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Calciomercato Juve, dalla Germania non hanno dubbi: contatti per quel giocatore del Bayern Monaco, ma che concorrenza! Le ultime

Calciomercato Juve, dalla Germania la conferma: contatti per l’asso del Bayern, ma la concorrenza è agguerrita

La Juventus guarda già alla prossima stagione e, in attesa di valutare eventuali mosse nel mercato di gennaio (dove, come sottolineato dall’AD Damien Comolli, si punterà “solo alle occasioni”), la dirigenza si muove con decisione sul fronte dei parametri zero di prestigio. Dalla Germania arriva con forza un nome di grande richiamo: Serge Gnabry, trequartista e ala classe 1995 della nazionale tedesca, in scadenza di contratto con il Bayern Monaco a fine stagione.

Secondo quanto riportato dal giornalista Christian Falk, la Juventus avrebbe già avviato i contatti con l’entourage del giocatore. L’interesse dei bianconeri è concreto: portare Gnabry a Torino a parametro zero significherebbe regalare a Luciano Spalletti un rinforzo di livello internazionale per un attacco che fatica a decollare (con David in crisi e Vlahovic dal futuro incerto). Tuttavia, l’operazione si presenta complessa: la concorrenza del Liverpool è forte, con i Reds capaci di offrire ingaggi più elevati e il fascino della Premier League come ulteriore attrattiva per il tedesco.

Intanto il Bayern Monaco non resta a guardare. I bavaresi vorrebbero trattenere Gnabry e stanno preparando una proposta di rinnovo biennale, ma con un ingaggio ridotto rispetto all’attuale. Una mossa rischiosa, che potrebbe non soddisfare il giocatore e spingerlo a valutare seriamente un’esperienza all’estero, proprio ora che ha compiuto 30 anni.

La Juventus, dal canto suo, rimane vigile. L’ingaggio elevato rappresenta l’ostacolo principale, ma la possibilità di assicurarsi Gnabry senza costi di cartellino è un’occasione che intriga la dirigenza. Resta da capire se la Vecchia Signora riuscirà a superare la concorrenza del Liverpool e le resistenze del Bayern, per regalarsi un colpo di assoluto prestigio.

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Cagliari, Gaetano: «Sono molto contento delle ultime due partite. La mia posizione? E’ una sola»

Cagliari, Gaetano in un’intervista a ‘L’Unione Sarda’ si è soffermato sull’esperienza in maglia sarda. Ecco le sue parole

Gianluca Gaetano in un’intervista a ‘L’Unione Sarda’ si è soffermato sulla sua esperienza con la maglia del Cagliari.

POSIZIONI – «Di queste ultime due partite sono molto contento, ho giocato in due posizioni nuove, mi sono piaciuto. Il giorno dopo rivedo sempre la partita, analizzo tutto e vedo sia errori che cose fatte bene. Complessivamente mi sembra un buon momento».

SQUADRA – «In questi due anni e mezzo ho lavorato con tre allenatori diversi, tre squadre molto ben preparate ma quest’anno c’è molta più qualità, con Esposito e Folorunsho abbiano acquistato tantissimo, qualità ne vedo tanta».

CHI E’ GAETANO – «Attaccante neanche per idea. Con Ranieri ho fatto diversi gol e allora si è creato l’equivoco, non sono un bomber, sono un centrocampista, il mio compito è quello di far giocare bene la mia squadra». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU CAGLIARINEWS24.COM

Infortunio Dybala, l’argentino sorprende tutti: ecco quando potrebbe rientrare a disposizione di Gasperini

Infortunio Dybala: ottimismo sui tempi di recupero e possibile rientro contro il Napoli. L’argentino vuole anticipare il ritorno in campo

A Trigoria si respira un clima di fiducia, nonostante la recente battuta d’arresto dovuta al infortunio di Dybala. La Joya, protagonista di un compleanno festeggiato con i compagni al Fulvio Bernardini, ha sorpreso lo spogliatoio con un messaggio carico di determinazione: “Voglio esserci contro il Napoli, ci vediamo la prossima settimana”. Un segnale chiaro della volontà del giocatore di accelerare il percorso di recupero e tornare utile alla squadra il prima possibile.

Il problema fisico, una lesione di medio grado al bicipite femorale sinistro rimediata durante la trasferta di Milano, aveva inizialmente fatto temere una lunga assenza. Le prime stime indicavano un recupero minimo fino a metà dicembre, escludendo la possibilità di vederlo in campo prima della sfida contro il Cagliari del 7 dicembre o della gara di Champions League contro il Celtic dell’11. Tuttavia, la ripresa graduale ha sorpreso positivamente lo staff medico, grazie a una riabilitazione calibrata e metodica che ha evitato forzature o rischi di ricaduta.

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Negli ultimi giorni, Paulo Dybala ha ripreso a muoversi sul campo, svolgendo esercizi individuali personalizzati. Il lavoro mirato tra campo e palestra ha permesso di monitorare costantemente la risposta del muscolo e di evitare sovraccarichi. Gli ultimi controlli hanno confermato un quadro più positivo del previsto, dando così al tecnico e ai medici un cauto ottimismo sui tempi di rientro.

L’infortunio di Dybala potrebbe vedere una riduzione dei tempi di recupero di circa dieci giorni rispetto alle previsioni iniziali. La Joya, motivata come non mai, punta a essere disponibile già per la sfida contro il Napoli, anche solo per sedersi in panchina e dare il suo contributo nel momento del bisogno. La prossima settimana sarà cruciale: le sedute individuali proseguiranno con un carico attentamente controllato, alternando lavoro atletico e gestione muscolare, per arrivare gradualmente a esercizi con palla e movimenti tattici.

Dopo un nuovo check medico previsto nel weekend, si deciderà il passaggio al lavoro di gruppo, prima su base atletica e poi con l’integrazione completa nelle sessioni tecniche. Se tutto procederà secondo i piani, il rientro di Dybala potrebbe diventare un’arma in più per il reparto offensivo, dando a mister e compagni una valida alternativa in vista delle prossime partite.

In sintesi, l’infortunio di Dybala sembra essere ormai alle fasi finali del percorso di recupero, con un ritorno in campo che potrebbe avvenire prima del previsto, regalando alla squadra un prezioso rinforzo per la fase decisiva della stagione.?

Infortuni Milan, Allegri spera in due recuperi per il derby di domenica: come stanno e quante sono le possibilità di vederli in campo

Infortuni Milan: Allegri spera nei rientri di Rabiot e Gimenez per il derby. Le ultime sulle condizioni dei giocatori fino ad oggi indisponibili

Dopo la sconfitta per 3-2 in amichevole contro la Virtus Entella, il Milan torna al lavoro a Milanello in vista del delicato derby contro l’Inter, in programma domenica prossima. Massimiliano Allegri ha concesso tre giorni di riposo ai suoi giocatori, ma il focus principale resta aggiornare lo staff tecnico sugli infortuni del Milan, che hanno condizionato le ultime uscite della squadra rossonera.

La notizia più positiva riguarda Adrien Rabiot. Il centrocampista francese aveva saltato alcune partite a causa di una lesione al soleo rimediata con la nazionale a ottobre. Come riportato da Tuttosport, le condizioni di Rabiot sono in netto miglioramento: è atteso domani in gruppo e potrebbe essere disponibile per il derby, rappresentando un rinforzo fondamentale per il centrocampo rossonero. La sua presenza permetterebbe ad Allegri di avere maggiore equilibrio e qualità in mediana, riducendo la pressione sugli altri centrocampisti.

Un altro recupero chiave riguarda Santiago Gimenez, fermato da un problema alla caviglia. Anche in questo caso, lo staff medico rossonero è ottimista: il giocatore dovrebbe essere disponibile per la sfida contro l’Inter, completando così il quadro dei rientri più attesi. Entrambi i giocatori potrebbero cambiare le scelte tattiche di Allegri, che finora aveva dovuto adattarsi agli infortuni del Milan in diverse zone del campo.

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Il rientro dei nazionali completerà gradualmente l’organico. Domani sono attesi i primi reduci dagli impegni internazionali, tra cui Gabbia, Ricci, Maignan, Nkunku, Leao e Pavlovic. Mercoledì torneranno Modric e Odogu, mentre giovedì rientreranno gli ultimi elementi, tra cui Bartesaghi, Saelemaekers, De Winter e Athekame. Il completamento del gruppo permetterà ad Allegri di avviare la fase finale di preparazione tattica e mentale per il derby, potendo contare su quasi tutti i giocatori a disposizione.

Negli ultimi allenamenti, quindi, l’attenzione sarà tutta sugli infortuni del Milan e sui progressi dei giocatori rientrati. La presenza di Rabiot e Gimenez potrà offrire ad Allegri maggiore libertà di scelta, con possibilità di schierare la miglior formazione possibile. Dopo una fase in cui i problemi fisici hanno condizionato le scelte, il tecnico rossonero spera di affrontare il derby con quasi tutti i titolari disponibili, puntando a un successo che potrebbe rilanciare le ambizioni della squadra in campionato.

Con il ritorno dei giocatori chiave, il Milan può finalmente guardare al derby con fiducia, limitando l’impatto negativo degli infortuni del Milan che finora avevano costretto Allegri a continui adattamenti tattici.

Haaland e il curioso retroscena con Mancini: l’attaccante ha svelato cosa ha fatto il difensore dopo l’1-1

Haaland protagonista: la Norvegia travolge l’Italia 4-1 a San Siro. E nel post partita l’attaccante norvegese ha svelato un curioso retroscena

San Siro si trasforma in un teatro di dominio norvegese: l’Italia, pur già qualificata ai playoff per il Mondiale 2026, subisce una pesante sconfitta per 4-1 contro la Norvegia, con Erling Haaland assoluto protagonista della serata. Il match, inizialmente favorevole agli azzurri grazie al gol di Pio Esposito nel primo tempo, si è rapidamente trasformato in una dimostrazione di forza del centravanti del Manchester City, autore di una doppietta che ha condannato la squadra di Gattuso.

