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Perciun Torino, un talento da riscattare: la sfida per tornare in prima squadra con Baroni. Dopo l’esordio con Vanoli, il moldavo ora punta al reintegro in rosa

Perciun Torino, un talento da riscattare: esordì con Vanoli, ora il centrocampista moldavo punta a tornare in prima squadra con Baroni

Mercoledì 23 aprile 2025 è una data che Sergiu Perciun ricorderà con affetto. Quella sera, Paolo Vanoli, con una mossa a sorpresa, lo fece esordire in Serie A, mandandolo in campo al 76° minuto di Torino-Udinese, sul parziale di 1-0. Pochi minuti dopo, proprio da un’iniziativa del fantasista moldavo, scaturì il gol del 2-0 di Alì Dembélé.

Quei 14 minuti non furono un episodio isolato: nelle settimane successive, Vanoli decise di aggregare Perciun in prima squadra, convocandolo per tutte le ultime cinque giornate di campionato e facendolo giocare quasi sempre, con l’unica eccezione della partita contro il Napoli.

Da lì in poi, Perciun ha continuato a ricevere spazi importanti, non scendendo mai sotto i 27 minuti di gioco. Le sue prestazioni in Serie A non passarono inosservate, neppure in Moldavia, dove il CT Serghei Clescenco lo fece esordire in nazionale maggiore a giugno, nell’amichevole contro la Polonia. Oggi Tuttosport racconta il suo presente e le prospettive di affermazione in granata.

Perciun sembrava destinato a rimanere aggregato alla prima squadra anche in questa stagione, ma il cambio di allenatore al Torino non gli ha giovato. Baroni lo ha convocato per le prime due partite stagionali (Coppa Italia contro il Modena e campionato contro l’Inter), senza però farlo giocare, per poi retrocederlo in Primavera, dove ha maggiori possibilità di trovare spazio.

Nonostante la Serie A non la stia più vedendo dal campo o dalla panchina, Perciun non ha perso la nazionale: al contrario, è diventato uno dei titolari della Moldavia. Lo si è visto nelle ultime due partite di qualificazione al Mondiale, schierato titolare contro l’Italia e contro Israele (partita, quest’ultima, finita con la sua espulsione nel primo tempo).

Ora, Perciun è tornato a Torino per riaggregarsi alla Primavera e aiutarla a raggiungere almeno la salvezza, dopo un inizio di stagione molto complicato culminato con il cambio di allenatore. Il suo obiettivo primario non può che essere quello di convincere Baroni a reintegrarlo in prima squadra, a farlo rientrare nelle rotazioni, come era avvenuto lo scorso anno con Vanoli.

Certo, l’abbandono del 4-2-3-1 a favore del 3-5-2 non lo favorisce, dato che Perciun è un calciatore offensivo, un trequartista che può agire anche da esterno d’attacco. Tuttavia, proprio con la maglia della Moldavia ha dimostrato di poter giocare anche come mezzala a centrocampo. Non sarà facile per lui trovare spazio, considerando la grande abbondanza numerica a centrocampo, ma dopo aver “assaggiato” la Serie A, il suo desiderio è chiaramente quello di tornare a gustare quel sapore. Non vuole accontentarsi di due panchine sporadiche. Sarà fondamentale ciò che farà nel campionato Primavera, dove dovrà mettersi in mostra trascinando la squadra in modo tale che Baroni non possa ignorarlo, proprio come sta facendo il CT della Moldavia e come aveva fatto Vanoli nei mesi scorsi.

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Pierpaolo Marino svela: «Spalletti ha le carte in regola per rilanciare la Juve. A gennaio? Servirà un leader per reparto. Io oggi leone in libertà»

Pierpaolo Marino ha parlato ai microfoni di Tuttosport. L’ex dirigente dell’Udinese ha svariato da temi personali a quelli su Spalletti e l’avventura bianconera

Se c’è un dirigente che può raccontare bene Luciano Spalletti e la scelta della Juventus di puntare su di lui è Pierpaolo Marino, che lo ha avuto ai tempi dell’Udinese. Ecco cosa ha raccontato oggi a Tuttosport.

COSA FA OGGI – «Mi definirei un leone in libertà. Qualche mese fa ho avuto delle occasioni, alle quali ho fatto bene rinunciare: non me ne pento. Ma ho ancora tanta voglia di pallone, guardo tutto e mi aggiorno. Ho entusiasmo».

I CAPOLAVORI DA DIRIGENTE – «Ripenso all’Avellino in Serie A: un’intera città calcistica finita sulle mie spalle, quando il presidente Sibilia fu arrestato ingiustamente. I soci di minoranza erano pochi e i capitali del patron erano congelati. Tra mille difficoltà abbiamo fatto la Serie A. Adesso mi chiedo: “Ma come ho fatto?” Il presidente era importante e competente, io ero giovane e in quel frangente dovevo crescere in fretta. Ma penso anche alla campagna acquisti nell’anno dello scudetto del Napoli: Romano e Carnevale completarono una squadra eccezionale. E poi, il ricordo più vivo e recente: la Serie A con 6 punti di penalizzazione all’Atalanta nel 2011. Senza la penalizzazione potevamo andare in Uefa e da neopromossi non era facile. Facemmo tutto in poco tempo, Percassi aveva appena preso il club. Ricordo dei momenti splendidi della piazza di Bergamo: mi emozionarono tanto quando tornai lì con l’Udinese».

SPALLETTI E LA NAZIONALE – «La sua fase della vita professionale è quella di una parentesi chiusa male, ma per me ha delle attenuanti. In Nazionale ci sono delle congiunture negative legate alle carenze di talenti, oggettivamente è così. Prima nascevano 6-7 giocatori di spessore internazionale, ora non succede più. Bisogna prendere atto di un vuoto generazionale. In Nazionale non è andata bene, ma non era facile: non era il ruolo migliore per esprimere le sue potenzialità. Il ct deve essere un selezionatore quando i talenti ci sono, da allenatore si può incidere relativamente. Ho incontrato Spalletti di recente: lui è un giovane 66enne, non ha spento il proprio fuoco. Ha fatto bene ad accettare il contratto breve: con la Juve può ribaltare la Nazionale. Sono convinto che ce la possa fare. Anzi, il contratto breve è una motivazione in più per uno come lui».

LA JUVE – «Non è la più bella Juve che Spalletti potesse prendere: è un fatto. Parliamo di una squadra senza campioni. Questa rosa non può vincere. E sul mercato si poteva costruire meglio. Non è solo quest’estate il problema, da tempo ci sono lacune: penso al reparto offensivo. La Juve ora cerca la rivalutazione di Vlahovic per trovare l’interprete che finalizzi il gioco. Ma Dusan non ha ancora quella maturità per diventare un giocatore da 20/25 gol. In ogni reparto si può migliorare: Kolo Muani poteva fare comodo. Lottare per i primi quattro posti è possibile, ma sono convinto che per vincere Napoli, Inter e Milan abbiano qualcosa in più».

COSA SERVE A GENNAIO – «Sulla carta è semplice: gli va preso un leader per reparto, pure davanti. Aggrapparsi al rilancio di Vlahovic per me ha poco senso: credo che per la Juve, al netto dei discorsi di circostanza, sia un capitolo chiuso. Gennaio è un mese complicato, prendere dei fuoriclasse non è facile. Ma i bianconeri hanno uno scarto da non trascurare rispetto alle altre big: basti pensare all’Inter, che può permettersi di avere delle riserve del valore di Bonny ed Esposito davanti. Spalletti in carriera non ha mai preteso di fare il manager all’inglese. È sempre stato un aziendalista, parla il suo percorso. Non ha la pretesa di guidare il mercato, non l’ha mai avuta. Non è il Conte della situazione, per intenderci».

IL MERCATO – «Il problema attuale è che ogni giocatore in grado di alzare subito il livello andrebbe in conflitto con la politica societaria: il club vuole diventare autosufficiente e certo non può pensare di spendere 60/70 milioni per un giocatore. Di sicuro Osimhen, per il vissuto che ha con Spalletti, risolverebbe tanti problemi. Servono dei leader che a gennaio sono ancora più complicati da prendere, ma sono sicuro che Spalletti saprà fare il massimo imboccando la strada più difficile: quella della rivalutazione complessiva della rosa».

YILDIZ – «Secondo me è un fantasista puro: Luciano gli dirà “fai ciò che sai fare nelle tue tue zone di campo” e lui si sentirà più libero. Gli darà conoscenze tattiche di cui ha bisogno, gli mancano solo quelle per esplodere. Migliorerà il suo modo di giocare. Spesso è troppo lontano dalla porta, Spalletti lo avvicinerà all’area di rigore».

SPALLETTI IN CARRIERA – «Ha fatto tanto con una grande quantità di giocatori. Iaquinta a Udine l’avevo preso io, ma l’ha lanciato lui. Poi penso a Jankulovski e soprattutto a Pizarro. Si figuri che il cileno per me era un trequartista, lo presi per quel ruolo, ma Spalletti capii che fosse un regista. E poi anche l’esplosione di Kvaratskhelia. Ci si dimentica di come sia riuscito ad esaltarlo in pochissimo tempo. Sbaglia poco nella lettura delle caratteristiche dei giocatori e alla Juve se ne stanno rendendo conto con la gestione di Koopmeiners, una genialata assoluta».

UN LAVORATORE – «Ci diede lui la dritta su Di Natale: è stato un suggerimento occasionale di mercato, non ha mai invaso il mio campo. Spalletti ti costringeva ad andare alle 8 al centro sportivo: per stare al suo passo dovevi adeguarti e prendere il caffè con lui. È sempre stato un lavoratore instancabile, rispetta molto i ruoli ed è una persona generosa: è stato un piacere averlo al mio fianco».

LA PAROLA SCUDETTO – «Condivido il suo pensiero, la sua filosofia: ha capito il contesto, una dichiarazione di questo tipo è lineare allo stile Juve. Crea autostima nei giocatori e all’esterno si respira curiosità. Credo che abbia fatto bene ad alzare l’asticella: c’è tanto appiattimento di valori in testa, per cui a gennaio il mercato può migliorare lo scenario. Spalletti per il mondo bianconero è una flebo di entusiasmo».

Castellanos Lazio, niente Lecce per l’attaccante biancoceleste: il rientro rimandato per l’argentino che ora punta a tornare nel big match!

