Pagina 771 – Calcio News 24

Cassano promuove Tudor: «Con lui la Juve può fare paura al Napoli per il prossimo Scudetto»

Antonio Cassano promuove la conferma di Igor Tudor sulla panchina della Juve: secondo l’ex fantasista con lui i bianconeri sono la prima concorrente del Napoli

Antonio Cassano, noto ex fantasista di club come Roma, Inter, Milan, Sampdoria e Real Madrid, è tornato a esprimere il suo punto di vista sulla Serie A nel corso del consueto appuntamento con “Viva El Futbol” su Twitch. Questa volta, il focus è stato sulla Juve e sul ruolo dell’allenatore Igor Tudor, che secondo Cassano meriterebbe una conferma biennale. L’ex calciatore ha sottolineato come Tudor abbia saputo guadagnarsi la fiducia dei giocatori, portando la squadra al quarto posto e dimostrando di conoscere a fondo l’ambiente juventino. Cassano ha parlato con entusiasmo anche dello stile di gioco del tecnico croato, definendolo aggressivo e votato all’attacco, un modello che secondo lui si adatta perfettamente alla Juventus e che potrà rendere la Vecchia Signora un avversario temibile nella lotta per lo scudetto contro il Napoli.

Oltre al giudizio su Tudor, Cassano ha rivolto un consiglio di mercato ai partenopei, indicando in Ademola Lookman il profilo ideale per rinforzare la rosa di Antonio Conte. Il giocatore dell’Atalanta, già noto per la sua duttilità, capacità realizzativa e generosità nel sacrificio, rappresenterebbe secondo Cassano un acquisto “clamoroso” per il Napoli, anche in virtù della sua esperienza nel campionato italiano e del fatto che viene allenato da un tecnico stimato come Gian Piero Gasperini.

SU IGOR TUDOR – «Ho sempre detto che i bianconeri avrebbero dovuto fare due anni di contratto a Igor Tudor. Si è guadagnato la fiducia dei ragazzi che l’hanno seguito, ha raggiunto il quarto posto e conosce l’ambiente».

LA JUVENTUS CHE VORREI «Sono convinto che farà molto bene, la Juventus sarà una di quelle squadre che l’anno prossimo può dare veramente fastidio al Napoli. Tudor sa quello che vuole, sa allenare, fa un calcio che a me piace, aggressivo, non di contenimento, attaccano in tanti… La Juve ha fatto una scelta giustissima per me».

IL CONSIGLIO PER IL NAPOLI – «Andrei a prendere un altro giocatore fenomenale che si sa anche sacrificare e conosce il campionato italiano. Parlo di Lookman, sarebbe un acquisto clamoroso. Corre, segna, fa assist, viene allenato da uno come Gasperini. Andrei dall’Atalanta e gli verserei i soldi che vogliono».

Bernabè alla Fiorentina? Iacoponi: «Rispetto al Parma sarebbe uno step in più»

Le parole di Simone Iacoponi, ex calciatore del Parma, sull’interesse della Fiorentina per il centrocampista dei Ducali Bernabé

Simone Iacoponi, attualmente in forza al Valentino Mazzola, ha un passato significativo nel Parma, dove ha condiviso il campo con Adrian Bernabé. Intervistato da Radio FirenzeViola, il difensore centrale ha offerto il suo punto di vista sul centrocampista che la Fiorentina vorrebbe portare a Pioli, sottolineando le qualità tecniche e la versatilità di Bernabé. Iacoponi ha anche analizzato il percorso di crescita del giocatore, evidenziando le difficoltà superate, tra cui un problema al cuore che ha rallentato il suo debutto effettivo in campo con lui. Inoltre, ha commentato la situazione di altri due giovani talenti, Sohm e Man, soffermandosi sulle rispettive evoluzioni e sul potenziale che possono offrire alle squadre che li schiereranno.

ADRIAN BERNABÉ, VERSATILE E TECNICO – «Quando venne da noi ebbe un problema al cuore, fu operato. Quindi io l’ho visto poco, non riuscimmo a giocare insieme, però per me può fare sia il trequartista che il regista. Ha enormi qualità tecniche, sa offendere ed essere incontrista. Dove lo metti, ti fa la partita».

PERCORSO DI CRESCITA – «Firenze rispetto a Parma sarebbe uno step in più, c’è una pressione diversa. Adrian è uno step che deve fare. Quest’anno ha giocato abbastanza. Ha avuto qualche infortunio che lo ha fermato, ma, quando sta bene, fa la differenza. Riesce a fare tutto in mezzo al campo, è un giocatore completo e importante. Forse ha avuto qualche problemino di troppo, per una squadra come la Fiorentina però può fare comodo».

SU SOHM – «Ci ho giocato insieme e anche lui ha fatto un’evoluzione importante. Si doveva adattare all’inizio, fece fatica, nelle ultime stagioni però ha dimostrato personalità. Ha fatto vedere che ha qualità importanti ed è un giocatore completo. Lui è strutturato, ha forza. Secondo me è un giocatore molto tecnico, sa fare entrambe le fasi però prevale di più quella offensiva».

INFINE, MAN – «È un giocatore su cui il Parma ha investito tanto. Quest’anno ha giocato meno, ma se è messo nelle condizioni giuste, per doti tecniche, è un giocatore importante».

Auf wiedersehen Thomas, Muller ha giocato la sua ultima partita con il Bayern Monaco

Finisce dopo 25 anni l’avventura di Thomas Muller al Bayern Monaco: contro il PSG, in campo nel finale, ha giocato l’ultima partita con i bavaresi

Thomas Müller si congeda dal Bayern Monaco dopo un lungo e straordinario legame che dura dal 2000. Nell’ultima partita con la maglia bavarese, i minuti in campo sono stati pochi: poco più di dieci, più quasi dieci di recupero, durante la sconfitta per 2-0 contro il Paris Saint-Germain ai quarti di finale del Mondiale per Club. Un addio annunciato, che pone fine a una carriera leggendaria all’ombra dell’Allianz Arena.

I numeri di Müller raccontano da soli la sua incredibile avventura: 756 presenze con il Bayern, 250 gol segnati e 276 assist serviti ai compagni. Una collezione di trofei che comprende 13 titoli di Campione di Germania, 2 Champions League, 2 Supercoppe Europee, 6 Coppe di Germania, 2 Mondiali per Club e 8 Supercoppe di Germania. Un palmarès da leggenda, che lo consacra come uno dei simboli assoluti del club e del calcio tedesco degli ultimi due decenni.

Ora per Müller si aprono nuovi scenari, e le offerte non mancano, soprattutto dalla Major League Soccer americana, che da tempo lo corteggia con insistenza. In queste settimane, il giocatore si è mantenuto molto cauto, ripetendo più volte che «tutto è possibile». Una destinazione concreta potrebbe essere l’Inter Miami, dove avrebbe la possibilità di giocare con Lionel Messi, come lui stesso ha dichiarato in un’intervista a DAZN: «In linea di principio non mi opporrei a giocare con Messi, ma al momento non ho alcun contatto diretto con Miami».

Per il momento il futuro di Müller resta dunque un’incognita, ma una cosa è certa: il suo nome rimarrà per sempre legato al Bayern Monaco e ai suoi tifosi, che lo hanno osannato per 25 anni. Il saluto finale è amaro ma inevitabile, un arrivederci a un campione che ha scritto pagine memorabili di calcio e che ora si prepara a nuove sfide lontano dalla Baviera.

Como, colpo Kuhn confermato, parole di Rodgers: «Accordo praticamente raggiunto»

Il Como ad un passo da chiudere l’accordo con il Celtic per Kuhn: le parole del tecnico Brendan Rodgers che confermano la trattativa

Il Como è ad un passo dall’acquisizione di Nicolas Kuhn, e la trattativa è ormai ai dettagli finali. A confermare l’intesa con il club italiano è stato Brendan Rodgers, tecnico del Celtic, che ha ammesso come l’accordo sia “praticamente raggiunto” e che si attende solo la conferma ufficiale per il trasferimento.

Il Como, sempre più protagonista nella sessione estiva di calciomercato, sta continuando a rinforzare la rosa a disposizione di Cesc Fàbregas con colpi importanti, e l’arrivo di Kuhn rappresenta un ulteriore salto di qualità. L’esterno offensivo tedesco, classe 2003, ha già mostrato il suo valore con la maglia del Celtic: acquistato nel gennaio 2024 dal Rapid Vienna per circa 3 milioni di sterline, Kuhn ha collezionato finora 69 presenze e segnato 24 gol, numeri che giustificano l’interesse del Como e l’alto investimento previsto.