Haaland ha confermato perché è considerato uno degli attaccanti più temuti al mondo. I suoi movimenti, la rapidità negli inserimenti e la precisione nelle conclusioni hanno messo in difficoltà la difesa italiana per tutti i novanta minuti. Tra i momenti più discussi della partita c’è stato lo scontro diretto con Gianluca Mancini: il difensore della Roma si è trovato a fronteggiare la potenza fisica e la tecnica dell’attaccante norvegese, ma il centravanti non si è lasciato intimorire, trasformando ogni contrasto in occasione per segnare.

Nel post partita, Haaland ha raccontato un episodio curioso con Mancini, che ha fatto sorridere e al tempo stesso evidenziato la sua concentrazione incredibile. «Sull’1-1, ha iniziato a toccarmi il sedere e ho pensato: ‘Cosa sta facendo?’. Così mi sono ripreso e ho detto: ‘Grazie mille per la motivazione, andiamo!’. Dopo di che, ho segnato due gol e abbiamo vinto 4-1. È fantastico. Grazie a lui!», ha dichiarato Haaland, confermando la leggerezza con cui riesce a gestire anche momenti particolari della partita.

La serata di San Siro è stata, dunque, l’ennesima dimostrazione del talento devastante di Haaland, capace di incidere non solo con i gol ma anche con la presenza costante in area avversaria, costringendo gli avversari a scelte difensive rischiose. Per l’Italia, questa sconfitta rappresenta un campanello d’allarme in vista dei playoff: nonostante il secondo posto nel girone, la gestione dei centravanti di livello mondiale come Haaland dovrà essere un tema prioritario per Mancini.

Haaland non si è limitato a fare la differenza individualmente: la sua capacità di attrarre più uomini in marcatura ha aperto spazi per i compagni, evidenziando ancora una volta come la Norvegia possa contare su un tridente offensivo temibile. Dopo questa prestazione, il nome di Haaland continuerà a rimanere al centro dei discorsi di tutto il calcio europeo, pronto a incidere sia con il Manchester City sia con la sua nazionale.

Roma Women, scoppia il caso Dragoni: è successo subito dopo la partita vinta contro la Lazio. I dettagli

Roma Women: tensione post-derby tra Rossettini e il papà di Dragoni. Ecco cosa è successo dubito dopo la partita contro la Lazio. Le ultime

Momenti di tensione fuori dal comune nel post-partita del derby tra Roma Women e Lazio. Andrea Rossettini, allenatore delle giallorosse, ha dovuto attendere prima di parlare ai canali ufficiali del club a causa di un episodio insolito: il papà di Giulia Dragoni si è avvicinato al bordo del campo per esprimere a voce alta il proprio disappunto per il minutaggio della figlia. L’audio, fortunatamente non catturato integralmente dai microfoni, conteneva parole durissime: «Se lo avessimo saputo saremmo rimasti a Barcellona. Perché non fai giocare Giulia? Sei un co…e».

La scena ha attirato l’attenzione dei tifosi presenti al Tre Fontane, che stavano abbandonando lo stadio. Rossettini ha gestito la situazione con grande professionalità, fingendo di non sentire gli insulti e concentrandosi subito sulle domande dei cronisti. L’episodio, per quanto surreale, evidenzia la passione e l’attaccamento dei familiari verso le giovani promesse del calcio femminile, ma ha anche sollevato interrogativi sul rispetto dei ruoli all’interno di una squadra professionistica come le Roma Women.

Dragoni, 19 anni, è in prestito dal Barcellona per il secondo anno consecutivo. Considerata sin da bambina una delle più promettenti giovani calciatrici italiane, ha affrontato un grave infortunio alla caviglia la scorsa primavera, operata a maggio. Il rientro in campo è avvenuto a inizio ottobre, e da quel momento la giocatrice ha avuto un minutaggio regolare nelle nove partite disputate dalle Roma Women tra Serie A e Champions League. Giulia è stata titolare in tre occasioni, accumulando un totale di 383 minuti, con una media di circa 45 minuti a partita, e ritrovando la maglia della Nazionale italiana.

Rossettini, inoltre, aveva elogiato pubblicamente Dragoni solo pochi giorni prima del derby, sottolineando i progressi della giovane e il suo importante contributo alla squadra. Nonostante ciò, il comportamento del padre ha messo in luce quanto l’ambiente delle Roma Women sia molto sentito dalle famiglie dei talenti più giovani e quanto la gestione del minutaggio possa diventare un tema delicato.

In conclusione, l’episodio non ha fermato la squadra: le Roma Women continuano il loro percorso in campionato e Champions League, mentre Dragoni prosegue il recupero completo e la crescita sotto la guida attenta di Rossettini. L’attenzione mediatica su questa vicenda, tuttavia, ricorda quanto il calcio femminile stia attirando sempre più passione e interesse anche fuori dal campo.

Gila Inter, i nerazzurri non mollano il centrale spagnolo. Ma c’è un ostacolo da superare. Le ultimissime sulla trattativa

Gila Inter: il centrale spagnolo nel mirino dei nerazzurri. Sarri, però, non è intenzionato a dare il via libera. Le ultimissime

Il mercato bloccato non ha impattato solo sugli acquisti e le cessioni della Lazio, ma ha rallentato anche le questioni interne legate ai contratti. In particolare, i rinnovi sono stati congelati e ogni trattativa rimandata a tempi migliori. Tra i giocatori che più attirano l’attenzione c’è Mario Gila, il centrale spagnolo che potrebbe diventare uno degli obiettivi principali dell’Inter.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il club nerazzurro sta seguendo con grande interesse Gila. Il difensore, sotto contratto con la Lazio fino al 2027, è considerato un profilo appetibile, soprattutto grazie alla possibilità di sfruttare i canali già aperti con il manager di Lautaro Martinez, lo stesso che segue il giocatore spagnolo. Tuttavia, per convincere Lotito a lasciar partire Gila serviranno offerte molto sostanziose, perché il centrale rappresenta uno dei pilastri della difesa biancoceleste.

Mario Gila non ha mai fatto pressioni per cambiare aria né ha manifestato malumori nello spogliatoio. Questo atteggiamento professionale lo rende ancora più prezioso per la Lazio, ma al contempo aumenta il rischio che, con il passare del tempo, la società abbia meno margini di manovra per trattenerlo. Maurizio Sarri, consapevole dell’importanza del difensore, spinge per la sua permanenza, considerando Gila fondamentale in un reparto che al momento è tra i più solidi della rosa. Smantellarlo significherebbe compromettere parte del lavoro tattico della squadra.

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In un contesto di mercato a saldo zero, i rinnovi dei giocatori come Gila potrebbero essere effettuati solo mantenendo gli attuali ingaggi, senza aumenti significativi. L’unica eccezione riguarda la possibilità di utilizzare i ricavi derivanti dalle cessioni per finanziare nuovi contratti, una strada che potrebbe permettere alla Lazio di trattenere il difensore senza compromettere il bilancio.

Il futuro di Gila resta dunque una delle questioni più delicate per la società biancoceleste. Da una parte, il centrale è un perno difensivo indispensabile per Sarri; dall’altra, l’interesse dei nerazzurri è concreto e potrebbe portare a trattative intense nei prossimi mesi. La gestione del contratto e delle richieste del mercato diventerà determinante per capire se Gila continuerà a essere il cuore della difesa della Lazio o se passerà all’Inter, aprendo così una nuova fase della sua carriera.

In sintesi, il destino di Gila è sospeso tra l’attaccamento alla Lazio e l’interesse concreto dei campioni d’Italia, con la società chiamata a decidere se trattenere uno dei suoi migliori difensori o cederlo in cambio di un’offerta importante.

Como, i numeri premiano il lavoro di Fabregas: una crescita impressionante e il futuro diventa più roseo

Como, crescita impressionante: doppio dei punti rispetto alla scorsa stagione. Ora il sogno Europa non è davvero impossibile. Le ultime

In una Serie A dove molte squadre faticano a migliorare rispetto alla passata stagione, il Como si distingue come un vero caso virtuoso. Dopo undici giornate, i lariani hanno infatti accumulato diciotto punti, il doppio rispetto ai nove raccolti nello stesso periodo dello scorso anno. Un balzo notevole in un campionato complessivamente più rallentato, che pochi club sono riusciti a realizzare.

Come riportato oggi da La Provincia, soltanto sei squadre hanno fatto meglio rispetto alla scorsa stagione. La Roma guida la classifica dei miglioramenti con un incremento di undici punti, seguita dal Como. Milan, Bologna, Lecce e Cagliari registrano progressi più contenuti, mentre ben nove club hanno visto peggiorare il proprio rendimento, con la Fiorentina penalizzata da un saldo negativo di diciassette punti. Atalanta e Lazio seguono con cali significativi, mentre Inter e Torino mantengono sostanzialmente lo stesso livello dell’anno precedente.

La crescita del Como affonda le radici nella seconda metà della scorsa stagione, quando la rivoluzione invernale avviata dalla gestione Fabregas aveva iniziato a dare risultati concreti. Dalla metà di febbraio, la squadra si era portata fino al settimo posto nella classifica parziale del girone di ritorno, condividendo il secondo miglior rendimento con Juventus, Inter e Napoli. L’attuale avvio di stagione rappresenta quindi una naturale prosecuzione di quel percorso.

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Il confronto con lo scorso anno è evidente osservando i principali indicatori. Undici giornate fa, il Como era quart’ultimo, con sei sconfitte e una situazione delicata nella classifica. Oggi, i biancoblù sono tra le squadre meno battute del campionato, con una sola sconfitta, alla pari del Milan. Anche i numeri difensivi mostrano un miglioramento radicale: se un anno fa la retroguardia aveva subito ventidue reti, oggi ne ha incassate solo sei, risultando la seconda migliore della Serie A, con una media di 0,5 gol a partita.

