si è rivelata più complessa del previsto, specialmente dopo un primo tempo bloccato sullo 0-0 che aveva alimentato una certa apprensione.

Per il suo esordio, Gattuso ha schierato una formazione audace, un 4-2-4 mascherato con Kean e Retegui come punte centrali e Zaccagni e Politano sulle fasce. L’intento era chiaro: aggredire l’Estonia fin da subito. Tuttavia, nonostante le numerose occasioni create, la difesa estone e gli interventi del portiere Hein hanno tenuto il risultato in parità per i primi 45 minuti.

La svolta è arrivata al 57′, quando Moise Kean ha rotto l’equilibrio con un colpo di testa, liberando la squadra dalla tensione accumulata. Da quel momento, la partita è cambiata radicalmente. Pochi minuti dopo, l’appena entrato Raspadori ha fornito a Retegui l’assist per il 2-0. Lo stesso Raspadori, nuovo attaccante dell’Atletico Madrid, si è poi messo in proprio siglando il 3-0 su assist di Politano, chiudendo di fatto i conti.

Nel finale, l’Italia ha dilagato, trasformando la vittoria in una goleada. Mateo Retegui ha realizzato la sua doppietta personale, prima che Alessandro Bastoni fissasse il punteggio sul definitivo 5-0 con un preciso colpo di testa. Una vittoria fondamentale che porta tre punti e morale in vista della prossima, delicata sfida contro Israele, con l’obiettivo di consolidare il secondo posto nel girone.

Fratello Pogba: «Pesava quasi 100 kg. Non sapevamo di essere in guerra con la Juventus»

Fratello Pogba: «Pesava quasi 100 kg. Non sapevamo di essere in guerra con la Juventus». Le dichiarazioni di Florentin

Il destino, a volte, scrive scenari che sembrano usciti da un film. Quello tra Paul Pogba e la Juventus è un capitolo che si è chiuso nel modo più amaro, ma che potrebbe clamorosamente riaprirsi per una notte, quella di una resa dei conti a lungo attesa. La data cerchiata in rosso è il 26 gennaio 2026, quando allo stadio Louis II il Monaco del centrocampista francese affronterà i bianconeri nella penultima, e forse decisiva, giornata di Champions League.

Sarà molto più di una partita. Sarà il culmine di un percorso di rinascita per Pogba, reduce da un periodo nerissimo. Dopo l’addio burrascoso a Torino, segnato dalla disastrosa squalifica per doping, il ritorno in campo è sempre più vicino. Un cammino irto di ostacoli fisici e mentali, come confermato dal fratello Florentin: «Il periodo senza calcio è stato molto lungo per Paul. L’ho seguito in ogni fase, pure quando è salito fino a 98 chili per poi perdere peso e rimettersi in forma. Sono sicuro che diventerà un punto di riferimento per la squadra cui trasmetterà la sua esperienza».

Il Monaco, dal proprietario Rybolovlev all’allenatore Hutter, ha scommesso forte su di lui, inserendolo subito nella lista Champions. L’obiettivo del “Polpo” è chiaro: riconquistare la forma migliore, trascinare la sua nuova squadra e guadagnarsi una convocazione per il Mondiale. Ma prima c’è da chiudere un cerchio, affrontando quel passato che ancora brucia. Pogba non ha mai nascosto il suo risentimento verso la Juventus, sentendosi abbandonato nel momento del bisogno. Le sue parole, cariche di delusione, spiegano la profondità della ferita: «Avevo chiesto aiuto al club, come la possibilità di fare dei massaggi o di avere un preparatore atletico. Ne avevo il diritto, ma diciamo che non mi hanno sostenuto e questo mi ha colpito, non ne ho capito il motivo. Credevo di essere in guerra contro l’antidoping non contro la Juve». Quella partita del 2026, dunque, non sarà solo una sfida sportiva, ma l’occasione per una vendetta personale.

