Pagina 638 – Calcio News 24

Tony Effe: «Beckham il mio modello di stile. I calciatori meglio vestiti sono della Fiorentina e del Milan…»

Tony Effe ha avvicinato il calcio alle passerelle attraverso la trap, intrecciando lusso e strada. I brand lo cercano, i fan lo imitano e i media lo inseguono. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport.

BECKHAM «È il mio modello di stile. Il primo ad aver avuto un contratto extracalcistico. E mi è sempre piaciuto l’immaginario di coppia con Victoria. L’outfit più iconico? Il pareo al Mondiale ‘98».

I CALCIATORI MEGLIO VESTITI «Leao. Ma anche Moise Kean, amo molto il suo stile».

LA MAGLIA PREFERITA – «Quella del Chelsea 2016/17, la indossavo in “Super Sayan”. Lì ho iniziato ad abbinare le jersey con le scarpe in pelle. Un match che mi piace tuttora».

LA SUA IDEA DI MODA – «Non copiare mai gli altri, piuttosto prendere ispirazione. Avere personalità, sentirsi liberi e mai giudicati… Ci sono tanti rapper di cui mi piace lo stile, ma si dai, io sono un po’ il trendsetter».

I TRE ACCESSORI ESSENZIALI – «Tre accessori: delle catene da applicare ai jeans, che completano e arricchiscono l’outfit; un orologio, non conta quale; e un Oura Ring, per monitorare tutti i parametri del corpo».

L’IMMAGINE NEL SUCCESSO «Nel mondo della musica, l’immagine conta molto, quasi 50/50. Ma non solo nel mio campo: tornando a Beckham, pure per lui è stata importante».

SINNER L’ATLETA DEI SOGNI «Un campione che mi piacerebbe vedere con la mia collezione è sicuramente Jannik Sinner!».

Como Cremonese, Ottavio Bianchi: «Ricordo anni magnifici. Fabregas può fare giocare i giovani con leggerezza. Anche Nicola sta lavorando bene»

Como Cremonese, le dichiarazioni dell’ex mister Ottavio Bianchi sul match

Ottavio Bianchi è una figura storica del calcio italiano, e il suo nome si lega in modo particolare sia al Como che alla Cremonese. Fu proprio lui, infatti, a sedere sulla panchina del Como negli unici due confronti in Serie A con la Cremonese (di Mondonico), nella stagione 1984-85. Un’esperienza che ricorda con grande affetto e divertimento, così come il suo occhio esperto analizza le attuali situazioni dei due club in vista del prossimo scontro. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport.

IL SUO COMO NEL 1984-85 – «Mi chiesero un campionato di bassa classifica. Fu un anno magnifico, si instaurò un’ottima sintonia con quei giovani dal grande futuro: il povero Giuliani, Tempestilli, Fusi, Matteoli… Uno degli anni dove mi sono divertito di più».

FABREGAS – «Ci credo [che Fabregas si diverta, ndr]. Como è proprio un posto d’insegnamento, una cittadina splendida, le persone sono deliziose. Non conosco questi nuovi dirigenti, però penso che l’ambiente non sia cambiato molto. Fabregas lì può far giocare i giovani con leggerezza ma con un assetto tattico molto preciso. Vedo tanta sintonia tra panchina e giocatori».

LA CREMONESE DI NICOLA – «Anche Nicola sta lavorando bene. Non è facile fare bene in club in cui ti chiedono sempre il massimo: serve resilienza ed dedizione».

Giaccherini: «Prima di Giaccherinho facevo l’operaio e ho rischiato di morire. Conte fondamentale per me. Euro 2016: una Nazionale bellissima»

Giaccherini e quello che è stato il suo passato calcistico tra europei e Antonio Conte

Emanuele Giaccherini oggi è un apprezzato opinionista di Dazn. A La Gazzetta dello Sport ha raccontato la sua vita e quanto più di ogni altro Antonio Conte sia stato importante per la sua carriera.

LA FABBRICA – «Era il 2000, me lo ricordo bene perché c’era l’Europeo. All’epoca avevo 15 anni: scuola appena finita, giocavo negli Allievi del Bibbiena. Fui io a chiedere al mio “babbo”, operaio, di lavorare. Volevo capire come fosse la fabbrica. Risultato: non lo auguro a nessuno, massacrante. Quell’estate capii cos’è un lavoro vero. Allora mi dedicai allo studio e al calcio. Mi sono diplomato come perito meccanico, un buon titolo».

LA GIORNATA TIPO «Sveglia alle 5.30 del mattino, ritorno a casa alle 14. Il pomeriggio dormivo ma poi la sera faticavo ad uscire di casa. Nello specifico, costruivo prefabbricati nelle piste di cemento, il peggior ruolo possibile. Preparavo le travi su piste lunghe 120 metri, toglievo il cemento e le armavo con i cavi. Poi una nuova gettata di cemento fresco e via così ogni giorno».

LE CARATTERISTICHE DA CALCIATORE – «Devo ringraziare la mia testa e la mia volontà. Fisicamente non ero calciatore, sul piano tecnico ero bravo ma soprattutto sopperivo al fisico con voglia, testa, corsa. Conte però mi ripeteva sempre che ero forte, se no alla Juve non sarei mai arrivato».

IL RICORDO PIÙ BELLO – «Juve-Parma, inaugurazione dello Stadium, il mio esordio in bianconero. Antonio mi voleva a tutti i costi nonostante la società non fosse molto propensa. Vincemmo 4-0 ma io non feci una buona partita: Conte mi notò a testa bassa nello spogliatoio, tornai a casa e trovai un suo messaggio: “Oggi era difficile, ma so che puoi darmi molto di più”. Mi tranquillizzò».

L’EUROPEO 2016 – «Indelebile, quella Nazionale (Euro2016, ndr) resta nel cuore di tutti. C’era scetticismo, invece abbiamo vinto contro squadre più forti grazie al sacrificio e al ct, che ha costruito un’armata. Mi ha dato tantissimo, Antonio. Le lacrime di Barzagli sono state quelle di tutti gli italiani».

GIOCARE SENZA MILZA – «Categoria Allievi, partita di vertice a Sesto Fiorentino. Passano 5’, involontariamente il portiere avversario si scontra con me e col gomito mi colpisce una costola che piegandosi mi fa esplodere la milza. Ma devo aspettare che finisca la partita, così tutto diventa più grave. Mi portano in ospedale, faccio una lastra e svengo. I medici notano del sangue nelle urine e capiscono l’emorragia interna, mi operano d’urgenza. Ho davvero rischiato la vita. Oggi devo ancora fare tre vaccini l’anno».

IL PRIMO GOL A EURO 2016 «Cercai subito i miei genitori in tribuna, abbracciando tutta la squadra. Però è nei 30 secondi di tragitto dal centrocampo al dischetto contro la Germania ai quarti che ho visto la mia vita passarmi davanti: tutti i pianti lontano da casa, le fatiche, le docce fredde e i completini mancanti in Serie C, il mio paese, una nazione intera che ti guarda. Davanti alle 70.000 persone dello stadio, io ero solo. Vedevo soltanto Neuer che piano piano diventava sempre più grosso. Purtroppo, arrivammo a calciare ad oltranza: noi segnavamo sempre, i tedeschi battevano dopo di noi, con la pressione dell’eliminazione in caso di errore, ma anche loro facevano sempre gol. Poi l’errore di Darmian. E non so cosa sia passato per la testa di Pellé: tutti sbagliano, ma quel gesto a Neuer…».

LA FORD «Una macchina che sarà sempre con me. Diventai maggiorenne, papà mi lasciò una vecchia Fiesta e la usai altri 5 anni tra Bellaria, Pavia, Forlì, Cesena. Una macchina umile, come me: ‘una Giaccherini’. Mi accompagnò nel percorso più difficile».

IL NAPOLI DI SARRI «Non mi è stato permesso di restituire alla città quanto avrei voluto. Tutto si conclude senza rancore, ma il dispiacere resta. Venivo dal punto più alto della mia carriera, scelsi Napoli per tornare in una big ma Maurizio era un integralista: giocavano solo i suoi e subentravano sempre gli stessi 2-3. Oggi è migliorato, però a me vedeva come vice Callejon e io con lui c’entravo poco, così chiesi di andare via».

LA MOGLIE «Mi trovavo ad un Cesena club, lei era al bar della parrocchia. La vidi per caso e mi balzò subito all’occhio. Chiesi informazioni, mi feci vivo io e dopo tanto corteggiamento… Mi ha fatto sudare, ma col tempo ha capito che non avremmo mai rappresentato l’idea banale del calciatore-velina».
IL RITORNO A TALLA – «Quelle sono le mie origini e rimarrà sempre casa. Vivo a Firenze, ma a Talla trascorro le estati e appena posso vado a tagliare l’erba: torno operaio, tra gli amici che hanno sognato con me. Sono uno di loro».

Caterina Balivo: «Il mio amore per il Napoli è grande, lo seguivo anche in Serie C. Conte ce l’ha mandato il cielo. La Champions League? Ecco cosa dico…»

Caterina Balivo e quello che è il suo amore per il Napoli: dalla Serie C allo Scudetto

Caterina Balivo è da poco tornata ad essere la signora del pomeriggio di Rai1 con La volta buona (dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 16) ed ha una grande passione per il Napoli. A La Gazzetta dello Sport si è confessata a cuore aperto.

IL SOGNO DI FARE L’OPINIONISTA SPORTIVA «Non è esattamente così, io vorrei essere opinionista fissa di un programma sportivo in cui parlo solo bene del Napoli, infatti non mi invita nessuno!».

IL NAPOLI – «Quando nasci e vivi dalle nostre parti il Napoli è una fede. Ho uno zio che tifa Inter, per noi è sempre stato uno scandalo. Il Napoli è qualcosa che hai dentro, qualcosa di innato. Ho iniziato ad andare allo stadio con mio padre quando ero piccola, avrò avuto 6-7 anni, era il Napoli di Maradona… cioè ragazzi, io veramente ho visto Maradona, io c’ero! Ma c’ero anche con il Napoli di Naldi in Serie B, ho visto il fallimento e poi la risalita con De Laurentiis dalla Serie C. Nonostante la retrocessione terribile lo stadio era praticamente sempre pieno».

