Pagina 723 – Calcio News 24

Problemi fisici per Ndicka e Soulé: la Roma fa i conti con i primi infortuni del precampionato

Roma, primi problemi nel precampionato per i giallorossi di Gasperini: si fanno male sia Soulé che Ndicka: preparazione in salita adesso

La Roma affronta i primi intoppi stagionali già durante il ritiro estivo. Nella vittoria per 2-0 in amichevole contro il Lens, Evan Ndicka e Matías Soulé hanno riportato due infortuni distinti che verranno monitorati nei prossimi giorni dallo staff medico giallorosso.

Per il difensore ivoriano, si parla di distrazione muscolare: Ndicka ha avvertito un fastidio nel corso del primo tempo ed è stato sostituito a scopo precauzionale. Le prime indicazioni parlano di un problema lieve, ma non da trascurare, anche in vista dei prossimi impegni. Ulteriori accertamenti serviranno a definire con maggiore precisione i tempi di recupero.

Anche Soulé ha lasciato il campo con qualche preoccupazione in più: l’argentino, tra i migliori in campo, è uscito zoppicando a causa di una distorsione alla caviglia sinistra rimediata nei minuti finali. Il giocatore ha comunque lasciato il terreno di gioco sulle proprie gambe, lasciando spazio a un cauto ottimismo, in attesa dei controlli medici.

Con l’inizio della stagione ormai alle porte, la Roma targata Gasperini si trova quindi a gestire i primi acciacchi fisici. La squadra è ora attesa dalla seconda parte del ritiro, in Inghilterra, che servirà a rifinire condizione e meccanismi prima dell’esordio ufficiale in Serie A, previsto per sabato 23 agosto contro il Bologna.

Durante il soggiorno britannico, i giallorossi affronteranno due test internazionali: il 6 agosto contro l’Aston Villa e il 9 contro l’Everton. È invece ancora da confermare l’eventuale amichevole del 16 agosto contro il Neom, che chiuderebbe la fase di preparazione.

Un avvio in salita, dunque, per il nuovo corso romanista, che dovrà già fare i conti con imprevisti fisici e gestione delle energie.

Premiership Scozia, Motherwell-Rangers 1-1: a Glasgow cambia tutto per non cambiare niente… Il racconto di una partita a due facce. Oggi la risposta dei campioni in Celtic-St.Mirren (ore 17,30, ComoTv)

Prima giornata di Premiership in Scozia e pareggio che sa di beffa contro il Motherwell: dopo un ottimo primo tempo la squadra di Glasgow crolla

Un pareggio che sa di vittoria per uno e di sconfitta per l’altro. L’esordio del nuovo Rangers di Russell Martin in Premiership si chiude con un 1-1 al Fir Park che lascia l’amaro in bocca e riapre ferite mai del tutto rimarginate. La domanda, dopo novanta minuti a due facce, è una sola e risuona come un sinistro campanello d’allarme: come è possibile che una squadra capace di dominare in modo così totale per un tempo intero possa sciogliersi come neve al sole nella ripresa, rischiando persino una sconfitta che sarebbe stata clamorosa? La risposta, forse, è che i fantasmi della scorsa stagione, quelli dei continui passi falsi contro le “piccole”, non hanno mai abbandonato Ibrox.

Eppure, il primo tempo era stato un monologo, una dimostrazione di forza che sembrava l’inizio di una nuova era. I Rangers hanno preso subito il controllo del campo, con un possesso palla avvolgente e una costruzione dal basso sicura. La superiorità tecnica e fisica era evidente. Le occasioni sono fioccate: una punizione a giro di Tavernier, un tiro velenoso di Gassama e, soprattutto, una traversa clamorosa colpita da un Danilo in grande spolvero, capace di fare da raccordo e di inventare dal nulla. Il gol del vantaggio, arrivato al 13′ proprio con un’incornata del capitano Tavernier su calcio d’angolo, sembrava la logica conseguenza di un dominio assoluto, il preludio a una vittoria comoda. Il Motherwell, dal canto suo, si era visto solo con una bella iniziativa del suo terzino più propositivo, Longelo, ma sembrava destinato a un pomeriggio di pura sofferenza.

Poi, l’imprevedibile (a dir poco). Al rientro dagli spogliatoi, la partita si è capovolta. I Rangers, inspiegabilmente, non sono più scesi in campo, lasciando l’iniziativa a un Motherwell trasformato, aggressivo e affamato. La squadra di Jens Askou ha iniziato a martellare, soprattutto sulla fascia destra dei Rangers, dove Dowell andava in costante difficoltà. Il tecnico Martin ha provato a cambiare il centrocampo, ma senza toccare il vero punto debole, e la pressione dei padroni di casa è diventata insostenibile. Le occasioni si sono moltiplicate: una punizione insidiosa, un colpo di testa a lato di un soffio del vivace Stametelopoulos. Il gol del pareggio, arrivato all’86’, è stato il giusto premio per il coraggio del Motherwell e la logica punizione per l’apatia dei Rangers. A segnarlo è stato proprio Longelo, il migliore dei suoi, con un diagonale preciso che ha fulminato Butland. Nel finale, il neo-entrato Sparrow ha persino avuto la palla della vittoria, ma il portiere dei Rangers ha salvato un punto che, per quanto visto nella ripresa, è grasso che cola. La stagione è appena iniziata, ma per il nuovo Rangers la strada per colmare il gap con il Celtic sembra ancora lunghissima e piena di ostacoli psicologici.

Per vedere la risposta dei campioni in carica, l’appuntamento è per oggi alle 17,30 su Como Tv con Celtic-St. Mirren.

Zion Suzuki Parma, sirene inglesi per il portiere, ma i ducali fanno muro

Zion Suzuki, sirene inglesi per il portiere nipponico del Parma, ma i ducali fanno muro: non è in vendita e lui non vuole muoversi

Arrivano segnali incoraggianti per il Parma sul fronte Zion Suzuki. Il pressing del West Ham, che sembrava vicino a tentare l’affondo decisivo per il portiere giapponese, si è significativamente attenuato nelle ultime ore. Una situazione che, come riportato da la Gazzetta di Parma, fa tirare un sospiro di sollievo al club emiliano, deciso a trattenere il proprio numero uno.

Il Parma ha infatti fatto muro, opponendosi con fermezza all’idea di una cessione. Una linea chiara, condivisa anche dal giocatore: Suzuki non ha mai manifestato la volontà di partire. Anzi, l’estremo difensore nipponico avrebbe espresso il desiderio di continuare il suo percorso di crescita in Serie A, con la maglia crociata.

Dall’Inghilterra, nel frattempo, emergono sviluppi decisivi. Gli Hammers, in cerca di un nuovo portiere, stanno valutando altre opzioni. In cima alla lista c’è John Victor, estremo difensore del Botafogo, per cui sarebbe già stata formulata un’offerta da otto milioni di euro. L’altra pista porta a Mads Hermansen, classe 2000 del Leicester, attualmente legato al club fino al 2028. Per il danese, la valutazione si aggira attorno ai 25-30 milioni di euro.

Proprio su Hermansen si sarebbe mosso anche il Manchester United, intenzionato però solo a chiudere per un prestito temporaneo, in attesa del rientro di André Onana, ai box per infortunio.

Anche Suzuki sta recuperando da un lieve problema fisico alla schiena, ma ciò non ha influito sulla considerazione di cui gode nello staff gialloblù. Il giapponese, protagonista di una stagione di buon livello per rendimento e affidabilità, resta al centro del progetto tecnico di Pecchia.

Con l’interesse inglese in calo e la volontà condivisa tra club e giocatore, il futuro di Suzuki sembra ora sempre più a tinte gialloblù.

Hojlund pagato 85 milioni, ora lo United è pronto a cederlo per 35. Amorim: «Non so cosa accadrà»

Hojlund pagato 85 milioni, ora lo United è pronto a cederlo per 35. Amorim: «Non so cosa accadrà». Il futuro dell’attaccante resta in bilico

Nonostante una dichiarazione pubblica di fedeltà, il futuro di Rasmus Hojlund al Manchester United è tutt’altro che certo. Secondo quanto riportato da talkSPORT, il club inglese avrebbe fissato un prezzo a sorpresa per il centravanti danese: 30 milioni di sterline (circa 35 milioni di euro), meno della metà dei 72 milioni spesi per acquistarlo dall’Atalanta nel 2023. Una mossa che indica la chiara volontà di cederlo, che si scontra però con la posizione del giocatore.

Un rendimento deludente e il crollo della valutazione

La decisione dello United nasce da due stagioni deludenti da parte dell’attaccante. Hojlund, arrivato a Old Trafford con enormi aspettative, non è riuscito a giustificare l’ingente investimento fatto su di lui. Le statistiche sono impietose: in 95 presenze totali, ha segnato solo 26 gol. Nella scorsa stagione di Premier League, il suo bottino si è fermato ad appena 4 reti in 32 apparizioni. Questa mancanza di prolificità ha spinto il club a considerare una minusvalenza pur di cambiare rotta in attacco.

