Pagina 857 – Calcio News 24

Iniesta: «PSG-Inter finale speciale tra stili diversi, mi aspetto una cosa. Fabregas? Sono curioso di vederlo, mi sta ispirando»

Le parole di Andres Iniesta, ex centrocampista spagnolo, sulla finale di Champions League tra PSG-Inter. Tutti i dettagli

Andres Iniesta ha parlato a Sky Sport in vista della finale di Champions League tra PSG-Inter.

FINALE – «Penso siano due squadre con stili molto differenti. Due grandissime squadre con fantastici allenatori. Per l’Inter la semifinale col Barcellona è stata incredibile, molto dura ed emozionante al tempo stesso».

INZAGHI E LUIS ENRIQUE – «Sono allenatori fantastici, forse non ho tutte le competenze per parlare delle loro caratteristiche nello specifico. Hanno un approccio molto diverso, però entrambi trasmettono molto bene alla squadra ciò che intendono e questo è importante. E soprattutto, i giocatori credono fermamente nei loro allenatori e nel lavoro molto speciale che propongono. Luis Enrique ha un talento speciale. È un lavoratore molto assiduo che cura i dettagli e trasmette ai giocatori la motivazione, il senso di tutto e ciò che chiede. Sono molto felice per lui. L’ho amato come calciatore, adesso lo amo come allenatore e ho un rapporto fantastico con lui».

GIOCARE UNA FINALE DI CHAMPIONS – «Penso sia un momento magico. Giocare una finale è speciale. È l’ultimo passo, l’ultimo step da vivere con allegria e tanti sogni in testa da condividere con le persone che vengono a guardare la partita. È una grande opportunità, sicuramente una partita che rende felici tantissime persone, lo stadio sarà fantastico. È anche una grande responsabilità al tempo stesso. Io ho potuto segnare in una finale, giocarla è qualcosa di unico. È importante restare sempre concentrati».

CENTROCAMPO DELLE DUE SQUADRE – «Sono differenti, c’è tantissima qualità in entrambe le squadre. Entrambe sanno capire e controllare molto bene i momenti della partita, sanno quando e come soffrire senza il pallone. Hanno grande maturità e il termometro della partita. Nei momenti decisivi è fondamentale la testa».

FABREGAS – «Sono molto felice per lui, so quanto sia preparato, è sempre stato così. Mi piace come allenatore, come interpreta questo mestiere, come trasmette ai giocatori i suoi ideali, la sua filosofia. Sta attraversando un percorso di crescita, però è un grande esempio, non vedo l’ora di vedere cosa farà l’anno prossimo perché l’asticella si alzerà e avrà continuità».

FUTURO DA ALLENATORE – «Non so da dove partirò, però mi piacerebbe completare il mio percorso per diventare un allenatore».

Djorkaeff: «PSG-Inter? Per me impossibile scegliere. Ci è sfuggito lo scudetto, ma sono sicuro di una cosa»

Le parole di Youri Djorkaeff, ex calciatore francese dell’Inter, sulla finale di Champions League contro il PSG. Tutti i dettagli

Youri Djorkaeff ha parlato a L’Equipe in vista della finale di Champions League tra PSG-Inter.

CHI TIFERA’ IN FINALE – «È come se mi chiedessero di scegliere tra Sacha e Oan, i miei due figli! È impossibile!. Sono francese, mio padre è stato anche capitano del PSG. Ma due dei miei tre figli sono nati in Italia. Ho lasciato il segno nell’Inter».

RICORDI ALL’INTER – «Ho fatto tre grandi stagioni, ho vinto una Coppa UEFA, ho giocato nella squadra più grande della storia senza dubbio – almeno per tutti i ferventi interisti – con Ronaldo, Zamorano, Zanetti, Simeone, Kanu, Pagliuca, Bergomi. Non abbiamo mai vinto lo Scudetto, ma abbiamo lasciato il segno nel cuore di tutti. Ho ancora la mia foto nello spogliatoio».

Inzaghi: «Allenare e vincere con Inter e Lazio è stato speciale, ma non dimentico una cosa»

Le parole di Simone Inzaghi, allenatore dell’Inter, nella prefazione per il libro Il Piccolo Maracanà. Tutti i dettagli in merito

Simone Inzaghi, allenatore Inter, ha parlato della sua profonda passione per il calcio nella prefazione del libro Il Piccolo Maracanà di Giangiacomo Schiavi.

L’INTER E LA LAZIO – «Allenare e vincere con l’Inter, così come lo era stato con la Lazio, è semplicemente fantastico, ma ancora di più è la possibilità di continuare ad alimentare quel sacro fuoco che non si spegnerà mai».

MAI DIMENTICATO DA DOVE VENGO – «Non ho mai dimenticato da dove vengo, ho sempre esaltato i valori della provincia, che sa esprimere rivalità e solidarietà, senso di appartenenza e voglia di spiccare, che esalta il valore della famiglia e lo trasferisce nel sapore della sfida. Sempre allo stesso modo, senza esclusione di colpi ma nella cornice della correttezza e della lealtà».

LE PAROLE COMPLETE DI SIMONE INZAGHI SU INTER NEWS 24

Bologna, ufficiale il rinnovo di Italiano: svelata la nuova scadenza, il comunicato

Il Bologna ha ufficializzato il rinnovo di contratto di Vincenzo Italiano. Tutti i dettagli sul futuro dell’allenatore con i rossoblù

Il Bologna, tramite un comunicato ufficiale pubblicato sul proprio sito, ha annunciato il rinnovo di contratto di Vincenzo Italiano. L’allenatore era stato al centro di diversi interessi, con anche il Milan che si era fatto avanti negli ultimi giorni.

COMUNICATO – «Il Bologna Fc 1909 comunica di aver raggiunto l’accordo con Vincenzo Italiano per il prolungamento del contratto fino al 30 giugno 2027».

PSG, Vitinha avverte l’Inter: «Siamo pronti e Gigio fa miracoli. Dembelé da Pallone d’Oro, vi svelo il nostro segreto»

Le parole di Vitinha, centrocampista del PSG, in vista della finale di Champions League contro l’Inter. Tutti i dettagli in merito

Vitinha, centrocampista del PSG, ha parlato a La Gazzetta dello Sport in vista della finale di Champions League contro l’Inter.

STAGIONE – «È stata una stagione molto lunga, a tratti molto difficile ma abbiamo lavorato duramente per arrivare qui. Per cui adesso possiamo affrontare questo momento in modo positivo, approfittando di ogni istante che stiamo vivendo».