GLI SCUDETTI E CONTE – «Diciamo che siamo stati ripagati di tanta passione e anche di una buona dose di sfortuna che ci aveva colpito nelle stagioni precedenti. Due scudetti nel giro di tre anni sono qualcosa di enorme, se penso a come è andata con l’ultimo vorrei davvero fare una statua a Conte: la notizia più bella dell’anno è stata la sua riconferma, più della mia a La volta buona (ride, ndr). Guardate che con il Napoli non era facile! Al netto del fatto che De Laurentiis lo ha chiamato e lo paga, per me è stato un segno dall’alto, perché ce lo meritavamo! Era giusto dopo un anno di m… avere lui. Alla fine il calcio è un po’ come la vita, per questo mi piace tanto. C’è chi sale, c’è chi scende, chi cade, chi si riprende. Se tu pensi a quanto piangevamo dopo l’addio di Spalletti… invece è arrivato Conte e abbiamo vinto un altro scudetto. È incredibile no? Si è sempre sulle montagne russe e quando sei su devi saper gioire, ricordandoti che non è per sempre, godendoti il momento. Io provo a farlo, in tutto».

LA CANZONE DI NATALE PER IL NAPOLI TRICOLORE «Ho cantato Memole con Paola Barale, ma forse non vale… Facciamo così: per Natale canterò qualcosa di importante per Napoli e il mio Napoli tricolore».

COME ANDRA’ QUESTA STAGIONE – «Con un allenatore come Conte come volete che vi risponda? E poi ho un rapporto dogmatico con il presidente, per me qualsiasi cosa faccia fa bene, non sono riuscita a criticarlo neanche quando ha inanellato una serie di allenatori sbagliati. Se ci pensate, in un calcio dove tantissime squadre sono in mano a fondi finanziari, De Laurentiis è un’eccezione. Ed è molto bello avere un uomo, una faccia che rappresenti il club. Resta il fatto che c’è una squadra del Sud che gareggia e vince pure, siamo tornati ai fasti delle Due Sicilie».

LA VOLTA BUONA PER LA CHAMPIONS LEAGUE «Mi volete fare morire con una domanda così? Diciamo che sarebbe molto bello, ma è già stato tanto bello avere due scudetti in tre anni per il mio Napoli, alla faccia di tutti».

Vieira sicuro: «Genoa, con i giovani e l’ambizione si può raggiungere un grande obiettivo»


Vieira e il nuovo volto del Genoa: “Salvezza, giovani e ambizione: ecco la nostra strada”

Il tecnico del Genoa, Patrick Vieira, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui ha tracciato un bilancio sul momento attuale della squadra rossoblù. Reduce dalla vittoria in Coppa Italia contro l’Empoli, Vieira si è detto soddisfatto del percorso intrapreso, sottolineando l’importanza di approcciare ogni competizione con serietà e ambizione.

«Passare il turno era un nostro obiettivo», ha spiegato l’allenatore del Genoa, evidenziando come il gruppo stia crescendo sotto il profilo del gioco e della mentalità: «Ho visto una squadra che cerca sempre la giocata giusta, che ha voglia di pressare alto e imporsi. La Coppa Italia è una competizione importante. Una società come il Genoa, se vuole crescere, deve puntare in alto e non accontentarsi».

Parlando della stagione in corso, Vieira ha affrontato con realismo il tema dell’obiettivo salvezza. «Non dobbiamo avere paura di dirlo. Quando sono arrivato, restare in Serie A sembrava una missione impossibile. Ora i ragazzi hanno capito che ci aspetta una stagione difficile, ma l’atteggiamento è quello giusto. Puntare alla salvezza non significa mancare di ambizione, ma avere consapevolezza».

Uno dei punti centrali del progetto Genoa targato Vieira è il lavoro sui giovani. Il tecnico ha elogiato il potenziale di talenti emergenti come Carboni, Venturino, Ekhator e Fini, sottolineando però la necessità di tempo e fiducia. «Il talento deve essere valorizzato all’interno della squadra. La qualità da sola non basta, bisogna crescere attraverso l’esperienza. Anche sbagliando».

In particolare, Vieira ha posto l’accento sull’importanza di dare spazio ai giovani anche a costo di perdere qualche punto: «Se domani andiamo ad acquistare un giocatore nel ruolo di Venturino, mandiamo un segnale sbagliato. Questi ragazzi devono poter sbagliare per imparare».

Sotto la guida di Vieira, il Genoa sta cercando di costruire un’identità solida, basata su gioco, sacrificio e fiducia nei giovani. Un percorso complesso, ma che potrebbe restituire al club rossoblù una dimensione stabile e ambiziosa, tanto in campionato quanto nelle competizioni nazionali.

Edoardo Bove: «Trasloco i pensieri e rinasco. Il dolore mi ha fatto sentire vivo, ora voglio solo tornare in campo. Eriksen, Mourinho e Bruno Conti: vi racconto tutto»

L’intervista di Edoardo Bove dopo i suoi problemi di salute, non senza qualche retroscena calcistico

Ivan Zazzaroni ha intervistato Edoardo Bove per il Corriere dello Sport, cogliendo un ragazzo sereno e in ottima forma, nel pieno di un trasloco fisico e mentale. Bove si racconta tra la difficoltà di dover riorganizzare la sua vita, l’affetto per il suo gatto “bianconero” e la profonda riflessione sulla sua carriera dopo l’incidente.

IL TRASLOCO – «Sono sotto trasloco, adesso tanto stanco. Da Firenze, dove avevo una casa grande, a Roma dove la mia l’ho scoperta fin troppo piccola. Sto buttando un sacco di roba. Sbuca di tutto, ovunque. Ho magliette della Roma d’ogni tipo, una ventina con l’8 che non ho mai indossato. Trasloco anche i pensieri dallo spirituale al materiale. Ho scoperto che la casa ti lega a un posto. Devo fare ordine».

IL DOLORE COME MOTORE – «Mi fa sentire vivo, lo riconosco e non mi spaventa, lo accolgo. Tanto è inutile respingerlo. Il dolore mi ha fatto pensare a una vita normale. Ho tanti amici che studiano o lavorano e ci sono stati momenti, in questi mesi, in cui ho temuto di dover smettere di giocare. Se non avessi avuto quell’incidente, questa parte di vita non l’avrei conosciuta. Mi sono ritrovato a riflettere su cosa avrei fatto da grande. Situazioni come la mia sono piene di step». Il prossimo è chiaro: «Il ritorno in campo. Bisogna fissare il come, il dove e quando».

ERIKSEN – «Abbiamo qualcosa in comune, pur non conoscendoci di persona. Me lo sento vicino e sono contento che abbia trovato un’altra squadra…».

MOURINHO – «In estate ho sentito Mourinho, il mio papà calcistico, si era fatto vivo subito, a dicembre, con mio padre che lo adora»

I SOGNI – «Sì, e sono sogni frequenti. Un gol in rovesciata, sotto la traversa. Quelli che non mi competono».

LA CRISI – «Quando mi sono ritrovato senza certezze, ho attraversato una crisi che definirei d’identità. Fino ad allora non avevo fatto altro che giocare a calcio. In momenti come quelli ti poni un sacco di domande, ti chiedi cosa sarai senza il pallone. Mi hanno aiutato la famiglia, gli amici, i compagni, i tifosi, la Fiorentina, e non mi riferisco solo alla squadra, ma anche ai dirigenti».

IL FUTURO E IL FUORICLASSE – «Non ho paura del futuro. L’unico autentico fuoriclasse resta uno del ’55, Bruno Conti. Per il quale provo tanto affetto e riconoscenza».

Buffon ricorda: «Alla Juve tra Conte e Allegri c’erano queste differenze»

Buffon racconta Conte e Allegri: «Due leader diversi, ma fondamentali per la Juve»

Gianluigi Buffon, ex capitano e simbolo della Juventus, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha ricordato due allenatori che hanno segnato profondamente la sua carriera in bianconero: Antonio Conte e Massimiliano Allegri.

Buffon ha descritto Conte come un tecnico capace di trasformare l’energia in risultati concreti: «Nel 2005-06 l’ho incontrato da vice allenatore del Siena e già allora ho pensato: “Questo o lo rinchiudono o diventa uno dei più grandi tecnici della storia”. E infatti così è stato». Secondo Buffon, Conte ha avuto un ruolo determinante in tutti e tre gli Scudetti vinti durante il suo ciclo, soprattutto il primo, quando riuscì a dare una nuova mentalità vincente a una squadra reduce da anni difficili.

Parlando invece di Allegri, Buffon ha sottolineato la sua intelligenza gestionale e il coraggio con cui prese in mano la Juve dopo l’addio di Conte, con la stagione già iniziata: «Max ha portato quella sfacciataggine che ci serviva per superare certi limiti. È stato bravo a non stravolgere subito la squadra, ha introdotto i cambiamenti gradualmente, dimostrando grande intelligenza». Buffon ha poi ricordato un episodio emblematico in Champions League, contro il Malmö, quando Allegri riuscì a tranquillizzare lo spogliatoio dicendo che avrebbero vinto senza problemi. «Quelle parole ci liberarono da tante paure», ha spiegato.

Il portiere ha anche individuato lo Scudetto 2015-16 come il più significativo sotto la guida di Allegri: «Dopo dieci giornate eravamo lontanissimi dalla vetta, ma abbiamo rimontato con una serie incredibile di vittorie. È stato uno dei trionfi più belli».

Secondo Buffon, ciò che accomuna Conte e Allegri è la capacità di leggere il gruppo e fare le scelte giuste al momento giusto, pur con stili molto diversi. Conte è fuoco e disciplina, Allegri è più “manageriale” e rilassato, ma entrambi sono stati cruciali per la Juve.

Ancora una volta, Buffon dimostra di essere non solo una leggenda del calcio, ma anche un lucido osservatore delle dinamiche interne che hanno portato la Juventus a dominare per un decennio.


Infortunio Leao, riuscirà ad esserci l’attaccante per Napoli Milan

Infortunio Leao: dubbi sulla presenza contro il Napoli, il Milan adotta la linea della prudenza

Cresce l’attesa per il big match di Serie A tra Milan e Napoli, in programma domenica sera a San Siro. Tuttavia, l’attenzione dei tifosi rossoneri è tutta concentrata su un punto interrogativo che rischia di condizionare l’andamento della gara: l’infortunio di Leao. Il talento portoghese, infatti, non è ancora certo di poter scendere in campo contro i partenopei, e il club sta valutando ogni aspetto con estrema cautela.

