Pagina 770 – Calcio News 24

Da Retegui a Ilicic fino a Comandini: le 10 sessioni di mercato più costose nella storia dell’Atalanta

Atalanta, le 10 sessioni di mercato più costose di sempre. Una lista all’insegna della storia

Il mercato dell’Atalanta è partito subito ai mille all’ora, ma per la Dea non è la prima volta di assistere ad una campagna acquisti intensa. Ecco 10 precedenti nerazzurri.

1) 113 milioni (2024-2025) – La vittoria dell’Europa League ha portato l’Atalanta ad alzare il livello investendo tanti soldi. Da Kossonou fino a Retegui, ma parte Koopmeiners tra mille polemiche e certificati medici.

2) 108 milioni (2022-2023) – L’inizio di una nuova era con il duo Congerton-D’Amico. L’obiettivo è ritornare in Europa e il fresco trio Ederson-Hojlund-Lookman si dimostrerà decisivo in casa Atalanta.

3) 82 milioni (2023-2024) – Tempo del grande salto. Il ritorno in Europa e la cessione record di Hojlund sono l’apripista per una campagna acquisti record: Scamacca, CDK, Touré, Bakker, Kolasinac e a gennaio Hien. Grandi spese per grandi traguardi.

4) 68 milioni (2021-2022) – Acquisti mirati dove spiccano il ritorno di Zappacosta e gli acquisti di Musso e Koopmeiners. A gennaio arriverà anche Boga, ma la squadra è arrivata a fine ciclo con la vecchia guardia

5) 66 milioni (2017-2018) – Il ritorno in Europa non permette distrazioni. Vanno via Conti e Kessié, ma ritorna De Roon e alla lista si aggiungono giocatori che faranno la storia: Palomino, Castagne, Gosens e soprattutto Ilicic.

6) 62 milioni (2020-2021) – Porte chiuse, non certamente quelle dell’Atalanta sul mercato. Arriva Miranchuk, ma soprattutto Cristian Romero e lo fa diventare il centrale più forte mai visto a Bergamo.

7) 60 milioni (2018/2019-2019/2020) – Stesse cifre, ma importanti. Si parte dal famoso “mercato triste” (citando Gasp) dove arrivano Zapata e Pasalic conquistando la prima Champions della storia; la seconda con gli arrivi di Muriel e Malinovskyi a completare l’Atalanta più bella di sempre.

8) 31 milioni (2001/2002) – Il mercato tanto costoso quanto illusorio di Marotta con il duo Comandini-Saudati ad esserne il simbolo. L’Atalanta cede tanto, investe altrettanto e rimane senza Europa e con tanti debiti.

9) 20 milioni (2011/2012) – L’Atalanta per salvarsi con la penalizzazione ha bisogno di una super campagna acquisti e Marino punta tutto su Schelotto, Cigarini, Lucchini, Masiello, Stendardo e soprattutto German Denis. Stagione entusiasmante.

10) 16 milioni (2008/2009) – Il secondo anno di Delneri per compiere il grande salto, con l’Atalanta che prende Garics, Valdes e Cigarini. La squadra è forte, ma risente del polemico mercato di gennaio che condiziona leggermente l’annata.

Milan, al raduno assente la Curva Sud! Il nuovo corso targato Allegri inizia domani. Il programma

Milan, al raduno assente la Curva Sud! Il nuovo corso targato Allegri inizia domani. Il programma

Domani, 7 luglio 2025, a Milanello si apre ufficialmente la nuova stagione del Milan con il ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera. Ma l’evento sarà segnato da una clamorosa assenza: la Curva Sud Milano, cuore pulsante del tifo organizzato rossonero, ha annunciato che non sarà presente al raduno.

La Curva Sud non ci sarà: protesta o presa di posizione?

La notizia, anticipata da MilanNews24, ha sorpreso molti. In un comunicato diffuso nelle ultime ore, la tifoseria organizzata ha comunicato ufficialmente la propria decisione, lasciando intendere un possibile malumore nei confronti della società o dell’attuale progetto sportivo. Non è chiaro se si tratti di una forma di protesta o di una semplice scelta strategica interna, ma l’assenza della componente più calda del tifo milanista è destinata a far rumore.

Il programma del raduno: Allegri prende il comando

Nonostante l’assenza della Curva Sud, la giornata a Milanello si preannuncia densa di appuntamenti:

  • Ore 9:00 – Inizio del ritiro a Milanello: la squadra si ritroverà per i primi test atletici e le valutazioni mediche. Allegri lavorerà a porte chiuse per iniziare a trasmettere i primi concetti tecnico-tattici.
  • Ore 13:00 – Conferenza stampa a Casa Milan: Allegri parlerà per la prima volta dopo il suo ritorno. Sarà l’occasione per spiegare la sua visione, parlare di mercato e delineare gli obiettivi stagionali.
  • Ore 18:00 – Allenamento aperto ai tifosi: sul campo esterno di Milanello i tifosi potranno assistere alla prima seduta visibile al pubblico. Un momento simbolico per ricreare il legame tra squadra e piazza.

L’ombra dell’assenza e le attese sul futuro

L’assenza della Curva Sud sarà visibile e rumorosa, almeno simbolicamente. Da sempre protagonista del primo giorno di raduno, il gruppo organizzato aveva fatto sentire la propria voce nei momenti più difficili e celebrato quelli più gloriosi. Stavolta, invece, il silenzio sarà assordante.

Tuttavia, il Milan volta pagina. Il ritorno di Allegri, fortemente voluto dalla dirigenza, rappresenta l’inizio di un nuovo ciclo che punta a riportare i rossoneri in cima al calcio italiano ed europeo. In campo, Allegri potrà contare su una rosa in fase di costruzione, con diversi innesti attesi nelle prossime settimane.

Milan 2025/26: si accende la speranza

Nonostante le prime frizioni con una parte della tifoseria, l’avvio di stagione rossonero resta un momento carico di attesa ed entusiasmo. Il popolo milanista, anche se non tutto presente domani a Milanello, guarda con attenzione ai primi passi della nuova era Allegri. Il lavoro sul campo sarà ora l’unico vero giudice.

Lecce, Pantaleo Corvino fissa l’obiettivo: «Lotteremo con grande intensità. Di Francesco? Ha voglia di riscatto»

Lecce, Pantaleo Corvino fissa l’obiettivo: «Lotteremo con grande intensità. Di Francesco? Ha voglia di riscatto»

Pantaleo Corvino, responsabile dell’area tecnica del Lecce, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, tracciando un bilancio della passata stagione e proiettando lo sguardo verso il futuro con il nuovo tecnico Eusebio Di Francesco.

«È stata una grande impresa che resterà per sempre nella storia del club. Questo è sicuro», ha affermato Corvino. «Salvarsi per tre anni di fila dopo aver vinto il campionato di B per noi è qualcosa che va oltre ogni immaginazione, soprattutto in un calcio sempre più dominato da proprietà straniere ricche e con grandi disponibilità economiche».

Il dirigente ha poi sottolineato l’importanza della programmazione e del lavoro sui giovani, vero pilastro della filosofia del club:
«Alla base di tutto c’è la serietà della nostra programmazione: puntiamo sui ragazzi delle giovanili per poi portarli in prima squadra. Quelli che hanno vinto lo scudetto Primavera nel 2023, come Berisha e Dorgu, e che hanno poi giocato in Serie A con noi, sono motivo di grande orgoglio».

Di Francesco, la scelta convinta di Corvino

Corvino si è anche soffermato sulla scelta dell’allenatore, Eusebio Di Francesco, reduce da due retrocessioni consecutive:
«Per me questo è un aspetto relativo: conta la qualità di un allenatore, e Di Francesco ce l’ha. Ha voglia di rifarsi, il suo entusiasmo mi ha spinto a proporlo alla società e condividere la scelta con la proprietà».

Infine, uno sguardo al prossimo campionato:
«Che Lecce dobbiamo aspettarci? Un Lecce che lotterà con grande intensità e non mollerà mai. Sappiamo di partire ultimi sulla carta, ma come negli ultimi anni, daremo tutto fino alla fine».

Bayern Monaco, infortunio Musiala: resterà fuori tra i 4 e i 5 mesi! Il referto: «Rottura del perone e legamenti danneggiati»

Bayern Monaco, infortunio Musiala: resterà fuori tra i 4 e i 5 mesi! Il referto: «Rottura del perone e legamenti danneggiati»

Il quarto di finale del Mondiale per Club tra PSG e Bayern Monaco (terminato 2-0 per i francesi) lascia in eredità un brutto colpo per i bavaresi: Jamal Musiala ha riportato un infortunio grave dopo uno scontro con Gianluigi Donnarumma.