Sul fronte offensivo, il Como ha segnato dodici reti come nella stagione precedente, ma il dato assume un peso diverso in un campionato meno prolifero. L’attacco lariano occupa ora il nono posto del torneo, rispetto al tredicesimo di un anno fa. Inoltre, i cinque clean sheet raccolti evidenziano la solidità difensiva del team, che ha trasformato i pareggi a reti inviolate in un segnale positivo di affidabilità.

In sintesi, il Como conferma di essere una delle sorprese più solide di questa Serie A, con una crescita chiara sia in fase difensiva che in termini di punti, consolidando una posizione di prestigio rispetto allo scorso anno.

De Ketelaere Atalanta, il belga si deve rilanciare dopo un periodo non facile. E Palladino potrebbe essere l’uomo giusto: ecco perché

De Ketelaere Atalanta: il belga al centro del rilancio nerazzurro. La speranza è che l’ex Milan possa diventare il giocatore giusto per la Dea

Dopo la sosta per le nazionali, a Zingonia si respira un’aria nuova e carica di aspettative. L’Atalanta di Raffaele Palladino è pronta a ripartire con il gruppo quasi al completo, e al centro dei piani tattici del tecnico c’è Charles De Ketelaere, il giocatore che dovrà dare nuova linfa alla fase offensiva e riaccendere entusiasmo e ambizioni.

Secondo quanto riportato da TMW, il belga è fermo a un periodo senza gol dalla doppietta contro il Lecce dello scorso 14 settembre, ma resta un elemento chiave per il nuovo corso dell’Atalanta. Il suo rientro, previsto dopo gli impegni con il Belgio, segnerà il completamento del reparto offensivo, permettendo a Palladino di costruire il tridente dei sogni: un 3-4-3 fluido, pronto a trasformarsi in 3-4-2-1, con Lookman e Scamacca già tornati e in buona condizione fisica.

L’De Ketelaere Atalanta rappresenta la scintilla ideale per un attacco che punta sulla qualità individuale e sulla duttilità tattica. La visione di gioco del belga e la sua capacità di muoversi negli spazi saranno centrali per far funzionare la nuova struttura offensiva, affiancato da due terminali come Lookman e Scamacca, complementari alle sue caratteristiche. Il tridente così costruito dovrà ridare energia al gioco dell’Atalanta, riportando fluidità e imprevedibilità nelle azioni d’attacco.

Palladino può contare su una rosa ampia, tecnica e fisica, pronta a interpretare la sua idea di calcio, già intravista nei primi giorni di lavoro dopo la pausa. L’obiettivo è chiaro: ritrovare intensità, compattezza e spirito di squadra, qualità che nelle ultime settimane sono venute meno, come evidenziato dalla prestazione piatta contro il Sassuolo. La presenza di De Ketelaere sarà fondamentale per accelerare questo processo, rendendo l’attacco più dinamico e creativo.

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La nuova Atalanta punta a ritrovare fiducia e continuità, e l’inserimento di De Ketelaere sarà un fattore determinante. Il belga, con la sua capacità di leggere il gioco e creare occasioni, può trasformarsi nella chiave di volta per un rilancio importante, sia in campionato sia in coppa.

In sintesi, il ritorno di De Ketelaere all’Atalanta non è solo un arricchimento tecnico, ma una vera e propria speranza per far ripartire un ciclo offensivo che punta a tornare protagonista. La squadra è pronta: il belga sarà il catalizzatore di un nuovo corso nerazzurro.

Cagliari, Zappa: «Orgoglioso delle 200 presenze con questa maglia. Sul Milan dico solo una cosa»

Cagliari, Zappa ha parlato in esclusiva a ‘La Nuova Sardegna’ affrontando diversi temi fra cui anche il possibile passaggio al Milan.

Gabriele Zappa è ormai un veterano del Cagliari. E il giocatore ha parlato in esclusiva ai microfoni de La Nuova Sardegna.

200 PRESENZE – «Ne vado orgoglioso. Penso a cinque anni fa quando arrivai qui poco più che ragazzino, difficile immaginarselo. Non vedo l’ora di raggiungerlo e magari quel giorno festeggiare con una vittoria».

CAPRILE – «Gli abbiamo fatto un sacco di complimenti. Nello spogliatoio gli dicevamo, scherzando, che non avrebbe mai vinto il premio di Mvp di una partita. Invece a Como c’è riuscito. La Nazionale è il giusto premio per il rendimento avuto la scorsa stagione e l’inizio top di questa dove ha fatto cose pazzesche».

MILAN – «In realtà erano solo voci e sin dall’inizio le ho considerate tali. Sono sempre stato concentrato sul Cagliari. Non posso negare che faccia piacere sapere che ci sia l’attenzione nei miei confronti perché vuol dire che qualcosa di buono l’ho fatta in questi anni». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU CAGLIARINEWS24.COM

Infortunio Holm, Bologna in attesa degli esami strumentali: c’è una sensazione sul difensore svedese. Le ultime!

Infortunio Holm: primi dettagli e tempi da valutare dopo lo stop in Svezia-Svizzera. La speranza è che non sia nulla di grave. I dettagli

L’infortunio di Holm continua a tenere in apprensione il Bologna e lo staff tecnico, dopo lo stop accusato dal terzino svedese durante la gara tra Svezia e Svizzera. Emil Holm, schierato titolare nella sfida internazionale, si è fermato all’inizio del secondo tempo chiedendo immediatamente l’intervento dei medici. Il problema, localizzato tra la coscia e la zona inguinale, ha costretto il giocatore ad abbandonare il campo e ha fatto scattare l’allarme sulle sue condizioni.

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Secondo quanto riportato da Il Corriere di Bologna nell’edizione odierna, lo svedese è rientrato già ieri nel capoluogo emiliano per iniziare l’iter di valutazione del quadro fisico. Oggi Holm si sottoporrà ai primi accertamenti clinici, fondamentali per capire la reale entità dell’infortunio e per stabilire un’eventuale prognosi. Lo stesso giocatore, visibilmente deluso, ha dichiarato: «Non sto bene, ma è difficile dire qualcosa ora. Farò degli esami nelle prossime ore. Credo che non sia niente di grave, ma non potevo continuare a giocare». Una frase che lascia spazio all’ottimismo, pur invitando alla prudenza.

L’infortunio di Holm arriva in un momento particolarmente delicato per il Bologna, che considera il laterale una pedina importante nello scacchiere di Italiano. La sua progressione, la capacità di coprire tutta la fascia e l’intensità con cui interpreta entrambe le fasi lo hanno reso uno degli elementi più affidabili della rosa. Per questo il club aspetta con apprensione gli esiti degli esami, consapevole che un problema muscolare nella zona inguinale richiede sempre tempi di recupero che possono variare sensibilmente.

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Il fatto che Holm abbia percepito subito la necessità di fermarsi, evitando di forzare, potrebbe aver limitato il rischio di un guaio più serio. Tuttavia solo gli accertamenti diagnostici – tra ecografia e risonanza magnetica – permetteranno di capire se si tratta di una semplice contrattura, di un affaticamento o di una lesione più significativa. In base a ciò, lo staff medico del Bologna potrà impostare un percorso di recupero mirato, con l’obiettivo di reinserire il giocatore senza rischi di ricadute.

Nel frattempo, il club si prepara a eventuali soluzioni alternative sulla fascia destra, consapevole che l’assenza di Holm potrebbe pesare soprattutto nelle prossime settimane. L’infortunio di Holm rimane dunque un tema centrale in casa rossoblù, in attesa di aggiornamenti ufficiali che chiariranno tempi e modalità del suo ritorno in campo.

Cancellieri Lazio, si allungano i tempi di recupero: quando il giocatore rientrerà a disposizione dall’infortunio

Cancellieri Lazio: ancora un mese di stop, Sarri perde uno dei più in forma. L’obiettivo è rientrare nella sfida contro l’Atalanta. Le ultime

Brutte notizie per la Lazio e per Maurizio Sarri: il rientro di Matteo Cancellieri è nuovamente rimandato. L’esterno biancoceleste, tra i giocatori più brillanti del roster prima dello stop, dovrà restare ai box ancora per diverse settimane. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, servirà circa un altro mese prima di rivedere Cancellieri in campo con la maglia della Lazio.

La situazione complica i piani dell’allenatore, che già dovrà rinunciare a lui nella sfida di domenica contro il Lecce. Ma non è tutto: l’assenza dell’esterno si farà sentire anche nei due appuntamenti chiave contro il Milan. Il primo è fissato per il 29 novembre a San Siro, valido per il campionato; il secondo il 4 dicembre allo Stadio Olimpico, match decisivo per la Coppa Italia. La sua velocità, la capacità di saltare l’uomo e il contributo nelle transizioni erano diventati un punto fermo nelle idee offensive di Sarri, rendendo questa assenza ancora più pesante.

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Un possibile spiraglio arriva dalla data del 13 dicembre, giorno in cui la Lazio affronterà il Parma. Quella potrebbe essere l’occasione per rivedere Cancellieri in gruppo e – con prudenza – valutarne un eventuale impiego. Molto dipenderà dalle risposte fisiche del giocatore e dall’evoluzione del recupero, che finora è stato gestito con grande attenzione per evitare ricadute.

L’infortunio di Cancellieri alla Lazio è arrivato nel momento peggiore. L’esterno si era infatti imposto come uno dei calciatori più in forma della rosa, protagonista assoluto fino a Bergamo, nella gara contro l’Atalanta, ultima sua apparizione prima dello stop. La sua crescita, visibile sia a livello di rendimento individuale sia nella chimica di squadra, aveva convinto Sarri a puntare su di lui come pedina imprescindibile per gli equilibri offensivi.

