Pagina 799 – Calcio News 24

Calciomercato Sassuolo, si punta tutto su Andrea Colpani! Occhio all’interesse di quella rivale

Calciomercato Sassuolo, possibile colpo Andrea Colpani per l’attacco? Sarà una vera e propria battaglia questa estate

Il Calciomercato Sassuolo si accende dopo la promozione in Serie A. Il club neroverde vuole subito costruire una rosa competitiva per affrontare al meglio il ritorno nella massima serie, e tra le prime mosse in programma c’è l’assalto ad alcuni giocatori del Monza, retrocesso in Serie B. Secondo quanto riportato da Firenzeviola.it, il Sassuolo sarebbe tra le squadre interessate a Andrea Colpani, trequartista classe ’99, già protagonista in passato con la maglia del club brianzolo.

Colpani rappresenta una delle occasioni più interessanti sul mercato: con il Monza obbligato a cedere diversi elementi a causa della retrocessione, il suo profilo è finito nel radar di diverse società di Serie A, tra cui anche il Genoa. Tuttavia, il Calciomercato Sassuolo sembra intenzionato ad agire con decisione, sfruttando la situazione e cercando di chiudere l’operazione prima della concorrenza.

L’interesse del Sassuolo non si ferma però a Colpani. I dirigenti emiliani avrebbero infatti messo nel mirino anche Dany Mota Carvalho, attaccante portoghese molto apprezzato per la sua duttilità e capacità realizzativa, e Samuele Birindelli, esterno difensivo capace di giocare su entrambe le fasce. Entrambi rientrano nei piani tecnici della dirigenza neroverde, intenzionata a puntare su giocatori giovani ma già esperti nel campionato italiano.

Primi contatti tra il calciomercato Sassuolo e il Monza sarebbero già avvenuti in forma esplorativa, ma l’impressione è che le trattative possano entrare nel vivo nelle prossime settimane. Il Calciomercato Sassuolo sta cercando di muoversi con tempestività, evitando di restare indietro rispetto alla concorrenza, soprattutto per quanto riguarda giocatori che rappresentano un’opportunità anche dal punto di vista economico.

L’obiettivo della società neroverde è chiaro: costruire un organico solido e competitivo, capace di affrontare la Serie A con ambizione e senza soffrire nella lotta salvezza. E i profili individuati dal calciomercato Sassuolo rispecchiano questa strategia. Se le trattative andranno a buon fine, il Calciomercato Sassuolo potrebbe mettere a segno tre colpi importanti già nelle fasi iniziali della sessione estiva, lanciando un segnale forte a tutto il campionato.

Calciomercato Genoa, cosa filtra intorno alla trattativa per comprare Matteo Pessina? Le ultime novità

Calciomercato Genoa: occhi puntati su Matteo Pessina per rinforzare il centrocampo. La situazione intorno alla trattativa

Il Calciomercato Genoa entra nel vivo e uno dei nomi che inizia a circolare con insistenza è quello di Matteo Pessina. Secondo quanto riportato dall’edizione genovese de La Repubblica, il centrocampista classe 1997 sarebbe finito nel mirino del club rossoblù per rinforzare la mediana in vista della prossima stagione. Un’operazione ambiziosa, che dimostra la volontà del calciomercato Genoa di alzare il livello qualitativo della propria rosa.

Attualmente in forza al Monza, Pessina è reduce da una stagione negativa in Brianza considerando anche l’infortunio. Tuttavia, il suo desiderio sembra chiaro: rimanere in Serie A, ma possibilmente rilanciarsi in un contesto più competitivo, che possa anche riaprirgli le porte della Nazionale. In questo senso, il Calciomercato Genoa potrebbe rappresentare l’occasione giusta per voltare pagina e ritrovare nuove motivazioni.

Il profilo di Pessina interessa particolarmente per la sua capacità di giocare in più ruoli a centrocampo: mezzala, trequartista o mediano, il giocatore ex Atalanta garantisce tecnica, intelligenza tattica e dinamismo. Caratteristiche che ben si sposano con il progetto tecnico del Genoa, orientato verso un calcio moderno e aggressivo.

Dal punto di vista economico, l’operazione non sarebbe semplice ma nemmeno impossibile. Il Calciomercato Genoa potrebbe tentare la strada di un prestito con diritto di riscatto, oppure inserire contropartite tecniche per abbassare l’esborso complessivo. Molto dipenderà anche dalla volontà del Monza, che potrebbe lasciar partire il suo capitano di fronte a un’offerta ritenuta congrua.

Per il calciomercato Genoa, inserire un giocatore del calibro di Pessina rappresenterebbe un segnale forte: l’obiettivo è costruire una squadra solida, in grado non solo di mantenere la categoria ma di puntare alla parte sinistra della classifica. Il Calciomercato Genoa è solo agli inizi, ma con nomi del genere sul taccuino, la tifoseria può iniziare a sognare.

In attesa di sviluppi ufficiali, resta l’interesse concreto del calciomercato Genoa per Pessina: un’operazione che, se dovesse andare in porto, farebbe rumore e darebbe slancio a un mercato che si preannuncia molto interessante per il club ligure.

Calciomercato Bologna, Ndoye si avvicina al Napoli? I rossoblu non abbassano la testa e pretendono quella cifra

Calciomercato Bologna: Ndoye verso il Napoli, ma servono 40 milioni. Il piano della squadra rossoblu è preciso

Il calciomercato Bologna entra nel vivo con il nome di Dan Ndoye al centro di una trattativa sempre più calda. L’esterno svizzero è finito nel mirino del Napoli, che ha già raggiunto un accordo con il giocatore per quanto riguarda il contratto personale. Il tecnico azzurro Antonio Conte lo aspetta a braccia aperte per inserirlo nel nuovo progetto tecnico, ma resta ancora da convincere il calciomercato Bologna.

Il presidente rossoblù Joey Saputo, infatti, non ha alcuna intenzione di svendere uno dei giocatori più duttili e preziosi della rosa. La richiesta del club emiliano è chiara: servono 40 milioni di euro per lasciare partire Ndoye. Al momento, l’offerta del Napoli non soddisfa queste condizioni, ma i contatti tra le parti sono costanti e l’affare potrebbe sbloccarsi nei prossimi giorni.

Il calciomercato Bologna si sta rivelando dinamico, con operazioni in entrata e in uscita che possono cambiare il volto della squadra. Ndoye, arrivato a Bologna nella scorsa stagione, ha mostrato grande versatilità e spirito di sacrificio, guadagnandosi l’interesse di club importanti come il Napoli. Conte lo vede come un elemento perfetto per il suo 3-4-3, capace di coprire più ruoli lungo la fascia.

Dal punto di vista economico, il calciomercato Bologna punta a capitalizzare al massimo questa possibile cessione. I 40 milioni richiesti rappresentano non solo il valore attuale del giocatore, ma anche l’importanza strategica che ha avuto nel sistema rossoblù. La società emiliana è pronta a reinvestire la somma per rafforzare la rosa in vista della prossima stagione, magari puntando su giovani talenti da valorizzare, come spesso accade nel progetto tecnico bolognese.

In conclusione, la trattativa tra Napoli e Bologna per Ndoye rappresenta uno dei nodi centrali del calciomercato Bologna. Se i partenopei alzeranno la loro offerta, l’operazione potrebbe andare in porto molto rapidamente. Per ora, però, la palla resta nelle mani di De Laurentiis, chiamato a rilanciare per soddisfare le richieste rossoblù.

Il caldo dell’estate si fa sentire, ma è sul fronte delle trattative che si registrano le temperature più alte: Ndoye-Napoli è una pista rovente, e il calciomercato Bologna è pronto a esplodere.

Calciomercato Parma, Bonny pronto a firmare per quella big italiana. Cosa manca per la fumata bianca?

Calciomercato Parma: Bonny verso l’Inter, ma si tratta ancora sui bonus. Cosa manca per la fatidica fumata bianca?

Il calciomercato Parma è in pieno fermento e al centro delle trattative spicca il nome di Ange-Yoan Bonny, sempre più vicino al trasferimento all’Inter. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, l’affare tra i ducali e il club nerazzurro è ormai alle battute finali. Rimangono da definire soltanto alcuni dettagli relativi ai bonus da inserire nell’accordo.