La volontà di Hojlund: «Il mio piano è restare e lottare»

Dal canto suo, Hojlund non ha alcuna intenzione di andarsene. Dopo aver segnato un gol nella recente amichevole contro il Bournemouth, il danese ha dichiarato pubblicamente di voler rimanere a Manchester. «Il mio piano è molto chiaro ed è quello di restare e lottare per il mio posto», ha affermato. «La competizione mi sta bene, mi affina. Sono più che pronto». Una presa di posizione netta che complica i piani della società.

L’ombra di Sesko e le parole di Amorim

La necessità di vendere Hojlund è strettamente legata a un altro obiettivo di mercato: Benjamin Sesko del RB Lipsia. Lo United sta spingendo per l’attaccante sloveno, ma deve fare i conti con la forte concorrenza del Newcastle e con i paletti del fair play finanziario (PSR), che impongono di vendere prima di poter comprare. La cessione di Hojlund sarebbe quindi fondamentale per finanziare l’operazione. Lo stesso tecnico, Ruben Amorim, pur dicendosi contento di Hojlund, non ha garantito la sua permanenza: «Non so cosa accadrà fino alla chiusura del mercato. Abbiamo sofferto molto per la mancanza di gol la scorsa stagione»

Lookman vuole l’Inter e attacca l’Atalanta: «Promesse non mantenute, l’offerta giusta c’è… Non capisco»

Lookman vuole l’Inter e attacca l’Atalanta: «Promesse non mantenute, l’offerta giusta c’è… Non capisco». La denuncia dell’attaccante

Ademola Lookman vuole lasciare l’Atalanta. L’attaccante attraverso una lettera social ha voluto chiarire in maniera esplicita le proprie intenzioni facendo riferimento a promesse non mantenute da parte del club. Il giocatore vuole andare all’Inter. Secondo Fabrizio Romano Lookman avrebbe chiesto anche formalmente e ufficialmente alla Dea di essere ceduto.

«Spero di lavorare insieme al club per trovare al più presto una soluzione amichevole per tutte le parti. Negli ultimi tre anni all’Atalanta, ho dato assolutamente tutto. Non solo come calciatore, ma come persona. Ho sempre indossato questa maglia con orgoglio e ho cercato di rappresentare questo club e la città di Bergamo con cuore, passione e dedizione.

Sono venuto qui con la speranza di aiutare questo club speciale a crescere e, insieme, abbiamo creato ricordi che rimarranno con me per sempre. Vincere l’Europa League e trovarmi fianco a fianco con i miei compagni quella notte a Dublino, a festeggiare con i nostri tifosi, è stato uno dei momenti più orgogliosi della mia carriera finora. Mi vengono ancora i brividi a pensarci.

L’Atalanta, e soprattutto i suoi tifosi, sono diventati una parte di me. Questo posto mi ha fatto sentire a casa fin dal momento in cui sono arrivato, e ho sempre cercato di ripagare quell’affetto, anche nei momenti in cui le cose non sono state facili dietro le quinte.

È questo che rende così difficile scrivere queste parole. Ho amato ogni momento, ma sento che ora, dopo tre anni meravigliosi a Bergamo, sia il momento giusto per andare avanti e vivere una nuova avventura. In passato, numerosi club si sono fatti avanti con l’Atalanta e io sono sempre rimasto fedele. Tuttavia, io e la proprietà del club eravamo d’accordo che questo fosse il momento giusto e il club era stato chiaro con me che, se fosse arrivata un’offerta congrua, mi avrebbero permesso di trasferirmi.

Nonostante sia ora arrivata un’offerta in linea con quanto credo fosse stato discusso, purtroppo il club sta bloccando questa opportunità per ragioni che non comprendo.

Di conseguenza, e dopo molti mesi di promesse non mantenute e quello che ritengo sia stato un trattamento inadeguato nei miei confronti, sia come essere umano che come calciatore professionista, sento purtroppo di non avere altra scelta se non quella di denunciare ciò che ritengo giusto e sento che la misura sia colma. Posso confermare di aver presentato una richiesta di trasferimento formale.

Anche durante i momenti estremamente difficili che ho sopportato, molti dei quali sono rimasti privati e confidenziali, ho sempre cercato di mettere il club, i tifosi e la squadra al primo posto e speravo che non si arrivasse a questo, ma purtroppo sento che ora ci siano poche alternative.

Ai tifosi – il cuore pulsante di questo club – voglio dire questo: sono sinceramente dispiaciuto che si sia arrivati a questo punto. Spero possiate comprendere questa situazione incredibilmente difficile. Si tratta semplicemente di lottare per ciò che ritengo giusto ed equo. Il supporto che mi avete sempre dato è stato incredibile e il legame che abbiamo creato insieme è speciale.

Con affetto e gratitudine, Ademola».

Lazio, Sarri sta cambiando stile di gioco: ecco come

Sarri 2.0: così il tecnico della Lazio sta cambiando il suo gioco. Le novità già improntate alla squadra biancoceleste

L’etichetta di “integralista”, da sempre cucita addosso a Maurizio Sarri, sembra destinata a essere messa a tacere. E a farlo, come sempre, sarà il verdetto del campo. Il ritorno del Comandante sulla panchina della Lazio, avvenuto a pochi mesi dalle dimissioni di marzo 2024, si è concretizzato in uno scenario atipico e complesso. Sarri ha ereditato una squadra plasmata sull’identità di un altro allenatore, Marco Baroni, trovandosi inoltre nell’impossibilità di modellarla a proprio piacimento a causa del blocco del mercato imposto al club.

La sfida è dunque totale: lavorare con un materiale umano che esalta caratteristiche – fisicità e atletismo – tradizionalmente considerate secondarie nella sua filosofia, a discapito di quella qualità tecnica ritenuta imprescindibile. Eppure, proprio in questo contesto di necessità, sta emergendo un Sarri inedito, disposto a mettere in discussione i propri dogmi per adattarsi alla rosa a disposizione. Il concetto del lavoro che nobilita e ripaga torna prepotentemente d’attualità, ma con una sfumatura nuova: la flessibilità.

La recente amichevole contro il Galatasaray ha offerto un primo, significativo spaccato di questa evoluzione. Si è vista una Lazio più vibrante e meccanica rispetto alle uscite precedenti, capace di alternare giocate mnemoniche tipiche del “Sarrismo” a soluzioni inaspettate. Accanto agli scambi rapidi e alle uscite palla al piede dal basso, come quella che ha magnificamente innescato il gol di Zaccagni, si è notata una sorprendente novità tattica: il lancio lungo.

Questa verticalizzazione improvvisa, come sottolinea anche il Corriere dello Sport, rappresenta quasi un’eresia per un allenatore che ha sempre predicato la costruzione ragionata per arrivare in porta. Oggi, però, quella che era un’eccezione è diventata un’opzione funzionale, messa momentaneamente in repertorio. Una scelta pragmatica, utile sia per superare le difficoltà di impostazione sia per esaltare le qualità di giocatori come Nicolò Rovella, le cui “sciabolate” a tagliare il campo possono aprire spazi vitali sulle corsie. Questo nuovo Sarri, pronto ad aprirsi a soluzioni diverse se utili alla causa, sta cercando di dare un’anima pragmatica e versatile alla sua seconda Lazio.

Calciomercato Verona, ufficiale: Bradaric torna in gialloblù. Il comunicato

Calciomercato Verona, ufficiale: Bradaric torna in gialloblù. Il comunicato della società veneta che lo acquista a titolo definitivo

Con un’mossa che consolida un pilastro fondamentale per il proprio futuro, l’Hellas Verona ha ufficialmente blindato il talento croato Domagoj Bradarić. Il laterale sinistro, che nella passata stagione ha dimostrato di essere una pedina insostituibile, lega il suo avvenire ai colori gialloblù, trasformando un prestito di successo in un legame a lungo termine. Questa acquisizione strategica dalla Salernitana non solo testimonia la fiducia della società nel giocatore, ma sottolinea anche la chiara volontà del club di costruire sulle solide basi della scorsa annata, ripartendo dalle certezze.

L’impatto di Bradarić sulla squadra è stato evidente e in crescendo, culminato in un finale di stagione che lo ha visto ergersi a protagonista assoluto. La sua costanza di rendimento e la sua crescita esponenziale hanno convinto la dirigenza a investire con decisione sul suo cartellino, assicurandosi le sue prestazioni per le prossime stagioni. La società ha formalizzato l’operazione attraverso la seguente nota ufficiale.

IL COMUNICATO

“Verona – Hellas Verona FC rende noto di aver acquisito – a titolo definitivo – da Unione Sportiva Salernitana 1919 l’esterno sinistro croato Domagoj Bradaric. Il calciatore si legherà al Club gialloblù fino al 30 giugno 2028.

Arrivato a Verona la scorsa estate, il classe ’99 ha collezionato nella sua prima stagione italiana 28 presenze in campionato per un totale di 1.944 minuti giocati, diventando con il passare dei mesi uno dei perni della formazione gialloblù.

In particolare, nel girone di ritorno è sceso in campo da titolare in 15 partite su 19. Inoltre, fondamentale è stato il suo gol del 2-1 nell’ultima giornata di campionato contro l’Empoli, che ha regalato gli ultimi tre punti ai gialloblù utili per il raggiungimento della 14a posizione in classifica finale.

