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Everton, nel nuovo stadio “bandito” il colore rosso! Anche il Ketchup sarà blu; e il futuro di Goodison Park è deciso

Everton, nel nuovo stadio dei Toffees sarà ‘bandito’ il colore rosso: anche il ketchup sarà blu! E a Goodison Park ci va la squadra femminile

L’Everton si prepara ad inaugurare il suo nuovo stadio al Bramley-Moore Dock con una novità che riguarda il colore rosso, simbolo della storica rivalità con il Liverpool. All’interno del nuovo impianto, il colore rosso sarà “vietato” per evitare qualsiasi associazione con i Reds. Questa scelta si estende anche al ketchup, che non sarà più rosso ma blu, in linea con i colori del club. L’idea, come riportato da Calcio&Finanza, è stata confermata da un tifoso che ha assistito a una partita di giovanili nel nuovo stadio, come parte dei test pre-apertura. Un gesto simbolico che accompagnerà l’inizio della nuova era per i Toffees.

Il nuovo stadio, pronto per la prossima stagione, avrà una capacità di 52.888 posti e ospiterà la squadra maschile dell’Everton. Nel frattempo, il Goodison Park, storico stadio del club, diventerà la nuova casa della squadra femminile a partire dalla stagione 2025-26. Questa mossa segue l’esempio di altri club inglesi, come il Leicester, l’Arsenal e l’Aston Villa, che hanno fatto giocare la loro squadra femminile nei rispettivi stadi principali. Con l’arrivo di questo stadio ultra-moderno, il club si prepara a fare un passo importante nella sua storia.

Leonardo Milan: «Manca il milanismo: avevano Maldini, ora credo si siano resi conto dell’errore fatto a mandarlo via»

Milan, in società manca il “Milanismo”? La risposta di Leonardo: «Ma c’era, si chiamava Maldini, credo che in società abbiano capito l’errore»

In una intervista a QS Leonardo ha parlato del momento del Milan e di un’assenza di ‘milanismo‘ all’interno della società. Di seguito le sue parole.

MANCA IL MILANISMO – «Ma c’era, si chiamava Paolo Maldini e da dirigente ha vinto uno scudetto ed è arrivato in semifinale di Champions. Poi è stato mandato via, e con lui un grande pezzo di passione. Oggi se ne sono accorti tutti, il Milan è vuoto, senz’anima. Ma sono cicli, passerà. Anche perché credo che in società abbiano capito di aver sbagliato».

ESPERIENZA PERSONALE – «Certe situazioni le ho vissute, anche se l’allenatore l’ho fatto poco. Ho cominciato col Milan in un momento particolare: Kaká era stato venduto, Maldini aveva smesso. Insomma, parecchie novità. Iniziai l’annata senza vincere per 5-6 partite. Tutti mi invitavano a non condividere con i calciatori scelte o sistemi di gioco e io invece andavo in palestra e dicevo… ‘giochiamo in modo spericolato e rischiamo’. In realtà i difensori non volevano (sorride, ndr) ma col tempo digerirono l’idea. Vero, fu un azzardo, ma in tanti dicevano che il ‘4-2-fantasia’ era bello e divertente. Tutto cominciò nella terza partita di Champions a Madrid, avevamo schierato una squadra molto sbilanciata in avanti e vincemmo 3-2. Mai successo al Bernabeu».

Napoli, nuovo rinforzo a destra? Obiettivo del sol levante nel mirino di Manna

Napoli, nuovo rinforzo a destra? Manna ha messo nel mirino un terzino giapponese: pista calda per l’estata per il vice Di Lorenzo

Il Napoli sta valutando il terzino destro giapponese Yukinari Sugawara, attualmente in forza al Southampton. Il calciatore classe 2000, che può anche giocare da centrale, ha già 14 presenze con la nazionale nipponica e due gol in carriera. Secondo il giornalista Matteo Moretto, Sugawara è una delle opzioni per rinforzare la fascia destra, eventualmente come alternativa a Giovanni Di Lorenzo, mentre si attendono novità sul futuro di Mazzocchi.

Sugawara ha disputato 26 partite in Premier League quest’anno, ma la situazione del Southampton, fanalino di coda della classifica e ormai destinato alla retrocessione, spingerà il giocatore a cercare una nuova sistemazione. Il Napoli ha già avviato dei contatti con il club inglese e, con il calciatore in scadenza di contratto, il suo nome è considerato una pista interessante per l’estate. In passato, quando giocava nell’AZ Alkmaar, era stato seguito anche da club come l’Inter.

D’Aversa: «Accetto gli errori tecnici, mai quelli mentali; siamo partiti bene e questo ci ha permesso di…»

Le parole di Roberto D’Aversa, tecnico dell’Empoli, sull’obiettivo salvezza dei toscani in questo ultimo rush di stagione

Roberto D’Aversa, allenatore dell’Empoli, ha analizzato il cammino della sua squadra nella stagione, parlando ai microfoni di Sky Sport. I toscani si trovano attualmente al terzultimo posto in classifica e il tecnico ha commentato le difficoltà affrontate e gli obiettivi per il futuro. Di seguito le sue parole.

BILANCIO DOPO 29 GIORNATE – «Il bilancio ci ha visto partire bene all’inizio, poi c’è stata una flessione nei risultati. Ma il buono fatto prima ci permette di restare aggrappati e di lottare per il nostro obiettivo.»

COME ARRIVA LA SQUADRA AL RUSH FINALE – «Ci arriviamo con la speranza di recuperare i giocatori infortunati. Ci manca la vittoria, ma siamo consapevoli che con il nostro lavoro arriverà presto.»

ERRORI CHE NON PERDONA AI GIOCATORI – «Accetto l’errore tecnico, ma non quello mentale. Un risultato può cambiare anche a seconda di come si interpretano le cose. Se un giocatore sbaglia un gol a porta vuota, non mi arrabbio. Ma mi arrabbio se non mette cattiveria e voglia di vincere.»

SUCCESSO IN COPPA ITALIA CON LA JUVENTUS – «Lo striscione è una dimostrazione di quanto siamo riusciti a dare soddisfazione ai nostri tifosi, ma la cosa più importante sarebbe portare a casa la salvezza.»

Gaspar Lecce, quando tornerà a disposizione di Gianpaolo? 90′ in campo con l’Angola

Gaspar Lecce, il difensore è tornato a dall’infortunio e ha giocato 90′ in Angola-Libia: quanto tornerà a disposizione di Giampaolo?

