Pagina 962 – Calcio News 24

Prandelli: «Alla Juve non era solo colpa di Motta, serve una società! Futuro Gasperini? È imprevedibile…»

Le parole di Cesare Prandelli, ex ct della Nazionale ed allenatore, sulla stagione ed il futuro di Juve ed Atalanta. Tutti i dettagli in merito

Cesare Prandelli ha parlato a La Gazzetta dello Sport della stagione ed il futuro di Juve ed Atalanta.

SVOLTA JUVE – «Cambiando allenatore una reazione c’è sempre e cosi è stato per la Juve. Era inevitabile. Tudor finora ha messo in ordine alcune cose, ha usato il buonsenso correggendo alcune incongruenze, dalla posizione di Yildiz a quella di Nico. Però non possiamo buttare tutto quello che ha fatto Motta: forse lui ha chiesto molto più pensiero ai giocatori che non erano sempre in grado di seguirlo, mentre Tudor li lascia più liberi e si vede».

NON SOLO COLPA DI MOTTA – «Assolutamente. Diversi giocatori non erano pronti a recepire alcuni concetti: alla fine paga sempre l’allenatore, ma anche loro hanno responsabilità. Koopmeiners, per fare un nome, sembrava aver dimenticato gli anni all’Atalanta: uno come lui non può fare soltanto il compitino, deve prendersi responsabilità. E poi c’è un terzo soggetto. Vedevo Thiago, Giuntoli e, in mezzo, un oceano. Serve la società. Un dirigente con il quale confrontarsi, uno che possa dire anche cose imbarazzanti, ma vere, ogni settimana. Uno che dopo una partita che non convince dica: ‘Ma perché quello sta giocando lì?’, ‘Ma sei sicuro che questa difesa vada bene?’. Nel mio staff ho sempre voluto un critico: uno spietato nei giudizi, ma un mio uomo, altrimenti non ti accorgi di tante cose. Un direttore tecnico. Quello che servirebbe anche nel calcio giovanile. Detto ciò, la Juve ha tutto per andare in Champions».

GASPERINI – «È imprevedibile, soltanto lui sa cosa c’è dietro le sue dichiarazioni. Dopo un papa se ne fa un altro, ma lui ha scritto la storia della la Dea con una delle squadre che hanno giocato il miglior calcio d’Europa degli ultimi anni».

Lombardo: «Ritorno alla Sampdoria? Un’impresa da compiere per Vialli, ma nel mio gesto c’era di più. Vi racconto le emozioni»

Le parole di Attilio Lombardo, nuovo vice allenatore della Sampdoria, sul ritorno nel club blucerchiato in Serie B. Tutti i dettagli

Attilio Lombardo ha parlato a Il Secolo XIX del suo ritorno alla Sampdoria in Serie B.

DEDICA A FINE PARTITA – «Sì era per Vialli. Ma nel mio gesto non ho dimenticato neppure gli altri, come il presidente Mantovani, Mihjalovic, Borea e Giorgio Ajazzone. Luca sarebbe stato contento, era il suo sogno. Spero che quell’immagine possa far capire che chi non c’è più è rimasto dentro i nostri cuori e ci accompagnerà in un’impresa che dobbiamo a tutti i costi compiere».

EMOZIONI – «L’atmosfera mi ha fatto rivivere emozioni da giocatore, com’è stato per alcuni ex compagni che erano a vedere la partita. E anche i tifosi che hanno avuto la fortuna di vivere quelle situazioni all’epoca sono rimasti impressionati. Sapevo che dovevo uscire per il riscaldamento – continua l’ex centrocampista per sei anni alla Samp con oltre 200 presenze -, ero molto emozionato. Poi in campo, nel guardare i ragazzi, ho pensato che avrei voluto potergli dare una mano. Lo stadio è favoloso, anche le scorse settimane c’era tanto pubblico. Come diceva Mantovani: ‘Finché i tifosi canteranno, la Sampdoria vivrà‘».

Birindelli: «Tudor alla Juve è perfetto, ha ridato un’anima e ora si gioca il futuro. Vlahovic non può reggere…»

Le parole di Alessandro Birindelli, ex difensore della Juve, sull’impatto di Igor Tudor sui bianconeri e sula stagione di Dusan Vlahovic

Alessandro Birindelli ha parlato al Corriere dello Sport del momento della Juve.

TUDOR – «Il lavoro di Igor Tudor è sotto gli occhi di tutti. Ha riportato entusiasmo, un’anima che si era un po’ persa, favorendo la squadra a diventare più concreta. Forse è meno bella, ma è diretta. Quando dico meno bella rispetto a quella, penso che però manca tutto il resto. Dava un’impressione diversa, con la costruzione del gioco dal basso, con questo possesso insistito. Devo dire la verità, per me in alcune partite ha anche entusiasmato. Troppe volte però non aveva la continuità in fase offensiva, creava poco, era diventata sterile».

JUVENTINITA’ – «Rispecchia un po’ quel sentimento juventino, lo abbiamo visto sin dai primi giorni. Finora è un connubio riuscito, spero che porti a termine questo lavoro al meglio. Potrebbe essere un profilo corretto e giusto anche per il futuro».

LOTTA CHAMPIONS – «Credo che la Juventus possa raggiungere la Champions, da qui alla fine venderà cara la pelle. Difficile scardinarla, ha trovato equilibrio e rendimento. In prospettiva servono due o tre colpi».

VLAHOVIC – «Non mi fa impazzire, avrebbe bisogno di un altro che gli tolga responsabilità, perché non credo che possa reggere l’intero attacco ma sia funzionale per un attacco a due. Troppe volte è rimasto solo: un po’ per demerito suo, ma anche perché abbandonato dalla squadra».

Costacurta: «Tare conosce il calcio come pochi. Nuovo allenatore? C’è un nome che è perfetto per il Milan»

Le parole di Alessandro Costacurta, ex difensore del Milan, sul futuro del club rossonero per la prossima stagione in Serie A. I dettagli

Billy Costacurta ha parlato a La Gazzetta dello Sport del nuovo progetto del Milan per la prossima stagione.

TARE-MILAN – «Ha già dimostrato di saper fare molto bene il suo lavoro, ma tutti i profili che vengono accostati al Diavolo sono assolutamente adatti. Al di là di chi verrà scelto, l’aspetto importante è che il club abbia deciso di fare le cose per bene, con persone che possano aiutare quel settore della società. Per parlare alla squadra c’è già Ibra, che conosce perfettamente le dinamiche di gruppo. C’è bisogno di un riferimento dirigenziale più ampio. Lo stesso Maldini all’inizio ha commesso qualche errore, ma Paolo sa imparare con una velocità sorprendente. Altri in questi anni non lo hanno fatto. Tornando a Tare, è un conoscitore di calcio come pochi».

NUOVO ALLENATORE– «La squadra attuale sarebbe perfetta per Allegri. E Max è una garanzia se vuoi tornare subito nelle prime quattro. Allo stesso tempo ammetto di non essere esattamente innamorato di ciò che propone. Faccio il tifo per un allenatore ‘giochista’, che presenti una squadra che comandi nella metà campo avversaria: è ciò che i tifosi del Milan dovrebbero sempre avere, specialmente oggi che c’è da restituire entusiasmo. E poi il bel gioco è parte della storia del Milan: vorrei che finalmente tornasse dopo che negli ultimi anni si è visto molto poco».