Hellas Verona FC rivolge un grande in bocca al lupo a Domagoj per il prosieguo della sua carriera in gialloblù”.

De Jong svincolato, si scatena l’asta: si parla anche di un’ipotesi clamorosa

De Jong svincolato, si scatena l’asta: si parla anche di un’ipotesi clamorosa. Le possibili destinazioni per l’esperto attaccante olandese

Capitano, leader e capocannoniere del PSV Eindhoven campione d’Olanda, eppure, a inizio agosto, clamorosamente senza squadra. Quella di Luuk de Jong è una delle situazioni più strane e paradossali di questo calciomercato estivo. A 34 anni, l’iconico centravanti olandese è attualmente svincolato e in cerca di un nuovo progetto, dopo la fine inaspettata della sua avventura con il club che lo ha consacrato.

Le ragioni del mancato rinnovo con il PSV

Ma perché un giocatore così decisivo è stato lasciato partire? Secondo diverse fonti olandesi, la separazione non è avvenuta per motivi tecnici, ma per un mancato accordo sul rinnovo del contratto. La rottura si sarebbe consumata principalmente sulla durata del nuovo accordo: il PSV avrebbe offerto un contratto annuale con opzione, mentre De Jong e il suo entourage spingevano per un biennale secco che garantisse maggiore sicurezza. Un braccio di ferro che, a sorpresa, non ha trovato un punto d’incontro.

Le pretendenti: dal Beşiktaş al clamoroso ritorno a Siviglia

Ora De Jong è un’occasione che ingolosisce molti club. La pista più calda sembrava quella turca, con il Beşiktaş da tempo in pressing per portarlo a Istanbul. Nelle ultime ore, però, si è aggiunto uno scenario tanto clamoroso quanto affascinante. Come riportato dal quotidiano spagnolo AS e ripreso autorevolmente dall’Eindhovens Dagblad, anche il Siviglia si sarebbe mosso per riportare Luuk de Jong in Spagna. Non un club qualsiasi, ma la squadra con cui l’olandese ha già trionfato, vincendo l’Europa League nel 2020. Un ritorno in Andalusia rappresenterebbe una scelta di cuore, in un campionato che conosce bene.

Le altre piste: Ajax e le opzioni esotiche

La corsa a De Jong, dunque, si infiamma. Sullo sfondo, restano altre suggestioni, come un clamoroso passaggio agli storici rivali dell’Ajax, una mossa che avrebbe del clamoroso in Eredivisie. In Italia si è parlato della Fiorentina, interessata a un’alternativa per Moise Kean. Non mancano, inoltre, le prevedibili e ricche offerte che potrebbero arrivare dall’Arabia Saudita o dalla MLS, campionati pronti a ricoprire d’oro un giocatore del suo calibro per il finale di carriera. Le prossime settimane saranno decisive per il futuro di un attaccante che, nonostante l’età, resta una garanzia assoluta di gol e leadership.

Inter, 7-2 in amichevole con l’U23: segnano anche Bonny e Calhanoglu

Inter, 7-2 in amichevole con l’U23: segnano anche Bonny e Calhanoglu. I nerazzurri di Chivu partono in maniera incerta e poi dilagano

Inizia con una goleada la stagione dell’Inter di Cristian Chivu. Nella prima uscita stagionale, i nerazzurri hanno superato la neonata formazione Under 23 in un’amichevole in famiglia disputata ad Appiano Gentile. Un test utile per mettere minuti nelle gambe e iniziare ad assimilare le idee del nuovo tecnico, che ha risposto con tanti gol e segnali incoraggianti.

Buona la prima per l’Inter di Chivu contro l’Under 23

Contro la squadra di Stefano Vecchi, che si prepara a uno storico esordio nel campionato di Serie C, l’Inter ha mostrato una buona condizione fisica e una notevole brillantezza offensiva. Come di consueto in queste prime uscite estive, Chivu ha ruotato tutti gli effettivi a sua disposizione, schierando due formazioni completamente diverse tra il primo e il secondo tempo. L’obiettivo era dare a tutti la possibilità di giocare e di farsi valutare in un contesto di partita vera.

Pioggia di gol: a segno in sei, c’è anche il nuovo acquisto Bonny

La risposta del campo è stata eccellente, con ben sei giocatori diversi a segno. A sbloccare il risultato è stato il nuovo acquisto Ange-Yoan Bonny, subito a suo agio nei meccanismi della squadra. A lui si sono aggiunti Kristjan Asllani su calcio di rigore, il capitano Lautaro Martinez, il giovane Pio Esposito, l’esterno Luis Henrique e, infine, Hakan Calhanoglu, a segno nonostante le voci di mercato che lo circondano. Una varietà di marcatori che testimonia la pericolosità offensiva della squadra che invece è apparsa un po’ distratta difensivamente nel primo tempo (errore banale di Dumfries).

Primi segnali in vista dei test più impegnativi

Questa prima sgambata in famiglia è servita a rompere il ghiaccio e a iniziare a oliare i meccanismi del nuovo corso tecnico. I tanti gol e l’atteggiamento positivo del gruppo rappresentano una base solida da cui partire. Ora l’Inter alzerà progressivamente il livello dei suoi avversari nelle prossime amichevoli internazionali, test più probanti che serviranno a misurare i reali progressi della squadra in vista dell’inizio ufficiale della stagione.

Calciomercato Como: intesa con il Milan per Morata. I dettagli

Calciomercato Como: intesa con il Milan per Morata. I dettagli sull’affare che potrebbe chiudersi nei prossimi giorni

Un significativo sviluppo nel calciomercato rossonero sta prendendo forma: il Milan ha raggiunto un accordo preliminare con il Como per la cessione definitiva dell’attaccante Alvaro Morata. L’operazione, che si aggira intorno ai 9 milioni di euro, segna un potenziale addio per il giocatore spagnolo, arrivato al Milan nell’estate del 2024 e attualmente in prestito al Galatasaray da febbraio 2025. La notizia è stata riportata dal noto esperto di mercato Daniele Longo, una fonte sempre affidabile per le dinamiche interne del calcio italiano.

L’intesa tra Milan e Como rappresenta un passo importante, ma l’ufficialità dipende ancora da un fattore cruciale: l’ultimo ok del Galatasaray. Il club turco, infatti, detiene il prestito del giocatore e la sua approvazione è indispensabile per sbloccare il trasferimento. La situazione di Morata è stata complessa fin dal suo arrivo a Milano. Nonostante le aspettative iniziali, il suo rendimento non ha convinto pienamente la dirigenza rossonera, spingendo il club a considerare diverse opzioni per il suo futuro. La scelta di mandarlo in prestito al Galatasaray a metà della stagione 2024/2025 era già un chiaro segnale della volontà del Milan di alleggerire il monte ingaggi e valutare alternative per il reparto offensivo.

L’arrivo di un nuovo direttore sportivo come Igli Tare e di un nuovo allenatore del calibro di Massimiliano Allegri al Milan ha inevitabilmente ridefinito le strategie di mercato. Tare, con la sua profonda conoscenza del calcio e la sua abilità nel costruire rose competitive, sta lavorando per plasmare una squadra che risponda alle esigenze tattiche di Allegri. Quest’ultimo, tornato sulla panchina rossonera, è noto per la sua pragmatica visione del gioco e la sua capacità di ottenere il massimo dai suoi giocatori. La possibile partenza di Morata si inserisce in questo contesto di rinnovamento e rifondazione. I 9 milioni di euro incassati dalla cessione di Morata potrebbero essere reinvestiti dal Milan per acquisire un profilo più adatto alle idee di Allegri o per rinforzare altri reparti che necessitano di maggiore qualità e profondità.

Il Como, dal canto suo, sta dimostrando ambizione e solidità finanziaria. L’acquisizione di un attaccante del calibro di Morata, seppur con un passato recente non brillante, rappresenterebbe un colpo significativo per una squadra che punta a consolidarsi o a fare il salto di qualità. La trattativa è un chiaro segnale delle intenzioni del club lombardo di investire su giocatori con esperienza e un curriculum di alto livello. Tutti gli occhi sono ora puntati su Istanbul, dove si attende la decisione finale del Galatasaray. Se il club turco darà il suo benestare, l’affare Morata-Como diventerà una delle prime e più significative operazioni del calciomercato estivo 2025 per il Milan di Tare e Allegri. Questa cessione permetterebbe al Milan di proseguire con la propria pianificazione strategica, liberando risorse economiche e un posto nella rosa per nuovi innesti. Sarà interessante vedere come Tare e Allegri utilizzeranno questi fondi per costruire il Milan del futuro.

Calciomercato Juventus: fatta per Weah all’OM. Le cifre dell’affare

Calciomercato Juventus: fatta per Weah all’OM. Le cifre dell’affare che sancisce l’uscita dello statunitense dopo due stagioni

Timothy Weah è pronto a lasciare la Juve per iniziare una nuova avventura in Ligue 1. Dopo giorni di contatti e riflessioni, è arrivata la svolta definitiva: secondo Fabrizio Romano, Juventus e Olympique Marsiglia hanno raggiunto un accordo verbale completo per il trasferimento dell’esterno classe 2000. Le due società hanno limato gli ultimi dettagli economici dell’operazione, che ora è praticamente chiusa.

