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Convocati Italia, ecco la lista completa di Gattuso in vista della sfida contro l’Estonia

Convocati Italia: Gattuso sceglie i 23 per la sfida con l’Estonia, fuori Maldini e Scamacca

In vista della delicata sfida di qualificazione contro l’Estonia, il nuovo commissario tecnico Gennaro Gattuso ha ufficializzato la lista dei convocati dell’Italia, escludendo quattro nomi noti: Marco Carnesecchi, Giovanni Leoni, Giovanni Fabbian e Daniel Maldini. I quattro, pur avendo preso parte al ritiro a Coverciano, non rientrano nell’elenco dei 23 scelti per la gara e assisteranno alla partita di questa sera dalla tribuna.

La sfida contro l’Estonia, valida per il Gruppo I delle qualificazioni europee alla prossima Coppa del Mondo, segna anche l’inizio del nuovo corso azzurro sotto la guida di Gattuso. Tra i convocati dell’Italia non figura nemmeno Gianluca Scamacca: l’attaccante dell’Atalanta è stato costretto al forfait per un problema al ginocchio sinistro, che gli ha impedito di allenarsi nei primi giorni di ritiro. Dopo una valutazione dello staff medico, si è deciso di non rischiarlo.

Ecco, dunque, la lista definitiva dei 23 convocati dell’Italia per la partita contro l’Estonia:

Portieri:

  • Gianluigi Donnarumma
  • Alex Meret
  • Guglielmo Vicario

Difensori:

  • Raoul Bellanova
  • Federico Dimarco
  • Federico Gatti
  • Riccardo Calafiori
  • Andrea Cambiaso
  • Alessandro Bastoni
  • Giovanni Di Lorenzo
  • Gianluca Mancini

Centrocampisti:

  • Manuel Locatelli
  • Nicolò Rovella
  • Sandro Tonali
  • Davide Frattesi
  • Riccardo Orsolini
  • Nicolò Barella

Attaccanti:

  • Matteo Politano
  • Mateo Retegui
  • Giacomo Raspadori
  • Moise Kean
  • Pio Esposito
  • Mattia Zaccagni

La scelta dei convocati dell’Italia riflette l’intenzione di Gattuso di mescolare esperienza e freschezza. Giocatori già affermati come Barella e Donnarumma saranno affiancati da giovani emergenti come Pio Esposito e Calafiori, simboli di un progetto che guarda al futuro.

L’esclusione di Maldini e Fabbian, così come quella di Leoni, è legata a scelte tecnico-tattiche e non a problemi fisici. Per loro resta comunque la soddisfazione di aver partecipato al ritiro, con la possibilità di essere richiamati nelle prossime convocazioni.

Con questa selezione, Gattuso spera di iniziare il suo percorso con il piede giusto. I convocati dell’Italia sono pronti a dare tutto per conquistare tre punti fondamentali nella corsa verso il Mondiale.

Italia Estonia, Sacchi su Gattuso: «Sarò il suo primo tifoso. Mi auguro che accada questa cosa»

Italia Estonia: l’esordio di Gattuso e l’appello di Sacchi alla Nazionale

Cresce l’attesa per Italia Estonia, la sfida in programma questa sera che segna un momento cruciale per la Nazionale azzurra: sarà infatti la prima partita con Gennaro Gattuso sulla panchina dell’Italia. Un debutto che non passa inosservato, e che ha ispirato le riflessioni di Arrigo Sacchi, ex commissario tecnico e oggi editorialista de La Gazzetta dello Sport.

Nel suo intervento, Sacchi ha voluto esprimere pieno sostegno al nuovo CT: «Sarò il primo tifoso di Gattuso – scrive – per una questione umana e per il modo in cui ha sempre lavorato. In carriera ha sempre dato il 100%, anzi spesso anche di più. È un uomo che conosce il valore del sacrificio, che correva sempre una volta in più, che aiutava i compagni e che si metteva completamente a disposizione del gruppo.»

L’ex allenatore prosegue concentrandosi sull’importanza della partita Italia Estonia in ottica qualificazione: «È fondamentale vincere per continuare a sperare nel Mondiale. Dopo due mancate qualificazioni, sarebbe un disastro non esserci di nuovo. Ma per riuscirci, la squadra deve ragionare come Gattuso: con spirito di squadra, dedizione e senza paura di sbagliare. I giocatori devono potersi esprimere liberamente, anche commettendo errori, senza il timore di perdere il posto alla prima difficoltà.»

Sacchi, nel suo editoriale, lancia un chiaro messaggio: «L’Italia ha bisogno di undici Gattuso in campo. Se ogni giocatore darà tutto come faceva il nostro nuovo CT, allora possiamo davvero credere nella qualificazione. E finalmente, gli italiani potranno tornare a essere fieri della maglia azzurra.»

Parlando del futuro, Sacchi sottolinea come il successo non debba dipendere dai singoli: «Non deve essere l’Italia di Kean o di Barella, di Tonali o Bastoni. Dev’essere l’Italia di Gattuso: un collettivo unito, senza primedonne, dove ogni giocatore lavora per l’altro.»

Concludendo, l’ex CT rivolge un pensiero affettuoso al suo successore: «In bocca al lupo, Rino. Porta la tua passione, il tuo coraggio e la tua fame anche in panchina. Italia Estonia può essere solo l’inizio.»

Qualificazione Mondiali 2026, Leo Messi porta l’Argentina alla vittoria. Il punto sui risultati

Qualificazione Mondiali 2026: show dell’Argentina e di Messi, Uruguay e Colombia staccano il pass

Nella notte italiana si sono giocate diverse partite decisive per la Qualificazione ai Mondiali 2026, valide per il girone sudamericano. A prendersi la scena è stata ancora una volta l’Argentina, già aritmeticamente qualificata, che ha battuto il Venezuela con un netto 3-0 al Monumental di Buenos Aires. Grande protagonista Leo Messi, che ha salutato il pubblico di casa con una prestazione da incorniciare, segnando una doppietta nella sua ultima apparizione in patria con la maglia albiceleste.

In gol anche Lautaro Martinez, entrato nella ripresa e autore del 2-0 con un colpo di testa su assist di Nico Gonzalez. L’Argentina conferma così la propria superiorità nel percorso di qualificazione ai Mondiali, mostrando solidità, qualità e profondità di rosa. Il pubblico argentino ha reso omaggio a Messi con una lunga standing ovation, in un clima carico di emozione e gratitudine.

Nel frattempo, anche il Brasile ha risposto presente. La squadra di Carlo Ancelotti, già certa del passaggio del turno, ha superato il Cile con un altro 3-0 convincente. A segno Estevao, Paquetá e Guimarães, in una partita dominata in lungo e in largo dai verdeoro. Per il Cile, fanalino di coda del girone, la strada verso la qualificazione ai Mondiali si complica ulteriormente.

Successi importanti anche per Colombia e Uruguay, entrambe vittoriose con lo stesso punteggio (3-0 rispettivamente su Bolivia e Perù) e ora matematicamente qualificate al torneo iridato. I colombiani hanno trovato la rete con James Rodriguez, Cordoba e Quintero, mentre l’Uruguay ha chiuso i giochi con Aguirre, De Arrascaeta e Vinas. Le due nazionali, protagoniste di un percorso costante, si aggiungono così al gruppo delle già qualificate.

L’unico pareggio della notte è arrivato da Paraguay-Ecuador, terminata 0-0. Un risultato che non modifica molto le dinamiche in classifica, ma che rallenta la corsa dell’Ecuador verso la qualificazione ai Mondiali.

Con Argentina, Brasile, Uruguay e Colombia già sicure di un posto, si accende la lotta per gli ultimi slot disponibili. Le prossime giornate saranno decisive per capire chi riuscirà a staccare gli ultimi biglietti per il sogno mondiale.

Thiago Motta, quale sarà il futuro dell’ex tecnico bianconero. Il punto

Thiago Motta, il futuro è un rebus: tra Juve, estero e big italiane

Il nome di Thiago Motta continua ad essere uno dei più caldi del panorama calcistico europeo. Ancora sotto contratto con la Juventus, il tecnico italo-brasiliano è al centro di voci, speculazioni e interessi che coinvolgono club di primo piano sia in Italia che all’estero. Come riportato da calciomercato.com, Dario Canovi – storico procuratore e membro dell’entourage di Motta – ha parlato del suo assistito ai microfoni di QSVS, tracciando i possibili scenari futuri.

Le parole di Canovi non lasciano spazio a dubbi: “Thiago Motta diventerà un grande allenatore. Ha ricevuto diverse offerte, anche oggi è arrivata una proposta dall’estero. Ora dovrà semplicemente trovare la situazione giusta, quella che gli consenta di continuare a crescere”. Parole che confermano l’enorme considerazione di cui gode Motta tra gli addetti ai lavori e che alimentano le voci su un possibile addio alla Juventus prima ancora di iniziare un ciclo solido.

La posizione di Thiago Motta è diventata oggetto di discussione anche per via del trattamento riservatogli da parte di alcuni media. Canovi ha voluto sottolinearlo con chiarezza: “Non voglio parlare di lui, non mi è piaciuta la posizione di una buona parte della stampa”. Una dichiarazione che lascia intendere come ci siano state interpretazioni poco corrette o affrettate sulla situazione del tecnico bianconero.