DUELLO CON BARELLA – «Sarà una sfida interessante. Finora abbiamo fatto un bel percorso come l’Inter che ha grandi giocatori a centrocampo. Non solo Barella, ma pure Mkhitaryan e Calhanoglu, senza dimenticare Frattesi che ha deciso la gara contro il Barcellona. Sappiamo bene cosa ci aspetta, ma pure noi abbiamo qualità da far valere. Siamo pronti».

INTER – «È una squadra che non molla mai, che ha molta esperienza ai massimi livelli, con tanta qualità non solo tecniche e tattiche, ma anche una grande forza mentale. Proprio come noi. Per questo sono sicuro che sarà una grande partita».

ESPERIENZA INTER DECISIVA – «Non credo, anche se siamo una squadra più giovane, siamo comunque riusciti ad arrivare in finale. E non è scritto da nessuna parte che sia sempre la squadra con più esperienza che vince la Champions. L’Inter è una grande squadra, sarà una partita difficile, ma siamo pronti».

PALLONE D’ORO – «Secondo me Dembélé lo meriterebbe già adesso. Però la stagione non è ancora finita e spero che la finale di Champions lo aiuti a imporsi».

VOSTRO SEGRETO – «Ad essere sincero penso che la chiave di questa stagione stia nel fatto che sia nata una vera squadra, con un vero leader come Luis Enrique. E tra i giocatori, è chiaro che Dembélé spicca per le sue qualità».

PIU’ FORTI DELL’ANNO SCORSO – «Sì e lo avevamo annunciato che avremmo fatto tutto il necessario per migliorare. Quest’anno siamo più squadra, più un collettivo. Non è stato facile, perché all’inizio, soprattutto in Champions, facevamo fatica a fare gol. Ci mancava solo quello. Quando ci siamo sbloccati però abbiamo preso fiducia, guadagnando più certezze nel nostro gioco, e abbiamo fatto il salto di qualità».

DONNARUMMA – «Gigio è stato uno dei protagonisti della nostra stagione. Ci ha salvati varie volte, contro Arsenal, Aston Villa e Liverpool. Quando gioca così è il miglior portiere al mondo. È un piacere e un privilegio giocare con lui».

FAVORITA – «In una finale del genere non ci sono favorite. In campo ci sono due grandi squadre che faranno di tutto per vincere. Quello che posso garantire ai nostri tifosi è che il Psg farà tutto il possibile per realizzare il nostro sogno».

Ronaldo sicuro: «PSG-Inter? L’esperienza conta, ma la stagione non sarà fallimentare. Ancelotti? Del Brasile ha capito subito una cosa»

Le parole di Ronaldo il Fenomeno, ex attaccante brasiliano dell’Inter, sulla finale di Champions League contro il PSG. I dettagli

Ronaldo il Fenomeno ha parlato a La Gazzetta dello Sport in vista della finale di Champions League tra PSG-Inter.

PERCORSO INTER – «Ho visto Inter-Barcellona in tv: è stata una meraviglia. E a casa del Pres, quel giorno, ne abbiamo parlato con gli ex compagni delle mie Inter, tutti dicevamo la stessa cosa: non si riusciva a staccare gli occhi da quello show. Sì, è stato uno show: da infarto per i tifosi, immagino, ma quasi da infarto anche per chi lo guardava e ha visto anche più di quanto si aspettava. Con gli spettacolini osi, dunque “non spettacoli”, a cui spesso si è costretti ad assistere oggi, un’occasione per fare pace con il calcio. Ed è stato bello che ci abbiano regalato quelle due partite, perché anche l’andata era stata bellissima, due mie ex squadre».

FINALE RAGGIUNTA – «Quando ci si prende una finale di Champions League, è difficile che si possa dire con certezza che una squadra ha meritato più dell’altra di arrivarci. Sarebbe un po’ come pretendere di fare un pronostico sulla finale essendo sicuri di essere nel giusto. Chi alla fine vince ha ragione, e infatti Flick ha fatto i complimenti all’Inter. Che quella sera una cosa in più rispetto al Barcellona l’ha avuta di sicuro e dovrà averla anche in finale: la capacità di restare attaccata alla partita, quasi con rabbia, fino alla fine. Bastava guardarli in faccia, gli interisti».

IMMAGINE CHE GLI E’ RIMASTA IMPRESSA – «Beh, gli occhi di Acerbi dopo aver segnato…».

CONTERA’ L’ESPERIENZA – «Più che altro si vede che lui intuisce prima quello che l’attaccante vuole fare: l’esperienza conta. E in una finale di Champions può contare ancora di più».

SISTEMA INTER – «Nell’Inter non segnano solo Lautaro e Thuram, perché gioca in un modo diverso: è tutta la squadra ad “accompagnare” loro due. Certo, sapere di poter avere minuti di qualità anche da Taremi, e magari Arnautovic, sarebbe molto importante per Inzaghi. Di Lautaro mi hanno impressionato due cose: lo sguardo che aveva la sera di Inter-Barça, non stava bene eppure sembrava che volesse mangiare la partita. E immagino come a Monaco vorrà mangiare il pallone, visto che avrà recuperato anche fisicamente. Quella faccia me la aspetto anche da tutti gli altri interisti, da Barella in giù».

SCUDETTO BUTTATO? – «Buttato è una brutta parola, anche poco rispettosa per il Napoli. È vero che l’Inter sulla carta era più forte del Napoli. Ma è vero anche che l’Inter è in finale di Champions per la seconda volta in tre anni: io non solo non l’ho vinta, ma non sono neanche mai arrivato in finale…».

THURAM – «Non ho visto tutte le partite di quest’anno, solo le più importanti, ma mi è bastata l’ultima di Champions a San Siro: mi è sembrato l’attaccante che qualunque altro attaccante vorrebbe avere vicino. Io ho giocato contro suo padre, difensore incredibile: deve avergli trasmesso un po’ della sua mentalità. Uno che gioca come Marcus mi avrebbe fatto fare un sacco di gol».

ANCELOTTI BRASILE – «Curiosità, attesa. Forse il migliore allenatore del mondo nella nazionale più grande del mondo. Magari ai miei tempi sarebbe stato impossibile vedere uno straniero sulla panchina del Brasile, ma il tempo è cambiato, il calcio è ancora più globale e poi Ancelotti non è uno straniero qualsiasi… Gli auguro il meglio, ha già capito quanto la gente lo amerà, ma bisogna dargli il giusto tempo per gestire una nuova realtà: l’obiettivo è il Mondiale 2026».

Napoli, Conte orientato a restare: arriva la risposta al rilancio della Juve!

Le ultime sul futuro di Antonio Conte, allenatore del Napoli, dopo lo scudetto e l’offerta da parte della Juve. Tutti i dettagli

Novità importantissime sul futuro di Antonio Conte. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio di Sky Sport, l’allenatore sarebbe ora sempre più orientato a rimanere al Napoli. Gli azzurri, dopo aver fornito ogni garanzia, attendono ora una risposta definitiva.

