Pagina 920 – Calcio News 24

Lipsia-Bayern Monaco: dove vederla, orario e probabili formazioni

Alla Red Bull Arena la sfida di Bundesliga Lipsia-Bayern Monaco: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Alla Red Bull Arena di Lipsia si giocherà la gara valevole per la 32ª giornata di Bundesliga tra Lipsia-Bayern Monaco. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Lipsia: Vandevoordt; Geertruida, Klostermann, Raum; Nedeljkovic, Baku, Seiwald, Baumgartner, Lukeba; Simons; Sesko. Allenatore: Marco Rose.

Bayern Monaco: Urbig; Laimer, Dier, Stanisic, Boey; Kimmich, Pavlovic; Olise, Gnabry, Sané; Müller. Allenatore: Vincent Kompany.

Orario e dove vederla in tv

Lipsia-Bayern Monaco si gioca alle ore 15:30 di sabato 3 maggio per la trentaduesima giornata di Bundesliga. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su Sky Sport. Per vedere la partita in streaming, Sky permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app Sky Go scaricabile su Pc, tablet e smartphone e sulla piattaforma Now TV.

Formazioni ufficiali Parma-Como, le scelte dei tecnici

Formazioni ufficiali Parma-Como, le scelte dei due allenatori per il match valido per la trentacinquesima giornata del campionato di Serie A

Alle 15:00 la sfida valida per la trentacinquesima giornata di Serie A tra Parma-Como. Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori.

PARMA (3-5-2): Suzuki; Delprato, Leoni, Valenti; Hainaut, Ondrejka, Keita, Sohm, Valeri; Pellegrino, Bonny.
A disposizione: Marcone, Corvi, Balogh, Benedyczak, Lovik, Camara, Hernani Jr, Djuric, Circati, Haj Mohamed, Plicco, Man. Allenatore: Cristian Chivu.

COMO (4-2-3-1): Butez; Vojvoda, Goldaniga, Kempf, Alberto Moreno; Caqueret, Da Cunha; Ikoné, Nico Paz, Perrone; Cutrone.
A disposizione: Vigorito, Reina, Iovine, Strefezza, Alli, Gabrielloni, Douvikas, Jack, Fadera, Engelhardt, Braunoder, Smolcic, Valle, Van Der Brempt. Allenatore: Cesc Fabregas.

Formazioni ufficiali Cagliari-Udinese, le scelte dei tecnici

Formazioni ufficiali Cagliari-Udinese, le scelte dei due allenatori per il match valido per la trentacinquesima giornata del campionato di Serie A

Alle 15:00 la sfida valida per la trentacinquesima giornata di Serie A tra Cagliari-Udinese. Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori.

CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zappa, Palomino, Luperto; Zortea, Makoumbou, Marin, Adopo, Augello; Piccoli, Luvumbo. A disposizione: Ciocci, Sherri, Coman, Viola, Deiola, Prati, Jankto, Pavoletti, Obert, Pintus, Gaetano, Mutandwa, Felici. All. Nicola

UDINESE (3-5-1-1): Okoye; Kristensen, Bijol, Solet; Modesto, Lovric, Karlstrom, Zarraga, Kamara; Atta; Davis.  A disposizione: Sava, Padelli, Sanchez, Palma, Pafundi, Bravo, Kabasele, Giannetti, Ekkelenkamp, Zemura, Pizarro. All. Runjaic.

Calciomercato Milan, il Real Madrid torna a pensare a Theo Hernandez: cifra monstre, la situazione

Le ultime sul futuro di Theo Hernandez, terzino francese del Milan, nel mirino del Real Madrid per il calciomercato estivo

Il calciomercato deve ancora ufficialmente aprire i battenti, ma le indiscrezioni iniziano già a infiammare gli animi dei tifosi. Una delle ultime, proveniente dalla Spagna e riportata con enfasi dal noto quotidiano Diario AS, riguarda un nome che a Milano fa battere forte il cuore dei tifosi rossoneri: Theo Hernández. Secondo il giornale spagnolo, il Real Madrid starebbe nuovamente valutando la possibilità di riportare il terzino sinistro francese alla Casa Blanca.

L’interesse del Real Madrid per rinforzare la fascia sinistra non è un mistero. Da mesi, il nome principale accostato ai Blancos è quello di Alphonso Davies del Bayern Monaco. Tuttavia, le trattative per il canadese sembrano incontrare ostacoli, legati alle richieste economiche del club bavarese o alla volontà del giocatore stesso. È in questo contesto, secondo AS, che riemergerebbe l’opzione Theo Hernández.

Un ritorno che avrebbe del clamoroso. Theo, arrivato a Madrid giovanissimo nel 2017 dall’Atlético (via Alavés), non riuscì a imporsi con la maglia del Real, chiuso da Marcelo e con poche opportunità per dimostrare il suo valore. La cessione al Milan nel 2019 per circa 20 milioni di euro si è rivelata una delle mosse più azzeccate della storia recente rossonera: in Italia, Theo è esploso, diventando uno dei migliori interpreti del ruolo a livello mondiale, un leader tecnico ed emotivo della squadra, spesso indossando anche la fascia di capitano, e contribuendo in modo decisivo alla vittoria dello Scudetto nel 2022.

Il Real Madrid, sempre secondo le ricostruzioni della stampa spagnola, osserverebbe con ammirazione la crescita esponenziale del giocatore e starebbe riconsiderando il suo profilo, ora maturo e affermato. La potenza fisica, la velocità devastante e la capacità di incidere in zona gol (qualità che Theo ha ampiamente dimostrato al Milan) sarebbero caratteristiche molto gradite a Carlo Ancelotti. Inoltre, Ferland Mendy, attuale titolare a sinistra nel Real, ha un contratto in scadenza nel 2025 e il suo futuro non è del tutto certo.

Ostacoli e Prospettive: va detto che l’operazione appare complessa. Il Milan considera Theo un pilastro fondamentale. Il suo contratto scade nel 2026 e il club rossonero non ha alcuna intenzione di privarsene, se non di fronte a un’offerta irrinunciabile, che si preannuncia astronomica (si parla di cifre vicine ai 100 milioni di euro). Lo stesso Theo si è sempre detto felice a Milano, dove ha trovato la sua dimensione ideale.

Al momento, quindi, si tratta di un’indiscrezione lanciata dalla stampa spagnola, forse anche per mettere pressione nell’ambito dell’affare Davies. Tuttavia, nel calciomercato le sorprese sono sempre possibili. Il Real Madrid ha la forza economica per tentare l’assalto e la suggestione di un ritorno da protagonista nel club più titolato del mondo potrebbe, chissà, stuzzicare il giocatore. Le prossime settimane diranno se questa voce rimarrà tale o se si trasformerà in una trattativa concreta. I tifosi del Milan, nel frattempo, sperano che il loro “treno” continui la sua corsa a San Siro.

