Pagina 712 – Calcio News 24

Ausilio: «Rimproverato da mio figlio per Jashari al Milan. Il mio più grande errore è…»

Ausilio: «Rimproverato da mio figlio per Jashari al Milan. Il mio più grande errore è…». Le dichiarazioni del direttore sportivo dell’Inter

Il direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio, ha concesso un’ampia e interessante intervista alle pagine de La Gazzetta dello Sport, offrendo a tifosi e addetti ai lavori una rara visione del dietro le quinte del suo operato. Nel corso del colloquio, il dirigente nerazzurro ha aperto il libro dei ricordi, svelando numerosi retroscena legati alle passate sessioni di calciomercato. Ha raccontato aneddoti su trattative concluse e su quelle sfumate all’ultimo istante, spiegando le dinamiche, le strategie e i processi decisionali che hanno portato alla costruzione della squadra. Un’analisi approfondita e ricca di spunti.

L’OPERAZIONE PIU’ DIFFICILE – «Mercato invernale, vendo un giocatore all’estero e respiro: il periodo era durissimo, faticavamo a pagare gli stipendi. Quando stiamo per firmare mi chiama un notissimo avvocato divorzista: non può far partire il calciatore, la moglie vuole la separazione, abbiamo chiesto il ritiro del passaporto. Li ho chiusi in una stanza finché non hanno sistemato tutto: accordo per il divorzio e cessione del giocatore. Non so se sia stata l’operazione più difficile, ma forse per l’Inter è stata la più importante».

ERRORE – «Kvaratskhelia. Ma non ho sbagliato solo io, lo hanno offerto a tanti grandi club in Italia. Solo che noi giocavamo con il 3-5-2 e lui è un calciatore da 4-3-3, per questo non lo abbiamo preso».

RIMPROVERO DEL FIGLIO – «Giulia ha preso tutta un’altra strada. Niccolò con i piedi non era buono, ha smesso ma ha passione: vede mille partite, studia i giocatori. Quando Jashari è andato al Milan mi ha rimproverato. Mi ha detto: te l’ho consigliato quando era al Lucerna, te lo sei fatto scappare. È vero, ma mica li possiamo prendere tutti noi quelli bravi».

Calciomercato Milan: Thiaw al Newcastle, Tare scatena il derby con l’Inter per lui

Calciomercato Milan: Thiaw al Newcastle, Tare scatena il derby con l’Inter per lui. I rossoneri cercano il sostituto del difensore tedesco

L’addio di Malick Thiaw ha scombussolato i piani del Milan, aprendo una falla improvvisa al centro della difesa che la dirigenza deve ora colmare con urgenza. La cessione al Newcastle, formalizzata per una cifra complessiva di 40 milioni di euro tra parte fissa e bonus, è diventata inevitabile di fronte alla ferma volontà del giocatore, nonostante i ripetuti tentativi di Massimiliano Allegri e del ds Tare di trattenerlo. L’allenatore, che lo aveva elogiato pubblicamente, e la società, che gli aveva proposto un ricco rinnovo, si sono dovuti arrendere. Thiaw è atteso domani a Newcastle per le visite mediche, lasciando Allegri con i soli Tomori, Gabbia e Pavlovic come centrali di ruolo e la necessità impellente di un nuovo innesto.


La caccia al sostituto: tra piste Italiane e derby di mercato

La ricerca del sostituto è partita immediatamente, con Furlani e Tare che stanno sondando il mercato a 360 gradi. Le prime valutazioni in Italia hanno rivelato diverse difficoltà: Giovanni Leoni, giovane talento del Parma, è ritenuto troppo costoso, e sulla stessa linea si pone la forte concorrenza, Liverpool in primis, per gli altri centrali del club ducale. È stata chiesta qualche informazione anche per Pietro Comuzzo della Fiorentina, che però al momento non è considerato una priorità. La pista più concreta in Serie A porta a Koni De Winter. Il difensore belga del Genoa è un profilo che Allegri conosce bene e apprezza dai tempi della Juventus, ma l’operazione è complicata dal forte interesse dell’Inter. Il Milan vuole evitare a tutti i costi di entrare in un’asta con i cugini nerazzurri, ma valuta la possibilità di un blitz per anticipare la concorrenza.


L’idea Premier League: un ventaglio di opportunità

Le alternative più affascinanti e numerose si trovano in Premier League, un mercato che il Milan sta esplorando con grande attenzione. L’incontro odierno con i dirigenti del Chelsea, utile anche per rinsaldare i rapporti dopo la vicenda Maignan, potrebbe rivelarsi cruciale. Nella rosa di Enzo Maresca, infatti, ci sono diversi giocatori che non rientrano nei piani tecnici e potrebbero fare al caso del Milan. Il nome in cima alla lista è quello di Trevor Chalobah, difensore reduce da un ottimo finale di stagione e ritenuto perfetto per caratteristiche. Insieme a lui, vengono monitorati anche l’ex juventino Renato Veiga e Axel Disasi.

Al di fuori del Chelsea, il mercato inglese presenta altre due piste di altissimo profilo, sebbene molto complesse. La prima conduce al polacco Jakub Kiwior dell’Arsenal, per il quale i Gunners chiedono non meno di 35 milioni dopo aver già rifiutato una proposta da 27 milioni del Porto. L’altra grande suggestione è Nikola Milenkovic: l’ex difensore della Fiorentina, ora al Nottingham Forest, è un vecchio pallino della dirigenza rossonera, ma strapparlo al suo club dopo un’ottima annata appare molto complicato. Il tempo stringe e il Milan valuta ogni singola opzione per non farsi trovare impreparato.

Tudor: «Qualcuno mette la Juve al quinto posto. Mi motiva tanto…»

Tudor: «Qualcuno mette la Juve al quinto posto. Mi motiva tanto…». Le dichiarazioni dell’allenatore bianconero verso l’inizio della stagione

Dopo le parole di ieri, Igor Tudor ha parlato a Tuttosport nel giorno della sfida della Juve contro il Borussia Dortmund per chiudere il ritiro dei bianconeri in Germania. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

PREVISIONI SULLA JUVE – «Ci mettono al terzo, quarto posto. Qualcuno quinto, nelle previsioni. Personalmente, mi motiva tanto. Ma bisogna anche vedere che la Juventus, da cinque anni, non è arrivata né prima, né seconda. E va preso con grande motivazione, certo: poi c’è il campo».

RICHIESTE ALLA SQUADRA – «Io dico a me e a loro: va bene tutto, ma quando arrivo al campo è come andare sul ring. Bisogna vincere. Io voglio farlo pure quando si gioca a carte, quando c’è il calcetto con gli amici, la partita di basket. Cerco quest’approccio. Il resto sono proclami: so che piacciono, ma la penso diversamente. Comunque, in loro ho massima fiducia».

FIDUCIA – «Siamo una squadra bella, giusta, organizzata, tosta. Difficile da battere. Questo è il punto di partenza. Ritengo che siano tutti motivati da ciò che si dice. E che tutti siano competitivi: è una roba che tocca l’orgoglio. Naturalmente, c’è il risultato. Ora non voglio annunciare: “Noi siamo da scudetto” oppure “Andiamo a vincere!”. Ma posso dire questo: c’è sempre da dimostrare sul campo. Non partiamo per il quarto o terzo posto».

KOOPMEINERS – «In questi allenamenti sta provando da mediano. A Dortmund iniziano Locatelli e Thuram, ma Koop giocherà dal primo minuto contro l’Atalanta e più arretrato. Per Parma decideremo. Se è stato lui a chiedere di arretrare? No, non è partita da lui. Ma Teun è un giocatore di livello, può stare ovunque per me. E può stare più dietro perché abbiamo un Conceiçao che merita di partire dal 1’, sull’asse con Yildiz e dietro l’attaccante. Koopmeiners ora lo provo davanti alla difesa come fatto con Khephren e Manuel, poi può giocare pure a sinistra. Un po’ come Nico: può stare più alto e più basso. Se diventerà il nostro acquisto in mezzo? Spero di sì, perché è un giocatore di qualità. Per lui è stato un anno di ambientamento: è arrivato a settembre senza preparazione ed è stato “buttato” subito in campo. Poi ha avuto due o tre infortuni, l’ultimo con me: out per tre mesi. Penso fortemente possa essere un valore aggiunto».

KOLO MUANI – «Io non sento nessuno. Kolo è un giocatore del Psg. C’è fiducia nel club, che sta lavorando su ogni aspetto, entrate e uscite. Sì, è importante Kolo, ma ora è a Parigi. Sono importanti i due attaccanti che abbiamo noi, David e Vlahovic».

