Pagina 522 – Calcio News 24

Flaminio Lazio, attesa per l’incontro fra Lotito e Gualtieri. Ecco quando è in programma e cosa potrebbe succedere

Flaminio Lazio, grande attesa per l’incontro fra Lotito e Gualtieri previsto per la prossima settimana. Le intenzioni del presidente bianconceleste

L’incontro tra la Lazio e le istituzioni cittadine è stato rinviato alla prossima settimana. Secondo il calendario iniziale, ieri si sarebbe dovuto tenere un summit in Campidoglio tra il presidente della Lazio, Claudio Lotito, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, per discutere del lungo iter relativo al progetto del nuovo Stadio Flaminio. Tuttavia, come riportato da Il Corriere dello Sport, l’appuntamento è stato posticipato a causa di alcuni imprevisti di agenda, rinviando così di qualche giorno il confronto tra le parti.

Nonostante il rinvio, la società biancoceleste mantiene viva la speranza di ottenere risposte concrete dalle istituzioni, in particolare dall’Avvocatura comunale. Al centro della discussione c’è la richiesta avanzata da Lotito di ottenere i diritti di superficie sul Flaminio, passaggio fondamentale per poter stipulare un contratto di diritto privato regolato dal codice civile. Ottenere tali diritti rappresenterebbe un passo decisivo per la Lazio, perché renderebbe più semplice l’accesso a un mutuo necessario per finanziare il nuovo progetto dello stadio.

Il trasferimento del Flaminio dalla sfera del patrimonio indisponibile del Campidoglio a un soggetto privato, come previsto dal piano del presidente biancoceleste, consentirebbe alla società di gestire con maggiore autonomia tutte le fasi della costruzione e della gestione dell’impianto. La questione burocratica, naturalmente, richiede tempi tecnici che potrebbero influire sul calendario delle operazioni, ma l’intento di Lotito e del Comune resta quello di chiudere l’accordo entro la fine dell’anno.

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Il progetto del nuovo Flaminio Lazio rappresenta una priorità per la società e per il presidente, che da tempo lavora per riportare la squadra a giocare in un impianto moderno e funzionale, capace di rispondere agli standard internazionali e alle esigenze dei tifosi. La vicenda, che unisce aspetti tecnici, giuridici e finanziari, sarà quindi al centro del prossimo incontro tra Lotito e le autorità cittadine.

Il rinvio non cambia gli obiettivi delle parti: da un lato, la Lazio punta a ottenere i diritti di superficie per poter avviare senza ostacoli il progetto; dall’altro, il Comune deve valutare attentamente ogni passaggio, garantendo il rispetto delle normative e tutelando il patrimonio pubblico. Nonostante qualche rallentamento, l’ottimismo rimane: la sensazione è che, una volta superati gli ostacoli burocratici, il cammino verso la realizzazione del nuovo Flaminio per la Lazio potrà procedere spedito, con un impianto che promette di diventare un simbolo della città e della squadra.

Dodo Fiorentina, fase di stallo nel rinnovo. Il club ha una speranza, ma tutto dipende dal giocatore brasiliano. Le ultime

Dodo Fiorentina, la trattativa vive una sorta di fase di stallo. Il club spera nel rinnovo, ma molto dipenderà dalla volontà del giocatore. Le ultime

La situazione Dodo Fiorentina continua a essere uno dei temi più discussi nell’ambiente viola. Il terzino brasiliano, dopo essere stato uno dei protagonisti della passata stagione, vive oggi un momento complesso che ha sollevato più di una perplessità tra tifosi e addetti ai lavori. Se un anno fa il suo rendimento aveva convinto tutti, quest’anno l’atteggiamento di Dodò è apparso spesso indolente e poco produttivo, un dettaglio che non è passato inosservato considerando che da lui ci si aspettava un ulteriore salto di qualità.

Oltre alle prestazioni altalenanti, a far discutere è stato anche l’utilizzo dei social da parte del giocatore. Alcuni suoi post, giudicati fuori luogo soprattutto in un momento di grande tensione per tutta la squadra, hanno irritato parte della tifoseria. Il malessere collettivo della squadra può certamente essere un attenuante, ma nel caso di Dodo la delusione è risultata più forte proprio perché il brasiliano arrivava da una stagione quasi perfetta, agli antipodi rispetto a quella attuale.

Sul fronte societario, la dirigenza aveva provato a riavvicinarsi al giocatore. Prima delle dimissioni, Daniele Pradè aveva avviato un piano di distensione con gli agenti dell’ex Shakhtar Donetsk in vista del rinnovo del contratto, attualmente in scadenza nel 2027. L’obiettivo della Fiorentina resta quello di prolungare l’accordo fino al 2029, con opzione per il 2030, un segnale che testimonia quanto il club continui a credere nelle potenzialità del terzino.

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L’uscita di scena di Pradè, però, ha rallentato il processo. La trattativa tra Dodo Fiorentina e società non è nuova: era già stata avviata un anno fa, ma si era fermata a causa delle distanze economiche e delle posizioni inconciliabili tra le parti. Oggi permangono alcuni dubbi soprattutto dalla parte del giocatore, che si sente penalizzato da un trattamento ritenuto ingiusto. Stando alle indiscrezioni provenienti dal suo entourage, la Fiorentina avrebbe proposto un aumento dell’ingaggio soltanto a partire dal 2027, una soluzione ritenuta insoddisfacente. Dal Viola Park, invece, attribuiscono lo stallo alle elevate commissioni richieste dagli agenti.

Nonostante tutto, la volontà della società non sembra essere cambiata: i dirigenti viola vogliono trovare un’intesa e blindare Dodo. Resta ora da capire quanto il terzino sia disposto a venire incontro alle esigenze del club per proseguire il percorso insieme. La vicenda Dodo Fiorentina, dunque, resta apertissima e continuerà a far discutere nelle prossime settimane.

Infortunio Lukaku, si avvicina il rientro del belga: il giocatore ha messo nel mirino quella partita per il ritorno in campo

Infortunio Lukaku, il belga continua ad accelerare per il rientro in campo. Spera di essere convocato per la partita contro la Roma

L’infortunio di Lukaku continua a tenere banco nell’ambiente Napoli, ma nelle ultime ore emergono novità incoraggianti che fanno ben sperare Antonio Conte. Romelu Lukaku, fermato da un problema fisico che sembrava inizialmente più grave del previsto, sta lavorando senza sosta per rientrare il prima possibile. Il centravanti belga, noto per la sua grande professionalità e per l’attenzione meticolosa alla preparazione atletica, sta cercando di bruciare le tappe per tornare a disposizione del suo allenatore.

Quando si è verificato l’infortunio, lo staff medico del Napoli aveva previsto tempi di recupero decisamente più lunghi. Secondo le prime valutazioni, infatti, Lukaku sarebbe dovuto rientrare soltanto in vista della Supercoppa, in programma il prossimo 18 dicembre. Questo avrebbe significato un’assenza pesante in una fase delicata della stagione, soprattutto considerando la sua importanza nel sistema di gioco di Conte.

Tuttavia, nelle ultime ore lo scenario sembra cambiato. Il quotidiano Corriere dello Sport, nella sua edizione odierna, ha anticipato che i tempi di recupero potrebbero essersi significativamente accorciati. Non solo l’attaccante sta rispondendo bene alle terapie e al lavoro personalizzato, ma avrebbe manifestato una forte determinazione a tornare in campo molto prima del previsto. Proprio questa attitudine potrebbe accelerare ulteriormente il processo di guarigione.

La situazione ha anche implicazioni di rilievo in ottica Champions League. Il Napoli sta valutando di inserire Lukaku nella lista UEFA al posto di De Bruyne per la sfida contro il Benfica. Una decisione che, se confermata, sancirebbe in modo concreto la fiducia del club nei progressi del giocatore e nella possibilità di averlo disponibile già nelle prossime settimane.

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Il grande obiettivo personale del belga, in ogni caso, è rientrare entro il 30 novembre, data in cui gli azzurri affronteranno la Roma in trasferta. Per Lukaku, sfidare i giallorossi rappresenterebbe non solo un rientro di peso in un match importante, ma anche un messaggio chiaro: l’infortunio di Lukaku non lo ha fermato e il suo ruolo nel progetto tecnico del Napoli resta centrale.

In attesa delle prossime valutazioni mediche, l’ottimismo cresce. Conte osserva con attenzione i progressi del suo bomber, consapevole che il ritorno di Lukaku potrebbe dare una spinta fondamentale alla stagione degli azzurri. L’evoluzione dell’infortunio Lukaku, dunque, sarà uno dei temi più seguiti nei prossimi giorni.