Parma Como: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Tardini andrà in scena la sfida di Serie A Parma Como: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadio Tardini di Parma si giocherà la gara valevole per la 35ª giornata di Serie A tra Parma Como. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

PARMA (3-4-1-2): Suzuki; Hainaut, Leoni, Valenti; Delprato, Keita, Sohm, Valeri; Ondrejka,; Pellegrino, Bonny. All. Chivu.

COMO (4-2-3-1): Butez; Vojvoda, Goldaniga, Kempf, Valle; Caqueret, Da Cunha; Strefezza, Nico Paz, Ikoné; Cutrone. All. Fabregas.

Orario e dove vederla in tv

Parma Como si gioca alle ore 15.00 di sabato 3 maggio per la 35ª giornata di campionato di Serie A. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Monza, Nesta: «Sapevo di un ridimensionamento, ma non fino a questo punto. La morte di Berlusconi ha cambiato tutto, sulla Serie B…»

Le parole di Alessandro Nesta, allenatore del Monza, in vista della sfida di Serie A contro l’Atalanta. Tutti i dettagli in merito

Alessandro Nesta ha parlato in vista della sfida tra Monza-Atalanta.

RETROCESSIONE DOMANI– «Speriamo non accada. Ora il nostro obbiettivo è non essere la peggior squadra della Serie A a livello di record di punti negativi, altrimenti è davvero brutto. Quando sono arrivato qui sapevo che il Monza si sarebbe ridimensionato ma non fino a questo punto. Qualche anno fa il club era come il Como oggi. La morte del Presidente Silvio Berlusconi ha invertito la rotta. Passi dall’essere una squadra in cui tutti vogliono andare ad una in cui tanti giocatori magari oggi non vogliono andare e questo è un problema».

FUTURO– «Io personalmente non so proprio cosa potrà succedere in futuro. Leggo quello che scrivete voi. Il futuro del Monza non lo conosco ma spero sia positivo. Qua sono stato bene, da un’altra parte sarei uscito a pezzi dopo una stagione del genere. Il rapporto con Adriano Galliani? In dieci anni di Milan è sempre stato ottimo. Qui a Monza non si è né deteriorato né fortificato. Siamo tutti dispiaciuti per questa situazione».

ATALANTA– «L’Atalanta è una squadra chiara e che gioca sempre allo stesso modo e mette sempre in difficoltà tutti. Personalmente sceglierò i giocatori in base a quello che possono dare al Monza. Decido sempre io e gioca chi merita. Gli indisponibili? Turati ha la febbre ma rientra D’Ambrosio almeno in parte. Gli altri non vengono recuperati».

YAMAL– «Yamal è speciale e non è da mettere a confronto con nessuno perchè è disumano. Il fatto è che tutti vengono da quelle parti, quindi un occhio va buttato».

Cagliari Udinese: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Unipol Domus Arena andrà in scena la sfida di Serie A Cagliari Udinese: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Unipol Domus Arena di Cagliari si giocherà la gara valevole per la 35ª giornata di Serie A tra Cagliari Udinese. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zappa, Palomino, Luperto; Zortea, Makoumbou, Marin, Adopo, Augello; Luvumbo, Piccoli. All. Nicola.

UDINESE (3-5-2): Okoye; Kristensen, Bijol, Solet; Rui Modesto, Atta, Lovric, Karlstrom, Lovric, Kamara; Iker Bravo, Davis. All. Runjaic.

Orario e dove vederla in tv

Cagliari Udinese si gioca alle ore 15.00 di sabato 3 maggio per la 35ª giornata di campionato di Serie A. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Savona Juve: il terzino bianconero ha giocato nella difesa a 3 con la Next Gen? La risposta e i possibili scenari

Savona Juve: il bianconero ha mai giocato nella difesa a 3 con la Next Gen? Il ruolo tattico del difensore con un passato nella seconda squadra bianconera

Savona si è messo in luce in passato con la Juventus Next Gen nel campionato di Serie C, in particolare nelle stagioni 2022-23 e 2023-24 sotto la guida tecnica di Brambilla, prestazioni che gli sono valse la promozione stabile in Prima Squadra. Ma in quale ruolo è stato impiegato prevalentemente e, nello specifico, ha giocato come difensore centrale in una linea a 3?

Il ruolo naturale di Savona è quello di terzino destro. Tuttavia, il modulo più utilizzato da Brambilla sulla panchina della Next Gen in quel periodo era il 3-5-2, un sistema che prevede appunto una difesa a tre centrali e due esterni “a tutta fascia”. In questo contesto tattico, Savona è stato impiegato principalmente come esterno destro di centrocampo, il cosiddetto “quinto“, ruolo che gli permetteva di sfruttare le sue doti di corsa e la sua capacità di coprire l’intera fascia sia in fase offensiva che difensiva. Questa è stata la sua collocazione più frequente.

Tuttavia, come raccolto da Juventusnews24 Savona, durante la sua militanza nella Next Gen, ha dimostrato duttilità giocando e ben figurando anche nel ruolo di “braccetto” destro nella linea difensiva a tre. E’ successo, ad esempio, nella seconda parte della scorsa stagione. Non era la sua posizione primaria, ma la sua capacità di adattarsi anche a quel ruolo più centrale nel terzetto difensivo è stata una delle qualità che ne hanno evidenziato la crescita e la completezza, contribuendo alla sua valutazione positiva da parte del club.

Quindi, la risposta è sì: sebbene il suo ruolo principale nella Next Gen fosse quello di esterno nel 3-5-2, Savona ha avuto esperienze giocando anche come difensore centrale di destra (braccetto) nella difesa a 3 durante il suo percorso nella seconda squadra bianconera.

Alaves-Atletico Madrid: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Estadio Mendizorrotza va in scena la sfida di LaLiga Alaves-Atletico Madrid: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Estadio Mendizorrotza di Alaves si giocherà la gara valevole per la 35ª giornata de LaLiga tra Alaves-Atletico Madrid. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Alaves (4-4-2): Sivera; Manu Sanchez, Mourino, Garcés, Tenaglia; Blanco, Jordan; Alenà, Guridi, Carlos Vicente; Kike Garcìa. Allenatore: Coudet.

Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Llorente, Le Normand, Lenglet, Galan; Simeone, Barrios, De Paul, Gallagher; Griezmann, Julian Alvarez. Allenatore: Simeone.