Benitez: «Rimonta Bayern? Segnare all’Inter è difficile, sono squadre gigantesche. Chi passerà…»

Le parole di Rafa Benitez, allenatore spagnolo, sui quarti di finale di Champions League tra Inter-Bayern Monaco. Tutti i dettagli in merito

Rafa Benitez ha parlato a La Gazzetta dello Sport del ritorno dei quarti di finale di Champions League tra Inter-Bayern Monaco.

INZAGHI – «Inzaghi ha capacità che sono evidenti e anche i suoi ragazzi sono stati bravissimi fino a questo momento, con un’andatura che già nei primi mesi di Champions è stata rassicurante».

LA VITTORIA DELL’ANDATA – «Il successo dell’andata ha un suo peso, non si può ignorare e né ridimensionare, e mette i nerazzurri in una condizione di vantaggio, ci mancherebbe altro. Però è pure vero che bisognerà resettare, evitare di pensare che possa bastare gestire. Siamo al cospetto di due squadre gigantesche».

UOMO SIMBOLO – «Significherebbe far torto a tanti, quindi sarei in difficoltà. L’Inter è Lautaro o Thuram in fase realizzativa, ma anche uno strepitoso Barella e Calhanoglu in quella organizzativa e difensori ed esterni che lasciano il segno. Il Bayern non è solo Kane, non si limita all’estro di Sane o a quello di Olise, che pure sanno come cambiare la partita, o alla superba capacità di Kimmich e Goretzka».

CHE PARTITA SI ASPETTA – «Non penso che il Bayern si butterà in avanti in maniera scriteriata. Sono consapevoli che la qualità dei calciatori è una garanzia: un gol, volendo, possono trovarlo con pazienza. Però con quell’Inter a me sembra complicato. Lo spessore della squadra di Inzaghi è notevolissimo, ma la naturalezza con cui difende lo è di più. Chi passa può sospettare di avere lo spessore per vincere la Champions».

Newcastle-Crystal Palace: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al St. James Park la sfida di Premier League tra Newcastle-Crystal Palace: le ultimissime di formazione con orario e dove vederla in tv

Al St. James Park di Newcastle si giocherà la gara valevole per la 29ª giornata di Premier League tra Newcastle-Crystal Palace. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Newcastle (4-3-3): Pope; Trippier, Schar, Burn, Tino Livramento; Bruno Guimaraes, Tonali, Joelinton; Murphy, Isak, Barnes. Allenatore: Howe.

Crystal Palace (3-4-2-1): Henderson; Clyne, Lacroix, Guehi; Munoz, Wharton, W. Hughes; Mitchell; I. Sarr, Eze; Mateta. Allenatore: Glasner.

Orario e dove vederla in tv

Newcastle-Crystal Palace si gioca alle ore 20:30 di meroledì 16 aprile per la 29ª giornata di campionato di Premier League. Verrà trasmessa in esclusiva su Sky Sport Calcio. La partita sarà visibile in streaming per i clienti Sky su Sky Go o per i clienti NOW TV sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Como, Suwarso svela: «Fabregas contatto da altre squadre, ma qui è protetto. Futuro Nico Paz e Diao? La nostra idea è questa»

Le parole di Mirwan Suwarso, neo-presidente del Como, sul futuro di Cesc Fabregas e dei pezzi più pregiati della rosa. Tutti i dettagli

Mirwan Suwarso, presidente del Como, ha parlato a Cronache di Spogliatoio del progetto del club.

FABREGAS – «Ci ha detto di essere già stato contattato da alcune squadre. La sua filosofia di calcio qui è protetta. Cesc sta dimostrando che con le sue idee la squadra cresce. Se continua così, la proprietà soddisferà le sue richieste e lui potrà realizzare le sue ambizioni qui per i prossimi anni».

DA CUNHA – «È una sua invenzione. Giocava esterno, poi Cesc lo ha messo in mezzo al campo e ora molti club sono interessati a lui».

NICO PAZ E DIAO – «Stiamo parlando da tanto tempo con il Real per tenerlo. Per noi è un grande giocatore, così come Diao. La proprietà ha l’ambizione di tenerli».

DELE ALLI – «Ha avuto un infortunio, ma se tornasse anche al 60% sarebbe un trionfo per tutti».

CRESCITA COMO – «Abbiamo iniziato in Serie D con 5 dipendenti, ora siamo 200. Quello che succede in campo dipende molto dalla struttura che c’è dietro. L’anno prossimo vogliamo sicuramente migliorare la classifica, ma non ci piace comunicare obiettivi precisi. Negli anni ’80, grazie a Mino Favini, il Como aveva un grande settore giovanile. Qui vogliamo ricreare qualcosa di simile».

Real Madrid Arsenal: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Bernabeu la sfida di Champions League Real Madrid Arsenal: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Bernabeu di Madrid si giocherà la gara valevole per il ritorno dei quarti di finale di Champions League tra Real Madrid Arsenal. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

REAL MADRID (4-3-3): Courtois; Valverde, Raul Asencio, Rudiger, Fran Garcia; Modric, Camavinga, Bellingham; Rodrygo, Mbappé, Vinicius. All. Ancelotti.

ARSENAL (4-2-3-1): Raya; Timber, Saliba, Kiwior, Lewis-Skelly; Partey, Rice; Saka, Odegaard, Martinelli; Merino. All. Arteta.

Orario e dove vederla in tv

Real Madrid Arsenal si gioca alle ore 21.00 di mercoledì 16 aprile il ritorno dei quarti di finale di Champions League. Verrà trasmessa in diretta su Sky Sport. Il canale di riferimento sarà Sky Sport (252). La partita sarà visibile anche in chiaro su Tv8. In streaming sarà disponibile anche su Sky Go e Now Tv.

Torino, lo United vuole Savic: ecco i due nomi per sostituirlo, dalla Lazio…

Le ultime sul futuro di Vanja Milinkovic Savic, portiere del Torino, nel mirino del Manchester United per il calciomercato estivo

L’edizione odierna de La Stampa riporta dell’interesse del Manchester United per Vanja Milinkovic Savic del Torino, con i granata che starebbero già valutando i possibili sostituti.

PORTIERE TORINO – «Ora, il Manchester United cerca un nuovo numero uno dopo la rottura con Onana e ha messo gli occhi di nuovo sulla Serie A. Si è già esposto per Suzuki del Parma, ma nella lista della spesa è finito anche il portiere del Torino […] Il direttore sportivo Vagnati è tornato a farsi sentire con il Verona per un vecchio pallino, Lorenzo Montipò. Piemontese di Novara, dove è nato calcisticamente, è diventato anche un pararigori come Vanja (ne ha neutralizzati 9 su 33 in carriera). Ha il contratto in scadenza tra un anno e il costo, quindi, contenuto. Vale, invece, 7 milioni il prezzo del cartellino di Ivan Provedel, altro portiere che ha perso il posto. Era un punto fisso della Lazio, prima che Baroni nelle ultime partite gli preferisse la promessa greca Mandas».

Le prime pagine sportive nazionali – 16 aprile

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.


Champions League, Dembélé spinge il Psg: «Partita difficile, ma per andare avanti bisogna saper soffrire. Poi gli elogi a Donnarumma»

Champions League, Dembélé spinge il Psg: «Partita difficile, ma per andare avanti bisogna saper soffrire. Poi gli elogi a Donnarumma»

A Sky Sport ha parlato al termine del match di Champions League tra Aston Villa e Psg, terminata con il successo in rimonta per 3-2 degli inglesi, Ousmanne Dembélé, attaccante dei parigini.

L’attaccante francese si è così soffermato sul passaggio del turno arrivato grazie al 3-1 dell’andata del Psg, attraverso le emozioni della partita.