A fornire un aggiornamento sulle condizioni di Rafael Leao è stato il giornalista Matteo Moretto, secondo cui l’esterno offensivo verrà molto probabilmente convocato per la sfida, ma la sua effettiva presenza sul terreno di gioco resta in forte dubbio. Il Milan, infatti, sta seguendo una politica di gestione estremamente attenta dell’infortunio di Leao, per evitare ricadute o complicazioni che potrebbero compromettere il prosieguo della stagione.

Nonostante il grande valore del giocatore e l’importanza della partita contro una diretta concorrente, lo staff tecnico e medico dei rossoneri — con l’avallo dell’allenatore Stefano Pioli (e non Massimiliano Allegri, come erroneamente riportato da alcune fonti) — preferisce non correre rischi inutili. Il problema muscolare accusato da Leao nelle scorse settimane sembra in via di risoluzione, ma il responso definitivo arriverà solo dopo le ultime sedute di allenamento e i controlli clinici previsti alla vigilia della gara.

L’infortunio di Leao rappresenta una delle variabili più importanti in vista di Milan-Napoli. Con lui in campo, la squadra guadagna profondità, velocità e imprevedibilità sulle fasce. Senza di lui, Pioli dovrà probabilmente affidarsi a soluzioni alternative come Okafor o Pulisic, con un assetto tattico differente e meno esplosivo.

La decisione finale sarà presa solo a ridosso del match, tenendo conto non solo della forma fisica del giocatore, ma anche della strategia da adottare contro un Napoli che, pur non essendo più dominante come lo scorso anno, resta un avversario temibile.

In definitiva, l’infortunio di Leao continua a tenere in apprensione l’ambiente milanista. La speranza è quella di rivederlo in campo già domenica sera, ma il Milan sa bene che la gestione intelligente di un recupero è più importante di una singola partita.

Le prime pagine sportive nazionali – 27 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Milan Napoli: Allegri conferma la squadra anti-Udinese, attesa la decisione definitiva

Milan Napoli, le scelte di Massimiliano Allegri da Milanello: formazione confermata in attesa dell’ufficialità

Il Milan si prepara al primo grande esame della stagione: il big match di Serie A contro il Napoli di Antonio Conte, tecnico pugliese noto per la sua intensità e per la capacità di trasmettere grinta alle proprie squadre. La sfida è in programma domenica sera a San Siro e promette scintille, con due delle candidate allo scudetto pronte a misurarsi.

Secondo le ultime indiscrezioni da Milanello, Massimiliano Allegri, allenatore livornese apprezzato per pragmatismo e gestione tattica, non intende stravolgere l’assetto che ha garantito un avvio di stagione quasi perfetto. A confermarlo è stato Peppe Di Stefano, inviato di Sky Sport 24, che dopo aver seguito l’allenamento odierno ha annunciato: “Con il Napoli stessa formazione vista con l’Udinese”.

Le scelte tattiche: il 3-5-2 come garanzia

Il modulo di riferimento sarà ancora il 3-5-2, che ha portato i rossoneri a quattro vittorie consecutive senza subire gol. In porta ci sarà Mike Maignan, estremo difensore francese tra i più affidabili d’Europa. Davanti a lui agirà una linea a tre composta da Fikayo Tomori, difensore inglese rapido e aggressivo, Matteo Gabbia, prodotto del vivaio rossonero, e Strahinja Pavlovic, centrale serbo di grande fisicità.

Il cuore del Milan: Modric e Rabiot in regia

Il centrocampo sarà il vero motore della squadra. Luka Modric, veterano croato e Pallone d’Oro 2018, guiderà la manovra con la sua visione di gioco. Al suo fianco ci sarà Adrien Rabiot, mezzala francese potente e dinamica, insieme a Youssouf Fofana, centrocampista ivoriano capace di unire interdizione e inserimenti offensivi. Una mediana completa, costruita dal direttore sportivo Igli Tare per garantire equilibrio e qualità.

L’attacco: Pulisic e Gimenez titolari, Leao arma dalla panchina

In avanti spazio alla coppia formata da Christian Pulisic, fantasista statunitense dotato di velocità e dribbling, e Santiago Gimenez, attaccante messicano con grande fiuto del gol. Non partirà dall’inizio Rafael Leao, talento portoghese recuperato dall’infortunio: Allegri lo considera un’arma da utilizzare a gara in corso, pronto a spaccare le difese avversarie.

Il Milan si presenta dunque al confronto diretto con il Napoli con una mentalità vincente e la volontà di non cambiare ciò che funziona. Allegri punta sulla solidità e sulla continuità, con l’obiettivo di lanciare un segnale forte al campionato.

Bayern Monaco travolgente: punteggio pieno dopo 5 giornate, Kane firma la doppia cifra

Bayern Monaco inarrestabile: 22 gol segnati, 5 vittorie su 5 e Kane già protagonista. Le ultimissime sulla Bundesliga

Il Bayern Monaco continua la sua marcia inarrestabile in Bundesliga. All’Allianz Arena i campioni di Germania hanno superato senza difficoltà il Werder Brema con un netto 4-0, confermando la propria superiorità tecnica e fisica. La squadra guidata da Vincent Kompany, ex difensore del Manchester City e ora allenatore dei bavaresi, ha collezionato la quinta vittoria consecutiva in campionato, mantenendo il punteggio pieno e consolidando la vetta della classifica.

Kane, numeri da record

Il protagonista assoluto della serata è stato ancora una volta Harry Kane, attaccante inglese arrivato dal Tottenham nell’estate 2023. Con la doppietta realizzata contro il Werder, Kane ha già raggiunto la doppia cifra in questa Bundesliga: 10 gol in appena 5 partite, un ritmo impressionante che lo conferma come uno dei bomber più prolifici d’Europa. L’ex capitano della nazionale inglese ha prima trasformato un rigore con freddezza e poi ha firmato la seconda rete personale con un destro preciso, dimostrando ancora una volta la sua straordinaria capacità realizzativa.

Diaz e Laimer completano il poker

Il match si è aperto con il gol di Luis Díaz, esterno colombiano ex Liverpool, che ha sbloccato il risultato con un tap-in da vero opportunista. Nel finale è arrivata anche la firma di Konrad Laimer, centrocampista austriaco ex Lipsia, che ha chiuso i conti con il definitivo 4-0. Una prestazione corale che ha messo in luce la profondità della rosa del Bayern, capace di colpire con diversi interpreti in ogni reparto.

Una macchina quasi perfetta

I numeri parlano chiaro: il Bayern Monaco ha segnato 22 reti e ne ha subite appena 3 nelle prime cinque giornate di Bundesliga. Una differenza reti che testimonia l’equilibrio tra la fase offensiva devastante e una difesa solida, guidata dall’esperienza di Manuel Neuer, storico portiere e capitano della squadra.

Il Werder Brema, allenato da Ole Werner, ha provato a resistere con un atteggiamento prudente, ma si è trovato presto schiacciato dal ritmo e dall’intensità dei bavaresi. Per i biancoverdi si tratta della terza sconfitta stagionale, che li lascia fermi a quota 4 punti in classifica.

Juventus, il CdA approva il bilancio 2025: perdita ridotta a 58,1 milioni e focus sull’aumento di capitale

Bilancio Juventus al 30 giugno 2025: rosso di 58,1 milioni, ma in netto miglioramento. Via libera del CdA. La nota del club

La Juve nel giorno di oggi ha reso nota l’approvazione del bilancio al 30 giugno 2025, con perdita di 58,1 milioni di euro. Ecco il comunicato ufficiale:

COMUNICATO – «Approvato il bilancio consolidato per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2025, che evidenzia una perdita di € 58,1 milioni (€ 199,2 milioni al 30 giugno 2024), in forte riduzione rispetto all’esercizio precedente soprattutto grazie al ritorno alla partecipazione alla UEFA Champions League della Prima Squadra maschile e ai maggiori proventi da gestione diritti calciatori.

  • Aggiornate le stime del Piano Strategico 2026/2027 approvato originariamente dal Consiglio di Amministrazione a ottobre 2023;
    confermate le aspettative di miglioramento del risultato e del cash-flow nell’esercizio corrente e nel prossimo, seppur con una tendenza
    meno accentuata di quella prevista inizialmente. Pertanto, nel presupposto di performance sportive – sia dell’esercizio in corso che nel
    prossimo – coerenti con quelle previste nel Piano Strategico, e in assenza di eventi non ricorrenti, sono attesi:
    ◦ risultato e cash-flow in limitato miglioramento nella stagione corrente;
    ◦ risultato e cash-flow nel range del break-even nell’esercizio 2026/2027.
  • A sostegno del rafforzamento della struttura patrimoniale e del Piano Strategico, sarà proposto agli Azionisti il conferimento di una delega
    al Consiglio di Amministrazione ex art. 2443 cod. civ. per l’aumento del capitale sociale a pagamento ai sensi dell’art. 2441, comma 4,
    secondo periodo, del codice civile, per un importo massimo pari al 10% della capitalizzazione di mercato (e quindi indicativamente, alla
    data attuale, a massimi € 110 milioni, di cui € 30 milioni già versati dal socio Exor al 30 giugno 2025, che si era già impegnato a garantire
    la copertura integrale dell’aumento).
  • La decisione sull’aumento di capitale riflette l’aggiornamento delle stime di andamento economico, patrimoniale e finanziario per
    l’esercizio 2025/2026 e per il successivo esercizio, influenzate, per l’esercizio appena concluso, da performance sportive e proventi da
    sponsorizzazioni inferiori alle previsioni del Piano Strategico, oltre che da costi non ricorrenti, e mira a preservare la solidità patrimoniale
    e la competitività sportiva di Juventus.
  • Approvata la Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità 2024/2025 inclusa nella relazione sulla gestione, predisposta per la prima volta
    ex D.Lgs. 125/2024, che ha recepito la disciplina comunitaria in materia di Corporate Sustainability Reporting.
  • Aggiornate le situazioni economico-patrimoniali consolidate pro-forma per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2025 per riflettere i residui
    effetti economico-patrimoniali della Delibera Consob n. 22858 del 25 ottobre 2023 ex art. 154-ter, comma 7, del TUF.
  • L’Assemblea degli Azionisti, in sede ordinaria e straordinaria, si terrà il 7 novembre 2025, presso l’Allianz Stadium

L’esercizio 2024/2025 chiude con una perdita consolidata di € 58,1 milioni, in miglioramento di € 141,1 milioni rispetto alla perdita di € 199,2 milioni consuntivata nell’esercizio precedente. L’esercizio 2024/2025 ha beneficiato soprattutto degli effetti positivi correlati al ritorno alle competizioni UEFA della Prima Squadra maschile, che ha partecipato alla UEFA Champions League, ai maggiori proventi da gestione diritti calciatori e ai proventi derivanti dalla partecipazione alla FIFA Club World Cup.

