Pagina 1323 – Calcio News 24

Napoli-Roma, Ciro Ferrara: «Che sfida tra Conte e Ranieri. Ecco in cosa sono simili. I due uomini del match saranno un difensore azzurro e un centrocampista giallorosso»

Le parole di Ciro Ferrara, ex difensore, sulla sfida di Serie A tra Napoli-Roma nel prossimo turno di campionato. I dettagli

Ciro Ferrara ha avuto una serie di incroci con Claudio Ranieri, il più importante dei quali da giocatore del Napoli, ma non mancò anche un avvicendamento in panchina. Oggi, nella veste di opinionista, interviene su La Gazzetta dello Sport in vista dell’esordio del mister con la Roma proprio al Maradona.

ALLA JUVE – «Subentrai a lui a due partite dalla fine della stagione 2008-2009».
IL NAPOLI DI RANIERI – «Il suo Napoli fu il primo del dopo-Maradona, con tutto ciò che una separazione del genere potè creare nell’ambiente. Un trauma collettivo. Ma Ranieri fu bravissimo, sapeva di innovazioni, soprattutto nella fase difensiva, in cui scorgevi principi di Sacchi».
UN BUON PERCORSO – «Chiudemmo quarti, che voleva dire Coppa Uefa, perché la Coppa dei Campioni era riservata soltanto ai vincitori del titolo. E partimmo discretamente anche nella sua seconda annata, con l’1-5 a Valencia, la cinquina di Fonseca».
CONTE E NAPOLI – «La fusione ideale nel momento più propizio. De Laurentiis ha scelto l’allenatore perfetto e Conte l’ha portato subito in testa. La stagione è lunga, so quanto valga Antonio – che conosco bene – ma, per cominciare, già riconquistare la Champions League sarebbe un successo. E comunque poi si vedrà. Per il Napoli, che in Europa c’è sempre stato, quest’assenza è stato un colpo basso».
GLI UOMINI DEL MATCH – «Buongiorno ha avuto un impatto decisivo, si è imposto senza indugi, è diventato pilastro e riferimento: è forte, forte, forte. E per la Roma la svolta può passare dalla leadership di Pellegrini, serio, scrupoloso, attento. Non è mai facile essere profeta in patria e quando i risultati non arrivano diventa tutto persino peggio. Ma lui ha la stoffa».
QUANTO INCIDERANNO GLI ALLENATORI – «Ranieri ha empatia, sembra quasi che Roma avesse proprio necessità della sua presenza. Non ha bisogno di calarsi nell’ambiente, ne è già padrone. E il carisma di Conte è impressionante, si è posato su Napoli e la sta caratterizzando a modo suo. Ha il senso del comando, una autorevolezza pure quando parla».

Barcellona, preoccupa l’infortunio di Yamal: slitta il ritorno in campo, la situazione

Le ultime sulle condizioni fisiche di Lamine Yamal, giovane stella del Barcellona, dopo il recente infortunio. Tutti i dettagli

Cresce la preoccupazione in casa Barcellona per le condizioni di Lamine Yamal. La giovane stella blaugrana ha infatti subito una contusione alla caviglia nell’ultima sfida di Champions League contro la Stella Rossa.

Un problema da cui non ha ancora recuperato e che non dovrebbe permettergli di rientrare in campo nemmeno per la sfida di LaLiga contro il Celta Vigo in programma nel week end. Il classe 2008 potrebbe invece tornare martedì sera in Champions League contro il Brest.

Abodi: «Euro 2032? Abbiamo nove opzioni per gli stadi. Serve di più da Roma e Milano, su Napoli…»

Le parole di Andrea Abodi, Ministro dello Sport e dei Giovani, sulla situazione stadi nel calcio italiano in vista degli Europei 2032. I dettagli

Andrea Abodi, Ministro dello Sport e dei Giovani, ha parlato a margine dell’assemblea nazionale dell’Anci della situazione degli stadi in Serie A in vista degli Europei 2032.

LA SITUAZIONE – «Il tavolo di lavoro è permanente, non chiude mai. Stiamo lavorando su 9 opzioni ulteriori. Roma e Milano hanno bisogno di predisporsi al meglio, perché gli stadi ci sono tendenzialmente, salvo la diversità progettuale che però deve approdare a qualcosa. Ma ci sono altre città per due posti perché la Uefa ci ha comunicato che gli stadi saranno, ad oggi, 5, e Torino, Milano e Roma hanno già una loro stabilità».

GLI ALTRI POSTI – «La competizione per gli altri posti è abbastanza marcata, sapendo che dobbiamo cercare anche di distribuire sul territorio la presenza. E quindi sicuramente almeno uno al sud. Napoli deve competere, la competizione è sulle cose fatte bene e il tempo che ci vuole e il tempo è poco».

Torino, contestazione durissima della Curva Maratona: col Monza stadio vuoto nel primo tempo, nel mirino il presidente Cairo – FOTO

La curva Maratona organizza una protesta durissima prima di Torino Monza, stadio vuoto nel primo tempo, nel mirino il presidente Cairo, comunicato

La notizia era nell’aria e le indiscrezioni si susseguivano ormai da giorni. Quest’oggi, nel primissimo pomeriggio di giovedì 21 novembre 2024, è arrivata l’ufficialità. Una durissima contestazione è prevista in occasione di Torino Monza, prossimo match di Serie A, in programma questa domenica allo Stadio Olimpico Grande Torino. A reti unificate – su tutti i portali social del tifo organizzato del club piemontese – è apparso infatti un chiaro comunicato, firmato dalla Curva Maratona (cuore pulsante della tifoseria sabauda appunto).

Come si può ben evincere nella nota, gli ultras del Torino – anche se l’invito è esteso a tutti gli spettatori ad aver acquistato il proprio biglietto per la gara contro i brianzoli – lasceranno l’impianto sportivo completamente vuoto per i primi 45 minuti dell’incontro. Al contrario invece, questi si riuniranno ai piedi della tribuna, nel piazzale antistante di Corso Sebastopoli. L’obiettivo è decantato nello stesso messaggio: proclamare la propia insoddisfazione dei confronti della dirigenza di Via Viotti, più nello specifico del Presidente Urbano Cairo. 

Annullata per motivi di ordine pubblico quella che aveva preso il nome di ‘Marcia della Speranza’, i tifosi del Torino faranno sentire così in questo modo la propria voce domenica 24. Ennesimo capitolo di una contestazione, tra il tifo organizzato e Cairo appunto, che all’ombra della Mole continua senza soluzione di continuità da ormai inizio campionato. E che è sembrerebbe esser cresciuta nei modi e nell’intensità dopo l’ultimo derby perso in casa della Juventus. Sebbene difficilmente l’imprenditore alessandrino si recherà a questo punto allo stadio per assistere alla partita (copione per altro già visto e rivisto quest’anno), la speranza è che la protesta possa svolgersi entro i limiti del buon senso. Vediamo quindi il comunicato targato La Maratona.

