Pagina 641 – Calcio News 24

Infortunio Leao, buone notizie in vista del Napoli. L’indiscrezione in casa Milan

Infortunio Leao: il portoghese torna in gruppo, obiettivo convocazione per Napoli-Milan

Buone notizie per il Milan e i suoi tifosi: l’infortunio di Leao è ormai alle spalle. Dopo settimane di attesa, il talento portoghese è tornato ad allenarsi in gruppo e si avvicina al rientro in campo. Leao era stato costretto ai box per un’elongazione al polpaccio che lo aveva tenuto fuori nelle prime quattro giornate di campionato, ma ora il recupero sembra vicino alla conclusione.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’esterno rossonero ha completato l’intera seduta odierna senza particolari problemi, segnale incoraggiante per lo staff tecnico. La sua presenza nell’allenamento di rifinitura, previsto per domani, sarà decisiva per valutare la possibilità di una convocazione nella delicata sfida di domenica sera contro il Napoli.

La gestione dell’infortunio Leao è stata prudente, come è giusto che sia in questi casi. Nonostante la voglia del giocatore di tornare subito a disposizione, lo staff medico ha preferito non forzare i tempi. Anche in caso di convocazione, infatti, l’ipotesi più probabile è che Leao parta dalla panchina, pronto a subentrare nella ripresa.

Il suo ingresso a partita in corso potrebbe comunque rivelarsi determinante. La capacità di strappare, saltare l’uomo e creare superiorità numerica è una risorsa preziosa, soprattutto contro un avversario come il Napoli. Con la difesa avversaria più stanca nella seconda parte del match, Leao potrebbe fare la differenza anche senza essere al top della condizione.

Oltre all’aspetto tecnico, il recupero dall’infortunio di Leao rappresenta anche un grande stimolo a livello psicologico per il gruppo. Il Milan, che nelle ultime settimane ha faticato a trovare continuità offensiva, ritrova una delle sue armi più pericolose. Il ritorno del numero 10 può dare una scossa all’ambiente e restituire fiducia a tutta la rosa in un momento delicato della stagione.

L’entusiasmo dei tifosi rossoneri è palpabile: il ritorno di Leao, anche se graduale, è atteso come un vero e proprio evento. Il Milan si prepara a riabbracciare uno dei suoi protagonisti più amati, pronto a lasciarsi alle spalle l’infortunio e a riprendersi la scena.

Bologna, una reazione importante anche in Europa League. Qual è il piano contro l’Aston Villa?

Bologna, serve una partenza forte: Italiano prepara l’assalto all’Aston Villa. La situazione

Il Bologna è pronto a tornare protagonista in Europa, e l’obiettivo per la sfida di questa sera al Villa Park è chiaro: partire forte e portare a casa punti. Dopo l’ottima partenza in campionato, la squadra di Vincenzo Italiano vuole confermarsi anche a livello internazionale. L’Aston Villa arriva all’appuntamento con qualche incertezza e il momento è propizio per colpire subito.

«In Europa non sono concesse pause», ha ribadito il tecnico rossoblù durante gli ultimi allenamenti. L’atteggiamento, secondo Italiano, sarà decisivo: aggressività, intensità e concentrazione dovranno essere i tratti distintivi del Bologna fin dal primo minuto. Il Villa Park è uno stadio difficile, ma i felsinei hanno mostrato in questa stagione di saper affrontare a viso aperto qualsiasi avversario.

In vista della partita, però, restano alcuni dubbi di formazione. Nella seduta di rifinitura, l’undici iniziale provato da Italiano vedeva Zortea, Heggem, Lucumí e Lykogiannis in difesa, con Moro e Ferguson a centrocampo. Il trio alle spalle della punta era composto da Orsolini, Bernardeschi e Rowe, mentre in attacco figurava Dallinga. Una formazione con diverse soluzioni, anche se non mancano le incertezze.