Tali voci sono state parzialmente compensate dalla riduzione dei ricavi da sponsorizzazioni, prevalentemente riconducibile alla temporanea assenza di uno sponsor front-jersey, fino agli accordi siglati nella fase finale della stagione sportiva 2024/2025 – con Stellantis Europe S.p.A. (“Stellantis Europe”) e The Detroit Metro Convention and Visitors Bureau (“Visit Detroit”). Il gruppo Juventus Football Club (il “Gruppo”) continua a beneficiare degli effetti positivi derivanti dalle azioni di razionalizzazione strutturale dei costi attuate negli ultimi anni, sia nell’area Corporate sia nell’area Football (che ha visto una progressiva diminuzione dei costi complessivi per personale tesserato nel corso del periodo 2022/2023 – 2024/2025).

Le azioni di razionalizzazione dei costi non hanno peraltro comportato effetti sugli investimenti pianificati ai fini del raggiungimento degli obiettivi ipotizzati nel Piano Strategico 2026/2027 (il “Piano Strategico”) sia in relazione alla competitività sportiva a livello italiano e internazionale, sia al rafforzamento del brand Juventus a livello globale. Nonostante tali attività di razionalizzazione, nel corso dell’esercizio 2024/2025 l’andamento dei costi per servizi esterni risulta in controtendenza rispetto all’esercizio precedente; tale aumento è riconducibile in larga parte ai costi connessi al ritorno alle competizioni UEFA (per trasferte internazionali e per i costi operativi dello stadio delle gare in casa), alla partecipazione alla FIFA Club World Cup negli USA e a costi legali (più elevati del normale e in parte oggetto di indennizzi assicurativi).

Ai fattori sopra evidenziati si aggiungono alcune componenti di costo non ricorrenti, soprattutto riferibili ad accantonamenti per i potenziali oneri connessi alle interruzioni anticipate dei rapporti di lavoro con l’Head Coach della Prima Squadra maschile e relativo staff, avvenuta a marzo 2025, e con il Direttore Sportivo e relativo staff, avvenuta a giugno 2025; tali accantonamenti, all’avverarsi di determinate condizioni, potrebbero essere oggetto di parziale rilascio nell’esercizio corrente. Nell’esercizio 2024/2025 si conferma il trend di record assoluto dei ricavi derivanti dagli incassi delle gare casalinghe di campionato, dello Stadium Tour & Museo, del J Hotel e di J Medical S.r.l. (“J Medical”).

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Manchester City, dopo il rinnovo di O’Reilly ora punta a blindare Savinho fino al 2031

Rinnovi in casa Manchester City: O’Reilly firma fino al 2030, Savinho verso l’accordo fino al 2031. Le ultimissime notizie

Il Manchester City continua a blindare i suoi giovani talenti. Dopo l’annuncio ufficiale del rinnovo di Nico O’Reilly fino al 2030, il club inglese è pronto a chiudere un altro importante capitolo di mercato interno: il prolungamento del contratto di Savinho fino al 2031. Secondo quanto riportato da Sky Sports, i colloqui tra le parti sarebbero ormai in fase avanzata, con la firma attesa nelle prossime settimane.

O’Reilly, il prodotto dell’Academy che conquista Guardiola

Nico O’Reilly, centrocampista classe 2005 cresciuto nell’Academy del City, ha saputo ritagliarsi spazio nella rosa di Pep Guardiola, uno degli allenatori più vincenti e innovativi della storia del calcio moderno. Il giovane inglese ha mostrato grande versatilità, adattandosi a più ruoli e dimostrando maturità tattica nonostante la giovane età. Il rinnovo fino al 2030 rappresenta un chiaro segnale della fiducia che il club ripone in lui come parte integrante del futuro progetto tecnico.

Savinho, l’ala brasiliana pronta a diventare protagonista

Discorso simile per Savinho, esterno offensivo brasiliano di 21 anni, arrivato al Manchester City nel 2024 dal Troyes, club satellite del gruppo City Football Group. Legato attualmente fino al 2029, il giocatore è vicino a un nuovo accordo che lo porterà a vestire la maglia dei Citizens almeno fino al 2031.

Sotto la guida di Guardiola, Savinho ha già collezionato 52 presenze ufficiali, mettendo a segno 4 gol e servendo 13 assist. Dotato di grande velocità, dribbling e capacità di giocare su entrambe le fasce, il brasiliano è considerato uno dei prospetti più interessanti della nuova generazione verdeoro. Guardiola stesso, in più occasioni, ha sottolineato come il margine di crescita del giocatore sia ancora enorme, soprattutto nella fase realizzativa.

Il progetto a lungo termine del Manchester City

Con questi rinnovi, il Manchester City conferma la propria strategia di consolidare un nucleo giovane e di talento, assicurandosi continuità tecnica e stabilità per il futuro. In un contesto competitivo come la Premier League, blindare giocatori come O’Reilly e Savinho significa garantire qualità e prospettiva a una squadra che punta a restare ai vertici del calcio europeo.

Saudi Pro League, Al Nassr espugna Gedda: decisivi Mané e Cristiano Ronaldo contro l’Al Ittihad di Benzema

Saudi Pro League, Al Nassr da sogno: decisivi Mané e Cristiano Ronaldo contro l’Al Ittihad di Benzema. Il racconto della sfida

Il big match della Saudi Pro League non ha deluso le aspettative. All’Al Inma Bank Stadium di Gedda, l’Al Nassr ha superato l’Al Ittihad con un secco 2-0, confermandosi in vetta alla classifica e proseguendo la propria marcia a punteggio pieno. Protagonisti assoluti della serata due stelle del calcio mondiale: Sadio Mané e Cristiano Ronaldo, entrambi a segno nel primo tempo.

Il racconto della partita

La sfida, valida per la quarta giornata di campionato, si è accesa fin dai primi minuti. L’Al Nassr, guidato da Luis Castro, ha imposto subito il proprio ritmo, sfruttando la velocità e la qualità dei suoi attaccanti. Dopo appena nove minuti, è stato Sadio Mané, ex Liverpool e Bayern Monaco, a sbloccare il risultato con un destro preciso che non ha lasciato scampo al portiere avversario.

L’Al Ittihad, allenato dal francese Laurent Blanc, ha provato a reagire affidandosi all’esperienza di Karim Benzema e alla fantasia di Steven Bergwijn, ma la difesa gialloblù ha retto con ordine. Al 35’, è arrivato il raddoppio: Cristiano Ronaldo, ex Juve e leggenda portoghese e capitano dell’Al Nassr, ha firmato il 2-0 con un colpo di testa imperioso, confermando ancora una volta la sua straordinaria efficacia sotto porta.

Dominio Al Nassr, Al Ittihad in difficoltà

Nella ripresa l’Al Ittihad ha provato a riaprire la gara, spinto dal pubblico di casa e da un possesso palla superiore (55%), ma senza riuscire a concretizzare. Le occasioni create non hanno impensierito più di tanto la retroguardia ospite, mentre l’Al Nassr ha gestito con intelligenza, sfiorando anche il terzo gol in contropiede.

Il match si è chiuso con qualche nervosismo: ammoniti Bergwijn e Sharahili tra i padroni di casa, segno della frustrazione per una partita che ha visto i “Tigers” incapaci di incidere.

La classifica e le prospettive

Con questo successo, l’Al Nassr resta a punteggio pieno dopo quattro giornate, confermandosi come la squadra da battere. L’Al Ittihad, invece, incassa la prima sconfitta stagionale e dovrà subito rialzarsi per non perdere terreno nella corsa al titolo.

Real Madrid: i convocati di Xabi Alonso per il derby di Madrid contro l’Atlético

Real Madrid: i convocati di Xabi Alonso per il derby di Madrid contro l’Atlético. La lista completa del tecnico

Il Real Madrid si prepara a vivere uno dei momenti più intensi della stagione: il derby contro l’Atlético Madrid, in programma domani alle ore 16:15 al Santiago Bernabéu. Il tecnico Xabi Alonso, ex centrocampista dei Blancos e oggi guida della squadra, ha diramato la lista dei convocati. Una sfida che non è mai una partita come le altre, ma un appuntamento che vale prestigio, punti e supremazia cittadina.

Assenze importanti

Il Real dovrà fare a meno di tre titolari di peso: Trent Alexander-Arnold, terzino inglese celebre per la precisione nei cross; Antonio Rüdiger, difensore tedesco dalla grande forza fisica; e Ferland Mendy, terzino sinistro francese abile nelle due fasi. Tre assenze che complicano i piani difensivi di Alonso, costretto a ridisegnare la retroguardia.

Portieri

Tra i pali ci sarà il ritorno di Thibaut Courtois, portiere belga considerato tra i migliori al mondo. Con lui, l’affidabile Andriy Lunin, ucraino dalle ottime prestazioni, e il giovane Sergio Mestre, prodotto della cantera.

Difensori

Il reparto difensivo sarà guidato da Dani Carvajal, simbolo di esperienza e capitano in campo, affiancato dal brasiliano Éder Militão e dall’austriaco David Alaba, leader carismatico. Presenti anche i giovani Asencio, Álvaro Carreras, Fran García e il promettente Dean Huijsen, difensore italo-olandese di grande prospettiva.

Centrocampo

Il cuore del gioco sarà affidato a Jude Bellingham, inglese già protagonista con gol e leadership, supportato da Eduardo Camavinga, dinamico centrocampista francese, e dall’uruguaiano Federico Valverde, instancabile corridore. A completare il reparto Aurélien Tchouaméni, mediano di equilibrio, il talento turco Arda Güler e lo spagnolo Dani Ceballos, utile per qualità e visione.