L’intervento di Donnarumma e l’impatto con Musiala

L’episodio è avvenuto nel finale del primo tempo, quando il portiere del PSG è intervenuto in presa bassa nel tentativo di anticipare il trequartista tedesco. L’impatto è stato immediatamente riconosciuto come serio: Musiala è rimasto a terra dolorante, ed è uscito in barella tra le lacrime, mentre Donnarumma si è coperto il volto, scosso dopo aver compreso la gravità della situazione.

Frattura del perone per Musiala: fuori 4-5 mesi

Secondo quanto riportato da BILD, Musiala ha subito la frattura del perone sinistro, con danni anche ai legamenti della caviglia. L’infortunio è stato confermato già poche ore dopo la partita, con il giocatore trasportato direttamente in ospedale per gli accertamenti del caso.

I tempi di recupero stimati sono di quattro o cinque mesi, rendendo inevitabile uno stop prolungato proprio all’inizio della nuova stagione. Un brutto colpo per il Bayern Monaco e per il commissario tecnico della Nazionale tedesca, considerando anche le possibili implicazioni in vista degli impegni internazionali del 2026.

Musiala torna con il gruppo a Monaco dopo l’eliminazione

Nonostante l’infortunio, il classe 2003 ha voluto tornare a Monaco con la squadra. Dopo il match, il Bayern ha lasciato Orlando insieme al giocatore, già certo dell’eliminazione dal torneo per mano del Paris Saint-Germain

Calciomercato estero, è il Galatasaray la squadra in vantaggio per Osimhen! L’attaccante verso la Turchia, ma c’è un nodo

Calciomercato estero, è il Galatasaray la squadra in vantaggio per Osimhen! L’attaccante verso la Turchia, ma c’è un nodo

Il destino di Victor Osimhen resta uno dei principali temi caldi del calciomercato Napoli. Dopo settimane di incertezza, una nuova pista ha preso vigore: secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il Galatasaray sarebbe diventato la prima vera opzione concreta per l’attaccante nigeriano, deciso a proseguire la propria carriera in Europa.

Galatasaray, Osimhen tentato: ma il Napoli resta fermo sulla clausola

Il club turco è pronto a offrire a Osimhen un ingaggio da 16 milioni di euro netti a stagione, una cifra significativa che, pur inferiore all’offerta araba, ha convinto il giocatore per motivazioni sportive. L’ex Lille, infatti, avrebbe detto no all’Al-Hilal, che gli proponeva 40 milioni l’anno per tre stagioni, scegliendo di restare nel calcio europeo.

A rafforzare l’interesse del Galatasaray è il legame sviluppato da Osimhen con l’ambiente di Istanbul, dove ha trascorso un breve periodo in prestito, non ufficializzato ma comunque determinante per la sua volontà di tornare. Il feeling con squadra e tifosi è stato tale da spingere l’attaccante a fare della Süper Lig la sua prima scelta.

Tuttavia, lo scoglio principale resta la clausola rescissoria da 75 milioni di euro fissata da Aurelio De Laurentiis, che ha ribadito la sua posizione: «Nessuno sconto, chi vuole Osimhen dovrà pagare per intero». Il Galatasaray, finora, si è fermato a un’offerta tra i 50 e i 60 milioni.

Ritiro o cessione: entro metà luglio la decisione definitiva

Se l’accordo non dovesse concretizzarsi entro metà luglio, Osimhen sarà regolarmente convocato per il ritiro estivo del Napoli, con la possibilità che il club attivi un rinnovo unilaterale fino al 2027. Nel frattempo, la dirigenza monitora il mercato degli attaccanti in caso di cessione.

I nomi in cima alla lista sono Darwin Núñez (Liverpool) e Lorenzo Lucca (Udinese), ma entrambi hanno valutazioni elevate. In alternativa, si tiene d’occhio anche Nicolas Jackson del Chelsea, profilo più accessibile ma ancora in fase esplorativa.

Fiorentina, quanti dubbi sul futuro di Sottil! Il giocatore in bilico tra l’essere un esubero e l’essere una risorsa

Fiorentina, quanti dubbi sul futuro di Sottil! Il giocatore in bilico tra l’essere un esubero e l’essere una risorsa

Con l’inizio del ritiro estivo previsto per il 14 luglio al Viola Park, la Fiorentina entra ufficialmente nella sua nuova era targata Stefano Pioli. Tra i tanti nodi da sciogliere, uno dei più delicati riguarda il futuro di Riccardo Sottil, esterno classe 1999, reduce da sei mesi in prestito al Milan senza lasciare particolari tracce.

Sottil, figlio d’arte cresciuto nel vivaio viola, è pronto a fare ritorno a Firenze, dove ritroverà proprio Pioli, l’allenatore che nel settembre 2018 gli diede la prima chance in Serie A in Sampdoria-Fiorentina, facendolo subentrare a Federico Chiesa. Ma oggi, a quasi sei anni di distanza, il suo ruolo nel progetto tecnico è tutt’altro che definito.

Un’altra occasione o cessione definitiva?

Per Sottil potrebbe profilarsi una terza chance in maglia viola, dopo i prestiti a Cagliari e Milan, ma stavolta le possibilità sembrano ridotte al minimo. La dirigenza viola, infatti, è aperta a valutare offerte per una cessione definitiva, e il Torino è tra i club maggiormente interessati. L’allenatore granata Marco Baroni apprezza il profilo di Sottil, esterno rapido e duttile, ideale per il suo 4-2-3-1.

Tuttavia, la Fiorentina potrebbe anche decidere di trattenere il giocatore per impiegarlo come esterno nel 3-5-2 che Pioli dovrebbe adottare. In quella zona di campo ci sono già Dodo (il cui futuro resta incerto) e il giovane Fortini, ma Sottil potrebbe rappresentare una risorsa d’esperienza, utile anche per variare modulo a gara in corso.

Il difficile rapporto con la piazza

A complicare la permanenza di Sottil c’è anche un rapporto mai davvero sbocciato con la tifoseria. Le sue dichiarazioni al momento dell’arrivo al Milan — «Essere qua è un sogno che si avvera… avevo un debole per Pato, Zlatan e Ronaldinho» — non sono state digerite a Firenze. Parole che hanno lasciato il segno e che Sottil, qualora restasse, dovrà impegnarsi a far dimenticare con prestazioni convincenti sul campo.

Calciomercato Juve: Sancho obiettivo concreto, ma c’è un ostacolo! Serve trovare l’intesa sull’ingaggio

Calciomercato Juve: Sancho obiettivo concreto, ma c’è un ostacolo! Serve trovare l’intesa sull’ingaggio

La Juventus continua a lavorare con decisione per rinforzare il proprio reparto offensivo. Il nome in cima alla lista resta quello di Jadon Sancho, esterno offensivo classe 2000 del Manchester United, che rappresenta uno dei principali obiettivi del mercato estivo bianconero.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, la trattativa tra Juventus e Manchester United è in fase avanzata, ma persistono ancora alcuni ostacoli legati all’aspetto economico. Il nodo principale riguarda l’ingaggio del giocatore: Sancho chiede circa un milione di euro in più rispetto all’attuale proposta della Juventus. Nonostante ciò, il club torinese è intenzionato a trovare un punto d’incontro per chiudere l’operazione il prima possibile.

Parallelamente, il Manchester United è coinvolto in un’altra trattativa con la Juventus per Douglas Luiz, ma le due operazioni viaggiano su binari separati. Anche se un eventuale incastro tecnico-finanziario non è escluso in futuro, al momento ogni trattativa è indipendente. L’obiettivo della Juve è chiaro: rafforzare l’attacco senza squilibrare il bilancio societario.

Conceição: pressing sul Porto, ma serve cedere Nico Gonzalez

Sul fronte giovani, un altro nome caldo è quello di Francisco Conceição, talento portoghese classe 2002 in forza al Porto. Il club lusitano ha fissato un prezzo elevato per il suo cartellino e la Juventus, come riporta ancora Tuttosport, sta cercando una formula dilazionata per contenere l’impatto economico del trasferimento.

Il direttore generale bianconero Damien Comolli è al lavoro per trovare un accordo con il Porto, con l’obiettivo di garantire a Tudor un reparto offensivo completo e ricco di soluzioni. Tuttavia, per vedere sia Sancho che Conceição in maglia bianconera, sarà necessario sbloccare prima la cessione di Nico Gonzalez, il cui futuro resta incerto.

