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Juve Udinese, conferenza stampa Tudor «Per me si è sempre fatto un buon lavoro, al di là di tutte le problematiche. Ecco il punto sugli infortunati. Conte? Non mi sento inferiore a nessuno»

Juve Udinese, la conferenza stampa Tudor: le dichiarazioni del tecnico a due giorni dalla partita della 37ª giornata di Serie A

Dopo il pareggio subito all’ultimo secondo all’Olimpico contro la Lazio, la Juventus è pronta a scendere nuovamente in campo in casa contro l’Udinese. Pochi minuti fa, Igor Tudor è intervenuto in conferenza stampa: ecco le dichiarazioni riprese da Juventusnews24 che ha seguito LIVE le sue parole.

INFORTUNATI – «Al massimo Gatti può fare quanto fatto l’ultima partita. Vediamo Kelly, poi su queste domande tattiche e su chi gioca non rispondo per non aiutare l’avversario».

COSA HA PORTATO ALLA SQUADRA – «Difficile parlare del mio operato. Per me si è sempre fatto un buon lavoro, al di là di tutte le problematiche perché non c’è mai stato Koopmeiners, Gatti, Yildiz non c’è stato in queste due partite, Cambiaso e Kelly anche. Nel complesso si è fatto un bel lavoro, abbiamo vinto 3 partite in casa, due pareggi e la sconfitta a Parma in cui non si è meritato di perdere. Quelle fuori con Roma abbiamo fatto meglio, con il Bologna alla pari e con la Lazio finché eravamo in 11 abbiamo fatto meglio noi. Bisogna sempre essere esigenti, la Juve deve andare ovunque a vincere e sono il primo dispiaciuto. Questa sensazione che ho dentro è che in queste partite la squadra ha dato il meglio con tutte le problematiche, perché quando sono arrivato la squadra era in buco profondo. Ora siamo più consapevoli, con il gioco che è migliorato, bisogna capire i momenti, sapere cosa la squadra può fare in ogni momento. Faccio i complimenti ai ragazzi che han dato tutto quello che possono».

VLAHOVIC – «È sempre una grande occasione per tutti. Ha avuto problemi fisici, ora è tornato e ci darà una grande mano fino alla fine».

SI SENTE DI MERITARE LA CONFERMA E L’OMBRA DI CONTE – «Vivo alla giornata, me la godo, soffro, non pensando al futuro. Penso all’Udinese, mi metto nei panni dei giocatori, mi nutro della loro fiducia. Poi se mi sento inferiore a qualcuno le dico di no, non mi sento inferiore a nessuno».

YILDIZ – «Ha sofferto tanto, ha avuto questa roba che abbiamo già commentato. È stato dispiaciuto, è stato fondamentale nella nostra rosa. Ha saltato quasi 4 gare, gli ho detto ora di non sentire la responsabilità di farsi perdonare e andare oltre dal punto di vista psicologico, deve andare dentro la gara e fare ciò che sa fare. Deve fare quello in cui è bravo di fare. Nelle zone di campo solo quelli con qualità possono fare e stare bene».

LEGGI LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI TUDOR SU JUVENTUSNEWS24

Guendouzi Lazio, il centrocampista pronto per una grande sfida! Colloquio con il tecnico Baroni e l’Inter…

Guendouzi Lazio, il centrocampista francese è pronto per una grande sfida! Colloquio con il tecnico Baroni e l’Inter adesso…

La Lazio si prepara a una sfida cruciale contro l’Inter, ancora in corsa per il titolo di Serie A. I biancocelesti, però, non intendono arrendersi facilmente: una vittoria a San Siro potrebbe spalancare loro le porte della prossima Champions League.

L’intera squadra è concentrata sull’incontro, ma in particolare spicca Guendouzi, pronto a prendersi sulle spalle il peso della formazione. Il tecnico Baroni sta valorizzando il suo spirito di sacrificio e, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, ha avuto un colloquio sul campo con l’ex Arsenal e Romagnoli al termine dell’allenamento.

Nel frattempo, l’Inter continua a monitorare Guendouzi, giocatore che segue fin dai tempi in cui militava a Londra. Si parla di un possibile scambio di mercato con Kristjan Asllani, mentre la Lazio valuta il suo centrocampista oltre 35 milioni di euro.

Moratti: «L’Inter è stata una cosa bellissima. Ho provato felicità, tutti i giorni trattavo ciò che amavo. Ecco il mio allenatore e giocatore preferito»

L’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti si racconta, ecco l’intervista in occasione del suo 80esimo compleanno, aneddoti e retroscena

L’ex Presidente dell’Inter Massimo Moratti ha rilasciato, in occasione del suo 80 compleanno, un’intervista ai canali ufficiali del club nerazzurro. Ecco alcuni estratti:

L’INTER PER MORATTI E LE RESPONSABILITA’ – «L’Inter è stata una cosa bellissima, avevo un senso di dovere verso questo club per tradizione, per il fatto che mio padre è stato presidente di successo. Ho provato felicità, tutti i giorni trattavo ciò che amavo: per me è stato un privilegio per cui ringrazio il cielo».

CRESCIUTO NELL’INTER – «Andavamo a vedere le partite con mio padre, che si faceva anche le trasferte lontane. Sentivamo questa passione, tanto è vero che poi è diventato presidente nel 1955. Io ero in collegio in Svizzera per un mese e ricevetti una lettera da mia sorella che mi avvertiva della notizia. Pensai che fosse bellissimo. Mio papà era talmente straordinario che pensavamo potesse fare tutto, dal vincere il Giro d’Italia a vincere il premio Nobel. Per lui era normale».

ALLENATORE DEL CUORE – «Non posso dire altro che Mourinho, intelligente e di successo. Ha avuto fiducia in ciò che gli ho detto, è l’allenatore perfetto. Ero affezionato a Hodgson, un grandissimo signore, a Mancini e a Simoni, che non c’è più. Con quest’ultimo mi sono sentito un po’ in colpa per ciò che successe. Era una persona dolcissima».

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA DI MORATTI SU INTERNEWS24

Bologna, la dedica Saputo: «Questa Coppa è della città», il messaggio commovente ai tifosi

Le parole di Joey Saputo, presidente del Bologna, sulla vittoria della Coppa Italia da parte della squadra rossoblù. I dettagli

Joey Saputo, attraverso La Gazzetta dello Sport, ha parlato del successo del Bologna in finale di Coppa Italia contro il Milan.

DEDICA AI TIFOSI – «Mercoledì sera all’Olimpico ha vinto Bologna. Sul campo i nostri ragazzi, guidati da Vincenzo Italiano, sono stati fantastici e hanno meritato la vittoria. Ma i trentamila che hanno colorato lo stadio hanno fornito una spinta fondamentale, con una coreografia commovente e una partecipazione straordinaria per tutta la partita. Per questo voglio ringraziare uno ad uno tutti i bolognesi che hanno affrontato la trasferta di Roma e anche i tanti che hanno affollato le piazze e i locali di Bologna per tifare da lontano. Questa Coppa è la vostra Coppa, e questa storia bellissima che abbiamo scritto ha per protagonisti tutti i bolognesi. Perché We Are One non è solo uno slogan, è la strada che ci ha portato alla vittoria. Grazie di cuore».