Nelle ultime ore ci sarebbero stati anche dei nuovi contatti con la Juventus, ma la decisione sembra ormai presa.

La Sampdoria tuona: «Accuse prive di fondamento, ci difenderemo! È un attacco alla nostra storia, siamo pronti a…»

Il comunicato ufficiale della Sampdoria dopo le accuse per il caso scoppiato con la penalizzazione del Brescia in Serie B

La Sampdoria, attraverso un comunicato ufficiale, ha fatto chiarezza sulla propria posizione dopo il caso Brescia in Serie B.

COMUNICATO SAMPDORIA – «L’U.C. Sampdoria comunica di aver dato mandato ai propri legali di presentare querela nei confronti di soggetti che, attraverso dichiarazioni e iniziative – anche giudiziarie – infondate, hanno arrecato grave danno all’onorabilità e all’immagine del club

La società ritiene tali accuse del tutto prive di fondamento e gravemente lesive della propria reputazione.

Il club ribadisce con fermezza che non tollererà ulteriori attacchi strumentali o campagne diffamatorie. Ogni azione lesiva verrà perseguita con determinazione in tutte le sedi competenti, senza alcuna esitazione.

L’U.C. Sampdoria è pronta a difendere con forza la propria storia, i propri valori e l’integrità della propria immagine, contro chiunque tenti di minarne la credibilità con insinuazioni false o ricostruzioni mistificatorie».

Brescia, Cellino: «Morirò infangato per una truffa, non lo meritavo. Campionato a 22 squadre? Ecco cosa risponderei»

Le parole di Massimo Cellino, presidente del Brescia, dopo il caso scoppiato con la penalizzazione in classifica in Serie B

Massimo Cellino ha parlato a Gazzetta dello Sport del caso scoppiato con la penalizzazione del Brescia in Serie B che potrebbe salvare la Sampdoria.

SENSAZIONI – «Sto male, mi hanno ammazzato e morirò infangato, vituperato e stuprato. E perché? Perché sono stato truffato. Hanno truffato me, la Covisoc e l’Agenzia delle Entrate. Hanno truffato tutti, siamo tutti vittime e mi dispiace in un modo devastante. Avrei preferito morire sotto una macchina che subire una cosa del genere».

COME FINIRA’ – «Temo che la sentenza sia già scritta, la Figc ha fissato la data dei play out prima che si possa esprimere un vero tribunale, ma solo dopo le due sentenze dei giudici federali e questo vuol dire che le cose sono già chiare. Sento di non avere la possibilità di dimostrare che ho ragione. Se l’udienza fosse davanti al TAR avrei dormito tutte le notti, ma sono spaventato dall’atteggiamento del presidente federale».

SERIE B A 22 SQUADRE – «È giusto che il campionato sia a 20 squadre. Con il Brescia. E se mi dicessero oggi ‘non facciamo il processo e portiamo la B a 22’ direi di no, perché non sarebbe giusto, non faccio i comodi miei sui principi in cui credo».

Chivu: «A Parma per un progetto a lungo termine, mi ispiro a questo mio grande ex allenatore. Offerta Ajax? Vi svelo la verità»

Le parole di Cristian Chivu, allenatore del Parma, al termine della sua prima stagione in Serie A. Tutti i dettagli in merito

Cristian Chivu, allenatore del Parma, ha parlato al Corriere dello Sport dopo la salvezza raggiunta in Serie A.

QUAL E’ LA COSA PIU’ IMPORTANTE – «Motivazioni e ambizioni sono decisive per i successi. Le regole sono essenziali, il ritardo non lo accetto».

OFFERTA AJAX – «Non ho sentito nessuno. L’estate scorsa sì, invece. La società mi chiese di fare da secondo all’allenatore che stavano prendendo. Non Farioli, la scelta precedente. Fui invitato a fare anche l’assistente di Farioli ma risposi che avrebbe dovuto chiedermelo lui, non l’ha mai fatto».

PARMA – «È stato bello e stressante. A Parma mi sono sempre sentito parte di un progetto a lungo termine».

INCIDENTE 2010 – «Ricordo la paura iniziale, avevo perso la sensibilità del braccio sinistro. Mourinho attese fino all’ultimo per inserirmi nella lista Champions. Quando mi chiese se me la sentissi gli promisi che ce l’avrei fatta».

MOURINHO – «Mourinho è una persona meravigliosa, ha sempre dato importanza al lato umano. Mi ha insegnato un sacco di cose. Lealtà e umanità sono i suoi tratti distintivi, oltra al fatto che è un vincente nato».

STAGIONE INTER – «Ha fatto una grande stagione, trovo assurdo considerarla fallimentare se perderà con il PSG».

Francia-Belgio U17: dove vederla, orario e probabili formazioni

Francia-Belgio U17: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv per la semifinale degli Europei di categoria

La gara valevole per gli Europei Under 17 tra Francia-Belgio U17. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

FRANCIA (4-3-3): Niflore; Titi, Zague, Gadou, Sanda, Methalie; Canvot, Canvot, Bamba; Milliner, Meité, Gomis.

Belgio (4-3-3): Brughmans; De Kimpe, Jonkers, Gielen, Darcon; De Wannemacker, De Cat, Da Silva; Camara, Naert, Bisiwu.

Orario e dove vederla in tv

Francia-Belgio U17 si gioca alle ore 18:00 di giovedì 29 maggio per la semifinale dell’Europeo di categoria. Verrà trasmessa in diretta streaming su UEFA TV.

Fiorentina, la Curva Fisole attacca Commisso: «Pulisciti la bocca». Comunicato durissimo, nel mirino anche Pradè!

Il duro comunicato della Curva Fiesole della Fiorentina contro il presidente Rocco Commisso e la dirigenza viola. Tutti i dettagli

La Curva Fiesole ha pubblicato un duro comunicato contro la dirigenza della Fiorentina dopo le parole del presidente Rocco Commisso sulla contestazione.