Calciomercato Fiorentina, a centrocampo si avvicina Bernabé! Convinto il giocatore, ora si tratta con il Parma

Calciomercato Fiorentina, a centrocampo si avvicina Bernabé! Convinto il giocatore, ora si tratta con il Parma

La Fiorentina ha individuato in Adrián Bernabé il rinforzo ideale per il proprio centrocampo. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il talento spagnolo del Parma è in cima alla lista dei desideri della dirigenza viola, pronta a muoversi concretamente nei prossimi giorni per tentare l’assalto.

Classe 2001, cresciuto nei vivai di Barcellona e Manchester City, Bernabé rappresenta un profilo che unisce qualità tecnica, visione di gioco e intelligenza tattica. Caratteristiche perfette per il ruolo di regista che il neo tecnico viola Stefano Pioli — tornato a Firenze per inaugurare un nuovo ciclo — ha richiesto alla società. Proprio per questo motivo, il direttore sportivo Daniele Pradè e il direttore tecnico Roberto Goretti mantengono viva la pista, prima di valutare eventuali alternative.

L’intenzione del club di Rocco Commisso è chiara: assicurarsi il nuovo regista entro il 14 luglio, data d’inizio del ritiro al Viola Park. Ma l’ostacolo maggiore resta la posizione del Parma. Il club ducale, reduce dalla promozione in Serie A, non vuole privarsi facilmente di un altro titolare dopo la partenza di Bonny. Tuttavia, secondo fonti vicine alla trattativa, una proposta da 20 milioni di euro potrebbe aprire uno spiraglio.

Bernabé ha già manifestato interesse per il trasferimento a Firenze, considerandolo un passo avanti importante nella sua carriera. Dal punto di vista contrattuale, l’attuale ingaggio del giocatore (circa 800.000 euro a stagione) è sostenibile per i viola, anche se un adeguamento salariale sarà necessario in caso di trasferimento.

Nonostante una stagione segnata da alcuni problemi fisici — che ne hanno limitato le presenze a 21 — Bernabé resta uno dei centrocampisti più promettenti della sua generazione. La Fiorentina è pronta a scommettere su di lui per guidare il nuovo corso targato Pioli.

Calciomercato Milan, Allegri possibile chiave per il colpo Leoni in difesa! Decisivo il legame tra il tecnico e Cherubini

Calciomercato Milan, Allegri possibile chiave per il colpo Leoni in difesa! Decisivo il legame tra il tecnico e Cherubini

Il Milan potrebbe avere una marcia in più nella corsa per Leoni, uno dei giovani più promettenti del panorama italiano, atualmente in forza al Parma. Il motivo? Il ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera e il suo rapporto con Cristiano Giuntoli, ex direttore sportivo della Juventus. A sottolineare questo potenziale vantaggio è la giornalista sportiva Monica Colombo, secondo cui la stima reciproca tra i due potrebbe pesare nelle dinamiche di mercato.

L’asse Allegri-Giuntoli: un fattore strategico

Il legame tra Allegri e Giuntoli — maturato nel tempo e fondato su fiducia e collaborazione professionale — potrebbe trasformarsi in un elemento decisivo nel caso in cui Milan e Inter si contendessero il cartellino del giovane Leoni. Secondo Colombo, «non si tratta di favoritismi, ma di una naturale inclinazione a collaborare con chi si stima».

Non va dimenticato che Allegri aveva anche ottimi rapporti con Federico Cherubini, ex dirigente della Juventus, e l’ambiente juventino non è nuovo a sinergie nate da stime personali. Sebbene Giuntoli sia oggi pienamente inserito nel progetto bianconero, i legami del passato possono ancora esercitare un’influenza — diretta o indiretta — in fase di trattativa.

Leoni tra Milan e Inter: il derby di mercato è aperto

Il profilo di Leoni interessa da tempo anche all’Inter, da sempre attenta ai talenti emergenti. Tuttavia, la presenza di Allegri potrebbe spostare l’equilibrio. Il tecnico livornese è riconosciuto per la sua capacità di valorizzare giovani e di convincere i giocatori a sposare il progetto tecnico, elemento che può fare la differenza nella scelta di un talento in cerca di un ambiente favorevole alla crescita.

Il Milan, che ha da tempo adottato una strategia orientata all’investimento su giovani di prospettiva, vede in Leoni un innesto ideale. In uno scenario dove ogni dettaglio può influenzare l’esito di una trattativa, l’effetto Allegri potrebbe essere l’asso nella manica rossonero.

Mondiale per Club, Real Borussia 3-2. L’avvertimento di Panucci agli spagnoli: «Superiori per 88 minuti, poi…»

Mondiale per Club, Real Borussia 3-2. L’avvertimento di Panucci agli spagnoli: «Superiori per 88 minuti, poi…»

Il Real Madrid conquista la semifinale del Mondiale per Club grazie a un vittorioso 3-2 contro il Borussia Dortmund, al termine di una partita ricca di colpi di scena e di emozioni, soprattutto nel finale. La squadra allenata da Xabi Alonso, ex centrocampista blanco oggi tecnico emergente in Europa, ha dominato per gran parte del match, ma ha rischiato grosso nei minuti conclusivi.

Il primo tempo ha visto un Real Madrid ordinato e cinico, capace di portarsi sul 2-0 con una prestazione di alto livello sia sul piano tecnico che su quello tattico. Tuttavia, nel finale, il Dortmund ha tentato la rimonta: dopo il gol su rigore realizzato da Guirassy, concesso per un fallo di Dean Huijsen, arrivato insieme a un cartellino rosso per lo stesso difensore, la gara si è infiammata.

Il Real, in dieci uomini, ha subito anche la seconda rete tedesca e solo un salvataggio provvidenziale ha evitato il clamoroso 3-3 nell’ultima azione firmata Sabitzer. Il successo consente agli spagnoli di affrontare in semifinale un avversario di altissimo livello: il Paris Saint-Germain di Luis Enrique, considerato uno dei principali candidati alla vittoria del torneo.

Dagli studi di Mediaset, l’ex difensore del Real Madrid Christian Panucci ha commentato così la partita:
«Per 88 minuti il Real è stato superiore e ha concesso poco, poi ha rischiato di complicarsi tutto nel finale. Nell’ultima giocata, Sabitzer ha sfiorato il 3-3. Deve stare attento fino alla fine. In semifinale, per me parte favorito il PSG».

La semifinale tra Real Madrid e PSG promette spettacolo: due filosofie di gioco a confronto, con il carisma di Xabi Alonso da una parte e l’esperienza internazionale di Luis Enrique dall’altra. Un match che potrebbe valere più di un passaggio del turno: forse, anticipa già la vera finale.

Calciomercato Verona, dal Brasile ecco il nuovo colpo: Giovane Santana do Nascimento pronto a sbarcaare in Serie A!

Calciomercato Verona, dal Brasile ecco il nuovo colpo: Giovane Santana do Nascimento pronto a sbarcaare in Serie A!

L’Hellas Verona si prepara ad accogliere un nuovo talento dal Brasile: Giovane Santana do Nascimento, classe 2002, è ormai prossimo a diventare un nuovo giocatore gialloblù. L’attaccante ha detto no al rinnovo proposto dal Corinthians, rispettando la parola data alla dirigenza veneta, nonostante l’interesse concreto di diversi club, soprattutto dal campionato portoghese.

Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, la trattativa è in dirittura d’arrivo. La determinazione del Verona e il progetto tecnico presentato da Paolo Zanetti hanno convinto Santana a intraprendere la sua prima avventura europea in Serie A.

Ma che tipo di giocatore è Giovane Santana? Attaccante moderno, dotato di buona tecnica e notevole forza fisica, il brasiliano compirà 22 anni a novembre. Cresciuto nel vivaio del Corinthians, è stato convocato nella Nazionale brasiliana Under 20 e ha partecipato alle ultime Olimpiadi con l’Under 23, confermando il suo status di giovane promessa.

Nonostante il suo ruolo naturale sia quello di attaccante, Santana ama partire largo, anche se non è un’ala pura. È un giocatore che cerca spesso la conclusione, sfruttando un tiro potente e preciso, ma che non fa della velocità o dell’esplosività i suoi punti di forza. Dal punto di vista tattico, ha ancora margini di crescita, come molti giovani sudamericani che si confrontano per la prima volta con il calcio europeo.

«Non è ancora un giocatore completo», fanno sapere dallo staff tecnico del Verona. Il compito di Paolo Zanetti, al suo primo anno sulla panchina scaligera, sarà proprio quello di aiutarlo a completarsi, trovando la sua posizione ideale in campo e migliorandone la produttività offensiva.

