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Massara lascia il Rennes, il comunicato: ora ritorno in Serie A dell’ex direttore sportivo del Milan? Un club ci pensa

Massara ritorna in Serie A? Il direttore sportivo ex Milan lascia il Rennes: rescissione consensuale con i francesi

Frederic Massara lascia ufficialmente il Rennes dopo meno di un anno: il club francese e il dirigente italiano hanno deciso di interrompere consensualmente il rapporto iniziato nel luglio 2024. In una nota, lo Stade Rennais ha ringraziato il dirigente con parole nette: «Di comune accordo, lo Stade Rennes F.C. e Frederic Massara hanno preso la decisione di terminare la loro collaborazione al termine dell’ultima giornata di Ligue 1. Il SRFC saluta il suo impegno durante questi undici mesi e augura a Frederic, la cui professionalità e personalità sono stati apprezzati da tutti, il meglio per il futuro della sua carriera».

Ora l’ex direttore sportivo del Milan, campione d’Italia nel 2022, potrebbe fare ritorno in Serie A. Il suo nome circola con insistenza negli ambienti della Juve, dove potrebbe affiancare Cristiano Giuntoli nella gestione sportiva: in ballottaggio per lo stesso ruolo anche Riccardo Tognozzi.

Totti: «Ranieri ha cambiato la squadra, è un vero uomo di Roma; tornare? Se ci fosse questa opportunità…»

Le parole di Francesco Totti su un possibile ritorno alla Roma: «Lo considererei, ma solo ad una condizione!»

Francesco Totti ha parlato ai microfoni di TRT Sport: di seguito le parole dell’ex numero 10 della Roma.

LA ROMA DI RANIERI – «La Roma con Ranieri è cambiata sicuramente. Ha portato un grande entusiasmo e, come possiamo definire, è un vero uomo di Roma. Ha fatto un lavoro straordinario, portando la Roma dal basso fino a giocare per la Champions League. Questo è un percorso che va sicuramente apprezzato, e per questo siamo tutti felici di lui».

TORNERESTI ALLA ROMA? – «Se ci fosse l’opportunità di avere un ruolo importante nella Roma, lo valuterei sicuramente. La Roma è sempre stata la mia casa, e se un giorno dovessi essere chiamato, ci sederemo e valuteremo tutto. Sono stato un giocatore importante per la Roma, e se dovesse esserci un incarico importante, lo considererò».

PSG, prosegue il contenzioso con Mbappé: i parigini chiedono un maxi risarcimento al calciatore! Le ultime

PSG Mbappé, prosegue il contenzioso in tribunale tra i parigini è il calciatore francese: ecco la mossa del club che chiede un maxi risarcimento

Il contenzioso legale tra Kylian Mbappé e il PSG è entrato in una nuova fase: secondo RMC Sport, il club parigino ha presentato una controdenuncia al Tribunale Giudiziario di Parigi, chiedendo la cancellazione del sequestro di 55 milioni di euro ottenuto da Mbappé ad aprile e reclamando un risarcimento da 98 milioni di euro per presunte “tattiche dilatorie” da parte del giocatore. Gli avvocati del PSG sostengono che il sequestro sia privo di base giuridica solida, poiché Mbappé non avrebbe dimostrato né l’esistenza certa del debito né il rischio imminente di mancato pagamento. L’avvocato del club, Renaud Semerdjian, ha dichiarato ad AFP: «Mbappé ha chiesto tutto al PSG, ha ottenuto tutto, poi ha cercato di scappare e prendersi tutto, sperando che nessuno se ne accorgesse. Solo perché è Kylian Mbappé. L’ironia è che ha deriso il club che gli ha dato tutto, dicendo che non era ‘Kylian Saint-Germain’».

Dal canto suo, il legale di Mbappé, Thomas Clay, ha ribattuto sostenendo che solo 14 dei 55 milioni reclamati sono stati effettivamente recuperati, e che resta ancora una somma considerevole da incassare. Clay ha anche sollevato dubbi sulla trasparenza dei conti del club e sull’influenza dello stato del Qatar: «Dove sono i soldi? Non è stato facile ottenere il sequestro, le banche si sono rifiutate. Stiamo parlando di uno Stato sovrano che finanzia permanentemente questo club. Esiste un rischio di recupero proprio per la mancanza di trasparenza nei conti, e conosciamo le difficoltà legate agli Stati». Il verdetto del tribunale è atteso per il 26 maggio, data che potrebbe segnare la fine della disputa economica tra Mbappé e il PSG.

Napoli, Krol: «Dopo il disastro dello scorso anno si è fatto un lavoro eccezionale: ora senza paura e vinciamo!»

Le parole di Ruud Krol, ex difensore del Napoli, sulle ultime sfide di campionato: «Il Parma è pericoloso, contro le grandi gioca sempre meglio, ma…»

Ruud Krol, ex difensore del Napoli, ha parlato a Stile TV nel corso della trasmissione Salite sulla Giostra. Di seguito le sue parole sulle ultime due sfide che attendono la squadra di Antonio Conte.

NAPOLI, CORSA FINALE E RIMPIANTI – «Il Napoli sta disputando un buon campionato, dopo il disastro dello scorso anno, rivedere la stessa squadra ma prima in classifica vuol dire aver fatto un lavoro eccezionale. In queste ultime partite il Napoli deve giocare senza paura, deve andare a vincere».

SUL PARMA E SULLA QUALITÀ – «Il Parma è pericoloso, contro le grandi gioca sempre meglio ed ha bisogno di punti per salvarsi, ma il Napoli ha più qualità. Il Napoli è atteso da due finali e quindi tutti devono dare il 200%, mettendo in campo qualità e mentalità. Non aver vinto lo scudetto col Napoli mi è mancato».

L’ASSENZA DI UN VICE LOBOTKA – «Al Napoli manca un vice Lobotka perché quando non gioca o è infortunato, nessuno può sostituirlo».

SUL CALCIO DI OGGI – «Nel calcio di oggi non c’è nessun giocatore che mi somiglia, anche perché il calcio è cambiato. Io giocherei senza problemi col 3-5-2 perché ero molto duttile, ma nel calcio di oggi c’è meno qualità. Manca un po’ di divertimento ed è brutto perché credo sempre che i tifosi vanno allo stadio per divertirsi».

