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Calciomercato Cremonese, Zerbin colpo possibile? L’indiscrezione

Calciomercato Cremonese: Alessio Zerbin vicino alla maglia grigiorossa

Il calciomercato della Cremonese entra nel vivo e un nuovo nome si avvicina concretamente alla rosa allenata da Davide Nicola. Si tratta di Alessio Zerbin, esterno offensivo di proprietà del Napoli, il cui futuro sembra ormai destinato a tingersi di grigiorosso.

Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, uno dei massimi esperti di mercato, il Pisa si è defilato nella corsa al giocatore a causa del mancato accordo con l’entourage dell’ex Frosinone. Questo scenario apre la strada proprio alla Cremonese, che ora può muoversi senza concorrenti di rilievo per assicurarsi le prestazioni del classe 1999.

Zerbin è un profilo molto interessante nel panorama del calcio italiano: ala destra duttile, veloce e dotata di buona tecnica, capace di adattarsi a più ruoli nel tridente offensivo. Dopo l’esperienza al Napoli e le precedenti in Serie B con buoni risultati, è pronto a rilanciarsi con continuità, cercando una piazza ambiziosa dove poter essere protagonista. La Cremonese, impegnata in un progetto di crescita mirato al ritorno in Serie A, rappresenta per lui una grande opportunità.

In questo contesto, il calciomercato della Cremonese si conferma ancora una volta molto attivo e strategico. Dopo alcuni arrivi mirati e l’inserimento di profili giovani ma già pronti per la categoria, l’eventuale arrivo di Zerbin aggiungerebbe qualità e imprevedibilità al reparto offensivo.

L’operazione con il Napoli è in fase avanzata e i dirigenti grigiorossi stanno lavorando per definire gli ultimi dettagli. Non è escluso che si tratti di un prestito con diritto di riscatto, soluzione che potrebbe soddisfare tutte le parti coinvolte: il giocatore avrebbe modo di giocare con continuità, il Napoli manterrebbe il controllo sul cartellino e la Cremonese aggiungerebbe un elemento di valore alla propria rosa.

Con l’avvicinarsi della nuova stagione, cresce l’attesa tra i tifosi per i prossimi colpi di mercato. E se l’affare Zerbin dovesse concretizzarsi, sarebbe un chiaro segnale delle ambizioni del club. Il calciomercato Cremonese continua a sorprendere, e i prossimi giorni potrebbero regalare ulteriori novità.


Calciomercato Milan, occhi puntati su quel giocatore (e possibile offerta rossonera in arrivo). Le ultime

Calciomercato Milan: occhi su Zachary Athekame, giovane talento dello Young Boys

Il Calciomercato Milan continua a muoversi anche sul fronte dei giovani prospetti internazionali. Secondo quanto riportato dal giornalista Matteo Moretto, i rossoneri hanno messo nel mirino Zachary Athekame, terzino destro classe 2004 attualmente in forza allo Young Boys, uno dei club più importanti del campionato svizzero.

Il Milan avrebbe già presentato una prima offerta da circa 7 milioni di euro, ma la società svizzera valuta il giocatore intorno ai 10 milioni, una cifra che potrebbe salire in caso di ulteriori interessamenti. In Serie A, infatti, anche Udinese e Bologna avrebbero chiesto informazioni sul giocatore, con i friulani che sembrano in vantaggio grazie ai contatti avviati da tempo.

Il profilo di Athekame è quello di un talento ancora in fase di sviluppo ma già seguito con attenzione dagli scout europei. Nato in Danimarca il 13 dicembre 2004, ha mosso i primi passi in diversi club minori prima di approdare al Neuchâtel Xamax, dove ha debuttato tra i professionisti. A gennaio 2024 è stato acquistato a titolo definitivo dallo Young Boys, che però lo ha lasciato in prestito a Neuchâtel fino a fine stagione.

Il debutto ufficiale con lo Young Boys è arrivato il 28 luglio 2024 in Super League, nella sfida contro il San Gallo. Da lì in poi, Athekame ha collezionato ben 43 presenze nella stagione 2024-2025, segnando anche una rete in Coppa di Svizzera contro il Zurigo. Ha già esordito anche in Champions League, partendo titolare il 17 settembre contro l’Aston Villa, a dimostrazione della fiducia che il club svizzero ripone in lui.

Fisicamente imponente (alto 1,80 m), Athekame è un terzino molto abile in fase offensiva, dotato di buona corsa e tecnica. Tuttavia, deve ancora migliorare nella fase difensiva, soprattutto nella marcatura e nella lettura tattica. È un prospetto interessante, ma resta da capire se sia già pronto per un club ambizioso come il Milan, considerando che finora ha giocato solo in Svizzera.

Al momento non risulta esserci una trattativa concreta tra Milan e Young Boys, ma il calciomercato Milan è in pieno fermento. Con una valutazione di circa 5 milioni secondo Transfermarkt, Athekame potrebbe rappresentare un investimento a medio termine, alternativo a profili più costosi come Doué, valutato ben 30 milioni.

Calciomercato Inter, si punta su Adeyemi per rinforzare la squadra? La nuova mossa dei nerazzurri

Calciomercato Inter: occhi su Adeyemi in attesa della svolta Lookman. La situazione attuale

Il Calciomercato Inter entra in una fase strategica per il rafforzamento del reparto offensivo. In attesa di sviluppi decisivi nella trattativa con l’Atalanta per Ademola Lookman, la dirigenza nerazzurra continua a monitorare con attenzione profili alternativi. Tra questi, come riportato da Sport Mediaset, spicca il nome di Karim Adeyemi, giovane talento del Borussia Dortmund.

Adeyemi, classe 2002, è un attaccante tedesco di origini nigeriane che ha attirato l’attenzione dell’Inter grazie alla sua duttilità e al suo potenziale. Capace di giocare su entrambe le fasce e come seconda punta, il giocatore è noto per la sua velocità, il dribbling secco e la capacità di colpire in campo aperto. Nonostante una stagione altalenante con il Dortmund, Adeyemi resta un profilo di grande valore e ambizione.

Nel contesto del calciomercato Inter, l’interesse per Adeyemi nasce proprio dalla necessità di non farsi trovare impreparati nel caso in cui la pista Lookman dovesse complicarsi ulteriormente. L’attaccante del Borussia Dortmund è seguito anche da altri club italiani come Napoli e Juventus, ma al momento la richiesta economica del club tedesco – intorno ai 40 milioni di euro – rappresenta un ostacolo concreto per qualsiasi trattativa.

La dirigenza interista, pur apprezzando molto il talento di Adeyemi, dovrà fare i conti con il budget disponibile e con eventuali cessioni per finanziare operazioni in entrata. Il calciomercato dell’Inter è infatti improntato alla sostenibilità, e ogni movimento viene valutato con estrema attenzione anche in relazione alle linee guida dettate dalla proprietà.

Nonostante non ci siano ancora trattative ufficiali con il Borussia Dortmund, l’attenzione riservata ad Adeyemi conferma quanto l’Inter, in questa sessione di mercato, voglia mantenere alta la qualità delle alternative a disposizione di Cristian Chivu. L’attaccante tedesco rispecchia l’identikit ideale: giovane, esplosivo, e perfettamente compatibile con il sistema offensivo nerazzurro.

Il calciomercato Inter rimane quindi aperto a diversi scenari. Mentre la trattativa con l’Atalanta per Lookman resta in primo piano, la società continua a lavorare sotto traccia su piste parallele. Da Viale della Liberazione trapela prudenza, ma anche la volontà di cogliere ogni opportunità utile a rafforzare la squadra in vista della nuova stagione.

Roma, ufficiale un altro colpo per Gasperini: il comunicato

Roma, ufficiale un altro colpo per Gasperini: il comunicato. La squadra giallorossa si continua a rinforzare… Arriva il giovane difensore

La Roma piazza un colpo in prospettiva e rinforza la propria difesa con un talento italiano. Daniele Ghilardi, difensore centrale classe 2003, è ufficialmente un nuovo giocatore giallorosso. L’operazione, conclusa con l’Hellas Verona, si inserisce perfettamente nella nuova linea programmatica del club: investire su giovani di potenziale, con esperienza già maturata in Serie A e preferibilmente italiani, per costruire una solida base per il futuro della squadra.

Ghilardi è reduce da una stagione da protagonista con la maglia del Verona, dove si è imposto come uno dei giovani più interessanti del campionato nel suo ruolo, collezionando 24 presenze e dimostrando maturità e affidabilità nonostante la giovane età. La sua firma rappresenta per la Roma non solo l’aggiunta di un’alternativa valida nel pacchetto arretrato, ma anche un investimento a lungo termine, come testimonia la durata del contratto.