Il futuro di Motta, comunque, resta apertissimo. In Italia, le big non mancano. Milan, Napoli e Inter – citate dallo stesso Canovi – sono le realtà più competitive del momento in Serie A. Club ambiziosi, con progetti ben delineati e pronti a investire su allenatori innovativi come Thiago Motta, la cui proposta di calcio è moderna, dinamica e centrata sulla valorizzazione dei giovani.

Tuttavia, l’ipotesi di un’avventura all’estero resta concreta. Le offerte non mancano e la carriera di Motta potrebbe prendere una svolta internazionale, magari in Premier League o in Liga, dove già si parla di lui con interesse.

Nel frattempo, la Juventus resta alla finestra. Il club bianconero osserva gli sviluppi, consapevole che trattenere Thiago Motta sarà possibile solo se gli verrà garantita fiducia, stabilità e un progetto tecnico all’altezza delle sue ambizioni.

Inter, Chivu cambia tutto! Ecco la nuova disposizione tattica nerazzurra

Inter, Chivu cambia rotta: basta eleganza, serve fame e aggressività

Cristian Chivu ha voltato pagina: l’Inter che ha in mente non deve più puntare su estetica e leggerezza, ma su aggressività, fame e concretezza. Dopo la deludente sconfitta contro l’Udinese, il tecnico ha lanciato un messaggio forte e chiaro alla sua squadra: “Serve più sporcizia, meno eleganza”. Il tempo delle giocate fini è finito. L’obiettivo è chiaro: costruire un’Inter verticale, feroce nel pressing e pronta a recuperare palla in maniera immediata.

Per l’allenatore nerazzurro, il possesso palla non è più una priorità. L’Inter deve essere intensa, concentrata sulle transizioni rapide e sull’aggressione costante. Un esempio perfetto di questa nuova mentalità è arrivato nel match contro la Juventus di Tudor: meno palleggio, più determinazione. Una vittoria ottenuta con cuore e spirito di sacrificio, anche con mezzi inferiori.

Un dato su tutti racconta l’evoluzione dell’Inter: 31 falli commessi in appena due partite. Numeri che, in altri contesti, farebbero storcere il naso. Per Chivu, invece, sono il segnale di una squadra che lotta, che cerca il pallone alto e non ha paura di sporcarsi le mani. L’Inter vuole recuperare l’identità di un gruppo tosto, difficile da affrontare.

In questo percorso di trasformazione, arrivano anche rinforzi. In difesa è pronto a dare il suo contributo Manuel Akanji, nuovo innesto pensato per garantire equilibrio e leadership. L’ex Manchester City prenderà il posto di Bisseck, apparso ancora troppo timido e insicuro. L’Inter, in questo senso, cerca esperienza e coraggio.

A centrocampo toccherà ancora a Barella guidare la pressione, supportato probabilmente da Sucic, mentre Calhanoglu avrà il compito di gestire la fase offensiva, agendo da regista con visione e qualità. La nuova Inter di Chivu nasce da un’idea semplice ma potente: essere più cattivi, meno belli.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il cambio di passo è già in atto. L’Inter si prepara a diventare una squadra meno raffinata ma decisamente più pericolosa. Un’Inter che non fa sconti, che vuole tornare a dominare con le armi della grinta, della corsa e della fame.

Le prime pagine sportive nazionali – 5 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Calciomercato Juve: Vlahovic nel mirino di due big di Serie A, si apre duello per il 2026! I dettagli

Calciomercato Juve: Vlahovic nel mirino di due big di Serie A, si apre duello per il 2026! Tutti gli aggiornamenti sull’attaccante

Negli ultimi mesi, il futuro di Dusan Vlahovic, attaccante serbo classe 2000 e attuale punta di riferimento della Juventus, è diventato uno dei temi più caldi del calciomercato italiano. Il bomber bianconero, noto per la sua potenza fisica e il fiuto del gol, è finito nel mirino di due big di Serie A: Milan e Inter.

Secondo indiscrezioni riportate dalla giornalista Fabiana Della Valle, il Milan avrebbe manifestato interesse per Vlahovic già in una fase iniziale, valutando la possibilità di un’operazione anche prima della scadenza del contratto con la Juventus, fissata al 2026. I rossoneri, alla ricerca di un centravanti di livello internazionale per il dopo-Giroud, hanno seguito con attenzione le evoluzioni della situazione.

Parallelamente, l’Inter si è mossa con decisione. Il direttore sportivo Beppe Marotta, dirigente esperto e abile nelle trattative a parametro zero, avrebbe avviato contatti diretti con l’entourage del giocatore per sondare la disponibilità a un trasferimento a Milano nel 2026 senza costi di cartellino. Fonti vicine alla trattativa riferiscono che Vlahovic avrebbe espresso un gradimento di massima per l’ipotesi nerazzurra, pur senza prendere impegni definitivi.

La strategia dell’Inter punta a replicare colpi di mercato già riusciti in passato, sfruttando la scadenza contrattuale per assicurarsi un top player senza esborso per il cartellino. Un’eventuale operazione di questo tipo permetterebbe ai nerazzurri di rinforzare ulteriormente il reparto offensivo, affiancando Vlahovic a Lautaro Martínez e garantendo un attacco di altissimo livello.

Il Milan, dal canto suo, non ha mai smesso di monitorare la situazione. La dirigenza rossonera, guidata da Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada, resta vigile e pronta a inserirsi qualora si aprissero spiragli concreti per portare il serbo a San Siro.

La decisione finale spetterà a Vlahovic, che valuterà attentamente le proposte in base alle ambizioni sportive e alle prospettive future dei club interessati. Con il contratto in scadenza e due rivali storiche pronte a contenderselo, il duello di mercato tra Milan e Inter promette di essere uno dei temi caldi delle prossime sessioni.

Mercato Milan: resta viva l’ipotesi di un ritorno in rossonero Galliani, tra sogni e ostacoli

Mercato Milan: resta viva l’ipotesi di un ritorno in rossonero Galliani, tra sogni e ostacoli. Le ultimissime in casa Milan

Il calciomercato del Milan continua a sorprendere con indiscrezioni destinate a far discutere. L’ultima, rilanciata dal giornalista sportivo Nicolò Schira, riguarda un possibile e clamoroso ritorno di Adriano Galliani in rossonero. L’ex amministratore delegato, protagonista di oltre trent’anni di successi con il club, sarebbe nel mirino della nuova proprietà guidata da Gerry Cardinale (fondatore di RedBird Capital) e da Zlatan Ibrahimović, oggi dirigente e leggenda del Milan.

Secondo Schira, l’operazione non è però semplice. Galliani, attuale amministratore delegato del Monza, è legato al progetto brianzolo e il rallentamento nel closing societario rende incerto il suo futuro. Nonostante ciò, l’interesse del Milan è concreto: a giugno, a Saint Tropez, ci sarebbe stato un incontro tra le parti, segnale della volontà di riportare in rossonero una figura che ha scritto pagine indelebili della storia del club.

Il ruolo ipotizzato per Galliani sarebbe di Vice Presidente, incarico di prestigio che lo vedrebbe affiancare la nuova dirigenza. In prima linea ci sono Igli Tare, ex direttore sportivo della Lazio, chiamato a guidare le strategie di mercato, e Massimiliano Allegri, tecnico livornese tornato sulla panchina del Milan dopo i successi ottenuti in passato, con l’obiettivo di riportare la squadra ai vertici del calcio italiano e internazionale.

L’esperienza e le competenze di Galliani potrebbero rappresentare un valore aggiunto per il progetto tecnico, ma non tutti in società sarebbero favorevoli al suo ritorno. Le motivazioni di questa resistenza interna non sono chiare: potrebbero derivare da divergenze strategiche, dalla volontà di dare spazio a nuove figure o da equilibri dirigenziali già consolidati.

Per Galliani, la scelta non è banale. Il Monza, portato in Serie A e consolidato nella massima categoria, è un progetto a cui è profondamente legato. Lasciarlo significherebbe chiudere un capitolo importante della sua carriera.

L’eventuale ingresso del “Condor” in un Milan già rinnovato con Tare e Allegri potrebbe ridisegnare le strategie societarie e influenzare il futuro del club. Una trattativa che, tra suggestione e complessità, resta uno dei temi caldi di questo calciomercato rossonero.

Italia Estonia, parla Barella: «Il mister ci ha dato serenità, fiducia e ci ha fatto lavorare bene. Noi dovremo ripagare tutto»

Italia Estonia, Barella: «Il mister ci ha dato serenità, fiducia e ci ha fatto lavorare bene. Noi dovremo ripagare tutto». Le sue parole

Alla vigilia della sfida di qualificazione contro l’Estonia, il centrocampista dell’Inter Nicolò Barella, 27 anni, uno dei pilastri della Nazionale italiana, ha condiviso le sue riflessioni sul momento degli Azzurri e sulle prospettive sotto la nuova guida tecnica di Rino Gattuso.

