Pagina 617 – Calcio News 24

Plusvalenze Napoli, ecco le intercettazioni choc: «Non scrivere nulla»; «Speriamo rifiutino o dovremo darci alle rapine»

Plusvalenze Napoli, ecco le intercettazioni choc: «Non scrivere nulla»; «Speriamo rifiutino o dovremo darci alle rapine». Repubblica diffonde tutto

Manca meno di un mese all’udienza preliminare, fissata per il prossimo 6 novembre a Roma, che vede indagato il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. La data, già frutto di uno slittamento ottenuto dai legali del patron azzurro, sarà un momento cruciale nel procedimento giudiziario che contesta il reato di falso in bilancio in relazione a due operazioni di mercato: la compravendita del difensore Manolas con la Roma e, soprattutto, le presunte plusvalenze fittizie legate all’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen dal Lille. Nel mirino degli inquirenti ci sono i bilanci del club relativi agli anni 2019, 2020 e 2021.

A gettare una nuova, inquietante luce sulla vicenda sono oggi nuovi elementi rivelati dal quotidiano la Repubblica, che è entrato in possesso di intercettazioni e chat private tra i dirigenti dell’epoca. Questi dettagli emergono nonostante la giustizia sportiva, nel 2022, avesse deciso di non aprire un fascicolo, con il procuratore federale Chinè che, a differenza del caso Juventus, chiuse la pratica. Ora, però, la Procura ordinaria potrebbe valutare se questi nuovi elementi siano in grado di cambiare lo scenario.

Siamo nel 2020 e il Napoli è in piena trattativa con il Lille per Osimhen. Le chat interne, pubblicate da Repubblica, rivelano un clima di forte preoccupazione. L’amministratore delegato Andrea Chiavelli scrive all’allora direttore sportivo Cristiano Giuntoli una frase che suona quasi come una premonizione: «Speriamo rifiutino… sennò dovremo darci alle rapine». La consapevolezza dei rischi sembra essere chiara anche a Giuntoli, che in un’altra chat ordina al suo collaboratore Pompilio di agire con la massima cautela: «Non devi scrivere nulla. Tracce nelle mail non se ne lasciano. A voce quello che ti pare».

Il nodo cruciale dell’operazione, per raggiungere i 70 milioni richiesti dal Lille senza superare i 50 milioni cash stanziati da De Laurentiis, era la valutazione da assegnare a tre giovani della Primavera: Manzi, Palmieri e Liguori. Le perplessità sulla struttura dell’affare non erano solo interne al Napoli. In una mail che crea forte imbarazzo, il direttore amministrativo del Lille, Julien Mordacq, metteva in guardia il suo CEO, Marc Ingla: «È mio dovere metterti in guardia di nuovo a proposito dei rischi connessi a questo affare, in ragione degli elementi che ti ho esposto verbalmente. Ogni particolare ritenuto “strano” potrebbe generare domande sull’insieme di queste operazioni (accordi relativi a 5 giocatori) e bisognerà apportarvi elementi di risposta reali e giustificazioni».

L’intesa finale, secondo l’accusa, si basava su un meccanismo costruito per gonfiare le cifre, come emergerebbe da un’altra mail del dirigente francese Lopez: «Questo, carissimi, vi permette di pagare un prezzo inferiore rispetto a qualsiasi altro club, ma — sottolinea il dirigente del club francese Lopez — con un valore nominale che è quello necessario per chiudere».

Nella formula definitiva dell’affare, oltre al portiere Karnezis, vennero inseriti i tre ragazzi della Primavera con valutazioni ritenute spropositate: Luigi Liguori (4 milioni), Claudio Manzi (4 milioni) e Ciro Palmieri (7 milioni). Un castello di carte che poggiava su un dettaglio reso ancora più grave dalla successiva ammissione degli stessi calciatori, i quali, una volta interrogati, dichiararono di non essere nemmeno mai andati in Francia.

Inter, rivoluzione Chivu: ora la squadra difende 7 metri più avanti. Ecco come

Inter, rivoluzione Chivu: ora la squadra difende 7 metri più avanti. La mano del tecnico inizia a vedersi chiaramente: la squadra è più verticale

La rivoluzione tattica di Cristian Chivu all’Inter si fonda su un principio tanto audace quanto chiaro: alzare l’asticella, in ogni senso. Per i suoi difensori, è come se il tecnico avesse regalato l’asta di Mondo Duplantis, spingendoli a saltare più in alto, a difendere più lontano dalla propria porta. Il baricentro della retroguardia nerazzurra si è spostato in avanti di circa sette metri, una trasformazione radicale che poggia su tre pilastri: un nuovo approccio alla costruzione, un’aggressione costante sul portatore di palla e una fluidità di ruoli quasi totale. Il risultato è una filosofia volta a dominare il gioco, dove Barella agisce da regista, Bastoni occupa l’intera fascia e, soprattutto, Manuel Akanji si sgancia per costruire a centrocampo. Ne scrive La Gazzetta dello Sport.

È proprio lo svizzero, arrivato l’ultimo giorno di mercato dal Manchester City, il manifesto di questo calcio iper-aggressivo. La sua capacità di portare palla e occupare spazi avanzati è il grimaldello che permette alla linea difensiva di proiettarsi in avanti, innescando una pressione asfissiante. Questo cambio di rotta è certificato dai dati statistici, che vedono l’Inter primeggiare in quasi ogni metrica offensiva del campionato: prima per passaggi filtranti (34), attacchi in profondità (95), passaggi chiave (39), tocchi in area (209) e cross (127). La parola chiave è verticalizzazione. L’obiettivo di Chivu è andare “dritti” verso la porta non appena si riconquista il pallone, come dimostra alla perfezione il gol di Lautaro contro la Cremonese: Barella recupera palla, protegge e imbecca immediatamente Bonny, che serve l’assist vincente.

La mappa di calore dei difensori in queste prime sei partite è eloquente: Chivu chiede loro di stare costantemente alti. In più frangenti, contro la Cremonese, la linea a tre composta da Akanji, De Vrij e Bastoni ha operato stabilmente oltre la metà campo. Contro lo Slavia Praga, è stato Acerbi a spingersi in avanti per creare superiorità numerica. Cresciuto alla scuola del calcio fluido di Pep Guardiola, Akanji è l’interprete ideale di questa filosofia, sapendo perfettamente cosa significa alzare il baricentro per offrire una soluzione in più in fase di costruzione. Questo dominio territoriale, paradossalmente, è la miglior forma di difesa: non è un caso che l’Inter sia anche la squadra che ha concesso il minor numero di tiri agli avversari (49).

L’unica, apparente, controtendenza riguarda il portiere. A differenza dell’era Inzaghi, Chivu coinvolge meno Yann Sommer nella costruzione dal basso. I dati sui passaggi completati dal portiere svizzero sono nettamente inferiori rispetto alla passata stagione. La tendenza è cambiata: la costruzione parte più alta e, in presenza di un riferimento offensivo come Pio Esposito, non si disdegna il lancio lungo per cercare la sponda, bypassando la prima pressione e mantenendo fede al dogma della verticalità.

Calciomercato Lazio: sacrificio Castellanos per finanziare la sessione di gennaio? Il prezzo

Calciomercato Lazio: sacrificio Castellanos per finanziare la sessione di gennaio a saldo zero? Il prezzo della società, Sarri vuole il sostituto

Il futuro di Valentin “Taty” Castellanos è in Europa. Nonostante le sirene provenienti dal Sud America, e in particolare il forte interesse manifestato dal Flamengo nei mesi scorsi, l’attaccante della Lazio ha le idee chiarissime: il suo percorso professionale deve continuare nel calcio del Vecchio Continente. Lo ha confermato lui stesso in una recente intervista, spiegando come la permanenza in un campionato di alto livello sia la condizione necessaria per inseguire il suo più grande sogno: riconquistare la maglia della nazionale argentina e partecipare al prossimo Mondiale. 

Questa ferma volontà non esclude però un possibile addio alla Capitale. Se le offerte dal Brasile sono state messe da parte, un’eventuale proposta da parte di un altro grande club europeo potrebbe infatti cambiare le carte in tavola. D’altronde, l’interesse per il centravanti non è mai mancato. Come riportato da Il Messaggero, tra giugno e luglio scorsi si era registrato un notevole movimento attorno a lui, con sondaggi approfonditi provenienti sia dalla Spagna, con club come Villarreal e Real Betis, sia dalla Premier League, dove ben cinque squadre (Nottingham Forest, Everton, Burnley, West Ham e Wolverhampton) avevano manifestato il loro gradimento. In quel frangente, però, la dirigenza biancoceleste, composta da Lotito e Fabiani, si trovò costretta a blindarlo a causa del blocco del mercato imposto al club, rendendolo di fatto incedibile.

La situazione, tuttavia, potrebbe evolversi nella finestra di mercato di gennaio. Qualora la Lazio avesse la possibilità di operare con acquisti a saldo zero, la società sarebbe disposta a valutare la cessione dell’argentino di fronte a un’offerta congrua, stimata tra i 30 e i 35 milioni di euro. Anche il tecnico Maurizio Sarri darebbe il suo via libera all’operazione, ma a una condizione non negoziabile: l’arrivo di un degno sostituto in attacco. Il “Comandante” ha già una lista di preferenze ben definita, la stessa stilata in estate, che comprende profili come Giacomo Raspadori, Mikel Oyarzabal e il giovane Pio Esposito. Il futuro di Taty, dunque, resta in bilico, legato a un incastro di mercato che possa soddisfare le ambizioni del giocatore e le esigenze tecniche della squadra.