PARTITA – «È stata una partita molto difficile, soprattutto nel secondo tempo, dove loro hanno spinto tanto. Anche se forse ci siamo rilassati un po’, sapevamo che per andare avanti bisogna anche saper soffrire. E noi l’abbiamo fatto: abbiamo tenuto duro fino alla fine e ci siamo qualificati».

DONNARUMMA – «Gigi è uno dei migliori portieri al mondo, anche oggi ci ha salvati. È stato l’uomo della partita, ha fatto delle parate incredibili. È un leader vero, gioca ad altissimi livelli da tanti anni e oggi ci ha permesso di superare il turno».

CRESCITA – «La mentalità è cambiata. Ora tutti vogliono attaccare e difendere, tutti vogliono segnare gol decisivi. C’è tanta concorrenza interna e questo sta portando ottimi risultati».

Aston Villa PSG: le tre cose che non hai notato del match di Champions League

Ecco le tre curiosità sulla sfida Aston Villa PSG: partita valida per il quarto di finale di ritorno di Champions League

Aston Villa-Psg è stata una sfida da cuori forti: un 3-2 palpitante, divertente, incredibile. I francesi si guadagnano la semifinale (che sia l’anno buono)? Ai padroni di casa resta la soddisfazione di avere fatto una grande gara e il rimpianto per quello che poteva essere e non è stato. Ecco tre momenti da ricordare.

  1. Bella o folle? La prima valutazione la facciamo sul carattere della gara, non legata a un solo episodio ma alla quantità di situazioni che ci sono state nei 90 minuti (anzi, 93, tenendo conto che pure negli ultimi secondi si è registrata un’occasione). Il dibattito è: una gara così vi piace – nel senso che se siete un allenatore è questo il calcio che vorreste proposto sempre, oppure è solo un capitolo pazzo di un romanzo irriproducibile? Si sono contate 18 occasioni (12 per il Villa, la metà per il Paris), si sono visti spazi immensi, le verticalizzazioni sono state continue, le squadre sono apparse lunghe già dai primi minuti, chiunque provava a portare palla con accelerazioni vertiginose e i reciproci centrocampi sembravano avere il Telepass. Bellezza, follia o entrambe le cose shekerate come non succede (quasi) mai?
  2. Le prime scene. Qualche volta, soprattutto in Champions dove la spettacolarità delle immagini è notevole, si cerca di intravedere nelle scene iniziali segnali di ciò che sarà. In rapido disordine si è visto: Emery già arrabbiato e imbacuccato per una pioggia torrenziale; tifosi parigini ignari del meteo per la maggior parte a torso nudo; Donnarumma costretto a uscire male di piede per un retropassaggio superficiale. Chi ha pensato che come inizio con c’era male aveva visto giusto, senza per questo essere necessariamente un visionario.
  3. Questa è la Champions. «Questa è la Champions League, dove vedete anche un principe diventare un tifoso accanto!», urla Stefano Borghi al momento del 3-2, quando si vede William e i figli esultare fregandosene bellamente – e meno male! – del decoro reale. Non di meno, quando all’ultimo minuto lo si è visto consultare nervosamente il cronometro per capire quanti secondi d speranza ancora ci fossero, ci è sembrato proprio come noi. Anzi, una volta tanto, eravamo noi a essere come lui, visto che è stata una gara di rivoluzione (non fino in fondo) delle gerarchie)

Champions League, Borussia Dortmund Barcellona finisce 3-1. Blaugrana in semifinale con il brivido

Champions League, Borussia Dortmund Barcellona finisce 3-1. Blaugrana in semifinale con il brivido

Accede con il brivido alla semifinale il Barcellona, che dopo il 4-0 dell’andata, rischia la rimonta del Borussia Dortmund al Signal Iduna Park nei quarti di finale di Champions League perdendo 3-1.

La squadra di Hansi Flick, forse adagiata dopo l’ampio vantaggio totale, manca l’approccio al match e dopo appena 11 minuti è costretta ad inseguire per la rete di Guirassy su calcio di rigore, che di fronte a Szczesny con il cucchiaio, supera il portiere polacco che aveva causato il fallo.

Per il Borussia non mancano le occasioni per raddoppiare, già nel primo tempo, ma gli spagnoli riescono a chiudere in svantaggio di una sola rete la prima frazione di gioco.

Nella ripresa il copione non cambia e dopo appena 4 minuti il gol di Guirassy, su assist di Bensebaini, spaventa il Barcellona e accende le speranze dei gialloneri, che avanti 2-0 credono alla rimonta fino al 54′ quando proprio il terzino algerino, devia nella propria porta il cross di Fermin Lopez portando sul 2-1 il punteggio.

Al 76′, però, ecco tornare a riaccendersi le speranze del Borussia che ancora con Guirassy sigla il 3-1 tornando a -2 dal Barcellona nella doppia sfida. La rete di Brandt, annullata per netto fuorigioco, è l’ultimo squillo dei tedeschi che si arrendono al triplice fischio con il totale di 3-5.

Per il Barcellona, però, si tratta della prima sconfitta del 2025, arrivata dopo 24 risultati utili consecutivi. Una sconfitta comunque indolore, visto l’accesso alle semifinali, dove affronteranno la vincente tra Inter e Bayern Monaco.

Pagelle Aston Villa PSG, i Top e i Flop del match

I top e i flop del match valido per il quarto di finale di ritorno di Champions League: pagelle Aston Villa PSG

I TOP e i FLOP del match valido per il quarto di finale d’andata di Champions League: pagelle Aston Villa PSG.

É stata una gara pazzesca, con una qualificazione incerta fino all’ultimo secondo nonostante il doppio vantaggio iniziale del Psg, che raddoppiava quello dell’andata. E invece l’Aston Villa ha trovato la forza di reagire, ha ribaltato il risultato e ha permesso di vivere una partita che entrerà di diritto tra le più emozionanti della competizione. Ecco migliori e peggiori.

I TOP

McGinn è l’anima dell’Aston Villa, non solo il capitano. Si prende un giallo quando non sopporta proprio la netta inferiorità della prima parte di gara. Poi, però, inventa la rete del 2-2 con un coast to coast dritto per dritto con gran tiro da fuori area, quando altri non avrebbero avuto più la vista così nitida. Nel Psg la palma del migliore va a Donnarumma e non potrebbe essere altrimenti. La quantità di interventi che fa a salvare la qualificazione è enorme. Sul 3-2, il pallonetto di testa di Tielemans viene tolto dalla porta come sa fare solo lui e, poco prima, la mano aperta su Rashford è la classica immagine da gigantografia. Chapeau.

I FLOP

Contando l’esperienza e la capacità di incidere che ha sempre avuto nella Champions League (chiedere alla Juve), Asensio doveva fare di più al momento del suo ingresso in campo. Non peraltro: la palla l’ha avuta e ha calciato su Donnarumma in uscita, nonostante si sia messo bene con il corpo per colpire di sinistro. Tra i parigini, vale un discorso ai confini del paradosso Pacho. Perché nei primi due gol inglesi è quantomeno sfortunato, deviando sia la conclusione di Tielemans che quella di McGinn. Due momenti cancellati completamente dal gesto finale, quando si è eretto a barriera decisiva sulla botta al volo di Maatsen destinata all’angolino e quindi a prolungare la sfida ai supplementari.

Liga, Real Madrid: ufficiale il verdetto sulla squalifica di Mbappé. Ecco quante gare salterà il francese

Liga, Real Madrid: ufficiale il verdetto sulla squalifica di Mbappé. Ecco quante gare salterà il francese

Paura scampata per il Real Madrid, Mbappé sarà presente nella finale di Coppa del Re contro il Barcellona.