In particolare, in mediana è difficile immaginare un’esclusione di Remo Freuler, uno dei giocatori più esperti e determinanti per il gioco del Bologna. Anche in attacco, occhio al possibile ritorno dal primo minuto di Castro, finalmente ristabilito e voglioso di lasciare il segno. Cambiaghi e Fabbian, invece, insidiano Bernardeschi e Rowe per un posto tra i titolari.

L’avversario, l’Aston Villa, non è nel suo miglior momento: alcune defezioni e recenti risultati altalenanti potrebbero condizionare la fiducia della squadra inglese. Per questo Italiano sta studiando una strategia aggressiva, puntando su una partenza sprint per mettere subito pressione agli uomini di Emery.

Per il Bologna, uscire con un risultato positivo da Birmingham significherebbe non solo fare un passo importante nel girone europeo, ma anche rafforzare ulteriormente il proprio status tra le rivelazioni stagionali. Italiano lo sa, e carica la squadra: mentalità vincente, compattezza e la giusta dose di coraggio saranno le chiavi per cercare l’impresa.

Il Bologna sogna in grande, e l’Europa può diventare il palcoscenico perfetto per dimostrarlo.

Prandelli su Allegri: «Sta facendo molto bene al Milan. Penso che questi giocatori siano geniali»

Prandelli elogia Allegri e analizza la sfida tra Napoli e Milan: «Modric e De Bruyne? Geniali»

In un’intervista rilasciata all’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, Cesare Prandelli ha commentato l’ottimo momento del Milan guidato da Massimiliano Allegri. L’ex commissario tecnico della Nazionale italiana ha espresso grande stima nei confronti del tecnico rossonero, sottolineando come il suo lavoro stia finalmente ottenendo il riconoscimento che merita.

«Sono strafelice dell’impatto di Allegri» – ha dichiarato Prandelli – «se lo merita, perché ha dovuto sopportare critiche ingiuste. Max è dominante, ha una straordinaria capacità di gestire le situazioni difficili con equilibrio e lucidità. Si assume le responsabilità e trova sempre il modo per risolvere i problemi. Inoltre, il Milan sta giocando un bel calcio: contro l’Udinese ha saputo anche divertire».

Prandelli, profondo conoscitore di calcio e allenatori, ha poi rivolto la sua attenzione alla super sfida di domenica sera tra Milan e Napoli, sottolineando l’importanza del confronto tra due tecnici dal grande carisma come Allegri e Antonio Conte. «Spesso si discute delle differenze tra loro» – ha osservato – «ma secondo me ci sono anche tante analogie. Entrambi hanno una leadership naturale, una forza interiore che deriva dalla conoscenza profonda del gioco. La loro energia si riflette direttamente sulle squadre che allenano».

Ma lo sguardo dell’ex tecnico non si limita alla panchina. Parlando della partita di San Siro, Prandelli ha voluto soffermarsi anche sul duello tra due autentici fuoriclasse: Luka Modric e Kevin De Bruyne. «Ben vengano partite con protagonisti di questo livello» – ha affermato – «quando si ha a che fare con calciatori di una tale intelligenza e talento, lo spettacolo è garantito. La classe non ha età, e sia Modric che De Bruyne lo dimostrano ogni volta. Sanno quando accelerare e quando gestire il ritmo, leggono il gioco con una lucidità che incanta. Il vero campione è colui che decide, e loro due lo fanno da anni».

Le parole di Prandelli confermano una visione del calcio profonda e raffinata, fatta di rispetto per il mestiere dell’allenatore e amore per il talento puro. In un calcio sempre più orientato ai numeri, il suo sguardo rimane umano, tecnico e, soprattutto, autentico.

Gravina avvisa: «Per Euro 2032 bisogna sbrigarsi! Quell’impianto potrebbe rimanere fuori»

Gravina lancia l’allarme: «Milano rischia di restare fuori da Euro 2032»

Una notizia che scuote il calcio italiano arriva direttamente dal presidente della FIGC, Gabriele Gravina: Milano potrebbe non ospitare nessuna partita dell’Europeo 2032, competizione che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia. In un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Gravina ha espresso forte preoccupazione per il futuro di San Siro e per il ritardo accumulato nella pianificazione degli stadi.