Kialonda Gaspar, infortunatosi al ginocchio lo scorso 7 dicembre, è tornato ad allenarsi con il Lecce all’inizio di febbraio, ma non ha ancora giocato in Serie A. Tuttavia, ha disputato 90 minuti con la nazionale angolana nelle Qualificazioni Mondiali contro la Libia. Nonostante il pieno recupero, Gaspar non è stato convocato da Giampaolo per nessuna delle quattro partite giocate dal Lecce da quando è rientrato in gruppo.

Giampaolo ha spiegato che la mancata convocazione potrebbe dipendere sia dal periodo di inattività che dalle scelte tecniche. Sebbene si stia allenando regolarmente, il tecnico ha preferito mantenere la coppia di difensori titolari Jean e Baschirotto. Giampaolo ha anche lasciato intendere che la decisione sul rientro del difensore dipenderà dall’evoluzione della situazione nelle prossime settimane.

Orsolini: «Italiano è il miglior allenatore in Italia, fateci pure il titolone! Spalletti? Non devo convincere nessuno»

Le parole di Riccardo Orsolini, esterno del Bologna: «Quarto posto o Coppa Italia? Vogliamo entrambe! Italiano il miglior allenatore in Italia»

Riccardo Orsolini sta vivendo il suo momento d’oro con il Bologna, ma la sua esclusione dalla Nazionale per la doppia sfida contro la Germania è ancora una ferita aperta. Nonostante le ottime performance, la chiamata non è arrivata, eppure Orsolini resta positivo e concentrato sul presente. In un’intervista al Resto del Carlino, ha parlato di questo e anche della straordinaria stagione dei rossoblù, incensando Vincenzo Italiano, il suo allenatore, che considera “il migliore in Italia“. Di seguito le sue parole.

PUNTO PIÙ ALTO DELLA SUA CARRIERA – «Sì, assolutamente. Quest’anno, con la Champions, ho acquisito anche quell’esperienza che mi permette di gestire meglio alcune situazioni in campo che prima non capivo. Avevo bisogno di misurarmi in un contesto del genere. Penso di essere nel pieno della maturità.»

ITALIANO – «Secondo me, in questo momento, Italiano è il migliore allenatore in Italia. Fateci pure il titolone: Vincenzo-Italiano-è-il-miglior-allenatore-in-Italia. E aggiungi: sottovalutato. Gliel’ho detto subito: mister, sei stato coraggiosissimo a venire qua. Chi ci sarebbe venuto? Poteva fare solo peggio. E invece ha stupito tutti. Io sono contentissimo, più per lui che per me.»

IN COSA È MIGLIORATO ITALIANO – «Il mister è riuscito a limare alcuni suoi difetti che si portava da Firenze, a livello tattico e anche a livello gestionale. Ha fatto lui uno step in più. E noi, con le nostre qualità, con la nostra unione, siamo riusciti a fonderci con lui: è venuto fuori un mix perfetto. Ci ha portato delle cose che non avevamo, alcune caratteristiche tattiche: la verticalizzazione, difendere venti-trenta metri più avanti, l’esaltazione degli esterni d’attacco.»

RICORDO DI MIHAJLOVIC – «Sinisa era così: ci mandavamo a quel paese e dopo cinque minuti ci abbracciavamo. Se sei una persona non costruita, io ti do tutto. Con Italiano è scattato subito questo. Dopo una settimana ho detto ai miei compagni: ragazzi, io per questo qui mi butto nel fuoco. È veramente una brava persona. Ha pregi e difetti come tutti, certo, ma con uno così, noi possiamo crescere. E possiamo aiutarlo a crescere come tecnico.»

ESONERO THIAGO MOTTA – «Ha avuto un calendario difficile, paga l’eliminazione dalla Champions. Comunque è lì in lotta per il quarto posto.»

COPPA ITALIA O QUARTO POSTO – «Vincere la Coppa Italia o tornare in Champions? Tutte e due non si può, vero? Allora dico sicuramente alzare un trofeo. Perché l’emozione della Champions l’ho già vissuta, alzare un trofeo non so cosa si provi. Io non ho mai vinto un cavolo nella mia vita. Una scarpa d’oro ai mondiali Under 20, ma di premi collettivi zero. L’ultimo è il torneo della parrocchia ad Ascoli quando avevo dodici anni. Quindi…»

FUTURO – «Non lo so. Io con il fato non ci parlo. Quello che fanno gli altri (club, ndr) non mi interessa. Non so nemmeno cosa mangerò stasera. So solo che Bologna è casa mia. Io faccio quello che posso cambiare io, non mi concentro su quello che va oltre il mio controllo e le mie possibilità.»

CONVOCAZIONE ITALIA – «Sembra impossibile convincere Spalletti? Io non devo convincere nessuno. Io continuo solo a fare il mio. Il riconoscimento della gente ce l’ho: un motivo ci sarà? Dopo la Lazio, ho ricevuto tantissimi messaggi da persone che hanno lavorato con me, che sanno la crescita e il percorso che ho fatto.»

MATURITÀ – «Sartori mi ha detto: ‘Non sono contento perché hai fatto goal, ma per la partita che hai fatto’. Questo dimostra che sono diventato maturo. Tutti a dire che Orsolini non difendeva. Orsolini ora si fa un mazzo così.»

Pulisic, critiche negli USA per poca leadership: Henry lo difende: «Non chiedetegli di essere chi non è» – VIDEO

Christian Pulisic, critiche negli Stati Uniti per la mancata leadership nelle ultime due uscite con la Nazionale: Henry lo difende

Christian Pulisic è stato scelto capitano della nazionale statunitense per la partita contro il Canada, ma la sua leadership è stata messa in discussione da alcune critiche, soprattutto per la sua scarsa presenza vocale in campo. Thierry Henry, ex stella di Arsenal e Francia, ha difeso il giocatore del Milan, sottolineando che non bisogna aspettarsi da lui un tipo di leadership che non gli appartiene. Secondo Henry, Pulisic è un “leader tecnico” e non va forzato a diventare il classico capitano autoritario, come alcuni potrebbero desiderare.

Nonostante i buoni numeri con la nazionale – 32 gol e 18 assist in 76 presenze – Pulisic è stato criticato anche per la sua prestazione nella semifinale della Nations League contro Panama, dove ha tirato una sola volta in porta. Tuttavia, Henry ha esortato a concentrarsi sui punti di forza del giocatore e a non forzarlo a diventare qualcosa che non è. Di seguito le sue parole ai microfoni della CBS.

