Pagina 523 – Calcio News 24

Soulé entusiasta: «A Roma sono molto felice. Gasperini? Di lui penso questa cosa molto importante»


Soulé e la Roma: entusiasmo, crescita e ambizioni di un talento in piena esplosione

Il protagonista assoluto di questo avvio di stagione della Roma è senza dubbio Matias Soulé, che in un’intervista a Sportmediaset ha raccontato sensazioni, ambizioni e stato d’animo dopo i primi mesi in giallorosso. Il giovane talento argentino ha ribadito quanto si trovi bene nella Capitale, sottolineando come l’ambiente lo abbia accolto con calore e come questo abbia inciso sul suo rendimento. «A Roma sono felice, la città e la gente mi fanno sentire a casa», ha spiegato Soulé, aggiungendo che immaginare un futuro lungo in giallorosso non è affatto un’idea lontana.

Soulé è diventato rapidamente il capocannoniere della Roma, in un momento in cui la squadra fatica a concretizzare quanto crea. L’attaccante però tiene a precisare che il suo contributo non riguarda soltanto i gol: «Cerco sempre di aiutare i miei compagni come chiede il mister. Prima viene la squadra, poi il singolo». Un atteggiamento maturo, che racconta la crescita esponenziale del giocatore.

Determinante, secondo Soulé, è stato l’arrivo di Gian Piero Gasperini, capace di trasformare il suo modo di stare in campo: «Mi ha cambiato in tutto. La sua mentalità vincente la senti dalla prima seduta». Con il nuovo allenatore, Soulé si muove con grande libertà tra trequarti ed esterno, pressando alto e diventando il primo difensore in fase di non possesso, un aspetto che lui stesso dice di apprezzare molto.

Analizzando il percorso fin qui, Soulé invita alla cautela: la Roma vuole restare competitiva, ma la stagione è lunga e serve continuità. «Passo dopo passo possiamo arrivare in alto», afferma, senza però sbilanciarsi sulla corsa scudetto: è presto, anche se il sogno esiste per squadra e tifosi.

Sul fronte personale, il tema della Nazionale rimane aperto. Soulé non nasconde un po’ di delusione per la mancata convocazione con l’Argentina, ma resta fiducioso: «Se faccio bene con la Roma arriverà anche quella». Scartata invece definitivamente l’ipotesi Italia: il suo cuore è e resta albiceleste.

Molto forte è anche il legame con Dybala, dentro e fuori dal campo. I due condividono tempo libero, videogiochi e una sintonia naturale che Soulé considera preziosa: «Paulo alza il livello di tutti».

Guardando avanti, l’obiettivo del talento argentino è chiaro: «Vincere qualcosa con la Roma sarebbe la ciliegina sulla torta».

Un sogno che, giorno dopo giorno, Soulé sta cercando di trasformare in realtà.

Calciomercato Fiorentina, Comuzzo verrà ceduto a gennaio? Spunta fuori una nuova indiscrezione


Calciomercato Fiorentina: occhi puntati su Diogo Leite per rinforzare la difesa. La società viola valuta il centrale dell’Union Berlino mentre resta incerto il futuro di Comuzzo

Il Calciomercato Fiorentina continua a entrare nel vivo, e uno dei nomi più discussi nelle ultime ore è quello di Diogo Leite, difensore centrale classe 1999 attualmente in forza all’Union Berlino. La Gazzetta dello Sport ha riportato come il club viola stia monitorando con attenzione il portoghese, considerato un profilo ideale per rinforzare un reparto arretrato che, in questa prima parte di stagione, ha mostrato più di una fragilità. Con 18 gol subiti in 11 partite, infatti, la difesa viola è finita sotto la lente d’ingrandimento della dirigenza e di Raffaele Goretti, responsabile dell’area tecnica.

Il nome di Diogo Leite non è nuovo nell’ambiente del Calciomercato Fiorentina: già nella scorsa estate il club di Rocco Commisso aveva effettuato un sondaggio concreto per il difensore, salvo poi non riuscire a chiudere l’operazione. Oggi, però, le condizioni sembrano più favorevoli. Il contratto del giocatore con l’Union Berlino è in scadenza e questo potrebbe facilitare una trattativa, sia in termini economici che di tempistiche. La Fiorentina, dal canto suo, è alla ricerca di un profilo giovane ma già maturo, capace di portare solidità e personalità in un pacchetto arretrato che deve crescere per sostenere le ambizioni europee della squadra.

Un altro elemento che potrebbe accelerare le manovre di calciomercato della Fiorentina è la situazione legata a Tommaso Comuzzo. Il giovane difensore viola, uno dei prospetti più interessanti del settore giovanile, potrebbe lasciare Firenze alla ricerca di maggior spazio. Il suo possibile addio renderebbe necessario l’arrivo di un nuovo centrale, e Diogo Leite rappresenta uno dei candidati più credibili per colmare questo eventuale vuoto.

Le qualità tecniche del portoghese, unite alla sua esperienza internazionale e alla sua età ancora favorevole a una crescita futura, sembrano rispondere perfettamente ai criteri fissati dalla dirigenza viola per il prossimo mercato. Non solo fisicità e senso della posizione, ma anche una buona capacità di impostare l’azione dal basso: caratteristiche molto apprezzate nello stile di gioco che la Fiorentina sta cercando di consolidare.

Sarà dunque interessante vedere come evolverà questa pista nelle prossime settimane. Una cosa è certa: il Calciomercato Fiorentina si preannuncia molto attivo, e il nome di Diogo Leite potrebbe diventare uno dei temi centrali della sessione invernale.


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Calciomercato Lazio, Ilic forte obiettivo dei biancocelesti. Ecco la situazione attuale in termini di trattativa

Calciomercato Lazio: Ilic, obiettivo dei biancocelesti, infortunato con la Serbia

Il calciomercato Lazio continua a concentrarsi su potenziali rinforzi per la prossima stagione, e uno dei nomi caldi è quello di Ivan Ilic, centrocampista di proprietà del Torino. Tuttavia, l’interesse dei biancocelesti per il giocatore serbo potrebbe essere messo alla prova da un infortunio che Ilic ha subito nell’ultima partita della sua Nazionale contro l’Inghilterra.

Infortunio per Ilic: niente lesione ai legamenti, ma c’è cautela

L’infortunio di Ilic, avvenuto durante il match Serbia-Inghilterra, ha preoccupato inizialmente sia il giocatore che i tifosi. Le prime notizie emerse parlavano di un possibile danno ai legamenti, ma fortunatamente, gli accertamenti preliminari in patria hanno escluso questa possibilità, tranquillizzando parzialmente l’ambiente granata e il centrocampista stesso. Sebbene la diagnosi non sia ancora definitiva, le prime indiscrezioni suggeriscono che il danno potrebbe non essere grave come inizialmente temuto.

Ilic: obiettivo per la Lazio, ma il Torino non ha intenzione di cederlo facilmente

Nonostante l’incertezza sulla sua condizione fisica, la Lazio continua a seguire con interesse Ilic. Il centrocampista serbo è uno dei principali obiettivi della dirigenza biancoceleste, che lo considera un rinforzo ideale per il proprio centrocampo. Tuttavia, la situazione attuale potrebbe influire sul piano della Lazio per l’acquisto del giocatore.

Il Torino, dal canto suo, è intenzionato a gestire la situazione con cautela. Lo staff medico granata ha già programmato ulteriori accertamenti per stabilire l’entità precisa dell’infortunio e, se possibile, evitare l’intervento chirurgico. Il club granata preferirebbe puntare su un programma di recupero meno invasivo per ridurre i tempi di assenza del giocatore e, auspicabilmente, evitare nuove complicazioni.

Il recupero di Ilic deciderà il futuro sul mercato

Il futuro di Ilic dipenderà in gran parte dall’evolversi delle sue condizioni fisiche. Se il recupero del centrocampista dovesse andare per il meglio, non è escluso che il Torino possa considerare una sua cessione nella prossima finestra di calciomercato, ma la Lazio dovrà monitorare da vicino la situazione prima di muoversi concretamente sul mercato.

L’interesse per Ilic resta forte, ma la Lazio dovrà valutare attentamente la tempistica per non rischiare di fare un investimento azzardato su un giocatore che potrebbe dover affrontare un periodo di recupero più lungo del previsto. Il calciomercato Lazio, dunque, è in attesa di sviluppi sul fronte Ilic, con il club che tiene alta l’attenzione in vista della prossima sessione di mercato.

Maradona, arriva la decisione della Giunta di Buenos Aires sulla giudice che aveva provocato l’annullamento del processo: le ultime

Maradona, la Giunta di Buenos Aires si pronuncia sulla giudice che aveva fatto saltare il processo: gli sviluppi

La Giunta di Buenos Aires ha destituito all’unanimità Julieta Makintach, la giudice che a maggio scorso aveva provocato l’annullamento del processo per la morte dell’ex calciatore Diego Armando Maradona, partecipando a un documentario non autorizzato sul caso.


La destituzione
Gli undici membri della Giunta, composta da magistrati e legislatori della provincia di Buenos Aires, hanno deciso di rimuovere dal suo incarico la giudice, che non ha presenziato all’udienza di lettura del verdetto. Makintach è stata destituita e inabilitata in modo perpetuo dall’esercitare incarichi giudiziari per aver partecipato al progetto di un documentario, intitolato ‘Justicia divina’, sul processo che vedeva giudicate diverse persone per la morte di Maradona. Il processo era stato annullato dopo lo scandalo del reportage audiovisivo clandestino. Secondo il verdetto, Makintach ha infranto i doveri del suo incarico, esercitando abuso di autorità e malversazione di fondi pubblici.


Conseguenze e motivazione della Sentenza
Sebbene potrà continuare a esercitare la professione di avvocato, la giudice perderà il diritto a una pensione di privilegio come membro del Potere Giudiziario, un regime speciale che consente ai funzionari giudiziari di percepire emolumenti più alti della media dei pensionati, pari all’82% dell’ultimo stipendio. La sentenza, di 115 pagine, afferma che la giudice «ha partecipato e fornito un supporto essenziale a un gruppo di persone affinché accedessero in modo irregolare all’aula delle udienze in cui si svolgeva il processo per determinare le possibili responsabilità per la morte di Diego Armando Maradona, e le ha autorizzate a riprendere, clandestinamente, immagini del dibattimento».

«La giudice ha utilizzato il processo per la morte di chi fu una figura popolare a livello locale e internazionale, per soddisfare un interesse meramente personale e totalmente estraneo alla magistratura», aggiunge il documento giudiziario. Un nuovo processo per determinare le responsabilità per la morte del giocatore argentino, avvenuta il 25 novembre 2020, inizierà il 17 marzo 2026.

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Fenucci parla al Social Football Summit: «Italiano è un allenatore vincente a tutti i livelli. Il problema delle strutture è prioritario, in Italia facciamo fatica perché…»

Bologna, Fenucci al Social Football Summit: «Italiano allenatore vincente. Il problema delle strutture è prioritario, in Italia facciamo fatica…»

L’Amministratore Delegato del Bologna, Claudio Fenucci, ha offerto un’interessante panoramica sul presente e futuro del club e del calcio italiano durante il Social Football Summit all’Allianz Stadium di Torino.