Al momento, le sue statistiche realizzative non sono ancora da bomber, ma la dirigenza dell’Hellas scommette su un talento grezzo da plasmare. L’arrivo di Giovane Santana rappresenta un investimento sul futuro, in perfetta linea con la filosofia del club

Calciomercato Milan, vinto il braccio di ferro per Jashari? La Gazzetta dello Sport annuncia la chiusura dell’affare

Calciomercato Milan, vinto il braccio di ferro per Jashari? La Gazzetta dello Sport annuncia la chiusura dell’affare

Dopo settimane di trattative serrate, la telenovela tra il Milan e il Club Bruges per Ardon Jashari sembra essere finalmente giunta al capitolo finale. Il centrocampista svizzero classe 2002, tra i talenti emergenti più seguiti in Europa, è ormai a un passo dal trasferimento in rossonero.

L’operazione ha vissuto momenti complessi, con il Club Bruges inizialmente deciso a trattenere il giocatore. Ma è stata proprio la ferma volontà di Jashari a sbloccare lo stallo. Il giovane regista ha infatti deciso di non presentarsi al ritiro con la squadra belga, un gesto che ha fatto eco in tutta Europa e che ha rappresentato un segnale chiaro: vuole solo il Milan.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, che dedica la prima pagina all’affare, l’intesa tra le parti è ormai raggiunta. Il titolo emblematico scelto dalla “rosea” – «Jashari è a un passo. Milan arrivo» – lascia pochi dubbi sullo stato della trattativa. Il quotidiano sportivo è arrivato persino a modificare graficamente una foto del giocatore, raffigurandolo già con la maglia rossonera, a conferma della fiducia sull’esito positivo.

Il pressing del Milan, combinato alla determinazione del calciatore, ha costretto il Bruges a rivedere le proprie posizioni. «Una trattativa logorante», viene definita da fonti vicine al club, ma che si sta concludendo con successo per il Diavolo.

L’arrivo di Ardon Jashari si inserisce perfettamente nella strategia rossonera di puntare su giovani talenti di prospettiva, capaci di crescere sotto la guida di un progetto tecnico ambizioso e sostenibile. Con ottime doti di interdizione, visione di gioco e personalità, il centrocampista svizzero rappresenta un rinforzo ideale per la mediana milanista.

Ora manca solo l’annuncio ufficiale. Ma l’attesa tra i tifosi è già carica di entusiasmo: Jashari sarà presto un nuovo giocatore del Milan, e con lui, il futuro del centrocampo rossonero si colora di nuove speranze.

Calciomercato Lazio, con il blocco del mercato Insigne unica opzione! Arriverebbe ad ottobre, Sarri può convincerlo

Calciomercato Lazio, con il blocco del mercato Insigne unica opzione! Arriverebbe ad ottobre, Sarri può convincerlo

La Lazio si trova a fare i conti con una situazione di mercato anomala. A causa del blocco imposto dalla FIGC fino al 1° ottobre, il club potrà tesserare nuovi giocatori solo tra gli svincolati, ma non prima dell’autunno. Una condizione che rende quasi impossibile convincere un calciatore senza contratto ad aspettare tre mesi. Quasi, appunto.

Un’eccezione potrebbe essere rappresentata da Lorenzo Insigne, esterno offensivo classe 1991, reduce da un’esperienza in chiaroscuro al Toronto FC in MLS. Dopo la risoluzione anticipata del contratto con il club canadese, il fantasista napoletano è alla ricerca di un progetto che possa riportarlo a buoni livelli in Italia.

Secondo indiscrezioni, Insigne avrebbe attirato l’attenzione di club come Parma e Fiorentina, ma la prospettiva di ritrovare Maurizio Sarri, l’allenatore che lo fece esplodere nel triennio d’oro al Napoli, potrebbe rappresentare una motivazione forte per aspettare la Lazio fino a ottobre.

Tuttavia, da un punto di vista progettuale, l’operazione lascia più di un dubbio. La Lazio ha già in rosa un altro esterno offensivo esperto come Pedro, che a 37 anni continua a garantire esperienza e qualità. Inserire un 34enne come Insigne, con ingaggio elevato e condizione fisica da verificare, rischia di essere una forzatura tecnica e gestionale, specie in una fase in cui il club dovrebbe guardare al futuro.

La verità è che il blocco del mercato ha cambiato radicalmente i piani societari, costringendo la Lazio a rivedere le proprie priorità. In questo contesto, l’arrivo di Insigne potrebbe essere visto come una mossa di emergenza, più che una scelta strategica.

Il legame personale con Sarri resta il principale fattore in grado di tenere in piedi l’ipotesi Lazio. Ma tutto dipenderà dalla pazienza del giocatore, dalla disponibilità economica del club e dalla realistica possibilità di rilancio di un talento mai completamente espresso dopo l’addio a Napoli

Juventus, incontro tra l’agente di Vlahovic e Comolli! Due possibilità sul tavolo: ecco cosa può succedere

Juventus, incontro tra l’agente di Vlahovic e Comolli! Due possibilità sul tavolo: ecco cosa può succedere

Il futuro di Dusan Vlahovic continua a tenere banco in casa Juventus. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’attaccante serbo non ha intenzione di rinnovare il contratto, in scadenza a giugno 2026, e punterebbe a liberarsi a parametro zero al termine della prossima stagione.

Una prospettiva che preoccupa la dirigenza bianconera, intenzionata a non arrivare a un epilogo così penalizzante sul piano economico. Per questo motivo, la Juventus sta valutando una cessione anticipata, anche a costo di accettare una cifra fortemente scontata rispetto ai 70 milioni investiti nel gennaio 2022.

Il 25enne centravanti serbo, reduce da una stagione di alti e bassi, sembra essere finito ai margini nel nuovo progetto tecnico di Igor Tudor. Durante la tournée americana, infatti, ha collezionato una sola presenza da titolare in quattro gare, segnale di una chiara retrocessione nelle gerarchie.

Nonostante ciò, Vlahovic non sembra intenzionato a cambiare idea. Il suo obiettivo è restare un altro anno per poi svincolarsi, mantenendo sia il suo status tecnico che l’attuale stipendio da 12 milioni di euro netti a stagione. Le offerte arrivate da Arabia Saudita e Turchia (Fenerbahçe e Galatasaray) sono state gentilmente respinte dal giocatore.

Intanto, la dirigenza bianconera, guidata dal nuovo direttore generale Damien Comolli, ha fissato un incontro con l’entourage di Vlahovic nei prossimi giorni a Torino. Due le opzioni sul tavolo: una cessione intorno ai 25-30 milioni di euro, o un rinnovo-ponte di un anno, che al momento non entusiasma né il club né il calciatore.

Sul fondo, osserva con attenzione anche il Milan, alla ricerca di un attaccante per completare il reparto offensivo. I rossoneri non hanno ancora presentato un’offerta, ma restano vigili in attesa di sviluppi.

La Juventus, dunque, si trova di fronte a una scelta delicata: provare a monetizzare subito o rischiare di perdere Vlahovic a zero tra dodici mesi.

Torino, in arrivo Ngonge dal Napoli? L’idea di Cairo e cosa manca per chiudere 

Il Torino punta forte su Cyril Ngonge del Napoli, ecco l’idea di Urbano Cairo e cosa manca ora per chiudere. Il focus sul calciomercato dei granata 

Ci siamo, esattamente 48 separano il Torino dall’inizio ufficiale della stagione targata 2025-2026. Nella mattinata di dopodomani, martedì 8 luglio, Marco Baroni dirigerà il suo primo allenamento in maglia granata e per l’occasione avrà modo di conoscere i calciatori che si uniranno a lui nel prossimo campionato. Tra questi, ci sarà l’ultimo colpo di calciomercato del club di Via Viotti: Tino Anjorin, ‘strappato’ dall’Empoli per una cifra vicina ai 4,5 milioni di euro. Sempre dalla squadra toscana arriverà anche Ardian Ismajli. Il difensore – pronto per lui un contratto triennale – approderà come svincolato in città domani per le visite mediche di rito, a cui farà seguito la canonica firma che lo convolerà ufficialmente a nozze coi piemontesi.

Finita qui? Tutt’altro. D’altronde la disponibilità economica – almeno sul piano teorico – in casa Torino non dovrebbe mancare, vista la recente cessione di Samuele Ricci al Milan per circa 25 milioni di euro; bonus compresi. «L’obiettivo comunque è dare al mister una squadra pronta almeno al 90% prima del ritiro», aveva dichiarato il patron del club Urbano Cairo ai margini della presentazione del palinsesto de La7. Prima di chiosare proprio sul passaggio (non senza qualche mal di pancia tra i tifosi) dell’ormai ex capitano granata ai meneghini: «I capitani se ne vanno ma se ne creano di nuovi e altrettanto buoni. Tutti vendono, non solo il Torino. Il mondo del calcio è in una nuova fase, non più quella in cui le bandiere stavano vent’anni in una squadra».