Tuchel sposa la linea di Allegri: «Loftus-Cheek? Non sa nemmeno lui quanto è forte»

Tuchel sposa la linea di Allegri: «Loftus-Cheek? Non sa nemmeno lui quanto è forte». Le dichiarazioni del ct dell’Inghilterra

La rinascita di Ruben Loftus-Cheek con la maglia del Milan ha prodotto il suo frutto più atteso: il ritorno nella nazionale inglese. Un traguardo celebrato oggi in conferenza stampa dal commissario tecnico dell’Inghilterra, Thomas Tuchel, che conosce bene il centrocampista dai tempi del Chelsea e non ha nascosto la sua grande stima per l’uomo e per il calciatore, diventato un pilastro del centrocampo rossonero.

Le parole di Tuchel sono un’investitura piena e convinta, che sottolineano tanto le qualità umane quanto il potenziale tecnico, a volte inespresso, del giocatore. Il CT ha spiegato le ragioni della sua convocazione con parole di grande apprezzamento, evidenziando il legame costruito in passato.

Questo il suo commento: «È sempre stato un piacere lavorare con lui e sono molto contento di aver avuto la possibilità di convocarlo. È una persona piacevole con cui stare, molto amichevole e molto educato, con un buon senso dell’umorismo. È pieno di qualità e a volte non credo che sia consapevole di quanto sia forte e di quanto possa essere bravo, ma si inserisce perfettamente grazie al suo carattere e alle sue qualità e compete per un posto nel centrocampo ed è bello vedere che è in forma e non infortunato. Se rimane in salute, è sempre in lizza per fare colpo a livello internazionale».

Successivamente, il tecnico ha allargato il discorso alla squadra e alle imminenti sfide, delineando il contesto tattico in cui giocatori con le caratteristiche di Loftus-Cheek potrebbero rivelarsi decisivi per scardinare difese chiuse.

«Abbiamo avuto ottime sessioni di allenamento, un’energia incredibile, sia dentro che fuori dal campo. Il gruppo ha lavorato molto bene e al momento sono molto, molto positivo. Nello sport non conta cosa hai fatto ieri, ma cosa fai domani per migliorare, quindi mi aspetto un buon allenamento dai giocatori per essere pronti per domani. In entrambe le partite affronteremo sicuramente un blocco profondo e un 5-4-1 nella prima partita e la sfida sarà superarli in modo rapido e aggressivo e giocare con più ritmo rispetto alla prima partita (contro Andorra)».

Spalletti torna in panchina? Corsa a due con Conceição per quel club

Spalletti torna in panchina? Corsa a due con Conceição per quel club. Molto dipenderà dalle battaglie politiche interne alla società

A pochi mesi dal suo clamoroso e discusso addio alla panchina della Nazionale, il nome di Luciano Spalletti torna a infiammare il mercato degli allenatori. Il tecnico di Certaldo, figura di primissimo piano nel panorama europeo, si trova a un bivio, con un futuro che potrebbe portarlo all’estero, in una delle piazze più calde del continente, oppure vederlo attendere pazientemente l’occasione giusta per un ritorno da protagonista in Serie A.

L’ipotesi più concreta e immediata conduce in Turchia, al Fenerbahce. Il club di Istanbul, dopo aver chiuso bruscamente il rapporto con José Mourinho, è alla ricerca di una guida tecnica di spessore per aprire un nuovo ciclo. Spalletti è in cima alla lista dell’attuale dirigenza, che vede in lui l’uomo ideale per carisma, esperienza e qualità di gioco. La trattativa, però, è tutt’altro che semplice e si intreccia con una delicata battaglia politica interna al club. Sono infatti imminenti le elezioni presidenziali, e la scelta dell’allenatore è diventata un’arma per la campagna elettorale.