QUI LE DICHIARAZIONI INTEGRALI

Allegri stupito da Jashari: «Ha fatto solo 2 allenamenti con noi e…»

Allegri stupito da Jashari: «Ha fatto solo 2 allenamenti con noi e…». Le dichiarazioni del tecnico rossonero sul nuovo acquisto

Al termine dell’amichevole pareggiata per 1-1 contro il Leeds United a Dublino, Massimiliano Allegri promuove la prestazione del suo Milan. Nonostante una formazione con molti giovani e poche prime linee, i rossoneri hanno mostrato segnali positivi, soddisfacendo il tecnico livornese che ha analizzato la prova ai microfoni del club.

«I ragazzi hanno lavorato molto bene e hanno fatto un buon test, anche i giovani hanno tenuto bene il campo per tutti i 90′. Nel primo tempo ho visto buona energia e siamo durati fino alla fine. Dispiace per il gol subito, ma direi che è stata una buona amichevole».

L’allenatore ha poi allargato il discorso alla stagione che verrà, mettendo in guardia contro i facili entusiasmi e richiamando al concetto per lui fondamentale dell’equilibrio. «Mi hanno sempre insegnato che i giocatori vanno allenati prima di dare dei giudizi: anche dopo una stagione no, i calciatori bravi rimangono bravi. Bisogna solo lavorare bene, non alzare la testa, non farci trascinare da pensieri carichi di eccessivo entusiasmo. La nostra forza per tutto l’anno deve essere l’equilibrio perché abbiamo il campionato, la Coppa Italia, con la prima partita da dentro o fuori il 17, e la Supercoppa italiana. Il campionato non si perde in una partita e per questo dico che è importante l’equilibrio quando arriveranno momenti difficili. Anche se speriamo che non ci siano mai».

L’analisi si è poi spostata sui singoli, con parole al miele per i nuovi arrivati. «Modric? Grandissimi giocatori con poca intelligenza e poca umiltà non ne ho mai allenati. E di grandi giocatori ne ho allenati… Per stare a grandi livelli, devi avere doti tecniche, ma anche intelligenza e umiltà. Modric ha tutto questo ed è un campione. Jashari? Mi ha meravigliato perché con noi ha fatto solo due allenamenti e finora ha lavorato soprattutto singolarmente e non con la sua ex squadra. Può migliorare a livello di condizione, ma è bravo. Come lui deve migliorare tutta la squadra, dal punto di vista fisico e mentale. E senza esaltarsi perché la normalità al Milan è vincere le partite».

Finale sul mercato con la partenza di Thiaw quasi definita: «Un addio pesante dopo il lavoro fatto finora? Alleno un gruppo di ragazzi tutti molto bravi e il mercato viene fatto insieme alle valutazioni della società. Stiamo facendo delle valutazioni e vedremo quello che succederà. Parlo con la società anche del centravanti? Il centravanti mi hanno sempre insegnato che deve fare gol… Vediamo».

Infine, un commento sul mercato, con la cessione di Thiaw vicina. “Un addio pesante dopo il lavoro fatto finora? Alleno un gruppo di ragazzi tutti molto bravi e il mercato viene fatto insieme alle valutazioni della società. Stiamo facendo delle valutazioni e vedremo quello che succederà. Parlo con la società anche del centravanti? Il centravanti mi hanno sempre insegnato che deve fare gol… Vediamo”.

Roma, alle spalle la scoppola con l’Aston Villa: Soulé piega l’Everton, bene El Aynaoui

Roma, alle spalle la scoppola con l’Aston Villa: Soulé piega l’Everton, bene El Aynaoui. Ancora negativi Wesley e Dovbyk

La Roma ritrova il sorriso e la vittoria, archiviando la brutta sconfitta con l’Aston Villa e chiudendo il suo precampionato con un successo. Nella prestigiosa cornice dell’inaugurazione del nuovo stadio dell’Everton, l’Hill Dickinson, i giallorossi si impongono per 1-0, e il sigillo, ancora una volta, è quello di Matías Soulé.

Gasperini ha colto l’occasione per sperimentare, schierando El Aynaoui come trequartista. Il marocchino ha offerto un’altra prova di grande spessore e intelligenza tattica, confermandosi una delle note più liete di questa estate. In una partita dai ritmi non sempre elevati, il primo tempo ha regalato poche emozioni: un tiro di Angeliño stampatosi sulla traversa per la Roma e una grande occasione sprecata da Barry per l’Everton, fermato poi da un ottimo Svilar. Positiva anche la prima da titolare di Ghilardi in difesa, solido in marcatura anche se a volte in difficoltà nel coprire la profondità.

La ripresa si è rivelata più vivace. Dopo un’iniziale fiammata dell’Everton, la Roma ha preso il controllo del gioco. Il momento decisivo è arrivato sull’asse dei giocatori più in forma: assist preciso di Mancini e zampata vincente di Soulé, che poco dopo ha sfiorato la doppietta personale. Nel finale, è stato Svilar a blindare il risultato con un intervento decisivo su Alcaraz.

La Roma torna a casa con la sesta vittoria in sette amichevoli, trovando certezze da Soulé ed El Aynaoui e segnali incoraggianti dalla difesa. Restano invece da rivedere le prestazioni di Wesley e, per l’ennesima volta, di un opaco Dovbyk.

Leeds-Milan 1-1: buona la prima di Jashari, Gimenez risponde alle voci. E Okafor…

Leeds Milan 1-1: buona la prima di Jashari, Gimenez risponde alle voci. I rossoneri di Allegri impattano contro gli inglesi

Nel precampionato del Milan, non poteva esserci risposta più efficace di quella data da Santiago Gimenez. Al suo debutto stagionale sotto la guida di Massimiliano Allegri, l’attaccante messicano ha zittito le insistenti voci di mercato, che vedono il club in trattativa avanzata con il Manchester United per Hojlund, facendosi trovare pronto all’appuntamento con il gol.

La sua rete, che ha portato in vantaggio i rossoneri contro il Leeds United a Dublino, è stata la splendida finalizzazione di un’azione corale: un ispirato Okafor ha liberato di tacco Chukwueze, con un velo intelligente di Estupinan a favorire l’assist per Gimenez, che non ha sbagliato. Un lampo di qualità in una partita equilibrata, terminata sull’1-1 dopo il pareggio di Stach nella ripresa, arrivato al 67′ con una complicità di Terracciano.

L’amichevole è stata anche la vetrina per l’esordio assoluto del centrocampista svizzero Jashari. Appena arrivato dal Bruges, ha mostrato personalità, cercando di integrarsi subito nei meccanismi di Allegri e proponendosi con continuità. Chi ha invece confermato il suo eccellente stato di forma è stato Noah Okafor. Rientrato dal prestito vincente a Napoli, l’esterno svizzero, già autore di quattro gol in questo precampionato, è apparso ancora una volta tra i più vivaci.

Mentre per il Leeds United la preparazione estiva si conclude qui, il Milan ha ancora un ultimo, prestigioso impegno. Oggi, nella sfida di Londra contro il Chelsea, è previsto l’attesissimo debutto in maglia rossonera del nuovo acquisto, Luka Modric, l’ultimo tassello per completare la squadra prima dell’inizio ufficiale della stagione.

Napoli sogna con De Bruyne: doppietta e assist contro il Girona in amichevole. Come è andata

Napoli sogna con De Bruyne: doppietta e assist contro il Girona in amichevole. Come è andato il secondo test internazionale per la squadra di Conte

Kevin De Bruyne ha impiegato meno di mezz’ora per prendersi Napoli e conquistare il cuore del popolo azzurro. Nella vittoria per 3-2 contro il Girona, il fuoriclasse belga è stato il dominatore assoluto, rispondendo “presente” alle grandi aspettative che lo circondavano.

La sua firma sul match è arrivata subito: al 5′ minuto, una sua pennellata perfetta su calcio d’angolo ha trovato la testa del capitano Di Lorenzo per il gol del vantaggio. Questo ha sbloccato un Napoli apparso subito brillante, con De Bruyne che ha sfiorato il raddoppio poco dopo. Ma la festa era solo rimandata. Tra il 15′ e il 23′, il belga ha dato vita a una vera e propria sinfonia personale: prima un destro potente e preciso su assist di Lukaku, poi un diagonale mancino che non ha lasciato scampo al portiere avversario. Destro e sinistro, per non farsi mancare nulla.