Orario e dove vederla in tv

Alaves-Atletico Madrid si gioca alle ore 14:00 di sabato 3 maggio per la trentacinquesima giornata di campionato spagnolo. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Torino, Ricci al centro del mercato: le parole di Cairo e il siparietto con i tifosi – FOTO

Torino, Samuele Ricci calamita le voci di mercato, il punto sul futuro del granata tra la (non) risposta di Urbano Cairo e il retroscena con i tifosi 

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Olimpico Grande Torino). Quando Ricci non c’è il Torino non gira. Non è una regola precisa, ma comunque – numeri alla mano – una costante che sembra legare con il doppio nodo la formazione di Paolo Vanoli e il centrocampista. D’altronde, le tre sconfitte stagionali inanellate dai granata nel 2025 (rispettivamente con Bologna, Como e Napoli) sono arrivate tutte in concomitanza con l’assenza del talento scuola Empoli dal rettangolo verde. E anche ieri sera nel deludente pareggio confezionato contro il Venezia la mancanza del numero 28 a brandire le redini del gioco piemontese si è fatta sentire, eccome.

Un tema, quello della dissomiglianza tra il Torino con e senza Ricci in campo, che rischia di farsi incredibilmente complesso in ottica futura. Specialmente, se si considera la (se non certa comunque molto probabile) partenza del nativo di Pontedera nell’arco della prossima estate. L’interesse del Milan, quello (più timido) dell’Inter e le saltuarie visite di intermediari dall’Inghilterra all’ombra della Mole, sono del resto campanelli troppo grandi per essere ignorati dal club di Urbano Cairo. Se non nello stoico quanto utopistico tentativo di trattenere il giocatore, perlomeno in quello di sostituirlo poi a dovere una volta ceduto al miglior offerente. Una eventualità spesso fallita in occasione di altre cessioni eccellenti del passato (Buongiorno docet) da parte della scuderia di Via Viotti. 

Interpellato da chi scrive proprio sull’argomento ai margini della gara coi lagunari, lo stesso Cairo ha ribadito l’importanza di Ricci nell’economia della manovra granata. Seppur senza soffermarsi sui sempre più insistenti rumors di mercato che lo vedono protagonista. «Ricci? Adesso è sicuramente un giocatore importante e con noi ha sempre fatto benissimo. Anzi, le uniche tre partite perse le abbiamo perse con lui che non c’era» ha spiegato l’editore. Poi la chiosa: «Ma non lo scopriamo oggi che è un giocatore importante per noi. Questo è indiscutibile». 

Samuele Ricci dopo Torino vs Venezia
Samuele Ricci dopo Torino vs Venezia

Piccolo retroscena: seppur infortunato, giacché alle prese con una fastidiosa tendinopatia, dopo la gara ieri sera Ricci si è recato negli spogliatoi per far sentire la propria vicinanza ai compagni. All’uscita dall’intercapedine dello Stadio l’atleta è stato poi accolto da qualche dozzina di tifosi ancora presenti nei pressi dell’impianto. Firme, selfie – e pure qualche appello di restare a Torino – sono giunti da parte di questi ultimi al giocatore, che pur (ovviamente) senza sbilanciarsi, ha accolto positivamente e in religioso rispetto le richieste dei supporters. Nella foto di Calcionews24 eccolo intento ad accontentare i desideri dei tanti fan presenti. Nessuno escluso.  

Lecce Napoli: la coppia d’attacco Lukaku-Raspadori ha funzionato? L’analisi sulle scelte di Conte

Lecce Napoli: ecco l’analisi del tandem d’attacco azzurro nella Stagione 2024-25. Il punto sulle scelte di Antonio Conte

Nella stagione di Serie A 2024-25 che vede il Napoli in piena corsa per lo Scudetto sotto la guida di Antonio Conte, l’attacco ha potuto contare su due interpreti di rilievo come Romelu Lukaku e Giacomo Raspadori. Ma la loro coesistenza in campo, quando impiegati insieme, è stata efficace? Si può dire che la coppia abbia “funzionato“?

Sulla carta, Lukaku e Raspadori presentano caratteristiche che possono integrarsi bene. Lukaku agisce da centravanti fisico, punto di riferimento capace di tenere palla, fare a sportellate e finalizzare. Raspadori è più una seconda punta mobile, tecnica, abile nel legare il gioco, inserirsi negli spazi e dialogare con il compagno di reparto. Questa diversità li rende potenzialmente adatti a coesistere in sistemi a due punte (come il 3-5-2 o il 4-4-2), spesso graditi a Conte.

Antonio Conte non ha sempre utilizzato i due attaccanti insieme dall’inizio, alternando moduli e interpreti. Tuttavia, specialmente nella fase cruciale della stagione, la coppia è stata schierata, anche per necessità. La scelta di puntare su di loro con un 4-4-2 nella delicata trasferta di Lecce di oggi un ulteriore segnale di fiducia.

Un esempio concreto e recente della loro efficacia da titolari si è avuto nella 28ª giornata, quando Conte li ha schierati entrambi dall’inizio nel 3-5-2 contro la Fiorentina. La partita è terminata con una preziosa vittoria per 2-1 del Napoli, e in quell’occasione sia Lukaku che Raspadori andarono a segno, dimostrando buona intesa e contribuendo in modo decisivo al successo in un momento importante della stagione. Lo stesso Raspadori, dopo quella partita, sottolineò l’importanza del lavoro di Lukaku per il suo gol.

Al di là delle statistiche individuali (con Lukaku in doppia cifra per gol e assist e Raspadori spesso decisivo anche da subentrato), la loro combinazione è vista come una delle armi importanti per la volata Scudetto. In definitiva, si può affermare che la coppia Lukaku-Raspadori nel Napoli 2024-25 ha funzionato bene quando impiegata, come dimostrato anche dalla vittoria contro la Fiorentina nell’ultima occasione in cui sono partiti entrambi titolari. L’intesa tra i due, le loro caratteristiche complementari e la fiducia mostrata dal tecnico indicano che il tandem è stato un fattore positivo e importante nella stagione di vertice del Napoli.

Roma, chi è Jason Morrow: il Nuovo CFO dei giallorossi voluto dai Friedkin

Roma, chi è Jason Morrow: il Nuovo CFO dei giallorossi: profilo e background dell’uomo dei conti della squadra capitolina

Nei primi giorni di maggio 2025, l’AS Roma ha ufficializzato una nomina chiave nel suo organigramma dirigenziale: Jason Morrow è il nuovo Chief Financial Officer del club. Succede ad Anna Rabuano, che aveva lasciato la società a febbraio. La scelta di Morrow non è casuale, ma rappresenta una mossa strategica voluta direttamente dalla proprietà, il Gruppo Friedkin.