Calciomercato Juventus: occasione Guerreiro a gennaio dal Bayern. Che pensa a Vlahovic

Calciomercato Juventus: occasione Guerreiro a gennaio dal Bayern. Che pensa a Vlahovic… I bianconeri vogliono un rinforzo affidabile in fascia

Con l’avvicinarsi della finestra invernale di calciomercato, la Juventus sta già delineando le proprie strategie per puntellare la rosa a disposizione di Igor Tudor. La dirigenza bianconera ha identificato una priorità chiara: rinforzare le corsie esterne, un settore del campo dove le soluzioni attuali sono numericamente limitate e necessitano di un innesto di qualità ed esperienza. In quest’ottica, secondo le indiscrezioni riportate da Tuttosport, il club avrebbe messo nel mirino un profilo di altissimo livello, individuando in Raphael Guerreiro del Bayern Monaco l’obiettivo principale per gennaio.

Il terzino portoghese, classe 1993, rappresenta la sintesi perfetta di ciò che la Juventus sta cercando. Da un lato, è un giocatore “pronto”, un innesto di assoluta affidabilità e caratura internazionale. Con un’età di 32 anni, Guerreiro porta con sé un bagaglio di esperienza enorme, accumulato in otto stagioni da protagonista con il Borussia Dortmund, tre con il Bayern Monaco e ben 65 presenze con la nazionale portoghese. Dall’altro lato, la sua esperienza si sposa con una straordinaria duttilità. In carriera, infatti, ha dimostrato di poter interpretare più ruoli ad alto livello: è un esterno a tutta fascia ideale per il 3-4-2-1 di Igor Tudor, ma all’occorrenza può essere impiegato con ottimi risultati anche come mezzala di qualità, offrendo al tecnico croato una preziosa alternativa tattica.

Ciò che rende questa operazione particolarmente allettante è la congiuntura favorevole che si sta creando attorno al giocatore. Attualmente ai margini del progetto tecnico di Vincent Kompany al Bayern Monaco, Guerreiro ha un contratto in scadenza nel giugno del 2026. Questo significa che a gennaio, quando aprirà il mercato, gli resteranno soltanto sei mesi di accordo con il club bavarese. Si tratta di un’occasione d’oro per la Juventus: il Bayern, per non rischiare di perdere il giocatore a parametro zero in estate, potrebbe essere disposto ad abbassare notevolmente le proprie pretese economiche, aprendo la strada a un’operazione low cost e sostenibile per le casse bianconere.

Ma le implicazioni potrebbero andare ben oltre il singolo acquisto. L’eventuale trattativa per Guerreiro potrebbe infatti inaugurare un canale di comunicazione diretto e proficuo con il Bayern Monaco, gettando le basi per future discussioni. Non è un mistero che il club tedesco stia monitorando con grande interesse la situazione di Dusan Vlahovic. I bavaresi, pur potendo contare sull’intoccabile Harry Kane, guardano al futuro e vedono nell’attaccante serbo un potenziale erede del centravanti inglese. Aprire un dialogo ora per Guerreiro potrebbe quindi rivelarsi una mossa strategica lungimirante in vista di possibili, future negoziazioni per il bomber bianconero.

Fiorentina, Pradè accusato dai tifosi. Zazzaroni: «Ha sbagliato, ma fino ad agosto…»

Fiorentina, Pradè accusato dai tifosi. Zazzaroni: «Ha sbagliato, ma fino ad agosto…». Quante responsabilità ha il ds viola?

Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport scrive delle effettive responsabilità di Daniele Pradè, direttore sportivo della Fiorentina bersaglio dei tifosi in questo momento di crisi.

«C’è tutto il calcio minato per minato, ci sono tutte le incongruenze, tutti gli eccessi di un mondo che nella sconfitta insegue ossessivamente colpevolezze, nel pessimo rapporto tra la tifoseria più calda e presente della Fiorentina e Daniele Pradè. 

Da mesi il dirigente è contestato aspramente poiché ritenuto il primo responsabile della crisi. Pradè ha fatto secco Palladino (decisione che non ho condiviso ma che rientrava nelle sue competenze, non nelle nostre). Pradè ha firmato un mercato sbagliato, giudizio che fino a metà agosto non era lo stesso di tifoseria e stampa. Pradè ha voluto Pioli. E sospetto che l’elenco degli errori imputabili non si esaurisca qui. 

Fino a poche settimane fa Pioli era il figliol prodigo che rientrava a casa, adorato, invocato. Fino a poche settimane fa il mercato era considerato eccellente. 

E allora dove ha sbagliato Pradè? Nel non riuscire a convincere Comuzzo ad andare da Inzaghi garantendo 30 milioni alla Fiorentina? L’affare era stato concluso, ma il ragazzo non se l’è sentita di trasferirsi in Arabia a vent’anni: aveva e ha il diritto di decidere della propria vita e carriera. L’operazione avrebbe consentito a Pioli di ricevere Lindelöf e rendere più solida la difesa che è il punto di fragilità più evidente. Pioli la aggiusterà in fretta: solo a quel punto la Fiorentina recupererà il proprio valore effettivo e Pradè potrà dormire sonni più tranquilli. 

Dice Coelho: come può la freccia fare centro se non hai chiaro qual è il bersaglio?».

Rabiot: «Per il Milan ho rinunciato alla Champions. Leao non ha tempo da perdere. Allegri vuole dimostrare a tutti che…»

Rabiot: «Per il Milan ho rinunciato alla Champions. Leao non ha tempo da perdere. Allegri vuole dimostrare a tutti che…». Le parole del francese

Adrien Rabiot ha parlato a La Gazzetta dello Sport. Le dichiarazioni del centrocampista del Milan.

SCELTA MILAN – «E dopo cinque anni alla Juventus non è una cosa banale giocare al Milan. A Torino sono stati anni importanti per la mia carriera, cui tengo molto. Ma sono felice di essere tornato in Italia e al Milan, un altro club mitico. Anche qui c’è tanta passione. E abbiamo tanta ambizione».

ALLEGRI – «Con Allegri c’è sempre stato un ottimo rapporto. Siamo simili, e lo apprezzo molto umanamente. Ci siamo chiamati e scritti spesso pure la scorsa stagione. Poi con il Milan c’erano già stati contatti lo scorso anno, ma non se n’era fatto nulla. Quest’estate si sono fatti avanti a inizio estate e sono tornati alla carica dopo il problema a Marsiglia. È stato il momento giusto per tutti».

ALLEGRI PIU’ DETERMINATO CHE ALLA JUVE – «È sempre stato molto determinato. È un vincente. Ha sempre fame di vittorie e tanta passione. Questo mi piace, perché anche io sono così. Non credo cerchi rivincite, perché è un allenatore che ha vinto molto ed è rispettato nel mondo del calcio. Penso abbia voglia di mostrare che ha la possibilità di portare una squadra alla vittoria. E se il Milan l’ha preso è perché sanno che può fare grandi cose».

RINUNCIA ALLA CHAMPIONS LEAGUE – «Ci ho riflettuto. La scorsa stagione ho dato tutto per riportare il Marsiglia in Champions League con l’idea di giocarla. Avrei potuto firmare in vari club che la disputano, ma il Milan è un club mitico con grandi ambizioni. Allegri sta costruendo un progetto triennale per tornare ai vertici, con la priorità di tornare subito in Champions e fare il massimo quest’anno in campionato, che per me significa lottare per lo scudetto. Abbiamo la qualità per farlo».

PERCHE’ ALLEGRI L’HA VOLUTO AL MILAN – «Allegri mi ha voluto al Milan perché sa che posso trasmettere la mia esperienza ai più giovani, impegnandomi al massimo in allenamento come in partita, sempre con la voglia di vincere. E lo stesso possono fare altri giocatori di riferimento come il capitano Maignan e Modric».

MODRIC – «Non sono sorpreso per il suo impegno e la sua professionalità, altrimenti non sarebbe a questi livelli alla sua età. Sono sorpreso perché a quarant’anni non è scontato ciò che fa. È uno che continua a dare tutto in partita e in allenamento. Un vero esempio per tutti».

LEAO – «So che se ne parla molto. È un giocatore che ha potenzialità, ma a 26 anni non sei più giovane. Alla sua età non c’è più tempo da perdere. Il tempo passa veloce. Sarebbe un peccato che rimanesse solo un potenziale grande giocatore. Spero si renda conto di avere i mezzi per poter competere con i più forti. Ma magari non ha la volontà o la passione di un Modric. Leao deve chiedersi dove vuole arrivare o se si accontenta così, oppure se il suo obiettivo è di diventare quello che può essere. Per noi sarebbe un peccato, perché sarebbe uno spreco se non esprimesse tutto il suo potenziale, e non si focalizzasse al 100% sul lavoro. Allegri sa trarre il meglio dai giocatori. Spero abbia un impatto positivo anche su di lui. Magari per Leao è l’occasione giusta»

CORSA SCUDETTO – «Al solito tante squadre. Vedere la Roma così in alto è un po’ una sorpresa. Il Napoli rimane la più forte. L’Inter è l’italiana che finora ha fatto meglio in Europa e, contrariamente a noi, hanno il vantaggio di giocare insieme da tempo. Non è scontato creare subito la giusta dinamica. Alla Juve c’è qualità, ma meno di Napoli o Inter, manca ancora l’alchimia da scudetto. Lotteranno per la zona Champions. Noi di sicuro lotteremo fino all’ultimo e spero di vincere di nuovo lo scudetto, perché quello con la Juventus non l’abbiamo celebrarlo degnamente a causa del Covid. Stavolta mi piacerebbe festeggiarlo con tutti i tifosi in piazza».

DERBY – «Mi piacciono le grandi partite. Non vedo l’ora di giocarlo, anche perché ci saranno punti preziosi in palio per la classifica. Fa parte di quei match differenti, per storia e intensità, che ogni giocatore vuole vivere».