COMUNICATO CONTESTAZIONE ULTRAS TORINO – «Domenica 24 novembre 2024, ritrovo ore 10 sotto la Curva Maratona. Invitiamo tutti i tifosi granata, che amano il Toro e non tollerano che la nostra storia venga calpestata, ad unirsi ai gruppi organizzati. Ad inizio partita ci sposteremo sotto la tribuna, per contestare questa società indegna, lasciando lo stadio vuoto per 45 minuti. E’ giunto il momento di dare un segnale forte e far comprendere a Cairo quanto sia detestato dal popolo granata. Successivamente la protesta continuerà all’interno dello stadio».  

Eliano Reijnders: «Mio fratello Tijjani nel Milan si trova bene in una certa posizione, ma sa fare tutto. Il mio sogno? Andare al Mondiale e venire in Italia»

Le parole di Eliano Reijnders, fratello di Tijjani del Milan, sull’impatto del calciatore olandese sul club rossonero. Tutti i dettagli

Nella famiglia Reijnders non c’è solo Tijjani a fare il calciatore. Insieme al milanista, c’è il fratello Eliano, in forza al Pec Zwolle in Olanda. Lui ha scelto di vestire la maglia dell’Indonesia date le origini familiari. Il Corriere dello Sport lo ha incontrato.

IL FRATELLO FAMOSO – «Lo so bene. Me ne rendo conto anche guardando i social. I tifosi sono pazzi di lui. Guardo tutte le sue partite. Se ho tempo di andare a Milano vado anche allo stadio. Ho ancora in mente la gara con il Real: è stata incredibile».
LA POSIZIONE IDEALE – «Dal mio punto di vista è un 8. Perché in questo modo può sia attaccare sia difendere».
MEGLIO IN UN CENTROCAMPO A TRE – «Non ha difficoltà a giocare anche come 6 (centrale, ndr), oppure 10 (trequartista, ndr). Ma, secondo me il meglio lo dà proprio da 8. Diciamo che con Fofana al suo fianco e Pulisic più avanti, come è accaduto proprio contro il Real, il centrocampo del Milan funziona bene».
GIOCARE NELL’INDONESIA – «Un orgoglio. E’ la nazione d’origine di mia mamma e dei miei nonni».
IL SOGNO É IL MONDIALE – «Certo. E ora che abbiamo battuto l’Arabia Saudita le chances sono aumentate. Sarebbe bellissimo sfidare l’Olanda e mio fratello».
L’IDEA DI GIOCARE IN ITALIA – «Certo. Non solo in Serie A, anche la B è un ottimo campionato».

Marquinhos: «Il Psg ha talenti giovani, Zaire-Emery e Neves sono fortissimi. Luis Enrique ci chiede tante cose e cammina a piedi nudi sul campo per trasmettere questo…»

Le parole di Marquinhos, difensore brasiliano e capitano del Psg, sulla forza della squadra francese e sul lavoro di Luis Enrique

Il Psg non ha più Mbappé, ma ha volti interessanti comunque e ha già allungato sulla concorrenza in Ligue 1. Il capitano Marquinhos ha parlato del momento della squadra con La Gazzetta dello Sport.

I GIOVANI – «I giovani che arrivano oggi in prima squadra sono molto più maturi rispetto ai primi tempi. Hanno già la giusta mentalità. Si preparano prima di ogni seduta e rimangono per completare il lavoro dopo l’allenamento, sfruttando i mezzi tecnici a disposizione. Significa che a monte si sta facendo un ottimo lavoro di formazione. Tra quelli che mi impressionano c’è ovviamente Warren Zaire-Emery che è arrivato in prima squadra appena sedicenne ma sembrava già un giocatore affermato in campo. Lo stesso potrei dire di Neves, arrivato solo quest’estate dal Benfica ma già focalizzato sugli obiettivi del Psg, nonostante tutta la pressione che c’è qui. Abbiamo un allenatore davvero esigente, quindi significa che se giocano si meritano il posto in squadra».
LUIS ENRIQUE – «Fin dal primo giorno ci ha detto che sarebbe stato molto rigoroso in tutto, perché vuole avere a disposizione una squadra sempre al cento per cento. Per questo pretende da noi giocatori di essere sempre al massimo. Per giocare con l’intensità e lo stile che vuole lui, è necessario fare una preparazione all’altezza, mentale, fisica e di recupero. Solo così puoi affrontare lo sforzo richiesto e la cadenza delle partite».
CAMMINA A PIEDI NUDI SUL CAMPO COME IL MISTER – (sorride, ndr) «Non ancora. Lui lo fa sia d’inverno che d’estate, che piova o ci sia il sole. Il calcio trasmette molta pressione e pure molte emozioni. Penso che per lui si tratti di un modo per connettersi con una dimensione diversa del nostro sport. Credo gli faccia bene in generale, e così ci trasmette anche un’umanità importante, un’energia positiva. Ci dice spesso di approfittare al massimo della nostra vita da sogno qui al Psg, perché la carriera di un giocatore finisce in fretta».

Serie A, può slittare il prossimo campionato: c’entra il Mondiale per Club, le nuove date

Le ultime sul possibile slittamento della Serie A 2025/26 per l’impegno di Inter e Juventus nel Mondiale per Club. I dettagli

Novità importante per la Serie A 2025/26 dall’ultima riunione di Lega. Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, sarebbe infatti stato proposto lo slittamento dell’inizio della stagione nel weekend del 23-24 agosto 2025.

Un’idea che ha trovato immediatamente d’accordo Inter e Juventus, impegnate nella prima edizione del nuovo Mondiale per Club negli Stati Uniti. Una decisione definitiva verrà presa nei prossimi mesi.

Inter, infortunio Calhanoglu: c’è l’esito degli esami, la scelta per il Verona

Le ultime sulle condizioni fisiche di Hakan Calhanoglu, centrocampista dell’Inte, dopo l’infortunio subito in nazionale. I dettagli

Dopo l’infortunio subito in nazionale, arrivano notizie da Gianluca Di Marzio sulle condizioni di Hakan Calhanoglu per Verona-Inter.