LEADERSHIP – «Christian Pulisic è un buon giocatore, un ottimo giocatore, e per la prima volta sta giocando ogni settimana, ottenendo buoni risultati in una buona squadra in Europa. Ma dovete smettere di pensare che non sia quel tipo di leader. Fermatevi, non forzatelo a essere qualcosa che non è. È un leader tecnico».

ESEMPIO NEL MILAN DI PIRLO E GATTUSO – «Ma è quel tipo di leader da ‘enforcer’? [Gennaro] Gattuso non era [Andrea] Pirlo, Pirlo non era Gattuso, se capite cosa intendo. Questo non significa che non sia il migliore di questa squadra come giocatore. È molto bravo in tante cose, ma forse non ha quel tipo di leadership, e va bene così, giusto?»

CONCENTRATI SUI PUNTI DI FORZA – «Quando cerchi di cambiarlo in qualcosa che non è, metti in risalto i suoi punti deboli. Concentrati su ciò che sa fare. È un giocatore molto bravo».

Juve Women, Alisha Lehmann salta le prossime convocazioni con la Svizzera: il motivo è legato ad un progetto con una stella di Love Island

Juve Women, gli impegni extra calcistici di Alisha Lehmann le hanno fatto saltare la convocazione con la Svizzera e anche con le bianconere…

Alisha Lehmann, stella della Juve Women, è stata esclusa dalla selezione della Svizzera per le prossime partite di Nations League contro Francia e Islanda, previste per la prima settimana di aprile. La motivazione, come riportato dall’edizione inglese Goal.com, sembra essere il suo impegno fuori dal campo, in particolare con il progetto Baller League UK, dove Lehmann sta lavorando insieme a Maya Jama. Le due hanno assunto il ruolo di proprietarie del team MVPs United, che ha partecipato alla competizione, con la prima partita contro l’FC Rules the World di Clint 419 ieri.

Maya Jama, conduttrice televisiva britannica nota soprattutto per il suo ruolo di presentatrice del programma Love Island, ha un’importante carriera nel mondo dello spettacolo e dei media. La sua partecipazione al progetto Baller League UK ha attirato molta attenzione, segnando una nuova sfida imprenditoriale per lei e Lehmann. Questo impegno extra ha influito sulla forma di Lehmann, che non è stata convocata dalla Svizzera e la cui presenza nella prossima partita di Serie A contro l’Inter, prevista per il 30 marzo, è incerta.

La Baller League UK è una competizione di calcio indoor a sei giocatori, che ha avuto il suo inizio in Germania ed è stata creata dall’imprenditore Felix Starck, con il supporto di calciatori famosi come Mats Hummels e Lukas Podolski. Questo torneo rappresenta una novità nel panorama calcistico, unendo sport e intrattenimento in un format veloce e dinamico. La prima stagione britannica si svolge presso la Copper Box Arena di Londra, con squadre che si sfidano in partite ad alta intensità. La partecipazione di Maya Jama e Alisha Lehmann nel ruolo di proprietarie del team MVPs United segna un’importante evoluzione del torneo, portando un tocco di celebrità e di nuova visibilità al progetto.

Sabatini a Juventusnews24.com: «Con Tudor il quarto posto è raggiungibile, ecco quante squadre servono»

Le parole di Sandro Sabatini in un’intervista esclusiva a Juventusnews24 sul cambio in panchina della Juve Motta-Tudor e sull’obiettivo Champions

Sandro Sabatini ha parlato in esclusiva a Juventusnews24.com dopo l’esonero di Thiago Motta alla Juve e l’arrivo di Tudor. Di seguito le sue parole.

Il quarto posto, con questa inversione di rotta, è ancora raggiungibile?
«Ho fatto i conti mettendo a confronto tutto il calendario delle ultime nove giornate delle squadre impegnate nella lotta per la Champions League. La Juventus con sei vittorie arriva quarta quindi secondo me ce la farà a raggiungere l’obiettivo. Può anche permettersi il lusso di perdere i tre scontri diretti con Roma, Lazio e Bologna. Alla Juventus basteranno sei vittorie: ce la può fare».

Che partita si aspetta con il Genoa?
«Mi aspetto che intanto tutto lo stadio vedrà che giocatore è diventato Miretti, perché la politica dei giovani bisogna saperla fare, come negli anni scorsi. Invece adesso la Juventus sta facendo la politica dei 27 – 28enni, ma i giovani crescono anche con un anno in prestito, tipo Soule e Huijsen. Miretti è diventato un centrocampista da Juventus per l’anno prossimo e si vedrà anche allo Stadium domenica, lo dico senza polemica. Mi aspetto poi da parte della Juve una partita in cui i giocatori “mangeranno il pallone”, ne sono sicuro. Sarà una squadra con tantissima voglia di giocare, di dimostrare, di segnare, di fare pressing, di aggredire».

L’INTERVISTA A SANDRO SABATINI IN ESCLUSIVA A JUVENTUSNEWS24.COM

Manchester United, in estate una nuova – ennesima – rivoluzione: almeno in 10 con la valigia! Ecco i nomi

Manchester United, nuova – ennesima – rivoluzione estiva in vista: Amorim e Ratcliffe tagliano via la rosa: almeno in 10 pronti a dire addio

Il Manchester United si prepara a una nuova rivoluzione estiva, con l’intenzione di cedere circa 10 giocatori per fare spazio agli acquisti richiesti dal nuovo allenatore Ruben Amorim. Dopo che il club ha tentato di ricostruire la squadra lo scorso anno con Erik ten Hag, senza però ottenere i risultati sperati, il tecnico olandese è stato licenziato e sostituito da quello dello Sporting. Ora, secondo il Manchester Evening News, Sir Jim Ratcliffe e INEOS stanno preparando una nuova operazione di mercato per permettere ad Amorim di rinforzare la rosa con giocatori a sua scelta, liberando risorse attraverso le cessioni.