Jason Morrow, infatti, è descritto come un “uomo di fiducia” di Dan Friedkin. Originario del Texas, Morrow vanta un legame professionale lunghissimo e stretto con il presidente giallorosso. Per oltre diciassette anni, ha ricoperto l’importante carica di Vice President, Finance and Technology presso Gulf States Toyota, grande azienda di distribuzione automobilistica di proprietà della famiglia Friedkin. In questo ruolo, ha lavorato a stretto contatto con Dan Friedkin, supervisionando le operazioni finanziarie e tecnologiche dell’azienda.

Sebbene alcune fonti sottolineino che Morrow sia un contabile esperto ma nuovo al mondo specifico del calcio professionistico, la sua profonda conoscenza delle dinamiche aziendali del Gruppo Friedkin e la fiducia personale dei proprietari sono considerate cruciali.

Il suo incarico alla Roma sarà di fondamentale importanza. Come CFO, Morrow sarà “l’uomo dei conti”: avrà la responsabilità di supervisionare l’intera area finanziaria del club, studiando strategie e piani economici, gestendo budget, contratti e investimenti. Un compito delicato sarà anche quello di muoversi all’interno dei rigidi paletti imposti dal Financial Fair Play UEFA e dal Settlement Agreement stipulato dal club, garantendo la sostenibilità economica e supportando le ambizioni sportive della Roma. La sua nomina è vista come un segnale della volontà dei Friedkin di strutturare il club con figure di loro massima fiducia nei ruoli chiave.

Lotito a telefono con un tifoso: «Noslin è costato 18 milioni. Li vale? L’ha voluto l’allenatore. Adesso mi ha detto questo»

Lotito a telefono con un tifoso biancoceleste: «Noslin è costato 18 milioni. Li vale? L’ha voluto l’allenatore. Adesso mi ha detto questo». Le dichiarazioni

Un video diventato virale sui social mostra una telefonata tra un tifoso e Claudio Lotito. A fare la chiamata è Valerio, un tassista che si trova a casa mentre guarda la semifinale d’andata di Europa League tra Tottenham e Bodo/Glimt. Nel frattempo, un’altra persona presente accanto a lui lo riprende di nascosto con un cellulare, all’insaputa del presidente della Lazio. Durante la conversazione, Lotito parla del match di ritorno contro il Bodo/Glimt, della squadra biancoceleste e anche di questioni di mercato. Le parole scambiate nella telefonata sono poi state condivise in un video sui social, alimentando curiosità e discussioni tra gli utenti.

LOTITO – «Potevamo stare in semifinale contro il Tottenham? E allora!? Che devi fa’? Ancora con gli acquisti?” . “Perché parli di cose che non capisci? Che lavoro fai te? Il tassista? Ecco, e fai il tassista. E’ come se ti dicessi la strada più corta per andare da una parte. Fai il tassista. Non ti mettere a fare il tuttologo. Se quelli si mettono a buttare la palla fuori ai rigori… il Bodo è una squadra di pippe. Noslin è costato 18 milioni. Se li vale? L’ha voluto l’allenatore. Adesso mi ha detto ‘che cosa gli è successo? l’hanno scorso era un fenomeno’. I giocatori purtroppo sono così, hanno la m***a nel cervello. Hai mai visto un giocatore intelligente? Ricordati sempre si dividono in: giocatori normali, buoni giocatori, ottimi giocatori, campioni. I campioni sono quelli che hanno l’interruttore sempre acceso. Tchaouna? Che ha fatto?” – risponde Lotito – “Non conosce la lingua italiana. Purtroppo questa è la realtà ».

Dovbyk Roma, l’attaccante è sotto esame: Ranieri lo difende, ma il futuro in giallorosso è ancora incerto

Dovbyk Roma, tra gol importanti e blackout nei match importanti: l’enigma del centravanti ucraino continua e prosegue. L’analisi

Sedici gol al primo anno con la Roma non sono pochi, e alcuni sono stati decisivi, ma per Artem Dovbyk il bilancio resta agrodolce. Il centravanti ucraino, costato 40 milioni (bonus inclusi), mostra un rendimento altalenante, faticando a incidere nei big match e a partecipare alla manovra di squadra, nonostante le indubbie doti fisiche. Una situazione che lo pone inevitabilmente sotto esame in questo finale di stagione. Lo riporta il Corriere dello Sport.


Pubblicamente, Ranieri veste i panni del pompiere e difende il suo attaccante, cercando di stimolarlo in vista delle ultime quattro cruciali partite, a partire dalla sfida con la Fiorentina. “Io ancora credo in lui”, ha dichiarato il tecnico, “Non è un acquisto sbagliato, poi ci sta chi si adatta prima o dopo. Spesso ricordate Dzeko com’è andato il primo anno. Penso che ci abbia portato tanti punti importanti, credo che come primo anno sia positivo. Ma deve migliorare, ha i mezzi per farlo”. Parole di sostegno, necessarie per provare a scuotere il giocatore.


Tuttavia, Ranieri non ha potuto nascondere che le valutazioni finali saranno fatte a fine campionato (“Quello che avverrà dopo sono altre considerazioni, vale per Dovbyk e vale per tutti”), glissando sulla domanda se l’ucraino sia incedibile o meno. La realtà è che da Dovbyk ci si aspetta di più: più partecipazione al gioco, più presenza nelle partite che contano (finora un solo gol alle big, su rigore col Bologna) e meno prestazioni abuliche come quella recente a San Siro (pochi palloni toccati, nessun dribbling, zero falli fatti).


L’ucraino, a secco da quattro gare, ha quindi altrettante partite (contro Fiorentina, Atalanta, Milan e Torino) per dimostrare di poter essere il trascinatore che la Roma cercava. Un finale di stagione per convincere la dirigenza e allontanare le voci di mercato che, secondo il quotidiano spagnolo Sport, lo vedrebbero nel mirino del suo ex club, il Girona, pronto a riaccoglierlo.

Dino Baggio: «Il sistema era marcio, dopo il gesto all’arbitro Farina mi hanno fatto fuori dalla Nazionale. Non è stato Moggi a farmi fuori dalla Juve ma altri due…»

Dino Baggio: «Il sistema era marcio, dopo il gesto all’arbitro Farina mi hanno fatto fuori dalla Nazionale. Sulla Juve…». Le parole

Al Mondiale del 1994, quello che vide l’Italia perdere in finale col Brasile ai rigori, i Baggio nella Nazionale di Sacchi erano due: Roberto, il fuoriclasse assoluto, e Dino, il centrocampista che fece anche gol pesanti e diede un contributo rilevante alle sorti della squadra. A La Gazzetta dello Sport l’ex Juve e Parma, tra i tanti club attraversati, si è raccontato in un’intervista.