Sul 3-0, però, sono emerse le fragilità su cui Antonio Conte dovrà lavorare. Due amnesie difensive hanno permesso all’esperto Stuani di accorciare le distanze con una doppietta prima dell’intervallo, riaprendo una partita che sembrava chiusa.

Nella ripresa, con l’undici iniziale in campo per un’ora per mettere minuti nelle gambe, Conte ha sperimentato, passando a un 4-1-4-1 con gli innesti di Gilmour e McTominay. Il ritmo è calato e, nonostante un’occasione per parte, il risultato non è più cambiato.

Il tecnico può sorridere per la vittoria e per la prestazione maiuscola del suo nuovo leader, ma sa che la strada è ancora lunga. Il Napoli è un cantiere aperto, che ora affronterà Sorrento e Olympiacos per gli ultimi test prima che la stagione entri nel vivo. La festa, per ora, è tutta azzurra, nel segno di un fenomenale De Bruyne.

Le prime pagine sportive nazionali – 10 agosto

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Juventus, quel giocatore verso il prestito: strategia di crescita per il giovane terzino svedese

Juventus, quel difensore va verso il prestito: strategia di crescita per il giovane terzino svedese, le ultimissime

La Juventus è già al lavoro per definire la rosa della stagione 2025/2026, con particolare attenzione alla gestione dei giovani talenti. Tra i nomi in evidenza figura Jonas Rouhi, promettente terzino sinistro classe 2005, che potrebbe lasciare temporaneamente Torino per maturare esperienza altrove. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il club bianconero starebbe valutando la possibilità di cedere il giocatore in prestito, in linea con una strategia mirata alla valorizzazione dei prospetti più interessanti del settore giovanile.

Chi è Jonas Rouhi: il profilo del giovane talento svedese

Jonas Rouhi è un esterno difensivo di nazionalità svedese, cresciuto nel vivaio juventino e noto per la sua velocità, capacità di lettura tattica e propensione offensiva. Dopo essersi messo in luce con la formazione Primavera, Rouhi ha attirato l’attenzione degli osservatori per la sua maturità tecnica e atletica, nonostante la giovane età. Tuttavia, la dirigenza juventina, guidata dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli, sembra intenzionata a non inserirlo stabilmente nella Prima Squadra per la prossima stagione.

Prestito strategico: un’opportunità per crescere

La Juventus considera il prestito come uno strumento fondamentale per lo sviluppo dei propri giovani. Nel caso di Rouhi, l’obiettivo è permettergli di accumulare minuti in un contesto competitivo, preferibilmente in una squadra di medio-alta classifica della Serie A. Questa soluzione consentirebbe al terzino di confrontarsi con un livello più alto rispetto al calcio giovanile, migliorando la sua resistenza mentale e la capacità di adattamento tattico.

Il piano bianconero per il futuro

La strategia del club torinese è chiara: far crescere i talenti lontano da Torino per poi reintegrarli nel progetto tecnico della Prima Squadra. La possibile cessione in prestito di Jonas Rouhi rientra perfettamente in questa visione. Se il percorso sarà positivo, il giovane svedese potrebbe tornare nel 2026 con un bagaglio di esperienza tale da renderlo pronto per affrontare le sfide della Serie A.

La Juventus punta a costruire il futuro partendo dai suoi giovani. Il prestito di Jonas Rouhi rappresenta una scelta ponderata, che potrebbe trasformarsi in un investimento vincente per il club e per la carriera del giocatore.

Pedri: «Io o Vitinha per il Pallone d’Oro? Ecco cosa penso». Il talento del Barça senza freni su France Football: «Si parla tanto di noi…»

Pedri: «Io o Vitinha per il Pallone d’Oro? Ecco cosa penso». Il talento del Barça senza freni su France Football: «Si parla tanto di noi…». Le parole

Un duello a distanza che infiamma il dibattito calcistico europeo, una rivalità che deciderà chi è il vero re del centrocampo mondiale. La sfida tra Pedri del Barcellona e Vitinha del Paris Saint-Germain è il tema centrale di questa fase della stagione, un confronto tra due talenti purissimi che, a suon di prestazioni sontuose, si contendono lo scettro di miglior centrocampista del pianeta e, forse, anche il prossimo Pallone d’Oro.

Mentre i tifosi e gli addetti ai lavori si dividono, è stato lo stesso Pedri, in una lunga intervista a France Football, a gettare acqua sul fuoco, mostrando un’enorme sportività e rispetto per il suo rivale.


Dopo una stagione fantastica con il Barcellona, che lo proietta verso un piazzamento di altissimo livello nella classifica del Pallone d’Oro (ben oltre il 24° posto del 2021), Pedri ha affrontato con umiltà il paragone con il portoghese, reduce da una stagione trionfale con la vittoria della Champions League con il PSG e della Nations League con il Portogallo. Le sue parole sono una lezione di classe.


«Dove mi colloco tra i migliori centrocampisti del mondo? Non sta a me dire chi è il migliore», ha dichiarato il gioiello del Barça. «Ci sono persone più adatte a giudicare, in particolare quelle che votano per i premi individuali. È vero che si parla molto di me e di Vitinha in questo momento. Alla fine, sono le persone a decidere, ognuno ha la sua opinione. Quello che è certo è che sia lui che io abbiamo disputato una grande stagione».
Una dichiarazione che non è solo di facciata, ma che testimonia la consapevolezza di trovarsi di fronte a un avversario di livello assoluto. La battaglia per il titolo di “migliore del mondo” si giocherà sul campo e nelle urne del Pallone d’Oro, ma il rispetto reciproco tra i due fenomeni è già una vittoria per il calcio.

Psv Sparta Rotterdam 6-1: i campioni d’Olanda iniziano con il botto. Sei marcatori diversi, tre reti per tempo, 3 punti per iniziare la corsa al titolo

Psv Sparta Rotterdam 6-1: i campioni d’Olanda iniziano con il botto. Sei marcatori diversi, tre reti per tempo, 3 punti per iniziare

Quasi a stabilire una linea di continuità propizia per l’Eredivisie iniziata oggi, il Psv campione in carica si è visto regalare dal calendario l’avversario contro il quale ha vinto gli ultimi campionati: lo Sparta Rotterdam. Due anni fa proprio a Eindhoven arrivò la bollinatura di un torneo dominato dall’inizio alla fine. Pochi mesi fa, invece, fuori casa, la formazione di Peter Bosz ha battuto 3-1 gli avversari portando a termine quella clamorosa rimonta che ad Amsterdam ricordano ancora.

Perché alla giornata numero 27 l’Ajax aveva 9 punti di vantaggio ed era impensabile che non finisse il torneo in testa. E, invece, da allora, il Psv ha infilato 7 vittorie di fila che hanno determinato il sorpasso. Una sequenza inarrestabile che è proseguita in questa pre-season (4 successi su 4, il più prestigioso quello contro l’Athletic Bilbao) e nella finale di Supercoppa vinta 2-1 sul Go Ahead Eagles non senza patemi. Rispetto alla scorsa stagione il Psv ha un bel po’ di novità: sono andati via De Jong, Noa Lang e Bakayoko in attacco e proprio davanti stasera partivano titolari Plea e Van Bommel insieme alla garanzia di sicurezza rappresentata da Ivan Perisic. Com’è andato l’esordio per una squadra che nell’ultima Eredivisie ha chiuso con 103 gol e l’anno prima pure con qualcuno in più? É stato tutto facile? La risposta è assolutamente sì a vedere il primo tempo. Al terzo minuto i padroni di casa sono passati già in avanti grazie a un tiro-cross d’esterno del debuttante Van Bommel (in tribuna il padre Mark) sul quale il portiere Drommel si è fatto sorprendere con ben poca reattività.