INFORTUNIO CALHANOGLU – «Dopo gli esami svolti giovedì 21 novembre, per Calhanoglu sono state escluse lesioni muscolari. È stata confermata un’elongazione all’adduttore sinistro come già riscontrato dopo la partita tra Turchia e Galles. Nel pomeriggio il turco svolgerà lavoro differenziato, ma se riuscirà anche solo in parte ad aggregarsi al gruppo squadra, allora potrebbe anche essere convocato per la trasferta di Verona valevole per la 13ª giornata di Serie A. In caso contrario, tornerà in campo contro il Lipsia».

Pietro Chiodi (agente Ranieri): «Vi svelo la trattativa per riportarlo alla Roma. C’è identità di vedute ed empatia con i Friedkin. Loro sono tifosi, tengono molto al club»

Le parole di Pietro Chiodi, agente di Claudio Ranieri, sulla trattativa che ha riportato l’allenatore sulla panchina giallorossa

Pietro Chiodi, 56 anni, titolare della Soccer Management, è il procuratore che ha affiancato Claudio Ranieri nella trattativa per diventare per la terza volta allenatore della Roma. Ecco un estratto della sua intervista al Corriere dello Sport.

IL RITORNO IN PANCHINA – «Lui diceva che sarebbe tornato pista solo per il Cagliari o la Roma o per una Nazionale, ma alla Roma in particolare non avrebbe mai detto no. In questo periodo ha rifiutato tante altre offerte, all’estero e in Italia».
IL PRIMO CONTATTO – «Il lunedì dopo la partita persa con il Bologna. Ci siamo visti prima a Roma con Ghisolfi, con il quale si sono create le condizioni per andare Londra. C’è stata subito sintonia, sin dall’incontro con il diesse a Roma. I due si sono scambiati idee su come vedevano il calcio e come poter lavorare insieme. Con Ghisolfi è stata trovata subito l’intesa, ratificata poi dall’avvocato Vitali. Posso dire che in questa trattativa non ci sono state lacune nella dirigenza giallorossa, è strutturata come tante società, non ci sono stati intoppi nei passaggi da un ruolo all’altro, non è mancato niente».
LONDRA – «Con noi è partita anche la moglie di Claudio, Rosanna. Con i Friedkin c’è stata subito empatia. Ci siamo incontrati in un albergo indicato da loro, la sera prima avevamo alloggiato in un altro hotel, nei luoghi cari a Claudio, a Chelsea. Con Dan Friedkin c’erano i figli Ryan e Corbin. Loro ci tengono tantissimo alla Roma. Dan ha esordito così: “Io non posso pensare che non dormo la notte perché Roma caput mundi nel calcio non riesce a vincere. Ho messo soldi e passione, non ci sto ad arrivare settimo o ottavo”. A quel tavolo ho visto gente che è tifosissima della Roma. Il livello dell’incontro è stato molto alto, loro conoscevano già Claudio per la sua storia, la struttura dirigenziale è molto solida, è gente che va dritta per raggiungere l’obiettivo».
IL TEMA DELL’ORGANICO – «Di questo ha già parlato Claudio in conferenza stampa. A cominciare da Dybala. Loro non hanno detto quando torneranno in Italia, ma abbiamo avuto la netta sensazione che vogliono fare grandi cose per la Roma. C’è stata subito grande sincerità tra Claudio e il presidente».

Pescara-Milan Futuro: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Adriatico andrà in scena la sfida di Serie C Pescara-Milan Futuro: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadio Adriatico di Pescara si giocherà la gara valevole per il recupero della 9ª giornata di Serie C tra Pescara-Milan Futuro. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

PESCARA (4-3-3): Plizzari; Staver, Brosco, Pellacani, Crialese; Valzania, Squizzato, Meazzi; Merola, Vergani, Cangiano. All. Baldini.

MILAN FUTURO (4-3-3): Torriani; Magni, Zukic, Bartesaghi, Ballo-Touré; Malaspina, Sandri, Zeroli; Jimenez, Longo, Traorè. All. Bonera.

Orario e dove vederla in tv

Pescara-Milan Futuro si gioca alle ore 20:30 di giovedì 21 novembre per il recupero della nona giornata di campionato di Serie C. Verrà trasmessa in esclusiva Sky sui canali Sky Sport Max e su Sky Sport 251. Per vedere la partita in streaming, sarà possibile per i clienti su Sky su Sky GO e per i clienti NOW TV.

Torino, Antonio Donnarumma di nuovo papà: arriva il comunicato del club granata per il portiere

Antonio Donnarumma è diventato padre per la terza volta, vediamo il bellissimo comunicato del club granata dedicato al portiere, da oggi neo-papà 

Un fiocco rosa dovrà essere appeso sulla porta di Via Viotti, sede – da ormai all’incirca un anno – del Torino Fc. È nata infatti Gaia Donnarumma, terzogenita del portiere Antonio. A rendere nota la notizia ci ha pensato direttamente il club, con un comunicato apparso sui portali ufficiali della scuderia piemontese intorno alle 11 di stamane, giovedì 21 novembre 2024. Nella nota, ecco i puntuali auguri da parte della società, rivolti per l’appunto al proprio tesserato.

Donnarumma, fratello dell’ex Milan Gianluigi ora in forza al Paris Saint-Germain, è approdato al Torino lo scorso agosto. All’ombra della Mole ricopre il ruolo di terzo portiere, alle spalle dei compagni Vanja Milinkovic Savic e Alberto Paleari. Nella più che decennale carriera il classe ’90 di Castellammare di Stabia vanta esperienze (tra le tante) al Genoa e al Padova, oltre che nello stesso Milan. Vediamo quindi il prima citato messaggio del Torino per la nascita della figlia Gaia.

COMUNICATO TORINO ANTONIO DONNARUMMA – «Fiocco rosa in casa granata. E’ nata Gaia Donnarumma, terzogenita di Antonio Donnarumma, accolta dal fratellino Mattia e dalla sorellina Sofia. Ad Antonio e alla moglie Stefania le congratulazioni e l’affettuoso abbraccio di tutto il Torino Football Club».

Arsenal-Juve Women: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Emirates Stadium la sfida di Champions League Arsenal-Juve Women: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Emirates Stadium di Londra si giocherà la gara valevole per la quarta giornata dei gironi di Champions League tra Arsenal-Juve Women. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

ARSENAL (4-2-3-1): Zinsberger; Fox, Williamson, Catley, McCabe; Little, Walti; Mead, Maanum, Foord; Russo.

JUVENTUS WOMEN (3-4-3): Proulx; Kullberg, Calligaris, Cascarino; Thomas, Bennison, Schatzer, Krumbiegel; Lehmann, Girelli, Bonansea.