IL PRIMO RICORDO DI USA ’94 – «Il caldo tremendo, soffocante. Negli spogliatoi con l’aria condizionata c’erano 18 gradi, uscivi in campo e ne trovavi 40. Ci allenavamo alle 7,30-8 del mattino. Poi negli stadi c’erano i riflettori accesi anche di giorno e gli stadi alti e stretti non facevano passare l’aria. Correvi mezzora ed eri morto: davvero durissima».
MEGLIO L’ITALIA DEL 1994 O QUELLA DEL MONDIALE DOPO – «Forti uguali, due grandi squadre con filosofie diverse ma tanta qualità. Se non avessimo incrociato la Francia nei quarti, avremmo vinto il Mondiale nel 1998. E comunque… sempre i rigori».
PERCHÉ LASCIO’ LA JUVE – «Perché cambiò la dirigenza. Furono Giraudo e Bettega a decidere, prima ancora che arrivasse Moggi. Poi fu lui a venire in America durante il Mondiale per trovare un accordo. Io non volevo andare via, stavo benissimo, ma Moggi mi disse che non poteva fare più nulla. Avevo avuto problemi a un ginocchio e forse alla Juve non si aspettavano che potessi fare quel Mondiale strepitoso. Magari si pentirono. Comunque al Parma ho vissuto sette anni meravigliosi, lì ho ancora tanti amici».
IL GESTO DEI SOLDI ALL’ARBITRO FARINA – «No, lo rifarei. Non ce l’avevo con Farina, con cui mi sono chiarito poco prima che morisse. Ce l’avevo con un sistema marcio. E la pagai cara: ero titolare fisso in Nazionale e non fui più chiamato. Mai più. Il presidente federale Nizzola mi disse che era una sospensione temporanea, ma fu definitiva. Zoff era un padre per me, mi faceva giocare anche con una gamba rotta, ma non poté più convocarmi. Avevo fatto arrabbiare qualcuno».
IL FALLO ERA DA ESPULSIONE – «Oggi sì,all’epoca no…».

Tensione Lecce Napoli, annullati 700 biglietti! Non saranno fatti entrare allo stadio. Il Viminale pronto a vietare la trasferta scudetto

Tensione Lecce Napoli, annullati 700 biglietti! Non saranno fatti entrare allo stadio. Il Viminale pronto a vietare la trasferta scudetto

Come riferito su X di Giovanni Capuano, citando Il Mattino, c’è tensione in vista del match che si terrà questa sera al Via del Mare, alle ore 18, Lecce Napoli valido per la 35a giornata di Serie A.

Stando a quanto riferito, infatti, sarebbero stati annullati circa 700 biglietti acquistati dai tifosi del Napoli, che avrebbero così aggirato i divieti.

Tali tifosi, non accederanno allo stadio e il Viminale avrebbe già fatto sapere che in caso di problemi ai tifosi partenopei, sarà vietata la trasferta di Parma, l’ultima del campionato, nonché decisiva in caso di festa scudetto degli azzurri.

Bologna Juve, Luca Montezemolo: «Tifo rossoblù, allo scudetto del 1964 io c’ero. Baggio grande, ma il mio idolo è stato un altro. Invece di Giuntoli Elkann doveva prendere lui…»

Bologna Juve, Luca Montezemolo: «Tifo rossoblù, allo scudetto del 1964 io c’ero. Baggio grande, ma il mio idolo è stato un altro. Invece di Giuntoli Elkann doveva prendere lui…»

Luca Cordero di Montezemolo è nato a Bologna, tifa per la squadra della sua città e ne è stato vicepresidente, carica che per un anno – non positivo, va detto, fu il 1990-91 d Maifredi – ha rivestito anche nella Juventus. A La Gazzetta dello Sport ha parlato delle due squadre che domani sera si giocheranno il 4° posto.

IL SUO PRIMO BOLOGNA-JUVENTUS – «Vado oltre e le spiego. La mia prima fase di innamoramento totale per il Bologna è datato 1964, giorno dello scudetto. E sa cosa c’entra Bologna-Juventus? Che il mio papà mi portò a Roma, all’Olimpico: mio papà juventino. Negri, Furlanis, Pavinato, Tumburus, Janich, Fogli… E quel genio di Bernardini che mise Capra. Il mio cuore batteva forte. Il Bologna vinceva lo scudetto. C’erano Bulgarelli, poi Haller che andò alla Juventus. Era una squadra fantasmagorica, con ragazzi che poi negli anni ho conosciuto via via».

IL BOLOGNA DI BAGGIO – «Dei Paramatti, Andersson, Nervo… Se è Robi il giocatore che ho amato di più?No, Bulgarelli è il mio primo della lista: lui mi faceva, e ci faceva, sognare moltissimo. Oppure adoravo anche Nielsen, ma anche Franco Janich, un po’ laziale (sorride,ndr) ma un gran signore. Fatto sta che durante il mio periodo da vicepresidente io di notte pensavo alla Ferrari e, Gran Premi a parte, perché quella era una Ferrari che vinceva…, la passione per il Bologna era l’altro mondo sportivo che mi coinvolgeva. Sa con chi parlavo spessissimo a cena di Bologna? Con Lucio Dalla. Ah, un altro giocatore che ho amato è stato Beppe Savoldi. Ricordo che una mattina, passeggiando per il centro di Bologna, mi sedetti ai tavolini del Bar Otello, in via Orefici a parlar di calcio coi tifosi. Quei ritrovi lì, adesso, purtroppo non ci sono più…».

LA SUA JUVENTUS – «Dall’esterno ho l’impressione che abbia sbagliato quasi tutto. Un giorno, in aeroporto, a un suo collega feci una battuta inerente al fatto che Elkann un giorno disse che la nuova Juve si sarebbe affidata totalmente a Giuntoli. Dissi che avrebbero fatto meglio a prendere De Laurentiis… Io non ho mai amato i proclami del prima, non funzionano».

CI SARA’ ALLA FINALE DI COPPA ITALIA – «Cento per cento».

Inter Barcellona, Rafa Benitez: «All’andata i catalani hanno pagato un po’ la stanchezza della Copa del Rey. Lautaro out? Ma Inzaghi ha già dimostrato questo…»

Inter Barcellona, Rafa Benitez: «All’andata i catalani hanno pagato un po’ la stanchezza della Copa del Rey. Lautaro out? Ma Inzaghi ha già dimostrato questo…»

L’eco di Barcellona–Inter non si è ancora spenta, anzi, in vista della semifinale di ritorno è ancora più forte. Su La Gazzetta dello Sport ci ragiona Rafa Benitez, che i nerazzurri li ha guidati nel dopo-Mourinho.

