Pagina 772 – Calcio News 24

Real Madrid-Borussia Dortmund: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al MetLife Stadium la sfida del Mondiale per Club Real Madrid-Borussia Dortmund: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey andrà in scena una delle sfide più attese del Mondiale per Club: Real Madrid-Borussia Dortmund, gara valida per i quarti di finale della prestigiosa competizione internazionale. Entrambe le squadre arrivano con grandi ambizioni e squadre di altissimo livello, pronte a darsi battaglia per conquistare un posto in semifinale. Il match promette spettacolo, con due roster pieni di talenti e campioni riconosciuti a livello mondiale. Il Real Madrid, guidato dall’allenatore Xabi Alonso, punta sulle giocate rapide e sul talento offensivo, mentre il Borussia Dortmud di Kovac cerca solidità e organizzazione, sfruttando la propria esperienza e qualità.

Le probabili formazioni

Real Madrid (4-1-2-3): Courtois; Alexander-Arnold, Rudiger, Huijsen, Fran Garcia; Tchouameni; Arda Guler, Bellingham; Valverde, Gonzalo Garcia, Vinicius Junior. Allenatore: Alonso.

Borussia Dortmund (3-4-1-2): Kobel; Sule, Anton, Bensebaini; Yan Couto, Nmecha, Groß, Svensson; Jobe Bellingham; Guirassy, Brandt. Allenatore: Kovac.

Il confronto tra le due formazioni presenta interessanti spunti tattici: il Real Madrid opta per un modulo offensivo con un tridente veloce e creativo, mentre il Borussia Dortmund predilige una struttura più equilibrata, con tre difensori centrali e un centrocampo folto per gestire le transizioni. L’assetto di entrambe le squadre mette in luce il diverso approccio dei tecnici, con Alonso che punta sull’aggressività in avanti e Kovac che cerca compattezza e organizzazione difensiva. Sarà dunque un match che vedrà contrapporsi due filosofie di gioco ben definite, in un contesto di altissima competitività.

Orario e dove vederla in tv

Real Madrid-Borussia Dortmund si gioca alle ore 22:00 di sabato 5 luglio per i quarti di finale del Mondiale per Club. La partita sarà trasmessa gratuitamente in streaming su DAZN, accessibile tramite il sito ufficiale o l’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone, garantendo così un’ottima copertura e la possibilità di seguire il match ovunque ci si trovi. Questa sfida è imperdibile per gli appassionati di calcio mondiale, che potranno assistere a uno scontro di altissimo livello tecnico e tattico.

Marin Cagliari, un club estero interessato al centrocampista dei rossoblù: tutti gli aggiornamenti

Marin Cagliari, un club estero è interessato al centrocampista dei rossoblù: tutti gli aggiornamenti e i dettagli

Il destino di Razvan Marin, centrocampista centrale classe 1996, è al centro del mercato estivo. Il mediano rumeno del Cagliari, noto per la sua visione di gioco e capacità di costruzione dal basso, sta attirando l’attenzione di diversi club, sia in Italia che all’estero, alla ricerca di profili affidabili per il centrocampo.

Il PAOK Salonicco osserva Marin: trattativa in fase embrionale

Tra le pretendenti più attive spicca il PAOK Salonicco. Il club greco ha espresso un interesse concreto per Marin, valutato circa quattro milioni di euro. Sebbene la cifra non sia proibitiva, la società ellenica non ha ancora avanzato una proposta ufficiale. I buoni rapporti tra Cagliari e PAOK potrebbero facilitare le trattative, ma l’operazione resta complessa e richiede tempi e negoziazioni ponderate.

L’Udinese monitora la situazione: scouting e strategia

Anche l’Udinese, storicamente attenta nel mercato e nella valorizzazione dei talenti, tiene d’occhio Marin. Il club friulano apprezza le doti tattiche del centrocampista, che ha già dimostrato in Serie A di poter fare la differenza in squadre con ambizioni di consolidamento. Tuttavia, al momento, nessuna offerta ufficiale è stata recapitata al club sardo, suggerendo una strategia attendista che potrebbe dipendere da considerazioni economiche o da valutazioni alternative.

Le riflessioni del Cagliari: trattenere o cedere il giocatore?

La dirigenza rossoblù si trova ora davanti a una scelta strategica cruciale per il prossimo futuro. Da un lato, Marin rappresenta un elemento chiave per l’equilibrio del centrocampo dei rossoblù; dall’altro, eventuali offerte vantaggiose potrebbero spingere la società a monetizzare dalla sua cessione. La valutazione tecnico-economica sarà determinante nelle prossime settimane, quando si delineerà il destino del regista rumeno. Il futuro di Marin è ancora aperto: le prossime mosse dei club coinvolti e la volontà del giocatore saranno decisive.

Vlahovic Juventus, spunta un interessante retroscena! Ha rifiutato il Napoli, era pronto uno scambio clamoroso! Le ultimissime

Vlahovic Juventus, c’è un interessante retroscena delle ultime ore! L’attaccante ha detto no al Napoli, era pronto uno scambio!

Il calciomercato della Juventus si infiamma, e al centro della tempesta c’è Dusan Vlahovic, attaccante serbo classe 2000 arrivato a Torino nel gennaio 2022 dalla Fiorentina. Secondo un’indiscrezione riportata dal Corriere della Sera, il numero 9 bianconero avrebbe rifiutato un clamoroso scambio con Victor Osimhen, punta nigeriana del Napoli e capocannoniere della Serie A 2022-23. Un obiettivo chiaro in casa bianconera.

Scambio fallito e strategie in stallo

La dirigenza juventina, alla ricerca di un rilancio nel reparto offensivo, aveva imbastito una maxi-operazione che avrebbe coinvolto Osimhen e Vlahovic, con un conguaglio economico favorevole ai partenopei. Il “no” secco di Dusan Vlahovic alla destinazione Napoli, però, ha congelato per ora tutti i piani, bloccando di fatto le strategie di mercato del club torinese. La scelta del serbo appare sempre più orientata a restare fino al termine del contratto, fissato a giugno 2026, incassando l’ultimo anno da 12 milioni netti e poi liberandosi a parametro zero.

Malumori in casa bianconera e danno economico

La posizione dell’attaccante serbo irrita la Juventus, che rischia di perdere a zero un asset pagato oltre 70 milioni di euro qualche anno fa. La società vorrebbe monetizzare, ma si trova ostacolata dalla volontà del centravanti di non lasciare Torino. Una situazione che alimenta tensioni interne, con possibili ripercussioni sul progetto tecnico del neoallenatore Igor Tudor, ex difensore croato noto per la sua grinta tattica e personalità decisa.

Jonathan David cambia lo scenario

Nel frattempo, i bianconeri hanno ufficializzato l’arrivo del canadese Jonathan David, classe 2000, ex Lille e protagonista in Ligue 1 per capacità di finalizzazione e intelligenza tattica. L’acquisto complica ulteriormente la posizione di Vlahovic, che potrebbe ritrovarsi ai margini del progetto, “separato in casa” per tutta la stagione.

Bonny si presenta: «Sono molto contento di essere qui. Per me è il sogno di un bambino che si avvera! Ecco le mie caratteristiche»

Bonny si presenta a Inter Tv: «Sono molto contento di essere qui. Per me è il sogno di un bambino che si avvera!». Le parole

Nella giornata di oggi è arrivata l’ufficialità come terzo acquisto del mercato Inter estivo, Ange-Yoan Bonny, centravanti prelevato pochi giorni fa dai nerazzurri dal Parma, ex squadra del tecnico Chivu. Ecco le sue parole nell’intervista rilasciata a Inter TV.

QUALI SONO LE EMOZIONI DI QUESTO MIO PRIMO GIORNO IN NERAZZURRO? – «Provo tantissima emozione, sono molto contento di essere qui. Per me è il sogno di un bambino che si avvera, faccio ancora fatica a rendermene conto: sono felice, non vedo l’ora di iniziare».

COSA MI ASPETTO DA QUESTA NUOVA AVVENTURA? – «Ho molta fame e voglia di fare meglio dell’anno passato per progredire ancora. Voglio imparare da questi grandi giocatori che da ora in poi saranno accanto a me tutti i giorni».

IL MIO RAPPORTO CON CHIVU – «Mister Chivu ci ha aiutato molto negli ultimi tre mesi a Parma: è davvero una brava persona, che mi ha aiutato e ha avuto fiducia in me. Sono molto contento di ritrovarlo qui e anche che continueremo insieme il nostro percorso».

LE MIE CARATTERISTICHE PRINCIPALI – «Sono un giocatore che può giocare un po’ ovunque per il campo, si può dire che sono un attaccante moderno. Mi piace avere il pallone e giocare insieme ai miei compagni, mi piace segnare ma anche far segnare gli altri».

GIOCHERO’ CON GIOCATORI DI ASSOLUTO LIVELLO COME THURAM E LAUTARO, CHE ASPETTATIVE HO E COSA PENSO DI PORTARE ALLA SQUADRA? – «Penso che li guarderò ogni giorno in allenamento, come se avessi gli occhi di un bambino: cercherò di imparare tutto quello che fanno perché si tratta di grandi giocatori di un livello altissimo. Per me è una grande opportunità poter giocare insieme a loro, sarà un piacere».

PSG-Bayern Monaco: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Mercedes-Benz Stadium la sfida del Mondiale per Club PSG-Bayern Monaco: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta andrà in scena una delle sfide più attese del Mondiale per Club: PSG-Bayern Monaco, gara valida per i quarti di finale della prestigiosa competizione internazionale. Entrambe le squadre arrivano con grandi ambizioni e squadre di altissimo livello, pronte a darsi battaglia per conquistare un posto in semifinale. Il match promette spettacolo, con due roster pieni di talenti e campioni riconosciuti a livello mondiale. PSG, guidato dall’allenatore Enrique, punta sulle giocate rapide e sul talento offensivo, mentre il Bayern Monaco di Kompany cerca solidità e organizzazione, sfruttando la propria esperienza e qualità.