ATTACCO A COMMISSO – «Dopo anni di silenzi, fiducia e sacrifici, ci ritroviamo davanti all’ennesima dimostrazione di arroganza e incompetenza da parte di una società che ha dimostrato di non avere rispetto né per la storia della Fiorentina, né per chi quella maglia la difende ogni giorno: i tifosi. La Curva Fiesole è sempre stata presente. Abbiamo accettato scelte incomprensibili, abbiamo visto negli anni partire i nostri giocatori migliori alla Juventus, senza alzare barricate ideali per non creare tensioni, solo per amore della maglia. Abbiamo digerito lo scempio del cambio di stemma, trattato come fosse un gioco da social media manager. Abbiamo sopportato l’atteggiamento spocchioso e distante di una dirigenza che negli ultimi tempi particolarmente, non ha mai avuto un dialogo vero con la sua gente. Abbiamo sopportato il sabotaggio sportivo avvenuto a gennaio di qualche anno fa, abbiamo accettato che levaste dalla squadra Uomini spogliatoio, che amano questa città, per un progetto sportivo fallito inesorabilmente dopo qualche mese. Abbiamo dato tutto, sempre. Senza mai chiedere nulla in cambio. E ora ci ritroviamo anche a dover ascoltare parole inaccettabili sul nostro conto? Prima di parlare della Curva, caro presidente: pulisciti la bocca. La Fiesole è cuore, voce, sacrificio. È passione vera».

ATTACCO A PRADE’ – «E se fino ad ora abbiamo scelto la strada del silenzio per non fare male alla Fiorentina, oggi quel silenzio finisce. Anche quest’anno diremo addio ai nostri giocatori migliori, continueremo a galleggiare senza una direzione, senza un progetto, senza una visione. Noi, invece, l’avevamo vista lunga sulle qualità umana e professionale di chi ha costruito e gestito questa squadra in questi anni, DANIELE PRADÈ simbolo di una gestione sportiva fallimentare che va avanti da anni, principale responsabile della disaffezione di un intero popolo. Direttore: se hai un briciolo di dignità, cosa della quale dubitiamo, segui l’esempio del “figlio Palladino”: levati dalle palle! Lei presidente, che del calcio conosce solo fatturati e infrastrutture, si è circondato solo di signor sì, incapaci a gestire una piazza come Firenze».

RICHIESTE – «Nessuno ha mai il coraggio di dirle una parola fuori posto, per paura di perdere il posto fisso. Come sempre, però, tocca a noi parlare, perché il nostro di posto non è un incarico da conservare, Il nostro posto non si compra e non si chiede. Il nostro posto ce lo siamo guadagnati. Con la voce, con la presenza, con l’amore, col sacrificio. La Fiorentina non siete e non sarete mai voi, la Fiorentina è una città, è questa curva, è un popolo. E quel popolo ora si è stancato. Caro presidente, parlare di maggioranza e minoranza, ha risvegliato in noi ricordi non piacevoli. Qualcuno prima di lei ci aveva già provato, e tutti ricordiamo come è andata a finire. Si faccia consigliare bene da chi ha intorno. Se scegliete la guerra con Firenze, siete destinati a perderla. Perché chi si mette contro questa Curva, si mette contro l’anima stessa di questa squadra e non può che avere le ore contate. Noi siamo la Fiorentina. leri oggi e domani».

Heysel, Mario Desiati: «Basta ipocrisie sulla Coppa, si parli dello stadio fatiscente e della farsa imposta ai giocatori dall’UEFA»

Le parole dello scrittore Mario Desiati sui ricordi legati alla tragedia dell’Heysel a quarant’anni di distanza. Tutti i dettagli

Mario Desiati, scrittore pugliese e voce importante della narrativa contemporanea, ha firma «La notte dell’innocenza», un libro dedicato all’Heysel vissuto da bambino a molti km di distanza dal luogo dell’evento. Oggi su La Stampa parla della strage che ha provocato la morte di 39 persone.

COSA RIMANE DELL’HEYSEL – «L’esperienza di centinaia d migliaia di bambini della mia generazione che hanno scoperto l’aspetto più tragico della vita, quando pensavano solo di guardare una partita di calcio».
COSA RICORDA DELLA GARA – «Della diretta nulla, il match iniziò solo alle 21,37 e io a quel punto ero – giustamente – già a letto, devo dire che il giorno dopo a scuola quasi nessuno diceva di averla vista. Però ricordo bene il rumore delle auto nella notte che mi svegliarono, ma quello delle strade della mia Martina Franca non era il tipico carosello che seguiva i successi di Juve, Milan o Inter, assomigliava più a una corte funebre. La partita la riguardai solo tanti anni dopo, quando decisi di scrivere questo libro».
FU GIUSTO GIOCARLA – «Ecco, studiando la cronaca di quegli anni, sono rimasto stupito dal dibattito successivo. Ci si è interrogati troppo secondo me sul fatto che si dovesse o meno celebrare la Coppa dei Campioni vinta, quando il cuore della vicenda era che fosse stata organizzata una partita in uno stadio fatiscente con quell’alone di inattaccabilità sempre concesso all’Uefa. Ai giocatori fu imposto di giocare, una farsa per evitare ulteriori scontri con la premiazione necessaria per consentire un regolare deflusso dal pubblico. E invece sembrava quasi che i responsabili fossero i calciatori. C’è una dichiarazione di Platini emblematica di quegli anni».
IL LIBRO – «C’è un prima e un dopo 1985, tra la tragedia di Bradford e quella dell’Heysel. Mi ha spinto la passione per il calcio, perché amo vederlo e viverlo senza tensioni. Non capisco e non capirò mai perché sia stato necessario arrivare a vivere un Heysel. Il calcio e lo sport invece devono far venire fuori il lato umano, nel bene e nel male, magari con chiavi diverse ma sempre ricordando che si tratta di un gioco»

Tah al Bayern Monaco, ufficiale il colpo a parametro zero: dettagli e prime dichiarazioni

Tah al Bayern Monaco, ufficiale il colpo a parametro zero: dettagli e prime dichiarazioni

Jonathan Tah è ufficialmente un nuovo giocatore del Bayern Monaco. Il club bavarese ha annunciato oggi, 29 maggio 2025, l’ingaggio del difensore centrale tedesco, che arriva a parametro zero dopo la scadenza del suo contratto con il Bayer Leverkusen. Tah, 29 anni, ha firmato un accordo che lo legherà ai campioni di Germania fino al 30 giugno 2029 e vestirà la maglia numero 4.

L’acquisto di Tah rappresenta un rinforzo di spessore per la retroguardia del Bayern. Il giocatore porta con sé una vasta esperienza in Bundesliga, avendo militato per dieci stagioni nel Bayer Leverkusen, club con cui ha recentemente conquistato uno storico “double”, vincendo il campionato e la Coppa di Germania nella stagione 2023/24. Nazionale tedesco con 35 presenze all’attivo, Tah era da tempo nel mirino della dirigenza bavarese.

«Sono molto felice di essere al Bayern», ha dichiarato Tah ai canali ufficiali del club. «Voglio prendermi delle responsabilità qui e lavorare duramente ogni giorno affinché la squadra abbia successo e possa vincere molti trofei insieme».