Italiano: un allenatore vincente
Riguardo all’attuale tecnico, Fenucci ha elogiato: «Italiano è un allenatore vincente a tutti i livelli, aveva gestito bene la Fiorentina con più competizioni. A Bologna viene apprezzato questo tipo di calcio, la sua bravura è stata quella di convincere un gruppo già affermato a sposare le sue idee di gioco».


Il calcio italiano all’estero
Un argomento provocatorio ha riguardato la possibilità di giocare partite di Serie A all’estero. Fenucci ha ammesso la complessità: «Il tema è complesso, il mondo si sta trasformando e il calcio italiano fa fatica a vendere i propri diritti all’estero». Tuttavia, ha visto anche un’opportunità: «Portare il calcio in Australia è un evento: incassiamo di più da lì che da tutti gli eventi della stagione. Se lo guardiamo sotto la promozione del calcio italiano è una cosa da fare, stiamo promuovendo un evento come fanno NBA e NFL».


Algoritmi e scouting
L’AD del Bologna ha poi approfondito il tema della valutazione dei giocatori, basata su tre pilastri: «Credo che ci siano tre pilastri nella valutazione dei giocatori: i dati, ma la differenza la fa la creazione di dati e algoritmi proprietari. C’è poi bisogno dell’analisi scout televisiva ma, secondo la filosofia che ci ha guidato in questi anni, i giocatori vanno visti dal vivo. Anche la conoscenza personale del giocatore è importantissima, quindi il terzo pilastro è l’analisi dal vivo».


Gli impianti sportivi
Infine, Fenucci ha toccato un tasto dolente per l’intero calcio italiano: «Un tema che non riguarda solo Bologna ma il calcio italiano. Il problema delle strutture è prioritario: in Italia facciamo fatica perché in molti contesti è difficile per i club investire da soli senza aiuto esterno, che è un aiuto pubblico». Un chiaro appello alla collaborazione per superare una criticità strutturale.

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Buffon jr da sogno! Il figlio dell’ex Juve trascina la Repubblica Ceca U19: doppia tripletta in meno di una settimana!

Buffon jr illumina l’Europeo U19: ancora una tripletta, la seconda in sei giorni! Le ultimissime notizie sul figlio dell’ex Juve

Louis Thomas Buffon ha vissuto una serata da protagonista assoluto nelle qualificazioni agli Europei Under 19. L’attaccante del Pisa ha aperto le marcature al 35’, ribadendo in rete la respinta sul rigore da lui stesso calciato, e pochi minuti più tardi ha firmato il raddoppio con un destro preciso dal limite. Nella ripresa, al 59’, ha completato la sua tripletta prima di uscire tra gli applausi, contribuendo al 4-0 finale contro i pari età dell’Irlanda del Nord.

Per il giovane figlio d’arte, che ha scelto di vestire la maglia della Repubblica Ceca Under 19, si tratta della seconda tripletta in meno di una settimana. Già contro l’Azerbaigian aveva messo a segno tre reti, arricchite da un assist per Svancara, nel roboante 6-1 che aveva confermato il suo talento e la sua capacità di incidere nelle partite decisive. In quell’occasione aveva realizzato il 2-0, il 3-0 e la rete conclusiva, dimostrando grande continuità sotto porta.

Non tutte le uscite, però, hanno avuto lo stesso impatto: tra le due prestazioni scintillanti si colloca la prova opaca contro Malta. In quella gara Buffon era partito dalla panchina, entrando nella ripresa senza riuscire a imprimere la svolta né a trovare il gol, in un match chiuso sul 2-2. Un passaggio a vuoto che, tuttavia, non ha scalfito il suo momento di crescita, reso evidente dal debutto in Serie A con il Pisa e dalle ripetute conferme in campo internazionale.

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Juventus Women, oggi è vigilia della sfida contro il Lione: ecco le bianconere a disposizione di Canzi. Le ultimissime da Vinovo

Juventus Women, alla vigilia della sfida con il Lione: Canzi ha scelto le bianconere disponibili. Le ultime novità da Vinovo

La Juventus Women si prepara a vivere una delle notti più scintillanti della sua stagione europea. Domani, mercoledì 19 novembre, le bianconere affronteranno la corazzata Olympique Lione in Champions League. Massimiliano Canzi, però, dovrà ridisegnare la squadra facendo i conti con un bollettino medico dai due volti.

La luce: Wälti torna al comando

La notizia più attesa arriva dal centrocampo. Lia Wälti, regista svizzera classe 1993, ha smaltito i problemi fisici e si è allenata regolarmente in gruppo. Arrivata in estate dall’Arsenal per portare esperienza e geometrie internazionali, è pronta a riprendersi le chiavi della manovra. Il suo recupero rappresenta ossigeno puro per Canzi, che contro una mediana fisica e tecnica come quella francese avrà bisogno di ordine e lucidità.

L’ombra: Bonansea e Schatzer ko

Se il centrocampo sorride, l’attacco piange. Barbara Bonansea, leader offensiva e trascinatrice della squadra, si è fermata per una lesione di basso grado al bicipite femorale. Un infortunio che la costringerà a saltare il big match, privando la Juve dei suoi strappi e della capacità di creare superiorità. Non solo: anche la giovane Eva Schatzer, classe 2005, è out. Per lei si attendono ulteriori accertamenti, ma il forfait contro il Lione è ormai certo.

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Italia Gattuso, l’analisi della BBC: l’analisi approfondita sulle parole del commissario tecnico degli azzurri e non solo

Italia Gattuso, il ct sotto la lente della BBC! Approfondimento sulle dichiarazioni del commissario tecnico e sugli scenari

La lamentela di Rino Gattuso riguardo al sistema di qualificazione ai Mondiali, che costringe l’Italia ai playoff mentre altre confederazioni godono di un numero maggiore di posti automatici, ha risuonato in tutta Europa, arrivando fino alla BBC. Il noto network britannico ha condotto un’analisi approfondita per determinare la validità delle affermazioni di Gattuso, concludendo con un cauto «forse Gattuso aveva ragione», seppur con alcune precisazioni.


Le inesattezze fattuali” di Gattuso
La BBC inizia la sua analisi evidenziando alcune inesattezze nelle dichiarazioni di Gattuso. Tre nazioni africane parteciparono al Mondiale del 1994, non meno. La Bolivia, settima in Sud America, non è certa di affrontare solo la Nuova Caledonia e il suo percorso per la qualificazione è comunque complesso. Inoltre, nel 1990 non tutti i secondi classificati si qualificavano automaticamente. Tuttavia, questi sono considerati dettagli rispetto al cuore della questione.


La Sconfitta dell’Italia
L’Italia, pur essendo testa di serie, è stata sfortunata a incontrare la Norvegia, una delle squadre in più rapida crescita, perdendo entrambi i confronti con un complessivo 7-1. La BBC sottolinea come la Norvegia, inizialmente al 43° posto nel ranking FIFA, sia ora salita al 29°, rendendo il compito dell’Italia particolarmente difficile.


La questione dei viaggi e l’Africa
Un altro punto sollevato è la maggiore difficoltà logistica delle qualificazioni sudamericane, che richiedono ai giocatori numerosi viaggi transcontinentali per 18 partite distribuite su due anni. L’Italia, al contrario, ha affrontato otto partite con spostamenti minimi. Riguardo alle nazioni africane, nove delle quali si qualificano, la BBC osserva che, a eccezione di Capo Verde, tutte le altre (Algeria, Egitto, Ghana, Costa d’Avorio, Marocco, Senegal, Sudafrica e Tunisia) sono consolidate sulla scena mondiale, con sei tra le prime 50. Affermare che non meritino un posto a scapito di una nazione europea sarebbe azzardato.


La sperequazione dei posti e la conclusione
La BBC conclude l’analisi ponderando i numeri per confederazione. La quota UEFA per i Mondiali è scesa dal 54% al 33,33%, nonostante quasi la metà delle sue squadre rientri tra le prime 50. L’Africa occupa nove posizioni con il 21,43% degli slot automatici, ma solo il 14% delle sue squadre è nella top 50, suggerendo una leggera sovrarappresentazione. La Concacaf è solida, mentre l’Asia è la vera eccezione: solo l’8,70% delle sue nazioni è tra le prime 50, ma ottiene l’19,05% dei posti automatici (otto). È solo basandosi su quest’ultimo dato che la BBC conclude che «forse Gattuso aveva ragione».

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Mercato Milan, spunta un’incredibile indiscrezione su Leao! Una big a sorpresa sul portoghese: ecco il possibile scenario futuro

Mercato Milan, clamorosa voce: Leao nel mirino di una big a sorpresa. Possibile svolta sul futuro del portoghese

Il Galatasaray, reduce dai grandi investimenti estivi, punta a un nuovo colpo di prestigio nella finestra di mercato di gennaio. Come spesso accade, lo sguardo dei turchi si posa sulla Serie A. Oltre al già noto interesse per Ademola Lookman, nella lista dei desideri compare un nome di assoluto lusso: Rafael Leão, numero 10 e stella del Milan.

Un sondaggio destinato a restare tale

Il gradimento tecnico per il talento portoghese è evidente, ma la pista appare impraticabile. La posizione del Milan è chiara e inflessibile: Leão non è in vendita. Inoltre, il Galatasaray non ha avviato alcun contatto concreto con l’entourage del giocatore.

Leão pensa solo al Milan

Dal canto suo, Leão è totalmente concentrato sugli obiettivi rossoneri. Il portoghese guarda già al cruciale derby contro l’Inter e non prende minimamente in considerazione l’idea di un trasferimento a gennaio.

Un sogno irraggiungibile

Il Milan e il suo numero 10 proseguono insieme il cammino. Nonostante l’interesse forte e dichiarato del Galatasaray, l’operazione resta — almeno per ora — un sogno proibito per il club turco.

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Infortunati Sampdoria, brutte notizie per i blucerchiati! Difesa in emergenza contro la Juve Stabia, tutti gli aggiornamenti

Infortunati Sampdoria: Ferrari, pilastro della difesa blucerchiata, si ferma per una lesione al flessore e salterà tre settimane

La preparazione dei blucerchiati si apre con una tegola pesante. Alex Ferrari, colonna della difesa doriana, dovrà fermarsi per almeno tre settimane a causa di un infortunio muscolare. La sua assenza rischia di pesare non poco sui prossimi impegni di campionato, a partire dalla sfida di lunedì 24 novembre contro la Juve Stabia.

L’infortunio e i tempi di recupero

Secondo quanto riportato da Tuttosport, il difensore si è fermato sabato scorso durante un allenamento per un risentimento al flessore destro. Gli esami hanno evidenziato una lesione di primo grado che lo costringerà a saltare, con ogni probabilità, le gare contro Juve Stabia, Spezia e Carrarese. Una brutta notizia per mister Angelo Gregucci, che dovrà ridisegnare la retroguardia senza uno dei suoi elementi più affidabili.

