Pagina 929 – Calcio News 24

Lucca Udinese, una big italiana pronta a sbaragliare la concorrenza e spendere 30 milioni! L’indiscrezione

Lucca Udinese, una big italiana potrebbe spendere addirittura 30 milioni di euro pur di acquistare il centravanti bianconero

Tutti vogliono il centravanti bianconero Lorenzo Lucca: autore di una stagione positiva ed è a oggi uno degli elementi più citati per quanto concerne il calciomercato Udinese (destinato ormai a lasciare il Friuli nonostante le speranze dei tifosi bianconeri).

Secondo quanto riportato da MondoUdinese, infatti la Juventus pare spingere per l’acquisto del centravanti bianconero: nel mezzo però i famosi 30 milioni che la società friulana pretende.

Calciomercato Bologna, Lucumi sempre nel mirino di più squadre. Una big europea vuole sbaragliare la concorrenza

Calciomercato Bologna, Lucumi è fortemente seguito da molte squadre: non soltanto italiane, ma anche per quanto riguarda il mercato estero

Secondo quanto riportato da TuttoBolognaweb, ci sono delle novità molto importanti per quanto concerne il calciomercato Bologna: non in entrata, bensì in uscita, su tutti che riguarda il difensore Lucumi (autore di una stagione formidabile contro la squadra rossoblu).

Infatti oltre all’Inter ci sarebbe il concreto interesse dell’Atletico Madrid pronta ad offrire tanti soldi pur di vincere sulla concorrenza di mercato.

Lele Adani contro la Lega: «Inaccettabile quello che è successo con Atalanta Lecce. Ci sono morti di Serie A e di B»

Lele Adani è voluto andare contro la Lega Calcio dopo la decisione di far giocare Atalanta Lecce nonostante la scomparsa del fisioterapista

A fronte di quella che è stata Atalanta Lecce, a “Viva el Futbol” ha rilasciato qualche dichiarazione l’ex giocatore dell’Inter Lele Adani.

ADANI CONTRO LA LEGA – «Ci tengo a metterci la faccia e a rappresentare noi di ‘Viva el Futbol’ per una questione che mi sta davvero a cuore. Vi considero fratelli, e quando succedono certe cose, tra fratelli ci si confronta, si riflette e si prende una decisione comune. Io ci pensavo già da ieri, e oggi sento il bisogno di confermarlo, prendendomi qualche minuto per spiegare perché voglio elogiare il Lecce. La vicenda è nota: parlo della scomparsa di Graziano Fiorita, storico fisioterapista del Lecce, venuto a mancare giovedì a Coccaglio. Portava avanti l’attività del padre, ed è morto la notte prima della partita contro l’Atalanta. E allora arrivo subito al punto: non esistono morti di Serie A e morti di Serie B. Il rispetto per una vita, anche quando se ne va, si dimostra con scelte concrete. Da uomo che ha vissuto il calcio dall’interno, sento il dovere di esprimere tutta la mia vicinanza alla famiglia di Graziano e alla famiglia del Lecce. Perché chi conosce questo sport sa che i compagni di squadra non sono solo quelli che scendono in campo, ma anche quelli che lavorano ogni giorno dietro le quinte, spesso in silenzio. Il Lecce si è svegliato un giorno senza un fratello. Eppure, a 48 ore da quella perdita, è stato costretto a giocare. Nessuna possibilità di tornare a casa, di trovare un momento condiviso per elaborare il lutto. Solo un’intimazione: o in campo, o sconfitta a tavolino, e punti di penalizzazione. Umanamente, la Lega ha espresso vicinanza. Ma poi ha giustificato una scelta che io ritengo profondamente sbagliata: non rinviare, per non alterare la regolarità del campionato. Rinviare la partita avrebbe significato giocare mercoledì 30 aprile, spostare Lecce-Napoli, e forse far slittare il calendario. E allora? La regolarità si tutela anche rispettando il dolore, non solo facendo quadrare le date. Secondo me, la gara non si è giocata mercoledì non per proteggere il Lecce, ma per tutelare le grandi squadre. Perché se il Lecce avesse affrontato il Napoli tre giorni dopo, stanco, a lamentarsi sarebbero state le big, magari l’Inter. Quindi si è sacrificato il Lecce, minacciato con la sconfitta a tavolino. E non è la prima volta che affronta ritmi simili: ha già giocato sabato e martedì, anche in Coppa Italia. Nessuno allora ha parlato di ‘falsare il campionato. Ieri il Lecce è sceso in campo con una maglia bianca, neutra. Senza colori. Un segno chiaro: senza valori, non vi mostro i miei colori. E io sono con loro. Perché quando si dice che è stato calpestato il valore della vita per far prevalere l’interesse delle grandi, io ci credo. Siamo stati tutti bravi a commuoverci pochi giorni fa per la morte del Papa, a definirlo ‘il Papa degli ultimi’. E poi, quattro giorni dopo, abbiamo avuto l’occasione per dimostrare davvero cosa significa rispettare gli ultimi. Ma non l’abbiamo fatto. La Lega ha scelto di non rispettare il dolore. E io condanno chi prende decisioni che ignorano l’umanità. Perché il tempo per recuperare la partita c’era. In questa giornata il Parma, che lotta per la salvezza, ha comunque giocato dopo il Lecce. Solo l’ultima giornata si disputa in contemporanea. Ma al Lecce è stato negato un rinvio, per non scomodare nessuno. Rinnovo quindi la mia solidarietà al Lecce, che ha deciso di giocare togliendo i colori. Perché nessuna ingiustizia può fermare chi sceglie il rispetto e la dignità, anche quando il sistema penalizza gli ultimi. Abbiamo fatto le foto accanto a Papa Francesco, che ci ha insegnato l’importanza degli ultimi. Ma davanti a un’occasione vera per dimostrarlo, ci siamo girati dall’altra parte.»

Tavares Lazio, l’esterno biancoceleste lascerà Roma? Ecco quale potrebbe essere il suo futuro

Tavares Lazio, ecco le ultime novità sul futuro dell’esterno laziale: tra cessione, possibili alternative e ovviamente il rientro all’Arsenal

Uno dei tabù più importanti del calciomercato Lazio riguarda l’esterno Tavares: considerando che in molti vogliono l’esterno biancoceleste (ma attualmente in prestito dall’Arsenal). Cosa bolle in pentola?