Il pacchetto complessivo che porterà Weah al Marsiglia prevede 1 milione di euro per il prestito iniziale e 14 milioni per l’obbligo di riscatto, più 3 milioni di bonus e una clausola sulla futura rivendita a favore della Juventus. Una formula che ha messo d’accordo tutti, permettendo alla dirigenza bianconera di incassare una cifra vicina ai 18 milioni totali, rispetto ai 20 inizialmente richiesti, e garantendosi un eventuale ritorno economico in futuro.

La volontà del giocatore è stata decisiva

Decisiva per la chiusura dell’affare è stata la volontà del giocatore. Weah ha sempre manifestato la sua preferenza per il Marsiglia, rifiutando proposte provenienti da altri campionati e club. Ha atteso con pazienza l’intesa tra le due società, fiducioso che la Juve avrebbe concesso il via libera. Ora, con l’accordo definito, è pronto a partire per la Francia e iniziare una nuova fase della sua carriera.

La Juve ora si concentra sul sostituto

Con la cessione ormai imminente di Weah, la Juventus potrà concentrarsi sul sostituto per la corsia destra. Il nome in cima alla lista è quello di Nahuel Molina dell’Atlético Madrid, considerato il rinforzo ideale per il 3-4-2-1 di Igor Tudor. La partenza di Weahlibera infatti spazio in rosa e nel monte ingaggi, facilitando le manovre in entrata nel corso di questa sessione di calciomercato Juve.

Matteo Materazzi, la moglie: «La SLA lo sta divorando, non muove più le braccia. Abbiamo una sola speranza, ma serve un milione e mezzo. Il rapporto col fratello Marco è buono»

Matteo Materazzi, la moglie: «La SLA lo sta divorando, non muove più le braccia». Il racconto lucido e straziante della donna

Una battaglia contro il tempo, una corsa disperata per la vita. Maura Soldati, moglie di Matteo Materazzi, ha affidato al Corriere della Sera un racconto tanto lucido quanto straziante della malattia che ha colpito suo marito, una forma rara e aggressiva di Sla. In questa intervista a cuore aperto, la signora Materazzi non parla solo del dolore e della rapida progressione della malattia, ma lancia un appello per raccogliere i fondi necessari a finanziare una terapia sperimentale, l’unica speranza a cui la famiglia è aggrappata. Una testimonianza di amore, coraggio e della lotta di un’intera famiglia, compreso il fratello Marco, riavvicinatosi a Matteo proprio nel momento più difficile.

L’OBIETTIVO DELLA LORO BATTAGLIA – «L’obiettivo è salvare la vita di mio marito e di chi in futuro affronterà la stessa malattia. Penso anche ai nostri figli, Geremia di 18 anni e Gianfilippo di 16, che hanno fra il 15 e il 20% di possibilità di sviluppare la medesima mutazione».

LA SITUAZIONE CLINICA DI MATTEO – «Abbiamo solo una speranza, creare una terapia ASO personalizzata per la mutazione rara che lo ha colpito. Nel suo caso, poi, c’è una difficoltà in più: la proteina che si accumula nelle cellule neuronali e che le intossica è anche funzionale alla cellula stessa. Il che rende la ricerca di una cura più difficile».

I COSTI E I TEMPI DELLA SPERANZA – «Siamo in contatto con la Columbia University e il dottor Shneider, un pioniere. Servono un milione e mezzo di dollari. E tempo. Un anno, ma chissà se lo avremo».

I PRIMI SINTOMI DELLA MALATTIA – «Da una forte depressione, che lo ha portato a chiudersi, a non voler più uscire con gli amici. Ci hanno spiegato che potrebbe essere stata il preludio alla malattia. Ha iniziato a zoppicare, pensava di essersi fatto male saltando una staccionata. Cadeva spesso, camminava in modo robotico, si stancava molto. Ma non voleva fare esami, non gli è mai piaciuto».

COME LO HANNO DETTO AI FIGLI – «Tornando a casa ho provato a chiamare la mia psicologa per un consiglio, ma non mi ha risposto. Sono stata diretta con loro, senza troppi giri di parole. Quando l’ho sentita, mi ha detto che ho fatto bene».

LA REAZIONE DELLA FAMIGLIA – «Abbiamo pianto per una settimana intera, giorno e notte. Poi abbiamo reagito. Io sono una persona pragmatica, lui ottimista per natura».

COME STA MATTEO OGGI – «In pochi mesi ha perso l’uso delle gambe, finendo sulla sedia a rotelle. Oggi non muove più neanche le braccia, solo un po’ le mani. La malattia sta avanzando velocemente. Vorrebbe vedere crescere i figli ma non ci crede. È realista, il 50% di malati di Sla muore entro tre anni».

IL RAPPORTO CON IL FRATELLO MARCO – «Per anni hanno avuto un rapporto complicato, ma dall’inizio della malattia sono tornati a parlarsi quotidianamente. Anche Marco si sta spendendo nelle sue possibilità, non possiamo dimenticare che ha una famiglia. Ma è accanto a lui, come tutti noi. E di questo Matteo è felicissimo».

Tronchetti Provera: «Sono interista grazie a mia madre. Il Triplete, che ricordi. L’ultima stagione senza titoli? Dico questo…»

Tronchetti Provera: «Sono interista grazie a mia madre. Il Triplete, che ricordi. L’ultima stagione senza titoli? Dico questo…». Le dichiarazioni

Il suo nome, per quasi trent’anni, è stato scritto sulla maglia dell’Inter, un marchio, Pirelli, diventato quasi un secondo stemma, un simbolo indissolubile legato ai trionfi e alle cadute della storia nerazzurra. Marco Tronchetti Provera non è stato solo uno sponsor, ma un tifoso speciale, un partner che ha accompagnato il club dall’era di Ronaldo “Il Fenomeno” fino alla leggenda del Triplete e oltre. Figura di spicco dell’industria italiana, ha vissuto le vicende dell’Inter da una prospettiva unica, unendo la passione del tifoso alla lucidità dell’uomo d’affari, con un rapporto personale e profondo con presidenti storici come Massimo Moratti. Oggi, a distanza di anni dalla fine di quella partnership iconica, il suo cuore continua a battere per i colori nerazzurri. In una sentita intervista a La Gazzetta dello Sport, l’ex patron di Pirelli ha aperto l’album dei suoi ricordi, offrendo una visione unica sull’Inter di ieri, di oggi e di domani.

INTERISTA DA SUBITO – «Sì, e grazie a mia madre. Seguivamo le partite alla radio, con mio fratello maggiore, quello di mezzo invece era milanista. Mio padre non era interessato al calcio, ogni tanto faceva finta di essere milanista per creare un po’ di querelle in casa».

LA PRIMA VOLTA ALLO STADIO – «Certo, Inter-Spal. Avevo 10 anni, ottenni questo splendido regalo di compleanno. Fortunatamente fu un debutto felice. L’unico fastidio era mio padre, che guardava sempre dalla parte opposta perché per lui erano ragazzi in mutande che seguivano una palla, io invece ero affascinato».

IL CALCIATORE DEL CUORE – «Il primo a colpirmi è stato Angelillo, giocava a testa alta. Poi, tantissimi. Suarez, Mazzola, Corso, Facchetti, e poi Ronaldo, Zanetti, Eto’o, Sneijder, Milito. Quell’Inter era soprattutto un gruppo di amici, c’era un’atmosfera fantastica, con Mourinho su tutti».

IL RICORDO PIU’ BELLO – «Beh, la Champions l’anno del triplete. Anche se la semifinale con il Barcellona era stata più emozionante. Siamo arrivati a Madrid, forse in modo incosciente, convinti di vincere».

IL RICORDO PIU’ TRISTE – «Non esiste, perché anche quando arriva penso subito al domani».

L’ULTIMA STAGIONE GIA’ DIMENTICATA – «Diciamo di sì. Ho il ricordo di una bella metà di stagione, poi sono stato molto via…» (ride)

Calciomercato Roma: Gasperini ancora non soddisfatto, altri nomi per Massara

Calciomercato Roma: Gasperini ancora non soddisfatto, altri nomi per Massara. La rosa giallorossa non viene considerata completa

La Roma di Gian Piero Gasperini continua a macinare vittorie nel suo precampionato. Con il successo per 2-0 di ieri, firmato dalle reti di Gianluca Mancini e Matias Soulè, i giallorossi hanno ottenuto la quinta vittoria in altrettante uscite, lanciando segnali incoraggianti. Sebbene la squadra sia ancora un cantiere aperto e incompleta, in campo si iniziano a vedere i dettami tattici del nuovo tecnico.

Primi dettami di Gasp: cinque vittorie su cinque

Il percorso netto in questa prima fase di amichevoli estive dà fiducia all’ambiente. La squadra, come ricorda La Gazzetta dello Sport, sta assimilando le idee di Gasperini, mostrando aggressività e una nuova identità. Il campionato si avvicina e il tecnico sa di dover partire subito forte. Per questo, mentre il gruppo lavora sul campo, la dirigenza è altrettanto attiva sul mercato per consegnargli gli ultimi tasselli necessari per puntare a un posto in Champions League.