Intervistato da Sky Sport, Barella ha ammesso che negli ultimi anni non tutto ha funzionato come previsto: «Sicuramente sono tante le cose che non hanno funzionato prima». Un riferimento chiaro alle difficoltà incontrate durante le gestioni di Roberto Mancini, commissario tecnico campione d’Europa nel 2021, e di Luciano Spalletti, subentrato nel 2023. «Abbiamo avuto difficoltà, ma ora ritrovarci è la cosa più importante», ha aggiunto il centrocampista.

L’effetto Gattuso: fiducia e lavoro di squadra

L’arrivo di Rino Gattuso, ex centrocampista campione del mondo nel 2006 e noto per il suo carisma, ha portato una ventata di ottimismo. «Il mister ci ha dato serenità, fiducia e ci ha fatto lavorare bene. Noi dovremo ripagare tutto questo con le nostre prestazioni e le nostre qualità», ha sottolineato Barella, evidenziando la necessità di riportare in campo quelle caratteristiche che hanno sempre contraddistinto la Nazionale, ma che di recente erano rimaste in ombra.

La sfida con l’Estonia e il ruolo della coesione

Parlando della partita imminente, Barella ha spiegato che la formazione titolare non è ancora definita, ma ha espresso entusiasmo all’idea di giocare accanto a Sandro Tonali, centrocampista del Newcastle, così come con qualsiasi altro compagno di reparto. L’obiettivo, ha ribadito, è ritrovare la coesione che fu decisiva nella vittoria di Euro 2020: «Dobbiamo ritrovare la coesione che ci ha sempre rappresentato».

Fame, orgoglio e mentalità vincente

Per Barella, la chiave del successo contro l’Estonia sarà l’atteggiamento mentale: «Dobbiamo avere voglia di entrare in campo, avere fame, orgoglio e divertirci». Il centrocampista ha concluso sottolineando l’importanza di vincere e, se possibile, segnare più reti per migliorare la differenza gol, elemento cruciale nella corsa alla qualificazione.

Con il nuovo corso targato Gattuso, la Nazionale punta a ritrovare compattezza e risultati, con l’obiettivo di tornare protagonista nelle competizioni internazionali.

Mercato Juventus, il futuro di Vlahovic tra rinnovo e addio: stagione decisiva per l’attaccante serbo

Mercato Juventus, il futuro di Vlahovic tra rinnovo e addio: stagione decisiva per l’attaccante serbo. Le ultimissime

Il destino di Dusan Vlahovic, 24 anni, centravanti serbo e numero 9 della Juventus, si decide in questa stagione. L’ex Fiorentina, arrivato a Torino nel gennaio 2022 come colpo di mercato di prospettiva, è entrato nell’ultimo anno di contratto con il club bianconero. Nonostante l’arrivo di nuovi rinforzi offensivi come Edon Zhegrova (esterno kosovaro ex Lille) e Loïs Openda (attaccante belga ex Lipsia), Vlahovic resta una pedina importante per l’allenatore Igor Tudor, tecnico croato noto per il suo calcio intenso e fisico.

Pur non essendo più il riferimento offensivo principale dopo l’arrivo di Jonathan David (punta canadese ex Lille), Vlahovic continua a incidere nei momenti chiave. Il gol realizzato contro il Genoa, sottolineato da Gazzetta.it, ha confermato la sua capacità di essere decisivo anche partendo dalle rotazioni.

Gestione Tudor e mercato in stand-by

Tudor ha saputo mantenere Vlahovic coinvolto, nonostante le insistenti voci di mercato estive. La Juventus, infatti, aveva valutato la sua cessione, ma nessuna offerta ha soddisfatto le richieste economiche del club. Così, il serbo è rimasto a disposizione, pronto a essere un’arma in più nella corsa agli obiettivi stagionali.

Contratto in scadenza e incognita gennaio

Il contratto di Vlahovic scade a giugno 2026, ma già da gennaio il giocatore potrà firmare un pre-accordo con un’altra squadra. Il suo agente, Darko Ristic, ha ricevuto manifestazioni di interesse da diversi club europei, ma al momento non ci sono trattative avanzate. La Juventus dovrà affrontare questa situazione delicata nei prossimi mesi, valutando se puntare su un rinnovo o aprire alla cessione.

Un eventuale prolungamento potrebbe concretizzarsi solo se Vlahovic accettasse di rivedere le proprie richieste economiche, rinunciando al bonus fedeltà da 4 milioni di euro previsto dall’attuale accordo.

Possibile rinnovo: le condizioni

Secondo gli esperti di mercato, il serbo non ha mai espresso una forte volontà di lasciare Torino. Se continuerà a ritagliarsi spazio da protagonista, potrebbe essere disposto a ridurre le pretese e firmare un nuovo contratto. Una permanenza che, in caso di accordo, sarebbe vantaggiosa per entrambe le parti: la Juventus manterrebbe un attaccante di livello internazionale, mentre Vlahovic proseguirebbe il suo percorso in un club di vertice.

Serie B: un campionato giovane e a forte trazione italiana. Metà dei tesserati è U23

Serie B: un campionato giovane e a forte trazione italiana. Metà dei tesserati è U23. La statistica aggiornata

La nuova stagione di Serie BKT si apre sotto il segno dell’italianità e della valorizzazione dei giovani talenti. Secondo i dati ufficiali diffusi dalla Lega B, oltre il 75% dei calciatori iscritti al campionato possiede il passaporto italiano, mentre quasi un terzo è composto da Under 21 pronti a mettersi in mostra.

I numeri della stagione

Alla chiusura del calciomercato estivo, le 20 società di Serie B hanno depositato le liste ufficiali dei tesserati:

  • Totale calciatori: 582
  • Italiani: 439 (75,4%)
  • Stranieri: 143
  • Under 21: 187 (32% del totale, 26% se si considerano solo gli italiani)
  • Under 23: 263 (45% del totale, 36% tra gli italiani)
  • Età media: 25,2 anni, in calo rispetto ai 25,7 della scorsa stagione

Questi dati confermano la vocazione della Serie B come laboratorio di crescita per giovani promesse, sia provenienti dai vivai italiani sia in arrivo dalla Serie A in cerca di minuti e continuità.

Un campionato formativo e competitivo

La Lega B sottolinea come la missione principale del torneo resti la valorizzazione del talento: dai calciatori cresciuti nei settori giovanili, pronti al salto in prima squadra, a quelli che scendono dalla massima serie per ritrovare fiducia e ritmo in un contesto competitivo.

COMUNICATO – “Concluso il calciomercato è tempo di numeri. Quelli della Serie BKT confermano un campionato dalle caratteristiche spiccate di gioventù e italianità. Le liste depositate dalle 20 società del campionato alla chiusura della sessione estiva di mercato parlano, infatti, di peculiarità che rimangono dominati in B: su 582 tesserati, 439 hanno il passaporto del nostro Paese, cioè il 75,4% del totale, mentre 143 sono gli stranieri.

Capitolo giovani. Gli Under 21 rappresentano il 32% del totale (187 tesserati), il 26% se si considera solo gli italiani. Tradotto significa che più di un giocatore su quattro presente nelle liste delle 20 squadre di B è potenzialmente un giocatore convocabile nelle under azzurre. Se si sale alla categoria Under 23 la percentuale arriva al 45%, 263 tesserati, 36% se si parla solo di italiani, cioè 208 calciatori. Infine, l’età media che si attesta a 25,2 anni, in calo rispetto alla scorsa stagione (25,7).

Numeri che attestano la missione principale della Serie BKT di valorizzazione del talento, quello dei vivai che formano calciatori per la prima squadra, ma anche quello proveniente dalla categoria superiore che viene a formarsi in un campionato equilibrato e impegnativo“.

Mbappé non ha dubbi: «Giochiamo troppo? No. Prima lo pensavo, ora la mia riflessione è cambiata»

Mbappé non ha dubbi: «Giochiamo troppo? No. Prima lo pensavo, ora la mia riflessione è cambiata». Ecco le sue dichiarazioni

Kylian Mbappé, attaccante del Paris Saint-Germain e capitano della nazionale francese, torna a far parlare di sé. Alla vigilia della sfida tra Ucraina e Francia, valida per le qualificazioni ai Mondiali di calcio 2026, il fuoriclasse classe 1998 ha utilizzato la conferenza stampa pre-partita per affrontare un tema sempre più dibattuto: il calendario internazionale e il ritmo serrato delle stagioni calcistiche.

L’incontro, in programma a Kiev, rappresenta un passaggio cruciale per entrambe le squadre. La Francia, guidata dal commissario tecnico Didier Deschamps – ex centrocampista e capitano dei Bleus campioni del mondo nel 1998 – punta a consolidare il primato nel girone. L’Ucraina, allenata da Serhiy Rebrov, ex attaccante di Dinamo Kiev e Tottenham, cerca invece punti fondamentali per restare in corsa.

Durante l’incontro con i media, Mbappé ha sottolineato come l’attuale struttura del calendario calcistico stia mettendo a dura prova la resistenza fisica e mentale dei giocatori.

PAROLE – «Giochiamo troppo? No. Prima lo pensavo, ora la mia riflessione è cambiata. Il problema non è il numero di partite, ma la mancanza di recupero. Non ricordo un giocatore in grado di rendere al massimo per 60 partite consecutive. Fisicamente puoi essere pronto, ma non sempre al tuo livello migliore. La gente pensa che, visto quanto guadagniamo, dobbiamo giocare senza discutere. Ma è essenziale rigenerare il corpo per mantenere intensità e spettacolo. Altrimenti si rischia di dover saltare delle partite, e sarebbe un problema».