Tra i giocatori potenzialmente in uscita ci sono nomi importanti come Jonny Evans, Tom Heaton, Christian Eriksen, Victor Lindelof, Marcus Rashford, Antony, Jadon Sancho, Casemiro e Altay Bayindir. Inoltre, si sta valutando se includere anche giovani come Alejandro Garnacho, Kobbie Mainoo e Joshua Zirkzee tra quelli da cedere. Per attrarre i nuovi acquisti, Amorim dovrà prima migliorare le prestazioni in campo e garantire una partecipazione alle competizioni europee per la prossima stagione, che sia tramite un piazzamento più alto in Premier League o vincendo l’Europa League.

Calciomercato Roma, il Marsiglia ironizza sull’offerta per Balerdi: «Per quella cifra al massimo…»

Calciomercato Roma, per la difesa piace Balerdi del Marsiglia, ma dalla Francia l’offerta viene liquidata con ironia: ecco la risposta dell’OM

L’Olympique Marsiglia ha risposto con ironia all’interesse del calciomercato Roma per Leonardo Balerdi. Il difensore argentino, capitano dell’OM, è diventato uno dei pilastri della difesa e sta attirando l’attenzione dei giallorossi che avrebbero avanzato una proposta di 20 milioni di euro. Tuttavia, la dirigenza marsigliese ha liquidato l’offerta con sarcasmo, dichiarando che Balerdi potrebbe essere ceduto solo «per il suo alluce sinistro», come riferito dal quotidiano La Provence, confermando così il valore molto superiore che attribuiscono al giocatore, stimato almeno 45 milioni di euro.

Roberto De Zerbi, allenatore dell’OM, ha reso Balerdi un elemento centrale nel suo schema di gioco e non ha intenzione di lasciarlo partire, a meno di offerte eccezionali. Con un contratto fino al 2028, Balerdi è visto come praticamente incedibile, soprattutto se l’OM riuscirà a qualificarsi per la Champions, obiettivo ampiamente alla portata del club, al momento secondo in classica. Il difensore, inoltre, non sembra disposto a lasciare Marsiglia per un altro progetto che non garantisca ambizioni elevate come la partecipazione alla prossima Champions League.

Israele Norvegia: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Nagyerdei andrà in scena la sfida tra Israele Norvegia: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Stadio Nagyerdei di Debrecen si giocherà la sfida di qualificazione ai Mondiali tra Israele Norvegia nel girone I, in cui giocherà anche l’Italia. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

ISRAELE (4-2-3-1): Da. Peretz; Dasa, Nachmias, Shlomo, Revivo; Solomon, Jaber, Abu Fani; Biton, Gloukh, Solomon; David. Ct. Shimon.

NORVEGIA (4-1-3-2): Nyland; Ryerson, Ajer, Ostigard, Moller Wolfe; Berge; Odegaard, Aasgaard, Schjelderup; Haaland, Sorloth. Ct. Solbakken.

Orario e dove vederla in tv

Israele Norvegia si gioca alle ore 20.45 di martedì 25 marzo per il girone di qualificazione ai Mondiali. Verrà trasmessa in diretta in streaming e gratis per tutti sulla piattaforma UEFA Tv. Non è prevista alcuna trasmissione televisiva.

Tudor Juve, il tecnico chiama a rapporto la squadra: «Dimostriamo sul campo di essere degni di questa maglia»

Tudor Juve, il retroscena sul suo primo allenamento: ecco il messaggio che ha voluto passare alla squadra: orgoglio e senso di appartenenza

Nel primo giorno di allenamento alla Continassa, Igor Tudor ha subito cercato di scuotere il gruppo bianconero con un discorso motivazionale, mettendo in chiaro le sue aspettative. Il nuovo tecnico della Juve ha voluto trasmettere ai giocatori l’importanza di onorare la maglia, sottolineando il peso della storia del club e la necessità di dimostrarlo sul campo. Il tecnico croato ha cercato di toccare le corde giuste per ridare carattere alla squadra, facendo leva sulla determinazione e sull’intensità.

Con la sfida contro il Genoa all’orizzonte, Tudor ha insistito soprattutto sull’orgoglio e sul senso di appartenenza, aspetti fondamentali per ritrovare compattezza e spirito vincente. Come riportato da la Gazzetta dello Sport, il tecnico croato ha voluto caricare il gruppo con parole dirette: «Siamo la Juve, dimostriamo sul campo di essere degni di questa maglia». Un messaggio chiaro, volto a riaccendere la mentalità vincente della squadra. Ora resta da vedere se il suo approccio porterà subito i risultati sperati già dal prossimo impegno.

Greenwood, la decisione dell’OM sul suo futuro: l’inglese ad un bivio e due big lo osservano

Marsiglia, il futuro di Mason Greenwood: o ricuce con De Zerbi o in estate sarà addio: fissato il prezzo e le squadre interessate non mancano

Il futuro di Greenwood all’Olympique Marsiglia è più incerto che mai. Nonostante un bottino di 16 gol e 3 assist in 28 partite, l’attaccante inglese ha perso il posto da titolare sotto la gestione di Roberto De Zerbi, finendo spesso in panchina nelle ultime gare. Le giustificazioni ufficiali parlano di ragioni fisiche, ma come riportato da Goal.fr dietro la scelta del tecnico ci sarebbero anche dubbi sulla sua applicazione tattica e sulla scarsa partecipazione alla fase difensiva, un aspetto che ha generato malumori all’interno del club. Per rispondere alle critiche, Greenwood ha deciso di intensificare gli allenamenti, presentandosi alla Commanderie anche nei giorni di riposo per riconquistare la fiducia dello staff tecnico.

Nonostante il suo contratto fino al 2029, l’OM non esclude un’eventuale cessione la prossima estate. La società sarebbe disposta a lasciarlo partire in caso di un’offerta pari o superiore ai 60 milioni di euro, con club del calibro di Barcellona e Atletico Madrid pronti a sondare il terreno. Anche la Serie A in passato aveva mostrato interesse per Greenwood, con Juventus e Lazio che avevano valutato un possibile affondo per portarlo in Italia. Il futuro dell’inglese dipenderà ora dalle sue prestazioni nelle prossime settimane, a partire dalla sfida contro il Reims, dove sarà chiamato a dimostrare il proprio valore per evitare un addio anticipato alla Ligue 1.