L’assenza del giocatore costringe ora l’allenatore a rivedere parte del suo piano tattico. La Lazio dovrà fare affidamento su alternative meno esplosive dal punto di vista atletico, in un calendario denso di impegni delicati. Allo stesso tempo, la speranza è di recuperare un Cancellieri ancora più determinato, pronto a riprendersi il suo posto appena superati gli ultimi ostacoli fisici.

Per il momento, però, non resta che attendere: il percorso del recupero prosegue, e la squadra deve imparare a sopperire ancora un po’ senza uno dei suoi talenti più brillanti.

Fiorentina, Vanoli pensa ad una rivoluzione: questa soluzione per rilanciare la Viola dopo un periodo non facile

Fiorentina, Vanoli sta iniziando a ragionare su come rilanciare la squadra dopo le difficoltà che ci sono state in questo periodo.

La Fiorentina sta vivendo un momento complesso, con una classifica che impone prudenza, riflessioni profonde e scelte mirate. Prima di pensare a nuove soluzioni tattiche o a un cambio strutturale dell’assetto di gioco, la priorità assoluta resta quella di uscire dall’emergenza in cui la squadra è sprofondata. Solo dopo aver lasciato l’ultimo posto in graduatoria, infatti, lo staff tecnico potrà valutare variazioni significative nell’undici titolare e nella disposizione in campo.

In particolare, uno dei temi più discussi riguarda il reparto offensivo. La Fiorentina, oggi costretta a gestire la crisi con equilibrio e pragmatismo, non può ancora permettersi esperimenti troppo audaci. È per questo che vedere contemporaneamente in campo due prime punte come Kean e Piccoli non è un’opzione immediata, ma un’idea da sviluppare soltanto quando la situazione sarà più stabile. La coppia potrebbe rappresentare una soluzione interessante per il futuro, ma solo a emergenza superata, quando sarebbe possibile lavorare con maggiore serenità su nuovi meccanismi offensivi.

Ma il cambiamento non riguarderà solo l’attacco. Anche la difesa della Fiorentina potrebbe essere oggetto di un’evoluzione importante nelle prossime settimane. Una delle ipotesi allo studio è il passaggio alla linea a quattro, un assetto che consentirebbe di sfruttare al meglio giocatori come Dodô e Gosens, utilizzandoli in maniera più bloccata e con compiti difensivi più chiari. Una soluzione che non sarebbe inedita: entrambi, arretrati rispetto al loro raggio d’azione naturale, hanno già mostrato ottime prestazioni nella passata stagione, soprattutto nel periodo in cui la squadra – guidata da Raffaele Palladino – era riuscita a inanellare otto vittorie consecutive.

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Tuttavia, ogni cambiamento dovrà fare i conti non solo con la classifica, ma anche con ciò che offrirà il mercato di gennaio. La Gazzetta dello Sport evidenzia come la Fiorentina abbia una rosa costruita con pochi esterni offensivi, un limite che complica l’idea di variare modulo con continuità. Per questo motivo, gli innesti di gennaio saranno determinanti nel ridisegnare l’identità della squadra e nel fornire nuove armi a disposizione dell’allenatore.

La Fiorentina, dunque, osserva, riflette e prepara le proprie mosse con attenzione. Il momento difficile impone pazienza, ma allo stesso tempo apre la strada a una possibile rivoluzione tattica da attuare solo quando la squadra tornerà a respirare. I cambiamenti arriveranno, ma ognuno avrà il suo tempo.

Calciomercato Juventus, nuova idea per la difesa: Comolli pensa ad un suo ‘fedelissimo’ per rinforzare il reparto arretrato. I dettagli!

Calciomercato Juventus, Comolli pensa a Mawissa per rinforzare la difesa. Il classe 2005 del Monaco sta scalando le gerarchie. I dettagli

Il calciomercato della Juventus entra nel vivo e la dirigenza bianconera sta già lavorando con decisione alle strategie per gennaio. Una delle priorità assolute è l’arrivo di un nuovo difensore centrale, esigenza resa evidente sia dall’infortunio di Gleison Bremer – che tornerà soltanto a dicembre con l’obiettivo di rientrare in tempo per la sfida contro il Napoli – sia dalla volontà di Luciano Spalletti di continuare a testare la difesa a quattro. Questo modulo richiede un numero più ampio di specialisti e la rosa attuale non offre sufficienti alternative.

Guidata dal nuovo Amministratore Delegato Damien Comolli e dal DS in pectore Marco Ottolini, la Juventus sta valutando diversi profili. L’ultima idea, riportata da Tuttosport, arriva dalla Ligue 1 e porta a un nome molto vicino a Comolli: Christian Mawissa, difensore classe 2005 attualmente al Monaco. Proprio l’AD bianconero lo aveva lanciato nel calcio professionistico ai tempi del Tolosa, seguendone la crescita anche dopo la cessione al club monegasco nel 2024. Ora, in pieno calciomercato Juventus, Mawissa torna un obiettivo concreto per rinforzare la retroguardia.

Il giovane centrale non è però l’unico nome sul taccuino. La Juventus monitora anche altri profili emergenti. Uno è Tiago Gabriel del Lecce, protagonista di un ottimo inizio di stagione in Serie A. Il suo dinamismo, l’aggressività e la conoscenza del campionato italiano lo rendono un’alternativa credibile. L’altra pista, affascinante quanto complessa, porta invece a un possibile ritorno: quello di Tarik Muharemović. Ceduto in estate al Sassuolo per 3 milioni, il difensore bosniaco sta vivendo una stagione esplosiva e il suo valore ha già superato i 20 milioni. La Juventus conserva però il 50% sulla futura rivendita, una leva che potrebbe trasformarsi in uno “sconto” strategico per riportarlo a Torino. La concorrenza è foltissima: Inter e diversi club inglesi stanno seguendo da vicino il giocatore.

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Il calciomercato della Juventus di gennaio si preannuncia quindi molto attivo ma al tempo stesso prudente. La nuova linea societaria, basata su sostenibilità e contenimento dei costi, prevede che si inseguano soltanto occasioni vantaggiose senza operazioni rischiose. Mawissa rappresenta la scommessa personale di Comolli: giovane, futuribile e perfettamente in linea con la filosofia bianconera. L’urgenza di inserire un centrale resta concreta e la Juventus dovrà muoversi con tempismo per non perdere terreno.

Gennaio si avvicina e la caccia al nuovo difensore è ufficialmente aperta: il calciomercato della Juventus è pronto a entrare nella fase decisiva.

Conte Napoli, il tecnico è atteso a Castel Volturno per riprendere gli allenamenti. Spunta un retroscena sull’ultima settimana

Conte Napoli, il tecnico in questa settimana non ha risposto a nessuno e si è diviso fra due abitazioni. Ora si ritorna al lavoro per rilanciare gli azzurri

Il rapporto tra Conte Napoli entra in una nuova fase dopo la lunga settimana di pausa concessa al tecnico. Oggi Antonio Conte sarà nuovamente a Castel Volturno, pronto a riprendere in mano la squadra dopo alcuni giorni trascorsi lontano dai riflettori. Ma cosa è successo durante questa pausa? Il Mattino ha provato a ricostruire il periodo di silenzio del tecnico, rivelando alcuni retroscena che raccontano perfettamente lo stato d’animo dell’allenatore.

Secondo il quotidiano, in questi giorni tanti hanno provato a mettersi in contatto con Conte: dirigenti, collaboratori, amici e persino alcune figure vicine allo staff. Tuttavia, nessuno sarebbe riuscito a parlargli. Conte Napoli, in questa fase, ha scelto il silenzio assoluto. Le telefonate squillavano a vuoto, i messaggi restavano senza risposta. Si vociferava che potesse essere a Torino, oppure nella sua casa di Lecce; in realtà – come riportato da Il Mattino – il tecnico si sarebbe diviso tra entrambe le sue abitazioni, evitando accuratamente ogni forma di contatto. L’obiettivo era chiaro: sparire per qualche giorno, isolarsi dal mondo, ricaricare energia e lucidità. Un comportamento da vera “primula rossa”, come lo definisce il quotidiano.

Ora, però, la parentesi di isolamento è finita e Conte Napoli torna al centro della scena. Oggi sarà regolarmente a Castel Volturno per dirigere la ripresa degli allenamenti. La pausa è stata necessaria per riflettere, staccare la spina e ritrovare la giusta motivazione dopo un periodo complicato dal punto di vista dei risultati e della tenuta mentale della squadra.

Il Napoli, dal canto suo, ha bisogno di un Conte totalmente presente, energico e determinato. La società partenopea considera queste settimane cruciali sia per il campionato sia per la Champions League, dove servirà una squadra compatta, aggressiva e capace di ritrovare quel ritmo che a inizio stagione sembrava più solido. Conte porta con sé carisma, intensità e una visione tattica precisa: elementi fondamentali per riaccendere il gruppo e rilanciarlo.

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Il rapporto Conte Napoli, dunque, si rimette in moto con una nuova consapevolezza. La breve fuga del tecnico non è stata un segno di distacco, ma un modo per rigenerarsi prima di affrontare una fase decisiva della stagione. Adesso tutto passa dal campo: la squadra attende il suo leader, e Conte è pronto a tornare al comando con la determinazione che da sempre lo contraddistingu

Calciomercato Milan, idea di un clamoroso ritorno: Tare ci pensa e la discussione in via Aldo Rossi è iniziata. Il punto

Calciomercato Milan, i rossoneri pensano ad un ritorno di Thiago Silva già a gennaio. Una ipotesi che è assolutamente più che una suggestione

Nel pieno del calciomercato del Milan, una suggestione che sembrava destinata a restare tale sta assumendo contorni sempre più concreti: il possibile ritorno di Thiago Silva in rossonero. Come riportato da Repubblica, l’ipotesi di rivedere il difensore brasiliano a Milano già nella finestra di gennaio non è più un sogno romantico, ma una possibilità reale che la dirigenza sta valutando con attenzione.

