Pagina 1099 – Calcio News 24

Milan, club furioso con Theo Hernandez dopo l’espulsione: rossoneri pronti a fare questo per la simulazione del francese

La società rossonera furiosa con il francese dopo l’espulsione rimediata contro il Feyenoord: l’ipotesi è quella che il club multerà il giocatore

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, dopo l’eliminazione patita in Champions League contro il Feyenoord ieri sera a San Siro, il Milan sta pensando a come comportarsi con Theo Hernandez dopo l’espulsione rimediata ieri che ha compromesso non poco la partita e la qualificazione dei rossoneri contro gli olandesi.

Con molta probabilità la società rossonera multerà il francese per la simulazione e la conseguente espulsione. La sensazione è che quella di ieri sera si sia raggiunta la definitiva rottura tra Theo Hernandez e il club rossonero. Perciò a fine stagione l’addio dell’esterno francese è sempre più probabile.

Sassuolo, Lovato sulla stagione dei neroverdi: «Mancano altre 12 gare e sono tante. Gol contro il Brescia? E’ merito di un mio compagno»

L’ex difensore di Atalanta e Salernita ha parlato della sua nuova avventura con i neroverdi in Serie B e dell’ambizioni del Sassuolo per il ritorno nel massimo campionato italiano

L’ex difensore di Salernitana ed Atalanta, Matteo Lovato è diventato uno dei punti di riferimento della difesa di Fabio Grosso e nell’ultima partita contro il Brescia ha anche trovato la prima rete con il Sassuolo. Lovato ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere dello Sport. A seguire le sue parole.

GOL ALL’ULTIMA GIORNATA – «Ho condiviso la gioia con i compagni, i miei genitori e con la dedica a mia nonna Paola. Abbiamo tutti dato importanza alla partita e siamo già concentrati sulla Sampdoria visto che venerdì ci sarà un’altra tappa difficile. La scena dei cuoricini è un’idea geniale della comunicazione: loro sono molto originali e cercano iniziative simpatiche».

SPINTA VERSO LA A – «Ho dato un contributo che però non ritengo sia stato fondamentale per il risultato. Ciascuno cerca di dare il meglio, poi magari qualche gol viene più evidenziato. Il risultato è stato corale. Di sicuro guardiamo la partita in sé, senza spingerci oltre».

DOPO IL GOL – «A me sembrava semplice perché la punizione di Berardi è stata bellissima. Poi l’ho riguardato, mi sono anche piacevolmente sorpreso e non era così semplice. Ho fatto una girata da centravanti».

IMPORTANZA DELL’ULTIMO TURNO – «Mancano altre 12 gare e sono tante. Penso che sia importante la nostra costanza, noi ci concentriamo per fare il nostro e se gli altri non riescono a tenere il nostro passo non ci riguarda. I riflettori sono su di noi».​

Parma, Materazzi parla di Chivu: «Siamo sempre stati grandi amici, vi dico cosa penso di lui come allenatore»

L’ex difensore dell’Inter Marco Materazzi ha parlato della nuova esperienza di Chivu come allenatore del Parma. Le parole

Marco Materazzi, ex difensore dell’Inter, ha parlato con la Gazzetta dello Sport della nuova esperienza del suo compagno di reparto ai tempi dei nerazzurri Cristian Chivu come nuovo allenatore del Parma. A seguire le sue parole.

L’INCONTRO CON CHIVU ALL’INTER – «L’ho abbracciato forte e gli ho detto “Oh, finalmente sei dei nostri”. Dopo 24 ore eravamo già amici».

IL LORO LEGAME – «Abbiamo sempre scherzato sul fatto che siamo due “zingari”. Anzi, due “zingari” mancini per la precisione, con le dovute precauzioni nel dire una cosa del genere, ovvio. È una cosa nostra».

IL CARATTERE DI CHIVU – «Il contrario di quello che si vede fuori. Si mostra schivo, riservato, introverso, ma in realtà è sempre stato un amicone. Uno dalla battuta pronta».

LA SUA PROTEZIONE A CHIVU QUANDO GIOCAVA COL CASCHETTO – «Per forza, con un fratello si fa così. Lui si fece male alla testa in modo serio il 6 gennaio 2010, col Chievo, e rimase fuori più di un mese. L’anno successivo, prima di un Inter-Samp a San Siro, lo presi da parte e gli dissi che sarei andato a saltare al suo posto su Pazzini, soprattutto sui rinvii larghi. Per proteggerlo, sì».

GLI EROI DEL TRIPLETE DIVENTATI ALLENATORI – «Ha lasciato qualcosa a tutti. E il prossimo potrebbe essere Cambiasso. Impossibile non prendere spunto da José. Poi lui ha guidato venti fenomeni e ha vinto tutto, un conto è entrare a campionato in corso. Ma Chivu ce la farà».

CHIVU AFFRONTERÀ LE DIFFICOLTÀ – «Assolutamente no. Pensi a Barcellona-Inter, semifinale di Champions nell’anno del Triplete. Giocò al posto di Pandev senza neanche riscaldarsi e si piazzò esterno sinistro: partita incredibile».

CHIVU SALVERÀ IL PARMA? – «Quando ti ritrovi in un gruppo impelagato per non retrocedere non è mai facile, ma toccherà le corde giuste»​

PSG, Anelka sullo stato di forma di Dembele: «È stato spesso criticato, ora penso questo di lui»

L’ex giocatore di Chelsea e Juventus Nicolas Anelka ha elogiato l’attaccante del PSG. Le parole

Nelle ultime settimane Luis Enrique sembra aver rivitalizzato Ousmane Dembélé che a suon di gol sta trascinando il Paris Saint Germain in campionato e in Champions League. Spesso duramente criticato per la sua scarsa incisività sotto porta, l’ex giocatore del Barcellona non sta facendo rimpiangere l’addio di Mbappé diventando sempre più decisivo per i parigini.

I numeri nelle ultime partite sono davvero impressionanti: nelle ultime sei partite di Champions League il francese ha segnato sei gol e mentre in Ligue 1 sono undici centri negli ultimi sette match. Le grandi prestazioni del francese stanno impressionanto molti addetti ai lavori e negli ultimi giorni anche l’ex attaccante Nicolas Anelka ha speso parole di elogio e stima per Demebele a RMC Sport. A seguire le sue parole.

ANELKA SU DEMBELE – «Sono felice per lui. È stato criticato per le sue statistiche, ora dimostra che ha lavorato e ha perseverato. Segna molti gol e spero che questo percorso continui portando il PSG il più lontano possibile».

Roma Porto, rifinitura e la conferenza stampa Ranieri: il programma della Roma alla vigilia della sfida contro i portoghesi

Il tecnico giallorosso Cluadio Ranieri insieme a Gianluca Mancini presenterà partita di domani valida per il ritorno dei playoff di Europa League contro i portoghesi

Dopo la rifinitura che si terrà alle 11 a Trigoria, nella sala stampa del centro di allenamento della Roma, il tecnico giallorosso Claudio Ranieri presenterà la partita di domani contro il Porto, in programma alle 18.45 allo stadio Olimpico e valida per il ritorno dei playoff di Europa League.

Ad affiancare il tecnico giallorosso ci sarà Gianluca Mancini: il difensore e vice capitano giallorosso guiderà la difesa giallorossa, in attesa di capire se Hummels partirà dal 1′ o meno, al fianco di Ndicka. L’appuntamento per la conferenza di Ranieri e Mancini sarà alle 13.

Ferlaino: «Il Napoli può vincere lo scudetto, Conte lo ha rilanciato; e sulla sfida alle squadre del nord dico questo»

Le parole di Corrado Ferlaino, ex presidente del Napoli: «Avere Maradona fu come mettere una Ferrari in gara con le 500»

Corrado Ferlaino, presidente dello storico Napoli Campione d’Italia con Maradona, ha rilasciato un’intervista a Il Mattino. Di seguito le sue parole sulla corsa scudetto contro l’Inter.