Il calciomercato Parma ha fissato una valutazione iniziale di 25 milioni di euro per il cartellino del giovane attaccante francese, ma l’Inter propone una base fissa di 22 milioni, con il resto legato a bonus facilmente raggiungibili. Ed è proprio su questi ultimi che si concentrano ora i negoziati. L’accordo non prevede contropartite tecniche, anche se i due club mantengono aperti i canali per discutere di Sebastiano Esposito e Giovanni Leoni.

Il calciomercato Parma continua a ruotare attorno a strategie mirate e scelte di prospettiva. L’idea è quella di non opporsi a un trasferimento in prestito oneroso con obbligo di riscatto per Bonny, soluzione gradita anche all’Inter. Più complessa, invece, la situazione legata a Leoni: il Parma valuta il difensore 30 milioni di euro, una cifra che ha raffreddato l’interesse di alcuni club, anche se sia Inter che Milan restano vigili.

Per quanto riguarda Esposito, l’eventuale affare potrebbe chiudersi attorno ai 7 milioni di euro. Si tratta di un nome che piace molto al calciomercato Parma, che sta valutando l’inserimento del giovane attaccante nel proprio progetto tecnico.

Chiudere l’operazione Bonny rappresenterebbe una mossa importante per il mercato dell’Inter, che intende rinforzare subito il reparto offensivo. Il club nerazzurro punta a portare Bonny in ritiro con Chivu, per inserirlo rapidamente nei meccanismi tattici e sfruttarne la capacità di attaccare la profondità, caratteristica già apprezzata nei mesi scorsi al Parma.

In conclusione, il calciomercato Parma si conferma tra i più attivi della Serie A, con operazioni che coinvolgono giovani talenti dal grande potenziale. Le prossime settimane potrebbero essere decisive per completare le trattative e definire il futuro di Bonny, Leoni ed Esposito.

Sulemana Atalanta, nuova offerta nerazzurra per l’attaccante del Southampton. Le cifre dell’affare

Sulemana Atalanta, nuova offerta dei nerazzurri per l’ala del Southampton. Obiettivo chiudere il prima possibile

Secondo quanto riportato da CalcioNews24, ci sono delle novità importanti in ottica calciomercato: considerando che l’Atalanta per Sulemana ha proposto una nuova offerta intorno ai 17 milioni di euro.

I nerazzurri vogliono venire incontro alle esigenze del Southampton (la distanza era sui 2-3 milioni). Non resta che aspettare la risposta definitiva della squadra inglese, considerando anche la volontà della squadra orobica nel chiudere subito la trattativa.

Fonte foto Instagram: Southampton.

Bologna, Colomba: «Proseliti tra i giovanissimi, ora si può vincere anche qui; l’Europa League va affrontata nel modo giusto»

Le parole di Franco Colomba, ex calciatore del Bologna, sulle aspettative attorno ai rossoblù in vista della prossima stagione

Franco Colomba, protagonista della vittoria in Coppa Italia del 1974 del Bologna, ha parlato al Corriere dello Sport delle aspettative sulla squadra in vista della prossima stagione.

UNA NUOVA IDENTITÀ VINCENTE – «In questi ultimi anni il Bologna ha fatto proseliti tra i giovanissimi. Anche a Bologna si è riscoperta la gioia di vincere che per decenni è stata appannaggio di città come Milano, Torino, Roma, Napoli. I giovani vogliono riscoprirsi vincenti e questo trofeo, così come la qualificazione in Champions League dell’anno precedente, li ha fatti sentire così».

FIDUCIA NEL PROGETTO – «È presto per dirlo. Il mercato è suscettibile di cambiamenti repentini, tutto può modificarsi. Da quando ci sono gli agenti c’è stato un cambiamento drastico: in passato le bandiere sventolavano, mentre ora è sempre più complicato. Ma il Bologna è in buone mani. Se ci saranno delle cessioni direi di riporre massima fiducia in chi ha operato negli ultimi due anni, perché anche a fronte di partenze sono stati fatti acquisti, spesso di giocatori sconosciuti ai più, che hanno fatto alla grande».

VANTAGGIO ITALIANO – «Se le sostituzioni e i cambiamenti sono pochi c’è il vantaggio di una conoscenza reciproca: la fluidità di manovra esiste già, c’è solo da ricordare e non da fare un lavoro completamente nuovo».

PARTENZE E CONTINUITÀ – «Il Bologna ha dimostrato di saper fare anche questo. Sicuramente più si cambia e più c’è da ricominciare. Quando ci sono cessioni improvvise o numerose a volte si riparte da zero, ma al Bologna ci sono giocatori cardine, leader veri ai quali i nuovi arrivati si agganciano. Giocatori come Freuler, Ferguson, Orsolini e anche De Silvestri o qualche giovane come Castro sono punti di riferimento importanti».

SU CIRO IMMOBILE – «È un giocatore che ha delle qualità sotto porta che non tutti hanno, infatti è stato più volte capocannoniere, e in un ambiente entusiasta come quello del Bologna può trovare un grande stimolo. Non essendo più un ragazzino, può fare molto comodo: la sua confidenza con la rete può essere d’aiuto anche per aiutare i più giovani a crescere».

GESTIONE DELL’ATTACCANTE – «Credo che sia un ragazzo maturo e intelligente. Quando si hanno 35 anni ci si deve rendere conto che non si possono giocare 38 partite di campionato, più quelle delle coppe all’intensità necessaria. Se capisce che deve essere gestito per rendere al massimo problemi non ce ne sono. Ma queste cose verranno eventualmente definite in fase di acquisizione».

OBIETTIVI EUROPEI – «Resta sempre una competizione di qualità che va affrontata con l’organico giusto e sfruttando l’esperienza dell’anno scorso in Champions, dove i timori iniziali hanno compromesso il passaggio del turno. Partire con la testa giusta e la consapevolezza giusta sarà una cosa importante».

Mondiale per Club, le sudamericane incantano e convincono: sono lo la sorpresa del torneo

Mondiale per Club, le squadre sudamericane la rivelazione del torneo: non solo qualità tecnica, ma anche organizzazione e doti fisiche

Il Mondiale per club a 32 squadre, pensato per esaltare il dominio europeo, ha invece acceso i riflettori sulle squadre sudamericane, protagoniste a sorpresa ma con pieno merito. Con sei rappresentanti (quattro brasiliane e due argentine), la Conmebol sta imponendo ritmo, efficacia e idee. Flamengo e Botafogo si sono già qualificate agli ottavi, il Palmeiras vanta due clean sheet, il Fluminense ha appena battuto l’Ulsan ed è in testa al girone col Borussia Dortmund, e il River Plate è in piena corsa nel suo gruppo, forte anche del baby talento Franco Mastantuono, già venduto al Real Madrid. Solo il Boca Juniors, con un punto in due partite, sembra destinato all’eliminazione. Le sudamericane hanno segnato 20 gol in 12 gare, subendone 11, e i premi Fifa (3,8 milioni per chi è già qualificato, 7 per chi va agli ottavi) fanno la differenza per club con budget lontanissimi da quelli europei.

Ma oltre ai numeri, a colpire è il gioco espresso. Non più solo talento e spettacolo, ma una miscela di tecnica, preparazione fisica e rigore tattico. Il Botafogo, ad esempio, ha steso il PSG con un possesso palla del 39% e appena quattro tiri in porta: pragmatismo puro. Il Flamengo ha dominato il Chelsea con 15 conclusioni e oltre due expected goals. A brillare ci sono anche volti nuovi: Igor Jesus del Botafogo, De Arrascaeta del Flamengo, Estêvão del Palmeiras e il già citato Mastantuono sono le rivelazioni che potrebbero spostare gli equilibri. I club europei, stanchi e poco motivati, stanno pagando la differenza di approccio: per i sudamericani questa competizione è una sfida di prestigio e identità; inoltre per le squadre sudamericane questo è il momento apice della condizione, con i campionati in Brasile e Argentina che sono in corso, mentre in Europa si è chiusa una lunga e sfibrante stagione. E oggi sembrano avere tutte le carte per arrivare fino in fondo.

Lorenzo Lucca Napoli, Aldo Serena: «Un vuoto per l’Udinese, non sarà semplice sostituirlo. Senza di lui l’obiettivo per i friulani sarà questo»

Le parole di Aldo Serena su Lorenzo Lucca, attaccante dell’Udinese obiettivo principale del Napoli per rinforzare l’attacco

Aldo Serena, ex grande attaccante e oggi apprezzato commentatore, ha parlato a Il Messaggero Veneto. Al centro della sua analisi il futuro di Lorenzo Lucca con l’Udinese, molto vicino al Napoli, e le conseguenze del suo imminente addio.