Se da un lato l’attuale management spinge per Spalletti, dall’altro il candidato presidente Sadettin Saran ha già annunciato pubblicamente il suo uomo: Sérgio Conceição, ex tecnico del Porto reduce da una parentesi complicata al Milan. Saran ha dichiarato che, in caso di vittoria, la panchina sarà affidata al portoghese. Il futuro di Spalletti a Istanbul è quindi appeso all’esito delle urne, in una partita che si gioca tanto sul campo politico quanto su quello tecnico.

Parallelamente, Spalletti non chiude affatto la porta a un ritorno in Italia. Consapevole del suo status, osserva con attenzione le dinamiche delle panchine di vertice della Serie A. Un eventuale ribaltone o una crisi inaspettata in uno dei top club aprirebbe scenari immediati per un suo rientro. L’opportunità resta dunque concreta, un’ipotesi pronta a materializzarsi al primo segnale di instabilità, con l’ex CT azzurro che rappresenta la prima, prestigiosa opzione per chiunque cerchi una garanzia di successo.

Italia-Estonia, 0-0 all’intervallo: tante occasioni e una traversa di Retegui. Ma gli Azzurri non la sbloccano

Italia Estonia, 0-0 all’intervallo: tante occasioni e una traversa di Retegui. Ma gli Azzurri per ora non la sbloccano

Nonostante un dominio assoluto, l’Italia di Gennaro Gattuso non riesce a sbloccare il risultato e chiude il primo tempo della sfida contro l’Estonia su un deludente 0-0. Un risultato che complica i piani degli Azzurri, chiamati a una ripresa di ben altro tenore per evitare un passo falso dalle conseguenze pesantissime.

Il debutto del nuovo CT è stato all’insegna di una formazione ultra-offensiva, un 4-2-4 mascherato con Kean e Retegui di punta, supportati da Politano e Zaccagni. L’intenzione di aggredire la partita è parsa chiara fin dai primi secondi, con un assedio costante alla porta estone. L’Italia ha collezionato occasioni in serie: dopo neanche tre minuti Politano ha sfiorato il palo, seguito poco dopo da un tentativo di Dimarco sugli sviluppi di un corner. La trama del match è stata a senso unico: oltre il 70% di possesso palla e innumerevoli conclusioni verso la porta avversaria.

Tuttavia, è mancata la precisione e la cattiveria necessarie per concretizzare. L’Estonia, dal canto suo, ha eretto un muro, difendendosi con ordine e senza mai dare la sensazione di crollare. A guidare la resistenza baltica è stato il portiere e capitano Karl Hein, cresciuto nell’Arsenal, autore di interventi decisivi, come la doppia parata al ventesimo minuto prima su Zaccagni e poi sul solito Dimarco.

Con il passare dei minuti, la sterile supremazia ha generato nervosismo tra gli Azzurri, che hanno perso lucidità. Nel finale di frazione sono arrivate altre due enormi occasioni, prima con un colpo di testa di Politano e poi con una conclusione di Kean su sponda di Retegui, ma il risultato non è cambiato neanche allo scadere di frazione, quando ancora il riflesso del portiere estone e la traversa impedito il gol sul colpo di testa di Retegui. Il pareggio, unito alla vittoria parziale di Israele sulla Moldavia, relega momentaneamente l’Italia al terzo posto nel girone. Nella ripresa, per Gattuso e i suoi, esiste un solo imperativo: vincere.

Calciomercato Inter, i dirigenti del Galatasaray: «Calhanoglu vuole giocare qui»

Calciomercato Inter, i dirigenti del Galatasaray: «Calhanoglu vuole giocare qui». Le dichiarazioni durante la presentazione di Gundogan

Il palcoscenico doveva essere interamente per İlkay Gündoğan, il colpo da novanta strappato al Manchester City e presentato in pompa magna ai suoi nuovi tifosi. Eppure, durante la conferenza stampa organizzata dal Galatasaray, i dirigenti del club turco hanno sorpreso tutti, spostando i riflettori su un altro obiettivo, un sogno nemmeno troppo nascosto: Hakan Çalhanoğlu. In un’operazione di comunicazione tanto audace quanto chiara, la dirigenza ha di fatto lanciato un messaggio d’amore al centrocampista dell’Inter, promettendo che il suo ritorno in patria è solo questione di tempo.