Torino

Dunque quali saranno i prossimi colpi a fare capolinea all’ombra della Mole? Con ogni probabilità gli esterni d’attacco. Nel 4-2-3-1 baroniano le due ali schierate alle spalle della punta ricoprono un ruolo a dir poco catartico. Attualmente – complice il mancato riscatto di Elmas e l’addio di Karamoh – il Torino si trova scoperto proprio in questa zona del rettangolo verde. Almeno tre, se non quattro, le pedine che il direttore tecnico Davide Vagnati sarà cdunque hiamato a pescare per il proprio allenatore. Possibilmente – almeno stando a quanto dichiarato da Cairo – entro l’avvio del ritiro di Prato allo Stelvio (in programma a partire dal 14 di luglio). 

A tal riguardo, come riportato dal portale Toro Zone in settimana, uno tra i papabili profili cerchiati con la matita rossa sul taccuino di Vagnati, sarebbe quello di Cyril Ngonge del Napoli. I granata vorrebbero assicurarsi il cartellino del talento belga prima del ritiro, appunto, trovando il giusto accordo sia col calciatore che coi partenopei. Per raggiungere lo scopo, a quanto si apprende, il Toro offrirebbe un prestito con diritto di riscatto, mentre la scuderia di Antonio Conte preferirebbe monetizzare dall’eventuale cessione dell’esterno (attualmente fuori dai piani bellici del mister salentino). La cifra chiesta? Circa 10 milioni di euro. Le prossime ore saranno decisive.

Calciomercato estero, il Bayern Monaco ammette il tentativo per Nico Williams. Il ds: «Quando abbiamo sentito le sue richieste…»

Calciomercato estero, il Bayern Monaco ammette il tentativo per Nico Williams. Il ds: «Quando abbiamo sentito le sue richieste…»

Il futuro di Nico Williams sarà lontano dal Bayern Monaco. Dopo giorni di speculazioni e tentativi di avvicinamento, il club bavarese si è ufficialmente tirato indietro nella corsa per l’esterno offensivo dell’Athletic Club, tra i protagonisti di Euro 2024 con la Spagna.

A chiarire definitivamente la posizione del Bayern sono arrivate prima le parole del presidente onorario Uli Hoeneß, e poi quelle – ancora più esplicite – del direttore sportivo Max Eberl, intervenuto ai microfoni di DAZN Germania.

«Non ci ha influenzato affatto questo rinnovo. Noi della direzione sportiva, insieme a Christoph Freund, abbiamo naturalmente cercato di capire se un giocatore come Nico Williams fosse possibile da ingaggiare. Ma quando abbiamo sentito le richieste salariali, il Bayern Monaco ha fatto subito marcia indietro e ha detto: Ok, allora non lo faremo», ha spiegato Eberl, lasciando poco spazio a dubbi.

Nelle ore precedenti, anche Hoeneß aveva espresso tutta la propria perplessità in merito all’esito della trattativa, affermando:
«Nico Williams ha stupito tutti, non capisco cosa volesse. La trattativa per prenderlo è finita. Sono anche in stretto contatto con Hansi Flick, che attualmente è in vacanza a Tegernsee, e anche loro sono rimasti sorpresi, perché avevano più o meno già raggiunto un accordo».

Il giocatore, reduce da un rinnovo a lungo termine con l’Athletic Club, avrebbe posto condizioni economiche ritenute fuori portata dalla dirigenza tedesca. Una richiesta salariale giudicata eccessiva, che ha portato il Bayern a interrompere i contatti, nonostante il forte interesse iniziale e l’apprezzamento di Flick, nuovo allenatore dei bavaresi.

A questo punto, il futuro di Nico Williams resta aperto, ma il Bayern Monaco non sarà tra i pretendenti. Sul talento basco potrebbero ora tornare alla carica club inglesi e spagnoli, ma ogni discorso ripartirà da basi economiche ben definite.

Napoli, Pierpaolo Marino approva il calciomercato: «Si è mosso molto bene fino ad ora. Lang? Fortissimo»

Napoli, Pierpaolo Marino approva il calciomercato: «Si è mosso molto bene fino ad ora. Lang? Fortissimo»

Il Napoli continua a muoversi con attenzione sul mercato estivo, e a promuovere l’operato della dirigenza è Pierpaolo Marino, ex direttore sportivo del club azzurro, che ha parlato ai microfoni di Radio Napoli Centrale.

Marino ha espresso un giudizio positivo sul lavoro svolto finora dalla società partenopea, sottolineando l’importanza di non cedere alla fretta nelle trattative.
«La fretta è nemica della negoziazione. Il Napoli si è mosso molto bene fino a questo momento, accelerando in maniera importante», ha dichiarato.

L’ex dirigente, che in carriera ha guidato anche l’Atalanta e l’Udinese, ha poi spiegato come la calma e la lucidità possano fare la differenza in una sessione di mercato complessa e ricca di concorrenza.
«Il Napoli fa bene a non avere fretta in questo momento. Non puoi pagare un giocatore 10 milioni di euro in più del suo valore solo per averlo prima in ritiro», ha proseguito Marino.

L’obiettivo, secondo l’esperto, deve essere quello di completare la rosa in maniera equilibrata e sostenibile, anche se non in tempi rapidissimi:
«La cosa più importante è che la squadra sia allestita a fine calciomercato», ha sottolineato.

Parole di apprezzamento anche per alcuni dei profili accostati con insistenza al Napoli nelle ultime settimane. Su Noa Lang, esterno offensivo olandese di proprietà del PSV Eindhoven, Marino è chiaro:
«Lang è fortissimo». Mentre sull’attaccante italiano Lorenzo Lucca, oggi al Pisa ma rientrato nel mirino degli azzurri come possibile vice Lukaku, aggiunge:
«Lucca è un’ottima alternativa a Lukaku».

Con una strategia di mercato attenta e mirata, il Napoli sembra orientato a costruire una rosa competitiva per il nuovo corso tecnico e a rilanciarsi tra le protagoniste della Serie A 2024/25.

Inter, Frattesi si ferma! Intervento all’ernia per rientrare subito a disposizione. E con Chivu, cambiano le possibilità di permanenza

Inter, Frattesi si ferma per un intervento all’ernia. E con Chivu, cambiano le possibilità di permanenza

L’estate di Davide Frattesi si apre con incognite e riflessioni. Il centrocampista classe 1999, arrivato all’Inter dal Sassuolo la scorsa stagione, dovrà affrontare un’operazione chirurgica per risolvere un fastidioso problema fisico che lo affligge da settimane: un’ernia inguinale che ha condizionato le sue prestazioni nella parte finale dell’anno.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Frattesi ha accusato dolori anche durante uno dei momenti più esaltanti della sua stagione, ovvero il gol decisivo ai supplementari contro il Barcellona. Proprio a causa di questi problemi fisici, il giocatore è stato costretto a lasciare anzitempo il ritiro negli Stati Uniti, rientrando a Milano poco prima degli ottavi del Mondiale per Club.

L’operazione è prevista per la prossima settimana, e i tempi di recupero dovrebbero essere brevi. Frattesi potrà tornare a camminare nel giro di pochi giorni, concedendosi anche un breve periodo di riposo, ma il suo nome continuerà a circolare con forza nelle trattative di mercato.

Fino a poco tempo fa, una sua cessione appariva probabile, complici anche i rapporti non semplici con l’ex allenatore Simone Inzaghi e la delusione per l’esclusione nella finale contro il Bayern Monaco. Tuttavia, l’arrivo sulla panchina nerazzurra di Cristian Chivu, ex difensore e tecnico delle giovanili, ha cambiato lo scenario.

Chivu predilige un calcio verticale e dinamico, caratteristiche perfette per un giocatore come Frattesi, noto per gli inserimenti e la capacità di aggredire gli spazi. Per questo motivo, la permanenza in nerazzurro sta diventando una possibilità concreta.

La dirigenza dell’Inter valuta ogni scenario con attenzione. Alcuni club italiani ed esteri hanno già espresso interesse, ma il prezzo del cartellino – che a gennaio era di circa 45 milioni di euro – è sceso sotto i 40 milioni, rendendo l’operazione più accessibile.

Per Frattesi, dunque, si apre un periodo cruciale: prima il recupero fisico, poi la decisione sul futuro, che potrebbe anche prevedere un nuovo ruolo da protagonista all’Inter.

Mondiale per club: il Real batte il Borussia, nonostante l’espulsione a Huijsen. Sabatini: «Vede traiettorie da campione, ma in difesa…»

Mondiale per club: Huijsen espulso, ma il Real batte il Borussia Le dichiarazioni di Sabatini sul difensore ex Juve

Il Real Madrid prosegue il cammino nel Mondiale per Club, ma non senza sofferenze. La squadra guidata da Xabi Alonso, tecnico spagnolo emergente e già protagonista in Bundesliga con il Bayer Leverkusen, ha conquistato un posto tra le quattro semifinaliste superando il Borussia Dortmund con un combattuto 3-2.