Come di consueto, il Psv ha continuato a macinare gioco fino a chiudere la prima frazione con altre due reti. Al minuto 40 Perisic ha colpito di testa su calcio d’angolo, inutile l’opposizione di Van Aanholt sulla linea. Nei minuti di recupero l’ex Milan Dest ha chiuso un triangolo con Plea infilando il pallone sotto la traversa. Ripresa con lo stesso andamento per un risultato finale tennistico di 6-1. Il quarto gol con conclusione dii Veerman da fuori, Drommel ancora non brillante. Punto della bandiera dello Sparta ad opera di Ltaief. Quinto sigillo di Til con botta all’incrocio al termine di un’azione perfettamente congeniale. L’ultimo gol ancora di testa da corner, per il sesto marcatore diverso: il nuovo centrale Gasiorowski. Tutto perfetto o quasi per un messaggio chiaro: i campioni stanno benissimo e sono la macchina da gol dell’anno scorso (se non di più)

Calciomercato Milan, Musah cedibile ma c’è una condizione: Furlani e Tare avvisano le squadre interessate

Calciomercato Milan, Musah cedibile ma c’è una condizione: Furlani e Tare avvisano le squadre interessate! I dettagli

Il futuro di Yunus Musah, centrocampista statunitense classe 2002, è uno dei temi più caldi del calciomercato Milan. Dinamico, resistente e abile sia in fase di interdizione che di costruzione, Musah ha conquistato l’attenzione di diversi club europei. Nonostante le voci di un possibile addio, il nuovo tecnico rossonero Massimiliano Allegri — noto per la sua attenzione all’equilibrio tattico — ha manifestato la volontà di trattenere il giocatore, considerandolo fondamentale per il centrocampo della prossima stagione.

Musah, ex Valencia e protagonista anche con la nazionale USA, rappresenta un profilo moderno e versatile, capace di adattarsi a diversi moduli. La sua capacità di coprire ampie zone del campo e di recuperare palloni lo rende prezioso in un calcio sempre più fisico e veloce. Allegri lo vede come un perno per garantire intensità e copertura nella mediana milanista.

Napoli e Nottingham Forest osservano Musah

Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Matteo Moretto, Napoli e Nottingham Forest stanno monitorando con attenzione la situazione del centrocampista. Il club partenopeo, alla ricerca di rinforzi dopo stagioni altalenanti, e la squadra inglese, forte della potenza economica della Premier League, potrebbero presentare offerte significative per assicurarsi le prestazioni del giovane talento.

Strategia Milan: valutazioni e soglia di cessione

Il Milan, ora sotto la direzione sportiva di Igli Tare — dirigente esperto e abile negoziatore — dovrà gestire con attenzione le eventuali proposte. La cifra chiave sembra essere 25 milioni di euro: un’offerta superiore potrebbe mettere in discussione la volontà di Allegri, aprendo a scenari di cessione. Tuttavia, il club non intende svendere i propri talenti, consapevole dell’importanza di bilanciare ambizioni sportive e sostenibilità economica.

Impatto tattico e prospettive

La permanenza di Musah garantirebbe al Milan un centrocampista capace di dare equilibrio e intensità. La sua partenza, invece, aprirebbe una lacuna difficile da colmare, aggiungendo pressione sul lavoro di Tare e Allegri nella costruzione della rosa. Il futuro di Musah resta incerto, ma sarà decisivo per il progetto tecnico rossonero.

Calciomercato Inter: De Winter nel mirino, Leoni troppo caro per il Parma

Calciomercato Inter: De Winter nel mirino, Leoni troppo caro per il Parma. Tutti gli aggiornamenti sui nerazzurri

L’Inter continua a muoversi sul mercato alla ricerca di rinforzi per il reparto difensivo. Dopo aver sondato il terreno per Giovanni Leoni, giovane talento classe 2006 di proprietà del Parma, il club nerazzurro sembra aver cambiato rotta. La valutazione elevata imposta dalla società emiliana ha infatti raffreddato l’interesse dell’Inter, spingendo la dirigenza a virare su un profilo più esperto: Koni De Winter.

Koni De Winter: esperienza e versatilità per la difesa nerazzurra

Il difensore belga, classe 2002, è attualmente in forza al Genoa. Cresciuto nel settore giovanile della Juventus, De Winter ha maturato esperienza in Serie A e si è distinto per la sua duttilità tattica: può giocare sia come centrale che come terzino destro. Nella giornata odierna, secondo quanto riportato da Sky Sport, l’Inter ha riattivato i contatti con il club ligure per sondare la disponibilità del giocatore.

La mossa della dirigenza nerazzurra, guidata da Piero Ausilio e Giuseppe Marotta, è legata alla possibile partenza di uno tra Benjamin Pavard e Yann Bisseck. Pavard, campione del mondo con la Francia nel 2018, ha attirato l’interesse di diversi club europei, mentre Bisseck, giovane centrale tedesco classe 2000, potrebbe essere ceduto per fare spazio a nuovi innesti.

Strategie difensive: De Winter prima scelta in caso di cessione

In questo contesto, De Winter rappresenta la prima opzione per l’Inter. Il suo profilo risponde alle esigenze tattiche di Simone Inzaghi, che cerca un difensore affidabile e già rodato nel campionato italiano. L’operazione potrebbe concretizzarsi rapidamente, soprattutto se uno dei due difensori attualmente in rosa dovesse lasciare Milano.

Leoni resta sullo sfondo

Giovanni Leoni, nonostante il grande potenziale, resta per ora un obiettivo secondario. Il Parma, infatti, non ha intenzione di abbassare le proprie richieste economiche per il giovane difensore, considerato uno dei prospetti più promettenti del calcio italiano.

Con il mercato in pieno fermento, l’Inter punta a chiudere presto per De Winter, assicurandosi un rinforzo prezioso per affrontare al meglio la nuova stagione.

Estevão incanta al debutto: Chelsea batte il Bayer Leverkusen e mostra le ambizioni stagionali

Estevão incanta al debutto: Chelsea batte il Bayer Leverkusen e mostra le ambizioni stagionali. Il racconto del match

Il Chelsea apre la nuova stagione con una prestazione convincente e un protagonista inatteso: Estevão Willian, talento brasiliano classe 2007, al suo primo giorno da giocatore dei Blues, ha subito lasciato il segno a Stamford Bridge. Nel test amichevole contro il Bayer Leverkusen, la squadra guidata da Enzo Maresca — tecnico italiano ex Leicester — ha mostrato carattere, qualità e fame di vittorie, confermando le aspettative alimentate dal recente trionfo al Mondiale per Club e dal ritorno in Champions League.

Partenza sprint e gol da predestinato

Il Chelsea parte forte: nei primi minuti, Marc Cucurella e Cole Palmer sfiorano il vantaggio. Al 18’, Palmer — centrocampista offensivo inglese, tra i più brillanti della scorsa stagione — colpisce la traversa con un destro potente. Sulla ribattuta, Estevão è rapidissimo e insacca da pochi passi, facendo esplodere lo stadio. Un debutto da sogno per il giovane brasiliano, arrivato dal Palmeiras e già considerato uno dei prospetti più promettenti del calcio mondiale.

Il primo tempo si chiude con i Blues in controllo, orchestrati da un Palmer ispirato, anche se le occasioni da gol restano limitate. La manovra è fluida, il pressing alto e la difesa solida, segni evidenti del lavoro dell’ex Juve Maresca.

Secondo tempo: ritmi più bassi e standing ovation per Estevão

Nella ripresa, il Bayer Leverkusen — squadra tedesca allenata da Xabi Alonso — alza il baricentro ma fatica a rendersi pericoloso. Estevão ha l’occasione per il raddoppio, ma spreca da posizione favorevole. A mezz’ora dalla fine, spazio ai nuovi innesti: Jorrel Hato, difensore olandese ex Ajax, e Jamie Bynoe-Gittens, esterno inglese proveniente dal Borussia Dortmund, fanno il loro debutto in maglia blues.

Al momento della sostituzione, Estevão riceve una meritata standing ovation: il pubblico ha già trovato il suo nuovo beniamino.

Finale in crescendo e secondo gol firmato Joao Pedro

Nel finale, Pedro Neto — ala portoghese dal Wolverhampton — sfiora il raddoppio con un gran tiro al volo, ma il portiere Flekken si oppone. Poco dopo, Joao Pedro — attaccante brasiliano ex Brighton — chiude i conti con un gol da rapace d’area.

Il Chelsea mostra segnali incoraggianti in vista della nuova stagione. Estevão, al debutto, incanta e si candida a essere una delle sorprese dell’anno. Londra può iniziare a sognare.

Real Madrid: Endrick eredita la maglia numero 9, Gonzalo Garcia rinnova fino al 2030. E Mbappè…

Real Madrid: Endrick eredita la maglia numero 9, Gonzalo Garcia rinnova fino al 2030. E Mbappè… Le ultime

Il Real Madrid ha ufficializzato un importante cambio di numerazione tra le sue fila, destinato a far parlare tifosi e addetti ai lavori. Endrick, giovane attaccante brasiliano classe 2006, sarà il nuovo numero 9 dei Blancos, prendendo il posto lasciato libero da Kylian Mbappé. Il francese, arrivato in estate dal Paris Saint-Germain, ha optato per la maglia numero 10, precedentemente indossata da Luka Modric, ora al Milan.