Brendan Rodgers, intervistato dalla BBC, ha dichiarato: «Abbiamo praticamente raggiunto un accordo con il Como. A questo punto credo che si farà, dobbiamo solo aspettare la conferma». L’allenatore ha inoltre sottolineato l’importanza del modello di crescita adottato dal Celtic: «Nei diciotto mesi con noi, Kuhn ha fatto un lavoro fantastico. Era consapevole dell’interesse verso la fine della scorsa stagione e ha dato seguito a questa opportunità».

Il Como è pronto a investire circa 19 milioni di euro per assicurarsi il cartellino di Kuhn, cifra nettamente superiore rispetto all’investimento iniziale del club scozzese. L’acquisto dell’esterno tedesco si aggiunge a quello di altri giovani talenti come Baturina, Jesus Rodriguez e Addai, a testimonianza della strategia ambiziosa della società lariana, che non intende fermarsi qui e punta a costruire una squadra competitiva e di prospettiva per la prossima stagione di Serie A.

Moviola Real Madrid Borussia Dortmund, l’episodio chiave del match

Moviola Real Madrid Borussia Dortmund, l’episodio arbitrale chiave del match valido per i quarti di finale del Mondiale per Club 

L’episodio chiave della moviola del match Real Madrid Borussia Dortmund, valevole per i quarti di finale del Mondiale per Club. Dirige la sfida l’arbitro Abatti (BRA)


L’EPISODIO CHIAVE

PRIMO TEMPO

Già sul 2-0 rischia un po’ Bellingham, in diffida: Abatti lo richiama verbalmente. Ammonito al 38′ Gross su Bellingham: il giocatore del Dortmund si lamenta perché sostiene che a indurre l’arbitro al cartellino sono state le reiterate lamentele dell’inglese. Prima della battuta di un corner spallata di Anton sul labbro di Fran Garcia, nessun provvedimento. Si va all’intervallo con una quota di falli più che normale: 10.

SECONDO TEMPO

Intervento a gamba altssima di Yan Couto su Fran Garcia, un giallo tendente decisamente all’arancione: chiaramente un fallo di frustrazione, c’è anche il check del Var per giudicare la pericolosità. Troppo morbido un contatto al limite su Mbappé per concedere una punizione al Real. All’ultimo minuto di recupero c’è Guirassy verso la porta, rigore provocato da Huijsen che riceve anche il rosso perché non cerca il pallone: grave ingenuità dell’ex Juve, che reclama l’nnocenza perché la sfera la sfiora. Ammonito Mbappé che disturba il momento della battuta del rigore. Il computo finale parla di 10 falli madridisti e 6 dei tedeschi

Tra critiche e spiegazioni: il Portogallo si spacca sull’assenza di CR7 al funerale di Diogo Jota

Il Portogallo si spacca sull’assenza di Cristiano Ronaldo al funerale di Diogo Jota: una parte del paese è molto critica, l’altra lo giustifica

La recente tragedia che ha colpito il Portogallo con la scomparsa di Diogo Jota e di suo fratello André Silva ha scosso profondamente il Paese, ma ha anche alimentato una forte divisione attorno a un’assenza particolarmente rumorosa: quella di Cristiano Ronaldo. Il capitano della nazionale portoghese, considerato il più grande giocatore nella storia del calcio del Paese, non ha infatti partecipato alle esequie che hanno visto la partecipazione di molti esponenti del mondo sportivo e non solo, scatenando reazioni contrastanti.

I media si sono divisi tra tentativi di ricostruire i movimenti dell’attaccante e attacchi diretti alla sua persona. Il quotidiano spagnolo Mallorca Daily ha rivelato che Ronaldo si trovava in vacanza nelle Isole Baleari, e che lunedì era atteso a Hong Kong per l’inaugurazione di un museo a lui dedicato. Questa assenza, nonostante il precedente cordoglio espresso pubblicamente dal campione, ha provocato dure critiche, come quelle di Antonio Ribeiro Cristovao, decano dei giornalisti sportivi portoghesi, che ha dichiarato: «Inspiegabile, anche senza giudicare, e ingiustificabile. Essere capitano vuol dire essere leader, dare l’esempio. È una responsabilità».

Al contempo, il giornale Record ha provato a spiegare il comportamento di Ronaldo, suggerendo che il suo modo di affrontare il dolore abbia radici profonde nella sua storia personale. Nel 2005, quando Cristiano aveva appena vent’anni, suo padre José Dinis Aveiro morì. La notizia gli fu comunicata dall’allora commissario tecnico della nazionale, Luiz Felipe Scolari, mentre la squadra si trovava a Mosca. Ronaldo, che ha raccontato di aver avuto un rapporto difficile con il padre, anche a causa dei problemi di alcolismo di quest’ultimo, avrebbe affrontato quella tragedia ritirandosi nel silenzio e nell’isolamento, un meccanismo che sembra aver adottato anche in questa circostanza.

Secondo quanto riportato, Cristiano Ronaldo avrebbe comunque assicurato alla famiglia di Diogo Jota la sua vicinanza e tutto il supporto necessario, preferendo però mantenere un profilo basso e non apparire pubblicamente. Questa scelta, seppur criticata, rifletterebbe una modalità personale e profonda di elaborare il lutto, distinta dall’immagine pubblica del campione.

Infine, cecondo il quotidiano portoghese A Bola, Ronaldo ha parlato direttamente con la compagna di Jota, Rute Cardoso, ed è stato anche in contatto con i genitori di Jota. La decisione della star dell’Al-Nassr di restare lontano è stata concordata come la “migliore opzione”, poiché la sua presenza avrebbe attirato un’“attenzione eccessiva” in un momento in cui era necessaria discrezione. Il suo gesto voleva dimostrare empatia e solidarietà senza scatenare un possibile clamore mediatico che sarebbe stato “più dannoso che benefico”.

Saelemaekers saluta la Roma: «Un’esperienza unica, vi porterò sempre nel cuore»

Alexis Saelemaekers si congeda dai tifosi della Roma con un messaggio sui social: ora il rientro al Milan in attesa di conoscere il suo futuro

Alexis Saelemaekers saluta la Roma. Dopo una stagione in prestito nella Capitale, l’esterno belga farà ritorno al Milan, club proprietario del suo cartellino. Il suo futuro resta incerto e molto dipenderà dalle scelte tecniche di Allegri, ma intanto il giocatore ha voluto congedarsi dai tifosi giallorossi con un messaggio pubblicato sui social. Nel post, accompagnato da un video che raccoglie i momenti più significativi vissuti in campo con la maglia della Roma, Saelemaekers ha ripercorso un’annata cominciata con aspettative ambiziose e segnata da un lungo infortunio iniziale, ma che si è poi trasformata in un’esperienza intensa, ricca di tante emozioni e legami forti con la squadra e con i tifosi. Tra sogni, sacrifici e gioie condivise, il suo bilancio è profondamente positivo. Parole cariche di gratitudine che fotografano bene il legame instaurato con l’ambiente romanista, in particolare con i tifosi, a cui ha voluto dedicare il suo pensiero più sentito.

IL SALUTO DI SAELEMAEKERS – «Che emozione rivivere tutti questi momenti. Avevo iniziato quest’anno con tanti obiettivi in mente, ma mai avrei immaginato di vivere così tante emozioni. All’inizio, purtroppo, l’infortunio mi ha tenuto lontano dal campo e da voi… ma il mio cuore era sempre lì, accanto alla squadra. Ho lavorato duro per tornare, e quando l’ho fatto, ero più carico che mai. Abbiamo sognato insieme. Abbiamo lottato, sofferto, gioito. E voglio ringraziare i miei compagni, la società… e soprattutto voi tifosi per l’affetto, il calore e il supporto che mi avete regalato. Grazie Roma. È stata un’esperienza incredibile, indimenticabile. E ovunque andrò, porterò con me un pezzo di voi. Daje, vi voglio bene!».

Roma, la previsione di Trevisani: «Con Gasperini ci vorrà tempo, specie all’inizio, ma se dovesse raggiungere quell’obiettivo…»

Le parole di Riccardo Trevisani su quale potrebbe essere il nuovo corso della Roma di Gasperini, in particolare all’avvio della prossima stagione

Riccardo Trevisani, giornalista e volto noto del panorama televisivo sportivo, ha detto la sua sul possibile impatto di Gian Piero Gasperini alla guida della Roma. Intervenuto nel corso di Cronache by night, format prodotto da Cronache di Spogliatoio sul proprio canale YouTube, Trevisani ha analizzato senza giri di parole la sfida che attende il tecnico di Grugliasco nella Capitale, tra aspettative dell’ambiente, tempistiche d’adattamento e possibili paragoni ingombranti con figure come quella di Claudio Ranieri. Secondo il giornalista, la vera scommessa non sarà solo sul piano tattico, ma soprattutto sul rapporto con una piazza che può rivelarsi instabile e rumorosa, soprattutto nei momenti difficili.