IBRAHIMOVIC – «Ci siamo visti spesso a Milanello. È felice che sia al Milan perché sa cosa posso dare. Ma mi ha chiesto perché non sono venuto la scorsa stagione. Mi fa piacere di lavorare di nuovo con lui, dopo gli anni insieme al Psg».

Neymar al Napoli, clamoroso: Conte, ADL e Manna ne hanno discusso

Neymar al Napoli, clamoroso: Conte, ADL e Manna ne hanno discusso. Ma con De Bruyne in azzurro non si è voluta aggiungere un’altra ‘prima donna’

Nel calcio, come nella vita, i sogni hanno un ciclo vitale ben preciso: muoiono all’alba, schiacciati dal peso della realtà, ma trovano sempre il modo di rigenerarsi, più vivi che mai, al tramonto. Per il Napoli, questo sogno ha avuto per tre lunghi mesi un nome e un cognome quasi mitologici: Neymar da Silva Santos Junior. L’idea, tanto folle quanto abbagliante, era quella di vedere la stella brasiliana, amichevolmente conosciuta come O’ Ney, illuminare il cielo di una squadra già vincente, capace di suonare un calcio a tratti rock e a tratti pop. Per mesi, Neymar è diventato la cometa da inseguire nelle notti insonni dei dirigenti e dei tifosi.

Questa suggestione, nata quasi in sordina verso gennaio, ha iniziato a galleggiare con insistenza nell’universo napoletano, alimentando fantasie fino al culmine di maggio. Poi, come spesso accade, la vita e il calciomercato hanno presentato il conto. Il sogno si è spento all’imbrunire della grande festa per lo scudetto, durante il primo, cruciale summit per pianificare il futuro. In quel momento, la dirigenza ha preso atto di una realtà tattica ineludibile: i “Fab Four”, il magico quartetto offensivo, era già stato costruito. L’eventuale inserimento di una quinta stella, per quanto luminosa, avrebbe rischiato di generare insanabili “problemi d’equilibrio”.

Il calcio moderno, anche quando si concede il lusso di essere “lunare” e di puntare su campioni assoluti, resta una scienza fondata sull’organizzazione. Per accogliere un talento come Neymar senza subire contraccolpi, è necessaria un’ampiezza d’organico straordinaria. La sera in cui il direttore sportivo Giovanni Manna accarezzò per la prima volta l’idea, un’altra stella non era ancora apparsa all’orizzonte: Kevin De Bruyne. Quando, successivamente, è stato necessario agire e prendere una decisione definitiva, il Napoli si è trovato con il genio belga tra le mani. A quel punto, aggiungere un’altra primadonna, per quanto fenomenale, è diventato un lusso che ha imposto ore di profonde riflessioni, concluse con una logica e sofferta rassegnazione.

Eppure, per un attimo, è stato meraviglioso. È stato bello argomentare, discutere e immaginare O’ Ney danzare nello stadio che fu del Re del calcio, Diego Armando Maradona. Fantasticare sull’effetto travolgente che un fenomeno del genere, anche a 33 anni, avrebbe scatenato sulla città e sul campionato. Ma l’asse dirigenziale composto da De Laurentiis, Manna e Conte, dopo interminabili passeggiate e chiacchierate oceaniche, ha lasciato che a prevalere fosse la “ragione di Stato” della saggezza. Hanno scelto di proteggere la squadra, nella quale era già stata inserita la lampada di un Genio come De Bruyne, lasciando che splendesse attraverso meccanismi naturali e collaudati. Hanno preferito svicolare dal pericolo, quasi certo, di contraccolpi tattici. Però, per un po’, è stato incredibilmente bello sentirsi i “galacticos 3.0”.

Soulé convocato dall’Italia è possibile? Retroscena: ieri ha detto questo ad amici

Soulé convocato dall’Italia è possibile? Retroscena: ieri ha detto questo ad amici. Matias continua a coltivare il suo sogno Albiceleste

Mentre l’onda della sosta per le nazionali si abbatte sui club, la Roma vede i suoi talenti spargersi per il globo. Un vero e proprio giro del mondo che coinvolge undici calciatori giallorossi, le cui trasferte toccheranno ben 16 Paesi diversi, coprendo rotte che si estendono dalla fredda Islanda fino alle esotiche Seychelles. In questo grande esodo internazionale, spicca però una grande assenza, quella di un talento che sta facendo faville in Serie A: Matías Soulé. Per lui, nessuna convocazione, nessun volo intercontinentale verso la terra promessa che insegue da sempre, l’Argentina.

Eppure, mai come questa volta la chiamata sembrava meritata. L’avvio di campionato di Soulé è stato a dir poco folgorante, un’esplosione di talento “a trazione gasperiniana” che ha prodotto 3 gol e 2 assist in appena 6 partite. Numeri che parlano da soli, ma che evidentemente non sono ancora bastati a convincere il commissario tecnico Lionel Scaloni. In questo clima di attesa e delusione, a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato il suo agente, Martin Guastadisegno, con una dichiarazione che ha immediatamente fatto il giro del web. «Lui è italo-argentino e non so che potrebbe succedere se la situazione con l’Albiceleste non si sbloccasse – ha detto al sito LaRoma24 – Posso dire che avrebbe legalmente la possibilità di essere convocato con l’Italia».

Parole che suonano come un’apertura quasi clamorosa verso la maglia azzurra, soprattutto ripensando alle voci secondo cui, lo scorso giugno, Soulé avrebbe declinato un invito di Luciano Spalletti in vista di Euro 2024. Ma è davvero così? La realtà è più complessa. Lo stesso Guastadisegno, interpellato direttamente dal Corriere dello Sport, ha voluto precisare il senso delle sue parole, spiegando come non ci fosse alcuna intenzione di mettere pressione a Scaloni, né tantomeno di annunciare un cambio di rotta del suo assistito.

Il cuore di Soulé, infatti, batte solo per una nazione. La Joyita si sente argentino e la sua decisione è granitica: continuerà ad aspettare la nazionale che sente sua. Senza se e senza ma. Al momento, la sua situazione rappresenta un paradosso: è l’unico talento puro della sua generazione – quella dei nati dopo il 2000 – a non aver ancora debuttato con Scaloni, pur essendo stato inserito nella lista dei pre-convocati per il trionfale Mondiale in Qatar. Nonostante ciò, non ha intenzione di demordere né di considerare alternative. La sua lealtà è un pilastro della sua identità, un concetto che ha già espresso in passato con una frase che non lascia spazio a interpretazioni: «Non posso tradire l’Argentina». Un sentimento profondo che, proprio in queste ore di riflessione, Soulé ha ribadito con orgoglio ad amici e conoscenti, confermando la sua incrollabile fede nel sogno Albiceleste.

Le prime pagine sportive nazionali – 8 ottobre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Zirkzee sogna il Mondiale: escluso dall’Olanda, valuta l’addio al Manchester United a gennaio

Zirkzee fuori dai piani dell’Olanda: il bomber dello United pensa a un trasferimento per inseguire il sogno Mondiale

Joshua Zirkzee, attaccante olandese classe 2001, continua a vivere un momento di incertezza tra club e nazionale. Cresciuto nel settore giovanile del Bayern Monaco e oggi in forza al Manchester United, il centravanti non è stato ancora convocato dal commissario tecnico dell’Olanda, Ronald Koeman, per le qualificazioni al prossimo Mondiale. Una decisione che rischia di pesare sul futuro del giocatore, desideroso di conquistarsi un posto nella selezione “Oranje”.

L’esclusione dalla nazionale olandese

Nonostante le ottime prestazioni mostrate in passato con il Bologna in Serie A, Zirkzee non è riuscito a convincere Koeman, ex difensore del Barcellona e allenatore di grande esperienza internazionale. L’attaccante, dotato di fisico imponente e buona tecnica, sperava in una chiamata che non è arrivata, alimentando dubbi e riflessioni sul suo percorso professionale.

Situazione al Manchester United

Il trasferimento ai Red Devils, avvenuto nell’estate 2024, non ha finora portato i frutti sperati. Con la maglia dello United, guidato da Erik ten Hag (allenatore olandese noto per il suo calcio offensivo e organizzato), Zirkzee ha trovato poco spazio, chiuso dalla concorrenza di attaccanti più esperti. Le poche presenze accumulate in Premier League non bastano a garantirgli la visibilità necessaria per convincere il ct della nazionale.

Ipotesi addio a gennaio

Secondo indiscrezioni, l’attaccante starebbe valutando seriamente un addio già nella finestra di mercato invernale. L’obiettivo è chiaro: trovare una squadra che gli assicuri continuità e minuti in campo, elementi fondamentali per rientrare nei piani dell’Olanda in vista del Mondiale 2026. Diverse società europee avrebbero già manifestato interesse, attratte dal suo profilo giovane e dal potenziale ancora inespresso.

Obiettivo Mondiale 2026

Per Zirkzee, il Mondiale rappresenta un traguardo personale e professionale. Dopo aver brillato in Serie A, il centravanti non vuole perdere l’occasione di vestire la maglia della nazionale maggiore in una competizione così prestigiosa. La scelta del prossimo club sarà quindi decisiva per rilanciare la sua carriera e convincere Koeman a puntare su di lui.

Calciomercato Milan, occhi su di lui per il dopo Maignan: derby di mercato con l’Inter

Calciomercato Milan, l’obiettivo è quel calciatore per il dopo Maignan: sarà derby di mercato con i rivali dell’Inter

Il calciomercato non conosce soste, nemmeno durante la pausa per le Nazionali. A tenere banco in casa Milan e Inter è il nome di Noah Atubolu, portiere classe 2002 del Friburgo, recentemente convocato per la prima volta dal commissario tecnico della Germania Julian Nagelsmann. Un profilo che intreccia il futuro della porta nerazzurra con quello potenzialmente rossonero, accendendo un nuovo capitolo della storica rivalità milanese.