La partita Ucraina-Francia, oltre al valore sportivo, diventa così anche un palcoscenico per un messaggio forte: il calcio di vertice deve trovare un equilibrio tra spettacolo e sostenibilità fisica. E quando a dirlo è uno dei giocatori più rappresentativi al mondo, il dibattito è destinato a restare acceso.

Raheem Sterling, dal sogno Golden Boy al futuro incerto al Chelsea. La ricostruzione

Raheem Sterling, dal sogno Golden Boy al futuro incerto al Chelsea. La ricostruzione delle ultime vicende in casa Blues

Raheem Sterling, attaccante inglese classe 1994, era considerato uno dei talenti più luminosi della sua generazione. Nel 2014, a soli 20 anni, vinse il Golden Boy, succedendo a Paul Pogba e precedendo nomi come Divock Origi e Marquinhos. Cresciuto calcisticamente nel Queens Park Rangers, si impose come promessa al Liverpool prima di vivere il suo apice al Manchester City di Pep Guardiola, dove conquistò titoli e riconoscimenti.

Il trasferimento al Chelsea nel 2022 avrebbe dovuto rappresentare una nuova sfida, ma la sua parabola ha subito una brusca frenata. Nella scorsa stagione, i Blues lo hanno ceduto in prestito all’Arsenal di Mikel Arteta, tecnico spagnolo noto per il suo gioco offensivo e organizzato. Con i Gunners, Sterling ha collezionato 28 presenze tra tutte le competizioni, realizzando un solo gol e fornendo cinque assist. Numeri giudicati insufficienti da Arteta, che non ha spinto per una sua conferma.

Rientrato a Stamford Bridge, l’attaccante non rientra nei piani dell’ex giocatore della Juve Enzo Maresca, nuovo allenatore del Chelsea e fautore di un calcio basato sul possesso palla. Durante l’estate, diversi club hanno sondato il terreno: in Premier League si erano interessati Fulham, West Ham e Crystal Palace, mentre all’estero si era parlato del Napoli, soprattutto dopo l’infortunio di Romelu Lukaku. Tuttavia, nessuna trattativa è andata in porto.

Uno dei principali ostacoli è legato alle richieste del giocatore. Sterling non è attratto dall’ipotesi di un trasferimento in Medio Oriente e preferirebbe restare a Londra per motivi familiari, riducendo così le opzioni disponibili. A complicare la situazione c’è anche il suo ingaggio: il contratto con il Chelsea, valido fino al 2027, prevede uno stipendio di circa 347.000 euro a settimana, cifra proibitiva per molti club.

Se non dovesse trovare una nuova destinazione entro gennaio, Sterling rischia di essere escluso dal gruppo e costretto ad allenarsi a parte. Una prospettiva amara per un calciatore che, undici anni fa, era visto come il futuro del calcio inglese e che oggi si trova a un bivio cruciale della sua carriera.

Calciomercato Lazio: il futuro di Taty Castellanos tra Roma e Flamengo. Le ultime

Calciomercato Lazio: il futuro di Taty Castellanos tra Roma e Flamengo. Le ultimissime sui biancocelesti

Le voci di calciomercato Lazio si fanno sempre più insistenti, con il nome di Valentín “Taty” Castellanos — attaccante argentino classe 1998, arrivato in biancoceleste nell’estate 2023 dal Girona — al centro delle attenzioni. Secondo indiscrezioni provenienti dal Brasile, il centravanti sarebbe pronto a lasciare la Capitale per approdare al Flamengo, club di Rio de Janeiro tra i più titolati del Sud America.

Negli ultimi giorni, diversi media brasiliani hanno rilanciato la notizia, trovando conferme nelle parole del giornalista Fabrizio Lopes, che sostiene come il Flamengo sia intenzionato a tornare all’assalto già nella sessione invernale di mercato. L’operazione, stando alle fonti, sarebbe in fase avanzata sul piano dei contatti preliminari e ruoterebbe attorno alla volontà del giocatore, che vedrebbe con favore un ritorno in Sud America per una nuova avventura professionale.

Se la trattativa dovesse concretizzarsi, l’impatto sulle strategie della Lazio sarebbe significativo. Il club capitolino, guidato da Maurizio Sarri — tecnico toscano noto per il suo calcio offensivo e organizzato — ha dovuto fare i conti negli ultimi mesi con le restrizioni imposte dalla nuova Commissione indipendente, che ha limitato le operazioni in entrata. La cessione di Castellanos potrebbe liberare risorse economiche e spazio in rosa per l’arrivo di un attaccante più adatto al sistema di gioco del mister.

Tuttavia, da ambienti vicini alla società trapela prudenza: al momento non ci sono conferme ufficiali sulla volontà del giocatore di lasciare Formello. Alcune fonti sostengono che l’argentino voglia prima conoscere le intenzioni del club e dell’allenatore prima di prendere una decisione definitiva. Come spesso accade nel calciomercato, la verità potrebbe emergere solo a ridosso dell’apertura ufficiale della finestra di gennaio.

Dopo una stagione non brillante in termini realizzativi, ma caratterizzata da impegno e spirito di sacrificio, il futuro di Castellanos resta incerto. Il suo destino potrebbe diventare la chiave per sbloccare altre operazioni, sia in entrata che in uscita, rendendo la sessione invernale della Lazio particolarmente calda.

Una cosa è certa: il caso Castellanos sarà uno dei dossier più seguiti del calciomercato di gennaio, con possibili sviluppi che potrebbero cambiare il volto dell’attacco biancoceleste.

Inter, ecco il monte ingaggi della stagione: cifre, top player e strategia salariale

Inter, ecco il monte ingaggi della stagione 2025/26: le cifre, i top player e strategia salariale dei nerazzurri

Con la chiusura del calciomercato estivo e la rosa ormai definita, è possibile tracciare un quadro preciso del monte ingaggi dell’Inter per la stagione 2025/26. Secondo le stime riportate da Calcio e Finanza, il club nerazzurro ha mantenuto una sostanziale stabilità rispetto all’annata precedente, registrando soltanto una lieve riduzione di circa un milione di euro.

I numeri del monte ingaggi

Nel campionato 2024/25, l’Inter aveva sostenuto un costo di circa 85,6 milioni di euro netti per gli stipendi dei calciatori, pari a 142,5 milioni di euro lordi. Per la stagione 2025/26, la previsione è di 83 milioni netti (141,5 milioni lordi), con un calo dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Una contrazione minima, che conferma la volontà della società di mantenere un organico competitivo senza compromettere l’equilibrio finanziario.

I giocatori più pagati

Il capitano Lautaro Martínez, attaccante argentino classe 1997 e leader tecnico della squadra, si conferma il calciatore più pagato della rosa con 9 milioni di euro netti a stagione. Alle sue spalle troviamo Nicolò Barella, centrocampista sardo e pilastro della Nazionale italiana, e Hakan Çalhanoğlu, regista turco ex Milan, entrambi con un ingaggio da 6,5 milioni netti.

Questa politica retributiva premia le stelle della squadra, garantendo al contempo un equilibrio salariale tra i top player e il resto del gruppo.

Strategia e sostenibilità

La dirigenza nerazzurra, guidata dall’amministratore delegato sport Giuseppe Marotta e dal direttore sportivo Piero Ausilio, prosegue su una linea di gestione prudente: stipendi importanti per i titolari di maggiore impatto, cifre più contenute per giovani talenti e riserve. Una strategia che mira a mantenere la sostenibilità economica e rispettare i parametri del Fair Play Finanziario, senza rinunciare alla competitività in Serie A e nelle competizioni europee.

Un impegno economico di alto livello

Il monte ingaggi dell’Inter per il 2025/26 testimonia un investimento significativo, segnale della volontà del club di restare ai vertici del calcio italiano ed europeo. La gestione oculata delle risorse, unita alla valorizzazione dei giocatori chiave, rappresenta la base su cui costruire nuovi successi sportivi.