Trevisani invita quindi la tifoseria e la società giallorossa alla pazienza, sottolineando come Gasperini abbia bisogno di tempo per costruire la propria idea di gioco e incidere in profondità. Se supportato, secondo il giornalista, il tecnico potrebbe riportare la Roma in Champions League in tempi relativamente brevi, con un ritorno economico e sportivo che andrebbe a coincidere con il centenario del club e la fine dei vincoli legati al settlement agreement con la UEFA.

SULL’AVVIO DI STAGIONE – «La squadra non sarà pronta a recepire tutto quello che Gasperini dice. Ci vorrà del tempo. Per me è completamente irrilevante se nelle prime otto giornate fa otto, dodici, sedici o ventiquattro punti».

SUI RISCHI DI UNA PARTENZA NEGATIVA – «Secondo me se lui parte in retromarcia è un problema, la gente comincerà a dire “Vabbè Ranieri scendi te che ci capisci”».

SULL’AMBIENTE ROMANO – «Se Gasperini dovesse andare male farebbe molto rumore. E io credo che l’ambiente romano, che molti dicono non esiste perché vivono all’interno del GRA, ma chi è uscito dal GRA sa bene che l’ambiente romano esiste, debba essere fortissimo quest’anno a reggere botta per Gasperini».

SUGLI OBIETTIVI A MEDIO TERMINE – «Se gli danno tempo di lavorare, io sono sicuro al 100% che la Roma torna in Champions League, o in 12 o in 24 mesi».

SUGLI SCENARI FUTURI – «Se torna velocemente in Champions League quest’anno, l’anno prossimo la Roma fa 100 anni e i Friedkin finiscono il settlement agreement e quindi i discorsi con la UEFA. E secondo me con i soldi della Champions potrebbero fare un mercato con i “controcosi”».

Bruscolotti consiglia il Napoli: «Osimhen? Io lo terrei, ma lui deve cambiare totalmente approccio»

Le parole di Giuseppe Bruscolotti, ex capitano del Napoli, sul caso Osimhen e sull’anniversario della presentazione di Maradona

Giuseppe Bruscolotti, storico capitano del Napoli e volto amatissimo della storia azzurra, è intervenuto ai microfoni di Stile TV, durante la trasmissione “Salite sulla Giostra”, per ripercorrere emozioni del passato e commentare il presente del club partenopeo. Nella data simbolo del 5 luglio, anniversario della celebre presentazione di Diego Armando Maradona allo stadio San Paolo nel 1984, Bruscolotti ha raccontato il suo punto di vista su quella giornata storica, che visse da lontano, in vacanza, ma che segnò una svolta epocale nel rapporto tra la città e il calcio. Non poteva poi mancare una riflessione sull’attuale momento del Napoli, reduce da una stagione trionfale e già indicato tra le squadre più attrezzate in vista del prossimo campionato. Bruscolotti ha parlato delle ambizioni della società e della solidità economica necessaria per affrontare una stagione ricca di impegni, tra Serie A, Coppe europee e competizioni nazionali. Immancabile, infine, un passaggio su Victor Osimhen, al centro delle cronache per una situazione ancora incerta. Il giudizio dell’ex difensore è chiaro: il talento del nigeriano non si discute, ma serve maggiore gratitudine nei confronti di una città che lo ha reso grande.

LA PRESENTAZIONE DI MARADONA – «5 luglio 1984? Non c’ero perché mi trovavo in vacanza, l’ho vissuto anch’io da lontano; fu l’abbraccio della città per Diego. Lì già si è visto tutto l’amore della gente per lui».

LE AMBIZIONI DEL NUOVO NAPOLI – «Napoli di nuovo favorito? Quando vinci è normale che sei favorito, poi dipende da quella che sarà la campagna acquisti. Ci si sta adoperando per allestire una squadra di livello che possa disputare quattro competizioni. Ci sono tutti i presupposti per un’ottima annata e bisogna avere fiducia in tutti. Il Napoli dispone di liquidità e la società sa come comportarsi».

IL CASO OSIMHEN – «È un grande calciatore, sappiamo di cosa è capace. Speriamo si possa risolvere questa situazione. Lui sa cosa gli ha dato Napoli, cosa gli può e gli potrà dare. Deve cambiare atteggiamento dimostrando più affetto verso una città che lo ha fatto diventare quello che è oggi. Io mi auguro che la cosa si risolva con la sua permanenza: così il Napoli si ritroverebbe con un ‘nuovo’ grande attaccante e lui in una piazza che offre tantissimo».

PSG, Hernandez e Pacho saltano la semifinale, ma rischiano anche la finale?

Il PSG prepara la semifinale del Mondiale per Club senza Pacho e Hernandez, espulsi contro il Bayern: finale a rischio per loro?

Il PSG continua a volare in questa stagione memorabile, superando il Bayern Monaco con un netto 2-0 nei quarti di finale del Mondiale per Club e conquistando l’accesso alla semifinale. Ora Donnarumma e compagni attendono di conoscere il loro prossimo avversario, che uscirà dalla sfida tra Real Madrid e Borussia Dortmund in programma questa sera alle 22 italiane. Tuttavia, la squadra francese dovrà fare a meno di due pedine importanti per il prossimo incontro: William Pacho e Lucas Hernandez sono stati infatti espulsi con cartellino rosso diretto, entrambi per interventi sconsiderati che hanno lasciato l’arbitro Taylor senza alternative.

Al minuto 82, Pacho ha commesso un fallo a gamba alta su Goretzka, colpendolo con i tacchetti sopra la caviglia, un gesto pericoloso e per questo sanzionato con il rosso immediato. Poco dopo, in pieno recupero, anche Lucas Hernandez è stato allontanato dal campo per una gomitata evidente rifilata a Guerreiro. Le due espulsioni arrivano in un momento cruciale della partita, che si era messa in discesa per il PSG grazie al gol di Doué, autore dell’1-0 che ha aperto la strada al successo parigino.

Ora resta da stabilire la durata delle squalifiche per i due difensori, con la FIFA che prevede regole precise in merito: ogni cartellino rosso comporta l’automatica assenza nella partita successiva della propria squadra nel torneo, ma può essere aggiunta una sanzione supplementare che estende la sospensione a più gare. I cartellini rossi non vengono annullati durante la competizione, quindi un’espulsione in semifinale implica la mancata partecipazione alla finale, qualora la squadra raggiunga quella fase.

Questo potrebbe rappresentare un problema non da poco per il PSG, che dovrà fare affidamento su alternative valide in difesa per mantenere alto il proprio livello e puntare con decisione al titolo mondiale.

Formazioni ufficiali Real Madrid Borussia Dortmund, le scelte dei tecnici

Formazioni ufficiali Real Madrid Borussia Dortmund, le scelte degli allenatori per il match valido per il Mondiale per Club. Tutti i dettagli

Alle 22:00 la sfida valida per i quarti di finale del Mondiale per Club tra Real Madrid Borussia Dortmund. Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori.

REAL MADRID (3-5-2): Courtois; Tchouameni, Rudiger, Huijsen; Alexander Arnold, Bellingham, Valverde, Guler, F. Garcia; G. Garcia, Vinicius. All. Xabi Alonso.

BORUSSIA DORTMUND (3-5-2): Kobel; Sule, Anton, Bensebaini; Ryerson, Gross, Brandt, Sabitzer, Svensson; Guirassy, Adeyemi. All. Kovac.

Conquistare il PSG o ripartire dal Bayern Monaco? Il dubbio di Barcola

Bradley Barcola ad un bivio: rimanere al PSG e conquistarsi il posto da titolare o ripartire da protagonista al Bayern Monaco

Bradley Barcola potrebbe presto trovarsi davanti alla scelta più importante della sua carriera: restare al Paris Saint-Germain, dove rischia di essere l’elemento di troppo in un reparto offensivo stellare, oppure accettare la corte del Bayern Monaco, pronto a offrirgli un ruolo da protagonista assoluto. Il talento francese classe 2002 ha disputato una stagione altalenante in termini di minutaggio, ma ha avuto un impatto significativo sulla cavalcata del PSG verso il Triplete. Tuttavia, l’arrivo di Khvicha Kvaratskhelia e l’esplosione di Désiré Doué hanno complicato la sua posizione nelle gerarchie di Luis Enrique.