Orario e dove vederla in tv

Arsenal-Juve Women si gioca alle ore 21:00 di giovedì 21 novembre per la quarta giornata dei gironi di Champions League. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Genoa, prove di disgelo tra Vieira e Balotelli? – FOTO

Genoa, prove di disgelo tra Patrick Vieira e Mario Balotelli dopo le incomprensioni ai tempi del Nizza: le foto dal primo allenamento

Nella settimana che porta al match contro il Cagliari, tutte le attenzioni in casa Genoa sono state rivolte al rapporto tra Patrick Vieira e Mario Balotelli, dopo i contrasti risalenti ai tempi del Nizza, in cui il tecnico aveva dichiarato che l’attaccante non poteva giocare a sport di squadra, mentre Super Mario lo accusava di essere il motivo per cui aveva lasciato il club francese.

Come riportato da Tuttosport, non è chiaro se i due si siano abbracciati al primo incontro, ma si sarebbero sentiti telefonicamente prima dell’arrivo del tecnico francese. Al centro sportivo Signorini, le immagini hanno mostrato un dialogo intenso tra allenatore e attaccante. Ora, il campo attende una risposta definitiva.

Hien: «Facevo l’attaccante, oggi con Gasperini lavoro per migliorarmi come difensore. Si percepisce che l’Atalanta è forte per un aspetto. A Parma sarà dura vincere»

Le parole di Isak Hien, difensore dell’Atalanta, sul suo ruolo in campo, sul rapporto con Gasperini e su come si trova nella Dea

Isak Hien, arrivato in Italia con il Verona e oggi punto di forza della difesa dell’Atalanta, ha raccontato la sua esperienza a La Gazzetta dello Sport.

6 ANNI FA GIOCAVA IN ATTACCO – «Sì, ma non segnavo e con il mio allenatore dell’epoca abbiamo pensato a come trovare una soluzione…».

LA SOCIETA’ – «È importante vederli e sentirli sempre vicini, ci sono proprio fisicamente a Zingonia durante la settimana. Si sente aria di famiglia, senza scordare i tifosi. Qui si è tutti uniti sia quando si vince sia quando si perde».

SU COSA LAVORA CON GASPERINI – «Su diversi dettagli. Faccio un esempio: la posizione in marcatura sui duelli di testa. Avevo l’abitudine a stare alle spalle del centravanti, qui lavoro molto a starci di fianco. L’obiettivo è cercare l’anticipo, ma stando lateralmente abbiamo una visuale differente anche per scegliere se provarci o attendere. Ho imparato anche da Djimsiti e Kolasinac».

PARMA-ATALANTA – «Dobbiamo mettere il massimo dell’attenzione in questa partita. Sarà tosta, quest’estate in amichevole abbiamo visto che è una squadra fortissima (vittoria emiliana per 4-1 nel giorno del ko di Gianluca Scamacca, ndr). Per prendere punti dovremo dare il massimo. Non abbiamo vinto prima di scendere in campo, dobbiamo giocarla e anche bene per non prendere gol».

NESSUN GOL INCASSATO IN CHAMPIONS – «Penso che per tutti i nostri avversari sia dura affrontarci. Lo percepivo anche io quando ero nel Verona: l’Atalanta era ed è una squadra forte, di qualità, che lotta sempre come se dovesse salvarsi».

GIOCARE OGNI 3 GIORNI É UN PROBLEMA – «No, per me non è un problema avere un ritmo così. La cosa fondamentale è riposare bene alla fine di ogni stagione».

Dallinga: «Bologna, anche Zirkzee iniziò con problemi come me. In Champions League possiamo ancora giocarcela. E io voglio assolutamente vincere un trofeo, è possibile»

Le parole di Thijs Dallinga, attaccante del Bologna, sul momento molto difficile di adattamento al campionato italiano

Thijs Dallinga non ha ancora lasciato un segno in Serie A. Nessun gol e molte prestazioni decisamente bocciate dalla critica. L’attaccante olandese del Bologna, arrivato dal Tolosa, è stato intervistato dal Corriere dello Sport.

ANCHE ZIRKZEE PARTI’ MALE – «Sì, ho sentito che anche lui ha avuto problemi alla sua prima stagione qui. Penso che siamo due persone completamente diverse, ma forse alcuni dei piccoli problemi iniziali che ho io adesso sono gli stessi. Questo è il calcio. Non hai tempo di adattarti: il tuo club paga tanti soldi per te, le persone si aspettano che vai a segno e giochi bene direttamente e ti supportano; per questa ragione voglio fare lo stesso e se rimango positivo posso ripagare il Bologna».

IL LILLA PROSSIMO AVVERSARIO IN CHAMPIONS – «Sono cambiati abbastanza. Il loro giovane centrale è andato al Manchester United, ma penso che siano rimasti molto fisici. Poi certamente ogni difesa ha i suoi punti deboli, dobbiamo analizzarli e sfruttarli a nostro vantaggio».

DIFFERENZE COL MONACO – «Il Monaco ha più qualità, ma il Lilla ha comunque ottime doti. Certo, possiamo vincere».

PROSPETTIVE IN EUROPA – «In Europa finora il periodo è stato difficile. Ancora non abbiamo segnato, ma il momento può cambiare molto velocemente. Questo format ti dà ancora la possibilità di andare avanti. I giochi non sono ancora fatti, abbiamo ancora tempo e partite per passare il turno».

GLI OBIETTIVI DEL BOLOGNA – «Ci sono tante cose per cui lottare questa stagione. Il sogno è vincere la Coppa Italia, andare avanti in Champions League e arrivare il più in alto possibile in serie A. Mentre a livello personale voglio tornare in campo e fare quello che ho fatto la scorsa stagione».

IL TOLOSA – «A Tolosa non eravamo tra le top favorite, ma la coppa porta qualcosa di speciale, qui la gente si aspetta di più che al Tolosa e abbiamo una buona possibilità di fare davvero bene in Coppa Italia. Vedremo dove possiamo arrivare: noi giochiamo per vincerla».

Vincenzo Pincolini: «Per evitare gli infortuni bisogna fare grande attenzione al minutaggio e alla vita dei calciatori. Si gioca troppo? Ve lo spiego con le serie tv…»

Le parole di Vincenzo Pincolini, preparatore atletico, sulle partite sempre più numerose nei calendari: l’importanza di gestire il minutaggio

Si gioca troppo? Cosa fare per evitare gli infortuni che stanno caratterizzando i club più impegnati? Risponde ai quesiti su La Gazzetta dello Sport Vincenzo Pincolini, storico preparatore atletico, impegnato attualmente con la nazionale della Lettonia.