Dopo il brutto fallo, costatogli il cartellino rosso, su Antonio Blanco in campionato, infatti, è arrivata la squalifica per Kylian Mbappé, che sconterà un solo turno di campionato, in quella che sarà la partita contro l’Athletic Bilbao dei Blancos.

Sarà, dunque, a disposizione per il Clasico con il Barcellona il francese, entrato a gamba tesa sulla tibia del giocatore dell’Alaves ed era stato espulso dopo la revisione al monitor da parte dell’arbitro, che poteva costargli una squalifica più lunga che lo avrebbe potuto tenere lontano dalla sfida di coppa.

Aston Villa PSG 3-2: Finita! Vincono gli inglesi, ma non basta. 4-5 il totale a favore del Psg.

A Villa Park il match valido per il quarto di finale di ritorno di Champions League tra Aston Villa PSG: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita Barcellona Borussia Dortmund, valevole per il quarto di finale di ritorno di Champions League.


93′ – FINITA! ASTON VILLA 3, PSG 2. 4-5 il totale a favore dei francesi che passano il turno.

93′ – Cash supera Kvaratskhelia sulla destra poi va al cross per Maatsen che al volo si coordina benissimo e supera Donnarumma, ma deve fare i conti con Pacho che sulla linea salva il Psg dal gol che avrebbe portato ai supplementari la sfida.

90′ – Saranno 3 i minuti di recupero. 4-5 il totale della doppia sfida.

88′ – Hakimi lancia Doue contro Martinez da destra, a tu per tu con il portiere, nell’area piccola, il portiere argentino dell’Aston Villa mette in angolo.

88′ – Entra Barkley, fuori Tielemans nell’Aston Villa

84′ – Alle stelle il destro al volo di Kvaratskhelia su assist di Doue dagli sviluppi del calcio d’angolo.

83′ – Hakimi da destra prova a sfondare, ma giunto in parallelo al primo palo non riesce a superare Martinez che si rifugia in corner.

79′ – Alto il sinistro di Rodgers dal limite dell’area.

77′ – Dentro Watkins e Maatsen per Digne e Rashford nell’Aston Villa.

76′ – Dembele straordinario nella doppia finta da sinistra, poi con il mancino cerca il primo palo, ma sbatte su Martinez.

70′ – Palla lunga per Asensio di Pau Torres con l’attaccante che a tu per tu con Donnarumma sbatte sul portiere che salva ancora il risultato.

67′ – Dentro Asensio e Ramsey per Onana e McGinn nell’Aston Villa

65′ – Chance anche per il PSG. Ci prova Dembele con il destro dalla destra, para Martinez.

60′ – Ancora Donnarumma a salvare a salvare ancora il PSG! Tielemans di testa al centro dell’area viene fermato dall’intervento del portiere italiano.

58′ – GOL ASTON VILLA! Konsa fa 3-2! Rimonta dell’Aston Villa con la serpentina di Rashford dalla destra dopo il calcio d’angolo, con il tocco arretrato a liberare il centrale difensivo che batte con il destro Donnarumma e completa la rimonta. 4-5 nella doppia sfida!

58′ – Dentro Doue per Barcola nel Psg.

57′ – Quasi la riapre l’Aston Villa! Rashford fermato dalla manona di Donnarumma! Il portiere italiano prodigioso sul destro dell’attaccante inglese che dal limite dell’area aveva cercato l’angolino alto alla sua sinistra.

54′ – GOL ASTON VILLA! McGinn conquista palla a centrocampo e avanza fino al limite dell’area dal quale scarica con il mancino un missile all’incrocio dei pali alla sinistra di Donnarumma che non può nulla. 2-2.

52′ – Donnarumma salva su Rashford. L’occasione su assist di Tielemans, intercettata dall’uscita bassa del portiere italiano che ferma l’attaccante.

49′ – Prima chance della ripresa per gli inglesi, McGinn scambia con Digne da sinistra e poi di testa spedisce alto.

46′ – INIZIA IL SECONDO TEMPO

45+1′ – FINE PRIMO TEMPO

45′ – Un minuto di recupero a Villa Park

42′ – Buona occasione per l’Aston Villa con Konsa, che sugli sviluppi di una palla da fermo si trova in buona posizione per tirare, ma invece preferisce il passaggio. La difesa francese neutralizza.

40′ – Azione avvolgente del PSG che manda Fabian Ruiz a concludere: palla centrale e facile preda del Dibu Martinez.

34 ‘ – GOL ASTON VILLA: palla persa dai parigini al limite dell’area, palla che finisce a Tielemans che conclude. Pacho prova a mettere in angolo, ma devia la traiettoria, imprendibile per Donnarumma.

26′ – GOL PSG: ancora un gran contropiede dei parigini che trovano il raddoppio. Kvara e Haimi triangolano, palla a Dembele che serve nel mezzo Nuno Mendes che ha il tempo di prendere la mira e mettere in porta.

23′ – Ancora un’occasione per gli inglesi con Rogers: diagonale rasoterra che esce di un soffio

19′ – Angolo Aston Villa: Pau Torres ci prova al volo, Donnarumma risponde

18′ – Occasione per l’Aston Villa con Rodgers che perde però l’attimo: non calcia e serve Rashford, anticipato dalla difesa francese.

15′ – il gol è una doccia fredda per l’Aston Villa: dopo il gol preso in contropiede il PSG è sempre più padrone del campo e il pressing dell’Aston Villa è già fuori giri.

11′ – GOL PSG: Contropiede dei parigini di Barcola, servito da Fabian Ruiz che mette in mezzo per Dembelé: Martinez esce male e permette ad Hakimi (rimasto alto dopo un contatto) di mettere dentro a porta vuota

10′ – Dopo il primo arrembaggio ora il PSG ha preso il possesso del pallone e inizia il suo possesso di palla.

6′ – L’Aston Villa pressa a tutto campo, il PSG fatica a trovare l’uscita di palla.

3′ – Angolo dell’Aston Villa, Onana prova la spizzata, ma Neves lo anticipa, spaventando Donnarumma. Ancora corner.

1′ – Calcio d’inizio degli inglesi.


ASTON VILLA-PSG 1-2

11′ Hakimi, 26′ Nuno Mendes, 34′ Tielemans

ASTON VILLA (4-2-3-1): Martinez; Cash, Konsa, Torres, Digne; Kamara, Onana; Rogers, Tielemans, McGinn; Rashford. A disp. Olsen, Proctor, Disasi, Mings, Maatsen, Bogarde, Barkley, Bailey, Ramsey, Watkins, Asensio. All. Emery.

PSG (4-3-3): Donnarumma; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; Neves, Vitinha, Ruiz; Barcola, Dembelé, Kvaratskhelia. A disp. Safonov, Tenas, Kimpembe, Hernandez, Beraldo, Lee, Mayulu, Zaire-Emery, Ramos, Doué, Mbaye. All. Luis Enrique.

Milan, infortunio Maignan: arrivano buone notizie dagli esami di oggi! Programma di rientro definito. I dettagli

Infortunio Maignan, positivo l’esito degli esami odierni a cui si è sottoposto il portiere: escluse ulteriori complicanze. I dettagli

Come appreso da Milannews24, arrivano buone notizie in casa Milan per quanto riguarda le condizioni di Mike Maignan dopo il brutto scontro che lo ha visto protagonista (con Alex Jimenez) in Udinese-Milan di venerdì scorso, finita con la vittoria per 0-4 della squadra rossonera di Sergio Conceicao.