Anche i vertici del Bayern Monaco hanno espresso grande soddisfazione per l’operazione. Jan-Christian Dreesen, CEO del club, ha sottolineato come Tah porti «costanza e qualità che rafforzeranno la nostra difesa», definendolo «un vero guadagno» anche per la sua mentalità vincente. Max Eberl, membro del consiglio direttivo per lo sport, ha aggiunto: «Non è un segreto che seguissimo Jonathan Tah da tempo. Apprezziamo la sua qualità: è un leader che si assume responsabilità. Jonathan aveva molte offerte ma ha scelto il Bayern, e questo ci fa molto piacere». Il direttore sportivo Christoph Freund ha evidenziato come Tah sia «un giocatore con esperienza e qualità internazionali, che non avrà bisogno di molto tempo per ambientarsi nella nostra difesa».

Dopo una lunga e fortunata parentesi a Leverkusen, culminata con la vittoria della Bundesliga nella passata stagione, per Jonathan Tah si apre ora un nuovo capitolo nella prestigiosa cornice dell’Allianz Arena, con l’obiettivo di continuare a collezionare successi.

Cremonese Spezia: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Giovanni Zini la sfida di Serie B Cremonese Spezia: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Giovanni Zini di Cremona si giocherà la gara valevole per la finale d’andata dei playoff di Serie B tra Cremonese Spezia. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

CREMONESE (3-5-2): Fulignati, Folino, Ravanelli, Ceccherini; Barbieri, Collocolo, Castagnetti, Vandeputte, Azzi; Johnsen, Vazquez. All. Stroppa.

SPEZIA (3-5-2): Gori; Wisniewski, Hristov, Mateju; Aurelio, Cassata, Nagy, Kouda, Vignali; Di Serio, Pio Esposito. All. D’Angelo.

Orario e dove vederla in tv

Cremonese Spezia si gioca alle ore 20.30 di giovedì 29 maggio per la finale d’andata dei playoff di Serie B. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su Sky Sport. In streaming sarà disponibile anche su Sky Go e Now Tv.

Calciomercato estero, non c’è solo il Liverpool su Wirtz. Real in corsa e Xabi Alonso è l’arma in più

Calciomercato estero, non c’è solo il Liverpool su Wirtz. Real in corsa e Xabi Alonso è l’arma in più

Florian Wirtz, giovane trequartista del Bayer Leverkusen, è al centro di una delle trattative più calde del calciomercato estivo. Classe 2003, esploso lo scorso anno e classificatosi al 12º posto nell’ultima edizione del Pallone d’Oro, Wirtz anche in questa stagione si è reso protagonista, con 16 gol e 15 assist in 45 partite totali. Il suo talento non è passato inosservato: oltre al Liverpool, anche il Real Madrid ha mostrato interesse, grazie alla connessione con l’ex allenatore Xabi Alonso, che lo ha valorizzato al Bayer Leverkusen.

Secondo quanto riportato da AS, infatti, il Real Madrid non ha abbandonato la corsa per Wirtz, nonostante il Liverpool sembri in vantaggio. Il presidente del Bayer Leverkusen ha dichiarato che il giocatore è indirizzato verso i Reds, ma la Casa Blanca non molla la presa. Il costo dell’operazione è elevato: si parla di 150 milioni di euro, cifra che ha spinto il Bayern Monaco e il Manchester City a ritirarsi dalla trattativa (secondo la BBC per il costo complessivo stimato intorno ai 300 milioni).

Xabi Alonso, che ha allenato Wirtz al Bayer Leverkusen, potrebbe giocare un ruolo cruciale nella decisione del giovane talento. Il tecnico spagnolo ha saputo valorizzare le qualità di Wirtz, portandolo a livelli di eccellenza. La sua esperienza e la conoscenza del giocatore potrebbero influenzare positivamente la scelta del Real Madrid.

In sintesi, la sfida per assicurarsi Florian Wirtz è aperta. Il Liverpool sembra in vantaggio, ma il Real Madrid, con l’appoggio di Xabi Alonso, non ha intenzione di arrendersi. Il futuro del giovane talento tedesco potrebbe essere deciso nei prossimi giorni, con il mercato estivo pronto a entrare nel vivo.

Italia-Portogallo U17: dove vederla, orario e probabili formazioni

Italia-Portogallo U17: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv per la semifinale degli Europei di categoria

La gara valevole per gli Europei Under 17 tra Italia-Portogallo. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

ITALIA UNDER 17 (4-3-1-2): Nava; Iddrisa, Bovio, De Paoli, Mambuku; Stefannoni, Baralla, Luongo; Inacio; Arena, Campaniello. Ct. Favo.

Orario e dove vederla in tv

Italia-Portogallo U17 si gioca alle ore 20.30 di giovedì 29 maggio per la semifinale dell’Europeo di categoria. Verrà trasmessa in diretta su RaiPlay Sport 1.

Mls, dopo 4 gare torna al successo l’Inter Miami. Decisive le doppiette di Messi e Suarez

Dopo 4 gare senza vittoria, l’Inter Miami torna a gioire in Mls grazie alle doppiette di Messi e Suarez

Netto 4-2 al Montreal nel segno di Messi e Suarez. Così l’Inter Miami di Javier Mascherano mette alle spalle la crisi di risultati, con 4 gare consecutive senza vincere, composte da 2 pareggi e 2 sconfitte, e torna in lotta per la zona più alta della classifica della MLS.

Il club della Florida, con proprietario David Beckham, dopo gli infortuni di Lujan e Jordi Alba nel primo tempo, ha sbloccato il match al 27′ con l’asse Busquets–Messi che con un sinistro a giro da fuori area ha confezionato l’1-0 con cui le due squadre sono andate a riposo.

Nella ripresa, ancora un infortunio, di Aviles, subentrato a Lujan al 12′, mette in salita il match per la squadra di Messi e compagni, che però al 68′ siglano il raddoppio con assist proprio della Pulce per Suarez che al centro dell’area di rigore riceve la sfera e batte il portiere avversario.

Passano 2 minuti e l’uruguaiano sigla anche il 3-0 sfruttando un’indecisione della difesa del Montreal, con Sealy che al 74′ prova a riaprire il match per i canadesi con un bel piazzato mancino che sorprende il portiere dei padroni di casa.

Nel finale, è ancora la coppia Messi-Suarez a risultare decisiva per l’Inter Miami, con l’argentino che sigla il 4-1 al minuto 87′ dopo un uno-due con il compagno nello stretto e un pallonetto a tu per tu con il portiere che gli vale l’ottavo gol in campionato. Ultimo gol del match che arriva al minuto 92′ con Loturi che fa 4-2 dagli sviluppi di un calcio d’angolo.