Eppure, Barcola ha dimostrato di saper incidere, soprattutto nella prima parte della stagione, quando si è caricato l’attacco sulle spalle dopo l’addio di Mbappé. Ha chiuso il 2024 con il suo miglior rendimento realizzativo in carriera, superando la doppia cifra prima di novembre. E anche se le critiche della stampa francese lo hanno spesso dipinto come incostante, lo stesso Luis Enrique lo ha difeso apertamente, definendolo «uno dei migliori dribblatori d’Europa» e sottolineando l’evoluzione nel suo gioco, anche in fase difensiva.

Il problema principale? La concorrenza interna: Kvaratskhelia è inamovibile a sinistra, Dembélé ha trovato spazio al centro e Doué è salito di livello sulla destra. E Barcola, nonostante le qualità tecniche e l’intelligenza tattica, rischia sempre più spesso la panchina.

Il Bayern, intanto, cerca rinforzi sulle fasce dopo l’addio di Sané, la partenza di Tel verso il Tottenham e l’infortunio di Musiala. Barcola sarebbe un innesto ideale per affiancare Olise e Musiala in un tridente esplosivo. A Monaco troverebbe spazio nel suo ruolo naturale e continuità, due condizioni fondamentali per diventare il fuoriclasse che promette di essere.

Il PSG non vuole perderlo, ma il Bayern lo tenta. Per Barcola, il momento della scelta è arrivato. E potrebbe portarlo davvero in una nuova dimensione.

PSG Bayern Monaco: tre cose che non hai notato

PSG Bayern Monaco, tre cose che non ha notato della sfida valida per i quarti di finale del Mondiale per Club 2025. I dettagli

Al di là del risultato di 2-0 che ha proiettato il PSG in semifinale del Mondiale per Club, la sfida contro il Bayern Monaco è stata un condensato di dramma, tattica e momenti quasi surreali che hanno definito la serata di Atlanta. Oltre alle parate dei portieri e agli errori dei singoli, sono tre le istantanee che raccontano una storia più profonda: un’invenzione fallita che ha sfiorato il ridicolo, un infortunio che ha gelato lo stadio e un finale caotico in cui la tecnologia è diventata l’arbitro supremo del destino.

1. La punizione “assurda” del PSG. A inizio ripresa, il PSG si guadagna una punizione da posizione interessante. Quattro giocatori si riuniscono in un lungo conciliabolo, come a preparare uno schema rivoluzionario. Il risultato è tragicomico: Hakimi si accuccia sul pallone e lo tocca in avanti, ma nessuno dei suoi compagni capisce l’intenzione. La palla viene intercettata tra i mormorii divertiti del pubblico. Questo episodio, apparentemente banale, è la fotografia di una squadra che a volte rischia di perdersi in un “surplus di raffinatezza”, un eccesso di pensiero che, invece di creare un vantaggio, genera confusione e spezza il ritmo.

2. L’infortunio di Musiala e il pudore della tv. Poco prima dell’intervallo, il gioco si ferma. Jamal Musiala, uno dei talenti più puri in campo, resta a terra dopo un contrasto. Le immagini non vengono mostrate, ma i volti sconvolti dei giocatori, a partire da quello di Donnarumma, fanno capire subito la gravità della situazione. La sua caviglia si è piegata in modo innaturale. Questo non è solo un infortunio: è l’evento che getta un’ombra cupa su una partita fino a quel momento vibrante. È il momento in cui la competizione passa in secondo piano di fronte al dramma umano, un silenzio irreale che ha raffreddato gli animi e condizionato psicologicamente l’inizio della ripresa. Non ci sono stati replay, ma sui social circolano talmente tanto fotogrammi che il pudore della tv è quasi inutile.

3. Il rigore concesso e cancellato dal VAR. In un finale incandescente, con il PSG in nove uomini, l’arbitro fischia un rigore per il Bayern per un presunto fallo di Nuno Mendes su Müller. Sembra la beffa finale, l’episodio che può riaprire tutto e portare la sfida ai supplementari. Ma il VAR richiama il direttore di gara al monitor, che dopo aver rivisto l’azione si corregge: nessun contatto, nessun rigore. Questo momento è la sintesi perfetta del calcio moderno: la tecnologia che interviene nel caos più totale, tra espulsioni e assalti finali, per emettere il verdetto definitivo. Non un gol, non una parata, ma un fischio annullato è l’ultimo, evento che ha sigillato la qualificazione del PSG.

Pagelle PSG Bayern Monaco: i Top e i Flop del match del Mondiale per club

Pagelle PSG Bayern Monaco: i Top e i Flop del match valido per i quarti di finale del Mondiale per Club 2025

Pagelle PSG Bayern Monaco: i Top e i Flop del match, valido per i quarti di finale del Mondiale per Club.

In una notte ad Atlanta carica di tensione, colpi di scena e drammi, il Paris Saint-Germain conquista una semifinale dal sapore epico, battendo 2-0 un Bayern Monaco sprecone e sfortunato. La partita, più equilibrata di quanto dica il risultato, è stata decisa nel finale da un guizzo di Doué e da un contropiede di Dembélé, ma è stata segnata da episodi che ne hanno stravolto l’inerzia: il terribile infortunio a Musiala a fine primo tempo, le due espulsioni che hanno lasciato il PSG in nove uomini e un rigore per i tedeschi concesso e poi annullato dal VAR al 98′. Una vittoria di sofferenza e cinismo per i parigini, un’eliminazione piena di rimpianti per i bavaresi.

I TOP

GIANLUIGI DONNARUMMA (PSG) Se il PSG ha tenuto la porta inviolata, il merito è quasi interamente suo. Nel primo tempo compie due interventi prodigiosi: una parata a mano aperta su una velenosa conclusione di Olise e un miracolo con la punta delle dita su un’imbucata che sembrava destinata in rete. Anche nella ripresa, si dimostra un muro invalicabile, dando sicurezza a una squadra che nel finale ha sofferto in doppia inferiorità numerica. Decisivo.

MANUEL NEUER (Bayern Monaco) Esce sconfitto, ma la sua prestazione è da gigante. Nel primo tempo nega il gol a Kvaratskhelia con un intervento d’istinto tra mano e piede, e a inizio ripresa vince un duello uno contro uno con Barcola, tenendo in vita i suoi. Incolpevole sui gol, dimostra ancora una volta di essere un leader e un portiere di classe mondiale, l’ultimo baluardo di un Bayern che avrebbe potuto crollare molto prima. Monumentale.

I FLOP

WILLIAN PACHO (PSG) La sua partita è macchiata da un’ingenuità gravissima. All’83’, con la squadra in vantaggio e in controllo, commette un fallo durissimo e inutile su Goretzka, rimediando un’espulsione diretta che lascia i suoi in dieci uomini per tutto il concitato finale. Un gesto che ha messo a serio rischio la qualificazione e che ha costretto i compagni a un’incredibile sofferenza, culminata poi con il secondo rosso a Hernandez. Irresponsabile.

HARRY KANE (Bayern Monaco) In una partita così equilibrata, decisa dagli episodi, il suo errore pesa come un macigno. È lui, al 77′, a perdere un pallone sanguinoso a centrocampo sotto la pressione di Joao Neves, dando il via all’azione che porta al gol di Doué. Da un giocatore della sua esperienza e caratura ci si aspetta una gestione diversa in un momento così delicato. Una leggerezza fatale che ha condannato la sua squadra. Impreciso.

David-Juve, un matrimonio che guarda al futuro: perché può essere il colpo dell’anno e non solo in Italia

David-Juve, ecco i motivi per cui l’arrivo del canadese in bianconero può essere il colpo più importante di questa finestra di mercato

L’arrivo di Jonathan David alla Juve può essere il colpo dell’anno e non solo per quanto riguarda la Serie A, ma tutto il calcio europeo. Analizzando numeri, caratteristiche e contesto, si arriva al punto chiave dell’intera operazione: ecco perché il canadese in bianconero potrebbe rivelarsi il vero affare di questa finestra di calciomercato.

Il canadese rappresenta una delle rare combinazioni tra qualità tecniche, mentalità vincente e margini di crescita ancora ampi. Il costo dell’operazione – arrivato dal Lille alla Juventus parametro zero – aggiunge ancora di più per via della sua crescita esponenziale, nella costanza con cui ha migliorato le proprie cifre anno dopo anno e nella disciplina che lo contraddistingue dentro e fuori dal campo. David ha sempre mostrato grande professionalità, ambizione e capacità di integrarsi in contesti competitivi.

Alla Juventus troverebbe l’ambiente ideale per completare il proprio salto di carriera: un club che, pur attraversando una fase di rinnovamento, resta uno dei più prestigiosi al mondo. Per David, sarebbe l’occasione per affermarsi definitivamente tra i top del calcio europeo; per la Juventus, l’opportunità di costruire il proprio futuro intorno a un attaccante moderno, duttile, efficace e con ancora ampi margini di miglioramento.