Inter alla ricerca dell’erede di Sommer

La dirigenza nerazzurra sta valutando con attenzione il giovane estremo difensore, come riportato da Sky Sports DE. Atubolu, 23 anni compiuti a maggio e assistito dallo stesso agente di Hakan Çalhanoğlu, rientra in una lista di candidati per un reparto che potrebbe subire una rivoluzione. Yann Sommer, portiere svizzero arrivato dal Bayern Monaco, è in scadenza a giugno, mentre il vice Pepo Martinez difficilmente resterà un’altra stagione. Tra le alternative restano monitorati Marco Carnesecchi (Atalanta) e Elia Caprile (Cagliari), mentre l’ipotesi Gianluigi Donnarumma è stata esclusa.

L’ombra del Milan e il futuro di Maignan

Il nome di Atubolu, però, non riguarda solo l’Inter. In passato il portiere del Friburgo è stato accostato con forza al Milan, che deve pianificare il futuro di Mike Maignan, pilastro della squadra ma costantemente al centro delle attenzioni del mercato internazionale. Con Massimiliano Allegri in panchina e il nuovo direttore sportivo Igli Tare al lavoro, i rossoneri non vogliono farsi trovare impreparati. Atubolu, già titolare con 84 presenze e 29 clean sheet in Bundesliga, è considerato un talento affidabile: spicca la sua abilità nel parare i rigori, avendo neutralizzato gli ultimi cinque tentativi, e la clausola rescissoria valida fino al 2027 lo rende un investimento appetibile.

Concorrenza europea e derby di mercato

Non solo Milan e Inter: anche l’Eintracht Francoforte e diversi club di Premier League hanno messo gli occhi sul giovane portiere. La concorrenza internazionale conferma come Atubolu sia ormai visto come uno dei prospetti più interessanti del calcio europeo. Per il Milan, che ha costruito la propria solidità difensiva attorno a Maignan, individuare un erede è una priorità strategica. Per l’Inter, invece, la necessità di sostituire Sommer rende urgente la scelta.

Il derby per il futuro della porta è appena iniziato, e Noah Atubolu potrebbe diventare il nuovo terreno di scontro tra rossoneri e nerazzurri.

Women’s Champions League, vittoria della Juventus contro il Benfica: decide la doppietta di Salvai

Women’s Champions League, la doppietta di Salvai regala la vittoria alla Juventus contro il Benfica

La Juventus Women conquista tre punti fondamentali in Champions League battendo il Benfica per 2-1 grazie alla straordinaria prestazione di Cecilia Salvai, difensore centrale classe 1993, che ha firmato la sua prima doppietta europea. Una serata da incorniciare per la calciatrice piemontese, da anni colonna della retroguardia bianconera, capace di trasformarsi in protagonista assoluta anche in zona gol.

La partita

Il match, disputato allo Stadium, ha visto la squadra allenata da Canzi, tecnico noto per il suo calcio offensivo e organizzato, partire con determinazione. La Juventus ha imposto il proprio ritmo sin dai primi minuti, trovando in Salvai l’arma in più sulle palle inattive. Il difensore ha sbloccato il risultato con un preciso colpo di testa, per poi raddoppiare poco dopo con un’altra conclusione vincente sugli sviluppi di un calcio piazzato.

Il Benfica, squadra campione di Portogallo e guidata da Filipa Patão, giovane allenatrice apprezzata per il suo lavoro di valorizzazione dei talenti locali, ha provato a reagire nella ripresa. Le portoghesi hanno accorciato le distanze con un gol di Kika Nazareth, centrocampista offensiva considerata una delle stelle emergenti del calcio europeo. Nonostante la pressione finale, la Juventus ha saputo difendere il vantaggio con ordine e compattezza.

Significato della vittoria

Con questo successo la Juventus Women rilancia le proprie ambizioni europee, dimostrando di poter competere ad alti livelli anche contro avversarie di grande tradizione. La doppietta di Salvai non è soltanto un traguardo personale, ma anche il simbolo di una squadra che sa trovare risorse decisive in ogni reparto.

Il cammino nel girone resta impegnativo, ma i tre punti conquistati a Lisbona rappresentano un segnale forte: la Juventus c’è, e vuole recitare un ruolo da protagonista nella Champions League femminile.

Guendouzi Lazio, lui è l’uomo dell’equilibrio: senza i biancocelesti soffrono, i numeri

Guendouzi Lazio, lui è l’uomo dell’equilibrio del tecnico Sarri: senza di lui i biancocelesti soffrono, tutti i numeri

Sei gol segnati, tre subiti e ben tredici occasioni concesse agli avversari nelle ultime due uscite. È questo il dato che più preoccupa Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, che individua nella fragilità difensiva – più che nella mancanza di reti – il vero nodo da sciogliere. Il tecnico toscano non vuole una squadra sbilanciata, ma un gruppo capace di unire aggressività e ordine tattico: pressing alto, recupero rapido del pallone e linee di passaggio pulite restano i principi cardine del suo calcio.

Il ritorno di Guendouzi e il 4-3-3

La trasferta di Bergamo contro l’Atalanta potrebbe segnare il ritorno al 4-3-3, grazie al rientro di Mattéo Guendouzi, centrocampista francese ex Arsenal e Marsiglia, reduce da due giornate di squalifica. La sua presenza garantirebbe maggiore equilibrio in mezzo al campo, soprattutto in assenza di Mattia Zaccagni, ancora ai box.

Le scelte sugli esterni

A destra Sarri non intende rinunciare a Matteo Cancellieri, giovane attaccante in crescita costante. Sulla corsia opposta, invece, le opzioni restano limitate: Pedro, veterano spagnolo con un passato glorioso al Barcellona e al Chelsea, non ha più i novanta minuti nelle gambe; Gustav Isaksen, esterno danese arrivato in estate, non ha ancora convinto del tutto. Per questo il direttore sportivo Angelo Fabiani spinge per dare fiducia a Noslin, attaccante olandese che ha conquistato un rigore decisivo contro il Torino e vive un momento di entusiasmo.

L’ipotesi Tavares e il mercato

Non manca l’opzione più audace: avanzare Nuno Tavares, terzino portoghese di spinta, in posizione offensiva, arretrando Luca Pellegrini sulla fascia. Una soluzione che libererebbe Tavares dai compiti difensivi, esaltandone la naturale propensione offensiva. Sullo sfondo resta l’idea Lorenzo Insigne per novembre, mentre Sarri continua a chiedere rinforzi in vista del mercato di gennaio.

FIFA, scandalo in Malesia: sette calciatori squalificati per documenti falsi

FIFA, scoppia un clamoroso scandalo in Malesia: sono ben calciatori squalificati per documenti falsi

La FIFA ha annunciato una pesante sanzione nei confronti di sette calciatori che avevano falsificato i documenti dei propri nonni per ottenere la possibilità di giocare con la nazionale della Malesia. L’inchiesta, avviata dopo alcune segnalazioni interne, ha portato alla luce un sistema di irregolarità che ha coinvolto atleti di primo piano del campionato locale.

Le accuse e le sanzioni

Secondo quanto emerso, i giocatori avrebbero presentato certificati di nascita e documenti genealogici contraffatti per dimostrare presunte origini malesi. In questo modo hanno ottenuto la convocazione in nazionale, eludendo le regole sull’eleggibilità stabilite dalla FIFA. L’organo di governo del calcio mondiale ha deciso di sospendere i sette atleti per un periodo variabile tra i 6 e i 12 mesi, a seconda del grado di coinvolgimento. Inoltre, sono state comminate multe significative ai club di appartenenza.

I protagonisti coinvolti

Tra i nomi più noti figura Paulo Josué, centrocampista brasiliano naturalizzato, capitano del Kuala Lumpur City, noto per la sua visione di gioco e i calci piazzati. Accanto a lui, Romel Morales, attaccante colombiano con un passato in Corea del Sud, apprezzato per la sua fisicità e capacità realizzativa. Coinvolti anche Endrick dos Santos, centrocampista di origine brasiliana con esperienza in diverse squadre malesi, e Sergio Aguero (omonimo del più celebre attaccante argentino), difensore centrale con un passato in club minori del Sud America. A completare la lista ci sono altri tre calciatori stranieri che avevano seguito lo stesso percorso di naturalizzazione irregolare.

Le reazioni

La Federazione calcistica malese ha espresso “profonda delusione” per l’accaduto, sottolineando come l’episodio rischi di danneggiare l’immagine del movimento calcistico nazionale. Anche l’allenatore della nazionale, Kim Pan-gon, tecnico sudcoreano noto per il suo approccio disciplinato e tattico, ha dichiarato che la squadra dovrà “ricostruire credibilità e fiducia” dopo questo scandalo.

Impatto sul calcio malese

Lo scandalo rappresenta un duro colpo per il progetto di crescita del calcio in Malesia, che negli ultimi anni aveva puntato molto sulla naturalizzazione di giocatori stranieri per alzare il livello competitivo. La FIFA, dal canto suo, ha ribadito la necessità di rispettare le regole sull’eleggibilità, ricordando che la trasparenza è fondamentale per garantire l’integrità delle competizioni internazionali.