Infatti secondo quanto riportato oggi dal The Sun, la cessione probabile di Cambiaso potrebbe aprire le porte dell’esterno Tavares, ma tutto dipenderà da quello che vorrà fare l’Arsenal.

Cherki Atalanta, ritorno di fiamma per l’estate? I nerazzurri sono ancora sull’attaccante del Lione. Le ultime

Cherki Atalanta, ritorno di fiamma nerazzurro per l’attaccante del Lione? L’indiscrezione in vista di quella che sarà l’estate di calciomercato

Secondo quanto raccolto da CalcioNews24, l’Atalanta non molla la presa per Cherki: è lui la priorità assoluta per l’attacco del prossimo anno, nonostante il tira e molla di gennaio, con la Dea che tra i 4 milioni di stipendio del ragazzo e le (alte) pretese del Lione non è riuscita a comprarlo.

Serve in primis la conquista della Champions, e dall’altra la Dea si giocherà la carta Murtough (che lo voleva già portare al Manchester United). Staremo a vedere come si evolverà la situazione questa estate.

Torino, Cairo sicuro: «Il ko di Zapata come l’Inter senza Lautaro. Obiettivi e mercato? Ecco a che punto siamo»

Torino, Urbano Cairo fa chiarezza, il presidente granata è tornato sull’infortunio di Duvan Zapata, ma anche obiettivi e mercato, le sue dichiarazioni 

Urbano Cairo fa il punto della situazione. Il presidente del Torino è intervenuto a margine della presentazione dell’ultima tappa del Giro d’Italia che avrà luogo quest’anno a Roma. Ermetiche le parole dell’imprenditore di Masio, che è prima tornato su l’infortunio del bomber dei granata Duvan Zapata (rottura del crociato per il colombiano lo scorso ottobre a San Siro contro l’Inter), per poi iniziare a tracciare la rotta e fissare gli obiettivi presenti e futuri della scuderia di Via Viotti. Vediamo dunque qui riportate le dichiarazioni raccolte dai giornalisti presenti:

CAIRO SULLA STAGIONE DEL TORINO – «Direi che quest’anno siamo al decimo posto il che non è niente male alla luce soprattutto dell’infortunio a Zapata che certamente ci ha tolto un giocatore importante per quello che faceva ma anche per la sua capacità di essere collante per la squadra. Se l’Inter avesse perso Lautaro o Thuram per tutta la stagione avrebbe fatto cose diverse»

GLI OBIETTIVI GRANATA – «Meglio fare le cose a fari spenti. Non dimentichiamoci poi che abbiamo rafforzato la squadra a gennaio e ora siamo qui nelle ultime quattro giornate a fare il massimo possibile». E ancora: «Io ho imparato che darsi obiettivi non è cosa positiva, meglio fare le cose a fari spenti, con innesti giusti e poi in tutte le squadre ci sono ricambi di giocatori che vengono venduti e comprati, l’importante è trovare i giocatori giusti per rafforzare la squadra»

Finisce la Serie C, tutti gli esiti! Ecco quali sono, come funzionano e quando iniziano play-off, play-out e supercoppa

Finisce la Serie C, tutti gli esiti! Ecco quali sono, come funzionano e quando iniziano play-off, play-out e supercoppa

Si è conclusa ufficialmente domenica la regular season di Serie C con i primi verdetti che hanno visto le promozioni in Serie B di Padova, Virtus Entella e Avellino e le retrocessioni di Union Clodiense, Legnago Salus e Turris e Taranto escluse dal girone C.

Di queste, le tre vincitrici dei gironi, nonché neopromosse direttamente in Serie B, andranno a giocare la 25a edizione della Supercoppa Serie C che funzionerà a campionato con un girone unico da 3 squadre, a turno unico, in cui conteranno, in caso di parità la differenza reti nelle gare del girone, il maggior numero di reti segnate e il maggior numero di gol realizzati in trasferta. Ultima opzione, infine, il sorteggio.

Il torneo inizierà sabato 3 maggio alle 19 con Avellino Padova, seguita da Entella contro la perdente e Entella contro la vincente.

Play off

Ai verdetti definitivi però, si aggiungono quelli ancora da scoprire dovuti ai piazzamenti play-off e play-out delle squadre dei vari gironi. Andiamo a vedere nel dettaglio quali sono i tabelloni, come funzionano e quando si giocheranno.

Passano alla fase play-off le squadre classificate dal 2° al 10° posto di ciascun girone e vengono posizionate in 4 diverse fasi del tabellone.

Il primo turno riguarda i play-off del girone. A questi prendono parte le squadre piazzate tra la 5a e la 10a posizione con l’aggiunta del Gubbio che sostituisce il Rimini vincitore della Coppa Italia Serie C e già alla fase nazionale, piazzandosi 11a nel girone B.

Nel tabellone avremo la 5a che affronta la 10a (11a nel girone B), la 6a contro la 9a e la 7a che affronta l’8a. Le partite si terranno in sfida secca il prossimo 4 maggio e in caso di parità il passaggio del turno avviene per la squadra meglio classificata.

In questo modo avremo, per il girone A: Reante – Arzignano, Giana Erminio – Virtus Verona e Trento – Atalanta U23; per il girone B: Arezzo – Gubbio, Vis Pesaro – Pontedera e Pineto – Pianese; e per il girone C: Catania – Giugliano, Benevento – Juventus Next Gen e Potenza – AZ Picerno.

Alle 9 squadre vincitrici del primo turno play-off del girone si aggiungono le 3 squadre classificatesi al 4° posto della regular season, ovver: Albinoleffe nel girone A, il Pescara nel girone B e il Crotone nel girone C.

Da queste 6 sfide, usciranno fuori le 6 squadre che parteciperanno alle fasi nazionali, in cui sono già qualificate squadre che hanno chiuso al 3° e al 2° posto della fase regolare di ciascun girone e la vincitrice della Coppa Italia Serie C (il Rimini).

Tramite un sistema di teste di serie vengono delineati gli accoppiamenti per il primo turno in cui prendono parte le 6 squadre avanzate dal turno precedente, le terze dei gironi e il Rimini, con una doppia sfida andata e ritorno che vedrà le teste di serie giocare in trasferta la seconda uscita e con la squadra testa di serie ad avanzare di turno in caso di parità.