Thiago Silva, protagonista di una carriera luminosa anche dopo l’addio al Milan, rappresenterebbe un innesto di enorme esperienza per un reparto difensivo che quest’anno ha mostrato fragilità e mancanza di continuità. Il suo eventuale arrivo non avrebbe solo una valenza tecnica: per i tifosi rossoneri, ancora legatissimi al “Monstro”, avrebbe un impatto emotivo potentissimo, riportando a San Siro uno dei leader più amati dell’era recente.

Il tema, però, ha aperto un vero e proprio confronto interno al club. Nel cuore del calciomercato Milan, la dirigenza è divisa in due correnti di pensiero. Da un lato c’è chi sostiene l’operazione a gran voce: per questa parte della società, riportare Thiago Silva significherebbe aggiungere un leader naturale, un uomo capace di dare stabilità, ordine e mentalità vincente in un momento cruciale della stagione. Il brasiliano, con la sua esperienza internazionale, sarebbe un punto di riferimento anche per i giovani difensori, chiamati a crescere all’ombra di un maestro.

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Dall’altro lato emerge la posizione dei più cauti, che guardano all’ingaggio del difensore – prossimo ai 41 anni – come a un rischio più che a un’opportunità. Secondo questa corrente, puntare su un giocatore così avanti con l’età potrebbe rallentare lo sviluppo dei titolari, oltre a rappresentare un esborso economico non giustificato dalle prospettive a lungo termine. In altre parole, per parte della dirigenza il calciomercato del Milan dovrebbe muoversi su profili più giovani e futuribili.

Nonostante i dubbi, la pista resta più viva che mai. Thiago Silva conosce perfettamente l’ambiente di Milanello e non ha mai nascosto il suo legame con i colori rossoneri. La possibilità di chiudere la carriera lì dove è diventato un simbolo continua ad affascinare lui e la piazza. Con il mercato di gennaio alle porte, il calciomercato del Milan dovrà presto sciogliere le ultime riserve.

La sensazione, oggi, è che la porta sia davvero aperta come non mai: rivedere Thiago Silva in rossonero non è più utopia, ma una possibilità concreta sul tavolo del club.

Zirkzee Roma, l’olandese è il primo obiettivo per l’attacco di Gasperini. Ma ci sono due ostacoli da superare. I dettagli

Zirkzee Roma, Gasperini spinge per avere l’olandese in rosa. Da superare, però, la folta concorrenza della Premier League e non solo. Le ultime

Il tema centrale del mercato invernale giallorosso continua a essere uno solo: Zirkzee. Il nome dell’attaccante olandese rimane infatti in cima alla lista di Gasperini e Massara per rinforzare il reparto offensivo già a gennaio. Joshua Zirkzee, ormai ai margini del progetto tecnico del Manchester United, è alla ricerca di una squadra che possa garantirgli il minutaggio necessario a rientrare nel giro della nazionale olandese in vista del Mondiale di giugno. In questo scenario, la Roma si presenta come una destinazione ideale: ambiente conosciuto, Serie A familiare e un allenatore pronto a valorizzarlo.

Nonostante la prudenza mostrata a Trigoria, la pista Zirkzee è oggi una delle più vive e monitorate delle ultime settimane. La Repubblica sottolinea come il club giallorosso non stia compiendo vere e proprie accelerazioni, ma continui a considerare Zirkzee il profilo perfetto per completare l’attacco di Gasperini, soprattutto per caratteristiche tecniche e capacità di dialogo con i compagni. Le interlocuzioni con il Manchester United procedono in maniera informale: nessuna decisione definitiva è stata presa dagli inglesi, ma la Roma resta alla finestra, pronta a cogliere l’occasione qualora si aprisse uno spiraglio concreto.

Nel frattempo, però, la concorrenza oltremanica si fa sempre più fitta. Il West Ham è attualmente la società più attiva e ha già sondato con decisione la situazione dell’olandese. Anche il Brighton ha manifestato interesse, aggiungendosi così alla corsa al giocatore. La Roma osserva con attenzione questi movimenti, consapevole che l’ingresso in scena di club della Premier League potrebbe complicare non poco la possibile operazione Zirkzee.

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Proprio per questo Massara e Gasperini stanno valutando anche opzioni alternative. I nomi sul tavolo sono due: Yuri Alberto del Corinthians, profilo gradito ma non semplice da liberare, e Franculino del Midtjylland, per il quale però il club danese chiede una cifra altissima, intorno ai 45 milioni di euro. Una valutazione che rende l’operazione difficilmente sostenibile e che, di fatto, riporta l’attenzione sul piano principale: lavorare affinché la pista Zirkzee diventi percorribile.

Il vantaggio dei giallorossi, al momento, resta la volontà del giocatore. Zirkzee desidera tornare in Serie A, convinto che il campionato italiano possa offrirgli visibilità, continuità e una reale possibilità di mettersi in mostra in vista dei prossimi impegni internazionali. Sul fronte uscite, intanto, si avvicina la cessione di Baldanzi, ormai a un passo dal Verona dopo lo stop arrivato nell’ultimo giorno del mercato estivo.

Le prime pagine sportive nazionali – 17 novembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Play off Italia, le possibili avversarie degli azzurri. Giovedì il sorteggio per le partite di marzo. Obiettivo Mondiale

Play Off Italia: la Nazionale guarda agli spareggi per il Mondiale. Gli azzurri sono costretti a vincere per ritornare nella competizione iridata

Per la prima volta nella storia delle qualificazioni europee, l’Italia ha ottenuto sei vittorie su sei nella fase a gironi. Un risultato straordinario che, tuttavia, non è bastato agli azzurri per garantirsi l’accesso diretto alla Coppa del Mondo. Con il 3-0 inflitto a Israele a Udine, la squadra di Rino Gattuso si è assicurata almeno il secondo posto nel girone I, alle spalle della Norvegia. Gli scandinavi, dopo un’altra goleada all’Estonia, possono affrontare l’ultimo match contro l’Italia con quasi la certezza matematica della qualificazione diretta, grazie a una differenza reti ampiamente a loro favore. Per gli azzurri, superare Haaland e compagni richiederebbe una vittoria con almeno nove gol di scarto, un’impresa praticamente impossibile. Il destino dell’Italia è dunque segnato: si dovrà guardare ai Play Off Italia di marzo.

Ma chi potrebbe affrontare la Nazionale nei playoff?

Regolamento e possibili avversarie dei Play Off Italia

Ai playoff accederanno le 12 seconde classificate dei gironi di qualificazione europei e le quattro migliori squadre vincitrici dei gruppi di UEFA Nations League 2024/25 che non hanno terminato i gironi tra primo o secondo posto. Queste “ripescate” della Nations League avranno un ruolo chiave: saranno collocate nel “Pot 4” e non saranno teste di serie. Le semifinali vedranno il sorteggio tra squadre del Pot 1 e squadre del Pot 4, mentre le altre sfide saranno tra squadre dei Pot 2 e Pot 3.

Le 12 seconde classificate al momento includono, in ordine di girone: Slovacchia, Kosovo, Scozia, Ucraina, Turchia, Irlanda, Polonia, Bosnia, Italia, Macedonia del Nord, Albania e Repubblica Ceca. Le quattro ripescate dalla Nations League saranno selezionate in base al posizionamento finale nei rispettivi gruppi, con priorità dalla Lega A fino alla Lega D.

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Situazione attuale e possibili scenari

Alla luce della classifica attuale e del calendario, alcune Nazionali appaiono già favorite per la qualificazione diretta: Germania, Svizzera, Portogallo, Olanda, Austria e Belgio. Per l’Italia, invece, i playoff rappresentano l’ultima chance per volare in Qatar. In semifinale, gli azzurri giocheranno in casa contro una delle squadre del Pot 4, tra cui potrebbero esserci Irlanda del Nord, Svezia, Galles o Romania. In caso di vittoria, la finale vedrà l’Italia affrontare una squadra proveniente dai Pot 2 o 3, come Repubblica Ceca, Scozia, Slovacchia, Albania, Macedonia del Nord, Bosnia, Islanda o Kosovo, con sede decisa dal sorteggio.

Insomma, i Play Off Italia saranno decisivi per il sogno mondiale degli azzurri: un percorso complicato ma ancora aperto, dove ogni partita varrà oro

Italia Norvegia, Gattuso: «Dobbiamo chiedere scusa ai tifosi per la sconfitta. Ecco cosa abbiamo sbagliato»

Italia Norvegia, Gattuso nel post partita ai microfoni di Rai Sport ha commentato la sconfitta contro Haaland e compagni. Le sue parole

Il ct Gattuso nel post partita di Italia Norvegia ha parlato ai microfoni di Rai Sport. Ecco le sue parole dopo il ko.

LE SCUSE – «Per prima cosa dobbiamo chiedere scusa ai nostri tifosi per una sconfitta così pesante. La delusione più grande è il secondo tempo. Bisogna ripartire dal primo».

ERRORI – «Nel primo tempo eravamo più compatti, nella ripresa abbiamo perso le distanze e commesso troppo errori. Qui abbiamo sbagliato».

PLAY-OFF – «Bisogna ripartire dal primo tempo. La partita è cambiata quando hanno creato subito l’occasione nella ripresa e ci siamo impauriti».