LUCCA É UN CALCIATORE ATIPICO E MODERNO – «Penso che abbia disputato una buona stagione. Ritengo sia un calciatore atipico, perché all’altezza, oltre due metri, associa un dinamismo non comune per la sua stazza. Lavora poi bene spalle alle porta: Andrea Carnevale e il suo staff ci hanno visto giusto, quando ingaggiarono il giocatore due anni fa dall’Ajax. Nel calcio moderno il tipo di fisicità che esprime Lucca ritorna a essere importante».

NON SARÀ SEMPLICE SOSTITUIRLO – «Il suo addio lascerebbe un bel vuoto, ti abitui ad appoggiarti a un attaccante così. Dal punto di vista del gioco, nella fase di salita della squadra sa difendere palla e permette al gruppo di alzarsi di 20-30 metri. In fase di conclusione, invece, in situazioni in cui per esempio si deve recuperare il risultato, lo si può cercare con una palla spedita a centro area: in quella circostanza Lucca può colpire di testa direttamente a rete oppure può appoggiare il pallone all’indietro. Sono momenti del match in cui lui incide. Va trovato un altro giocatore con le sue stesse caratteristiche e credo non sia semplice, fermo restando che l’idea di gioco dell’Udinese rimanga uguale a quella della scorsa stagione».

LA FORZA DELLO SCOUTING DELL’UDINESE – «Anche perché i friulani, che hanno nello scouting la loro forza, vanno alla ricerca di calciatori che ancora non hanno espresso ancora del tutto le loro qualità».

L’OBIETTIVO PER LA PROSSIMA STAGIONE – «Io penso che i tifosi sottoscriverebbero un campionato come il precedente, ossia con la squadra che ha sempre veleggiato in una zona tranquilla di classifica. L’ambizione sarà di non ottenere qualcosa di meno. Va ricordato che ci sono sempre sette-otto club che investono di più e acquistano calciatori già formati. Il finale può essere affrontato con una leggera ambizione in più rispetto a quello della scorsa stagione. Va detto: non rilassiamoci».

«Liedholm, Baggio, Maradona, Ferrara, ecc il mio calcio»: Albertino Bigon, da “el dotor” di Rocco al rapporto speciale con Napoli

Le parole di Albertino Bigon, ex calciatore del Milan della stella e tecnico del Napoli dello Scudetto con Maraona

Albertino Bigon, figura storica del calcio italiano, ha lasciato un’impronta significativa sia come calciatore che come allenatore. Nato a Padova nel 1947, ha iniziato la sua carriera da centrocampista offensivo, distinguendosi per tecnica ed eleganza. Il culmine della sua avventura da giocatore lo raggiunge con la maglia del Milan, con cui in nove stagioni vince lo scudetto della stella nel 1978-79, oltre a tre Coppe Italia e una Coppa delle Coppe. La sua visione di gioco e l’intelligenza tattica preannunciavano già un futuro in panchina. Come allenatore, il suo nome è indissolubilmente legato all’impresa del secondo Scudetto del Napoli nella stagione 1989-90. Alla guida di una squadra che annoverava tra le sue fila campioni come Diego Armando Maradona e Careca, Bigon seppe orchestrare un trionfo storico, impreziosito l’anno seguente dalla vittoria della Supercoppa Italiana. La sua carriera da tecnico lo ha visto poi guidare con alterne fortune diverse squadre in Italia e all’estero. Oggi, Albertino Bigon ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

IL SOPRANNOME “EL DOTOR” DATO DA NEREO ROCCO – «Per via del detto: venessiani gran signori, padovani gran dotori, veronesi tuti mati, vicentini magnagati»

LIEDHOLM GLI FA FARE IL LIBERO PRIMA DI BARESI – «Sì, ero centravanti, falso nueve. Ma il ruolo di libero mi piaceva, ero pronto, e invece proprio in quei giorni, e diciamo per fortuna, è nato il fenomeno»

ROBERTO BAGGIO AL VICENZA – «Un giorno ce lo presentano: “Questo è Roberto Baggio e da oggi si allenerà con la prima squadra”. “Sempre?”, chiedo. “Da oggi”, dice il direttore sportivo. “E cosa fa? Lascia la scuola?”. “Sì”. “Ma dai, i ragazzini mandateli a scuola…”. Poi, quando ho visto come giocava, ho capito che forse era giusto così. Mi aveva chiamato la Lazio per sapere com’era el bocia. Ho risposto: “Un fenomeno, prendetelo subito”. “Ma sono fuori di testa a Vicenza? Vogliono cinquecento milioni di lire!”. L’avevano considerata una cifra spropositata, scandalosa. “Ma ne vale molti di più”, dissi. Lo prese la Fiorentina».

MARADONA NEL 1990 – «Quel Napoli era uno squadrone e Maradona il migliore del mondo. Quando veniva all’allenamento era eccezionale. Il problema era solo quando. Nel periodo iniziale agli allenamenti non si faceva vedere. Eppure anche quello è stato, con il suo finale polemico e travolgente, un anno felice. Quello dopo no, quello è stato tragico».

CIRO FERRARA – «Ferrara portava in campo la sua giovane saggezza e la sua grande tranquillità, un giocatore esemplare. La fascia l’aveva Maradona, ma il vero capitano dello scudetto era Ciro».

LO SCUDETTO DELLE POLEMICHE – «L’avremmo vinto lo stesso, con un punto di vantaggio, anche senza la vittoria a tavolino di Bergamo contro l’Atalanta, visto come è poi andata a Verona per il Milan. Non abbiamo rubato niente. La monetina su Alemao? Allora c’erano delle regole che potevamo non condividere, ma c’erano e dovevamo rispettarle».

IL NAPOLI E IL MILAN – «Sono rossonero per Nereo Rocco. Quando lui è passato dal Padova al Milan io sono diventato suo tifoso. Poi nel Milan ci ho giocato e vinto. Il Napoli, però, occupa un posto particolare nel mio cuore. Certo, perché ho allenato e vinto e vissuto bene, ma anche per mio figlio Riccardo che ci ha lavorato come direttore sportivo, ingaggiando giocatori importanti come Cavani, Reina, Callejon, Koulibaly, Albiol, Jorginho e Ghoulam. Fino a Higuain».

LA SUA VITA OGGI – «Poco golf, ho rallentato. Quest’inverno sono rimasto al caldo, un’uscita ogni tanto. Vivo bene, un po’ di tv, un’occhiata ai giornali, sono tranquillo. Penso ai miei tre figli e ai miei sette nipoti e fra poco potrebbero arrivare i pronipoti. La mia vita è stata piena di emozioni e certezze. Sono stato fortunato. Ho giocato, ho vinto. Ho incontrato gli amici e i maestri giusti al momento giusto. A Foggia c’era Tommaso Maestrelli che mi ha insegnato il calcio e la vita. Al Milan, oltre all’immenso Nereo Rocco, c’era Nils Liedholm, esteta del calcio. Il calcio dolce che è sempre piaciuto a me».

PSG, contro Seattle vuole tornare alla vittoria, dubbio Dembelé in attacco

Il PSG in campo contro Seattle Sounders, i francesi vogliono dimenticare in fretta il ko con il Botafogo: dubbi su Dembelé

Dopo l’euforia generata dalle roboanti vittorie su Inter (5-0) e Atletico Madrid (4-0), il PSG ha subito una brusca frenata, sorpreso dal Botafogo nel secondo turno del Mondiale per club. Il gol decisivo di Igor Jesus ha mostrato che anche la corazzata dell’emiro non è infallibile. I brasiliani, campioni in carica della Coppa Libertadores, hanno offerto una prova di compattezza e realismo, resistendo al 72% di possesso palla parigino e colpendo in contropiede. La sconfitta è stata in parte favorita da un ampio turnover deciso da Luis Enrique, che ha lasciato fuori metà titolari, rimedia poi nel secondo tempo senza però riuscire a scardinare la difesa avversaria. Il risultato ha acceso l’entusiasmo a Rio, dove i tifosi del Botafogo hanno celebrato in massa sulla spiaggia di Copacabana.