Ma c’è di più: l’operazione ha senso anche sotto il profilo strategico. Il profilo di David è perfetto per un progetto tecnico che punta alla sostenibilità, ma anche al rilancio sportivo. La sua futuribilità è, in questo senso, una garanzia. Il suo valore di mercato è destinato a salire, così come la sua centralità tecnica.

In sintesi, la Juventus ha tra le mani un potenziale affare win-win: un giocatore pronto per il presente, ma che guarda dritto al futuro. E se tutto andrà come previsto, il canadese potrebbe rivelarsi non solo il miglior colpo dell’anno, ma una colonna portante della Juve che verrà.

PSG Bayern Monaco 2-0 LIVE: il PSG in 9 uomini supera i bavaresi, in semifinale bisognerà reinventare la difesa

Al Mercedes-Benz Stadium, Atlanta  il match valido per il Mondiale per Club, PSG Bayern Monaco: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita PSG Bayern Monaco, valevole per i quarti di finale del Mondiale per Club 2025.


LA DIRETTA

PRIMO TEMPO – Nel primo quarto di finale del Mondiale per Club, Paris Saint-Germain e Bayern Monaco hanno chiuso il primo tempo sullo 0-0, in una sfida combattuta e tatticamente intensa, giocata al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta. Le due formazioni hanno impostato la partita con grande attenzione alla fase difensiva. Il PSG ha cercato di imporre il proprio ritmo, gestendo il possesso palla (60%), mentre il Bayern ha optato per un atteggiamento più attendista, puntando su ripartenze rapide. oche le vere opportunità: un colpo di testa di Mbappé finito alto e un sinistro dal limite di Musiala neutralizzato da Donnarumma. Gli attacchi si sono scontrati con difese attente e portieri vigili.

SECONDO TEMPO – Nel secondo tempo il Bayern Monaco esce meglio dagli spogliatoi, pressando alto i parigini: occasioni non mancano, ma i bavaresi non capitalizzano (e dopo il gol annullato nel primo tempo arriva un’altra rete tolta a Kane per offside). Il PSG però tiene botta e poi passa in vantaggio con Doué, che spiazza Neuer. Nel finale il PSG rimane in 9: espulso prima Pacho e poi Hernandez, ma nonostante il doppio svantaggio raddoppia con Dembelè, che su una ripartenza prima prende la traversa e poi pochi istanti dopo infila nell’angolino.


LE FORMAZIONI UFFICIALI

PSG (4-3-3) : Donnarumma – Hakimi, Marquinhos (cap.), Pacho, Mendes; Neves, Vitinha, Ruiz; Barcola, Doué, Kvaratskhelia. All. Luis Enrique

BAYERN MONACO (4-2-3-1) : Neuer (cap.);Laimer, Tah, Upamecano, Stanisic; Kimmich, Pavlovic; Olise, Musiala, Coman; Kane. All. Kompany

Walker si presenta al Burnley: «Milan, ci ho provato, ma avevo bisogno di qualcosa di familiare»

Kyle Walker si è presentato al Burnley, nuova squadra del difensore dopo il prestito al Milan della scorsa stagione: le sue parole

Kyle Walker riparte dalla Premier League. Dopo la parentesi in prestito al Milan e la lunga esperienza al Manchester City, l’esterno inglese è stato ufficializzato come nuovo acquisto a titolo definitivo del Burnley. Un colpo a sorpresa che rinforza la rosa dei Clarets, appena tornati in Premier League, e regala a Scott Parker un giocatore di grande esperienza internazionale. Proprio l’attuale tecnico del Burnley, ex compagno di squadra di Walker ai tempi del Tottenham e della nazionale inglese, ha avuto un ruolo centrale nella decisione del giocatore. Tra voglia di mettersi in gioco, esigenze familiari e desiderio di sentirsi ancora parte di un progetto competitivo, Walker ha spiegato le sue motivazioni nel corso della sua prima intervista rilasciata ai canali ufficiali del club.

L’ENTUSIASMO DEL RITORNO IN PREMIER – «Sono felice di essere qui. Quando ho parlato con Scott e ho sentito i suoi piani per la prossima stagione, ho colto al volo l’occasione. Ha fatto un lavoro straordinario riportando il club in Premier League con 100 punti, e ora guardiamo avanti, insieme, per tornare nel campionato più importante del mondo».

UN GRUPPO SOLIDO E AMBIZIOSO – «Il Burnley ha disputato una stagione fantastica, con numeri difensivi impressionanti. Non vedo l’ora di unirmi a questa squadra entusiasmante e mettere a disposizione esperienza e qualità».

ALLA RICERCA DI UN CLUB FAMILIARE – «È stato fantastico guardare dall’esterno, osservare da vicino e conoscere già alcuni volti del club. Non vedo l’ora di iniziare la stagione. A questo punto della mia carriera, essendo in un grande club in cui sono stato per molti anni… sono andato all’estero e ho provato, ma sentivo semplicemente di aver bisogno di qualcosa che fosse un club di famiglia. Ho visitato il posto e mio figlio si allena lì al campo di allenamento, e si percepisce l’aura che si respira e quello che i proprietari stanno cercando di fare, e volevo farne parte. Voglio essere parte del successo».

IL RUOLO DECISIVO DI PARKER – «Scott Parker? È stato decisivo. Lo ammiravo già da giocatore, sia al Fulham che al Burnley. Ma prima ancora, è una grande persona. Aver condiviso lo spogliatoio con lui in passato e ricevere ora la sua chiamata è un onore. Vuol dire che qualcosa di buono l’ho fatto, in campo e fuori».

UNA SCELTA DI CUORE – «Due anni fa non avrei mai pensato che avrei giocato per il Burnley. Ma il calcio è strano. Avevo altre offerte, ma sentivo che questa sfida era più vera. E più grande».

Skriniar, il ritorno in Turchia è vicino, ma il difensore sogna la Serie A: «Mi piacerebbe giocare in quella squadra»

Skriniar, tornato a PSG dopo il prestito in Turchia, dovrebbe passare al Fenerbahce a titolo definitivo, ma intanto sogna la Serie A

Milan Skriniar non chiude la porta al Napoli. Il difensore centrale slovacco, attualmente di proprietà del PSG, ha lasciato intendere che un futuro in azzurro potrebbe non essere del tutto da escludere. Intercettato dai giornalisti presenti in occasione della partita d’addio al calcio di Marek Hamsik, Skriniar ha risposto con un sorriso quando gli è stato chiesto di un possibile approdo alla corte di Antonio Conte: «Mi piacerebbe giocare con Lobotka, è uno dei miei migliori amici. Vediamo. È tutto aperto adesso».

Parole che, seppur pronunciate in un contesto disteso e con tono scherzoso, non sono passate inosservate. Skriniar ha da poco terminato la sua stagione in prestito al Fenerbahçe e formalmente è rientrato al PSG. Tuttavia, i contatti tra i due club per il trasferimento a titolo definitivo in Turchia sono già avviati, anche se restano da superare alcune difficoltà legate all’ingaggio del difensore, ritenuto troppo elevato per gli standard del club di Istanbul.

L’ipotesi Napoli, al momento, resta dunque più suggestione che trattativa concreta. Eppure, l’apertura del giocatore alimenta le fantasie dei tifosi, soprattutto alla luce dell’amicizia stretta con Stanislav Lobotka e della rivoluzione difensiva in atto in casa partenopea. Alla domanda se un domani potesse formare una coppia con Alessandro Buongiorno Skriniar ha preferito non sbilanciarsi: «Non posso rispondere, scusate».

Intanto, lo stesso Skriniar si è detto entusiasta di poter partecipare all’omaggio per Hamsik: «Molto contento, Marek è una leggenda della Slovacchia e del Napoli. Sarà bello giocare la sua ultima partita, spero sarà speciale e divertente per tutti».

Un tributo tra campioni slovacchi che, chissà, potrebbe essere anche un indizio sul futuro.

Udinese, Semedo va al Watford a titolo definitivo; Nani: «Il profilo ideale»

Udinese, ufficiale il trasferimento dell’attaccante Vivaldo Semedo al Watford, altra squadra di proprietà dei Pozzo, a titolo definitivo

Vivaldo Semedo è un nuovo giocatore del Watford: l’attaccante portoghese lascia l’Udinese a titolo definitivo. A ufficializzare l’operazione è stato il club friulano attraverso una nota diramata sui propri canali, confermando così la chiusura della trattativa con gli inglesi, che condividono la stessa proprietà con i bianconeri. Classe 2005, Semedo era arrivato a Udine nel 2022 dallo Sporting per circa 3 milioni di euro, e nella scorsa stagione aveva giocato in prestito al Vizela, nella seconda divisione portoghese. Ora per il giovane talento portoghese si apre un nuovo capitolo in Inghilterra, con l’obiettivo di affermarsi in Championship e di entrare stabilmente nelle rotazioni della prima squadra del Watford, allenata da Paulo Pezzolano.