Infortunio Deiola, il centrocampista ci sarà contro il Genoa? Le ultimissime sulle condizioni del giocatore rossoblu

Infortunio Deiola, le condizioni del giocatore sardo continuano a migliorare. Ecco quando potrebbe rientrare a disposizione

L’attenzione in casa Cagliari resta alta in vista della delicata sfida di Serie A contro il Genoa, in programma sabato 22 novembre alle ore 15 all’Unipol Domus. Il match, valido per la 12ª giornata del campionato 2025/26, rappresenta un crocevia importante per la squadra rossoblù, che sotto la guida di Fabio Pisacane sta mostrando segnali di crescita costante. Il tecnico sardo, noto per il suo approccio metodico e rigoroso, sta preparando nei minimi dettagli un incontro che potrebbe confermare i progressi delle ultime settimane.

La seduta di allenamento del 18 novembre al CRAI Sport Center di Assemini si è aperta con una fase dedicata alle esercitazioni tecniche. L’obiettivo era migliorare precisione nei passaggi, sincronizzazione tra i reparti e movimenti senza palla, tre aspetti fondamentali per affrontare una squadra organizzata e aggressiva come quella di Daniele De Rossi. Pisacane ha poi proseguito con sessioni specifiche di attacco contro difesa, studiando soluzioni utili per superare le linee avversarie e rendere più fluido il gioco offensivo.

Questa parte del lavoro è risultata centrale nella costruzione del piano gara, considerando la solidità tattica del Genoa e la capacità dei liguri di mantenere ritmi alti e densità nelle zone nevralgiche del campo. Il Cagliari, dal canto suo, sta cercando di migliorare nella creatività offensiva e nella gestione degli spazi, elementi che Pisacane continua a curare quotidianamente con grande attenzione.

La seduta si è conclusa con un torneo interno su campo ridotto, caratterizzato da intensità elevata, rapide transizioni e continui ribaltamenti di fronte. I giocatori hanno risposto con partecipazione e determinazione, mostrando una concentrazione crescente in vista dell’appuntamento di sabato.

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Le notizie più confortanti della giornata riguardano l’infortunio di Deiola, tema che tiene in apprensione l’ambiente rossoblù. Il centrocampista sardo, punto di riferimento dello spogliatoio e vero equilibratore della mediana, ha infatti svolto parte dell’allenamento insieme al gruppo. Un segnale positivo che alimenta le speranze di un completo recupero nelle prossime sedute. Sebbene la prudenza resti d’obbligo, il fatto che Deiola sia tornato a lavorare con i compagni rappresenta un passo importante verso il rientro.

La gestione dell’infortunio di Deiola sarà cruciale nei giorni che precedono la gara: Pisacane spera di poter contare sulla sua esperienza e sulla sua leadership, qualità indispensabili per una sfida così complessa. Il Cagliari attende sviluppi, consapevole del valore del suo centrocampista e dell’impatto che potrebbe avere contro il Genoa.

Rinnovo Pulisic, il Milan ha deciso: la nuova data di scadenza del contratto. Lo statunitense è pronto a firmare

Rinnovo Pulisic, il Milan spinge per rinnovare il contratto allo statunitense. Ecco le ultimissime sul futuro del giocatore rossonero

Il rinnovo di Pulisic è ormai diventato una delle priorità assolute del Milan. La dirigenza rossonera, come riportato da Alessandra Gozzini su Gazzetta.it, sta infatti preparando le mosse decisive per blindare uno dei pilastri più importanti della rosa. L’obiettivo è chiaro: prolungare il contratto dell’esterno americano fino a giugno 2030, garantendo continuità tecnica e stabilità in un progetto che vuole tornare competitivo ai massimi livelli sotto la guida di Massimiliano Allegri.

Il rinnovo di Pulisic nasce da un presupposto evidente: l’impatto devastante che il giocatore ha avuto da quando è arrivato a Milano. Sin dalle prime partite, l’ex Chelsea ha mostrato un rendimento altissimo, diventando un elemento imprescindibile dell’attacco rossonero. Gol, assist, strappi in velocità, tecnica nello stretto e una leadership silenziosa ma costante: Pulisic incarna alla perfezione il tipo di giocatore che Allegri ritiene centrale nel suo sistema. Non sorprende quindi che il club, insieme al direttore sportivo Igli Tare, abbia deciso di accelerare sulla trattativa.

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Il suo contributo ha ripagato pienamente l’investimento dell’ultima estate, rendendo naturale la volontà di costruire attorno a lui una parte significativa del nuovo ciclo milanista. Ed è proprio questo il senso più profondo del rinnovo di Pulisic: un segnale forte al mercato europeo, una dichiarazione di intenti che indica come il Milan voglia trattenere i suoi migliori talenti e respingere eventuali assalti dei club stranieri.

Ma la strategia rossonera non riguarda solo l’aspetto tecnico. Pulisic rappresenta anche un valore aggiunto per l’espansione commerciale del brand Milan, soprattutto negli Stati Uniti, dove il giocatore è un’icona ampiamente riconosciuta. Il suo rinnovo, infatti, non è solo un modo per consolidare la squadra, ma anche un investimento sulla visibilità globale del club.

Portare la scadenza al 2030 significherebbe costruire un legame a lungo termine con uno dei volti più rappresentativi della rosa. Per il Milan, Pulisic deve essere il faro dell’attacco del presente e del futuro, un simbolo di continuità e ambizione.

Nelle prossime settimane gli incontri riprenderanno ufficialmente, con la volontà condivisa di chiudere l’accordo il prima possibile. Il rinnovo di Pulisic è ormai molto più di una trattativa: è il manifesto della nuova identità rossonera, che punta su qualità, personalità e programmazione. E Christian Pulisic, oggi più che mai, è al centro di questo progetto.

Calciomercato Roma, nuova idea in attacco: Gasperini lo ha individuato come individuato come obiettivo principale

Calciomercato Roma, la nuova idea per l’attacco si chiama Tel. Il giocatore francese piace molto a Gasperini. Le ultime sul suo arrivo

Calciomercato Roma, si accende la pista che porta a Mathys Tel. La società giallorossa ha infatti individuato nel giovane francese il profilo ideale per rinforzare la fascia sinistra e dare maggiore profondità offensiva alla squadra. Gian Piero Gasperini, nuovo riferimento tecnico del progetto romanista, considera Tel una priorità assoluta e lo ha indicato come primo nome per completare il reparto avanzato. I contatti con il Tottenham sono già iniziati e la Roma sta lavorando per capire i margini dell’operazione.

L’attaccante classe 2005, nonostante il grande potenziale, sta trovando poco spazio a Londra. In questo avvio di stagione, infatti, Tel ha messo insieme soltanto otto presenze, pur riuscendo a lasciare il segno con due gol, tra cui quello pesantissimo contro il Manchester United. Un rendimento discontinuo ma sufficiente a confermare le sue qualità: velocità, dribbling, duttilità offensiva e una spiccata capacità di attaccare la porta. Tutte caratteristiche che Gasperini ritiene perfette per il suo sistema di gioco, motivo per cui la Roma sta insistendo con decisione.

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Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, nel calciomercato della Roma Tel è ormai diventato il primo obiettivo. A soli 20 anni può già vantare un’esperienza importante con il Bayern Monaco, dove ha collezionato 83 partite prima del trasferimento in Premier League. Gli Spurs lo hanno riscattato in estate sborsando circa 35 milioni di euro e per questo non intendono prenderne in considerazione una cessione a titolo definitivo. L’unica strada percorribile sembra essere un prestito, possibilmente oneroso, che permetta al ragazzo di rilanciarsi in un contesto adatto alla sua crescita.

La Roma, consapevole delle difficoltà economiche dell’affare, sta valutando la formula migliore per convincere il Tottenham senza sbilanciare il proprio bilancio. Gasperini, dal canto suo, ha già manifestato grande apprezzamento per il giocatore, ritenendolo funzionale sia come esterno sinistro sia come seconda punta in un attacco dinamico e orientato alla profondità. La dirigenza giallorossa considera Tel l’uomo giusto per aumentare la competitività della rosa, soprattutto in vista di una stagione lunga e ricca di impegni.

Nel frattempo, il nome del francese continua a essere al centro delle discussioni sul calciomercato della Roma, segno che il club sta realmente accelerando. Se l’operazione dovesse andare a buon fine, la Roma si assicurerebbe uno dei talenti più interessanti del panorama europeo, con ampi margini di miglioramento e la possibilità di esplodere definitivamente sotto la guida di Gasperini. Una scommessa affascinante, che potrebbe trasformarsi in uno dei colpi più importanti della sessione.

Tiago Gabriel Juventus, i bianconeri fanno sul serio per il difensore. Quel giocatore potrebbe rientrare nella trattativa

Tiago Gabriel Juventus, i bianconeri hanno iniziato i contatti con l’entourage del difensore e potrebbero mettere nella trattativa il cartellino di Adzic

L’ennesimo colpo di genio firmato Pantaleo Corvino sta catalizzando l’attenzione del calcio italiano. Il Responsabile dell’Area Tecnica del Lecce, da sempre specialista nello scovare talenti sottovalutati, ha portato in Serie A un nuovo prospetto di livello internazionale: Tiago Gabriel. Il difensore portoghese è diventato rapidamente uno dei profili più monitorati dalle grandi società, e tra tutte spicca in particolare la Tiago Gabriel Juventus connection, che nelle ultime settimane è diventata sempre più concreta. Come riportato da Tuttosport, i bianconeri hanno intensificato i contatti per provare a strapparlo al Lecce già nel mercato di gennaio, in apertura il prossimo 2 gennaio.