Per l’Inter Miami si tratta di una vittoria importante che porta la squadra degli ex Barcellona a 26 punti, in 9a posizione, a -7 dal primo posto del Philadelphia, ma con una partita in meno da giocare, contro il Vancouver, 2° in classifica con 32 punti.

Tardelli, l’incubo Heysel: «Quel papà terrorizzato, la nostra “festa” amara. Solo dolore, nessuna vera vittoria»

Tardelli, l’incubo Heysel: «Quel papà terrorizzato, la nostra “festa” amara. Solo dolore, nessuna vera vittoria»

Marco Tardelli, allora giocatore della Juventus, visse la tragica notte dell’Heysel il 29 maggio 1985. In campo per la finale funestata dalla morte di 39 persone, l’orrore di quella sera ha segnato per sempre la sua carriera e il calcio. Oggi ne ha parlato a La Stampa.

IL PRIMO PENSIERO – «Sincero? Non avrei voglia di parlarne. Perché è stata una sconfitta collettiva».

PERCHÉ SI GIOCO‘ – «Ragioni di sicurezza, ci fu detto. Non dipendeva da noi. Annullando la finale, i tifosi si sarebbero sparsi per la città, i rischi di scontri e disordini sarebbero aumentati».

UN’IMMAGINE IN MENTE – «Un papà con il suo bambino raggiunse chissà come gli spogliatoi: voleva uscire da lì, lasciare lo stadio a tutti i costi. Ci colpì, eppure nemmeno il suo volto terrorizzato ci aiutò a capire a fondo cosa stesse succedendo».

SOTTO LA CURVA – «Andammo sotto la nostra curva. I tifosi avevano capito a loro volta che gli inglesi avevano caricato nel settore Z e volevano andare lì a far guerriglia. Siamo riusciti a impedirlo, parlando con loro: ci avvicinammo in tanti, io, Cabrini, Brio, Scirea. Nemmeno loro, però, sapevano davvero: come fai a pensare che a pochi metri da te, per una partita di pallone, sia avvenuta una strage?».

I FESTEGGIAMENTO – «Brutto. Però eravamo inconsapevoli, volevamo da anni quel trofeo, quando Platini segnò su rigore prevalse l’adrenalina. Non fu comunque, già da subito, gioia piena. E quando abbiamo saputo è rimasto solo dolore».

DOVE SARA’ OGGI – «Sarò a New York per una mostra dedicata a Paolo Rossi, organizzata per celebrare i settant’anni dall’ingresso dell’Italia nelle Nazioni Unite e il World Football Day. Anche Pablito era in campo quella notte, non c’è più e mi manca tantissimo. Ma dall’America il mio pensiero andrà all’Heysel, sono passati quarant’anni ma il ricordo, e il dolore, sono vivi»

Heysel, Alessio Degrandi a La Stampa: «Salvo per miracolo, gendarmi immobili. Quella Coppa? Una farsa»

Heysel, Alessio Degrandi a La Stampa: «Salvo per miracolo, gendarmi immobili. Quella Coppa? Una farsa»

C’è una foto, tra le tanti sulla tragedia dell’Heysel, che vede un poliziotto provare a rianimare un ragazzo rimasto a terra. Si tratta di Alessio Degrandi, oggi ha 54 anni, in Belgio ha rischiato di perdere la vita. Ecco il suo racconto a La Stampa.

LA GENDARMERIA – «Era schierata, ma non interveniva. Rimaneva incredibilmente a guardare. Pensammo di avere tregua quando, a un certo punto, gli hooligans smisero di bersagliarci: le pietre volavano nel loro settore e pensavamo si colpissero tra loro, in realtà la parte bassa armava quella alta e a un certo punto, da lassù, partì una sassaiola violentissima. In tanti, nel contempo, s’erano riversati dalla nostra parte, così si scatenò il fuggi fuggi che s’infranse contro il muretto provocando, nella calca, la morte di 39 persone».

LA SUA VITA É RIPRESA – «Con un ricordo che non si potrà mai cancellare, ma è ripresa. Sono anche tornato allo stadio, sono abbonato alla Juventus».

PAURA DELLA FOLLA – «Mesi dopo l’Heysel, andai a vedere il derby di pallacanestro tra Montecatini e Pistoia: all’ingresso, appena aperte le porte, si creò un po’ di calca e in quel momento fui assalito da un attacco, credo, di claustrofobia, cominciai a sgomitare senza badare a chi avessi accanto. Come spesso succede, gli specialisti cui i miei genitori si rivolsero consigliarono, per superare il trauma, di riaffrontare la situazione alla sua radice, così mio padre mi riportò allo stadio per vedere Pisa-Juventus: da lì, pian piano, ho vinto la paura, anche se evito partite e situazioni “a rischio”».

GIOCARE LA FINALE – «Fu una scelta corrette se pensiamo ai pericoli d’ordine pubblico, ma ho già detto che dal mio punto di vista fu una farsa. Si poteva almeno evitare di tenerlo, quel trofeo, di vantarsene. Se mi chiedono quante Coppe dei Campioni ha la Juventus, rispondo una: quella con l’Ajax nel 1996 a Roma, dov’ero presente».

Verso Psg Inter, parla Pauleta: «Stagione meravigliosa. Ecco cosa faremo in finale di Champions League»

Verso Psg Inter, le dichiarazioni di Pauleta, ex giocatore e attuale ambasciatore del club parigino

Pedro Pauleta, ex attaccante ed attuale ambasciatore del Psg ha parlato sui canali ufficiali della società parigina riguardo la stagione svolta sin qui dalla squadra di Luis Enrique mandando un messaggio all’Inter, prossima avversaria nella finale di Champions League di sabato.

STAGIONE – «È assolutamente meravigliosa. E tutti sperano che si concluda nel migliore dei modi. Non vediamo l’ora di assistere a questa partita, meritiamo di essere in finale, i tifosi, i giocatori, lo staff, tutto il club. Spero che il 31 maggio sia una serata storica per il PSG e per il calcio francese».

RICORDI POSITIVI – «È il collettivo che mi colpisce di più. Parlo sempre del collettivo di una squadra, è ciò che conta di più per me. È un piacere vedere il Paris Saint-Germain giocare a calcio. C’è la qualità del gioco, ma è anche una squadra coesa, che gioca insieme, con uno stato d’animo impeccabile. Ed è il club la stella di questa squadra. Da tifoso del PSG, questo è qualcosa che mi tocca davvero».

TIFOSI – «So che saranno ancora lì, ancora presenti. Ma più che mai, fino a sabato, il Paris ha bisogno di loro per questa grande finale. So che saranno sempre lì, e continueremo tutti a spingere questa squadra, che merita tanto questa finale, e vinceremo questo trofeo tutti insieme».