Le probabili formazioni

Paris Saint-Germain (4-3-3): Donnarumma; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; Fabian, Vitinha, Joao Neves; Doué, Ramos, Kvaratskhelia. Allenatore: Enrique.

Bayern Monaco (4-2-3-1): Neuer; Laimer, Tah, Stanisic, Guerreiro; Kimmich, Goretzka; Olise, Gnabry, Coman; Kane. Allenatore: Kompany.

Le probabili formazioni vedono nel PSG un 4-3-3 con Donnarumma tra i pali; Hakimi, Marquinhos, Pacho e Nuno Mendes in difesa; a centrocampo Fabian, Vitinha e Joao Neves; in attacco Doué, Ramos e Kvaratskhelia. Per il Bayern Monaco, modulo 4-2-3-1 con Neuer in porta; Laimer, Tah, Stanisic e Guerreiro a formare la linea difensiva; Kimmich e Goretzka a centrocampo; mentre Olise, Gnabry, Coman e Kane compongono il reparto offensivo.

Orario e dove vederla in tv

PSG-Bayern Monaco si gioca alle ore 18:00 di sabato 5 luglio per i quarti di finale del Mondiale per Club. La partita sarà trasmessa gratuitamente in streaming su DAZN, accessibile tramite il sito ufficiale o l’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone, garantendo così un’ottima copertura e la possibilità di seguire il match ovunque ci si trovi. Questa sfida è imperdibile per gli appassionati di calcio mondiale, che potranno assistere a uno scontro di altissimo livello tecnico e tattico.

Calciomercato Parma, si cercano rinforzi di esperienza. Dal Monza interesse per Izzo e Dany Mota!

Calciomercato Parma, si cercano rinforzi di esperienza. Dal Monza interesse per Izzo e Dany Mota!

Il mercato del Parma comincia a prendere forma, tra sondaggi mirati e possibili uscite eccellenti. La dirigenza crociata, guidata dall’amministratore delegato Giovanni Cherubini, lavora per rafforzare la rosa in vista del ritorno in Serie A. Tra i primi nomi concreti spunta quello di Dany Mota, attaccante portoghese classe 1998 del Monza, già osservato in passato e conosciuto dallo stesso Cherubini ai tempi della Juventus Under 23.

Seconda punta rapida e tecnica, Mota ha segnato 35 gol in 172 presenze con il Monza, ma dopo la retrocessione in Serie B e il cambio di proprietà, il club brianzolo potrebbe aprire alla cessione. Già nella scorsa sessione era stata respinta un’offerta da circa 6 milioni, ma oggi i margini per riaprire la trattativa ci sono. L’attaccante, che ha mercato anche all’estero, preferirebbe restare in Serie A, purché con garanzie di minutaggio. A Parma, potrebbe raccogliere l’eredità di Ange-Yoan Bonny, agendo da seconda punta in un attacco in via di ricostruzione.

Sempre dal Monza potrebbe arrivare anche Armando Izzo, difensore centrale esperto, classe 1992, in uscita dal club lombardo. Il Parma ha effettuato un primo sondaggio, valutando l’ipotesi di affidargli un ruolo di guida per il reparto arretrato, al fianco dei giovani Leoni e Circati. Izzo rappresenterebbe il sostituto ideale di Alessandro Vogliacco, partito nelle scorse settimane.

Sul fronte uscite, si avvicina l’addio di Valentin Mihaila. L’esterno offensivo romeno, classe 2000, è nel mirino del Lecce di Eusebio Di Francesco, alla ricerca di un rinforzo di qualità sugli esterni. Tuttavia, l’elevato ingaggio del giocatore, così come quello del connazionale Dennis Man, complica le trattative con le società interessate, rallentandone la definizione.

Il mercato del Parma resta dunque in fase embrionale, ma le prime mosse delineano già le priorità: qualità in attacco, esperienza in difesa e una gestione oculata degli esuberi.

Calciomercato Napoli, nuova cessione per Cajuste! Accordo con il Besiktas per il prestito. Le cifre

Calciomercato Napoli, nuova cessione per Cajuste! Accordo con il Besiktas per il prestito. Le cifre

Il Napoli continua a muoversi con decisione sul mercato estivo, tra operazioni in entrata e uscite strategiche. Mentre si avvicinano alla chiusura le trattative per Noa Lang, esterno offensivo del PSV Eindhoven, e per il difensore centrale Sam Beukema del Bologna, il club partenopeo sta anche lavorando alla cessione dei giocatori fuori dal progetto tecnico di Antonio Conte.

Uno di questi è Jens Cajuste, centrocampista svedese classe 1999, reduce da una stagione deludente e ormai fuori dai piani del nuovo allenatore azzurro. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, il Besiktas è molto vicino all’acquisto del giocatore, con l’accordo ormai alle battute finali.

La formula della trattativa prevede un prestito oneroso da 1 milione di euro con obbligo di riscatto condizionato, fissato a circa 6,5 milioni. Le due società sono in contatto quotidiano per definire gli ultimi dettagli, in particolare le modalità di pagamento, ma l’intesa è ormai a un passo dall’essere formalizzata.

Per il Napoli si tratta di un’uscita significativa nell’ottica della riduzione della rosa e del contenimento dei costi, in linea con il piano di ristrutturazione voluto da Conte. Per Cajuste, invece, si profila una nuova avventura in Turchia: dopo l’esperienza in Premier League con l’Ipswich, il passaggio al Besiktas rappresenterebbe un’occasione concreta di rilancio, in un campionato competitivo e con visibilità internazionale.

Arrivato nell’estate 2023 dallo Stade de Reims, Cajuste non è mai riuscito a trovare continuità in maglia azzurra. Con l’arrivo di Conte e la rivoluzione tattica in atto, il suo addio era nell’aria. Ora, il trasferimento al Besiktas appare la soluzione migliore per tutte le parti coinvolte.

L’ufficialità dell’operazione potrebbe arrivare già nei prossimi giorni, chiudendo così uno dei primi capitoli del mercato in uscita del Napoli.

Fiorentina, nuova indiscrezione sulla clausola di Kean! La novità che facità l’acquisto del calciatore ai club

Fiorentina, nuova indiscrezione sulla clausola di Kean! La novità che facità l’acquisto del calciatore ai club

Il futuro di Moise Kean è ancora tutto da scrivere e tiene con il fiato sospeso la Fiorentina. L’attaccante classe 2000, ex Juventus e PSG, non ha ancora comunicato la propria scelta definitiva, mentre su di lui si stanno muovendo club importanti e offerte di grande peso economico.

Tra tutte, spicca la proposta proveniente dall’Arabia Saudita: 15 milioni di euro a stagione per convincere il centravanti azzurro a lasciare la Serie A. Un’offerta che fa riflettere, anche per un giocatore ancora nel pieno della maturazione calcistica e reduce da un’annata altalenante.

Oltre al pressing arabo, anche il Napoli e il Manchester United seguono da vicino l’evoluzione della trattativa. Milan e Inter, pur più defilate al momento, restano alla finestra pronte ad approfittare di eventuali sviluppi. In questo quadro già complesso, emerge un dettaglio rilevante riportato dal Corriere dello Sport: nel contratto di Kean esiste una clausola rescissoria attiva fino al 15 luglio, fissata a 52 milioni di euro.

La novità più significativa riguarda però la modalità di pagamento: la clausola può essere esercitata attraverso un versamento dilazionato in due tranche. Una formula pensata per agevolare i potenziali acquirenti, evitando un esborso immediato troppo pesante ma consentendo comunque di garantirsi il cartellino del giocatore.

In casa Fiorentina si monitora la situazione con attenzione. Il club viola, che punta a costruire un progetto competitivo anche in Europa, non vuole forzare la mano né entrare in aste di mercato. Tuttavia, la scadenza del 15 luglio impone tempi stretti: il rischio di vedere sfumare l’affare è sempre più concreto.

Kean, attualmente in vacanza, dovrebbe sciogliere le riserve nei prossimi giorni. Intanto, l’attesa continua: tra proposte milionarie, interesse internazionale e clausole attivabili, il futuro dell’attaccante italiano resta uno dei temi caldi del calciomercato estivo 2025.

Calciomercato estero, Ter Stegen in totale rottura con il Barcellona! Il portiere può andare via a zero: un club di Serie A su di lui

Calciomercato estero, Ter Stegen in totale rottura con il Barcellona! Il portiere può andare via a zero: un club di Serie A su di lui

Marc-André ter Stegen potrebbe lasciare il Barcellona, e l’Inter osserva con attenzione. Secondo quanto riportato dal quotidiano catalano Sport, il portiere tedesco sarebbe molto infastidito dalla situazione che si è creata in blaugrana, tra nuove gerarchie e tensioni interne che rischiano di spingerlo verso un addio clamoroso.

Classe 1992, titolare inamovibile per anni e simbolo tra i pali del Barça, Ter Stegen si trova oggi a dover affrontare una concorrenza inedita. L’arrivo del giovane Joan Garcia dall’Espanyol e il possibile approdo di Wojciech Szczesny, in uscita dalla Juventus, avrebbero ridotto ulteriormente il suo spazio. A peggiorare il quadro, anche alcune indiscrezioni circolate sulla stampa, che il tedesco ritiene “pilotate” e dannose per la sua immagine.

In questo contesto si inserisce l’Inter, alla ricerca di certezze tra i pali in vista della prossima stagione. Yann Sommer, portiere svizzero classe 1988, è finito nel mirino del Galatasaray, club turco con cui i nerazzurri stanno già dialogando per Hakan Çalhanoğlu. In caso di partenza dell’ex Bayern, la dirigenza interista avrebbe già effettuato i primi sondaggi con il Barcellona per sondare la disponibilità su Ter Stegen.

Il club catalano, alle prese con problemi di bilancio, sarebbe disposto a liberare gratuitamente il portiere per alleggerire il monte ingaggi. L’ex Borussia Mönchengladbach ha ancora tre anni di contratto e percepisce uno dei salari più alti della rosa, un dettaglio che rappresenta un ostacolo non trascurabile per l’Inter, da sempre attenta alla sostenibilità economica.