Le parole dei vertici del club, pronunciate in un momento di grande entusiasmo, hanno delineato una strategia precisa, utilizzando l’esempio di Gündoğan come modello da seguire per il regista nerazzurro. Hanno confermato che i contatti per un suo trasferimento quest’estate sono stati concreti, svelando il forte desiderio del giocatore di vestire la maglia giallorossa.

Questa la dichiarazione integrale rilasciata dai dirigenti del Galatasaray, un vero e proprio manifesto programmatico per il futuro: «İlkay ha detto che il Galatasaray era l’amore della sua infanzia e ha accettato di fare grandi sacrifici. Pur avendo un contratto solido e ottime condizioni al City, ha deciso di lasciare l’Inghilterra. Il nostro club non ha speso nulla per il cartellino e il trasferimento si è concluso a condizioni davvero favorevoli. Anche Hakan ha voluto venire, ma le circostanze non lo hanno permesso. Se non è oggi, sarà domani: siamo convinti che prima o poi vestirà la maglia del Galatasaray. Deve guardare al percorso di İlkay e prenderlo a modello. In fondo Hakan è ancora giovane. Rispettiamo e sosteniamo il suo desiderio di chiudere la carriera qui».

Queste affermazioni vanno ben oltre il semplice interesse di mercato. Sono un corteggiamento pubblico, una promessa fatta ai propri tifosi e un messaggio diretto allo stesso Çalhanoğlu. Il club turco non solo conferma la volontà del giocatore, ma si impegna a rispettarla e a sostenerla in futuro, di fatto prenotando il suo arrivo a Istanbul. Per l’Inter, è un avvertimento chiaro: il Galatasaray si sente la destinazione predestinata del suo regista e attenderà pazientemente il momento giusto per trasformare questo sogno in realtà.

Calciomercato, ecco perché Kim non è tornato in Italia

Calciomercato, ecco perché Kim non è tornato in Italia. Il difensore è ai margini al Bayern Monaco ma non è attaccabile per la Serie A

asandosi sulle informazioni e le analisi dell’esperto di calciomercato Fabrizio Romano, il possibile ritorno in Serie A di Kim Min-jae rimane un sogno complicato per i club italiani. Dopo una stagione indimenticabile a Napoli che lo ha consacrato come uno dei migliori difensori d’Europa, il suo nome è stato ciclicamente accostato alle big del nostro campionato, tra cui Inter e Milan, sempre alla ricerca di un profilo di tale caratura per rinforzare le proprie retroguardie.

Tuttavia, secondo quanto riportato da Romano, la realtà dei fatti è ben diversa dai semplici sondaggi. L’ostacolo principale che blocca sul nascere qualsiasi trattativa con le squadre italiane non è tanto il costo del cartellino che il Bayern Monaco potrebbe richiedere, ma l’ingaggio faraonico percepito dal difensore sudcoreano. Al Bayern, Kim guadagna uno stipendio che supera i 7 milioni di euro netti a stagione, una cifra che in Serie A è riservata quasi esclusivamente ai centravanti di livello mondiale. Le strutture salariali dei club italiani, anche di primissima fascia, non possono sostenere un simile esborso per un difensore, rendendo l’operazione economicamente insostenibile.

L’analisi di Romano evidenzia come l’unica vera offerta concreta sia arrivata dall’Arabia Saudita, con l’Al Nassr che si era fatto avanti con una proposta economicamente vantaggiosa. Kim, però, ha declinato l’offerta, dando priorità assoluta alla sua carriera nel calcio europeo di vertice. Questa scelta, se da un lato chiude le porte al mercato saudita, dall’altro non spiana la strada verso l’Italia.