Endrick, considerato uno dei talenti più promettenti del calcio mondiale, ha già mostrato lampi di classe con il Palmeiras e si prepara ora a vivere la sua prima stagione in Europa con grandi aspettative. La scelta del numero 9, storicamente legata ai bomber del Real Madrid, da Alfredo Di Stéfano a Karim Benzema, è un chiaro segnale della fiducia che il club ripone nel giovane brasiliano.

La decisione smentisce le recenti indiscrezioni che vedevano Gonzalo Garcia come possibile erede della maglia numero 9. Il centrocampista offensivo spagnolo, classe 2005, ha appena rinnovato il suo contratto con il Real Madrid fino al 30 giugno 2030. Cresciuto nella cantera madridista, Garcia è considerato uno dei prospetti più interessanti del vivaio e ha già esordito con la prima squadra sotto la guida di Carlo Ancelotti.

Il comunicato ufficiale del club recita: “Il Real Madrid CF e Gonzalo García hanno concordato di estendere il contratto del nostro giocatore, che resterà con il club per le prossime cinque stagioni, fino al 30 giugno 2030”. Una mossa che conferma la volontà della società di puntare sui giovani talenti cresciuti in casa, in un progetto tecnico che unisce esperienza e rinnovamento.

Con Endrick pronto a guidare l’attacco e Mbappé a illuminare la trequarti, il Real Madrid si prepara a una stagione ricca di ambizioni. Il cambio di numeri di maglia assume così un valore simbolico, riflettendo le gerarchie e le aspettative di una rosa che punta a dominare in Spagna e in Europa.

Ter Stegen Barcellona: pace fatta dopo settimane di tensioni! Le ultime

Ter Stegen Barcellona: la situazione ora migliora. Finalmente pace fatta dopo settimane di tensioni! Le ultimissime

Dopo un periodo turbolento, il rapporto tra Marc-André ter Stegen e il FC Barcellona sembra finalmente tornato sereno. Il portiere tedesco, 33 anni, protagonista tra i pali blaugrana dal 2014 e noto per la sua reattività e leadership, era finito al centro di una controversia interna che aveva messo in discussione il suo futuro al Camp Nou.

La frattura si era aperta a seguito di un nuovo infortunio accusato dal giocatore poco prima dell’estate. Secondo indiscrezioni provenienti dall’ambiente catalano, la dirigenza sospettava che Ter Stegen avesse volutamente aggravato la propria condizione fisica per ostacolare una possibile cessione nel mercato estivo. Questa tensione aveva generato malumori nello spogliatoio e ostacolato l’iscrizione a LaLiga del giovane portiere Joan Garcia, classe 2001, arrivato dal RCD Espanyol per rafforzare il reparto.

Il clima si era ulteriormente deteriorato quando il club aveva comunicato la revoca della fascia da capitano a Ter Stegen, una decisione che aveva fatto rumore tra tifosi e addetti ai lavori. Tuttavia, la svolta è arrivata oggi: il portiere ha deciso di rompere il silenzio e manifestare pubblicamente la volontà di ricucire i rapporti con la società.

Attraverso un comunicato ufficiale, il Barcellona ha reso noto che Ter Stegen ha firmato l’autorizzazione per trasmettere alla Liga il referto medico relativo all’intervento subito, permettendo così la regolare registrazione dei nuovi acquisti. Contestualmente, il club ha annunciato la chiusura del procedimento disciplinare e la restituzione della fascia da capitano “con effetto immediato”.

Questa riconciliazione rappresenta un passo fondamentale per il tecnico Flick, ora allenatore del Barça, che potrà contare nuovamente su una figura chiave per la stabilità difensiva. In vista della nuova stagione, il Barcellona punta a ritrovare competitività sia in Liga che in Champions League, e il ritorno di Ter Stegen come leader tra i pali potrebbe rivelarsi decisivo.

Sassuolo, su Tressoldi si fa avanti il San Paolo. Il centrale è fuori dai piani dei neroverdi, i dettagli

Sassuolo, su Tressoldi si fa avanti il San Paolo. Il centrale è fuori dai piani dei neroverdi e di Fabio Grosso, le ultime

Il San Paolo FC torna alla carica per Ruan Tressoldi, difensore centrale brasiliano classe 1999, attualmente sotto contratto con il Sassuolo. Dopo aver superato un infortunio che lo aveva tenuto ai margini nella seconda parte della scorsa stagione, il giocatore è tornato pienamente disponibile e pronto a rimettersi in gioco. Secondo quanto riportato da SassuoloNews.net, il club emiliano non lo considera parte integrante del progetto tecnico per la stagione 2025/2026, aprendo così alla possibilità di una nuova cessione.

Tressoldi, cresciuto nel settore giovanile del Grêmio e noto per la sua fisicità e abilità nel gioco aereo, aveva già vestito la maglia del San Paolo nella passata stagione, con la formula del prestito con diritto di riscatto. Tuttavia, il club brasiliano non ha esercitato l’opzione, complice un contenzioso economico con il Sassuolo legato al pagamento del prestito oneroso. Nonostante le tensioni, i rapporti tra le due società sembrano essersi distesi, aprendo la strada a una nuova trattativa.

Secondo il giornalista Gabriel Sal, il San Paolo starebbe negoziando un nuovo accordo: prestito con opzione di acquisto valida fino a giugno 2026. La formula permetterebbe al Tricolor di valutare il rendimento del giocatore prima di un eventuale investimento definitivo. L’interesse del club paulista si inserisce in una strategia di rafforzamento del reparto difensivo, in vista della prossima stagione del Brasileirão.

Il Sassuolo, dal canto suo, è disposto a lasciar partire Tressoldi, che non rientra nei piani del nuovo allenatore, attualmente impegnato nella costruzione di una rosa più giovane e orientata al rilancio dopo una stagione deludente. La cessione del difensore potrebbe rappresentare un’opportunità per alleggerire il monte ingaggi e generare liquidità.

L’evoluzione della trattativa sarà seguita con attenzione nei prossimi giorni, con il San Paolo determinato a riportare Tressoldi in rosa per consolidare la propria difesa.

Reinier lascia il Real Madrid: ufficiale il trasferimento all’Atlético Mineiro

Reinier lascia il Real Madrid: ufficiale il trasferimento dell’ex Frosinone all’Atlético Mineiro. Tutti gli aggiornamenti

Il Real Madrid ha ufficializzato la separazione definitiva da Reinier Jesus, trequartista brasiliano classe 2002, che farà ritorno in patria per vestire la maglia dell’Atlético Mineiro. Arrivato nella capitale spagnola nel gennaio 2020 come uno dei prospetti più promettenti del calcio sudamericano, Reinier non è mai riuscito a imporsi nel club blanco, chiudendo così un capitolo iniziato con grandi aspettative ma rimasto incompiuto.

Un talento mai sbocciato a Madrid

Reinier era stato acquistato dal Flamengo per circa 30 milioni di euro, seguendo le orme dei connazionali Vinicius Jr e Rodrygo, entrambi protagonisti con la maglia del Real. Dotato di ottima tecnica, visione di gioco e capacità di inserimento, il giovane brasiliano non ha però trovato spazio nella rosa guidata da Carlo Ancelotti, tecnico italiano noto per la gestione dei grandi campioni.

Negli anni successivi, il club ha cercato di valorizzarlo attraverso una serie di prestiti: prima al Borussia Dortmund, dove ha faticato a imporsi in Bundesliga; poi al Girona, con qualche lampo ma senza continuità; infine al Frosinone, in Serie A, dove ha mostrato segnali di crescita ma non sufficienti per guadagnarsi un posto nel Real Madrid.

Il comunicato ufficiale del club

La notizia è stata resa nota attraverso un comunicato pubblicato sul sito ufficiale del Real Madrid:

“Il Real Madrid CF e il Clube Atlético Mineiro hanno concordato il trasferimento del nostro giocatore Reinier. Il Real Madrid desidera esprimere la sua gratitudine e il suo affetto per gli anni trascorsi nel nostro club e augura a lui e alla sua famiglia il meglio in questa nuova fase della sua vita.”