Il rientro di Ferrari è ipotizzato per il 12 dicembre, in occasione della trasferta di Palermo. Tuttavia, lo staff medico preferisce mantenere cautela, concentrandosi sul recupero completo per evitare ricadute.

La squadra guarda avanti

Nonostante l’assenza del difensore, la Sampdoria prosegue la preparazione con grande concentrazione. La sfida con la Juve Stabia rappresenta un crocevia importante per le ambizioni in Serie B, e Gregucci dovrà puntare sulla compattezza del gruppo per superare questo momento difficile. L’obiettivo resta chiaro: tornare a fare punti e mantenere alta la fiducia in vista delle prossime sfide.

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UEFA, Michele Uva sicuro: «Stadi? L’Italia ha tempo fino all’1 ottobre 2026 per i 5 stadi che può presentare e l’Allianz Stadium è l’unico al momento che ha i parametri»

Intervenuto al Social Football Summit di Torino, Michele Uva ha commentato l’Allianz Stadium in prospettiva di Euro 2032

Michele Uva, già vicepresidente della UEFA e oggi Executive Director per la sostenibilità sociale e ambientale, è intervenuto al Social Football Summit, ospitato all’Allianz Stadium di Torino. Ecco un estratto:

SOSTENIBILITA’ DEL CALCIO ITALIANO – «La FIGC è stata tra le prime in Europa ad analizzare e contestualizzare la nostra strategia, oltre ad applicarla. C’è grande spinta dei partner commerciali e della società civile, secondo me c’è una sensibilità ma è chiaro che il percorso è lungo: l’importante è che ci sia la base, molti club di Serie A hanno il manager di sostenibilità. Siamo sulla buona strada. La sostenibilità si basa su cinque pilastri collegati tra loro: finanziario, sportivo, ambientale, sociale e culturale. Ogni regione segue il proprio percorso, ma l’obiettivo è unirli in una strategia comune. Quando sono arrivato in UEFA nel 2021 c’era ancora poco su questo tema. Prima di creare una strategia serve l’impegno forte della società. Un esempio positivo è la Juventus, che ha iniziato a integrare la sostenibilità nella sua strategia grazie al rapporto CSRD. Infine, l’impatto di carbonio del calcio europeo è molto basso: possiamo fare la nostra parte, ma non possiamo essere noi a salvare il pianeta».

STADI PER EURO 2032 – «Sono molto positivo, non mi arrendo. L’Italia ha tempo fino all’1 ottobre 2026 per i 5 stadi che può presentare e l’Allianz Stadium è l’unico al momento che ha i parametri. Poi c’è sana competizione tra altri 12 stadi per occupare gli altri 4 posti. Per l’UEFA l’Italia è importante e non ospita un grande evento dal 1990, probabilmente le infrastrutture sono state la zavorra che non ci hanno permesso di candidarci. L’obiettivo della UEFA è organizzare l’Europeo per aiutare la FIGC a implementare il processo. Ma una cosa è giocare qui e un’altra è giocare nel vecchio Delle Alpi. L’impiantistica è importante, penso sia un diritto di chiunque assistere a un match in uno stadio coperto e con tutti i servizi. C’è consapevolezza che bisogna accelerare. Quali sono i parametri? In tutto sono 132, a livello di requisiti per uno stadio per essere a norma e UEFA, il 20% sono legati alla sostenibilità».

SAN SIRO – «Ci si augura di avere stadi sempre moderni. L’Allianz Arena ha più di 20 anni ma c’è una percezione di funzionalità e modernità straordinaria. Lo stadio deve essere flessibile: tutto cambia, anche l’aspettativa del tifoso e della società. Noi stiamo puntando sull’agilità, non su strutture chiuse, con aumenti di capienza senza investimenti enormi ma anche flessibilità a livello di spazio».

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Calciomercato Milan, Saelemaekers vicino a rinnovare con la squadra rossonera? La situazione attuale

Calciomercato Milan: rinnovo Saelemaekers, si avvicina l’accordo! Ecco la situazione attuale

Il calciomercato Milan non si ferma mai, nemmeno quando le luci sono puntate sul campo. Oltre alla preparazione della squadra sotto la guida di Massimiliano Allegri, il club rossonero continua a lavorare dietro le quinte per garantire la permanenza dei suoi giocatori più importanti. In particolare, uno dei temi caldi in questi giorni riguarda il rinnovo di Alexis Saelemaekers, esterno belga che ha saputo conquistare la fiducia della dirigenza con le sue prestazioni e la sua grande duttilità sulla fascia destra.

Rinnovo vicino: le trattative proseguono

Secondo le ultime notizie, i contatti tra il Milan e l’entourage di Saelemaekers sono costanti e portano segnali positivi. Sebbene non sia ancora stato fissato un incontro decisivo per la firma, l’atmosfera intorno alla trattativa è di grande ottimismo. Sia il club rossonero che il giocatore sono determinati a trovare rapidamente un accordo per prolungare il contratto, che attualmente scadrà nel giugno 2027. Il rinnovo del belga rappresenta una priorità per la dirigenza milanista, che intende blindare uno dei suoi elementi più preziosi.

I dettagli dell’accordo: quadriennale con opzione

La proposta che il Milan ha messo sul tavolo è molto allettante. L’offerta prevede un contratto quadriennale, con la possibilità di estenderlo per un ulteriore anno, fino al 2031, se entrambe le parti saranno soddisfatte. Questo tipo di accordo rispecchia pienamente la strategia a lungo termine del club, che vuole costruire una rosa solida e duratura. Oltre alla durata del contratto, Saelemaekers potrebbe vedere anche un consistente aumento dello stipendio, in segno di riconoscimento per il suo contributo e per la sua crescita continua sotto la guida di Allegri.

La strategia di Allegri e Tare

Il rinnovo di Saelemaekers si inserisce perfettamente nella visione del nuovo Direttore Sportivo, Igli Tare. L’ex dirigente della Lazio sta lavorando per consolidare il progetto tecnico di Massimiliano Allegri, che apprezza molto le caratteristiche di Saelemaekers. Il belga è un giocatore versatile, capace di adattarsi a più ruoli e di dare sempre il massimo in termini di sacrificio e impegno, qualità molto apprezzate dal tecnico toscano. Blindare Saelemaekers, quindi, non solo garantirà stabilità alla rosa, ma sarà anche fondamentale per puntare a obiettivi ambiziosi, come la conquista dello Scudetto e una solida presenza nelle competizioni europee.

Il futuro di Saelemaekers: un elemento chiave per Allegri

L’imminente incontro tra le parti, che si prevede a breve, è atteso con grande interesse. Se tutto andrà come previsto, Saelemaekers ufficializzerà presto il suo rinnovo con il Milan, prolungando la sua permanenza a Milanello per altri anni. Per il club rossonero, questa è una mossa fondamentale per consolidare il progetto tecnico di Allegri e puntare a traguardi importanti. Il rinnovo di Saelemaekers non solo garantirà stabilità alla rosa, ma rafforzerà anche la competitività del Milan nelle stagioni a venire.

Calciomercato Parma, due squadre pronte a comprare il portiere crociato Suzuki. Ecco la situazione attuale

Calciomercato Parma: Milan e Inter si sfidano per Zion Suzuki. La situazione attuale dei crociati

Il calciomercato estivo di Milano si preannuncia bollente, non solo per le sfide in campo ma anche per il mercato, con le due storiche rivali, Milan e Inter, che si contendono gli stessi obiettivi. La zona di maggiore frizione tra le due compagini è senza dubbio la porta, con entrambi i club che pianificano significativi cambiamenti tra i pali in vista della prossima stagione.

L’addio di Maignan e la corsa per il successore

Il Milan si prepara a salutare uno dei suoi pilastri più solidi: Mike Maignan. Il portiere francese, che ha dimostrato una costante eccellenza tra i pali, potrebbe lasciare Milanello al termine della stagione. La notizia ha spinto la dirigenza rossonera a muoversi con largo anticipo per individuare il suo successore. La stessa situazione riguarda anche l’Inter, che si prepara a una possibile partenza di Yann Sommer, forse a parametro zero. Questo scenario rende il mercato dei portieri ancora più competitivo, con i due club milanesi pronti a darsi battaglia.

Zion Suzuki: il nome che divide Milan e Inter

Uno dei principali obiettivi di mercato per entrambe le squadre è Zion Suzuki, giovane portiere giapponese classe 2002, considerato una delle promesse più brillanti del calcio asiatico. Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Il Giorno, la lotta tra Milan e Inter si concentrerebbe proprio su di lui, con entrambi i club pronti a fare un investimento importante per il futuro. La competizione si fa serrata, con il Milan particolarmente interessato a Suzuki per il suo enorme potenziale e le sue straordinarie qualità tra i pali.

Suzuki, attualmente in forza al Vissel Kobe, ha attirato l’attenzione delle big europee grazie alle sue prestazioni eccellenti in J-League e nelle competizioni internazionali. Le sue caratteristiche principali sono riflessi fulminei, una tecnica di base solida e una grande capacità di leggere il gioco. È un portiere che, nonostante la giovane età, ha già dimostrato una maturità notevole. Con il suo fisico imponente e una capacità di reazione che si adatta perfettamente al calcio europeo, Suzuki rappresenta una scelta ideale per il Milan, che cerca un portiere capace di crescere al fianco di una squadra già consolidata.

Il ruolo di Allegri e l’intensificarsi dei contatti

Massimiliano Allegri, pur preferendo spesso giocatori con maggiore esperienza, potrebbe avallare l’acquisto di Suzuki, riconoscendo il valore di un investimento a lungo termine. Il tecnico rossonero è consapevole che l’opportunità di acquisire un talento generazionale come Suzuki non può essere trascurata, soprattutto considerando le prospettive future. Il Direttore Sportivo del Milan, Igli Tare, è pronto a intensificare i contatti con il Vissel Kobe per superare la concorrenza dell’Inter e assicurarsi il giovane portiere giapponese per costruire il futuro della porta rossonera.

Il futuro di Suzuki: un derby di mercato in vista

Il calciomercato Parma potrebbe quindi essere influenzato da questo derby di mercato, con Milan e Inter che si sfideranno non solo in campo ma anche nel tentativo di accaparrarsi uno dei giovani portieri più promettenti al mondo. Se il Milan dovesse riuscire a strappare Suzuki alla concorrenza, sarebbe un colpo di mercato di grande valore, non solo per il presente ma anche per il futuro del club. La sfida per il portiere giapponese è appena cominciata, e promette di diventare uno degli affari più caldi della prossima estate.

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Calciomercato Milan, quale sarà il futuro di Santiago Gimenez? Spunta fuori una nuova indiscrezione

Calciomercato Milan: il futuro di Santiago Gimenez e l’interesse della Premier League

Il calciomercato del Milan è tornato a essere un tema caldo, con voci che circolano sempre più insistentemente riguardo al futuro di Santiago Gimenez. L’attaccante messicano, ex stella del Feyenoord, non sta vivendo una stagione all’altezza delle aspettative. Nonostante le difficoltà in campo, l’interesse dei club inglesi non sembra diminuire, con diversi club della Premier League che avrebbero già avviato dei sondaggi per valutare la possibilità di acquisire il suo cartellino.