Calciomercato Inter: un americano a Milano per Inzaghi, ecco il piano di Marotta per espandersi nel mercato nordamericano

Calciomercato Inter, un acquisto a Stelle e Strisce per Beppe Marotta, che vuole una maggiore presenza nel mercato nordamericano: i nomi

L’Inter è interessata a Giovanni Reyna del Borussia Dortmund, secondo quanto riportato dalla pagina tedesca del portale Goal.com, si tratta di un’operazione che potrebbe rientrare nella strategia delineata dal Calciomercato Inter per rafforzare la rosa e accrescere la presenza del club sul mercato nordamericano. Il centrocampista statunitense, attualmente ai margini del progetto del club tedesco, è solo uno dei nomi seguiti dai nerazzurri, che monitorano anche Joe Scally, Ricardo Pepi e Malik Tillman. Il presidente Giuseppe Marotta ha recentemente sottolineato l’importanza di espandere la presenza del club sui mercati globali, con particolare attenzione agli Stati Uniti.

Reyna, che ha un contratto con il Dortmund fino al 2026, ha avuto finora un impiego limitato, collezionando appena 546 minuti in stagione tra campionato e coppe, con due gol e un assist. Nonostante ciò, continua a essere un punto fermo della Nazionale USA. Il Borussia Dortmund, secondo le indiscrezioni, potrebbe lasciarlo partire per una cifra tra i 10 e i 15 milioni di euro.

Moldavia Estonia: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Zimbru andrà in scena la sfida tra Moldavia Estonia: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Stadio Zimbru di Chisinau si giocherà la sfida di qualificazione ai Mondiali tra Moldavia Estonia nel girone I, in cui giocherà anche l’Italia. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

MOLDAVIA (3-4-3): Celeadnic, Craciun, Baboglo, Mudrac; Revenco, Motpan, Rata, Reabciuk; Caimacov, Nicolaescu, Postolachi. Ct: Clescenco.

ESTONIA (4-2-3-1): Hein; Peetson, Paskotsi, Kuusk, Schjonning-Larsen; Poom, Palumets; Yakovlev, Kait, Sinyavskiy; Tamm. Ct: Henn.

Orario e dove vederla in tv

Moldavia Estonia si gioca alle ore 18.00 di martedì 25 marzo per il girone di qualificazione ai Mondiali. Verrà trasmessa in diretta in streaming e gratis per tutti sulla piattaforma UEFA Tv. Non è prevista alcuna trasmissione televisiva.

Francia Italia U19: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Ceravolo andrà in scena la sfida tra Francia Italia U19: le ultimissime di formazione con orario e dove vedere il match

Allo Stadio Ceravolo di Catanzaro, l’Italia U19 di Alberto Bollini affronta la Francia in un match di qualificazione ai prossimi europei.

Le probabili formazioni

ITALIA (4-3-3): Martinelli; Magni, Plaia, Natali, Pagnucco; Venturino, Rispoli, Mendicino; Ekhator, Camarda, Fini. Ct. Bollini.

FRANCIA (4-3-3): Arghey; Titi, Kayi Sanda, Gadou, Sangui; Bouneb, Canvot, Bamba; Milliner, Meité, Gomis. Ct. Vannucchi.

Orario e dove vederla

Francia Italia U19  si gioca martedì 25 marzo 2025 alle ore 15.00. La partita dello Stadio Ceravolo sarà trasmessa in streaming su Vivo Azzurro Tv. Non è prevista alcuna diretta televisiva.

Milan, Furlani pensa a quel nome per la panchina: ecco cosa può farlo arrivare in rossonero

Il CEO Giorgio Furlani continua a pensare a Fabregas per la panchina rossonera: ecco cosa potrebbe favorire l’arrivo dello spagnolo

Secondo quanto riportato dal La Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna, in caso di separazione da Sergio Conceicao in estate, il Milan e il CEO Furlani avrebbero messo gli occhi sul tecnico del Como Cesc Fabregas per il ruolo di allenatore per la prossima stagione.

Secondo quanto riporta il quotidiano, i rossoneri avrebbero già i profili ideali per il gioco del tecnico spagnolo come Maignan e Fofana ma anche Thiaw a Gimenez. Vedremo cosa succederà e se il Como lascerà partire Fabregas.

Salvatore Esposito: «Lo Spezia crede alla promozione diretta, non ci arrendiamo. Ecco chi mi ha insegnato a calciare le punizioni. Mio fratello Pio mi ha trovato un difetto…»

Il centrocampista dello Spezia Salvatore Esposito ha parlato della possibilità di promozione della sua squadra. Le parole

Lo Spezia è attualmente terzo in Serie B, a 5 punti dal Pisa secondo, il confine non banale che separa l’accesso ai playoff da una promozione diretta. Nella squadra ligure brilla Salvatore Esposito, oggi presente su La Gazzetta dello Sport con un’intervista nel quale parla molto del futuro.

LA RETE SU PUNIZIONE AL PISA – «Poi sono uscito per un infortunio, sono ancora ko, spero di rientrare presto. Avevo giocato anche se non stavo bene, ho deciso di correre il rischio per la squadra, non mi pento»

GLI INSEGNANTI – «Il primo a insegnarmi a batterle è stato Zanchetta, tecnico della Primavera dell’Inter. Poi Federico Viviani alla Spal, uno dei più bravi che ho visto e mi fermavo con lui a calciarle: da fermo è illegale».

IL SECONDO POSTO – «Ci crediamo perché conosciamo le nostre qualità, poi alla fine tireremo le somme, ci arrenderemo solo quando non sarà più possibile farcela».

L’INTESA COL FRATELLO PIO – «Abbiamo cominciato a giocare al campetto, ci conosciamo a memoria e non facciamo fatica a trovarci. A volte io e Seba lo mettevamo in porta perché Pio è il più giovane e si arrabbiava. Ma per fortuna a Castellammare siamo cresciuti in un quartiere in cui si pensava solo a giocare a pallone, imparando la furbizia e la cattiveria».

LA GARA COL BRESCIA – «Brescia, dopo Castellammare, è la mia seconda casa. Contro di loro mi emoziono, la maglia ce l’ho nel cuore, ho giocato tre anni prima dell’Inter».

LA SFIDA CHE SENTE DI PIU’ – «Beh tutta la vita con la Juve Stabia! Per me è proprio difficile. Pio dice che non so cantare i cori dei tifosi? Dopo due anni mi ha trovato un difetto…»

Prohaska: «L’arrivo all’Inter sembrava un film di James Bond. Beccalossi e Altobelli mi fecero questo scudetto. Alla Roma ho un compagno di squadra che è un fratello»

L’ex giocatore di Inter e Roma Herbert Prohaska ha parlato della sua esperienza in Italia con la magia nerazzurra e giallorossa. Le parole

Chi ha amato il calcio degli anni ’80 si ricorda certo dell’austriaco Herbert Prohaska. Con la riapertura delle frontiere fu il primo stranieri ad arrivare all’Inter, per poi passare alla Roma dove ha vinto lo scudetto. Con La Gazzetta dello Sport l’ex centrocampista ha sfogliato l’album dei ricordi.