SEMIFINALI CHAMPIONS – «Le due semifinali di andata sono state gare di altissimo livello e anche nel ritorno non ci verrà fatto mancare nulla. Ci sarà strategia, certo, ma il talento dei calciatori avrà il sopravvento, la indirizzeranno loro. Non è semplice immaginare chi, ma ci sarà l’imbarazzo della scelta».

COME SARA’ INTER-BARCELLONA – «Uguale o assai simile a quella del Montjuic, perché la natura dell’una e dell’altra non la alteri da una settimana all’altra. Ti porti dentro ciò che sei, come ti sei costruito questo percorso luminoso in Champions. Certo, senza Lautaro, semmai non dovesse farcela a recuperare, Inzaghi perderà tanto ma, se ci fate caso, anche mercoledì scorso Martinez non c’è stato nel secondo tempo e le occasioni non sono mancate. É chiaro che se dovesse esserci, il potenziale offensivo resterebbe terrificante. Ma le alternative non mancano e la cultura resta invariata».

VANTAGGI – «Il fattore campo potrebbe esserlo, ma sino ad un certo punto: il Barça ha con sé l’abitudine a giocare in ambienti roventi, non si lascia condizionare, procede con la sua logica, il palleggio prolungato, la ricerca della profondità, la capacità di pote contare su ragazzi che non hanno soltanto coraggio ma piedi buonissimi e tanto cervello. É in forma, l’ha sottolineato in Coppa del Re con il Real, anche se poi con l’Inter ha dato l’impressione, nel finale, di aver avvertito i supplementari».

CALCOLI – «Non rientra nel modo di concepire le partite né di Inzaghi e né di Flick, lo dice il 3-3 dell’andata e lo dice il percorso di entrambi. Ma sarà pure sconsigliabile buttarsi avanti, lasciando spazi scoperti. Il Barcellona in questo forse tende ad essere più spavaldo. Ma dell’Inter fa paura la statura, in termini fisici e anche caratteriali: Dumfries l’ha cambiata, ci ha aggiunto del suo; e avere Thuram o non averlo non è poi la stessa cosa, come si è visto. Sarà una partita dei singoli -a Yamal e agli interisti aggiungerei Pedri e Raphinha – ma principalmente del concetto di squadra. Sarà una semifinale che varrà una semifinale».

Juve, rinnovo McKennie: per Tuttosport è fatta per il prolungamento. Tutti i dettagli dell’accordo

Rinnovo McKennie Juve, il prolungamento è cosa fatta: nuova scadenza e aumento d’ingaggio, i dettagli del nuovo accordo del centrocampista

Weston McKennie è pronto a rinnovare il suo contratto con la Juve. Il centrocampista, che ha convinto il club per spirito di sacrificio e duttilità, si appresta a prolungare il suo attuale accordo.

Come svelato da Tuttosport per il centrocampista degli USA è pronto un contratto fino al 2028 con opzione per il 2029 e ritocco dell’ingaggio che passera dagli attuali 2,5 milioni a 3 milioni a stagione. La prossima settimana potrebbe esserci l’incontro per trovare la quadra definitiva.

Torino Venezia, che spavento per Vanoli: calo di pressione e crollo a terra. Le condizioni dell’allenatore granata

L’allenatora ha avuto un lieve malore dopo essersi alzato dalla panchina di scatto per parlare con Maripan, ma si è ripreso subito

Sono stati pochi secondi, ma si è temuto il peggio allo stadio Olimpico Grande Torino, ammutolito di colpo a pochi istanti dalla concessione del calcio di rigore che ha portato al gol Vlasic per il pareggio granta in Torino Venezia.

Il motivo riguarda Vanoli, che nei pressi della sua area tencica, dopo un breve colloquio con Maripan è caduto al suolo davanti alla sua panchina, rimbalzando con la schiena e spaventando i presenti.

L’allenatore del Torino si è rialzato subito, da solo, e si è subito riabbracciato con il suo giocatore, con lo stadio che dopo l’attimo di terrore ha ripreso a cantare in suo onore.

A fine partita Maripan ha commentato: «Sì, ho visto il mister seduto, lui vive il calcio con molta intensità. Per fortuna, adesso sta bene» riferendosi alla ripresa vissuta in panchina dal tecnico.

Mentre il suo vice, Godinho ha chiarito che le condizioni sono ok. Vanoli a termine del match è stato anche sottoposto ad esami nell’area medica all’interno dello stadio, tra i quali un elettrocardiogramma, che hanno dato esito negativo.

Negli spogliatoi si è precipitato il presidente del Torino, Urbano Cairo per sincerarsi delle condizioni del proprio allenatore che ha lasciato lo stadio in buone condizioni.

Il Lione si gode Mikautadze: 16 gol al primo anno e dichiarazioni da sogno: «Futuro? Voglio fare la storia del club»

Il Lione si gode Mikautadze: 16 gol al primo anno e dichiarazioni da sogno: «Futuro? Voglio fare la storia del club»

Ha 24 anno, un contratto in scadenza 2028, ma giura amore al Lione. Georges Mikautadze, attaccante dei Ragazzini ha avuto un impatto devastante al suo primo anno nel club con 16 gol ed 11 assist per lui in 44 partite dall’arrivo dal Metz nella scorsa estate.

Ai canali del club, l’attaccante georgiano ha tranquillizato i suoi tifosi, scacciando via ogni possibilità di calciomercato che lo vedesse lontano dalla città francese: «Voglio fare la storia con il club. Segnerò gol, li ho segnati e ne segnerò altri».

STAGIONE «Con il tempo sono riuscito ad avere più minutaggio e ad essere sempre più decisivo. Sono arrivato non in club nuovo per me, perché è quello che conoscevo già meglio, ma con nuovi giocatori sicuramente e con un nuovo allenatore. Ci è voluto tutto il tempo necessario, ma è stato utile. Sono uno che non prende le cose troppo sul serio. Gioco a calcio come so fare. Sono contento che le cose stiano migliorando. “Sono contento che le cose stiano andando bene ora».

Julio Baptista coccola Endrick e striglia il Real: «Serve pazienza, ci fischiarono in vantaggio 4-0»

Julio Baptista coccola Endrick e striglia il Real: «Serve pazienza, ci fischiarono in vantaggio 4-0»

Julio Baptista, ex attaccante del Real Madrid e della Roma, ha rilasciato una intervista a Marca per parlare dei connazionali in maglia blancos.