L’IMPORTANZA DEL MINUTAGGIO – «Tra giocare 60 minuti o farne 90 c’è una differenza enorme, anche per prevenire gli infortuni degli atleti. Mi aspetto che certi titolari finiranno per giocare stabilmente un’ora, non di più. Diventa davvero vitale la possibilità di dare minuti a tutti e le 5 sostituzioni sono un bel vantaggio per i tecnici. Per fortuna, tutte le squadre coinvolte hanno rose profonde e di livello per reggere, ma mai come in questo periodo storico serve un approccio olistico alla vita dei calciatori. Sonno, cibo, allenamento, recupero, partita: tutto si tiene insieme, tutto va collegato per resistere a uno stress così forte».

SI GIOCA TROPPO – «Una serie tv che si allunga con troppi episodi a me non piace. Meglio quelle brevi, in cui le puntate diventano eventi… E poi gli stessi atleti non mi sembrano così felici».

Reichart (A22): «La Superlega sarà gratis per i tifosi ed ha un format modificabile. Vogliamo restituire il calcio ai club e ai tifosi. La nuova Champions non piace per questo motivo»

Le parole di Bernd Reichart, amministratore delegato di A22, società della Superlega, sugli obiettivi futuri e la nuova Champions League

Bernd Reichart è l’amministratore delegato di A22, la società costituita per promuovere e sponsorizzare la Superlega. Oggi interviene su Tuttosport attaccando la formula della nuova Champions e facendo il punto sulla creatura che sta cercando di far nascere.

IL CALCIO COSTA TROPPO – «Se lo si semplifica: sempre meno tifosi pagano sempre di più. Questo è il problema principale dell’equazione. I tifosi si allontanano dal calcio o vengono spinti verso la pirateria. Ma anche il settore cinematografico o musicale hanno vissuto la minaccia, per loro esistenziale, della pirateria e lo hanno risolto anni fa fornendo agli utenti un’offerta legale conveniente, economica e attraente tramite lo streaming. Anche la nostra soluzione per le competizioni europee per club è semplice: vogliamo offrire ai tifosi la migliore competizione calcistica del mondo, trasmettere le partite in diretta gratuitamente o con funzioni premium aggiuntive in un abbonamento economico, il tutto su un’unica piattaforma, che chiamiamo Unify. Questo aumenterà sicuramente il coinvolgimento dei tifosi in tutti i modi possibili. Un ecosistema sano è chiaro per i club. Il coinvolgimento dei tifosi è il fattore chiave per la sostenibilità fi nanziaria. Il modello di business complessivo si baserà quindi sui ricavi da pubblicità e abbonamenti (come oggi, ma senza intermediari e su scala molto più ampia) e sui ricavi legati alla più grande base di tifosi globale a cui i club abbiano mai avuto accesso».

UNIFY – «Credo che Unify cambierà completamente il modo in cui i tifosi guardano il calcio a casa. Usa nuove tecnologie già collauda te per offrire un’esperienza accessibile ai tifosi. Offrirà la qualità, la varietà dei contenuti e la comodità per gli utenti, in particolare per i giovani spettatori già abituati all’offerta di contenuti delle piattaforme di intrattenimento globali».

UNA APP GLOBALE – «Fuori dal calcio sono in molti: siamo alla seconda o terza ondata di streamer globali che seguono il percorso di Netflix, Amazon e Disney+, come HBO Max, Paramount+, Peacock… o le solu ioni di streaming nazionali lanciate dalle emittenti storiche. Negli altri sport l’NBA, la Formula1, la NFL+: sono tutti titolari di diritti che possiedono e gestiscono piattaforme di streaming che stanno diventando sempre più importanti per la loro distribuzione globale».

I CLUB CHE NON VOGLIONO LA SUPERLEGA – «Potrebbero essercene ancora alcuni. Più i dirigenti sono vicini al centro di potere dell’attuale monopolio, più è difficile per loro immaginare un’alternativa alla competizione Uefa gestita e governata dai club. Ma all’interno della grande maggioranza dei club con cui abbiamo parlato, c’è un consenso molto chiaro: tutti concordano sul fatto che l’ambiente attuale ha bisogno di soluzioni e riforme».

LA NUOVA CHAMPIONS LEAGUE – «Personalmente non mi piace, perché non piace ai tifosi. Sembra che ogni club giochi una competizione a sé stante, scollegata l’una dall’altra, ma inserita in un unico grande tabellone. Anche la mancanza del concetto di andata e ritorno è percepita come un’ingiusta abolizione di una tradizione. E si sta generando un numero ancora maggiore di partite senza uno vero scopo, più insignificanti di prima».

IL FORMAT DELLA SUPERLEGA – «Abbiamo sempre dichiarato che la nostra proposta è una proposta. E lo pensiamo davvero. Quindi è ovviamente modificabile. Il nostro obiettivo finale è creare competizioni europee per club gestite dai club per i club».

Crespo: «Lautaro ha più qualità di Lukaku per queste cose. Il gol al Perù dice tutto di lui. Pochi gol in Serie A? Nessun problema. Il Napoli è in testa, ma l’Inter saprà rispondere»

Le parole di Hernan Crespo, ex attaccante di Inter e Argentina, su Lautaro Martinez: brilla in nazionale, fatica in nerazzurro

Hernan Crespo, bomber argentino che in Italia ha segnato caterve di gol, ragiona su La Gazzetta dello Sport a proposito del mistero Lautaro. Ovvero quello di un attaccante che in patria brilla con la maglia della nazionale, mentre in Italia non è più letale come l’anno scorso con quella dell’Inter.

IL GOL AL PERU’ IN MEZZA ROVESCIATA – «Nel gesto di Lautaro c’è tutto il suo repertorio: senso della posizione, perché lui sa sempre dove mettersi in area; furbizia nell’anticipare l’intervento del difensore; bravura in acrobazia e ottima tecnica. Lo ripeto ancora una volta: Lautaro è una punta completa, sa fare tutto».

SOLO 5 GOL CON L’INTER – «Ci sta che un attaccante, pur bravo come Lautaro, possa attraversare un periodo in cui segna con minore frequenza. Ma ciò non vuole dire che bisogna criticarlo, perché criticare Lautaro sarebbe una bestemmia. Lui è un vero trascinatore, sia nell’Inter sia in nazionale. Ha acquisito una sicurezza nei propri mezzi che gli consente di guidare i compagni, di fare quei movimenti che sono utili alla squadra per lo sviluppo della manovra. Non bada soltanto al gol, alla soddisfazione personale, pensa anche al collettivo. È un attaccante moderno».