Entusiasta del nuovo innesto, il direttore sportivo del Watford nonché group technical director dell’Udinese (le squadre dividono la stessa proprietà e non è la prima volta che un giocatore fa il viaggio da Udine a Londra e viceversa), Gian Luca Nani, ha elogiato così le qualità di Semedo:
«Vivaldo è esattamente il tipo di profilo che vogliamo e di cui abbiamo bisogno. Ha solo 20 anni ma crediamo fermamente che possa diventare un attaccante di altissimo livello. La sua velocità e la sua forza lo rendono già oggi un prospetto importante. Imparerà tanto sotto la guida di Paulo e siamo convinti che si adatterà presto al calcio inglese. È un investimento per il futuro, ma siamo anche sicuri che darà il suo contributo già in questa stagione». Per Semedo, una sfida affascinante e la possibilità di crescere in un campionato competitivo come la Championship. Di seguito il comunicato dei friulani

«Udinese calcio comunica di aver ceduto a titolo definitivo Vivaldo Semedo al Watford FC.  A Vivaldo l’in bocca al lupo per la nuova avventura in Inghilterra».

Mondiale per Club, dove sono i messaggi contro il razzismo? Scoppia la polemica contro la FIFA

Mondiale per Club, nel corso di tutta la manifestazione nessun messaggio contro razzismo e discriminazione: scoppia la polemica

Mentre il Mondiale per Club entra nella sua fase finale, resta aperto un tema che ha sollevato diverse perplessità: l’assenza di messaggi visibili contro il razzismo e le discriminazioni. Come riportato da The Athletic, dal 16 giugno non sono stati trasmessi nei vari stadi video, cartelli o materiali di marketing legati a campagne anti-razzismo, nonostante questi fossero stati inizialmente preparati per la manifestazione. L’unica eccezione si è registrata il 18 giugno, in occasione della Giornata Internazionale per il Contrasto ai Discorsi d’Odio: in quel caso, i messaggi sono stati diffusi. Poi, il silenzio.

La FIFA ha più volte ribadito la sua opposizione alla discriminazione in ogni forma, ma il comportamento adottato in questa edizione del torneo solleva interrogativi. Nell’unico episodio in cui si è intervenuti in modo concreto, la FIFA ha minacciato l’interruzione della gara tra Monterrey e Borussia Dortmund per via di cori omofobi provenienti dagli spalti. La partita si è però conclusa senza ulteriori azioni o chiarimenti sugli stadi e i protocolli previsti.

Nessun richiamo visibile è stato fatto nemmeno al “gesto universale contro il razzismo” — introdotto a settembre 2023 e pensato per tutte le competizioni ufficiali — lasciando di fatto la questione sospesa. Una mancanza che non è passata inosservata: la Dignity 2026 Coalition, una rete formata da 15 gruppi per i diritti umani e realtà associative di tifosi, atleti e migranti, ha parlato di «passo indietro inspiegabile e imperdonabile», chiedendo alla FIFA spiegazioni e soprattutto un pronto reintegro dei messaggi.

La federazione, in risposta, ha ribadito il proprio impegno nella lotta contro il razzismo e le discriminazioni, facendo riferimento all’approvazione del nuovo Codice Disciplinare FIFA durante il Congresso del maggio 2025. Tra le novità: sanzioni più severe e multe più alte per gli episodi di razzismo, oltre a un servizio attivo per proteggere giocatori e arbitri dagli abusi sui social media. Ma i dubbi restano, soprattutto in vista dei Mondiali 2026, che si svolgeranno in USA, Messico e Canada.

Paura per Musiala: brutto infortunio alla caviglia dopo uno scontro con Donnarumma – VIDEO

Brutto infortunio per Jamal Musiala, stella del Bayern Monaco, nel quarto di finale del Mondiale per Club contro il PSG

Attimi di grande apprensione durante il quarto di finale del Mondiale per Club tra Bayern Monaco e Paris Saint-Germain. A pochi minuti dalla fine del primo tempo, Jamal Musiala è rimasto vittima di un durissimo scontro con Gianluigi Donnarumma che ha lasciato lo stadio ammutolito. Il giovane talento tedesco, nel tentativo di controllare un pallone in area, è entrato in contatto con l’estremo difensore del PSG: l’impatto è stato violentissimo e immediatamente si è compreso che qualcosa non andava.

Musiala ha urlato per il dolore, accasciandosi al suolo. Le immagini dell’incidente, che DAZN ha scelto di non trasmettere per la loro crudezza, sono circolate rapidamente online e mostrano un’inquietante torsione del piede del giocatore, piegato in maniera innaturale. Tutto lascia temere una frattura alla caviglia, anche se si attendono gli esami ufficiali per confermare l’entità del danno.

Il portiere italiano è apparso subito visibilmente scosso: Donnarumma si è portato le mani al volto ed è rimasto immobile per diversi secondi, chiaramente colpito dalla gravità dell’accaduto. Anche i compagni di Musiala e gli stessi giocatori del PSG si sono radunati in silenzio attorno al centrocampista tedesco, mentre lo staff medico del Bayern interveniva prontamente.

Il club bavarese ha comunicato in tempo reale la sostituzione del numero 42 con un post su X: «Jamal Musiala deve essere portato fuori dal campo infortunato. Siamo con te, Jamal!». Al suo posto è entrato Serge Gnabry, ma l’attenzione di tutti era rivolta al compagno dolorante, trasportato fuori in barella tra gli applausi dei presenti.

La speranza del Bayern è che le condizioni del giovane fuoriclasse non siano gravi come sembrano. Ma al momento il timore è quello di un lungo stop, proprio all’inizio della nuova stagione.

Lazio, Tchaouna saluta i tifosi biancocelesti: « È stato un onore indossare questa maglia e vivere ogni emozione con voi»

Lazio, Tchaouna saluta i tifosi e va al Burnley: « È stato un onore indossare questa maglia e vivere ogni emozione con voi». Le parole

Il mercato estivo regala un nuovo colpo internazionale: Loum Tchaouna, attaccante francese classe 2003, ha ufficialmente lasciato la Lazio per iniziare una nuova esperienza in Inghilterra con la maglia del Burnley. Il giovane centravanti, cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Rennes e approdato alla Serie A nel 2023, ha conquistato spazio nella rosa biancoceleste grazie alla sua velocità, dinamicità e capacità di inserirsi negli spazi.

Trasferimento in Premier League

Il Burnley, club militante nella Premier League inglese, ha puntato su Tchaouna per rinforzare il proprio reparto offensivo. Dopo una stagione positiva con la Lazio, in cui ha mostrato segnali di crescita e ha attirato l’attenzione degli osservatori internazionali, l’attaccante francese è pronto per mettersi alla prova in uno dei campionati più competitivi al mondo.

L’’operazione si è conclusa con un prestito con obbligo di riscatto fissato a 15 milioni e 250 mila euro. La Lazio, che aveva acquistato Tchaouna dalla Salernitana per circa 8 milioni di euro, realizza così una plusvalenza significativa, utile per finanziare nuove operazioni di mercato. Inoltre, è stato inserito un 10% sulla futura rivendita del giocatore.

Un profilo da seguire

Con appena 21 anni, Tchaouna rappresenta uno dei profili più promettenti del calcio europeo. La sua duttilità tattica lo rende adatto a diversi moduli di gioco, potendo agire sia come prima punta che come esterno offensivo. Il trasferimento al Burnley potrebbe essere un’occasione decisiva per il salto di qualità e per consacrarsi a livello internazionale.

PAROLE TCHAOUNA – «Un enorme ringraziamento alla società, allo staff e a tutti i tifosi che mi hanno sostenuto durante questa avventura. È stato un onore indossare questa maglia e vivere ogni emozione con voi. Conserverò gelosamente ogni momento, ogni applauso e ogni sacrificio. Grazie per aver creduto in me. A presto».