Inter Miami, trovato l’erede di Jordi Alba: in arrivo l’esterno ex Real Madrid

Inter Miami, finalmente trovato l’erede di Jordi Alba per la corsia di sinistra: in arrivo l’ex Real Madrid Sergio Reguilón

L’Inter Miami di Lionel Messi si prepara a un nuovo colpo di mercato. Dopo l’addio di Jordi Alba, terzino sinistro spagnolo classe 1989 che ha chiuso la sua avventura in MLS dopo una carriera straordinaria tra Barcellona e Nazionale spagnola, il club della Florida ha già individuato il suo sostituto. Si tratta di Sergio Reguilón, laterale mancino spagnolo classe 1996, attualmente di proprietà del Tottenham.

Un rinforzo di esperienza europea

Reguilón è cresciuto nel settore giovanile del Real Madrid, con cui ha esordito in prima squadra sotto la guida di Santiago Solari. Dopo esperienze in Liga con il Siviglia e in Premier League con il Tottenham, il difensore ha accumulato una notevole esperienza internazionale, giocando anche in Champions League. Terzino rapido e dotato di buona tecnica, è apprezzato per la sua capacità di spinta offensiva e per la duttilità tattica.

L’eredità di Jordi Alba

Sostituire un giocatore come Jordi Alba non sarà semplice. L’ex blaugrana, vincitore di numerosi trofei con il Barcellona e campione d’Europa con la Spagna nel 2012, ha rappresentato un punto di riferimento per l’Inter Miami non solo in campo ma anche nello spogliatoio. La scelta di puntare su Reguilón dimostra però la volontà del club di mantenere alto il livello tecnico e di garantire continuità sulla corsia sinistra.

Il progetto Inter Miami

La franchigia della MLS, continua a rafforzarsi con giocatori di spessore internazionale. Dopo gli arrivi di Messi, Busquets e lo stesso Alba, l’ingaggio di Reguilón conferma la strategia del club: costruire una squadra competitiva e allo stesso tempo attrattiva per il pubblico mondiale.

Tempistiche e prospettive

Secondo le indiscrezioni, l’accordo tra Inter Miami e Tottenham sarebbe ormai vicino alla definizione. Reguilón potrebbe quindi raggiungere la Florida già nelle prossime settimane, pronto a iniziare una nuova avventura oltreoceano. Per il giocatore, si tratterebbe di un’occasione importante per rilanciarsi dopo stagioni altalenanti in Europa.

Con l’arrivo di Sergio Reguilón, l’Inter Miami punta a consolidare la propria crescita e a confermarsi come una delle realtà più ambiziose della Major League Soccer.

Conceicao nuovo allenatore dell’Al-Ittihad: contratto fino al 2027 per l’ex Milan

Sergio Conceicao è il nuovo allenatore dell’Al-Ittihad: contratto fino al 2027 per l’ex allenatore del Milan

Il valzer delle panchine internazionali si è chiuso con un colpo a sorpresa: Sérgio Conceição è ufficialmente il nuovo tecnico dell’Al-Ittihad. L’annuncio è stato confermato dal giornalista di mercato Fabrizio Romano, che ha rivelato i dettagli dell’accordo: il portoghese ha firmato un contratto valido fino a giugno 2027.

Un nuovo capitolo dopo l’esperienza italiana

Per Conceição, classe 1974 ed ex allenatore del Porto, si apre una sfida inedita dopo la parentesi italiana. Il tecnico ha guidato il Milan da gennaio a giugno 2025, un periodo breve ma intenso, culminato con la conquista della Supercoppa Italiana. Nonostante la durata limitata, la sua gestione è stata apprezzata per l’impatto immediato: pressing alto, aggressività e mentalità vincente hanno lasciato un segno positivo nell’ambiente rossonero.

Uno staff di fiducia per l’avventura saudita

Il portoghese non affronterà da solo la nuova avventura. Al suo fianco ci sarà uno staff collaudato e di grande esperienza: João Costa, Siramana Dembélé, Fábio Moura, Diamantino Figueiredo, Vedran Runje e l’analista delle performance Eduardo Oliveira. La scelta di portare con sé collaboratori di fiducia evidenzia la serietà del progetto Al-Ittihad, che non punta soltanto a ingaggiare stelle in campo, ma anche a strutturarsi con professionalità di livello europeo.

Il Milan guarda avanti con Allegri e Tare

Mentre Conceição vola in Arabia Saudita, il Milan ha già voltato pagina. La guida tecnica è tornata nelle mani di Massimiliano Allegri, che sta lavorando per consolidare la squadra puntando su organizzazione difensiva e disciplina tattica. Al suo fianco, il nuovo direttore sportivo Igli Tare è impegnato a gestire le priorità di mercato: dal rinnovo di Fikayo Tomori alla delicata situazione di Rafael Leão, ancora alla ricerca di continuità nel ruolo di prima punta.

La partenza di Conceição chiude definitivamente le speculazioni su un suo ritorno in Italia e consente al Milan di concentrarsi sugli obiettivi stagionali, mentre l’Al-Ittihad inaugura un nuovo ciclo con un allenatore dal profilo internazionale e uno staff di assoluto livello.

Juventus, decisione ormai presa: il nuovo ds sarà annunciato a breve? Le ultimissime

Dopo settimane di valutazioni, la Juventus è pronta a svelare il nome del direttore sportivo che guiderà l’area tecnica

Dopo settimane di attesa e voci di mercato, la Juventus è ormai a un passo dal voltare pagina. Secondo quanto riportato dall’esperto Matteo Moretto, l’annuncio ufficiale del nuovo Direttore Sportivo è questione di poco: il club ha completato il processo di selezione e individuato il profilo giusto per guidare l’area tecnica.

Il lavoro del DG Damien Comolli, che ha coordinato il “casting” insieme al management bianconero, è giunto al termine. La scelta definitiva è pronta a emergere e i tifosi, in trepidante attesa, stanno per conoscere il nome che segnerà l’inizio di un nuovo ciclo.

La nomina avrà un peso cruciale nella programmazione futura: al nuovo DS spetterà il compito di delineare le strategie di mercato e costruire, in sinergia con Igor Tudor, una rosa competitiva capace di riportare la Juve ai vertici in Italia e in Europa. Non si tratta solo di acquisti e cessioni, ma della definizione di una visione tecnica a lungo termine.

Nelle ultime settimane sono circolati molti nomi, da figure esperte a profili emergenti, ma ora la decisione è presa. Il nuovo dirigente andrà a completare un organigramma che vede già protagonisti Comolli, Chiellini e Modesto.

Per la tifoseria bianconera, il conto alla rovescia è iniziato: una nuova era della Vecchia Signora sta per cominciare.

PAROLE – «Il casting per il nuovo direttore sportivo è praticamente arrivata al termine. L’inserimento in un organigramma molto ampio con Modesto, Chiellini e Comolli. Il ds darebbe qualcosa in più dal punto di vista sportivo. Nelle prossime settimane, molto presto, potremmo avere il nome del nuovo DS».

Mkhitaryan Inter, spunta un curioso retroscena: quella telefonata di Ausilio…

Mkhitaryan Inter, il racconto della telefonata di Ausilio a Montecarlo che aprì la strada all’arrivo del centrocampista a Milano

Nel libro scritto insieme al giornalista Alessandro Alciato, Henrikh Mkhitaryan ripercorre momenti significativi della sua vita, intrecciando ricordi personali e calcistici. Tra gli episodi più curiosi spicca il retroscena del suo primo contatto con l’Inter.

Era in vacanza a Montecarlo, reduce dalla sua prima stagione in prestito alla Roma, quando ricevette una telefonata inaspettata da Piero Ausilio, direttore sportivo nerazzurro: «Miki, vorremmo che venissi da noi, a Milano.»

L’interesse dell’Inter era concreto, ma Mkhitaryan non aveva ancora deciso il proprio futuro. Con gratitudine rispose: «Grazie per la stima. Entro il 31 maggio dovrò scegliere se restare a Roma o meno.» Ausilio, però, fu chiaro: prima di poterlo portare a Milano, il club avrebbe dovuto cedere due giocatori di peso, Romelu Lukaku e Achraf Hakimi.

L’armeno non se la sentì di rischiare: «Preferirei di no. Non voglio correre il pericolo di restare senza la Roma e senza di voi, se quelle cessioni non dovessero concretizzarsi. Facciamo così: resto un altro anno a Roma e poi ne riparliamo.»

Nonostante il rifiuto momentaneo, arrivò anche l’invito di Nicolò Barella, che lo esortò a unirsi all’Inter. Mkhitaryan, però, rimase fedele alla Roma per un’altra stagione. Solo dodici mesi più tardi, nonostante i tentativi di José Mourinho di trattenerlo, accettò finalmente la proposta nerazzurra.

Così, il centrocampista armeno approdò a Milano, pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera con la maglia dell’Inter.

Mauro Icardi, tra rinnovo mancato e problemi extra-campo: il momento difficile al Galatasaray

Icardi tra incertezze contrattuali e vicende personali: il bomber argentino vive un periodo delicato al Galatasaray

Mauro Icardi, attaccante argentino classe 1993 e attuale punta di riferimento del Galatasaray, sta vivendo un periodo complicato sia dentro che fuori dal campo. Dopo una stagione passata da protagonista in Turchia, con gol decisivi che hanno riportato i giallorossi al vertice del campionato, il centravanti ex Inter e Paris Saint-Germain si trova ora al centro di una fase di incertezza.

Il rinnovo mancato e le tensioni contrattuali

Il club turco aveva avviato i contatti per prolungare il contratto di Icardi, ma le trattative si sono arenate. Le richieste economiche dell’entourage del giocatore, unite a divergenze sulla durata dell’accordo, hanno bloccato l’intesa. Una situazione che alimenta i dubbi sul futuro dell’attaccante, nonostante il suo peso specifico nell’organico guidato da Okan Buruk, allenatore turco ed ex centrocampista del Galatasaray.