Le dichiarazioni di Gravina sono nette: «Lo stadio Meazza non risponde ai requisiti richiesti dalla UEFA per ospitare l’Europeo». Un giudizio che mette seriamente a rischio la presenza della città di Milano tra le sedi della manifestazione continentale, a meno di un cambio di passo rapido e deciso.

Il nodo principale resta quello della mancata decisione sul futuro dell’impianto. Il presidente federale ha ribadito la necessità di una scelta condivisa tra le istituzioni e i due club proprietari dello stadio, Inter e Milan. Serve un piano chiaro: o una ristrutturazione profonda di San Siro o la costruzione di un nuovo impianto. Senza un progetto concreto, Milano rischia l’esclusione.

Gravina ha anche evidenziato le scadenze imposte dalla UEFA: entro il 31 luglio 2026 la FIGC dovrà presentare l’elenco definitivo degli stadi italiani candidati per Euro 2032. Non solo: entro marzo 2027, i progetti dovranno essere approvati, finanziati e pronti per essere avviati. Tempi strettissimi, che rendono la situazione ancora più delicata per la città lombarda.

In parallelo, Gravina ha sottolineato l’interesse di ben tredici città italiane, tra cui Roma, che potrebbe addirittura proporre due impianti: l’Olimpico e il nuovo stadio della Roma. «È difficile immaginare un Europeo senza Milano» – ha affermato – «ma se non arrivano risposte rapide, ci troveremo costretti a valutare alternative».

Il paradosso è evidente: mentre alcune città si muovono con progetti ambiziosi, Milano – capitale economica del Paese – rischia di restare ai margini. Il tutto, in un momento in cui la questione stadi per Inter e Milan è ancora bloccata da lungaggini burocratiche e veti incrociati.

Gravina, con il suo intervento, ha voluto lanciare un ultimo appello: servono risposte politiche concrete e rapide. L’Europeo 2032 non aspetterà, e l’Italia non può permettersi di perdere Milano per strada.

Palladino rivela: «Addio Fiorentina? Sono andato via per divergenze con quella persona»

Palladino rompe il silenzio: il vero motivo dell’addio alla Fiorentina è Pradé

Dopo quattro mesi di silenzio, Raffaele Palladino è tornato a parlare. L’ex allenatore della Fiorentina ha scelto le colonne della Gazzetta dello Sport per raccontare i retroscena del suo addio, avvenuto a sorpresa al termine di una stagione più che positiva. Con lui in panchina, i viola hanno raggiunto il 6° posto in Serie A con 65 punti: il miglior risultato dell’era Commisso. Eppure, nonostante i numeri incoraggianti, Palladino ha deciso di lasciare il club. Perché?

Il motivo ruota attorno a un rapporto difficile, teso e mai davvero risolto con il direttore sportivo Daniele Pradé. I due non hanno mai costruito un vero dialogo costruttivo, e le divergenze si sono fatte sentire, spesso anche pubblicamente. In più occasioni, infatti, Pradé è intervenuto a commentare o a correggere le scelte tecniche del suo allenatore, generando un clima poco sereno.

Nella conferenza stampa di fine stagione, il ds aveva minimizzato la situazione, parlando di «normale dialettica interna». Ma poche ore dopo, sono arrivate le dimissioni di Palladino. Un gesto che ha sorpreso molti, ma che oggi appare più comprensibile alla luce delle sue dichiarazioni. E anche Pradé, a distanza di settimane, ha ammesso le sue responsabilità: «Il giorno dopo le dimissioni di Palladino è stato scioccante. Aveva fatto un ottimo lavoro. Forse sono stato troppo invadente in alcune situazioni, ma fa parte del mio ruolo stimolare e scuotere l’ambiente».