Calciomercato, niente Serie A per De Cuyper! Ecco dove giocherà il difensore ex Club Brugge: l’annuncio

Calciomercato, niente Serie A per il difensore De Cuyper! Ecco dove giocherà l’ex Club Brugge: il comunicato ufficiale

Il Brighton & Hove Albion ha ufficialmente chiuso un’importante operazione di mercato, assicurandosi le prestazioni di Maxim De Cuyper, talentuoso esterno sinistro classe 2001, proveniente dal Club Brugge. La trattativa, è stata confermata nelle scorse ore: il club inglese verserà circa 20 milioni di euro più bonus per assicurarsi uno dei giovani profili più interessanti del calcio belga. De Cuyper, reduce da una stagione di alto livello in Pro League, era finito nel mirino di diverse società di primo piano, tra cui Milan e Roma, desiderose di rinforzare la corsia mancina. Tuttavia, il Brighton ha bruciato la concorrenza italiana.

COMUNICATO – Siamo lieti di confermare l’ingaggio del difensore Maxim De Cuyper dalla squadra belga del Club Brugge, per termini non divulgati, subordinatamente al completamento con esito positivo di tutti i necessari processi normativi.
Il ventiquattrenne ha firmato un contratto quinquennale fino a giugno 2030 e incontrerà i suoi nuovi compagni di squadra per l’inizio della preparazione pre-stagionale questo fine settimana.


Maxim è cresciuto nelle giovanili del Bruges, esordendo tra i professionisti in un pareggio per 1-1 contro il Manchester United nei sedicesimi di finale di Europa League del 2020. Segue un prestito di due anni con la squadra belga del KVC Westerlo dal 2021 al 2023, durante il quale la squadra viene promossa in Jupiler Pro League, prima di tornare al Bruges per consolidare il suo posto nell’11 titolare.

Il Bruges ha vinto il campionato nel 2023/24, raggiungendo anche le semifinali della UEFA Europa Conference League, e la scorsa stagione ha vinto anche la Coppa del Belgio. Le prestazioni di Maxim in patria sono state premiate con il suo esordio con la nazionale maggiore del Belgio, nella vittoria per 2-0 contro il Montenegro nel giugno 2024. Da allora ha collezionato dieci presenze, segnando tre gol, e ha rappresentato il suo paese anche a livello Under-16, Under-17 e Under-19.

Protti annuncia sui social: «Purtroppo poco più di un mese fa mi è stato trovato uno sgraditissimo ospite»

Protti annuncia sui social: «Purtroppo poco più di un mese fa mi è stato trovato uno sgraditissimo ospite». Le dichiarazioni

Igor Protti, classe 1967, è stato molto più di un attaccante: è stato il volto di un calcio genuino, fatto di passione, sacrifici e amore per la maglia. Ha saputo conquistare i tifosi di città come Bari e Livorno, diventando un’icona sportiva e umana che ha lasciato un segno indelebile nella storia del pallone italiano.

La sua carriera inizia proprio nella sua città natale, ma è a Livorno che nasce il legame più profondo. Dopo aver girovagato tra squadre come Virescit Bergamo, Messina e Reggiana, è al Bari che esplode: nella stagione 1995-96 si laurea capocannoniere della Serie A con 24 reti, risultato straordinario considerando la retrocessione della squadra.

Ha vestito anche le maglie di Napoli e Lazio, ma il suo ritorno a Livorno è una favola calcistica: guida la squadra dalla Serie C alla Serie A, firmando gol decisivi e diventando il primo calciatore, insieme a Dario Hübner, a vincere la classifica marcatori in tutte e tre le categorie professionistiche.

Protti si ritira nel 2005 con oltre 250 gol segnati e una carriera che parla di talento, umiltà e grinta. Oggi, sta affrontando una nuova sfida personale, e il mondo del calcio si stringe attorno a lui con affetto e ammirazione. Le parole:

PAROLE – «Ciao a tutti, questa foto è di pochi giorni fa in un letto di ospedale. Purtroppo poco più di un mese fa mi è stato trovato uno sgraditissimo ospite. Ho subito un primo intervento chirurgico e la prossima settimana comincerò le cure per cercare di migliorare la situazione e poter essere nuovamente operato tra qualche mese. È una partita durissima, so benissimo che si può vincere o perdere ma ce la metterò tutta come sempre. E come sempre so di non essere solo, ho la mia grande e meravigliosa Famiglia vicino a me anche se non tutti lo possono essere fisicamente. Come quando ero in campo e mi sentivo parte di una grande comunità oggi sento anche la vicinanza di tutti gli amici e di tutte quelle persone che mi hanno seguito e voluto bene.Ringrazio lo staff medico che mi ha preso in cura e che farà di tutto per aiutarmi in questa lotta. Mi scuso fin da ora se nei prossimi mesi non riuscirò a rispondere a tutti sia telefonicamente che qui su Instagram. Vi mando un forte ed enorme abbraccio».

Moviola PSG Bayern Monaco, l’episodio chiave del match

Moviola PSG Bayern Monaco, l’episodio arbitrale chiave del match valido per i quarti di finale del Mondiale per Club 

L’episodio chiave della moviola del match PSG Bayern Monaco, valevole per i quarti di finale del Mondiale per Club. Dirige la sfida l’arbitro Taylor.


L’EPISODIO CHIAVE

PRIMO TEMPO

Il primo a lamentarsi è Kompany per come Taylor ha fischiato un fallo, polemica rientrata col dialogo. I tanti diffidati – 8 in campo al fischio d’inizio – incidono sulla correttezza del match nella prima mezz’ora. Al 29′ contatto Tah-Doué in area: l’attaccante del Psg resta a terra, il contrasto sembra assolutamente regolare nonostante i fischi dei tifosi francesi. Fuorigioco netto sul gol di testa di Upamecano originato da una punizione di Olise: tecnicamente impeccabile, ma c’erano almeno 4 giocatori del Bayern oltre la linea della difesa parigina. Il tempo si chiude con Musiala a terra, un infortunio che sembra piuttosto grave. Primo tempo corretto: 11 i falli complessivi, nessuna ammonizione.

SECONDO TEMPO

Il Psg chiede una punizione ma sembra Nuno Mendes perdere contatto col terreno nella sua avanzata in velocità fino al limite dell’area. Proteste anche del Bayern per una spinta su Gnabry, troppo poco per fischiare, Pacho usa il mestiere. Molto arrabbiato Hakimi che su un lancio per lui si vede sanzionato un contrasto di spalla con Coman. Il primo cartellino arriva oltre l’ora di gioco: al 68′ una gamba alta di Laimer su Doué viene sanzionato con un giallo pesante visto che l’austriaco è in diffida. Tackle di Kane su Nuno Mendes, il Psg voleva una punizione a ridosso dell’area, Taylor giudica corretto l’intervento del connazionale. Kimmich da fuori calcia e c’è una deviazione di Pacho non vista. Ne fa le spese Kompany che riceve un giallo per proteste che erano motivate. Giallo per Doué per una simulazione. Sull’1-0 rosso a Pacho su Goretzka, Taylor ci pensa un po’ e poi estrae il cartellino: il piede è piuttosto alto sul tedesco in netto anticipo. A 4 minuti dal termine altro gol annullato al Bayern: stavolta è Kane a essere in offside sull’invito di Upamecano. Al 92′ rosso diretto a Lucas Hernandez che in possesso di palla va ad allargare il gomito su Guerreiro, la panchina del Psg chiede una revisione Var. Al 98′ rigore per fallo su Muller di Nuno Mendes, Taylor va al Var a controllare e decide di toglierlo.

Calciomercato: Recoba di nuovo in Serie A? Un club sul figlio dell’ex Inter: tutti i dettagli

Calciomercato: Recoba di nuovo in Serie A? Un club sul figlio dell’ex Inter ‘Chino‘: tutti i dettagli sulla possibile trattativa

Il cognome Recoba torna a far parlare di sé nel calcio italiano. Non si tratta dell’ex fantasista dell’Inter, Alvaro “Chino” Recoba, che incantò San Siro con il suo sinistro magico tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000, ma di suo figlio Jeremia, giovane promessa uruguaiana classe 2003, attualmente in forza al Nacional Montevideo.

Secondo quanto riportato da SoloLecce, Pantaleo Corvino, direttore sportivo esperto nello scoprire talenti emergenti, avrebbe messo gli occhi su Jeremia Recoba per rinforzare la rosa del Lecce in vista della prossima stagione di Serie A. Il club salentino avrebbe già avviato i contatti con il Nacional, proponendo una cifra vicina ai 3,5 milioni di euro. Le trattative sarebbero ancora in corso, ma l’interesse resta concreto.

Jeremia, attaccante mancino di 21 anni, ha mosso i primi passi nelle giovanili del Danubio prima di approdare nel 2021 al Nacional, dove ha fatto il suo debutto tra i professionisti. Nell’ultima stagione ha collezionato 27 presenze ufficiali, mettendo a segno 5 reti e dimostrando progressi importanti sia dal punto di vista tecnico che tattico. Il suo stile di gioco ricorda per certi versi quello del padre: grande visione, piede educato e spiccata propensione offensiva.