Uno dei motivi principali che ha spinto la Juventus a muoversi con decisione riguarda un aspetto burocratico molto favorevole. Essendo un classe 2004, Tiago Gabriel rientra tra gli Under 22, una categoria che non incide sugli slot “over” della lista Serie A. Con la rosa bianconera già piena, la possibilità di aggiungere un rinforzo senza necessità di liberare spazio rappresenta un vantaggio enorme. Non a caso, la dirigenza ha già avviato i dialoghi con l’entourage del giocatore per anticipare la concorrenza e consolidare la pista Tiago Gabriel Juventus.

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Il vero punto di svolta è arrivato il 2 novembre, quando al “Franchi” il giovane centrale ha offerto una prestazione impeccabile contro la Fiorentina. Sotto lo sguardo attento degli scout della Juve, Tiago Gabriel ha annullato Moise Kean per 96 minuti, impressionando per personalità, senso della posizione e capacità di anticipo. Il Lecce lo aveva acquistato dall’Estrela Amadora per appena 1,25 milioni di euro; oggi il suo valore è esploso, raggiungendo cifre vicine ai 20 milioni. Il Brentford sarebbe già disposto a pagare immediatamente tale cifra, e alle sirene inglesi si aggiungono anche gli interessi di Inter e Milan.

Per non trasformare la pista Tiago Gabriel Juventus in una costosa asta internazionale, a Torino si studia una soluzione alternativa. L’idea è proporre contropartite tecniche gradite al Lecce. Tra i nomi più apprezzati c’è quello di Vasilije Adzic, fantasista montenegrino classe 2006 che potrebbe approdare nel Salento in prestito per accumulare minuti e maturità. Non è escluso che la Vecchia Signora possa inserire anche un giovane della Next Gen per abbassare il costo finale dell’operazione.

La trattativa resta complicata, ma la Juventus vuole accelerare: Spalletti ha individuato in Tiago Gabriel il profilo ideale per blindare la retroguardia del futuro, e il club è pronto a fare di tutto per trasformare la suggestione in realtà.

Infortunio Dumfries, cresce la preoccupazione in casa Inter: come sta l’esterno olandese e quando rientra

Infortunio Dumfries, Inter molto preoccupata. L’olandese potrebbe saltare sia il Milan che la sfida contro l’Atletico Madrid. Le ultimissime

L’infortunio di Dumfries sta diventando un tema sempre più pesante all’interno dell’Inter, dove cresce la preoccupazione per le condizioni dell’esterno olandese. Quello che inizialmente sembrava un episodio gestibile – favorito dal rientro anticipato del giocatore dalla nazionale per riposare – si è trasformato in un problema serio per Cristian Chivu. L’allenatore nerazzurro, che contava sul ritorno del laterale per la fase cruciale della stagione, deve ora fare i conti con uno scenario molto più complesso del previsto. Il dolore alla caviglia sinistra, infatti, continua a non dare tregua e sta creando un vuoto pesante sulla fascia destra proprio alla vigilia di alcuni appuntamenti determinanti.

La giornata di controlli svolta ad Appiano Gentile ha confermato ciò che lo staff temeva: il trauma distorsivo rimediato da Dumfries nella sfida contro la Lazio non è ancora stato riassorbito. Le prime notizie incoraggianti provenienti dal ritiro dell’Olanda sono state smentite dagli esami clinici, che hanno mostrato come il tentativo del giocatore di allenarsi con la sua nazionale abbia probabilmente acuito l’infiammazione. Da qui nasce il grande dubbio: rischiarlo o rinunciare del tutto? Al momento la seconda ipotesi sembra più probabile, visto che la priorità del club è evitare peggioramenti che potrebbero condizionare anche il prosieguo della stagione.

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Il fronte delle preoccupazioni si allarga: l’infortunio di Dumfries non mette a rischio solo la sua presenza nel derby contro il Milan, ma anche la successiva, delicatissima trasferta di Champions League contro l’Atletico Madrid. Con appena quattro sedute di allenamento a disposizione prima della sfida scudetto, immaginare un recupero completo appare complicato. L’Inter non vuole però chiudere del tutto la porta: il giocatore proverà fino all’ultimo a dare segnali positivi, ma senza alcuna forzatura. La linea della società è chiara: meglio perdere una partita che rischiare un lungo stop.

Questa emergenza costringe Chivu a valutare alternative d’emergenza sulla fascia destra e a riflettere su soluzioni tattiche differenti. La squadra, nel frattempo, resta in attesa di ulteriori aggiornamenti medici, consapevole che l’infortunio di Dumfries potrebbe rappresentare una delle incognite più pesanti in un momento chiave della stagione nerazzurra.

Le prime pagine sportive nazionali – 19 novembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Calciomercato Inter, è lui il nome caldo per il centrocampo dei nerazzurri: può arrivare ma serve prima una cessione, le ultimissime

Calciomercato Inter, il centrocampo ha un nuovo obiettivo: il nome caldo del mercato, ma serve una cessione! I dettagli

In casa nerazzurra uno dei dossier più delicati in vista del mercato di gennaio riguarda Davide Frattesi. Il centrocampista della Nazionale, arrivato con grandi aspettative, non è riuscito finora a trovare la continuità desiderata: Cristian Chivu lo ha impiegato con parsimonia e, nonostante il talento indiscusso, il giocatore fatica a conquistarsi un posto stabile nelle rotazioni, spesso relegato alla panchina. Una situazione che potrebbe spingerlo a valutare un addio già nella prossima finestra di mercato.

Qualora Frattesi lasciasse Milano, la dirigenza interista dovrà muoversi rapidamente per individuare un sostituto all’altezza. Piero Ausilio e Beppe Marotta hanno rivisto le strategie: se in passato i nomi più caldi erano Manu Koné e Morten Frendrup, oggi l’attenzione si concentra su Lewis Ferguson, centrocampista scozzese del Bologna. Capitano dei rossoblù e tra le rivelazioni della Serie A, Ferguson ha conquistato la fiducia di Vincenzo Italiano grazie alla sua duttilità, alla qualità nella gestione del pallone e alla capacità di inserirsi con efficacia in area, che lo ha reso uno dei centrocampisti più prolifici del campionato.

Il vero ostacolo resta la valutazione economica: il Bologna non intende privarsi facilmente del suo gioiello e chiede circa 30 milioni di euro. Una cifra che l’Inter potrebbe prendere in considerazione solo dopo una cessione importante, come quella di Frattesi. Il futuro del centrocampo nerazzurro, dunque, appare legato a un intreccio di movimenti di mercato, con Ferguson pronto a diventare il nome chiave in caso di addio dell’ex Sassuolo.

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Cagliari, Giulini sicuro: «Siamo ripartiti da Pisacane e da molti giovani. Dobbiamo essere consapevoli che ci sarà da faticare fino alla fine»

Giulini, presidente del Cagliari, è intervenuto su diverse questioni riguardanti la formazione rossoblù, condividendo le sue parole

Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, ha toccato vari argomenti legati alla squadra rossoblù in occasione del Trofeo Italo Galbiati. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, il numero uno del club sardo ha rilasciato alcune dichiarazioni riportate da Gianlucadimarzio.com

PISACANE E LA SQUADRA – «Siamo ripartiti da Pisacane e da molti giovani. Avere 8 ragazzi in prima squadra provenienti dal vivaio non è semplice ma credo che il mister stia facendo bene. Dobbiamo essere consapevoli che ci sarà da faticare fino alla fine».

PROGETTO – «Da quando abbiamo iniziato ho sempre cercato di avere uno zoccolo duro di italiani per la squadra e per i tifosi. Quest’anno ne abbiamo di più grazie ad Angelozzi, ci fa piacere dare questa possibilità e fare calcio così».

PALESTRA – «E’ interessante, lavoriamo esclusivamente per lui e abbiamo deciso di prenderlo. Vediamo grande potenziale».