Ora il PSG rischia, almeno sulla carta, l’eliminazione: per passare il turno deve battere i Seattle Sounders, fermi a zero punti, e sperare che l’Atletico Madrid non ottenga un risultato migliore. Difficile, certo, ma non impossibile. Per questo Luis Enrique spera nel recupero di Ousmane Dembélé, ancora ai box dal 5 giugno per un infortunio al quadricipite sinistro. Il francese ha iniziato ad allenarsi con il gruppo e potrebbe tornare a disposizione già contro i Sounders. Il suo rientro sarebbe fondamentale per ridare brillantezza a un attacco che, anche con Kvaratskhelia, Doué e il positivo ritorno di Barcola, ha mostrato segni di appannamento. Ma Dembélé ha anche motivazioni personali: vuole mettersi in mostra nelle prossime sfide per rafforzare la sua candidatura al Pallone d’Oro.

Roma, Gasperini torna su O’Riley: vicino all’Atalanta, può arrivare in giallorosso? Le ultime

Roma, obiettivo O’Riley per Gasperini: piaceva al tecnico all’Atalanta e ora in giallorosso potrebbe arrivare, le ultime

La Roma si prepara a un’estate di mercato all’insegna dell’equilibrio tra sostenibilità finanziaria e ambizione tecnica. Come riportato dal Corriere dello Sport, il nuovo direttore sportivo Frederic Massara ha promesso una squadra più forte, ma dovrà muoversi entro i vincoli del fair play Uefa e le indicazioni della proprietà Friedkin, che nonostante gli investimenti imponenti – tra club e stadio – non può permettersi spese sconsiderate. L’input principale è chiaro: valorizzare chi è in rosa e inserire innesti di qualità, a partire da quattro titolari certi nelle aree chiave. La triade decisionale (Massara, Ranieri e Gasperini) ha già definito le priorità: arriveranno un difensore centrale, un esterno destro, un centrocampista e un attaccante di movimento. In caso di partenza di Angeliño, si aprirebbe anche una pista a sinistra, con Maxime De Cuyper del Club Bruges tra i candidati, su cui c’è anche il Milan.

Tra i nomi più caldi c’è quello di Matt O’Riley, centrocampista inglese naturalizzato danese, già vicino all’Atalanta in passato e gradito a Gasperini. La sua duttilità e visione di gioco lo rendono perfetto per la mediana giallorossa, soprattutto se Paredes dovesse partire e Gourna-Douath non fosse confermato. In attacco, il modulo 3-4-2-1 prevede rinforzi: con Dovbyk al centro e Dybala (o Soulé) dietro, serve un’alternativa tecnica a piede destro. El Shaarawy è l’unico profilo attuale, ma piacciono Gudmundsson, Paixao del Feyenoord e il giovane Boving dello Sturm Graz. In difesa, si valuta Lucumi del Bologna (clausola da 28 milioni) e Aguerd del West Ham. Sul fronte esterno destro, le richieste del Flamengo per Wesley (30 milioni) complicano la pista. Il lavoro sarà lungo, ma la Roma punta a costruire una rosa più competitiva senza strappi, con scelte oculate e condivise.

Evani: «Dopo la vittoria dell’andata non era semplice ripetersi; polemiche? La Salernitana aveva tutto il vantaggio»

Le parole di Alberico Evani, tecnico della Sampdoria, dopo il doppio successo ottenuto nei playout di Serie B con la Salernitana

Alberico Evani, tecnico della Sampdoria, ha parlato al termine del match di ritorno del play out di Serie B contro la Salernitana. Ecco le sue dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa.

PARTITA – «Dopo la vittoria di domenica scorsa non era semplice ripetersi in un campo difficile e contro una squadra. E’ più di un mese che ci stiamo allenando bene ed erano preparati e convinti del gioco che abbiamo proposto. Hanno fortificato lo spirito del gruppo, anche quando tatticamente non c’era un grande ordine sopperivamo col lavoro e con il sacrificio di tutti. Non commento quello che è successo prima del mio arrivo, ma posso dire che ho trovato un gruppo depresso che non riusciva a rendere secondo i propri reali valori».

SENSAZIONI PRE-MATCH – «Dovevo tirar fuori queste qualità, moltiplicandole per undici.  Farsi trovare pronti nel momento giusto è un merito che non va assolutamente trascurato. Dopo la serata di Castellammare avevamo organizzato degli allenamenti punitivi, ai quali hanno assistito anche i tifosi che ci hanno offeso e umiliato con merito. Nessun calciatore, però, ha abbandonato la nave e tutti hanno avuto voglia di giocarsi al meglio questa seconda opportunità. Intensità e voglia di far bene sono aumentate, successivamente ci è arrivata questa notizia ufficiale e quindi ci siamo concentrati al massimo anche quando non eravamo certi. Insieme abbiamo preparato il match come se avessimo dovuto giocarlo, siamo arrivati a questo punto convintissimi. Ci sentivamo più forti».

ARBITRAGGIO – «Non me ne sono accorto, soprattutto del rigore. Sul gol annullato alla Salernitana credo non ci siano dubbi. Non credo sia il caso di fare polemiche, mi dispiace solo che la partita non sia finita perchè a me piace vincere regolarmente quando l’arbitro fischia la fine. Io ho grande rispetto per una grande società come la Salernitana».

POLEMICHE – «La Salernitana avrebbe dovuto comunque disputare i playout, col Frosinone e partendo in svantaggio. Poi è successo quello che è successo, anzi la Salernitana partiva col vantaggio del doppio risultato. Capisco la distanza del tempo, ma il problema della partita no. Anzi la Salernitana ha tratto vantaggio».

Inter, Susic si presenta: «Essere qui mi ha cambiato tutto, ecco cosa mi ha convinto di Chivu»

Le parole di Petar Susic, nuovo rinforzo dell’Inter: «Quando il mio agente mi ha detto che erano interessati non ho avuto più dubbi»

Petar Sucic, nuovo rinforzo dell’Inter, ha parlato a la Gazzetta dello Sport. Di seguito le parole del nerazzurro.

SUCIC COME SI STA ALL’INTER – «Benissimo, il cambiamento di vita e di carriera è grande. ma l’ho voluto fortemente. Adesso mi trovo in un club semplicemente enorme e voglio godermi fino in fondo questa esperienza, crescere come calciatore e come uomo. E, ovviamente, vincere».

COSA TI HA IMPRESSIONATO – «Viene curato tutto in ogni singolo dettaglio, ma mi ha impressionato molto anche l’umanità delle persone. Sanno che vengo da un altro mondo e devo ambientarmi. All’inizio ero un po’ nervoso ed emozionato, mi chiedevo come fosse vivere l’Inter da dentro. Ma quando sono arrivato, ho visto compagni concentrati, ma che sanno anche rilassarsi e godersi il momento. Visti da fuori, in tv, pensi che campioni così siano macchine, invece l’atmosfera nello spogliatoio è positiva».

NESSUNA TRACCIA DELLA DELUSIONE IN CHAMPIONS – «Io l’ho vista dal ritiro della nazionale, quella partita non riflette la realtà e il valore delle due squadre. È stata strana, non so cosa sia successo, ma ora è il passato, non penso siano rimaste tracce nello spogliatoio. Dobbiamo pensare al futuro, vogliamo giocarcela al meglio le chance in questo torneo: può essere un po’ strano iniziare direttamente dal primo Mondiale della storia, ma per me è anche esaltante».

CHI STA AIUTANDO – «Innanzitutto, ho iniziato a studiare italiano privatamente negli ultimi mesi: non lo parlo ancora, ma capisco già quasi tutto, anche se a volte voi italiani andate troppo veloce… Lautaro mi ha mandato un messaggio bellissimo già quando avevo firmato e si è messo a disposizione da vero capitano. Ma anche gli altri sono pronti ad aiutarmi: per esempio Hakan è fantastico e Mkhitaryan fa da traduttore ufficiale quando serve. Di lingue ne parla tantissime, gli manca giusto il croato…».

CHIVU – «Ama ciò che fa e lo trasmette: si vede dalla precisione che usa in ogni singolo allenamento. Ho notato un’altra dote importante, la schiettezza: parla in maniera diretta, dice quello che pensa in faccia. Non fa giri di parole, va al punto. Al momento non mi ha chiesto niente di specifico, ma solo di creare sintonia con i compagni e di… capire. Capire come vuole giocare, capire come ci si allena, capire dove sono arrivato, insomma».