Italia, parla il ct Gattuso: «Stanotte so già che non riuscirò a dormire. I talenti non ci mancano, i giocatori di qualità ci sono: il problema è questo»

Italia, il ct Gattuso: «Stanotte so già che non riuscirò a dormire. I talenti non ci mancano, i giocatori di qualità ci sono: il problema è questo». Le sue parole

Sta per cominciare ufficialmente l’avventura dell’ex Milan Gennaro Gattuso alla guida della Nazionale italiana. Ecco le sue prime parole:

EMOZIONI– «Stanotte so già che non riuscirò a dormire, ripensando a ciò che abbiamo vissuto questa mattina. Non sono le emozioni a tenermi sveglio, ma i pensieri. Resto però profondamente orgoglioso della Federazione, del presidente Gravina, di Gigi Buffon e della straordinaria opportunità che mi è stata concessa. Non so quanti oratori abbiano chiuso e quanti ragazzi ormai non giochino più per strada, come accadeva 20 o 40 anni fa. I genitori non si sentono sicuri, le occasioni per giocare sono sempre meno e un bambino oggi, in una settimana, passa in campo appena 7-8 ore. Mancano strutture adeguate come in altri Paesi e servono 5-600 euro all’anno solo per i kit. I talenti non ci mancano, i giocatori di qualità ci sono: il problema è che si gioca pochissimo, davvero troppo poco»

MODULO – «4-2-3-1 o 4-3-3? I numeri non sono importanti, sappiamo quello che vogliamo fare e sicuramente l’abbiamo preparata molto bene. Noi dobbiamo pensare alla partita di domani, poi a Israele: gara dopo gara»

ESTONIA – «Studiamo l’Estonia da due mesi: è una squadra che costruisce dal basso con qualità, anche col portiere, e se non la pressi bene arriva facilmente negli ultimi 30 metri. Difende a quattro ma può passare a cinque, davanti riparte veloce: è ben organizzata e guidata da un allenatore giovane. Dovremo fare una grande partita: tutti pensano sarà facile, ma sfide semplici non esistono».

Il commissario tecnico degli azzurri, Gennaro Gattuso, ha anche parlato a Sky Sport. Ecco le sue parole:

«Sinceramente non potevo immaginare cose migliori, ho trovato un gruppo che si è messo a disposizione, tra tutte le persone che lavorano nella Federazione. Penso di vedere una grande partita domani, sull’aspetto umano e professionale devo fare i complimenti alla squadra. Parliamo sempre di senso di appartenenza, ma parliamo di essere squadra. Tecnica, tattica, ma la nostra storia dice che il collettivo e la voglia di lottare insieme, da squadra, fanno parte del nostro DNA. Come ho vissuto questi giorni? Non ho tempo di emozionarmi, tante pressioni le sento come le sentivo da giocatore, per questo sono poche le emozioni. Forse un po’ di emozione ci sarà quando fischierà l’arbitro, ma ora sono molto concentrato e dobbiamo pensare partita dopo partita, sappiamo che abbiamo un compito difficilissimo ma dobbiamo mettercela tutta».

Calciomercato: Gündoğan firma con il Galatasaray, era stato proposto alla Juventus! Il retroscena

Calciomercato: Gündoğan firma con il Galatasaray, era stato proposto in estate anche alla Juventus! Ecco il retroscena

İlkay Gündoğan, centrocampista tedesco di origini turche e campione d’Europa con il Manchester City, è stato uno dei nomi più chiacchierati dell’ultima sessione estiva di calciomercato. In scadenza di contratto con i Citizens, il 33enne rappresentava un’occasione a parametro zero che ha attirato l’attenzione di diversi top club europei, tra cui Inter e Juventus.

Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, l’ex capitano del Manchester City era stato proposto sia ai nerazzurri che ai bianconeri, con contatti diretti tra la sua agenzia e le due società per valutare un possibile trasferimento. Tuttavia, nelle ultime 48 ore, Gündoğan ha scelto una strada diversa, firmando ufficialmente con il Galatasaray, club campione di Turchia, dove inizierà una nuova avventura da protagonista.

Le valutazioni di Juventus e Inter

La Juventus, reduce dalla cessione del centrocampista brasiliano Douglas Luiz, aveva preso in considerazione l’idea di inserire Gündoğan nella propria rosa. Tuttavia, la dirigenza bianconera, guidata dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli, ha preferito concentrare le risorse su altri reparti, ritenendo il centrocampo già competitivo con elementi come Manuel Locatelli (regista della Nazionale italiana), Khéphren Thuram (dinamico box-to-box francese) e Teun Koopmeiners (centrocampista olandese di grande visione di gioco).

L’Inter, dal canto suo, ha declinato l’offerta, orientandosi verso profili più funzionali al progetto tecnico di Simone Inzaghi, puntando su alternative già individuate per rinforzare la mediana.

Perché Gündoğan ha scelto il Galatasaray

Nonostante l’interesse concreto di due big della Serie A, Gündoğan ha optato per il Galatasaray, club che gli ha garantito un ruolo centrale e minuti da titolare, fattori determinanti nella sua decisione. La possibilità di giocare con continuità e di essere un leader tecnico in una squadra ambiziosa, impegnata anche in Champions League, ha convinto il centrocampista a tornare in Turchia, terra delle sue origini familiari.

L’operazione, ufficializzata nelle ultime ore, chiude definitivamente le porte a un suo approdo in Serie A. Per Juventus e Inter, la pista Gündoğan resta così un’occasione mancata, ma entrambe le società proseguono il proprio mercato con obiettivi mirati per completare le rispettive rose.

Sampdoria, ecco il colpo in difesa per Donati: arriva Dennis Hadžikadunić, i dettagli

Sampdoria, ecco il colpo in difesa per Donati: arriva Dennis Hadžikadunić, tutti i dettagli dell’operazione dei blucerchiati

La Sampdoria ha ufficializzato l’ingaggio di Dennis Hadžikadunić, difensore centrale svedese classe 1998, che porta in dote un bagaglio di esperienza internazionale e una carriera già ricca di tappe significative. L’ex Rostov rappresenta un rinforzo di spessore per il reparto arretrato blucerchiato, pronto a dare solidità e personalità alla retroguardia.

Un trasferimento reso possibile da una deroga speciale

L’arrivo di Hadžikadunić è stato reso possibile grazie a una deroga che gli ha consentito di svincolarsi temporaneamente dal Rostov, club russo con cui era sotto contratto. Difensore centrale di ruolo, ma capace di adattarsi anche in altre posizioni della linea difensiva, il giocatore è apprezzato per la sua affidabilità, la lettura del gioco e la capacità di guidare il reparto.

Una carriera tra Svezia, Russia e prestiti in Europa

Cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Malmö FF, Hadžikadunić ha esordito tra i professionisti con il Trelleborgs FF prima di attirare l’attenzione di club esteri. Nel 2018 si è trasferito al Rostov, dove ha maturato esperienza nel campionato russo, un contesto competitivo che ne ha forgiato il carattere e la mentalità. Negli anni successivi ha collezionato esperienze in prestito in diversi campionati europei: il ritorno al Malmö, una parentesi nella Liga spagnola con il RCD Mallorca e un’avventura in 2. Bundesliga con l’Hamburger SV. Questi passaggi gli hanno permesso di confrontarsi con stili di gioco differenti, aumentando la sua versatilità.

Numeri e caratteristiche tecniche

A 27 anni, Hadžikadunić conta 266 presenze ufficiali, arricchite da 12 gol e 4 assist. Numeri che testimoniano non solo la sua solidità difensiva, ma anche la capacità di rendersi pericoloso in fase offensiva, soprattutto sulle palle inattive. Alto e fisicamente strutturato, abbina forza fisica a un buon senso della posizione, risultando efficace sia nei duelli aerei che negli uno contro uno.

Un rinforzo per la Serie B

Il tecnico Andrea Donati, allenatore della Sampdoria, potrà contare su un difensore pronto a calarsi immediatamente nella realtà della Serie B. L’obiettivo è chiaro: contribuire alla risalita del club verso la massima serie, mettendo a disposizione esperienza, leadership e conoscenza di diversi campionati europei.

Con l’arrivo di Hadžikadunić, la Sampdoria aggiunge un tassello importante alla propria rosa, puntando su un profilo affidabile e già pronto per le sfide della stagione.

José Mourinho e il “tesoretto” delle buonuscite: oltre 108 milioni di euro in carriera

José Mourinho e il “tesoretto” per lo special one delle buonuscite: oltre 108 milioni di euro in carriera. I numeri

L’avventura di José Mourinho, allenatore portoghese noto per il suo carisma e il palmarès ricco di trofei internazionali, si è conclusa al Fenerbahçe lo scorso 29 settembre. Il tecnico, arrivato in Turchia con l’obiettivo di riportare il club ai vertici, è stato esonerato dopo pochi mesi e ha ricevuto una buonuscita di 15 milioni di euro. Una cifra considerevole che va ad aggiungersi a un bilancio personale già impressionante.

Secondo un’analisi del quotidiano spagnolo AS, nel corso della sua lunga carriera Mourinho ha incassato complessivamente 108,3 milioni di euro in indennità di licenziamento. Un vero e proprio “tesoretto” accumulato grazie a separazioni anticipate con alcune delle squadre più prestigiose del calcio mondiale.

Le buonuscite più ricche della carriera di Mourinho

Il club che ha versato la somma più alta è stato il Chelsea, storico club londinese della Premier League, che in due diverse occasioni ha pagato complessivamente 30,5 milioni di euro per interrompere il rapporto con lo “Special One”.

Segue il Manchester United, altra potenza del calcio inglese, che ha liquidato Mourinho con 22 milioni di euro. Al terzo posto figura il Real Madrid, squadra con cui il tecnico ha vinto una Liga da record, che ha corrisposto 19,7 milioni di euro.

Il Tottenham Hotspur, noto per il suo stadio ultramoderno e per la lunga militanza in Premier League, ha versato 17,4 milioni di euro al momento dell’addio. Prima dell’esperienza turca, l’ultima buonuscita era arrivata dalla AS Roma, club con cui Mourinho ha conquistato la Conference League 2022, pari a 3,5 milioni di euro.