Sacchi durissimo: «Il Milan non è una squadra, la società è senza idee. Provo dolore per i tifosi e su Conceicao…»

Le parole di Arrigo Sacchi, ex allenatore, sulla stagione fallimentare dei rossoneri dopo la sconfitta in Coppa Italia. I dettagli

Arrigo Sacchi ha parlato a La Gazzetta dello Sport della stagione fallimentare del Milan dopo la sconfitta in Coppa Italia.

STAGIONE FALLIMENTARE – «Vedere il Milan ridotto così male mi mette una grande tristezza, perché io sono legato a quell’ambiente, ai tifosi, a quei colori. Osservando la finale di Coppa Italia, meritatamente persa contro il Bologna, ho avuto la conferma di ciò che penso dall’inizio di questa stagione: il Milan non è una squadra».

SOCIETA’ – «Il presidente Berlusconi quando mi ingaggiò, mi disse che il suo obiettivo era quello di vincere e di convincere. Desiderava che il Milan facesse spettacolo, che divertisse la gente. Aveva un’idea e la sapeva trasmettere ai suoi collaboratori. Vi sembra che il Milan di oggi, inteso come società, abbia un’idea? A me pare proprio di no».

ALLENATORI – «La scelta dell’allenatore, all’inizio della stagione, è fondamentale. Il Milan, invece, nell’estate scorsa prima ha pensato di prenderne Lopetegui, e poi, dato che i tifosi si erano arrabbiati, ha virato sul portoghese Fonseca. I dirigenti che hanno operato questa scelta hanno commesso un grave errore e poi, a metà stagione, hanno pensato bene di rimangiarsi la decisione e consegnare la panchina a Sergio Conceiçao, il quale, a mio avviso, è il meno colpevole di tutti perché si è trovato a lavorare nel caos generale. E alla fine vedrete che sarà proprio lui a pagare, perché questa è una vecchia (e assurda) legge del calcio: via l’allenatore, così sistemiamo le cose».

SQUADRA – «Il Milan è un insieme di giocatori che sono stati presi a casaccio. Non discuto le loro qualità tecniche individuali, anche se potrei farlo: il problema, qui, è che non sono elementi in grado di formare una squadra. Si vanno a fare acquisti all’estero, e francamente non ne capisco la ragione, arrivano giocatori che provengono da esperienze e culture differenti, bisogna cercare di amalgamarli, ma in questo modo com’è possibile dare uno stile?».

Roma, Ranieri ancora polemico: «Serve uniformità, resto della mia idea. Lottare per lo scudetto? Vi spiego il progetto»

Le parole di Claudio Ranieri, allenatore della Roma, in conferenza stampa in vista della sfida contro il Milan. Tutti i dettagli in merito

Claudio Ranieri ha parlato nella conferenza stampa in vista di Roma–Milan.

MERCATO – «Per il mercato ne parleremo a fine campionato. I fatti parlano chiaro. Sicuramente vedremo il da farsi».

POLEMICHE ARBITRALI – «Resto della mia idea. Io non sto giudicando se era rigore o non era rigore io parlo di uniformità di intenti. Il protocollo VAR. Chiaro ed evidente errore: ci sono stati sia nel nostro campionato di quest’anno in Italia, sia in Champions League alcuni errori molto simili. E il VAR non è intervenuto. Io solo questo dico. Anche per regolarmi sul cosa dire a miei giocatori. Poi il presidente difende il proprio operato, dei suoi. Anch’io farei lo stesso con i miei giocatori. Poi in forma privata gli dico quello che penso. Io non discuto se era o non era rigore. Io discuto quando è chiaro ed evidente. Perché quello che è successo a noi, è successo in altre occasioni. In Italia in questo campionato e in Champions League. E il VAR non è intervenuto. E allora è per sapere».

ULTIMA VOLTA ALL’OLIMPICO – «La differenza è perché siamo romani e romanisti, magari per un altro allenatore non ha quella sensazione che possiamo avere noi romanisti. Io ricordo da ragazzo quando ero nel settore giovanile della Roma, solo a vedere i giocatori che giocavano mi batteva il cuore, forte. Chissà se un giorno sarò pure io in campo mi chiedevo. Per cui è logico che salire gli scalini è una cosa che va oltre. Che vedere lo Stato pieno. Lo stadio pieno significa che la squadra cerca di dare il meglio ai tifosi, pur nelle difficoltà che stanno combattendo. Questa sensazione è bellissima».

LOTTARE PER LO SCUDETTO – «Il senso credo che lo abbia detto quando sono arrivato. Abbiamo due aperture di mercato dove saremo ristretti. Cercheremo di sbagliare il meno possibile. Poi vedremo perché tante volte non vince la più forte, vince chi è riuscito a costruire un qualcosa. Avete visto abbiamo giocato, credo a viso aperto con una squadra lunedì scorso che è stata formata in nove anni. Allora mi verrebbe da dire… Stiamo lì. No, io dico: dobbiamo migliorare. Abbiamo iniziato a mettere le fondamenta. Piano piano costruiremo una squadra che sia un orgoglio per i tifosi. Questo mi sento di dire».

SAELEMAKERS – «Tutte queste esclusioni? Il mercato, non ne parlo. Per quanto mi riguarda, col fatto che Soulé si è adattato bene su quella fascia… vi dico che Alexis e Dybala si trovavano alla perfezione, senza Paulo ho visto che non era più lo stesso. Ma Alexis resta sempre nella mia mente, è un giocatore importante».

Pescara, Baldini: «Ai playoff lo stadio ci ha trascinato. La mia squadra si ispira a Kanté, vi spiego»

Le parole di Silvio Baldini, allenatore del Pescara, sul percorso della squadra abruzzese nei playoff di Serie C. Tutti i dettagli

Silvio Baldini ha parlato a Tuttosport degli obiettivi del suo Pescara ai playoff di Serie C.

PESCARA-CATANIA – «Lo sento, lo stadio mercoledì ci ha trascinato. Ma il calcio è soprattutto questo. E mi tornano in mente i periodi del Covid senza spettatori, che partite erano?».

KANTE’ COME ESEMPIO – «Devono continuare ad avere coraggio, glielo dico sempre. Niente calcoli, con le nostre idee, verso l’obiettivo. E’ un gruppo straordinario, applicato. Almeno sette di loro se non si perdono sono già pronti per la A, l’importante è che si sentono tutti Kantè…Perché Kantè si diventa, Maradona e Messi si nasce. Lui è il giocatore che porto sempre come esempio quando parlo con loro. Dove determinazione e spirito sono più forti di tutto e dove c’è soprattutto una rivalsa sociale, che ti porta a conquistare l’inimmaginabile».