Alle 5 squadre che passeranno il turno, si aggiungo poi le squadre piazzate al 2° posto, per creare un nuovo tabellone andata e ritorno con un sistema di teste di serie, sempre favorite in caso di parità, che deciderà le quattro squadre delle Final Four.

Solo in questo ultimo turno, andata e ritnorno, con sedi decise dal sorteggio libero, sono previsti supplementari e rigori per decidere le due finaliste che in una doppia sfida, con lo stesso regolamento, si contenderanno l’ultimo posto per la Serie B.

Play out

Retrocedono in Serie D, invece, ben 9 squadre. In casi normali, le ultime 3 della regular season e le 6 squadre perdenti i play-out che giocano 16a contro 19a e 17a contro 18a di ciascun girone.

Con le esclusioni di Turris e Taranto dal girone C, però, le squadre a retrocedere direttamente sono diventate 4, con un solo play-out nel caso del girone C che vedrà Messina e Foggia affrontarsi per la permanenza tra i professionisti.

Negli altri due gironi, invece, sono questi gli accoppiamenti: Triestina – Caldiero Terme e Pro Patria – Pro Vercelli nel girone A e Sestr Levante – Lucchese, Milan Futuro – Spal nel girone B.

I play-out si giocheranno con turni di andata e ritorno, rispettivamente il 10 e il 17 maggio. Anche in questo caso, in caso di parità nel doppio confronto, a salvarsi, sarà la squadra che ha terminato nella miglior posizione di classifica la regular season.

Un dettaglio da considerare, ma che non si è verificato in questa stagione, è che le due squadre impegnate nel play-out, non si affrontano per la salvezza se distaccate superiore ad 8 punti. Con questa condizione, ripetiamo non verificatasi, a retrocedere sarebbe stata direttamente la squadra più dietro in classifica.

A rischiare la retrocessione diretta è stato però il Sestri Levante che con 31 punti ha chiuso a -8 punti esatti dalla Lucchese 16a in classifica grazie alla vittoria contro il Carpi nell’ultima giornata.

Psg, Joao Neves cauto nei confronti dell’Arsenal: «La loro cosa migliore la abbiamo anche noi. Sarà un’ottima partita»

Psg, Joao Neves cauto nei confronti dell’Arsenal: «La loro cosa migliore la abbiamo anche noi. Sarà un’ottima partita»

Al The Athletic, Joao Neves, centrocampista del Psg, ha parlato del match che questa sera attende i parigini nell’andata delle semifinali di Champions League contro l’Arsenal, partendo dal passaggio del turno.

ASTON VILLA – «Penso che abbiamo giocato bene nel complesso. Sul 2-0, abbiamo perso un po’ il controllo della partita. Penso che ci servirà da lezione per il futuro. Non possiamo rilassarci in nessuna partita, nemmeno per un minuto, in una competizione come la Champions League».

ARSENAL – «Penso che la cosa più positiva dell’Arsenal sia il collettivo, come noi. Sarà un’ottima partita di calcio. Penso che forse siano più fisici e noi forse siamo più bravi con la palla, secondo me. Ma loro hanno i loro punti di forza, noi abbiamo i nostri. Quello che vogliamo fare è difendere con la palla nella loro metà campo. Perché avere la palla è il modo migliore per difendere. Hanno un sacco di giocatori bravissimi, di livello mondiale, quindi non posso sceglierne uno».

ROSA DEI GUNNERS- «Adoro il modo in cui Raya usa i piedi per migliorare il gioco dell’Arsenal. La doppietta su punizione di Declan Rice contro il Real Madrid? Amo il calcio, quindi sono stato davvero contento di vedere quei due gol. L’Arsenal, di sicuro è una delle squadre migliori. Il centrocampo con Odegaard, Declan Rice, Thomas Partey sono giocatori straordinari».

Cassano boccia l’Inter ed Inzaghi: «Anche con la Champions è una stagione di m***a! Inzaghi? Da mandare a casa se…»

Cassano boccia l’Inter ed Inzaghi: «Anche con la Champions è una stagione di m***a! Inzaghi? Da mandare a casa se…»

Duro attacco da parte del fantasista barese, ex Inter, Antonio Cassano, che nel corso di Viva El Fubol ha commentato la stagione dei nerazzurri bocciando stagione e allenatore.

LE PAROLE- «La Champions lascia il tempo che trova. Anche se la vinci, rimane una stagione di merda perché questo campionato va vinto. La Champions l’ha vinta Di Matteo che non ha più allenato, l’ha vinta Mourinho, ne ha vinte due Ancelotti giocando male. Quello che sta accadendo è lo specchio di ciò che ho sempre pensato: Inzaghi non è un allenatore top. E non posso paragonare Inzaghi a Conte. Conte dà un’identità alla squadra, McTominay ora è il centravanti e fa la differenza. Gli Inzaghi hanno una stampa buona a favore, l’ho sempre pensato, tutti e due. L’anno scorso Inzaghi ha vinto lo scudetto perché non c’era nessuno. Quest’anno sta completando un’opera schifosa, un campionato solo vinto su quattro, il rischio è questo.L’Inter è talmente più forte che decide lei quando vincere le gare. Se su quattro scudetti ne vinci soltanto uno, questo è un problema e se il bagno di sangue continuerà, Inzaghi dovrà andare via a fine anno. Voci di corridoio mi dicono che Inzaghi non fa nulla di particolare, la squadra è talmente più forte che si gestisce da sola. I Calhanoglu, Pavard, Lautaro, Mkhitaryan non devono imparare il calcio. Bastoni non è mai attaccato, grazie che migliora, poi quando lo attaccano però… Barella 3 gol in campionato, passa per Xavi o Iniesta… Poi a me questo 3-5-2 rompe la minchia, non mi piace come gioca la squadra. Se Inzaghi non vince campionato o Champions, è da mandare a casa. Ma io cambierei allenatore indipendentemente»

Direttore sportivo Milan, spunta un clamoroso retroscena! Cardinale incontra un papabile candidato

Direttore sportivo Milan, spunta un clamoroso retroscena! Cardinale incontra un papabile candidato

Spunta un clamoroso retroscena riguardo il prossimo direttore sportivo Milan. Secono quanto riportato e riferito da Simone Cristao su Youtube, negli scorsi giorni, ci sarebbe stato un incontro tra Cardinale e Paratici sul lago di Como. Questo è quanto riportato da MilanZone su twitter.