Calciomercato Milan, un big chiede la cessione! Club spiazzato, potrebbe andare via a zero

Calciomercato Milan, un big chiede la cessione! Club spiazzato, potrebbe andare via a zero

Stando a quanto riferito da Repubblica, nel calciomercato Milan della prossima estate potrebbe scoppiare la grana legata a Mike Maignan, portiere rossonero in scadenza di contratto nel 2026.

Maignan in vendita. Maignan è destinato alla cessione: il rinnovo è fermo da mesi. Mike si è spazientito, al punto da pensare di restare un anno e poi andare via a parametro zero. Eventualità che il Milan non può assecondare, da qui la scelta di metterlo sul mercato.

In casa Milan cresce la consapevolezza che, senza un accordo rapido per il rinnovo, l’unica soluzione praticabile sarà quella di mettere Maignan in vendita già nell’estate 2025. La dirigenza, guidata da Giorgio Furlani e Zlatan Ibrahimović, non intende ripetere casi simili a quelli già vissuti con Donnarumma o Kessié, persi senza incassare nulla.

Il valore di mercato di Maignan si aggira attorno ai 50-60 milioni di euro e potrebbe attirare l’interesse di diversi top club europei, in particolare in Premier League, dove il ruolo del portiere è spesso ben retribuito e molto considerato.

Il caso Maignan-Milan potrebbe rappresentare uno dei temi più caldi del prossimo calciomercato. Se non arriverà un segnale forte da entrambe le parti, l’addio sembra inevitabile. Il Milan si trova così davanti a una scelta difficile: prolungare e blindare uno dei suoi leader o monetizzare al massimo per pianificare una nuova era tra i pali.

Napoli, McTominay sulla visita al Papa con la squadra: «Ci ha solo gratificato di essere campioni d’Italia. È stato incredibile»

Napoli, le dichiarazioni di Scott McTominay sulla visita a Papa Leone XIV con la squadra

MVP del campionato italiano vinto dal Napoli, trascinato in gran parte dai suoi gol, Scott McTominay ha parlato ai microfoni di Vatican News dopo la visita della squadra di Antonio Conte, neo campione d’Italia, al nuovo pontefice, Papa Leone XIV.

PAROLE – «“È stato davvero incredibile vedere il Papa. Siamo davvero così grati per le sue meravigliose parole sulla squadra e sul Napoli. Siamo davvero felici. Ci ha detto: ‘Ciao’ e noi ovviamente avevamo rispetto di essere in sua presenza. Lui ci ha solo gratificato di essere diventati campioni d’Italia, quello è stato davvero incredibile. Lui è talmente un uomo iconico, per noi incontrare il Papa è stato davvero incredibile».

Conference League, Chelsea campione! Maresca sogna in grande: «Siamo pronti per la Champions»

Conference League, Chelsea campione! Le dichiarazioni nel post partita di Maresca, tecnico dei Blues

La gioia del tecnico italiano del Chelsea, Enzo Maresca, dopo la vittoria della Uefa Europa Conference League nella serata di ieri, per 4-1 sul Betis, è espressa nelle parole rilasciate a Sky Sport.

PARTITA- «Una grandissima gioia. Abbiamo fatto un po’ di fatica nel primo tempo, poi nel secondo abbiamo cambiato qualcosina ed è andata molto meglio. Siamo felici perché è finita una grande stagione, anche in Premier siamo riusciti a finire in Champions con una squadra giovanissima, quindi siamo molto felici».

INTERVALLO – «Io un po’ me l’aspettavo, abbiamo avuto 48 ore in meno di recupero. Loro (il Betis, ndr) hanno giocato venerdì e non si giocavano niente, noi domenica e 100 minuti per un obiettivo importante fino all’ultimo secondo. Quindi mi aspettavo un inizio così così, però abbiamo cambiato qualcosina a livello tattico a fine primo tempo. Il messaggio era che loro ci stavano mettendo qualcosina in più».

CHAMPIONS – «Sì, siamo pronti, abbiamo finito bene in campionato. Adesso abbiamo una settimana-dieci giorni, poi dovremo andare in America (per il Mondiale per Club, ndr)».

PAPA’ – «Sì, è così, ma ora è qua. Con tutta la famiglia. E son contento».

Fiorentina, Sauro Fattori sulle dimissioni di Palladino: «Non me la racconta. Sarri? Lasciamolo perdere»

Fiorentina, le dichiarazioni dell’ex giocatore e tecnico della viola femminile, Sauro Fattori sulle dimissioni di Palladino

Ai microfoni di FirenzeViola, ha espresso la sua opinione sulle dimissioni di Raffaele Palladino da tecnico della Fiorentina e sul futuro della società viola, l’ex calciatore e allenatore della squadra femminile dei toscani, Sauro Fattori.

PAROLE – «Non è il mio mondo questo. Non c’è più etica, non c’è più rispetto di un contratto firmato, niente di niente. Sono dispiaciuto. Anche Commisso ieri ha detto che lo considerava ‘come un figlio’ e oggi lui si dimette. Come fa uno in questi casi a programmare? Non c’è più la forza di contratto, io farei un anno di contratto a tutti. Quando Pradè dice: ‘Siamo una squadra di seconda fascia’ ha ragione. Anche Kean, se viene il Barcellona che ti paga la clausola io non posso dire che il giocatore rimane sicuramente. Fino al 15 luglio non lo so. Qundi programmare diventa impossibile. C’è l’opzione quindi uno rimane».

PALLADINO – «Tra gli allenatori che lasciano, guarda caso nessuno è in scadenza di contratto. Ma i contratti si rispettano o no? Questa cosa di dire ora come si fa a tenere Palladino perché ha rotto con le piazza, è una cosa che non va bene. Ora diventa un problema: Commisso ci prova a dare continuità, lui ha tanti difetti però ha tanti valori. Io non ce la fo ad attaccarlo, ha fatto degli errori, però un po’ di etica ce l’ha. Qui la Fiorentina programma, e poi arrivano coltellate dappertutto. Palladino a me non la racconta, non è che dà le dimissioni perché non gli fanno la squadra, per me ha qualche altra squadra dietro»

SARRI – «Lasciamolo perdere, non è il caso. Se io fossi al posto di Pradè non andrei a prendere uno che gioca 4-3-3. Bisogna buttare via mezza squadra. Gli esterni non ci sono. Gosens rende meglio a 5, lo stesso Dodo».