La conclusione, secondo Romano, è chiara: l’unica via per rivedere Kim Min-jae in Serie A passa da un notevole sacrificio economico da parte del giocatore stesso. Senza una sua decisa volontà di ridursi l’ingaggio per sposare un progetto tecnico in Italia, il suo futuro rimarrà legato a club che possono permettersi stipendi di quel calibro, lasciando il suo ritorno nel nostro campionato una suggestione affascinante ma, al momento, del tutto irrealistica.

Calciomercato Atalanta, l’annuncio di Romano sul futuro di Lookman

Calciomercato Atalanta, l’annuncio di Romano sul futuro di Lookman. Ecco la situazione intorno all’attaccante nigeriano

La finestra di trasferimento estiva si è chiusa nella maggior parte d’Europa, ma il futuro di Ademola Lookman a Bergamo rimane un capitolo tutt’altro che concluso. La situazione dell’attaccante nigeriano, eroe indiscusso della storica vittoria dell’Atalanta in Europa League, è complessa e sospesa a metà tra una permanenza forzata e un addio solo rimandato. A fare il punto sulla delicata vicenda è il massimo esperto di calciomercato, Fabrizio Romano, che con le sue parole delinea con precisione i contorni di questa tregua armata.

Interrogato sulla questione, Romano ha offerto una sintesi chiara e dettagliata: «Lookman? Il mercato turco e quello saudita sono ancora aperti, ma non mi risultano trattative in corso e lui è stato anche inserito nella lista UEFA dell’Atalanta. A quanto so, Lookman nei prossimi mesi continuerà a esplorare la possibilità di andare via da Bergamo nei prossimi mesi. Ora si concentrerà sul campo e le parti proveranno a ricostruire un rapporto».

Le sue parole confermano tre punti cruciali. Primo, l’assenza di trattative concrete spegne, per ora, le residue speranze di una cessione immediata. Secondo, l’inserimento nella lista UEFA non è un dettaglio, ma la pietra tombale su ogni possibile movimento fino a gennaio, blindando di fatto il giocatore a Bergamo per la prima, cruciale fase della stagione europea.

Il punto più significativo, però, riguarda le intenzioni del giocatore. L’idea di un addio non è affatto tramontata, ma semplicemente posticipata. L’espressione “continuerà a esplorare” suggerisce un lavoro sotterraneo che proseguirà in vista della finestra invernale. Infine, l’accenno alla necessità di “ricostruire un rapporto” lascia intendere che le tensioni estive abbiano lasciato delle scorie. Ora spetta al giocatore e al club trovare un equilibrio basato sulla professionalità: l’Atalanta ha bisogno del miglior Lookman per competere su tre fronti, e Lookman ha bisogno della vetrina atalantina per attirare i top club. Si apre una fase di convivenza forzata, in attesa che il mercato, a gennaio, riapra ufficialmente una partita destinata a continuare.

Italia U21, vittoria sofferta per Baldini all’esordio: 2-1 col Montenegro

Italia U21, vittoria sofferta per Baldini all’esordio: 2-1 col Montenegro. Tre punti comunque pesanti nella rincorsa all’Europeo

Comincia con il brivido ma con un risultato positivo l’avventura della nuova Italia Under 21 targata Silvio Baldini. Al debutto ufficiale a La Spezia, gli Azzurrini superano in rimonta i pari età del Montenegro per 2-1, conquistando tre punti pesantissimi per le qualificazioni all’Europeo al termine di una partita più complicata del previsto.

L’inizio del match è stato a dir poco traumatico per la giovane nazionale italiana. Dopo pochi minuti, un clamoroso errore in fase di impostazione del terzino Idrissi ha spalancato la strada all’attaccante montenegrino Kostic, che si è involato verso la porta difesa da Mascardi e non ha perdonato, portando in vantaggio i suoi. Lo shock iniziale ha condizionato l’intero primo tempo degli Azzurrini, apparsi contratti e poco incisivi in attacco, con la scelta a sorpresa di Baldini di lasciare inizialmente in panchina il talento di Pafundi. Anzi, è stato il Montenegro a sfiorare il raddoppio in un paio di occasioni, mettendo in difficoltà la retroguardia italiana.