Castellanos Lazio, niente Lecce per l’attaccante biancoceleste: gli esami confermano il rinvio del recupero per l’attaccante. Rientro slittato a questa data

Taty Castellanos non ce la fa. Gli esami effettuati ieri, come riportato da Il Corriere dello Sport, hanno escluso la possibilità di un recupero in tempo per la partita contro il Lecce il 23 novembre.

Il suo rientro, quindi, slitterà con ogni probabilità al 29 novembre, quando la Lazio affronterà il Milan in campionato, o al massimo il 4 dicembre, in occasione del match di Coppa Italia. Se queste date dovessero risultare ancora troppo ravvicinate, il ritorno dell’attaccante argentino potrebbe essere ulteriormente rimandato alla sfida con il Bologna il 7 dicembre.

Inizialmente, Castellanos aveva sperato di rientrare per la sfida contro il Lecce, dopo aver subito una lesione di secondo grado al retto femorale destro a inizio ottobre. Durante la sosta di ottobre, l’attaccante aveva lavorato a parte con l’obiettivo di rientrare in gruppo per oggi e poter essere disponibile per domenica, ma i nuovi esami hanno purtroppo scongiurato questa possibilità, causando delusione per il giocatore e per Maurizio Sarri.

Buone notizie per Tavares e Dele-Bashiru

Nonostante la notizia negativa su Castellanos, ci sono conferme più incoraggianti per Nuno Tavares e Dele-Bashiru, che da oggi si allenano regolarmente con il gruppo. Entrambi dovrebbero essere a disposizione per il match di domenica contro il Lecce, con Dele-Bashiru che attende ancora il reintegro ufficiale. Il ritorno di questi due giocatori rappresenta una spinta importante per la Lazio, che spera anche nel pieno recupero di Castellanos nelle prossime settimane, per rilanciarsi in campionato e in Coppa Italia.

Calciomercato Juve, i bianconeri osservano Rodrigo Mendoza: occhi puntati sul talento spagnolo nella sfida tra Spagna Under 21 e Romania

Calciomercato Juve, i bianconeri osservano con interesse Rodrigo Mendoza, giovane talento dell’Elche, dopo le sue brillanti prestazioni

La nazionale spagnola Under 21 sta dominando il proprio girone di qualificazione all’Europeo di categoria, a punteggio pieno dopo quattro partite con un impressionante bilancio di 13 gol fatti e solo 2 subiti. Stasera alle ore 18, la “Rojita” avrà l’opportunità di consolidare il proprio primato affrontando la Romania allo Stadionul Municipal di Sibiu, in una partita che si preannuncia impegnativa. Ma perché questa sfida cattura l’attenzione della Juventus?

Secondo Tuttosport, il club bianconero ha messo nel mirino Rodrigo Mendoza, giovane e talentuoso centrocampista dell’Elche. Mendoza, classe 2005, ha già brillato come regista nel 4-3-3 nella goleada contro San Marino e si prepara a guidare la Spagna Under 21 anche contro la Romania. Gli osservatori della Juventus, i cosiddetti “007 bianconeri“, non si perderanno l’occasione di spiare le sue prestazioni anche in questa partita, dopo averlo già seguito attentamente nell’ultima edizione del Mondiale Under 20, dove la Spagna ha raggiunto le semifinali.

Le prime indicazioni fornite dagli scout bianconeri sono già state molto positive, ma il giovane Rodrigo merita un’attenzione ancora maggiore, soprattutto considerando che diverse big europee lo stanno monitorando con grande interesse. Questa stagione sta segnando la sua definitiva esplosione come centrocampista. L’Elche, consapevole del suo valore, ha rinnovato il suo contratto ad agosto, inserendo una clausola rescissoria di 20 milioni di euro. Una cifra considerata “abbordabile” per un giocatore del suo potenziale in un ruolo chiave.

La Juventus ha inserito Mendoza nella sua lista degli obiettivi, dopo che già in estate il Como di Cesc Fabregas, sempre molto attento ai talenti spagnoli e non solo, aveva provato ad acquistarlo, ricevendo un rifiuto dall’Elche. Il club spagnolo desidererebbe trattenere il centrocampista almeno fino al termine della stagione, ma a gennaio è previsto un vero e proprio assalto da parte di diversi club alla ricerca di un regista di qualità e prospettiva.

La Juventus sta attualmente effettuando le prime valutazioni per capire quali siano le esigenze più impellenti di Spalletti per rinforzare il centrocampo, in linea con la sua idea di calcio. Nel frattempo, un’altra “occhiata” a Mendoza non può certo fare male, specialmente in un momento in cui il mercato dei giovani talenti è sempre più competitivo e dinamico. Il futuro di Rodrigo Mendoza potrebbe dunque tingersi di bianconero, con gli emissari juventini pronti a cogliere ogni segnale dal campo rumeno.

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Schelotto ricorda il derby del 2013: «Quel gol è stato un sogno, il mio momento più emozionante. Dispiaciuto per l’addio all’Inter. Chivu? Non sembra cambiato»

Schelotto ricorda il derby del 2013. Nella settimana che porta al derby di Milano tra Inter e Milan, alla Gazzetta dello Sport, è intervenuto l’ex nerazzurro

Il 24 febbraio 2013 Ezequiel Schelotto ha segnato in un derby di Milano finito 1-1. Un momento iconico, il più importante della sua breve esperienza in nerazzurro. Di questo e altro il giocatore di Buenos Aires che ha vestito anche l’azzurro parla oggi a La Gazzetta dello Sport.

L’ATTESA PER IL DERBY – «Che grande settimana è cominciata! È sempre particolare, specialmente per questo derby. Da oggi inizierò a ricevere chiamate, messaggi, rivivrò ricordi di quel gol. Io che pareggio cinque minuti dopo l’ingresso in campo, al mio esordio con l’Inter… Prima di ogni derby torno indietro di anni, oggi 12. Rivivere tutto ciò è sempre un orgoglio, riguardare il mio tatuaggio (la data della partita incisa sulla pelle, 24/02/13, ndr) mi fa capire di essere un privilegiato. E domenica ci sarò, come sempre».

IL TATUAGGIO – «Durante i ritiri pre-partita condividevo la camera d’albergo sempre con Ricky Alvarez, argentino come me. La sera prima di quella partita stavamo fantasticando. A un certo punto mi dice: “Ma pensa se domani uno dei due entra e fa gol… Poi dovremmo organizzare qualcosa di speciale!”. E allora in quel momento arrivò la scommessa: se uno dei due segna, si fa un tatuaggio. A centrocampo Ricky corre verso di me e urla: “Domani tutti dal tatuatore!”. Il lunedì sono andato, e pure di corsa».

L’EMOZIONE PIÙ FORTE DELLA CARRIERA – «Assolutamente sì. In quelle circostanze capisci che il calcio non è solo uno sport, ma una componente della vita. Senza, io non avrei forze. È pazzia. Un gol che ognuno si ricorda, che resta nel cuore di tutti… non smetterò mai di ringraziare i tifosi dell’Inter per il loro affetto. Il bello? Per la prima volta, in tribuna c’era tutta la mia famiglia che era venuta a vedermi dall’Argentina. Presenti tutti e sei i miei fratelli. Sono stati attimi in cui mi sono passati davanti tutti i sacrifici, gli sforzi, le fatiche, i chilometri di distanza da casa, il brutto periodo che avevo vissuto fino a poco prima quando ancora ero un giocatore dell’Atalanta. Mi sono liberato di un peso enorme. E così sono scoppiato in un pianto liberatorio proprio mentre esultavo».

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MORATTI – «Mai dimenticherò di quando il presidente mi prese per mano a centrocampo al fischio finale, mentre stavo per imboccare il tunnel degli spogliatoi. Mi disse “Guardati intorno, guarda tutto questo, pensa a tutte le persone che ti hanno guardato qui e in tv: da questa sera in avanti, e per sempre, tu rimarrai nella storia dell’Inter”. Parole che porto nel cuore ancora oggi, e a cui ripenso ogni volta che il calendario di Serie A propone il giorno del derby».

DISPIACIUTO PER LA FINE CON L’INTER – «Un po’ sì, perché all’Inter ho fatto appena 6 mesi e avevo ancora 4 anni di contratto. Mi sarebbe piaciuto viverne almeno uno. Dovevo ancora ambientarmi ma non mi fecero fare neanche un ritiro. Non ho avuto la possibilità di dimostrare. Però sono rimasto deluso solo di questo, di tutto il resto vado molto orgoglioso».

CHIVU ALLENATORE – «Mi sembra lo stesso calciatore del nostro spogliatoio, e mi fa piacere perché già all’epoca era un leader, positivo, sempre disponibile. Vederlo esultare con quell’adrenalina, come se ancora facesse parte del gruppo squadra, è bellissimo. Ha i piedi per terra, una voglia pazzesca e i risultati del suo lavoro si vedono. L’ambizione di allenare l’Inter l’ha sempre avuta, me lo disse una volta quando era ancora in Primavera e ci incontrammo nella hall di San Siro. In qualche modo lo sapeva…».

L’ESPERIENZA A DUBAI E IL RITORNO IN SVIZZERA – «Si è trattato di una collaborazione per aprire un canale tra la Svizzera e gli Emirati Arabi: oggi sono rientrato al Paradiso FC, a Lugano, ma di recente ho giocato in prestito nella Serie B araba al Dubai City. Il derby, lì, è contro la squadra allenata da Pirlo, lo United Football Club. Io però sono molto legato alla mia famiglia, a mia moglie e mia figlia. Mi mancava troppo casa, così dal 1° gennaio riparto in Svizzera».

IL DERBY EDI DOMENICA – «I derby sono sempre partite a parte, ma l’Inter è la squadra più forte d’Italia: Bastoni, Barella, Calhanoglu…».

IL FATTORE LAUTARO – «Ci sarei arrivato: mi aspetto che sarà decisivo. Lautaro è un campione. Anni fa, quando l’Inter lo comprò dal Racing Avellaneda dove ho giocato anche io, dissi che sarebbe diventato un grandissimo attaccante. E oggi qualsiasi squadra al mondo lo vorrebbe. Si è superato. Credo pure che avrebbe meritato qualcosa in più al Pallone d’oro dello scorso anno… Anzi, io l’avrei dato a lui».

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Aleksandar Stankovic, il talento che cresce e fa sognare: in Belgio convince e l’Inter osserva con ottimismo pensando ad un suo ritorno in nerazzurro!