GALBIATI – «Ci tengo a ringraziare il Cimiano Calcio e la famiglia Galbiati per questo bel riconoscimento. Ricevere questo premio per la vittoria della Coppa Italia Primavera e, più in generale, per il lavoro che il Cagliari Calcio sta facendo con i giovani è davvero un onore. Italo Galbiati era un maestro, ha insegnato calcio, è stato un autentico punto di riferimento per tanti giovani che hanno potuto crescere, sviluppare tutto il proprio talento e potenziale anche grazie ai suoi consigli».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI GIULINI SU CAGLIARINEWS24

Italia U21, Camarda segna e lascia il campo per infortunio: l’attaccante esce sulle proprie gambe. Le sue condizioni

Francesco Camarda, rete e piccolo stop fisico con l’Italia U21: l’attaccante rassicura uscendo senza aiuti, le ultime

Francesco Camarda, giovane attaccante classe 2008 dell’Italia Under 21, ha vissuto qualche momento di apprensione durante la sfida di qualificazione agli Europei di categoria del 2027 contro il Montenegro. Dopo aver firmato la rete del 3-1, confermando ancora una volta il suo talento cristallino, il giocatore è stato costretto a lasciare il campo al 78’, sostituito da Cissé, a causa di un piccolo problema fisico.

L’episodio è avvenuto in seguito a un’azione offensiva in cui Camarda, spingendosi con forza verso l’area avversaria, è caduto in maniera scomposta rimanendo a terra dolorante. Il tecnico Baldini, per precauzione, ha preferito non rischiare e ha deciso di effettuare il cambio, tutelando così il giovane bomber che si era già distinto con grande efficacia nel corso della partita.

Nonostante la preoccupazione iniziale, l’attaccante ha lasciato il terreno di gioco camminando sulle proprie gambe, segnale incoraggiante che fa pensare a un infortunio di lieve entità. Camarda ha così chiuso la sua gara con il quarto gol in quattro presenze con la Nazionale giovanile, confermando uno straordinario rendimento, mentre si attendono ulteriori rassicurazioni sulle sue condizioni.

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Napoli, hai visto che numeri? Rovesciata spettacolare contro la Danimarca di McTominay, Hojlund risponde dal dischetto

Colpo da campione di McTominay: rovesciata da cineteca contro la Danimarca, Hojlund riequilibra. Sorride Napoli e Conte

La Scozia si presentava ad Hampden Park con l’obbligo di vincere per superare la Danimarca e conquistare la qualificazione diretta ai Mondiali. L’avvio è stato da sogno: al terzo minuto, su un cross di Ben Doak, McTominay ha trovato una coordinazione perfetta e, sovrastando Andersen, ha realizzato una splendida rovesciata. Un gesto tecnico che ha riportato alla mente il celebre gol-Scudetto di Napoli-Cagliari dello scorso maggio, ma con un’esecuzione ancora più spettacolare. La rete ha costretto Hojlund e i danesi a inseguire, fino al pareggio arrivato nella ripresa grazie a un rigore trasformato proprio dal centravanti.

La partita ha così offerto un duello diretto tra due protagonisti: McTominay, autore di un gol da cineteca, e Hojlund, capace di rimettere in equilibrio il risultato. L’episodio ha confermato quanto la sfida fosse decisiva non solo per la classifica, ma anche per il morale delle due squadre, con la Scozia che aveva intravisto la possibilità di un passaggio storico e la Danimarca pronta a difendere la propria posizione.

Sul piano individuale, McTominay sta vivendo una stagione intensa: 10 presenze in 11 giornate di Serie A con 2 reti (una contro il Sassuolo, la prima dell’intero campionato, e una contro l’Inter), 4 apparizioni in Champions League con altre 2 marcature, entrambe nella sfortunata trasferta di Eindhoven contro il PSV. A queste si aggiunge la seconda rete stagionale in Nazionale, segnata in sei gare, a testimonianza di un rendimento costante e di un ruolo sempre più centrale nelle competizioni internazionali.

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Atalanta, Tony D’Amico svela: «Per Juric c’è grande dispiacere, a fine anno saremo più freddi per capire cosa non è andato. Su Palladino…»

Atalanta, il dirigente Tony D’Amico: «Per Juric c’è grande dispiacere, a fine anno saremo più freddi per capire cosa non è andato bene»

A Milano si è svolto questa sera il Gran Galà del Trofeo Italo Galbiati, un appuntamento che ha visto protagoniste numerose voci del calcio italiano. Tra gli interventi più attesi quelli di Maurizio Ganz e Torriani, che hanno offerto spunti e riflessioni in vista del derby meneghino.

Non sono mancati momenti di attualità: a margine dell’evento ha preso la parola anche il direttore sportivo dell’Atalanta, Tony D’Amico. Il dirigente ha commentato il recente cambio in panchina del club bergamasco, che ha salutato Ivan Juric per affidare la guida tecnica a Raffaele Palladino. Ecco le parole ripresa da gianlucadimarzio.com:

PAROLE – «I premi vanno condivisi con tutti. L’anno scorso abbiamo ad un certo punto sognato qualcosa di inimmaginabile. Juric? Sicuramente quando si arriva dopo 4 mesi a cambiare qualcosa non è andato. Guardiamo avanti, abbiamo tanti obiettivi e auguriamo l’in bocca al lupo a Palladino. Per Juric c’è grande dispiacere, a fine anno saremo più freddi per capire cosa non è andato bene».

«Palladino è arrivato con entusiasmo, ne avevamo bisogno noi e i ragazzi. Sabato affrontiamo i campioni d’Italia e sarà difficile ma battaglieremo su ogni campo. Stiamo vivendo di alti e bassi ma siamo convinti che con lavoro e autostima torneremo ad alti livelli».

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Milan, parla Tare: «Sarei un bugiardo a dire “non voglio vincere lo scudetto”. Ecco il talento più cristallino che ho gestito. Sul derby dico questo»

Milan, il ds rossonero Tare: «Sarei un bugiardo a dire “non voglio vincere lo scudetto”. Ecco il talento più cristallino che ho gestito»

Igli Tare, attuale Direttore Sportivo del Milan, ha preso la parola all’Allianz Stadium di Torino in occasione del Social Football Summit, soffermandosi sul proprio percorso professionale, sull’esperienza maturata alla Lazio e sugli ambiziosi traguardi che intende raggiungere insieme al club rossonero. Ecco un estratto:

Qual è il suo traguardo principale con il Milan?

 «Sarei un bugiardo a dire “non voglio vincere lo scudetto”. Penso che il percorso più corto sia attraverso un progetto tanto radicale: abbiamo portato 19 giocatori e ne abbiamo mandati via 23. Siamo sulla buona strada, ho questo desiderio di vincere qualche trofeo importante con questo club glorioso. Dobbiamo essere umili. Ibrahimovic? A stare con lui ti diverti sempre.»

Chi è stato il talento più cristallino che ha gestito? 

«Ravel Morrison, che ho avuto alla Lazio. Mi ha incuriosito un’intervista di Alex Ferguson che parlavamo molto di lui, l’ho analizzato e l’ho portato alla Lazio per vedere se potevi accendere la sua luce ma era impossibile, non avevo mai visto nella vita un talento del genere.»

Cosa si aspetta dal prossimo Derby? 

«Conosco bene quello di Roma, ma sono curioso di vivere quello di Milano. Poi io ero tifoso del Milan quindi per me è molto speciale. Queste sono partite che non si giocano ma si vincono. Sarà importante ma non fondamentale. Sarà importante per la città e per dare credibilità al progetto. Sono cresciuto con il Milan di Van Basten e realizzare questo sogno per me è stato bellissimo.»

Qual è la sua analisi sulla classifica e quando si potrà definire l’obiettivo? 

«Onestamente la classifica è molto corta e cambia ogni settimana. L’equilibrio è fondamentale e noi dobbiamo pensare a tornare in Champions. Questo è un momento chiave della stagione e ci dispiace per il pareggio a Parma. A marzo capirò se saremo in grado di vincere. Non era scontato ma sapevo che potevamo competere.».

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Italia U21, reazione da grande squadra: gli azzurri piegano il Montenegro 4-1 e restano secondi nel girone. Le parole di Baldini

Italia U21, prova di forza: Baldini travolge il Montenegro 4-1 e consolida il secondo posto nel girone. Le parole del ct

Dopo la sconfitta per 2-1 contro la Polonia, la nazionale di Silvio Baldini risponde subito con carattere. Contro il Montenegro gli azzurrini vanno inizialmente sotto, ma trovano il pari con Pisilli e nella ripresa dilagano grazie alle reti di Camarda, Dagasso e Fini, chiudendo il match sul 1-4.

Prestazione convincente che consolida il secondo posto nel Girone E. Ora lo sguardo è rivolto a marzo, quando l’Italia U21 sarà attesa da due sfide decisive nelle qualificazioni all’Europeo 2027: Macedonia del Nord e Svezia. Ecco le parole del ct Baldini:

PAROLE – “Dopo la sconfitta si sono allenati benissimo. Hanno dimostrato di essere un bel gruppo che metabolizza bene le sconfitte. Sapevamo che era stata una partita persa negli ultimi minuti. Oggi bravi tutti i ragazzi e bravo anche il mio staff. Sono stati meravigliosi, posso solo ringraziare il destino di avermi messo qui in mezzo a questa bella gente“.