PAROLE – «Lo scorso lunedì Cardinale e Paratici si sono visti sul lago di Como. Non sappiamo se fossero presenti anche altre persone, sappiamo appunto di Cardinale e Paratici».

Bologna, stagione finita per Pedrola? Il talento ex Barcellona fermato ancora dagli infortuni. I dettagli

Bologna, stagione finita per Pedrola? Il talento ex Barcellona fermato ancora dagli infortuni. I dettagli

Prosegue il calvario del Estanis Pedrola, che non sta vivendo benissimo la sua prima occasione in Serie A, con la maglia del Bologna.

Il giocatore 21enne, spagnolo, di ruolo ala, arrivato in prestito dalla Sampdoria, infatti, continua ad avere problemi fisici che gli hanno condizionato la stagione che, come riferito dal comunicato dei rossoblù, si è già conclusa.

COMUNICATO – «Gli esami cui è stato sottoposto Estanis Pedrola hanno evidenziato una lesione del bicipite femorale sinistro, con tempi di recupero di 3-4 settimane».

Pogba riparte dalla MLS? Una squadra si è già assicurata i Discovery Rights

Paul Pogba riparte dagli Stati Uniti? Una squadra di MLS ha già i discovery rights, l’esclusiva per trattare con il calciatore

Paul Pogba potrebbe ripartire dalla MLS, e in particolare dal D.C. United, che secondo quanto riportato dal Washington Post si è già assicurato i “discovery rights” sul centrocampista francese, garantendosi così l’esclusiva per trattare con lui negli Stati Uniti. Il club avrebbe già avviato i contatti attraverso il CEO Jason Lavien, il quale si starebbe spendendo in prima persona per convincere Pogba, presentandogli anche una proposta formale per occupare l’ultimo slot disponibile da Designated Player.

Svincolato dallo scorso novembre e fermo da 20 mesi per squalifica legata a un controllo antidoping, l’ex Juve potrebbe tornare in campo in tempi rapidi grazie al calendario MLS, che si estende fino a ottobre. Nonostante possieda una casa a Miami e sia stato accostato anche all’Inter Miami di Messi, al momento il D.C. United appare in pole per accoglierlo, anche con l’interesse indiretto di Adidas, storico sponsor sia del giocatore che della lega. Una decisione definitiva è attesa a breve, ma restano aperte anche piste europee o mediorientali.

Juve, il Bologna rallenta e lascia i bianconeri primi, ma domenica contro i rossoblù Tudor deve reinventare la formazione

Juve, assist del Bologna per il quarto posto dopo il pari con l’Udinese, ma contro i rossoblù Tudor deve reinventare la formazione

La Juve ha riconquistato il quarto posto grazie al pareggio del Bologna contro l’Udinese e al 2-2 tra Lazio e Parma, due risultati favorevoli arrivati quasi a sorpresa. Questo piccolo vantaggio, a quattro giornate dalla fine, compensa in parte l’ennesima tegola per Igor Tudor: l’infortunio muscolare di Lloyd Kelly, che si aggiunge a una lista già lunga di assenti in difesa. Come riportato da la Gazzetta dello Sport, il tecnico bianconero dovrà reinventare il reparto arretrato, con solo Kalulu e Veiga disponibili, e la possibile necessità di adattare Cambiaso, Locatelli o Savona. L’idea di abbandonare il 3-4-2-1 non è esclusa, ma sarebbe un rischio vista la buona media punti ottenuta finora.

Domenica, nella delicata trasferta contro il Bologna, Tudor dovrà anche fare a meno dello squalificato Yildiz e resta in dubbio la presenza di Vlahovic e Koopmeiners. Le buone notizie arrivano dall’attacco, con il ritorno al gol di Kolo Muani e Gonzalez, ma la Juve dovrà risolvere il problema del rendimento fuori casa: un solo punto raccolto in trasferta da quando è arrivato il nuovo allenatore e una vittoria che manca dal 23 febbraio. Un successo al Dall’Ara sarebbe fondamentale, non solo per la classifica ma anche in ottica scontri diretti.

McTominay, centrocampista e goleador sulla scia di Hamsik, Vidal e Matthaus: 11 reti per lo Scudetto

Scott McTominay, prima stagione speciale per il centrocampista Scozzese, arrivato in estate al Napoli e già in doppia cifra di gol segnati

Scott McTominay è diventato il simbolo del nuovo Napoli di Conte: con 5 gol nelle ultime 3 gare e 11 totali in stagione (secondo solo a Lukaku), lo scozzese è il motore del centrocampo e decisivo nelle partite chiave. Arrivato in un campionato tatticamente complesso, si è inserito con sorprendente naturalezza grazie anche al sistema disegnato su misura da Conte, che ne valorizza inserimenti, duttilità e senso del gol. Il modulo, spesso un 4-3-3 fluido, gli consente di agire su tutto il campo, spuntando davanti per finalizzare e dietro per recuperare.

Il suo impatto ricorda quello di altri grandi centrocampisti stranieri al primo anno in Serie A: Vidal alla Juventus, sempre con Conte, autore di 7 gol al debutto, poi diventati 10 e 11 nelle stagioni successive; Matthäus nell’Inter di Trapattoni, con 9 reti decisive da incursore; e Hamsik, pur arrivato dal Brescia, come riferimento storico a Napoli. McTominay, con 7 gol che hanno sbloccato lo 0-0, sembra destinato a entrare nella galleria dei grandi centrocampisti goleador vincenti subito.

Mandragora: «Sto vivendo un gran momento e voglio tenermelo stretto, dopo l’infortunio mi godo tutto»

Le parole di Rolando Mandragora, centrocampista della Fiorentina: «Leader? Ce ne sono tanti. Gosens lo è davvero, lo sente»

Dopo il gran gol segnato contro l’Empoli e in vista della sfida di Conference League contro la Real Betis in semifinale, Rolando Mandragora ha parlato a la Gazzetta dello Sport. Di seguito le parole del centrocampista della Fiorentina.

IL BETIS È UNO SCOGLIO DIFFICILE – «Hanno palleggio, qualità individuali, giochiamo in uno stadio da 60 mila. Ma noi abbiamo mentalità, cuore e ambizione. E spero che Kean possa superare il mio primato».