AMORE PER NAPOLI – «Quando mostro il passaporto mi chiedono: è italiano? E io do sempre la stessa risposta: napoletano, prego».

PARTITA CON L’INTER DEL ’71 – «Era il ‘71, alla fine del primo tempo il Napoli vinceva per 1-0. Nell’intervallo Mazzola, la bandiera dell’Inter, entrò nello spogliatoio dell’arbitro Gonella e adoperò parole forti. Perdemmo 2-1 e capii in quel momento che da presidente del Napoli dovevo avvicinarmi al mondo arbitrale e al Palazzo. Se sei la Juve hai altri mezzi».

SFIDA AL NORD – «Lo feci perché stanco di ascoltare certi discorsi di altri presidenti sui napoletani: tristi luoghi comuni. Le operazioni sul mercato e la solidità del club misero il Napoli in condizione di vincere. Sacrificai le mie attività professionali per accompagnare questa crescita e lo feci con immenso piacere: avere dimostrato al mondo di cosa siamo capaci noi napoletani è stata la gioia più grande».

MARADONA – «Avere Diego fu come mettere una Ferrari in gara con le 500. Abbiamo vinto ma non molto. Maradona aveva pregi e valori ma anche qualche difetto. Napoli vinceva grazie ai suoi ottimi giocatori e alla serietà dei progetti. È un discorso che riguarda anche la città, la sua bellezza, il suo spirito, la sua operosità. Io ho vissuto due anni a Milano però sono tornato subito qui: saudade, la chiamano».

DELURENTIIS E LA NUOVA ERA – «Ho 33 anni di calcio attivo alle spalle, mi sono chiesto cosa sia accaduto nello scorso campionato e come sia stato possibile che la squadra campione d’Italia, confermata quasi integralmente, sia scivolata al decimo posto. Strano. Per fortuna il Napoli si è rilanciato con Conte. Non sta giocando benissimo però è davanti con merito: gli spetta il quarto scudetto».

GESTIONE DEL CLUB – «È come se con la gestione De Laurentiis fosse proseguito il percorso avviato a metà degli anni ‘80. Maradona ci portò lo spirito vincente e lo unimmo alle capacità della dirigenza e alla passione della tifoseria. Questa passione è un valore ancora molto importante: è vero, i soldi stanno da un’altra parte ma l’affetto di Napoli rappresenta una spinta assoluta».

PROPRIETÀ STRANIERA – «Di quello che fanno altri club mi interesso poco. Mi piacerebbe che il Napoli fosse sempre nelle mani di un napoletano. O di un romano, al massimo. De Laurentiis vive a Roma ed è un vantaggio perché è meno influenzato dall’ambiente. In questo mondo io ci vivo benissimo da sempre. Certo, fare il presidente del Napoli non è sempre bello».

CONTESTAZIONI – «Fanno parte del gioco. Invece, ricordo ancora gli sputi in testa ricevuti nello stadio di una piccola e brutta città del Nord: anche questo ci diede forza».

VAR E ARBITRI – «Il Var è un ottimo mezzo tecnologico ma a patto che verifichi realmente cosa accade in campo. Io penso che il Napoli sarà un club davvero forte quando un arbitro avrà il timore di commettere un errore ai suoi danni».

Italia Femminile, Soncin: «All’Europeo senza paura. Gruppo forte, nessuna squadra materasso. Possiamo giocarcela con tutte»

Italia Femminile, le parole di Andrea Soncin – ct delle Azzurre – in vista dell’inizio della Nations League e dell’Europeo di luglio

Andrea Soncin, ct dell’Italia femminile, ha parlato a la Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole in vista dei prossimi impegni delle azzurre, dalla Nations League che inizia questo venerdì all’Europeo di luglio. Di seguito le sue parole.

IL DEBUTTO IN NATIONS LEAGUE – «È una partita che abbiamo voluto fortemente giocare dove sono state scritte pagine importanti da giocatrici di altissimo livello che sono passate da lì. La mia vice Viviana Schiavi ha vinto uno scudetto con il Monza. Il club è stato molto disponibile e ci aspettiamo un grande pubblico a sostenerci. Siamo contenti di poter giocare in uno stadio di Serie A».

ASPETTATIVE PER L’EUROPEO – «Vogliamo andare a fare un grande torneo. Possiamo giocare contro tutte a viso aperto, ma l’Europeo è talmente lontano… ora non ci penso».

LIVELLO DEL CALCIO FEMMINILE EUROPEO – «Il livello generale è certamente molto alto, la nuova formula di Nations League punta a restringere la forbice fra le nazionali di prima fascia e le altre. Anche quelle che sarebbero state considerate le più deboli sono bene organizzate, con giocatrici nei top club. Niente squadre materasso».

SCELTE TATTICHE E FORMAZIONE – «Non decido guardando la carta d’identità. Il gruppo è vario, ci sono ragazze giovani che si stanno mettendo in mostra, le più esperte stanno mandando buoni segnali e ci sono prospetti interessanti in Serie B. Credo sia giusto mantenere un buon mix, e da qui all’Europeo ci saranno chance per tante»​.

Gudmundsson Fiorentina, 45 giorni fuori e prestazioni che non convincono: i viola ragionano sul riscatto

Gudmundsson Fiorentina, un altro stop l’islandese: tra i tanti infortuni e le prestazioni non convincenti, la dirigenza ragiona sul riscatto

45 giorni fuori per Albert Gudmundsson: l’islandese della Fiorentina si ferma per un problema al coccige e, come riportato da la Gazzetta dello Sport, la dirigenza viola si interroga sul da farsi per il futuro.

Il calciatore, in prestito dal Genoa, al momento non ha convinto tra tante defezioni per infortunio e prestazioni non all’altezza delle aspettative con cui è arrivato a Firenze. La dirigenza ha già pagato 6 milioni per il prestito oneroso, a cui si aggiunge un bonus di 2 in caso di 50% di presenze con i viola o di mancato riscatto fissato a 17 milioni. A far ragionare i viola c’è anche il processo ancora aperto contro di lui per cattiva condotta sessuale a Reykjavik: assolto in primo grado, ma con l’appello in corso.

Napoli caso plusvalenze: la procura di Roma chiede il rinvio a giudizio per falso in bilancio

Napoli caso plusvalenze: la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per il presidente De Laurentiis: le ultime

La Procura di Roma ha richiesto il rinvio a giudizio per il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, nell’ambito dell’indagine sul caso plusvalenze per falso in bilancio relativa alle stagioni 2019, 2020 e 2021. Secondo quanto riportato dall’ANSA, i pubblici ministeri Lorenzo Del Giudice e Giorgio Orano hanno avanzato la stessa richiesta anche per la società partenopea e per Andrea Chiavelli, braccio destro del patron.

L’inchiesta riguarda presunte plusvalenze fittizie in due operazioni di mercato: il trasferimento del difensore Kostas Manolas dalla Roma nell’estate del 2019 e l’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen dal Lille nel 2020.

Premier League, questa sera Aston Villa Liverpool: i Reds ancora imbattuti in trasferta cercano la fuga, Emery si affida ai nuovi

Aston Villa Liverpool, oggi l’anticipo della 29ª giornata: i Reds cercano la fuga e fuori casa sono ancora imbattuti, Emery si affida ai nuovi

Questa sera la Premier League presenta un antipasto della 29ª giornata, programmata per il finesettimana del 9 e 10 marzo, tra Aston Villa Liverpool. Con i Reds impegnati nella finale di Coppa di Lega, la lega ha deciso di anticipare a oggi lo scontro contro i Claret and blue.