Aleksandar Stankovic dopo aver lasciato l’Inter sta vivendo una stagione straordinaria con il Bruges, con la possibilità di un ritorno a Milano nel futuro

La famiglia Stankovic è sinonimo di serietà e puro interismo, un legame che non si è incrinato nemmeno quando Aleksandar, il figlio minore di Dejan, ha lasciato Appiano Gentile. I dirigenti nerazzurri, pur riconoscendo il suo talento, probabilmente non immaginavano una crescita così rapida del centrocampista verso le vette del calcio europeo.

Da quando il ventenne è approdato al Bruges, ha inanellato una serie sorprendente di prestazioni di qualità, migliorando in ogni aspetto del suo gioco in mezzo al campo. Oggi La Gazzetta dello Sport vi dedica un focus.

L’ultimo significativo traguardo è arrivato con la maglia della Nazionale serba (avrebbe potuto giocare anche con l’Italia): alla quarta presenza, ha segnato la sua prima rete contro la Lettonia, completando la rimonta nell’ultimo match di qualificazione al Mondiale 2026. Sebbene la Serbia non sia riuscita ad accedere agli spareggi, Aleksandar è una delle poche note liete della squadra di Vlahovic e Mitrovic. «Papà mi ha chiamato, ma io ero in doccia…», ha ammesso candidamente dopo il gol. Una mancata risposta che non avrà dispiaciuto a Dejan, “tripletista” indimenticato a San Siro, che potrà consolarsi con le imprese del figlio. E chissà che l’Inter non decida di riportarlo a casa nel prossimo biennio.

L’accordo stipulato mesi fa tra l’Inter e il Bruges include una clausola di “recompra“, oggetto di lunghe discussioni tra i due club e inserita prima del gong finale. Nel dettaglio, Aleksandar è stato ceduto al Bruges per dieci milioni di euro, ma l’Inter ha mantenuto un controllo indiretto per due anni. Nell’estate del 2026, la cifra per un possibile riacquisto sarà di 23 milioni, che salirà a 25 milioni nel 2027. Tuttavia, con l’attuale livello di prestazioni, il gioiellino serbo rischia di valere molto di più.

Al momento, il suo “boom” è osservato con enorme interesse ai piani alti di Viale della Liberazione, e il suo rientro all’Inter non è per niente escluso. La questione, già sul tavolo, verrà approfondita a tempo debito, in base alle future esigenze del reparto. Di certo, Andy Diouf, acquistato per 25 milioni, è ancora lontano dal dimostrare il suo valore: il francese potrà lasciare Milano solo in estate, non a gennaio, avendo già vestito la maglia del Lens. In effetti, molti tifosi avrebbero preferito tenere il figlio di Deki, ma in quel caso, probabilmente, non avrebbe avuto lo stesso spazio e le stesse opportunità per crescere e brillare come sta facendo ora in Belgio. La storia di Aleksandar Stankovic è un esempio lampante di come a volte un addio possa trasformarsi in un trampolino di lancio per un ritorno in grande stile.

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Ranocchia verso Inter Milan: «Chivu è l’uomo giusto per l’Inter, ecco come mi accolse quando arrivai in nerazzurro! Derby? Più difficile per il Milan»

Ranocchia verso il derby di Milano, Inter Milan, ha parlato al Corriere dello Sport svariando tra aneddoti e analisi della stagione in corso

Andrea Ranocchia ha trascorso 11 anni nell’Inter. Oggi affronta il tema del derby e tanti altri argomenti della sua sua ex squadra (e non solo) in una lunga intervista al Corriere dello Sport.

AVEVA DDETTO CHE CHIVU ERA UNA SCELTA GIUSTA – «È stato facile per me. Conosco bene Cristian, ho trascorso diversi anni a contatto con lui nello spogliatoio: mi era sembrata da subito una scelta azzeccata. Ero convinto al 100%».

IL MISTER – «È un ragazzo di un’intelligenza e sensibilità diverse dagli altri. Per un allenatore è fondamentale mettersi nei panni dei suoi calciatori, lui riusciva a farlo anche quando giocava. Non parlava tantissimo, ma tutti lo ascoltavano quando interveniva. E in una Inter di grandissimi campioni non era scontato. È sempre stato molto rispettato. Poi l’ho ritrovato ad Appiano quando ha iniziato ad allenare nel settore giovanile qualche anno dopo. Ero convinto che potesse far bene perché l’ho visto anche allenare con grande passione».

UN ANEDDOTO PERSONALE – «Io arrivai all’Inter da ventunenne, con appena un anno di Serie A alle spalle. Lui mi accolse in maniera meravigliosa, si instaurò subito un rapporto di grande amicizia. Dal punto di vista umano è una persona di alto livello: nel calcio non è semplice trovare gente come lui».

LA PERSONALITÀ DELLA SQUADRA – «Ha visto nella squadra che allena il potenziale per fare qualcosa di diverso rispetto al passato. L’Inter dispone di un atletismo importante, che ben si sposa con la sua idea di calcio. Contro la Lazio si è visto che tipo di pressione riesce a fare: nei primi dieci minuti praticamente non li hanno fatti giocare. Li hanno aggrediti in una maniera incredibile e da quel tipo di situazione è nato il gol di Lautaro. Sono stati spaventosi. Ma c’è anche un’altra cosa che mi piace di Chivu».

IL MODO DI COMUNICARE DI CHIVU – «Ha un modo di comunicare fuori dal comune. Risponde alle domande come fanno Mourinho, Guardiola o Klopp. Quelli come Cristian escono fuori dal recinto delle ovvietà. Non ci sono tanti allenatori in giro che hanno quel tipo di capacità. Le sue conferenze stampa sono fantastiche».

TORNARE NELLO SPOGLIATOIO – «No, grazie (ride, ndr). In questo momento sono impegnato in tv, collaboro con l’Inter fuori dal campo e va bene così. Non sono pronto, né ho quella passione che potrebbe spingermi a rimettermi in discussione. Almeno non adesso. Più avanti, chissà».

BISSECK CENTRALE – «Diciamo che c’è una base, può lavorarci sicuramente. Questo ragazzo mi piace molto, per caratteristiche è un profilo internazionale. Può affermarsi anche in quel ruolo».

AKANJI E IL VERO VANTAGGIO DELL’INTER – «Ricordiamoci che viene fuori dalla scuola di Guardiola. Un allenatore di grande profilo come Pep ti fa crescere tantissimo, ti dà un bagaglio che porti con te sempre. Ma il vero vantaggio l’Inter l’ha trovato altrove. In attacco. Passare da Taremi e Arnautovic a Pio e Bonny ti dà un vantaggio importante. Lo si è visto durante l’assenza di Thuram, che ha recuperato in tutta tranquillità. L’anno scorso non sarebbe stato così».

ESPOSITO – «In Italia subito nascono i paragoni con i grandi del passato, funziona così. Anche qui però torna utile la sensibilità di Cristian: finora è stato bravissimo a gestirlo e lo sarà anche in futuro. Fece lo stesso con me: avevo poca esperienza quando arrivai a Milano, ma i suoi consigli mi aiutarono a superare il trauma del grande salto».

LAUTARO – «Da come pressa, lotta ed esulta fa capire quanta fame abbia. Lauti è un giocatore internazionale, è un simbolo di una squadra che vuole sempre vincere e raggiungere obiettivi. Ho sentito ciò che è stato detto, ma è un suo modo di vivere le partite. È un bravissimo ragazzo, fuori dal campo ride eccome. Quando deve fare il suo dovere, il sorriso non gli serve granché. L’ambizione è il suo vero punto di forza: per questo continua a battere record. Non si accontenta mai».

FRATTESI – «Normale che in nerazzurro la concorrenza sia tanta e agguerrita. Ma stiamo parlando di una squadra che ha basi solide e che continuerà a primeggiare, per cui spero per lui e per il club che questo matrimonio possa continuare. Le partite sono tantissime, credo che Chivu troverà spazio anche per lui. Ha caratteristiche che possono tornare sicuramente utili. Deve lavorare per farsi trovare pronto».

IL NUOVO ACQUISTO CHE HA SORPRESO DI PIÙ – «Direi Bonny. Era una scommessa, provenendo dal Parma, ma ha avuto un impatto forte. Ha colpito i tifosi ed è entrato subito nelle gerarchie perché per caratteristiche sta a pennello nell’Inter».

IL PESO DEL DERBY – «Credo che l’Inter possa sentirsi abbastanza tranquilla. Secondo me sarà più difficile da gestire per il Milan, perché comunque se perdesse la partita si ritroverebbe a cinque punti dai cugini. Inizierebbe a delinearsi un buon distacco. Poi quando porti a casa un derby ti garantisci anche una bella spinta a livello di entusiasmo. Ovviamente mancano ancora tante partite, ma questa sarà importante».

LOTTA SCUDETTO – «L’Inter per me era e rimane la favorita. Il Napoli viene dato in confusione, ma so per certo che Conte non mollerà un centimetro fino all’ultima partita. La Roma mi ha sorpreso, perché quello di Gasperini è un calcio che richiede del tempo per essere metabolizzato e non mi aspettavo potesse essere così in alto già ora. Il Milan ha un vantaggio importantissimo non giocando le coppe, sicuramente conta nell’economia della lotta scudetto. Saranno queste quattro a giocarsela».

LA JUVENTUS – «Un passo indietro rispetto alle altre. Quando un allenatore entra in corsa non è mai facile. La stagione è sempre complicata dopo un cambio di panchina. Non so dove riuscirà ad arrivare, ma Spalletti è forte. Con lui ho un ottimo rapporto, è un maestro di calcio, si dedica tanto ai suoi giocatori e li fa crescere».

CONTE È SEMPRE IL SOLITO – «Assolutamente sì. Il Napoli sta faticando un po’, ma è lì e non a dieci punti dalla prima. Lui è lo stesso allenatore che ho conosciuto io, sia in campo che fuori. Per l’opinione pubblica sta vivendo una fase di down, ma fidatevi: non è così».