Juve, i 60 milioni per Huijsen rischiano di diventare il grande rimpianto dei bianconeri: il retroscena sull’addio del difensore la scorsa estate

Dean Huijsen è il grande rimpianto della Juve? Ceduto in gran fretta in estate è pronto a passare al Real Madrid per 60 milioni

Dean Huijsen, difensore classe 2005, è pronto al grande salto al Real Madrid dopo una sola stagione al Bournemouth, dove ha saputo imporsi in Premier League attirando l’interesse dei top club europei. Cresciuto nelle giovanili della Juve, Huijsen era considerato un prospetto di grande talento, ma mai realmente integrato nella prima squadra. Dopo il rifiuto del prestito al Frosinone e sei mesi altalenanti alla Roma, il suo rapporto con i bianconeri si è incrinato. Rientrato a Torino, è stato messo ai margini e, come riportato da Goal.com, nonostante l’arrivo di Thiago Motta è stato poi ceduto per 15 milioni di euro al Bournemouth, con formula favorevole alla società inglese.

A rendere ancora più amaro il retroscena sono le parole dello stesso difensore a Marca: «Sono arrivato il primo giorno dopo le vacanze estive e mi hanno detto che dovevo andare, ma che non mi avrebbero costretto. Poi sì, mi hanno costretto, mi hanno fatto allenare da solo e cose del genere. È stato un po’ brutto». Dopo tre anni nel vivaio bianconero, il giocatore si aspettava almeno una possibilità: «Volevo solo avere una chance con la prima squadra». Ora il Real è pronto a pagare 59 milioni per il suo cartellino, e alla Juve spetteranno circa 4 milioni dalla plusvalenza. Un guadagno minimo, che rischia di diventare un grande rimpianto.

Formazioni ufficiali Espanyol Barcellona, le scelte

Formazioni ufficiali Espanyol Barcellona, le scelte dei due allenatori per il match valido per la 36ª giornata di LaLiga. I dettagli

Alle 21:30 la sfida valida per la 36ª giornata di LaLiga tra Espanyol Barcellona. Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori.

ESPANYOL (4-2-3-1): Garcia; El Hilali, Kumbulla, Cabrera, Romero; Lozano, De Zarate; Roca, Exposito, Puado; Fernandez. All. Gonzalez

BARCELLONA (4-2-3-1): Szczesny; Garcia, Araujo, Christensen, Martin; de Jong, Pedri; Lamine Yamal, Olmo, Raphinha; Lewandowski. All. Flick.

Manchester United, una lite per un cavallo e il ruolo accentratore: quanto è colpa di Ferguson il momento di crisi dei Red Devils?

Manchester United, quante colpe ha Sir Alex Ferguson per lo stato di crisi in cui i Red Devils si trovano dopo il suo addio al club nel 2013?

Sir Alex Ferguson è considerato l’artefice principale della trasformazione del Manchester United in una potenza calcistica globale, ma il suo ruolo nella crisi attuale del club, come riportato da Goal.com, non può essere ignorato. La sua storica disputa con gli ex azionisti McManus e Magnier, nata da un contenzioso sui diritti di riproduzione del cavallo Rock of Gibraltar, fu l’innesco che portò i due irlandesi a vendere le loro quote al magnate americano Malcolm Glazer. Questo passaggio fu decisivo per il controverso e dannoso takeover del 2005, che trasformò lo United in un club pesantemente indebitato. Ferguson, pur essendo in una posizione di enorme influenza, non fece nulla per ostacolare l’operazione e, anzi, continuò a collaborare con i nuovi proprietari, ricevendo da loro carta bianca sulla gestione sportiva. La sua posizione di forza gli permise di mantenere il club competitivo anche con risorse limitate, ma molti tifosi gli imputano di non aver usato quel potere per proteggere il futuro della società.

Il vero problema, però, si è manifestato dopo il suo ritiro nel 2013. Ferguson lasciò un’eredità fatta di vittorie, ma anche una struttura arretrata: niente direttore sportivo, scarso utilizzo dei dati e nessuna strategia a lungo termine. Il club aveva sempre funzionato secondo il suo modello accentrato, e nessuno tra i suoi successori è riuscito a replicarlo. United ha speso cifre astronomiche e cambiato allenatori con stili opposti, ma senza una visione coerente. Mentre i rivali come Manchester City e Liverpool si modernizzavano, lo United restava ancorato a un passato glorioso, senza adattarsi. È vero che Ferguson non può essere direttamente responsabile di dodici anni di gestione fallimentare, ma è altrettanto vero che la mancata modernizzazione sotto la sua guida ha preparato il terreno per il lungo declino.

De Luca regala il pareggio nel finale (con i primi punti in trasferta): Genoa Atalanta 2013-2014

Il pareggio nel finale di Giuseppe De Luca ai danni del Genoa, portando l’Atalanta ad un punto importante verso la salvezza

L’Atalanta fino a qualche anno fa considerava un punto lontano dal Comunale come un passo importante verso la salvezza, anche se raggiunto con all’ultimo momento: dove gran parte del merito veniva dato al singolo più che alla squadra. Nel 2014 successe proprio questo, con Giuseppe De Luca a portare nel finale un pareggio decisivo.

Genoa Atalanta di quell’anno vede due squadre alla ricerca di una reazione: gli uomini di Gasperini (allora tecnico rossoblu) per risollevarsi in classifica, quelli di Colantuono per ritornare a fare punti fuori casa. L’inizio è tutta in salita con il grifone all’attacco rendendosi pericoloso con Gilardino e Bertolacci, ma tale mossa viene ribattuta con una conclusione di Denis e un palo di Cigarini.

Nella ripresa è la Dea a farsi più pericolosa sempre con German, ma beffata dal vantaggio del Genoa con Bertolacci che s’inserisce trafiggendo Consigli. L’Atalanta non si arrende fino all’ultimo secondo, e l’incursione del giovane De Luca al 93′ mette la partita sull’1-1 finale: replicando quello che aveva fatto l’anno prima contro la Sampdoria. Un punto importante considerando che l’Atalanta era piena d’infortuni.