Attacco stellare

In avanti, Alonso potrà contare su un reparto offensivo di altissimo livello: Vinícius Jr., brasiliano devastante nell’uno contro uno; Kylian Mbappé, stella francese e colpo dell’estate; e Rodrygo, incisivo negli spazi. Completano il reparto il giovanissimo Endrick, già attesissimo dai tifosi, oltre a Brahim Díaz, Gonzalo e il talento argentino Mastantuono.

Un derby da non perdere

Il derby di Madrid promette scintille: il Real punta sulla qualità dei suoi fuoriclasse, mentre l’Atlético di Simeone cercherà di imporre la sua solidità difensiva. Una sfida che, come sempre, andrà oltre i tre punti in palio, diventando un capitolo fondamentale della stagione.

Lookman-Inter, ecco un nuovo retroscena tra la squadra nerazzurra e l’attaccante nigeriano

Lookman-Inter, retroscena e scenari: Di Marzio fa chiarezza sul mancato trasferimento

Ai microfoni di Sky Sport, Gianluca Di Marzio ha fatto il punto su due temi centrali del calcio italiano: il livello dei centrocampi delle grandi squadre e la vicenda Lookman-Inter, una delle telenovele di mercato più discusse dell’estate.

Il noto giornalista ha sottolineato come Napoli, Milan e Inter rappresentino oggi l’élite del calcio italiano per qualità e profondità nella zona nevralgica del campo: «Napoli-Milan? Insieme all’Inter stiamo parlando dei centrocampi più forti d’Italia e tra i migliori anche a livello europeo». Per l’Inter, si tratta di un riconoscimento significativo: la mediana composta da Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan e il nuovo arrivato Sucic offre garanzie sia in termini tecnici che tattici.

Ma è stato soprattutto il tema Lookman-Inter a catalizzare l’attenzione. Di Marzio ha raccontato i retroscena di un’operazione che sembrava ben avviata, ma che alla fine non è andata in porto. «Lookman? Una situazione molto diversa da quella di Vlahovic – ha spiegato –. Il serbo voleva fortemente cambiare squadra, aveva un’intesa con un altro club, ma l’affare è saltato. Lookman, invece, non ha mai spinto apertamente per l’addio».

L’interesse dell’Inter per Lookman era reale e concreto. I nerazzurri avevano individuato nell’attaccante nigeriano il profilo giusto per aumentare la pericolosità offensiva. Tuttavia, l’Atalanta ha fatto muro, forte della sua posizione contrattuale e di una strategia societaria chiara: nessuna cessione se non alle proprie condizioni.

«A differenza di quanto accaduto in passato, per esempio con Koopmeiners, l’Atalanta stavolta ha imposto le sue regole – ha aggiunto Di Marzio –. È stato un messaggio chiaro per tutti, anche per eventuali futuri casi simili».

Ora che l’asse Lookman-Inter si è interrotto, resta da capire quale sarà la reazione del giocatore. Per Di Marzio, tutto dipenderà dalla sua condizione mentale: «Se ritrova la giusta concentrazione e l’armonia con il gruppo, può tornare decisivo. Deve riconquistare Bergamo, ma ha le qualità per farlo».

La vicenda Lookman-Inter si è chiusa, almeno per ora. Ma in un mercato sempre più imprevedibile, il nome del nigeriano potrebbe tornare d’attualità molto presto.

Zhegrova, pronta una maglia da titolare contro l’Atalanta. La situazione in casa Juve

Juve-Atalanta, Zhegrova pronto a sorprendere: Tudor rilancia i titolari per il big match

La Juve si prepara al grande appuntamento di campionato contro l’Atalanta, in programma domani alle ore 18:00. Una sfida cruciale in ottica classifica, che potrebbe dire molto sulle ambizioni della squadra bianconera in questa stagione. Secondo le ultime notizie riportate da Sky Sport, Igor Tudor ha intenzione di affidarsi ai suoi uomini migliori, archiviando il turnover visto a Verona.

In difesa, la notizia più rilevante è il ritorno dal primo minuto di Gleison Bremer. Il brasiliano, lasciato a riposo precauzionale nell’ultimo match, guiderà il pacchetto arretrato della Juve, affiancato da Kalulu e Lloyd Kelly, a protezione della porta di Michele Di Gregorio.

A centrocampo, Tudor punta su equilibrio e dinamismo. La linea a quattro dovrebbe vedere Weston McKennie sulla fascia destra e Andrea Cambiaso su quella sinistra. In mezzo, spazio ai titolarissimi Manuel Locatelli e Khephren Thuram, chiamati a dettare i tempi e a spezzare il gioco avversario.

Zhegrova, la novità in attacco della Juve

La novità più intrigante nella formazione della Juve riguarda il reparto offensivo: Edon Zhegrova è infatti in pole per partire titolare. Dopo diverse settimane di adattamento, il talento kosovaro potrebbe finalmente avere la sua prima grande occasione dal primo minuto con la maglia bianconera.

Tudor ha lasciato intendere in conferenza stampa che Zhegrova sta crescendo sul piano della condizione e dell’intensità, due aspetti chiave per entrare nei suoi schemi. Il classe ’99 ex Lille dovrebbe completare un tridente offensivo ad alta tecnica insieme a Kenan Yildiz e Jonathan David. Una scelta che darebbe alla Juve un attacco più leggero ma imprevedibile, capace di mettere in difficoltà la difesa dell’Atalanta con rapidità e fantasia.

Resta comunque un piccolo punto interrogativo: Vlahovic e Openda scalpitano e potrebbero insidiare le gerarchie fino all’ultimo. Ma al momento, il tridente con Zhegrova sembra favorito.

Con il ritorno dei titolari e una mossa a sorpresa in attacco, la Juve si presenta agguerrita per il big match. Per Tudor, questa può essere l’occasione giusta per lanciare definitivamente Zhegrova e consolidare la propria identità tattica.

Bologna, serve riscattare la sconfitta in Europa League. Le ultime in casa rossoblu

Bologna, a Lecce per continuare a correre: turnover e ambizioni europee

Il Bologna di Vincenzo Italiano torna in campo domenica 28 settembre alle ore 18:00, in trasferta al “Via del Mare” contro il Lecce, con l’obiettivo di dare continuità a un avvio di stagione brillante. Dopo l’impegno in Europa League, i rossoblù affrontano questa sfida con alcune novità nella formazione, ma con la stessa fame di risultati che sta caratterizzando questa prima parte del campionato.

I felsinei arrivano a Lecce con buone sensazioni e una classifica che inizia a sorridere: il progetto tattico di Italiano sta prendendo forma e il gruppo, pur con qualche infortunio, risponde con solidità, ritmo e intensità. L’allenatore ex Fiorentina sta dando una chiara identità al suo Bologna, puntando su un 4-2-3-1 fluido e aggressivo, in grado di adattarsi all’avversario ma senza mai rinunciare al palleggio e alla proposta offensiva.

Contro il Lecce, il Bologna cambierà qualcosa per far fronte alla stanchezza accumulata in Europa. Non saranno della partita Pobega, Sulemana e Immobile, ancora fermi per infortunio, mentre Casale torna tra i convocati ma partirà dalla panchina. In difesa, occasione per Holm, che potrebbe esordire dal primo minuto in campionato, anche se resta vivo il ballottaggio con Zortea. Completano la linea difensiva Heggem, Lucumí e Juan Miranda, sempre più integrato nei meccanismi di squadra.

A centrocampo, Italiano ha tre nomi per due maglie: Freuler, Ferguson e Moro si contendono un posto. In particolare, lo scozzese Ferguson è stato finora uno degli uomini chiave per il Bologna, non solo per la qualità, ma anche per la leadership in mezzo al campo.

In attacco, spazio a Dallinga come punta centrale, pronto a far rifiatare Castro. Sulle fasce agiranno Orsolini a destra e Rowe a sinistra, quest’ultimo in odore di prima maglia da titolare. Sulla trequarti, ballottaggio serrato tra Fabbian, Bernardeschi e Odgaard, ma il giovane ex Inter parte favorito.

Il Bologna vuole confermarsi tra le realtà più interessanti della Serie A e il match contro il Lecce rappresenta un banco di prova importante. La profondità della rosa e le rotazioni intelligenti sono le chiavi per affrontare al meglio un calendario fitto. I tifosi rossoblù sognano, e con questo passo, iniziano anche a crederci.


Napoli, in arrivo il film sul 4° Scudetto. Ecco l’annuncio di De Laurentiis


De Laurentiis presenta il film sul 4° Scudetto del Napoli: «Già in lavorazione il seguito con De Bruyne»

Durante la prima proiezione del film «AG4IN», dedicato al quarto scudetto del Napoli, il presidente Aurelio De Laurentiis ha svelato nuovi dettagli sulla produzione e sul futuro del progetto cinematografico, annunciando già l’inizio delle riprese per un nuovo capitolo. L’evento si è tenuto al Cinema Metropolitan e ha attirato grande attenzione, non solo per il tema sportivo, ma anche per l’approccio innovativo al racconto calcistico.

«Abbiamo iniziato a girare le scene della stagione in corso — ha dichiarato De Laurentiis —. Il seguito nasce dall’arrivo di De Bruyne e dai nuovi acquisti. Con la Champions League il progetto sarà più complesso. Vogliamo offrire qualcosa di diverso, magari entrando negli spogliatoi degli avversari, anche se dovremo inventare alcune scene visto che spesso non ci è concesso filmare lì. Immaginate se andassimo a provocare gli altri: “vi state cagando sotto?”» ha aggiunto scherzando.

Il presidente ha spiegato anche l’intenzione di rendere il film disponibile in tempi brevi, a differenza di quanto avviene abitualmente: «Dobbiamo essere più veloci, consegnare il film entro una settimana dalla fine del campionato. Abbiamo scelto di non usare le classiche canzoni napoletane, pur avendo artisti partenopei coinvolti, per dare un respiro internazionale all’opera».

Parlando di musica e cultura, De Laurentiis ha ricordato Pino Daniele, sottolineando il suo valore e la sua capacità di portare Napoli nel mondo. Non ha mancato di esprimere rammarico per il fatto che artisti come Daniele e Troisi abbiano vissuto a Roma: «Io prenderei casa a Napoli al posto di quella che ho a Roma, ma oggi non è possibile».