1980, L’ARRIVO IN ITALIA – «Già, il primo di una lunga serie di stranieri! Oltre all’Inter, mi volevano anche il Bologna e il Milan, nella persona del grande Gianni Rivera. Al di là della loro retrocessione per il Calcioscommesse, io avevo già scelto i nerazzurri. Ci eravamo pure incontrati più volte in gran segreto, la trattativa sembrava un film di James Bond».

LA TRATTATIVA CON L’INTER – «Una volta il d.s. Beltrami venne fino a Vienna, ma ci vedemmo in un albergo nascosto… Ancora prima, nella mia camera in ritiro della nazionale in Germania, mi ritrovai Mazzola e Bersellini. Era un allenatore duro, ma vero: “Tu sei disposto a correre anche in difesa?”, mi chiese a bruciapelo. Dissi di sì e, forse, in quel momento, scelsero me anziché Platini, che si sarebbe sacrificato di meno… Da allora cambiò la mia vita: per un austriaco, l’Italia era la Riviera romagnola d’estate, io invece mi ritrovai a San Siro davanti a 60mila persone».

MARINI, PASINATO E BECCALOSSI – «Tra i tre assomigliavo più al “Becca”, anche se lui era più geniale di me… E poi quante me ne hanno fatte lui e Altobelli. L’accordo era pagare a turno una cena, ma io non conoscevo i ristoranti in città e mi fidavo di loro: mi portarono in trattorie economiche ma, quando toccò a me, finimmo da “Savini” in Galleria e partì mezzo stipendio… Eravamo un bel gruppo, c’era pure il giovane Bergomi, a cui feci l’assist per il primo gol della carriera. Ricordo la prima volta che lo vidi in ritiro e mi chiesero: “Secondo te quanti anni ha quel ragazzo lì?”. “Ne avrà 26”, dissi. No, ne aveva 16! Era davvero uno “zio”, ma sarebbe diventato una leggenda».

LA ROMA – «Primo anno con due stranieri, io e Falcao. Era una Roma un po’ brasiliana, perfetta per me. Giocavamo a zona, uno due tocchi, sfruttavamo il fuorigioco. Il segreto, però, era Liedholm, un genio diverso da Bersellini: parlava poco, gli bastava uno sguardo, ci lasciava giorni liberi che oggi sarebbero impensabili. In quel gruppo sono in contatto con Bruno Conti, fratello per la vita: gli ho appena fatto gli auguri per i 70 anni. La festa per lo scudetto è stata talmente incredibile che, a vedere le immagini a distanza di anni, i miei nipoti sono diventati romanisti. Resto austriaco, ma ammetto che al centro-sud si festeggia in modo diverso»

Di Livio: «Un giornale fece questo titolo su di me… Ho un rimpianto in carriera, ma ho giocato con numeri 10 fantastici. Alla Fiorentina mi davano del gobbo, poi è stata una favola»

L’ex giocatore bianconero Angelo Di Livio ha raccontato la sua carriera alla Gazzetta dello Sport. Le parole

Oggi Angelo Di Livio lo si vede in tv a commentare calcio. In passato è stato un giocatore determinante per applicazione, soprattutto nella Juventus guidata da Marcello Lippi negli anni ’90. Su La Gazzetta dello Sport ha raccontato la sua carriera, ecco i passaggi salienti.

LA SCRITTA SUL SUO PROFILO WHATSAPP – «Spiego: inizio anni 80, sono al torneo di Viareggio con la Primavera della Roma, partita sotto un temporale pazzesco contro una squadra cecoslovacca o jugoslava, non ricordo. Segno io e il giornale locale titola: “Prima il diluvio, poi Di Livio” Bello, no?».

ALLA ROMA SENZA DEBUTTARE IN PRIMA SQUADRA – «Rimpianto anche per loro (Ride). Grande gruppo, quello: io, Giannini, Desideri, Tovalieri, Di Mauro, Baldieri, tutti ragazzi che si sono affermati. Sono cresciuto alla Bufalotta, vengo da una famiglia romanista, mio padre Amerigo sognava di vedermi con quella maglia. Mi rode non avergli dato quella soddisfazione. Le qualità le avevo, ma mi hanno lasciato andare. E si sono sbagliati di grosso visto quello che ho raggiunto dopo. Diciamo che mi sono preso la rivincita».

L’ARRESTO DI BYRON MORENO PER NARCOTRAFFICO – «Nessun stupore, non era un professionista».

I CAMPIONI CON CUI HA GIOCATO – «Robi è stato il maestro di Del Piero, ho grande rispetto per Baggio, è stato unico nella storia del calcio italiano. Zizou era un giocoliere, ci diceva: quando ho due avversari addosso datemi il pallone che mi esalto. La verità è che nella mia carriera ho giocato con numeri 10 eccezionali. Rui Costa alla Fiorentina, un fuoriclasse assoluto. In Nazionale ho avuto 10 come Totti, Zola, Doni, Di Natale, campioni veri. Il più sottovalutato? Stefano Fiore, all’Europeo del 2000 fece un torneo pazzesco».

LA FIORENTINA – «Firenze è una città speciale, focosa, come è nella mia natura. Quando sono arrivato qualche insulto me lo sono beccato. Gobbo di qua, gobbo di là. Poi è nato un legame fortissimo. E ho conosciuto l’allenatore che ricordo con più affetto: Fatih Terim, un gentiluomo, ci sentiamo ancora oggi. Alla Fiorentina sono rimasto da capitano anche dopo il fallimento. Siamo ripartiti dalla C2, ho contribuito alla rinascita, è stata una bellissima favola. A 38 anni mi sono ritirato. Sarei rimasto volentieri a lavorare in società, ma ahimè non me l’hanno permesso…».

DOVE GIOCHERBBE OGGI – «Nel Napoli di Conte. Con Antonio ho giocato nella Juve, è un grande allenatore. Ai giocatori sa trasmettere l’essenziale, le cose che contano».