Il match si è acceso già nel primo tempo, con i blancos avanti 2-0 grazie a una prestazione cinica e ben organizzata. Ma nella ripresa la gara ha cambiato volto, fino a diventare un vero e proprio finale thriller. Il Dortmund ha accorciato le distanze, poi ha trovato il secondo gol su calcio di rigore, trasformato da Serhou Guirassy, attaccante guineano ex Stoccarda.

Il penalty è stato concesso per un fallo commesso da Dean Huijsen, difensore classe 2005 di ex Juventus. Nell’occasione, Huijsen ha prima toccato il pallone ma poi ha travolto l’avversario, causando il rigore e rimediando anche un cartellino rosso.

Presente negli studi di Mediaset, il giornalista Sandro Sabatini ha commentato la prestazione del giovane olandese:

«Ha toccato prima il pallone, ma poi ha commesso fallo. Molto bene quando c’è da impostare: vede traiettorie di passaggio che vedono i campioni. In difesa commette ancora un errore a partita, ma è giovane e ha margini di crescita».

Huijsen, che ha esordito in Serie A con la Juventus nel 2023, si conferma come un talento promettente ma ancora in fase di maturazione. Il suo apporto nel Mondiale per Club è stato finora altalenante, ma resta un elemento su cui i bianconeri potrebbero puntare in futuro.

Il Real Madrid, nonostante qualche brivido, vola così in semifinale, mantenendo viva la possibilità di aggiungere un altro trofeo alla sua già ricchissima bacheca internazionale.

Calciomercato Barcellona, saltato Nico Williams cambia la strategia! Stesso budget, ma per due nuovi obiettivi

Calciomercato Barcellona, saltato Nico Williams cambia la strategia! Stesso budget, ma per due nuovi obiettivi

Dopo il no di Nico Williams, il Barcellona rivede i propri piani per il calciomercato estivo. A riportarlo è El Nacional, secondo cui il nuovo tecnico Hansi Flick, ex commissario tecnico della Germania e allenatore dal profilo tattico molto esigente, ha presentato una nuova strategia alla dirigenza blaugrana.

L’idea dell’allenatore tedesco è sfruttare il budget inizialmente destinato all’esterno dell’Athletic Bilbao – tra i 50 e i 60 milioni di euro – per rafforzare due reparti invece di puntare su un solo grande acquisto. La nuova lista dei desideri comprende Marcus Rashford per l’attacco e Denzel Dumfries per la fascia destra.

Marcus Rashford, attaccante inglese classe 1997, è reduce da una stagione complicata al Manchester United, dove ha faticato a trovare continuità e rendimento. In uscita dai Red Devils, rappresenta per il Barça una grande occasione di mercato. Il club catalano valuta un’operazione in prestito con diritto di riscatto, una formula che permetterebbe di contenere i costi iniziali senza rinunciare alla qualità. Rashford sarebbe favorevole al trasferimento, attratto dalla possibilità di rilanciarsi in un top club europeo e sotto la guida di un tecnico come Flick.

Sull’altra corsia, il nome che piace è quello di Denzel Dumfries, terzino olandese dell’Inter noto per la sua spinta offensiva e la fisicità. Il giocatore, già seguito da diverse squadre in Premier League, potrebbe lasciare Milano di fronte a un’offerta convincente. Il suo profilo si adatta perfettamente al sistema di gioco voluto da Flick, che necessita di esterni dinamici e affidabili.

Con queste mosse, il Barcellona punta a massimizzare l’efficacia del proprio mercato, evitando investimenti pesanti su un singolo nome e cercando invece di rinforzare più aree del campo. La nuova strategia sembra già convincere anche in dirigenza, segno che il progetto tecnico di Flick ha preso ufficialmente il via.

Calciomercato Roma, rinnovo ancora in bilico con Svilar: intanto ci prova il Galatasaray! Ecco l’offerta del club turco

Calciomercato Roma, rinnovo ancora in bilico con Svilar: intanto ci prova il Galatasaray! Ecco l’offerta del club turco

La Roma si muove sul mercato per rafforzare la rosa a disposizione del nuovo tecnico Gian Piero Gasperini, allenatore ex Atalanta noto per il suo gioco offensivo e la valorizzazione dei giovani. Oltre ai nuovi innesti, però, i giallorossi lavorano per trattenere i propri gioielli: tra questi c’è sicuramente Mile Svilar.

Il portiere serbo classe 1999, protagonista di una stagione straordinaria, è stato eletto miglior portiere della Serie A 2023/24. Le sue prestazioni tra i pali hanno attirato l’attenzione di diversi club europei, tra cui il Galatasaray, fresco campione di Turchia.

Secondo quanto riportato da La Repubblica, il club di Istanbul ha effettuato i primi sondaggi per Svilar, presentando una proposta economica importante: 6 milioni di euro netti a stagione. Al momento si tratta di un semplice interessamento, ma i turchi potrebbero presto avviare una trattativa formale con la Roma, guidata dal nuovo direttore sportivo Frederic Massara.

Il Galatasaray conferma così il proprio interesse per i talenti della Serie A: oltre a Svilar, il club avrebbe messo nel mirino anche Yann Sommer (portiere dell’Inter) e monitora con attenzione la situazione di Hakan Calhanoglu.

Tuttavia, la Roma non sembra intenzionata a lasciar partire il suo numero uno. Svilar ha un contratto valido fino al 2027 e la società capitolina sta valutando di prolungarlo fino al 2032, sfruttando il nuovo decreto legislativo che consente accordi superiori ai cinque anni. Un rinnovo che avrebbe come obiettivo quello di blindare il giocatore e allontanare definitivamente le sirene estere.

La volontà della Roma è chiara: costruire un progetto solido con Gasperini alla guida e trattenere i talenti già in rosa, a partire proprio da Svilar, che si candida a essere il punto fermo tra i pali anche nella prossima stagione.

Le prime pagine sportive nazionali – 6 luglio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Real Madrid Borussia Dortmund: tre cose che non hai notato

Real Madrid Borussia Dortmund, tre cose che non ha notato della sfida valida per i quarti di finale del Mondiale per Club 2025. I dettagli

Oltre il tabellino finale di 3-2, che racconta di una partita dominata e poi quasi riaperta, la sfida tra Real Madrid e Borussia Dortmund è stata un mosaico di piccoli dettagli, presagi e momenti simbolici. Al di là del capolavoro di Mbappé e dell’ingenuità di Huijsen, sono tre le istantanee che svelano l’essenza più profonda della partita: un’inquadratura quasi profetica, la presenza ossessiva di un allenatore che sta plasmando la sua creatura e un finale degno di un film, dove una parata è diventata l’ultima parola sul destino del match.

1. La maglia di Mbappé: il presagio durante il primo gol. Mentre la regia propone il replay del gol di Gonzalo García, l’inquadratura dalla curva cattura un dettaglio quasi profetico: uno spettatore, con il telefono in mano per riprendere, indossa già la maglia di Kylian Mbappé. In quel momento, il fuoriclasse francese è ancora in panchina e la partita è nelle mani dei “canterani”. Quell’immagine, però, è più di una semplice nota di colore: è il simbolo dell’attesa messianica per un campione che, pur non essendo ancora protagonista, è già l’icona onnipresente nell’immaginario collettivo, l’uomo da cui ci si aspetta la giocata decisiva che, puntualmente, arriverà nel finale.

2. La “cattedra” di Xabi Alonso a bordo campo. Per tutta la partita, ma in particolare nel finale, si evidenzia come Xabi Alonso non riposi. Insiste perché la squadra stia unita. Non si stanca di ricordarlo ai suoi calciatori. Non è un semplice incitamento, ma la rappresentazione di un’identità che si sta forgiando. Mentre la sua squadra è in controllo, lui è ossessivo nel pretendere perfezione, nel correggere posizioni, nel chiedere compattezza. È la dimostrazione che il suo Real Madrid non è solo talento, ma sta diventando una macchina tattica che risponde ai dettami di un allenatore che vive la partita con un’intensità quasi ipnotica. Anche se il finale pazzo se lo sarebbe risparmiato ben volentieri.