Secondo le ultime notizie riportate da Tuttosport, alcune delle principali squadre inglesi stanno monitorando la situazione di Gimenez, nonostante il periodo negativo che sta attraversando il giocatore. Paradossalmente, la sua stagione deludente potrebbe aprire un’opportunità di mercato per le squadre d’oltremanica, pronte a sfruttare il momento di difficoltà del centravanti rossonero.

Le condizioni per una cessione: prezzo e volontà del giocatore

Per quanto riguarda una possibile cessione, il Milan ha fissato delle condizioni ben precise. La dirigenza rossonera ha stabilito che per aprire a una trattativa, devono essere soddisfatte due condizioni principali. La prima riguarda l’offerta economica: il Milan chiede almeno 25 milioni di euro per il cartellino di Gimenez. Questa cifra riflette la valutazione ancora positiva che il club ha del giocatore e serve a garantire una plusvalenza significativa, nonostante il periodo poco brillante che sta attraversando.

La seconda condizione riguarda la volontà del giocatore. Il Milan, infatti, non è disposto a cedere il giocatore a meno che la proposta arrivi da un club che sia di gradimento di Gimenez. La decisione finale, quindi, dipenderà anche dalla preferenza del giocatore, che dovrà accettare il trasferimento per poter concludere l’affare.

La fiducia della dirigenza e le parole di Tare

Nonostante le difficoltà, la dirigenza rossonera ha espresso fiducia nel recupero di Gimenez. Igli Tare, Direttore Sportivo del Milan, ha sottolineato l’appoggio totale della società e dello staff tecnico nei confronti del giocatore. In occasione della conferenza pre-partita di Milan-Roma, Tare ha dichiarato: “Gimenez sta attraversando un momento difficile, ma ha tutta la nostra fiducia. Il suo infortunio è arrivato in un periodo sfortunato, ma restiamo ottimisti sul suo recupero.”

Le parole di Tare chiariscono la posizione del club: nonostante le voci di mercato e una stagione finora sottotono, il Milan non ha intenzione di cedere facilmente Gimenez. La dirigenza rossonera valuterà solo offerte irrinunciabili, come quella da 25 milioni di euro, ma non è in fretta di privarsi del giocatore. Il futuro dell’attaccante rimane quindi incerto, con i club della Premier League pronti a trasformare i sondaggi in una proposta concreta nei prossimi mesi.

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Calciomercato Verona, Giovane nel mirino di una grande squadra in vista di gennaio. Ecco la situazione attuale

Giovane, il Tesoro del Calciomercato Verona: L’Inter in Pole Position per l’Attaccante

Il Calciomercato Verona è in fermento, con un giovane talento che sta monopolizzando l’attenzione dei top club italiani. Si tratta di Giovane, l’attaccante brasiliano che, nonostante la recente esperienza in Serie A, ha già dimostrato un potenziale enorme, attirando in particolare gli sguardi della dirigenza dell’Inter.

Il club nerazzurro continua la sua opera di monitoraggio sui prospetti più promettenti, e Giovane è ormai in cima alla lista. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, le sue prestazioni con la maglia scaligera non sono passate inosservate, confermando le ambizioni che il giocatore potrebbe nutrire in futuro in un grande club.

Impatto Immediato e Apprezzamento Trasversale

Arrivato a Verona in questa stagione, Giovane ha avuto un debutto esplosivo nel campionato italiano. Non solo ha messo a segno il suo primo gol in Serie A, ma ha anche ricevuto elogi da addetti ai lavori per la sua capacità di incidere subito sul gioco, anche contro avversari di alta classifica.

Tra i riconoscimenti più significativi, spicca quello di Cristian Chivu, che ha pubblicamente sottolineato le sue qualità. Questo plauso da parte di un tecnico legato all’ambiente nerazzurro è un chiaro segnale di quanto il giocatore sia tenuto d’occhio a Milano, alimentando le voci su un possibile approdo alla corte interista. La sua rapida adattabilità al calcio italiano lo rende un investimento particolarmente attraente per una squadra che pianifica con cura il proprio futuro offensivo.

La Posizione Inamovibile del Calciomercato Verona: Prezzo Fissato

Di fronte a un interesse così concreto, il Calciomercato Verona ha subito messo le cose in chiaro. La società scaligera non ha alcuna intenzione di svendere il proprio gioiello e ha già fissato una valutazione alta per l’attaccante.

Il prezzo del cartellino di Giovane si aggira attualmente intorno ai 20 milioni di euro. Questa cifra non è definitiva, ma potrebbe lievitare ulteriormente se il brasiliano dovesse mantenere il suo attuale rendimento o migliorarlo. Questa fermezza nella valutazione è un’arma contrattuale importante in mano al Calciomercato Verona, che intende massimizzare il profitto da un asset tanto prezioso.

Nonostante l’Inter sia tra i club più interessati, la concorrenza è agguerrita, con diverse altre squadre convinte del potenziale del giovane brasiliano. L’Inter è pronta a valutare seriamente un’offerta per rinforzare il proprio reparto offensivo con un prospetto futuribile, ma dovrà monitorare attentamente l’evolversi della situazione, sapendo che il Calciomercato Verona non farà sconti. L’acquisto di Giovane rappresenterebbe un segnale forte sulle ambizioni a lungo termine dei nerazzurri.

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Calciomercato Lazio, Mandas e quello che sarà il suo futuro da gennaio in avanti. La situazione attuale

Mandas Chiede la Cessione: Il Dilemma del Calciomercato Lazio tra Riserve e Plusvalenze

Si preannuncia un gennaio movimentato per il Calciomercato Lazio, con l’ombra di una cessione eccellente che incombe. Christos Mandas, il portiere greco classe 2001, ha chiesto ufficialmente di lasciare Formello, insoddisfatto del minutaggio ridotto all’osso concessogli in questa prima parte di stagione.

Nonostante il portiere avesse prolungato e adeguato il suo contratto fino al 2029 a marzo, un gesto che esprimeva la piena fiducia di Baroni e della società, le gerarchie sotto la gestione di Sarri si sono consolidate, chiudendogli di fatto la porta della titolarità. Per un giovane del suo potenziale, rimanere in panchina rappresenta un freno alla crescita professionale, spingendolo a cercare un futuro altrove.

La Scommessa Svalorizzata: Un Prezzo Dimezzato nel Calciomercato Lazio

La situazione di inattività ha avuto un impatto diretto sulla valutazione del cartellino di Mandas. Se la scorsa estate la Lazio valutava il suo estremo difensore circa 20 milioni di euro, l’attuale andamento della stagione ha drasticamente svalutato il prezzo.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la Lazio sarà costretta a rivedere al ribasso le proprie pretese. Quando le offerte arriveranno, il club cercherà di cederlo per circa la metà del costo stabilito in precedenza. Si parla, infatti, di proposte potenzialmente inferiori ai 10 milioni di euro.

Nonostante il prezzo cali, l’operazione rimane un successo finanziario in ottica Calciomercato Lazio: Mandas fu pagato solo 1 milione di euro nel 2023. Anche vendendolo a cifre dimezzate, la società capitolina è certa di centrare una ricca plusvalenza, dimostrando ancora una volta la capacità di valorizzare i propri asset.

Premier e Liga in Vantaggio: Le Piste Estere

Le ambizioni di Mandas puntano decisamente all’estero. Nonostante l’interesse del Panathinaikos in patria, il portiere non ha intenzione di tornare in Grecia. La sua agenzia, ‘YouFirst’, sta attivamente sondando i mercati più prestigiosi: la Premier League e la Liga spagnola.

In Inghilterra, il Wolverhampton rimane un osservatore attento, dopo aver già tentato un assalto estivo. In Spagna, il Getafe è emerso come una pista concreta. Mandas è in attesa dell’opportunità che gli garantisca il posto da titolare in un campionato di primo piano. Nel frattempo, Sarri potrebbe concedergli un’ultima vetrina per alzare la posta in gioco: la gara di Coppa Italia contro il Milan.

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Calciomercato Genoa, Norton Cuffy (e non solo) potrebbero lasciare la squadra rossoblu. La situazione attuale

Norton-Cuffy e Frendrup: I Gioielli del Calciomercato Genoa al Centro delle Big

Il Calciomercato Genoa si accende con l’interesse concreto dei top club italiani per i suoi talenti più brillanti. Al centro dei riflettori è finito in particolare Brooke Norton-Cuffy, il promettente esterno inglese classe 2004 che si sta imponendo sulla fascia destra della squadra ligure.

L’Inter, alla ricerca di un valido vice per Denzel Dumfries, ha individuato in Norton-Cuffy il profilo ideale: giovane, futuribile e in linea con i parametri economici societari. Le difficoltà di adattamento mostrate finora dall’esterno brasiliano Luis Henrique hanno spinto la dirigenza nerazzurra, con il direttore sportivo Piero Ausilio, a scandagliare il mercato per garantire al tecnico una staffetta di qualità.

L’Inter All’Assalto: Conferme sul Calciomercato Genoa

L’interesse per Norton-Cuffy è reale e arriva con conferme importanti anche dai media, che sottolineano come da Milano e Roma sia partita la vera e propria campagna d’assalto ai gioielli del Grifone. Insieme all’esterno, anche il centrocampista danese Morten Frendrup è finito nel mirino delle big, con Inter e Roma pronte a darsi battaglia per accaparrarsi i due talenti.

Tuttavia, il Calciomercato Genoa può contare su una posizione di forza notevolmente diversa rispetto al passato. Con il recente miglioramento della situazione finanziaria e l’approvazione del bilancio, la società rossoblù non ha più l’obbligo di vendere immediatamente per fare cassa. Questo si traduce in un’importante arma contrattuale nelle mani della dirigenza, che potrà negoziare senza la fretta dettata da necessità economiche.

La Strategia del Grifone: Niente Sconti Immediati

L’obiettivo primario del Genoa è blindare la salvezza in Serie A. Mantenere la categoria è un elemento fondamentale per il proseguimento del risanamento economico e sportivo del club. Per questa ragione, appare difficile che la società accetti offerte al ribasso, specialmente nella finestra di gennaio. La dirigenza non è disposta a cedere i propri pilastri a condizioni non congrue, come dimostrato in passato con il rifiuto di un’offerta da 15 milioni di euro dalla Spagna per Frendrup.

Eppure, uno spiraglio per un accordo che potrebbe soddisfare l’Inter e anticipare la concorrenza esiste. Per assicurarsi Norton-Cuffy, l’Inter potrebbe proporre una soluzione di compromesso: una cessione immediata che permetta al Genoa di incassare subito l’intera cifra pattuita, ma con la formula del prestito di rientro fino a giugno. Questo consentirebbe al club ligure di mantenere il giocatore chiave fino alla fine della stagione, garantendo stabilità alla rosa per la corsa salvezza.