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Zidane torna in panchina? Fabrizio Romano svela: «Rimane il chiaro favorito per diventare il prossimo allenatore della…»

Zidane pronto a tornare ad allenare? Il giornalista Fabrizio Romano: «Rimane il favorito per diventare il prossimo allenatore della…»

Zinedine Zidane appare ormai come il candidato principale per diventare il prossimo allenatore della nazionale francese. L’indiscrezione conferma la volontà dell’ex tecnico del Real Madrid di tornare in panchina, dopo aver dichiarato pubblicamente il desiderio di riprendere la carriera da allenatore.

Nonostante l’accordo sia sostanzialmente definito, l’annuncio ufficiale non arriverà subito. Zidane intende infatti rispettare Didier Deschamps, attuale Commissario Tecnico, che lascerà l’incarico soltanto a fine luglio, al termine del Mondiale 2026. La Federazione francese, dal canto suo, è concentrata esclusivamente sul percorso dei Bleus nella competizione, rinviando ogni comunicazione sul futuro.

Zidane ha già respinto numerose offerte provenienti da club e nazionali, segnalando chiaramente che il suo unico obiettivo è la guida della Francia.

L’attesa dopo i trionfi al Real Madrid

Il percorso da allenatore di Zidane è stato rapido e vincente: dalle giovanili del Castilla fino alla prima squadra del Real Madrid, con cui ha conquistato 11 trofei in pochi anni. Ora si prepara a raccogliere l’eredità di Deschamps, con la certezza che il suo carisma e la sua esperienza internazionale rappresentino un valore aggiunto per i Bleus.

Nel frattempo, gli agenti di Deschamps stanno sondando diverse opportunità nel campionato saudita, così da agevolare il passaggio di consegne. Una volta scaduto il contratto dell’attuale CT, Zidane sarà pronto a subentrare e inaugurare una nuova era per la nazionale francese.

FABRIZIO ROMANO – «Zinedine Zidane rimane il chiaro favorito per diventare il prossimo allenatore della Francia dopo la Coppa del Mondo. Nessuna firma perché Zizou vuole rispettare Deschamps, che lascerà l’incarico solo a fine luglio. Anche la Federazione è completamente concentrata sui Mondiali del 2026, ma Zizou è il favorito per il prossimo capitolo».

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Cagliari, Maiello svela: «Zola? E’ stato uno dei giorni più belli della mia vita. Mi ha accolto in casa sua, mi ha perdonato. Io avevo già deciso di non rapirlo»

Cagliari: Maiello si confessa a La Gazzetta dello Sport: il racconto a 360° e le clamorose rivelazioni sul presunto rapimento di Zola

Il mondo del calcio è stato scosso da una vicenda clamorosa: il presunto rapimento di Gianfranco Zola. A riportare alla luce questa storia è Fabrizio Maiello, noto come il “Maradona delle Carceri”, che ha raccontato di aver accettato di prendere parte all’operazione.

In un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, Maiello ha svelato i dettagli del piano, offrendo la sua versione dei fatti e spiegando le ragioni che lo spinsero a compiere un gesto tanto estremo. Un racconto che getta nuova luce su una vicenda controversa, destinata a riaccendere polemiche e dibattiti.

PIANO – «Era il 1994. Io ero rinchiuso nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. Non avevo nessuno, mia moglie stava morendo. Decido di fuggire e divento latitante: “Vogliamo rapire Zola, così chiederemo un riscatto a Tanzi”, mi dicono. Accetto. Ci infiliamo in due auto, il piano era di seguirlo in autostrada per poi speronarlo una volta usciti. Ma lì succede un imprevisto…».

RAPIMENTO – «Io avevo già deciso di non rapirlo. Ma inseguimmo ancora la macchina per un po’. Siamo andati a fare un colpo in banca subito dopo. Per loro non era un problema se rapivamo Zola o facevamo altro, contavano solo i soldi».

PERDONO ZOLA – «E’ stato uno dei giorni più belli della mia vita. Mi ha accolto in casa sua, mi ha perdonato. Ho pianto tutto il tempo. Gianfranco e la sua famiglia sono persone d’oro. Voglio ringraziare il giornalista Marco Cattaneo, che ha reso possibile questo incontro e ha raccontato la mia storia del Podcast “Il Maradona delle Carceri”. Ora uscirà anche un libro».

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Lazio, Lotito valuta l’ipotesi di cessione del club biancoceleste? Indiscrezioni sorprendenti aprono scenari inediti sul futuro della società

Lazio, Lotito pensa alla cessione del club biancoceleste? nuove indiscrezioni scuotono l’ambiente e rilanciano il dibattito

Le voci su una possibile cessione della Lazio continuano a rincorrersi con forza, nonostante le smentite ufficiali arrivate dalla società. Il tema resta caldo e alimenta il dibattito, soprattutto dopo le nuove indiscrezioni emerse nelle ultime ore.

A rilanciare l’argomento è stato Giuseppe Cruciani, conduttore de La Zanzara, intervenuto nel programma Numer1. Le sue rivelazioni hanno colto di sorpresa anche gli ospiti presenti, Ivan Zazzaroni e Sandro Sabatini, che hanno ascoltato con grande attenzione.

Secondo Cruciani, Claudio Lotito avrebbe per la prima volta preso seriamente in considerazione l’idea di vendere la Lazio. Il presidente si sarebbe infatti informato con Luca Lotti, consulente dell’Empoli ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, sulle procedure necessarie per una cessione. Se confermata, questa mossa rappresenterebbe un passo decisivo verso un cambiamento storico per il club biancoceleste.

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Mercato Inter: spunta un nuovo obiettivo per il centrocampo dei nerazzurri! E’ pronto l’assalto in caso di addio di quel giocatore

Mercato Inter, nuovo obiettivo a centrocampo per i nerazzurri del tecnico Chivu: pronto l’assalto in caso di addio. Le ultime

In casa Inter uno dei dossier più delicati in vista della riapertura del mercato riguarda Davide Frattesi. Il centrocampista della Nazionale, arrivato con grandi aspettative, continua a faticare a trovare spazio nelle rotazioni di Cristian Chivu. Le scelte tattiche e la forte concorrenza lo relegano spesso in panchina, e non è escluso che già a gennaio possa valutare un trasferimento per ritrovare continuità. Una prospettiva che costringe la dirigenza nerazzurra a muoversi per tempo.

Cambio di strategia: obiettivo Ferguson

Il direttore sportivo Piero Ausilio e il presidente Beppe Marotta stanno già studiando le alternative. Rispetto alle settimane passate, la linea sembra cambiata: tramontano le piste che portavano a Manu Koné e a Morten Frendrup, mentre il nuovo nome in cima alla lista è quello di Lewis Ferguson, capitano del Bologna e tra i centrocampisti più apprezzati della Serie A.

Le qualità dello scozzese e il nodo prezzo

Ferguson è considerato il profilo ideale per rinforzare la mediana: duttilità tattica, gestione del pallone e capacità di inserirsi con efficacia in area di rigore lo rendono un elemento prezioso per Vincenzo Italiano, che lo ha posto al centro del suo progetto tecnico. Non a caso, nelle ultime stagioni si è imposto come uno dei centrocampisti più prolifici del campionato.

L’ostacolo economico

L’Inter lo segue con grande attenzione, ma la trattativa non si annuncia semplice. Il Bologna non intende privarsi facilmente del suo capitano e la valutazione del cartellino supera i 30 milioni di euro. Una cifra importante, che i nerazzurri potrebbero mettere sul piatto soltanto dopo un’eventuale cessione di Frattesi.

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Benzema parla di Vinicius: «Sta giocando molto bene, ma può fare di più. E’ un bravo ragazzo, con un cuore enorme. Pallone d’Oro? Credo che un giorno…»

Benzema parla di Vinicius Jr, fenomeno del Real Madrid: «Sta giocando bene, ma può fare di più. Pallone d’Oro? Credo che un giorno…»

Karim Benzema, ex compagno di squadra al Real Madrid e attualmente all’Al Ittihad, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano spagnolo As. In essa, l’ex capitano merengue ha espresso elogi convinti e una ferma difesa dell’attaccante brasiliano Vinicius Jr., sottolineando il suo talento, la sua personalità competitiva e il suo enorme potenziale.


Vinicius Jr.: Un talento fenomenale
Benzema ha descritto Vinicius Jr. come «un bravo ragazzo, con un cuore enorme, che vuole imparare. È fenomenale. È così che è. La gente gli mette molta pressione, davvero molta pressione. Ci sono giocatori che non dovrebbero essere sottoposti a tanta pressione. È ancora giovane, ma ha già giocato molte partite con il Real Madrid. Non si può dimenticare quello che ha già fatto. Non si può dire che stia giocando male adesso. Non è giusto. Sta giocando molto bene, ma può fare di più».