Verona, Sogliano: «La salvezza per noi sarebbe un sogno, qualcuno l’ha dimenticato. Futuro? Con la nuova proprietà la situazione è questa»

Le parole di Sean Sogliano, direttore sportivo del Verona, sul momento della squadra gialloblù nella lotta salvezza. Tutti i dettagli

Sean Sogliano ha parlato in conferenza stampa del momento del Verona, impegnato nella lotta salvezza.

PERCHE’ QUESTA CONFERENZA – «E’ tanto che non parlo, volevo aspettare un paio di settimane per approfondire diverse cose e fare una conferenza a 360 gradi. Oggi non è quel tipo di conferenza, mi sento dire quello che penso io ragionando ad alta voce. Avverto qualcosa che non è quello che vorrei sentire, è venerdì, domenica c’è una squadra molto forte, che arriva da 6 vittorie consecutive, non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo, ma è da un po’ di mesi che abbiamo smesso di definirlo ‘sogno’. Per me rimane tale, come lo era a Reggio Emilia contro il Sassuolo o la stagione scorsa a Salerno. Per raggiungere il nostro obiettivo lo abbiamo dimenticato. Non dobbiamo dimenticare chi siamo, come arriviamo a giocare queste partite. Questo voglio condividerlo con voi. C’è ancora da soffrire, con due finali davanti. Non mi vergogno a definirlo così. Le uniche cose su cui dobbiamo ragionare per me sono queste. Sono convinto che domenica lo stadio ci darà una mano, lo stadio è giusto che sia esigente, come lo sono io, ma non è che siccome abbiamo qualche punto in più dobbiamo pensare che sia una partita scontata o facile. I punti fatti, li abbiamo raggiunti in una maniera molto dura. Se vogliamo provare a fare un’altra impresa, dobbiamo sentire dentro qualcosa di speciale. Due anni fa sono arrivato e ho detto che volevo gente che desse il 100%, finché ci sarò io. Dobbiamo iniziare di nuovo a ricordarci come siamo arrivati a sopravvivere in questa categoria, iniziando da una squadra che nulla a che vedere con l’obiettivo che abbiamo noi, come il Como. Solo così potremo giocare con il cuore. Ci siamo salvati sempre così. mai con la miglior difesa, il miglior attacco o il miglior gioco. I tifosi per noi sono fondamentali e sono certo che ci daranno una mano in una partita tesa e difficile. Le lacrime ci saranno, spero siano di gioia. Non vorrei dire molto altro prima di una paritta così».

MANCANZA DI CUORE NELLE ULTIME PARTITE – «No, non ho detto che non abbia avuto il cuore la squadra, è diverso: ho detto che ci servirà nelle prossime partite».

MOMENTO DIFFICILE – «Fa parte del calcio, è successo che le altre squadre sono forti, come succede a 3 anni da questa parte, con il Verona che si deve salvare ad un minuto dalla fine, se ci riesce è un’impresa. Non si può vincere con tutti».

DESIGNAZIONE DI ABISSO – «L’ho sempre detto, le ultime partite sono complicate da analizzare, la squadra che arriva ad affrontarci non concede niente e darà il 100%, come giusto che sia. Sull’arbitro: penso che sia una partita importante, capisco che come sia difficile per noi addetti ai lavori, anche gli arbitri abbiano giornate migliori o peggiori, mi sembra fra l’altro che abbia arbitrato anche il Cagliari. Di sicuro mi aspetto che anche un arbitro sappia chi si gioca qualcosa di importante e chi invece non ha più obiettivi, ma non perché debba avvantaggiare nessuno, ma perché penso sa normale che un po’ di tensione in una squadra che ha un obiettivo importante da raggiungere possa esserci. Chi lo capisce è un grande arbitro, penso che Abisso possa venire a Verona a fare una partita buona».

QUALCOSA LE HA DATO FASTIDIO? – «Non sono arrabbiato, ma non sento quello che sentivo l’anno scorso o due anni fa, che siamo vicini a centrare un’impresa, ma non per me, per il Verona. Io stesso sono esigente e devo trasferire questo alla squadra. Se ci salviamo, facciamo una grande impresa. Se un ragazzo che è qua da 6 mesi riesce ad incidere, allora è un traguardo e la salvezza come dicevo, sarebbe una grande impresa. Questo non vuol dire accettare tutto, non accetto niente, vogliamo fare sempre di più, ma per farlo dobbiamo ricordarci da dove veniamo. Ad inizio anno ci davano tutti per retrocessi».

ATTEGGIAMENTO – «E’ incredibile quello che ti dice la testa, le squadre che sono sotto di noi giocano con uno spirito diverso da chi deve gestire qualche punto, non solo noi, anche Cagliari e Parma per esempio. So che la squadra deve andare al massimo, al 100%. Poi in campo vanno i giocatori, la gente conosce anche i limiti della squadra, ma deve vedere che ci mette il cuore, per me l’importante è questo. Il primo tempo non è stato buono, il Lecce era più convinto, dopo il pareggio di Coppola ci siamo mossi meglio e più sciolti. Questa è una squadra molto giovane a volte ci dimentichiamo anche questo».

SALVEZZA DATA PER SCONTATA – «Con le ultime partite nell’era dei tre punti, può succedere di tutto. Scontata magari no, ma vicina sì. Noi dobbiamo ricordarci che tutti vorremmo essere tranquilli, ma non dobbiamo ancora esserlo. Andiamo a giocarci questa partita. Al di là dell’orgoglio di questi tre anni, ogni anno si pensa che sia la più difficile. Salvarci tre anni fa non è stato comodo, l’anno scorso abbiamo vissuto una stagione irripetibile. Quest’anno è stato difficile, anche a livello nervoso. Ambiente, squadra, società hanno speso tanto. Ripetersi ogni anno è difficile. Se non ragioniamo così, facciamo un errore».

NUOVA PROPRIETA’ – «Non voglio parlare di futuro, con loro mi confronto come giusto che sia, sanno come vivo questo momento, cosa ho in testa. Certi confronti li faremo a fine campionato come giusto che sia. Sul centro sportivo di Peschiera: fosse per me mi allenerei due-tre volte a settimana davanti alla gente, non è possibile farlo per questioni di ordine pubblico. Faccio parte di un altro calcio, ma il calcio nuovo, se vai a vedere, tutte le squadre hanno un centro sportivo privato che non permette l’accesso ai tifosi. Non è un allenamento in più all’anno fatto davanti ai tifosi che può cambiare le cose. Non faccio il prefetto o il questore».

INFORTUNATI – «Valentini ha iniziato a lavorare con la squadra ieri, stringe i denti anche se arriva da un fastidio muscolare. E’ un ragazzo che non molla mai. Vediamo da qui a domenica. Dawidowicz è tornato ad allenarsi con la squadra, anche lui lo valuterà fra oggi e domani, penso possa essere a disposizione, vediamo».