INTERESSE ALTRE SQUADRE – «Vero, ma non dirò quali. Poi il mio agente mi ha telefonato e mi ha detto: “Ti vuole anche l’Inter”. A quel punto è finito tutto perché gli ho risposto: “Voglio solo andare lì”. Questo club è speciale anche per tutti i croati che hanno vestito questa maglia: ho parlato con ognuno di loro, Brozovic, Perisic e anche Kovacic. Tutti mi hanno detto la stessa cosa: “Vai a Milano senza neanche pensarci”. Diciamo che ho seguito il loro consiglio…».

AL MILAN ARRIVERA’ IL CONNAZIONALE MODRIC – «Non ha ancora firmato…».

SE FIRMASSE… – «Se firmasse… sarà bellissimo. Giocare un derby contro Modric sarebbe speciale. Abbiamo solo giocato insieme in nazionale, per noi croati lui è semplicemente il più grande di sempre, tutti vogliono essere come Luka. Non riesco a immaginare bene come sia averlo contro, ma il derby di Milano è unico, come San Siro stesso… Quando ci sono entrato per la prima volta in un Inter-Fiorentina, ho detto “uao”: non è uno stadio, è la casa del calcio».

COSA FA SUCIC FUORI DAL CAMPO – «Sarò un po’ noioso, ma fuori dal calcio… guardo il calcio. Se c’è una partita, di qualunque campionato, io sono alla tv. Sono pazzo per questo gioco, non dico che conosco tutti i giocatori, ma quasi… L’unica alternativa è il tennis, che amo molto».

SINNER O ALCARAZ – «Perdonatemi italiani, ma io dico sempre Nole».

Napoli, sprint decisivo per Ndoye: le ultime sulla trattativa

Il Napoli pronto a chiudere per Ndoye: si cerca l’intesa economica con il Bologna per l’esterno svizzero: l’obiettivo è averlo a disposizione al ritiro

Dan Ndoye è il nome in cima alla lista del Napoli per rafforzare le corsie esterne, e la trattativa con il Bologna, partita mesi fa, è ora entrata in una fase decisiva. Come riporta la Gazzetta dello Sport, il club azzurro è da tempo sulle tracce dell’esterno svizzero, individuato come il profilo ideale per dare equilibrio alla squadra di Conte grazie alla sua capacità di abbinare fase offensiva e copertura. Il gradimento del giocatore è già stato raccolto e l’ingaggio proposto (circa 2.5 milioni l’anno) rappresenterebbe un netto salto rispetto agli attuali 800mila euro. Resta però da trovare l’intesa con il Bologna, che chiede 40 milioni mentre il Napoli punta a una cifra più bassa, provando magari a inserire contropartite tecniche come Alessandro Zanoli, gradito ai rossoblù ma su un binario separato rispetto alla trattativa principale.

Il Napoli considera Ndoye una priorità rispetto ad altri nomi come Lookman, Chiesa o Lang, e vorrebbe chiudere l’operazione quanto prima per consegnarlo a Conte già in ritiro. L’idea è affiancare allo svizzero un altro esterno per completare il pacchetto, che vedrà comunque la conferma di Politano e il probabile innesto di David Neres. La presenza della Champions e la necessità di competere su più fronti spingono infatti la dirigenza a costruire una rosa profonda e dinamica. Nel frattempo, il Bologna intende capitalizzare l’interesse per Ndoye per reinvestire e continuare il progetto ambizioso avviato da Sartori. Il dialogo tra Manna e Sartori prosegue, e le prossime ore potrebbero risultare decisive per sbloccare un affare che corre da mesi e ora intravede il traguardo.

Milan, anche Zinchenko tra i nomi per il post Theo Hernandez: si attende la decisione del terzino

Milan, da decidere il futuro di Theo Hernandez, che apre all’Arabia Saudita: tra i sostituti papabili c’è anche Zinchenko

Il futuro di Theo Hernandez sembra segnato: il terzino francese è ormai ai margini del progetto rossonero e il Milan lavora per la sua cessione, con l’Al-Hilal pronto a chiudere l’operazione. Come riportato dal Corriere dello Sport, il club saudita ha messo sul piatto un’offerta da 30 milioni di euro più bonus, mentre al giocatore spetterebbe un maxi ingaggio da oltre 15 milioni a stagione. Il sì definitivo dell’ex Real Madrid non è ancora arrivato, ma l’apertura al trasferimento in Arabia c’è. Theo avrebbe preferito restare in Europa, sognando un trasferimento all’Atlético Madrid, ma con i contatti ormai interrotti col Milan, l’unica strada concreta sembra quella araba. Intanto, il giocatore si gode le vacanze in Sardegna con la famiglia, mentre a Casa Milan si pianifica il futuro.

In attesa dell’uscita del francese, il Milan lavora sottotraccia per il sostituto. Il nome più caldo è quello di Oleksandr Zinchenko, in uscita dall’Arsenal. Il terzino ucraino ha aperto al trasferimento e potrebbe arrivare per meno di 20 milioni, complice una stagione opaca e un contratto in scadenza nel 2025. L’unico nodo resta l’ingaggio elevato, ma si ragiona con gli agenti su una possibile dilazione pluriennale. In alternativa, piace molto anche Maxim De Cuyper del Club Bruges, classe 2000, profilo giovane e in crescita, seguito anche dalla Roma. Il Milan, che dal Bruges ha già acquistato De Ketelaere, si prepara a un possibile duello di mercato con l’ex ds rossonero Massara. Tutto, però, resta fermo finché Theo non farà la sua scelta definitiva. Solo allora il club potrà affondare per il nuovo padrone della fascia sinistra.

La Sampdoria si salva all’ultima, Salernitana in Serie C, ma all’Arechi perdono tutti

Sospesa Salernitana Sampdoria dopo il lancio di fumogeni e altri oggetti da parte dei tifosi granata dopo lo 0-2 del ritorno dei playout

La Sampdoria conquista una salvezza tanto insperata quanto drammatica, mentre la Salernitana affonda in Serie C nel peggior modo possibile. All’Arechi, nel ritorno dei playout, la gara viene interrotta tre volte e infine sospesa definitivamente per gravi disordini causati dalla Curva Sud granata, esplosi dopo il gol dello 0-2 di Sibilli che replicava l’andata. Lanci di oggetti, fumogeni e tentativi di sfondamento delle recinzioni obbligano l’arbitro Doveri a decretare la fine anticipata per motivi di ordine pubblico. Una serata amarissima per la Salernitana, scivolata dalla Serie A alla C in due stagioni, con un epilogo segnato dalla rabbia di una tifoseria esasperata e dal rammarico dell’a.d. Maurizio Milan, che ha promesso rilancio ma condannato con fermezza ogni episodio di violenza.

Dall’altra parte, la Sampdoria può finalmente tirare un sospiro di sollievo. A quaranta giorni dalla sconfitta di Castellammare, i blucerchiati evitano la retrocessione in Serie C e guardano avanti con rinnovata fiducia. Merito anche di una gestione finale più lucida: dopo una stagione disastrosa con quattro allenatori e due mercati fallimentari, il ritorno degli uomini dello scudetto del 1991 (Evani, Lombardo, Invernizzi e Mancini) ha dato compattezza e autostima. La tifoseria ha risposto con entusiasmo, riempiendo il Ferraris e seguendo la squadra anche a Salerno. Ora il club potrà costruire con più serenità: in cima alla lista delle priorità ci sono la conferma dell’allenatore e le valutazioni sui dodici giocatori in scadenza o a fine prestito. Il peggio, forse, è alle spalle.

Italia Under 21, contro la Germania lacrime ed applausi, Nunziata: «11 contro 11 non hanno visto palla, poi l’arbitro ha rovinato tutto»

Italia Under 21, fuori, ma a testa altissima contro la Germania: in doppia inferiorità numerica la squadra di Nunziata sfiora l’impresa

Finisce in lacrime e tra gli applausi l’avventura dell’Italia Under 21 agli Europei. Gli azzurrini escono ai supplementari contro la Germania dopo aver acciuffato un insperato 2-2 all’ultimo secondo dei tempi regolamentari, in inferiorità numerica doppia. L’eroe del momento è Ambrosino, che con una punizione magistrale porta la sfida ai tempi supplementari nonostante l’inferiorità numerica. L’Italia, rimasta in nove per le espulsioni di Gnonto (doppio giallo) e Zanotti (rosso per proteste), ha giocato con cuore, coraggio e un’organizzazione difensiva che ha saputo limitare la qualità tedesca per larghi tratti della gara.