3. La parata di Courtois e il fischio finale: la fine del film. Minuto 98. Il finale è caos puro. Il Dortmund ha segnato, il Real è in dieci. Su una mischia furibonda, la palla arriva a Sabitzer che calcia a botta sicura. Courtois, quasi inoperoso per 90 minuti, compie una parata strepitosa a una mano, bloccando il pallone sulla linea. E su quell’immagine, su quella parata che salva il risultato, l’arbitro fischia la fine. Non c’è un’ultima azione, non c’è un calcio d’angolo. L’ultima parola sulla partita non è un gol, ma una parata. Un finale cinematografico, in cui l’eroe che non ti aspetti mette il sigillo sulla vittoria nel modo più drammatico possibile. Poco prima, dettaglio quasi invisibile, un tifoso visibilmente preoccupato con la maglia di Kroos ricorda emblematicamente quanta esperienza manchi a una squadra ringiovanita com’è oggi il Real.

Pagelle Real Madrid Borussia Dortmund: i Top e i Flop del match del Mondiale per club

Pagelle Real Madrid Borussia Dortmund: i Top e i Flop del match valido per i quarti di finale del Mondiale per Club 2025

Pagelle Real Madrid Borussia Dortmund: i Top e i Flop del match, valido per i quarti di finale del Mondiale per Club.

Una partita dominata per novanta minuti si trasforma in un finale di pura follia, ma alla fine è il Real Madrid a staccare il pass per la semifinale contro il PSG. I Blancos di Xabi Alonso impartiscono una lezione di calcio a un Borussia Dortmund passivo e senza idee per quasi tutta la gara, portandosi sul 2-0 con i canterani Gonzalo e Fran García. Quando la partita sembra in totale controllo, un finale da incubo con un gol di Beier, un rigore e un’espulsione di Huijsen rischia di rovinare tutto. A chiudere i conti ci pensa però la classe infinita di Kylian Mbappé con un capolavoro assoluto, prima che Courtois sigilli il 3-2 finale con una parata miracolosa.

I TOP

KYLIAN MBAPPÉ (Real Madrid) Entra dalla panchina per gestire, finisce per decidere la partita con un gesto che è pura poesia. Il suo gol del 3-1 è un capolavoro assoluto: un “tijerazo”, una sforbiciata al volo su cross di Arda Güler che si insacca sul primo palo e spegne le speranze del Dortmund un minuto dopo il loro gol. Una rete di difficoltà e bellezza inaudite, che dimostra come basti un suo lampo per illuminare la notte. Straripante.

GONZALO GARCÍA (Real Madrid) Toccato da una bacchetta magica. Apre le marcature con un tocco da “puro ‘9’” che lo proietta in cima alla classifica marcatori del torneo. Per 70 minuti è una spina nel fianco costante, svaria, dialoga con i compagni e si fa trovare sempre pronto. È il simbolo di una “cantera” che, sotto la guida di Xabi Alonso, è diventata un fattore decisivo anche sul palcoscenico più importante. Implacabile.

I FLOP

DEAN HUIJSEN (Real Madrid) Rovina una partita fino a quel momento quasi perfetta con un’ingenuità gravissima al 95′. Il suo intervento su Guirassy, scomposto e in ritardo, non solo provoca il rigore del 3-2, ma gli costa anche un’espulsione diretta per chiara occasione da gol. Un errore che ha quasi riaperto una partita chiusa e che gli farà saltare la semifinale contro il PSG. Sciagurato.

KARIM ADEYEMI (Borussia Dortmund) Apparso molto fumoso, per usare un eufemismo. Mai un guizzo, mai uno scatto per mettere in difficoltà la difesa del Real. Viene sostituito all’intervallo e il suo sostituto, Beier, segna il gol che riaccende la speranza. La sua assenza dal gioco è stata totale. Inconsistente.

Real Madrid Borussia Dortmund 3-2: finale pazzo al MetLife, Merengues in 10, due gol del Borussia, ma Mbappé manda i Blancos in semifinale

Al MetLife Stadium, Atlanta  il match valido per il Mondiale per Club, Real Madrid Borussia Dortmund: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita PSG Real Madrid Borussia Dortmund, valevole per i quarti di finale del Mondiale per Club 2025.


PRIMO TEMPO

Primo tempo in discesa per le Merengues, che chiudono sul 2-0: decidono i due Garcia, Gonzalo e Fran. Il primo con una deviazione al volo su un cross dalla sinistra in avvio di gara. Gol non fotocopia, ma simile quello di Fran: cross basso e teso da destra, inserimento al centro e conclusione vincente di prima intenzione.

SECONDO TEMPO

Secondo tempo di ordinaria amministrazione per il Real Madrid: il Borussia Dortmund non punge, le Merengues controllano il pallone e dosano le energie. Nel recupero Beier illude i tedeschi per una potenziale rimonta, piani frustrati da Mbappé, a segno con il suo primo gol al Mondiale per Club. Rammarico che aumenta ancora di più perchè nel finale Guirassy, dopo un rigore causato da Huijsen (espulso, salterà la semifinale con il PSG).


REAL MADRID (3-5-2): Courtois; Tchouameni, Rudiger, Huijsen; Alexander Arnold, Bellingham, Valverde, Guler, F. Garcia; G. Garcia, Vinicius. All. Xabi Alonso.

BORUSSIA DORTMUND (3-5-2): Kobel; Sule, Anton, Bensebaini; Ryerson, Gross, Brandt, Sabitzer, Svensson; Guirassy, Adeyemi. All. Kovac.

Joao Felix di nuovo sul mercato, ma questa volta potrebbe tornare a casa: «Sento il bisogno di tornare a casa»

Joao Felix, rientrato al Chelsea dopo il prestito deludente con il Milan, è di nuovo sul mercato: l’opzione è il ritorno a casa al Benfica

Dopo una parentesi senza acuti al Milan, Joao Felix guarda al futuro con idee chiarissime: tornare a casa, là dove tutto è iniziato. Il fantasista portoghese, reduce da sei mesi in rossonero con appena 21 presenze complessive e un impatto piuttosto limitato, ha fatto ritorno al Chelsea, ma sa bene che i Blues non intendono puntare su di lui. E così, nel corso dell’estate, sarà di nuovo sul mercato.

Felix non lo nasconde: l’ipotesi che più lo affascina è quella di un ritorno al Benfica, il club che lo ha lanciato tra i professionisti e dove, sotto la guida di Bruno Lage, era esploso come uno dei più promettenti talenti europei. «Sarei molto contento, vedo bene un ritorno al Benfica», ha dichiarato ai microfoni di CMTV, aggiungendo: «Sento il bisogno di tornare a casa, ed è per questo che il Benfica è una delle idee che ho in mente. È la soluzione verso la quale sento di propendere».

Il Benfica, dal canto suo, è pronto a cogliere l’occasione. Secondo quanto riportato da A Bola, il club di Lisbona sarebbe disposto a mettere sul piatto un’offerta importante, attorno ai 30 milioni di euro, pur di riportare a casa il suo ex gioiello. Una cifra che testimonierebbe la volontà dei lusitani di puntare forte sul ritorno del classe ’99, ma che non basterebbe a chiudere l’affare.

L’ostacolo principale resta l’ingaggio. Il Benfica ha imposto da tempo un tetto salariale ben definito: nessun giocatore in rosa guadagna più di 4 milioni di euro a stagione. Una soglia nettamente inferiore a quanto percepito oggi da Joao Felix, che per tornare in biancorosso dovrebbe quindi accettare un sostanzioso taglio.

Resta però da capire quanto il richiamo delle origini, e la possibilità di rilanciarsi in un ambiente familiare, possano incidere sulle scelte del giocatore. Il Benfica, tecnico incluso, lo accoglierebbe a braccia aperte. Starà ora a Joao decidere se privilegiare il cuore… o il conto in banca.

Muller, prolungamento per sostituire Musiala? La sua risposta: «Domanda che mi mette a disagio, non siamo robot»

Le parole di Thomas Muller, all’ultima partita della sua carriera con il Bayern Monaco, sull’infortunio capitato a Musiala contro il PSG

Dopo 24 anni di onorata carriera con una sola maglia, quella del Bayern Monaco, Thomas Müller ha chiuso ufficialmente il suo lunghissimo capitolo con il club bavarese. Lo ha fatto in modo simbolico, entrando in campo solo nei dieci minuti finali della sfida contro il Paris Saint-Germain ai quarti di finale del Mondiale per Club, persa 2-0 dai tedeschi. Un addio amaro nel risultato ma intenso sul piano emotivo, che segna la fine di un’epoca per il Bayern e per uno dei calciatori più iconici della sua storia. Müller saluta con 756 presenze, 250 gol, 276 assist e un palmarès ricchissimo: 13 Bundesliga, 6 Coppe di Germania, 8 Supercoppe tedesche, 2 Champions League, 2 Supercoppe UEFA e 2 Mondiali per Club.