Un primato unico nel calcio moderno

Questi numeri collocano José Mourinho in una posizione unica nel panorama calcistico: nessun altro allenatore ha accumulato somme così elevate in indennità di licenziamento. La sua capacità di attrarre club di alto livello, unita a contratti particolarmente remunerativi, ha contribuito a costruire un patrimonio che va oltre i successi sportivi.

Per i tifosi e gli addetti ai lavori, il caso Mourinho rappresenta un esempio emblematico di come il calcio moderno non si giochi solo sul campo, ma anche nelle trattative contrattuali e nelle clausole di uscita.

Tottenham, Daniel Levy lascia dopo 25 anni: inizia una nuova era per gli Spurs

Tottenham, Daniel Levy lascia dopo 25 anni: inizia una nuova era per gli Spurs. Ecco le prime parole

Dopo quasi un quarto di secolo alla guida del Tottenham Hotspur, Daniel Levy ha rassegnato oggi le proprie dimissioni da presidente esecutivo del club londinese. La notizia segna la fine di un’epoca per gli Spurs, con Levy che, dal suo insediamento nel 2001, ha trasformato la società in una delle realtà più solide e riconosciute del calcio europeo.

Durante i suoi 25 anni di presidenza, Levy ha guidato il Tottenham verso una crescita costante, sia sul piano sportivo che economico. Sotto la sua gestione, il club ha partecipato alle competizioni europee in 18 delle ultime 20 stagioni, raggiungendo traguardi storici come la finale di Champions League 2019 e, più recentemente, la vittoria in Europa League. Levy è stato anche l’artefice della costruzione del nuovo Tottenham Hotspur Stadium, considerato uno degli impianti più moderni e tecnologicamente avanzati al mondo.

PAROLE LEVY –«Sono incredibilmente orgoglioso del lavoro svolto insieme al team dirigenziale e a tutti i nostri dipendenti. Abbiamo trasformato questo club in un club di peso massimo a livello mondiale, che compete ai massimi livelli. Ma soprattutto, abbiamo costruito una comunità. Ho avuto la fortuna di lavorare con alcune delle persone più importanti di questo sport, dal team di Lilywhite House e Hotspur Way a tutti i giocatori e gli allenatori nel corso degli anni. Desidero ringraziare tutti i tifosi che mi hanno sostenuto in questi anni. Non è sempre stato un percorso facile, ma sono stati fatti progressi significativi. Continuerò a sostenere questo club con passione».

NUOVO PRESIDENTE ESECUTIVO (Charrington) – «Sono molto onorato di diventare presidente non esecutivo di questo straordinario Club e, a nome del Consiglio, vorrei ringraziare Daniel e la sua famiglia per il loro impegno e la loro lealtà nei confronti del Club in così tanti anni».

Calciomercato Cagliari: tutti i retroscena sul colpo dell’estate Andrea Belotti

Calciomercato Cagliari: ecco tutti i retroscena sul colpo dell’estate Andrea Belotti. Le ultimissime sui rossoblù

A poche ore dalla chiusura ufficiale del calciomercato estivo, emergono nuovi dettagli sulla trattativa che ha portato Andrea Belotti, attaccante classe 1993 e campione d’Europa con l’Italia nel 2021, a vestire la maglia del Cagliari. A svelare il retroscena è stato il direttore sportivo rossoblù, Guido Angelozzi, che ha raccontato come l’operazione sia stata il frutto di una combinazione di fattori, ben oltre la semplice negoziazione economica.

La telefonata decisiva tra Belotti e Pisacane

Secondo quanto dichiarato da Angelozzi, la svolta è arrivata grazie a una telefonata diretta tra Belotti e Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari ed ex difensore simbolo della squadra sarda. Durante la conversazione, Pisacane ha illustrato personalmente al “Gallo” il progetto tecnico del club, il ruolo centrale che avrebbe ricoperto e le ambizioni stagionali della squadra.

Questo contatto diretto ha creato un’immediata sintonia tra tecnico e giocatore, elemento spesso determinante nelle trattative di mercato. Belotti, colpito dalla chiarezza e dalla passione dell’allenatore, ha espresso subito la propria disponibilità a trasferirsi in Sardegna.

Il vertice societario e il sacrificio economico

Dopo la telefonata, la dirigenza del Cagliari ha convocato un vertice per definire la strategia. Convinti della bontà dell’operazione, i vertici societari hanno deciso di concentrare tutte le risorse sul centravanti ex Torino e Como.

Belotti, dal canto suo, ha dimostrato un forte attaccamento alla causa rossoblù, accettando di ridurre una parte del proprio ingaggio pur di approdare in Sardegna. Un gesto che testimonia la sua volontà di rimettersi in gioco in un ambiente che gli ha offerto fiducia e un ruolo da protagonista.

Un colpo di mercato strategico

L’arrivo di Andrea Belotti rappresenta per il Cagliari non solo un rinforzo di grande esperienza e qualità, ma anche un segnale forte alle dirette concorrenti in Serie A. Con la sua capacità realizzativa, la leadership in campo e la mentalità vincente, il “Gallo” potrà essere un punto di riferimento fondamentale per la squadra di Pisacane.

La trattativa, conclusa con successo nelle ultime ore di mercato, conferma come la determinazione di un club e la sintonia tra allenatore e giocatore possano fare la differenza, anche in un contesto competitivo come quello della Serie A.

Italia-Estonia, la mossa inaspettata di Henn: un 17enne in attacco e un modulo spregiudicato

Italia Estonia, la mossa inaspettata di Henn: un 17enne in attacco e un modulo spregiudicato Le strategie del CT estone (38 anni)

Il Corriere dello Sport si focalizza sull’Estonia, prossima avversaria dell’Italia di Gattuso, andando oltre i “numeri impietosi” che raccontano di un cammino di qualificazione al Mondiale 2026 tutt’altro che brillante: «quattro partite, tre sconfitte e una vittoria di misura contro la Moldavia, otto gol subiti e cinque fatti». Ma, come sottolinea il quotidiano, «i numeri, spesso, non dicono tutto».

Non raccontano, ad esempio, della rivoluzione che il nuovo CT Jürgen Henn, appena 38 anni, sta cercando di portare all’interno del gruppo. Arrivato il 5 giugno 2024, forte dei successi con l’FC Flora (15 titoli, di cui gli ultimi quattro vinti proprio da lui), Henn punta a riportare la Nazionale ai fasti del 2012, quando l’Estonia raggiunse il 47º posto nel ranking FIFA.
Oggi la squadra è scivolata al 126º posto, ma Henn sta cercando di invertire la rotta puntando sui giovani e su un calcio offensivo. L’età media della squadra è di 27,7 anni, e l’ultima partita contro la Norvegia di Haaland ha visto l’esordio del giovanissimo Patrik Kristal, «che ora di anni ne ha 17», e che a soli 16 anni, 9 mesi e 27 giorni è diventato una vera promessa. Anche il capitano, il portiere Karl Jakob Hein (23 anni), è di proprietà dell’Arsenal e in prestito al Werder Brema. A centrocampo spiccano Rocco Shein e Palumets o Soomets, entrambi ventiduenni.

Henn gioca principalmente con un «4-2-3-1 (con Käit, 27 anni, capocannoniere delle qualificazioni con due gol) o con un 4-4-2 molto offensivo». Tra gli uomini chiave, il Corriere dello Sport segnala l’ala sinistra Vlasiy Sinyavskiy, «velocissima ala sinistra del Bohemians Praga 1905, che faremo bene a tenere d’occhio». Insieme a Schjönning-Larsen e Saliste, sono loro gli artefici delle rapide transizioni che caratterizzano il gioco voluto da Henn. Un dato interessante, che i numeri non dicono, è che «l’Estonia ha sempre segnato per prima in queste qualificazioni». Un particolare da non sottovalutare, per non rovinare l’esordio di Gattuso da ct.

Lazio, cresce il malumore di Mandas: la situazione

Lazio, cresce il malumore di Mandas: la situazione legata al portiere biancoceleste tra mercato e gerarchie di Sarri

Il ritorno di Maurizio Sarri sulla panchina della Lazio ha immediatamente ristabilito vecchie gerarchie, soprattutto tra i pali. La prima decisione forte del tecnico è stata quella di rilanciare Ivan Provedel, un suo vero e proprio pupillo, ribaltando le scelte del precedente allenatore che aveva puntato sul giovane Christos Mandas. Ignorando le esigenze della società, interessata a valorizzare il greco in ottica di mercato, Sarri ha ridato la maglia da titolare a Provedel nelle prime due uscite di campionato. Cresce il malumore di quello che attualmente è il secondo portiere.

Dopo un errore iniziale sul gol subito a Como, il portiere friulano si è riscattato con un clean sheet (il primo dopo ben 224 giorni) nella vittoria casalinga contro il Verona, pur non venendo quasi mai impegnato. La fiducia del tecnico nei suoi confronti è totale: Salvo sorprese, Provedel difenderà la porta anche nelle prossime delicate sfide contro il Sassuolo e, soprattutto, nel sentitissimo derby contro la Roma.