Conference League, Betis sconfitto in rimonta dal Chelsea in finale. Pellegrini: «Sono amareggiato»

Conference League, Betis sconfitto in rimonta dal Chelsea in finale. Le dichiarazioni del tecnico degli spagnoli Manuel Pellegrini

C’è amarezza in casa Betis dopo la sconfitta per 1-4 in finale di Conference League subita dal Chelsea. Un match iniziato bene dalla formazione spagnola, avanti di un gol all’intervallo, ma crollata completamente nel finale di gara.

Nel post partita, da Sky Sport, ha parlato Manuel Pellegrini, tecnico dei biancoverdi, che ha risposto così alle domande della partita.

PARTITA – «Sì, è vero, sono molto amareggiato perché abbiamo fatto un ottimo primo tempo. Siamo stati superiori al Chelsea, abbiamo fatto il primo gol e abbiamo avuto anche un paio di opportunità, mentre loro non sono mai arrivati alla nostra porta. Poi nel secondo tempo c’è stata l’uscita di Ricardo Rodriguez, ha un po’ aperto il lato sinistro e proprio da quella parte ci hanno fatto male e segnato anche un gol».

TIFOSI – «Me lo auguro. Di poter ripetere una stagione come questa. Ci siamo qualificati in Europa League con quasi quattro giornate d’anticipo e in finale di Conference League abbiamo perso contro una grande squadra come il Chelsea, quindi mi auguro che possa essere un punto di partenza o un inizio. Per un Betis che potrà migliorarsi anche a livello di rosa».

CHELSEA – «Sì, l’ho detto anche prima della partita. Abbiamo fatto di tutto per vincere, ma se non ci fossimo riusciti quantomeno l’avrebbe vinto una persona come Enzo che è un mio grande amico».

Le Prime Pagine sportive nazionali – 29 maggio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

La tragedia dell’ Heysel: cosa è successo in Juventus-Liverpool il 29 maggio 1985 – VIDEO

Il 29 maggio 1985 si giocò la tragica finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool allo stadio Heysel, dove persero la vita 39 persone

Spesso quando si parla di calcio restano impresse nell’immaginario collettivo, serate magiche ed imprese memorabili. Purtroppo però ci sono anche alcune pagine buie, che vorremo solo poter cancellare, ma che invece restano lì, marchiate a fuoco nella memoria comune, ad eterno ricordo degli errori commessi e a doloroso promemoria per non commetterne più. Uno dei casi più eclatanti è quello che riguarda la triste sera del 29 maggio 1985.

Le parole di Michel Platini sulla drammatica serata dell’ Heysel

Nella capitale belga di Bruxelles si gioca la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Il teatro della gara è lo stadio Re Baldovino, ribattezzato Heysel nel secondo dopo guerra. Questa designazione desta molte perplessità: come potrebbe quell’impianto obsolescente e antiquato contenere la distruttiva furia degli hooligans inglesi? Infatti non può, e complice anche la negligenza della polizia belga quella scelta costò la vita di 39 persone.

Il tutto accade circa un’ora prima del fischio d’inizio. Un gruppo di tifosi del Liverpool carica quelli che risiedevano nel Settore Z, destinato ai tifosi italiani non organizzati e ad alcuni neutrali. L’impeto degli inglesi porta un gruppo di persone ad ammassarsi contro il muro che però non riesce a reggere il troppo peso e quindi cede di schianto. E’ subito chiaro a tutti che la situazione è gravissima: a fine serata il bilancio conterà 39 vittime, 32 italiani, 4 belgi, 2 francesi e un irlandese.

Tuttavia, nonostante questa tragedia si decide di giocare lo stesso la finale, che inizierà con più di un’ora di ritardo. Così in un’atmosfera irreale è la Juventus ad imporsi per 1-0 grazie al gol realizzato su calcio di rigore dal francese Michel Platini. I bianconeri si portano a casa la prima Coppa dei Campioni della loro storia, ma la gioia per il trionfo viene offuscata e infine annichilita del cordoglio per le vite andate perdute in quella maledetta sera.

Mercato Milan, Trevisani non ha dubbi: «Reijnders? L’ultimo che venderei, mentre su quel giocatore…»

Mercato Milan, Trevisani sicuro: «Reijnders? L’ultimo che venderei, mentre su quel giocatore…». Le dichiarazioni del giornalista

Il Milan si prepara a una vera e propria rivoluzione sul fronte del calciomercato, con importanti cambiamenti in vista. Durante la trasmissione Pressing, Riccardo Trevisani ha sottolineato con decisione che la cessione di Reijnders sarebbe un errore grave, evidenziando il valore del centrocampista nell’economia del gioco rossonero. Le parole:

PAROLE – «Per capire acquisti e cessioni del Milan sarebbe carino conoscere il nome dell’allenatore. Tra Reijnders, Theo, Leao e Maignan, l’ultimo che avrei venduto è Reijnders, mentre avrei ceduto Theo».

Guardiola, che guaio! Il tecnico saluta tre assistenti e adesso deve ricostruire lo staff tecnico: la nota ufficiale

Pep Guardiola, che guaio! L’allenatore saluta tre assistenti e ora deve ricostruire lo staff tecnico: la nota ufficiale del club inglese

Pep Guardiola si trova ora di fronte alla necessità di ricostruire il suo staff tecnico dopo l’addio di tre figure chiave del Manchester City. Il club inglese ha ufficializzato con una nota la partenza degli allenatori assistenti Juanma Lillo e Inigo Dominguez, che lasceranno a fine contratto, e di Carlos Vicens, che ha accettato un ruolo da allenatore al Braga.

COMUNICATO – «Gli allenatori assistenti Juanma Lillo e Inigo Dominguez lasceranno il Manchester City alla scadenza dei loro contratti.

Lillo, che ha espresso il desiderio di tornare a casa in Spagna, ha vissuto due periodi di grande successo nel Club dopo essere entrato a far parte della squadra come vice allenatore di Pep Guardiola nel 2020. Ha lasciato il City nell’estate del 2022 per diventare capo allenatore dell’Al-Sadd, prima di rientrarvi come vice nel 2023. Anche Dominguez se ne va, dopo aver supportato Guardiola e i giocatori negli ultimi due anni.

Inoltre, anche Carlos Vicens ha lasciato il Club dopo aver accettato di diventare l’allenatore della squadra portoghese del Braga. Lo spagnolo, entrato a far parte del Club nel 2017, ha contribuito a guidare l’Under 18 alla conquista della FA Youth Cup nel 2020 e faceva parte dello staff tecnico di Guardiola da quattro anni. Gli allenatori assistenti che succederanno a Juanma, Inigo e Carlos saranno annunciati a tempo debito.

Tutto il personale del Manchester City augura il meglio a Juanma, Inigo e Carlos e li ringrazia per il loro contributo a un periodo di grandi successi per il Club».

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