IL NAPOLI É IN TESTA – «È ancora presto, i conti si fanno in primavera quando ci sarà la grande volata. Adesso il Napoli è avvantaggiato perché non ha gli impegni internazionali, ma penso che l’Inter saprà trovare l’equilibrio nella gestione dei giocatori e così avrà la possibilità di allungare».

COSA PIACE DI LAUTARO – «Quando si giudica un attaccante, bisogna innanzitutto guardare quanti gol fa. E Lautaro ne fa parecchi. E poi si deve osservare il suo impatto sulla squadra, e mi sembra che Lautaro stia dimostrando quanto la sua presenza sia importante per l’Inter e per l’Argentina. Con il pallone tra i piedi è bravo di destro, di sinistro, nel dribbling, è abile di testa e conosce il gioco. Possiamo chiedere di più a un centravanti?».

LAUTARO E LUKAKU – «È molto più difficile fermare Lautaro, perché ha più qualità. Lukaku si basa solo sulla potenza, Lautaro è decisamente più completo».

All Blacks nello stadio della Juve, John Kirwan: «Sarà una esperienza bellissima, Del Piero sarebbe stato un ottimo 10 anche nel Rugby»

Le parole di John Kirwan, doppio ex degli All Blacks e dell’Italia, in vista della sfida di rugby allo stadio della Juve

Sabato sera all’Allianz Stadium di Torino, impianto della Juve, ospiterà la sfida di Rugby tra gli All Blacks e Italia. Della partita di quelli tutti in nero a casa dei bianconeri, ne ha parlato al La Stampa John Kirwan, doppio ex della sfida: ex stella dei neozelandesi con un passato da allenatore degli Azzurri.

ALL BLACK ALL’ALLIANZ STADIUM – «Bellissimo giocare nello stadio della Juventus, tutta la mia famiglia è juventina. Mio figlio Nico quando aveva 5 anni tornò a casa e mi disse: papà, tifo per la Juventus. Ma come, gli risposi, abitiamo a Treviso, a quattro ore e mezza di macchina… Non avevo capito come funziona in Italia».

FIGLIO NICO CALCIATORE – «Sì, terzino sinistro e capitano del Padova. Io sono amico di Alex Del Piero che verrà a vedere la partita. È un grande appassionato di rugby, sarebbe stato un10 perfetto anche con la palla ovale».

L’ALTRO FIGLIO CYCLOR DI LUNA ROSSA – «Mi piace il calcio e sono andato a Barcellona a guardare la vela, ma non ci capisco niente, meglio che sto zitto. Francesca sei mesi fa mi ha dato un nipotino, e gli ho subito regalato una palla ovale. Ma porca miseria, mi sono detto, possibile che in famiglia non ci sia neanche un rugbista?».

PERCHÉ VEDERE LA PARTITA DELL’ALLIANZ «Perché c’è l’haka, che è la nostra religione, e perché gli “ABs” dopo vent’anni hanno iniziato una nuova strada. Stanno cercando una nuova identità: come l’Italia del calcio. Il nuovo ct Scott Robertson ha una visione più aperta e moderna, ha impostato un gioco diverso che a me piace tanto, fatto di velocità e qualità individuali».

CHI VINCE – «Gli All Blacks, e bene. L’Italia può fare una grande partita come nel 2009 a San Siro. Ormai sono un po’ latino anch’io, so che dipende da come si presenterà la squadra. Ma sono convinto che daranno tutto. Spero in un grande spettacolo».

Fantacalcio – vogliamo solo calcolare

Fantacalcio – vogliamo solo calcolare: un ode alla sfida tra Milan e Juve di sabato nel preserale di San Siro

Kalulu che marca Morata.
Maignan che si ritrova Cambiaso.
Weah contro il passato del papà.
Locatelli contro il suo stesso passato.
Il Milan contro la Juventus.
Quante storie di vita, quanti temi affascinanti, quanta poesia in questa partita…
Sì.
E chissenefrega.
Il romanticismo lo lasciamo alle donne e agli uomini che non si decidono ad abbandonare l’arte e l’empatia.
Noi siamo fantacalcisti.
Per noi solo numeri. Solo la matematica di base vogliamo.
La poesia ci fa schifo.

Gila: «Con Sarri è stata dura, sono ricorso allo psicologo; Baroni? Ha molta umiltà e ci vuole bene; ecco un mio pregio e un difetto»

Le parole di Gila, difensore della Lazio: «Dobbiamo cercare di tornare in Champions. Sono convinto che possiamo vivere una stagione importante»

Dalla cantera del Real Madrid alla Lazio, il rapporto con Sarri e poi con Baroni, il sogno della nazionale spagnola e molto altro: Gila, difensore biancoceleste, si racconta a La Repubblica. Di seguito le sue parole.

DEBUTTO REAL MADRID – «Il Real era il club dei miei sogni, il numero uno al mondo. Nel giro di due stagioni, dai 16 ai 18 anni, mi sono ritrovato dal settore giovanile di una piccola società, il Mollet, a un’ora da casa mia, all’Espanyol e poi all’accademia del Real. Un salto complicato da gestire per un giovane che non è cresciuto nel vivaio di una big».

GESTIRE IL PASSAGGIO AL REAL – «Pensando ai miei genitori. Mio padre lavora in una compagnia automobilistica, mia madre in un’azienda di energie rinnovabili, loro mi hanno insegnato a non perdere mai il contatto con la realtà, a non ingannare me stesso».

DEBUTTO CON ANCELOTTI – «Il suo calcio è semplice, i difensori difendono e gli attaccanti devono fare gol. In più Ancelotti ha la capacità di creare amore all’interno del gruppo, hai un amico in più nello spogliatoio. E in questo oggi Baroni me lo ricorda molto».

COSA HA DI SPECIALE BARONI – «L’umiltà. Ci sono tecnici che dicono subito “qui comando io” e si comportano di conseguenza. Lui è diverso, ti vuole bene, coinvolge tutti, comprende le necessità di ciascuno di noi. Ecco perché nella Lazio chi entra dà sempre il 100%».

SI ASPETTAVA LA LAZIO COSI’ IN ALTO – «Sinceramente no. Venivamo da una stagione difficile, due allenatori si sono dimessi, non pensavo che i risultati sarebbero arrivati così presto. Quest’anno possiamo realizzare qualcosa di bello».

SECONDI IN CLASSIFICA – «Capisco dove vuole arrivare. No, lo scudetto è un concetto lontano: non dico che sia impossibile, ma la squadra non è stata costruita per quello. Dobbiamo cercare di tornare in Champions. E in ogni caso sono convinto che possiamo vivere una stagione importante».