La svolta della partita è arrivata a inizio ripresa. È stato Luca Lipani a suonare la carica, scagliando un tiro dalla distanza che, complice un intervento non impeccabile del portiere avversario, si è insaccato per il gol del pareggio. L’episodio ha dato fiducia all’Italia, che ha iniziato a spingere con maggiore convinzione. Quando la partita sembrava destinata a concludersi in parità, è arrivato il momento decisivo: Antonio Raimondo, con una grande azione personale in area, ha conquistato un calcio di rigore. Sul dischetto si è presentato Luca Koleosho, che con straordinaria freddezza ha spiazzato il portiere, siglando il gol del definitivo 2-1.

Una vittoria sofferta, di carattere più che di gioco. Per la brillantezza ci sarà tempo, ma l’importante era iniziare con il piede giusto, e l’obiettivo è stato raggiunto.

Calciomercato Milan: trovato l’erede di Maignan? Si guarda in Serie A

Calciomercato Milan: trovato l’erede di Maignan? Si guarda in Serie A qualora il francese dovesse salutare nelle prossime sessioni

Nel calciomercato estivo appena concluso, il nome di Zion Suzuki ha brillato come uno dei talenti più corteggiati della Serie A. Il giovane portiere giapponese, pilastro del Parma, è diventato l’oggetto del desiderio per due colossi del calcio italiano, Milan e Napoli, che hanno seriamente esplorato la possibilità di affidargli la difesa dei propri pali.

Il club rossonero ha seguito una pista dettata dalla prudenza. L’insistente pressing del Chelsea per Mike Maignan, culminato in un’offerta ufficiale poi giudicata insufficiente, ha spinto la dirigenza di via Aldo Rossi a guardarsi intorno per non farsi trovare impreparata. In questo scenario, il profilo di Suzuki è emerso come il candidato ideale per una successione di altissimo livello. Sebbene la trattativa non sia mai entrata nella sua fase più calda, complice la permanenza del portiere francese a Milano, il nome del giapponese è stato inserito con decisione nei radar del club per il futuro.

Parallelamente, a Napoli, l’interesse era ancora più concreto e spinto da una precisa richiesta tecnica. Il nuovo allenatore, Antonio Conte, aveva identificato la necessità di affiancare ad Alex Meret un portiere di pari valore, capace di creare una sana competizione interna. La sua lista si era ristretta a due soli nomi: Vanja Milinkovic-Savic e, appunto, Zion Suzuki. Il tecnico salentino vedeva in entrambi le qualità ideali per il suo progetto.

Tuttavia, l’operazione con il Parma si è rivelata complessa su due fronti. In primis, le esose richieste economiche del club emiliano, che valutava il suo gioiello tra i 30 e i 40 milioni di euro, hanno rappresentato un ostacolo significativo. In secondo luogo, è stata decisiva la volontà dello stesso giocatore. In un anno cruciale che porterà al Mondiale della prossima estate, Suzuki ha preferito la certezza di un posto da titolare indiscusso al Tardini, fondamentale per difendere i pali della sua nazionale.

Di fronte a queste difficoltà, il Napoli ha virato con decisione su Milinkovic-Savic, chiudendo l’affare e ricevendo subito un segnale di grande professionalità dal serbo, che ha rinunciato alla nazionale per accelerare il suo inserimento a Castel Volturno. Per Suzuki, la scelta di restare a Parma è stata una scommessa sulla propria crescita. La stagione attuale rappresenta per lui l’esame della consacrazione, ma il suo futuro resta un libro aperto. Il Milan, infatti, non lo ha dimenticato: qualora la situazione di Maignan dovesse nuovamente evolversi verso un addio, la pista che porta al portiere giapponese potrebbe riaccendersi prepotentemente.