Pierluigi Cera: «Verona, Cagliari e Cesena: ho sempre fatto il capitano. Spostato in difesa, ho conquistato la Nazionale. Ecco chi erano Gigi Riva e Pelé…»

Le parole di Pierluigi Cera, ex calciatore del Cagliari dello scudetto, sui suoi ricordi che lo legano al mondo del calcio. I dettagli

Nel mitico Cagliari dello scudetto del 1970 Pierluigi Cera aveva un ruolo importantissimo, era il libero di quella squadra che fece sognare l’intera Sardegna, Oggi si racconta a La Gazzetta dello Sport sfogliando l’album dei ricordi.

CAPITANO IN 3 SQUADRE – «Gli allenatori mi stimavano, i compagni avevano fiducia in me. Probabilmente ero nato per fare il capitano. A Verona avevo vent’anni, ma quando parlavo i veterani mi ascoltavano. A Cagliari la fascia me la diede l’allenatore, “Sandokan” Silvestri. C’erano campioni in quella squadra. Gigi Riva, che però la fascia non l’ha mai voluta, Boninsegna, Albertosi, Domenghini, Nené. Sentivo addosso una grande responsabilità. Nel finale di carriera a Cesena fare il capitano fu una cosa naturale, avevo più di trent’anni, il veterano a quel punto ero io».
GIGI RIVA – «Un uomo schivo, timido, anche solitario, puro e leale. Ma se dovessi definirlo con un solo aggettivo direi che Gigi è stato un uomo serio. Non ha mai approfittato della sua popolarità, è stato il simbolo di quella squadra».
SCOPIGNO GLI HA CAMBIATO RUOLO – «Si era fatto male Tomasini, così mi spostò indietro. E fu la mia fortuna. A Verona giocavo davanti alla difesa, ma anche terzino, sapevo adattarmi. Da libero col Cagliari ho conquistato la Nazionale».
PELÉ NELLA FINALE DEL MONDIALE 1970 – «Era un giaguaro. Aveva una muscolatura che brillava, era proprio bello da vedere. Emanava armonia e potenza. Quello era un Brasile di marziani, ma mi deve credere: noi eravamo fortissimi. E con un po’ più di fortuna avremmo potuto anche vincere la coppa. Il colpo del ko fu il 2-1 di Gerson, Albertosi era coperto, si tuffò in ritardo, peccato, forse avrebbe potuto parare quel tiro. Quel gol arrivò a metà della ripresa, poi loro chiaramente dilagarono».
RIMPIANTI – «Forse la Nazionale, ci ho giocato soltanto due anni. Ma dopo il Mondiale del 1970 noi “messicani” un po’ alla volta fummo costretti a farci da parte: così va il calcio».

Lotta salvezza, Gian Piero Ventura: «Tanto equilibrio, poca qualità. Adesso la differenza la fa una cosa. L’Empoli non ha pressioni e domenica ha una grande occasione»

Le parole di Gian Piero Ventura, ex allenatore, sulla lotta salvezza in Serie A in queste ultime due giornate di campionato

Gian Piero Ventura è stato Ct della Nazionale, ma nella sua lunga esperienza con i club ha spesso vissuto la lotta salvezza. Quella attuale vede ben 6 squadre nel giro di 5 punti a 2 giornate dal termine. La classifica recita: Cagliari e Verona 33; Parma 32; Venezia 29; Lecce ed Empoli 28. Due andranno giù, 4 no: ecco la sua fotografia su La Gazzetta dello Sport.

LA LOTTA SALVEZZA – «È un campionato avvincente, almeno dal punto di vista dell’equilibrio perché la qualità del gioco, sinceramente, non mi ha fatto impazzire. Ho visto poche squadre giocare bene, però quasi tutte hanno ancora obiettivi e questo è un bene».
COSA CONTA ADESSO – «Conta molto l’ambiente, nel senso che allenatori, dirigenti e tutto lo staff devono essere bravi a non mettere troppa pressione ai giocatori: la testa incide molto. Per fare un esempio, l’altra sera la Sampdoria ha giocato bloccata, non ha mai tirato in porta, si vedeva che tutti avevano paura e purtroppo è finita male».
EMPOLI – «Conosco bene l’ambiente perché lì c’è Salvatore Sullo, che è il secondo di D’Aversa ed è stato a lungo mio collaboratore. Sono molto bravi a ripartire ogni anno da zero, a reinventarsi, a sfruttare i prodotti del settore giovanile. E poi già a inizio stagione sanno che lotteranno fino alla fine per salvarsi e, se poi vanno giù, non è un dramma. E questo è molto importante perché così i giocatori non hanno pressioni. In questa stagione l’Empoli non ha vinto per venti partite, eppure il gruppo è rimasto compatto, senza scossoni. Sebastiano Esposito ha fatto un gran campionato, Gyasi si fa un mazzo così sulla fascia: se non avessero avuto tanti infortuni sarebbero già salvi, ne sono convinto».
MONZA-EMPOLI – «Ha una grande occasione perché il Monza è già retrocesso. Ma attenzione a non sottovalutare nessuno, dopo quello che è successo settimana scorsa a Udine…».

Milan, toto-panchina: tra Allegri e Gasperini, spunta Italiano: caccia al tecnico per la rinascita

Le ultime sul possibile nuovo allenatore del Milan per la prossima stagione dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia. I dettagli

Il Milan è a un bivio cruciale. Dopo la sconfitta in Coppa Italia (contro il Bologna di Italiano, il 14 maggio) e una stagione definita “fallimentare” dall’amministratore delegato Giorgio Furlani, la dirigenza rossonera è chiamata a scelte rapide e decise per programmare il futuro. La Gazzetta dello Sport oggi sottolinea l’urgenza di un “segnale” forte, a partire dalla guida tecnica, per placare la frustrazione di una tifoseria delusa – con gli ultras che hanno annunciato la diserzione della trasferta di Roma – e per impostare un 2025-26 vincente. Non solo un allenatore, ma anche un direttore sportivo di comprovata esperienza sono le figure chiave attese entro una decina di giorni, massimo un paio di settimane.

Tra i candidati per la panchina, il nome di Vincenzo Italiano ha guadagnato prepotentemente quota. Già da tempo sul taccuino dei dirigenti rossoneri, specialmente dopo le difficoltà del Milan a metà febbraio-marzo (coincise con l’uscita dalla Champions e sconfitte negli scontri diretti, inclusa quella al Dall’Ara proprio contro il suo Bologna), la prestazione e la vittoria del suo Bologna nella finale di Coppa Italia di mercoledì sera contro il Milan hanno “incantato”, scrive La Gazzetta, Furlani, Moncada e Ibrahimovic.
Italiano è ora un’idea concreta per il club di via Aldo Rossi. Il suo calcio aggressivo, il lavoro sulla squadra e i valori morali dimostrati (come la dedica della coppa alla famiglia di Joe Barone) sono elementi molto apprezzati. Tuttavia, l’operazione non è semplice: Italiano ha un contratto con il Bologna di Saputo fino al 30 giugno 2026, e il club rossoblù, con il DT Sartori in prima linea, punta a blindarlo con un rinnovo fino al 2027. Sebbene Italiano sembri incline a restare, un pressing deciso del Milan potrebbe fargli cambiare idea, con i rossoneri che potrebbero far leva sui buoni rapporti pregressi (operazioni Pobega e Calabria) per intavolare una trattativa.