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Italia Norvegia, le tre cose che non hai notato del match delle Qualificazioni ai Mondiali 2026

Ecco le tre curiosità sulla sfida delle ore 20:45, Italia Norvegia: partita valida per la 10a giornata del girone di Qualificazione al Mondiale 2026

Ecco tre episodi minori significativi che emergono da una gara a due volti, con la differenza enorme che quello italiano ha prodotto la rete del vantaggio e quello norvegese si è tradotto in un poker umiliante

  1. La gestione del cronometro norvegese e le critiche di Adani. Già nel primo tempo, la Norvegia, pur sotto di un gol, mostra un atteggiamento quasi da conservazione del risultato. Invece di costruire attivamente per pareggiare, inizia a palleggiare dietro più per placare l’Italia che per costruire davvero. Il pubblico norvegese, con gli olé, e il commento di Adani al 33′ (“Solbakken guarda il cronometro: stai tranquillo. È un po’ presto, mancano 8 gol…”) rivelano una mentalità insolita per una squadra in svantaggio. Questo episodio minore sottolinea la fiducia norvegese nella propria capacità di controllare il ritmo e, forse, la consapevolezza della fragilità italiana, preannunciando la reazione veemente e micidiale del secondo tempo, quando la Norvegia non solo pareggerà ma dilagherà, ribaltando completamente le intenzioni iniziali. Forse negli spogliatoi si sono detti che la storica qualificazione al Mondiale (mancava dal 1998) andava onorata diversamente
  2. La macchinosità della costruzione dal basso italiana. Nel secondo tempo, dopo che la Norvegia ha iniziato con un piglio completamente diversorispetto al primo, l’Italia persiste in una costruzione dal basso che si rivela inefficace. C’è un momento significativo, quando si perdono opportunità di scarico e così per ben 3 volte si torna indietro ad appoggiarsi con Donnarumma. Questo solleva il dubbio: è un esempio di costanza, di metodo, di pazienza, di esercitazione o ci si dovrebbe preoccupare di tanta fatica nell’essere efficaci e parlare di macchinosità?. Questo episodio minore evidenzia una difficoltà strutturale nell’esprimere un gioco fluido e propositivo, che contrasta nettamente con le continue accelerazioni e gli “strappi” della Norvegia.
  3. Il lamento di Politano. A un certo punto del secondo tempo, quando la partita è ormai sbilanciata a favore della Norvegia (già a segno per l’1-1), Politano va a chiudere su Nusa su lancio di Sorloth e si lamenta con i compagni. Questo gesto, apparentemente minore, è rivelatore. L’Italia non è più equilibrata e non ha le energie giuste per rispondere agli strappi della Norvegia. E da lì ci sarà il crollo finale, difficile da prevedere in queste proporzioni, ma evidentemente avvertito da qualche giocatore che stava correndo un po’ troppo per andare a tappare i buchi.

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Moviola Italia Norvegia, l’episodio chiave del match di Qualificazione ai Mondiali 2026

Moviola Italia Norvegia, l’episodio chiave del match dell’ultima giornata di Qualificazione ai Mondiali 2026 in campo alle 20.45

L’Italia di Gennaro Gattuso chiude il percorso di qualificazione ai Mondiali 2026 affrontando la Norvegia nell’ultimo match del girone. Dirige la gara lo spagnolo Hernandez. Ecco la moviola della sfida degli azzurri:


MOVIOLA ITALIA NORVEGIA LIVE

PRIMO TEMPO

Al 3′ Retegui rimane giù per un allargamento del braccio di Ajer, l’ex Atalanta si lamenta ma l’arbitro lascia correre ed in effetti non sembra nulla di significativo. Tackle di Locatelli pulito, lo juventino non approva il fischio di Hernandez. Poco prima della mezzora Haaland sfoga una gara di frustrazione fino a quel momento con una prolungata trattenuta a Frattesi. Scintille tra lo stesso Haaland e Mancini che si tengono e nessuno dei due molla facilmente la presa. Al 38′ Esposito protegge palla e si gira in area, l’attaccante cade ma Ajer è bravo a spostargli il pallone, non c’è assolutamente nulla. Su una palla contesa c’è una trattenuta reciproca tra Heggem e Retegui, l’assistente di linea segnala l’irregolarità all’azzurro, Gattuso protesta e riceve la prima ammonizione dell’incontro, piuttosto esagerata. Giallo anche per Barella nel recupero per un fallo duro su Ryerson. Gara spigolosa: si va al riposo con 8 falli dell’Italia e 5 della Norvegia, dall’atteggiamento decisamente più compassato.

SECONDO TEMPO

A inizio ripresa sgambetto di Bastoni su Haaland a metà campo, estremo fair-play tra i due. Lo stesso interista subisce un colpo nell’area azzurra da Ajer. Proteste della Norvegia per un fallo di Haaland su Mancini che interrompe una promettente azione. Rischia il giallo Locatelli che va a fermare una promettente incursione dello scatenato Nusa, proprio poco prima del suo pareggio. Colpo sulla schiena per Dimarco da un ponte di Ryerson. Ammonizione per proteste di Bastoni: l’Italia recupera palla, ma Hernandez si era frapposto a Sorloth senza fischiare l’interruzione, l’azzurro si lamenta. Gialli per Esposito e Haaland che polemizzano tra di loro. Su uno strappo della Norvegia, Cristante interviene deciso, l’arbitro lo ritiene corretto. Zaccagni sfoga la rabbia per l’1-3 con un intervento irruente su Ryerson a palla lontana, l’arbitro decreta il fallo senza ulteriori sanzioni. Le profonde difficoltà dell’Italia si riscontrano anche nel numero dei falli alla chiusura: 15 contro 8.

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Pagelle Italia Norvegia, ecco i TOP e FLOP della sfida di Qualificazioni ai Mondiali 2026

Pagelle Italia Norvegia, ecco i TOP e FLOP della sfida di Qualificazioni ai Mondiali 2026. Le valutazioni del match delle due squadre

Una serata amara per la Nazionale italiana, che ha ceduto il passo a una Norvegia cinica e guidata da un implacabile Haaland. La prestazione degli Azzurri è stata altalenante, con alcuni sprazzi di gioco e diverse disattenzioni difensive che hanno compromesso il risultato finale, davvero molto pesante nell’1-4

TOP

  • Esposito: L’attaccante si è distinto per il gol che aveva portato in vantaggio l’Italia, mostrando una bella girata a centro area. Ha cercato il raddoppio con un colpo di testa sfiorato, dimostrando personalità e voglia di incidere nonostante la giovane età. È stato un riferimento offensivo importante finché è rimasto in campo.
  • Dimarco: Sempre propositivo sulla fascia sinistra, ha pennellato il cross decisivo per il gol di Esposito e ha cercato più volte la conclusione a rete con il suo mancino potente. La sua costante spinta offensiva lo ha reso uno dei più attivi tra gli Azzurri.
  • Locatelli: Ha iniziato la partita con una chiusura decisiva in difesa e ha cercato di dare il suo contributo anche in fase offensiva con un tiro da fuori. La sua presenza a centrocampo ha fornito un punto di riferimento, anche se la squadra ha faticato a tenere il passo nel secondo tempo.
  • Haaland: Protagonista assoluto con una doppietta, ha dimostrato ancora una volta la sua letale efficacia sotto porta. Sebbene per lunghi tratti non abbia toccato molti palloni, ogni volta che è stato servito si è rivelato implacabile, mettendo in crisi la difesa italiana con la sua forza e il suo senso del gol.
  • Nusa: Devastante all’andata, anche in questa partita ha mostrato sprazzi della sua velocità e abilità nel dribbling, creando pericoli costanti per la difesa azzurra e culminati nel gol che ha battuto Donnarumma. Un talento brillante e imprevedibile, non basta raddoppiarlo
  • Bobb: E meno male che è una riserva nel City… Entra con la testa giusta, scherza Di Lorenzo lasciandolo sul posto sul 2-1, è vivace in ogni pallone che tocca.

FLOP

Frattesi: A rischio squalifica, non è riuscito a brillare in mezzo al campo, faticando a trovare spazi e a incidere sulla partita come ci si aspetterebbe da lui.
Mancini: Serata da dimenticare per il difensore. Ha sofferto la velocità e la fisicità degli attaccanti avversari, apparendo spesso in difficoltà e commettendo errori che hanno pesato sul risultato.

Bastoni: Un’uscita sbagliata sul gol di Haaland ha evidenziato le sue difficoltà, culminate in un’ammonizione per proteste che ha testimoniato la sua frustrazione. La difesa italiana ha mostrato lacune importanti, e Bastoni non è riuscito a garantire la solidità necessaria.

Di Lorenzo: balla e non poco, fino all’ultimo secondo quando non tiene Strand-Larsen per il gol che timbra inesorabilmente la gara. Cambiano i Ct, si ostinano a fargli fare il braccetto ma né Spalletti prima, né Gattuso adesso possono dirsi soddisfatti della scelta fatta.

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Calciomercato Napoli, Manna ‘stregato’ da questo giocatore della Norvegia: possibile uno scambio già a gennaio

Calciomercato Napoli, Manna continua a seguire da vicino Nusa e potrebbe proporre uno scambio con Lang al Lipsia. Ecco i dettagli

Nel panorama del calciomercato del Napoli, un nome continua a circolare con insistenza: quello di Antonio Nusa. L’esterno classe 2005 della Norvegia si è nuovamente confermato una vera “bestia nera” per l’Italia, trovando ancora il gol contro gli Azzurri proprio come era accaduto lo scorso giugno. La sua rete dell’1-1 non è passata inosservata e, sugli spalti, erano presenti anche emissari del Napoli, a testimonianza di quanto il club partenopeo continui a monitorarlo con grande interesse.