Bremer Juve, inizia il countdown per rivedere in campo il brasiliano? Arriva il via libera dal chirurgo: fissata la data del rientro del difensore bianconero

Bremer Juve, inizia il countdown per rivedere in campo il brasiliano? Il difensore ha ricevuto l’ok per la fase finale del recupero e punta a tornare per questa data

Il conto alla rovescia per il ritorno in campo di Gleison Bremer è ufficialmente iniziato. Dopo un lungo periodo di stop, il difensore brasiliano ha ricevuto il via libera definitivo dal chirurgo, segnando una tappa fondamentale nel suo recupero. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il centrale bianconero si è recato a Lione, dove ha svolto una visita di controllo presso l’Hôpital Privé Jean Mermoz. A riceverlo c’era il professor Bertrand Sonnery-Cottet, il luminare che lo aveva già operato in passato, prima per un intervento sui legamenti del ginocchio sinistro nell’ottobre 2024, e poi per la pulizia del menisco il mese scorso.

La notizia più attesa è finalmente arrivata: semaforo verde. Il chirurgo ha dato il suo via libera definitivo, permettendo a Bremer di iniziare la fase finale del recupero. Il difensore potrà finalmente abbandonare la palestra e cominciare a lavorare gradualmente con la squadra, ritrovando il ritmo partita.

L’obiettivo del giocatore è quello di rientrare già all’inizio del prossimo mese. La data cerchiata in rosso è quella del 7 dicembre, quando la Juventus affronterà il Napoli al Maradona, nella serata del grande ritorno di Spalletti da avversario. Bremer farà di tutto per esserci in quel big match contro i campioni d’Italia.

La Juventus, però, preferisce essere più cauta. Se la sfida contro il Napoli dovesse rivelarsi prematura, il rientro di Bremer slitterebbe al massimo a una delle due gare successive: il 10 dicembre in Champions League contro il Pafos, o il 14 dicembre nella delicata trasferta di Bologna. In ogni caso, il difensore brasiliano è ormai pronto a rientrare, con la Juventus che, come la scorsa stagione ha ampiamente dimostrato, diventa una squadra molto più solida con il suo leader in difesa.

Cambiaghi rivela: «Scudetto? Noooo dai. Il nostro livello è alto, siamo uniti. Sogno la Champions, l’anno scorso non ero in lista. Nazionale? Ero felice anche se…»

Cambiaghi, esterno del Bologna, parla alla Gazzetta dello Sport della coesione del gruppo e dei suoi sogni nel calcio: la Champions League

Nicolò Cambiaghi, esterno del Bologna, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport, dove ha parlato della forza del gruppo e delle ambizioni future. Il calciatore ha sottolineato l’importanza della coesione tra i compagni e la determinazione della squadra, ma non si è lasciato coinvolgere da voci premature su uno Scudetto.

SULL’UNITÀ DEL GRUPPO – «Il livello che abbiamo raggiunto è alto. Siamo uniti e ci vogliamo bene, c’è davvero una coesione quasi famigliare. In campo poi giochiamo un calcio che diverte, di alta intensità, alla ricerca del risultato sempre e contro tutti».

SCUDETTO? NON ANCORA, MA… – «Noooo dài (sorride). Troppo… Oh, poi se arriva lo prendo: il calcio è strano… Noi dobbiamo continuare a fare della nostra casa il solito luogo sicuro e vivere tutto quel che di bello c’è. Cosa abbiamo dimostrato battendo il Napoli? Che al Dall’Ara è tosta per tutti, di essere attenti, saper sfruttare i momenti e tenere un risultato anche contro squadre più forti».

SUI SUOI MINUTI CON LA NAZIONALE – «Non ho toccato palla ma non importa. Ero felice e concentrato. Mi sono ripetuto “È tutto vero Nic”. Italiano mi ha detto: “Avrei pagato per poter vivere un’emozione”. Anche a lui devo qualcosa».

SOGNI FUTURI: LA CHAMPIONS LEAGUE – «Cosa sogno adesso? La Champions. L’anno scorso non entrai in lista per il brutto infortunio al ginocchio: vorrei tornarci, conoscerla, canticchiare quella canzoncina…».

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Lewandowski Milan, sei mesi per convincerlo! La strategia dei rossoneri per portare l’attaccante polacco a Milano: difficile a gennaio, ipotesi concreta per giugno

Lewandowski Milan, sei mesi per convincerlo! I rossoneri puntano a rafforzare la mentalità vincente, ma l’operazione sarebbe rinviata a giugno

Come riportato da Tuttosport, il Milan sta preparando il terreno per il mercato estivo, con un obiettivo chiaro: rafforzare la squadra con un profilo di esperienza che possa alzare il tasso di competitività a Milanello. Il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Robert Lewandowski, il campione polacco del Barcellona, che, secondo il quotidiano, potrebbe essere un tassello fondamentale per la crescita della squadra, non solo sul piano tecnico, ma anche per la mentalità vincente che il club sta cercando di costruire.

Il modello vincente che ha portato il Milan a successi in passato si basa sull’inserimento di giocatori esperti in un contesto di giovani talenti. È stato così con l’arrivo di Zlatan Ibrahimović e Simon Kjaer nel 2019-2020, che hanno dato esperienza e leadership a uno spogliatoio ricco di talento ma povero di guide.

Oggi, con il ritorno di un leader come Massimiliano Allegri in panchina e il contributo di giocatori come Luka Modric, il Milan vuole continuare su questa strada. La presenza di giocatori di spessore, come Christian Pulisic, Rafael Leao, Matteo Gabbia, e Adrien Rabiot, unita alla crescita di giovani come Strahinja Pavlovic, sta facendo emergere nuovi leader che possono guidare la squadra verso traguardi più ambiziosi.

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Il Milan, quindi, guarda a Lewandowski come un profilo ideale per completare questo mix di esperienza e gioventù. Tuttavia, l’operazione non sembra fattibile per gennaio, a causa dei costi elevati e della volontà del calciatore di rimanere al Barcellona almeno fino a fine stagione.

A giugno, però, la situazione potrebbe cambiare, con il polacco che potrebbe essere più aperto a valutare una proposta del Milan, ma dovrà anche venire incontro alle esigenze economiche del club. Non sono casuali, in questo contesto, i contatti con Pini Zahavi, l’agente di Lewandowski, che in estate ha portato al Milan un altro suo assistito, Christopher Nkunku.

Intanto, gennaio sarà cruciale anche per il futuro di Santiago Gimenez. L’attaccante messicano, attualmente in difficoltà con soli pochi minuti giocati e senza gol in campionato, sta vivendo un periodo difficile. Se dovesse arrivare un’offerta da un club della Premier League, come riportato, la partenza potrebbe diventare concreta. Per aprire alla sua cessione, il Milan chiede almeno 25 milioni di euro e che l’offerta arrivi da un club gradito al giocatore.

In attesa dell’apertura del mercato, il Milan si prepara a prendere decisioni importanti che potrebbero influire sulle mosse future.

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Infortunati Napoli, gli aggiornamenti del bollettino dei partenopei in vista dell’Atalanta: fermi in tre a centrocampo, possibile il ritorno di Spinazzola (ex della partita)

Infortunati Napoli, gli aggiornamenti del bollettino dei partenopei in vista dell’Atalanta. Tra rientri e recuperi in corso, diverse incognite per Conte

Come riportato dal Corriere dello Sport, la situazione infortunati Napoli continua a preoccupare, in vista della ripresa del campionato contro l’Atalanta sabato 22 novembre. In particolare, Billy Gilmour dovrà saltare anche questa partita, dopo aver perso gli ultimi impegni contro Eintracht Francoforte e Bologna.

L’infortunio agli adduttori, subito durante la sfida con il Como, ha costretto il centrocampista scozzese a restare fuori anche dalle convocazioni per la sua nazionale, che oggi affronterà la Danimarca in una partita decisiva per la qualificazione al Mondiale 2026.

Sul fronte opposto, Leonardo Spinazzola sta facendo di tutto per rientrare in tempo per la sfida contro i bergamaschi, anche secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport.

Il laterale italiano, anche lui alle prese con un infortunio agli adduttori, è sulla via del recupero, ma non è ancora certo del suo ritorno in campo. La sua situazione resta incerta, ma l’ottimismo cresce grazie ai tre giorni che separano la squadra dal match. Spinazzola è in netta ripresa, anche se non ancora al meglio.

La situazione per il tecnico Antonio Conte si complica ulteriormente con il fermo di Frank Anguissa, un’altra colonna fondamentale a centrocampo. La sua assenza si aggiunge a quella di Kevin De Bruyne e Billy Gilmour, creando un serio problema per la formazione del Napoli. In sostituzione, l’idea più gettonata riguarda il rilancio di Eljif Elmas come mezzala destra. Tuttavia, bisognerà aspettare il suo ritorno dalle nazionali, dopo l’ultimo impegno con la Macedonia del Nord contro il Galles.

Per quanto riguarda gli altri nazionali, Rrahmani e Olivera sono attesi al rientro a Castel Volturno nei prossimi giorni. Di Lorenzo, Buongiorno e Politano sono già rientrati, mentre Lobotka e Lang sono attesi domani.

Nel tridente offensivo, rispetto alle ultime due uscite, si prevede il ritorno di Neres a sinistra dal primo minuto, con Conte che spera di avere a disposizione tutti i giocatori pronti per il match contro l’Atalanta.

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Calciomercato Inter, dirigenza a lavoro: serve un vice Dumfries! Il club alla ricerca di un’alternativa a destra che faccia rifiatare l’olandese dopo i flop passati

Calciomercato Inter, dirigenza a lavoro: serve un vice Dumfries! La ricerca di un’alternativa a destra che faccia rifiatare per rafforzare la rosa di Chivu

Come riportato da Tuttosport, per il calciomercato Inter sta già iniziando a scandagliare il mercato in vista dell’apertura della finestra invernale di gennaio, alla ricerca di un esterno destro che possa dare il cambio a Denzel Dumfries, unico padrone della fascia destra nerazzurra. La necessità di rinforzare il reparto e alzare la competitività della rosa si fa sempre più urgente, con il presidente Marotta e il direttore tecnico Ausilio, insieme al suo braccio destro Dario Baccin, già al lavoro per trovare la soluzione ideale.

Il ruolo di esterno destro a tutta fascia, uno dei punti cruciali del gioco della squadra, è quello su cui l’Inter ha concentrato le sue attenzioni. Sebbene Matteo Darmian e Luis Henrique possano essere considerati alternative a Dumfries, entrambi non offrono garanzie sufficienti al momento. Darmian, pur essendo un jolly prezioso per le sue capacità tattiche e la versatilità in più ruoli, ha ormai un’età avanzata e ha iniziato a mostrare i primi scricchiolii fisici. Per questo, Cristian Chivu ha preferito utilizzare il brasiliano Luis Henrique come alternativa all’olandese, sebbene l’ex Marsiglia sia, di fatto, più un adattato al ruolo, essendo naturalmente un’ala offensiva nel tridente. Le sue caratteristiche, infatti, mal si conciliano con le esigenze difensive richieste a un esterno di fascia.