Nuovo inizio all’Atlético Mineiro

A 23 anni, Reinier riparte dal Brasile con l’obiettivo di rilanciare una carriera che, dopo gli esordi brillanti con il Flamengo, ha vissuto più ombre che luci. L’Atlético Mineiro, noto anche come “Galo”, scommette sul talento del fantasista per rinforzare la propria trequarti e ritrovare quella creatività che ha contraddistinto il giocatore nei suoi primi anni da professionista.

Calciomercato Lecce: Sottil per l’attacco, occhi su Van den Bosch per la difesa

Calciomercato Lecce: Sottil per l’attacco, occhi su Van den Bosch per la difesa. Le ultimissime sui giallorossi

Il Lecce si muove con decisione sul mercato estivo, puntando a rinforzare sia il reparto offensivo che quello difensivo. Dopo l’ufficialità del trasferimento di Federico Baschirotto alla Cremonese, il club salentino è alla ricerca di un sostituto affidabile per la retroguardia. Parallelamente, arriva un colpo importante per l’attacco: Riccardo Sottil, esterno offensivo classe 1999, è pronto a vestire la maglia giallorossa.

Sottil, cresciuto nel vivaio della Fiorentina e già protagonista in Serie A con Cagliari e la stessa Viola, approda al Lecce con la formula del prestito secco e oneroso. L’operazione, secondo quanto riportato da fonti vicine al club, ha un costo di 500 mila euro. L’attaccante, noto per la sua velocità e abilità nel dribbling, rappresenta un innesto di qualità per il tecnico Eusebio Di Francesco, chiamato a rilanciare il progetto tecnico leccese dopo una stagione altalenante.

Difesa: Van den Bosch nel mirino di Corvino e Trinchera

Sul fronte difensivo, il direttore sportivo Pantaleo Corvino e il responsabile dell’area tecnica Stefano Trinchera stanno monitorando diversi profili. Tra questi spicca il nome di Zeno Van den Bosch, difensore centrale belga classe 2002, attualmente in forza all’Anversa. Il giovane talento ha già collezionato presenze da titolare nel campionato belga, dimostrando solidità e capacità di lettura del gioco.

Van den Bosch è considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio belga e ha attirato l’attenzione di club italiani ed europei. In Serie B era stato accostato al Parma, mentre all’estero Benfica e Borussia Moenchengladbach hanno mostrato interesse. La sua versatilità e il potenziale di crescita lo rendono un profilo ideale per il Lecce, che cerca un difensore giovane ma già pronto per il salto in Serie A.

Con l’arrivo di Sottil e la possibile trattativa per Van den Bosch, il Lecce dimostra ambizione e strategia nel costruire una rosa competitiva. Il mercato è ancora lungo, ma i primi movimenti indicano una chiara volontà di rafforzare la squadra in vista della nuova stagione.

Tottenham, estate da incubo: addio Son, ko Maddison. Ora caccia a due talenti, ma uno è blindato dal Como

Tottenham, un’estate da incubo: addio Son, ko Maddison. Ora caccia a due talenti, ma uno è blindato dal Como. Le ultimissime

Dopo aver sollevato il trofeo dell’Europa League a Bilbao grazie al gol decisivo di Brennan Johnson contro il Manchester United, il Tottenham si ritrova ora a fare i conti con un’estate da incubo. La gioia per il primo trofeo in 17 anni è stata rapidamente offuscata da una serie di eventi che hanno messo in ginocchio il reparto offensivo della squadra.

Doppio colpo: addio Son, ko Maddison

Nel giro di pochi giorni, gli Spurs hanno perso due dei loro uomini chiave:

  • Heung-min Son, bandiera del club, ha salutato Londra per approdare ai Los Angeles FC in MLS, in un trasferimento da record da oltre 26 milioni di dollari3.
  • James Maddison ha subito la rottura del legamento crociato durante la tournée estiva in Corea del Sud, e sarà fuori per gran parte della stagione.

Queste assenze, sommate al disastroso 17° posto in Premier League nella scorsa stagione, hanno costretto la dirigenza a rivedere urgentemente i piani di mercato.

Mercato in fermento: obiettivi e ostacoli

Nonostante gli investimenti già effettuati per Mohammed Kudus, Mathys Tel e Kevin Danso, il tecnico Thomas Frank ha confermato la necessità di un nuovo trequartista. Il primo nome sulla lista era Morgan Gibbs-White, ma la trattativa è naufragata dopo le minacce di denuncia da parte del Nottingham Forest, che ha poi blindato il giocatore con un nuovo contratto.

Ora gli Spurs stanno valutando due profili di alto livello:

  • Savinho, esterno brasiliano appena acquistato dal Manchester City per 40 milioni di euro, considerato incedibile da Guardiola.
  • Nico Paz, talento argentino del Como, valutato 70 milioni di euro dal club lariano, che non intende cederlo. Inoltre, il Real Madrid mantiene una clausola di riacquisto fino al 2027.

Entrambe le operazioni si preannunciano estremamente complesse, con il Tottenham in una corsa contro il tempo per evitare di iniziare la stagione con un reparto offensivo decimato.

Calciomercato Verona: Sogliano ha un grande obiettivo in attacco, ma per prenderlo deve prima fare una cessione dolorosa. La strategia del DS

Calciomercato Verona: Sogliano ha un grande obiettivo in attacco, ma per prenderlo deve prima fare una cessione dolorosa


Un mercato bloccato da una cessione eccellente, un attacco da reinventare. Come riportato oggi da La Gazzetta dello Sport, il Verona si trova in una fase cruciale della sua estate, con la necessità impellente di trovare un nuovo centravanti ma con le mani legate in attesa di definire il futuro di Jackson Tchatchoua. L’esterno destro è nel mirino di diversi club di Premier League, con il Nottingham Forest in testa, e la sua partenza, valutata dal club scaligero circa 10 milioni di euro, è la chiave per sbloccare le operazioni in entrata.


La priorità del DS Sogliano è regalare a Paolo Zanetti un attaccante capace di garantire gol e peso offensivo. Il profilo in cima alla lista dei desideri è quello di Willem Geubbels, 23enne francese del San Gallo, reduce da un’ottima stagione nel campionato svizzero con 14 reti in 31 presenze. La pista, però, è definita «piuttosto accidentata»: il club elvetico chiede una cifra tra i 6 e i 7 milioni di euro, al momento ritenuta fuori portata per le casse gialloblù.


Ecco perché, parallelamente, si lavora su un’alternativa che porta a un nome ben noto del calcio italiano: Walid Cheddira. L’attaccante marocchino, 27 anni, è in uscita dal Napoli, dove non rientra nei piani di Antonio Conte, e cerca una nuova avventura per rilanciarsi dopo la parentesi non brillante all’Espanyol. Il Verona ha già effettuato un primo sondaggio e resta con i “radar accesi”, consapevole che la concorrenza di Lecce e Udinese è forte, ma anche che la volontà del giocatore di restare in Serie A potrebbe fare la differenza. Intanto, la squadra si prepara per il test di oggi contro i tedeschi del St. Pauli, un’amichevole che si preannuncia tesa per la rivalità politica tra le due tifoserie.

Calciomercato Serie A, Esposito, braccio di ferro tra Parma e Cagliari: lui vuole i sardi, ma l’Inter…

Calciomercato Serie A, Esposito, braccio di ferro tra Parma e Cagliari: lui vuole i sardi, ma l’Inter… Le ultimissime


Un braccio di ferro che tiene in sospeso il mercato, una scelta di cuore che si scontra con la logica economica. Come riportato oggi dal Corriere dello Sport, il futuro di Sebastiano Esposito è un vero e proprio “giallo” estivo, con il giovane attaccante dell’Inter conteso tra il Parma e il Cagliari. Una telenovela che si gioca sul filo dei milioni e, soprattutto, sulla ferma volontà del giocatore.


Da un lato c’è il Parma, che, dopo l’infortunio di Ondrejka, si è mosso con decisione, trovando subito l’accordo con l’Inter sulla base di 4 milioni di euro più una percentuale sulla futura rivendita. Un’operazione rapida, resa possibile dalle risorse incassate dalla cessione di Dennis Man. Dall’altro, c’è il Cagliari, la destinazione preferita dal giocatore. Esposito vuole la Sardegna per ragioni ambientali e di rapporti, a partire dall’amicizia con Caprile e Folorunsho, nata ai tempi del Bari, e dal legame con il tecnico Fabio Pisacane. Il club sardo, forte del gradimento del giocatore, sta trattando con l’Inter, ma la sua offerta è ancora leggermente inferiore a quella del Parma.