La squadra di Nunziata ha interpretato la gara con strategia e sacrificio: un 5-4-1 accorto, con pressing a tratti feroce e ripartenze veloci affidate soprattutto a Koleosho, tra i migliori. Proprio l’esterno del Burnley ha sbloccato la partita con un gol da applausi, ma i tedeschi sono rientrati con due reti da calcio piazzato. I supplementari, vissuti eroicamente in nove, sono stati chiusi solo a tre minuti dalla fine con il gol di Rohl che ha spento i sogni azzurri. Resta l’amarezza per l’arbitraggio del lituano Lukjancukas, considerato troppo severo e incapace di gestire la tensione del match. Nonostante l’eliminazione, la prestazione ha lasciato segnali importanti per il futuro: questa Italia giovane, generosa e mai doma ha saputo emozionare pubblico e critica. Di seguito le parole di Nunziata alla Rai dopo la sconfitta.

RINGRAZIAMENTI AI GIOCATORI – «Io non è bastato non lo metterei: ringrazierei i ragazzi, per lo spettacolo che hanno dato per 120 minuti giocando anche in 9 contro 11, riprendendo la partita e perdendola a 4 minuti dalla fine. Hanno giocato a calcio, lo sanno fare e non smetterò mai di ringraziarli per tutto quello che mi hanno dato e per tutto quello che siamo riusciti a fare insieme, che non è poco».

SULL’ARBITRAGGIO – «Tanto è inutile parlarne. L’arbitro secondo me ha rovinato la partita, però alla fine resta il risultato, la grandissima amarezza e la grande consapevolezza che la squadra avrebbe meritato di andare avanti e ha fatto una grandissima partita sotto tutti i punti di vista. Loro hanno tutti giocatori che giocano in Bundesliga, ci davano tutti per sconfitti e, se l’arbitro non avesse rovinato la partita, l’hanno vista poco la palla».

SUL FUTURO DEGLI AZZURRINI – «Io penso che alla fine se lo prenderanno lo spazio. Alcuni giocano, altri troveranno spazio con più continuità».

IL LASCITO PER LA NAZIONALE A – «Dei giocatori che in questi due anni sono cresciuti tantissimo. Sarò contento se vedrò i ragazzi un domani andare su in Nazionale A».

Mondiale per Club, pareggio a reti bianche tra Salisburgo e Al-Hilal: si complica la qualificazione per Inzaghi?

Pareggio senza gol tra Salisburgo e Al-Hilal: rimane aperta la classifica del girone F del Mondiale per Club

L’Al-Hilal frena dopo l’ottimo debutto al Mondiale per Club e si complica la strada verso gli ottavi: contro il Salisburgo finisce 0-0, un pareggio che lascia l’amaro in bocca alla squadra di Simone Inzaghi. Nonostante una prestazione convincente sul piano del possesso e delle trame offensive, i sauditi hanno peccato in fase conclusiva: Marcos Leonardo si conferma poco incisivo, Malcom è fumoso e il forcing finale non basta. Il Salisburgo, ben organizzato e solido in difesa, tiene botta e sfiora anche il colpaccio nella ripresa con un’occasione per Mellberg, sventata da uno strepitoso Bounou.

Nel Girone H la classifica resta apertissima: Real Madrid e Salisburgo guidano con 4 punti, Al Hilal insegue a quota 2, mentre il Pachuca è matematicamente eliminato. Saranno dunque decisive le sfide dell’ultima giornata, con la Juventus spettatrice interessata in attesa di scoprire l’avversaria per gli ottavi. Tra i migliori in campo Bounou, protagonista tra i pali, Cancelo, imprendibile sulla fascia, e Koulibaly, solido dietro. Male invece Marcos Leonardo, troppo evanescente, e Malcom, che conferma un rendimento altalenante. Per gli austriaci bene Rasmussen, attento e sempre puntuale, Kratzig e Zawieschitzky, mentre deludono Diabate e Baidoo.

Juve, sfida al City per il primo posto del girone: pari differenza reti, ecco cosa serve ai bianconeri per finire davanti

La Juve prepara l’ultima sfida dei gironi del Mondiale per Club contro il Manchester City: ecco il risultato che serve ai bianconeri per il primo posto

La Juve si prepara a sfidare il Manchester City nell’ultima giornata del Gruppo G del Mondiale per Club, con in palio il primo posto nel girone. Entrambe le squadre hanno vinto le prime due partite, sono già qualificate agli ottavi e, dopo il 6-0 rifilato dai Citizens all’Al-Ain nella notte, vantano la stessa differenza reti (+8). A fare la differenza, per ora, è il maggior numero di gol segnati dai bianconeri: nove contro gli otto messi a segno dalla formazione di Guardiola. Questo piccolo vantaggio statistico consente alla squadra di Igor Tudor di affrontare lo scontro diretto con due risultati utili su tre: basterà infatti non perdere per chiudere al comando del girone e garantirsi un accoppiamento potenzialmente più favorevole al turno successivo.

Il regolamento FIFA per la fase a gironi del Mondiale per Club prevede infatti che, in caso di arrivo a pari punti tra due squadre, contino prima gli scontri diretti, poi la differenza reti negli scontri diretti e infine i gol segnati negli stessi. Se anche in questo caso dovesse persistere la parità, si considera la differenza reti generale, che al momento è identica, ma il maggior numero di reti segnate dà alla Juventus un piccolo margine. In caso di primo posto, la squadra torinese affronterà la seconda classificata del Gruppo H – dove sono ancora in corsa Real Madrid, Al-Hilal e Salisburgo – mentre da seconda incontrerebbe la capolista dello stesso girone. Per questo motivo la sfida con il City è tutt’altro che irrilevante, anche se il passaggio del turno è già certo. Ora l’obiettivo è consolidare la leadership nel girone e presentarsi agli ottavi con fiducia e un cammino fin qui impeccabile.

Juve, Yildiz show contro il Wydad Casablanca: incassati gli ottavi

La Juve batte il Wydad Casablanca e si aggiudica gli ottavi del Mondiale per Club: Yildiz mattatore con un doppietta (e mezza)

La Juve archivia con un netto 4-1 la sfida contro il Wydad Casablanca e mette in cassaforte la qualificazione agli ottavi del Mondiale per Club. Protagonista assoluto della serata è Kenan Yildiz, autore di una prestazione totale: partecipe sia in fase di possesso che di sacrificio, si lancia in rincorse difensive e poi spacca la partita con accelerazioni e gol. Il vantaggio arriva a 7’ dalla fine del primo tempo con una sua progressione innescata da uno scambio con Thuram e conclusa con una deviazione fortunosa di Boutouil. Da lì, la Juventus prende in mano il match: Yildiz raddoppia con un missile dal limite, mentre un errore difensivo permette al Wydad di accorciare con Lorch. I marocchini alzano il ritmo e sfiorano il pari in più occasioni, ma è ancora Yildiz a calmare la squadra con un ottimo lavoro spalle alla porta, permettendo ai bianconeri di chiudere in controllo il primo tempo.

Nella ripresa, la Juve ricomincia forte colpendo un palo con Cambiaso, prima di chiudere i conti con un altro gol di Yildiz, servito alla perfezione da Kolo Muani. Tudor, soddisfatto, inserisce forze fresche per gestire il finale e trova anche la gioia personale di Vlahovic, che entra, si guadagna un rigore e lo trasforma al 94’. Una serata perfetta per i bianconeri, che grazie a questa vittoria affronteranno ora il Manchester City nello scontro diretto per il primo posto nel girone. Intanto, la squadra ha lasciato subito lo stadio per volare a Orlando, dove proseguirà la preparazione al Champions Gate Resort in vista delle prossime sfide mondiali, con avversari possibili tra Real Madrid, Al-Hilal e Salisburgo.