Il direttore sportivo Giovanni Manna, protagonista centrale del calciomercato del Napoli, stravede letteralmente per Nusa. Il dirigente apprezza le sue qualità tecniche, la capacità di saltare l’uomo con naturalezza e quella concretezza sotto porta che lo rende un profilo già maturo nonostante l’età giovanissima. Le serpentine del talento norvegese, unite a conclusioni potenti e precise, hanno impressionato più volte gli osservatori azzurri, soprattutto considerando che anche un portiere del calibro di Gianluigi Donnarumma ha incontrato molte difficoltà nel contrastarlo.

In estate, il calciomercato del Napoli aveva già tentato un primo assalto per Nusa, ma le richieste del Club Brugge erano state considerate troppo elevate. Tuttavia, la società non ha mai perso di vista il giocatore, e gennaio potrebbe rappresentare una nuova opportunità per intavolare un’operazione importante. Manna, infatti, starebbe valutando un’idea innovativa per sbloccare la trattativa: uno scambio che coinvolgerebbe Noa Lang.

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Lang, arrivato la scorsa estate e stimato anche dal Brugge, non sembra rientrare perfettamente nei piani tattici di Antonio Conte. Per questo, il calciomercato del Napoli potrebbe valutare di inserirlo come pedina di scambio, aggiungendo anche un conguaglio economico, per convincere il Lipsia o i club che seguono l’esterno norvegese ad accettare la proposta. Proprio il Lipsia, che negli scorsi mesi aveva chiesto circa 45 milioni per uno dei suoi esterni, potrebbe essere interessato a un profilo con le caratteristiche di Lang, qualora decidesse di entrare nella trattativa o di avviare un’operazione triangolare.

Resta da capire quale sarà la volontà del Brugge, società storicamente abile nel vendere i propri giovani talenti al massimo del loro valore. Ma una cosa è certa: il nome di Nusa rimane in cima alla lista dei desideri del calciomercato del Napoli, che continua a cercare un esterno offensivo capace di garantire imprevedibilità, velocità e gol. Se le condizioni economiche lo permetteranno, Manna farà di tutto per portare a casa il gioiellino norvegese già nella sessione invernale.

Il gennaio del calciomercato del Napoli si preannuncia caldo, e Nusa potrebbe esserne il protagonista.

Italia Norvegia 1-4: gli azzurri crollano nel secondo tempo. Ora i play-off

Italia Norvegia LIVE: sintesi, tabellino, risultato e cronaca del match, valido per le qualificazioni ai Mondiali 2026

L’Italia guidata da Gennaro Gattuso si prepara a sfidare la Norvegia nell’ultimo appuntamento delle qualificazioni ai Mondiali 2026. Segui il LIVE su Calcionews24:


SEGUI IL LIVE QUI

90’+3 – GOL DELLA NORVEGIA! Strand-Larsen supera Mancini e con il mancino trafigge Donnarumma. Termina qui il match.

90′ – Tre minuti di recupero.

88′ – Altri due cambi nella Norvegia. Fuori Wolfe e Haaland, dentro Ostigard e Strand Larsen.

86′ – Altri due cambi per l’Italia: fuori Barella e Bastoni, dentro Ricci e Buongiorno.

80′ – GOL DELLA NORVEGIA! Errore in disimpegno di Bastoni e la squadra ospite ne approfitta con Haaland che non sbaglia a due passi da Donnarumma.

78′ – GOL DELLA NORVEGIA! Nusa serve Bobb, che trova sul secondo palo Haaland, bravo a battere Donnarumma. Fuori Locatelli e Esposito, dentro Zaccagni e Scamacca.

75′ – Doppio cambio per la Norvegia: fuori Thorstvedt e Sorloth, dentro Aasgard e Bobb.

73′ – Doppia occasione per l’Italia con Dimarco ed Esposito, attento il portiere norvegese.

69′ – Giallo per Esposito ed Haaland per reciproche scorrettezze.

68′ – Cambio per l’Italia: fuori Frattesi, dentro Cristante.

67′ – Ammonito Bastoni per proteste.

63′ – GOL DELLA NORVEGIA! La squadra ospite nella ripresa entra con un atteggiamento diverso e trova il pareggio meritato con il mancino di Nusa.

47′ – Ci prova Locatelli, tiro centrale, blocca il portiere della Norvegia.

46′ – La ripresa inizia subito con un’occasione per Sorloth.

45’+2 – Il primo tempo finisce con l’ammonizione di Barella.

45′ – Due minuti di recupero.

36′ – Italia vicino al raddoppio. Dopo minuti molto tranquilli, gli azzurri vanno vicini al 2-0 sempre sull’asse Dimarco-Esposito. Palla di poco fuori.

10′ – GOL DELL’ITALIA! Errore difensivo della Norvegia, la palla arriva in area di rigore a Pio Esposito, che si gira e trafigge il portiere avversario.

1′ – Si parte


Italia Norvegia 0-0: risultato e tabellino

ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Di Lorenzo, Mancini, Bastoni; Politano, Barella, Locatelli, Frattesi, Dimarco; Retegui, Pio Esposito. Allenatore: Gattuso.

NORVEGIA (4-4-2): Nyland; Ryerson, Ajer, Heggem, Wolfe; Thorstvedt, Berge, Berg, Nusa; Sorloth, Haaland. Allenatore: Solbakken.

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Inter Women, sconfitta contro il Napoli: le nerazzurre non riescono ad avere la meglio. Il resoconto del match

L’Inter Women perde contro il Napoli. Una sconfitta pesante visto che è stata una partita molto intensa e combattuta. Il resoconto della sfida

L’Inter Women lascia il campo del Napoli con una sconfitta amara maturata al termine di una partita intensa, combattuta e ricca di episodi. Le nerazzurre di Gianpiero Piovani arrivavano alla sfida partenopea con l’esigenza di reagire dopo il ko per 0-1 contro l’Häcken nell’andata degli ottavi di Women’s Europa Cup. La gara, valida per la sesta giornata di campionato, metteva di fronte due squadre separate da un solo punto in classifica, entrambe animate da forti motivazioni: da un lato un Napoli aggressivo e ben organizzato, dall’altro un’Inter Women chiamata a ritrovare quell’efficacia offensiva smarrita nelle ultime settimane.

Il primo tempo rispecchia l’equilibrio tra le due formazioni. L’Inter Women prova a costruire con pazienza, cercando spazi tra le linee ma trovando un Napoli attento nel chiudere centralmente. Le migliori occasioni nerazzurre arrivano da due errori della retroguardia campana: Martina Glionna e Tessa Wullaert, terminali offensivi del sistema di Piovani, non riescono però a sfruttarle fino in fondo. Dall’altra parte, la più pericolosa delle azzurre è Sara Nielsen, esterna danese classe 1996, capace di strappare palla al piede e creare superiorità numerica. Si va all’intervallo sullo 0-0, risultato che riflette il sostanziale equilibrio del primo tempo.

Nella ripresa l’Inter Women cambia marcia. Le nerazzurre aumentano l’intensità e creano tre nitide opportunità: prima una clamorosa traversa colpita da Wullaert, poi una deviazione rischiosa che sfiora l’autogol e infine un grande intervento di Beretta, giovane portiere del Napoli, su una conclusione ravvicinata. Arriva anche un gol di Glionna, annullato per offside dopo revisione all’FVS, e un’altra occasione per Wullaert che sfiora il palo.

Quando l’Inter Women sembra più vicina al vantaggio, a colpire è il Napoli. Nielsen parte in slalom, supera Andrés, si presenta davanti a Rúnarsdóttir e firma il gol dell’1-0 con freddezza e precisione. L’arbitro convalida dopo revisione, premiando la giocata della danese. Nel finale un duro scontro tra Wullaert e Beretta interrompe il ritmo della gara, ma il punteggio non cambia più.

L’Inter Women esce dal campo con la consapevolezza di aver prodotto molto senza raccogliere. Il Napoli, più concreto, conquista tre punti pesanti e ribalta una classifica che ora vede le nerazzurre costrette a rincorrere. Per Piovani e il suo gruppo sarà fondamentale trasformare le buone prestazioni in risultati, perché il campionato dell’Inter Women è ancora lungo e la zona alta resta alla portata.

Vlahovic Juventus, l’infortunio preoccupa Spalletti. Le ultimissime sulle condizioni del giocatore serbo

Vlahovic Juventus, il giocatore ha saltato la sfida contro la Lettonia per l’infortunio. E le sue condizioni sono da verificare per la sfida contro la Fiorentina

Un piccolo campanello d’allarme scuote l’ambiente bianconero: dalla Serbia arrivano notizie che riguardano da vicino Vlahovic. L’attaccante non ha preso parte all’ultima gara della sua nazionale, la vittoria per 2-1 contro la Lettonia, a causa di un problema muscolare accusato durante il ritiro. Si tratta di un sovraccarico all’adduttore, un fastidio che ha convinto lo staff medico serbo, d’accordo con il giocatore, a non correre rischi in una partita ormai priva di valore – la Serbia era già matematicamente eliminata dalla corsa al Mondiale.

Il rientro a Torino, previsto nelle prossime ore, sarà fondamentale per comprendere meglio le sue condizioni. Lo staff sanitario della Juventus valuterà attentamente l’entità del fastidio, ma secondo le prime indiscrezioni filtrate da ambienti vicini alla società c’è moderato ottimismo. Come riportato da Tuttosport, la Juventus spera di avere il suo centravanti a disposizione già dalla prossima sfida di campionato, un appuntamento cruciale che segnerà la ripartenza della stagione dopo la sosta.

L’obiettivo principale è chiaro: arrivare pronti alla sfida contro la Fiorentina, un match sempre particolarmente sentito, soprattutto quando al centro c’è il tema Vlahovic. Sabato 22 novembre, al Franchi, Spalletti vorrebbe contare sul suo numero 9, che nelle ultime settimane ha mostrato segnali di crescita costante. Il serbo sta vivendo un’autentica fase di rilancio: più coinvolto nel gioco, determinante nel nuovo modulo e sempre pericoloso nei pressi dell’area avversaria. I suoi gol sono ritenuti cruciali per raddrizzare un cammino in Serie A segnato da passi falsi, tra cui il deludente 0-0 nel Derby della Mole.