Il mercato per una squadra da Champions: l’obiettivo Echeverri

Il direttore sportivo Frederic Massara sta lavorando senza sosta per accontentare le richieste del suo allenatore. L’obiettivo principale per il ruolo di trequartista è il giovane talento argentino Claudio Echeverri. La trattativa con il Manchester City, però, è complessa: i giallorossi chiedono un prestito con diritto di riscatto, ma il club inglese vorrebbe negare l’opzione d’acquisto, preferendo mandare il giocatore in prestito al Girona, club satellite. L’alternativa principale a Echeverri è Julio Enciso del Brighton.

Lavoro sugli esterni: da rivedere le riserve

Intanto, Gasperini continua a lavorare intensamente sulla squadra, con un focus particolare sugli esterni, ruolo chiave nel suo gioco. Angeliño e Wesley sono stati designati come i titolari sulle fasce e stanno assimilando i nuovi compiti. Resta però da valutare il livello delle riserve. Contro il Lens, infatti, Salah-Eddine non ha fornito una prestazione all’altezza, dimostrando di dover ancora lavorare sodo per raggiungere gli standard richiesti dal tecnico. La prossima amichevole contro l’Aston Villa sarà un altro test importante per tutti.

Galliani torna al Milan? Ibrahimovic spinge per averlo in quel ruolo

Galliani torna al Milan? Ibrahimovic spinge per averlo in quel ruolo. L’indiscrezione circola sempre con maggiore insistenza

Un’indiscrezione clamorosa, che sa di storia e di futuro, circola con sempre maggiore insistenza nell’ambiente Milan: il possibile, grande ritorno di Adriano Galliani. Come riportato dall’edizione odierna di Tuttosport, l’attuale amministratore delegato del Monza, in procinto di lasciare il club brianzolo dopo la cessione da parte di Fininvest, potrebbe rientrare in quella società che lo ha visto protagonista per 31 anni al fianco di Silvio Berlusconi.

La spinta di Ibrahimovic e il possibile ruolo di consulente

A caldeggiare il ritorno di Galliani sarebbe una figura di spicco della nuova dirigenza: Zlatan Ibrahimovic. L’ex campione svedese, oggi espressione della proprietà RedBird, starebbe spingendo per affidare a Galliani un ruolo di consulente di alto livello, magari con un incarico diretto del patron Gerry Cardinale. Un’idea che nasce dalla volontà di affiancare all’attuale management una figura di comprovata esperienza e carisma.

Un doppio incarico: peso in Lega e supporto a Tare

Il ruolo ipotizzato per Galliani sarebbe duplice e strategico. In primis, si occuperebbe di rappresentare il Milan in Lega Serie A, un compito oggi svolto dal presidente Scaroni. Il suo ritorno restituirebbe al club quel “peso politico” che molti ritengono diminuito dopo l’addio di Gazidis. Inoltre, potrebbe offrire un prezioso supporto tecnico, collaborando con il nuovo direttore Igli Tare, mentre Giorgio Furlani manterrebbe saldamente la carica di amministratore delegato con pieni poteri.

Contatti in corso e il legame con Allegri

Le voci di un primo contatto tra Galliani e Cardinale si sono intensificate, alimentate da un presunto incontro a Forte dei Marmi sullo yacht di Flavio Briatore. L’assenza di smentite nette è vista come un indizio che qualcosa si stia muovendo. A favorire l’operazione c’è anche il forte legame personale tra Galliani e l’allenatore Massimiliano Allegri, che proprio lui portò al Milan nel 2010. Per ogni sviluppo, però, bisognerà attendere: se qualcosa accadrà, sarà a partire da metà settembre.

Calciomercato Bologna: Bernardeschi ko un mese, Sartori ora ha fretta per lui

Calciomercato Bologna: Bernardeschi ko un mese, Sartori ora ha fretta per lui. Il nome caldo in casa felsinea per rinforzare l’attacco

In risposta all’infortunio di Federico Bernardeschi, che lo terrà lontano dai campi per circa un mese, il Bologna ha accelerato le trattative per l’acquisizione di Wesley Gassova dall’Al Nassr. La notizia, riportata dalla Gazzetta dello Sport, conferma che il club rossoblù punta dritto sul giovane brasiliano.

La trattativa, tuttavia, si è arenata su questioni economiche. L’Al Nassr ha infatti respinto la prima offerta del Bologna, pari a 12 milioni di euro, chiedendone almeno 15 per cedere il giocatore. Nonostante l’ostacolo, Wesley, ventenne, sembra essere la prima scelta del Bologna. Il suo possibile trasferimento è favorito dalla situazione attuale all’Al Nassr, dove il brasiliano si trova “chiuso” da un’abbondanza di stelle offensive come Cristiano Ronaldo, il neo-arrivato João Félix e Bruno Fernandes.

L’anno scorso, l’Al Nassr aveva acquistato Gassova per 18 milioni di euro dopo le sue ottime prestazioni con il Corinthians in patria. Ora, con la necessità di stringere i tempi a causa dell’infortunio di Bernardeschi, il Bologna dovrà alzare la sua offerta per avvicinarsi alla richiesta di 15 milioni.

Nel caso in cui l’affare con l’Al Nassr non dovesse concretizzarsi, il Bologna ha comunque individuato una serie di alternative. La lista dei nomi, riportata dalla Gazzetta dello Sport, include Sommerville, Eguinaldo, Okafor e Schjelderup. Ciò dimostra la volontà del club di essere preparato a ogni evenienza per rafforzare la squadra prima dell’inizio della stagione.

Bergomi sorprende: «Lookman all’Inter per un tridente dei sogni? Solo se arriva un giocatore del Genoa»

Bergomi sorprende: «Lookman all’Inter per un tridente dei sogni? Solo se arriva un giocatore del Genoa». Lo Zio sul calciomercato nerazzurro

“Lo Zio” del calcio italiano, una vita intera con la maglia dell’Inter sulle spalle e un Mondiale vinto a soli 18 anni. Beppe Bergomi è una leggenda, una “bandiera” che oggi, da apprezzato e lucidissimo opinionista, continua a essere un punto di riferimento per tutti gli appassionati. La sua analisi non è mai banale, frutto di un’esperienza e di una conoscenza del gioco ineguagliabili. Oggi dice la sua su La Gazzetta dello Sport a proposito dell’idea tridente in casa Inter se l’operazione Lookmamn riuscirà ad andare in porto.

IL POSSIBILE TRIDENTE – «Alta qualità prima di ogni cosa, e nessuno lo mette in dubbio, ma per far giocare quei tre bisogna cambiare assetto al centrocampo. Con Gasperini, Lookman rientrava pochissimo in difesa. Con Chivu non bisogna immaginarlo a tutta fascia, è uno da spazi stretti e da conclusione in porta. In mezzo, invece, l’Inter ha numeri dieci… adattati. Soprattutto Calhanoglu e Mkhitaryan».

CHI SERVIREBBE – «Frendrup sarebbe perfetto. sì. Corre, recupera, tampona. Ecco, servirebbe un giocatore di questo tipo. A Genova, in un centrocampo a due, ha coperto tutto il campo per due stagioni di fila. Questo profilo qui sarebbe ottimo, alla Manu Koné della Roma o Khephren Thuram della Juventus, il fratello di Marcus. Giocatori fisici»

LOOKMAN INTACCA L’EQUILIBRIO – «A livello tattico, è un ragionamento da fare. Inoltre, quando tu prendi uno come lui, campione d’Europa League e con tre stagioni da doppia cifra in Serie A, di certo non sta fuori. E neanche Thuram e Lautaro. Mi chiedo: si può lasciare in panchina uno come Lookman due-tre partite? Per me è difficile».

ASSETTO DA RIMODULARE – «Ripeto: io non discuto il valore tecnico del ragazzo, che è altissimo, bensì la quadra del sistema di oggi, che invece andrebbe trovata. La ricerca dell’equilibrio. Lookman è un giocatore da spazi stretti, non da allunghi alla Leao, ha bisogno di qualcuno che gli giochi molto vicino».

SUCIC – «Mi sembra un ottimo innesto. E poi dì, in America ha fatto vedere ottime cose. Spero possa farlo anche in campionato. Come dico sempre: i giocatori vanno visti giocare a San Siro».

Calciomercato Napoli: Miretti il prescelto di Conte. Con la Juve ci si può incontrare a metà strada

Calciomercato Napoli: Miretti il prescelto di Conte. Con la Juve che lo valuta circa 20 milioni ci si può incontrare a metà strada

Sin prisa, sin pausa”. Lentamente ma inesorabilmente. Seguendo il vecchio motto di Rafa Benitez, il Napoli di Antonio Conte sta costruendo la sua squadra pezzo dopo pezzo. Come riporta La Gazzetta dello Sport, l’ultima mossa ufficiale del ds Giovanni Manna è stata con la Juventus per Fabio Miretti, individuato come il centrocampista dalle caratteristiche perfette per completare il reparto dei campioni d’Italia.