Brighton pesca ancora in Sudamerica: accordo per Cuiabano del Botafogo – Il Report di The Athletic

Il Brighton vuole rinforzare a tutti i costi la sua squadra: arriva un gioiello direttamente dal Botafogo

Il Brighton & Hove Albion continua la sua prolifica strategia di scouting in Sudamerica e, secondo quanto riportato dal prestigioso sito d’informazione sportiva The Athletic, sarebbe ormai ai dettagli per assicurarsi le prestazioni di Cuiabano, talentuoso terzino sinistro attualmente in forza al Botafogo, club della Sèrie A brasiliana. L’operazione, che dovrebbe concretizzarsi nella prossima finestra di mercato estiva (giugno 2025), testimonia ancora una volta l’abilità del club inglese nell’individuare e attrarre giovani promesse dai campionati oltreoceano.

Chi È Cuiabano: Profilo del Laterale Mancino Brasiliano

Luiz Gustavo “Cuiabano” Dias (questo il suo nome completo), nato il 16 febbraio 2003 (22 anni), è un terzino sinistro cresciuto nelle giovanili del Grêmio prima di trasferirsi al Botafogo nell’aprile 2024 per una cifra riportata intorno a 1,45 milioni di euro. Alto 1,79 m, Cuiabano si è distinto per la sua spinta offensiva, la buona tecnica individuale e la capacità di percorrere tutta la fascia. The Athletic sottolinea come le sue doti di velocità e la sua propensione a partecipare alla manovra d’attacco si sposino bene con la filosofia di gioco del Brighton, tradizionalmente votata a un calcio propositivo e al coinvolgimento attivo dei terzini nelle due fasi. Nella stagione 2025 del campionato brasiliano (iniziata da poco), ha già collezionato diverse presenze, fornendo anche un assist e mostrando una crescita costante.

I Dettagli dell’Operazione e la Filosofia Brighton

L’articolo di The Athletic suggerisce che l’accordo tra Brighton e Botafogo sia in fase avanzata, sebbene non siano ancora trapelate cifre definitive sul costo del trasferimento. Si prevede che il giocatore firmerà un contratto a lungo termine con i Seagulls. Questa mossa si inserisce perfettamente nella collaudata strategia del Brighton, che sotto la guida del proprietario Tony Bloom e del suo team di scouting ha fatto della ricerca e valorizzazione di giovani talenti internazionali – specialmente dal Sudamerica (come Moisés Caicedo, Alexis Mac Allister, Julio Enciso e Valentín Barco) – un vero e proprio marchio di fabbrica. L’obiettivo è scovare giocatori dal grande potenziale prima che il loro valore di mercato esploda, per poi integrarli nel sistema di gioco del tecnico [nome dell’allenatore del Brighton, es: Roberto De Zerbi se ancora in carica, o il suo successore] e, in futuro, generare plusvalenze significative.

Un Nuovo Talento Brasiliano Pronto per la Premier League

Cuiabano si appresta dunque a seguire le orme di altri connazionali e sudamericani che hanno trovato nel Brighton l’ambiente ideale per imporsi nel calcio europeo. La Premier League rappresenterà una sfida impegnativa, ma le qualità del giocatore e la capacità del club inglese di sviluppare i giovani talenti lasciano ben sperare. L’ufficialità dell’operazione è attesa nelle prossime settimane, con il Brighton che si prepara ad accogliere un altro potenziale futuro protagonista.

Buffon ricorda: «Mi vergogno di quello che avevo detto in quel match. Ecco cosa mi diceva Allegri»

Buffon, ex portiere bianconero, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione non senza qualche retroscena

Gianluigi Buffon, al Salone del Libro di Torino dove oggi ha presentato il suo libro, ecco qualche dichiarazione sulla sua avventura calcistica.

ALLEGRI – «Allegri mi diceva: “Te gigione sei bellissimo perché vivi in un totale stato di incoscienza, ma questa è la tua forza”. Ogni tanto ci ripenso e penso che forse è vero».

LE FRASI DOPO REAL–JUVE – «Uno dei punti più alti della mia carriera (ride ndr). Ora che è passato qualche anno mi vergogno di quello che ho detto. Avevo una certa età, rappresentavo qualcuno, ero il capitano. Le mie fortune o sfortune dipendevano solo da me. Però devo anche dire che se tornassi indietro ridirei tutto. In quel momento, riuscire a far sbollire quell’amarezza, non era solo una partita persa, era qualcosa di speciale, una rimonta epica, in uno stadio epico, con un gruppo che aveva dimostrato un carattere e un’unione speciale, eravamo dei pazzi e dei sognatori. Il giorno prima della partita ci parlavamo e quello è stato il più grande dispiacere. Ad oggi io non so ancora perché sono stato espulso e quindi l’arrabbiatura alle interviste era anche per quello».

PSG-INTER – «Ho un ruolo, in questo momento, che è federale superpartes. La verità però è una: le partite e le finali sarebbe giusto che lo vincesse le squadre che lo meritano veramente. Chi se lo meriterà tra Psg e Inter lo prenderà. Ho perso tre finali, in nessuna delle tre abbiamo meritato di vincere. Con il Real Madrid abbiamo meritato di perdere, con il Barcellona abbiamo reagito un momento… La Champions dispiace per la gente della Juve, ma a me non cambia niente, vuol dire che in quel momento sono stati più bravi gli altri».

Mancini sulla Sampdoria: «Non mi aspettavo questo epilogo. Ecco perché la Serie C è pericolosa»

Roberto Mancini, ex attaccante della Sampdoria, è ritornato a parlare di quella che è stata la retrocessione dei blucerchiati

L’ex attaccante della Sampdoria Roberto Mancini ha voluto parlare dopo la retrocessione dei doriani in Serie C. Le parole ai microfoni di Cittàceleste e Radiosei. Di seguito troverete uno spunto:

RETROCESSIONE – «Ho vissuto male la retrocessione, uno non se l’aspetta mai. Il calcio e lo sport sono anche questo, ma la Samp purtroppo non deve trovarsi lì e quando ci trovi questo diventa pericoloso. Le squadre si giocano le partite sempre al 100%»

Milan, duro comunicato da parte degli ultras rossoneri della Curva Sud: «Siete soltanto indegni!»

Curva Sud Milan, contestazione contro i rossoneri dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia. Il comunicato degli ultras lombardi

Dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia, la Curva Sud rossoneri è partita con la contestazione contro giocatori e società Milan. Questo il comunicato del tifo organizzato:

IL COMUNICATO – «Dopo l’ultima prestazione indegna di ieri sera, l’ennesima di una stagione figlia di un’evidente incapacità dei dirigenti di via Aldo Rossi e di una squadra senza un briciolo di orgoglio, domenica a Roma vi lasceremo SOLI CON LA VOSTRA VERGOGNA».