Il suo arrivo a Trigoria sarà inoltre facilitato dalla presenza di volti già noti. Ghilardi, infatti, ha condiviso il percorso nelle nazionali giovanili con Tommaso Baldanzi e Niccolò Pisilli, con cui ha disputato i recenti Europei Under 21. Questo legame preesistente è un fattore che potrà accelerare senza dubbio il suo inserimento nel gruppo. L’annuncio è stato dato dal club con una nota pubblicata sui propri canali ufficiali.

IL COMUNICATO – L’AS Roma è lieta di annunciare l’acquisto di Daniele Ghilardi dall’Hellas Verona. Il difensore classe 2003 arriva in giallorosso dopo aver collezionato 24 presenze in Serie A nella stagione 2024-25.  Cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina, Ghilardi ha poi proseguito il proprio percorso professionistico con le maglie del Mantova, della Sampdoria e del Verona. Daniele ha inoltre rappresentato l’Italia in diverse selezioni giovanili, prendendo parte al Mondiale Under 20 del 2023, in cui la nostra rappresentativa ha raggiunto la finale e ai recenti Europei Under 21 in Slovacchia, disputati insieme ai romanisti Baldanzi e Pisilli.  Il calciatore ha firmato un contratto fino al 2030. Ghilardi indosserà la maglia numero 87. Benvenuto alla Roma, Daniele!

Scamacca: «Contento di essere definitivamente ritornato. Atalanta, sono pronto!»

Gianluca Scamacca ritorna al goal contro il Lipsia: un successo importante per l’Atalanta all’insegna della fiducia

Ai canali ufficiali dell‘Atalanta, il centravanti dell’Atalanta Gianluca Scamacca ha voluto commentare così la vittoria contro il Lipsia dove addirittura ha segnato un grande goal.

PAROLE POST GARA – «Sono molto contento di essere ritornato. Ho sofferto tanto e ho lavorato tanto per ritornare qui e mi hanno fatto maturare. Goal? Devo ancora migliorare, ma ho avuto delle sensazioni buone. Non vedo l’ora di cominciare al meglio la nuova stagione dell’Atalanta»

Juric carica l’Atalanta: «Contento per la vittoria. Vedo un gruppo che lavora e su Scamacca dico…»

Le dichiarazioni di mister Ivan Juric dopo la vittoria della sua Atalanta contro il Lipsia: tra soddisfazione e voglia di fare bene

Ai canali ufficiali dell‘Atalanta, mister Ivan Juric ha voluto commentare così la vittoria della sua Dea contro il Lipsia: tra soddisfazione, voglia di lavorare e ovviamente ambizione.

PAROLE POST GARA – «Ho visto tanti spunti positivi dove possiamo anche crescere, ma sono molto contento. Volevamo lavorare molto sui carichi di lavoro dove la priorità è essere tutti pronti nella maniera migliore. Sono contento che questa Atalanta abbia una grande cultura del lavoro. Scamacca? Ha fatto un grande goal e si sta allenando alla grande: spero che per lui sia solo. Per come vive l’Atalanta il nostro popolo non mi sorprendo che oggi siano stati presenti. I ragazzi lavorano bene. A Bergamo sto avendo buonissime impressioni»

Inter, fiducia per Lookman ma spunta un’alternativa in Premier League: Nkunku

Inter, nonostante l’ottimismo e la fiducia per l’arrivo di Lookman in nerazzurro, la società guarda le alternative: piace Nkunku

La pista Xavi Simons è ormai sfumata: il talento olandese, in orbita PSG, è a un passo dal Chelsea e non sarà uno dei nomi su cui l’Inter potrà contare per rinforzare il proprio reparto offensivo. Il club nerazzurro resta però concentrato sull’obiettivo principale: Ademola Lookman, protagonista della scorsa stagione con l’Atalanta.

La trattativa con la Dea non si è ancora sbloccata. L’Inter ha presentato un’offerta complessiva da 45 milioni di euro, ma a Viale della Liberazione non è andata giù la risposta della dirigenza bergamasca: rifiuto secco, ma senza indicare una cifra precisa per chiudere. Un atteggiamento che ha infastidito l’ambiente interista, deciso a non fare rilanci “al buio”.

La strategia ora è chiara: attendere un segnale forte dal giocatore. Un primo indizio è già arrivato: Lookman ha rimosso ogni riferimento all’Atalanta dai suoi profili social, un gesto che in Viale della Liberazione è stato letto come un’apertura. Nei prossimi giorni potrebbero esserci nuovi contatti per riaprire il dialogo con l’Atalanta, ma l’Inter non ha intenzione di farsi tirare in una lunga telenovela.

Nel frattempo, si valutano le alternative sul mercato. Tra i tanti nomi circolati, uno dei profili più affini a Lookman dal punto di vista tecnico è Christopher Nkunku. Il francese classe ’97 è passato lo scorso anno dal Lipsia al Chelsea per 65 milioni di euro più bonus, ma la sua prima stagione in Inghilterra è stata condizionata da diversi problemi fisici.

Al momento, i Blues non sembrano intenzionati a cedere il giocatore in prestito, ma i contatti con l’entourage del fantasista – secondo L’Équipe – restano vivi. L’ingaggio elevato e il costo dell’operazione rendono però Nkunku una soluzione complicata, da considerare solo in caso di rottura definitiva con Lookman.

L’Inter resta quindi alla finestra, con fiducia ma anche con la necessaria prudenza: il tempo delle offerte è finito, ora tocca ai segnali.

Erlić saluta il Bologna: addio alla Serie A, vola in Danimarca al Midtjylland

Martin Erlic lascia il Bologna e la Serie A e vola in Danimarca: accordo raggiunto con il Midtjylland, i dettagli

Martin Erlić cambia maglia e campionato. Il difensore lascia il Bologna e la Serie A per trasferirsi ufficialmente al Midtjylland, club danese protagonista nelle coppe europee. Una scelta che chiude un’avventura durata appena una stagione in rossoblù e apre un nuovo capitolo lontano dall’Italia.

A dare l’annuncio è stata Sky Sport, che ha svelato i dettagli dell’operazione: il Bologna incasserà 5 milioni di euro, a cui si aggiungerà un milione di bonus legato ai risultati sportivi, mentre Erlić ha già accettato un contratto quinquennale con la società di Herning, con scadenza al 2029. Un progetto tecnico ambizioso per il centrale classe 1998, che vuole rilanciarsi dopo una stagione complicata.

Erlić era arrivato a Bologna nell’estate del 2024, acquistato dal Sassuolo per 7 milioni di euro, forte di buone stagioni in Emilia e di una chiamata in Nazionale maggiore. Ma sotto la guida di Vincenzo Italiano, il croato non è mai riuscito a conquistare un ruolo da protagonista. Il bilancio parla chiaro: solo 8 presenze in Serie A, di cui 5 da titolare, più 2 apparizioni in Coppa Italia e una in Champions League, per un totale di 436 minuti disputati nell’intera stagione.

Un bottino ridotto, che ha spinto giocatore e società a cercare una soluzione per separarsi. Il Midtjylland ha mosso i passi giusti, proponendo un progetto da titolare e un contratto lungo, mentre il Bologna ha colto l’occasione per liberare spazio in rosa e monetizzare un’uscita.

Con questo trasferimento, Erlić lascia il calcio italiano dopo quasi dieci anni, tra giovanili, prestiti e affermazione in Serie A. Ora proverà a rilanciarsi in Danimarca, in un campionato meno competitivo ma con buone vetrine europee. Un’occasione per tornare protagonista e magari rientrare nel giro della nazionale croata.

Sebastiano Esposito verso Cagliari: prestito con diritto di riscatto, si avvicina la chiusura con l’Inter

Sebastiano Esposito sempre più vicino al Cagliari: i rossoblù trattano con l’Inter, ecco la formula per convincere i nerazzurri

Sebastiano Esposito sta per lasciare nuovamente l’Inter per continuare la sua carriera in Serie A. Dopo il prestito a Empoli, concluso con la retrocessione della squadra, l’attaccante nerazzurro è vicino a un accordo con il Cagliari.

Secondo quanto riferito da Sky Sport, l’intesa con il club sardo è molto vicina e la formula dell’operazione dovrebbe essere un prestito con diritto di riscatto. Il Cagliari prenderà Esposito in prestito per un anno, con la possibilità di riscattarlo al termine della stagione. I dettagli economici non sono ancora stati resi noti.

Esposito avrà buone possibilità di giocare titolare nel Cagliari, cosa che al momento sarebbe difficile all’Inter, dove la concorrenza in attacco è elevata con nomi come Lautaro Martinez, Thuram e l’eventuale arrivo di Lookman. Al Cagliari, guidato da Fabio Pisacane, potrà mettere in mostra la sua duttilità tattica, giocando sia da seconda punta — il suo ruolo naturale — sia da falso nove, come già sperimentato nella scorsa stagione a Empoli.