La personalità competitiva
L’ex attaccante del Real Madrid ha anche difeso il brasiliano dalle critiche riguardanti la discussione con Xabi Alonso durante il “Clásico” contro il Barcellona a ottobre. «Fa parte della sua personalità. Si arrabbia quando esce dal campo. Questo è normale. Ok, non dovrebbe farlo. La gente deve sapere che lui è così. Fa gesti dentro e fuori dal campo. Non è niente di grave. Sta giocando bene, pensa di poter fare cose, toccare più la palla, e poi lo sostituiscono. Ha fatto gesti perché non vuole uscire dal campo. Questo è normale. Non è niente di grave», ha spiegato Benzema.


Pallone d’Oro
Benzema ha ribadito la sua convinzione che Vinicius Jr. possa ancora raggiungere traguardi più grandi, incluso il Pallone d’Oro. «Credo che un giorno possa vincere il Pallone d’Oro. Ci può riuscire. È difficile, ma ci può riuscire. Accadrà il giorno in cui capirà che è in campo solo per giocare e lasciarsi tutto il resto alle spalle. Può vincere. Ha qualità ed è nel posto migliore per farlo, al Real Madrid. Non c’è posto migliore», ha affermato.


A dicembre dell’anno scorso, Vinicius Jr. è stato eletto miglior giocatore del mondo al premio FIFA The Best 2024. Tuttavia, al Pallone d’Oro, evento organizzato dalla UEFA e dalla rivista France Football, il vincitore è stato lo spagnolo Rodri, del Manchester City. La visione di Benzema, tuttavia, suggerisce che il brasiliano abbia tutti gli strumenti per conquistare il più ambito premio individuale del calcio.

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Calhanoglu andrà via dall’Inter? Ecco la situazione attuale in ottica calciomercato dei nerazzurri


Calhanoglu-Inter, nuove voci sull’addio: Romano chiarisce il futuro del regista nerazzurro

Il futuro di Hakan Calhanoglu resta uno degli argomenti più discussi in casa Inter. Dalla Turchia continuano a rincorrersi notizie su un possibile addio, ma a fare il punto della situazione è intervenuto Fabrizio Romano attraverso il suo canale YouTube. L’esperto di mercato ha voluto sgomberare il campo da equivoci: una cessione già a gennaio è da considerarsi completamente fuori discussione. Per la dirigenza nerazzurra, infatti, il regista turco è un elemento imprescindibile nei meccanismi di Cristian Chivu e non è minimamente contemplata l’idea di privarsene durante la stagione.

Romano ha poi ricostruito quanto accaduto negli ultimi mesi. L’estate scorsa, Calhanoglu era stato corteggiato con insistenza da diversi club turchi, ma le offerte arrivate non hanno mai raggiunto le cifre richieste dall’Inter. Allo stesso tempo, alcune tensioni nate durante il Mondiale per Club avevano alimentato un clima di incertezza. Il centrocampista, però, ha scelto la strada della professionalità: mettere da parte ogni possibile distrazione e concentrarsi esclusivamente sul campo, continuando a lavorare con serietà per confermare il proprio ruolo centrale nel progetto nerazzurro.

La vera questione, secondo Romano, si aprirà nei prossimi mesi. Entro uno o due mesi, infatti, la dirigenza di Viale della Liberazione incontrerà l’entourage del numero 20 per discutere il futuro a lungo termine. Non esiste ancora una direzione definita: sul tavolo ci saranno sia l’ipotesi di un rinnovo del contratto, sia la possibilità di valutare una cessione nella prossima estate. Tutto dipenderà dal confronto economico, destinato a rappresentare il nodo decisivo della trattativa.

In ogni caso, l’obiettivo dell’Inter e dello stesso Calhanoglu è mantenere la massima concentrazione fino a fine stagione. Le decisioni arriveranno solo con l’avvicinarsi dell’estate, quando le parti si confronteranno in modo trasparente per capire quale strada intraprendere.

CALHANOGLU – Le parole di Romano
«Le voci che arrivano dalla Turchia ogni giorno vanno archiviate in pochi secondi: una partenza a gennaio è impossibile. Per l’estate, invece, tutto passerà dai prossimi mesi. Calhanoglu ha fatto la scelta più saggia: lavorare duro nonostante le tensioni del Mondiale per Club e una trattativa che non ha portato ai numeri attesi. Inter e giocatore si incontreranno tra uno o due mesi per capire il da farsi. Si parlerà sia di una possibile cessione sia di un eventuale rinnovo, tema legato all’aspetto economico. Mi aspetto contatti a breve per fare chiarezza».


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Fiorentina, cosa manca ancora per la risalita definitiva? La situazione raccontata da quel giornalista non lascia dubbi


Fiorentina, Marinozzi analizza i numeri: poca precisione, gol mancati e difesa da ricostruire. Vanoli ha un compito enorme

La Fiorentina attraversa una fase complessa e i numeri lo confermano. Andrea Marinozzi, noto telecronista di DAZN, ha dedicato un approfondimento sul proprio canale YouTube al momento della squadra viola, evidenziando dati che fotografano in modo impietoso le difficoltà della formazione allenata da Paolo Vanoli. L’analisi parte da un aspetto ormai evidente: la Fiorentina avrebbe potuto segnare molto di più rispetto a quanto fatto fino a oggi.

Secondo Marinozzi, la Fiorentina “si porta dietro quasi sette gol mancati”, una cifra che racconta in modo chiaro l’inefficienza offensiva. Il caso più emblematico riguarda Moise Kean, che a livello statistico risulta essere il giocatore che ha segnato meno in relazione alle occasioni avute: mancano all’appello quattro reti rispetto al valore degli expected goals. Questo dato, secondo il giornalista, riflette una pesantezza psicologica che accompagna la squadra da settimane.

La Fiorentina, infatti, paga una precisione al tiro estremamente bassa: soltanto il 20% delle conclusioni complessive ha centrato lo specchio della porta. Non si tratta di un problema tecnico legato alla qualità degli interpreti, perché – come sottolinea Marinozzi – la qualità offensiva alla Fiorentina non manca. Il problema, piuttosto, è mentale: troppa pressione, poca serenità nelle scelte, difficoltà nel gestire i momenti delicati delle partite. Ed è proprio su questo aspetto che Vanoli dovrà intervenire in modo deciso.

Se in avanti la Fiorentina crea, sbaglia e fatica a concretizzare, dietro le cose non vanno meglio. Uno dei passaggi più significativi dell’analisi riguarda la fragilità difensiva: la Fiorentina è infatti la squadra di Serie A che ha subito il maggior numero di tiri all’interno dell’area di rigore. Ben il 72% delle conclusioni avversarie è arrivato dentro l’area viola, un dato che racconta una linea difensiva troppo porosa e facilmente attaccabile.

Per Vanoli, appena subentrato, la situazione si presenta dunque particolarmente delicata. Da un lato, dovrà alleggerire la pressione psicologica che sta bloccando gli attaccanti; dall’altro, dovrà intervenire su una fase arretrata che lascia troppo spazio e concede occasioni a raffica. La Fiorentina ha qualità e struttura per risalire la classifica, ma per farlo servirà un cambio di mentalità accompagnato da un miglioramento immediato in entrambe le fasi del gioco.

In un momento in cui i risultati non arrivano e i numeri raccontano fedelmente le difficoltà, l’analisi di Marinozzi mette a nudo ciò che funziona poco. Ora tocca alla Fiorentina e a Vanoli trasformare questi dati in un punto di ripartenza.


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Serie A, De Siervo lancia l’allarme: «Questa cosa sta minacciando economicamente il nostro calcio!»


De Siervo lancia l’allarme sulla Serie A: polarizzazione e crisi economica minacciano il futuro del calcio italiano

Luigi De Siervo, Amministratore Delegato della Lega Serie A, ha tracciato un quadro preoccupante sullo stato del campionato italiano, intervenendo al Social Football Summit all’Allianz Stadium di Torino. Il dirigente ha posto l’accento su due problemi principali: la polarizzazione delle risorse tra club e la sostenibilità economica, elementi che rischiano di compromettere lo sviluppo della Serie A e dei giovani talenti.

Secondo De Siervo, la Serie A sta soffrendo a causa della supremazia dei prodotti premium di FIFA e UEFA, come la Champions League, che hanno concentrato l’attenzione e le risorse sui grandi club, riducendo la competitività generale del campionato. «Il rischio è che la Serie A diventi come le prequalifiche della Formula 1 o dei grandi tornei di tennis», ha spiegato, evidenziando come il modello attuale favorisce solo i top club e penalizza le squadre medio-piccole.

Dal punto di vista economico, De Siervo ha sottolineato un paradosso preoccupante: i club spendono più in stipendi e procuratori di quanto incassino dai diritti televisivi, aumentando l’indebitamento anno dopo anno. Questo squilibrio rischia di compromettere la programmazione a lungo termine e la capacità di investire nel vivaio e nelle strutture. La conseguenza diretta si riflette anche sulla Nazionale, privata di risorse fondamentali per la crescita dei giovani talenti.