Le sue prestazioni fino a questo momento non sono state entusiastiche, tanto da rendere probabile una sua partenza durante il mercato invernale. Un prestito potrebbe essere la soluzione migliore per garantirgli continuità di gioco, possibilmente in un altro club italiano, per permettergli di maturare ulteriormente nel nostro calcio, con benefici anche per l’Inter in ottica futura.

Nel frattempo, l’Inter ha bisogno di un altro esterno destro da affiancare a Dumfries nel breve periodo. Un’opzione low-cost, o un prestito con diritto di riscatto, potrebbe rappresentare la scelta ideale per gennaio. L’obiettivo è rafforzare immediatamente la squadra in vista di una stagione che vede l’Inter impegnata su più fronti, con Chivu che ricorre spesso al turnover per mantenere alta la competitività.

Sebbene un innesto in quella posizione sembri essere in programma anche per l’estate, l’Inter potrebbe decidere di giocare d’anticipo e trovare la soluzione giusta già a gennaio, rinforzando la corsia laterale destra per affrontare al meglio la seconda parte della stagione.

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Calciomercato Roma, Zirkzee apre al trasferimento in giallorosso? Gasperini vuole un rinforzo offensivo e l’ex Bologna sarebbe pronto a tornare in Italia

Calciomercato Roma, Zirkzee apre al trasferimento in giallorosso? L’attaccante olandese vuole lasciare il Manchester United e tornare in Serie A

Come scritto dal Corriere dello Sport, il countdown per l’apertura del calciomercato invernale del 2026 è ormai iniziato, e Gian Piero Gasperini, tecnico della Roma, sembra concentrato su un obiettivo specifico: un rinforzo offensivo che possa dare una scossa al reparto attaccanti. In quindici partite tra campionato e coppe, i giallorossi hanno segnato solo sette gol, di cui due realizzati da Dovbyk e nessuno da Ferguson. Numeri troppo magri che potrebbero costringere la società a valutare clamorosi cambiamenti, se la situazione non dovesse migliorare.

Gasperini è da sempre un maestro nel valorizzare i suoi attaccanti, e questa volta punta su Joshua Zirkzee, attaccante olandese classe 2002, che ha fatto bene in passato con la maglia del Bologna e ora vuole lasciare il Manchester United. Zirkzee ha trovato poco spazio in Premier League, con soli 82 minuti giocati finora, e la Roma lo stuzzica su più fronti: da un lato gli garantirebbe minuti da titolare, dall’altro ritroverebbe un allenatore che lo stima profondamente e che in passato lo aveva voluto anche all’Atalanta.

L’occasione di essere valorizzato da Gasperini potrebbe rappresentare per Zirkzee una chance per entrare definitivamente nei radar della Nazionale olandese e magari giocarsi un posto per il prossimo Mondiale. Una chiamata alle armi per rimettersi in gioco in una squadra che ha grandi ambizioni.

Per portare Zirkzee a Roma, Frederic Massara, direttore sportivo della Roma, dovrà trattare con il Manchester United, che preferisce una cessione in prestito secco. Tuttavia, la Roma, che ha cambiato filosofia di mercato, punta a valorizzare i propri giocatori e preferirebbe un prestito con diritto di riscatto, o obbligo in caso di qualificazione alla Champions League. Questa opzione sarebbe perfettamente in linea con il nuovo progetto della Roma, che sta cercando di costruire una squadra solida senza compromettere il proprio bilancio.

Le alternative a Zirkzee? Tra i nomi che piacciono alla Roma ci sono Kalimundo del Nottingham Forest, El Mala del Colonia e Arevalo del Racing, con Giovane del Verona che potrebbe essere un’alternativa all’ex Bologna, qualora il trasferimento non dovesse andare in porto.

In attesa dell’apertura del mercato, Gasperini sogna di vedere la Roma protagonista anche sul fronte del mercato, con un attaccante in grado di rilanciare l’attacco giallorosso.

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Le prime pagine sportive nazionali – 18 novembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Pogba Monaco, Pocognoli svela sull’ex Juve: «Non farò previsioni, tornerà quando sarà il momento». Le dichiarazioni

Pogba Monaco, il tecnico Pocognoli rivela sull’ex Juve: «Non farò previsioni, tornerà quando sarà il momento». Le parole

Un acquisto di lusso che continua a restare invisibile sul campo. Il “caso Pogba” non smette di far discutere nel Principato. Dopo l’addio tormentato alla Juventus – tra squalifica e infortuni – il campione del mondo 2018 è approdato al Monaco lo scorso giugno, ma non ha ancora collezionato un solo minuto ufficiale con la nuova maglia.

L’incognita del rientro

A un mese dal cambio in panchina, con Sébastien Pocognoli subentrato ad Adi Hütter, la domanda resta immutata: quando tornerà Pogba? Il tecnico belga, intervistato dall’AFP, ha scelto la via della cautela. «Lo spero… ma l’ultima volta che l’ho detto si è fatto male di nuovo alla caviglia», ha ammesso, ricordando le ricadute che hanno segnato il 2025 del francese. Pogba è tornato ad allenarsi in gruppo solo da pochi giorni, ma il club non intende fissare date: «Non farò previsioni. Tornerà quando sarà il momento».

L’aura del leader

Non si attende soltanto il giocatore, ma anche l’uomo-spogliatoio. Pocognoli ha sottolineato il valore potenziale del “Polpo”: «Quando è in campo vedo un uomo felice, concentrato sul rientro al massimo livello. Il mio compito è accompagnarlo in questo percorso». Il Monaco spera di ritrovare non solo un centrocampista di qualità, ma un leader capace di trasmettere energia a compagni, giovani e tifosi. «Se sfruttata bene, la sua aura può fare la differenza», ha aggiunto il tecnico.

La Juve osserva

Sul fondo, la Juventus di Luciano Spalletti osserva con attenzione. A gennaio, in Champions League, i bianconeri incroceranno il Monaco. Pogba resta un enigma: il club vuole recuperare l’investimento e attende che la luce del campione torni a brillare anche sul prato verde.

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Olanda, arriva l’esordio del classe 2003 Luciano Valente con la Nazionale! Dopo aver indossato la maglia azzurra fino all’Under 20, ha scelto l’Oranje

Olanda: debutto storico per Luciano Valente che dopo aver indossato la maglia azzurra fino, ha scelto di legarsi all’Oranje

Luciano Valente, giovane talento classe 2003, ha compiuto una scelta significativa per la sua carriera internazionale: dopo aver indossato la maglia azzurra fino all’Under 20, ha deciso di legarsi definitivamente alla nazionale olandese. Il suo percorso, che sembrava destinato a proseguire con l’Italia, ha invece preso una direzione diversa, portandolo a vestire i colori del Paese in cui è nato.

Il centrocampista del Feyenoord ha debuttato con la selezione di Ronald Koeman durante le qualificazioni ai Mondiali, entrando in campo al 78′ della sfida contro la Lituania, già saldamente condotta dagli Oranje sul 4-0. Un ingresso che segna ufficialmente il suo passaggio alla nazionale maggiore olandese, rendendolo a tutti gli effetti parte integrante del progetto tecnico di Koeman.

Valente, nato a Groningen da famiglia italo-olandese, aveva già maturato esperienze con entrambe le nazionali giovanili: Under 19 e Under 20 con l’Italia, seguite da otto presenze con l’Under 21 olandese. La sua decisione di accettare la chiamata della selezione del Paese natale ha ora trovato compimento con l’esordio ufficiale, che rappresenta un nuovo capitolo della sua carriera internazionale.

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Conte Napoli, Caressa non ha dubbi: «Per me è evidente che c’è stata una rottura almeno parziale con lo spogliatoio»

Conte Napoli, Caressa svela a sorpresa «Per me è evidente che c’è stata una rottura almeno parziale con lo spogliatoio». Le parole

Durante la cerimonia di presentazione del Gran Galà del Calcio AIC, Fabio Caressa ha affrontato il tema delicato del rapporto tra Antonio Conte e il gruppo squadra del Napoli. Il giornalista ha evidenziato come all’interno dello spogliatoio si percepisca una frattura, seppur non totale, che sta complicando il legame tra l’allenatore e i suoi giocatori.

PAROLE – «L’impatto lo deciderà il rapporto tra Conte e i giocatori. Per me è evidente che c’è stata una rottura almeno parziale con lo spogliatoio, altrimenti questa settimana Conte non se la sarebbe presa. Conoscendolo, però, credo si sia preso una pausa per sé più che altro». ».

«Nella vita capita che se pensi in continuazione ai tuoi loop mentali e ti rivolgi solo a te stesso, senza confrontarti con la vita di tutti i giorni, diventa difficile uscire dai problemi. Allegri ha una definizione: ‘Cazzeggio creativo’. Lui dice che dopo un po’ che pensi alla stessa cosa, devi andare al bar e parlare con gli amici. Altrimenti, la cosa diventa occlusa nel tuo animo e diventa irrisolvibile. Conte credo sia voluto uscire da quel loop per trovare soluzioni nuove anche con i suoi giocatori».

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Lazio, l’aquila torna a volare allo stadio Olimpico! Svelato il nuovo simbolo biancoceleste sui canali ufficiali – FOTO

Lazio, il nuovo volo dell’aquila all’Olimpico: presentato il simbolo biancoceleste sui canali ufficiali – FOTO

La Lazio ha svelato ufficialmente la sua nuova aquila con un annuncio sui canali social del club. Nell’immagine diffusa, il maestoso rapace appare al centro sportivo Fersini, pronto a diventare il nuovo emblema biancoceleste.

Dopo quasi un anno dall’ultimo volo di Olympia, la storica compagna della squadra, arriva una nuova protagonista chiamata a raccoglierne l’eredità. L’attesa dei tifosi, lunga e colma di curiosità, è stata alimentata dal silenzio della società.

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Ora l’annuncio è realtà: presto la nuova aquila potrebbe librarsi sopra lo Stadio Olimpico, regalando ai sostenitori un momento di grande emozione e riportando in scena una tradizione che da sempre accompagna la storia della Lazio.