La battaglia legale con Wanda Nara

Sul piano personale, Icardi deve affrontare anche la complessa vicenda legale con Wanda Nara, sua ex moglie e storica agente. La separazione ha aperto un contenzioso che riguarda sia aspetti patrimoniali sia la gestione dei diritti d’immagine del calciatore. Una disputa che inevitabilmente influisce sulla serenità dell’attaccante, già chiamato a reggere la pressione di una piazza esigente come quella di Istanbul.

Il rendimento in calo

Negli ultimi mesi, le prestazioni di Icardi non hanno rispettato le aspettative. L’argentino, noto per il suo fiuto del gol e la capacità di muoversi con freddezza in area di rigore, ha mostrato un calo di forma. Il Galatasaray, che punta a confermarsi campione in Süper Lig e a ben figurare in Europa, ha bisogno di ritrovare il miglior Icardi per restare competitivo.

Uno snodo cruciale per il futuro

Il prossimo futuro dell’attaccante resta incerto: da un lato la possibilità di rilanciarsi con la maglia del Galatasaray, dall’altro l’ombra di un addio anticipato. Molto dipenderà dall’evoluzione delle trattative contrattuali e dalla risoluzione delle questioni personali.

Per Icardi, che a 32 anni si trova in una fase decisiva della carriera, il momento attuale rappresenta un vero bivio: ritrovare la continuità che lo ha reso uno dei bomber più prolifici d’Europa o rischiare di vedere appannata la sua immagine sportiva.

Barcellona, assalto dalla Premier League per Marc Casadó: pronta un’offerta da 35 milioni

Barcellona, assalto dalla Premier League per Marc Casadó: sarebbe pronta un’offerta da 35 milioni. I dettagli

Il Barcellona rischia di perdere uno dei suoi giovani più promettenti. Dall’Inghilterra, infatti, arriva un forte interesse per Marc Casadó, centrocampista classe 2003 cresciuto nella cantera blaugrana e attualmente punto fermo del Barça Atlètic, la seconda squadra guidata da Rafa Márquez. Casadó è un mediano dinamico, abile nell’interdizione e dotato di grande personalità, tanto da essere considerato uno dei prospetti più interessanti del vivaio catalano.

L’assalto della Premier League

Secondo fonti vicine al club, una big della Premier League sarebbe pronta a mettere sul piatto circa 35 milioni di euro per assicurarsi il cartellino del giovane spagnolo. Una cifra importante, che testimonia quanto il talento di Casadó sia già riconosciuto a livello internazionale. Il Barcellona, però, non sembra intenzionato a lasciarlo partire facilmente: la società catalana lo considera un elemento strategico per il futuro della prima squadra.

Il ruolo di Xavi e la strategia blaugrana

L’allenatore del Barcellona, Hansi Flick, ha più volte sottolineato l’importanza di valorizzare i giovani della Masia. Casadó, con la sua capacità di recuperare palloni e dare equilibrio alla squadra, rappresenta il profilo ideale per il progetto tecnico di Flick. Tuttavia, le difficoltà economiche del club potrebbero spingere la dirigenza a valutare offerte significative.

Un talento in crescita

Marc Casadó ha già collezionato diverse presenze con la prima squadra, mostrando maturità e disciplina tattica non comuni per la sua età. La sua crescita costante lo ha reso un obiettivo di mercato non solo in Inghilterra, ma anche in altri campionati europei. La Premier League, con il suo ritmo intenso e la fisicità del gioco, potrebbe rappresentare un banco di prova ideale per le sue caratteristiche.

Il futuro di Casadó resta dunque in bilico tra la voglia del Barcellona di blindare uno dei suoi gioielli e l’assalto delle big europee, pronte a investire cifre importanti. Nei prossimi mesi si capirà se il club catalano riuscirà a resistere alle sirene della Premier League o se il giovane mediano spagnolo intraprenderà una nuova avventura lontano dal Camp Nou.

Serie B, un avvio insolito: nessun esonero dopo 7 giornate. Il dato

Da oltre venticinque anni non accadeva in Serie B: le panchine resistono, ma diversi tecnici restano sotto osservazione

Un fatto inedito scuote il campionato cadetto: per la prima volta negli ultimi 25 anni, dopo le prime sette giornate non è stato registrato alcun esonero. Un’anomalia, se si considera che la Serie B è storicamente il torneo delle “panchine traballanti”, dove i tecnici vivono spesso sotto pressione e a rischio di sostituzione al primo passo falso. Quest’anno, invece, i risultati positivi dell’ultimo turno hanno permesso a molti allenatori di blindare temporaneamente la propria posizione.

Chi si è salvato e chi resta in bilico

Il recente turno di campionato ha dato ossigeno a diversi tecnici in difficoltà, che hanno ottenuto conferme grazie a prestazioni convincenti. Non tutti, però, sono riusciti a scrollarsi di dosso le ombre dell’esonero. Restano sotto osservazione Possanzini, D’Angelo, Caserta, Donati (Sampdoria) e Bianco, con il loro futuro legato ai risultati delle prossime settimane.

Situazione delicata anche per Alberto Aquilani, allenatore del Catanzaro: la sua squadra ha raccolto appena 6 punti in 7 partite, frutto di soli pareggi. Una partenza che mette il tecnico in una posizione fragile, costretto a invertire la rotta per non compromettere la stagione. Diverso il caso di Pagliuca (Empoli), che dopo un avvio stentato ha trovato una vittoria preziosa contro il Bolzano nel recupero: un successo che potrebbe rappresentare la svolta e rafforzare la sua panchina.

L’analisi di Alfredo Pedullà

A fare il punto sulla situazione è stato Alfredo Pedullà, che ha sottolineato come i risultati recenti abbiano permesso a molti allenatori di “scampare” l’esonero. Tuttavia, il giornalista avverte: la stabilità è solo apparente. La Serie B resta un campionato imprevedibile, e diversi tecnici potrebbero ritrovarsi “sulla corda” per tutta la stagione, con il loro destino appeso ai prossimi risultati.

Thiago Motta, la sua nuova destinazione farebbe felice lui (e la Juve). Ecco perché

Thiago Motta, il tesoretto della Juventus: risparmio da 15 milioni in caso di nuovo incarico

Il nome di Thiago Motta torna al centro dell’attenzione in casa Juventus, ma non per ragioni tecniche legate al campo. Stavolta, il suo destino professionale potrebbe avere un impatto diretto ed estremamente vantaggioso sul bilancio del club bianconero. Non si tratta di calciomercato o risultati sportivi, ma di una questione economica strategica.

Dopo l’esonero ricevuto lo scorso marzo, Thiago Motta è ancora legato contrattualmente alla Juventus. Il suo accordo, infatti, è valido fino al 30 giugno 2027 e prevede un ingaggio importante: circa 4 milioni di euro netti a stagione. Anche se non siede più sulla panchina bianconera, la Juventus è tenuta a versargli regolarmente lo stipendio fino a nuova sistemazione.

Ed è proprio questo il nodo della questione. Se Thiago Motta dovesse firmare per un altro club — si parla con insistenza del Monaco, che avrebbe già manifestato interesse — la Juventus potrebbe svincolarsi da questo impegno economico, risparmiando una cifra significativa. Il calcolo è presto fatto: tra quanto resta della stagione attuale e i due anni residui di contratto, il club risparmierebbe circa 15 milioni di euro lordi.

Un vero e proprio “tesoretto” inatteso, che permetterebbe alla Juventus di ottenere una boccata d’ossigeno finanziaria, utile non solo a migliorare il bilancio, ma anche a reinvestire nel mercato di gennaio. Il tecnico Igor Tudor, attuale allenatore bianconero, ha infatti espresso la necessità di rinforzare la rosa, in particolare a centrocampo. E quei 15 milioni derivanti dal “caso Thiago Motta” potrebbero trasformarsi in risorse preziose per acquistare un profilo di qualità.

La situazione, dunque, è seguita con estrema attenzione dalla dirigenza juventina. Non è un caso che all’interno del club si stia tifando — almeno simbolicamente — affinché Thiago Motta trovi una nuova panchina il prima possibile. La sua partenza, infatti, significherebbe un alleggerimento importante del monte ingaggi e nuove opportunità per il progetto tecnico.

Nel complesso, il futuro di Thiago Motta rappresenta molto più di una semplice curiosità da ex: è diventato un vero dossier economico per la Juventus, che guarda all’evoluzione del mercato allenatori con interesse crescente.

Infortunio Mina, come sta il difensore del Cagliari? La situazione attuale

Infortunio Mina: il difensore del Cagliari salta la Colombia e punta il rientro in Serie A

L’infortunio di Yerry Mina rappresenta una delle notizie più pesanti in casa Cagliari in vista delle prossime settimane. Il centrale colombiano, classe 1994, è stato costretto ad abbandonare il campo anzitempo nella sfida di campionato contro l’Udinese, valida per la settima giornata di Serie A. Il problema fisico è arrivato nel primo tempo: dopo alcuni minuti di evidente disagio, il giocatore ha alzato bandiera bianca.

Gli esami strumentali hanno evidenziato una distrazione muscolare di basso grado al soleo del polpaccio, un tipo di infortunio che, pur non essendo grave, impone un periodo di recupero e gestione attenta. Il club sardo ha immediatamente avviato il percorso di riabilitazione, con lo staff medico che valuterà settimana dopo settimana i progressi del giocatore.

Infortunio Mina: niente Nazionale, focus sul rientro in Serie A

A causa dell’infortunio, Mina ha dovuto rinunciare alla convocazione con la Nazionale colombiana, che lo attendeva per gli impegni validi per le qualificazioni ai prossimi tornei internazionali. La decisione è arrivata d’accordo con il Cagliari e lo staff medico della Colombia, proprio per evitare complicazioni e consentire al calciatore di recuperare completamente senza rischi.