Gli esami specialistici svolti oggi hanno escluso complicanze per Mike Maignan. Nei prossimi giorni il portiere del Milan potrà riprendere progressivamente gli allenamenti.

Napoli, McTominay da la sua preferenza: «Premier? Può essere caotica. Dell’Italia ecco cosa mi piace»

Napoli, McTominay da la sua preferenza: «Premier? Può essere caotica. Dell’Italia ecco cosa mi piace»

Protagonista della puntata di Champions of Made in Italy, format della Serie A, Scott McTominay ha parlato della sua carriera tra Inghilterra, Manchester, e Italia, Napoli in cui gioca attualmente. Eccone alcune di seguito.

DIFFERENZE PREMIER-SERIE A«La Premier League e la Serie A sono molto diverse. Sento che in Italia il calcio è più basato sulla tattica e nella Premier League può essere un po’ più caotico a volte. Può essere a volte più simile a una partita di basket. È tutto così importante. Penso che nel calcio, il gioco sia cambiato così tanto perché ci sono tanti giocatori forti fisicamente, veloci, bravi con la palla, tecnicamente e tatticamente. Il gioco non è facile ed è cambiato negli ultimi cinque-dieci anni».

ITALIA E NAPOLI – «È un privilegio essere un atleta e vivere in un ambiente in cui le aspettative sono alte. E gioco per una squadra come il Napoli, la squadra di Maradona, e in Serie A. È un campionato molto duro con squadre incredibili. Un paese bellissimo. Un posto dove in realtà non ero mai stato in tutta la mia vita il che è sorprendente perché amo la cultura qui. Amo il cibo. Amo il modo in cui le persone sono. Sono così accoglienti e ha così tante città diverse e incredibili. Ovviamente, Napoli per me è la numero uno e poter vivere tutto questo insieme a tutte le persone qui è è incredibile. Quindi sì. Voglio solo continuare a dare il massimo e giocare sempre ad un livello alto. Spero che la gente capisca che do tutto ogni volta che entro in campo, e questo è davvero tutto ciò che puoi fare come calciatore dare il massimo».

Real Madrid, Ancelotti crede nella rimonta: «Sarà difficile, ma abbiamo fiducia. Lo abbiamo fatto in altre situazioni»

Real Madrid, Ancelotti crede nella rimonta: «Sarà difficile, ma abbiamo fiducia. Lo abbiamo fatto in altre situazioni»

Ha parlato a Sky Sport in occasione del match di ritorno dei quarti di finale di Champions League con l’Arsenal, il tecnico del Real Madrid Carlo Ancelotti.

Il tecnico italiano si è detto fiducioso ai microfoni dell’emittente, a parire dai dubbi di una possibile rimonta del Real nella gara di domani: «Speriamo che questi piccoli dubbi siano molto grandi per l’Arsenal domani. Per noi sarà molto difficile, ma abbiamo la fiducia, siamo riusciti a farlo altre volte in situazioni altrettanto difficili, speriamo di riuscirci ancora».

FIDUCIA – «L’effetto Bernabeu è trascinato da un’ottima prestazione della squadra, è quello su cui siamo concentrati. Vogliamo fare un’ottima partita in tutti i sensi».

PRESSIONI – «Questa è la storia del calcio, non c’è niente di nuovo in tutto questo, andremo avanti anche dopo questa partita».

GESTIONE DELLA PARTITA – «Ci vogliono idee molto chiare, pazienza, non dobbiamo diventar matti per far gol il prima possibile, difendere bene, attaccare con efficacia. Il tempo c’è, è successo tante volte che un gol cambia la dinamica della partita».

CEBALLOS E MODRIC – «Ceballos? Viene da un infortunio, ha recuperato, ma non lo so. Non conta la quantità, ma la qualità. Modric? Ci si pensa sempre, in tutte le partite. Nonostante l’età rimane un giocatore con un grandissimo rendimento e una grandissima professionalità. Arrivare ai supplementari sarebbe un successo».

Inter Bayern Monaco, prosegue il festival degli infortuni. Nei tedeschi si fa male anche lui!

Inter Bayern Monaco, prosegue il festival degli infortuni. Nei tedeschi va ko anche il presidente!

Assenti della partita, ma sicuramenti tra i più citati nei giorni che stanno anticipando la doppia sfida tra Inter e Bayern Monaco in Champions League, sono sicuramente i tanti infortunati che tra le due formazioni non sono potuti o non potranno essere della partita.

A questa lunga lista, si aggiunge un nuovo nome per i tedeschi, che nelle ultime ore ha perso per infortunio anche il presidente Herbert Hainer, numero uno del Bayern Monaco, costretto a saltare la trasferta di San Siro in cui la sua squadra proverà a ribaltare il 2-1 maturato all’andata.

Il presidente del Bayern si è rotto il perone qualche giorno fa e quindi non potrà partecipare in presenza alla gara di ritorno contro l’Inter.

Real Madrid, Bellingham da la carica: «Rice? Mai fatti 2 gol così. L’Arsenal ci ha sorpreso, ma siamo motivati per la remuntada»

Real Madrid, Bellingham da la carica: «Rice? Mai fatti 2 gol così. L’Arsenal ci ha sorpreso, ma siamo motivati per la remuntada»

Nella classica conferenza stampa della vigilia che anticipa il match del Real Madrid nei quarti di finale di ritorno di Champions League contro l’Arsenal, ha parlato Jude Bellingham per provare a dare la carica alla squadra.

TIFO – «I tifosi sono fondamentali, creano un’atmosfera incredibile e l’energia è contagiosa. Quando i tifosi sono lì, lo sentiamo, tiriamo fuori il meglio di noi. Non possiamo chiedere niente a loro che non abbiano già fatto, ora tocca a noi».

PAROLA PIU’ RIPETUTA DELLO SPOGLIATOIO – «Remuntada. L’ho sentito un milione di volte, ho visto molti video… Ci motiva molto. È una serata fatta su misura per il Real Madrid. È qualcosa che la gente conosce, non c’è bisogno di aggiungere altro».

DISCUSSIONI – «È il calcio. È normale in campo perché sei sempre teso, dobbiamo essere onesti l’uno con l’altro. Tutti i media ne stanno parlando, anche se voi ne date più risalto. Siamo pronti e impazienti che arrivi il momento».

ASPETTATIVE – «Qualcosa di molto meglio rispetto all’andata. Ci vogliono maggiore impegno e comprensione di ciò che il gioco richiede. Più chiarezza nelle transizioni… non è solo un aspetto. Sappiamo di poter giocare molto meglio. Una cosa è perdere, un’altra non imparare. È un ambiente incredibile. L’andata è stata uno dei peggiori risultati che potessimo immaginare, e ora tutti pensano alla rimonta. Significa essere nel miglior club del mondo. C’è anche pressione dietro tutto questo; sappiamo di dover ottenere il miglior risultato possibile».

14 KM IN MENO PERCORSI – «È vero che se corri di più, hai più possibilità. Sì, questo influenza la partita. Ma è successa la stessa cosa l’anno scorso: non siamo stati noi a correre di più e abbiamo vinto la Champions League. Dobbiamo sapere cosa significa correre da una parte all’altra. Bisogna sapere come correre. Domani vorremo correre molto di più e speriamo di avere un piano migliore per farlo».

CREDERCI – «A dire il vero… dopo la partita è complicato perché è stata dura. Stai analizzando cosa non abbiamo fatto bene, ma parlando e ripensando alle esperienze passate, è qualcosa di contagioso. Le persone con cui condividi lo spogliatoio… È stato quasi immediato. Sull’autobus, abbiamo già iniziato a crederci».