Un altro tema sollevato riguarda il contrasto tra la Lega Serie A e l’ECA. La Lega rappresenta un organismo democratico, in cui la maggioranza dei voti appartiene alle squadre medio-piccole, mentre l’ECA punta a concentrare risorse e potere sui grandi club. De Siervo ha ricordato che Francia e altri campionati europei sono stati già investiti dallo “tsunami” della polarizzazione, e che l’Italia è il prossimo mercato vulnerabile.

L’AD ha concluso con un monito chiaro: la Serie A può continuare a essere un punto di riferimento solo se mantiene un alto livello di competitività e riesce a sensibilizzare FIFA e UEFA sulla distribuzione più equa delle risorse. «Se non riusciamo a garantire continuità negli investimenti, non saremo in grado di programmare il futuro della Serie A», ha affermato, ricordando l’importanza di formare talenti invece di limitarsi ad acquistare giocatori già pronti.

In sintesi, la Serie A affronta una fase critica tra polarizzazione economica, crisi di competitività e necessità di proteggere il vivaio. Le parole di De Siervo rappresentano un campanello d’allarme per il campionato italiano: senza interventi concreti, il rischio è perdere rilevanza internazionale e compromettere lo sviluppo dei giovani calciatori.


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Perin sulla Juve: «Quando cambia l’allenatore succedono tutta una serie di cose. Su Spalletti penso…»


Perin e la Juve: il cambio in panchina è un fallimento, ma Spalletti può invertire la rotta

Mattia Perin, portiere della Juve, ha offerto una lettura franca e diretta del momento difficile che attraversa la squadra bianconera. Intervistato da Sky Sport, Perin ha analizzato il cambio in panchina che ha visto l’uscita di Igor Tudor e l’arrivo di Luciano Spalletti, definendo questa transizione come un fallimento della Juve, ma anche come un’opportunità di crescita.

«Sono momenti complicati – ha spiegato Perin – perché quando cambia l’allenatore ci sentiamo i primi responsabili: alla fine in campo scendiamo noi. Ovviamente è un fallimento, ma con l’esperienza si impara che dai momenti negativi si può rinascere e costruire qualcosa di importante se si hanno basi solide». Secondo il portiere, la Juve sta vivendo una fase cruciale di ricostruzione, cercando di rialzarsi dopo un periodo critico, lavorando sulle fondamenta sia tattiche sia emotive.

Il ruolo di Spalletti è centrale in questa fase. Perin sottolinea come il nuovo tecnico abbia introdotto concetti tecnici chiari e dettagliati, con un approccio quasi maniacale alla preparazione: «Il mister sta cercando di portarci nuovi concetti a livello tecnico. In campo è molto meticoloso, attentissimo. Ci serviva una scossa dal punto di vista tattico». La Juve, secondo Perin, ha bisogno proprio di questa attenzione ai dettagli per ritrovare stabilità e continuità.

Ma l’impatto di Spalletti non è solo tecnico. L’allenatore sta lavorando anche sul piano emotivo, cercando di trasmettere ai giocatori la responsabilità e l’orgoglio di indossare la maglia della Juve: «Dal punto di vista emotivo ci sta facendo capire che se siamo qui è perché lo meritiamo. Dobbiamo solo iniziare a dimostrarlo un po’ di più», ha aggiunto Perin.

Il messaggio del portiere è chiaro: la Juve deve rispondere sul campo, dimostrando personalità e coesione. La squadra è chiamata a reagire, sfruttando la scossa portata da Spalletti, per costruire una nuova fase di crescita. Perin chiude con un invito alla responsabilità e alla maturità: la ricostruzione è iniziata, ma ora tocca ai giocatori fare la differenza.

In sintesi, la Juve affronta un momento delicato, tra fallimenti recenti e la necessità di un rilancio tecnico ed emotivo. La guida di Spalletti rappresenta un’opportunità importante, ma il vero giudizio sarà dato dalle prestazioni della squadra nelle prossime partite. Perin è convinto che, con basi solide e determinazione, la Juve possa tornare a mostrare il suo valore e ambire di nuovo ai traguardi più alti.


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Maldini shock: «Milan? Faccio fatica a parlarne per quel motivo. Sul derby contro l’Inter dico che…»


Maldini: dal Milan al derby con l’Inter, passando per Pioli e la Nazionale. Ecco le dichiarazioni

Intervistato a margine del 40° Premio Viareggio, Paolo Maldini è tornato a parlare del Milan, del calcio italiano e di alcuni dei momenti più recenti che hanno animato la Serie A. Naturalmente, non sono mancate domande sul Diavolo, sul derby contro l’Inter e sull’esonero di Stefano Pioli, ex allenatore rossonero con cui Maldini ha vinto il 19° scudetto.

Sulla squadra rossonera, Maldini ha commentato: «Sembra di sì, c’è una sensazione positiva, un po’ come ai vecchi tempi. Io del Milan faccio sempre fatica a parlare in modo distaccato, ma sono contento di vedere la squadra in una posizione migliore in classifica». La stagione del Milan, secondo l’ex capitano, sta quindi attraversando un momento di stabilità, anche se il percorso resta impegnativo.

Il discorso si è poi spostato sulla Nazionale, dopo la delusione del ko con la Norvegia. Maldini ha dichiarato: «Speriamo per la nuova generazione e per i ragazzi che non hanno mai visto un Mondiale. Rino Gattuso come CT è stata una scelta interessante, incarna lo spirito azzurro. I tempi cambiano, le altre nazionali crescono e dobbiamo tenere il passo».

Sul derby di campionato contro l’Inter, Maldini ha parlato di equilibrio: «Il derby è strano: ne abbiamo persi 6-7 di fila e abbiamo vinto lo scudetto, poi abbiamo iniziato a vincerli e le cose non sono andate bene. Il derby non determina il risultato finale di una stagione».

Riguardo a Stefano Pioli e al suo recente esonero dalla Fiorentina, Maldini ha commentato: «Un peccato. Capire i motivi dall’esterno è difficile. Firenze non è un ambiente semplice, ma speravo che riuscisse a fare meglio». Sul possibile arrivo alla Fiorentina al posto di Pradè, Maldini ha scherzato: «Mi ha chiamato mio cugino che vive in Toscana e gli ho detto ‘Guarda io non so niente’».

Sul futuro del Milan e la lotta scudetto, ha aggiunto: «Conte è sotto pressione, ma è il suo stile. Alla fine, Inter, Juventus e Napoli si giocheranno lo scudetto. Se il Milan riuscirà a mantenere la posizione, ci proverà fino alla fine».

Infine, Maldini ha riflettuto sul calcio moderno: «I paragoni non fanno bene. Ora il calcio è più aperto agli stranieri e le bandiere sono rare. Quando ho iniziato io c’era un solo giocatore straniero, oggi ce ne sono molti di più».

Tra ricordi, osservazioni tattiche e un pizzico di ironia, Maldini ha offerto uno spaccato sul presente e sul futuro del Milan e del calcio italiano, confermandosi voce autorevole e appassionata della storia rossonera.


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Calciomercato Sassuolo, Muharemovic lascerà i neroverdi? Ecco la situazione attuale in casa neroverde


Calciomercato Sassuolo: Inter osserva Muharemovic, ma la Juventus resta favorita. La situazione attuale

Il nome di Tarik Muharemovic continua a dominare le cronache di calciomercato Sassuolo. Il giovane difensore bosniaco, in forza al club emiliano, si sta rivelando una delle sorprese più interessanti della stagione, attirando l’attenzione dei top club italiani per la sua solidità difensiva e la personalità in campo. L’Inter, in particolare, sta monitorando con attenzione il centrale, valutando la possibilità di rinforzare il reparto arretrato con un profilo giovane ma già pronto per competere ad alti livelli.

Nonostante l’interesse dei nerazzurri, il percorso verso un eventuale trasferimento di Muharemovic non è semplice. La Juventus, infatti, gode di un vantaggio strategico: possiede il 50% sulla futura rivendita del giocatore. Questo significa che qualsiasi trattativa passa inevitabilmente dal confronto con i bianconeri, che si trovano in una posizione di privilegio rispetto alla concorrenza. In questo scenario, l’Inter dovrà fare i conti non solo con le valutazioni tecniche, ma anche con questioni economiche e contrattuali legate alla compartecipazione dei ricavi.

Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, ha ribadito il valore del suo difensore: il prezzo fissato per una cessione è di circa 40 milioni di euro. Una cifra importante, giustificata sia dal rendimento di Muharemovic in questa prima parte di stagione, sia dalla necessità del club di rispettare gli accordi con la Juventus. Questo rende la pista nerazzurra complicata, perché Marotta e Ausilio dovrebbero convincere il Sassuolo a trattare una cifra così alta, trovando nel contempo un accordo con Torino.