Ter Stegen, al momento, è atteso a Barcellona per l’inizio della preparazione estiva, ma il suo futuro resta incerto. A partire da domani, sono previsti nuovi colloqui tra il club e il giocatore per valutare le rispettive intenzioni. L’Inter resta alla finestra, pronta a cogliere un’opportunità di mercato che fino a poche settimane fa sembrava impensabile.

Milan, senti Kroos: «Modric è speciale e lo sarà ancora, anche a 40 anni. Ritiro? Ho sempre pensato che…»

Milan, senti Kroos: «Modric è speciale e lo sarà ancora, anche a 40 anni. Ritiro? Ho sempre pensato che…»

Toni Kroos, ex centrocampista del Real Madrid e della Nazionale tedesca, ha spiegato in un’intervista a SportWeek le ragioni dietro il suo ritiro dal calcio giocato. Una scelta lucida, presa nel momento in cui era ancora protagonista a livelli altissimi. «Ho sempre pensato di ritirarmi al top. La mia ultima stagione è stata una delle migliori della mia carriera», ha dichiarato il classe 1990, punto di riferimento nel centrocampo del Real per quasi un decennio.

Kroos, che ha concluso la carriera con oltre 450 presenze in maglia blanca e numerosi titoli internazionali, ha voluto evitare un finale in declino: «Non volevo entrare in quella dinamica in cui giochi di meno, fai panchina e convivi col dolore». Una filosofia che rispecchia la sua carriera costellata di rigore, disciplina e prestazioni sempre all’altezza nei palcoscenici più importanti.

Diversa, invece, la strada scelta da Luka Modric, suo storico compagno di reparto al Real Madrid. Il centrocampista croato, classe 1985, è pronto a iniziare una nuova avventura con il Milan dopo il Mondiale per Club, nonostante i 40 anni ormai alle porte. Per Kroos, però, Modric ha ancora tanto da dare: «È sempre stato speciale. Non perderà mai la sua qualità, anche se fisicamente non è più quello di dieci anni fa».

Nell’intervista, Kroos ha commentato anche l’evoluzione della Serie A. Per anni considerata poco competitiva rispetto ai grandi campionati europei, il tedesco ha riconosciuto un cambio di tendenza: «Oggi le cose stanno cambiando. Da un paio di anni le squadre italiane sono tornate ad alti livelli. Il miglioramento è evidente».

L’addio di Toni Kroos lascia un segno nel calcio europeo. Il suo stile sobrio ed efficace, unito a una visione tattica superiore, ha rappresentato per anni un modello di riferimento nel ruolo di regista moderno. Il suo ritiro, come le sue parole, testimoniano una coerenza rara nel calcio di oggi.

Calciomercato estero, Rodrygo in uscita dal Real Madrid! Il brasiliano cercato dall’Arsenal, ma non arrivano offerte ufficiali. Le richieste

Calciomercato estero, Rodrygo in uscita dal Real Madrid! Il brasiliano cercato dall’Arsenal, ma non arrivano offerte ufficiali. Le richieste

Il futuro di Rodrygo, attaccante brasiliano classe 2001 del Real Madrid, resta uno dei temi più caldi del calciomercato estivo. Dopo stagioni brillanti condite da gol decisivi e prestazioni di alto livello, il numero 11 delle merengues si trova ora davanti a un possibile cambio di maglia.

Con l’arrivo in panchina di Xabi Alonso, ex allenatore del Bayer Leverkusen, la posizione dell’esterno offensivo sembra essere cambiata radicalmente. Secondo quanto riportato da Marca e da altre fonti spagnole, il nuovo tecnico avrebbe già avuto un confronto diretto con il giocatore, spiegandogli che non rientra nei suoi piani tattici per la stagione 2025/26.

Rodrygo, che sotto la gestione di Carlo Ancelotti aveva trovato spazio e continuità, si trova quindi a dover valutare nuove opportunità. Il brasiliano è legato al Real Madrid da un contratto lungo e da una clausola rescissoria elevata, ma il club sarebbe disposto ad ascoltare offerte intorno ai 100 milioni di euro.

Tra i club interessati spicca l’Arsenal. I Gunners, guidati da Mikel Arteta, seguono da tempo il profilo del brasiliano e vedono in lui un possibile rinforzo di grande qualità per l’attacco. Tuttavia, al momento non è stato formalizzato alcun approccio ufficiale né una proposta concreta.

Sempre secondo Marca, nessun club si sarebbe ancora presentato alla dirigenza del Real Madrid per avviare una trattativa, nemmeno a livello preliminare. Il calciomercato è ancora lungo e le dinamiche possono cambiare rapidamente, ma Rodrygo avrebbe manifestato l’intenzione di definire il proprio futuro entro la fine di luglio, per evitare una situazione di incertezza a ridosso dell’inizio della stagione.

La partenza di Rodrygo potrebbe segnare la fine di un ciclo e aprire nuovi scenari per il reparto offensivo del Real, dove stanno emergendo giovani stelle come Endrick e dove Kylian Mbappé è pronto a diventare il nuovo leader tecnico.

Nazionali giovanili, Baldini non è solo! Barzagli può fargli da vice nell’Under 21 o nell’Under 20

Nazionali giovanili, Baldini non è solo! Barzagli può fargli da vice nell’Under 21 o nell’Under 20

Silvio Baldini è tra i principali candidati alla guida della Nazionale Under 21. Il tecnico toscano, 65 anni, reduce dalla promozione in Serie B ottenuta con il Pescara e dimessosi a sorpresa subito dopo il traguardo, ha incontrato nelle ultime ore i vertici della Federazione Italiana Giuoco Calcio per discutere dell’eventuale incarico con gli Azzurrini.

Il summit si è svolto ieri a Coverciano e ha visto la presenza di Gianluigi Buffon, capo delegazione delle Nazionali italiane, e Maurizio Viscidi, responsabile del settore giovanile FIGC. Si tratta del secondo incontro tra le parti, a conferma di un interesse concreto, anche se – secondo fonti federali – non è stata ancora presa una decisione definitiva.

Baldini, tecnico noto per la sua filosofia calcistica improntata sulla libertà di espressione e sulla crescita dei giovani, non ha mai allenato una selezione nazionale. La sua nomina segnerebbe una svolta rispetto alle scelte tradizionali della FIGC, che negli ultimi anni ha privilegiato allenatori con un percorso lineare all’interno del vivaio azzurro.

Oltre a Baldini, nella rosa dei candidati – cinque in tutto – figurano anche Carmine Nunziata, attuale CT dell’Under 20 e protagonista del Mondiale U20 2023, e Alberto Bollini, oggi alla guida dell’Under 19. Il futuro di Nunziata resta in bilico, dato che il suo contratto non è stato ancora rinnovato. Da assegnare, oltre alla panchina dell’Under 21, c’è infatti anche quella dell’Under 20, lasciata vacante dopo l’addio di Bernardo Corradi.

Escluso invece Andrea Barzagli, ex difensore della Nazionale campione del mondo 2006, che avrebbe scelto un percorso di crescita graduale e potrebbe affiancare uno dei nuovi allenatori nel ruolo di vice.

La decisione definitiva della FIGC è attesa nelle prossime settimane, ma l’eventuale nomina di Silvio Baldini rappresenterebbe una scelta di rottura, affidando la guida della Under 21 a un tecnico fuori dagli schemi, ma di grande personalità e profonda esperienza nei club.

Calciomercato Genoa, dopo Ahanor in uscita anche De Winter! Parte l’asta per il difensore in attesa dell’ufficialità di Obrador

Calciomercato Genoa, dopo Ahanor in uscita anche De Winter! Parte l’asta per il difensore in attesa dell’ufficialità di Obrador

Il Genoa ha ufficializzato la cessione del giovane difensore Honest Ahanor all’Atalanta. Il classe 2008, tra i più promettenti talenti del vivaio rossoblù, si trasferisce a Bergamo in un’operazione complessiva da 23 milioni di euro. L’accordo prevede 17 milioni di parte fissa, 3 milioni di bonus facilmente raggiungibili, ulteriori 3 milioni legati a obiettivi variabili e una clausola del 5% sulla futura rivendita.

Ahanor, che ha collezionato sei presenze in Serie A nella scorsa stagione, è pronto per il salto in Champions League. Su Instagram ha salutato il club con parole cariche di affetto, ringraziando dirigenti, allenatori e tifosi per il supporto ricevuto. Il suo passaggio all’Atalanta rappresenta una delle operazioni più redditizie nella storia recente del Genoa per un giovane prodotto del settore giovanile.

Intanto, il mercato in uscita continua a muoversi. Koni De Winter, difensore belga classe 2002, resta al centro dell’attenzione. Dopo il passo indietro del Bologna, che ha scelto David Vitik, restano in corsa Tottenham, Crystal Palace, Bournemouth e Inter. Proprio il club nerazzurro, secondo indiscrezioni, potrebbe inserirlo in una trattativa con Valentin Carboni. Sempre l’Inter avrebbe sondato il terreno anche per Morten Frendrup, centrocampista danese classe 2001, valutato circa 25 milioni dal Genoa.

In uscita anche Elia Petrelli, attaccante arrivato dalla Juventus nell’ambito dell’operazione Rovella. Dopo un passaggio poco brillante a Forlì in Serie C, è vicino alla rescissione consensuale.

Sul fronte acquisti, i rossoblù attendono il via libera del Real Madrid per Rafael Obrador, terzino spagnolo classe 2004, considerato l’erede naturale di Ahanor. In attacco resta monitorata la pista che porta a Casper Tengstedt, attaccante danese del Benfica, ma senza particolare urgenza.

Lunedì, intanto, al centro sportivo “Signorini” comincerà ufficialmente la nuova stagione del Genoa, con i nuovi acquisti Nicolae Stanciu, Andri Fannar Baldursson (Ellertsson) e Albert Grønbæk già attesi in campo per il raduno.

Nerozzi: «Contro il Real alla Juve è mancato tutto, troppa differenza. Dagli USA torna con più domande che risposte. Tudor ha detto…»

In esclusiva a Juventusnews24 l’analisi di Nerozzi, giornalista del Corriere della Sera sul match del Mondiale per Club, Real Madrid Juventus

Su Juventusnews24.com è intervenuto in esclusiva il giornalista del Corriere della Sera, Massimiliano Nerozzi che ha analizzato Real Madrid-Juve giocatasi martedì 1 luglio e che ha decretato l’eliminazione dei bianconeri dal Mondiale per Club.