COME RIMONTARE – «Ci sono state serate magiche di Champions League al Bernabéu. Crediamo di avere una possibilità e di poter fare molto meglio. Dobbiamo aumentare il livello di attenzione e possiamo farcela. Siamo fiduciosi nelle nostre possibilità. Non ci hanno sorpreso molto, forse i falli sì. Non avevo mai visto Rice fare due gol così (ride, ndr). Sono molto organizzati e giocano molto bene».

SPERANZE – «Penso che abbiamo avuto partite difficili, ma siamo comunque riusciti a vincere. Come ho già detto, ci sono aspetti negativi nelle partite… ma è vero che quando le cose vanno male, l’importanza è maggiore. Siamo in grado di fare le cose molto bene; dobbiamo avere fiducia nella squadra e nelle nostre possibilità. Non ha nulla a che fare con la storia del club, ma con il duro lavoro quotidiano».

Marsiglia: mal di pancia di Rabiot? In caso di mancata Champions il centrocampista medita l’addio

Marsiglia, malumore per Rabiot: deluse le promesse di inizio anno, in caso di mancata qualificazione in Champions League è pronto a lasciare

Il clima si fa teso a Marsiglia, dove Adrien Rabiot starebbe meditando l’addio a fine stagione se l’Olympique non riuscisse a centrare la qualificazione alla prossima Champions League. Arrivato la scorsa estate con grandi aspettative dopo l’esperienza alla Juve, il centrocampista francese si era lasciato convincere da un progetto ambizioso presentato da Medhi Benatia, nonostante l’assenza dalle coppe europee. Tuttavia, i risultati deludenti sotto la guida di Roberto De Zerbi hanno lasciato spazio alla frustrazione: Rabiot si sente isolato nel suo impegno e fatica a riconoscere la squadra combattiva e disciplinata che gli era stata promessa.

Secondo quanto riportato dalla stampa francese, la permanenza di Rabiot è ormai legata a doppio filo al piazzamento finale dell’OM. Se la squadra non riuscirà a rientrare nelle prime posizioni e ottenere un pass per la Champions, l’ex PSG potrebbe lasciare il club con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del contratto. Per evitare una rottura che avrebbe il sapore di un terremoto, la dirigenza — Benatia e Longoria in testa — dovrà agire in fretta e rassicurare il giocatore sul futuro del progetto. Nel frattempo, restano cinque giornate per invertire la rotta e convincere Rabiot a restare.

De Bruyne, addio al Manchester City, ma non alla Premier? «C’è sempre una sfida: vedremo cosa succederà»

Le parole di Kevin De Bruyne sul suo futuro: dopo l’addio al Manchester City il centrocampista belga non chiude alla permanenza in Premier League

Kevin De Bruyne non esclude di restare in Inghilterra anche dopo l’addio al Manchester City. Il centrocampista belga, che a fine stagione lascerà il club dopo dieci anni di successi (sei Premier League e una Champions), ha aperto a nuove sfide e non ha escluso la possibilità di trasferirsi a un altro club di Premier League. Intervistato dal giornalista norvegese Jan Aage Fjortoft, il 33enne ha spiegato che prenderà in considerazione ogni proposta, purché il progetto sia interessante e adatto anche alla sua famiglia. Di seguito le sue parole.


SUL FUTURO – «C’è sempre una sfida, sai? Non so cosa succederà la prossima stagione. Se arrivano squadre con un progetto sportivo interessante, sono pronto ad ascoltare. So di non essere più giovanissimo, ma credo di poter ancora giocare ad altissimi livelli. Amo il calcio e se arriva qualcosa di stimolante, valuteremo con la mia famiglia e prenderemo una decisione».

SULLA PERMANENZA IN PREMIER – «Non lo so, davvero. La decisione di lasciare non è stata presa da molto. Nel calcio nulla si decide in una settimana. Non ho ancora parlato con la mia famiglia, devo farlo, e poi vedrò quale squadra mi vorrà. Al momento non ho idea».

Lazio Roma, indagini aggiuntive dopo gli scontri tra tifosi e polizia prima del derby

Lazio Roma, il giudice sportivo chiede un supplemento d’indagine dopo gli scontri tra tifosi e forze dell’ordine in occasione del derby

Il Giudice Sportivo ha richiesto un supplemento di indagine in merito agli scontri avvenuti durante il derby Lazio Roma, che hanno portato al ferimento di diversi agenti delle forze dell’ordine. La Procura federale è stata incaricata di acquisire la relazione di servizio da parte dei responsabili dell’ordine pubblico, per chiarire dinamica e conseguenze dell’episodio, nonché per individuare i responsabili. Di seguito il comunicato del Giudice Sportivo.

«In ordine alla segnalazione del ferimento di un agente appartenente alla Polizia di Stato, si dispone a cura della Procura federale supplemento di istruttoria acquisendo ove disponibile la relazione di servizio da parte dei responsabili dell’Ordine pubblico in ordine alla dinamica e alle conseguenze del fatto come segnalato, nonché in ordine alla individuazione dei responsabili. Il Giudice sportivo, in relazione all’interlocutoria inserita nel Comunicato Ufficiale n. 204 pubblicato in data odierna, precisa che la richiesta di supplemento d’istruttoria ha ad oggetto un evento avvenuto durante la gara all’interno dell’impianto sportivo».

Jamie Vardy alla corte di… Deadpool? Il Wrexham sogna il grande colpo per la Championship

Jamie Vardy potrebbe finire nel Wrexham di Ryan Reynolds e Rob McElhenney? La suggestione in caso di promozione in Championship

Il Wrexham sogna in grande e, in caso di promozione in Championship, potrebbe puntare su un nome clamoroso: Jamie Vardy. L’attaccante simbolo del Leicester è in scadenza di contratto e, con le Foxes in difficoltà in Premier League, il suo futuro è incerto. L’idea è stata lanciata dall’opinionista di Sky Sports Lee Hendrie, che ha definito ‘pazzesco’ il possibile trasferimento, ma ha sottolineato come Vardy, nonostante l’età, abbia ancora le qualità per fare la differenza in Championship, grazie a esperienza, velocità e intelligenza tattica.

La squadra gallese, oggi seconda in League One, è diventata una delle squadre più seguite al mondo dopo l’acquisizione da parte di Rob McElhenney – autore e protagonista della sitcom It’s always sunny in Philadelphia – e di Ryan Reynolds, la star di Deadpool, che nel 2020 hanno rilevato il club dando il via a una clamorosa rinascita sportiva e mediatica, raccontata nella docuserie Welcome to Wrexham. Sotto la loro guida, il club è già salito di due categorie e ora punta alla promozione in Championship. Hendrie è convinto che un nome come Vardy possa aiutare i Red Dragons a restare competitivi anche nella serie cadetta inglese: «Per una stagione sarebbe un ottimo colpo». In caso di promozione in Championship avrebbe ottenuto la terza promozione consecutiva, un record nel calcio inglese.

Aston Villa PSG, gaffe della UEFA: ecco cosa è successo – VIDEO

Aston Villa PSG: clamorosa gaffe della UEFA prima del calcio d’inizio: ecco cosa è successo a Villa Park prima del fischio d’inizio della partita

Gaffe della UFEA prima del calcio d’inizio di Aston Villa PSG, ritorno del quarto di finale di Champions League che si gioca a Villa Park.

All’ingresso dei calciatori in campo invece del classico inno della Champions League, è stato diffuso quello dell’Europa League. Le immagini confuse dei giocatori parlano per loro.