Al termine della partita, il 34enne ha parlato della serata e soprattutto del grave infortunio subito dal compagno Jamal Musiala, uno degli episodi più toccanti della gara. Alla domanda se valuterebbe un prolungamento di sei mesi per aiutare la squadra in caso di lungo stop del giovane talento, Müller ha risposto con compostezza, non senza però rivelare un certo fastidio, ribadendo l’importanza del rispetto in momenti tanto delicati. Più tardi, in mixed zone, ha poi condiviso le sue emozioni sul congedo dal club in cui è cresciuto, diventando bandiera e simbolo di un’intera generazione.

SU MUSIALA – «Abbiamo tutti un rapporto personale con lui; non viviamo fianco a fianco come robot, e quello è stato un momento difficile».

SUL POSSIBILE RINNOVO PER SOSTITUIRLO – «La domanda è un po’ così… capisco che me la stai ponendo, quindi non dico che sia di cattivo gusto, ma mi mette a disagio».

IN MIXED ZONE – «In questa situazione, prima di tutto, mi vorrei rivolgere a Jamal e mi assicurerei di non avere discussioni di cattivo gusto dopo che qualcuno si è infortunato. Ognuno può avere le proprie idee, ma credo che sull’argomento sia già stato detto tutto. Solo perché ora si possono tirare fuori delle idee, non significa che abbiano qualcosa a che fare con la realtà».

SULL’ADDIO AL BAYERN – «Bisogna prima elaborare gli eventi. Sono ancora completamente concentrato sul lavoro. Ma ovviamente sono consapevole che è stata la mia ultima partita».

Messias, ultimi dettagli per il rinnovo con il Genoa: pronto un prolungamento di un anno

Discussione in corso e avviata alla fumata bianca tra Junior Messias e il Genoa per il prolungamento: mancano gli ultimi dettagli

Junior Messias è pronto a rinnovare il suo contratto con il Genoa. Secondo quanto riportato da Sky Sport, manca solo la definizione di alcuni dettagli per ufficializzare il prolungamento dell’accordo tra l’esterno offensivo brasiliano e il club rossoblù, dopo che per qualche tempo sembrava sfumata la possibilità di un suo rinnovo. Attualmente svincolato, poiché il suo contratto è scaduto lo scorso 30 giugno, Messias firmerà a breve un nuovo contratto che lo legherà al Genoa fino al 2026.

La carriera di Messias, 34 anni, è contraddistinta da una serie di esperienze importanti. Ha collezionato 73 presenze e 15 gol con il Crotone, 68 partite e 12 reti con il Milan, 58 incontri e 10 centri con il Gozzano, 36 presenze e 3 gol con il Genoa e 34 gare e 15 reti con il Chieri. Tra i suoi successi spicca il titolo di campione di Serie A conquistato con il Milan nella stagione 2021-2022.

Il contributo di Messias è stato fondamentale per il Genoa, ma nella passata stagione gli infortuni lo hanno tenuto lontano dal campo più del previsto, privando la squadra della sua qualità, imprevedibilità e fantasia offensiva. Proprio per questo, Patrick Vieira, allenatore del Genoa, punta a non rinunciare a un giocatore in grado di fare la differenza e ha voluto fortemente il suo ritorno.

La società ligure è quindi pronta ad accogliere nuovamente Messias a Marassi, con la speranza che questa volta i problemi fisici siano gestiti al meglio. La parola d’ordine sarà “gestione”, per permettere al brasiliano di essere disponibile e protagonista nel maggior numero possibile di partite nel corso della stagione, dando così un contributo decisivo alla squadra.

Cassano promuove Tudor: «Con lui la Juve può fare paura al Napoli per il prossimo Scudetto»

Antonio Cassano promuove la conferma di Igor Tudor sulla panchina della Juve: secondo l’ex fantasista con lui i bianconeri sono la prima concorrente del Napoli

Antonio Cassano, noto ex fantasista di club come Roma, Inter, Milan, Sampdoria e Real Madrid, è tornato a esprimere il suo punto di vista sulla Serie A nel corso del consueto appuntamento con “Viva El Futbol” su Twitch. Questa volta, il focus è stato sulla Juve e sul ruolo dell’allenatore Igor Tudor, che secondo Cassano meriterebbe una conferma biennale. L’ex calciatore ha sottolineato come Tudor abbia saputo guadagnarsi la fiducia dei giocatori, portando la squadra al quarto posto e dimostrando di conoscere a fondo l’ambiente juventino. Cassano ha parlato con entusiasmo anche dello stile di gioco del tecnico croato, definendolo aggressivo e votato all’attacco, un modello che secondo lui si adatta perfettamente alla Juventus e che potrà rendere la Vecchia Signora un avversario temibile nella lotta per lo scudetto contro il Napoli.

Oltre al giudizio su Tudor, Cassano ha rivolto un consiglio di mercato ai partenopei, indicando in Ademola Lookman il profilo ideale per rinforzare la rosa di Antonio Conte. Il giocatore dell’Atalanta, già noto per la sua duttilità, capacità realizzativa e generosità nel sacrificio, rappresenterebbe secondo Cassano un acquisto “clamoroso” per il Napoli, anche in virtù della sua esperienza nel campionato italiano e del fatto che viene allenato da un tecnico stimato come Gian Piero Gasperini.

SU IGOR TUDOR – «Ho sempre detto che i bianconeri avrebbero dovuto fare due anni di contratto a Igor Tudor. Si è guadagnato la fiducia dei ragazzi che l’hanno seguito, ha raggiunto il quarto posto e conosce l’ambiente».

LA JUVENTUS CHE VORREI «Sono convinto che farà molto bene, la Juventus sarà una di quelle squadre che l’anno prossimo può dare veramente fastidio al Napoli. Tudor sa quello che vuole, sa allenare, fa un calcio che a me piace, aggressivo, non di contenimento, attaccano in tanti… La Juve ha fatto una scelta giustissima per me».

IL CONSIGLIO PER IL NAPOLI – «Andrei a prendere un altro giocatore fenomenale che si sa anche sacrificare e conosce il campionato italiano. Parlo di Lookman, sarebbe un acquisto clamoroso. Corre, segna, fa assist, viene allenato da uno come Gasperini. Andrei dall’Atalanta e gli verserei i soldi che vogliono».

Bernabè alla Fiorentina? Iacoponi: «Rispetto al Parma sarebbe uno step in più»

Le parole di Simone Iacoponi, ex calciatore del Parma, sull’interesse della Fiorentina per il centrocampista dei Ducali Bernabé

Simone Iacoponi, attualmente in forza al Valentino Mazzola, ha un passato significativo nel Parma, dove ha condiviso il campo con Adrian Bernabé. Intervistato da Radio FirenzeViola, il difensore centrale ha offerto il suo punto di vista sul centrocampista che la Fiorentina vorrebbe portare a Pioli, sottolineando le qualità tecniche e la versatilità di Bernabé. Iacoponi ha anche analizzato il percorso di crescita del giocatore, evidenziando le difficoltà superate, tra cui un problema al cuore che ha rallentato il suo debutto effettivo in campo con lui. Inoltre, ha commentato la situazione di altri due giovani talenti, Sohm e Man, soffermandosi sulle rispettive evoluzioni e sul potenziale che possono offrire alle squadre che li schiereranno.

ADRIAN BERNABÉ, VERSATILE E TECNICO – «Quando venne da noi ebbe un problema al cuore, fu operato. Quindi io l’ho visto poco, non riuscimmo a giocare insieme, però per me può fare sia il trequartista che il regista. Ha enormi qualità tecniche, sa offendere ed essere incontrista. Dove lo metti, ti fa la partita».

PERCORSO DI CRESCITA – «Firenze rispetto a Parma sarebbe uno step in più, c’è una pressione diversa. Adrian è uno step che deve fare. Quest’anno ha giocato abbastanza. Ha avuto qualche infortunio che lo ha fermato, ma, quando sta bene, fa la differenza. Riesce a fare tutto in mezzo al campo, è un giocatore completo e importante. Forse ha avuto qualche problemino di troppo, per una squadra come la Fiorentina però può fare comodo».

SU SOHM – «Ci ho giocato insieme e anche lui ha fatto un’evoluzione importante. Si doveva adattare all’inizio, fece fatica, nelle ultime stagioni però ha dimostrato personalità. Ha fatto vedere che ha qualità importanti ed è un giocatore completo. Lui è strutturato, ha forza. Secondo me è un giocatore molto tecnico, sa fare entrambe le fasi però prevale di più quella offensiva».

INFINE, MAN – «È un giocatore su cui il Parma ha investito tanto. Quest’anno ha giocato meno, ma se è messo nelle condizioni giuste, per doti tecniche, è un giocatore importante».

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