In questo stallo, la volontà di Esposito sta avendo un peso cruciale, bloccando di fatto il suo passaggio in Emilia. Il Cagliari sa di non poter tirare troppo la corda, ma ogni giorno che passa gioca a suo favore.
Nel frattempo, il mercato delle altre non si ferma. Il Lecce di Pantaleo Corvino ha piazzato il colpo Riccardo Sottil, arrivato in prestito oneroso dalla Fiorentina. Attivissima anche la Cremonese, che ha definito un triplo affare con il Milan, assicurandosi Warren Bondo, Marco Silvestri e Filippo Terracciano, e ora punta con decisione al pupillo di Nicola, Antonio Sanabria. Infine, il Como ha ufficializzato l’arrivo di Álvaro Morata dal Milan per 10 milioni di euro.

Corrado Formigli: «Tifo Fiorentina, il cuore dice Baggio e amo Batistuta. Kean scartato dalla Juve si è rifatto. Con Renzi discuto, ma la Viola ci unisce. Ho grande stima per Pioli»

Corrado Formigli: «Tifo Fiorentina, il cuore dice Baggio e amo Batistuta. Kean scartato dalla Juve si è rifatto


Un giornalista di inchiesta prestato al racconto del tifo, un conduttore che vive la sua passione per la Fiorentina con l’amore viscerale di un ragazzo di San Frediano. Corrado Formigli, volto iconico di La7 e anima di “Piazza Pulita”, è uno dei tifosi viola più celebri e apprezzati, un uomo che ha trasformato il suo legame con Firenze in un’autentica fede calcistica.

Nato a Napoli ma cresciuto nel cuore pulsante della città gigliata, ha vissuto da vicino l’epopea dei Pontello, ha amato i suoi eroi, da Antognoni a Batistuta, e oggi analizza la squadra di Pioli con la lucidità del giornalista e il cuore del tifoso. In una lunga e appassionata intervista a La Gazzetta dello Sport, Formigli apre l’album dei suoi ricordi, offrendo una prospettiva unica sulla Fiorentina di ieri, di oggi e di domani.


IL RAPPORTO CON IL CALCIO – «Mio padre Giorgio, mancato pochi mesi fa, era costruttore per questo abbiamo girato tanto. Ma liceo e università le ho fatte a Firenze. Mi portava allo stadio in tribuna. Avevamo l’abbonamento. Ero lì quando Giancarlo Antognoni fu travolto da Silvano Martina in uscita. Mi spaventai tanto. Papà lavorava per i Pontello che a un certo punto la Fiorentina se la comprarono. Per me questa era l’occasione di incontrare da vicino i campioni e conoscerli».
I SUOI IDOLI – «Roberto Baggio. L’unico che i fiorentini non hanno fischiato nonostante sia andato alla Juventus. Nel mondo Maradona. Tutto tranne che perfetto, ma un generoso come pochi. Ora per fortuna mi delizia Yamal».
LA FIORENTINA CHE HA AMATO DI PIÙ – «Quella di Gabriel Batistuta, il più grande centravanti che abbia visto giocare. Ma i ricordi mi portano anche a Daniel Bertoni, primo straniero dopo la riapertura delle frontiere. Stava sempre all’ombra per ricevere il pallone. Era pigrissimo, ma aveva estro e fantasia. Poi ho avuto una passione per i portieri, anche perché da piccolo, oltre a giocare tanto a rugby, ho fatto il portiere».
IL RAPPORTO CON RENZI – «Battibecchiamo dal 2006. Perché teniamo il punto sulle nostre posizioni. Ma da fiorentini, quando parliamo di calcio, riusciamo a smorzare e troviamo dei punti di contatto».
LA FIGURA DEL CALCIATORE DI OGGI – «Si è purtroppo allargato il fossato tra calciatori e tifosi. Sono diventati irraggiungibili. Ingessati nella comunicazione. Vivono in un altro mondo, con procuratori e persone attorno che impediscono loro di calarsi nella realtà. Non sfruttano l’enorme immagine che hanno per veicolare messaggi di impegno. Potrebbero dare un esempio ai giovani e invece difficile trovare uno che prenda posizione».
IL SUO “ASSO” NELLA FIORENTINA – «Facile dire Moise Kean anche se spero rinnovi presto il contratto. Mi piace non solo per quel che fa in campo, ma perché è stato sostanzialmente scartato dalla Juve e si è rifatto a Firenze. Ha avuto un passato non semplice e non ha un carattere facile. Ma tecnicamente e fisicamente è pauroso. Fa, come si dice, reparto da solo e senza di lui saremmo finiti».
COME VEDE LA SQUADRA – «Manca un centrocampista. Ho molta fiducia in Gudmundsson e Fagioli. Due uomini chiave per la stagione. Sono un fan di Mandragora e mi auguro che resti. Amo i generosi. Voglio capire Dzeko a 39 anni. Faccio fatica a capire il tridente con Gud e Kean, la vedo dura. E apprezzo molto Stefano Pioli. Mi piace come persona, pulita, che sa trattare. E ha vinto uno scudetto. A Firenze è amato».

Calciomercato Udinese, Zaniolo prossimo colpo bianconero? Ecco l’indiscrezione

Calciomercato Udinese: giorni intensi e grandi nomi nel mirino. Su tutti Zaniolo

Il calciomercato Udinese entra nel vivo con giornate frenetiche e trattative che promettono di infiammare l’estate dei tifosi friulani. La società bianconera è al centro di numerose voci di mercato, con una strategia ambiziosa volta a rafforzare la rosa in vista della prossima stagione di Serie A. Dopo una stagione altalenante, l’obiettivo è costruire una squadra competitiva che possa puntare a una salvezza tranquilla e, perché no, sognare un piazzamento nella parte sinistra della classifica.

Il primo movimento significativo riguarda Florian Thauvin, destinato a lasciare il club. L’addio del fantasista francese, arrivato con grandi aspettative, libera spazio sia a livello tecnico che economico per nuovi innesti di spessore. E il calciomercato Udinese sembra proprio voler sfruttare questa occasione.

Tra i nomi accostati ai friulani ci sono profili di grande esperienza internazionale. In particolare, Axel Witsel e Lorenzo Insigne sarebbero finiti nel radar della dirigenza. Entrambi sono attualmente svincolati e rappresenterebbero colpi di prestigio: Witsel garantirebbe solidità ed esperienza in mezzo al campo, mentre Insigne potrebbe dare qualità e fantasia al reparto offensivo. L’eventuale arrivo di uno dei due (o di entrambi) testimonierebbe la volontà dell’Udinese di alzare l’asticella.

Ma il nome più clamoroso emerso in queste ore è quello di Nicolò Zaniolo. Il fantasista italiano è rientrato al Galatasaray dopo le esperienze in prestito con Atalanta e Fiorentina, ma il suo futuro resta incerto. Secondo fonti vicine all’ambiente friulano, l’Udinese avrebbe già avviato i primi contatti esplorativi per capire la fattibilità dell’operazione. Anche se l’ingaggio del giocatore rappresenta un ostacolo non da poco, il calciomercato Udinese ci ha abituati a colpi sorprendenti, e la pista Zaniolo potrebbe scaldarsi ulteriormente nelle prossime settimane.

Insomma, l’estate friulana si preannuncia bollente: tra cessioni eccellenti, possibili arrivi di lusso e giovani in rampa di lancio, il calciomercato Udinese è uno dei più attivi e interessanti di questa sessione. I tifosi attendono con ansia sviluppi concreti, sperando che il club riesca a concretizzare almeno uno dei sogni che circolano nell’aria.

Voti Monaco Inter: i nerazzurri vincono in 10, Calhanoglu espulso innocente ma in ritardo. Bene due attaccanti, Bonny segna alla Thuram

Voti Monaco Inter, tante certezze per quanto riguarda Chivu: soprattutto in attacco

Un’Inter a due facce, capace di soffrire, reagire e vincere anche in dieci uomini. L’amichevole di Montecarlo contro il Monaco, come riportato da La Gazzetta dello Sport, ha offerto a Cristian Chivu indicazioni preziose, mettendo in luce l’orgoglio dei suoi campioni, la fame delle nuove leve e qualche, inevitabile, ruggine di inizio stagione. In una serata complicata da un arbitraggio “sciagurato”, la squadra ha saputo ribaltare il risultato grazie alla sua “antica e nuova nobiltà”, quella del capitano Lautaro e del giovane Bonny, ma ha anche mostrato qualche crepa su cui lavorare. L’analisi delle pagelle dei singoli protagonisti racconta alla perfezione la storia di una vittoria che vale più di un semplice test estivo.