Moviola Aston Villa PSG, l’episodio chiave del match

Moviola Aston Villa PSG, l’episodio arbitrale chiave del match valido per il quarto di finale di ritorno di Champions League

L’episodio chiave della moviola del match Barcellona Borussia Dortmund, valido per il quarto di finale di ritorno di Champions League. Dirige la sfida l’arbitro José Maria Sanchez.


L’EPISODIO CHIAVE

PRIMO TEMPO

Sensazione iniziale: i ritmi sono così alti e le possibilità di contrasto talmente tante che non sarà facile dirigere la sfida. Il metro di giudizio sembra molto permissivo, Sanchez accetta i contatti al limite del regolamento premiando l’agonismo. Già sullo 0-2 Tielemans chiede un rigore per una spinta in area, peraltro lungo lo sviluppo dell’azione il belga troverà il tiro dell’1-2, in ogni caso l’arbitro era ben piazzato e non aveva concesso nulla. La prima sanzione disciplinare arriva sul finire del primo tempo: il reo è capitan McGinn, durissimo con Kvaratskheila, giallo assolutamente giusto. Si va al riposo e il pensiero dei primi minut trova conferma, le interruzioni del gioco sono state solo 7 e i parigini si sono macchiati addirittura di un solo fallo.

SECONDO TEMPO

Pochi secondi della ripresa e Marquinhos allarga l’alettone su McGinn, Sanchez ben piazzato fa segno che non c’è nulla di irregolare. Pau Lopez poco dopo cintura Hakimi, il fallo c’è, il cartellino no. Dembele va in gol ma scatta oltre la linea, fuorigioco evidentissimo. Al minuto 73 l’arbitro spagnolo si scontra con Joao Neves, entrambi finscono a terra. Gara fluida, solo 3 i minuti di recupero accordati. Impressionante il dato finale dei falli per la totale sproporzione tra le due squadre: 15 quelli inglesi, 3 i francesi!

Ultima partita di Szczesny in Champions League questa sera? Il regolamento mette con le spalle al muro il Barcellona

Questa sera Szczesny difenderà i pali del Barcellona per l’ultima volta in Champions League? Ecco cosa dice il regolamento

Wojciech Szczesny rischia una clamorosa esclusione dalla lista UEFA del Barcellona proprio nel momento cruciale della stagione. Nonostante le ottime prestazioni che lo hanno visto protagonista tra i pali blaugrana in assenza di Ter Stegen, il rientro imminente del portiere tedesco impone al club catalano una scelta difficile: secondo il regolamento UEFA, il titolare originario può essere reintegrato nella lista al posto del suo sostituto, previa comunicazione entro 24 ore dalla partita successiva. Una decisione tecnica e dirigenziale che potrebbe costare all’ex Juve la semifinale di Champions contro la vincente di Inter Bayern Monaco.

Il paradosso è evidente: Szczesny, tornato in campo dopo un ritiro temporaneo e chiamato d’urgenza dal Barça, ha convinto tutti – compreso Hansi Flick – scalzando anche Inaki Pena. Questa sera affronterà il Borussia Dortmund per un posto tra le migliori quattro d’Europa, ma potrebbe essere la sua ultima apparizione in Champions League con i catalani. Qualora il Barcellona avanzasse e decidesse di reinserire Ter Stegen, il polacco verrebbe escluso dalla lista UEFA, nonostante il ruolo decisivo giocato nel percorso.

Kane: «Errore all’andata? Non ci ho dormito la notte; possiamo ribaltare il risultato, ma servirà cinismo»

Le parole di Harry Kane, attaccante del Bayern Monaco, in conferenza stampa in vista della sfida di Champions dei bavaresi con l’Inter

Harry Kane ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida Inter Bayern Monaco, ritorno dei quarti di finale di Champions League. Di seguito le sue parole.

OCCASIONE SPRECATA ALL’ANDATA – «Non dormo tanto dopo le partite, specialmente dopo che ho sbagliato delle occasioni. Però bisogna preoccuparsi se non si hanno occasioni, non se le si sbaglia. Da me mi aspetto di segnare in certe occasioni, però sono pronto».

LA MOTIVAZIONE NON MANCA – «Penso che abbiamo abbastanza motivazioni a prescindere. Siamo convinti di poter ribaltare il risultato, anche all’andata sarebbe potuta andare diversamente. Non penso che l’Inter dia per scontato il passaggio del turno, credo si aspettino una battaglia. Dobbiamo giocare meglio di come abbiamo fatto all’andata, e in maniera più cinica. Ma è una sfida a cui siamo pronti».

SERVE CINISMO – «Come ho detto, bisogna preoccuparsi di più quando non si creano occasioni. I portieri che abbiamo incontrato di recente hanno giocato molto bene, in più abbiamo colpito tanti legni. Il calcio è così, e anche se nelle ultime partite abbiamo raccolto meno di quanto avremmo voluto abbiamo giocato bene. Dobbiamo essere più cinici, sia come singoli che come squadra. Penso al turno precedente con il Leverkusen, dovremo avere lo stesso approccio».

NESSUNA NOVITÀ SUI RIGORI – «Li provo sempre il giorno prima di una partita, non c’è stata alcuna differenza in questo caso».

FIDUCIA NELLA RIMONTA – «Sono d’accordo con Laimer, anche dopo il triplice fischio a Monaco eravamo convinti di aver giocato un’ottima gara e di poterla ribaltare al ritorno. Ho giocato diverse finali, tante grandi partite: il segreto è giocare al massimo, difendere bene, gestire la palla. Io cerco di dare l’esempio, ma abbiamo una squadra molto esperta a tutti i livelli. Penso a Muller e ad altri. Dobbiamo avere il giusto approccio mentale, e vogliamo vincere».

I MERITI DELL’INTER – «È un’ottima squadra, in entrambe le fasi di gioco. Creano difficoltà soprattutto con le transizioni, hanno tre centrocampisti molto forti sia con sia senza la palla. Siamo ai quarti di finale di Champions, c’è da aspettarsi di giocare contro le migliori squadre al mondo. Ci aspettano momenti complicati, ma dovremo affrontarli al meglio».

SCAMBIO DI ELOGI CON ACERBI – «Ci siamo incrociati la settimana scorsa, è stata dura. È un giocatore di altissimo livello, molto esperto. Mi diverto a giocare contro i migliori difensori al mondo, lo ringrazio per i complimenti ricevuti: ci sono tanti tipi di centravanti, io cerco di dare una mano con le mie qualità in base alla gara, cercando di dare ai compagni la mia miglior versione possibile. Sarà una battaglia domani, non vedo l’ora».

L’ESULTANZA DELL’INTER? SOLO UNA SENSAZIONE – «Magari è stata solo una sensazione negli ultimi minuti, o dopo i gol. Non penso che sia una gran cosa, ma una cosa da aspettarsi da una squadra avversaria. Quando finisce una partita del genere fluiscono le emozioni. È stata una serata amara, non tante squadre hanno battuto il Bayern all’Allianz Arena e lo capisco: se vinceremo domani festeggeremo noi. Il calcio è questo».

CAPOCANNONIERE? NON È UNA PRIORITÀ – «Raphinha è lì, Lewandowski e Mbappé anche. Non mi concentro sul diventare il miglior marcatore, ma nel cercare di aiutare i miei compagni a vincere. È l’unica cosa di cui mi preoccupo, le partite non riguardano me ma la squadra».

SU LAUTARO MARTÍNEZ – «È un ottimo giocatore, uno dei migliori attaccanti da anni. Ha segnato un gran gol all’andata, è un giocatore pericoloso e i nostri difensori lo sanno. Penso che dia tanto alla squadra molto più dei gol, per come aiuta la manovra e come infastidisce il possesso avversario. È un giocatore che rispetto molto».