Rinnovo Sampdoria, trattativa ferma per quel calciatore blucerchiato: non c’è ottimismo sulla conclusione positiva… I dettagli

Rinnovo Sampdoria, si ferma la trattativa per il rinnovo di quel blucerchiato! Tutti gli aggiornamenti e le ultime

La questione dei rinnovi contrattuali resta al centro dell’agenda dirigenziale della Sampdoria, con particolare attenzione ai giovani che rappresentano il domani del club. Tra questi, Francesco Conti – centrocampista prospettiva– è diventato una priorità assoluta. Tuttavia, la trattativa per il prolungamento del suo accordo ha subito un’improvvisa e inattesa frenata.

Conti, il cui contratto è ormai vicino alla scadenza, è considerato un patrimonio tecnico che la società blucerchiata Non mangerò .perdere. Nonostante la volontàiniziale del continuuminsieme, gli ultimi sviluppi non lasciano presagire nulla di positivo.

Trattativa in stand-by

Secondoquanto riportato da Il Secolo XIX, il dialogo tra le parti si è interrotto bruscamente. Dopo un primo via libera della proprietà per estendere l’intesa fino al 2028, i contatti si sono raffreddati e la trattativa è ora congelata. Restano aperti diversi interrogativi: motivazioni economiche, dubbi del giocatore sul progetto tecnico o un cambio di strategia interna al club. Qualunque sia la ragione, il rischio per la Sampdoria è concreto.

L’interesse della Serie B

Lo stallo non è passato inosservato. Alcune società di Serie B hanno fiutato l’occasione e sarebbero già pronte a inserirsi per assicurarsi Conti a parametro zero. Almeno due club cadetti hanno manifestato interesse, correre ancora più delicata la posizione della Sampdoria.

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Cagliari, come stanno i rossoblù? Ecco le ultimissime notizie dopo l’allenamento odierno: tre calciatori in gruppo!

Cagliari, buone notizie per i rossoblù: nell’allenamento odierno tre giocatori sono tornati a lavorare in gruppo!

La settimana di preparazione dei rossoblù entra nel vivo in vista del match di sabato 22 novembre alle 15, quando all’Unipol Domus il Cagliari affronterà il Genoa di Daniele De Rossi nel 12° turno di Serie A.

Allenamento al CRAI Sport Center Nel pomeriggio, Fabio Pisacane e il suo staff hanno guidato la squadra in una seduta focalizzata su tecnica e possesso palla. Prima esercitazioni mirate al controllo e alla precisione, poi lavori specifici per consolidare il gioco di squadra e la gestione del pallone. La sessione si è chiusa con una partitella su campo ridotto, utile per affinare automatismi e intensità in vista della gara.

Rientro dei nazionali Buone notizie per Pisacane: Elia Caprile e Marco Palestra, reduci dagli impegni con le rispettive Nazionali, hanno ripreso ad allenarsi con il gruppo, portando freschezza e motivazioni.

Situazione infortuni Presenti in gruppo anche Joseph Liteta, Nicola Pintus e Marko Rog. Lavoro differenziato invece per Giuseppe Ciocci e Alessandro Deiola, alle prese con piccoli problemi fisici: lo staff spera di recuperarli al più presto.

Prossimi appuntamenti La preparazione proseguirà domani, martedì 18 novembre, con un allenamento mattutino. L’obiettivo è arrivare al meglio alla sfida contro il Genoa, considerata cruciale per le ambizioni del Cagliari in campionato.

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Futuro Icardi, svolta decisa per il suo futuro: l’ex sogno della Juventus rifiutò l’Arabia! Svelato il clamoroso retroscena

Futuro Icardi, spunta un retroscena clamoroso sull’attaccante ex Inter: ecco quell’intreccio con Juve e Arabia…

Il Galatasaray è pronto a blindare il suo idolo. Nonostante un contratto già solido fino al 2026, il club turco vuole anticipare i tempi e incontrerà presto l’entourage dell’attaccante per discutere un ulteriore rinnovo.

Lui ritornail “no” all’Arabia Saud

Alla base di questa scelta c’è un legame che ha già superato prove enormi. L’agente Giorgio G.ha svelato un episodio chiave: nell’estate 2023, Icardi ha rifiun’offerta faraonica dall’Arabia Arabia Saudita. «Ha detto no a oltre 120 milioni netti in tre anni», ha raccontato Gardi. Un ingaggio da 40 milioni l’anno respinto per un motivo preciso: l’affetto dei tifosi. In un’epoca segnata dal richiamo del calcio saudita, l’ex capitano dell’Inter ha scelto di restare a Istanbul, diventando un simbolo intoccabile per la piazza.

L’incontro per il futuro

Ora il Galatasaray vuole ripagare quella fedeltà. L’obiettivo è prolungare il contratto oltre il 2026, magari fino al 2027 o 2028, per legare definitivamente la carriera di Icardi al club e spegnere ogni sirena auto.

Alla stazioneLa dirigonoè totale. «È sicuramente uno dei migliori giocatori che il club abbia avuto negli ultimi anni», ha dichiarato Gardi. Dopo le turbolenze vissute a Milano e la parentesi opaca a Parigi, Icardi ha ritrovato a Istanbul la sua dimensione ideale: leader tecnico e carismatico, amato incondizionatamente dai tifosi.

La trattativa parte dunque sotto i migliori auspici: il Galatasaray vuole blindare il suo bomber, e Icardi vuole restare dove si sente davvero a casa.

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Modric Milan, spunta un incredibile retroscena! E’ stato ad un passo dall’arrivo in Serie A in passato: la mossa di Florentino Perez…

Modric Milan, il retroscena che nessuno si aspettava: in passato è stato davvero vicino alla Serie A. I dettagli

Prima di diventare il faro del centrocampo del Milan di Massimiliano Allegri, Luka Modrić fu protagonista di un clamoroso intreccio di mercato che lo portò a un passo dall’Inter.

Era il 2018: il croato, fresco vincitore del Pallone d’Oro e reduce da anni di trionfi con il Real Madrid, cercava nuovi stimoli. L’idea di approdare in Serie A lo intrigava, soprattutto per la possibilità di unirsi al “blocco croato” già presente in nerazzurro: Marcelo Brozović, Ivan Perišić e Šime Vrsaljko. Giocare insieme ai compagni di Nazionale rappresentava un incentivo fortissimo.

Grazie ai buoni rapporti con il suo entourage, l’Inter riuscì persino a strappare un “sì di massima” da parte del giocatore, alimentando i sogni dei tifosi. Ma quell’operazione si infranse contro un ostacolo insormontabile.

Il veto di Florentino Pérez

A bloccare tutto fu il presidente del Real Madrid, Florentino Pérez. Considerava Modrić un patrimonio irrinunciabile e non volle nemmeno aprire alla possibilità di una cessione. La trattativa, che sembrava avviata, si spense sul nascere.

Così il croato rimase a Madrid, continuando a scrivere pagine di storia con i Blancos. Solo anni dopo sarebbe arrivato a Milano, ma non all’Inter: al Milan, dove oggi è un pilastro imprescindibile nello scacchiere di Allegri.

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Adani risponde alle polemiche: «Non volevo offendere nessuno! Su Haaland penso una cosa importante!»

Adani risponde a Haaland: “Era solo ironia”. Ecco le dichiarazioni dell’opinionista della Rai

Lele Adani ha voluto fare chiarezza sulle parole pronunciate durante la telecronaca di Italia-Norvegia, riguardo al gol di Pio Esposito. Il commentatore ed ex calciatore, durante una diretta Twitch con Antonio Cassano, ha spiegato meglio il suo intervento e il contesto dietro la frase che ha coinvolto sia Erling Haaland, attaccante del Manchester City, che l’attaccante dell’Inter.

Adani ha voluto subito sgomberare il campo da fraintendimenti: «Voglio chiarire una cosa per quelli che, in malafede o distratti, non hanno capito il mio messaggio. L’umorismo era l’elemento principale, e il mio commento era solo una battuta che riprendeva quanto detto da Haaland il giorno prima in conferenza stampa. Non ho mai sminuito Haaland davanti a Pio, ma semplicemente ho rievocato le sue parole».

Il commento di Haaland

Il riferimento di Adani riguarda una dichiarazione di Haaland fatta alla vigilia della partita, in cui il norvegese aveva ammesso di non conoscere molto bene Pio Esposito, ma con una certa disinvoltura aveva aggiunto che probabilmente avrebbe dovuto informarsi meglio sul giovane attaccante italiano. Adani, durante la telecronaca, ha colto l’occasione per fare una battuta sulla situazione, ironizzando su quanto detto dal bomber del City.

«Se non avete prestato attenzione, avete sprecato tempo», ha continuato Adani. «Il mio commento non aveva lo scopo di sminuire Haaland, che ha segnato due gol nella partita e in generale sta facendo una stagione straordinaria con 16 gol in otto partite. Era un momento di ironia, un modo per sottolineare il contesto della conferenza stampa con rispetto, senza alcuna intenzione di offendere nessuno».

Una battuta con rispetto

L’ex difensore ha voluto ribadire che la sua era una reazione ironica, non un attacco a Haaland. La volontà di Adani era piuttosto quella di riportare in maniera leggera e scherzosa quanto accaduto nei giorni precedenti, senza alcuna intenzione polemica. Ha sottolineato l’importanza del rispetto reciproco tra giocatori e ha spiegato che la sua battuta non doveva essere vista come un affronto ma piuttosto come un modo per sdrammatizzare l’accaduto.

Adani ha quindi messo in chiaro che il suo intervento era frutto di ironia, con il pieno rispetto per Haaland e per il contesto. Concludendo, ha esortato il pubblico a cogliere il lato divertente della situazione, senza farsi travolgere da interpretazioni sbagliate o esagerate.

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Calciomercato Milan, ecco le ultime novità su Lewandowski e sulla trattativa in casa rossonera per la punta

Calciomercato Milan: Lewandowski possibile obiettivo, ma il Barcellona prepara la successione

Il Calciomercato Milan potrebbe arricchirsi di una clamorosa opportunità: Robert Lewandowski, attaccante polacco del Barcellona, potrebbe lasciare i catalani già a gennaio, alimentando così le voci di mercato che lo vedono come un possibile rinforzo per la squadra rossonera. Nonostante il suo contratto con il club blaugrana sia in scadenza nell’estate del 2026, la sua permanenza al Barcellona potrebbe essere messa in discussione, creando spazio per una potenziale trattativa con il Milan.