Nel corso della stagione 2022-2023 con l’Empoli, Esposito ha collezionato 37 presenze tra campionato e Coppa Italia, realizzando 10 gol e fornendo 2 assist. Nonostante il buon rendimento personale, la squadra è retrocessa in Serie B.

Dopo il ritorno dall’esperienza toscana, Esposito ha partecipato al Mondiale per Club con l’Inter, giocando quattro partite senza segnare, ma acquisendo esperienza in una competizione internazionale.

Adesso è pronto a ripartire con il Cagliari, cercando di dimostrare ancora una volta il suo valore in Serie A e consolidare il suo percorso di crescita.

Il Torino punta su Giovanni Simeone: accordo con il giocatore, si tratta col Napoli

Il Torino ha scelto Giovanni Simeone per rinforzare l’attacco: intesa raggiunta con il Cholito, ora si tratta con il Napoli

Il Torino lavora per rinforzare l’attacco e ha messo nel mirino Giovanni Simeone. Secondo quanto riportato da Sky Sport, il club granata avrebbe già raggiunto un accordo di massima con l’attaccante argentino sull’ingaggio. Il prossimo passo sarà trovare un’intesa con il Napoli, che valuta il cartellino del Cholito tra i 7 e gli 8 milioni di euro.

Simeone piace anche al Pisa, ma il club di De Laurentiis non sembra intenzionato a fare barricate. L’operazione, quindi, è ben avviata, e il Torino è fiducioso di poter chiudere positivamente la trattativa.

I granata stanno accelerando per consegnare a Marco Baroni una rosa il più possibile completa in vista dell’inizio della stagione. Lo ha confermato anche il presidente Urbano Cairo, intervenuto in conferenza stampa nella giornata di ieri: «Oggi abbiamo le coppie ovunque, a parte il terzino sinistro e l’esterno destro, più un altro calciatore. Se non è il 90%, è l’88».

Quel “altro calciatore” sarebbe proprio Simeone, profilo ritenuto ideale per completare il reparto avanzato insieme a Zapata, Okereke e Pellegri.

Prima di affondare il colpo in via definitiva, però, il Torino vuole sbloccare la cessione di Antonio Sanabria, in uscita dal progetto tecnico. L’attaccante paraguaiano è nel mirino di diverse squadre di Serie B, in particolare della Cremonese, che ha già manifestato interesse concreto.

Con la partenza di Sanabria e l’arrivo del Cholito, il Torino darebbe una svolta netta al proprio reparto offensivo: più profondità, più fisicità, ma anche una dose di garra sudamericana che con Baroni potrebbe fare la differenza.

I prossimi giorni saranno decisivi: il dialogo con il Napoli è aperto, i rapporti tra le società sono buoni e l’affare potrebbe chiudersi prima della partenza per il ritiro in Germania.

PSG multato dopo la finale di Champions: 148.000 euro e rischio trasferta vietata

PSG: multa salatissima da parte della UEFA dopo i comportamenti dei tifosi parigini in occasione della finale di Champions League vinta contro l’Inter

Il trionfo del PSG nella finale di Champions League contro l’Inter, vinta con un clamoroso 5-0, porta con sé anche uno strascico disciplinare pesante. La UEFA, tramite il suo Comitato di Controllo, Etica e Disciplina (CEDB), ha infatti sanzionato duramente il club francese per il comportamento dei propri tifosi durante la finale.

La multa complessiva inflitta al Paris Saint-Germain ammonta a 148.000 euro, suddivisi in diverse voci legate a episodi di disordine e violazioni regolamentari da parte del tifo parigino. Le principali infrazioni contestate sono:

  • 100.000 euro per invasione di campo e accensione di fuochi d’artificio;
  • 30.000 euro per lancio di oggetti;
  • 10.000 euro per trasmissione di un messaggio non adatto a un evento sportivo e per aver arrecato discredito alla UEFA;
  • 8.000 euro per atti di danneggiamento.

Oltre alla sanzione economica, il PSG dovrà anche fare i conti con una misura punitiva potenzialmente più gravosa: il divieto di vendere biglietti ai propri tifosi per la prossima trasferta in una competizione UEFA. Questa sanzione, tuttavia, è sospesa con condizionale per due anni: ciò significa che sarà applicata solo in caso di ulteriori infrazioni simili nel medesimo arco temporale.

A chiarire questo meccanismo è la stessa UEFA, che ricorda come le sanzioni sospese con condizionale non siano immediatamente esecutive, ma possano entrare in vigore «se viene commessa un’ulteriore infrazione della stessa natura durante il periodo di sospensione» (Articolo 26(3) del Regolamento Disciplinare).

Nel medesimo provvedimento, anche l’AIK Stoccolma è stato sanzionato con 30.000 euro di multa per il comportamento dei propri tifosi durante la gara di Conference League contro il Paide Linnameeskond.

Un monito chiaro da parte dell’organismo UEFA, che ribadisce la propria tolleranza zero verso episodi di violenza, disordine o comportamenti non conformi agli standard delle competizioni europee.

Julio Cesar: «L’Avvocato mi diceva di giocare in allegria. Bremer è come Kohler, non come me. Douglas Luiz? Dico questo. E per lo scudetto non è la Juve la favorita ma un mio ex compagno»

Le parole di Julio Cesar, ex difensore della Juve, sul connazionale Gleison Bremer e sugli altri elementi della rosa bianconera

Un difensore brasiliano con la “garra” di uno stopper tedesco e la classe di un regista. Júlio César è stato un pilastro della Juventus di Trapattoni all’inizio degli anni ’90, un centrale elegante e tecnico che ha guidato la difesa bianconera alla conquista della Coppa UEFA nel 1993. La sua storia, però, è legata a un destino beffardo: passato al Borussia Dortmund, ha alzato al cielo la Champions League nel 1997 proprio in finale contro la sua ex squadra, in una notte indimenticabile per i tedeschi e amarissima per i tifosi juventini. Oggi l’ex difensore parla con La Gazzetta dello Sport, riapre l’album dei ricordi e analizza la Juventus di oggi, con uno sguardo critico ma sempre affettuoso.

IL PARAGONE CON BREMER – «È un bel difensore, ma ha caratteristiche differenti dalle mie: io ero più tecnico e abile a uscire da dietro palla al piede. Bremer è più duro e simile al mio ex compagno Kohler».

L’IMPORTANZA DEL RIENTRO DEL BRASILIANO – «Il suo rientro vale come un grande colpo, ma adesso a Tudor servirebbe anche un centrale come ero io per completare il reparto. La crescita di Bremer in questi anni di Serie A mi ha stupito positivamente, è maturato molto. Nel Brasile c’è parecchia concorrenza, però di sicuro Ancelotti avrà un occhio di riguardo per l’Italia».

IL CASO DOUGLAS LUIZ – «Mi è dispiaciuto perché un episodio negativo può chiudere le porte all’arrivo di altri connazionali in futuro. Io non ho faticato a fare il brasiliano a Torino, anzi… Non ero uno che usciva molto e il trasferimento al Borussia Dortmund è stata una decisione molto sofferta. Alla Juventus stavo benissimo: l’Avvocato Agnelli mi diceva di giocare sempre in allegria. Alla fine, però, è andata bene: l’offerta dei tedeschi era vantaggiosa e con loro ho vinto la Champions proprio in finale contro i miei ex compagni».

IL PIÙ “BRASILIANO” DELLA JUVE DI OGGI – «Yildiz ha colpi da Seleçao, però andiamoci piano con i paragoni. Il 10 della mia Juventus era Roby Baggio, il miglior italiano della storia. A Torino ho vinto la Coppa Uefa, peccato non essere riuscito a conquistare lo scudetto. Ma in quegli anni il Milan aveva Van Basten, Gullit, fuoriclasse veri. L’attaccante che soffrivo più di tutti, però, era George Weah».

LA LOTTA SCUDETTO – «Non la vedo facile. Il favorito è sempre il mio ex compagno Conte, uno dei 5-6 migliori allenatori del mondo».

Andrea Sottil: «Modena, non ci nascondiamo. So di poter stare tra i migliori. Il mio 3-5-2 e l’obiettivo della stagione»

Le parole di Andrea Sottil, tecnico del Modena, sulle ambizioni degli emiliani per la prossima stagione di Serie B

Un esordio che sa di destino, un mercato quasi completo e un’ambizione che non si nasconde. Andrea Sottil è pronto a guidare il suo Modena in una stagione di Serie B che si preannuncia tanto competitiva quanto affascinante. Il calendario gli ha subito riservato una sfida del cuore, il debutto a Marassi contro la sua ex Sampdoria, ma il tecnico piemontese guarda avanti, forte di una squadra costruita in anticipo e secondo le sue idee. Su La Gazzetta dello Sport Sottil analizza il percorso che attende i canarini, tra la consapevolezza di dover lottare con corazzate come Palermo e le retrocesse dalla A, e la ferma volontà di essere protagonisti fino alla fine.