La Juve esce a testa alta da questo Mondiale per Club e dalla sfida con il Real Madrid. Cosa è mancato alla squadra bianconera al netto comunque di una buona prestazione?
«È mancato tutto, nel senso che l’impressione è che dopo essere arrivati dal 5-2 col Manchester City la Juve, non ti dico che abbia giocato per limitare i danni, ma si è accontentata di fare una partita seria e perdere con onore. Penso che più di questo la Juve non possa dare adesso nel senso che c’è troppa differenza di qualità, di quantità anche della rosa tra le due squadre. Quindi la Juve ha dato tutto quel che aveva nel primo tempo dove ha avuto anche occasioni da gol poi insomma, nel secondo tempo è sparita dal campo e diciamo che si è accontentata di perdere solo 1 a 0, cioè non ne aveva più sostanzialmente».

Al 70’ esce Yildiz per Koopmeiners. Tudor rinuncia al giocatore più prestigioso e più qualitativo della rosa e che non sembrava, tra l’altro, molto convinto della sostituzione. Scelta suicida del tecnico croato?
«È un cambio che è stato criticato da molti tifosi, Tudor dopo ci ha spiegato che in realtà aveva visto Yildiz che si toccava, faceva stretching un po’ di volte, quindi secondo me c’è stato anche il problema fisico nel senso che non ha voluto rischiare un giocatore fondamentale in una partita che difficilmente avrebbe vinto e in condizioni ambientali abbastanza complicate. Lui ha detto che già dieci giocatori gli avevano chiesto il cambio quindi immagino che se fosse stata una partita di Champions in cui si giocava non penso lo avrebbe cambiato».

I subentrati non hanno dato il contributo sperato, quanto questo aspetto ha inciso sul risultato finale del match?
«Sicuramente ha inciso, la Juve ha messo dentro giocatori o fuori condizione o che la condizione la cercano. Il Real al 22’/23’ ha messo dentro Mbappé che lui stesso, per carità, cercava la condizione perché ha fatto il Mondiale in ospedale però insomma, la differenza di qualità nei cambi si è vista anche più avanti. Per quello, come ti dicevo, la Juve cerca più di una rosa, anche un’ampiezza di rosa perché col Manchester City Tudor aveva cambiato 4/5 giocatori e la squadra ha completamente perso equilibrio al di là che gli inglesi fossero nettamente superiori».

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Bonny, «impegno, gol e energia». Il Parma saluta il suo attaccante passato all’Inter. Ma come è stata la sua stagione in Emilia? Ecco i momenti più significativi e cosa farà Chivu con lui

Bonny, «impegno, gol e energia». Il Parma saluta il suo attaccante passato all’Inter. Ma come è stata la sua stagione in Emilia? Ecco i momenti più significativi e cosa farà Chivu con lui

«Da giovane talento promettente a calciatore cresciuto stagione dopo stagione con la nostra maglia: grazie Ange-Yoan Bonny per l’impegno, i gol e l’energia. In bocca al lupo».

Con un messaggio tanto semplice quanto affettuoso, il Parma Calcio ha salutato Ange-Yoan Bonny, certificando la fine di un capitolo e l’inizio di una nuova, prestigiosa avventura per l’attaccante francese.

Quel ragazzo arrivato in Emilia come una scommessa è cresciuto fino a diventare un centravanti moderno e devastante, attirando le attenzioni dei più grandi club. A vincere la corsa è stata l’Inter, che ha deciso di investire sul suo talento esplosivo, un mix di potenza fisica, colpi geniali e un potenziale ancora in parte inesplorato. Il suo percorso a Parma è stato la perfetta fotografia di ciò che Bonny è oggi: un giocatore capace di dominare le partite con la sua sola presenza, ma anche di attraversare momenti di appannamento tipici di un talento in piena maturazione.

La sua ultima stagione in gialloblù è stata un’altalena di prestazioni memorabili e alcuni passaggi a vuoto. La critica lo ha definito un «centravanti completo» dopo aver dominato la difesa del Milan, e contro il Napoli ha mostrato una freddezza glaciale, prima colpendo un palo e poi trasformando con sicurezza un calcio di rigore. Ma sono stati i suoi lampi di classe pura a convincere l’Inter.

Contro il Como, la sua magia di tacco per segnare è stata la ciliegina su una prestazione dominante. Contro il Monza, quasi dal nulla si è inventato la percussione che ha spaccato la difesa, concludendo una cavalcata di 40 metri con un delicato tiro all’incrocio. E contro il Cagliari, ha letteralmente portato a spasso tre uomini prima di colpire un altro palo. Accanto a queste imprese, però, ci sono state anche giornate difficili, come contro la stessa Inter, dove non è riuscito a trovare il modo di mettersi in mostra, o contro la Roma, in cui ha sprecato due buone occasioni. È proprio questo mix di onnipotenza e incoscienza che l’Inter ha deciso di plasmare.

Analizzando nel dettaglio i suoi 6 gol e 4 assist stagionali, emerge il ritratto di un attaccante totale. Bonny non è solo un finalizzatore, ma un giocatore che influenza l’intera manovra offensiva. Segna su rigore con freddezza (Napoli, Bologna), ma ha anche l’istinto del predatore d’area per il tap-in (Venezia). È capace di giocate da “YouTube” come il già citato tacco al Como, ma anche di gol di pura potenza fisica, come la cavalcata solitaria contro il Monza. A questo unisce una notevole capacità di giocare per la squadra: i suoi assist, come la sponda per il gol da fuori di Bernabé contro l’Inter o il filtrante per Ondrejka contro l’Atalanta, dimostrano la sua abilità nel fare da pivot e dialogare con i compagni. È un giocatore che sa attaccare la profondità, ma anche abbassarsi per cucire il gioco, una caratteristica fondamentale per il sistema a due punte dei nerazzurri.

Il suo arrivo all’Inter si inserisce in una strategia chiara. Non viene per essere il titolare indiscusso, ma per rappresentare la terza punta di diamante del tridente offensivo, imparando da Lautaro e Thuram e offrendo a Chivu un’alternativa con caratteristiche uniche. La sua fisicità straripante, abbinata a una tecnica sorprendente per la sua stazza, gli permette di essere un’opzione diversa, capace di scardinare le difese chiuse o di fare a sportellate quando la partita si fa più dura. L’Inter non ha acquistato un giocatore fatto e finito, ma ha scommesso su un potenziale campione. L’obiettivo è trasformare il diamante grezzo ammirato a Parma nel gioiello che brillerà sulla scena più importante, quella di San Siro.

Mondiale per Club, il tabellone dei quarti di finale: tutti i risultati e le classifiche aggiornate

Tutti i risultati e le classifiche dei gironi dopo le partite del Mondiale per Club che ha visto coinvolte Inter e Juve. I dettagli in merito al tabellone

Si è conclusa la fase a gironi del Mondiale per Club che ha visto coinvolte Inter e Juve. Di seguito tutti i risultati le classifiche dei gironi.

I risultati dei gironi

Domenica 15 giugno

  • Al Ahly Fc-Inter Miami 0-0
  • Bayern Monaco-Auckland City 10-0
  • PSG-Atlético Madrid 4-0

Lunedì 16 giugno

  • Palmeiras-Porto 0-0
  • Botafogo-Seattle Sounders 2-1
  • Chelsea-Los Angeles FC 2-0

Martedì 17 giugno

  • Boca Juniors-Benfica 2-2
  • Flamengo-Espérance Spotive de Tunis 2-0 
  • Fluminense-Borussia Dortmund 0-0
  • River Plate-Urawa Red Diamonds 3-1

Mercoledì 18 giugno

  • Ulsan-Mamelodi Sundowns 0-1
  • Monterrey-Inter 1-1 
  • Manchester City-Wydad 2-0
  • Real Madrid-Al Hilal 1-1

Giovedì 19 giugno

  • Pachuca-Salisburgo 1-2
  • Al Ain-Juventus 0-5
  • Palmeiras-Al Ahly 2-0
  • Inter Miami-Porto 2-1

Venerdì 20 giugno

  • Seattle Sounders-Atlético Madrid 1-3
  • PSG-Botafogo 0-1
  • Benfica-Auckland City 6-0
  • Flamengo-Chelsea 3-1

Sabato 21 giugno

  • Los Angeles FC-Espérance Spotive de Tunis 0-1
  • Bayern Monaco-Boca Juniors 2-1
  • Mamelodi-Borussia Dortmund, 3-4
  • Inter-Urawa Red Diamonds, 2-1

Domenica 22 giugno

  • Fluminense-Ulsan 4-2
  • River Plate-Monterrey 0-0
  • Juventus-Wydad 4-1
  • Real Madrid-Pachuca 3-1

Lunedì 23 giugno

  • Salisburgo-Al Hilal, 0-0
  • Manchester City-Al Ain, 6-0
  • Seattle Sounders-PSG, 0-2
  • Atlético Madrid-Botafogo, 1-0

Martedì 24 giugno

  • Inter Miami-Palmeiras 2-2
  • Porto-Al Ahly 4-4
  • Auckland City-Boca Juniors 1-1
  • Benfica-Bayern Monaco 1-0

Mercoledì 25 giugno

  • Los Angeles FC-Flamengo 1-1
  • Espérance Spotive de Tunis-Chelsea 0-3
  • Borussia Dortmund-Ulsan 1-0
  • Mamelodi-Fluminense 0-0

Giovedì 26 giugno

  • Inter-River Plate 2-0
  • Urawa Red Diamons-Monterrey 0-3
  • Juventus-Manchester City 2-5
  • Wydad-Al Ain 1-2