Il futuro di Lewandowski: una situazione in bilico

Secondo le ultime indiscrezioni, l’agente del giocatore, Pini Zahavi, ha confermato che al momento non è stata presa alcuna decisione definitiva riguardo al futuro del 37enne centravanti. In questo scenario, i rossoneri potrebbero trovare l’occasione giusta per avanzare una proposta per il bomber polacco, dato che il Barcellona sembra pronto a guardare avanti senza di lui.

Il club catalano, infatti, si sta preparando ad un futuro in cui Lewandowski non sarà più il leader offensivo, con la dirigenza che ha già iniziato a valutare alternative per rinforzare il reparto avanzato. Sebbene l’addio di Lewandowski sembri ancora incerto, la sua partenza aprirebbe uno spazio economico importante nel monte ingaggi, con il Barcellona che potrebbe liberare circa 40 milioni di euro lordi.

Il Barcellona verso il futuro: la lista dei sostituti

Il Barcellona sta cercando di rinforzare il proprio attacco e ha stilato una lista di cinque nomi in grado di sostituire Lewandowski. Tra i candidati più in voga c’è Julián Álvarez, giovane stella dell’Atlético Madrid, che rappresenta l’obiettivo principale per la successione del polacco. Tuttavia, il club catalano non si limita a lui: nella lista figurano anche altri nomi prestigiosi come Harry Kane, bomber del Bayern Monaco e della Inghilterra, e Victor Osimhen del Galatasaray, due nomi di grande esperienza e qualità.

Il Barcellona, tuttavia, non esclude nemmeno soluzioni più economiche: uno degli altri nomi che circola è quello di Serhou Guirassy, attaccante del Borussia Dortmund, e l’opzione a basso costo di Etta Eyong, giovane talento del Levante, che ha dichiarato il Barcellona come il suo sogno nel cassetto.

Milan pronto a sfruttare l’occasione

Nel frattempo, il Milan sta monitorando la situazione con attenzione. Se Lewandowski decidesse di lasciare il Barcellona, il club rossonero potrebbe tentare l’affondo già in inverno, approfittando di una finestra di mercato che si preannuncia ricca di opportunità. Nonostante le difficoltà economiche dei catalani, il Milan potrebbe essere tra le squadre più pronte a cogliere l’occasione, anche grazie all’importante liberazione di fondi derivante dall’eventuale cessione di Lewandowski.

La corsa per il futuro dell’attaccante polacco è appena iniziata, e il Calciomercato Milan potrebbe vedere un grande colpo se il club rossonero riuscirà a superare la concorrenza e a convincere Lewandowski a trasferirsi a Milano.

Calciomercato Juve, Palestra nel mirino dei bianconeri? Ecco cosa risulta sulla squadra sabauda

Calciomercato Juve: il giovane Palestra nel mirino delle big, anche la Juve interessa

Il calciomercato Juve è destinato a infiammarsi anche per il giovane talento Marco Palestra, esterno destro classe 2005, che sta facendo parlare molto di sé nella sua prima stagione da professionista. Attualmente in prestito al Cagliari, Palestra ha mostrato tutte le sue qualità, attirando l’interesse di numerosi club, tra cui la Juventus. Il suo profilo sta diventando uno degli argomenti più discussi in vista della prossima finestra di mercato.

Il futuro di Palestra: tra opportunità e scelte difficili

Secondo le ultime notizie, come riportato da Marco Conterio, il Como avrebbe messo gli occhi su Palestra per la prossima stagione, pianificando un colpo importante per rinforzare la propria rosa. Tuttavia, la concorrenza per il giovane talento non manca, e i big della Serie A stanno monitorando con attenzione la situazione.

Palestra è cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta e, nonostante il suo prestito al Cagliari, il club bergamasco sta valutando se puntare su di lui per la prossima stagione. La situazione però non è così semplice. L’Atalanta, infatti, ha una rosa molto competitiva nel suo settore di campo, e la presenza di altri giocatori in ruoli simili potrebbe indurre il club a vendere il giovane esterno per fare cassa e reinvestire su altri settori.

La concorrenza delle big: Juve, Inter e Milan in fila

Nel frattempo, il mercato si fa sempre più caldo. Oltre al Como, anche Inter, Milan e Juventus sono molto interessate a Palestra. La Juventus, in particolare, ha bisogno di rinforzare le proprie fasce, specialmente con il cambio di allenatore e la volontà di portare nuovi giovani talenti per il progetto di Luciano Spalletti. La Juve, infatti, sta cercando di risolvere alcune questioni in rosa, come il “caso Joao Mario”, e l’arrivo di un giovane promettente come Palestra potrebbe rispondere alle esigenze di rinnovamento della squadra.

I club come Inter e Milan non sono da meno: entrambi stanno puntando sui migliori giovani talenti del campionato per rafforzare le proprie squadre. In questo scenario, il futuro di Marco Palestra potrebbe trasformarsi in una delle aste più calde della prossima estate, con le grandi potenze della Serie A pronte a sfidarsi per accaparrarsi il giovane esterno.

Atalanta davanti a un bivio: cedere o tenere?

La decisione ora spetta all’Atalanta. Il club dovrà decidere se scommettere su Palestra e integrarlo nella squadra per il prossimo anno o se monetizzare il suo talento e puntare su una maxi plusvalenza. In ogni caso, il calciomercato estivo si preannuncia ricco di colpi di scena e con la Juventus pronta a inserirsi nella corsa per uno dei giovani più promettenti della Serie A.

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Alisha Lehmann, i ladri svaligiano casa sua. La reazione dell’ex Juve non lascia particolari dubbi!

Alisha Lehmann vittima di un furto in casa: la calciatrice si sfoga sui social tra rabbia e ironia

Alisha Lehmann, stella del calcio femminile e icona mondiale, ha vissuto una brutta esperienza che l’ha vista protagonista di un furto nella sua abitazione. La calciatrice, attualmente in forza al Como e ex Juventus Women, ha documentato il triste episodio attraverso i suoi social, lasciando trasparire rabbia, frustrazione e anche un pizzico di ironia.

La denuncia sui social: “Potevate pulire, ho l’OCD”

Il furto, avvenuto mentre Lehmann non era in casa, ha lasciato la sua abitazione in totale disordine. I ladri, oltre a portare via oggetti di valore, hanno rovesciato e distrutto tutto ciò che si trovavano davanti, lasciando un ambiente caotico e difficile da gestire. Un dettaglio che ha colpito particolarmente la calciatrice, che soffre di OCD (Disturbo Ossessivo Compulsivo). La sua reazione sui social è stata un mix di rabbia e sarcasmo. «La prossima volta che mi svaligiano casa, potete per favore pulire dopo? Perché ho l’OCD», ha scritto con un tono ironico ma al tempo stesso sincero nelle sue storie su Instagram. Le parole di Lehmann hanno colpito molti dei suoi follower, che hanno espresso solidarietà per l’accaduto.

Il sostegno dei fan e l’allarme sicurezza

La denuncia di Lehmann ha suscitato un’ondata di messaggi di supporto dai suoi fan e dalle persone vicine al mondo del calcio, che si sono strette attorno alla calciatrice per lo spavento subito. Il furto, infatti, è solo l’ultimo di una serie di episodi che coinvolgono atleti e atlete, spesso presi di mira dai ladri mentre sono lontani da casa per gli impegni di lavoro o le trasferte. Il caso di Lehmann ha riacceso l’allarme sulla sicurezza delle case dei calciatori, che risultano essere frequentemente oggetto di furti, soprattutto quando sono impegnati in trasferta con le proprie squadre.

La situazione resta sotto inchiesta

Nonostante la reazione, che ha cercato di esorcizzare il trauma subito, la situazione rimane comunque delicata. Le forze dell’ordine stanno indagando sull’accaduto, ma al momento non ci sono aggiornamenti significativi. L’incidente ha evidenziato anche un altro aspetto: la violazione della privacy e il danno psicologico che un furto in casa può comportare. La “comfort zone” di una persona, ovvero la propria casa, è sacra, e trovarsela messa a soqquadro è un’esperienza che segna profondamente.

Il messaggio di Lehmann sui social, seppur ironico, fa riflettere sulla vulnerabilità dei calciatori e delle calciatrici, che, come qualsiasi altra persona, non sono immuni da eventi traumatici che possono colpire la loro quotidianità. Si attende ora l’esito delle indagini, mentre il dibattito sulla sicurezza e sul benessere degli atleti inizia a guadagnare maggiore attenzione.

Caprile lascerà il Cagliari? Spunta fuori questa nuova indiscrezione. La situazione dei rossoblu

Caprile nel mirino dell’Inter: il portiere del Cagliari protagonista di un’interessante sfida di mercato

Il Calciomercato Cagliari potrebbe vivere uno degli sviluppi più interessanti nelle prossime sessioni di mercato, con Elia Caprile, portiere del Cagliari, al centro di voci che lo vedono nel mirino di alcuni dei più importanti club italiani, tra cui l’Inter.

Caprile, una promessa tra i pali

Elia Caprile, giovane portiere classe 2001, ha iniziato la stagione con il piede giusto, confermandosi uno dei portieri più promettenti della Serie A. Dopo aver collezionato ottime prestazioni con il Cagliari, il suo nome ha cominciato a rimbalzare nelle voci di mercato. Il portiere, riscattato dal Napoli per 8 milioni di euro, sta facendo crescere il suo valore di mercato e ha già attirato l’attenzione di squadre di vertice, con Inter e Milan che seguono da vicino il suo percorso.

La convocazione in nazionale e l’interesse delle big

Il suo rendimento in campionato non è passato inosservato. Caprile è stato recentemente convocato dalla nazionale italiana per gli impegni con Gattuso, un riconoscimento che certifica il suo stato di forma e il crescente apprezzamento per le sue qualità. La sua chiamata in azzurro rappresenta un’ulteriore conferma delle sue potenzialità, facendo lievitare ulteriormente il suo valore. In questa stagione, Caprile ha impressionato per la sua reattività, la solidità tra i pali e la capacità di gestire con sicurezza anche le situazioni più complicate.