Un’occasione per la squadra di Slot di dare il colpo decisivo e andare via in fuga solitaria sulle inseguitrici: al momento il vantaggio sull’Arsenal è di 7 punti e in caso di vittoria a Birmingham può salire a 10. Salah e compagni sono ancora imbattuti in trasferta in questa stagione, ma la sfida con il Villa non sarà così semplice: da una parte la squadra è in lieve flessione, come si è visto nel derby con l’Everton e nel secondo tempo con il Wolverhampton e dall’altra parte la squadra di Emery lotta per il quarto posto che vale la Champions e si è molto rinforzata a gennaio, con gli arrivi di Rashford, Disasi, Asensio e Malen.

Ekkelenkamp: «Momento bellissimo, fare gol è troppo importante per me; esultanza speciale? Chiederò aiuto ai compagni»

Le parole di Jurgen Ekkelenkamp, autore di tre gol nelle ultime due partite con l’Udinese: «Qui sto bene: ho cinque anni di contratto e voglio rimanere»

Momento magico per Jurgen Ekkelenkamp all’Udinese: tre reti nelle ultime due partite – gol del pari contro il Napoli al Maradona e doppietta in casa contro l’Empoli – che rilanciano le ambizioni dei friulani. Di seguito le sue parole a la Gazzetta dello Sport.

FEBBRAIO SPECIALE – «Dal 9 al 16 febbraio la mia vita è cambiata. In Olanda diciamo che la vita a volte è come un tubetto di ketchup: premi ed esce tutto insieme. Ho segnato contro il Napoli e una doppietta con l’Empoli, è un momento bellissimo».

MOMENTO D’ORO CON L’UDINESE – «È un momento bellissimo. È stato un orgoglio segnare contro il Napoli, ma è stata stupenda la doppietta in casa. Far gol è troppo importante, a me piace stare dentro il campo, accentrarmi e tirare».

PENSA A UN’ESULTANZA SPECIALE? – «Devono aiutarmi i compagni… Magari Solet (ride). È un bel gruppo, sono tutti simpatici».

IL SUO MIGLIORE AMICO NELLO SPOGLIATOIO – «Kingsley Ehizibue, anche lui olandese, è il mio grande fratello. Mi aiuta, è una persona gentile».

L’ESPERIENZA ALL’AJAX – «È il club per eccellenza in Olanda. Ne sono sempre stato un tifoso. È una scuola. Ho imparato la tecnica, all’Ajax non c’è un allenamento in cui non si gioca con il pallone».

IL SUO DEBUTTO CON TEN HAG – «In effetti, cominciai da difensore, poi davanti alla difesa, quindi trequartista, sottopunta, esterno, mezzala. Ten Hag mi ha fatto debuttare in una squadra che era fortissima. Devo ringraziarlo».

FARIOLI ALL’ AJAX – «Sta facendo molto bene. È stato bravo soprattutto a sistemare la fase difensiva».

RUNJAIC – «Ci aiuta sulla tattica. A fine partita mi fa analizzare al video le cose che potevo fare meglio»​.

IL SUO RUOLO IDEALE – «Ho ricoperto tanti ruoli, ma a me piace accentrarmi e andare al tiro».

FUTURO ALL’UDINESE? – «Con l’Udinese ho firmato per cinque anni, sto bene e vorrei restare»​.

Pagliuca Bologna: «Con il Parma non è mai una partita come le altre, ricordo pianti e vermi. Con Italiano si va alla grande, ecco dove possiamo arrivare»

Pagliuca Bologna, le parole dell’ex portiere rossoblù in vista del derby dell’Emilia-Romagna con il Parma e sulle ambizioni felsinee

Gianluca Pagliuca, ex portiere del Bologna, ha parlato al Resto del Carlino della prossima partita dei rossoblù contro il Parma, ricordando i precedenti con lui protagonista nel derby dell’Emilia-Romagna – lo spareggio per la B perso nel 2005 e il derby del 2001 in cui i tifosi crociati gli tirarono addosso dei vermi – e sul come arrivano le squadre alla sfida. Di seguito le sue parole

IL RICORDO DELLO SPAREGGIO DEL 2005 – «Il tempo è una medicina che cura quasi tutte le ferite. Ogni tanto mi capita di ripensarci e ancora non me ne capacito: retrocedere a 42 punti e con la quarta miglior difesa del campionato fu assurdo. C’è da dire che quell’anno là davanti non facevamo mai gol».

GLI EPISODI DEL 2001 CONTRO IL PARMA – «Vermi e insulti di ogni genere, purtroppo anche rivolti a mia madre».

L’ANTIPATIA DEI TIFOSI PARMIGIANI – «Dal derby dell’andata. Lo vincemmo noi per 2-1 con un gol di Cruz nei minuti finali e io che ero sotto la curva San Luca mi girai verso i tifosi del Parma esultando. Non me l’hanno mai perdonata».

IL LANCIO DEI VERMI – «Pessimo. Dover parare con quello schifo addosso non fu facile. Successe nel secondo tempo, quando ero sotto la loro curva. A un certo punto andai da Tombolini e gli dissi “arbitro, mi stanno tirando dei bicchieri di vermi”. E lui: “Vai in porta e gioca sennò ti ammonisco”. Ma zitto non potevo stare e mi presi il giallo».

SITUAZIONE ATTUALE DEL BOLOGNA E PARMA – «Fabio è un amico, oltre che un ottimo allenatore, ma evidentemente qualcosa non stava funzionando. Il Parma ha scelto di cambiare e vedremo se la scossa arriverà. Il Bologna invece sta facendo un grande campionato, ha un’identità precisa e può davvero ambire all’Europa».

IL PARMA HA SCELTO CHIVU – «Magari avrà un grande futuro ma è alla sua prima panchina con una prima squadra tra i professionisti. Io avrei visto meglio un allenatore esperto, chessò un Ballardini».

AFFRONTARE IL PARMA DOPO IL CAMBIO ALLENATORE – «In teoria peggio, perché di solito alla prima partita la scossa arriva. Ma questo Bologna non deve aver paura di niente».

IL LAVORO DI ITALIANO A BOLOGNA – «Sta facendo alla grandissima. Sai cos’è la cosa che mi piace di questo Bologna? Che qualsiasi avversario affronta ha il suo modo di giocare e non lo cambia».

IL SOGNO CHAMPIONS DEI BOLOGNESI – «Diciamo che dietro le prime tre si è scatenata una bella lotta. Tra le pretendenti all’Europa ci metto anche la Roma, che in classifica deve rincorrere ma che ha Ranieri, un allenatore con la ‘A’ maiuscola».

IL MILAN DI CONCEICAO, PROSSIMO AVVERSARIO – «Il Milan ha una qualità in rosa seconda solo a quella dell’Inter: solo che fin qui non è riuscito ad assemblarla».

LA JUVE DI THIAGO MOTTA – «Sta cominciando ad ingranare. Thiago nel girone di ritorno di solito fa bene e secondo me la Juve tra le prime quattro ci arriva».

DOVE PUÒ ARRIVARE IL BOLOGNA? – «Io farei una firma lunga da qui al Tardini per arrivare in Europa League. Il quinto posto è un obiettivo possibile ma bisogna vedere se varrà la Champions: male che vada prendo anche la Conference. L’importante è continuare a fare le coppe».

IL GIOCATORE CHE PIÙ LO ESALTA – «Dominguez: mi avevano detto che era forte ma non credevo che fosse così pronto. Nell’uno contro uno mi fa impazzire ma è anche uno che, nonostante sia piccolo di statura, non lo sposti e non lo butti mai giù».

IL GRANDE CAMPIONATO DI SKORUPSKI – «Come rendimento se non è il primo è il secondo: in ogni caso lui e De Gea sono quelli che fin qui hanno inciso di più. Lukasz non sbaglia una partita e fa sempre parate decisive. Negli ultimi due anni è salito tantissimo di livello e io penso che il clic per fare il salto sia arrivato quando Motta ha cominciato ad alternarlo con Ravaglia. Averlo messo in discussione gli ha fatto bene».