Formazioni ufficiali Italia-Estonia: ecco le scelte di Gattuso

Formazioni ufficiali Italia Estonia: ecco le scelte di Gattuso all’esordio sulla panchina azzurra. Kean e Retegui contemporaneamente in campo

Sarà una serata cruciale per la Nazionale italiana, che questa sera al “Gewiss Stadium” di Bergamo affronta l’Estonia in una partita dal peso specifico enorme per le qualificazioni al prossimo Mondiale. Fischio d’inizio alle 20.45 per quello che sarà il debutto ufficiale di Gennaro Gattuso sulla panchina azzurra. L’ex tecnico di Milan e Napoli è stato chiamato a risollevare le sorti di una squadra ferita e con il morale a terra dopo la pesante sconfitta di Oslo contro la Norvegia e il conseguente esonero di Spalletti.

La pressione è tutta sulle spalle degli Azzurri. La recente debacle ha ridotto drasticamente il margine di errore, rendendo la vittoria l’unico risultato possibile per non complicare ulteriormente un cammino già tortuoso. L’obiettivo è colmare il divario con la Norvegia, attuale capolista del girone con 12 punti. L’Italia, con due gare in meno, è ferma a una sola vittoria, ottenuta per 2-0 contro la Moldova. Gattuso ha avuto il compito di scuotere l’ambiente e riaccendere l’entusiasmo, ma ora servono i fatti e i risultati sul campo per alimentare la speranza.

Dall’altra parte, l’Estonia del CT Jürgen Henn si presenta a Bergamo con molta meno pressione e nel ruolo di classica mina vagante. Anche la nazionale baltica, come l’Italia, ha conquistato la sua unica vittoria contro la Moldova, ma ha già disputato quattro partite, due in più degli Azzurri. Un avversario da non sottovalutare, pronto a sfruttare ogni eventuale passo falso dei padroni di casa.

Ecco le formazioni ufficiali della partita:

ITALIA (4-2-3-1): Donnarumma; Di Lorenzo, Calafiori, Bastoni, Dimarco; Tonali, Barella; Politano, Kean, Zaccagni; Retegui. CT: Gennaro Gattuso. A disposizione: Meret, Vicario, Bellanova, Gatti, Locatelli, Rovella, Raspadori, P. Esposito, Frattesi, Orsolini, Cambiaso, Mancini.

ESTONIA (4-2-3-1): Hein; Schjønning-Larsen, Paskotši, Kuusk, Saliste; Palumets, Shein; Kristal, Käit, Sinyavskiy; Sappinen. CT: Jürgen Henn. A disposizione: Igonen, Vallner, Peetson, Saarma, Anier, Yakovlev, Ainsalu, Tamm, Miller, Tammik, Tur, Soomets.

Italia-Estonia: chi sono i 4 giocatori mandati in tribuna da Gattuso

Italia Estonia: chi sono i 4 giocatori mandati in tribuna da Gattuso. Il ct ha deciso di non includere nel gruppo partita due debuttanti

Scocca l’ora della verità per la nuova Italia di Rino Gattuso. Questa sera, alle 20:45 sul prato di Bergamo, il debutto del neo Commissario Tecnico contro l’Estonia è molto più di una semplice partita d’esordio: è il primo, delicatissimo esame di un corso che nasce già sotto pressione. Sulla carta, l’avversario è più che abbordabile, ma il contesto rende la sfida un crocevia fondamentale. Gli Azzurri si trovano infatti a inseguire una Danimarca quasi irraggiungibile, con la qualificazione diretta al Mondiale che assume i contorni di un’autentica chimera.