Un obiettivo di mercato per l’Inter

Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, il giovane estremo difensore del Cagliari è ora nel radar di Inter e Milan, con i nerazzurri che potrebbero essere i principali interessati al suo acquisto. Sebbene Samir Handanović stia ancora dominando la scena a Milano, l’Inter potrebbe cercare una figura giovane e di prospettiva, per costruire un futuro solido tra i pali. Caprile, con il suo talento e la sua crescente esperienza, potrebbe rappresentare l’opportunità perfetta per i nerazzurri, soprattutto considerando che il suo valore di mercato è ora salito a circa 25 milioni di euro.

La concorrenza del Milan e la valutazione del Cagliari

Con il suo contratto con il Cagliari in scadenza, la valutazione del giocatore è destinata a salire. Il club sardo non ha intenzione di svendere Caprile, e il prezzo di 25 milioni di euro potrebbe essere un ostacolo per qualsiasi squadra interessata, ma ciò non ferma l’entusiasmo delle big di Serie A. La Lazio e il Milan sono anche alla ricerca di un nuovo portiere, e l’ingaggio di Caprile potrebbe essere una mossa molto interessante.

Il Calciomercato Cagliari sarà sicuramente influenzato da queste trattative, con il futuro di Elia Caprile che potrebbe diventare uno degli affari più seguiti nelle prossime finestre di mercato. Con il suo talento e la sua crescita costante, Caprile sembra destinato a lasciare un segno importante nella Serie A e, chissà, anche in Europa.

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Calciomercato Lazio, Gila pronto a cambiare squadra! Il difensore potrebbe firmare per quella big italiana

Calciomercato Lazio, Gila pronto ad andare in quella squadra. Ecco la situazione attuale in casa biancoceleste

Il Calciomercato Lazio potrebbe vivere un’importante svolta nella prossima finestra invernale, con il difensore Mario Gila, attualmente in forza ai biancocelesti, al centro di voci di mercato. Il giovane centrale spagnolo, classe 2000, è stato uno dei nomi caldi del mercato estivo, ma è ora che il suo futuro venga messo in discussione in modo più concreto, visto l’interesse crescente da parte di altre squadre, tra cui l’Inter.

L’esperimento Palacios e le sfide della Lazio

Nonostante le aspettative elevate per l’arrivo di Palacios, il difensore argentino acquistato per una cifra considerevole di 8 milioni di euro, la sua esperienza con la Lazio non ha soddisfatto le promesse iniziali. La sua prestazione sotto i riflettori è stata deludente, con il giocatore che non è riuscito ad adattarsi come ci si aspettava. Questo ha spinto la Lazio a riflettere sulla possibilità di cedere il difensore in vista di gennaio, con l’intento di rinforzare ulteriormente la difesa con un profilo più affidabile e con maggiori garanzie.

Mario Gila nel mirino dell’Inter

Nel frattempo, Mario Gila, attualmente in forza alla Lazio, sta attirando l’attenzione dei nerazzurri. Il difensore spagnolo ha dimostrato buone qualità e una certa maturità difensiva nonostante la giovane età. Con un contratto in scadenza nel 2027, il suo futuro potrebbe essere al centro delle trattative di mercato, con l’Inter che sembra intenzionata a puntare su di lui per rinforzare la propria difesa. Il profilo di Gila, infatti, rientra nei piani di Cristian Chivu, tecnico dell’Inter, che cerca un difensore giovane ma già pronto per il livello della Serie A.

Le difficoltà di una trattativa con la Lazio

Nonostante l’interesse dell’Inter, le difficoltà non mancano. I rapporti tra Inter e Lazio sono storicamente complicati, e ciò potrebbe rappresentare un ostacolo non indifferente nella trattativa. Tuttavia, l’Inter sembra non essere scoraggiata e, secondo Calciomercato.com, ha già avviato i primi contatti con l’agente di Gila, Alejandro Camano, che è anche l’agente di Lautaro Martinez. L’obiettivo dei nerazzurri è quello di raccogliere informazioni più dettagliate sul difensore e valutare la possibilità di un trasferimento nella finestra di mercato invernale.

La valutazione di Gila e le mosse future

Con una valutazione che si aggira intorno ai 10 milioni di euro, Gila rappresenta una soluzione interessante per l’Inter, che necessita di un rinforzo in difesa per affrontare al meglio il prosieguo della stagione. La Lazio, dal canto suo, potrebbe essere tentata di cedere il giovane difensore se la proposta economica sarà allettante. Il Calciomercato Lazio è destinato a entrare nel vivo nei prossimi mesi, con il futuro di Mario Gila che potrebbe essere uno degli sviluppi più intriganti della finestra di gennaio.

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Calciomercato Sassuolo, Muharemovic sicuro di partire? Ecco la situazione dei neroverdi

Calciomercato Sassuolo, Muharemovic lascerà i neroverdi? Ecco la situazione attuale degli emiliani

Il Calciomercato Sassuolo si prepara a un possibile assalto per uno dei suoi difensori più promettenti, Tarik Muharemovic, al centro dell’interesse di top club come Inter e Juventus. Il giovane difensore centrale bosniaco, classe 2003, è diventato uno dei prospetti più interessanti della Serie A, attirando l’attenzione di grandi squadre italiane. Il suo futuro potrebbe essere deciso proprio in occasione del prossimo mercato estivo.

Il rinnovo e la clausola di rivendita

Muharemovic ha recentemente prolungato il suo contratto con il Sassuolo, legandosi al club emiliano fino al 2031. Un passo importante che dimostra la volontà della società di investire su di lui, ma che allo stesso tempo non ha messo al sicuro il suo futuro. Il Sassuolo ha riscattato il difensore dalla Juventus nella scorsa estate per una cifra di 3 milioni di euro, ma i bianconeri si sono riservati una percentuale importante sulla futura rivendita del giocatore, pari al 50%. Questo dettaglio potrebbe rivelarsi determinante in chiave mercato, offrendo un vantaggio competitivo alla Juventus che potrebbe riuscire ad acquistare Muharemovic a metà prezzo rispetto a quanto potrebbe richiedere il Sassuolo per vendere il difensore a un altro club.

L’interesse delle big: Inter e Juventus in prima fila

Il giovane centrale ha già attirato l’attenzione di Inter e Juventus, che sono pronte a lanciarsi in un’eventuale corsa per acquistarlo. Se da un lato l’Inter lo vede come un prospetto di grande futuro per la sua difesa, dall’altro la Juventus ha il vantaggio della clausola di rivendita, che potrebbe rendergli più facile e vantaggioso l’acquisto. Entrambi i club sono alla ricerca di giovani talenti con potenziale, e Muharemovic sembra incarnare perfettamente questo profilo.

Le caratteristiche di Muharemovic e il suo impatto in Serie A

Muharemovic è un difensore centrale dalle grandi qualità fisiche, abile nell’anticipare l’avversario e nel leggere il gioco. La sua crescita nel Sassuolo è stata costante, tanto che è già considerato uno dei talenti più promettenti della Serie A. Nonostante la giovane età, ha dimostrato di avere una maturità difensiva che gli consente di essere un punto di riferimento nella retroguardia, tanto da attirare l’interesse delle grandi squadre italiane.

Cosa accadrà nel prossimo Calciomercato Sassuolo?

Con un futuro che potrebbe essere lontano da Sassuolo, il calciomercato della prossima estate si preannuncia incandescente per Tarik Muharemovic. Se da un lato il Sassuolo cercherà di trattenerlo, dall’altro le richieste di club come Inter e Juventus potrebbero rivelarsi decisive per il suo trasferimento. Il mercato si prepara a un possibile duello tra le due squadre per assicurarsi uno dei difensori più promettenti della Serie A.

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Benzema, pronta una nuova avventura per l’ex Real Madrid? Spunta una grande indiscrezione di calciomercato

Benzema, pronto a lasciare l’Arabia l’ex centravanti del Real Madrid? Ecco la nuova indiscrezione

Karim Benzema, uno dei primi top player a trasferirsi nella Saudi Pro League, ha lanciato una clamorosa bomba di mercato riguardo al suo futuro. Nonostante un contratto faraonico con l’Al Ittihad, valido fino al 2026, l’attaccante francese ha lasciato intendere di essere incerto sul suo destino, riaccendendo così le speranze dei club europei che potrebbero tentare di riportarlo in Europa.

Benzema: il futuro è incerto

Alla domanda diretta sulla sua permanenza all’Al Ittihad, Benzema ha risposto con una frase che ha gelato i tifosi sauditi: «Non so se lascerò l’Al Ittihad o resterò». Il Pallone d’Oro 2022 ha poi aggiunto: «Dipende da molti fattori… vediamo cosa succede». Queste parole hanno suscitato grande scalpore, poiché contraddicono l’immagine di stabilità che i club sauditi cercano di trasmettere attraverso contratti pluriennali e faraonici. Un’apertura totale su ogni possibile scenario, che non fa che alimentare le speculazioni sul suo possibile addio all’Arabia Saudita.

Un’avventura in Saudi Pro League con alti e bassi

Il ritorno di Benzema in Arabia Saudita, dopo aver lasciato il Real Madrid da leggenda, è stato caratterizzato da alti e bassi. Se da un lato ha continuato a mantenere numeri rispettabili, con 13 gol e 8 assist nella sua prima stagione, dall’altro lato la sua avventura saudita è stata segnata da difficoltà fisiche e da un rapporto non sempre idilliaco con l’ambiente. La stampa locale ha riportato più volte voci di malumori e difficoltà di adattamento al calcio e alla cultura saudita, il che ha alimentato i dubbi sulla sua permanenza a lungo termine.

L’Europa sogna il ritorno di Benzema

Le parole di Benzema, “dipende da molti fattori”, aprono ora scenari di mercato che sembravano impensabili fino a qualche mese fa. Nonostante l’età (38 anni a dicembre), il francese potrebbe essere tentato da un’ultima, romantica sfida in Europa. Un ritorno al Lione, il suo club di origine, è stato spesso ipotizzato, ma le sue recenti dichiarazioni hanno riacceso l’interesse di grandi club europei, in cerca di esperienza e gol “low cost” in termini di cartellino, sebbene non certo per quanto riguarda l’ingaggio.

In conclusione, il futuro di Benzema è tutto da scrivere. Se da un lato la sua permanenza in Arabia Saudita sembra tutt’altro che certa, dall’altro le porte per un suo ritorno in Europa sembrano nuovamente spalancarsi, con il mercato che si prepara a monitorare la situazione.

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