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La sosta è stata utile per la Juventus e per Spalletti: tempo per testare la difesa a quattro, recuperare giocatori chiave come Lloyd Kelly e Juan Cabal e migliorare lo stato fisico dell’intero gruppo. Tuttavia, lo stop di Vlahovic rovina in parte la serenità dei giorni di lavoro. Nello stesso match in cui il numero 9 restava precauzionalmente a riposo, Filip Kostic giocava invece tutto l’incontro, brillando nel ruolo di terzino sinistro e dimostrando la buona condizione dei giocatori serbi legati al mondo bianconero.

Spalletti spera che il problema all’adduttore sia soltanto un piccolo intoppo e che i test medici confermino la possibilità di recuperare Vlahovic per la complicata trasferta del Franchi. In casa Juve prevale l’attesa, con la consapevolezza che molto passa dai piedi – e dalla salute – del loro bomber.

Lazio, non solo Rovella: altra tegola per Sarri. Questo giocatore si è fatto male in Nazionale. Le sue condizioni e il possibile recupero

Lazio, non arrivano buone notizie per Sarri. Hysaj si è fermato per un problema all’anca in Nazionale. Le condizioni del giocatore

La Lazio segue con crescente attenzione le condizioni di Elseid Hysaj, fermatosi durante la gara tra Albania e Inghilterra valida per gli impegni internazionali. Il terzino biancoceleste è stato costretto ad abbandonare il campo dopo soli 26 minuti per un improvviso fastidio all’anca, un episodio che ha subito acceso un campanello d’allarme a Formello. Sarri e il suo staff attendevano con apprensione notizie dal ritiro albanese, consapevoli dell’importanza del giocatore nelle rotazioni difensive della Lazio.

Hysaj era partito titolare sulla corsia sinistra, ruolo che ricopre spesso anche con la nazionale. Il dolore, però, si è intensificato rapidamente, rendendo impossibile la prosecuzione del match. Dopo un breve tentativo di resistere, il difensore della Lazio ha dovuto arrendersi e lasciare spazio a Balliu. L’infortunio ha colto di sorpresa tutti, anche perché nelle giornate precedenti non erano emersi segnali che potessero far pensare a un problema fisico imminente.

Ora l’attenzione della Lazio è rivolta ai tempi di recupero. Il terzino rientrerà a Roma nelle prossime ore, dove verrà sottoposto a valutazioni mediche approfondite. Solo dopo gli esami sarà possibile determinare se si tratti di un semplice affaticamento all’anca o di una lesione più seria che potrebbe tenerlo lontano dal campo nelle prossime settimane. A Formello prevale la prudenza, complice anche il fitto calendario che attende la Lazio, impegnata in campionato e nelle competizioni europee.

La prossima sfida contro il Lecce all’Olimpico rappresenta un appuntamento delicato. Sarri sperava di poter contare sull’esperienza di Hysaj, giocatore duttile, capace di agire su entrambe le fasce e utile nel dare equilibrio a un reparto che nelle ultime settimane sembrava aver ritrovato una certa stabilità. L’assenza del difensore costringerebbe la Lazio a modificare le rotazioni, puntando probabilmente su Marusic o Lazzari per coprire il ruolo.

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Durante la settimana, esami strumentali e test sul campo saranno decisivi per capire l’entità dell’infortunio e stabilire un percorso di recupero. Lo staff della Lazio vuole evitare qualunque rischio di ricaduta, soprattutto perché l’anca è una zona delicata e un rientro affrettato potrebbe compromettere le settimane successive.

L’infortunio arriva in un momento in cui la Lazio aveva iniziato a costruire maggiore solidità difensiva. Per questo motivo ogni valutazione sarà fatta con estrema cautela. In casa biancoceleste, almeno per ora, prevale un’unica parola chiave: prudenza.

Fiorentina, la difesa è un problema: Vanoli deve trovare una soluzione in poco tempo. Le ultimissime sulla Viola

Fiorentina, la squadra toscana non sta vivendo un periodo positivo e la difesa è forse una delle maggiori responsabili. Vanoli chiamato alla soluzione

La Fiorentina sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia recente. Con soli 5 punti conquistati nelle prime 11 giornate, la squadra viola si ritrova all’ultimo posto in classifica e fatica a trovare soluzioni ai problemi che la affliggono sin dall’inizio della stagione. Tra questi, il più evidente riguarda la fase difensiva: i numeri parlano chiaro e mostrano una Fiorentina in grande sofferenza, con ben 18 gol incassati, dato che la rende la difesa più battuta dell’intero campionato.

Il neo allenatore Paolo Vanoli, arrivato da poche settimane a guidare la Fiorentina, ha ammesso che il tempo a disposizione per intervenire sulla tenuta del reparto arretrato è stato finora insufficiente. Il pareggio contro il Genoa ha messo ancora una volta in risalto le criticità difensive dei viola: De Gea, chiamato spesso agli straordinari, è uscito da Marassi con altre due reti subite, compensando però con una parata decisiva dal dischetto che ha permesso almeno di muovere la classifica.

La sosta arriva dunque al momento opportuno per una Fiorentina che deve necessariamente correggere gli errori strutturali mostrati fin qui. Vanoli sta dedicando gran parte delle sessioni di allenamento a un riassetto difensivo indispensabile per ridare solidità alla squadra. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il tecnico ha individuato tre aree d’intervento prioritarie: aumentare il livello di attenzione, ristabilire equilibrio tra i reparti e introdurre un nuovo sistema di marcatura sui calci piazzati.

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Quest’ultimo punto è particolarmente urgente. Ben la metà dei gol subiti dalla Fiorentina è infatti arrivata da situazioni di palla inattiva, un dato che preoccupa e che richiede un cambio radicale nell’approccio. Vanoli sta valutando il passaggio dalla difesa a zona a una marcatura a uomo più aggressiva e responsabile, con l’obiettivo di limitare errori individuali e disattenzioni che sono costate punti pesanti.

Oltre alle novità sulle palle da fermo, il tecnico della Fiorentina intende rivedere il baricentro della squadra: una linea difensiva troppo alta ha spesso lasciato spazio alle ripartenze avversarie, mettendo in difficoltà un reparto che oggi manca fiducia e automatismi. Un baricentro più basso, unito a una maggiore compattezza tra centrocampo e difesa, potrebbe rappresentare la chiave per evitare nuovi blackout come quelli visti a Marassi.

La Fiorentina ora è chiamata a reagire. Il lavoro di Vanoli è appena iniziato, ma la necessità di invertire la rotta è urgente: solo ritrovando ordine e concentrazione la squadra potrà riemergere da un inizio di stagione che, finora, ha mostrato soprattutto le sue fragilità.

Juventus Women, buona la partita contro il Genoa. Le bianconere portano a casa tre punti d’oro. Il resoconto

Juventus Women, le bianconere battono 2-0 il Genoa e riescono a dare continuità alla vittoria in Champions League. Il resoconto del match

La Juventus Women torna in campo per la sesta giornata di Serie A Women con l’obiettivo di dare continuità all’entusiasmo generato dall’impresa europea di Madrid, dove le bianconere hanno superato l’Atletico con una prestazione di alto livello. In campionato, però, la situazione è diversa: l’avvio di stagione è stato più complicato del previsto e la squadra ha urgente bisogno di risalire la classifica. A Biella arriva un Genoa neopromosso, ma capace di restare a un solo punto di distanza dalle bianconere, segno che la sfida non sarà una formalità.

La Juventus Women approccia bene il match e già al 2’ Girelli va vicina al gol su un ottimo servizio di Brighton. Il suo tentativo, però, non trova la misura giusta. Il Genoa risponde con il tiro dalla distanza di Søndergaard al 6’, bloccato senza difficoltà da De Jong. Al 10’ Vangsgaard, particolarmente ispirata, si gira al limite e calcia forte, ma Forcinella respinge con attenzione.

La squadra di Montemurro deve però fare i conti con qualche imprecisione difensiva: al 15’ il Genoa riparte in contropiede e Søndergaard tenta ancora la conclusione, questa volta alta. Un piccolo brivido arriva al 18’, quando Girelli resta a terra dolorante dopo un contrasto, anche se poco dopo rientra in campo. La Juventus Women rischia nuovamente al 21’ su un traversone di Cinotti, deviato in corner da Krumbiegel dopo una palla persa da Calligaris.

Il vantaggio bianconero arriva al 23’: ottima azione sviluppata sulla destra, Thomas pennella un cross perfetto e Vangsgaard, tagliando sul primo palo, insacca di testa. La gara si complica però poco dopo per la Juventus Women, che perde Wälti al 26’ per un problema muscolare alla coscia.

La reazione è immediata e al 28’ Girelli firma il raddoppio: sugli sviluppi di un corner, la numero 10 trova un mancino volante di rara bellezza, infilando il pallone nell’angolo più lontano. La Juventus Women continua a creare: al 34’ Godo non trova la porta di testa, mentre al 39’ Vangsgaard manca il bersaglio su un’altra iniziativa di Thomas.

La ripresa mantiene lo stesso copione. Il Genoa prova a costruire qualche occasione, come il tiro di Librán al 52’, ma De Jong e la difesa bianconera gestiscono bene. Brighton viene ammonita al 56’, mentre Librán torna pericolosa al 57’ con un colpo di testa che impegna Forcinella. La Juventus Women sfiora più volte il terzo gol: Vangsgaard va vicina all’incrocio all’87’, mentre nel recupero spreca un’ultima grande chance.

Il match si chiude sul 2-0: la Juventus Women ritrova punti, fiducia e solidità, rilanciandosi in una Serie A che ha ancora molto da raccontare.

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