LA PREPARAZIONE E IL MERCATO – «Grazie alla società ho potuto fare il ritiro con la squadra quasi al completo, abbiamo fatto gruppo e portato avanti bene la condizione fisica, mettendo dentro i miei principi di gioco. Le mie idee combaciano con quelle della società, credo che saremo molto competitivi».

IL SUO 3-5-2 – «Contano occupazione degli spazi e sviluppo del gioco con determinati principi. Inizieremo le partite in un modo e le finiremo in un altro».

L’OBIETTIVO PLAYOFF – «Non ci nascondiamo. Meglio tenere profilo basso, però sappiamo di poter stare tra i migliori».

IL RAPPORTO CON IL PRESIDENTE RIVETTI – «Molto bene. Quando mi ha detto che suo nonno aveva costruito il Filadelfia, lo stadio dove sono cresciuto a Torino, mi sono emozionato. Il presidente ha un grande carisma. Poche parole, vedo la determinazione in quello in cui crede. È ambizioso e io pure, voglio tornare in A e quindi siamo in sintonia».

IL BILANCIO DELLA CARRIERA – «Da calciatore penso di aver fatto il massimo, malgrado gli infortuni, ma mi sono divertito. Allenare però mi piace di più, credo di aver fatto il percorso giusto, con tanta gavetta. Magari qualche scelta l’ho sbagliata, ma fa parte del percorso».

L’OBIETTIVO PERSONALE – «Vincere un campionato a questo punto ci vorrebbe. Se mi dicessero che l’unico modo per tornare in A sarà vincere con il Modena? Sarò prontissimo».

Juve-Reggiana 2-2, Tudor: «Buon test, ora pronti per la Germania; Bremer? Contento per il suo ritorno»

Le parole di Igor Tudor, tecnico della Juve, dopo il pareggio nell’amichevole dei bianconeri contro la Reggiana

Amichevole in parità per i bianconeri – Finisce 2-2 il test di oggi tra Juve e Reggiana. In evidenza Conceição, autore del momentaneo 1-1 nel primo tempo, e Vlahovic, a segno nella ripresa tra le voci di mercato. A fine gara, Igor Tudor ha analizzato così la prestazione e i prossimi passi della squadra.

UN TEST UTILE, NONOSTANTE LA STANCHEZZA – «Quello di oggi è stato un bel test per noi, si è sentito il volume dell’allenamento fatto in settimana e di conseguenza c’è stata ovviamente tanta stanchezza».

CONDIZIONE FISICA IN CRESCITA E IL RITORNO DI BREMER – «Fisicamente – come è normale che sia in questo momento – qualcuno è un po’ più avanti e qualcuno è un po’ più indietro: quello di oggi è stato un allenamento molto utile. Sono contento per il ritorno di Gleison, sicuramente ci vorrà un po’ di tempo e gli servirà giocare delle partite per tornare ai suoi livelli. Sono soddisfatto di questi primi giorni di allenamento».

BUON INSERIMENTO DEI NUOVI, ORA LA GERMANIA – «Ci sono stati carichi di lavoro importanti, i nuovi arrivati si sono inseriti subito molto bene: nella squadra c’è grande applicazione e voglia di fare le cose nel migliore dei modi. Adesso siamo pronti alla seconda parte della preseason che faremo in Germania; fra tre settimane si comincia ufficialmente e lavoreremo duramente».

Roma, caso Pellegrini: fuori dal ritiro e fuori dai piani?

Roma, c’è un caso Pellegrini? Il capitano giallorosso è fuori dal ritiro e anche dai piani di Gasperini? Le ultime

La nuova Roma targata Gian Piero Gasperini riparte senza il suo capitano. Lorenzo Pellegrini non è stato convocato per l’amichevole contro il Lens e neppure per il ritiro in Inghilterra. Il centrocampista resterà a Trigoria per proseguire il recupero dopo l’intervento chirurgico al tendine del retto femorale, eseguito a maggio in Finlandia. Un infortunio serio che lo tiene lontano dai campi da mesi e che richiederà ancora tempo: il suo rientro in gruppo è previsto non prima di fine agosto, mentre per rivederlo in partita si dovrà attendere dopo la sosta di settembre.

A complicare ulteriormente la situazione c’è stato anche un intervento di rinoplastica, effettuato proprio nei giorni del raduno. Il tempismo ha suscitato perplessità all’interno dell’ambiente giallorosso, tanto più che le parole di Gasperini in conferenza stampa sono suonate tutt’altro che concilianti: «Pellegrini? A tutti piaceva quel giocatore che segnava, ma oggi contano mentalità e spirito di squadra». Un messaggio chiaro, che sembra mettere in discussione il ruolo del numero 7 nel nuovo corso romanista.

Anche il club sembra interrogarsi sul futuro del giocatore. Il contratto di Pellegrini scade nel 2026, ma non risultano trattative in corso per un eventuale rinnovo. Il suo ingaggio da 6,5 milioni netti a stagione rappresenta un peso significativo sul bilancio, soprattutto dopo un’annata da appena due gol in 25 presenze.

Secondo gazzetta.it, la Roma avrebbe provato a offrirlo alla Juventus in uno scambio con McKennie, ma i bianconeri avrebbero risposto mostrando più interesse per Cristante. Napoli e Fiorentina, che si erano fatte avanti a gennaio, si sono già tirate indietro. Resta la pista araba, per ora poco gradita al giocatore.

Il rischio di arrivare al termine del contratto con un Pellegrini separato in casa è tutt’altro che remoto. E intanto, la nuova Roma comincia senza di lui.

Fiorentina, caccia al bomber: via Beltran, l’idea è Ioannidis

Fiorentina, caccia al bomber in attacco e i movimento di mercato dei violi: Beltran verso l’uscita, piace Ioannidis

La Fiorentina è al lavoro per completare il reparto offensivo in vista della prossima stagione. Dopo aver aggiunto qualità e alternative con Kean, Dzeko e Gudmundsson, il club viola vuole inserire anche un’altra prima punta per garantire profondità e varietà al gioco offensivo. Ma prima serve un’uscita. E il nome più caldo in uscita è quello di Lucas Beltran.

L’argentino, arrivato a Firenze con molte aspettative, non ha convinto del tutto e con l’arrivo di Pioli sembra destinato a trovare sempre meno spazio. Per questo la società è pronta a cederlo: il Flamengo si è fatto avanti con decisione e ha presentato un’offerta da 15 milioni di euro (12 più 3 di bonus), già accettata dalla dirigenza viola. Resta da convincere il giocatore, che finora ha preso tempo.

Una volta chiusa questa cessione, la Fiorentina potrà affondare il colpo per il suo nuovo attaccante. Il primo nome sulla lista è quello di Fotis Ioannidis, centravanti del Panathinaikos e della Nazionale greca, già sondato nei mesi scorsi. Classe 2000, fisico solido e buon senso del gol, rappresenta un profilo in linea con le caratteristiche cercate da Pioli: giovane ma con già una discreta esperienza internazionale, e un costo abbordabile — si parla di circa 15 milioni di euro.

In alternativa, restano aperte le piste a parametro zero. Due i nomi valutati con attenzione: Luuk De Jong, reduce da ottime stagioni con il PSV, e Dominic Calvert-Lewin, ex Everton, spesso frenato dagli infortuni ma con grande potenziale. Infine, c’è una pista giovane e italiana: Cristian Shpendi, classe 2003 del Cesena, già seguito con interesse nel mercato di gennaio.

Il piano è chiaro: liberare uno slot con la cessione di Beltran per poi inserire un nuovo terminale offensivo. L’identikit ideale? Giovane, fisico, abituato al gol. E il nome di Ioannidis, oggi più che mai, è tornato in cima alla lista.

Galliani verso il ritorno al Milan: ruolo di presidente? Ecco come potrebbe tornare in rossonero

Galliani potrebbe tornare al Milan? Per il dirigente la società pensa ad un ruolo speciale nell’ambito della dirigenza: ecco quale

Le voci su un clamoroso ritorno di Adriano Galliani al Milan stanno prendendo sempre più corpo. Negli ultimi giorni l’ex amministratore delegato rossonero, oggi alla guida del Monza, ha avuto un incontro riservato con Gerry Cardinale, proprietario del club attraverso il fondo RedBird, per discutere del suo possibile reintegro nei quadri dirigenziali del club milanese.