KIM, CRITICHE INGIUSTE – «Penso che siano occasioni per tornare a dare il massimo. Subiamo e segniamo come squadra. Penso che sia una cosa che accade nel calcio, e le critiche servono solo a dare motivazione extra. È stato uno dei nostri migliori difensori in questa stagione, dà sempre tutto per la squadra e sono convinto che domani darà una mano, anche grazie alla sua esperienza in Italia».

Kompany: «L’andata non è stata così pessima: servirà equilibrio tra coraggio e controllo»

Le parole di Vincent Kompany, tecnico del Bayern Monaco, in conferenza stampa in vista della sfida di Champions dei bavaresi con l’Inter

Vincent Kompany ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida Inter Bayern Monaco, ritorno dei quarti di finale di Champions League. Di seguito le sue parole.

KIM TITOLARE – «Io penso di averlo già spiegato abbastanza bene, non è una cosa limitata ai singoli. Abbiamo avuto delle difficoltà a causa delle assenze registrate in fase difensiva. L’ultima cosa che vogliamo è dare colpa alle prestazioni dei singoli: se ho qualcosa da dire a un giocatore lo dico personalmente per far sì che la squadra migliori. È uno sport in cui molta gente si può divertire a trovare responsabilità, ma non mi piace».

COSA SI ASPETTA DOMANI – «A volte si tratta di notti particolari, le possiamo definire così. Ci sono certe notti in cui basta poco per decidere una partita: è quello che è accaduto all’andata, dobbiamo ricordare le occasioni che potevamo sfruttare e speriamo di averle nuovamente. Dobbiamo partire dal presupposto che i dettagli possono fare la differenza: o sei molto bravo a difendere, o sei molto bravo a buttarla dentro. Penso che sia questa la chiave per vincere la partita, domani dobbiamo vincere e dopo il Leverkusen bastava il pareggio ma abbiamo cercato la vittoria. Vogliamo dare altre soddisfazioni ai nostri tifosi».

ATMOSFERA DI SAN SIRO – «Diciamo che già stasera in sala stampa sento l’atmosfera di domani. Al momento è la miglior squadra in Italia, che affronta la miglior squadra in Germania. Lo dicono i risultati, la sensazione che abbiamo è fantastica: ci sono pochi stadi più grandi di questo. È una partita eccezionale, con un’atmosfera eccezionale e noi faremo del nostro meglio».

IMPORTANZA DELLA SFIDA – «Penso che ogni partita sia importante, ovviamente domani sera giochiamo contro una grande squadra come l’Inter. Non ci sarà niente di facile, e la partita potrebbe decidersi anche all’ultimo minuto o ai supplementari. Entrambe le squadre hanno grande esperienza internazionale, sia noi sia loro: qualsiasi partita per noi deve essere decisiva e importante».

GNABRY – «La cosa importante è che abbiamo giocatori che hanno fatto una grande prestazione con il Dortmund, è una cosa importante: dobbiamo tenere in considerazione che, se la partita dovrà essere giocata fino alla fine, saranno decisivi tutti i minuti. Che giochi Sané, Coman, Olise: la cosa importante sarà che siano in grado di decidere giocando da titolari o a partita in corso. Lo deciderò domattina, non penso sia un problema poter decidere».

ANDATA – «Io non penso che la partita di andata sia stata pessima, abbiamo perso 2-1 ma ora dobbiamo pensare che dobbiamo vincere una partita. Non dobbiamo ragionare su compiti diversi rispetto a 7-8 giorni fa: può darsi che la partita abbia un andamento diverso rispetto all’andata, ma questa è una partita da vincere. Dalla A alla Z, dovremo fare tutto quello che siamo in grado di fare: c’è sempre un certo equilibrio tra coraggio e controllo. È quello di cui abbiamo bisogno e sarà decisivo come entreremo in calcio».

COSA PENSA DELL’INTER – «Penso che dobbiate chiederlo a Inzaghi. L’aspetto principale per noi sarà il tipo di pressing che avranno: se aggrediranno alto dovremo comportarci in un modo, altrimenti dovremo essere pronti ad altro. Penso che alla fine la cosa fondamentale siano le qualità delle squadre e dei singoli: in partite come questa, devi affidarti alla capacità dei giocatori di poter prendere le decisioni giuste».

LE CHIAVI PER RIBALTARE LA PARTITA – «Noi abbiamo uno stato d’animo positivo, sentiamo l’opportunità di poter arrivare in finale a Monaco, ma per ora anche di poter giocare con la miglior squadra d’Italia. Tutti parlano delle qualità difensive dell’Inter, ma hanno anche grandi qualità in attacco: non penso che il match sarà uguale a quello dell’andata, ma comunque non c’è ragione per non essere positivi. L’importante è concentrarci sul vincere una partita: non dobbiamo fare 2 o 3 o 4 a 0, basta vincere».

RIGORISTI – «L’abbiamo provati dalla prima partita giocata in Coppa di Germania: sappiamo che possono capitare, che sia coppa o Champions ci alleniamo sempre sui rigori. Se va avanti così, vuol dire che abbiamo fatto cose giuste, e se dovessimo arrivare ai rigori non mi sorprenderebbe se l’Inter fosse preparato».

SFIDA DECISIVA PER IL SUO FUTURO – «Parlate sempre di cosa succederà se non vinciamo, non di cosa succederà se vinciamo. Non penso sia l’atteggiamento giusto: se questa è la mentalità, non puoi vincere nulla. Siamo a metà aprile e siamo a un passo dalla semifinale di Champions, a tre partite dalla vittoria della Bundesliga. Se non possiamo vincere ora, quando».

COME VEDE DALL’ESTERO LA VICENDA SAN SIRO – «Non è uno stadio normale, è speciale. Ne stavo parlando prima, penso sia uno dei cinque stadi migliori: Camp Nou, Bernabeu, Wembley, Allianz Arena, San Siro. Magari ne dimentico qualcuno, ma questo è uno stadio speciale: l’unico vantaggio di essere qui con il Bayern è che dai nostri giocatori ci possiamo aspettare che siano pronti, che possano fare un passo in più per raccogliere ricordi speciali».

CRITICHE DI MATTHAUS – «Io ho rispetto al 100% non solo della sua opinione, ma di quella di tutti. Fa parte del gioco, ma vivo questa cosa con grande tranquillità e valuto in questo modo ogni singola partita. Questo è il mio lavoro, questo è il mio compito: rispetto ogni opinione, ci sta».

THURAM – «Ho avuto modo di guardare molte partite dell’Inter, e se ha fatto un percorso così eccezionale in questa stagione è anche grazie a giocatori come Marcus. È uno che fa la differenza, è capace di creare situazioni dal nulla, di forzare errori dell’avversario. Ai massimi livelli ci si fa valere, si mostrano le proprie qualità: penso che abbia fatto un grande percorso, la cosa importante per lui è non dubitare di se stesso. E penso che domani proverà a far valere le sue qualità, ma spero non ci riesca».

URBIG TITOLARE – «È una di quelle storie positive che ci portiamo a casa da queste partite. Alcuni giocatori fondamentali non ci sono, ma nonostante queste defezioni abbiamo il 100% di fiducia in Jonas, come in altri giovani. La cosa importante è che ha dimostrato di poter essere al nostro livello, e di poterci dare la prestazione che ci serve domani sera. È molto giovane, non deve sentire la pressione e ci può dare una mano domani sera: sfrutteremo al massimo la sua qualità, ma non deve sentire pressione. La devono sentire altri».

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