RODRYGO – «“Rodrygo è un grande giocatore e sta dimostrando molto del suo valore. È normale che quando il Real Madrid non vince, ci siano diversi elementi che vengano puntati. Questa volta sta succedendo con Mbappé, con Rodrygo, con Vinicius, ma succede un po’ con tutti. Nessuno è esente».

ENDRICK – «È un giocatore molto giovane. Credo che essere al Madrid renda tutto più complicato da risolvere, perché ha davanti a sé i migliori grandi giocatori. Ma credo che debba avere pazienza; è al Real Madrid. Nel momento in cui riuscirà a giocare per più partite consecutive il resto inizierà a scorrere in maniera naturale».

POSSIBILE ADDIO IN PRESTITO – «Che ti piaccia o no, andartene ha i suoi rischi, giusto? Una partenza in prestito potrebbe non funzionare per lui ed allo stesso tempo lascerebbe spazio ad altri. Capisco che, essendo un giocatore così giovane, sia normale che abbia bisogno di minuti e di giocare, ma dopo un anno di adattamento. L’anno prossimo dovrebbe abituarsi a giocare nella Liga. In termini di adattamento e con i compagni di squadra, dovrebbe essere un po’ più tranquillo e, per quanto riguarda le partite, tutto dipenderà da quanto giocherà».

AMBIENTE – «Il Madrid è sempre stato un club molto esigente, e posso dire che il livello di pretese che esiste qui non credo esista in nessun altro club. Ho vissuto situazioni simili. Per esempio, al Bernabéu, stavamo vincendo 4-0 contro il Maiorca nel primo tempo, e per 10 minuti la squadra ha iniziato a giocare male. Poi, i tifosi hanno iniziato a fischiare nonostante la squadra stesse vincendo 4-0».

Manchester United, Rangnick se la ride: «Hanno speso 750 milioni dal mio addio e sono peggiorati»

Manchester United, Rangnick se la ride: «Hanno speso 750 milioni dal mio addio e sono peggiorati»

Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico della Nazionale austriaca ed ex allenatore ad interim del Manchester United, ha parlato a Canal+ della situazione dei Red Devils dal suo addio del 2022.

PAROLE – «C’erano alcune cose fondamentali che andavano cambiate e da allora hanno speso 700 o 750 milioni di sterline per nuovi giocatori. E sono in una posizione in classifica molto peggiore di allora. Potrebbero persino salvare la stagione vincendo l’Europa League, perché saranno in Champions League. Tutto il resto sarà una delusione e sarà interessante vedere cosa succederà. Hanno assunto un allenatore a metà stagione che gioca con una difesa a tre o a cinque, ma la squadra è costruita attorno a una difesa a quattro. Questo è ciò che si nota quando si guarda il loro modo di giocare, soprattutto in Premier League, contro squadre che il Manchester United normalmente sarebbe in grado di battere. Certo, in Europa League sono riusciti a ribaltare la situazione, ma lo stadio ha avuto un impatto notevole».

Infortunio Lautaro: recupero lampo per il Barcellona possibile. Ecco le tappe del rientro

Infortunio Lautaro: recupero lampo per il Barcellona possibile. Ecco le tappe del rientro

Sa di clamoroso quanto emerso dalla Gazzetto dello Sport in merito all’infortunio di Lautaro Martinez. Il calciatore argentino, uscito dolorante nella semifinale di andata di Champions League contro il Barcellona, potrebbe riuscire a rientrare in tempo per la gara di ritorno in programma martedì.

Secondo la rosea, infatti, l’esito degli esami che parlava di elongazione è gestibile dai 5 ai 7 giorni, ma seppur i giorni ancora disponibili sono 4, lo staff dell’Inter ci ha abituati a recuperi lampo e potrebbe ripetersi anche con l’argentino.

I momenti chiave saranno le giornate di domani e in quella di lunedì. In quella di domani potrebbe arrivare un passo avanti sostanziale nel recupero; mentre alla vigilia del match di ritorno di Champions, se Lautaro dovesse essere inserito in gruppo, allora sparirebbero i dubbi, con la possibilità anche solo di portarlo in panchina per il match decisivo contro il Barcellona.

Torino Venezia 1-1, nel post partita parla Di Francesco: «Sono stufo, lo prendiamo sempre in quel posto»

Torino Venezia 1-1, nel post partita parla Di Francesco: «Sono stufo, lo prendiamo sempre in quel posto»

Al termine di Torino Venezia 1-1, anticipo della 35a giornata di Serie A, come di consueto ha parlato l’allenatore degli ospiti, Eusebio Di Francesco che ai microfoni di Dazn ha commentato la partita e il rigore subito.

RIGORE – «Ognuno ha una sua opinione. La distanza fa la differenza, può avere il braccio un pochino più largo ma fa di tutto per non prenderla. Il braccio di Pavlovic non era rigore e questo sì. Sono un pochino stufo, tornano tutti a noi questi episodi. Gli episodi sono importanti perché ce ne è uno dietro l’altro. Nel primo tempo abbiamo fatto bene ma sono arrabbiato con i miei perché non abbiamo continuato. Potevamo portare a casa un risultato importante soffrendo nella ripesa. Fa rabbia perché gli episodi fanno le partite. Purtoppo ultimamente sono tutti contrati al Venezia e questo non mi sta più bene. Quello che fa la differenza è la distanza. Non ha le mani aperte o è incongruo. Ritengo che sia troppo. Tanto sentiremo tutti dire che era giusto, hanno sempre ragione loro. Chi lo prende in quel posto sono il Venezia e il sottoscritto».

DISATTENZIONE – «Certi episodi non te li puoi permettere. Ogni particolare può fare la differenza. Bisogna avere attenzione al particolare. La crescita di certi ragazzi non è al massimo. Mi auguro di crescere da qui alla fine».

ABBRACCIO A VANOLI – «A prescidenre dal risultato. Il primo pensiero che ho avuto è che Paolo stesse bene. Poi i rigori si prendono e si danno, poi se ce li dessero anche a noi sarebbe meglio».

Le prime pagine sportive nazionali – 3 maggio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Torino, Cairo: «Vanoli sta bene, peccato per il primo tempo. Ricci e Elmas…» – VIDEO

Urbano Cairo non usa giri di parole, il patron del Torino ha parlato dopo la gara contro il Venezia, ecco la video intervista ai margini della partita 

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Olimpico Grande Torino). Le lancette dell’orologio hanno da poco scoccato la mezzanotte quando Urbano Cairo ha lasciato lo Stadio Olimpico Grande Torino. Insieme a circa 21 mila spettatori presenti il patron granata ha assistito al match di Serie A – valido per la giornata numero 35 di Serie A – e pareggiato per una rete a uno contro il Venezia. Ecco la video intervista esclusiva di CalcioNews24. Dalle condizioni di mister Vanoli (colto da un breve malore durante la gara), al futuro di Ricci (accostato a Inter e Milan) e quello di Elmas.