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Calciomercato Lecce, Tiago Gabriel al centro di una grande asta. Ecco la situazione attuale in casa giallorossa

Tiago Gabriel, la Nuova Stella del Calciomercato Lecce: Inter e Juve in Derby per il Difensore

Il Calciomercato Lecce torna ad essere protagonista grazie al fiuto ineguagliabile di Pantaleo Corvino. Il responsabile dell’area tecnica giallorossa ha ancora una volta anticipato tutti, pescando un talento che ora si candida ad essere uno dei nomi più caldi della prossima finestra di trasferimenti: Tiago Gabriel.

Arrivato lo scorso gennaio nell’indifferenza generale dall’Estrela Amadora, club portoghese, il giovane difensore centrale ha avuto un percorso di crescita esponenziale nel Salento. Quello che era un volto sconosciuto è oggi un pilastro fondamentale nello scacchiere tattico di Eusebio Di Francesco, diventando in brevissimo tempo una pedina cruciale per i piani del Lecce.

Il Tesoro di Corvino: L’Assalto delle Big in Ottica Calciomercato

Le prestazioni di Tiago Gabriel, classe 2004 e già nel giro dell’Under 21 portoghese, non sono passate inosservate. Le grandi del nostro campionato, in particolare Inter e Juventus, hanno messo gli occhi sul centrale. Si prospetta un vero e proprio derby di mercato per assicurarsi le prestazioni del difensore, con entrambe le società che avrebbero già inserito il suo nome tra gli obiettivi prioritari.

Secondo le indiscrezioni, l’idea che alletta le due big è quella di concludere l’acquisto già nella sessione di gennaio. Questa mossa permetterebbe loro di anticipare la folta concorrenza, ma la strategia prevederebbe di lasciare il giocatore in prestito al club pugliese fino al termine della stagione. In questo modo, Tiago Gabriel potrebbe completare il suo fondamentale percorso di maturazione in Serie A prima di compiere il grande salto. Al momento, si tratta di un’attenta fase di monitoraggio da parte degli osservatori di Beneamata e Vecchia Signora, ma i margini per un affondo sembrano esserci.

Una Plusvalenza Capolavoro per il Calciomercato Lecce

Per il Lecce, l’operazione Tiago Gabriel si sta rivelando un autentico capolavoro finanziario, destinato a generare una plusvalenza d’oro. Acquistato per poco più di 1 milione di euro (più bonus legati a presenze e salvezza), la sua valutazione attuale ha raggiunto cifre vertiginose.

Trattare con Corvino, noto per la sua fermezza, non sarà semplice. Il prezzo lo stabilisce lui e, ad oggi, il cartellino del difensore si aggira intorno ai 20 milioni di euro. Una cifra che testimonia non solo il valore del calciatore, ma anche l’abilità dello scouting del club salentino. La crescita sul campo giustifica pienamente l’impennata: dopo soli due spezzoni nella passata stagione, quest’anno Tiago Gabriel è diventato un titolare inamovibile, giocando quasi tutte le partite e trovando anche il suo primo gol in Serie A.

Il Calciomercato Lecce è in fermento: Tiago Gabriel è pronto a infiammare l’asta.

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Thuram sicuro: «All’Inter tanta passione e ambizione. Ora voglio raggiungere quel grande obiettivo»

Ecco le dichiarazioni di Thuram, attaccante dell’Inter, su quelle che sono state le sue emozioni con la maglia nerazzurra

Marcus Thuram, attaccante dell’Inter, ha rilasciato qualche dichiarazione alla quarta puntata di “Wheel Talks”, il format di Inter TV

INTER – “Quando penso all’Inter penso a San Siro, penso alla passione, a “Pazza Inter”, a tutte le emozioni che l’Inter dà ai giocatori e ai tifosi. Sono molto felice di essere qua. Quando ho cominciato con il calcio era un gioco con gli amici, poteva essere a scuola o con la mia prima squadra. Oggi, quando vengo agli allenamenti, ritrovo questa gioia di giocare con i compagni e fare sforzi insieme. La moda? In una città come Milano ti spinge a fare sempre meglio e a trovare nuovi outfit. Mi piace la moda, da quello puoi capire che tipo di persona sei.”

MOMENTI MIGLIORI – “I miei esempi? La mia famiglia, ma anche mio fratello piccolo, la gente che vedo tutti i giorni che mi insegnano cose diverse. Il momento migliore? La vittoria dello scudetto della seconda stella, al mio pimo anno, la vittoria contro il Milan, il gol, la pioggia, mi ricordo tutto, la festa in Duomo… È stato un momento veramente particolare e incredibile.”

PARMA – “Parma è dove sono nato, dove giocato mio padre. Non ho tanti ricordi, siamo andati via quando avevo 5 anni, ma so che è una città speciale per la mia famiglia e anche per me, sono nato lì”.

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Mercato Milan, quel rossonero è finito nel mirino della Premier League! In corso dei sondaggi: i rossoneri fissano il prezzo, le ultime

Mercato Milan: un calciatore rossonero è finito nel mirino della Premier League! Sondaggi in corso, fissato il prezzo

La stagione di Santiago Giménez non è stata finora all’altezza delle aspettative: il centravanti messicano fatica a ritrovare la via del gol e le sue prestazioni hanno lasciato qualche perplessità. Nonostante ciò, il suo nome continua ad accendere l’interesse della Premier League. Secondo quanto riportato da Tuttosport, alcuni club inglesi avrebbero già avviato i primi contatti per sondarne la disponibilità.

Le condizioni del Milan per la cessione

Il Milan, pur non chiudendo la porta a un’eventuale partenza, ha fissato due paletti chiari e imprescindibili:

  • Offerta congrua: almeno 25 milioni di euro per il cartellino.
  • Destinazione gradita: il trasferimento dovrà essere accettato dal giocatore.

La fiducia della società rossonera

Nonostante i rumors, la dirigenza rossonera continua a mostrare compattezza e fiducia. Prima della sfida contro la Roma, il direttore sportivo Igli Tare ha ribadito su DAZN: «Giménez è in un periodo no, ma ha tutta la fiducia della società e dello staff».

Il dirigente ha ricordato come le difficoltà siano legate anche a un infortunio alla caviglia, arrivato in un momento delicato: «Il suo infortunio è arrivato in un momento che non ci voleva, ma guardiamo avanti. Sono cose che fanno parte del gioco».

Tra presente e futuro

Il Milan, dunque, resta compatto attorno al suo attaccante, convinto che possa ritrovare la forma migliore. Allo stesso tempo, però, non esclude di valutare offerte importanti provenienti dall’Inghilterra: solo proposte “monstre” potrebbero aprire la strada a un addio.

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Thorsby si racconta: «Tornare al Mondiale? Significa tutto: dopo 25 anni di sofferenze siamo di nuovo lì. È stata una serata storica. Sull’Italia…»

Norvegia, parla Thorsby: «Tornare al Mondiale? Significa tutto: dopo 25 anni di sofferenze siamo di nuovo lì. È stata una serata storica»

C’è un bel pezzo di Italia nella Norvegia che ha brutalizzato l’Italia tra andata e ritorno con un 7-1 complessivo. Tuttosport ha raccolto la testimonianza di Morten Thorsby, 29 anni, giocatore del Genoa.


COSA SIGNIFICA TORNARE AL MONDIALE – «Tutto: dopo 25 anni di sofferenze siamo di nuovo lì. È stata una serata storica, vincere 4-1 a San Siro è stato assurdo, non capiamo ancora cosa abbiamo fatto, però siamo molto contenti».
LA DIFFERENZA TRA PRIMO E SECONDO TEMPO – «Non so se nel primo tempo eravamo un po’ impauriti, di certo non eravamo noi. Nella ripresa ci abbiamo messo tanta energia e abbiamo ribaltato la partita».
LA CRESCITA DELLA NORVEGIA – «Negli ultimi anni c’è stata una crescita esponenziale perché, oltre a fenomeni come Haaland, abbiamo tutti calciatori che giocano nei campionati top. E quello fa la differenza».
L’ITALIA – «Nel primo tempo ho visto una bella Italia che ci ha fatto anche soffrire tanto; nel secondo invece era una squadra molle, che sembrava senza energie. Forse avevano capito che ormai non avevano più speranze di qualificarsi (l’Italia avrebbe dovuto vincere 9-0, ndr) però è strano vedere una squadra che gioca in casa mollare in quel modo». «Beh, se l’Italia è quella del primo tempo può di certo fare bene perché è una squadra che ha qualità».
IL CAMPIONATO ITALIANO – «Non è vero che il campionato italiano non è allenante. Piuttosto l’Italia non è riuscita a mettere in campo quell’energia che avevamo noi… Noi volevamo il Mondiale sopra ogni altra cosa, loro non sembrava che avessero lo stesso fuoco».

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Serie B, la curiosa storia di Aljosa Vasic: arrivato tre stagione in rosanero, la parabola del giovane serbo-bosniaco

Serie B, la parabola di Aljosa Vasic: tre stagioni in rosanero per il giovane talento serbo-bosniaco. Il punto del Corriere dello Sport

La storia di Aljosa Vasic incarna le difficoltà di un giovane talento nel farsi strada a Palermo, ma anche le qualità, non solo tecniche, necessarie per emergere in questo contesto. La racconta oggi il Corriere dello Sport. Il serbo-bosniaco, cresciuto calcisticamente in Italia, è arrivato in rosanero tre stagioni fa, incarnando il prototipo di calciatore su cui il City Group puntava per sperimentare una crescita in una categoria superiore, proveniente dalla Serie C con 8 reti nel Padova, agendo indifferentemente da mezzala o trequartista.


Tuttavia, il salto in Serie B si è rivelato più arduo del previsto. A Vasic non sono state concesse molte chance, e il ragazzo, alle prime esperienze in cadetteria, è finito nel frullatore di una squadra alle prese con problemi che certamente non dipendevano da lui. Alla ripresa del campionato a Chiavari contro l’Entella, si prospettano diverse novità, e Vasic potrebbe finalmente trovare la sua occasione. Inzaghi sta pensando di schierarlo titolare per rivitalizzare un reparto che si è inceppato. È il terzo allenatore consecutivo a giurare sulle sue qualità. Mentre si delineava una sua cessione in prestito, Pippo si è imposto, insistendo sul valore del ragazzo. Anche Corini e Dionisi, in precedenza, raccontavano di un calciatore che si allenava benissimo e che avrebbe meritato più spazio. Però, alla fine, questo spazio non si trovava mai, fosse per la concorrenza o per motivi tattici.


In questi due anni e uno spezzone, Vasic è stato impiegato da titolare in campionato appena 7 volte: 5 con Corini, con cui era partito titolare in un Palermo che scattò in testa prima di cedere, e 2 con Dionisi, sempre in trasferta. Poi molti ingressi da subentrato senza riuscire a incidere, ma a volte in ruoli adattati, come l’esterno. Da buona parte dell’opinione pubblica (non tutta), Aljosa è stato bocciato senza appello, ma le valutazioni di chi è dentro la macchina sono diverse. E parlano di un talento su cui bisogna lavorare, che deve imparare da solo a cavarsela nelle tempeste, ma che possiede doti che nell’organico rosanero pochi hanno.