Tavares Lazio, quale sarà il futuro del terzino biancoceleste? Arriva questa importante indiscrezione

Nuno Tavares Lazio, quale sarà il futuro del terzino biancoceleste? Arriva questa indiscrezione aspettando ulteriori offerte

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, la Lazio non esiterà ad acquistare l’esterno Nuno Tavares dall’Arsenal: pronti a versare 9 milioni di sterline agli inglesi per il riscatto definitivo. Nel mezzo anche una clausola sulla rivendita in favore dei Gunners.

Il laterale portoghese rimarrà così in Serie A diventando di proprietà della Lazio, al di là delle offerte che a breve arriveranno.

Milan Bologna, sfottò di tifosi rossoblu e interisti sui social: «Calabria vi ha alzato la coppa in faccia!»

Milan Bologna, Calabria “alza la coppa” davanti ai suoi ex compagni rossoneri: arrivano gli sfottò da parte dei tifosi rossoblu (e interisti) sui social

Milan Bologna non ha risparmiato commenti di ogni tipo sui social, soprattutto dopo il successo della squadra rossoblu ai danni dei rossoneri. Nel mezzo anche qualche sfottò riguardante la prestazione dell’ex capitano rossonero Davide Calabria.

Infatti sia i tifosi bolognesi che quelli addirittura interisti si sono messi a prendere in giro il Milan in quanto il tanto criticato Calabria abbia alzato in faccia la coppa alla sua ex squadra.

PSG Inter, Delio Rossi abbastanza chiaro: «Sulla carta partita secca, ma quella squadra avrà un vantaggio»

PSG Inter, le parole dell’ex allenatore del Palermo Delio Rossi su quella che sarà la partita tra nerazzurri e francesi

A InterNews24, l’ex tecnico del Palermo Delio Rossi ha voluto parlare della finale di Champions League PSG Inter.

Tutto pronto per l’attesa finale di Champions League, in cui l’Inter troverà il PSG di Luis Enrique. Cosa ne pensa del percorso europeo dei nerazzurri? Ha provato ad immaginare che partita sarà?

«L’Inter, per andare avanti in Champions, ha perso sicuramente qualcosa in campionato e nel percorso in Europa ha incontrato due squadre (Bayern e Barcellona n.d.r) superiori e più forti. Bisogna comunque fare anche questo discorso: alcuni senatori sanno che questa potrebbe essere la loro ultima occasione di vincere la Champions, pensare ai Mkhitaryan, ai Sommer, Calhanoglu e anche Acerbi. Giocare una finale di Coppa è il massimo traguardo per un calciatore professionista e secondo me hanno dato qualcosa in più durante tutta la competizione. Sono meritatamente in finale. Pronostico? Sulla carta è una partita secca, gara che solitamente esula da qualsiasi tipo di discorso. L’Inter può farcela, ma non sarà sicuramente facile perché anche il PSG è una squadra forte»

SEGUI QUI L’INTERVISTA INTEGRALE SU INTERNEWS24

Ancelotti Brasile, il comunicato ufficiale “forzato” da una fuga di notizie? Un’ipotesi filtra dalla Federazione

Ancelotti Brasile, una situazione dove le notizie hanno forzato un comunicato ufficiale che doveva uscire più tardi?

Caos CBF: L’annuncio dell’ingaggio di Ancelotti e l’ombra delle “filtraciones”

La lunga e complessa saga che lega Carlo Ancelotti alla panchina della nazionale brasiliana si è arricchita di un nuovo capitolo. Secondo quanto riportato dal quotidiano sportivo spagnolo Relevo, il recente comunicato ufficiale da parte della CBF che ha confermato l’ingaggio del tecnico italiano non sarebbe stato il frutto di una comunicazione strategica pianificata, bensì una mossa in parte necessitata da una “filtración”, una fuga di notizie. Questa tesi si inserisce in un contesto di trattative durate mesi, caratterizzate da indiscrezioni, smentite parziali e una certa tensione tra le parti coinvolte, inclusi il Real Madrid e lo stesso Ancelotti.

La ricostruzione di Relevo: una fuga di notizie dietro il comunicato ufficiale?

Relevo suggerisce che la dirigenza della CBF potrebbe essere stata spinta ad accelerare i tempi dell’annuncio ufficiale a causa della crescente diffusione di dettagli sull’accordo ormai raggiunto con Ancelotti. Una fuga di informazioni sensibili avrebbe messo la federazione brasiliana nella condizione di dover formalizzare l’ingaggio per riprendere il controllo della narrazione ed evitare ulteriori speculazioni che avrebbero potuto complicare la transizione. Non è la prima volta, secondo il media spagnolo, che delle “filtraciones” caratterizzano questa trattativa, evidenziando una certa difficoltà da parte della CBF nel gestire la riservatezza di un accordo così importante e delicato.

Le implicazioni per Ancelotti, il Real Madrid e la Seleção

L’eventuale annuncio “pilotato” da una fuga di notizie, mentre Carlo Ancelotti è ancora formalmente sotto contratto e impegnato a concludere la stagione con il Real Madrid, aggiunge un elemento di potenziale imbarazzo. Sebbene l’accordo con il Brasile fosse nell’aria da tempo, con il tecnico italiano ex Milan che ha sempre espresso il suo interesse, le modalità e i tempi della comunicazione sono cruciali. Per la Seleção, questo episodio, se confermato nella sua dinamica, potrebbe riflettere una certa urgenza o pressione interna alla CBF nel voler chiudere e ufficializzare l’arrivo di un tecnico di fama mondiale.

Questo episodio, comunque, non cambia la sostanza: Carlo Ancelotti è destinato a guidare il Brasile, ma il percorso per arrivarci è stato tutt’altro che lineare.

Allenamento Atalanta, riusciranno ad esserci Posch e Palestra per la gara contro il Genoa? L’indiscrezione

Allenamento Atalanta, riusciranno Posch e Palestra ad esserci in vista della gara contro il Genoa? Ecco le ultime novità

Continua il lavoro dell’Atalanta in allenamento presso il Centro Bortolotti di Zingonia: con l’obiettivo di fare bene la gara contro il Genoa. Ecco il report odierno dopo la sessione nerazzurra.

Stefan Posch si è allenato individualmente in campo: valutazioni in corso per la gara contro il Genoa. Sessione individuale per il duo Scamacca-Scalvini. Terapie per Lookman, Cuadrado, Kolasinac e Rafael Toloi.