Venerdì 27 giugno

  • Al Hilal-Pachuca 2-0
  • Salisburgo-Real Madrid 0-3

La classifica dei gironi

GRUPPO A

Palmeiras 5
Inter Miami 5
Al Ahly 4
Porto 1

GRUPPO B

PSG 6
Botafogo 6
Atletico Madrid 6
Seattle Sounders 0

GRUPPO C

Benfica 7
Bayern Monaco 6
Boca Juniors 2
Auckland City 1

GRUPPO D

Flamengo 7
Chelsea 6
Esperance Tunis 3
Los Angeles FC 1

GRUPPO E

Inter 7
Monterrey 5
River Plate 4
Urawa 0

GRUPPO F

Borussia Dortmund 7
Fluminense 5
Mamelodi Sundowns 4
Ulsan 0

GRUPPO G

Manchester City 9
Juventus 6
Al-Ain 3
Wydad Casablanca 0

GRUPPO H

Real Madrid 7
Al Hilal 4
Salisburgo 3
Pachuca 0

Il calendario degli ottavi di finale

  • Palmeiras-Botafogo 1-0
  • Benfica-Chelsea 1-4
  • PSG-Inter Miami 4-0
  • Flamengo-Bayern Monaco 2-4
  • Inter-Fluminense 0-2
  • Manchester City-Al Hilal 3-4
  • Real Madrid-Juventus 1-0
  • Borussia Dortmund vs Monterrey 2-1

Il calendario dei quarti di finale

  • Fluminense-Al Hilal 2-1
  • Palmeiras-Chelsea 1-2
  • PSG-Bayern Monaco (5 luglio ore 18:00)
  • Real Madrid-Boussia Dortmund (5 luglio 22:00)

Rocchi confermato designatore, l’AIA annuncia la continuità alla guida degli arbitri. Ma il suo quinto anno parte con due sfide decisive…

La scelta dell’AIA di confermare Gianluca Rocchi come designatore degli arbitri di Serie A e B anche per la nuova stagione

Una conferma nel segno della continuità e della fiducia. Per il quinto anno consecutivo, Gianluca Rocchi sarà il designatore degli arbitri per la Serie A e la Serie B. La decisione, ratificata dai vertici dell’AIA e della FIGC, premia il lavoro svolto dall’ex arbitro internazionale in un quadriennio che ha visto la classe arbitrale italiana affrontare trasformazioni epocali e sfide complesse. La sua riconferma rappresenta un segnale forte: avanti con la linea della trasparenza, della crescita dei giovani e del dialogo, pilastri che hanno caratterizzato il suo mandato.

Il percorso di Rocchi come designatore è stato segnato da innovazioni cruciali. Ha gestito la fase di consolidamento del VAR, spingendo per un utilizzo più uniforme e per una maggiore comunicazione, come dimostra l’introduzione dell’audio aperto degli arbitri nel format “Open VAR”. Sotto la sua guida, una nuova generazione di direttori di gara ha trovato spazio ai massimi livelli, un ricambio generazionale necessario e gestito con coraggio. Non sono mancate le difficoltà, tra polemiche feroci e inevitabili errori, ma la sua leadership non è mai stata realmente messa in discussione, forte di un approccio sempre diretto e di una costante difesa del proprio gruppo.
Il suo quinto mandato si apre con obiettivi chiari. Il primo è consolidare il livello della classe arbitrale, riducendo il margine d’errore e migliorando ulteriormente l’applicazione del protocollo VAR. Il secondo, forse il più sfidante, è quello di proseguire nel percorso di dialogo con club, allenatori e media, nel tentativo di abbassare il livello di tensione e creare una cultura sportiva più costruttiva. In un calcio sempre più veloce e tecnologico, la guida esperta di Rocchi è considerata la garanzia migliore per il presente e il futuro del settore arbitrale italiano.

Fluminense-Chelsea: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al MetLife Stadium la sfida del Mondiale per Club Fluminense-Chelsea: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey, si giocherà la gara valevole per la semifinale del Mondiale per Club tra Fluminense-Chelsea, due squadre pronte a darsi battaglia per accedere alla prima storica finale del prestigioso torneo internazionale. L’attesa è alta, con entrambe le formazioni che puntano a mettere in mostra il proprio valore e a conquistare un posto tra le migliori quattro.

Le probabili formazioni

Fluminense (4-3-3): Fabio; Xavier, Ignacio, Freytes, Rene; Nonato, Hercules, Martinelli; Arias, Cano, Canobbio. Allenatore: Gaucho.

Chelsea (4-2-3-1): Sanchez; Malo Gusto, Adarabioyo, Badiashile, Cucurella; Enzo Fernandez, Caicedo; Nkunku, Palmer, Pedro Neto; Delap. Allenatore: Maresca.

Le scelte dei due tecnici confermano le intenzioni offensive di entrambe le formazioni: Gaucho si affida al tridente Arias-Cano-Canobbio per colpire in velocità. Dall’altra parte, il Chelsea risponde con un modulo speculare e con giocatori di qualità come Nkunku e Enzo Fernandez, pronti a creare occasioni e supportare l’attaccante Delap. A centrocampo sarà una sfida fisica e tecnica da non perdere. In panchina non mancano le alternative di qualità, pronte a subentrare e cambiare ritmo in una gara che si preannuncia intensa.

Orario e dove vederla in tv

La partita Fluminense-Chelsea si disputerà alle ore 21:00 di martedì 8 luglio e sarà valida per la semifinale del Mondiale per Club. La sfida sarà trasmessa in chiaro in tv su Canale 5 e gratuitamente in streaming su DAZN, accessibile tramite il sito ufficiale o l’app disponibile per PC, tablet e smartphone. Gli appassionati potranno quindi seguire comodamente da casa o in mobilità un incontro che promette grande intensità e spettacolo, con entrambe le squadre determinate a lasciare il segno nella competizione mondiale. La sfida sarà anche un banco di prova importante per gli allenatori Gaucho e Maresca, chiamati a gestire al meglio le risorse a disposizione e a sfruttare ogni occasione per portare la propria squadra avanti nel torneo

Diogo Jota funerali, dalla delegazione del Liverpool guidata da Slot e van Dijk ai tifosi per le strade: il racconto di una giornata di immenso dolore per la tragica scomparsa del campione

Tutto sulla celebrazione in ricordo di Diogo Jota e del fratello André Silva, scomparsi a seguito di un tragico incidente d’auto

Sotto un sole cocente, il mondo del calcio si è fermato a Gondomar, in Portogallo, per dare l’ultimo, commosso addio a Diogo Jota e a suo fratello André Silva. Migliaia di persone, tra amici, tifosi e semplici cittadini, si sono radunate attorno alla cattedrale per stringersi al dolore della famiglia, in un funerale che ha unito una piccola comunità locale ai vertici del calcio internazionale. Le strade della città, listate a lutto, sono state drappeggiate con bandiere del Portogallo e del Liverpool, accompagnate dallo striscione «You’ll Never Walk Alone», a testimonianza di un legame che la tragedia non può spezzare.

La delegazione del Liverpool, arrivata in mattinata, ha guidato l’omaggio del mondo dello sport. Il nuovo allenatore Arne Slot, il capitano Virgil van Dijk e Andy Robertson, con in mano corone di fiori, hanno varcato l’ingresso della chiesa seguiti da altri compagni di squadra, presenti e passati. A loro si sono uniti il capitano del Manchester United e compagno di nazionale, Bruno Fernandes, e tanti altri esponenti del calcio portoghese.
La cerimonia è stata toccante e straziante. La bara di Diogo, portata a spalla dagli amici più stretti e dal compagno di nazionale Rúben Neves, è entrata in chiesa tra gli applausi e il suono dei violini. Dietro di essa, la moglie Rute Cardoso, sposata solo undici giorni prima dell’incidente, sorretta nel suo immenso dolore. All’interno della piccola chiesa gremita, le note dell’inno “Il Signore è il mio pastore” cantato in portoghese hanno accompagnato le lacrime dei presenti, un ultimo, solenne saluto a un campione la cui scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile. Il silenzio parlava più delle parole, mentre l’intero paese si stringeva attorno alla famiglia, unito nel dolore.

Lazio, c’è un obiettivo da seguire: un nuovo ciclo con Sarri, ma senza mercato. Tra conti da sistemare e top player da trattenere, la difficile estate di Lotito e Fabiani

Le ultime sulla difficile situazione in casa Lazio, con il calciomercato ancora bloccato dopo il ritorno di Sarri. Tutti i dettagli

Un paradosso tutto laziale: gettare le basi per un nuovo ciclo con Maurizio Sarri, tornato per dare stabilità e identità, ma farlo con un mercato bloccato e la necessità impellente di tagliare i costi. Questa è la complessa realtà che la Lazio di Claudio Lotito sta affrontando in questa “quasi estate” di calciomercato. L’obiettivo primario del DS Fabiani non è acquistare, ma vendere e abbassare il monte ingaggi per rientrare nei parametri finanziari, un compito reso ancora più arduo dalla discesa del fatturato dopo l’esclusione dalle coppe europee.
Secondo il Corriere dello Sport, la missione è chiara: il “costo allargato del lavoro” deve rientrare nell’80% dei ricavi. Un traguardo da raggiungere entro il 30 settembre, data del prossimo esame dei conti che potrebbe sbloccare il mercato di gennaio. In caso contrario, si proseguirà con operazioni a «saldo zero», dove si compra solo se si vende. La gestione è complicata da una rosa con ben sette giocatori in scadenza nel 2026 e diversi “invendibili” ereditati dal passato, i cui ammortamenti pesano sul bilancio e limitano l’operatività. È una gestione lenta, attenta al centesimo, che dopo vent’anni vede per la prima volta un Lotito impossibilitato a spendere.

In questo quadro di austerità, la sfida più grande diventa trattenere i giocatori migliori ed evitare malumori. Il tema riguarda i top della rosa: Guendouzi, Rovella, Romagnoli e Gila sono i più richiesti e si aspettano un riconoscimento economico. Tuttavia, Lotito al momento non può offrire adeguamenti contrattuali, se non promettendo di rinegoziare i rinnovi in autunno, con decorrenza dal 2026. Sarà fondamentale un «patto di stabilità» tra società, Sarri e squadra, per mantenere alta la concentrazione e ottenere il massimo fino a dicembre. Il ritorno del tecnico toscano è una garanzia di progetto, ma dovrà lavorare in un contesto di risorse limitate, con la speranza di poter tornare a investire da gennaio e, soprattutto, con la necessità vitale di riportare la Lazio in Europa.