CHI TIFARE IN COPPA ITALIA TRA JUVE ED EMPOLI – «Ovvio che per il bene del Bologna vorrei che vincesse l’Empoli: ma è troppo bello per essere vero. E poi vuoi mettere la goduria di andare in finale dopo aver eliminato la Juve?».

Bruscolotti Napoli: «Maradona un fratello per me; Conte? Ha dato carattere e sostanza alla squadra, l’Inter ha un organico migliore, ma…»

Le parole di Beppe Bruscolotti sulla corsa Scudetto tra Napoli e Inter: «Mancano ancora 12 gare, ma Conte sa come si fa»

Beppe Bruscolotti ha parlato a la Gazzetta dello Sport: l’ex campione d’Italia con il Napoli al fianco del Pibe ha parlato della corsa Scudetto contro l’Inter. Di seguito le sue parole.

IL RAPPORTO CON MARADONA – «Ogni volta che aveva bisogno di tranquillità, sapeva dove andare. E veniva da noi. Poi Claudia e Mary erano legatissime. E le notti di oggi, quelle in cui un pizzico di insonnia ti coglie, le vivo ripensando a ciò che siamo stati, due fratelli».

LA SFIDA NAPOLI-INTER – «Con ottimismo, perché le condizioni ci sono e si stanno creando. In una settimana in cui l’amarezza per il pari allo scadere con la Lazio poteva avere un effetto, sono arrivati lo 0-0 dell’Atalanta e la sconfitta dell’Inter. Mi sembrano segnali incoraggianti in vista della volata».

IL MERITO DI CONTE – «La consistenza di una squadra a cui Conte ha consegnato i propri codici comportamentali. C’è carattere, sostanza, gioco. Guardate come è stato capace di tirare fuori il Napoli dalla crisi dell’anno scorso: da un disastro a una resurrezione. I meriti gli appartengono. E pazienza se a gennaio non è andata come si aspettava: può succedere».

IL NAPOLI PUÒ VINCERE LO SCUDETTO? – «Se parliamo di organici, l’Inter sta avanti. Ma i due punti di vantaggio oggi sono un patrimonio che rappresenta una verità: il Napoli ha le carte in regola per vincere lo scudetto. Ha personalità, calciatori che sanno cosa vogliono e un allenatore che ha dimostrato ovunque, in Italia e all’estero, di saper capovolgere situazioni complicatissime. È rientrato Buongiorno, altra bella notizia: la difesa stava facendo bene anche senza di lui, ma il ragazzo è cemento armato».

QUANDO SI DECIDERÀ TUTTO? – «Non ci sarà spazio per allungare, non credo, anche se, quando tornerà la Champions, l’Inter avvertirà la fatica e la tensione, anche psicologicamente. È chiaro che lo scontro diretto può avere un peso, ci mancherebbe, ma poi ci sono altre 12 giornate. E Conte ha sempre saputo come si fa. Lo racconta la sua vita, quella ha un peso importante. Un altro scudetto nello stadio Maradona si può»​.

Nicola Berti: «L’Inter mi prese di notte, San Siro era gioia pura. Festaiolo? Sì, ma sul campo ho dato tutto»

Le parole di Nicola Berti, ex calciatore dell’Inter, che si racconta senza filtri e a 360° al Corriere della Sera

Nicola Berti si racconta al Corriere della Sera in una lunga intervista a 360°: infanzia, famiglia, nazionale, vita privata e ovviamente tanta Inter. Di seguito le parole dell’ex calciatore nerazzurro.

DISOSSARE UN PROSCIUTTO – «Farei fatica, ma mio padre me lo aveva insegnato nel negozio di famiglia. Non credeva che avrei mai sfondato nel calcio, per cui mi prese un banchetto con il quale giravo i mercati. D’inverno stavo lì con un giaccone enorme, stile omino Michelin. E mi ricordo ancora il gelo alle mani quando prendevo le ricotte dall’acqua».

PRIMI PASSI NEL CALCIO – «Sì, giocavo, anche come centravanti e lavoravo. Tanto che Carmignani a Parma mi ripeteva di smettere con i mercati, perché mi vedeva stanco. A diciassette anni ho debuttato in Serie B, facevo anche lo stopper. Avevo una grande tigna, anche se tecnicamente non ero il massimo…».

IL MILIARDARIO CON LO ZERO IN CONDOTTA – «Assieme ad altri dieci “geni” in prima media andammo su una collina di Salsomaggiore a fumare e a perdere tempo. Per separarmi dalle cattive amicizie mi bocciarono».

EPISODIO DELLA FONTANA A 14 ANNI – «A Salsomaggiore c’era già Miss Italia, allora scavalcai un muro per entrare nel giardino dell’hotel che ospitava le ragazze e mi ritrovai accanto a Patty Pravo. A Salso mi sentivo a casa mia e facevo un po’ di casino…».

IDOLI CALCISTICI – «Fu Claudio Gentile, mio compagno a Firenze, che un po’ mi forzò a dire questa cosa. Certo Tardelli mi piaceva e quando me lo hanno presentato sono arrossito, anche se io ero più bravino (ride, ndr). Nel Mondiale del 1982 comunque io impazzivo per il Brasile».

LA FINALE MONDIALE DEL 1994 – «Contrariamente a quanto si pensa mi ero candidato per calciare il rigore, ma Sacchi mi saltò. Mi consolai per la sconfitta andando a San Diego con i miei amici brasiliani».

VIVERE IN PIAZZA LIBERTY – «Milano era bellissima, anche se oggi è troppo incasinata e sto bene in centro a Piacenza. In quell’appartamento sono rimasto nove anni: duecentocinquanta metri quadri, con terrazza sul Duomo, se i muri potessero parlare… Ma appunto, non è che si faceva festa tutti i giorni, anche perché organizzare per cento persone non era una cosa così semplice. Il festaiolo ero sempre io, ma c’erano tanti compagni e tanti milanisti. Veniva anche Vialli da Torino».

ESSERE ANTIPATICO PERCHÉ CI SI DIVERTE – «Vale ancora oggi. Anche ai miei compagni davo un po’ fastidio a volte, perché guadagnavo tanto, sorridevo sempre, e mi permettevo di andare a bere una birra al pub, anche due. E qualche volta è capitato che alla domenica sbagliassi la partita».

IL CALCIO COME FESTA – «Il giorno del derby lo zio Bergomi era tutto incupito perché doveva marcare Van Basten e ogni tanto lo prendo in giro per questo. Io, invece, non vedevo l’ora di trovarmi davanti a quella folla: San Siro per me era la gioia assoluta».

GLI SCHERZI DEI COMPAGNI – «Per scherzo mi hanno bruciato un paio di scarpe da squash a cui tenevo molto. Le avevo indossate per due mesi di fila: l’ideatore fu Pagliuca».

IL RIFIUTO DEL NAPOLI E LA SCELTA DELL’INTER – «Ero già in Nazionale e si scatenò l’asta. Erano tutti a Salsomaggiore per me: Moggi, Boniperti, Galliani, Beltrami dell’Inter. Il rialzo nerazzurro arrivava sempre di notte e finii per guadagnare più di Bergomi, Ferri e Zenga messi insieme. Vincemmo subito lo scudetto dei record e l’asse fondamentale era Brehme, Berti, Serena».

DOVE HA CONOSCIUTO SUA MOGLIE – «A Saint Barth, era la direttrice del ristorante più bello dell’isola. È francese, di origine algerina. Sapeva che ero un ex calciatore, ma in quel periodo pesavo centodieci chili e giravo con lo scooter e il sigaro. Avevo progettato di andare lì a vivere, perché sapevo che l’adrenalina mi sarebbe mancata da morire. Ai Caraibi sono rimasto cinque anni e ho tenuto la casa: ho ammortizzato così l’addio al calcio».