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Napoli, Alessandro Siani sul momento dei partenopei: «Conte vale tanto oro quanto pesa. E’ un maestro nello stimolare i calciatori. Sulle concorrenti e il mercato…».

Napoli, il comico Siani parla del momento in casa azzurra: «Conte vale tanto oro quanto pesa. E’ un maestro nello stimolare i calciatori»

Sono giorni delicati in casa Napoli, tra la pesantezza della situazione infortuni e le recenti esternazioni di Antonio Conte che hanno inquietato l’ambiente. Servirebbe un po’ di capacità di sdrammatizzare, come quella che è nelle corde di Alessandro Siani. L’attore ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport.


COME VEDE IL NAPOLI OGGI – «Con fiducia e preoccupazione. La fiducia starà nell’atteggiamento sempre orgoglioso che la squadra del Napoli mostrerà ogni volta che scenderà in campo; la preoccupazione deriva dalle tante sconfitte che ci stanno un pochino confondendo».
DUE SCUDETTI IN TRE ANNI – «E per un anno intero, quello del quarto scudetto, con la dimostrazione di forza che i calciatori davanti agli avversari, e soprattutto a noi stessi, hanno saputo offrire. E, comunque, nei discorsi che si sentono in giro, ora va di moda quello sulla differenza tra giocare bene e perdere e giocar male e vincere: vi sembrerà una banalità, ma i tre punti fanno tutta la differenza e ti cambiano la giornata, non solo quella di campionato. E a me, come a chiunque altro, credo che alla fine interessi solo il risultato».
DE LAURENTIIS E LE “TRE C”: CUORE, CAZZIMMA E CONTE – «Mi sembra giusto l’intervento, anche per sostenere le scelte dell’allenatore. Però io sulle tre C — immagino siano “cazzimma”, cuore e Conte — ho un dubbio. Secondo me, Aurelio voleva dire le tre V: vincere, vincere e vincere. Mi sembra lo slogan che tutti i tifosi amano e che finisce per mettere sempre d’accordo. Poi chi se lo ricorda il bel gioco…».
CONTE – «Conte vale tanto oro quanto pesa. Ci ha abituato in questi suoi sedici mesi a un mix di grinta, di protezione, di passione che si spinge ben oltre l’immaginabile pensiero sportivo». «Conte è un talento vero, perché entra nella testa dei calciatori. E qui si parla quindi di umanità. Penso che pochi altri siano come lui, capaci di leggere in anticipo le situazioni, pure quelle che possono diventare allarmanti. E ciò che all’esterno appare esagerato, in realtà diventa visione lucida di chi deve esorcizzare il pericolo».
LE SUE PAROLE PER SCUOTERE – «Ha intuito, anzi ha capito che c’era stanchezza, che bisognava intervenire e lo ha fatto a modo suo. Ha voluto scuotere l’ambiente, per spingerlo a caricare la squadra e a starle vicino. Napoli è città vulcanica, qua non pensate che ci sia solo o soprattutto zolfo o odio, noi abbondiamo in fosforo. Non dimentichiamo! E Conte è un maestro nello stimolare i calciatori. Lo scudetto dell’anno passato appartiene quasi al mondo dell’impossibile, l’abbiamo conquistato credendoci fino all’ultimo secondo della trentottesima di campionato. Un capolavoro da campioni d’Italia».
LE CONCORRENTI – «Come dicono i giornalisti, le solite note. Mettetele voi nell’ordine, anzi ve le dico come la sento: Inter, Milan, Juventus e pure la Roma. Sono grandi avversarie che in molti casi hanno calciatori di qualità, non hanno paura del palcoscenico e ci sanno stare. Poi basta dare un’occhiata e si vede, stiamo tutte quante lì, domenica sera ci sarà il derby di Milano per dirne una. In un fine settimana si può passare da uno stato d’animo all’altro».
GLI INFORTUNI – «Mi dispiace per De Bruyne, Anguissa, Lukaku, per quelli che hanno avuto problemi fisici in questi mesi in cui è sembrato che la sfortuna avesse preso di mira soltanto noi. E allora visto che i flessori e i bicipiti femorali si sono bruciati, il Napoli lascerà che in campo scenda il cuore, muscolo che copre ogni affanno e permette di tornare a respirare lassù, al primo posto, dove si sta meglio che al terzo».
IL MERCATO – «Ci vuole calma. E poi tra poco arriva gennaio, con una campagna acquisti efficace riusciremo a fronteggiare l’emergenza. Il Napoli non si è risparmiato, ha acquistato attori di primissima fascia. Solo che qualcuno si è fatto male e pazienza: guarirà e tornerà più forte di prima. Noi aspettiamo De Bruyne, Lukaku, Anguissa e pure Meret, Gilmour e Spinazzola, ci mancherebbe». «Quando sarà sparita questa tensione, la gioia sarà doppia: godiamoci questo campionato vincendo e convincendo. Proprio come l’anno scorso. Noi siamo il Napoli e lo confermeremo».

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Tirelli (mental coach) analizza la situazione psicologica dell’Italia: «Le due parole chiave sono equilibrio e autostima. Questa è la differenza tra club e Nazionale»

Il mental coach Stefano Tirelli analizza la situazione psicologica della Nazionale dopo la sconfitta con la Norvegia e offre soluzioni per il futuro

Stefano Tirelli, mental coach che ha lavorato con diversi giocatori di calcio, interviene oggi su Tuttosport per analizzare la situazione della Nazionale sotto il profilo psicologico dopo la debacle con la Norvegia.

COME GESTIRE IL 4-1 – «Credo che le due parole chiave siano equilibrio e autostima. Equilibrio vuol dire gestire questa situazione creando un valore, e quindi una stima, di quello che si è. Ma che sia oggettiva, e non fomentata dall’emotività, perché questa può alterare la reale percezione del nostro valore, a livello tecnico, fisico, mentale. Oggi la Nazionale non è all’altezza della Norvegia, che ha dimostrato di essere più forte. Serve dirselo in modo oggettivo, senza nemmeno considerarsi inadeguati alla possibilità di andare ai Mondiali. Altrimenti il rischio è di arrivare troppo tesi, in ansia, agli appuntamenti decisivi».

COSA FARE ADESSO – «Bisogna azzerare, nei limiti del possibile, ogni confronto con il passato. Quello che stanno vivendo questi giocatori, nella maggior parte dei casi, è in realtà del tutto nuovo, non ha collegamento con esperienze pregresse. Bisogna azzerare il confronto e isolarsi il più possibile da fonti esterne di sovraccarichi emotivi. Parlo di social e non solo. Non bisogna essere troppo carichi, e nemmeno troppo rilassati. Serve un giusto livello di attivazione, serve buona ansia da prestazione».

È DIVERSO GIOCARE PER UN CLUB E PER LA NAZIONALE – «La mia esperienza dice di sì. Quando si indossa la maglia della Nazionale si percepisce un diverso senso di orgoglio e di responsabilità. Sono certo che lo staff azzurro saprà gestire questo sovraccarico, che può essere fonte di stimolo e di positiva attivazione ma, se eccessivo, potrebbe creare un deficit nella performance».

GATTUSO HA PARLATO DI BRACCINO – «Nello sport si tende a parlare di nikefobia: è un’attitudine al timore della vittoria. Se così fosse, oggi ci sono diverse tecniche di contenimento».

LE DIFFICOLTÀ DEL CT – «Sì, Gattuso ha meno tempo e quindi meno possibilità di intervenire sul singolo. Oggi abbiamo una Nazionale che deve stimarsi come una Nazionale capace di raggiungere l’obiettivo, ma allo stesso tempo che per arrivarci deve a tutti i costi dare il 100%. Teoricamente, è una Nazionale che ha meno possibilità, rispetto ad altre del passato, ma questo può diventare anche un’opportunità. Essere troppo favoriti può giocare brutti scherzi, essere sottovalutati può aiutare a reclutare risorse attinenti a orgoglio e sana rabbia».

CHIESA PUÒ RITROVARSI IN AZZURRO – «Non conosco personalmente Chiesa, né la sua situazione. L’unica cosa che posso dire è che se si arriva a dire di no a una convocazione, è perché non si può fare altro. La chiamata di un ct è emozionante: se riterrà di potersi esprimere in un certo modo, sarà il primo a chiamare Gattuso».

Italia Under 21 Europei, azzurrini in cerca di riscatto: Baldini prepara la sfida contro il Montenegro, all’inseguimento della capolista Polonia

Italia Under 21 Europei, dopo la sconfitta contro la Polonia, gli azzurrini sono chiamati a reagire per mantenere vive le speranze di qualificazione

L’Italia Under 21 di Silvio Baldini si trova a inseguire la Polonia, capolista del girone di qualificazione con tre punti di vantaggio, dopo aver perso lo scontro diretto per 2-1 a Stettino. Una situazione che ricorda quella della Nazionale maggiore, seppur con un epilogo meno amaro, dato che gli azzurrini hanno subito il pareggio a pochi minuti dalla fine, vedendosi poi sorpassare a tre minuti dal termine.

Silvio Baldini, seppur rammaricato per la sconfitta, ha espresso orgoglio per il gruppo: «A fine primo tempo ho pensato che avevamo fatto un’ottima partita… Mi è dispiaciuto come sia finita anche perché so quanto stia lavorando Gattuso e quanto ci tenga a far crescere la squadra. Per quanto riguarda noi avreste dovuto vedere in che modo il gruppo si è allenato sabato e domenica, con questo spirito tutto diventa più semplice. Se ci facessimo condizionare dalla sconfitta, vorrebbe dire che non abbiamo capito questi ragazzi. So che nel calcio contano i risultati, ma ribadisco che sono orgoglioso di questi giocatori, ai quali non manca il coraggio e la voglia di vincere».

Oggi, a Niksic (ore 18.30, diretta Rai 2), l’Italia Under 21 affronterà il Montenegro, squadra ostica e terza in classifica a soli tre punti dagli azzurrini. Una vittoria sarebbe cruciale per ipotecare almeno il secondo posto finale, in attesa della rivincita contro i polacchi che si disputerà tra circa un anno.

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Per la sfida contro i montenegrini, Baldini dovrà fare a meno di Koleosho, squalificato per doppia ammonizione, e del difensore Palestra, fermato per tre gialli in cinque partite. «Giocheranno Fortini in difesa – le indicazioni di Baldini – Fini avanti mentre Cherubini si sposterà sull’altra fascia».

L’undici titolare dovrebbe ricalcare quello visto venerdì scorso: Palmisani in porta, Comuzzo e Mane al centro della difesa, Bartesaghi sulla sinistra. A centrocampo, gli “intoccabili” Pisilli e Lipani saranno affiancati da Dagasso. In attacco, Fini a destra, Cherubini a sinistra e il solito Camarda al centro, rimasto a secco nell’ultimo incontro.