«Mio papà non è contento neanche dopo le vittorie»: i segreti di Andrea Soncin. «Nessun muso lungo in squadra, le favorite dell’Europeo sono queste»

Le parole di Andrea Soncin, ct dell’Italia femminile, sugli Europei che stanno disputando le azzurre. Tutti i dettagli in merito

Buona la prima per l’Italia femminile di Andrea Soncin, che bagna il suo esordio all’Europeo con una vittoria di platino. Le Azzurre hanno superato per 1-0 un Belgio ostico e ben organizzato, conquistando tre punti fondamentali per il cammino nel girone. Non è stata una partita spettacolare, ma una prova di carattere e solidità, decisa da un episodio e difesa con i denti fino al fischio finale. Un successo che dà morale e permette di guardare con maggiore serenità al prossimo, decisivo impegno. L’attenzione è già rivolta a lunedì, quando le Azzurre affronteranno il Portogallo, reduce dalla sconfitta con la Francia, in un match che potrebbe già indirizzare la qualificazione ai quarti di finale. Ecco le parole del Ct Andrea Soncin su La Gazzetta dello Sport.

COME HA VISSUTO L’ESORDIO – «Con tanta emozione mista a orgoglio, perché c’è la responsabilità di portare la bandiera e quella di accendere la passione di tante bambine e ragazze che ci seguono e si approcciano a questo sport. É stato bello vedere tanta gente in maglia azzurra: anche dall’Italia arrivano messaggi di interesse e vicinanza».
I PRIMI MESSAGGI – «Mamma e papà sono sempre i primi a farsi vivi e anche i più critici. Soprattutto mio papà che non è contento neanche dopo le vittorie: è uno stimolo a fare sempre meglio».
NESSUNA É ARRABBIATA – «Ma no, c’è veramente un bel clima. Chi sta fuori ovviamente non è contenta, ma non ho visto musi lunghi, solo il fuoco negli occhi di tutte. Sappiamo che c’è una squadra che comincia la partita, una che continua e una che probabilmente la finirà. Soprattutto quando si gioca ogni quattro giorni è fondamentale».
FAVORITA LA SPAGNA – «Anche la Germania, la Francia o l’Inghilterra. E ci sono sempre sorprese che in una competizione del genere possono emergere».
ONDATA DI ENTUSIASMO IN ITALIA – «Ma per alimentarla dobbiamo focalizzarci sulla prossima gara, solo così possiamo far crescere la passione».

Ambrosini: «Allegri Milan, scelta giustissima dopo quello che è successo recentemente. Quando arrivò Ibrahimovic io avevo i brividi, lui invece…»

Le parole di Massimo Ambrosini, ex centrocampista del Milan, sulla scelta dei rossoneri di affidare la panchina ad Allegri

Una voce che non è mai banale, un’analisi che nasce tanto dal cuore di un ex capitano quanto dalla mente lucida di un opinionista apprezzato. Massimo Ambrosini, bandiera di un Milan vincente e oggi tra i commentatori più acuti del panorama televisivo, ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport per fare il punto sulla nuova stagione rossonera. La sua è una prospettiva unica: conosce il peso della maglia e le dinamiche dello spogliatoio, ma al tempo stesso analizza con distacco critico le scelte tattiche e di mercato del club. In questo dialogo, Ambrosini esplora le ambizioni del Milan, le sfide che attendono la squadra e il percorso necessario per tornare a competere ai massimi livelli.

IL PRIMO ALLEGRI – «Aveva grande entusiasmo ed era dotato di una genuina capacità di integrarsi con lo spogliatoio. Alla vigilia del suo arrivo poteva essere questa l’incognita e invece lui si è imposto non in maniera anormale, ma spontanea. Mostrando comunque la sua personalità».
SCUDETTO SUBITO – «L’arrivo di Ibra portò eccitazione nel mondo Milan, ma non in Allegri che, pur felice, non si è mai scomposto. Mi ricordo che quando la Gazzetta annunciò che l’operazione era quasi chiusa, con il giornale in mano nello spogliatoio gli chiesi se la notizia fosse vera. Mi rispose di sì con compostezza e senza esaltazione, io invece avevo i brividi…».
UN GRUPPO DI CAMPIONI – «Allegri aveva la capacità d far convivere un gruppo di giocatori di classe, da Seedorf a Boateng, da Ibra a Robinho. Trovava la chiave giusta per far rendere tutti al massimo e per ottenere sacrifici per la causa. Poi però non dimentico che l’arrivo a gennaio d Cassano e di Van Bommel, quando Pirlo e io eravamo infortunati, sono stati importanti».
ALLEGRI OGGI DI NUOVO AL MILAN – «Io sono nostalgico per natura e quando mi ricordo dei bei momenti del passato, sono sensibile. Gli auguro di avere lo stesso impatto che ha avuto con noi e sono convinto che sarà così».
UNA SCELTA GIUSTA IL SUO RITORNO – «Alla luce di ciò che è successo la scorsa stagione, la trovo giustissima. Nessuna scelta ti dà la certezza di vincere o di ottenere risultati, ma Max darà senso di responsabilità alla squadra»

Austin-Los Angeles FC: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Q2 Stadium va in scena la sfida di MLS Austin-Los Angeles FC: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Q2 Stadium di Austin si giocherà la gara valevole per la 21° giornata di MLS tra Austin-Los Angeles FC. Si tratta di una sfida molto attesa, che metterà di fronte due squadre con ambizioni importanti nella Western Conference. Austin, alla ricerca di continuità e punti per risalire la classifica, punta sull’intensità del proprio gioco e sulla spinta del pubblico di casa, tradizionalmente molto caloroso. Dall’altra parte, il Los Angeles FC si presenta con il peso della propria esperienza e con un attacco temibile guidato da Olivier Giroud, uno dei colpi di mercato più rilevanti della stagione. Sarà anche un duello interessante tra due stili di gioco diversi: più aggressivo e verticale quello di Austin, più ragionato e tecnico quello del LAFC. Entrambe le squadre sono al completo, il che lascia presagire una partita combattuta e ricca di emozioni. La sfida promette equilibrio e spettacolo, con diversi duelli individuali chiave. Occhi puntati anche su Bouanga, tra i più in forma del LAFC in stagione.

Le probabili formazioni

Austin: Stuver; Desler, Hines-Ike, Svatok, Biro; Bukari, Pereira, Sabovic, Gallagher; Wolff, Vazquez.

Los Angeles FC: Lloris; Palencia, Marlon, Segura, Hollingshead; Jesus; Yeboah, Tillman, Amaya, Bouanga; Giroud.

Orario e dove vederla in tv

Austin-Los Angeles FC si gioca alle ore 02:30 di domenica 6 luglio per la ventunesima giornata del campionato americano. La partita verrà trasmessa in esclusiva su APPLE TV, che offre anche la possibilità di seguire l’incontro in streaming attraverso il proprio sito ufficiale o l’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone, garantendo così un’ampia accessibilità e la comodità di seguire la sfida da qualsiasi dispositivo. Inoltre, il servizio propone contenuti aggiuntivi come highlights, analisi pre-partita e interviste esclusive.

Diogo Jota funerali, perché il dolore per la sua scomparsa e quella del fratello vanno oltre il calcio. Le reazioni di Salah e Pedro Neto

Le reazioni del mondo del calcio alla morte di Diogo Jota e del fratello André Silva nel giorno dei funerali. Tutti i dettagli in merito

Nella giornata del funerale che tutto il mondo del calcio seguirà con dolore, in un editoriale commovente e profondo per il quotidiano portoghese A Bola, la giornalista Caterina Pereira ha offerto una riflessione che va oltre la cronaca della tragica scomparsa di Diogo Jota e di suo fratello André. Pereira cattura l’essenza di un dolore che, pur nascendo dal calcio, trascende i confini dello sport per diventare una questione puramente umana, un momento in cui l’intera comunità si ferma, sconvolta dalla fragilità della vita.
La giornalista sottolinea come, di fronte a una simile notizia, anche i professionisti dell’informazione siano stati travolti dalle emozioni: «Anche noi siamo rimasti sotto shock, tristi, a pensare alla sorte della vita e alla certezza della morte». Ma, come scrive Pereira, questa non è una storia sui giornalisti, né tantomeno una storia sul calcio. È la dimostrazione che esistono valori più grandi della rivalità. A provarlo, racconta, è la fotografia di due tifosi, uno con la maglia del Liverpool e uno con quella dell’Everton, che camminano insieme verso Anfield per rendere omaggio a Jota, l’uomo che, per ironia della sorte, aveva deciso l’ultimo derby. Un’immagine che incarna il motto «Non camminerete mai soli», famoso per come si vive ad Anfield.

L’impatto emotivo è devastante anche per i colleghi. Pereira cita le parole di Mohamed Salah, che ammette: «Non avrei mai pensato che esistesse qualcosa che mi facesse avere paura di tornare a Liverpool». Riporta inoltre il dramma di Pedro Neto al Mondiale per Club, con il suo allenatore al Chelsea, Enzo Maresca, che gli ha lasciato piena libertà di decidere se giocare, perché «qualsiasi decisione prenda, è quella corretta» (e lui ha deciso di scendere in campo contro il Palmeiras). Perché alla fine, come conclude amaramente la giornalista, «questa storia è su Diogo, André e tutti coloro che sentiranno la loro mancanza», in un appello universale all’abbraccio e alla memoria.

Seattle Sounders-Columbus Crew: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Lumen Field va in scena la sfida di MLS Seattle Sounders-Columbus Crew: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Lumen Field di Seattle si giocherà la gara valevole per la 21° giornata di MLS tra Seattle Sounders-Columbus Crew, un incontro molto atteso da entrambe le tifoserie. Questa sfida rappresenta un momento importante della stagione, con entrambe le squadre che cercano punti preziosi per migliorare la loro posizione in classifica e avvicinarsi alla qualificazione ai playoff. I giocatori sono motivati e pronti a dare il massimo su un campo che promette spettacolo e grande agonismo. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario esatto e dove sarà possibile seguire la partita in diretta, per non perdere neanche un istante di questa emozionante sfida.