Conte Juve Bis, la minestra riscaldata è buona? I precedenti mostrano questo dato molto interessante

Conte Juve Bis? Il Fascino dei Ritorni Vincenti: Esempi Illustri in Italia e all’Estero. La Suggestione Conte e la Storia dei Grandi Ritorni

Le speculazioni su un potenziale secondo mandato di Antonio Conte alla Juventus (al 15 maggio 2025, Conte è al Napoli) riaprono un dibattito classico nel mondo del calcio: quello dei ritorni. Dopo un primo ciclo (2011-2014) che ha visto la Juventus rinascere e dominare in Italia con tre Scudetti consecutivi e due Supercoppe Italiane, l’idea di rivederlo sulla panchina bianconera stuzzica una parte della tifoseria. Ma quali sono i precedenti di allenatori che, dopo aver vinto, sono tornati nello stesso club e hanno saputo ripetersi? La storia offre esempi contrastanti, ma anche casi di trionfi rinnovati.

Italia: Lippi e Trapattoni, i Precedenti Vincenti (Proprio alla Juventus)

Nel panorama italiano, trovare esempi di allenatori che hanno vinto titoli importanti, lasciato il club, e poi sono tornati vincendo nuovamente trofei di primissimo livello nella stessa squadra non è frequentissimo, ma due casi spiccano, ed entrambi riguardano proprio la Juventus.

Marcello Lippi (Juventus):

Prima Era (1994-1999): Un ciclo straordinario. Lippi portò la Juventus alla vittoria di tre Scudetti (1994-95, 1996-97, 1997-98), una Coppa Italia (1994-95), due Supercoppe Italiane (1995, 1997), una UEFA Champions League (1995-96, battendo l’Ajax in finale), una Supercoppa Europea (1996) e una Coppa Intercontinentale (1996). Raggiunse anche altre due finali di Champions League consecutive (1997, 1998).

Seconda Era (2001-2004): Dopo una parentesi all’Inter, Lippi tornò alla Juventus e aprì un altro ciclo di successi. Vinse altri due Scudetti (2001-02, con il famoso sorpasso all’Inter il 5 maggio, e 2002-03) e due Supercoppe Italiane (2002, 2003). Condusse inoltre la squadra alla finale di Champions League del 2003 (persa ai rigori contro il Milan). Il suo ritorno fu, quindi, ampiamente vincente.

Giovanni Trapattoni (Juventus):

Prima Era (1976-1986): Il “Trap” costruì una Juventus leggendaria, capace di vincere tutto. In questo decennio, conquistò sei Scudetti (1976-77, 1977-78, 1980-81, 1981-82, 1983-84, 1985-86), due Coppe Italia (1978-79, 1982-83), e tutti i trofei internazionali: la Coppa UEFA (1976-77, la prima per un club italiano), la Coppa delle Coppe (1983-84), la Supercoppa Europea (1984), la Coppa dei Campioni (1984-85, nella tragica notte dell’Heysel) e la Coppa Intercontinentale (1985).

Seconda Era (1991-1994): Dopo aver allenato Inter e Bayern Monaco (quest’ultimo in un primo breve stint), Trapattoni tornò alla Juventus. In questo secondo periodo, pur non riuscendo a rivincere lo Scudetto in un campionato dominato dal Milan di Capello, la Juventus del Trap-bis conquistò la Coppa UEFA nel 1992-93, battendo in finale il Borussia Dortmund. Un trofeo europeo importante che conferma la sua capacità di vincere anche al ritorno.

Trovare altri casi italiani di questa portata, con un allenatore che torna nello stesso club e vince nuovamente trofei maggiori dopo un primo ciclo di grandi successi, è più difficile, sottolineando l’eccezionalità delle imprese di Lippi e Trapattoni con la Juventus.
Estero: Heynckes, Zidane e Mourinho – Trionfi Ripetuti su Panchine Ritrovate

All’estero, invece, gli esempi di ritorni vincenti su panchine precedentemente occupate con successo sono più numerosi e altisonanti:

Jupp Heynckes (Bayern Monaco):

Il tecnico tedesco ha avuto quattro periodi sulla panchina del Bayern. Dopo aver vinto due Bundeslighe nel suo primo ciclo importante (1988-89, 1989-90), è nel suo terzo mandato (2011-2013) che compie il capolavoro: il Triplete del 2012-2013 (Bundesliga, DFB-Pokal, UEFA Champions League). Richiamato a sorpresa nell’ottobre 2017 per la sua quarta esperienza, guidò nuovamente il Bayern alla vittoria della Bundesliga nel 2017-18.

Zinedine Zidane (Real Madrid):

Prima Era (gennaio 2016 – maggio 2018): Zidane subentrò a Benítez e realizzò un’impresa storica vincendo tre UEFA Champions League consecutive (2016, 2017, 2018), oltre a una Liga (2016-17), due Supercoppe Europee, due Mondiali per Club e una Supercoppa di Spagna.

Seconda Era (marzo 2019 – maggio 2021): Tornato in un momento di difficoltà per il club, Zidane riuscì a riportare il Real Madrid alla vittoria in La Liga nel 2019-20 e conquistò una Supercopa de España (2019-20).

José Mourinho (Chelsea):

Prima Era (2004-2007): “The Special One” arrivò a Stamford Bridge portando un’ondata di successi: due Premier League consecutive (2004-05, 2005-06), una FA Cup (2007) e due League Cup (2005, 2007).

Seconda Era (2013-2015): Al suo ritorno, Mourinho guidò nuovamente il Chelsea alla vittoria della Premier League nel 2014-15 e di un’altra League Cup (2015).

Conclusioni: Il Peso della Storia e le Sfide di un Conte-Bis

Questi esempi dimostrano che i ritorni vincenti sono possibili, sebbene non scontati. Richiedono spesso allenatori di caratura eccezionale, capaci di reinventarsi o di ritrovare la giusta alchimia con l’ambiente, e club con progetti solidi e ambiziosi. Un eventuale ritorno di Antonio Conte alla Juventus si inserirebbe in questa tradizione, portando con sé enormi aspettative figlie del suo primo, trionfale, periodo, ma anche le incognite e le sfide che ogni “seconda volta” comporta nel calcio di altissimo livello. Il “tono secco” di questi successi si basa su elenchi di trofei che parlano da soli.