Infine, ha raccontato alcuni retroscena sul film dello scudetto: «Abbiamo cominciato solo a marzo, eravamo in ritardo. L’idea iniziale era fare quattro puntate, ma abbiamo capito che era meglio un film unico. Speriamo che questa volta lo vedano ancora più persone e che si possa distribuire in tutto il mondo».

De Laurentiis ha poi lanciato una riflessione sul futuro del calcio: «I costi sono diventati insostenibili, bisogna riorganizzare i campionati. È positivo vedere squadre del Sud come Palermo e Catania tornare competitive. Vediamo se i 9 milioni di tifosi del Napoli troveranno il tempo per vedere il film».

Federico Chiesa è stato riammesso in lista dal Liverpool. Il punto


Federico Chiesa torna nella Lista A del Liverpool: ufficiale il via libera della UEFA

La UEFA ha approvato la richiesta del Liverpool per reintegrare Federico Chiesa nella Lista A per la fase a gironi della Champions League. L’attaccante italiano prenderà il posto di Giovanni Leoni, recentemente infortunatosi, e sarà subito disponibile per la delicata trasferta di Istanbul contro il Galatasaray.

La decisione è stata resa possibile dal nuovo regolamento UEFA, che consente ai club di effettuare una sostituzione nella rosa europea in caso di infortunio o malattia prolungata – condizione definita da un’assenza minima di 60 giorni. Anche se il Liverpool non ha ancora emesso un comunicato ufficiale sulle condizioni di Leoni, fonti vicine al club parlano di una lesione al legamento crociato anteriore, che lo terrà lontano dai campi per diversi mesi.

Federico Chiesa, inizialmente escluso dalla lista Champions da Arne Slot, era stato uno dei nomi più discussi nella fase di registrazione delle rose. La sua esclusione aveva suscitato perplessità tra i tifosi, anche alla luce del suo ottimo inizio di stagione: suo è stato infatti il gol decisivo nella vittoria contro il Bournemouth in Premier League. Ora, grazie alla normativa UEFA, Chiesa ha finalmente l’occasione di dimostrare il proprio valore anche in campo europeo.

Il tecnico Arne Slot aveva già parlato apertamente della scelta di non includere subito Federico Chiesa nella lista principale. In conferenza stampa il 12 settembre aveva spiegato: “Gli ho parlato personalmente. Non era contento, ma ha capito le mie ragioni. La sua risposta è stata esemplare: ha continuato ad allenarsi con impegno, mettendosi a disposizione per campionato e coppe nazionali”. Un atteggiamento che ha pagato, visto il ripescaggio ufficiale arrivato oggi.

Con l’ingresso di Federico Chiesa nella rosa europea, il Liverpool guadagna un’arma in più per la fase a gironi. Il suo rientro rappresenta non solo un’opportunità per la squadra, ma anche un’occasione personale di rilancio in campo internazionale, dopo un avvio di stagione positivo ma condizionato da scelte tecniche.

La trasferta in Turchia sarà quindi il primo banco di prova per Chiesa, pronto a sfruttare questa nuova chance per diventare protagonista anche in Champions League.


Barcellona, problemi per quanto riguarda gli infortuni. La situazione

Barcellona, doppio infortunio in rosa: out Raphinha e Joan Garcia

Brutte notizie per il Barcellona, che dovrà fare a meno di due giocatori importanti nelle prossime settimane a causa di infortuni. La squadra catalana si trova ad affrontare un periodo complicato sul piano fisico, con due elementi della rosa costretti ai box per problemi muscolari e articolari.

Il primo stop riguarda Raphinha. L’esterno offensivo brasiliano ha riportato un infortunio muscolare al bicipite femorale della coscia destra, precisamente a livello del terzo medio. I primi esami effettuati dallo staff medico del club hanno confermato la diagnosi e stabilito un periodo di recupero stimato in circa tre settimane. Raphinha, che nelle ultime settimane aveva mostrato buoni segnali di crescita e stava tornando protagonista, dovrà quindi fermarsi, saltando alcune partite chiave della stagione. Il club spera di poterlo riavere a disposizione il prima possibile, soprattutto in vista degli impegni europei e dei match decisivi della Liga.

Situazione più delicata, invece, per Joan Garcia. Il giovane portiere ha subito una lesione al menisco mediale del ginocchio sinistro. Dopo gli accertamenti clinici, lo staff medico ha deciso di optare per un intervento chirurgico in artroscopia, programmato per la giornata di domani. I tempi di recupero, in questo caso, sono più lunghi rispetto a quelli di Raphinha: si stima che Garcia resterà lontano dai campi per un periodo compreso tra le quattro e le sei settimane, a seconda della risposta dell’atleta alla riabilitazione post-operatoria.

Questi due infortuni rappresentano una brutta tegola per l’allenatore, che dovrà fare i conti con l’assenza di due elementi preziosi, in un momento cruciale della stagione. Il club catalano sta valutando soluzioni alternative per non perdere equilibrio in campo, affidandosi alla profondità della rosa e a possibili rotazioni per ovviare alle assenze.

In casa Barcellona si lavora ora affinché entrambi possano rientrare al meglio e nei tempi previsti, evitando ricadute o complicazioni. Lo staff medico e tecnico collaborerà strettamente per monitorare il percorso di recupero di Raphinha e Garcia, con l’obiettivo di riportarli in campo in piena forma e senza rischi.


Mourinho Benfica: c’è una clausola “etica” nel contratto che apre a un addio anticipato nel 2026

Maurino e la clausola al Benfica. Spunta una nuova indiscrezione

Ecco di cosa si tratta e perché è stata inserita José Mourinho, in una versione più “leggera” rispetto all’apice della sua carriera da “Special One”, è tornato in Portogallo pochi giorni dopo aver lasciato il Fenerbahçe, firmando un contratto con il Benfica fino al 2027. Tuttavia, questo accordo non garantisce una permanenza a lungo termine. Il mondo del calcio, infatti, permette alcune “scappatoie”, e il contratto di Mourinho include una clausola che potrebbe consentire la rescissione anticipata. Questa particolare disposizione, definita dallo stesso allenatore come dotata di una “grande etica”, introduce un elemento di incertezza sul suo futuro a Lisbona.La clausola di rescissione: un’opzione per entrambi a fine stagione 2025/26La clausola contrattuale stipulata tra Mourinho e il Benfica permette a entrambe le parti di interrompere il rapporto dieci giorni dopo l’ultima partita della stagione 2025/26, che dovrebbe concludersi a fine maggio. Questo significa che sia il club che l’allenatore possono attivare questa opzione senza dover dipendere dalla volontà dell’altro. La ragione di questa insolita disposizione risiede nelle imminenti elezioni presidenziali del club, previste tra pochi mesi. Un dettaglio non da poco, che lo stesso Mourinho ha evidenziato al momento della sua presentazione, sottolineando l’importanza di un “rispetto etico enorme per gli altri candidati”.Mourinho tra desiderio di successo e rispetto per l’etica del clubNonostante la presenza di questa clausola di uscita, José Mourinho ha espresso un forte desiderio di successo e di permanenza al Benfica. «Il contratto ha una grande etica dietro e un enorme rispetto etico per gli altri candidati. Questo è lodevole e mi ha sensibilizzato», ha dichiarato Mourinho durante la sua presentazione. Ha poi ribadito la sua intenzione di onorare l’accordo: «Il mio desiderio è di rispettare i due anni di contratto con successo e che il club voglia rinnovare, perché voglio avere successo al Benfica». L’ex “Special One” è chiaramente alla ricerca di una rinascita della sua carriera, e il Benfica rappresenta per lui un’opportunità per tornare ai fasti di un tempo, in un contesto a lui familiare.L’inizio in campo e le sfide future del “nuovo” MourinhoSul campo, il “nuovo” Mourinho ha iniziato la sua avventura con il Benfica con una vittoria e un pareggio nei primi due incontri. La prossima sfida si gioca stasera contro il Gil Vicente, un’altra partita del campionato. La sua versione attuale, meno “Special One” e più focalizzata sulla ricostruzione, dovrà dimostrare di poter portare il Benfica ai vertici, sia a livello nazionale che internazionale. La clausola di rescissione, sebbene “etica”, penderà come una spada di Damocle sul suo operato, spingendolo a ottenere risultati convincenti per trasformare il suo desiderio di rimanere in una certezza, indipendentemente dall’esito delle elezioni presidenziali.

Roma Verona, Paolo Zanetti: «La gara è uno stimolo, vogliamo riscattarci. Gasperini? Le sue squadre sono rulli compressori»

Le parole di Paolo Zanetti, allenatore del Verona, in vista della gara contro la Roma


A due giorni dalla sfida contro la Roma, Paolo Zanetti ha presentato l’incontro dalla parte del Verona, toccando vari aspetti della condizione della sua squadra, le strategie tattiche e le aspettative per la partita contro una delle formazioni più in forma del campionato.
Il ritorno a Roma e le condizioni degli infortunati
«Gagliardini sì [ci sarà, ndr], Valentini e Mosquera lavorano ancora a parte e vediamo la prossima settimana. Comunque tornare lì ci è da stimolo, per riscattarci, per rifarci con una grande prestazione. Incontriamo una squadra in grande forma, che infila risultati da molto tempo già dall’anno scorso. Gasperini è uno dei tecnici più bravi, con giocatori in forma che fanno la differenza. Dopo la Juventus abbiamo un’altra sfida di grandissimo livello».
Le scelte dopo la Coppa Italia
«Più di qualcuno [di quelli visti in Coppa Italia può tornare utile, ndr], è stato un ottimo test. Non ho grandissimi dubbi sulle scelte. Gagliardini rientra, tanti ragazzi li ho visti crescere, recuperare e stare meglio. Stanno acquisendo una buona condizione atletica».
Il ricordo degli 11 gol subiti contro Gasperini
«L’anno scorso è stato così, sì. Quando le squadre di Gasperini girano, non c’è rivale che tenga. Le sue squadre diventano rulli compressori. Diventano partite molto difficili se non si dà il massimo e se non si sta bene. Per combattere questi duelli a tutto campo che loro creano. Se facciamo una grande prestazione come quella vista contro la Juventus, che ha concetti simili al calcio di Gasperini, allora possiamo dire la nostra».
La produzione offensiva e l’intesa tra Giovane e Orban
«Sicuramente, per vincere bisogna fare gol. Bisogna analizzare i tiri che abbiamo fatto nelle ultime due di campionato, 34, perché non sono stati tiri velleitari. Quello che è mancato è stato un pizzico di precisione, perché sono stati tiri veri, azioni costruite. Continuando a lavorare i gol arriveranno». Sull’intesa tra i due attaccanti: «Stiamo lavorando molto su questo. A volte sono stati un po’ individualisti, la vedo come una cosa positiva perché voglio gente con fame. Ho letto che Orban ha detto di voler fare sempre gol, quindi accetto anche che tiri da centrocampo anche perché contagia anche gli altri. Senza palla stanno facendo un grandissimo lavoro. Con la palla secondo me possono crescere molto nel duettare fra di loro».
Come ottenere solidità difensiva
«Sicuramente il lavoro di squadra. Siamo stati, a parte con la Lazio, solidi. La solidità si raggiunge con il lavoro di squadra. Dobbiamo fare tutto assieme, lo stiamo facendo bene sia in attacco che in difesa. Con la Roma sarà uguale, gente come Soulé, Pellegrini e gli altri è pericolosa, salta l’uomo e decide. Abbiamo capito subito quello che serve, la predisposizione della squadra».
Il miglioramento fisico
«Sono dati che vediamo anche noi. I giocatori si sono presentati molto bene, in ritiro vedevate già una squadra che spingeva. Aver dato continuità è stato importante. In linea generale abbiamo accorciato sui tempi per coprire in maniera più veloce le distanze. La squadra si esprime molto bene in velocità sia per caratteristiche che per la condizione in sé».