Miretti, la mezzala d’assalto che piace a Conte

Giovane (classe 2003) ma già esperto, Miretti è il prototipo della mezzala d’assalto che piace ad Antonio Conte. È un giocatore che unisce eleganza nel trattare il pallone a una partecipazione attiva in fase di riconquista, grazie a passo svelto e grande resistenza. La sua duttilità è un altro fattore che convince il Napoli: può giocare sia a destra che a sinistra in mediana, ma anche come esterno offensivo. Nonostante abbia giocato ieri nell’amichevole contro la Reggiana, sa da tempo di non essere più considerato intoccabile dalla Juventus, che ha aperto alla sua cessione.

La trattativa con la Juventus entra nel vivo

Dopo un primo sondaggio del Napoli da 10 milioni, la Juventus ha rilanciato chiedendo il doppio, fissando di fatto il prezzo intorno ai 20 milioni. Da quel momento, la trattativa è entrata nel vivo. I due club hanno intensificato i contatti e per la Juventus la sua cessione rappresenterebbe una plusvalenza totale, essendo un prodotto del vivaio. Il giocatore, dal canto suo, non ha mai chiesto di partire ma è lusingato dall’interesse del Napoli e dall’idea di poter lavorare con Conte, considerandolo un premio per la sua crescita.

Il Napoli va fino in fondo: si attende il segnale decisivo

Figure come il ds Manna sono da sempre sponsor dell’operazione e Conte vede in Miretti un potenziale enorme da far sbocciare definitivamente. Per questo, il Napoli ha deciso di andare fino in fondo, convinto della bontà dell’investimento. Ora la palla passa ai club: Miretti è in attesa di un segnale, possibilmente a breve, per poter iniziare la sua nuova avventura in azzurro.

Calciomercato Inter, i 3 motivi per cui l’Atalanta non vuole venderti Lookman

Calciomercato Inter: i 3 motivi per cui l’Atalanta non vorrebbe vendere Lookman a Marotta. Cosa c’è dietro la resistenza della Dea

L’Inter attende, osserva e riflette, con la forte percezione che il “cerino in mano” nella complessa partita a scacchi per Ademola Lookman sia ora passato all’Atalanta. La situazione è entrata in una fase di altissima tensione dopo il secco “no” inviato via PEC dalla dirigenza bergamascha a quella nerazzurra. Un rifiuto che, come riporta la stampa nazionale, ha scatenato l’ira dell’attaccante nigeriano, pronto a una rottura totale.

La furia di Lookman: rottura totale e minaccia di diserzione

La reazione del giocatore al no dell’Atalanta è stata furiosa e segna un punto di non ritorno. Sebbene tecnicamente Lookman sia rimasto a lavorare a parte per un problema al polpaccio, la vera notizia è che già da domani, lunedì, potrebbe disertare gli allenamenti a Zingonia. Un gesto di rottura plateale, alimentato dalla frustrazione per una promessa non mantenuta dal club, che tempo fa aveva garantito di agevolare la sua cessione per una cifra tra i 35 e i 40 milioni di euro. L’ad Percassi ha ammesso pubblicamente di aver ricevuto la richiesta di cessione, rendendo la situazione ancora più esplosiva. Lo scrive il Corriere dello Sport.

Le ragioni del “no” dell’Atalanta all’Inter

Ma perché l’Atalanta, pur sapendo di avere in casa un giocatore scontento, ha rifiutato l’offerta dell’Inter? Le ragioni, secondo il quotidiano, sono tre. Primo: il club non ha necessità di fare cassa, avendo già incassato oltre 68 milioni di euro dalla cessione di Retegui. Secondo: in un’estate di rivoluzione dopo la fine del ciclo Gasperini, cedere un’altra stella prima di aver trovato un sostituto sarebbe difficile da spiegare all’ambiente. Terzo: l’Atalanta preferirebbe cedere Lookman all’estero per non rafforzare una diretta concorrente come l’Inter, da cui è stata battuta otto volte consecutivamente nelle ultime stagioni.

Calciomercato Juventus: accordo totale con Hjulmand. Non con lo Sporting: «Cifra eccessiva»

Calciomercato Juventus: accordo totale con Hjulmand. Non con lo Sporting: «Cifra eccessiva». Ma il danese resta la prima scelta a centrocampo

La Juventus ha rotto gli indugi e ha avviato il pressing finale per Morten Hjulmand, centrocampista danese dello Sporting Lisbona che viene ritenuto la prima scelta per rinforzare il reparto di Igor Tudor. Come riporta La Gazzetta dello Sport, il club bianconero ha trovato un accordo totale con il giocatore per un contratto di cinque anni, con ingaggio aumentato rispetto ai circa 1,5 milioni netti annui attualmente percepiti in Portogallo.

Il danese, protagonista di una stagione di alto livello, ha già dato la propria disponibilità a trasferirsi in Italia. È attratto dal progetto tecnico di Tudor, ma anche dall’opportunità di confrontarsi con la Serie A e con una maglia prestigiosa come quella della Juve.

Il problema, però, è rappresentato dalle richieste economiche dello Sporting, che parte da una valutazione di 60 milioni di euro. Una cifra giudicata eccessiva dalla dirigenza bianconera, che punta a chiudere attorno ai 40 milioni, magari con una parte fissa da 30 milioni e bonus legati a obiettivi individuali e di squadra.

Damien Comolli sta conducendo i colloqui direttamente, consapevole che il margine di trattativa esiste. Il club portoghese non ha ancora chiuso le porte ma continua a tirare sul prezzo, anche perché Hjulmand ha un contratto valido fino al 2028.

Intanto, il calciomercato Juve monitora anche le alternative per la mediana: piacciono Yves Bissouma del Tottenham (valutato 25 milioni), Sofyan Amrabat del Fenerbahçe e Matt O’Riley del Brighton. Ma l’obiettivo principale resta Hjulmand. I prossimi giorni saranno decisivi: la Juve vuole accelerare per assicurarsi il regista danese e completare così la rivoluzione in mezzo al campo.

Calciomercato Milan: Vlahovic via scambio? Due possibili contropartite. Ma c’è il problema spogliatoio

Calciomercato Milan: Vlahovic via scambio? Due possibili contropartite. Ma guadagnerebbe come Leao… Le ultime sul futuro del serbo

Un gol per lanciare un messaggio. La rete segnata ieri da Dusan Vlahovic nell’amichevole della Juventus contro la Reggiana suona come un chiaro segnale al Milan e al suo allenatore, Massimiliano Allegri. Sebbene il suo status di “separato in casa” a Torino non cambi, il centravanti serbo ha dimostrato di essere in forma e di non aver perso il vizio del gol. Una notizia che il Diavolo, in attesa del momento giusto per l’affondo, ha certamente annotato con soddisfazione.

La situazione di Vlahovic alla Juventus

Nonostante la professionalità dimostrata in allenamento e la rete di ieri, il futuro di Vlahovic alla Juventus appare segnato. Il tecnico Igor Tudor gli preferisce altri profili, come Jonathan David e il prossimo acquisto Randal Kolo Muani. La posizione del club è stata chiarita dall’ad Damien Comolli: “Siamo d’accordo con Dusan che se dovesse arrivare una offerta soddisfacente per lui e per noi, potrà lasciare il club”. Quell’offerta, al momento, non è ancora arrivata, ma il Milan è il principale candidato a presentarla, forte della stima che Allegri nutre per il suo ex pupillo.

La strategia del Milan: attendere e trattare

Il Milan considera Vlahovic l’obiettivo numero uno per l’attacco, ma non ha fretta. La dirigenza rossonera sta giocando una partita a scacchi, consapevole che trattare con la Juventus ora è diverso che farlo dopo che i bianconeri avranno chiuso per Kolo Muani. Per facilitare l’operazione e aiutare la Juve a evitare una minusvalenza a bilancio (l’ammortamento è di circa 20 milioni), non è esclusa l’ipotesi di uno scambio. Nell’affare potrebbero rientrare difensori come Thiaw o centrocampisti come Bennacer o più difficilmente Adli. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

Il nodo dell’ingaggio e l’equilibrio dello spogliatoio

L’ostacolo più grande resta l’ingaggio del giocatore. I 12 milioni di euro netti che Vlahovic percepisce alla Juventus sono insostenibili per le casse del Milan. Il centravanti e il suo entourage sono consapevoli di doversi ridurre lo stipendio in modo significativo e puntano a un accordo da 6-7 milioni di parte fissa più bonus. Anche a queste cifre, però, il suo stipendio sarebbe al livello di quello di Leao, il più pagato della rosa. Un’operazione del genere rischierebbe di scatenare una corsa al rialzo da parte degli altri big in attesa di rinnovo, come Maignan, Tomori e Pulisic, un fattore che il Milan sta valutando con estrema attenzione.

Le prime pagine sportive nazionali – 3 agosto

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Gattuso ricorda Gigi Riva: «Un grande campione. Mi ricordo in Nazionale che con lui…»

Gigi Riva, il ricordo di Gattuso al Trofeo a lui dedicato. Le dichiarazioni sull’ex Cagliari

In occasione della prima edizione del Trofeo Gigi Riva, disputata tra Cagliari e Saint Etienne, l’attuale Commissario Tecnico della Nazionale italiana, Gennaro Gattuso, ha voluto rendere omaggio a uno dei più grandi simboli del calcio italiano: Gigi Riva. La partita, oltre al valore sportivo, ha rappresentato un importante momento di memoria e gratitudine nei confronti di “Rombo di Tuono”, figura storica per il Cagliari e per la Nazionale.