Italiano, tantissimi capolavori fino alla consacrazione di Milan Bologna: un percorso di mille emozioni!

Vincenzo Italiano: la collezione dei capolavori di un allenatore speciale. Milan Bologna è l’ultima tappa di un lungo percorso

Il 14 maggio 2025 è inciso a caratteri d’oro nella storia del Bologna Football Club e nel cuore dei suoi tifosi. La vittoria per 1-0 contro il Milan nella finale di Coppa Italia, decisa da una rete di Dan Ndoye in un Olimpico di Roma fremente di passione, non è solo la conquista di un trofeo che mancava da mezzo secolo, ma è il manifesto del calcio di Vincenzo Italiano: coraggio, organizzazione e la capacità di trasformare il collettivo in una forza capace di imprese memorabili. Questo trionfo è l’ultima, brillante perla di una carriera già costellata di autentici capolavori.

Impresa storica a Roma: Italiano e Ndoye firmano il trionfo del Bologna sul Milan (2024-2025)

Quella contro il Milan non è stata una semplice vittoria, ma un saggio di acume tattico, resilienza e fame di successo. Vincenzo Italiano ha preparato la sfida con meticolosa attenzione, annullando le principali fonti di gioco rossonere e costruendo le fondamenta per un successo meritato. Il Bologna è sceso in campo con personalità, senza alcun timore reverenziale.

La partita migliore – La finale di Coppa Italia: Bologna 1-0 Milan (14 maggio 2025, Stadio Olimpico, Roma)

In una serata elettrizzante, il Bologna ha affrontato il Milan con un’intensità e una disciplina tattica esemplari. La partita, tesa e bloccata per lunghi tratti, è stata decisa da un episodio che ha premiato l’audacia rossoblù: al minuto 67, Dan Ndoye, ha controllato il pallone in area e con un diagonale preciso ha trafitto il portiere rossonero, scatenando l’apoteosi della metà rossoblù dell’Olimpico. Il vantaggio è stato poi difeso con ordine e straordinario spirito di sacrificio, con Italiano che dalla panchina ha guidato i suoi ragazzi con lucidità fino al triplice fischio, consegnando al Bologna una coppa storica e la qualificazione diretta all’Europa League.

Europa e Finali (plurali!): Italiano riaccende la passione viola a Firenze (2021-2024)

Il DNA vincente e la capacità di costruire squadre competitive erano già emersi prepotentemente durante la sua esperienza alla guida della Fiorentina. In tre anni, Italiano ha rivitalizzato l’ambiente viola, riportando la squadra a frequentare con costanza le competizioni europee e raggiungendo ben due finali nel 2023: quella di Conference League (persa con il West Ham) e quella di Coppa Italia (persa con l’Inter). Nonostante l’epilogo amaro in entrambe le occasioni, il suo lavoro ha lasciato un’eredità di gioco propositivo e un ritrovato orgoglio nella tifoseria.

La Partita migliore – Semifinale Conference League: Basilea 1-3 Fiorentina d.t.s. (18 maggio 2023, St. Jakob-Park, Basilea)

Questa fu la quintessenza della Fiorentina di Italiano. Dopo aver perso 1-2 in casa all’andata, i viola compirono un’impresa memorabile in Svizzera. Una doppietta di Nico González mantenne vive le speranze, ma fu il gol di Antonín Barák al minuto 129 dei tempi supplementari a sigillare una rimonta incredibile e a proiettare la Fiorentina verso la finale di Praga.

Doppio miracolo Ligure: Spezia dalla B alla Salvezza con il Calcio di Italiano (2019-2021)

Vincenzo Italiano si è imposto all’attenzione nazionale con le imprese compiute sulla panchina dello Spezia. Nella stagione 2019-2020, ha orchestrato la prima, storica promozione in Serie A del club ligure, attraverso i playoff e con un calcio offensivo che ha sorpreso tutti. L’anno seguente, con il budget più risicato della categoria e una rosa data per spacciata, ha realizzato un altro capolavoro: la salvezza in Serie A (2020-2021), giocando sempre un calcio coraggioso e identitario.

La Partita migliore – Serie A: Spezia 2-0 Milan (13 febbraio 2021, Stadio Alberto Picco, La Spezia)

Una lezione di calcio impartita al Milan, che in quella stagione lottava per lo Scudetto. Lo Spezia di Italiano surclassò i rossoneri con un pressing asfissiante, un’organizzazione impeccabile e le reti di Maggiore e Simone Bastoni, dimostrando che le idee e il collettivo possono superare il divario tecnico.

La Sorpresa Granata: Trapani in B, la Prima Firma d’Autore di Italiano (2018-2019)

La sua ascesa iniziò a Trapani. Nella stagione 2018-2019, alla sua prima vera grande occasione nel calcio professionistico, prese una squadra di Serie C e, con risorse limitate ma una chiara visione di gioco offensiva, la condusse a una sorprendente promozione in Serie B attraverso gli insidiosi play-off, battendo squadre ben più quotate.

La Partita migliore – Finale Play-off Serie C (ritorno): Trapani 2-0 Piacenza (15 giugno 2019, Stadio Polisportivo Provinciale, Trapani)

Dopo lo 0-0 dell’andata, il Trapani di Italiano giocò una partita perfetta in casa, dominando il Piacenza e conquistando la Serie B grazie alle reti di Taugourdeau (rigore) e Nzola. Fu la prima, vera consacrazione del suo metodo.

Il Fil Rouge: identità Forte, Cuore Oltre l’Ostacolo

Dalla Serie C alla storica Coppa Italia vinta con il Bologna contro il Milan, la carriera di Vincenzo Italiano è un inno alla costruzione del gioco, alla valorizzazione del gruppo e alla capacità di infondere una mentalità vincente e coraggiosa, che permette alle sue squadre di superare ostacoli apparentemente insormontabili.

Gasperini rinnova con l’Atalanta? Ipotesi possibile (2028) nel caso di massima intesa. L’indiscrezione tra tecnico e club

Gasperini potrebbe rimanere all’Atalanta, e nel mezzo ci potrebbe essere anche il rinnovo contrattuale con la società bergamasca

Secondo quanto raccolto da CalcioNews24, filtra ottimismo tra l’Atalanta e Gasperini per andare avanti. Nel caso di fumata bianca non è da escludere che venga ritirato fuori quel rinnovo rimasto nel cassetto di Zingonia.