MOMENTO DI FIDUCIA – «Segno quasi quanto Kean? Sto vivendo un gran momento, voglio tenermelo stretto. Gioco mezzala a tutto campo, mi piace. Il ruolo da play sta un po’ sparendo, oggi serve chi copre il campo. I gol sono un segno di maturità. Palladino mi dà libertà: posso inserirmi, tirare. Ma mai perdere un tempo di gioco».

DA RISERVA A IDOLO DI FIRENZE – «Avevo iniziato bene, poi l’infortunio al ginocchio. La squadra ha vinto otto partite di fila e ho dovuto recuperare. Ma col lavoro e lo staff medico – che ringrazio – ho aspettato il mio momento. Ora mi godo tutto».

L’INTESA CON PALLADINO E PARISI – «Con Palladino ogni tanto scappa il dialetto. Sa capire i caratteri. Con Parisi parlo solo in napoletano. È un amico vero, ha fatto la gavetta».

SENZA AUTOCELEBRARSI – «Leader? Ce ne sono tanti. Gosens lo è davvero, lo sente. Ma siamo una famiglia, dal presidente Commisso in giù. Amo Firenze, vivo vicino allo stadio, e da carnivoro… potete immaginare».

RE D’EUROPA IN VIOLA – «Sono il viola con più presenze in Europa, è un orgoglio. Spero di farne tante altre, così non mi superano. Il mio focus è totale sulla Fiorentina».

IL MATRIMONIO DOPO IL CALCIO – «Del matrimonio si occupa Lucia, la donna più importante della mia vita. Ci sposiamo il 1° luglio a Napoli. È di Casoria, ma ci siamo conosciuti in Calabria da bambini. I testimoni? Solo familiari, nel pallone ci sono troppi amici».

SCAMPIA E I PRIMI PASSI – «A 14 anni lasciai Scampia per il Genoa. Non fu una fuga: era il sogno. Giocavo alla Mariano Keller e in strada. Era l’ultimo provino. Sbravati e Donatelli ci hanno creduto».

RADICI FORTI – «Scampia è ancora casa, i miei genitori vivono lì. Papà Giustino è stato il mio allenatore più severo: pochi complimenti, tante bastonate costruttive. Ha aiutato tanti bambini. Con mamma mi ha dato valori veri».

GASPERINI, MANCINI, DI BIAGIO – «Gasperini mi fece esordire nel 2014: alcuni familiari hanno tatuato la data. Anche Mancini, che mi fece debuttare titolare contro la Francia, e Di Biagio, che mi portò in Under 21 sotto età, sono stati fondamentali».

JUVE, TORO E NAZIONALE – «Alla Juve ebbi due operazioni in un anno, non ero pronto. Mi rimisi in gioco: Pescara, Crotone, Udine. Poi l’infortunio al crociato. Al Toro ritrovai la Nazionale. Nicola mi fece capitano in A, è speciale anche come uomo».

SCUDETTO? TIFO NAPOLI – «Spero lo vincano. Conte ha portato la mentalità giusta. Possono farcela».

Roma, Soulé la nuova Joya, con le sue reti sta trascinando i giallorossi in Europa

Roma, Matias Soulé si sta consacrando come le nuova Joya della Roma: sulle orme del suo idolo Dybala sta trascinando i giallorossi a suon di gol

Matias Soulé sta vivendo il suo momento di crescita definitiva alla Roma, sulle orme del suo idolo Paulo Dybala. Il giovane argentino, che da tempo riceve consigli dal “professore”, sta dimostrando di aver imparato in fretta: a 22 anni ha già deciso diverse partite, segnando gol pesanti in trasferta contro squadre come Inter, Lazio, Parma ed Empoli. In totale, come riportato da la Gazzetta dello Sport, ha portato alla Roma ben 13 punti, alimentando il sogno Champions e affermandosi come un giocatore sempre più decisivo e maturo.

Curiosamente, tutte le sue cinque reti in campionato sono arrivate lontano dall’Olimpico, rendendolo uno degli attaccanti più efficaci in trasferta dopo Leao. I complimenti non sono mancati: da Aldair, che lo ha elogiato per carattere e qualità, a Ranieri, che ha sottolineato come Soulé sia diventato più lucido, pratico e letale nelle sue giocate. Ora il giovane giallorosso sa che non può rallentare, perché il finale di stagione è l’occasione perfetta per consacrarsi definitivamente.

Lecce, maglia bianca senza simboli per lutto e protesta: la decisione del Giudice Sportivo

Lecce, il Giudice Sportivo dovrà decidere sulla scelta dei salentini di scendere in campo con la maglia bianca e senza limiti contro l’Atalanta

Il Lecce ha affrontato l’Atalanta indossando una maglia bianca senza simboli, colori o loghi ufficiali, in segno di lutto per la scomparsa del fisioterapista Graziano Fiorita. Il gesto simbolico, accompagnato da un minuto di silenzio condiviso con tutto lo staff, non sarà sanzionato: come riportato dal Corriere dello Sport l’arbitro La Penna non ha segnalato irregolarità, e anche giudice sportivo e procura Figc sembrano intenzionati a non intervenire, riconoscendo che il messaggio non ha natura politica né confessionale, quindi conforme alle regole federali.

Il presidente della Lega, Simonelli, ha difeso la decisione di non rinviare la partita, spiegando che il rispetto del lutto è stato bilanciato con la necessità di tutelare la regolarità del campionato, considerando anche la difficoltà di riprogrammare l’incontro. Ha risposto alle critiche del ministro Abodi, sottolineando che xx174dal divano è facile parlare» e ribadendo l’importanza di valori davanti ai quali anche il calcio dovrebbe sapersi fermare.

Sampdoria, Novellino: «Manderei la squadra in ritiro per due mesi: devono capire il peso della maglia!»

Le parole di Walter Novellino, ex tecnico della Sampdoria: «Difficile dare le responsabilità per la stagione, Pirlo? Non lo avrei mandato via»

Walter Novellino, ex allenatore della Sampdoria, ha parlato del momento difficile che stanno vivendo i blucerchiati dopo la sconfitta contro la Carrarese che compromette ancora di più la classifica, con la Samp tra le ultime in Serie B. Di seguito le sue parole al Secolo XIX.

CLASSIFICA – «Mi dispiace tanto vedere la Sampdoria con quella classifica. Non è bella».