Lega Serie A: De Siervo esulta per l’operazione anti-pirateria a Catania: «Finita l’impunità per gli utenti»

De Siervo esulta sull’operazione antipirateria per quanto riguarda la Serie A


Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, ha espresso grande soddisfazione per la vasta operazione anti-pirateria condotta a Catania, definendola un “colpo forte” nella battaglia quotidiana per la legalità in Italia. L’intervento delle Autorità ha smantellato il vertice di un mercato illegale di streaming che generava milioni di profitti al mese, con quasi un milione di utenti coinvolti.

De Siervo ha sottolineato come la pirateria danneggi profondamente l’intero sistema dello sport, del cinema e della televisione, impoverendo non solo il calcio ma mettendo anche a rischio la sicurezza informatica degli utenti e alimentando circuiti criminali.


Un colpo decisivo al vertice della pirateria digitale in Italia


L’operazione condotta a Catania è stata definita da De Siervo come “una delle più importanti mai condotte”, riuscendo a colpire direttamente i vertici del mercato illegale dello streaming in Italia. Le cifre parlano chiaro: quasi un milione di utenti e profitti per svariati milioni di euro al mese, che danno la dimensione di un fenomeno radicato e dannoso. Questo successo investigativo dimostra che ora è possibile intercettare e perseguire efficacemente i responsabili, garantendo che i danni consistenti subiti dagli imprenditori e lavoratori onesti del settore possano essere risarciti. È un segnale forte che le Autorità sono in grado di contrastare con successo questo tipo di criminalità.


“Finita l’epoca dell’impunità”: il monito di De Siervo agli utenti pirata


Il messaggio di Luigi De Siervo non si è rivolto solo agli operatori del mercato illegale, ma anche e soprattutto ai fruitori. L’a.d. della Lega Serie A ha lanciato un chiaro avvertimento: «I fruitori di siti o piattaforme pirata devono sapere che è finita l’epoca dell’impunità, saranno chiamati a rispondere delle proprie azioni e nessuno di loro resterà più spettatore anonimo». Questo monito segna un cambiamento di paradigma, indicando una volontà decisa di perseguire non solo chi organizza la pirateria, ma anche chi ne usufruisce. L’obiettivo è creare una consapevolezza diffusa che l’accesso illegale ai contenuti ha conseguenze legali dirette per tutti i soggetti coinvolti.


La pirateria come minaccia al sistema calcio e alla sicurezza degli utenti


De Siervo ha ribadito le molteplici minacce della pirateria. Oltre a impoverire il sistema calcio, sottraendo risorse vitali per investimenti e crescita, la pirateria mette a rischio la sicurezza informatica degli utenti. L’accesso a piattaforme illegali espone spesso i consumatori a malware, frodi e violazioni della privacy. Inoltre, ha evidenziato come tali attività alimentino “circuiti criminali”, sottolineando il legame tra la pirateria digitale e la criminalità organizzata. L’operazione di Catania, quindi, non è solo una vittoria per il diritto d’autore, ma un passo avanti nella lotta contro la criminalità a più livelli, proteggendo l’integrità del sistema e la sicurezza dei cittadini.

Marsiglia Psg: il “Classique” si sposta in Kuwait per la Supercoppa, si giocherà il prossimo 8 gennaio 2026

Marsiglia PSG, un match importante trasferito altrove. Il punto sulla situazione

Dopo la storica vittoria casalinga che ha interrotto un’astinenza di 14 anni nei “Classique” giocati al Vélodrome, l’Olympique Marsiglia si prepara a un nuovo confronto ad alta tensione con il Paris Saint-Germain.

I “Phocéens” hanno dimostrato di poter tenere testa ai campioni d’Europa, alimentando sogni e ambizioni per questa stagione. La prossima sfida tra i due acerrimi rivali è già stata fissata: si affronteranno nella finale di Supercoppa, un incontro che promette spettacolo e ribadisce la forte rivalità tra le due squadre più blasonate di Francia.


Il “Classique” vola in Kuwait: appuntamento l’8 gennaio 2026


Il prossimo capitolo di questa accesa rivalità si scriverà lontano dalla Francia. La 31ª edizione della Supercoppa è stata assegnata al Kuwait, che ospiterà l’evento l’8 gennaio 2026. La scelta è ricaduta sul paese del Golfo Persico, preferito a Oman e Costa d’Avorio, le altre candidate. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Federazione Calcistica del Kuwait, si terrà nello Jaber Al-Ahmad International Stadium di Kuwait City. Un contesto esotico e lussuoso che farà da sfondo a una delle partite più sentite del calcio francese, portando lo spettacolo oltre i confini nazionali.


Terzo scontro nel Trophée des Champions: PSG contro il suo storico inseguitore


Il Trophée des Champions vedrà di fronte il Paris Saint-Germain, vincitore della Ligue 1 e della Coupe de France, e l’Olympique Marsiglia, classificatosi secondo in campionato. Questo sarà il terzo “Classique” nella storia della competizione, dopo le edizioni del 2010 e del 2020 (bilancio di un successo a testa). L’OM avrà l’opportunità di sfidare i campioni in carica, replicando la prestazione che ha infiammato il Vélodrome e dimostrando che la vittoria recente non è stata un caso isolato. Per il PSG, invece, sarà l’occasione per ribadire la sua egemonia e continuare a collezionare trofei, anche a distanza.


Tra rivalità storica e ambizioni stagionali: un trofeo dal peso emotivo


Questo Trophée des Champions assume un significato particolare non solo per la rivalità storica, ma anche per le ambizioni stagionali di entrambe le squadre. L’OM, forte del recente successo, cercherà di confermare la sua crescita e di aggiungere un trofeo alla sua bacheca, dando un segnale forte al campionato. Il PSG, dal canto suo, non vorrà lasciare nulla al caso e cercherà di imporre la sua superiorità, mostrando al contempo il proprio dominio sulla scena nazionale. La partita sarà quindi molto più di una semplice gara per un trofeo minore, rappresentando un test importante per le aspirazioni e lo stato di forma di entrambe le formazioni all’inizio del nuovo anno.

Udinese, infortunio per Adam Buksa: frattura allo zigomo e alle ossa nasali

Udinese, infortunio per Adam Buksa: frattura allo zigomo e alle ossa nasali. Tutti i dettagli sul calciatore bianconero

L’Udinese ha reso note le condizioni di Adam Buksa, attaccante polacco classe 1996 arrivato in estate dal Lens. Durante la gara di Coppa Italia contro il Palermo, il centravanti ha subito un duro colpo al volto che lo ha costretto a lasciare il campo.

Attraverso un comunicato ufficiale, il club friulano ha spiegato che gli esami clinici hanno evidenziato la frattura dello zigomo destro e delle ossa nasali. L’attaccante sarà sottoposto a intervento chirurgico già nelle prossime ore e, secondo quanto riferito dalla società, dovrebbe tornare a disposizione in tempi relativamente brevi.

Le parole di Buksa in conferenza stampa

Nonostante l’infortunio, Buksa ha avuto modo di presentarsi ai tifosi e ai media, raccontando le sue prime settimane a Udine. L’ex Lens ha sottolineato l’importanza di avere connazionali in squadra come Rasmus Karlström, centrocampista svedese con esperienza in Polonia, e Jakub Piotrowski, centrocampista polacco e suo amico di lunga data. «Conoscere qualcuno nello spogliatoio aiuta a inserirsi più velocemente – ha spiegato – ma devo dire che qui tutti mi hanno accolto bene e c’è una bella atmosfera».

Buksa ha poi parlato delle sue caratteristiche tecniche: «In carriera mi sono sempre adattato alle richieste degli allenatori. Contro Inter e Pisa sono entrato a gara in corso con il compito di vincere i duelli aerei e tenere alta la squadra. Mi sento a mio agio in area, soprattutto quando posso ricevere cross dalle fasce o dalle retrovie. Mi piace attaccare la porta e sono flessibile, dipende dall’avversario e dalla partita».

L’intesa con i compagni d’attacco

Alla domanda su quale modulo preferisca, Buksa ha ribadito la sua duttilità: «Dipende dalla partita e dagli avversari. Non ho ancora giocato con Keinan Davis, un numero 9 molto forte fisicamente, mentre ieri ho condiviso l’attacco con Nicolò Zaniolo, appena arrivato. Nonostante il poco tempo per allenarci insieme, le cose sono andate bene. Con un’altra punta bisogna muoversi molto, con un trequartista invece si attacca di più la profondità. Io posso adattarmi».

L’Udinese perde temporaneamente un rinforzo importante per l’attacco, ma conta di riavere presto Buksa dopo l’operazione. La sua versatilità e la capacità di adattarsi a diversi sistemi di gioco lo rendono un elemento prezioso per la squadra friulana.