CHE PADRE È – «Non sono uno che stressa i figli. Il piccolo è un gigante, fa il classico e tira di boxe, il più grande ha smesso con il calcio per il Covid, fa il chitarrista e canta: genere metal».

IL MONDIALE DEL ’94 SENZA CONTRATTO E IL FLIRT COL MILAN – «Sì, ho incontrato Berlusconi ad Arcore per un pourparler. Io non sarei mai andato e anche lui si è tirato indietro, forse perché politicamente non sarebbe stato conveniente. Mi avevano proposto la scorta, avrei dovuto vivere vicino a Milanello: ma che vita sarebbe stata? Per fortuna l’Inter poi si è data una mossa».

PEDINAMENTI PER LA SUA VITA NOTTURNA – «Sì, poi mi convocavano in sede, mostrandomi dove ero stato. In un periodo storto mi mandarono per punizione una settimana a San Pellegrino Terme da solo con il preparatore, in un albergo per camionisti: non c’era neanche la tv in camera».

L’INNO DI MAMELI AL MONDIALE ’94 – «Invece per far ridere i miei compagni a Italia ’90 mi mettevo la mano sul petto, ma a destra. Ero uno che sdrammatizzava, in un ambiente che si prende troppo sul serio. Ho fatto la carriera secondo le mie regole, mantenendo un equilibrio. Per questo non ho nessun rimpianto».

I TIFOSI INTERISTI GLI PERDONAVANO TUTTO – «No. Dopo una sconfitta con la Samp a San Siro mi avevano puntato. Allora ho chiesto ad Eriksson se mi ospitava nel pullman doriano per uscire dallo stadio. E mi sono disteso fra i sedili…».

I FISCHI DA EX A FIRENZE – «Sì, è stata l’unica volta che mi sono tremate le gambe, c’erano i vecchi che mi tiravano le monetine e il Trap mi ha tolto nel primo tempo. Mi sono incazzato, ma aveva ragione lui».

IL CALCIATORE COME “OGGETTO SESSUALE” – «Ci sono momenti in cui sei figo, sorridente, magari ci sai anche fare. Però poi mi sono venuti dei dubbi, ho fatto dei viaggi in posti dove non ero conosciuto, per vedere se c’era differenza. E posso dirlo: il risultato non era lo stesso di quando facevamo le vasche in centro a Milano».

LE PROPOSTE DA UOMINI – «No, colleghi mai. Poi ovviamente i milanisti dicevano che io e Aldo Serena eravamo una coppia: la gelosia è una brutta bestia».

UMA THURMAN GLI HA MAI DETTO CHE HA LA FACCIA DA ATTORE? – «No, ma me lo dice Gabriele Salvatores».

LA PASSIONE PER ELVIS – «Nessuno l’ha mai davvero capito, ma ho ancora tutti i vinili».

È STATO MAI FREGATO CON I SOLDI? – «No, sono piuttosto attento. E mio fratello è il mio commercialista: purtroppo dice che mi mancano altri tre anni alla pensione, per un cavillo dei tempi del Tottenham».

LO SCHERZO DELLE “IENE” – «Ci sono cascato alla grande! Secondo me l’ideatore è stato proprio Aldo Serena, gliel’ho anche chiesto, ma non dirà mai la verità. C’è stato un periodo in cui a Saint Barth ero single e passavano di lì le navi da crociera, poi c’erano gli shooting delle modelle…».

MOMENTI DI SCONFORTO – «No, non li voglio. Ho qualche preoccupazione per i figli che crescono: cose normali».

L’ATTESA DELLE PARTITE – «Volevo che l’attesa di una partita importante non finisse mai. E quei momenti ancora oggi mi mancano da morire».

IL RAPPORTO CON IL PUBBLICO – «Sì. Mi sono goduto le cose e l’ho fatto in maniera del tutto consapevole: c’erano ottantamila persone che cantavano “Nicola Berti, facci un gol”. A me, un centrocampista, uno che da ragazzino vendeva le ricotte nei mercati: pura emozione. Dall’altra parte, quei cori li facevano a Van Basten. Ma si rende conto?».

Milan: quante sono le responsabilità di Conceicao nell’eliminazione dalla Champions? Le pagelle

Le pagelle di Sergio Conceicao dopo l’eliminazione del Milan dalla Champions League per capire quante sono le sue responsabilità

Quante e quali sono le responsabilità di Sergio Conceicao nell’eliminazione del Milan dalla Champions League? Il primo tempo è il migliore forse dal suo arrivo in rossonero, ma in molti hanno indicato un eccesso di leziosismi invece che una ricerca diretta del raddoppio che poco si conciliano con la cattiveria agonistica per il quale era stato scelto. Dopo il rosso non convince invece la gestione dei cambi, in particolare la sostituzione di Gimenez. Zagabria, Rotterdam e ieri sera: la sua Champions si conclude con due ko e un pareggio e rimette forse sotto un’altra luce Fonseca, che aveva lasciato la squadra nelle top 8 e battuto il Real Madrid al Bernabeu. Di seguito le sue pagelle.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 5 – «Linea difensiva alta e riaggressione immediata: grande primo tempo, poi Theo rovina tutto. Non convince il cambio di Gimenez».

CORRIERE DELLO SPORT 5.5 – «Sorprende tutti e mette subito i fantastici quattro in campo. Il rosso di Theo rovina la partita del suo Milan, fino a quel momento sotto controllo. Eliminazione dolorosa».

TUTTOSPORT 5 – «La qualificazione il Milan – prima ancora della follia di Theo – la perde nel primo tempo quando domina ma, tra tocchetti e lezionismi, non trova il raddoppio. E dire che è stato scelto (anche) per infondere cattiveria alla squadra. In più, non convince nei cambi».

QS 4.5 – «Per un’ora si ammira il miglior Milan della sua gestione, ma l’espulsione di Theo fa saltare tutti i piani. L’unica punta (Gimenez) non era da togliere».

CORRIERE DELLA SERA 4.5 – «Eliminazione che brucia, perché si poteva evitare. L’espulsione di Hernandez ha pesato come un macigno, ma anche la sua strategia tattica nel secondo tempo non ha convinto per niente. Zagabria, Rotterdam, ieri: un black out lungo tre partite, non da Champions. Dal G8 d’Europa ai playoff persi con le riserve del Feyenoord. Rialzarsi non sarà facile».

LA REPUBBLICA 4.5 – «Positivo l’approccio, ma non convince nella gestione dei cambi nella ripresa: perché Gimenez fuori e non un inconcludente Joao Felix? L’eliminazione pesa anche sulle sue spalle».

Champions League, oggi tocca alla Juve: obiettivo vittoria per riscattare la serata da incubo delle italiane e non solo

Juve, oggi tocca ai bianconeri: dopo il disastroso martedì di Champions per le italiane, i bianconeri sono chiamati a centrare la qualificazione

Dopo il martedì nero delle italiane in Champions League che ha portato alle brutte eliminazioni di Milan e Atalanta, questa sera tocca alla Juve scenderà in campo in Olanda contro il PSV per il ritorno del playoff. Si ripartirà dal 2-1 maturato una settimana fa a Torino, con i bianconeri che giocheranno per due risultati su tre.