Possibile prolungamento fino al 2028, ma per attuare ciò servirà tempo per trattare da entrambe le parti. Non resta che aspettare l’evoluzione della situazione, ad oggi molto interessante per tutto il mondo Atalanta.

Bucciantini esalta il Venezia: «Sono una squadra solida, ma questi fattori influenzano in negativo la squadra»

Bucciantini, noto opinionista, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione sul Venezia in piena corsa per la salvezza

A CagliariNews24, ha parlato l’opinionista Bucciantini sul Venezia: ad oggi in piena corsa per la salvezza.

Il Cagliari è atteso dal fondamentale scontro diretto con il Venezia dell’ex Eusebio Di Francesco. Data l’importanza della posta in palio, che partita ti aspetti domenica all’Unipol Domus?

VENEZIA – «Quella di Eusebio Di Francesco è una squadra molto solida, la classifica del Venezia racconta di un limite che hanno: il trovare gol. I giocatori che fanno giocare bene i lagunari – come Oristanio e Zerbin – non hanno reti nel curriculum, non sono dei goleador. Quelli che ne hanno, come Pohjanpalo prima e gli acquisti del calciomercato invernale dopo, non sono al livello della Serie A. Il Venezia è una squadra che deprime in questo modo la propria solidità, l’ottima tenuta del campo e l’idea di gioco che ha. Rimane una buona squadra che ha più valore che classifica, le manca il valore individuale per risolvere la partita. E’ molto difficile giocare contro il Venezia, con loro hanno faticato molte grandi squadre, Inter e Napoli hanno fatto fatica anche solo a segnarle un gol. E’ una squadra che fatica a vincere ma che con un paraggio resterebbe viva per provare poi a vincere nell’ultima giornata contro la Juventus. La formazione di Di Francesco è una squadra viva che sa di dover vincerre, è una squadra che rimane sempre in partita. Restano dentro alla gara fino al novantesimo, fino all’ultima azione!».

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Milan, caccia al nuovo direttore sportivo: Furlani adesso deve sciogliere le riserve! Torna in pole un candidato: il nome

Milan, caccia al nuovo ds: Furlani adesso deve sciogliere le riserve! Torna in pole un candidato per i rossoneri: il nome

Secondo quanto riportato da Tuttosport, Giorgio Furlani, amministratore delegato del Milan, deve ora prendere una decisione sul nuovo direttore sportivo del club dopo la sconfitta dei rossoneri nella finale di Coppa Italia contro il Bologna.

A sorpresa, come riferisce il quotidiano, con l’Atalanta che sembra poco incline a lasciar partire Tony D’Amico, il nome di Igli Tare è tornato a guadagnare terreno. L’ex dirigente della Lazio, attualmente senza incarico, era presente ieri sera allo Stadio Olimpico, alimentando le voci su un suo possibile arrivo al Milan.

Conte Juventus: ci sarà un tentativo per il tecnico del Napoli! L’indiscrezione lascia i tifosi senza parole, ecco cosa succederà

Conte Juventus: probabile un tentativo per il tecnico dei partenopei! L’indiscrezione lascia i tifosi bianconeri senza parole, ecco cosa può succedere

Il giornalista Gianluca Di Marzio a Sky,  ha commentato così la suggestione Antonio Conte per la panchina della Juventus nella prossima stagione. Ecco le sue dichiarazioni sul suo possibile ritorno in bianconero.

LE ULTIME IN CASA JUVE – «Dipende da come finisce la stagione. Se Tudor arriva quarto, penso abbia la possibilità di rimanere. Non sono sicuro che sarà lui l’allenatore della Juventus in caso di Champions ma il feeling c’è: il rapporto con Giuntoli è buono e credo che il dirigente rimarrà insieme a Chiellini. Credo che Tudor abbia questa possibilità, poi non è sicuro che sarà lui anche con la Champions e credo che la Juventus un tentativo per Conte proverà a farlo, perché credo che possa rappresentare l’uomo del rilancio, fermo restando che ha un contratto con il Napoli e potrà farlo solo se tra lui e il Napoli avvenga una separazione».

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Coppa Italia, Zuppi esulta per il Bologna campione: «Non ho visto la partita sennò mi coinvolgo troppo. Solo insieme si vince!»

Coppa Italia, esulta anche il cardinale Zuppi per il Bologna: «Non ho visto la partita perché sennò mi coinvolgo troppo. Solo insieme si vince!». Le parole

Tra i festeggiamenti per la storica vittoria del Bologna in Coppa Italia, spicca anche l’entusiasmo del cardinale Matteo Maria Zuppi. L’arcivescovo di Bologna, intervenuto a margine di un convegno nella città emiliana dopo il trionfo nella finale contro il Milan all’Olimpico, ha espresso il suo pensiero sull’importanza di questo successo.

PAROLE – «Non ho visto la partita perché sennò mi coinvolgo troppo, poi devo andare allo stadio, non ci sono mai andato. Credo che l’emozione dei 30.000 bolognesi che stavano a Roma e di tutti quanti gli altri che stavano qui ha creato tanta comunità. Ed è forse anche una grande indicazione che solo facendo squadra si è insieme e si si vince insieme, solo insieme si vince».

Ricci Inter, interesse nerazzurro confermato! Cairo ha un piano, ecco la cifra richiesta e le ultimissime

Ricci Inter, interesse nerazzurro confermato! Cairo ha un piano, ecco la cifra richiesta e le ultimissime di calciomercato

Ricci e l’Inter continuano a mantenere alta la tensione tra i tifosi nerazzurri e quelli del Torino. Secondo quanto riportato da Tuttosport questa mattina, il club meneghino ha realmente puntato il big granata, ma la trattativa si prospetta complessa. La richiesta economica avanzata da Urbano Cairo è elevata, rendendo l’affare tutt’altro che scontato. Inoltre, anche il Milan sta monitorando la situazione, pronto a inserirsi nella corsa per il giocatore

RICCI INTER – «Però se dovessero lasciare anche Asllani e Mkhitaryan, servirebbero altri rinforzi. Per il ruolo di vice-Calhanoglu nelle ultime settimane l’Inter sta ragionando su Nicolussi Caviglia del Venezia, club con cui i nerazzurri vantano ottimi rapporti (in questo ’24-25 sono andati in laguna Stankovic, Oristanio, Franco Carboni e Radu). Per qualità e prospettive piace tanto Ricci del Torino, ma il costo è alto (35 40 milioni) e il Milan si è mosso da mesi».