Nonostante l’ascesa di Italiano, il Milan valuta anche altri profili di grande spessore. Gian Piero Gasperini, fresco vincitore dell’Europa League nella stagione precedente (2023-2024) e artefice di un’Atalanta costantemente ai vertici europei, presenta un “biglietto da visita ancora migliore”. Il suo contratto con la Dea scade tra un anno (giugno 2026), e resta da capire quale sarà il suo futuro.
Poi c’è Massimiliano Allegri, definito dalla Gazzetta “il più vincente di tutti”. Con sei scudetti in Italia e un passato a Milanello, Allegri è attualmente libero e desideroso di rimettersi in gioco con un grande club per prendersi una “rivincita sulla Juventus”. Il Milan potrebbe rappresentare la soluzione ideale per lui. Le piste che portavano a Roberto De Zerbi e Maurizio Sarri, esplorate nelle scorse settimane, sembrano invece aver perso consistenza.
Non solo allenatore: si cerca anche un nuovo direttore sportivo

Parallelamente alla scelta del tecnico, il Milan ha deciso di inserire un nuovo direttore sportivo nell’organigramma, una figura operativa sul mercato e di supporto quotidiano all’allenatore. Dopo i colloqui con Paratici (candidatura sfumata) e Tare, piacciono i profili di D’Amico (Atalanta), Sartori (Bologna) e Manna (Napoli), ma le rispettive società non sembrano intenzionate a liberarli. Il tempo stringe, e il Milan, dopo una stagione deludente, non può permettersi ulteriori ritardi.

Zola: «Scudetto? Il punto in più del Napoli pesa, la pressione non è sull’Inter. Ora da Conte mi aspetto una cosa»

Le parole di Gianfranco Zola, ex calciatore, sulla lotta scudetto in Serie A e sull’impatto di Antonio Conte sul Napoli. I dettagli

Gianfranco Zola ha parlato al Corriere dello Sport della lotta scudetto in Serie A.

FAVORITA – «Per me il Napoli rimane favorito: il campionato è nelle sue mani. Il famoso punto di vantaggio a due giornate dalla fine può significare tanto. In Borsa si direbbe che il pareggio con il Genoa ha aumentato la volatilità. Sia chiaro: tutto può succedere perché subentrano molte variabili e a Parma non sarà una passeggiata, ma gli azzurri dovranno essere bravi a gestire i momenti di agitazione e tensione».

INTER-LAZIO– «Anche l’Inter non ha una passeggiata: la Lazio è una bellissima squadra, giocano molto bene e inseguono la Champions. Gran corsa, davvero, e tra l’altro la finale con il PSG resta un fattore… Mi convinco ancora di più che il Napoli sia favorito. Il Napoli ha una pressione maggiore in questa fase, sanno di non poter più sbagliare. L’Inter invece è lì, non ha nulla da perdere. Ma conoscendo il carattere e la personalità delle squadre di Conte non dovrebbe essere un problema».

Filippo Inzaghi: «Il Pisa in A dopo 34 anni è un’impresa incredibile. Ci siamo ispirati a un club tedesco studiandolo molto. Non cercate un nuovo Inzaghi, non fa bene»

Le parole di Filippo Inzaghi, allenatore del Pisa, dopo la storica promozione del club nerazzurro in Serie A. Tutti i dettagli

Non c’è solo Simone Inzaghi. Anche il fratello Filippo è sulla cresta dell’onda grazie alla promozione ottenuta con il Pisa. I due si ritroveranno avversari il prossimo anno in Serie A e non sarà la prima volta che si affronteranno. Oggi sul Corriere della Sera il mister dei toscani dice la sua su svariati argomenti.

EMOZIONI – «Vivo per queste emozioni. Portare il Pisa in A 34 anni dopo l’ultima volta è stata un’impresa incredibile».
LA PROMOZIONE DEL PISA – «Ogni successo ha la sua storia. Questo miracolo è nato nel ritiro di Bormio quando parlando ai miei ragazzi per spingerli a credere nell’impresa avevo ricordato loro che solo Caracciolo, il capitano, era nato quando il Pisa era in A. Quando avevo accettato la proposta dei dirigenti, la nostra idea era quella di partire nascosti per poi dare la zampata al momento opportuno. Penso di aver toccato le corde giuste dei giocatori: “Possiamo fare la storia ed esibirci a San Siro il prossimo anno”. Mi hanno seguito».
IL SUO MODELLO – «Premesso che i tecnici che rappresentano i miei punti di riferimento sono mio fratello Simone e Ancelotti, io e il mio staff abbiamo studiato il Bayer Leverkusen. Abbiamo analizzato tanti video e cercato di replicare quel modello di gioco basato sulla pressione alta agli avversari e sulla compattezza. Ovviamente con i nostri mezzi e le nostre caratteristiche».
LA SERIE A – «Avere avuto buoni maestri mi ha aiutato a crescere. In A però si gioca un altro sport, cercheremo di salvarci».
LA CRISI DEL MILAN – «Sono e resto tifoso rossonero, il Milan è la mia vita e vorrei sempre vederlo in corsa per ogni obiettivo. Mi auguro che il prossimo sia l’anno del Diavolo, l’Europa è il palcoscenico che merita».
C’É UN NUOVO INZAGHI – «L’unico è Edoardo Inzaghi, mio figlio… Non mi piace fare paragoni: quando sono arrivato al Milan se mi avessero accostato a Van Basten o Weah mi avrebbero solo caricato di responsabilità. Per un attaccante è un grande peso essere definito il nuovo Inzaghi o Paolo Rossi: lasciamo perdere. In questo campionato mi sono piaciuti molto, fra i giovani della B, Pio Esposito dello Spezia e Matteo Tramoni del mio Pisa, profili che potrebbero diventare utili in futuro anche per la nostra Nazionale».

Rinaudo: «La Sampdoria in Serie C è una disgrazia sportiva. Playoff? Tutto è aperto, la mia previsione…»

Le parole di Leandro Rinaudo, ex difensore di Napoli e Palermo, sulla situazione in Serie B con la retrocessione della Sampdoria

Leandro Rinaudo, ex difensore, ha parlato al Corriere dello Sport della situazione in Serie B dopo la retrocessione della Sampdoria.

NEOPROMOSSE – «Intanto le tre neo promosse Juve Stabia, Mantova e Carrarese, hanno raggiunto risultati importanti; mentre nella zona playoff in molti hanno avuto la possibilità di inserirsi nel gruppo di testa. Inoltre ho visto davvero tanti giovani di prospettiva, due su tutti, Pio Esposito dello Spezia e Niccolò Fortini della Juve Stabia».