L’ipotesi iniziale, come riportato da TMW, era quella di affidare a Galliani la carica di presidente, ruolo oggi ricoperto da Paolo Scaroni, ma nelle ultime ore questa prospettiva sembra aver subito una frenata. Più concreta, invece, l’opzione che lo vede come superconsulente rossonero: una figura di alto profilo, esterna rispetto all’organigramma sportivo, ma con grande influenza nei tavoli istituzionali e strategici.

Secondo quanto filtra, Galliani non si occuperà di calciomercato o della costruzione della rosa – ambito in cui il club ha già fatto le sue mosse affidandosi al nuovo direttore sportivo Igli Tare, che risponde all’amministratore delegato Giorgio Furlani – ma tornerà a occuparsi della rappresentanza del Milan nelle sedi che contano.

In particolare, Galliani potrebbe tornare a sedere in Lega Serie A, dove per anni è stato uno degli interlocutori più ascoltati e influenti, e contribuire al dossier nuovo stadio, tema tornato d’attualità tra i continui tira e molla su San Siro e la possibile costruzione di un impianto alternativo a San Donato.

Non solo istituzioni: nel disegno rossonero Galliani avrebbe anche un ruolo attivo nei rapporti con i media e nella gestione dell’immagine del club, forte di una rete di relazioni consolidata in oltre trent’anni di esperienza nel calcio italiano.

Il ritorno di Galliani – che non ha mai nascosto l’amore per il Milan – segnerebbe un ponte simbolico tra passato e futuro del club, e rappresenterebbe anche un gesto di continuità per una tifoseria in cerca di identità dopo le recenti rivoluzioni societarie.

Bologna, buona la prima: Immobile show e Levadiakos battuto 3-2

Bologna, show di Ciro Immobile contro i greci del Levadiakos: vincono i rossoblù 3-2 con una doppietta dell’ex Lazio

Prima uscita stagionale e primo successo per il Bologna di Vincenzo Italiano, che apre il proprio precampionato con una vittoria per 3-2 contro il Levadiakos, squadra della Super League greca. Un test importante per i rossoblù, utile per iniziare a mettere in pratica i primi principi del nuovo allenatore e valutare i tanti volti nuovi in rosa.

A prendersi la scena è stato senza dubbio Ciro Immobile, autore di una doppietta che ha indirizzato la gara nella ripresa. Il centravanti ex Lazio ha segnato al 47′ e al 62′, mostrando subito una buona intesa con i compagni e grande lucidità sotto porta. Un ottimo segnale per Italiano, che punta molto sulla voglia di rilancio del classe ’90.

Il Bologna, che ha ruotato parecchi uomini nel corso della partita, ha visto anche il debutto positivo di diversi nuovi innesti: tra questi Holm, Casale, Cambiaghi e Freuler, tutti impiegati dall’inizio. Bene anche Dallinga, entrato nella ripresa e autore del gol decisivo all’88′, pochi minuti dopo la rimonta del Levadiakos firmata da Layous, a segno su rigore al 78′ e poi ancora all’80′.

Nel complesso, una prova convincente per i rossoblù, che hanno mostrato buone trame offensive ma anche qualche disattenzione difensiva da limare. Da segnalare il primo match da titolare per il giovane portiere Garavelis tra i greci e l’arbitraggio affidato a Maria Sole Ferrieri Caputi.

Il tabellino

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Holm (46′ Posch), Casale, Lucumi (76′ Tomasevic), Lykogiannis; Freuler (83′ Nordvall), Ferguson; Orsolini (81′ Castaldo), Karlsson (67′ Dallinga), Cambiaghi; Immobile.
All.: Italiano.
A disp.: Ravaglia, Pessina, Pobega, Odgaard, Mazzetti.

LEVADEIAKOS (4-4-2): Garavelis; Tsapras, Liagas, Hanna, Vichos; Tshibola, Cokaj, Balzi, Kosti; Symelidis, Ozbolt.
All.: Papadopoulos.
A disp.: Anacker, Tsivelekidis, Filon, Katris, Manthatis, Kasemi, Pedrozo, Goumas, Verbic, Jallow.
Subentrati: Anacker, Tsivelekidis, Filon, Manthatis, Layous, Kasemi, Jallow.

ARBITRO: Ferrieri Caputi.

MARCATORI: 47′ Immobile (B), 62′ Immobile (B), 78′ Layous (rig.) (L), 80′ Layous (L), 88′ Dallinga (B).
AMMONITI: Filon (L).

Isak, asta tra big di Premier: Liverpool in vantaggio, ma lo United prepara il rilancio

Premier League, sfida tra Liverpool e Manchester United per Aleksander Isak: i Reds in vantaggio, ma i Red Devils pronti a rilanciare

In casa Newcastle continua a tenere banco il caso legato al futuro di Alexander Isak. L’attaccante svedese, corteggiato da settimane dal Liverpool, avrebbe ormai deciso: vuole cambiare aria e nel suo futuro vede principalmente i Reds, considerati la destinazione ideale per fare il salto definitivo.

Il club del Merseyside ha già fatto una prima mossa, presentando un’offerta importante da circa 140 milioni di euro, rispedita però al mittente dai Magpies, intenzionati a non cedere il loro bomber senza prima trovare un sostituto all’altezza. Il nome in cima alla lista è quello di Benjamin Sesko, centravanti sloveno in forza al Lipsia.

Ma non c’è solo il Liverpool. Come rivelato dal The Sun, anche il Manchester United si è inserito nella corsa per Isak. I Red Devils, impegnati nel rinnovamento offensivo dopo l’arrivo di Matheus Cunha dal Wolverhampton e Bryan Mbeumo dal Brentford, starebbero valutando diverse opzioni per l’attacco. La shortlist comprende tre nomi: Isak, Sesko e Ollie Watkins.

Il club di Old Trafford sarebbe pronto a fare sul serio per l’ex Real Sociedad: secondo la stampa inglese, lo United potrebbe avvicinarsi alla cifra richiesta dal Newcastle, ovvero 170 milioni di euro. Un’offerta-monstre che, se confermata, rischierebbe di stravolgere i piani del Liverpool e di trasformare la trattativa in una vera e propria asta da capogiro.

Ad oggi, però, il gradimento del giocatore sembra pendere ancora dalla parte di Slot e del suo progetto tecnico. L’incognita principale resta il tempo: quanto sarà disposto il Newcastle ad aspettare? E fino a che punto Liverpool e United saranno disposti a spingersi?

Una cosa è certa: Isak sarà uno dei nomi caldi dell’estate, e il suo futuro potrebbe innescare un effetto domino sul mercato degli attaccanti in tutta la Premier League.

Abodi sugli stadi: «Prigionieri di impianti dello scorso secolo: passiamo dalle parole ai fatti»

Le parole di Andrea Abodi, ministro dello sport, sul tema degli stadi e la necessità di modernizzare gli impianti italiani

Il ministro dello Sport e dei Giovani Andrea Abodi è intervenuto a Sky Sport durante il trofeo dedicato a Gigi Riva, commentando l’iter del decreto Sport e rilanciando la necessità di stadi moderni in vista degli Europei 2032. Il testo andrà in Senato lunedì e, ha assicurato Abodi, sarà operativo entro 48 ore. Ma soprattutto, sottolinea il ministro, è finito il tempo delle promesse: serve un cambio di passo concreto.

IL DECRETO SPORT – «Lo sport è in Costituzione da tempo, dobbiamo cercare di attuare la carta costituzionale. Stiamo portando avanti un lavoro con tutti i portatori d’interesse, dobbiamo cercare di rendere praticabile lo sport per tutti, accessibile a tutti. Vogliamo che lo sport italiano vinca, come sa fare, ma vogliamo occuparci sempre di più della scuola, dei luoghi disagiati. Questo è il senso del decreto, che passa anche attraverso i grandi eventi».

I TEMPI DELL’ITER – «Va in Senato lunedì, credo che in 48 ore uscirà il provvedimento e poi penseremo all’attuazione».

STADI E INFRASTRUTTURE, UNA PRIORITÀ – «Questi appuntamenti sono un ulteriore richiamo alla responsabilità. Abbiamo bisogno di impianti indipendentemente dagli eventi, i Paesi che si sviluppano passano attraverso il miglioramento delle infrastrutture. Noi siamo prigionieri di stadi dell’altro secolo: avendo l’opportunità del 2032, con gli Europei maschili, e del 2029 con quelli femminili, è arrivato il tempo dei fatti. Quello delle parole è passato: dobbiamo trasformare quell’eloquenza in fatti operativi».

COMMISSARIO – «Il commissario che verrà nominato avrà poteri significativi: non sarà invadente, ma incisivo, lavorerà con i sindaci e si metterà al servizio dei privati per far sì che le risorse private possano essere utilizzate per avere finalmente quello che vogliamo da decenni: stadi moderni, accessibili, umani, tecnologicamente avanzati. Non è difficile: gli altri l’hanno fatto, ora tocca a noi».