La qualificazione agli ottavi di finale è fondamentale per due motivi in particolare. Il primo strettamente economico: arrivare tra le migliori sedici permetterebbe di incassare 11 milioni di euro. Poi per un motivo di progettualità: non che Thiago Motta sia a rischio, però un passaggio del turno di questo tipo rafforzerebbe ancora la sua posizione soprattutto per il futuro. Infine è anche un’occasione per riscattare le italiane e tenere il passo della Spagna nel ranking, che dopo la doppia eliminazione di ieri di rossoneri e della Dea, rischia di vedere il gap con La Liga ampliarsi

Torino, (Tuttosport) Cairo può vendere ‘grazie’ allo Stadio: cosa succede, i tempi e un retroscena 

Torino, novità importanti dietro lo Stadio Olimpico, così la situazione legata all’impianto sportivo si potrebbe legare al futuro del club di Urbano Cairo

A Torino sembra essersi sbloccata la situazione relativa allo Stadio Olimpico Grande Torino. Ieri, la giunta comunale capitanata dal Sindaco Lo Russo si è infatti riunita per decretare il futuro nell’impianto sportivo utilizzato dal club piemontese nel tentativo di ‘sbloccare l’annosa situazione e valorizzarlo. Riassumendo, il primo cittadino tramite un lungo comunicato ha annunciato di aver rivolto nelle scorse settimane istanza formale all’Agenzia delle Entrate di non rinnovo dell’iscrizione ipotecaria pendente sullo stadio.

Una scelta, quella di ‘slegare’ in qualche modo il Grande Torino dalle ipoteche in scadenza nel 2025 che come riporta Tuttosport stamane, potrebbe (il condizionale è più che obbligatorio in questo caso) legarsi a doppio nodo con il futuro della società calcistica di Via Viotti. Ricordiamo che sempre nel 2025 (il 30 giugno) scadrà anche il contratto di affitto pluriennale dello stadio alla compagine di Urbano Cairo. Così – in un breve passaggio del più lungo ragionamento – lo storico quotidiano piemontese è intervenuto sulla vicenda. 

TORINO – «Una volta diventato proprietario almeno dello stadio (il Filadelfia è gestito da una Fondazione pubblico-privato con dentro la Città, la Regione, il Torino e associazioni di tifosi, mentre il Robaldo è in mano al Toro in concessione trentennale), il club granata diventerebbe automaticamente ben più interessante sul mercato dei club calcistici in vendita, perché l’impianto potrebbe venir ristrutturato con il varo di un business sportivo-commerciale ad hoc (le uniche condizioni che possono far gola, oggi come oggi, a una Red Bull, al fondo sovrano saudita Pif o a un fondo Usa, per esempio). 

E ancora: «Insomma, Cairo potrebbe comprare lo stadio libero da vincoli (nuovo patrimonio societario) per poi cedere il club un minuto dopo, in presenza di preaccordi con un candidato acquirente. Oppure (in assenza di preintese) mettere in vendita un Toro ben più attraente, a quel punto (ma in alternativa, teoricamente, potrebbe anche tenersi il club per altri 20 anni, certo…)».

LEGGI QUI LE PAROLE DEL SINDACO LO RUSSO E COS’E’ SUCCESSO IERI A TORINO

Atalanta, addio alla Champions League: Toloi uomo copertina di una serata da dimenticare per la Dea – Pagelle e VIDEO

Atalanta, addio alla Champions League: le pagelle di Rafael Toloi tra i peggiori in campo, in difficoltà sui gol dei belgi e protagonista di un rosso isterico

All’Atalanta non riesce l’impresa e anzi, fa peggio dell’andata: nessun alibi arbitrale per la Dea che in casa nel ritorno del playoff di Champions League perde per 3-1 con il Club Brugge: primo tempo inguardabile, un rigore sbagliato da Lookman nella ripresa – cominciano a essere tanti i penalty sprecati dai bergamaschi – e un rosso a Toloi. Proprio il difensore brasiliano figura tra i peggiori in campo: in confusione e impreciso, dalla sua parte arrivano i gol e l’espulsione è figlia di un momento di isteria e mancanza di lucidità. Di seguito le sue pagelle.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 4 – «Impreciso, il tourbillon di Tzolis lo disorienta e alla fine ci casca e perde la testa: brutto congedo».

TUTTOSPORT 4 – «Saltato in scioltezza sul 2-0 e un rosso isterico».

QS 4 – «Dalla sua parte arrivano i tre gol avversari, si fa saltare sui contropiede. Poi si fa espellere da invasato».

Theo Hernandez, serata folle a San Siro: macchia con due gialli folli l’eliminazione del Milan in Champions: i tifosi lo scaricano e i giornali lo bocciano – Pagelle

Theo Hernandez, le pagelle del difensore del Milan dopo l’espulsione che lascia i rossoneri in 10 e cosa l’eliminazione in Champions League

Al termine della partita Milan Feyenoord appare chiaro a tutti, tifosi, appassionati e addetti ai lavori: l’eliminazione dei rossoneri in Champions League ha un protagonista ed è Theo Hernandez. Due gialli che sui vari quotidiani vengono definiti con termini come: folli, inspiegabili, ingiustificabili, scellerati e inaccettabili. Il primo per una trattenuta evidente e proseguita su Hadj Moussa proprio sotto gli occhi di Marciniak pochi secondi dopo un buffetto dato a Read, il secondo per simulazione dopo un tuffo nell’area di rigore olandese che neanche i volenterosi telecronisti di Sky sono riusciti a giustificare. In olanda l’ex calciatore e ora opinionista in tv Pierre Van Hooijdonk lo deride dicendo: «Una serata pazzesca. Un Feyenoord pieno di infortuni e sotto 1-0. Poi arriva quell’idiota di Theo che ci ha aiutati». Sui social sorge la rabbia del tifo rossonero: la colpa è sua, a giugno faccia pure le valigie e a San Siro non lo vogliono vedere più. Di seguito le sue pagelle.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 3 – «Prova orribile. Errori tattici, con il pallone tra i piedi e di testa: “elimina” il Milan con la folle doppia ammonizione. C’era una volta Theo…».

CORRIERE DELLO SPORT 3 – «Rovina la partita con due gialli inspiegabili. Lascia la squadra in dieci mettendo in difficoltà i compagni per tutta la ripresa. Superficiale».

TUTTOSPORT 3 – «L’atteggiamento da bullo (buffetto a Read e spinta stile wrestling a Hadj Moussa che gli costa la prima ammonizione) è ingiustificabile tanto quanto il secondo giallo preso per simulazione».

QS 3 – «Due “gialli” scellerati condannano il Milan e ridimensionano un giocatore ormai ai titoli di coda. Questione di testa».

CORRIERE DELLA SERA 3 – «Difficile decidere se sia peggio acchiappare per la collottola un avversario davanti all’arbitro oppure, da ammonito, simulare platealmente in area avversaria cercando un rigore improbabile. Doppia follia, gravissima. Dove abbia la testa, chi lo sa. È doveroso riflettere su un futuro senza di lui».

LA REPUBBLICA 3 – «Si fa cacciare per doppio giallo con una simulazione inaccettabile, come il suo atteggiamento in una partita così delicata. Il Feyenoord è il punto più basso della sua storia rossonera».

LA STAMPA 3 – «Doppia leggerezza inaccettabile per un professionista in una partita così importante. Completamente fuori controllo».

Torino, tifosi e compagni ‘scrivono’ a Schuurs: le ultime sul rientro e i segnali dell’olandese – FOTO 

Torino, tifosi e compagni scrivono a Perr Schuurs, le ultime sul rientro dell’olandese, i segnali dall’allenamento e cosa gli è successo post infortunio

Dal 21 ottobre del 2023 al 18 febbraio 2025: 487 giorni sono trascorsi dall’infortunio di Perr Schuurs. Quasi 16 mesi, pressoché un anno e mezzo da quel Torino Inter in cui il difensore ex Ajax ha lasciato anzitempo il campo in barella e con il volto rigato dalle lacrime. Da quel momento, si sono alternati tanti rumors ad altrettante indiscrezioni – condite da poche (pochissime) certezze – sulle condizioni fisiche dell’olandese. E’ quindi necessario capire cos’è successo nel passato per poter comprendere cosa potrà accadere nel domani. 