PLAYOFF – «Catanzaro-Cesena e Juve Stabia-Palermo sono gare apertissime, di quelle dove è impossibile fare pronostici, partite dove magari sarà un episodio a far pendere la bilancia da una parte o dall’altra…».

PLAYOUT – «La Salernitana arriva all’appuntamento forse in una condizione migliore e ha più esperienza, ma Bianco, arrivato a Frosinone a febbraio, è riuscito a trasmettere fiducia e capacità di lottare».

SAMPDORIA – «Una disgrazia calcistica che farà discutere a lungo. Del resto è la prima volta che accade per un club così blasonato e la società dovrà lavorare in profondità se vuole tornare su in fretta, perché la C è imprevedibile».

Spal-Milan Futuro: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Paolo Mazza andrà in scena la sfida di Serie C Spal-Milan Futuro: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadio Paolo Mazza di Ferrara si giocherà la gara valevole per i playout di Serie C tra Spal-Milan Futuro. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

SPAL (3-4-3): Galeotti; Bruscagin, Arena, Fiordaliso; Calapai, Paghera, Nador, Ntenda; Parigini, Molina, Spini. All. F. Baldini.

MILAN FUTURO (3-5-2): Nava; Minotti, Camporese, Bartesaghi; Quirini, Alesi, Sandri, Branca, Bozzolan; Traorè, Ianesi. All. Oddo.

Orario e dove vederla in tv

Spal-Milan Futuro si gioca alle ore 20:00 di domenica 11 maggio per i playout del campionato di Serie C. Verrà trasmessa in esclusiva Sky su Sky Sport. Per vedere la partita in streaming, sarà possibile per i clienti su Sky su Sky GO e per i clienti NOW TV.

Montezemolo: «Al Bologna un lavoro clamoroso, Italiano è stato perfetto. Milan? Ecco come l’ha battuto»

Le parole di Luca Cordero di Montezemolo, grande tifoso del Bologna, sulla vittoria della Coppa Italia della squadra rossoblù

Luca Cordero di Montezemolo ha parlato a La Gazzetta dello Sport del successo del Bologna in finale di Coppa Italia contro il Milan.

VITTORIA COPPA ITALIA – «È accaduto un miracolo: è stato tutto perfetto. Il primo miracolo è avvenuto in campo, è stato quello del nostro portiere, di Skorupski, ha fatto una cosa pazzesca: se non para quei due tiri a un metro dalla porta che forse solo un qualcosa di divino lo ha messo nelle condizioni di fare, oltre alla sua prontezza, beh, magari oggi saremmo tristi, a parlare d’altro, senza la Coppa Italia alzata e con un Milan che oltre a far paura diventava vincente».

FINALE – «Mi è piaciuta. Enormemente. E sono felice per chi tifa come me e per la città, per i tifosi, per chi come il sottoscritto la aspettava da anni. E sono contento per la società e per l’allenatore. Hanno fatto un lavoro clamoroso di organizzazione, forza, calcio, determinazione. Poi i cambi giusti, l’atteggiamento perfetto. Insomma, tutto da evidenziare ed applaudire».

MESSAGGIO A ITALIANO – «Che non ha sbagliato nulla. Ha presente la penultima partita, quella persa 3-1 a San Siro? Ecco: lui ha imparato da lì e si vede. Si è messo a studiare quel che non era andato ed ha architettato la rivincita. Ha fatto la contromossa alla mossa del Milan, ha fatto tesoro di quello che era accaduto qualche giorno fa. E ad uno così vanno fatti i complimenti sinceri».

Triestina-Caldiero Terme: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Nereo Rocco andrà in scena la sfida di Serie C Triestina-Caldiero Terme: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadio Nereo Rocco di Trieste si giocherà la gara valevole per i playout di Serie C tra Triestina-Caldiero Terme. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Triestina (4-3-1-2): Roos; Jonsson, Frare, Silvestri, Cancellieri; Braima Embalo, Fiordilino, Correia; Cortinovis; Strizzolo, Olivieri. Allenatore: Tesser Attilio.

Caldiero Terme (4-3-3): Crespi; Pelamatti, Pelagatti, Gobetti, Nessi; Florio, Gattoni, Mondini; Fasan, Cazzadori, Marras. Allenatore: Soave Cristian

Orario e dove vederla in tv

Triestina-Caldiero Terme si gioca alle ore 20:00 di sabato 17 maggio per i playout del campionato di Serie C. Verrà trasmessa in esclusiva Sky su Sky Sport. Per vedere la partita in streaming, sarà possibile per i clienti su Sky su Sky GO e per i clienti NOW TV.

Calciomercato Parma, cresce l’interesse per Bonny: non solo Napoli e Inter, la situazione

Le ultime sul futuro di Yoan-Ange Bonny, attaccante francese del Parma, in vista del calciomercato estivo. Tutti i dettagli

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport fa il punto sul futuro di Yoan-Ange Bonny con il Parma in vista del calciomercato estivo.

FUTURO BONNY – «Sul piano del mercato, il francese è molto richiesto. A soli 21 anni, ha ampi margini di crescita e il suo valore è salito da 5 a 20 milioni di euro in una stagione. Il Napoli è particolarmente interessato e avrebbe già fatto un’offerta, mentre l’Inter lo osserva da tempo senza trattative avviate. Anche il Chelsea e altri club di Premier League lo seguono da vicino. Bonny però, almeno per ora, resta concentrato sull’obiettivo principale: salvare il Parma. Del futuro si parlerà dopo».

Calciomercato Bologna, scelti quattro intoccabili: non si muoveranno, obiettivo chiaro

Le ultime sulle possibili mosse di calciomercato del Bologna per la sessione estiva, con la scelta su alcune cessioni. I dettagli

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport fa il punto sul futuro di Ndoye, Castro, Ferguson, Beukema e Lucumi con il Bologna in vista del calciomercato estivo.

GLI INCEDIBILI – «La dirigenza rossoblù farà di tutto per cercare di trattenere in Emilia-Romagna i 4 pezzi pregiati della propria rosa: Ndoye, Castro, Ferguson e Beukema. Per quanto riguarda l’attaccante argentino, la sua intenzione pare sia quella di rimanere un altro anno al Bologna per crescere e maturare definitivamente; più incerto il futuro dello svizzero, che piace a tantissime squadre inglesi. Le altre pedine importanti, come detto, sono Beukema – che ha ricevuto i complimenti dl connazionale Van Basten – e Ferguson: per entrambi serviranno almeno 30 milioni. Il concetto, scrive il quotidiano, è semplice: o arrivano proposte indecenti o il Bologna non molla. Vale per tutti. Occhio invece a Lucumi: non rinnova, potrebbe partire».

Chelsea-Manchester United: dove vederla, orario e probabili formazioni

A Stamford Bridge va in scena la sfida di Premier League Chelsea-Manchester United: le ultime di formazioni con orario e dove vederla in tv

A Stamford Bridge a Londra si giocherà la gara valevole per la 37ª giornata di Premier League tra Chelsea-Manchester United. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Chelsea (4-2-3-1): Sanchez; James, Chalobah, Colwill, Cucurella; Caicedo, Fernandez; Madueke, Palmer, George; Neto. Allenatore: Maresca.