Filippo Mané, difensore del Borussia Dortmund, ha fatto eco alle parole del mister, sottolineando l’importanza di voltare pagina: «Purtroppo non è bastato, in pochi minuti la Polonia ha saputo ribaltare la partita, e il nostro errore è stato quello di aver forse abbassato la concentrazione in quei due episodi decisivi. Abbiamo continuato a lavorare senza farci influenzare dal risultato di venerdì. Non cambiamo la nostra mentalità».

Questa partita sarà un banco di prova importante per testare la reazione della squadra dopo la prima sconfitta della gestione Baldini. La differenza reti è un fattore da considerare (Polonia +16, Italia +9), quindi da qui in poi, nel girone di ritorno, ogni occasione dovrà essere trasformata in gol per evitare di arrivare allo scontro diretto con un divario eccessivo, come accaduto alla Nazionale maggiore. Il Montenegro, seppur inferiore all’Italia, ha giocatori interessanti come il centravanti Perisic. Il gioiellino Djukanovic, presente all’andata, è stato convocato dalla nazionale maggiore.

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Ravaglia si racconta: «Mi sento pronto, il mio sogno è alzare più trofei. Pagliuca un maestro. Momento positivo? Merito di tutti. Teniamo a tutte le competizioni!»

Ravaglia si prepara a tornare titolare con il Bologna dopo l’infortunio di Skorupski. Le sue parole tra carriera, sfide future e forza del gruppo

Federico Ravaglia è pronto a riprendere il posto da titolare e a difendere la porta del Bologna dopo l’infortunio di Skorupski. Al Corriere dello Sport si è raccontato in una bella intervista.

IL SOGNO – «Alzare un altro trofeo, ma anche più di uno. È il sogno di tutti noi».

GIOCARE NEL BOLOGNA – «Giocare nel Bologna non la definirei una responsabilità. Per me è un onore. Il poter rappresentare un’intera città e difendere i colori del luogo in cui sono nato, lo sento davvero come un privilegio».

PAGLIUCA COME MAESTRO – «Lui è uno dei maestri che ho avuto. Abbiamo un bel rapporto anche perché sono amico di suo figlio Mattia. Poi ci sentiamo spesso per prenderci in giro per il basket. Io sono sponda Fortitudo, lui Virtus. Ma negli anni mi ha dato tanti consigli importanti per la mia carriera. Molti sono coloriti e quindi non si possono dire, ma li conservo tutti perché mi sono stati di insegnamento anche a livello caratteriale».

IL SEGRETO DI QUESTO BOLOGNA – «Il segreto è la coesione del gruppo. Piace anche a me citare Sinisa Mihajlovic e pensare che sia partito tutto da lui. Dietro questo ciclo della squadra c’è un grande gruppo fatto da persone e giocatori, una solidità societaria a partire dal presidente Saputo e davvero tutto l’ambiente a Casteldebole, senza dimenticare nessuno».

IL LAVORO DI ITALIANO – «La squadra sta attraversando un momento positivo ed è merito di tutti. Il mister, poi, lavora tantissimo sulla fase offensiva per mettere gli attaccanti, esterni e centrali, nella condizione di poter fare gol. Il gioco è improntato su quello e poi cura i dettagli. Gli piace lavorare con gli attaccanti a fine allenamento e questo porta i suoi frutti».

OBIETTIVO UDINESE – «Teniamo a tutte le competizioni in egual modo e cercheremo di arrivare più avanti possibile in ognuna. Ma il focus adesso è sull’Udinese».

IL RECUPERO DALL’INFORTUNIO – «Adesso sto bene. L’infortunio è stato un episodio sfortunato: sono scivolato durante un’esercitazione con la squadra e mi sono fatto male da solo. Sto bruciando le tappe perché la caviglia non mi stia dando troppi problemi. Sto riprendendo bene e non vedo l’ora di tornare in campo. Ho lavorato a Casteldebole tutti i giorni della sosta per essere pronto il prima. Dopo l’infortunio di Lukasz ho dovuto accelerare i tempi di recupero, ma sono pronto e sono sicuro starò bene».

L’ESORDIO DI PESSINA E IL CAMBIO DI DESTINO – «Siamo tutti contentissimi per Massimo, un ragazzo giovanissimo. Ha avuto un’opportunità inaspettata, ma lui è stato freddo, lucido da quando è entrato fino alla fine: ha fatto le cose semplici che doveva fare. È una giornata da ricordare. Io ero in tribuna, ma dopo l’infortunio di Skorupski sono sceso in spogliatoio prima di tutto per vedere come stava e poi per vedere la partita giù con i magazzinieri e lo staff».

PRONTO PER LA TITOLARITÀ – «Mi sento pronto. Anche se mi dispiace per Lukasz, sono contentissimo di poter avere continuità. Io penso partita dopo partita e sono già concentrato per la gara contro l’Udinese. Dovremo cercare di fare una grande prestazione perché sono una squadra fisica, il campo è difficile e per noi storicamente è una sfida complicata».

I TROPPI INFORTUNI – «Si gioca tanto e i tempi di recupero sono sempre meno, ma non possiamo farci niente. Il dato che parla è che ci sono molti più infortuni ed è un segnale, ma noi non possiamo farci niente, è il nostro lavoro. Noi dobbiamo solo pensare ad andare in campo e il calendario non ci spaventa. La nostra rosa è allestita per sopperire anche a momenti del genere e abbiamo tutti fiducia in tutti i componenti della squadra. Anche perché grazie al mister sappiamo di essere tutti coinvolti. Gli infortuni esistono. Certo, ce ne stanno capitando un po’ più del dovuto in questo periodo».

I GIORNI PIÙ BELLI – «Ce ne sono tanti. In mente ne ho tre: l’esordio in Champions, la partita vinta 2-0 con il Napoli e l’ottavo di finale di Coppa Italia. Spero di viverne molti altri, ma al di sopra di tutti c’è la vittoria in Coppa Italia».

I SUOI MAESTRI – «A Bologna ho potuto imparare da tanti maestri, Bucci prima, poi Alfred Dossou-Yovo, Iago Lozano, e ora da Rosati e Sicignano. Tutte grandi persone oltre che grandi professionisti e sono il segreto dell’ambiente che si è creato tra noi portieri. Ne gioviamo tutti».

LA FAMIGLIA E IL FRATELLO GEMELLO – «Mamma e papà sono importantissimi, li ringrazio. La mia passione di stare tra i pali è nata da mio papà. Anche il mio gemello Alessandro gioca a calcio: è nel Valsetta Lagaro in Promozione. Adesso è infortunato e gli sto vicino. Spesso lo scambiano per me. Allo stadio gli chiedono foto e autografi e lui ogni tanto sta al gioco. Ogni tanto invece dice che non è me, ma i più ostinati non gli credono».

Manchester United, pronto un nuovo colpo? Joao Gomes da l’ok, operazione da 44 milioni con il Wolverhampton per portarlo alla corte di Amorim!

Calciomercato estero, il Manchester United prepara un nuovo colpo per il centrocampo: Joao Gomes da l’ok. Operazione da 44 milioni con i Wolves

Il Manchester United è già attivo sul fronte del mercato di gennaio, con l’obiettivo di rinforzare la propria rosa per migliorare le prestazioni e, soprattutto, i risultati. Secondo quanto riportato da Record, il club inglese ha messo nel mirino Joao Gomes, centrocampista di proprietà del Wolverhampton, che potrebbe cambiare casacca nel giro di un mese e mezzo, restando però in Premier League.

L’offerta per il giovane brasiliano sarebbe di circa 44 milioni di sterline, una cifra che il Manchester United è disposto a investire per un giocatore capace di ricoprire diversi ruoli. Joao Gomes è infatti in grado di giocare non solo come regista e interditore, ma anche come esterno e rifinitore, un jolly che potrebbe risultare molto utile anche per Ruben Amorim, allenatore del Wolves. Il centrocampista ha collezionato finora 11 presenze in campionato e 3 in Coppa di Lega, totalizzando 953 minuti giocati.

Secondo l’edizione odierna di Record, Joao Gomes avrebbe espresso gradimento per la destinazione al Manchester United, ma ora la palla passa al Wolverhampton, che dovrà decidere se accettare l’offerta che arriva da Old Trafford. Se l’affare dovesse concretizzarsi, Gomes si trasferirebbe al Manchester United, rimanendo però in Inghilterra e continuando la sua carriera in Premier League.

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Sacchi duro: «L’Italia deve lavorare sodo, è l’unica medicina. Non riesco a immaginare cosa accadrebbe senza Mondiale. In partita ho visto errori da non commettere»

Sacchi ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport sulla situazione della Nazionale italiana. Le parole dell’ex tecnico dure nei confronti della squadra

Arrigo Sacchi esprime preoccupazione per il futuro della Nazionale. Nelle dichiarazioni rilasciate a La Gazzetta dello Sport, l’ex propone soluzioni pratiche per risollevare le sorti degli azzurri, tra umiltà, gioco di squadra e la necessità di ricostruire il morale.

PREOCCUPAZIONE PER IL FUTURO DELL’ITALIA – «Non riesco nemmeno a immaginare che cosa succederebbe se l’Italia non si qualificasse per il Mondiale, però bisogna che ci diamo una svegliata! Non è possibile giocare come abbiamo fatto nel secondo tempo con la Norvegia. E chi mi dice che a marzo, quando ci saranno le partite decisive, le cose cambieranno? Adesso, in una simile situazione, io conosco una sola medicina: il lavoro. Solo che Gattuso non può lavorare con la squadra, perché i giocatori tornano nei loro club e allora tutto si complica. Ripeto: sono preoccupato».

ERRORI INDIVIDUALI E COLLETTIVI INACCETTABILI – «Ho visto errori individuali e collettivi che, a un certo livello, non si possono commettere. Cerco una giustificazione nell’atteggiamento psicologico, forse nella ripresa. Gli azzurri si sono un po’ spaventati, si sono persi d’animo e hanno avuto paura di vincere, non so… Resta il fatto che in tutti e quattro i gol che abbiamo subito domenica sera ci sono stati errori clamorosi che un calciatore di Serie A non può fare. I difensori ne hanno combinate di tutti i colori, c’è chi ha voltato le spalle all’avversario che crossava, c’è chi ha lasciato Haaland libero di calciare in mezzo alla nostra area, c’è chi ha sbagliato il passaggio in impostazione, c’è chi si è fatto ubriacare dalle finte in contropiede. No, così davvero non si va lontano».