Politano: «Con Conte si corre, ma siamo pronti. De Bruyne ha portato entusiasmo»

Le parole di Politano: «Questo è il Napoli più forte di sempre? Probabilmente sì, ma lo dobbiamo dimostrare sul campo»

Matteo Politano ha fatto il punto sul precampionato del Napoli ai microfoni di Sky Sport. L’esterno azzurro ha parlato delle sue condizioni fisiche, dell’arrivo dei nuovi compagni e del ritorno in Champions League, con uno sguardo al lavoro quotidiano con Antonio Conte.

CONDIZIONI FISICHE – «Adesso sto bene, già da quando abbiamo ricominciato il ritiro ho ripreso con la squadra. Sono contento di essere rientrato il prima possibile, sto cercando di recuperare il tempo perso nel primo ritiro».

LE AMICHEVOLI ESTIVE – «Positive, sappiamo che è importante mettere minuti nelle gambe e queste amichevoli servono a questo, soprattutto per i nuovi, per farli entrare nei nostri meccanismi».

I NUOVI ARRIVATI – «C’è poco da dire, sono giocatori giovani ma esperti, soprattutto De Bruyne che ha portato entusiasmo e uno stile di gioco diverso. Siamo contenti di averlo con noi, gli altri ragazzi hanno portato entusiasmo nella squadra. Li abbiamo accolti al meglio».

DE BRUYNE PIÙ CALMO DI LUKAKU E MERTENS? – «Sì, è molto silenzioso, anche se è simpatico anche lui. Poi in campo è un campione assoluto, ma anche fuori».

LE PRIME IMPRESSIONI SU LUCCA – «Lorenzo è un giocatore importante, comunque ha struttura, ha stazza, è bravo a tenere tanti palloni. È un giocatore simile a Lukaku, fondamentale: è arrivato bene, si sta mettendo in gioco, sta cercando di assimilare le nostre giocate. Sappiamo l’importanza delle nostre prime punte, speriamo di metterli a nostro gioco».

È IL NAPOLI PIÙ FORTE IN CUI HAI GIOCATO? – «Potenzialmente sì, ma è il campo che lo dimostrerà. Abbiamo vinto due scudetti, sarà difficile ripetersi ma l’obiettivo minimo è competere per tutte e tre le competizioni».

RITORNO IN CHAMPIONS – «C’è grande entusiasmo nel tornare in Champions. Sappiamo di avere un organico per giocarcela con chiunque, siamo contenti del lavoro che stiamo facendo, della rosa, ora aspettiamo agosto per iniziare il campionato».

SU CONTE – «È sempre uguale, sempre carico a pallettoni. Tanta corsa e tanti allenamenti, sta bene ed è abbastanza sereno».

Calciomercato Inter: Lookman non è ancora off. Ma si pensa anche a lui

Calciomercato Inter: Lookman non è ancora off. Ma si pensa anche a lui in alternativa all’attaccante dell’Atalanta che resta nei pensieri

L’Inter continua a tenere il mirino puntato su Ademola Lookman, ma dopo il nuovo rifiuto da parte dell’Atalanta, inizia a ragionare su piani alternativi. La trattativa per l’esterno nigeriano si è trasformata in un braccio di ferro, con la Dea che non ha accettato neanche l’ultima offerta da 42 milioni più 3 di bonus, e ora il club nerazzurro è chiamato a valutare il da farsi.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, «la società non pensa di mollare il nigeriano», segno che la fiducia in un possibile rilancio non è del tutto svanita. Tuttavia, i dirigenti di Viale della Liberazione sanno che il tempo stringe e per non farsi trovare impreparati hanno iniziato a esaminare altri profili.

Tra i nomi circolati nelle ultime ore, spicca quello di Christopher Nkunku, fantasista francese classe 1997 attualmente al Chelsea. L’ex Lipsia è stato proposto, valutato attentamente e tenuto in stand-by dalla dirigenza nerazzurra. Il giocatore è apprezzato per duttilità e qualità, ma al momento resta defilato, soprattutto per i costi complessivi dell’operazione, tra ingaggio e formula d’acquisto.

Nkunku ipotesi complicata: l’Inter temporeggia in attesa di novità su Lookman

L’Inter, al momento, non ha avviato una trattativa concreta per Nkunku. Si tratta di un’idea che potrebbe prendere corpo solo se il dossier Lookman si chiudesse con un nulla di fatto. In questo senso, i prossimi giorni saranno decisivi: i nerazzurri attendono segnali dal giocatore e dalla Dea, ma non intendono restare fermi troppo a lungo.

Nkunku resta quindi una pista da monitorare, ma non ancora calda. L’intenzione della dirigenza è di chiudere l’estate con un innesto di spessore in attacco, ma solo a condizioni sostenibili, coerenti con i parametri fissati dal club.

Il piano A è ancora Lookman. Ma il tempo per attendere non è infinito.

Infortunio Bernardeschi, allarme parzialmente rientrato: il comunicato del Bologna

Infortunio Bernardeschi, allarme parzialmente rientrato: il comunicato del Bologna sulle condizioni del fantasista appena arrivato dal Canada

Tiro di schioppo, spavento e poi un cauto ottimismo. Il Bologna e i suoi tifosi possono tirare un sospiro di sollievo per le condizioni di Federico Bernardeschi. La grande paura, scatenatasi ieri durante l’amichevole contro la Vis Pesaro a Casteldebole, quando l’esterno è stato costretto a uscire per un infortunio al ginocchio, è stata parzialmente ridimensionata dal comunicato ufficiale diramato oggi dal club.

L’ex giocatore di Juventus e Fiorentina, che nel test di ieri aveva anche trovato il gol su rigore, si è sottoposto in mattinata agli esami strumentali del caso per valutare l’esatta entità del problema. Sebbene l’allarme iniziale fosse alto, gli accertamenti hanno escluso lesioni gravi, permettendo di definire un programma di recupero mirato che il giocatore inizierà immediatamente. Bernardeschi, grande colpo di questo calciomercato estivo per il Bologna, arrivato a titolo gratuito dai canadesi del Toronto, rappresenta una pedina fondamentale per l’attacco rossoblù e la sua assenza prolungata sarebbe stata una tegola pesante.

Ora la corsa contro il tempo è ufficialmente iniziata. La domanda che tutti si pongono è se Bernardeschi riuscirà a recuperare per l’esordio in Serie A. Mancano esattamente tre settimane alla prima giornata di campionato, che vedrà il Bologna impegnato nel difficile match casalingo contro la Roma, in programma sabato 23 agosto alle ore 20:45. Lo staff medico lavorerà per rimetterlo a disposizione, ma la prudenza è d’obbligo per evitare ricadute. Al momento, un suo impiego contro i giallorossi appare difficile, mentre sembra più probabile un rientro per la successiva sfida interna, quando al Dall’Ara arriverà il neopromosso Como. Il Bologna incrocia le dita, sperando di riavere il suo numero 10 il prima possibile.

IL COMUNICATO – «Federico Bernardeschi ha accusato nel corso dell’amichevole di ieri un lieve trauma distorsivo del ginocchio destro. Nei prossimi giorni svolgerà terapie e allenamento differenziato. I tempi di recupero sono di circa tre settimane».

Juventus-Reggiana 2-2: bianconeri imballati e fragili. Ma Vlahovic è ‘vivo’

Juventus Reggiana 2-2: bianconeri imballati e fragili. Ma Vlahovic è ‘vivo’ e segna il secondo gol, a segno anche Conceicao

La nuova Juventus di Igor Tudor inizia il suo precampionato con un pareggio casalingo per 2-2 contro una tenace Reggiana. In un test tipicamente estivo, con le gambe ancora imballate dai pesanti carichi di lavoro, i bianconeri hanno mostrato luci e ombre, passando in svantaggio, ribaltando il risultato e subendo il pareggio finale a causa di alcune disattenzioni difensive.

La notizia più importante della giornata, tuttavia, è il rientro in campo di Gleison Bremer. A trecento giorni dal grave infortunio al ginocchio subito a Lipsia, il difensore brasiliano è tornato al centro della difesa, mostrando subito la consueta grinta nei duelli e nei contrasti. Un recupero fondamentale per la retroguardia di Tudor. Il primo tempo ha visto anche l’esordio del nuovo bomber Jonathan David: l’ex Lilla si è mosso bene, sfiorando il gol in un paio di occasioni. A trovare la rete è stato però Francisco Conceição, bravo a pareggiare con un rasoterra preciso (23’) meno di un minuto dopo il gol a sorpresa di Girma per la Reggiana (22’), nato da un errore in impostazione della difesa juventina.