Per prima cosa, è giusto ricordare come Schuurs sia stato sottoposto a due operazioni fino a questo momento. La prima, immediatamente dopo la rottura del legamento crociato nella già citata gara coi meneghini. La seconda, di natura ‘artroscopica’ (dunque, riassumendo, volta alla mera pulizia dell’articolazione) il primo agosto 2024. Quest’ultima in modo particolare si è resa necessaria in seguito all’incessante fastidio che il numero 3 ha continuato ad accusare nell’arco della scorsa estate. Lo stesso dolore che gli ha impedito di unirsi al gruppo allenato da Paolo Vanoli in ritiro; dunque di prendere parte all’inizio della stagione. 

Impossibile sapere con esattezza cosa sia andato storto nel periodo immediatamente successivo al primo intervento. Quel che è certo, è che onde evitare ulteriori interrogativi proprio dall’estate il Torino ha deciso di affidarsi alle mani di Andy Williams: navigato professore che Schuurs raggiunge abitualmente nella sua Londra. Con lui il giocatore sta proseguendo la riabilitazione, in attesa di ricevere (ormai da lunghe ed interminabili settimana) l’opportuna luce verde per tornare a correre sul manto erboso.

Ma quindi, l’ipotesi di una terza – e risolutrice – operazione pare ad oggi una via percorribile? Difficile dirlo, si tratta di un’opzione che negli ultimi giorni è tornata a circolare e alla quale Schuurs ha in qualche modo tentato di rispondere tramite social. Sul suo profilo Instagram il nativo di Nieuwstadt ha difatti ‘postato’ una serie di video inerenti agli ultimi allenamenti. Affondi, stacchi e ancora salti, che oltre a testare la resistenza del ginocchio hanno catturato la reazione – sempre calorosa e mai arrendevole o rassegnata – dei tifosi del Torino. 

Tra i tanti messaggi ricevuti dal granata c’era anche quello del collega (per certi versi omologo in questa situazione) Duvan Zapata. I due lungodegenti – chissà che la speranza alla fine non possa che essere questa – potrebbero tornare a calcare un campo da calcio insieme in un match ufficiale dalla prima del prossimo campionato. Il condizionale però, rimane d’obblifgo. Schuurs dal canto suo continua a ‘spingere’ e ‘sudare’ motivato dall’affetto della sua gente: le prossime settimane saranno a dir poco decisive per delineare un quadro più completo e dettagliato della situazione.

Le prime pagine sportive nazionali – 19 febbraio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Real Madrid, spunta un nuovo nome in caso di addio Ancelotti: i Blancos hanno messo gli occhi su un allenatore di Premier

Con Ancelotti vicino alla partenza e Xabi Alonso verso la permanenza di Bundesliga, il Real ha messo gli occhi sull’allenatore del Bournemouth Andoni Iraola

Con i numerosi rumors su un possibile addio di Ancelotti al termine della stagione, i Blancos stanno iniziando studiare una strategia sul possibile successore del tecnico italiano alla guida del Real Madrid. Il candidato numero uno per Florentino Perez è da sempre Xabi Alonso, ma l’attuale allenatore del Bayer Leverkusen, difficilmente lascerà la Bundesliga la prossima stagione per accasarsi al Real.

Tuttavia, negli ultimi giorni è iniziato a circolare un nuovo nome per sostituire Carlo Ancelotti alla guida dei Blancos, ovvero quello del tecnico del Bournemouth, Andoni Iraola. Secondo quanto riferito dal Daily Mail, i piani della dirigenza spagnola ora includono anche il tecnico dei Cherries, che tra l’altro è rappresentato dalla stessa agenzia di Xabi Alonso.

Atalanta Club Brugge, il rammarico di Juan Cuadrado: «Peccato per l’eliminazione. Dobbiamo partire da quella cosa» – VIDEO

Atalanta Club Brugge, le dichiarazioni dell’esterno nerazzurro Juan Cuadrado in mix zone dopo la partita di Champions League giocata questa sera

In mix zone, dopo la partita Atalanta Club Brugge di Champions League, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione l’esterno nerazzurro Juan Cuadrado: autore di una buona partita sulla fascia.

Prossimo appuntamento per l’Atalanta in campionato contro l’Empoli dove i nerazzurri proveranno a risalire la china per fare un passo importante in classifica: con la zona Scudetto praticamente alla portata.

Champions League, Benfica agli ottavi: 3-3 al Da Luz, Kokcu piega il Monaco e regala gli ottavi al Benfica

Champions League, il Benfica riesce a riprendere il Monaco in un pirotecnico 3 a 3 al Da Luz: protagonista Kokcu che all’84esimo segna il gol del pareggio

Sono sei le reti segnate al Da Luz questa sera ma a spuntarla è il Benfica. A regalare il passaggio del turno ai portoghesi è il gol nel finale di Kokcu che all’84esimo minuto consegna gli ottavi di finale di Champions League alle Aquile. Il bilancio finale della doppia sfida tra andata e ritorno dei playoff è di 4-3.

La partita si sblocca al 22′ con la rete di Akturkoglu che segna il gol dell’1-0. Al 32’ un inserimento di Minamino regala l’1-1 dei monegaschi, mentre nella ripresa al 51′ il marocchino Ben Seghir al 51’ sigla il 2-1 ma Pavlidis fa subito 2-2 dal dischetto. Ilenikhena porta di nuovo i monegaschi in vantaggio dopo l’ennsimo errore di Trubin ma i portoghesi riescono a pareggiare con l’acrobazia di Kokcu che regala la qualificazione agli ottavi delle Aquile.

Champions League, il Bayern rischia: il gol di Davies al 94′ manda i bavaresi agli ottavi. Celtic eliminato

Champions League, i bavaresi approdano agli ottavi grazie al gol nel finale di Alfhonso Davies che timbra l’1 a 1 finale. Ottima prova del Celtic.

Il Bayern Monaco di Vincent Kompany approda agli ottavi di Champions League ed elimina il Celtic di Rogers dopo l’1 a 1 della gara di ritorno dei play-off all’Allianz Arena: in rete Kuhn per gli scozzesi ed Alphonso Davies al 94′ per i bavaresi.

Il gol del Celtic è nato da un’indecisione difensiva dell’ex Napoli Kim che regala palla a Kuhn che con un piazzato mancino segna il gol dell’1-0 del Celtic al 63’. I bavaresi sfiorano più volte il gol con Goretzka, Sané e Kimmich. A decidere il match è Alphonso Davies, che su respinta corta di Schmeichel ribatte in porta l’1-1 in pieno recupero. Il bilancio finale dice 3-2 per i bavaresi, risultato che condanna gli scozzesi all’eliminzione.

Milan Feyenoord, Conceicao in conferenza: «È un fallimento, a decidere sono stati gli episodi. Il responsabile è…»

Dopo l’eliminazione del Milan dalla Champions League contro il Feyenoord, Conceicao ha parlato della partita in conferenza stampa. Le parole del tecnico rossonero

Il tecnico rossonero Sergio Conceicao ha parlato in conferenza stampa dopo il pareggio 1-1 contro il Feyenoord che ha decretato l’eliminazione dei rossoneri dai play-off di Champions League. Il tecnico del Milan ha parlato di fallimento della squadra e dei singoli giocatori. A seguire le parole del tecnico.

FALLIMENTO – «Lo è. Abbiamo dimostrato di essere più forti degli avversari ma sono stati gli episodi a decidere. Dovevamo essere più forti mentalmente, fino all’espulsione il Feyenoord non è mai arrivato in porta».

THEO – «Non è colpa sua, sono io il responsabile. Lui ha dato tanto al Milan»

GIMENEZ – «Avevamo un giocatore in meno, Santi aveva problemi all’adduttore e andava gestito»

PERCORSO – «Mi paragonano ad allenatori che sono stati qui per anni, da quando sono arrivato io abbiamo fatto 14 punti e il Napoli 15. E abbiamo vinto l’unico trofeo che potevamo vincere»

Udinese, buone notizie per Runjaic: rientro sempre più vicino per una pedina fondamentale dei bianconeri

Contro il Lecce Kosta Runjaic potrà contare su Davis che ha smaltito l’influenza e potrebbe tornare subito in campo

Per la prossima sfida dell’Udinese contro il Lecce, l’allenatore dei bainconeri Kosta Runjaic ritroverà un giocatore molto importante. Secondo quanto riportato dal Messaggero Veneto, è tornato ad allenarsi in gruppo Keinan Davis, che ha smaltito l’influenza che lo aveva tenuto ai box per la partita contro l’Empoli.