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Calciomercato Milan, quale futuro per Abraham? Le ultimissime sulla permanenza dell’inglese

Calciomercato Milan, quale futuro per Tammy Abraham? Le ultimissime sulla permanenza dell’attaccante inglese in rossonero

Sul proprio profilo X, Orazio Accomando, giornalista di DAZN, ha condiviso alcune riflessioni sul futuro di Tammy Abraham in relazione al calciomercato estivo del Milan.

LE ULTIME – «Al momento, nessuna fumata bianca sullo scambio Saelemaekers-Abraham con la Roma. I due club avevano accordo verbale, ma l’incertezza sui programmi tecnici di entrambe ha stoppato l’operazione, da capire se – come sembra – in maniera definitiva».

Juventus, arrivano importanti indizi dalla presentazione delle maglie 2025/26! Cambiaso, Kolo Muani e Vlahovic: il punto

Juventus, importanti indizi dalla presentazione delle maglie per la stagione 2025/26! Cambiaso, Kolo Muani e Vlahovic: il punto sul loro futuro

Ieri, mercoledì 14 maggio, la Juventus ha svelato le divise ufficiali per la stagione 2025/26. Tra le immagini condivise dal club e dai giocatori sui social, il Corriere dello Sport ha colto l’occasione per fornire aggiornamenti sul futuro di Cambiaso, Kolo Muani e Vlahovic.

Cambiaso, che a gennaio era stato accostato al Manchester City, appare nelle foto, segnale che il club difficilmente lo cederà in estate, a meno di offerte eccezionali che soddisfino la richiesta di 70 milioni di euro. Anche Kolo Muani è immortalato con la nuova maglia, ma la sua permanenza resta incerta: il PSG valuta il suo cartellino 55 milioni di euro, cifra che complica un possibile riscatto da parte dei bianconeri. Infine, il destino di Vlahovic rimane incerto. Il suo rinnovo è in bilico e, se non accetterà una riduzione salariale, potrebbe lasciare la Juventus al termine della stagione.

Mercato Lazio, un attaccante nel mirino! L’identikit del nuovo obiettivo dei biancocelesti

Mercato Lazio, un attaccante nel mirino! Ecco l’identikit del nuovo obiettivo dei biancocelesti per la prossima stagione

Il calciomercato Lazio non è ancora ufficialmente iniziato, ma l’atmosfera è già rovente, come se fosse un fuoco acceso dalla curiosità e dall’ambizione. La dirigenza biancoceleste è al lavoro per rafforzare la squadra guidata da Baroni, con l’obiettivo di renderla più competitiva nelle prossime stagioni.

Tra le priorità del club c’è l’acquisto di un nuovo centravanti, e uno dei nomi più interessanti è quello di Arnaud Kalimuendo, attaccante del Rennes, protagonista di una stagione brillante in Ligue 1 con 17 gol all’attivo. Il giovane bomber, classe 2002, ha un valore di mercato stimato intorno ai 25 milioni di euro e il suo profilo ha attirato l’interesse non solo della Lazio, ma anche dell’Olympique Marsiglia, aumentando la concorrenza per un eventuale trasferimento in Serie A.

Cagliari, infortunio Luperto: novità per il Venezia, cosa filtra

Le ultime sulle condizioni fisiche di Sebastiano Luperto, difensore del Cagliari, in vista del prossimo impegno dei rossoblù. I dettagli

Arrivano novità importanti sulle condizioni fisiche di Sebastiano Luperto in vista di Cagliari-Venezia di Serie A. Secondo quanto riportato nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, il difensore sembrerebbe infatti pronto a tornare in campo.

Nell’ultima sfida contro il Como era rimasto in panchina in via precauzionale per 90 minuti a causa di un fastidio muscolare che dovrebbe aver superato.

Pierino Prati, il figlio Cristiano: «É stato un grande bomber, a Liedholm ha detto questo. Alla Juve ha segnato 6 gol. E Nereo Rocco lo ha scambiato per un cantante…»

Le parole di Cristiano Prati, figlio dell’ex calciatore del Milan, sui ricordi del padre nel mondo del calcio. Tutti i dettagli in merito

Pierino Prati è stato un grande bomber del Milan nell’epoca di Gianni Rivera. A raccontarlo su La Gazzetta dello Sport c’è il figlio Cristiano, in un’intervista piena do ricordi e testimonianze del calcio di una volta.

PIERINO LA PESTE – «Il mio Bomber, l’idolo della mia infanzia. Un uomo meraviglioso che ha fatto cose meravigliose».
CHE PADRE ERA – «Buono, gentile, delicato. Con la sua correttezza e umiltà mi ha insegnato i valori della vita. Poteva tirarsela, fare il grande personaggio, è invece sempre rimasto una persona semplice. Come la sua famiglia, i miei nonni».
L’INFANZIA – «Erano tre fratelli: Renzo, Bruno e lui. Caratteri diversissimi. Zio Renzo ha fatto un po’ il portiere, il vero fanatico del calcio era papà. Giocava dappertutto, da mattina a sera. Anche nei fienili. Si tuffava di testa, faceva le rovesciate sulla paglia per cadere meglio di schiena. A dodici anni lo hanno portato in moto al Milan, lo hanno preso. Gli allenatori delle giovanili erano Nello Cattozzo e Nils Liedholm. E lui, sfacciato, si è presentato così: “Io diventerò un grande attaccante, faccio gol con tutti e due i piedi e di testa. L’Inter mi sta pressando per andare con loro, ma voi avete una grossa fortuna: io sono tifoso milanista”. Una sera a San Siro era in programma un’amichevole Milan-Juve. Prima fanno giocare i ragazzini, provino ok: Pierino segna sei gol».
NEREO ROCCO – «Luglio 1967, papà Pierino, di ritorno da Savona, si presenta per la prima volta nel ritiro del Milan. Un dirigente accompagnatore dice al Paron: “Signor Rocco, questo è Pierino Prati”. Rocco lo squadra perplesso. Pierino ha 20 anni, i capelli lunghi, camicia rosa e pantaloni a zampa d’elefante, moda del periodo. Rocco fa una smorfia: “Ciò, questo xe un cantante, non un zogador. Via, via”. Poi lo richiama: “Vieni qua, dai mona, scherzo”».

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