Manchester United (4-3-3): Bayindir; Fredricson, Lindelöf, Shaw, Kamason; Eriksen, Ugarte, Amass; Mainoo, Garnacho, Obi. Allenatore: Amorim.

Orario e dove vederla in tv

Chelsea-Manchester United si gioca alle ore 21:15 di venerdì 16 maggio per la 37ª giornata di campionato di Premier League. Verrà trasmessa in esclusiva su Sky Sport Calcio. La partita sarà visibile in streaming per i clienti Sky su Sky Go o per i clienti NOW TV sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Milan, Italiano primo per la panchina: i rossoneri si muovono, la situazione con il Bologna

Le ultime sul possibile nuovo allenatore del Milan, con l’obiettivo Vincenzo Italiano dal Bologna. Tutti i dettagli in merito alla scelta

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport fa il punto sull’interesse del Milan per Vincenzo Italiano, allenatore del Bologna.

ITALIANO-MILAN – «Italiano è nel mirino da mesi, soprattutto dopo la sconfitta rossonera contro il suo Bologna. Il suo stile di gioco, la capacità di lavorare sulla squadra e i valori morali lo rendono un candidato ideale. Tuttavia, trattenerlo non sarà facile: il Bologna vuole rinnovargli il contratto fino al 2027. Italiano sembra orientato a restare, ma potrebbe cambiare idea se il Milan farà una proposta concreta».

Aston Villa-Tottenham: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Villa Park va in scena la sfida di Premier League Aston Villa-Tottenham: le ultime di formazioni con orario e dove vederla in tv

Al Villa Park di Birningham si giocherà la gara valevole per la 37ª giornata di Premier League tra Aston Villa-Tottenham. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Aston Villa (4-2-3-1): Dibu Martinez; Cash, Konsa, Mings, Digne; Kamara, Onana; Rogers, Asensio, Kluivert; Watkins. Allenatore: Emery.

Tottenham (4-3-3): Kinsky; Pedro Porro, Danso, Davies, Spence; Gray, Bentancur, Sarr; Odobert, Kulusevski, Son. Allenatore: Postecoglou.

Orario e dove vederla in tv

Aston Villa-Tottenham si gioca alle ore 20:30 di venerdì 16 maggio per la 37ª giornata di campionato di Premier League. Verrà trasmessa in esclusiva su Sky Sport Calcio. La partita sarà visibile in streaming per i clienti Sky su Sky Go o per i clienti NOW TV sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Le prime pagine sportive nazionali – 16 maggio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.


Mondiale per club: occasione per i campioni tra annate deludenti e giovani in rampa di lancio

Mondiale per club, 13 calciatori che cercano il riscatto dopo un’annata difficile oppure il trampolino di lancio per i più giovani

Dal 14 giugno al 13 luglio, gli Stati Uniti ospiteranno il nuovo Mondiale per Club a 32 squadre: un torneo che promette spettacolo e – per molti – un’occasione per rimettersi in carreggiata. Come riportato da Goal.com, tra campioni annunciati, promesse deluse e nuovi volti sul palcoscenico globale ci sono tredici giocatori arrivano all’appuntamento con più di qualcosa da dimostrare.

Vinicius Junior e Jude Bellingham devono riscattare una stagione senza trofei al Real Madrid, segnata da rendimento altalenante e aspettative disattese. Erling Haaland, pur segnando, ha vissuto un’annata meno esplosiva, complice qualche acciacco di troppo. Harry Kane ha finalmente vinto in Bundesliga, ma il Mondiale per Club rappresenta il banco di prova per capire se può essere decisivo anche nelle competizioni internazionali. In cerca di conferme anche Ousmane Dembélé, strepitoso in Ligue 1 ma ancora appesantito dalle ombre del passato. Lionel Messi, simbolo dell’Inter Miami e della MLS, avrà gli occhi del mondo puntati addosso per alzare l’asticella oltre i confini statunitensi.

Il torneo sarà anche un trampolino per talenti emergenti come Estevao Willian, atteso dal grande salto al Chelsea, e Jamie Gittens, in orbita Premier dopo un’annata positiva con il Borussia Dortmund. Cole Palmer e Nicolas Jackson cercheranno nel torneo la redenzione dopo una stagione complicata con il Chelsea, mentre Jesus Ferreira proverà a far pace con i tifosi dei Seattle Sounders. Timothy Weah, tra esperimenti e adattamenti alla Juve, dovrà infine trovare una collocazione chiara nel nuovo corso bianconero di fronte al suo pubblico. E poi c’è Aleksandar Mitrovic, che vuole dimostrare al mondo che la scelta dell’Arabia Saudita non ha affossato il suo talento.

Milan, Salvini attacca la dirigenza: «Ha vinto chi aveva una società alle spalle! Se l’avessimo vinta noi…»

Le parole di Matteo Salvini dopo la sconfitta del Milan in finale di Coppa Italia contro il Bologna: «Ha vinto la squadra con una società alle spalle»

Giornata all’insegna dello sport per Matteo Salvini quella di ieri, che nel pomeriggio ha assistito agli Internazionali di tennis per poi seguire in serata la finale di Coppa Italia. Ma la festa si è trasformata in amarezza per il Ministro delle Infrastrutture, grande tifoso del Milan, che ha incassato con frustrazione la sconfitta dei rossoneri contro il Bologna. Intervenuto in diretta su TeleLombardia, Salvini non ha nascosto la sua rabbia, lanciando una frecciata alla dirigenza milanista e sottolineando i limiti di una stagione che, secondo lui, non può dirsi soddisfacente nemmeno con un trofeo in bacheca.

«Ha vinto chi aveva più fame… e chi ha una società alle spalle. Il Bologna ha meritato, per loro era “la” coppa. L’avessimo vinta noi, qualcuno ci avrebbe rifilato che questa è stata una stagione soddisfacente con due trofei: con l’Inter in finale di Champions sarebbe stata una presa in giro. Da tifoso, però, ovviamente ci speravo nella vittoria. È giunto il momento che i tifosi facciano educatamente presente che questo non è il Milan. Furlani? Ma il problema non è neanche lui, o Moncada, o Scaroni: è tutto l’assortimento. Da quanti mesi il proprietario non viene in Italia? Ma è normale? A lui forse va bene così, ma al popolo rossonero no».

Barcellona campione di Spagna: Lamine Yamal firma il trionfo nella Liga, 28° titolo per i blaugrana – VIDEO

Il Barcellona batte l’Espanyol nel derby ed è campione di Spagna per la ventottesima volta nella sua storia: ancora una volta Lamine Yamal decisivo

A inizio gennaio il Barcellona era distante sette punti dalla vetta occupata dal Real Madrid. Dopo il pareggio col Getafe, ultima partita della prima metà di stagione, la squadra cambia passo. Da lì in avanti, una striscia impressionante di quattordici vittorie e un pareggio ribalta la situazione: sorpasso, allungo e trionfo. E per rendere tutto ancora più dolce, il sigillo arriva nel derby cittadino.