RESPONSABILITÀ – «Non saprei a chi darle. Forse si è volato troppo alto all’inizio, con gente che non conosce la B. È un campionato difficile, bisogna stare sull’attenti. Io Pirlo non l’avrei mandato via».

MENTALITÀ – «È tutta una questione mentale: non si può perdere a Carrara. Alla Sampdoria siamo sempre stati riconoscibili per carattere. Ogni giocatore deve sapere che maglia indossa, non è uno scherzo».

GRUPPO TECNICO – «Io mi affiderei a Evani, Lombardo e Gregucci: loro la B la conoscono. Ai giocatori direi solo: “Basta scherzare”. Questo è un lavoro, ed è un lavoro che va fatto bene. Io li porterei in ritiro due mesi: Genova è bellissima, il pubblico è straordinario, non capisco cosa vogliano di più».

CODA – «Un giocatore vero. Mi aspetto che sia lui a trascinare la squadra. Il record? Deve pensare solo a salvare la Samp».

MODULO – «Per me il modulo giusto è il 4-4-2, con due punte e la squadra stretta e corta. È semplice ma va fatto bene. Evani lo sa».

GIOVANI – «Abiuso e Akinsanmiro possono portare entusiasmo, ed è ciò che serve adesso. La classifica io la farei vedere a tutti».

Juve Nico Gonzalez, sirene inglesi per l’argentino: due club di Premier su di lui, ecco la sua posizione

Juve, sirene inglesi per Nico Gonzalez: l’attaccante argentino ha mercato in Premier League, con due squadre che hanno chiesto informazioni

Contro il Monza, Nico Gonzalez ha ritrovato il gol con una gran botta da fuori interrompendo un lungo digiuno e confermando il buon momento di forma delle ultime settimane. Sempre più centrale nel gioco, si è ripreso la Juve e non sembra intenzionato a lasciarla.

Come riportato da Tuttosport, l’esterno ha ricevuto sondaggi dalla Premier League, con Tottenham e Brighton particolarmente interessate, ma ha rifiutato ogni proposta: nel suo futuro vede solo il bianconero.

Arsenal PSG, la sfida tra Arteta e Luis Enrique nel segno di Guardiola: i due eredi di Pep con l’obiettivo finale

Mikel Arteta e Luis Enrique si affrontano in semifinale di Champions League che la Gazzetta dello Sport presenta Arsenal PSG come quella tra due eredi diretti di Pep Guardiola, con un’identità calcistica forgiata a Barcellona e ispirata al 4-3-3 di scuola blaugrana. Arteta, ex vice di Pep al City, ha modellato l’Arsenal con una filosofia simile, ora evoluta in un 4-1-4-1 flessibile e tecnico, mentre Luis Enrique rivendica per sé l’autentica eredità del Barça, applicandola a un PSG dinamico e creativo, in cui i terzini spingono e l’attacco ruota attorno al talento puro.

Entrambi cercano di portare per la prima volta il loro club sul tetto d’Europa, guidati dalla stessa ossessione per la perfezione e la convinzione nei propri mezzi. Arteta vuole dimostrare che l’Arsenal può finalmente superare i suoi limiti storici, Luis Enrique spinge il PSG verso la consacrazione definitiva. A unirli, l’ambizione di essere considerati i veri successori del maestro Guardiola.

Barcellona, con Pedri Flick ha trovato il suo Iniesta, è lui la chiave del gioco blaugrana

Barcellona, Pedri sempre più centrale nel gioco di Hans Flick: il centrocampista è il vero cervello del gioco blaugrana

Pedri, oggi fulcro del Barcellona di Hansi Flick che domani affronterà l’Inter nella semifinale d’andata di Champions League, ha avuto un lungo percorso per arrivare oggi a essere il nuovo Iniesta: come riportato da la Gazzetta dello Sport è passato da una delusione giovanile con il Real Madrid al diventare il cervello del gioco blaugrana. Dopo l’esplosione col Las Palmas, è arrivato al Barça nel 2020 per soli 5 milioni e ha subito conquistato tutti con la sua visione, il tocco delicato e la maturità calcistica. Ha esordito in Liga a 17 anni e da allora è diventato imprescindibile anche per la nazionale spagnola, partecipando a Europei e Olimpiadi da protagonista, ma pagando il prezzo fisico di un debutto senza soste.

Dopo due stagioni segnate dagli infortuni, Pedri è finalmente tornato continuo e dominante: già 12 premi MVP in stagione e prestazioni da leader assoluto, anche in un reparto offensivo ricco di stelle. Apprezzato da Flick, elogiato da Iniesta e spinto da Gavi verso il Pallone d’Oro, Pedri resta però umile, consapevole di dover ancora costruire una carriera all’altezza dei suoi miti. A soli 22 anni ha già messo in bacheca una Liga, due Coppe del Re e un Europeo, e ora guida un Barcellona giovane e ambizioso verso nuovi traguardi.

Milan, il punto sui rinnovi dei rossoneri: Pulisic più centrale; Theo, offerta al ribasso

Milan, il punto sui rinnovi di Christian Pulisic e Theo Hernandez: l’americano con un ritocco dell’ingaggio, il francese a ribasso

Il Milan si prepara a blindare Christian Pulisic, protagonista della stagione rossonera con 16 gol e 50 partecipazioni totali tra reti e assist. Il club, come riportato da la Gazzetta dello Sport ha già definito il rinnovo fino al 2029, con aumento di stipendio da 4 a 5 milioni annui, premiando l’americano per il rendimento costante e il salto di qualità dato alla squadra. Un segnale di fiducia e riconoscenza verso uno dei migliori acquisti dell’ultima sessione estiva.

Situazione diversa per Theo Hernandez: la dirigenza rossonera gli ha proposto il prolungamento per evitare il rischio di perderlo a parametro zero nel 2026, ma l’offerta è al ribasso rispetto al passato, riflesso di una stagione sotto tono e costellata da episodi negativi. Nonostante tutto, il francese, legato alla città e al club, sembra disposto a restare, pur dovendo accettare condizioni meno favorevoli rispetto alle richieste iniziali.