Nel suo intervento, Palladino ha voluto sottolineare l’importanza di un rapporto sano tra allenatore e direttore sportivo, facendo un paragone esplicito con la sua esperienza precedente al Monza. Senza mai nominare Pradé, ha elogiato il legame con Adriano Galliani: «La fortuna di un tecnico è avere un grande direttore alle spalle e viceversa. Con Galliani c’era intesa su tutto, dal lavoro quotidiano al mercato. Altrove non funzionava così…». Il riferimento alla sua parentesi viola è evidente.

Oggi, con Stefano Pioli sulla panchina della Fiorentina, Pradé sembra aver cambiato atteggiamento, mantenendo un profilo più basso. Ma resta il dubbio: se il rapporto con Palladino fosse stato gestito diversamente, forse la Fiorentina avrebbe potuto costruire un progetto più duraturo e ambizioso.

Moggi elogia Tudor: «Lui è perfetto per la Juve. Deve continuare a puntare su quel giocatore»

Moggi elogia Tudor: «Ha il DNA Juventus, ma deve puntare su Vlahovic». Le parole

Igor Tudor rappresenta oggi una figura sempre più centrale nel panorama della Serie A. Dopo un primo anno positivo sulla panchina bianconera, dove ha saputo risollevare la squadra e conquistare un’insperata qualificazione in Champions League, il tecnico sta confermando il suo valore anche nella seconda stagione. Tra coloro che lo conoscono meglio c’è Luciano Moggi, storico dirigente della Juventus, che nell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport ha speso parole significative per l’allenatore croato.

«Igor è un leader» – ha esordito Moggi – «sa come si fa. Ai miei tempi si è fatto largo in una rosa forte, nonostante non avesse un talento naturale. Ha sempre sopperito con carattere, intelligenza tattica e spirito di sacrificio». Secondo l’ex direttore generale della Juventus, Tudor ha capito un punto fondamentale per il successo della squadra: il ruolo chiave di Dusan Vlahovic. «Le fortune della squadra passano da lui» – ha aggiunto Moggi – «ma deve partire dalla panchina. Solo così può dimostrare al mondo di essere superiore agli altri attaccanti».

L’ex dirigente bianconero ha poi analizzato la costruzione dell’attuale rosa. A suo avviso, la Juventus avrebbe dovuto puntare su un centrocampista in più e su un difensore, limitando invece il numero di giocatori offensivi. «Con un centrocampo più robusto e una retroguardia più solida, Tudor avrebbe avuto ancora più margini per incidere».

Oltre agli aspetti tecnici, Moggi ha raccontato un aneddoto personale che testimonia il rapporto speciale tra lui e Tudor. «A Spalato, la sua città, ha una barca. Sapete come l’ha chiamata? Moggi. Questo dice tutto su quanto affetto ci fosse tra me e i miei ragazzi. E posso dire che me ne vogliono ancora».

Queste parole rafforzano il legame tra l’ex dirigente juventino e le nuove generazioni di tecnici che hanno vissuto l’ambiente bianconero da giocatori. Moggi, che ha contribuito a scrivere pagine importanti della storia della Juventus, continua a esercitare una certa influenza con le sue opinioni sempre dirette e mai banali.

Il futuro di Tudor dipenderà da tanti fattori, ma se c’è qualcuno che crede nella sua mentalità vincente, quello è proprio Luciano Moggi.

Infortunio Buongiorno, brutte notizie per il Napoli! Ecco quanto starà fuori il difensore

Infortunio Buongiorno: lesione muscolare e stop di 25 giorni. La situazione in casa Napoli

L’infortunio di Alessandro Buongiorno rappresenta una nuova tegola per il Napoli e per il tecnico Antonio Conte. Il difensore centrale, arrivato in estate dal Torino, si è fermato nel corso dell’amichevole vinta contro il Pisa. Un problema fisico che, sebbene di lieve entità, lo costringerà a uno stop di circa 25 giorni, privando il club partenopeo di un elemento importante nel reparto arretrato.