Durante la conferenza stampa pre-partita, Gattuso ha rievocato con emozione il legame personale e professionale con Gigi Riva, in particolare nel contesto della storica vittoria ai Mondiali del 2006. «Per noi Gigi Riva è stato un punto di riferimento – ha dichiarato l’allenatore – Non parlava molto, ma quando lo faceva, diceva sempre le cose giuste. Dopo la finale mondiale, lui che di solito preferiva restare in disparte, rimase con noi fino alle 3 di notte. Era una persona riservata, fumava spesso e quella sera condivisi con lui una sigaretta. È un ricordo che porto nel cuore».

Gattuso ha poi sottolineato come Gigi Riva fosse una figura schiva, lontana dai riflettori, ma sempre presente nei momenti importanti: «Non amava le luci della ribalta, ma c’era sempre quando serviva. Con noi è stato un uomo vero, un compagno silenzioso ma fondamentale. Ci ha dato tanto, non solo come dirigente, ma come essere umano».

L’importanza di Gigi Riva nella storia del calcio italiano non si limita ai suoi incredibili successi da calciatore con il Cagliari e con la maglia azzurra, ma si estende anche al suo ruolo dirigenziale, sempre discreto ma incisivo. La Nazionale campione del mondo nel 2006 ha potuto contare sulla sua presenza costante, sul suo carisma silenzioso e sulla sua umanità fuori dal comune.

Il Trofeo Gigi Riva nasce proprio per onorare questa eredità, sportiva e umana. Per Gattuso e per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, Gigi Riva rimane un simbolo di autenticità e passione. «Mi manca tantissimo», ha concluso l’allenatore, facendo trasparire un’emozione sincera che ha unito tutti i presenti in un sentito applauso.

Calciomercato Pisa, Nzola obiettivo numero uno per i nerazzurri. Il punto

Calciomercato Pisa: sfuma Simeone, si lavora su Aebischer e Nzola

Secondo quanto riportato da Il Tirreno, il calciomercato Pisa entra nel vivo, ma le ultime notizie non sono tutte positive per i nerazzurri. La pista che porta a Giovanni Simeone sembra ormai complicata da percorrere: l’attaccante del Napoli è infatti sempre più vicino al Torino, club che appare in netto vantaggio. I granata sono fiduciosi nella buona riuscita dell’operazione, e un dettaglio alimenta ulteriormente le voci: l’attaccante scozzese Adams non ha preso il numero 18, lo stesso che tradizionalmente indossa Simeone. Un indizio che fa pensare a un arrivo imminente del “Cholito” sotto la Mole.

Nel frattempo, il Pisa non resta a guardare e continua a sondare diverse piste. Una delle più interessanti è quella che porta a Michel Aebischer, centrocampista del Bologna. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, la trattativa è ancora aperta, ma la concorrenza non manca: anche Sassuolo e Cagliari sono sulle tracce dello svizzero. La priorità del Bologna resta la cessione a titolo definitivo, mentre il Pisa vorrebbe impostare l’affare con un prestito con diritto di riscatto. Tuttavia, la società toscana non esclude nemmeno una soluzione a titolo temporaneo, pur di assicurarsi il centrocampista.

Il calciomercato del Pisa si muove anche in attacco, dove un altro nome caldo è quello di M’Bala Nzola della Fiorentina. Il giocatore, reduce da una stagione non brillante con i viola, potrebbe rappresentare una buona occasione per rinforzare il reparto offensivo nerazzurro. Il profilo dell’ex Spezia è molto apprezzato dalla dirigenza pisana, che sta valutando la fattibilità dell’operazione.

In uscita, invece, è ufficiale il trasferimento in prestito di Tommaso Ferrari alla Vis Pesaro. L’attaccante classe 2004 andrà a fare esperienza in Serie C, con l’obiettivo di tornare più pronto nella prossima stagione.

In sintesi, il calciomercato Pisa è ancora in pieno fermento. Dopo il probabile sfumare dell’obiettivo Simeone, il club guarda con attenzione ad altre opportunità per rinforzare rosa e ambizioni. I prossimi giorni potrebbero rivelarsi decisivi per chiudere almeno un colpo a centrocampo o in attacco.


Calciomercato Sassuolo, osservato Aebisher per rinforzare il centrocampo. Le ultime

Calciomercato Sassuolo: nel mirino Michel Aebischer del Bologna, sfida con Pisa e Cagliari

Il Calciomercato Sassuolo entra nel vivo e si fa sempre più intenso, con la dirigenza neroverde impegnata a costruire una rosa all’altezza per affrontare la nuova stagione. L’obiettivo è chiaro: allestire una squadra solida, competitiva e capace di tornare protagonista, con l’intento di centrare la promozione e soddisfare le aspettative dei tifosi. In questo contesto si inserisce la trattativa per Michel Aebischer, centrocampista svizzero attualmente in forza al Bologna.

Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, il nome di Aebischer è uno dei più caldi in questa fase del Calciomercato Sassuolo. Il club emiliano sta cercando profili di esperienza in Serie A per aumentare il tasso qualitativo del centrocampo, e il giocatore rossoblù risponde perfettamente a queste esigenze. Tuttavia, la concorrenza è agguerrita: anche Cagliari e Pisa sono sulle tracce del classe ’97, con i toscani che, al momento, sembrerebbero in vantaggio nella corsa al giocatore.

Il Bologna ha già fissato il prezzo: circa 7 milioni di euro. Il Pisa starebbe cercando di chiudere l’operazione con un prestito e obbligo di riscatto condizionato alla salvezza, una formula che potrebbe ingolosire il club rossoblù. Tuttavia, la società emiliana preferirebbe un accordo più immediato: 5 milioni subito, più altri 2 di bonus legati alla permanenza in Serie A. Una posizione che complica le trattative, ma che non scoraggia il Sassuolo, deciso a giocarsi le proprie carte fino in fondo.

Il Calciomercato Sassuolo, quindi, prosegue con grande intensità. La priorità resta quella di portare a Grosso (o al nuovo tecnico, in caso di cambio in panchina) giocatori pronti, abituati ai ritmi del massimo campionato, ma anche in grado di fare la differenza in Serie . Aebischer, con la sua esperienza maturata in Italia e in nazionale, rappresenta un profilo ideale.

Sarà fondamentale capire nelle prossime settimane se il Sassuolo riuscirà a superare la concorrenza e a chiudere l’affare. Una cosa è certa: il club neroverde è attivo e determinato, e il Calciomercato Sassuolo potrebbe riservare ancora molte sorprese.


Calciomercato Genoa, De Winter abbastanza corteggiato. Una rivale su di lui

Calciomercato Genoa: l’Inter osserva De Winter. I rossoblu fanno muro, ma…

Il calciomercato del Genoa continua a movimentare le cronache sportive, con diversi giocatori rossoblù finiti nel mirino dei grandi club italiani e stranieri. Dopo un’ottima stagione in Serie A, molti talenti del Grifone sono ora oggetto di grande attenzione da parte di società di primo livello, tra cui l’Inter, sempre attenta alle opportunità offerte dal mercato italiano.

Tra i nomi più seguiti in casa Genoa c’è sicuramente Koni De Winter, difensore belga classe 2002, autore di un campionato solido e in crescita costante. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il giovane centrale è uno dei profili più apprezzati dall’Inter, alla ricerca di rinforzi per la propria retroguardia. De Winter rappresenta un mix interessante di forza fisica, personalità e duttilità tattica, caratteristiche che lo rendono ideale per il sistema di gioco nerazzurro.

Ma il calciomercato del Genoa non si ferma qui. Un altro nome che stuzzica la fantasia della dirigenza dell’Inter è quello di Morten Frendrup, centrocampista danese già al centro di numerosi rumors nelle scorse sessioni di mercato. Frendrup ha impressionato per corsa, intelligenza tattica e capacità di inserirsi negli spazi, doti che lo renderebbero un’aggiunta preziosa per la mediana di Simone Inzaghi. Anche in questo caso, i contatti potrebbero intensificarsi nei prossimi giorni, con il Genoa pronto ad ascoltare offerte ma solo di fronte a proposte realmente convincenti.

Il calciomercato del Genoa, dunque, entra nel vivo, con il club ligure che si conferma una fucina di talenti in grado di attirare l’interesse dei top club italiani ed europei. La strategia della società sarà determinante: monetizzare mantenendo competitività o trattenere i propri gioielli per consolidare il progetto tecnico?


Calciomercato Fiorentina, possibile colpo dal Portogallo! Ecco l’indiscrezione

Calciomercato Fiorentina: occhi su Florentino Luis del Benfica

Il calciomercato della Fiorentina entra nel vivo, e tra i nomi accostati al club viola in queste ore spicca quello di Florentino Luis, mediano classe 1999 attualmente in forza al Benfica. Secondo quanto riportato da Transfermarkt, la società gigliata starebbe monitorando con attenzione il profilo del centrocampista portoghese, individuato come possibile rinforzo per la linea mediana della squadra.