Le prime pagine sportive nazionali – 23 giugno

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Italia Under 21 eroica e sconfitta: in 9 contro la Germania arriva ai supplementari, poi il sogno finisce

L’Italia Under 21 esce dagli Europei a testa alta: contro la Germania, con due espulsioni, recupera lo svantaggio, poi ai supplementari il gol della beffa

L’Italia Under 21 saluta l’Europeo al termine di una partita emozionante e combattutissima contro la Germania, che conquista l’accesso alla semifinale. Azzurrini sfortunati e poco cinici, soprattutto nel primo tempo: dopo un avvio migliore dei tedeschi, la squadra di Nunziata cresce e crea più occasioni. L’occasione più nitida capita a Gnonto, che non riesce a punire Atubolu su un errore in uscita. Prati sfiora il vantaggio in un paio di occasioni, ma anche Desplanches deve dire la sua salvando su Nubel. Nella ripresa l’Italia trova il vantaggio con una perla di Koleosho, ma la gioia dura poco: prima il pari di Woltemade, poi la rimonta completata da Weiper, con gli azzurri che nel frattempo restano in nove per i rossi a Gnonto e Zanotti, con il secondo dubbio a dir poco. Quando tutto sembra perduto, una punizione magistrale di Ambrosino riporta il punteggio in parità al 95’ e porta il match ai supplementari.

Nei tempi extra, l’Italia stringe i denti in inferiorità numerica e resiste agli attacchi tedeschi, affidandosi alle parate di Desplanches. Ma a tre minuti dalla fine arriva la beffa definitiva: Brown trova Rohl al limite, il suo destro sorprende il portiere azzurro e fissa il 3-2 finale. L’Italia esce dunque ai quarti con grande onore e qualche rimpianto, soprattutto per le tante occasioni sciupate. La Germania, più cinica e lucida nel momento decisivo, affronterà ora la Francia in semifinale. Applausi comunque per la squadra di Nunziata, capace di reagire anche in doppia inferiorità numerica e autrice di una prestazione che, al netto del risultato, conferma talento e carattere.

Salernitana, Milan: «Notte triste per tutti noi, tanti errori arbitrali contro di noi; toccare il fondo? Possiamo ripartire»

Le parole di Maurizio Milan, amministratore delegato della Salernitana dopo la retrocessione dei campani in Serie C

Maurizio Milan ha parlato in conferenza stampa dopo la retrocessione della Salernitana in Serie C. Di seguito le sue parole.

LA DELUSIONE PER LA RETROCESSIONE – «È una notte molto triste. Per la società, per la città, per i tifosi. Non ci sono frasi di circostanza, ma profonda amarezza da parte nostra. Dico subito che non ci sono alibi, poi parleremo di quanto accaduto in queste settimane. Ci hanno fatto molto innervosire per il gol annullato, per il rigore non dato, per situazioni evidenti. Il problema è che non dovevamo arrivare a questi playout. Risponderemo con i fatti, ve lo posso assicurare. Già in queste settimane, con la proprietà, stavamo impostando il futuro di questo club seppur in una serie diversa. Non indietreggiamo rispetto a quella che sarà la nostra presenza a Salerno per un progetto che ci vedrà in Serie C e che prevederà un rilancio del club. Condanniamo gli episodi di violenza, ma non si doveva arrivare a questi playout e gli animi si accendono anche a causa di episodi dubbi».

GLI ERRORI DI MERCATO – «Nel mercato di gennaio abbiamo puntato su calciatori da cui ci aspettavamo di più. Ci avevano dato garanzie. L’elemento che ci portiamo a casa come insegnamento è che la programmazione non va procrastinata. Già dalla partenza per il ritiro attrezzeremo una squadra all’altezza. Mi preme sottolineare tutto quello che è accaduto dal 13 maggio. Continueremo le nostre battaglie legali perché riteniamo di aver subito un qualcosa di non lineare e faremo le nostre dovute lotte nei tribunali. Siamo già pronti con i nostri legali. Ma domani mattina saremo a lavoro per ripartire sul piano sportivo. Abbiamo sbagliato la scelta dei condottieri della Salernitana, vi posso assicurare che ripartiremo in modo convinto e determinato. Noi abbiamo speso budget importanti, non ci siamo tirati indietro a gennaio nell’acquisire attaccanti di valore, abbiamo dato carta bianca alla dirigenza senza mettere i bastoni tra le ruote nella gestione. Siamo rammaricati. Non voglio scaricare su altri le responsabilità, anzi me la prendo tutta».

FIDUCIA NEL FUTURO – «A volte toccare il fondo ti dà la forza di ripartire. Iervolino ha ritrovato passione ed entusiasmo e vuole rilanciare questo club. Pensavamo di farlo dalla cadetteria, lo faremo dalla Serie C e non ci tireremo indietro nell’attrezzare una squadra molto competitiva. Non sarà semplice, lo sappiamo benissimo quanto possa essere complicata, ma abbiamo imparato tanto dai nostri errori e da domani mattina vi accorgerete che partiremo con la programmazione».

L’ASSENZA DI IERVOLINO – «Era estremamente deluso dalla squadra e dalle persone che la guidano, è andato via perché era arrabbiatissimo».

SIAMO UOMINI D’AZIENDA, NON DI CALCIO – «Non siamo uomini di calcio, ma di azienda. E il calcio è un’azienda. Ci incolpiamo, forse, i tempi e i modi dell’ingaggio di alcune figure che hanno gestito in questo anno disastroso che fa seguito ad un altro anno disastroso. Ma non siamo cinici e ci siamo presi dei tempi per fare delle valutazioni. Con Lovisa e altri che ci avete accostato non abbiamo mai parlato, con altre figure parleremo da domani mattina e abbiamo già una lista. Gente che conosce molto bene la C, purtroppo. Sarà un club più snello, ancora più verticale di quello di adesso. Sarà la proprietà a scegliere, insieme a me».

IL PESO DEI CONTENZIOSI LEGALI – «Non abbiamo fatto una battaglia legale per sviare sul discorso tecnico, a chiunque ho detto che il terreno di gioco sarebbe stato unico giudice… ingiusto! Lo ribadiamo. Dal 13 maggio è stato falsato il campionato ed era coerente e doveroso lavorare in questa direzione. Io ho sempre parlato in modo chiaro, anche con i calciatori. Quello che avveniva nel tribunale non doveva intaccare il lavoro dei professionisti».

Formazioni ufficiali Salisburgo Al-Hilal, le scelte dei tecnici

Formazioni ufficiali Salisburgo Al-Hilal, le scelte degli allenatori per il match valido per il Mondiale per Club. Tutti i dettagli

A mezzanotte la sfida valida per la seconda giornata del Mondiale per Club tra Salisburgo Al-Hilal. Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori.

SALISBURGO (4-2-2-2): Zawieschitzky; Lainer, Rasmussen, Gadou, Kratzig; Diabaté, Bidstrupo; Nene, Gloukch; Baidoo, Onisiwo. All. Letsch.

AL-HILAL (4-2-3-1): Bounou; Cancelo, Al Tambakti, Koulibaly, Lodi; Ruben Neves, Al Dawsari; Malcom, Milinkovic-Savic, Al Dawsari; Marcos Leonardo. All. Inzaghi.

Mondiale per Club, il Real Madrid fa 3 punti contro il Pachuca in inferiorità numerica: le Merengues si rifanno dopo la falsa partenza con l’Al-Hilal

Mondiale per Club, il Real Madrid trova la vittoria dopo il pareggio della prima giornata: battuti i messicani del Pachuca

Il Real Madrid rialza subito la testa e dimostra ancora una volta la sua capacità di reagire nei momenti decisivi. Dopo il deludente pareggio all’esordio contro l’Al Hilal, la squadra di Xabi Alonso ha battuto con autorità il Pachuca per 3-1 nel secondo match della fase a gironi del Mondiale per Club. Una vittoria fondamentale per i Blancos, che salgono a quota quattro punti nel Gruppo H e mettono una seria ipoteca sul passaggio del turno. Nonostante un avvio complicato – al 7’ Asencio si è fatto espellere lasciando il Real in dieci – la reazione della squadra è stata immediata e feroce: nel giro di otto minuti, tra il 35’ e il 43’, sono arrivati due gol firmati da Jude Bellingham e Arda Guler, che hanno indirizzato la gara già prima dell’intervallo.

Nel secondo tempo, con il risultato in mano, il Real ha saputo amministrare con grande maturità nonostante l’inferiorità numerica. A poco più di venti minuti dalla fine è arrivato anche il terzo gol, messo a segno da Federico Valverde, che ha chiuso di fatto i giochi. Solo nel finale il Pachuca è riuscito a trovare il gol della bandiera con Montiel, troppo tardi però per rimettere davvero in discussione l’esito dell’incontro. La prova offerta dai Blancos conferma la solidità mentale di una squadra che raramente inciampa due volte di fila nelle competizioni a eliminazione diretta. Mentre il Real Madrid si avvicina con fiducia alla fase a eliminazione diretta, per il Pachuca la qualificazione appare ormai compromessa: due partite, due sconfitte e ultimo posto nel girone. Per i messicani servirà un’impresa e incastri favorevoli per evitare un’eliminazione precoce.