Nato a Como durante il periodo in cui Alvaro Recoba vestiva la maglia nerazzurra, Jeremia tornerebbe in Italia dopo oltre vent’anni. Un ritorno simbolico e affascinante, che potrebbe aprire le porte a una nuova storia familiare nel calcio italiano.

Se il Lecce riuscisse a portare a termine l’operazione di mercato, si tratterebbe di un colpo di prospettiva, coerente con la linea verde sposata dal club negli ultimi anni. Ancora un altro giovane da valorizzare, con un cognome che sa di nostalgia e speranza.

Calciomercato Napoli: Simeone nel mirino di due club! E’ sfida tra estero e Serie A, tutti i dettagli

Calciomercato Napoli: Simeone è finito nel mirino di due club! E’ iniziata la sfida tra estero e Serie A, tutti gli aggiornamenti

Giovanni Simeone, attaccante argentino classe 1995 in forza al Napoli, potrebbe presto cambiare maglia. Dopo una stagione vissuta da alternativa di lusso nel reparto offensivo partenopeo, il centravanti—figlio del celebre allenatore Diego Pablo Simeone—attira le attenzioni di diversi club in vista della nuova stagione.

In Italia, è il Pisa a sognare il colpo grosso. Il club nerazzurro, tornato da poco in Serie A, considera Simeone il profilo ideale per rafforzare l’attacco e affrontare al meglio la sfida salvezza. L’idea romantica di vestire la stessa maglia che il padre indossò a inizio carriera affascina il giocatore, che non ha escluso questa possibilità.

Ma l’opzione che Simeone valuta con maggiore interesse è il Siviglia. In Andalusia, potrebbe ritrovare Mathias Almeyda, ex centrocampista argentino e oggi allenatore del club spagnolo. Almeyda è figura chiave nella carriera del Cholito: lo lanciò nel calcio professionistico dieci anni fa al Banfield e mantiene un legame profondo con la famiglia Simeone. Questo rapporto quasi familiare potrebbe rivelarsi decisivo.

Tuttavia, il Siviglia deve fare i conti con una complessa situazione finanziaria. Con circa 400 milioni di euro di debiti, il club spagnolo deve liberare spazio salariale prima di poter concludere nuovi acquisti. L’ingaggio di Simeone, pari a 1,7 milioni di euro annui, rappresenta un ostacolo significativo per una società che punta a ridurre il monte stipendi.

Il Pisa osserva attentamente lo sviluppo delle trattative, pronto a inserirsi in caso di rallentamenti. Nel frattempo, il direttore sportivo Stefano Vaira sta esplorando alternative per l’attacco. Tra i nomi valutati ci sono Tonny Sanabria, attaccante paraguaiano del Torino noto per la sua esperienza in Serie A, e Patrick Cutrone, ex Milan e oggi al Como, profilo giovane ma già collaudato.

Il futuro di Giovanni Simeone resta incerto, ma il suo nome è destinato a essere protagonista di questo calciomercato estivo.

Formazioni ufficiali PSG Bayern Monaco, le scelte dei tecnici

Formazioni ufficiali PSG Bayern Monaco, le scelte degli allenatori per il match valido per il Mondiale per Club. Tutti i dettagli

Alle 18:00 la sfida valida per i quarti di finale del Mondiale per Club tra PSG Bayern Monaco. Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori.

PSG (4-3-3) : Donnarumma – Hakimi, Marquinhos (cap.), Pacho, Mendes; Neves, Vitinha, Ruiz; Barcola, Doué, Kvaratskhelia. All. Luis Enrique

BAYERN MONACO (4-2-3-1) : Neuer (cap.);Laimer, Tah, Upamecano, Stanisic; Kimmich, Pavlovic; Olise, Musiala, Coman; Kane. All. Kompany

Calciomercato Real Madrid, nuove strategie offensive dal Mondiale per Club: futuro incerto per Rodrygo ed Endrick

Calciomercato Real Madrid, pronte nuove strategie offensive dal Mondiale: futuro tutto da scrivere per Rodrygo ed Endrick

Il Real Madrid continua il suo percorso nel Mondiale per Club con grande determinazione, puntando con decisione alla conquista del trofeo. In attesa della sfida contro il Borussia Dortmund, prevista per questa sera, il club spagnolo ha già tratto indicazioni preziose e sorprendenti dalla rassegna internazionale, tenutasi negli Stati Uniti.

Uno dei temi più discussi riguarda il reparto offensivo, dove il Real Madrid starebbe valutando la cessione di Rodrygo Goes, esterno d’attacco brasiliano classe 2001 noto per la sua velocità e tecnica. L’idea sarebbe quella di puntare su risorse interne già presenti in rosa, valorizzando talenti emergenti capaci di offrire nuove soluzioni tattiche.

A conquistare l’attenzione dei tifosi e dello staff tecnico è stato Gonzalo Garcia, centravanti classe 2004 proveniente dal settore giovanile. Le sue prestazioni convincenti in questo torneo hanno messo in luce il suo potenziale, al punto da ipotizzare una sua integrazione stabile nella prima squadra. Secondo quanto riportato dal sito specializzato fichajes.com, questo sviluppo potrebbe influenzare le scelte future della dirigenza, con effetti a cascata su altri giovani in organico.

Tra questi, spicca Endrick Felipe Moreira de Sousa, attaccante brasiliano classe 2006 già acquistato dal Real Madrid e in attesa di entrare pienamente nel progetto tecnico. Nonostante il grande talento e una carriera promettente, si fa largo l’ipotesi di un possibile prestito per la prossima stagione, per garantirgli maggiore continuità e minutaggio. Tuttavia, il calendario fitto potrebbe offrire occasioni concrete anche per lui.

Il Mondiale per Club sta diventando dunque non solo una vetrina internazionale, ma anche un laboratorio strategico per il Real Madrid. Le scelte dell’allenatore Xabi Alonso, noto per la sua capacità di gestire grandi rose e valorizzare giovani promesse, saranno fondamentali per delineare il futuro offensivo del club.

Real Madrid-Borussia Dortmund: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al MetLife Stadium la sfida del Mondiale per Club Real Madrid-Borussia Dortmund: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey andrà in scena una delle sfide più attese del Mondiale per Club: Real Madrid-Borussia Dortmund, gara valida per i quarti di finale della prestigiosa competizione internazionale. Entrambe le squadre arrivano con grandi ambizioni e squadre di altissimo livello, pronte a darsi battaglia per conquistare un posto in semifinale. Il match promette spettacolo, con due roster pieni di talenti e campioni riconosciuti a livello mondiale. Il Real Madrid, guidato dall’allenatore Xabi Alonso, punta sulle giocate rapide e sul talento offensivo, mentre il Borussia Dortmud di Kovac cerca solidità e organizzazione, sfruttando la propria esperienza e qualità.

Le probabili formazioni

Real Madrid (4-1-2-3): Courtois; Alexander-Arnold, Rudiger, Huijsen, Fran Garcia; Tchouameni; Arda Guler, Bellingham; Valverde, Gonzalo Garcia, Vinicius Junior. Allenatore: Alonso.

Borussia Dortmund (3-4-1-2): Kobel; Sule, Anton, Bensebaini; Yan Couto, Nmecha, Groß, Svensson; Jobe Bellingham; Guirassy, Brandt. Allenatore: Kovac.

Il confronto tra le due formazioni presenta interessanti spunti tattici: il Real Madrid opta per un modulo offensivo con un tridente veloce e creativo, mentre il Borussia Dortmund predilige una struttura più equilibrata, con tre difensori centrali e un centrocampo folto per gestire le transizioni. L’assetto di entrambe le squadre mette in luce il diverso approccio dei tecnici, con Alonso che punta sull’aggressività in avanti e Kovac che cerca compattezza e organizzazione difensiva. Sarà dunque un match che vedrà contrapporsi due filosofie di gioco ben definite, in un contesto di altissima competitività.

Orario e dove vederla in tv

Real Madrid-Borussia Dortmund si gioca alle ore 22:00 di sabato 5 luglio per i quarti di finale del Mondiale per Club. La partita sarà trasmessa gratuitamente in streaming su DAZN, accessibile tramite il sito ufficiale o l’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone, garantendo così un’ottima copertura e la possibilità di seguire il match ovunque ci si trovi. Questa sfida è imperdibile per gli appassionati di calcio mondiale, che potranno assistere a uno scontro di altissimo livello tecnico e tattico.

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