SERVE UMILTÀ E UNO STAGE A COVERCIANO – «Serve una presa di coscienza dei nostri limiti. Per farlo, però, è necessaria un’abbondante dose di umiltà. Qui c’è da comportarsi come un maestro che insegna l’alfabeto ai bambini di prima elementare, e badate che non sto esagerando. Sento parlare di moduli, di schemi, di tattiche di attacco, ma lo vogliamo capire che si deve lavorare in profondità sui concetti-base? A mio avviso servirebbe uno stage a Coverciano prima dell’impegno di marzo: Gattuso potrebbe allenare per qualche giorno, ricompattare il gruppo dopo questa batosta, ricaricare le batterie anche dal punto di vista psicologico e migliorare ciò che ancora non funziona. Ma sono sicuro che i club si opporrebbero a una simile richiesta del commissario tecnico, ricordo bene le battaglie che dovetti combattere io quand’ero sulla panchina della Nazionale. In Italia prevalgono sempre gli interessi individuali, gli egoismi e non si vuole capire che per costruire una squadra, e la Nazionale è una squadra, servono tempo, pazienza e allenamenti, tanti allenamenti. Ma i miei, lo so già, sono discorsi al vento…».

IL PERCORSO DI GATTUSO E LA FORZA DELLA NORVEGIA – «Ha vinto cinque partite e ne ha persa una, malamente, contro una squadra che è più forte dell’Italia. Questo bisogna che ce lo mettiamo bene nella testa: in questo momento la Norvegia è superiore a noi. Se non prendiamo coscienza di questo, e continuiamo a pensare che siamo bravi a prescindere, allora andremo ancora a sbattere contro il muro».

COSA DOVREBBE FARE GATTUSO ORA? – «Chiedere uno stage, come ho detto. E poi trasmettere le sue idee di calcio che, prima della sfida contro la Norvegia, in parte si sono viste. Ha ereditato una situazione tutt’altro che semplice, Rino dà tutto quello che ha. E quando uno ci mette l’anima gli si può soltanto dire grazie. Piuttosto, i giocatori facciano un esame di coscienza e si chiedano se loro hanno davvero dato tutto».

PAURA DEGLI SPAREGGI E NECESSITÀ DI CALMA – «Paura, mai. Però vedo molte incognite. Dopo aver preso quattro sberle così non credo che l’ambiente sia tranquillo e rilassato. Dunque, c’è bisogno di ricostruire il morale di tutto il gruppo. Mi preoccupano, e non poco, le pressioni alle quali la Nazionale sarà sottoposta prima delle partite decisive. Questa non è una squadra che, a mio avviso, può sopportare un peso così forte. Credo che sarebbe saggio, dopo aver analizzato gli errori commessi e aver cercato le soluzioni adatte, azzerare le polemiche, eliminare i dubbi e concentrarsi tutti sull’obiettivo. Di tutto c’è bisogno, in questo momento, tranne che di tensioni».

IL GIOCO COME SOLUZIONE, NON I SINGOLI – «Mi conoscete: dico il gioco. Quello può risolvere i nostri problemi. Non parlatemi di singoli, per favore. Perché se poi questi singoli, a marzo, quando ci sarà da scendere in campo per conquistare la qualificazione, non saranno in forma, o magari saranno infortunati, che cosa facciamo? Lo vedo anch’io che Pio Esposito è una bella risorsa, non sono mica cieco, ma lasciamolo crescere senza creare troppe aspettative. Gli faremmo soltanto del male. Ripeto: Gattuso deve pensare al gioco, a come disegnarlo sul campo, a come svilupparlo, alle distanze giuste tra i reparti, ai raddoppi di marcatura. Ma avete visto come l’Italia si è allungata nel secondo tempo? Se non sei compatto, finisce che subisci gli avversari che s’infilano negli spazi e ti mandano in crisi. Questo Gattuso lo sa bene e sono sicuro che provvederà. Io mi fido di lui, i giocatori lo seguano e noi tifosi cerchiamo di fare la nostra parte creando un ambiente positivo. Solo così possiamo pensare di conquistare la qualificazione».

Inter Milan, Cosmin Contra analizza la sfida: «Può decidere lo Scudetto. Io amico di Chivu, ma tifo sempre le mie ex squadre. Serie A al Milan e Champions all’Inter? Firmerei subito!»

Inter Milan, Cosmin Contra analizza la sfida di domenica ripercorrendo il suo passato rossonero e il legame con Chivu, suo connazionale e tecnico dei nerazzurri

21 ottobre 2001: Fatih Terim manda in campo Cosmin Contra e il romeno partecipa alla vittoria del Milan sull’Inter per 4-2 con un gol e un assist. Oggi su La Gazzetta dello Sport l’ex rossonero rievoca quel giorno e parla dell’oggi.

IL DERBY DEL 2001 – «Un primo tempo sofferto e chiuso sotto nel punteggio per 1-0 (rete di Ventola, ndr). Poi il mio ingresso in campo (al posto di Albertini, ndr) con compiti offensivi perché non giocai terzino destro, ma quasi esterno d’attacco con l’obiettivo di fare più cross che potevo: segnammo tre reti in sei minuti e centrammo un grande successo».

IL GOL DEL 2-1 – «Qualcuna sì (ride, ndr) anche perché non mi è capitato spesso di segnare con il sinistro, io che ero destro naturale. Quella volta, invece, partì un tiro secco che finì all’incrocio dei pali»

L’ESULTANZA – «È stata una grande emozione, lo ammetto, anche perché il derby a Milano non è una partita come le altre».

ATMOSFERA E PREPARAZIONE AL DERBY – «A Milanello venivano molti più tifosi e per strada tutti ti ricordavano quanto fosse importante battere i “cugini”. Inevitabilmente sentivi di più la gara».

L’ESONERO DI TERIM E IL CAMBIO DI CORSO – «Chiudemmo quarti e la stagione successiva giocammo i preliminari di Champions ad agosto (contro lo Slovan Liberec, ndr): ci qualificammo e poi fui ceduto all’Atletico Madrid».

UN SOLO ANNO AL MILAN – «È stata una bella esperienza e avevamo una squadra con tanti fuoriclasse: Shevchenko, Maldini, Rui Costa, Pirlo, Gattuso, Inzaghi, Albertini…».

IL RIMPIANTO PER LA CHAMPIONS MANCATA – «Lo so, avrei vinto la Champions nella finale di Manchester contro la Juventus… Il Milan aveva acquistato Cafu e mi era arrivata una proposta da una società come l’Atletico Madrid per tornare in Spagna, in un campionato che conoscevo. A posteriori è facile dire che farei una scelta diversa, ma non si può tornare indietro».

CON I COMPAGNI DI UNA VOLTA – «Con alcuni sì. Ultimamente ho sentito Gattuso che sta facendo un buon lavoro con l’Italia. Ha avuto la sfortuna di trovare nel girone una Norvegia super, ma sono convinto che riuscirà a qualificarsi per il Mondiale. È un tecnico bravo, ha delle buone idee e lavora con passione».

L’AMICO CHIVU E IL SUO SUCCESSO COME ALLENATORE – «Cristi (lo chiama così, ndr) è un amico e gli auguro il meglio. Abbiamo giocato insieme in nazionale, ci conosciamo da tanto tempo e ci sentiamo. Ha preso l’Inter a giugno, prima del Mondiale per club, e ha dovuto fare tutto in fretta. L’inizio non è stato semplice, ma ha rimesso a posto la situazione con una bella serie di vittorie e ora è primo in classifica sia in campionato sia in Champions. Meglio di così…».

UN DERBY DA SCUDETTO – «La classifica dice questo e credo che le due milanesi possano UN DERBY DA SCUDETTO – «La classifica dice questo e credo che le due milanesi possano lottare per il tricolore fino alla fine. È un po’ che non succede e lo trovo affascinante».

PER CHI TIFERÀ – «Tifo sempre per le mie ex squadre e dunque per il Milan. Chivu mi perdonerà».

SCUDETTO AL MILAN E CHAMPIONS ALL’INTER – «Firmo subito, ma credo firmerebbe anche Cristi. Sarebbe contento se finisse così».

LA GARA CHE SI ASPETTA – «L’Inter è una squadra forte, che è insieme da anni ed è arrivata due volte in finale di Champions. Il Milan ha cambiato parecchio recentemente, ma Allegri si è dimostrato un grande allenatore e i risultati finora ottenuti lo dimostrano: ha riportato il club in alto, dove merita di stare».

CHI È FAVORITO – «L’Inter è davanti in classifica, ma nei derby non ci sono favoriti. Magari i nerazzurri, che giocheranno in casa, avranno più pressione perché vogliono evitare il sorpasso e perché non battono i rossoneri da cinque incontri».

MODRIC E IL SUO IMPATTO – «Il valore di Modric non lo scopro certo io: è un fuoriclasse di quarant’anni che è bello da vedere giocare. Non ha vinto per caso il Pallone d’Oro e sei Champions League: sta aiutando la squadra a fare un salto di qualità e spero la aiuti anche a vincere lo scudetto».

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Lazio Lecce, recuperi importanti per Di Francesco dopo la sosta: contro i biancocelesti tornano in due. Le ipotesi di formazione

Lazio Lecce, recuperi importanti per Di Francesco dopo la sosta: contro i biancocelesti tornano in due. Le ipotesi di formazione

La sosta internazionale ha interrotto lo slancio del Lecce, che, dopo un inizio di stagione un po’ incerto, sembrava aver trovato una maggiore continuità di rendimento. Tuttavia, questa pausa ha permesso a mister Di Francesco di recuperare alcuni elementi preziosi, riportando in gruppo Pierret e Perez. L’infermeria, adesso, vede come unico “paziente fisso” Jean. Oggi, alla ripresa degli allenamenti, si valuteranno le condizioni di Banda, che dopo la gara con il Verona aveva svolto lavoro differenziato a causa di una lombosciatalgia.

Secondo il Corriere dello Sport, per il ruolo di esterno sinistro d’attacco, c’è sempre più concretezza nell’ipotesi di un pieno recupero e di un impiego dal primo minuto per Sottil. Il giocatore si era fermato per infortunio dopo la trasferta di Parma, dove aveva segnato il gol della vittoria, e aveva riapparso in campo solo per venti minuti un mese dopo, contro l’Hellas Verona. La scorsa settimana, Di Francesco aveva parlato di un minutaggio ancora da completare, ma con la pausa di questa settimana, Sottil potrebbe essere schierato titolare contro la Lazio, garantendo maggiore continuità nell’azione del tridente a supporto della punta centrale.

A centrocampo, la conferma di Berisha nel ruolo di regista è ormai acquisita, mentre persiste il dubbio sull’altro esterno offensivo, con Morente e Pierotti in ballottaggio per una maglia. Per quanto riguarda la punta avanzata, la scelta potrebbe ancora ricadere su Stulic, che si alternerà con Camarda. Tuttavia, non si esclude che l’allenatore possa dare fiducia al giovane attaccante dell’Under 21, schierandolo titolare fin dal fischio d’inizio.

In difesa e a centrocampo, non dovrebbero esserci novità significative, con la conferma del quartetto arretrato composto da Veiga, Tiago Gabriel, Gaspar e Gallo. Più avanti, la mediana sarà presidiata da Ramadani e Coulibaly, quest’ultimo autore del gol della vittoria giallorossa lo scorso anno all’Olimpico contro la Roma. La speranza è che questi recuperi e le scelte tattiche di Di Francesco possano ridare al Lecce la spinta necessaria per affrontare al meglio la sfida contro la Lazio e ritrovare la strada verso un rendimento costante in campionato.

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