In questo clima teso, Gattuso ha dovuto compiere le sue prime scelte difficili, delineando da subito la sua filosofia. La notizia principale riguarda le esclusioni dalla panchina: a guardare la partita dalla tribuna saranno quattro giocatori. Oltre all’assenza forzata dell’infortunato Gianluca Scamacca, già rientrato a Bergamo per curare l’infiammazione al ginocchio, il CT ha deciso di non includere nel gruppo partita Maldini, Carnesecchi, Leoni e Fabbian. Una decisione tecnica significativa, soprattutto per questi ultimi due, alla loro prima esperienza assoluta con la Nazionale maggiore.

Questo primo verdetto invia un segnale chiaro sulla rotta che Gattuso intende tracciare nell’immediato. Sebbene le sue convocazioni abbiano aperto le porte a volti nuovi e profili giovani, in linea con il suo “credo” calcistico, per questa battaglia cruciale si affiderà al nucleo dei giocatori più esperti. Contro l’Estonia non c’è margine per l’errore o per gli esperimenti; serve affidabilità, conoscenza della maglia azzurra e capacità di gestire la pressione. L’obbligo è vincere, e poi ripetersi contro Israele.

Tuttavia, la consapevolezza generale è che anche un doppio successo potrebbe non bastare per evitare i playoff. L’impresa qualificazione è appesa a un filo sottilissimo. La sfida di stasera, dunque, dirà molto non solo sul piano tattico, ma soprattutto sul carattere che il nuovo CT sarà riuscito a infondere in un gruppo chiamato a non fallire, per continuare a sperare fino all’ultimo in un miracolo sportivo.

Cagliari, come sta Pavoletti? Prosegue il recupero dell’attaccante rossoblù, le ultime

Cagliari, come sta Pavoletti? Prosegue il recupero dell’attaccante rossoblù, le ultimissime sull’attaccante rossoblù

Il Cagliari Calcio, guidato in panchina da Fabio Pisacane – ex difensore rossoblù e oggi tecnico della formazione sarda – è atteso quest’oggi da un test amichevole di interesse contro il Buddusò, squadra neopromossa nel campionato di Eccellenza sarda. La sfida rappresenta un’occasione utile per mettere minuti nelle gambe e testare schemi in vista degli impegni ufficiali, ma dovrà fare a meno di una delle sue bandiere: Leonardo Pavoletti.

Secondo quanto riportato da L’Unione Sarda, il capitano non sarà della partita. L’attaccante livornese, classe 1988, prosegue infatti un programma di lavoro personalizzato per recuperare dall’operazione al ginocchio subita al termine della scorsa stagione.

Pavoletti e il percorso di recupero

Il problema fisico che ha colpito Pavoletti nella fase finale dello scorso campionato ha reso necessario un intervento chirurgico. Non è la prima volta che il centravanti, noto per il suo straordinario gioco aereo e la capacità di fare reparto da solo, si trova a fronteggiare infortuni importanti. Nel corso della carriera, infatti, ha dovuto più volte fermarsi, ma ha sempre dimostrato grande professionalità e determinazione nel rientrare in campo.

Attualmente, il numero 30 rossoblù sta seguendo un programma di riabilitazione mirato, con l’obiettivo di ritrovare la piena condizione fisica. Lo staff medico e tecnico del Cagliari punta a un reintegro graduale nel gruppo, senza forzare i tempi, per garantire un recupero completo e duraturo.

Tempi di rientro e importanza nello spogliatoio

Al momento non sono stati comunicati tempi ufficiali per il ritorno in campo di Pavoletti. Tuttavia, l’orientamento del club è quello di valutare settimana dopo settimana i progressi, in base ai riscontri clinici e alle sensazioni del giocatore.

Anche lontano dal terreno di gioco, Pavoletti resta una figura centrale per il Cagliari: la sua esperienza, il carisma e il legame con la piazza rappresentano un punto di riferimento per compagni e tifosi. La sua presenza nello spogliatoio, unita alla leadership naturale, è considerata una risorsa preziosa per affrontare al meglio la stagione.

L’amichevole contro il Buddusò sarà dunque un banco di prova per il gruppo di Pisacane, in attesa di riabbracciare il proprio capitano e leader offensivo.

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