I primi segnali di allarme erano arrivati subito dopo il match, ma è stato il responso degli esami strumentali a confermare le preoccupazioni. L’infortunio di Buongiorno è stato diagnosticato come una lesione di basso grado al muscolo adduttore lungo della coscia sinistra. Una problematica muscolare che, pur non essendo grave, necessita di riposo e di un percorso di riabilitazione controllato per evitare ricadute.

L’assenza del centrale ex Torino arriva in un momento delicato per il Napoli, che si prepara alla difficile trasferta di San Siro contro il Milan. Conte dovrà dunque fare a meno di Buongiorno, anche se potrà contare sul ritorno di Amir Rrahmani, rientrato in gruppo dopo il suo recente stop durante la pausa per le Nazionali. Sarà proprio Rrahmani a far coppia con Juan Jesus nella difesa a quattro prevista per la sfida con i rossoneri.

Oltre all’impatto sull’assetto tattico del Napoli, l’infortunio di Buongiorno ha conseguenze anche in ottica Nazionale. Il CT Gennaro Gattuso dovrà infatti rinunciare al difensore per i prossimi impegni di qualificazione ai Mondiali. Un’assenza pesante, considerando l’importanza crescente che Buongiorno ha avuto negli schemi azzurri.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il rientro del difensore potrebbe avvenire tra circa 3 settimane, con l’obiettivo di essere disponibile per la partita contro il Torino, la sua ex squadra. Sarebbe un ritorno dal forte valore simbolico, oltre che sportivo.

Nel frattempo, il giocatore ha già iniziato il percorso di recupero presso il centro medico del Napoli. Lo staff sanitario monitora giorno per giorno le sue condizioni per evitare complicazioni e garantire un rientro al 100%.

L’infortunio di Buongiorno rappresenta quindi una battuta d’arresto imprevista, ma il club resta fiducioso in un recupero rapido e completo del suo difensore.

Calciomercato Cagliari, tutto vogliono Caprile. Quella squadra è pronta a fare sul serio

Calciomercato Cagliari: un progetto ambizioso tra conferme e nuovi innesti. La situazione

Il Calciomercato Cagliari ha preso forma all’insegna della continuità e della crescita. Il club rossoblù, dopo aver conquistato la salvezza nella scorsa stagione, ha deciso di puntare su una strategia equilibrata: rinforzare i reparti più fragili senza stravolgere l’identità della squadra. L’obiettivo è chiaro: consolidarsi in Serie A e gettare le basi per un futuro ancora più competitivo.

Uno dei primi segnali importanti è arrivato dalle conferme: giocatori fondamentali come alcuni difensori centrali e centrocampisti sono stati trattenuti, resistendo a diverse offerte provenienti dall’estero. Il Cagliari ha voluto premiare chi ha mostrato attaccamento alla maglia e ha dato garanzie sul piano tecnico e caratteriale.

Il calciomercato ha poi visto l’arrivo di profili giovani e promettenti, soprattutto in attacco e a centrocampo. Il club ha cercato calciatori capaci di portare freschezza, velocità e imprevedibilità, elementi fondamentali per affrontare le squadre più attrezzate del campionato. Alcuni innesti sono arrivati con la formula del prestito con diritto di riscatto, segno di una gestione attenta anche sotto il profilo economico.

In attacco, il Calciomercato Cagliari si è concentrato sulla ricerca di alternative in grado di garantire gol e profondità. Non è mancata la competizione con altri club per alcuni obiettivi offensivi, ma la società ha dimostrato pazienza e determinazione nel chiudere le trattative nei tempi giusti.

A centrocampo, il lavoro si è focalizzato sull’aggiunta di fisicità e dinamismo. Sono stati valutati diversi profili in grado di completare un reparto già competitivo ma che aveva bisogno di più soluzioni per affrontare un’intera stagione con efficacia. Anche in questo caso, l’età media dei nuovi acquisti dimostra la volontà del club di costruire un gruppo solido ma futuribile.