Torino, Cairo sicuro: «Ricci? Importante per noi, su Elmas vi dico cosa ne penso. Oggi bene la reazione nel secondo tempo»

Urbano Cairo insieme ai giornalisti ha commentato Torino Venezia, dal futuro di Ricci ed Elmas alla partita con i lagunari, ecco le dichiarazioni 

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Olimpico Grande Torino). E’ dimezzata come il visconte di Italo Calvino la felicità di Urbano Cairo. Se il patron granata ha puntato il dito su di un primo tempo non all’altezza – quello del suo Torino in campo oggi contro il Venezia – d’altro lato non ha che potuto apprezzare la reazione palesata dai ragazzi di Paolo Vanoli nella seconda frazione di gioco.

Di questo e di tanto altro ancora l’editore di Masio ha avuto modo di disquisire con i giornalisti presenti ai margini del match terminato per 1-1 contro i lagunari. Le parole raccolte da CalcioNews24 presente sul posto. 

Urbano Cairo dopo Torino Venezia: 

CAIRO SU VANOLI – «Credo che era stato seduto tanto, poi lo scatto improvviso gli ha dato un calo di pressione però sta bene. Lui non era contento della partita penso perciò era seduto, poi ha avuto questo scatto improvviso. Però, ora sta bene. Tutto a posto»

TORINO VENEZIA – «Peccato perché abbiamo buttato via un tempo però nel secondo tempo si è vista una squadra diversa. Comunque anche con un buon secondo tempo non era il Toro che avremmo avuto vedere…». 

VLASIC PERO’ RISPONDE BENE – «Lui sì ma anche altri, non voglio fare le pagelle. Però comunque anche Elmas ha fatto quella azione da cui è nato il rigore, Ilic ha fatto un buon secondo tempo. Ci aspettavamo di più

CalcioNews24: L’ASSENZA DI RICCI SI E’ FATTA SENTIRE, VISTO LE VOCI DI MERCATO… – «Ricci adesso è sicuramente un giocatore importante e con noi ha sempre fatto benissimo. Anzi, le uniche tre partite perse le abbiamo perse con lui che non c’era. Ma non lo scopriamo oggi che è un giocatore importante per noi. Questo è indiscutibile»

RISCATTO DI ELMAS – «Io non parlo di calciomercato adesso, ne parleremo al momento giusto. Elmas mi sta piacendo, ha fatto un buonissimo girone di ritorno. Ha fatto gol, azioni belle. Anche temperamento, quindi è un giocatore che mi piace molto. Ne parleremo più avanti»

GUARDA QUI L’INTERVISTA A URBANO CAIRO IN FORMATO VIDEO, IL FILMATO DOPO TORINO VENEZIA 

Pagelle Torino Venezia, i voti ai protagonisti del match

I voti, i TOP e i FLOP del match valido per la 35esima giornata del campionato di Serie A 2024/2025: pagelle Torino Venezia

I voti, i TOP e i FLOP del match valido per la 35ª giornata del campionato di Serie A. Ecco le pagelle di Torino Venezia.

TOP: Perez
FLOP: Sanabria

PAGELLE TORINO VENEZIA:

TORINO:
Milinkovic-Savic 5; Walukiewicz 5 (dal 46′ Dembélé 6); Maripan 5; Coco 5 (dal 90′ Masian sv); Gineitis 5,5; Ilic 5; Casadei 5,5 (dal 46′ Perciun 5); Biraghi 5,5 (dal 90′ Pedersen sv); Vlasic 6.5; Elmas 6; Sanabria 5 (dal 46′ Adams 6).
All. Vanoli 5.

VENEZIA:
Radu 7; Schingtienne 6,5; Idzes 6,5; Candè 6; Zerbin 6,5; Perez 7 (dal 57′ Condé 6); Nicolussi Caviglia 5,5; Busio 6,5 (dal’ 83′ Doumbia sv); Haps 6 (dal 82′ Ellertson sv); Yeboah 6,5 (dal 71′ Oristanio 5,5); Gytkjaer 6 (dal 70′ Fila 6).
All. Di Francesco 6.

Moviola Torino Venezia, l’episodio chiave del match

Moviola Torino Venezia, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 35ª giornata del campionato di Serie A 2024/25

L’episodio chiave della moviola del match Torino Venezia, valido per la 35ª giornata della Serie A 2024/25 delle ore 20e45. Dirige la sfida l’arbitro Sozza.


MOVIOLA TORINO VENEZIA:

🔴1′ – Il match è iniziato

⚽5′ – GOL DEL VENEZIA: 5′ pronti via e cambia subito il parziale di questo Torino Venezia: Yeboah è velocissimo ad infilarsi in area. Il suo tiro però incontra il palo e – sulla ribattuta – carambola tra i piedi di Zerbin che a porta sguarnita segna da pochi passi. 

6′ – ANNULLATO IL GOL DEL VENEZIA: fuorigioco millimetrico di Zerbin! Il var ferma tutto, si ritorna sullo 0-0

10′ – Continua il pressing del Venezia, la squadra di Di Francesco rimane in attacco!

14′ – Ci prova Casadei: colpo di testa dell’ex Inter che termina alto!

30′ – Si gioca a singhiozzo: partita maschia, dura, con tanti falli. Mantiene le redini l’arbitro, ma ne risente lo spettacolo

⚽36′ – GOL DEL VENEZIA: questa volta cambia per davvero il parziale di Torino Venezia. Lancio sbagliato dei granata, ne approfitta Perez che entra sbarazzandosi di due avversari. Sul tiro rasoterra da ottima posizione ad incorciare non può nulla Milinkovic-Savic. Il var conferma la rete

45′ – Assegnati 3 minuti di recupero

45 + 3′ – Fine primo tempo


45′ – Inizia il secondo tempo

72′ – OCCASIONE TORINO: Elmas fa tutto solo e fa tutto bene in area di rigore avversaria, il pallone del macedone viene (forse) deviato conn la mano da Idzes. Per l’arbitro non c’è nulla!

74′ – Sozza viene richiamato al Var. Più di qualche dubbio sul tocco di Idzes!

75′ – RIGORE PER IL TORINO: assegnato il rigore ai granata, lo tirerà Vlasic!

⚽77′ – GOL DEL TORINO: Vlasic potente e sul lato, torna in parità Torino Venezia

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