AUTOGOL JUVE – «Sì, sono cose che possono succedere. Però ringrazio i tifosi della Lazio, il loro sostegno dopo quell’episodio è stato decisivo».

RAPPORTO CON SARRI – «Non ho giocato per più di un anno, non mi dava fiducia. All’inizio l’ho presa male, ero arrivato alla Lazio con tante aspettative ed è stata dura, mi ero intristito, mi sentivo in un tunnel. In quel periodo ho avuto bisogno dell’aiuto di uno psicologo, è stato fondamentale, mi ha insegnato a vedere le cose in modo positivo. Sarri aveva le sue ragioni, non ero un top e dovevo crescere, ora lo ringrazio perché mi ha insegnato tanto a livello tattico. Sono maturato parecchio da allora».

NAZIONALE – «Giocare con la Spagna resta un mio obiettivo. Aspetto una chiamata, spero che prima o poi arrivi. Ma vedo il positivo, come nel caso di Sarri (sorride, ndr): significa che devo migliorare ancora, lavoro ogni giorno per diventare più forte».

PREGIO E DIFETTO – «Il primo: la ferocia nel vincere i duelli individuali, lo spirito competitivo. Il secondo: l’eccesso di sicurezza mi porta a commettere qualche errore. Nel Castilla mi capitava spesso, ora molto meno».

MERCATO – «Io sono felicissimo qui: voglio aiutare la Lazio a qualificarsi per la Champions e a vincere trofei. Poi certo, il mio futuro è lì, a Madrid, ma c’è tempo: tra l’altro la mia idea è tornare al Real quando sarò pronto per fare il titolare».

BARONI ALLENATORE – «Ho visto dei filmati, era bravo eh. Ha segnato pure il gol del secondo scudetto nel Napoli di Maradona. È un privilegio avere un allenatore con tanta esperienza, ogni giorno mi aiuta a migliorare».

ALLUVIONE VALENCIA – «Quello che è successo è stato un dramma per tutti noi spagnoli, lo porteremo dentro di noi per sempre. Nel momento più buio, io ero a Como con la Lazio: avevo preparato una maglietta con una dedica, l’avrei mostrata se avessi segnato. Ma il popolo salva il popolo, io credo in questo concetto e sono convinto che a Valencia andrà così».

Milan Juve, Zambrotta: «I rossoneri hanno vinto il derby da sfavoriti ma hanno perso punti pesanti. Fonseca, Leao, Theo, Yildiz, Koop e Motta: ecco cosa penso…»

Milan Juve, le parole del del doppio ex Gianluca Zambrotta in vista della partita di San Siro del preserale del sabato di Serie A

Gianluca Zambrotta ha giocato sia nel Milan che nella Juve, le due squadre che sabato alle ore 18 si affronteranno a San Siro. L’esterno campione del mondo 2006 ne ha parlato con La Gazzetta dello Sport.

CHI HA PIU’ DA PERDERE – «La classifica è evidentemente più deficitaria per il Milan, che è un po’ in difficoltà. La Juve è lì, in quel club di sei squadre divise da due punti. Poi, certo, il Milan ha una partita in meno, e ha la possibilità di giocare in casa con lo stadio pieno. Però, di base, sono i rossoneri a dover dare qualcosa in più in questo momento. Il Milan ha vinto il derby dove non era favorito, ma ha perso punti malamente con il Napoli, e anche con Parma e Cagliari. Punti che una squadra con certe ambizioni non può permettersi di lasciare per strada».

FONSECA E LEAO – «Per un allenatore ciò che conta è il gruppo. Se si inizia a incrinare la credibilità all’interno del gruppo, poi è difficile recuperarla».

THEO HERNANDEZ – «Lui e Leao sono quelli con più talento nel Milan, quello che manca per essere dei fuoriclasse è la continuità. Non puoi fare la differenza solo ogni tanto. Gli esempi a cui ispirarsi? Del Piero, Pirlo, Seedorf: erano sempre sul pezzo».

YILDIZ – «Io l’ho sempre visto fare la differenza più da laterale, sulla trequarti, che in mezzo. Il problema è che non gli si può chiedere di coprire tutta la fascia».

KOOP NON É QUELLO DI BERGAMO – «Fin qui non lo è stato perché…è difficile ripetere una stagione così strepitosa. Serve ancora un po’ di ambientamento, si adatta benissimo all’idea di calcio di Thiago»

THIAGO MOTTA – «In campo era molto intelligente e tattico: piede e qualità, qualcosa che sta riportando nel ruolo da allenatore. Ora, poi, lo vedo molto più calmo e riflessivo. Mi piacciono la sua serenità e il sangue freddo. In campo era sicuramente più fumantino…».

CHE GARA SARA’ – «Speriamo sia come Inter-Juve… Bisogna solo capire quanto entrambe avranno paura di esporsi».

Corsa Scudetto, da qui a marzo senza respiro: le insidie

Riparte sabato la corsa Scudetto e si fermerà solo a marzo con la prossima sosta nazionali: le insidie per il Napoli e le inseguitrici

Si incomincia sabato e si staccherà solo a marzo: inizia la fase più calda della corsa Scudetto, in cui le squadre dovranno scendere in campo ad un ritmo di una partita ogni 4 giorni: il Napoli per provare a mettere spazio sulle inseguitrici, il gruppone di testa intenzionato a non lasciare la presa.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il Napoli ha un grosso vantaggio nell’assenza delle partite europee: mentre Atalanta, Fiorentina, Inter, Juve, Lazio e Milan saranno impegnate anche dal martedì al giovedi è in Champions, Europa e Conference League, la squadra di Conte ha solo la Coppa Italia come obiettivo extra campionato: questo porta i partenopei a dover scendere in campo 19 volte da qui a marzo, 10 partite in meno rispetto ai nerazzurri. E per le inseguitrici c’è anche l’incognita playoff: ad oggi solo la squadra di Mancini e quella di Baroni sembrano in una posizione abbastanza sicura per riuscire ad evitare di mettere in calendario altre due partite europee.

Roma, con Ranieri i Friedkin preparano nuovi grossi investimenti già a gennaio

Ranieri e Friedkin pronti a rilanciare la Roma: il tecnico si prepara al debutto, ma intanto discute da dirigente con gli americani, pronti a investire

La Roma con l’arrivo di Ranieri prepara e progetta una nuova campagna di rilancio sia in campo che sul mercato. Come riportato dal Corriere dello Sport, il tecnico è arrivato per risolvere nell’immediato il problema della panchina giallorossa, ma per il futuro il suo profilo glocal – internazionale, ma irrimediabilmente romano – sarà una chiave per organizzare la dirigenza. Intanto i Friedkin gli hanno confermato come la Roma rimane la priorità della famiglia americana, mentre l’acquisizione dell’Everton rientra di più in una logica di gruppo.