Tuttavia, la porta girevole della Lazio non si fermerà qui. Nonostante la promozione di Provedel, Sarri nutre un’alta considerazione per Mandas, consapevole che il ventitreenne rappresenta un patrimonio importante per il club. Per questo, secondo Il Messaggero, dopo la stracittadina inizierà un periodo di alternanza. Il portiere greco avrà a disposizione un vero e proprio provino: due partite consecutive, contro il Genoa in trasferta e il Torino in casa, per provare a far cambiare idea al suo allenatore.

Questa situazione sta iniziando a innervosire Mandas e il suo entourage, che attendono i prossimi mesi per valutare il da farsi. Il futuro è un bivio: se Provedel continuerà a fornire garanzie, consoliderà il suo status di titolare e Mandas potrebbe essere ceduto per fare cassa. In caso contrario, la Lazio sa di avere già in casa il suo sostituto. Una cosa, però, appare certa: nel futuro a lungo termine della Lazio, ci sarà spazio solo per uno dei due.

Calciomercato Inter: tesoretto per gennaio. Cercasi ‘un Lookman’… Piace lui

Calciomercato Inter: tesoretto per gennaio. Cercasi ‘un Lookman’… Piace lui per completare la rosa a disposizione del tecnico Chivu

Il mercato estivo si è chiuso con un’amarezza per l’Inter, che ha visto svanire all’ultimo il suo obiettivo principale per l’attacco: Ademola Lookman. Nonostante un accordo già raggiunto con l’attaccante nigeriano per un ricco contratto quadriennale da 4,5 milioni di euro netti a stagione, l’Atalanta ha fatto muro, respingendo un’offerta complessiva da 45 milioni di euro (42 di base fissa più 3 di bonus). Un no secco che ha costretto Lookman a rimanere a Bergamo e l’Inter a rivedere i propri piani.

Tuttavia, il mancato acquisto ha lasciato nelle casse del club un prezioso “tesoretto” di circa 20-25 milioni di euro, una parte del budget messo a disposizione dal fondo Oaktree che non è stata spesa. Questa cifra, seppur insufficiente per profili come Iliman Ndiaye (per cui l’Everton ha rifiutato un’altra offerta da 45 milioni), è stata strategicamente accantonata per la sessione di mercato invernale. E la dirigenza nerazzurra ha già individuato il nuovo obiettivo.

Secondo quanto riportato da Corriere dello Sport e Tuttosport, i fari sono ora puntati su Malick Fofana, talentuoso esterno belga classe 2005 in forza al Lione. Il club francese lo ha acquistato a gennaio 2024 dal Gent per 19,5 milioni, una cifra in linea con l’attuale disponibilità economica dell’Inter. Da allora, Fofana è esploso in Ligue 1, collezionando 16 gol e 8 assist in 65 presenze, dimostrando una crescita notevole rispetto ai già buoni numeri mostrati in Belgio (5 gol e 10 assist in 64 gare).

Fofana non è più una semplice promessa, ma una certezza emergente del calcio europeo, tanto da aver già fatto il suo esordio con la nazionale maggiore del Belgio. Il debutto è avvenuto il 10 ottobre 2024, proprio contro l’Italia allo Stadio Olimpico di Roma, in una gara di Nations League terminata 2-2. In quell’occasione, Fofana subentrò a un top player come Jérémy Doku, un segnale inequivocabile del suo status. L’Inter ha cambiato strategia: archiviato il sogno Lookman, ora la caccia è al giovane talento del futuro.

Calciomercato, clamoroso retroscena: questo top player poteva finire all’Inter o alla Juventus!

Calciomercato, clamoroso retroscena: questo top player poteva finire all’Inter o alla Juventus! A svelare tutto è il giornalista Fabrizio Romano

Finisce in Turchia una delle telenovele di mercato più intriganti dell’estate. İlkay Gündoğan, svincolatosi dal Manchester City e pezzo pregiato del mercato dei parametri zero, ha scelto la sua nuova casa: il Galatasaray. Il centrocampista tedesco, il cui nome era stato accostato con insistenza ai vertici della Serie A, ha firmato nelle ultime 48 ore con il club di Istanbul, chiudendo definitivamente le porte a un suo possibile approdo in Italia.

L’opportunità di ingaggiare un giocatore del calibro e dell’esperienza di Gündoğan senza costi di cartellino aveva inevitabilmente attirato l’attenzione di Inter e Juventus. Come riportato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, l’entourage del calciatore aveva avuto contatti concreti con entrambe le società. L’agenzia del tedesco aveva proposto il suo assistito sia alla dirigenza nerazzurra che a quella bianconera, sondando il terreno per un trasferimento che avrebbe alzato notevolmente il tasso tecnico di qualsiasi centrocampo.

Tuttavia, le strategie dei due club italiani hanno portato a esiti diversi. L’Inter, pur riconoscendo il valore del giocatore, ha gentilmente declinato l’offerta, avendo già in mente altre priorità e alternative per la propria linea mediana. A Torino, invece, la candidatura di Gündoğan è stata valutata più a fondo, specialmente in seguito alla cessione di Douglas Luiz, che aveva lasciato uno spazio da colmare. Nonostante ciò, la Juventus ha deciso di non affondare il colpo, ritenendo il reparto già competitivo e completo con elementi del calibro di Locatelli, Thuram e Koopmeiners, e preferendo concentrare le proprie risorse economiche su altri settori della rosa.

Di fronte alle esitazioni delle pretendenti italiane, Gündoğan ha fatto una scelta chiara, dettata da considerazioni tecniche e personali. La proposta del Galatasaray gli ha infatti garantito ciò che cercava più di ogni altra cosa: un ruolo da protagonista assoluto e la certezza di un minutaggio elevato. La prospettiva di essere al centro del progetto tecnico del club turco è stata il fattore determinante che ha orientato la sua decisione, ponendo fine a un sogno di mezza estate per i tifosi di Inter e Juventus.

Akanji: «Inter tra i migliori club d’Europa. Compete tutti gli anni per la Champions»

Akanji: «Inter tra i migliori club d’Europa. Compete tutti gli anni per la Champions». Le dichiarazioni del neo difensore dell’Inter

Appena sbarcato nel mondo Inter, il nuovo difensore Manuel Akanji affida le sue prime sensazioni e i suoi obiettivi ai microfoni dell’emittente svizzera RSI. Con un bagaglio carico di successi conquistati al Manchester City, il centrale elvetico si presenta con le idee chiare e un’ambizione contagiosa, pronto a diventare un pilastro della retroguardia nerazzurra e a continuare la sua caccia ai trofei.

La scelta di Milano, sponda interista, è stata dettata dalla grandezza e dal prestigio di un club che ha costantemente dimostrato il suo valore ai massimi livelli. Akanji non usa mezzi termini per descrivere la sua nuova casa, sottolineando il blasone e la mentalità vincente che la caratterizzano. «L’Inter è uno dei club più forti d’Europa, ogni anno compete per tutti i titoli: campionato, Coppa Nazionale e Champions League, competizione nella quale ha raggiunto la finale due volte nelle ultime tre stagioni», ha dichiarato il difensore, evidenziando come la competitività della squadra sia stata un fattore determinante nella sua decisione.

Ad attenderlo alla Pinetina, Akanji troverà una vecchia e gradita conoscenza, il connazionale Yann Sommer. Il legame tra i due, consolidato in innumerevoli battaglie con la maglia della Svizzera, rappresenta un valore aggiunto per la difesa di Simone Inzaghi. La loro intesa non si limita alla semplice comunicazione, ma si estende alla gestione della manovra dal basso, un aspetto fondamentale nel calcio moderno. «Lo conosco molto bene, abbiamo giocato tanti anni per la Nazionale. Con lui mi sento a mio agio, sia per la sua capacità in porta che per la costruzione del gioco. Abbiamo un ottimo feeling, quindi sono felice di ritrovarlo».

Archiviate per un momento le questioni di club, il focus si sposta sull’imminente impegno con la sua Svizzera, attesa da due cruciali sfide di qualificazione. Nonostante il ruolo di favorita del girone, Akanji predica massima attenzione. «Si può dire che siamo favoriti, se guardiamo i risultati degli ultimi anni. Ma i favori del pronostico non servono a nulla, con il Kosovo abbiamo pareggiato nelle ultime due gare di qualificazione. Venerdì non possiamo permetterci passi falsi, dobbiamo essere pronti subiti. Spero in una vittoria e poi di conquistare altri tre punti con la Slovenia».

Paquetà assolto sulle scommesse: chiesto risarcimento milionario alla FA

Paquetà assolto sulle scommesse: chiesto risarcimento milionario alla FA, «Non è potuto andare al Manchester City»

Dopo un lungo incubo giudiziario, Lucas Paquetà è pronto a passare al contrattacco. Assolto con formula piena dall’accusa di aver manipolato le proprie ammonizioni per favorire un giro di scommesse, il centrocampista brasiliano del West Ham sta ora preparando una clamorosa azione legale multimilionaria contro la Football Association (FA), l’ente che ha dato il via all’indagine.