Davis, ai box per l’influenza, non è potuto partire con la squadra nella trasferta di Empoli. Nonostante l’assenza dell’inglese, la squadra di Runjaic è riuscita a portare a casa i tre punti grazie alla doppietta di Ekkelenkamp e al gol di Thauvin. Il rientro dell’attaccante classe ’98 è sempre più vicino.

Moviola Atalanta Club Brugge, l’episodio chiave del match di Champions League

Moviola Atalanta Club Brugge, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la giornata della Champions League 2024/25

L’episodio arbitrale chiave del match tra Atalanta Club Brugge, valido per i Play Off della Champions League 2024/2025. Direttore di gara il Zwayer .


L’EPISODIO CHIAVE

86′ ROSSO PER TOLOI. Sfogo ai danni di De Cuyper e rosso per Toloi.

79′ Cartellino giallo per Djimsiti

55′ Cross di Zappacosta che trova Juan Cuadrado che viene però trattenuto platealmente in area. Controllo al VAR e per il direttore di gara è calcio di rigore e ammonizione di Tzolis.

35′ AMMONIZIONE Onyedika per fallo ai danni di Retegui. Cartellino giallo.

26′ RADDOPPIO DEL CLUB BRUGGE. Fallo su De Ketelaere non sanzionato ripartenza, conclusione di Tzolis, Carnesecchi para, ma Taibi mette in rete il raddoppio.

17′ GOAL ANNULLATO A RETEGUI. Cross di Cuadrado per Retegui che mette in rete, ma il goal viene annullato per fuorigioco.

10′ AMMONITO KOLASINC. Fallo di mano del difensore atalantino e cartellino giallo.

Atalanta Club Brugge 1-3: Bergamaschi eliminati dalla Champions League

Al Gewiss Stadium, il match valido per la giornata di Champions League 2024/2025 Atalanta Club Brugge: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca live

Al Gewiss Stadium, Atalanta Club Brugge si affrontano nel match valido per i play off di Champions League 2024/2025.


ATALANTA CLUB BRUGGE: LA CRONACA

86′ ROSSO PER TOLOI. Sfogo ai danni di De Cuyper e rosso per Toloi.

83′ CAMBIO PER IL CLUB BRUGGE: Dentro Nilsson, fuori Jutgla.

82′ Cambio per l’Atalanta: Dentro Brescianini, fuori Ederson.

79′ Cartellino giallo per Djimsiti

76′ CAMBIO PER L’ATALANTA: Dentro Posch, fuori Kolasinac.

74′ CAMBI PER L’ATALANTA: Dentro Bellanova e Samardzic, fuori Retegui e Cuadrado.

73′ CAMBI PER IL BRUGGE: Fuori Zolis, dentro Nienlsen

72′ KOLASINAC. Cross di De Ketelaere per il difensore, ma la palla viene bloccata da Mignolet.

69′ LOOKMAN! Conclusione del nigeriano. Ottima parata del portiere del Brugge.

63′ Conclusione di Retegui, Mignolet para e sventa il 2-3 atalantino.

55′ Cross di Zappacosta che trova Juan Cuadrado che viene però trattenuto platealmente in area. Controllo al VAR e per il direttore di gara è calcio di rigore: parato poi da Mignolet.

53′ CAMBI PER IL CLUB BRUGGE: Dentro Siquet per Taibi.

50′ Conclusione di Ederson. Palla deviata in calcio d’angolo.

46′ GOAL DELL’ATALANTA! Ademola Lookman riapre i giochi. Bravo Zappacosta a servire dalla sinistra Ademola Lookman che mette in rete.

45′ CAMBIO PER L’ATALANTA: Dentro Lookman, fuori Pasalic.

COMINCIA IL SECONDO TEMPO

47′ DOPPIA OCCASIONE CLAMOROSA PER L’ATALANTA E GOAL DEL CLUB BRUGGE. Prima Zappacosta colpisce il palo, poi Cuadrado tenta la conclusione con la difesa che salva sulla linea dopo che il portiere del Brugge aveva fatto un miracolo su Pasalic, sulla ripartenza avversaria Jutglà con una grande conclusione mette la firma sul 3-0

46′ CUADRADO crossa in mezzo per la testa di Zappacosta. Conclusione troppo debole

Tre minuti di recupero.

43′ OCCASIONE CLUB BRUGGE. Jutglà tenta la galoppata, saltando tutta quanta la difesa orobica. Conclusione defilata di poco fuori.

35′ AMMONIZIONE Onyedika per fallo ai danni di Retegui. Cartellino giallo.

26′ RADDOPPIO DEL CLUB BRUGGE. Fallo su De Ketelaere non sanzionato ripartenza, conclusione di Tzolis, Carnesecchi para, ma Taibi mette in rete il raddoppio.

22′ Continuano i cross inconcludenti dell’Atalanta. Nerazzurri bergamaschi comunque dominanti.

17′ GOAL ANNULLATO A RETEGUI. Cross di Cuadrado per Retegui che mette in rete, ma il goal viene annullato per fuorigioco.

14′ RETEGUI! Conclusione moscia da parte del centravanti nerazzurro. Tutto da rifare.

10′ AMMONITO KOLASINC. Fallo di mano del difensore atalantino e cartellino giallo.

4′ OCCASIONE ATALANTA! Calcio d’angolo , colpo di testa di Djimsiti che è un perfetto assist per Retegui che di poco non impatta con il pallone.

3′ VANTAGGIO CLUB BRUGGE! Azione in contropiede con De Roon che ritarda l’anticipo su Taibi. L’omonimo dell’ex portiere nerazzurro sigla il vantaggio.

2′ OCCASIONE ATALANTA! Colpo di testa per Kolasinac, palla di poco fuori.

1′ Parte subito bene l’Atalanta conquistando un calcio d’angolo importante

Fiorentina, Palladino perde Gudmundsson e Colpani: la diagnosi e i tempi di recupero dei giocatori viola

Gudmundsson e Colpani hanno entrambi accusato problemi in occasione dell’ultima partita persa al Franchi contro il Como. Diramato il report medico

Attraverso il proprio sito ufficiale, la Fiorentina ha diramato un report medico inerente le condizioni fisiche di Albert Gudmundsson e Andrea Colpani, i quali hanno entrambi accusato problemi in occasione dell’ultima partita al Franchi persa contro il Como di Fabregas.

Secondo quanto riportato da TMW, Gudmundsson starà fuori almeno un mese, mentre Colpani starà fuori per almeno una settimana prima di tornare ad allenarsi con la squadra. Una brutta tegola per la Fiorentina: l’attaccante, entrato nella ripresa, ha giocato solo 19 minuti. A seguire il report medico dei giocatori viola.

REPORT MEDICO – «ACF Fiorentina comunica che il calciatore Albert Gudmundsson è stato sottoposto nella giornata di oggi ad accertamenti diagnostici a seguito del trauma contusivo occorso durante la gara di campionato di domenica. Gli esami radiologici effettuati hanno evidenziato una frattura a carico del passaggio sacro-coccige. Il calciatore sarà rivalutato nel corso dei prossimi giorni. Il calciatore Andrea Colpani ha riportato, nel corso della partita di domenica, un trauma contusivo a carico del collo del piede destro, gia sede di infortunio tre settimane fa. A causa del nuovo trauma il calciatore osserverà qualche giorno di riposo assoluto prima di riprendere un lavoro individuale».

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