L’obiettivo è quello di tornare a competere in Champions League, da cui manca dalla stagione 2018/19. Per questo motivo i Friedkin sono pronti a riaprire il portafoglio per rinforzare la rosa già nella prossima finestra di mercato. Intanto, sempre in ottica di mercato e di restyling della dirigenza, Ghisolfi ha rivoluzionato l’area scouting, mettendoci a capo Andrea Iore.

Napoli, Conte può sorridere: contro la Roma squadra al gran completo

Il Napoli a pieno regime si prepara ad affrontare la Roma, Conte soddisfatto: la sosta nazionali non ha fatto vittime e avrà tutta la rosa a disposizione

Il Napoli al lavoro sotto la guida di Antonio Conte per riprendere il cammino in Serie A che vede i partenopei primi dietro ad un nutrito gruppo di inseguitrici. Domenica alle 18.00 al Maradona affronterà la Roma alla prima uscita dopo l’esonero di Juric e l’arrivo di Ranieri.

Per l’occasione, come riportato da Tuttosport, il tecnico salentino può sorridere: avrà infatti a disposizione tutta la rosa, compresi Lukaku e McTominay. Questi due erano in dubbio dopo che entrambi avevano avuto dei problemi fisici con le rispettive nazionali, ma gli esami non hanno rivelato infortuni e così saranno entrambi arruolabili per la sfida ai giallorossi. Era dello scorso 4 ottobre che Conte aveva avuto a disposizione tutti i suoi effettivi.

Le prime pagine sportive nazionali – 21 novembre

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Real Madrid, si avvicina il ritorno in campo di Alaba dopo l’infortunio: la situazione

Le ultime sul possibile ritorno in campo di David Alaba, difensore centrale austriaco del Real Madrid, dopo il grave infortunio al ginocchio

Secondo quanto riportato da As, è sempre più vicino il ritorno in campo di David Alaba dopo il grave infortunio al ginocchio. Il difensore centrale austriaco sta infatti riprendendo ad allenarsi e presto potrebbe tornare a disposizione di Carlo Ancelotti e del Real Madrid.

Una pedina fondamentale per l’allenatore ex Milan, che deve far fronte a una serie di infortuni che hanno decimato la sua rosa.

Roma, Dybala ancora a parte: la situazione per il Napoli

Le ultime sulle condizioni di Paulo Dybala, attaccante argentino della Roma, in vista della sfida contro il Napoli. Tutti i dettagli

Arrivano novità importanti dall’allenamento odierno della Roma in vista del ritorno della Serie A contro il Napoli. A Trigoria la squadra ha svolto sia un lavoro atletico che tecnico con un ampio torello, con la squadra schierata sul cerchio di centrocampo.

Per quanto riguarda le situazioni individuali non si sono allenati con il resto del gruppo Dybala, Hummels ed Herrmoso. Si è rivisto invece con i compagni Manu Koné. Assenti anche Artem Dovbyk, Celik e Leandro Paredes che hanno giocato ieri sera con le rispettive nazionali.

Bologna, Odgaard: «Siamo ancora vivi anche in Champions, tra Italiano e Motta è cambiato questo…»

Le parole di Jens Odgaard, attaccante del Bologna, sulle difficoltà affrontate all’inizio della stagione in rossoblù. I dettagli in merito

Jesper Karlsson ha parlato al Corriere di Bologna della sua crescita al Bologna.

VITTORIA A ROMA – «La vittoria di Roma, che ci ha lasciato davvero delle ottime sensazioni anche per il modo in cui ce lo siamo preso. Cresciamo di partita in partita, un po’ alla volta ma in maniera costante».

OBIETTIVO – «Ragioniamo gara per gara: l’obiettivo è preparare al meglio ogni match e andare in campo per vincere».

DIFFERENZE TRA MOTTA E ITALIANO – «Tutti e due sono molto bravi in entrambi gli aspetti, le loro filosofie sono un po’ diverse ma la base è abbastanza simile. Il dominio del gioco è qualcosa che continuiamo a perseguire, così come restano basilari le uscite dal bassa palla al piede, ma con Italiano tendiamo ad andare più rapidamente in verticale, il suo è un tipo di calcio più diretto».

CHAMPIONS LEAGUE – «Non abbiamo intenzione di mollare. Lo vedrete già contro il Lille. Sono alla prima volta in Champions e mi regala sensazioni incredibili. Stiamo dando il 100%”. Sul ruolo da trequartista, aggiunge: “In passato l’avevo già ricoperto con buoni risultati, ma qui in Italia è la prima volta. Devo dire che in zona più centrale mi trovo decisamente a mio agio. E per me la Serie A è ancora uno dei migliori campionati in assoluto».

KARLSSON – «Il suo gol ha reso felice lui, la squadra e i tifosi, in quell’esultanza generale c’era tutto. Per un attaccante è fondamentale segnare, quando accade ti scatta dentro qualcosa in termini di mentalità e consapevolezza, infatti ora vedo Jesper più allegro e carico. Io credo in lui e gli ho detto di andare avanti così, specie in termini di prestazione, perché ha il talento e le qualità per imporsi».

Trevisani difende Italiano: «Non è apprezzato, ma guardate i risultati della Fiorentina. Quando rifaranno tre finali?»

Le parole di Riccardo Trevisani, noto giornalista e commentatore, sui risultati ottenuti da Vincenzo Italia. Tutti i dettagli in merito

Riccardo Trevisani ha analizzato a EuroCronache Svizzera-Italia.

FIORENTINA – «Firenze può continuare a sognare perché è una squadra ben allenata e ben costruita. Però se dovesse arrivare quinta teniamoci il percorso, il riscatto di Kean e tutti gli aspetti positivi perché ci sono almeno 5 squadre alle quali parti dietro, le milanesi, il Napoli, la Juve e l’Atalanta e ce ne sono anche altre due, le romane, davanti a te perciò quinto sarebbe un successo».

DIFFERENZE TRA PALLLADINO E ITALIANO – «I giocatori subisco miglioramenti con tutti e due gli allenatori nonostante siano diversi nel modo di giocare. Secondo me Italiano non è stato apprezzato per quello che ha fatto, come ho già detto richiamatemi quando la Fiorentina farà tre finali; Palladino è sveglio, educato e competente e può tirare al massimo la squadra come fatto da Motta con il Bologna lo scorso anno».

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