Le probabili formazioni

Seattle Sounders (4-2-3-1): Frei; A. Roldan, Ragen, Bell, Nouhou; C. Roldan, Vargas; De la Vega, Rusnak, Kent; Ferreira. Allenatore: Schmetzer.

Columbus Crew: Bush; Moreira, Zawadzki, Cheberko; Herrera, Chambost, Nagbe, Jackson; Rossi, Gazdag; Russell-Rowe.

Le formazioni evidenziano come Seattle Sounders punti su un 4-2-3-1 bilanciato, con giocatori come C. Roldan e Ferreira pronti a fare la differenza in attacco. Columbus Crew risponde con un 4-4-2 più compatto, che sfrutta la qualità di Nagbe e Gazdag a centrocampo per creare occasioni. Sarà una sfida tattica intensa e combattuta.

Orario e dove vederla in tv

Seattle Sounders-Columbus Crew si gioca alle ore 23:00 di domenica 6 luglio per la ventunesima giornata di campionato americano. Verrà trasmessa in esclusiva su APPLE TV. Per vedere la partita in streaming, APPLE permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone. La sfida si preannuncia equilibrata e avvincente, con entrambe le squadre pronte a lottare per punti fondamentali in ottica playoff. I tifosi possono aspettarsi una partita ricca di intensità e spettacolo, con il talento individuale e la strategia di squadra al centro del confronto.

Cole Palmer, è lui il motore creativo del Chelsea al Mondiale per Club: anche stanotte ha fatto vedere tutto il suo valore

La prestazione di Cole Palmer, fantasista del Chelsea, nei quarti di finale del Mondiale per Club contro il Palmeiras. I dettagli

Se Pedro Neto è stato il finalizzatore glaciale del Chelsea, il motore creativo, il giocatore incaricato di accendere la luce e orchestrare la manovra offensiva della squadra di Enzo Maresca, è stato senza dubbio Cole Palmer. Il suo contributo al Mondiale per Club non si misura tanto nel numero di gol, quanto nella sua costante capacità di creare gioco, di mettere in difficoltà le difese avversarie e di essere il baricentro tecnico di un Chelsea che, grazie alle sue intuizioni, è approdato in semifinale.

Il suo torneo è stato un crescendo. Nella gara d’esordio contro il Los Angeles FC, è stato una spina nel fianco costante, partecipando a quasi tutte le azioni offensive più pericolose, pur peccando di precisione al momento della conclusione, come in un’occasione al 70′ in cui ha sparato alto dopo una splendida combinazione. Dopo una prestazione opaca e quasi “invisibile” nella sconfitta contro il Flamengo, dove come tutta la squadra ha faticato a trovare il suo ritmo, Palmer si è preso la sua rivincita nel durissimo quarto di finale contro il Benfica.
Schierato largo a sinistra, ha letteralmente mandato in crisi il suo marcatore diretto per tutta la partita. Le sue accelerazioni, i suoi dribbling e i suoi passaggi filtranti sono stati la chiave per scardinare la solida difesa portoghese. È stato lui a creare i maggiori pericoli nel primo tempo, costringendo il portiere Trubin a interventi decisivi per tenere a galla i suoi. Anche se non è entrato nel tabellino dei marcatori, il suo lavoro incessante nel creare superiorità numerica e nel dettare i tempi dell’attacco è stato fondamentale per logorare il Benfica e preparare il terreno per la vittoria ai supplementari. Un direttore d’orchestra il cui valore va ben oltre le statistiche e che ha acquistato un peso specifico rilevante nella gara di stanotte, il 2-1 sul Palmeiras che consente agli inglesi di accedere alla semifinale col Fluminense.
Stanotte è bastato davvero poco Cole Palmer per prendersi la scena e indirizzare la partita. Ha fatto subito capire le sue intenzioni e, dopo appena quattro minuti, ha costretto Weverton a un grande intervento in tuffo per deviare un suo velenoso tiro a giro destinato all’angolino.
È il preludio al gol, arrivato puntuale al 16′. Il trequartista mancino ha trasformato un pallone al limite dell’area in oro: con un primo tocco delizioso si è creato lo spazio per la conclusione e con chirurgica precisione ha infilato l’angolo basso alla sinistra del portiere, sbloccando il risultato.

Montreal Impact-Inter Miami: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stade Saputo va in scena la sfida di MLS Montreal Impact-Inter Miami: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stade Saputo di Montreal si giocherà la gara valevole per la 21° giornata di MLS tra Montreal Impact-Inter Miami, due squadre in cerca di punti preziosi per migliorare la loro posizione in classifica. Sarà una sfida molto attesa dai tifosi, soprattutto per la presenza di grandi nomi nel roster di Inter Miami, che proverà a imporsi anche in trasferta. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Montreal Impact: J. Sirois; J. Waterman, F. Alvarez, E. Sosa Romanuk; Ruan, N. Saliba, S. Piette, M. Choiniere, A. Lassiter; M. Toye, M. Coccaro Ferreira.

Inter Miami (4-4-2): Ustari; Weigandt, Aviles, Falcon, Allen; Allende, Redondo, Busquets, Segovia; Messi, Suarez. Allenatore: Mascherano.

Montreal Impact schiererà J. Sirois tra i pali; in difesa J. Waterman, F. Alvarez, E. Sosa Romanuk; a centrocampo Ruan, N. Saliba, S. Piette, M. Choiniere, A. Lassiter; infine in attacco M. Toye e M. Coccaro Ferreira. Inter Miami, con un modulo 4-4-2, risponde con Ustari in porta; Weigandt, Aviles, Falcon e Allen in difesa; Allende, Redondo, Busquets e Segovia a centrocampo; in attacco spazio a Messi e Suarez, due campioni di grande esperienza. L’allenatore Mascherano punterà molto sulla qualità offensiva per provare a fare risultato fuori casa.

Orario e dove vederla in tv

Montreal Impact-Inter Miami si gioca alle ore 01:30 di domenica 6 luglio, in occasione della ventunesima giornata di MLS. La partita sarà trasmessa in esclusiva su APPLE TV, una piattaforma sempre più protagonista nella trasmissione del calcio americano. Per vedere la partita in streaming, APPLE TV consente la visione anche sul proprio sito ufficiale o tramite l’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone, garantendo così la possibilità di seguire il match comodamente ovunque ci si trovi. Un appuntamento imperdibile per gli appassionati di MLS e di calcio internazionale.

Mondiale per Club, la Top Five del grandi momenti del Fluminense. Magia, carattere e un eroe dalla panchina: la ricetta dei brasiliani per sognare

La Top Five dei migliori momenti del Fluminense al Mondiale per Club dopo aver raggiunto la semifinale della competizione

Il cammino che ha portato il Fluminense fino alle semifinali del Mondiale per Club non è stata una marcia trionfale e scontata, ma un racconto fatto di capitoli diversi, un’opera calcistica che ha alternato prestazioni di dominio territoriale a lampi di genio dei singoli, sofferenza e carattere. La squadra di Rio de Janeiro si è presentata al mondo con la sua identità precisa, fatta di palleggio e organizzazione, ma per superare gli ostacoli ha dovuto aggrapparsi a momenti specifici, a giocate che hanno spezzato l’equilibrio e infiammato il cuore dei suoi tifosi. Sono cinque le istantanee che, più di altre, hanno definito la strada del Tricolor: cinque exploit che raccontano la storia di una squadra che ora sogna, a ragione, di arrivare fino in fondo.

  1. Il debutto contro il Dortmund: un dominio senza gol che vale oro La prima partita contro il Borussia Dortmund si chiude con un pareggio per 0-0 che, a leggerlo, sembra banale. In realtà, è il manifesto programmatico del Fluminense. Per novanta minuti i brasiliani dominano il gioco, controllano il possesso e creano occasioni in serie, costringendo un portiere del calibro di Kobel a una prestazione da migliore in campo. Nonostante il rammarico per la vittoria mancata, quel match ha dimostrato al mondo che il Fluminense non era lì per fare la comparsa, ma per imporre la propria filosofia di gioco contro un colosso europeo, gettando le basi di autostima e consapevolezza che si riveleranno fondamentali.
  2. La punizione di Arias: il primo sigillo che sblocca la squadra Contro i coreani dell’Ulsan, in una partita che si stava complicando, è servita la magia di un singolo per rompere il ghiaccio. Dopo un avvio difficile, con la squadra sotto per 1-2, Jhon Arias si è preso la responsabilità di un calcio di punizione dal limite. La sua esecuzione è stata un capolavoro di balistica: un tiro a giro perfetto che ha superato la barriera e si è infilato in rete, dando il via alla rimonta. Quel gol non è stato solo il primo del Fluminense nel torneo, ma ha rappresentato la scintilla che ha riacceso le certezze della squadra, dimostrando di poter contare anche su giocate individuali di altissimo livello per risolvere le partite più intricate.
  3. Il gol lampo di Cano all’Inter: l’incubo per i nerazzurri Agli ottavi di finale, contro l’Inter, il Fluminense ha mostrato un altro lato del suo carattere: la capacità di colpire a freddo. Dopo appena due minuti, sfruttando un’indecisione della difesa nerazzurra, Germán Cano ha segnato di testa il gol che ha immediatamente indirizzato la partita. Quella rete non è stata solo un episodio, ma una dichiarazione di intenti: ha trasmesso sicurezza ai brasiliani e ha instillato un’ansia paralizzante nell’Inter, costretta a inseguire per tutta la gara. Un gol da predatore d’area che ha dimostrato la letalità di una squadra capace di punire al primo errore.
  4. L’uomo della provvidenza: la doppia sentenza di Hércules Se c’è un protagonista che incarna lo spirito di questo Fluminense, quello è Hércules. Contro l’Inter, è suo il gol del definitivo 2-0 che chiude la partita nel recupero. Contro l’Al-Hilal, entra dalla panchina e segna ancora una volta il gol decisivo del 2-1. È diventato l’arma segreta, il “dodicesimo uomo” che con i suoi inserimenti e la sua freddezza ha deciso due partite consecutive a eliminazione diretta. Il suo impatto devastante dalla panchina è il simbolo di una rosa profonda e di un allenatore capace di leggere i momenti della partita.
  5. La perla di Martinelli: quando la classe rompe l’equilibrio Nei quarti di finale contro l’Al-Hilal, in una partita tesa e bloccata, a sbloccare il risultato è stata una giocata di pura classe individuale. Al 40′, su un pallone vagante al limite dell’area, Martinelli ha eseguito uno stop orientato perfetto, si è creato lo spazio per il tiro e ha scagliato un sinistro a giro che si è spento sotto l’incrocio dei pali. Un gol tecnicamente meraviglioso, nato da un errore avversario ma trasformato in oro da un talento cristallino. È stato il momento che ha dimostrato che, anche quando il gioco collettivo fatica, il Fluminense ha i campioni in grado di inventare la giocata dal nulla. Peccato che il centrocampista non ci sarà contro il Chelsea, impedito da un giallo che poteva evitare