La priorità ora è il pieno recupero per poter tornare a disposizione dell’allenatore Claudio Ranieri in tempi rapidi. Il grande obiettivo di Mina è quello di essere disponibile già dalla ottava giornata, nella delicata sfida contro il Bologna, che si giocherà tra le mura amiche della Unipol Domus. La presenza del centrale colombiano darebbe solidità e leadership a un reparto difensivo che, senza di lui, ha mostrato alcune fragilità.

L’importanza di Mina nel progetto del Cagliari

L’infortunio Mina complica i piani di Ranieri, che vede nel colombiano un pilastro fondamentale della propria retroguardia. Dopo un avvio di stagione non semplice per la squadra rossoblù, il contributo di un giocatore esperto come Mina è considerato essenziale per dare equilibrio e struttura a un gruppo giovane e in crescita.

Il club continuerà a monitorare quotidianamente le sue condizioni, sperando di poterlo riavere presto al 100%. Per ora, la parola d’ordine resta prudenza, ma il rientro si avvicina.

Rabiot su Milan Como: «Assurdo giocare in Australia! Ora vi spiego il perché»

Rabiot sorpreso: «Milan-Como in Australia? È assurdo, ma ci adattiamo»

Il centrocampista francese Adrien Rabiot, protagonista di un ottimo avvio con la maglia del Milan, si è raccontato in un’intervista rilasciata durante il ritiro della Nazionale francese. Tra i vari argomenti trattati, uno in particolare ha attirato l’attenzione: la sua reazione alla notizia che il match tra Milan e Como si giocherà… in Australia.

«Sono rimasto sorpreso quando ho saputo che giocheremo una partita di Serie A contro il Como… a Perth!» ha esclamato Rabiot.


«È completamente folle. Due squadre italiane che si affrontano a migliaia di chilometri di distanza, solo per motivi commerciali.»

Il centrocampista non ha nascosto le sue perplessità riguardo a queste nuove logiche del calcio moderno:

«Si parla tanto della salute dei giocatori, dei calendari intasati, poi ci ritroviamo a fare viaggi intercontinentali per una singola partita. È qualcosa che va oltre noi calciatori. È assurdo, ma ci adattiamo, come sempre.»

L’impatto al Milan e la vita in Italia

Nonostante lo shock per le novità del calendario, Rabiot si dice entusiasta della sua esperienza al Milan. L’ex Juventus è diventato subito titolare sotto la guida di Allegri, dimostrando leadership e costanza.

«La vita a Milano? È un po’ un cliché, ma si mangia benissimo! A Milanello mi hanno detto subito che la cucina è fantastica… e avevano ragione. E poi l’Italia vive il calcio in modo unico. C’è una passione travolgente, che in Francia è difficile da trovare.»

Orgoglio, futuro e ambizioni

Con esperienze importanti alle spalle, tra PSG, Juventus, Marsiglia e ora Milan, Rabiot si dice fiero del suo percorso:

«Guardando indietro, è incredibile quello che ho vissuto. Spero di lasciare un segno anche qui, in un club storico. Voglio vincere trofei in rossonero.»

Infine, uno sguardo al futuro:

«Il Mondiale 2026 è un obiettivo. Mi sento nel miglior momento della mia carriera. E chissà, magari anche nel 2030. Se il fisico tiene, come sta facendo Modric, non mi pongo limiti.»

Camarda tra Lecce e Nazionale: le parole di Baldini non lasciano dubbi sul suo talento

Camarda incanta Baldini: il giovane del Lecce conquista l’Italia Under 21

Durante la sosta per le nazionali, riflettori puntati sull’Italia Under 21, che si prepara alle sfide di qualificazione contro Svezia e Armenia. Tra i convocati c’è anche Francesco Camarda, giovane attaccante del Lecce, arrivato in prestito dal Milan e già protagonista in Serie A con il suo primo gol tra i professionisti.

In conferenza stampa, il commissario tecnico Silvio Baldini ha speso parole di grande stima nei confronti di Camarda, sottolineando non solo il talento dell’attaccante giallorosso, ma anche la sua maturità e il suo legame con la maglia azzurra. Secondo Baldini, Camarda rappresenta un esempio di serietà e determinazione, qualità fondamentali per un giovane che sta muovendo i primi passi nel calcio dei grandi.

Camarda e la telefonata dopo l’infortunio

Il CT ha raccontato un episodio significativo, legato al precedente raduno saltato da Camarda per una commozione cerebrale. Nonostante l’infortunio, il giovane del Lecce ha contattato Baldini per esprimere la sua voglia di tornare:
«Dopo lo stop, mi ha chiamato per dirmi che sperava di avere un’altra occasione. Questo per me è il segnale di un ragazzo che tiene davvero alla Nazionale. È maturo, concentrato e consapevole del suo percorso.»

Lecce, vetrina perfetta per crescere

Il passaggio al Lecce si sta rivelando fondamentale per Camarda, che ha trovato spazio e fiducia nella squadra pugliese. Il primo gol in Serie A, arrivato nello scorso weekend, ha confermato le sue qualità da attaccante puro, capace di muoversi con intelligenza negli ultimi metri. Baldini ha esaltato questa dote:
«È un finalizzatore. Vede la porta, si fa trovare al posto giusto nei momenti decisivi. Non è fortuna: è istinto.»

Il Lecce, da sempre attento a valorizzare i giovani, sta permettendo a Camarda di sviluppare il suo potenziale in un contesto competitivo ma equilibrato. Per la Nazionale, e per il futuro del calcio italiano, questo rappresenta un investimento importante.

In conclusione, tra il Lecce e la maglia dell’Under 21, Camarda sta costruendo un percorso di crescita concreto. Con le giuste opportunità e il carattere dimostrato finora, il suo nome è destinato a diventare sempre più centrale nel panorama calcistico nazionale.

Hojlund, arrivano i goal a Napoli (e anche gli elogi). Le parole del tecnico della Danimarca

Hojlund, il ct Danimarca elogia Napoli: «Non è facile partire forte in un club come questo»

Rasmus Hojlund continua a conquistare l’attenzione non solo per le sue giocate, ma anche per la rapidità con cui si sta adattando al Napoli. Il giovane attaccante danese è stato celebrato in conferenza stampa dal commissario tecnico della Danimarca, che ha voluto sottolineare la difficoltà nel inserirsi con immediatezza in una squadra di livello elevato come quella partenopea.

Il percorso di Hojlund al Napoli è iniziato con numeri importanti: già nelle prime partite è riuscito a ritagliarsi spazio, segnando gol decisivi e mostrando una personalità inedita per la sua giovane età. Il tecnico danese ha sottolineato come l’impatto del giocatore sia stato ben oltre le aspettative. «Essersi inserito così presto e diventare determinante in due partite consecutive è qualcosa che non molti calciatori riescono a fare», ha affermato, lodando la capacità di Hojlund di emergere nei momenti cruciali.

La transizione al Napoli non è mai semplice, nemmeno per un talento puro. A differenza di club con pressioni minori, la realtà partenopea richiede di essere all’altezza fin da subito, con ambizioni alte e un pubblico esigente. Ed è proprio questo che rende l’ascesa di Hojlund ancora più notevole: non molti giovani riescono a «scaldarsi» gradualmente, ma lui ha dimostrato di poter partire forte. «Giocare accanto a de Bruyne in nazionale, attendersi di più da se stessi, e ambientarsi in una struttura di club con le ambizioni del Napoli non è affatto semplice», ha aggiunto il ct danese.

Il club azzurro ha scelto di dare fiducia a Hojlund in contesti importanti come campionato e Champions League, e finora la scelta sembra ripagare. Le aspettative su di lui sono alte, e non solo per il suo potenziale tecnico, ma anche per la capacità mentale di reggere la pressione di un palcoscenico grande come quello napoletano. Il Napoli lo ha accolto con la missione di competere ai massimi livelli, e lui ha risposto mostrando di essere pronto fin da subito.

In queste prime uscite, Hojlund ha già dimostrato di non essere un semplice prospetto: ha segnato, si è rivelato pericolo costante e ha saputo integrarsi in uno spogliatoio con tanti giocatori affermati. La fiducia della società, del tecnico e dei compagni sembra crescente, e il giovane danese potrebbe diventare un punto fermo del progetto Napoli.

Il futuro di Hojlund al Napoli appare luminoso: se riuscirà a mantenere costanza e continuità, potrebbe trasformarsi in una vera stella del calcio italiano. Intanto il suo impatto precoce solleva aspettative, ma anche responsabilità. E lui, secondo il suo ct, ha già dimostrato di saper rispondere presente.

Infortuni Inter, quali sono le condizioni attuali di Thuram? Ecco le ultime novità

Infortuni Inter: Thuram in terapie, la rosa decimata torna ad allenarsi. La situazione

Dopo due giorni di riposo concessi ai giocatori, è ripresa oggi l’attività dell’Inter di Cristian Chivu presso il centro sportivo di Appiano Gentile. Ma il gruppo nerazzurro è ridotto all’osso: ben 13 calciatori sono in giro per il mondo con le proprie nazionali in occasione della pausa di ottobre.

Nel corso della seduta odierna, tutto l’interesse dello staff si è concentrato su Marcus Thuram, il cui infortunio continua a condizionare la preparazione dell’Inter. Il francese non si è aggregato al gruppo, essendo impegnato in sedute di terapie individuali. Lo ha confermato il giornalista Simone Togna, che ha spiegato come lo staff tecnico stia procedendo con cautela, valutando giorno dopo giorno i progressi fisici dell’attaccante. «Tutti gli altri sono in gruppo, tranne Thuram, che ha fatto terapie. Settimana prossima, dopo i lavori di questi giorni, si avranno tempistiche più precise sul suo rientro», ha dichiarato Togna su X.