Contro l’Espanyol, i blaugrana si impongono grazie al loro gioiello più splendente: Lamine Yamal. Prima sblocca il risultato, poi serve l’assist del raddoppio, per il timbro finale di Fermin Lopez nei minuti di recupero. Una vittoria che sancisce matematicamente il ventottesimo titolo della storia del Barça, il primo dell’era Flick.

Cesena, Artico: «Partiti come matricole, abbiamo sofferto, ma ora siamo ai playoff e ora si azzera tutto»

Le parole di Fabio Artico, direttore sportivo del Cesena, sulla stagione appena passata e i prossimi playoff che aspettano i romagnoli

Il direttore sportivo del Cesena Fabio Artico ha parlato ai canali ufficiali del club in vista dei prossimi playoff dei romagnoli. Di seguito le sue parole.

STAGIONE – «È stato un campionato di Serie B che ci ha visti partire come matricola, con l’obiettivo di consolidarci nella categoria, valorizzare i giovani e creare basi solide per il futuro. Un campionato competitivo, affascinante e difficile, con grandi piazze e società forti. Abbiamo raggiunto l’obiettivo primario, ovvero restare in B, ma ci siamo guadagnati anche questa opportunità straordinaria: giocare i play-off e sognare un po’. È un risultato gratificante per società, tifosi e una piazza ambiziosa come Cesena».

DIFFICOLTÁ– «L’ultimo periodo non è stato facile. All’inizio, sull’onda dell’entusiasmo della promozione, siamo stati spumeggianti e abbiamo giocato le partite più belle nel girone d’andata. Ma a volte siamo stati superficiali: penso alla gara con la Sampdoria in casa, giocata bene ma persa con cinque gol subiti, o alla sfida con lo Spezia, ribaltata nel finale. Poi abbiamo vissuto un momento di difficoltà evidente, mentre nel girone di ritorno siamo stati meno belli ma molto più pratici. Ora sarebbe perfetta una via di mezzo».

OBIETTIVI – «Uno degli obiettivi era costruire una base per l’anno prossimo, e abbiamo ricevuto conferme dai ragazzi provenienti dalla C. Credo che in Italia si parli tanto di giovani ma si rischi poco: i giocatori ci sono, serve il coraggio. Quando sono arrivato c’erano Shpendi, Francesconi, Pieraccini, Berti. Ho scelto di puntare su di loro, non su profili già affermati di B. Questa è stata la mia vera scelta».

PLAYOFF – «Ai playoff si azzera tutto. Andiamo a Catanzaro con consapevolezza e leggerezza, liberi, pronti a giocarci la partita contro una squadra forte, con giocatori esperti e il pubblico a favore. Ma noi rappresentiamo il Cesena, una maglia, una società e un tifo ambiziosi. Andremo a giocarcela fino in fondo, determinati a fare il massimo».

Pastore sulla lotta salvezza: Pastore sulla lotta salvezza: «La media punti è la più bassa degli ultimi anni, è segno di una cosa…»

Le parole di Giuseppe Pastore sulla lotta salvezza: «La media punti è la più bassa degli ultimi anni, è segno di una cosa…»

Il noto giornalista Giuseppe Pastore ha parlato ampiamente del rush finale del campionato di Serie A. In particolar modo si è concentrato sulla lotta salvezza, cammino arduo in cui ci sono svariate compagini al suo interno come Cagliari, Verona, Parma, Venezia, Lecce ed Empoli. DI seguito le sue parole a Fontana di Trevi, programma di Cronache di Spogliatoio:

«Il livello di questo campionato è al ribasso. In fondo, c’è la media salvezza più bassa degli ultimi anni, e anche la media scudetto sarà tra le più basse di sempre. Si vede chiaramente un campionato di livello basso. Ci sono poche squadre che possono essere davvero soddisfatte della loro stagione. L’Inter sì, ovviamente, ma nel complesso non sono tante. Non voglio dire pochissime, ma sicuramente non così tante. Insomma, il livello è bassino, c’è molto nervosismo, molta fatica. Si va davvero a caso, e penso che il caso possa anche governare gli ultimi 180 minuti. Perché abbiamo visto ieri sera a Napoli quanto la testa faccia la differenza e questo vale anche per la Juve a Venezia. E varrà anche per Cagliari, Verona, che sembravano salve ma non lo sono ancora, e pure per il Parma. Insomma, sarà un finale molto faticoso e ci saranno, secondo me, delle sorprese. Non diamo per scontate le cose che abbiamo visto finora».

Massara lascia il Rennes, il comunicato: ora ritorno in Serie A dell’ex direttore sportivo del Milan? Un club ci pensa

Massara ritorna in Serie A? Il direttore sportivo ex Milan lascia il Rennes: rescissione consensuale con i francesi

Frederic Massara lascia ufficialmente il Rennes dopo meno di un anno: il club francese e il dirigente italiano hanno deciso di interrompere consensualmente il rapporto iniziato nel luglio 2024. In una nota, lo Stade Rennais ha ringraziato il dirigente con parole nette: «Di comune accordo, lo Stade Rennes F.C. e Frederic Massara hanno preso la decisione di terminare la loro collaborazione al termine dell’ultima giornata di Ligue 1. Il SRFC saluta il suo impegno durante questi undici mesi e augura a Frederic, la cui professionalità e personalità sono stati apprezzati da tutti, il meglio per il futuro della sua carriera».

Ora l’ex direttore sportivo del Milan, campione d’Italia nel 2022, potrebbe fare ritorno in Serie A. Il suo nome circola con insistenza negli ambienti della Juve, dove potrebbe affiancare Cristiano Giuntoli nella gestione sportiva: in ballottaggio per lo stesso ruolo anche Riccardo Tognozzi.

Totti: «Ranieri ha cambiato la squadra, è un vero uomo di Roma; tornare? Se ci fosse questa opportunità…»

Le parole di Francesco Totti su un possibile ritorno alla Roma: «Lo considererei, ma solo ad una condizione!»

Francesco Totti ha parlato ai microfoni di TRT Sport: di seguito le parole dell’ex numero 10 della Roma.

LA ROMA DI RANIERI – «La Roma con Ranieri è cambiata sicuramente. Ha portato un grande entusiasmo e, come possiamo definire, è un vero uomo di Roma. Ha fatto un lavoro straordinario, portando la Roma dal basso fino a giocare per la Champions League. Questo è un percorso che va sicuramente apprezzato, e per questo siamo tutti felici di lui».

TORNERESTI ALLA ROMA? – «Se ci fosse l’opportunità di avere un ruolo importante nella Roma, lo valuterei sicuramente. La Roma è sempre stata la mia casa, e se un giorno dovessi essere chiamato, ci sederemo e valuteremo tutto. Sono stato un giocatore importante per la Roma, e se dovesse esserci un incarico importante, lo considererò».

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