Cagliari, scatto decisivo per la salvezza: Pavoletti e Deiola fermano il Verona nello scontro diretto

Cagliari, grosso passo in avanti nella lotta Salvezza: i sardi sbancano il Bentegodi e superano Parma e Verona

Il Cagliari espugna il Bentegodi dopo 53 anni battendo 2-0 il Verona, conquistando tre punti fondamentali in chiave salvezza. La squadra di Davide Nicola mostra più intensità e organizzazione, passando in vantaggio al 30’ con Pavoletti, alla prima da titolare dopo mesi. I sardi, esperti e ben messi in campo, resistono senza soffrire troppo e colpiscono ancora nel finale con Deiola in contropiede. Ora volano a +8 sulla zona retrocessione, superando anche Verona e Parma.

Il Verona, alla quinta gara senza vittorie, delude: mancano idee, precisione e peso offensivo. Tanti i cambi provati da Zanetti, ma nessuno cambia il volto di una squadra sterile e fragile in difesa. Il rosso a Ghilardi e la squalifica di Coppola complicano le prossime sfide, mentre i tifosi rumoreggiano. La salvezza è ancora alla portata, ma servirà un netto cambio di passo.

Lazio, rimonta e rimpianti Champions: il Parma spaventa Baroni, poi Pedro ci mette una pezza

Lazio Parma, pareggio che sa di rimpianto europeo per i biancocelesti: Pedro salva Baroni, ma la Champions ora si complica

La Lazio butta via una grande occasione pareggiando 2-2 contro il Parma all’Olimpico, compromettendo la corsa Champions. Partita iniziata malissimo dai biancocelesti, sotto già dopo tre minuti per mano di Ondrejka, autore poi di una doppietta. Solo con l’ingresso di Pedro e Vecino la squadra di Baroni ha ritrovato energia e qualità, rimontando nel finale grazie a due gol dello spagnolo. Ma il pareggio non cancella i limiti caratteriali emersi nei momenti decisivi: l’Europa maggiore è ora più lontana.

Il Parma, ben organizzato da Chivu e sulla scia dell’entusiasmo dopo la vittoria contro la Juve, ha dominato per larghi tratti ma ha pagato l’ingenuità nel non chiudere la partita. La Lazio, imprecisa e nervosa, ha reagito solo negli ultimi minuti, sfiorando persino il sorpasso con due richieste di rigore non concesse. L’impressione, però, è che la squadra si svegli troppo tardi e fatichi a reggere la pressione nelle sfide che contano davvero.

Bologna, frenata brusca nella corsa Champions: pari con l’Udinese e rimane alle spalle della Juve

Il Bologna frena nella corsa Champions: il pari contro l’Udinese lascia i rossoblù al quinto posto, con la Juve prossima avversaria

Il Bologna fatica a incidere contro un’Udinese più organizzata e determinata, chiudendo con uno 0-0 che spegne momentaneamente l’entusiasmo verso la volata Champions. Runjaic ha ingabbiato il sistema di gioco rossoblù, bloccando le fonti principali e sfruttando le incursioni di Payero per mettere sotto pressione la squadra di Italiano, squalificato e in tribuna. Nonostante una ripresa più aggressiva e due occasioni nitide di Orsolini (traversa e colpo di testa), il Bologna non trova il guizzo giusto.

Ora testa alla Juve quarta in classifica e avversaria nello scontro diretto per la Champions, con qualche preoccupazione fisica: Castro non è ancora al meglio e Ndoye resta fuori. Italiano però esclude che la squadra sia distratta dalla finale di Coppa Italia contro il Milan: per il tecnico c’è ancora troppo in palio e la priorità resta chiudere il campionato nel migliore dei modi.

Inter, la stanchezza è reale, ma le altre semifinaliste corrono ancora di più: il confronto

Inter, il confronto sui minuti giocati dai nerazzurri (e la stanchezza dei nerazzurri) e le altre semifinaliste di Champions League

La stanchezza dell’Inter è reale, ma non unica: tutte le semifinaliste di Champions League hanno giocato un numero simile di partite, eppure i nerazzurri appaiono oggi i meno brillanti, come visto contro la Roma. I dati riportati da la Gazzetta dello Sport confermano che i titolari nerazzurri non sono stati spremuti più di altri top club – ben 7 blaugrana hanno un minutaggio maggiore di Lautaro Martinez -, ma il calo fisico e mentale è evidente, soprattutto dopo la doppia sfida col Bayern. Il Barcellona in questa stagione ha già disputato 53 partite, l’Arsenal 52 come i nerazzurri e il PSG 51. L’obiettivo dichiarato della società è trasformare questa presenza continuativa su tutti i fronti da eccezione a regola, imparando però dagli errori di gestione della rosa.

A incidere è anche l’età media elevata della squadra, la più alta tra le semifinaliste: 29,3 anni contro i 24,9 del Barcellona, 27,1 dell’Arsenal e i 23,9 del PSG. Il mercato limitato degli ultimi anni ha impedito un ricambio, e gli arrivi di gennaio (Taremi e Zielinski) non hanno inciso. Il prossimo anno si punterà a una rosa più giovane e profonda, per competere ancora su tre fronti ma con più energie e soluzioni.

Sacchi: «Conte come me: lui è la garanzia e il presidente gli ha dato carta bianca, ma non perchè si crede un fenomeno, ma…»

Napoli, il paragone di Arrigo Sacchi tra la squadra di Conte e il suo Milan: «Al Napoli, il bello deve ancora venire, Conte? per me resta»

Arrigo Sacchi in una intervista a Il Mattino ha fatto un paragone tra il Napoli di Conte e il suo Milan. Di seguito le sue parole.

GARANZIE – «Io le garanzie non le chiedevo mai, perché la garanzia ero io. Come lo è Conte, che ha fatto un’impresa incredibile. Nessuno pensava potesse vincere questo scudetto, tranne lui. Ma non perché si crede un fenomeno, anzi: sa che il successo si costruisce con il lavoro e che il primo passo verso il fallimento è sentirsi arrivati. Quando uno si convince d’esser grande, inizia a cadere. Conte questo lo sa e lo trasmette».

DE LAURENTIIS – «De Laurentiis? Ha fatto col calcio quello che aveva già fatto altrove: con metodo, visione e fiducia. Come Berlusconi quando mi scelse e mi lasciò carta bianca. Solo così può nascere una rinascita vera. E al Napoli, il bello deve ancora venire. McTominay è l’esempio perfetto: veniva dal Manchester United e ora sembra un altro. Solo Conte può far scattare quella voglia feroce di migliorarsi. Se resta? Per me sì. Perché Napoli ha scelto lui e lui ha scelto Napoli. E questa volta non finirà così in fretta».