LE PAGELLE DI MONACO-INTERLAUTARO MARTÍNEZ – In forma «Se c’era un modo per allontanare l’eco residua delle polemiche americane, era questo: segnare un gol da Toro». La Gazzetta non usa mezzi termini per descrivere la prestazione del capitano, e ha ragione. La sua non è stata solo una rete, ma un atto di leadership. In una partita che si stava complicando, con la squadra in dieci e sotto di un gol, si è caricato l’attacco sulle spalle, ha lottato, ha cercato il dialogo con i compagni e, al momento giusto, ha colpito con la tenacia che lo contraddistingue.

ANGE-YOAN BONNY – In forma «Occhio Marcus, il connazionale ti prende la targa. L’altro francese fa quello che dovrebbe fare Thuram». Il giudizio della Gazzetta è una vera e propria investitura. Entrato nella ripresa, Bonny ha cambiato la partita. Il suo gol è un concentrato di tutto ciò che un allenatore chiede a un centravanti moderno: forza fisica per resistere agli avversari, tecnica per la sterzata decisiva e freddezza nella conclusione. Una rete “alla Thuram”, che però ha segnato lui, lanciando un messaggio chiaro al suo compagno di squadra e a tutto l’ambiente: non è qui per fare la comparsa. La sua prestazione è la notizia più bella della serata, la conferma che l’Inter ha in casa un’alternativa di lusso, un giovane affamato pronto a prendersi il futuro.

HAKAN ÇALHANOĞLU – In ritardo «Non c’entra il rosso, perché il secondo giallo è bislacco, ma le gambe del turco erano sembrate imballate». L’analisi della Gazzetta è lucida e condivisibile. L’espulsione, arrivata dopo appena 36 minuti, è figlia di una decisione arbitrale assurda, ma non può nascondere una condizione fisica ancora precaria. Per tutta la sua permanenza in campo, il regista turco è apparso lento, fuori giri, incapace di dettare i tempi e di dare fluidità alla manovra. Un passaggio a vuoto che, in questa fase della preparazione, ci può stare, ma che preoccupa, considerando la sua centralità nel gioco di Chivu. Un leader tecnico che, al momento, sembra ancora in rodaggio.FRANCESCO ACERBI – In ritardo «Là dietro servirebbe un’iniezione di gioventù (Leoni…?). I 37 anni di Ace si vedono tutti». Un giudizio severo, ma che fotografa una difficoltà evidente. Contro la velocità e l’imprevedibilità del giovane Akliouche, Acerbi ha sofferto. La sua esperienza e il suo senso della posizione non sono in discussione, ma l’età, inevitabilmente, si fa sentire, soprattutto in un calcio che va a mille all’ora. Le sue imprecisioni, unite a quelle di Pavard, hanno messo in difficoltà la costruzione dal basso e hanno evidenziato la necessità di freschezza e rapidità in un reparto che, per vincere, non può permettersi cali di tensione. Un veterano prezioso, ma che ha bisogno di essere gestito con intelligenza.

Colonia-Atalanta, ecco le PAGELLE del match nerazzurro

I voti, i top e i flop del match valido per l’amichevole dell’Atalanta contro il Colonia

I voti, i TOP e i FLOP del match valido per l’amichevole precampionato di Serie A 2025/26: pagelle Colonia Atalanta

TOP

Poche note positive in casa Atalanta: un propositivo Palestra, forse qualche uscita precauzionale di Carnesecchi, ma nulla di più.

FLOP

Quasi tutta l’Atalanta alla quale è regnata la confusione totale. Poca intesa tra centrocampo e difesa, costruzione imprecisa, errori e una pericolosità praticamente nulla.

Feyenoord Nac Breda, Van Persie pazzo di un suo giovane talento tornato dal prestito: «Leo Sauer è un’ala vecchio stile, ma la sua trasformazione…»

Feyenoord Nac Breda, ecco l’elogio da parte della leggenda come Van Persie


Un anno per diventare uomo, un’estate per prendersi il Feyenoord. La favola di Leo Sauer è la storia di un talento sbocciato lontano da casa, in quella Breda che lo ha trasformato da promessa a certezza. Oggi, alla vigilia della sfida tra il suo Feyenoord e il NAC, il club in cui ha giocato in prestito la scorsa stagione, i riflettori sono tutti puntati su di lui. A consacrarlo, prima ancora che il campo, sono arrivate le parole del suo nuovo allenatore, una leggenda come Robin van Persie, che in un’intervista ha tessuto le lodi di un giocatore che, a suo dire, è tornato a Rotterdam come un “vero uomo”.
Van Persie non nasconde il suo entusiasmo: «Posso davvero essere felice di un giocatore come Sauer», ha dichiarato, raccontando la metamorfosi del giovane slovacco. «Lo conoscevo già, un paio di anni fa ha giocato con il Feyenoord in Youth League, ma allora era davvero solo un giovane giocatore. L’anno scorso al NAC è diventato un vero uomo. Hanno fatto un ottimo lavoro lì. Quell’anno in prestito gli ha dato molto». L’esperienza a Breda, dove è stato un giocatore chiave, lo ha costretto a crescere, ad aggiungere al suo repertorio il sacrificio e il lavoro difensivo, perdendo quell’aria un po’ “svagata” da giovane promessa. «È tornato come un uomo, come una personalità», ha sentenziato Van Persie.
Ma a colpire il tecnico non è solo la maturità raggiunta. È l’essenza stessa del giocatore a entusiasmarlo. «È molto aperto e fresco, trovo che sia molto piacevole lavorare con lui. Leo è un ragazzo che emana in tutto e per tutto la sua passione per il calcio e la combina con una grande etica del lavoro. Un’ala sinistra vecchio stile a cui piace dribblare. Come allenatore è meraviglioso poter lavorare con giocatori del genere». Un’investitura potentissima, che proietta Sauer al centro del progetto tecnico del Feyenoord. La sfida di stasera contro il suo passato non è solo una partita, ma il primo, vero esame di maturità per un talento pronto a prendersi l’Eredivisie.

Calciomercato Parma, Leoni piace ad una nuova big (stavolta estera). Il punto


Calciomercato Parma: Leoni piace al Liverpool, ma il club vuole trattenerlo

Il Calciomercato Parma continua a far parlare di sé grazie all’interesse sempre più crescente nei confronti di Giovanni Leoni, giovane difensore che ha brillato nella scorsa stagione con la maglia gialloblù. A fare il punto sulla situazione ci ha pensato il noto esperto di mercato Fabrizio Romano, che attraverso il suo canale YouTube ha fornito importanti aggiornamenti sui movimenti intorno al talento classe 2006.

Secondo Romano, Giovanni Leoni piace molto al Liverpool, uno dei club più attivi sul fronte dei giovani talenti in Europa. Il difensore centrale, arrivato in prestito dal Padova e poi riscattato dal Parma, ha impressionato per personalità, tecnica e maturità nonostante la giovane età. Proprio per questo motivo, diversi top club italiani – tra cui Milan, Inter e Juventus – hanno monitorato da vicino le sue prestazioni.

Tuttavia, al momento non risultano trattative concrete tra il Parma e le big italiane. Lo stesso Fabrizio Romano ha chiarito che, pur esistendo un interesse diffuso, nessun club ha ancora presentato un’offerta ufficiale. Il Calciomercato Parma si muove quindi in una fase di attesa, con il club ducale che sembra intenzionato a trattenere Leoni almeno per un’altra stagione. L’obiettivo sarebbe quello di permettere al giovane difensore di maturare ulteriormente in Serie A, dopo l’ottima stagione culminata con la promozione dalla Serie B.

Resta però un’incognita importante: il Liverpool. Qualora i Reds decidessero di affondare il colpo e puntare seriamente su Leoni, la situazione potrebbe cambiare radicalmente. Come sottolineato da Romano, sarebbe difficile per qualsiasi club italiano competere con la potenza economica e il prestigio internazionale del club inglese. In tal caso, il Calciomercato Parma potrebbe subire una svolta improvvisa e inaspettata.

Per ora, però, il Parma si gode il suo gioiello e valuta con attenzione ogni possibile sviluppo. I tifosi sperano di vedere Leoni ancora al centro della difesa crociata anche nella prossima stagione, ma tutto dipenderà dalle prossime settimane di mercato.

Una cosa è certa: il nome di Giovanni Leoni sarà tra i più caldi del Calciomercato Parma nelle settimane a venire.

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