Nella ripresa, con una squadra completamente rinnovata, è stato Dušan Vlahović a prendersi la scena: al serbo sono bastati due minuti per firmare il sorpasso con una zampata sotto porta, dopo aver anche colpito una traversa. La Reggiana, però, non ha mollato e ha trovato il definitivo 2-2 al 70′ con un colpo di testa di Gondo, che ha approfittato di un’altra indecisione difensiva.

Sul fronte calciomercato, da segnalare le assenze di Douglas Luiz, Weah e Arthur, nemmeno in panchina e sempre più vicini all’addio. Dopo la partita, la Juventus è volata in Germania per un ritiro presso il quartier generale dell’Adidas fino al 9 agosto. Il prossimo test, ben più probante, è in programma il 10 agosto contro il Borussia Dortmund.

Dzeko: «Inter in finale di Champions? Chissà come sarebbe andata se fossi rimasto io»

Dzeko: «Inter in finale di Champions? Chissà come sarebbe andata se fossi rimasto io». Le parole dell’attaccante della Fiorentina

din Džeko è ufficialmente un nuovo giocatore della Fiorentina, segnando il suo ritorno in Serie A. L’esperto attaccante bosniaco sarà il perno centrale del progetto tecnico del nuovo allenatore viola, Stefano Pioli.

In vista della nuova stagione, Džeko si è raccontato in una lunga intervista concessa a Sportweek, il settimanale de La Gazzetta dello Sport, spiegando le sue ambizioni e i motivi della sua scelta di tornare a giocare in Italia.

FIORENTINA – «Guardate il Viola Park, basterebbe quello per rispondere. Quando mi hanno informato dell’opportunità di venire qui, non ho neppure chiesto consigli ad amici ed ex compagni. Ho vissuto otto anni in Italia, so che cosa rappresentano Firenze e la Fiorentina. Sulla città ho sentito tante cose belle, ma non ho ancora fatto in tempo a visitarla e a cercare casa. Certo, se il centro sportivo è questo… non mi dispiace dormire qui».

COMMISSO – «Gli ho fatto i complimenti per le strutture che ha realizzato. Mi ha chiamato subito dopo la firma e mi ha stupito per il suo modo di fare. Ama la città e il club, ha investito tantissimo. Nel calcio di oggi è una rarità. Quanti presidenti sono ancora così attaccati alle loro squadre? Il suo sogno è lo stesso di chiunque lavori qui: una Fiorentina sempre più grande, si spera vincente».

TRA I PIU’ IMPEGNATI NELLA PASSATA STAGIONE – «…e tra club e nazionale ho giocato circa 60 partite. Sto bene, sì. Ma ho 39 anni, la carta d’identità non mente. Diciamo che non sono ancora da buttare, però per restare al passo devo lavorare molto più degli altri. Non siamo più ragazzini… Dopo che scendi in campo, recuperi più lentamente rispetto a dieci anni fa. Così nascono una serie di programmi di prevenzione: svolgo esercizi prima e dopo l’allenamento, sto attento all’alimentazione, cerco di riposare bene. Certo, con quattro bambini in casa non è una passeggiata. Devo ringraziare mia moglie: quando si avvicinano le partite, lei si prende cura di loro e io dormo da solo».

KEAN – «Giocare con calciatori forti è sempre un vantaggio, per i singoli e per la squadra. Il concetto di concorrenza è superato: tutti i club ambiziosi hanno una rosa di 22 titolari e alla fine gioca chi sta meglio. Una volta toccherà a me, un’altra a Moise, un’altra a entrambi. Lui viene da un anno pazzesco, gli auguro di confermarsi a quel livello. A Firenze, ovviamente».

FINALE CON L’INTER – «Quando arrivi in finale sei a un passo dall’obiettivo. Quindi sì, ci credi eccome. L’Inter sfidava il City degli imbattibili, una squadra che sulla carta era ingiocabile ma che alla fine, durante la partita, non è riuscita a dominarci. Mentre ero in campo sentivo che il traguardo era alla nostra portata: con qualche episodio a favore avremmo potuto portare la coppa a casa, ma resta l’orgoglio di aver dato il 100%».

ADDIO ALL’INTER – «Se avrei fatto ancora comodo? Sì, mi è passato per la testa tante volte. Non provo rancore: a Milano ho vissuto due anni stupendi, conosco l’ambiente e tanti ragazzi che giocano ancora lì. La società e l’allenatore hanno fatto determinate scelte, che li ha portati a vincere uno scudetto e a tornare in finale di Champions. Certo, magari con me sarebbe potuta andare ancora meglio…».

Xavi Simons come Lookman: cancellato il Lipsia da IG. Vuole andare lì

Xavi Simons come Lookman: cancellato il Lipsia da IG. Vuole andare lì. Il giovane fantasista olandese cerca di forzare la mano al club tedesco

È la nuova, dirompente, moda del calciomercato estivo: la rottura forzata via social. E, per un curioso incrocio del destino, l’ultimo episodio vede come protagonista un giocatore del Lipsia, squadra che proprio oggi pomeriggio affronterà in amichevole l’Atalanta, club alle prese con il caso quasi identico di Ademola Lookman, che ha cancellato ogni riferimento alla Dea per spingere la sua cessione all’Inter.

Il nuovo “ribelle” è Xavi Simons. Il fantasista olandese classe 2003, entrato prepotentemente nel mirino del Chelsea, ha deciso di usare la mano pesante per far valere la propria volontà. Come ricostruito dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, l’ex PSG ha prima ripulito la biografia del suo profilo Instagram da ogni collegamento con il club tedesco e, successivamente, si è rifiutato di prendere parte all’allenamento di ieri, un chiaro segnale di ammutinamento. Di conseguenza, Simons quasi certamente salterà il test odierno contro l’Atalanta, alimentando le voci di una trattativa con i Blues ormai entrata nella sua fase finale.

Il Chelsea, infatti, fa sul serio. Per assicurarsi il talento olandese, in una campagna acquisti che ha già superato i 300 milioni di euro, è pronto a mettere sul piatto ben 70 milioni di euro. Una mossa che fa parte di una strategia aggressiva che, sempre secondo Romano, potrebbe vedere i londinesi tentare l’assalto anche ad Alejandro Garnacho del Manchester United.

Per il Lipsia si profila un drastico ridimensionamento. Oltre a Simons, il club rischia di perdere anche il centravanti Benjamin Sesko, corteggiato da Manchester United e Newcastle. Resta da capire quale sarà la risposta della dirigenza tedesca alla sfida lanciata dal suo giocatore, che segue una tattica ormai diffusa. I casi di Ordoñez e Jashari al Bruges, o quello poi rientrato di Douglas Luiz alla Juventus, insegnano: mettersi fuori rosa per forzare un trasferimento è diventata la strategia dell’estate.

De Biasi: «La mia fascia ha guarito Baggio. Chi sale con la piccozza si gode un panorama migliore. L’Italia, che rimpianto. E su Cairo…»

De Biasi: «La mia fascia ha guarito Baggio. Chi sale con la piccozza si gode un panorama migliore. L’Italia, che rimpianto. E su Cairo…». Le dichiarazioni del noto tecnico

Ha scalato la montagna del calcio «senza usare l’elicottero», partendo dalla provincia più profonda e arrivando a compiere un’impresa storica, portando l’Albania a un’incredibile qualificazione europea. Gianni De Biasi è un uomo di campo, un allenatore che ha fatto della gavetta e della passione la sua bandiera. Dalle battaglie da mediano ai successi in panchina, passando per un rapporto speciale con campioni come Roberto Baggio, si è guadagnato il rispetto di tutto il mondo del calcio. Oggi, in attesa di una nuova, stimolante chiamata, si racconta a La Gazzetta dello Sport: un viaggio tra ricordi, aneddoti e un grande, enorme rimpianto chiamato Nazionale.

LA DELUSIONE ALL’INTER CON MAZZOLA – «Stagione 1975-76, sono un centrocampista di belle speranze e mi mettono in camera con Sandro Mazzola, un mito. Mazzola tiene accesa la luce fino a notte inoltrata perché deve scrivere la sua autobiografia. “Gianni, ti dà fastidio la lampada?”. E io: “Ma no, ci mancherebbe”. Invece sì, mi disturbava parecchio il sonno. L’amarezza vera però è un’altra, è il mancato debutto in Serie A. A Perugia sto per entrare, poi si fa male qualcuno e il mister, Chiappella, cambia la scelta».

IL SUO MAESTRO GIGI SIMONI – «In realtà sono nato mezzala. Il Brescia è stata la squadra in cui ho giocato di più e in cui ho avuto Gigi Simoni come allenatore. Mi chiamava il suo “cavallino”, mi sarei buttato nel fuoco per lui. Un maestro. A Brescia arrivai come contropartita nell’affare Beccalossi. Marcare il “Becca” era impossibile, non gli portavi mai via la palla, per fermarlo dovevi menarlo».