Florentino Luis, nato in Angola ma in possesso del doppio passaporto, compirà 26 anni nel mese di agosto. Cresciuto nel settore giovanile del Benfica, ha seguito tutta la trafila con il club delle Aquile prima di maturare esperienza all’estero, con due prestiti significativi al Getafe in Spagna e al Monaco in Francia. Rientrato a Lisbona nell’estate del 2022, si è imposto gradualmente come titolare nel centrocampo della squadra allenata da Rui Costa, ritagliandosi un ruolo centrale nello scacchiere tattico.

Durante la stagione 2024/25, il centrocampista ha collezionato 26 presenze in Primeira Liga e ha disputato 9 partite in Champions League, oltre a 2 apparizioni nel Mondiale per Club, confermandosi come uno dei mediani più solidi del panorama europeo. Schierato abitualmente come vertice basso in un centrocampo a tre (4-3-3), Florentino si distingue per intelligenza tattica, capacità di intercetto e qualità nella distribuzione del pallone.

Nel contesto del calciomercato Fiorentina, la dirigenza gigliata avrebbe già avviato i primi contatti con il Benfica per sondare la fattibilità dell’operazione. Il tecnico viola Stefano Pioli, tornato da poco alla guida della squadra, è un estimatore del giocatore e lo riterrebbe un innesto ideale per il suo progetto tecnico. Tuttavia, le trattative sono ancora in fase embrionale e la valutazione del cartellino del calciatore, considerata alta, rappresenta al momento il principale ostacolo alla buona riuscita dell’affare.

Il calciomercato della Fiorentina potrebbe dunque entrare in una fase cruciale nei prossimi giorni, con Florentino Luis tra i nomi più caldi sul taccuino della società. La pista resta complicata, ma l’interesse è concreto e la volontà del club di rafforzare il centrocampo è evidente.


Insigne-Lazio, quale sarà il piano di Lotito per portarlo in biancoceleste?

Insigne-Lazio, fumata bianca vicina: Lotito promette a Sarri il colpo a effetto

Il possibile trasferimento di Lorenzo Insigne alla Lazio si fa sempre più concreto. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, l’esterno offensivo ex Napoli è pronto a vestire la maglia biancoceleste non appena il nuovo organismo che sostituirà la Covisoc darà il via libera ufficiale. Il progetto “Insigne-Lazio” è entrato in una fase caldissima e potrebbe presto trasformarsi in realtà.

Il presidente Claudio Lotito ha già preso una posizione netta sulla vicenda, garantendo a Maurizio Sarri il massimo impegno per portare il giocatore a Formello il prima possibile. Il legame tra Insigne e Sarri, costruito negli anni d’oro a Napoli, rappresenta un fattore determinante per accelerare la trattativa. La volontà di entrambe le parti è chiara: Insigne vuole tornare protagonista in Serie A, e la Lazio è pronta ad accoglierlo a braccia aperte.

Prima però sarà necessario risolvere alcune questioni burocratiche e assicurative. Infatti, per permettere a Insigne di allenarsi da subito con il gruppo squadra, serviranno garanzie specifiche sul piano contrattuale e sanitario. Solo una volta sistemati questi aspetti, si potrà parlare di un inserimento effettivo nel progetto tecnico biancoceleste.

L’arrivo di Insigne alla Lazio darebbe una svolta anche dal punto di vista tattico. Maurizio Sarri, infatti, potrebbe decidere di abbandonare temporaneamente il classico 4-3-3 per orientarsi verso un più offensivo 4-2-3-1, con Insigne nel ruolo di trequartista o esterno alto. Un’altra ipotesi al vaglio è il 4-3-1-2, che permetterebbe di sfruttare la sua fantasia alle spalle di due punte.

Il binomio Insigne-Lazio potrebbe dunque diventare una delle sorprese più intriganti del mercato estivo. Dopo l’esperienza in MLS con il Toronto FC, l’attaccante campano è desideroso di rilanciarsi nel calcio che conta, e Roma potrebbe essere il palcoscenico ideale. Con il via libera delle autorità federali e il sostegno di Lotito, il sogno di rivedere Insigne protagonista in Serie A sembra ora molto più vicino.

Non resta che attendere l’ok definitivo per vedere finalmente il matrimonio Insigne-Lazio celebrarsi: un colpo di classe che potrebbe infiammare la tifoseria e ridare entusiasmo all’ambiente biancoceleste.


Calciomercato Udinese, chi sarà l’erede di Lucca? Ecco la situazione attuale dei bianconeri

Calciomercato Udinese: caccia ai sostituti di Bijol e Lucca. La situazione attuale bianconera

Il calciomercato Udinese entra nel vivo e si prepara a una fase cruciale per riorganizzare la rosa in vista della nuova stagione. Secondo quanto riportato da footballadict.com, la dirigenza friulana è attivamente alla ricerca di due profili chiave: un difensore centrale che possa prendere il posto lasciato da Jaka Bijol e un attaccante in grado di raccogliere l’eredità di Lorenzo Lucca.

Entrambi i calciatori hanno lasciato il club nelle scorse settimane, aprendo così due vuoti importanti nello scacchiere tattico della squadra. Bijol, ormai trasferitosi in un altro campionato, era il punto di riferimento del reparto difensivo, mentre Lucca rappresentava una delle principali opzioni offensive, soprattutto per il suo stile di gioco fisico e il lavoro spalle alla porta.

Il calciomercato dell’Udinese si sta quindi concentrando su obiettivi che possano garantire qualità, ma anche continuità. In difesa, il profilo ideale sembra essere un centrale con esperienza in Serie A o in un campionato competitivo europeo, dotato di senso della posizione e capacità di impostare l’azione dal basso. Nomi concreti non sono ancora stati ufficializzati, ma le indiscrezioni parlano di contatti avviati sia in Italia che all’estero.

Per quanto riguarda il reparto offensivo, la situazione è simile: la priorità è trovare un attaccante giovane, ma pronto, possibilmente in grado di integrarsi in un sistema di gioco che richiede dinamismo, pressing alto e capacità di finalizzazione. Il calciomercato Udinese potrebbe quindi guardare a qualche profilo emergente della Serie B o a talenti internazionali in cerca di una ribalta importante.

L’obiettivo della società friulana è chiaro: non perdere competitività e continuare il percorso di crescita, valorizzando giovani promettenti ma senza rinunciare all’equilibrio di squadra. Il calciomercato dell’Udinese ha sempre avuto una forte identità, puntando su scouting e intuizioni, e anche in questa sessione si conferma strategico e attento.

Con ancora diverse settimane disponibili prima della chiusura delle trattative, i tifosi bianconeri possono aspettarsi movimenti interessanti. Le prossime settimane saranno decisive per capire in che direzione si muoverà realmente il calciomercato Udinese e quali saranno i nuovi volti pronti a vestire la maglia bianconera.

Calciomercato Cagliari, Piccoli nel mirino di una diretta rivela. La posizione dei rossoblu

Calciomercato Cagliari: il Como punta Roberto Piccoli, ma Giulini alza il muro

Il calciomercato Cagliari si anima attorno al nome di Roberto Piccoli, uno dei giocatori più richiesti dopo la buona stagione disputata in Serie A. L’attaccante rossoblù è finito nel mirino di diverse squadre, tra cui spicca il Como di Cesc Fabregas, ambiziosa neopromossa decisa a rafforzarsi con innesti di qualità. Il club lombardo valuta Piccoli come valida alternativa ad Álvaro Morata, nel caso in cui non dovesse concretizzarsi l’operazione con il Milan per l’attaccante spagnolo.

Il progetto del Como è ambizioso e mira a costruire una squadra competitiva sin dal primo anno nella massima serie. In quest’ottica, Piccoli rappresenta un’opportunità interessante: giovane, con già una discreta esperienza in Serie A e con margini di crescita importanti. La sua duttilità tattica e il fiuto del gol lo rendono un profilo ideale per il progetto tecnico targato Fabregas. Tuttavia, il calciomercato Cagliari non ha alcuna intenzione di svendere uno dei suoi talenti più promettenti.

Giulini fa muro: 30 milioni per Piccoli

La dirigenza rossoblù, guidata dal presidente Tommaso Giulini, ha stabilito un prezzo chiaro: per lasciare partire Roberto Piccoli servono almeno 30 milioni di euro. Una valutazione che riflette sia le potenzialità del giocatore che la volontà del club isolano di massimizzare l’eventuale cessione, specialmente in una fase delicata di ricostruzione.

In questo momento, il calciomercato del Cagliari sta lavorando su più fronti: da un lato c’è l’interesse a monetizzare da alcune cessioni eccellenti, dall’altro la necessità di garantire a mister Davide Nicola una rosa competitiva per affrontare la prossima stagione con l’obiettivo della salvezza. In questo contesto, la possibile partenza di Piccoli rappresenterebbe un sacrificio pesante, ma non impossibile, se dovesse arrivare l’offerta giusta.

Il Como, dunque, dovrà valutare se affondare il colpo o virare su altri obiettivi. Il calciomercato Cagliari rimane vigile e attento, pronto a tutelare i propri asset tecnici e a rinforzarsi dove necessario. Le prossime settimane potrebbero essere decisive, ma una cosa è certa: se qualcuno vuole Roberto Piccoli, dovrà passare dalle richieste (non trattabili) del presidente Giulini.

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