Il calciomercato Sassuolo si conferma quindi molto vivace, con il club emiliano al centro dell’attenzione per alcune delle giovani promesse più interessanti del panorama italiano. Muharemovic rappresenta un esempio lampante della strategia della società: valorizzare i propri talenti per poi reinvestire sul settore giovanile o rafforzare la squadra. L’Inter resta vigile e pronta a muoversi, ma dovrà confrontarsi con un contesto complesso, dove i rapporti contrattuali con altri club possono diventare determinanti.

In sintesi, il futuro di Tarik Muharemovic è ancora incerto. L’Inter segue attentamente il centrale, ma la Juventus mantiene un vantaggio concreto. Il calciomercato Sassuolo continua a offrire sorprese e sfide intriganti per tutti i club italiani interessati ai giovani talenti: la trattativa per Muharemovic sarà sicuramente uno dei dossier più caldi delle prossime settimane, e potrebbe decidere non solo il destino del difensore, ma anche le strategie future del club emiliano.


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Infortunio Dumfries, si allungano i tempi di recupero per l’esterno dell’Inter. Ecco la situazione attuale


Infortunio Dumfries: tempi di recupero più lunghi, Inter preoccupata per derby e Champions

L’infortunio Dumfries rappresenta un vero allarme in casa Inter. L’esterno olandese, punto di riferimento della squadra di Cristian Chivu sulla fascia destra, è stato costretto a lasciare anticipatamente il ritiro della sua Nazionale a causa di un problema alla caviglia sinistra. Il rientro immediato ad Appiano Gentile è stato necessario per iniziare terapie mirate e accertamenti approfonditi, ma le prime indicazioni non sono rassicuranti.

Secondo il giornalista Pasquale Guarro, la situazione di Dumfries non è semplice: i tempi di recupero si stanno allungando e la sua presenza nelle prossime gare è in forte dubbio. L’infortunio Dumfries rischia di privare l’Inter di uno dei suoi giocatori più dinamici e determinanti proprio nel momento più delicato della stagione. La gestione dell’infortunio sarà fondamentale per evitare complicazioni che potrebbero prolungare l’assenza dell’esterno olandese.

Due partite chiave attendono i nerazzurri: il derby contro il Milan, in programma domenica 23 novembre, e la trasferta europea contro l’Atlético Madrid del 26 novembre. L’attenzione principale del club sembra essere rivolta alla Champions League, dove la presenza di Dumfries potrebbe rivelarsi decisiva per le ambizioni della squadra. Tuttavia, Guarro sottolinea che la sua partecipazione alla gara di Madrid “non è affatto scontata”, evidenziando come l’infortunio Dumfries possa condizionare le scelte di formazione di Chivu.

L’assenza del laterale olandese costringe il tecnico romeno a ripensare l’intera corsia destra. La prima soluzione presa in considerazione è l’adattamento di Carlos Augusto, esterno sinistro che già in passato ha coperto il ruolo opposto, anche se questo spostamento lascia un vuoto sulla fascia mancina. Un’altra alternativa, Luis Henrique, non ha convinto pienamente con le sue prestazioni recenti, in particolare nel match contro il Verona, rendendo la situazione ancora più complicata.

L’Inter spera che la sosta possa bastare per consentire a Dumfries di recuperare pienamente, ma al momento la prudenza è d’obbligo. L’infortunio Dumfries non riguarda solo il derby, ma tutto il ciclo di partite ravvicinate che attende la squadra, tra campionato e Champions League. Il club segue attentamente l’evoluzione della situazione, consapevole che forzare il rientro potrebbe avere conseguenze peggiori e rischiare di compromettere la continuità del suo esterno più prezioso.

In sintesi, l’Inter naviga tra speranza e prudenza: la gestione dell’infortunio Dumfries sarà determinante per le scelte tattiche di Chivu e per le ambizioni stagionali dei nerazzurri, sia in Italia che in Europa.


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Infortunio Vlahovic, ecco le condizioni del centravanti bianconero. La situazione non lascia dubbi


Infortunio Vlahovic: le condizioni del centravanti a pochi giorni dalla sfida contro la Fiorentina

L’avvicinamento alla delicata sfida del Franchi contro la Fiorentina è segnato dall’incertezza legata a Dusan Vlahovic. L’infortunio Vlahovic resta uno dei temi principali in casa Juventus, con il centravanti serbo ufficialmente in dubbio per la partita di sabato. La gara assume un peso particolare per l’attaccante, protagonista indiscusso della squadra, ma lo staff medico del club preferisce procedere con cautela.

Il giocatore è rientrato a Torino dagli impegni con la Nazionale accusando un affaticamento agli adduttori. La situazione, sebbene preoccupante, non appare grave: gli esami hanno escluso qualsiasi lesione, confermando che si tratta di un sovraccarico muscolare. Tuttavia, essendo un’area così delicata e centrale per i movimenti di un attaccante, il rischio di peggioramento resta elevato.

Nelle ultime ore, il programma di Vlahovic è stato gestito con estrema precisione: niente allenamento in campo, solo terapie intensive presso il J Medical. L’obiettivo dello staff è chiaro: ridurre ogni rischio di aggravamento e favorire un recupero graduale. L’infortunio Vlahovic viene monitorato quotidianamente, con il giocatore sottoposto a controlli costanti per valutare eventuali miglioramenti o regressioni.

Luciano Spalletti spera naturalmente di poter schierare il suo numero 9 contro la Fiorentina, considerando l’importanza tattica e mentale dell’attaccante per la squadra. Tuttavia, la priorità del club è la gestione a lungo termine del giocatore. Forzare il ritorno di Vlahovic per una singola partita potrebbe avere conseguenze più gravi, con il rischio concreto di uno stop prolungato che comprometterebbe anche gli impegni futuri, tra cui la Champions League.

Le prossime 72 ore saranno decisive per determinare l’eventuale disponibilità del centravanti serbo. La decisione finale dipenderà non solo dai risultati dei trattamenti, ma anche dalle sensazioni del giocatore stesso e dalla capacità di reintegrarsi progressivamente negli allenamenti con il gruppo.

In sintesi, la gestione dell’infortunio Vlahovic è improntata alla massima prudenza. La Juventus naviga con attenzione tra la necessità di avere a disposizione il suo bomber di riferimento e l’esigenza di proteggere la salute del giocatore. La speranza è quella di vederlo in campo contro la Fiorentina, ma senza mai correre rischi inutili, perché la priorità resta il suo rendimento e la continuità per il resto della stagione.


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Calciomercato Lazio, quel giocatore potrebbe lasciare la compagine biancoceleste. Ecco il punto sulla situazione


Reda Belahyane nel mirino del mercato: la Lazio valuta la cessione a gennaio

Reda Belahyane è finito nel mirino delle possibili cessioni della Lazio. Il centrocampista marocchino, arrivato solo un anno fa nella Capitale, non è ancora riuscito a convincere Maurizio Sarri in questo avvio di stagione. Le sue presenze sono state limitate: nelle prime undici giornate di campionato ha totalizzato appena 154 minuti in campo, fornendo un solo assist. Numeri che hanno spinto la società a valutare l’ipotesi di una partenza già nella prossima sessione di mercato.

Il futuro di Belahyane, dunque, potrebbe essere lontano da Roma già a gennaio. Lo scorso anno si era parlato di un interessamento del Como, guidato da Cesc Fabregas, ma la trattativa non era andata in porto a causa del blocco del mercato imposto alla Lazio. Ora, però, il centrocampista potrebbe avere nuove opportunità, sia in Italia sia all’estero, che gli permettano di ritrovare continuità e mettere in mostra il proprio talento.

Secondo quanto riportato dal portale francese butfootballclub.fr, il centrocampista è finito nel radar di alcune squadre di Ligue 1, in particolare Marsiglia e Rennes. Entrambe le società starebbero monitorando attentamente la situazione, pronte a valutare un’eventuale offerta nella finestra di mercato invernale. Per Belahyane si tratterebbe di un ritorno in Francia, dove aveva già giocato prima di trasferirsi in Italia: il centrocampista aveva vestito la maglia del Nizza, maturando esperienza in un campionato competitivo e di alto livello.

La cessione di Belahyane rappresenterebbe una soluzione vantaggiosa sia per il giocatore sia per la Lazio. Il marocchino avrebbe l’occasione di rilanciarsi e trovare spazio, mentre il club romano potrebbe ottenere una plusvalenza e liberare risorse per eventuali nuovi acquisti, elemento strategico per gestire al meglio la rosa nel prosieguo della stagione.

Il mercato di gennaio si prospetta quindi decisivo per il futuro di Reda Belahyane. La Lazio è pronta a valutare con attenzione le offerte, consapevole che il centrocampista potrebbe trovare nuova linfa in Ligue 1 e continuare a crescere come calciatore. Per Belahyane, tornare in Francia significherebbe ripartire da un ambiente conosciuto e competitivo, con l’obiettivo di dimostrare il proprio valore e rilanciare la carriera internazionale.


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