Questo tipo di gestione è tipica quando si tratta di infortuni Inter in fase di guarigione. Nonostante la pressante necessità di tornare a pieno regime, Chivu e i suoi collaboratori preferiscono non forzare i tempi per evitare ricadute o peggioramenti. In un periodo in cui ogni partita conta, però, il recupero di Thuram è atteso con grande ansia dal club e dai tifosi.

L’assenza dell’attaccante pesa soprattutto in vista dei prossimi impegni di campionato, dove l’Inter dovrà affrontare avversari di spessore come Roma e Napoli. Avere Thuram a disposizione significherebbe poter contare su una freccia in più in attacco, fondamentale per dare imprevedibilità e peso offensivo alla squadra.

Nel frattempo, Chivu deve gestire un gruppo che ha risorse limitate proprio per effetto dei numerosi infortuni Inter e delle convocazioni internazionali. Le alternative offensive dovranno fare gli straordinari, e anche i panchinari chiamati a dare il loro contributo. Ma il recupero di Thuram potrebbe risultare decisivo per restituire al tecnico una rosa più completa e più pronta ad affrontare le sfide di alta classifica.

In conclusione, la ripresa degli allenamenti dell’Inter è segnata dall’attenzione dedicata ai problemi fisici e alle strategie di recupero. Tra questi, l’infortunio Inter più sentito è decisamente quello che coinvolge Thuram: da una parte serve cautela, dall’altra serve il suo ritorno al più presto per sostenere il reparto offensivo in un momento cruciale della stagione.

Calciomercato Lazio, Sarri spinge per l’acquisto dell’attaccante. Il punto

Lazio, ipotesi Insigne: Sarri spinge, ma Fabiani pensa a Noslin. Ecco la situazione attuale

La Lazio torna al centro del mercato con un nome che accende la fantasia dei tifosi: Lorenzo Insigne. L’esterno offensivo, dopo l’esperienza in MLS, è attualmente svincolato e rappresenta un’occasione interessante per diversi club italiani. Tra questi, spunta proprio la società biancoceleste, guidata in panchina da Maurizio Sarri, grande estimatore del giocatore dai tempi di Napoli.

Secondo quanto riportato da alcune indiscrezioni rilanciate nella mattinata odierna, l’allenatore della Lazio avrebbe espresso chiaramente il suo gradimento per Insigne, ritenendolo un profilo ideale per rinforzare l’attacco, soprattutto sugli esterni. Sarri conosce alla perfezione le caratteristiche del fantasista e ritiene che la sua esperienza e la sua qualità tecnica potrebbero fare la differenza in una rosa che, in questo inizio di stagione, sta faticando a trovare continuità.

Tuttavia, la dirigenza biancoceleste sembra muoversi su binari differenti. Il direttore sportivo Angelo Fabiani, infatti, starebbe valutando soluzioni più orientate alla crescita e alla valorizzazione di elementi già presenti in rosa. In particolare, il dirigente starebbe puntando sul rilancio di Tijani Noslin, attaccante olandese che ha mostrato sprazzi interessanti ma che ancora non è riuscito a imporsi pienamente nella Lazio.

L’idea di puntare su Noslin rappresenta una visione più progettuale rispetto all’inserimento di un giocatore esperto come Insigne. La società, infatti, preferirebbe non appesantire il monte ingaggi e favorire lo sviluppo interno dei talenti già in rosa, cercando al contempo di garantire continuità tecnica e fisica nel lungo periodo.

La situazione resta comunque aperta, anche perché Insigne, essendo svincolato, potrebbe essere tesserato in qualsiasi momento. Molto dipenderà anche dalle prossime settimane e dai risultati della squadra: se la Lazio non dovesse riuscire a risalire la classifica e colmare le lacune offensive, non è da escludere che la dirigenza possa rivalutare il profilo dell’ex Napoli.

In ogni caso, la Lazio resta protagonista del dibattito di mercato, con decisioni che intrecciano esigenze tecniche, bilanci economici e ambizioni sportive. Il nome di Insigne resta sullo sfondo, mentre il club continua a riflettere sul miglior modo per rafforzare la rosa e inseguire gli obiettivi stagionali.

Infortuni Udinese, è ko quel giocatore bianconero. Arriva l’esito degli esami

Infortuni Udinese: Kristensen ko, emergenza centrale. La situazione attuale dei bianconeri

Una tegola pesante si abbatte sull’Udinese: tra gli infortuni Udinese più significativi del momento c’è quello che colpisce il difensore Thomas Kristensen. Gli ultimi accertamenti hanno confermato una lesione muscolare al bicipite femorale della coscia sinistra, condizione che lo costringerà a restare fermo per alcune settimane. Il centrale non è stato inserito nella lista dei convocati per la gara contro il Cagliari, segno evidente del problema emerso prima della partita.

Inizialmente si pensava a un semplice affaticamento muscolare, magari un risentimento passeggero. Ma gli esami clinici più approfonditi hanno rivelato una lesione di una certa entità, che necessita di tempi di recupero significativi e di una gestione attenta dal punto di vista fisioterapico. Il quadro clinico imposto da questo tipo di infortunio richiede un protocollo progressivo: riposo, terapia mirata, potenziamento e graduale reinserimento sul campo.

Lo staff medico e lo staff tecnico dell’Udinese hanno deciso di monitorare le condizioni di Kristensen settimana dopo settimana, senza al momento indicare una data certa per il suo ritorno. Le lesioni al bicipite femorale sono delicate: se forzate o gestite in modo errato, rischiano recidive che possono allungare notevolmente i tempi di recupero. Proprio per questo, ogni step dovrà essere valutato con estrema cautela.

L’assenza di Kristensen va a inserirsi in un contesto in cui gli infortuni Udinese possono compromettere la solidità della retroguardia friulana. La squadra guidata dal tecnico sarà costretta a rivedere gli assetti difensivi, scegliendo tra le poche alternative rimaste. Chi prenderà il suo posto? Chi garantirà equilibrio al reparto centrale? Queste sono domande che lo staff dovrà affrontare nelle prossime giornate.

La compattezza, l’affidabilità e la continuità del reparto difensivo rappresentano elementi fondamentali per affrontare un calendario fitto di impegni, compresi i match ravvicinati. In questo senso, gestire con accortezza l’infortunio Udinese di Kristensen diventa una priorità per prevenire ulteriori criticità e salvaguardare la tenuta difensiva in tempi difficili.

Nelle settimane a venire, l’attenzione del club, dei medici e del mister sarà rivolta al percorso di riabilitazione del giocatore e all’analisi costante del suo stato fisico. Il suo ritorno sarà graduale, e ogni decisione sarà basata non solo su tempi ufficiali, ma su sensazioni, esami e risposte del corpo al carico di lavoro.

Gli infortuni Udinese non smettono di rappresentare una prova per la squadra: la reazione del gruppo e la capacità di far fronte a queste difficoltà diranno molto sul prosieguo della stagione.

Roma, novità molto importanti per quanto riguarda le condizioni di questi giocatori

Roma, le novità durante la sosta: infortunio per Wesley e undici giocatori via con le nazionali

La sosta per le nazionali sta portando qualche novità significativa in casa Roma, che si prepara a tornare in campo nella prossima giornata di campionato con un impegno delicato contro l’Inter. I giallorossi approfittano della pausa per lavorare a Trigoria, ma devono fare i conti con numerose assenze e qualche infortunio di troppo.

Come riportato dal quotidiano Il Tempo, il giovane esterno Wesley non prenderà parte agli impegni con la Nazionale brasiliana a causa di un infortunio rimediato nell’ultima sfida di campionato contro la Fiorentina. Fortunatamente, gli esami strumentali a cui è stato sottoposto hanno escluso lesioni gravi, ma il giocatore della Roma dovrà comunque fermarsi nei prossimi giorni per recuperare completamente, rinunciando così alla convocazione internazionale.

L’assenza di Wesley non è l’unica nota rilevante per José Mourinho, che in questi giorni dovrà fare a meno di ben undici giocatori partiti con le rispettive selezioni. Un numero importante che condizionerà il lavoro tattico settimanale, in vista della difficile trasferta contro l’Inter.

Domani a Trigoria riprenderanno ufficialmente gli allenamenti, ma il gruppo sarà fortemente ridotto. I primi a rientrare saranno Tsimikas e Ziolkowski, entrambi impegnati fino al 12 ottobre. Subito dopo toccherà a Koné e Dovbyk, che chiuderanno i propri impegni il 13. La maggior parte dei nazionali giallorossi, però, farà ritorno soltanto dopo il 14 ottobre: tra questi ci sono nomi pesanti come Mancini, Cristante, Pisilli, N’Dicka, Celik, El Aynaoui e Ferguson.

Nonostante le tante assenze, dalla Roma arrivano anche buone notizie sul fronte infortuni: Bailey, out da oltre due mesi, è pronto a tornare in gruppo. Il suo rientro rappresenta un’opzione importante per la Roma, che ha bisogno di rotazioni affidabili in vista di un calendario fittissimo tra Serie A ed Europa League. Se tutto procederà come previsto, Bailey potrebbe essere a disposizione già per la sfida contro i nerazzurri.

In sintesi, la Roma vive una sosta ricca di riflessioni e valutazioni, tra nazionali in partenza, infortuni da gestire e preparazione in vista di un ciclo impegnativo. Mourinho dovrà lavorare con un gruppo ridotto, sperando di ritrovare al più presto tutti gli effettivi per affrontare al meglio il prossimo mese.

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