Contro il Barcellona servirà la vera Inter: Inzaghi spera nella ThuLa dall’inizio

Inter, domani la sfida contro il Barcellona per la semifinale d’andata di Champions League: le scelte di Inzaghi per la sfida

Dopo tre sconfitte consecutive e con il tempo ormai agli sgoccioli, l’Inter si gioca tutto nella semifinale d’andata di Champions contro il Barcellona. Inzaghi prova a ricompattare la squadra, contando sulla capacità dimostrata in passato di reagire nei momenti più difficili. Il ciclo europeo nerazzurro, fin qui brillante, può ancora trasformare la stagione in un trionfo, ma servirà ritrovare subito l’identità smarrita. Come riportato da la Gazzetta dello Sport il ritorno di Bastoni e Mkhitaryan dà ossigeno, mentre sarà fondamentale la leadership dei senatori come Lautaro, Barella e Calhanoglu per rispondere al talento esplosivo dei catalani.

La vera incognita resta la fascia sinistra, con Dimarco in netto calo e Carlos Augusto in crescita. A destra, Dumfries è pronto a partire titolare, mentre Thuram viaggerà con la squadra dopo un buon recupero e potrebbe partire dal 1’, come spesso accaduto nelle notti importanti. Inzaghi dovrà decidere se puntare sulla coppia d’attacco titolare fin da subito: per essere davvero l’Inter, non si può rinunciare alla ThuLa.

Buffon: «Napoli, il fattore Conte sarà decisivo; Juve, non sarà semplice ma devi andare in Champions! E Yildiz imparerà dal rosso»

Le parole di Gianlugi Buffon, ex portiere della Juve e della nazionale italiana: «Mondiale, l’obiettivo è la qualificazione. Oslo sarà già decisiva»

Gianluigi Buffon ha rilasciato una lunga intervista a La Stampa: il capo delegazione azzurro ha parlato di vari temi della Serie A, dalla Lotta Scudetto a quella Champions che vede coinvolta la sua ex squadra, la Juve. Di seguito le sue parole.

SI ASPETTAVA QUESTA VOLATA SCUDETTO – «Sì, ma lo dico da tempo: Inter e Napoli, o meglio, Napoli e Inter erano le più accreditate a giocarsi lo scudetto».

PERCHÉ PROPRIO LORO – «L’Inter è la squadra più attrezzata per ciò che ha costruito in questi anni e per l’autostima che ha dentro. Il Napoli, invece, ha il fattore Conte e può concentrarsi solo sul campionato».

COME FINIRÀ – «Chi può dirlo? L’inerzia ora sembra azzurra, ma sarà battaglia fino all’ultima giornata».

SERIE A PIÙ DIVERTENTE – «Assolutamente. È un campionato divertente, nessuno gioca più per lo 0-0: si pensa ai tre punti».

VOTO A TUDOR – «Sta facendo bene. È entrato in sintonia con l’ambiente, ha trasmesso energia, ma non dimentichiamo quello che c’era prima».

GIUDIZIO SU THIAGO MOTTA – «Allenatore di straordinario talento. Non entro nelle scelte del cambio, ma il suo valore è evidente. Avrà tempo e modo di dimostrarlo».

JUVE IN CHAMPIONS – «Deve andarci. Per storia, per blasone, per i tifosi. Non sarà facile, ma il quarto posto va centrato».

GESTO DI YILDIZ – «Un errore, sì, ma istintivo. È un ragazzo, imparerà. Niente processi, ha capito subito di aver sbagliato».

SU VANOLI – «Contento per lui. Lo conosco da Parma, è uno che vive il calcio con passione. Allenatore da cuore Toro e, secondo me, da grande futuro».

INTER A BARCELLONA – «L’Inter è forte e ha le sue carte. Certo, il Barcellona è un mostro sacro, ma i nerazzurri possono giocarsela».

QUALIFICAZIONE MONDIALE – «Prima di tutto, la qualificazione. Oslo sarà già uno snodo decisivo. Dobbiamo andarci con un po’ di sana follia e con l’idea chiara: noi al Mondiale ci vogliamo andare, punto».

DONNARUMMA A PARIGI – «Sì, e con pieno merito. È una garanzia, uno dei migliori al mondo. E la voglia di migliorarsi è tutta sua».

PORTIERI IN CRESCITA – «Siamo messi bene: Vicario, Meret, Carnesecchi… ne stiamo sfornando tanti».

VALORE DI UN PREMIO SUI VALORI – «Il calcio è stata la mia felicità. In campo ero me stesso. Poi c’è la vita vera, dove bisogna cercare di non fare troppi danni e restare un esempio».

COVERCANO È CASA – «No, ma ogni volta che ci torno è motivo di orgoglio».

Napoli da Scudetto, Conte da record al suo primo anno: nessuno come lui

Il Napoli si prepara alle ultime partite per portare a casa lo Scudetto: guidata da Conte la squadra è la meno battuta d’Europa e i suoi numeri sono da record

Antonio Conte ha trasformato il Napoli in una macchina da guerra, partendo da una situazione complicata e da una squadra reduce da un decimo posto senza coppe. Come riportato da la Gazzetta dello Sport con il suo lavoro sulla mentalità, sulla condizione fisica e sulla tattica, ha guidato gli azzurri a un’annata straordinaria, portandoli a 74 punti in 34 partite, un record per un tecnico al primo anno sulla panchina partenopea: dietro di lui Sarri 73, Ancelotti 70, Benitez 68 e Spalletti 67 . Nonostante gli imprevisti e un calo a febbraio, il Napoli ha saputo mantenere la leadership per gran parte della stagione, ed è ora aritmeticamente qualificato alla prossima Champions League, sognando anche lo scudetto.

Conte ha rivoluzionato l’approccio della squadra, cambiando moduli a seconda delle necessità e imponendo un nuovo vocabolario basato su lavoro, sacrificio e spirito di gruppo. Ha attirato campioni come Lukaku e McTominay, pur partendo senza l’appeal internazionale dei suoi predecessori. Con la miglior difesa d’Italia e d’Europa, il Napoli è diventato una squadra solida e concreta: ora il sogno scudetto è reale, e Conte potrebbe aggiungere un altro titolo alla sua carriera già straordinaria.

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