Ivan Zazzaroni: «La Serie A tra proprietà misteriose, incantatori di serpenti e la Juve di “Billy Beane”. C’è solo un club che è sopra gli altri grazie a una coppia che funziona»

L’analisi di Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, sulle proprietà dei maggiori club del campionato di Serie A

Nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni dipinge il quadro di un calciomercato estivo iniziato sotto una cappa di pressione e incertezza per i top club di Serie A. È una «quasi estate», scrive, in cui le grandi squadre si muovono tra evidenti criticità, ognuna con le proprie peculiarità che ne complicano l’operato. L’Inter e il Milan, ad esempio, sono accomunate da una proprietà fumosa e distante: «non si sa chi sia la proprietà (Lussemburgo, Cayman, Panama) e quanto incida». Una situazione di ambiguità che, secondo il direttore, ne condiziona inevitabilmente le strategie di mercato.

Poi c’è la Juventus, la cui «proprietà è certa da 102 anni», ma che presenta una rivoluzione a livello dirigenziale, con una nuova struttura in cui «come dg, ds e scout il nuovo Billy Beane» si presenta «nelle vesti dell’incantatore di serpenti». La Roma, invece, «ha speso più di tutti, ma alla quale difettano voce e volto», un vuoto di leadership che si spera possa essere colmato dal carisma di Ranieri. La Lazio è il regno incontrastato di Lotito, un «deus ex machina» la cui missione, ironizza Zazzaroni, «è far credere che potrebbe essere presidente del consiglio, della Repubblica e della UE ma troverebbe ugualmente il tempo per occuparsi di Ita Airways». L’unica nota che sembra convincere pienamente il direttore è il Napoli, dove la «combinazione Aurelio-Antonio farà probabilmente la differenza».
In questo scenario complesso, Zazzaroni individua una grande opportunità per le squadre di seconda fascia. Club come «il Bologna, la Fiorentina, l’Atalanta (e il Como?)», infatti, «dagli evidenti imbarazzi e disagi della concorrenza nobile potrebbero trarre enormi vantaggi». Un mercato che si preannuncia quindi imprevedibile, dove le gerarchie del campionato potrebbero essere riscritte non solo dai grandi colpi, ma anche e soprattutto dalle incertezze strutturali delle big.

Claudio Marchisio a 360 gradi: «Kings League veloce e interattiva. Calcio italiano? Ecco cosa serve. La Juve mi preoccupa per questo motivo»

Claudio Marchisio a 360 gradi:. Le dichiarazioni dell’ex centrocampista, dall’avventura in Kings League alla crisi del calcio italiano e della Juve

Un’icona della Juventus e del calcio italiano che oggi esplora una nuova frontiera di questo sport. Claudio Marchisio, in una lunga e profonda intervista concessa a Walter Veltroni per il Corriere della Sera, si racconta a 360 gradi, partendo dalla sua nuova avventura nella Kings League.

L’ex centrocampista analizza con lucidità le ragioni del successo di questo format, perfetto per intercettare una nuova generazione di tifosi forse annoiati dal calcio tradizionale. Ma la sua riflessione si allarga presto, toccando con preoccupazione i nervi scoperti del sistema calcistico italiano: dalla crisi dei vivai, con un numero allarmante di stranieri che tolgono spazio ai giovani talenti locali, al cambiamento culturale che ha eroso il senso di appartenenza e il legame tra giocatori e club.

Un’analisi che parte dal nuovo per arrivare ai problemi di sempre, senza dimenticare uno sguardo affettuoso ma critico sulla sua Juventus, di cui invoca un ritorno alla “solidità”, e una riflessione sulla controversa visita della squadra a Donald Trump.

LA FORMULA DELLA KINGS LEAGUE – «È un evento che si alimenta della grande coesione che esiste tra giocatori e pubblico. La Kings League non vive di presenza fisica negli stadi, ma di un gigantesco pubblico virtuale che interagisce con il presidente di ogni società, di solito un influencer che raccoglie, mentre la partita si svolge, opinioni e critiche degli utenti delle piattaforme».

IL RAPPORTO CON I “NUOVI PRESIDENTI” – «Loro ci mettono tanto impegno, ci stanno male perché sono presidenti che, con i tifosi, hanno un rapporto immediato e di simbiosi. C’è veramente interazione sempre, non soltanto durante la gara, ma anche quando c’è il draft in cui, come nella Nba, bisogna scegliere i giocatori. Ci sono in campo ragazzi che hanno giocato in serie di calcio professionistiche o nelle formazioni Primavera di società blasonate che trasmettono tensione e pressione a loro coetanei che invece sono alle prime esperienze di grande visibilità».

PERCHÉ PIACE AI GIOVANI – «Sì, questo gioco è veloce e interattivo, le due caratteristiche richieste dai consumi dei giovani. I ragazzi si annoiano per la lentezza del calcio, per i regolamenti ferrei, per la vischiosità di un gioco in cui l’evento, il gol, è raro. Invece nella Kings League succede sempre qualcosa. Un po’ come nel tennis che, mi dicono, in alcune regioni stia raggiungendo, in termini di praticanti, il calcio. Da noi durante le pause tu puoi commentare con il presidente il gioco e lui ti risponde. Noi facciamo lo stesso allo stadio ma il presidente o l’allenatore lì sono irraggiungibili. Qui è tutto vicino, immediato».

L’ALLARME SUL CALCIO ITALIANO – «Parecchio. Io ora ho un’agenzia da procuratore e posso dirle che i dati di cui disponiamo sull’utilizzo di giocatori italiani sono davvero allarmanti. Due o tre anni fa il campionato Primavera l’ha vinto una squadra in cui non c’era neanche un italiano in campo. E solo il 2% di quei ragazzi extraeuropei è poi diventato un calciatore professionista. Il regolamento stabilisce che gli stranieri possono arrivare dopo l’under 16. Da quel momento in poi di ragazzi italiani ed europei se ne vedono ben pochi nelle formazioni giovanili. C’è anche un grande sfruttamento economico degli adolescenti delle parti povere del mondo».

LE POSSIBILI SOLUZIONI – «Bisognerebbe stabilire che nei campionati giovanili si possono schierare in campo al massimo tre extraeuropei, per arrivare a sei o otto nelle prime squadre. E poi il campionato Primavera un tempo era per gli under 19. Vuol dire che a quella età si finiva la trafila del calcio giovanile e si veniva proiettati in quello professionistico. È stato così che io ho giocato a 23 anni il primo Mondiale e a 26 il secondo, quindi nel pieno della mia forza fisica e agonistica e già con una giusta esperienza. Ora sono campionati under 20, in cicli triennali, e al terzo anno di primavera puoi trovarti a giocare con ragazzini di 17 anni, il che non aiuta la tua formazione. Rino Gattuso ha detto, nella sua presentazione, che il livello di presenza dei calciatori italiani si attesta poco sopra il 35%. Ci sono squadre in serie A che giocano senza neanche un ragazzo formato nel nostro Paese».

LA MANCANZA DI APPARTENENZA – «Non è facile, è cambiato tutto a livello culturale, non solo nel calcio. Anche nel lavoro: insegniamo ai nostri figli che, se non si trovano bene in un lavoro, devono subito cambiarlo. Ci sono ragazzi che se per un campionato stanno più in panchina che in campo, vogliono subito cercare un’altra squadra oppure sostengono che l’allenatore complotta contro di loro. Invece io chiedo loro se hanno davvero dato tutto. Perché le difficoltà si superano, non si aggirano. E così si cresce. Su dieci spostamenti di ragazzi, nove sono sbagliati. Alex Sandro arrivò alla Juve e mi chiese se ero matto, visto che stavo in bianconero dal 1993. Gli risposi che era il mio sogno e che restare alla Juve era come avere un domicilio in paradiso, era casa mia. I soldi sono importanti, ma non sono tutto. I giocatori che finiscono in campionati in cui l’unico valore è il denaro, si spengono dentro, a 28-29 anni sono vuoti».

LA PREOCCUPAZIONE PER LA JUVENTUS – «Non sono felice. Mi preoccupa aver visto poco affiatamento, non solo tra i giocatori, ma capisco che sono stati anni di grande cambiamento e bisogna ritrovare la bussola. Confido nel rientro in società di Giorgio Chiellini e, in campo, in Manuel Locatelli che ha imparato in fretta cosa è il dna della Juve. In panchina c’è un allenatore che ha indossato la nostra maglia. La Juventus ha bisogno di solidità, fuori e dentro il campo».

LA VISITA A DONALD TRUMP – «Sorpreso, specie per il momento. Non entro nelle dinamiche che hanno determinato questa visita che, se non ricordo male, non è la prima della Juve nello Studio Ovale. Mi ha colpito il volto dei giocatori e dello staff davanti agli argomenti esposti da Trump, ho visto che anche i due giocatori americani sono rimasti stupiti. Dalle parole pronunciate e dalle domande fatte. Due mondi lontani, che dovrebbero restare separati».

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