LA SUA FILOSOFIA DA ALLENATORE – «Ho fatto la gavetta vera, nella provincia più profonda. Non ho mai avuto un procuratore, ho detto per due volte no alla Gea. Ho scalato la montagna senza usare l’elicottero. Chi arriva in cima con la piccozza si gode un panorama migliore».

QUANDO “GUARÌ” ROBERTO BAGGIO – «Nel 2003-04, la sua ultima stagione. Aveva le ginocchia a pezzi e questo gli procurava problemi alla schiena. Io usavo lo scooter e attorno all’addome mi mettevo una fascia elastica, in neoprene. Una specie di cintura del dottor Gibaud. Un giorno gli faccio: “Robi, prova questa fascia”. Lui la prende, la indossa, ci gioca e non la molla più: risolti i guai al dorso, stabilizzata la postura. Or a che ci penso: “Robi, quella cosa non me l’hai più restituita!”».

IL RAPPORTO CON URBANO CAIRO – «Con il presidente, Urbano Cairo, ci sono state delle incomprensioni, tutte risolte. Mi ha fatto molto piacere che mi abbia invitato al suo compleanno e che dal palco abbia detto: “Agli inizi del mio percorso al Toro ho fatto una pazzia, ho esonerato De Biasi”. Mi diceva che sarei stato il suo Ferguson e un po’ lo sono stato, anche se… a rate».

IL CAPOLAVORO CON L’ALBANIA – «Qualificati all’Europeo del 2016, con vittoria in Portogallo, contro CR7. E l’amicizia con il presidente Edi Rama, un gobbaccio juventino, ma che importa. Rama mi ha concesso il passaporto diplomatico albanese, con cui vado dappertutto e che mi ha risolto vari problemi in Paesi difficili. Ogni volta che c’è una fila io tiro dritto».

IL GRANDE RIMPIANTO CHIAMATO ITALIA – «Mi chiamò Michele Uva, allora direttore generale della Figc. Il ct Conte aveva annunciato che, dopo l’Europeo, sarebbe andato al Chelsea e io ero in pole per sostituirlo. È vero che il presidente della federcalcio albanese mi disse che non potevo mollarli, ma credo ci sia stato dell’altro, non lo so. Mi resta un grande rimpianto, anzi un’arrabbiatura terribile».

Calciomercato Fiorentina: colpo Sohm. Ecco quanto incasserà il Parma

Calciomercato Fiorentina: colpo Sohm per il centrocampo viola. Ecco quanto incasserà il Parma dalla cessione del giocatore svizzero

La Fiorentina accelera sul calciomercato e si prepara a regalare a Raffaele Palladino un rinforzo di qualità e sostanza per il centrocampo. Il club viola è infatti a un passo dal chiudere l’acquisto di Simon Sohm, mediano svizzero classe 2001, protagonista assoluto della promozione in Serie A conquistata dal Parma nella scorsa stagione.

L’operazione, ormai in dirittura d’arrivo, dovrebbe concludersi sulla base di una cifra complessiva vicina ai 15 milioni di euro, testimoniando la forte volontà della dirigenza gigliata di investire su un profilo ritenuto strategico. Sohm rappresenta l’identikit perfetto del centrocampista moderno che la Fiorentina stava cercando: un giocatore che unisce una notevole prestanza fisica (supera il metro e novanta di altezza) a una buona tecnica di base e a una grande intelligenza tattica. Lo riporta Sky Sport.

Cresciuto nello Zurigo e arrivato a Parma nel 2020, Sohm ha completato il suo percorso di maturazione nell’ultimo campionato di Serie B, diventando un pilastro insostituibile per Fabio Pecchia. Con le sue doti da “box-to-box”, ha dimostrato di saper essere efficace in entrambe le fasi di gioco, garantendo interdizione, recupero palla e capacità di inserimento. Le sue prestazioni gli sono valse anche la conferma nel giro della nazionale svizzera, con cui ha partecipato agli Europei.

Per la Fiorentina di Palladino, il suo arrivo aggiungerebbe quella fisicità e quel dinamismo che a tratti sono mancati nel reparto nevralgico del campo. Sohm si candida a diventare un elemento prezioso per dare equilibrio alla squadra, capace di agire sia come mediano in una mediana a due, sia come mezzala in un centrocampo a tre. L’affare è ai dettagli finali: la Fiorentina è pronta ad accogliere il suo nuovo gigante svizzero per costruire una squadra sempre più competitiva.

Calciomercato Juventus: Douglas Luiz e non solo, in 3 sono fuori dal progetto

Calciomercato Juventus: Douglas Luiz e non solo, in 3 sono fuori dal progetto. Nemmeno a disposizione per l’amichevole con la Reggiana

ella prima amichevole stagionale che verrà disputata questa mattina alla Continassa contro la Reggiana, la Juventus ha lasciato a casa tre nomi pesanti: Timothy Weah, Douglas Luiz e Arthur Melo. Tutti e tre sono stati esclusi dalla lista dei convocati per decisione tecnica legata a motivi di mercato.

Si tratta di un segnale chiaro da parte dell’allenatore Igor Tudor, che sta delineando la rosa per la stagione 2025/2026 e che ha già comunicato alla società le proprie valutazioni sui giocatori da considerare funzionali al suo progetto. Weah, Douglas Luiz e Arthur non rientrano nei piani del tecnico croato e sono dunque in uscita, in attesa che si sblocchino le rispettive trattative.

Per Timothy Weah, l’addio sembra sempre più vicino. L’esterno statunitense è nel mirino dell’Olympique Marsiglia, che ha riaperto i contatti con la Juventus e intensificato i dialoghi nelle ultime ore. Il giocatore ha già dato il proprio assenso al trasferimento e la trattativa tra i due club è ben avviata.

Douglas Luiz, invece, è al centro di un possibile passaggio in Premier League. Il Nottingham Forest resta in pole per il centrocampista brasiliano, forte di un accordo con il giocatore su un contratto quinquennale, ma resta ancora distanza sulla valutazione economica con la Juventus, che chiede almeno 40 milioni di euro.

Infine, Arthur, di ritorno dal prestito al Girona, è un altro profilo totalmente fuori dal progetto. Il brasiliano è in cerca di sistemazione, ma l’elevato ingaggio complica le trattative. Si lavora per una soluzione che consenta l’uscita a titolo definitivo o, in alternativa, un nuovo prestito.

Calciomercato Lazio, Sarri esulta: scadute due clausole pericolose

Calciomercato Lazio, Sarri esulta: scadute due clausole pericolose. Il tecnico potrà contare ancora su un paio di giocatori chiave

CALCIOMERCATO LAZIO – Un lungo sospiro di sollievo, quello tirato da Maurizio Sarri. Nonostante il calciomercato resti aperto fino al 1° settembre, con le sue infinite e imprevedibili vie, il tecnico della Lazio può sentirsi più sicuro: i pilastri del suo centrocampo, Mattéo Guendouzi e Nicolò Rovella, sono stati blindati, le clausole rescissorie scadute alla mezzanotte tra il 31 luglio e il 1° agosto. La società ha riacquistato potere contrattuale e ha eretto un muro attorno ai suoi gioielli, un muro che Sarri considera invalicabile.

La linea ufficiale dettata dal presidente Lotito e dal ds Fabiani non è cambiata da inizio giugno: “Big blindati”. Le clausole rescissorie, fissate attorno ai 50 milioni di euro, rappresentano la base di partenza per qualsiasi valutazione. Finora, nessun club si è presentato con una cifra simile. Certo, la realtà del mercato suggerisce che di fronte a offerte da 40 milioni di euro in su, anche la dirigenza biancoceleste vacillerebbe e ascolterebbe con attenzione.Tuttavia, c’è un fattore che va oltre l’aspetto economico: il patto con l’allenatore. Sarri era rimasto profondamente spiazzato dal blocco del mercato imposto alla Lazio a inizio estate. Ne era seguito un chiarimento con la società, un incontro a giugno in cui sono state definite le strategie e siglato un accordo chiaro: il centrocampo, cuore del progetto tecnico, non sarebbe stato smantellato. Tradire quella promessa ora sarebbe un passo falso che il club non può permettersi.

Sarri conta di andare avanti con questo gruppo, un gruppo che considera solido e competitivo. Per lui, Guendouzi e Rovella non sono semplici giocatori, ma i “pilastri” dell’intera squadra. A meno di offerte irrinunciabili che stravolgano i piani, il tecnico può dunque continuare a costruire la sua Lazio attorno a loro, con la certezza che il suo centrocampo non verrà toccato.

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