Scudetto Napoli, Bagni: «Non si doveva vendere Kvaratskheila, al Psg sta facendo vedere chi è. Ripartire da Conte, lui è intoccabile, sono certo che farà questo»

L’ex giocatore del Napoli Salvatore Bagni ha parlato della stagione degli azzurri. Le parole

Salvatore Bagni è stato uno dei centrocampisti italiani più combattivi mai visti. Con il Napoli ha vinto il primo scudetto e oggi, su La Gazzetta dello Sport, parla proprio della sua ex squadra impegnata nella lotta scudetto.

CONTE – «L’intoccabile. Senza che ci sia un solo dubbio».

L’ALLENATORE DEL PROSSIMO ANNO – «E certo che sì: chi non è con Conte, che chiaramente piace a chiunque? Ma mi pare scontato che, avendo un tecnico di questo livello, il Napoli non se ne privi. E mi pare altrettanto scontato che, avendo educato una squadra al proprio calcio, lui sappia cosa fare e come intervenire».

COSA BISOGNA FARE – «Semplice: la continuità del Progetto, come dicono quelli bravi. Per me è il migliore in assoluto in circolazione. Ha una capacità di trasmettere sensazioni forti ai suoi ragazzi e di far cambiare loro l’atteggiamento, trasformandoli completamente, sia in campo che fuori. E poi Napoli l’ha conquistata: ho amici da 40 anni, sto spesso in città, so cosa provano per lui».

COSA NON HA FUNZIONATO – «La cessione di Kvara, che appartiene però alle dinamiche del mercato nelle quali non entro. Ma io immagino cosa sarebbe stato il Napoli con quel fenomeno lì. Ho visto Psg-Liverpool e Liverpool-Psg, un calciatore totale, che pure a destra faceva male agli avversari. Ha segnato un gol di una bellezza rara, annullato per fuorigioco di un’unghia o forse anche meno. E’ il quarto marcatore della squadra, ed è andato via da due mesi. Ha segnato anche in tempi di carestia, come nel campionato chiuso al 10° posto. Potremmo star qui a parlare per ore di uno che sposta i valori, in maniera anche netta, e che Conte non ha più. Ci fosse stato, non dico che avrebbe vinto il campionato ma probabilmente ora sarebbe primo».

IL MERCATO DISTRAE – «Chi sta nel calcio e da così tanti anni conosce le regole del gioco e non si fa condizionare. Non c’è possibilità che le chiacchiere possano distoglierlo da un obiettivo tanto grande. Per me, il secondo posto è un risultato già notevole, non sorprendente perché ero convinto che Conte avrebbe impresso immediatamente la svolta. E comunque, avendo l’Inter ad una distanza non proibitiva, lui terrà alta la concentrazione»

Calciomercato Juventus, Giuntoli mette gli occhi su un attaccante: ma occhio a quella squadra di Serie A

Calciomercato Juventus, Giuntoli è alla ricerca di un nuovo attaccante per i bianconeri: ecco chi potrebbe essere

Spunta un nuovo nome per l’attacco della Juventus. Secondo quanto rivelato dall’esperto di mercato, Ekrem Konur, il direttore spoirtivo bianconero Cristiano Giuntoli avrebbe messo gli occhi sull’attaccante del Benfica Pavlidis. Il giocatore, a quota 20 gol stagionali e 9 assist in 40 partite, è monitorato anche dall‘Inter . A seguire le sue parole

PAROLE – «Juventus e Inter stanno monitorando la situazione dell’attaccante greco dell’SL Benfica, Vangelis Pavlidis».

Liverani sull’esonero di Motta: «La situazione della Juve era molto complicata. Vi dico cosa penso di Tudor…»

L’ex giocatore biancoceleste Fabio Liverani ha parlato, tra le tante cose, anche dell’esonero di Thiago Motta. Le parole.

L’ex giocatore biancoceleste Fabio Liverani, ex allenatore di Genoa, Lecce, Parma, Cagliari e Salernitana, è intervenuto ai microfoni di Radiosei ed ha parlato, tra le tante cose, anche dell’esonero di Thiago Motta. A seguire le sue parole.

LE PAROLE – «La situazione della Juve era molto complicata. A prescindere dai tempi e dalle modalità, le ultime gare avevano dato un segnale brutto in casa bianconera; non c’era la reazione e quindi sono arrivati al cambio. Tudor è un allenatore caratteriale, che è stato a Torino tanti anni e il famoso DNA ce lo ha, ma non credo basti questo per mettere a posto i problemi. Dovremo vedere se ci sarà una reazione forte nelle prime partite: a quel punto la Juve diventa un antagonista difficile da superare per il quarto posto, in caso contrario continueranno i problemi a prescindere dall’allenatore»

Luca Marelli: «Il Var verrà spiegato dall’arbitro allo stadio, speriamo che non accada questo. Dal prossimo anno ci sarà un interessante esprimento di Var a chiamata»

Luca Marelli, ex arbitro e oggi opinionista su Dazn ha spiegato il significato della novità introdotta per il Var. Le parole

Con la Coppa Italia anche da noi, come già avviene in altri Paesi, la decisione dell’arbitro chiamato dal Var avrà una spiegazione direttamente allo stadio da parte del direttore di gara. La portata e il significato di questa novità la spiega a La Gazzetta dello Sport Luca Marelli, ex arbitro e oggi opinionista su Dazn.

UNA NOVITA’ PER GLI SPETTATORI – «È vero. In campionato non cambierà molto: sui maxischermi si potrà leggere il motivo per cui c’è il Var check: possibile rigore, possibile tocco di mano ecc. Un’informazione in più per chi è allo stadio che senza replay rischia di fare fatica a capire le circostanze di una chiamata al Var. In Coppa Italia invece si sperimenterà la comunicazione diretta dall’arbitro al pubblico per spiegare la decisione successiva a un check al Var, come già avviene negli Stati Uniti da circa un anno. Naturalmente sarà un messaggio unidirezionale, anche se temo che soprattutto all’inizio il pubblico possa rumoreggiare e si farebbe fatica a sentire il direttore di gara. Vedremo, la sperimentazione serve anche a questo».

IL VAR LIGHT IN C E IN A FEMMINILE DAL PROSSIMO ANNO – «Sono molto curioso di vedere come funzionerà e come verrà accolto soprattutto da chi è chiamato a intervenire per chiedere l’on field review. Il rischio che, soprattutto nelle fasi finali di gara, si utilizzino le chiamate per spezzare il ritmo esiste, ma in Nfl, dove c’è la challenge a chiamata, questo non è accaduto. Bisogna capire se è merito della cultura americana o se l’evoluzione della tecnologia porta a questo valore aggiunto».