La vicenda, che ha tenuto banco per mesi, si basava sul sospetto che Paquetà si fosse fatto ammonire intenzionalmente in diverse partite della Premier League per permettere ad amici e familiari di vincere cospicue somme di denaro. Le puntate, secondo l’accusa, ammontavano a circa 50 mila euro, con un potenziale guadagno che avrebbe superato i 150 mila. Un’accusa infamante che, oltre a gettare un’ombra sulla sua reputazione, ha avuto conseguenze devastanti sulla sua carriera.

Nel momento in cui l’indagine è stata avviata, Paquetà era infatti a un passo dal coronare un sogno: il trasferimento al Manchester City di Pep Guardiola. L’operazione, del valore di circa 100 milioni di euro, era praticamente definita e avrebbe garantito al giocatore un contratto di prim’ordine e la possibilità di competere per i trofei più prestigiosi. Le accuse della FA hanno però congelato tutto, facendo saltare l’affare e proiettando sul brasiliano lo spettro di una squalifica a vita.

Il procedimento si è concluso con una vittoria totale per Paquetà. La sentenza ha evidenziato la fragilità delle prove, definite meramente circostanziali, scagionando completamente il giocatore. La FA ha preso atto della decisione e, con una nota ufficiale, ha comunicato di non voler presentare ricorso, pur ribadendo il proprio impegno a tutela dell’integrità del calcio.

Ora, però, si apre un nuovo capitolo. Come confermato dal suo avvocato, Alistair Campbell, al Daily Mail, Paquetà intende chiedere conto dei danni subiti. “Fare causa alla FA è sicuramente qualcosa che ci sta a cuore, e le discussioni sono in corso”, ha dichiarato il legale. Al centro della richiesta di risarcimento non ci sono solo i mancati guadagni, ma anche il danno sportivo e d’immagine. “Era sul punto di trasferirsi al Manchester City, che proprio quell’anno vinse la Premier League. Resta un vuoto evidente nella sua bacheca che non può essere colmato“, ha sottolineato Campbell. La battaglia di Paquetà si sposta ora dal campo al tribunale, in cerca di una rivincita che non potrà restituirgli un titolo, ma che punta a ristabilire pienamente il suo onore e a compensare un’occasione perduta.

Calcio femminile, la Juventus ufficializza il super colpo Lia Wälti

Calcio femminile, la Juventus ufficializza il super colpo Lia Wälti. La svizzera è il rinforzo di esperienza internazionale per il centrocampo di Canzi

Con una nota sul proprio sito ufficiale, la Juventus Women ha annunciato finalmente il super colpo Lia Walti dall’Arsenal. L’anticipazione di Juventusnews24 è diventata realtà, ecco il comunicato del club bianconero.

COMUNICATO – «La rosa della Juventus Women si arricchisce di un altro profilo di caratura internazionale. È ufficiale l’approdo in bianconero dall’Arsenal di Lia Wälti, che firma con il nostro Club un contratto fino al 30 giugno 2027.

Classe 1993, di ruolo centrocampista, Lia Joëlle Walti è svizzera ed è la capitana della Nazionale elvetica con la quale, dal 2011 a oggi, ha totalizzato oltre cento presenze, le ultime proprio in occasione dell’ultimo Europeo “casalingo” andato in scena lo scorso luglio e che ha visto le svizzere chiudere ai quarti di finale uscendo sconfitte dalla Spagna, finalista del torneo. Tripla cifra in termini di presenze, però, anche nella sua ultima squadra di provenienza: l’Arsenal. In Inghilterra dal 2018, Lia è diventata grande nel club di Londra vincendo una volta il campionato inglese, due la FA Women’s League Cup e soprattutto una volta la UEFA Women’s Champions League, proprio nella passata stagione superando 1-0 il Barcellona nella finale di Lisbona.

Prima di approdare nella squadra biancorossa, Wälti ha vissuto le prime esperienze nella sua terra di origine, la Svizzera appunto, giocando a livello giovanile nel Langnau, nel Koniz, poi presso il centro sportivo nazionale gestito dalla Federcalcio svizzera per sei mesi – prima di passare al Team Bern West – e successivamente nello Young Boys, club con il quale ha fatto il suo esordio in Prima Squadra e con il quale ha vinto anche il massimo campionato elvetico, il suo primo titolo in carriera. Poi il passaggio in Germania, sponda Turbine Potsdam, prima del grande salto nel calcio inglese.

Ora per lei l’Italia e, nello specifico, la Juventus dove potrà portare tutto il suo carisma e la sua esperienza maturata in questi anni giocati in un campionato di altissimo livello come la Women’s Super League e nei quali si è confrontata con tante avversarie di grande valore anche in Europa sul palcoscenico più importante, quello della UWCL. Benvenuta, Lia, ci vediamo in campo!».

Nkunku si presenta: «Milan perfetto per me. Guardavo Ronaldinho e Kakà. Thiago Silva mi ha detto…»

Nkunku si presenta: «Milan perfetto per me. Guardavo Ronaldinho e Kakà. Thiago Silva mi ha detto…». Le dichiarazioni

Christopher Nkunku, uno degli ultimi acquisti del Milan nel mercato estivo, si presenta in conferenza stampa. Milannews24 ha trascritto le prime parole del francese:

ARRIVO AL MILAN – «La prima volta che ho saputo del Milan è quando ho avuto il primo contatto con il ds. Non ho pensato troppo, era tutto perfetto per farmi venire qui».

TANTI FRANCESI AL MILAN – «E’ importante avere qui quattro giocatori che già conoscevo, mi aiuteranno. Conoscono il campionato e la città, saranno importanti dentro e fuori dal campo. L’importante è creare grande connessione con tutti i compagni».

ALLEGRI – «Una buona impressione. Ho parlato con lui prima di firmare. Il mio obiettivo è adattarmi in fretto alla squadra, allenarmi e conoscere questo nuovo ambiente».

CARATTERISTICHE – «Io devo adattarmi alla squadra e al campionato. Io e Rafa abbiamo caratteristiche simili. Lui è un grande giocatore, so di cosa è capace, speriamo di poter fare bene insieme».

IDOLI DEL MILAN – «Mi piaceva guardare Ronaldinho e Kakà. Ho parlato con Thiago Silva del Milan che è la miglior squadra in Italia. Non vedo l’ora di far vedere le mie qualità».

NTERESSE DELL’INTER – «Si leggeva questa cosa, ma io non ho parlato con nessuno dell’Inter. Quando il mio agente mi ha detto del Milan non ci ho pensato nemmeno un secondo».

BILANCIO DELLA CARRIERA – «Voglio di più. Sono competitivo, voglio raggiungere i miei obiettivi. Vogliono migliorare sempre, darò il massimo».

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Bertola: «All’Udinese posso imparare e crescere. Voglio lottare per quel grande obiettivo»


Udinese, Bertola si racconta: «Qui sto benissimo. Serie A durissima, ma sto imparando da tutti»

Nicolò Bertola, giovane difensore dell’Udinese, ha raccontato le sue prime impressioni sul club friulano e sulla Serie A ai microfoni di Radio TV Serie A. Parole piene di entusiasmo e consapevolezza, quelle del centrale bianconero, che ha iniziato un percorso di crescita importante nella sua nuova realtà.

«Ho trovato una città con molto entusiasmo, anche se ho avuto poco tempo per girarla all’inizio per via degli allenamenti. Udine è una cittadina piccola, ma ha tutto quello che serve: si vive bene e sono davvero felice di essere arrivato all’Udinese».

L’impatto con la massima serie non è stato semplice, come racconta lo stesso Bertola, ma il giovane classe 2003 non si è tirato indietro.

«All’inizio avevo un po’ d’ansia, è normale. La Serie A è un campionato di altissimo livello, me ne sono accorto subito già dai primi allenamenti. Quando ti trovi a marcare giocatori che hanno giocato finali di Champions o vinto un Mondiale, capisci subito che devi lavorare tantissimo per restare al passo».

Una delle vittorie che ha dato fiducia al gruppo è arrivata contro l’Inter a San Siro, un risultato che ha fatto rumore.

«Quella vittoria ci ha dato certezze, ma non dobbiamo rilassarci. Personalmente la sosta mi ha un po’ spezzato il ritmo, avrei preferito continuare a giocare. Però la stiamo sfruttando per allenarci duramente e non perdere concentrazione».

Bertola ha poi parlato del tecnico Runjaic, sottolineando l’equilibrio tra la sua natura solare e la forte componente di rigore tattico.

«Fuori dal campo è sempre sorridente e coinvolgente, ma in campo pretende tanto. È molto esigente e sta dimostrando di essere un grande allenatore anche qui all’Udinese».

Non sono mancati elogi per i compagni di squadra e un pensiero alla Nazionale:

«Solet mi ha colpito molto per la sua personalità, così come Kristensen per la sua capacità difensiva. Cerco di imparare il più possibile da chi ha più esperienza di me. La Nazionale? Resta un sogno. Se dovesse arrivare una convocazione, sarebbe una grande gioia, ma intanto continuo a lavorare in silenzio».

Infine, su Pio Esposito:

«È un grande lavoratore e ha meritato la convocazione in Nazionale. Dopo la partita ci siamo parlati un attimo, poi è scappato, fortunatamente per lui!».

Con grande umiltà e determinazione, Bertola si sta costruendo il suo spazio nell’Udinese, pronto a crescere insieme a una squadra che punta sui giovani con coraggio.

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