Del Piero torna all’Allianz Stadium per Juve-Atalanta: ecco il motivo della presenza della leggenda bianconera

Juve Atalanta, Alessandro Del Piero protagonista all’Allianz Stadium: il motivo della sua presenza. I dettagli

Un ritorno che scalda i cuori dei tifosi bianconeri, ma che porta con sé anche un velo di malinconia. Domani sera, in occasione del big match di Serie A tra Juventus e Atalanta, l’Allianz Stadium riabbraccerà il suo capitano più amato: Alessandro Del Piero, ex numero 10 e simbolo indelebile della storia juventina.

Un ritorno dal sapore speciale

La presenza di Del Piero a Torino assume un significato particolare perché arriva a poche ore dal cruciale Consiglio di Amministrazione che sta delineando il futuro assetto societario del club. Proprio mentre si discute di strategie e dirigenza, il nome dell’ex capitano torna a riecheggiare tra i tifosi, che da anni invocano un suo ruolo di primo piano nella Juventus.

Eppure, questa volta, Del Piero non sarà in tribuna d’onore né nei corridoi della dirigenza. L’ex attaccante, campione del mondo con l’Italia nel 2006 e miglior marcatore della storia bianconera, sarà a bordocampo come inviato e opinionista per la prestigiosa emittente americana CBS Sports. Un ruolo che negli ultimi anni gli ha garantito grande visibilità internazionale e che ne conferma lo status di icona globale del calcio.

Del Piero e la Juve: un legame indissolubile

Per il popolo juventino, Del Piero resta molto più di un ex giocatore. Per anni, il suo nome è stato il più citato come possibile dirigente o presidente, la figura capace di riportare quel senso di appartenenza e quello “Stile Juve” che molti tifosi sentono di aver perso.

Il suo ritorno allo Stadium, proprio nel momento in cui si decide il futuro societario, crea un cortocircuito emotivo: da un lato la gioia di rivedere il capitano, dall’altro il rammarico di vederlo ancora lontano da un ruolo ufficiale nel club.

L’attesa dei tifosi

Domani sera i sostenitori bianconeri lo accoglieranno con l’affetto di sempre, ascolteranno le sue analisi lucide e competenti da bordocampo, ma continueranno a coltivare una speranza: che un giorno, non troppo lontano, il ritorno di Alessandro Del Piero a Torino non sia soltanto da opinionista, ma da protagonista nella dirigenza della Juventus.

Un sogno che resta vivo, alimentato dall’amore eterno tra il capitano e i suoi tifosi.

Cagliari, infortunio Zappa: out contro Inter e Udinese. I tempi di recupero

Cagliari, stop per Zappa: il difensore salta due partite di Serie A. I dettagli sui tempi di rientro, le ultime

Il Cagliari si prepara a vivere una serata di grande calcio nella quinta giornata di Serie A 2025/2026. Domani, sabato 27 settembre, l’Unipol Domus ospiterà il big match tra i rossoblù e l’Inter, con fischio d’inizio alle ore 20:45. L’attesa è altissima, ma in casa sarda cresce la preoccupazione per le condizioni fisiche di alcuni giocatori chiave, in particolare del difensore Gabriele Zappa.

Infortunio Zappa: out contro l’Inter e in dubbio per l’Udinese

Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, Zappa – terzino destro classe 1999, noto per la sua corsa e duttilità – ha riportato un risentimento muscolare durante l’ultima gara di Coppa Italia. L’ex Pescara non sarà disponibile per la sfida contro i nerazzurri e rischia seriamente di saltare anche il successivo impegno contro l’Udinese.

Il tecnico Fabio Pisacane, ex difensore del Cagliari e oggi allenatore alla sua prima stagione in Serie A, dovrà quindi ridisegnare la linea difensiva. La speranza del club isolano è di recuperare il giocatore dopo la sosta, in vista della delicata trasferta contro il Bologna. L’assenza di Zappa rappresenta una tegola pesante, costringendo lo staff tecnico a individuare soluzioni alternative per garantire equilibrio sulla corsia destra.

La sfida tattica contro l’Inter di Chivu

Affrontare l’Inter rappresenta sempre un banco di prova di altissimo livello. I nerazzurri, guidati dal tecnico romeno Cristian Chivu – ex difensore centrale e bandiera interista, oggi allenatore con esperienza maturata nelle giovanili del club – arrivano in Sardegna con l’obiettivo di consolidare la propria posizione nelle zone alte della classifica.

Il Cagliari, nonostante le defezioni, potrà contare sul sostegno del pubblico dell’Unipol Domus. Pisacane punterà su compattezza difensiva e rapide ripartenze per mettere in difficoltà una squadra costruita per lottare ai vertici. La chiave sarà trovare il giusto equilibrio tra solidità e capacità di sfruttare gli spazi lasciati dagli avversari.

Obiettivo: punti pesanti per la salvezza

Per i rossoblù ogni partita è fondamentale nella corsa alla salvezza. La sfida contro l’Inter non sarà semplice, ma il Cagliari ha dimostrato di saper lottare con determinazione. Con o senza Zappa, la squadra isolana è pronta a dare battaglia per conquistare punti preziosi davanti al proprio pubblico.

Infortunio Malanca, operazione al ginocchio perfettamente riuscita: l’annuncio della Sampdoria

Serie B, Sampdoria: intervento al ginocchio riuscito per Malanca. Ecco il comunicato del club blucerchiato

La Sampdoria intensifica la preparazione in vista del prossimo impegno di Serie B, una gara che può rivelarsi decisiva per il morale e per la classifica. I blucerchiati scenderanno in campo domani, sabato 27 settembre, alle ore 19:30, nello storico stadio San Nicola di Bari, per affrontare una sfida che vale molto più dei tre punti.

La squadra ligure, guidata da Massimo Donati, ex centrocampista di Atalanta, Celtic e Palermo, noto per la sua grinta e la capacità di trasmettere carattere, è chiamata a invertire la rotta dopo un avvio di campionato complicato. Il tecnico sa bene che un risultato positivo potrebbe rappresentare la scossa necessaria per rilanciare il progetto e restituire fiducia a un gruppo che ha mostrato segnali di fragilità nelle prime giornate.

Malanca operato con successo: buone notizie dall’infermeria

In attesa del fischio d’inizio, arrivano notizie incoraggianti dall’infermeria blucerchiata. Lorenzo Malanca, difensore classe 2004 e considerato una delle promesse più interessanti del reparto arretrato, si è sottoposto a un intervento chirurgico al ginocchio sinistro perfettamente riuscito. L’operazione, comunicata ufficialmente dalla società genovese, rappresenta un passo importante verso il recupero completo del giovane calciatore, che resterà comunque ai box per alcune settimane.

Il successo dell’intervento è stato accolto con sollievo dall’ambiente doriano, che ora può concentrarsi esclusivamente sulla sfida contro il Bari. La speranza è che la determinazione mostrata da Malanca nel percorso di recupero possa essere d’ispirazione per i compagni, chiamati a dimostrare la stessa resilienza sul campo.

Obiettivo risalita: il San Nicola come punto di ripartenza

La trasferta in Puglia non sarà semplice: il Bari, spinto dal calore del proprio pubblico, rappresenta un avversario ostico. Tuttavia, la Sampdoria sa di non poter più rimandare la svolta. Un successo al San Nicola significherebbe non solo tre punti preziosi, ma anche un’iniezione di fiducia per un gruppo che vuole tornare protagonista in Serie B.

Il Doria punta dunque a trasformare la sfida di domani in un nuovo inizio, con l’obiettivo dichiarato di risalire la classifica e restituire entusiasmo ai propri tifosi.

COMUNICATO – «L’U.C. Sampdoria informa che in data odierna il calciatore Lorenzo Malanca è stato sottoposto presso Villa Serena ad un intervento chirurgico per la ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. L’operazione, eseguita dal professor Claudio Mazzola, consulente ortopedico della società, è perfettamente riuscita».

Pellegrini Roma, gol nel derby e addio ai giallorossi? Il futuro può essere rossonero, le ultime

Pellegrini Roma, gol nel derby e addio ai giallorossi? Il futuro può essere rossonero, le ultimissime di mercato

Il derby di Roma ha regalato un’emozione che resterà impressa nella memoria dei tifosi giallorossi. Lorenzo Pellegrini, centrocampista classe 1996 e capitano della Roma, ha salutato l’Olimpico con un gol indimenticabile contro la Lazio. Un gesto tecnico e simbolico che ha rappresentato il suo “canto del cigno” con la maglia giallorossa, prima di un addio ormai scritto.

Un addio annunciato

Il contratto di Pellegrini, in scadenza a giugno, non verrà rinnovato. La separazione avverrà già a gennaio, sei mesi prima della naturale conclusione, chiudendo un ciclo iniziato nel 2017. In questi anni il numero 7 ha collezionato 59 gol e 59 assist, numeri che lo collocano tra i centrocampisti più incisivi della Serie A. La sua influenza sulla Roma è stata paragonabile a quella di specialisti come Hakan Calhanoglu (regista dell’Inter) e Luis Alberto (fantasista della Lazio).

Una stagione tra luci e ombre

Nonostante il talento indiscusso, l’ultima stagione di Pellegrini è stata segnata da alti e bassi. Dopo il trionfo in Conference League nel 2022, il capitano ha faticato a ritrovare continuità. In 34 presenze complessive tra campionato e coppe ha totalizzato 2.126 minuti, con soli 3 gol e 3 assist. Numeri lontani dai suoi standard, che rendono ancora più significativo il gol nel derby: un lampo di orgoglio e classe pura, capace di riaccendere l’entusiasmo dei tifosi.

Il futuro: ipotesi Milan

Secondo indiscrezioni di mercato, il Milan sarebbe pronto ad accoglierlo già a gennaio. I rossoneri, guidati dal direttore sportivo Igli Tare e dall’allenatore Massimiliano Allegri, sono alla ricerca di un centrocampista d’esperienza e qualità. Pellegrini, con la sua capacità di abbinare inserimenti offensivi e visione di gioco, rappresenterebbe il profilo ideale per rinforzare la mediana.

Per il centrocampista romano si aprirebbe così un nuovo capitolo: lasciare la squadra della sua città, con cui ha condiviso gioie e delusioni, per rilanciarsi in un club che punta a tornare protagonista in Italia e in Europa. Un addio doloroso ma inevitabile, che potrebbe trasformarsi nell’occasione giusta per ritrovare la centralità che merita.

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