Tudor Juve, Massimo Mauro: «Bene il suo arrivo, Motta doveva andare via prima. Ma la colpa è di Giuntoli, ha troppo potere. Ecco cosa bisogna fare adesso»

L’ex giocatore bianconero Massimo Mauro ha parlato dell’esonero di Motta e dell’arrivo di Tudor. Le parole

Massimo Mauro è stato un giocatore della Juventus degli anni ’80. Da anni è uno degli opinionisti più autorevoli e oggi su La Gazzetta dello Sport interviene sulla situazione del club bianconero.

LE COLPE – «Thiago Motta lo avrei mandato via prima, ma le colpe non sono soltanto le sue. Tutto il progetto si è rivelato un fallimento totale».

IL PROGETTO – «Salvo l’idea estiva di Giuntoli e Thiago Motta di voler provare a vincere con un gioco diverso, ma la realizzazione è stata un fallimento totale. La lezione è che alla Juventus bisogna assecondare di più la storia. Sarri ha vinto lo scudetto ed è stato mandato via dopo un anno; Pirlo è stato esonerato dopo il quarto posto e la doppietta Coppa Italia-Supercoppa. E ora Thiago non ha finito il campionato».

FOSSE IN GIUNTOLI – «Sarei quello più deluso di tutti. Thiago Motta è stata una sua scelta e mandandolo via si è trovato a dover ammettere uno sbaglio. Però… Penso che l’errore sia stato più di conduzione che di uomini. É stato dato troppo potere a un’unica persona. Giuntoli, di fatto, in questi mesi ha avuto tutta la Juventus in mano».

DA CHI RIPARTIRE – «Alla Juventus bisogna puntare su gestione, grandi giocatori e vittorie».

TUDOR – «É un allenatore che mi sembra abbia fatto quasi sempre bene in corsa. E conosce la Juventus. Mi sarebbe piaciuto anche Roberto Mancini, uno che ha vinto ovunque».

COSA CHIEDERE AL NUOVO TECNICO – «Di portare corsa, entusiasmo e i punti per arrivare in Champions League. Sono fiducioso, anche perché peggio di così non può andare alla Juventus. A Tudor direi un’altra cosa: mi raccomando, ora fai assumere ai giocatori le proprie responsabilità».

YILDIZ VA VENDUTO PERF FAR CASSA – «No, i giocatori forti me li terrei e ripartirei da loro».

Napoli, McTominay: «Il passaggio al Napoli mi ha aperto gli occhi su uno stile di calcio diverso»

Il giocatore del Napoli Scott McTominay ha parlato del suo trasferimento e della sua stagione con gli azzurri. Le parole

Il giocatore del Napoli Scott McTominay, acquistato in estate dallo United per una cifra vicina ai 30 milioni, ha parlato del suo trasferimento in Italia in un’intervista riportata da BBC Sport Scotland. A seguire le sue parole.

NAPOLI – «Il mio trasferimento al Napoli mi ha migliorato? Direi che potenzialmente lo ha fatto. Il passaggio al Napoli mi ha aperto gli occhi su uno stile di calcio diverso e anche su tante cose diverse fuori dal campo, cosa di cui sono molto grato».

CLARKE – «Gli sono grato, è il motivo per cui ho giocato così bene e il motivo per cui amo venire in ritiro. Lui ha la capacità di rendere l’atmosfera sempre incredibile»

Juventus, novità sul contratto di Igor Tudor: anche in caso di qualificazione in Champions League potrebbe…

In caso di qualificazione alla prossima Champions League potrebbe succedere questo: i dettagli del contratto di Igor Tudor

Secondo quanto riportato dal giornalista Alfredo Pedullà, ci sarebbero delle novità sul contratto di Igor Tudor come nuovo allenatore della Juventus. A seguire le sue parole

PAROLE – «Tudor ha un contratto fino a giungo con rinnovo in caso di Champions League. Bilaterale o unilaterale è la stessa cosa. La Juve si ritiene con le mani libere, ho una chiave di lettura: anche se dovesse andare in Champions e arrivare quarta potrebbero andare sempre in un’altra direzione con un nuovo allenatore sempre che Tudor non faccia un lavoro eccezionale»

Albania, Asllani nel post partita: «Il risultato è stato la cosa più importante oggi. Rituali pre partita? Ecco quello che faccio…»

Il centrocampista albanese Kristjan Asllani ha parlato nel post partita del match vintro contro Andorra. Le parole

Dopo la vittoria dell’Albania 3-0 contro l’Andorra il centrocampista albanese dell’Inter Kristjan Asllani, è intervenuto ai microfoni di Newsport.al per analizzare il match. A seguire le sue parole.

PAROLE – «Il risultato è stato la cosa più importante oggi. In questa partita siamo riusciti a mantenere il possesso palla, a differenza della partita giocata in Inghilterra. Abbiamo giocato dall’inizio e naturalmente siamo riusciti a fare bene».

COPPIA CON SHEHU – «Tutta la squadra ha fatto bene. Shehu è un calciatore molto tecnico. Mi sono trovato molto bene con lui. In fase difensiva giochiamo quasi allo stesso modo. Ha giocato un’ottima partita e ha commesso pochissimi errori. Se ho rituali pre-partita? Non ne ho, sono molto tranquillo e sto dando il massimo».

Juventus, la probabile formazione di Tudor: le possibili scelte del tecnico croato nel finale di stagione

La probabile formazione della nuova Juventus di Igor Tudor: ecco come potrebbero giocare i bianconeri con il croato

Con l’arrivo di Igor Tudor sulla panchina bianconera ci saranno diversi cambiamenti nell’undici titolare. Il modulo utilizzato nelle ultime esperienze del tecnico croato è stato il 3-4-2-1.

Secondo quanto riportato da Sky Sport, la difesa a tre dovrebbe essere composta da Gatti, Kalulu e Renato Veiga. Poi il centrocampo bianconero sarà composto da Locatelli e Thuram, con Koopmeiners pronto a dare il cambio. Sulle fasce ci sarà spazio per Cambiaso e Weah. Probabilemnte giocheranno Yildiz e uno tra Koopmeiners e McKennie dietro alla punta, ovvero Vlahovic.

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