Tudor: «Yildiz? Dove può arrivare lo decider lui; Dusan è entrato con lo spirito giusto, e che bel gesto di Locatelli!»

Le parole di Igor Tudor, tecnico della Juve, dopo la vittoria ottenuta dai bianconeri contor il Wydad Casablanda al Mondiale per Club

La Juve archivia con largo anticipo il passaggio agli ottavi del Mondiale per Club, travolgendo 4-1 il Wydad Casablanca dopo la ‘manita‘ rifilata all’Al Ain. Protagonista assoluto Kenan Yildiz, autore di una prestazione scintillante con due gol e mezzo (e un contenzioso con la FIFA per avere riconosciuta la tripletta), mentre Dusan Vlahovic ha chiuso i conti trasformando un rigore cedutogli da Locatelli. Nel post-partita, il tecnico Igor Tudor ha elogiato entrambi ai microfoni di DAZN, soffermandosi anche sulla prova collettiva dei suoi.

TRE PUNTI IN TASCA – «Questa era una partita diversa, per orario e ritmo. Loro si erano preparati bene, ma segnare subito ci ha aiutato. Io non sono mai tranquillo, nemmeno sul 3-1 o 4-1, però i ragazzi sono stati bravi. Stasera andiamo a cena a Orlando, se la meritano».

YILDIZ DA URLO – «Dove può arrivare lo decide lui. È un giocatore raro: sta lì davanti, fa la differenza e corre come un centrocampista. Ha una mentalità forte e un talento evidente. Poi è anche un ragazzo d’oro».

VLAHOVIC IN GOAL SU RIGORE – «È entrato con l’atteggiamento giusto, ha giocato per la squadra. E il gesto di Manu, che gli ha lasciato il rigore, è stato da vero capitano».

Salernitana Sampdoria, l’epilogo del lunghissimo playout: non si riparte, Sampdoria Salva con il 0-3 a tavolino

Salernitana Sampdoria, dopo un tentativo di riprendere la partita la partita viene finisce in anticipo: blucerchiati salvi con una vittoria a tavolino

Finisce come peggio non poteva il playout di Serie B Salernitana-Sampdoria. Dopo le polemiche sulla retrocessione del Brescia e del recupero dei blucerchiati, tra le proteste della Salernitana, il ritorno della sfida finisce al 65′ con il 0-2 della Samp, che come riporta DAZN non sarà formalizzato, andando verso il 0-3 a tavolino.

Al 65′ la Curva Sud dell’Arechi ha fatto espolodere la sua rabbia lanciando in campo fumogeni, petardi e seggiolini. Dopo un quarto d’ora di stop del gioco Doveri ha provato a far ripartire il gioco, ma con l’immediato lancio che è ripreso le forze dell’ordine hanno deciso che non c’erano più le condizioni per proseguire. Sampdoria che rimane in Serie B, Salernitana retrocessa in Serie C.

L’Al-Hilal non molla la presa su Theo Hernandez e Osimhen: la rivelazione di Inzaghi

L’Al-Hilal non molla la presa su Theo Hernandez e Osimhen: sul terzino del Milan si muove qualcosa, sull’attaccante..

L’Al-Hilal alza il tiro e sogna in grande con Simone Inzaghi alla guida. L’allenatore italiano, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Salisburgo, ha confermato apertamente l’interesse del club saudita per Theo Hernandez e Victor Osimhen, due profili di altissimo livello che rappresentano l’ambizione della dirigenza. Dopo i tentativi non andati a buon fine prima del Mondiale per Club, Inzaghi ha ribadito che la società «sta lavorando tantissimo per migliorare la squadra» e che l’interesse per Theo è concreto. L’obiettivo resta quello di portare campioni internazionali a rafforzare la rosa, con osservazioni in corso sia in Italia che all’estero.

Sul fronte Theo Hernandez, si registra una novità importante: secondo Sky Sport, il terzino del Milan avrebbe aperto alla possibilità di trasferirsi in Arabia Saudita, complice la mancanza di un’offerta formale da parte dell’Atletico Madrid, altra squadra a cui era legato. Una svolta che potrebbe accelerare i contatti tra le parti. Più complessa invece la situazione di Osimhen: l’Al-Hilal aveva messo sul piatto circa 75 milioni di euro, bonus inclusi, ma il centravanti nigeriano – reduce da un prestito al Galatasaray – ha rifiutato la proposta nonostante un ingaggio faraonico. Inzaghi però non si arrende: Osimhen resta il profilo preferito per completare il reparto offensivo in vista della prossima stagione. La sensazione è che, con il mercato ancora lungo, l’Al-Hilal tornerà presto all’attacco.

Playout Serie B, lancio di oggetti in campo da parte dei tifosi della Salernitana: partita sospesa, cosa succede ora?

Playout Serie B, sospesa la partita Salernitana-Sampdoria dopo il fitto lancio di oggetti dagli spalti: le ultime

Serata ad altissima tensione all’Arechi, dove la sfida di ritorno dei playout Serie B tra Salernitana e Sampdoria è stata sospesa al 65’ sul punteggio di 0-2 per i blucerchiati, stesso risultato dell’andata. La decisione è arrivata dopo una serie di pesanti disordini sugli spalti, con una dura contestazione dei tifosi granata: lanci di seggiolini, fumogeni in campo e un clima incandescente che ha reso impossibile la prosecuzione dell’incontro. L’arbitro Doveri ha interrotto il match e mandato le squadre negli spogliatoi, mentre oltre 200 agenti di polizia sono stati schierati all’esterno dell’impianto.

La situazione è degenerata al punto che i dirigenti della Salernitana hanno abbandonato gli spalti, lasciando campo a uno scenario caotico e pericoloso. In questo momento resta incerta la ripresa della partita, ma ciò che appare evidente è il tracollo della Salernitana sul campo e il clima ormai irrecuperabile con la tifoseria. La Sampdoria, forte del doppio 2-0 tra andata e ritorno, si stava assicurando la permanenza in Serie B, ma il finale è stato drammaticamente oscurato da quanto accaduto fuori dal terreno di gioco. Ora, mentre gli spalti si stanno lentamente svuotando, spetterà agli organi competenti valutare se e come concludere il match – come riportato da DAZN il timore della Digos è che una volta rientrate in campo le squadre ripartirà il lancio di oggetti – e prendere eventuali provvedimenti disciplinari anche se, come riportato sempre da DAZN, la partita dovrebbe ripartire.

Bologna, sulla strada di Napoli non solo Ndoye e Beukema, si parla anche di Raspadori

Molto attiva la strada Bologna-Napoli e non solo in direzione Napoli: i rossoblù hanno messo nel mirino Raspadori

Il Bologna punta con decisione su Giacomo Raspadori per rinforzare il reparto offensivo in vista della prossima stagione. Secondo quanto riportato da Dazn, l’attaccante del Napoli rappresenta uno degli obiettivi principali del club rossoblù, con il l’allenatore Vincenzo Italiano che ne apprezza in particolare la versatilità. Raspadori può infatti essere impiegato come centravanti, seconda punta o esterno offensivo, caratteristiche ideali per il sistema di gioco dinamico del tecnico ex Fiorentina. Il profilo dell’ex Sassuolo risponde alla volontà del Bologna di alzare il livello qualitativo della rosa, soprattutto in vista della prossima stagione da giocare su più fronti.

Dal canto suo, il Napoli non considera Raspadori un incedibile e avrebbe fissato una valutazione di circa 25 milioni di euro. Una cifra che il Bologna dovrà valutare con attenzione, ma che non viene considerata insormontabile: i margini per aprire una trattativa concreta ci sono e i contatti tra le parti potrebbero intensificarsi a breve. Va specificato che l’interesse per Raspadori è indipendente dai dialoghi in corso tra i due club per Sam Beukema e Dan Ndoye, due calciatori che piacciono al Napoli. Le due operazioni restano però separate, senza alcun collegamento diretto con l’eventuale trasferimento dell’attaccante azzurro.

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