Sul fronte uscite, il Cagliari ha operato con razionalità: alcuni giocatori in esubero sono stati ceduti per liberare spazio in rosa e alleggerire il monte ingaggi, mentre altri giovani sono stati mandati a farsi le ossa altrove, con l’obiettivo di tornare più pronti.

In sintesi, il Calciomercato Cagliari ha mostrato una direzione chiara: rafforzare l’organico, puntare su giovani talenti e consolidare la base esistente. Un mix di esperienza e novità che potrebbe rivelarsi decisivo per una stagione ambiziosa.

Inter, Lautaro Martinez sarà titolare contro il Cagliari? Il punto

Inter, Lautaro Martinez pronto a tornare titolare contro il Cagliari

Dopo la ripresa degli allenamenti ad Appiano Gentile, l’Inter si prepara a tornare in campo per la trasferta di sabato 27 settembre contro il Cagliari, in programma all’Unipol Domus. Una sfida importante per la squadra di Simone Inzaghi, che vuole consolidare la propria posizione in classifica e riprendere la corsa dopo la sosta. La grande novità riguarda il ritorno dal primo minuto di Lautaro Martinez, pronto a riprendere il suo posto al centro dell’attacco nerazzurro.

Il capitano dell’Inter, rimasto a riposo nelle ultime rotazioni per un leggero affaticamento muscolare, è completamente recuperato e sarà titolare contro i rossoblù. Come riportato da Matteo Barzaghi ai microfoni di Sky Sport, Lautaro Martinez tornerà a far coppia con Marcus Thuram, andando a ricomporre la celebre “ThuLa”, una delle coppie d’attacco più prolifiche dell’ultima stagione.

«Contro il Cagliari Lautaro partirà dal primo minuto insieme a Thuram, che è anche una delle sue vittime preferite», ha spiegato Barzaghi, sottolineando come l’argentino abbia spesso segnato contro i sardi. La sua presenza dal primo minuto rappresenta una notizia positiva per tutto l’ambiente nerazzurro: Lautaro Martinez è il leader tecnico ed emotivo dell’Inter, e la sua capacità di trascinare la squadra nei momenti chiave è ormai fuori discussione.

La scelta di Inzaghi di rilanciare il suo numero 10 dall’inizio conferma la volontà dell‘Inter di affrontare ogni gara con la massima serietà. La ThuLa, già protagonista di numerosi gol e assist, è pronta a fare la differenza anche in questa stagione, puntando a superare i numeri dello scorso anno.

Oltre all’aspetto tattico, la presenza di Lautaro Martinez rappresenta un riferimento fondamentale nello spogliatoio. Il capitano incarna lo spirito battagliero dell’Inter e la sua grinta si riflette sull’intera squadra. Dopo aver conquistato lo scudetto e diverse finali europee, l’argentino ha ancora fame di vittorie.

L’obiettivo dell’Inter è chiaro: continuare a vincere e restare competitiva su tutti i fronti. Con un Lautaro Martinez in forma e motivato, i tifosi nerazzurri possono guardare con fiducia ai prossimi impegni.

Calciomercato Milan, Maignan lascerà la squadra a gennaio? Le ultime

Calciomercato Milan: Maignan al centro delle voci invernali

Con l’avvicinarsi del calciomercato invernale, tornano a circolare con insistenza le voci sul futuro di Mike Maignan, portiere del Milan e uno dei più forti interpreti del ruolo a livello mondiale. Il suo nome è sempre più presente nelle discussioni di mercato e, secondo diverse fonti, il calciomercato Milan potrebbe presto essere scosso da una decisione clamorosa: la possibile cessione del numero uno rossonero già a gennaio.

Il club rossonero starebbe infatti valutando l’idea di sacrificare il portiere francese, soprattutto se dovesse arrivare un’offerta irrinunciabile. In questo scenario, la squadra più interessata sembra essere il Chelsea, alla ricerca di un portiere di livello internazionale per rinforzare una rosa che punta a tornare ai vertici della Premier League e d’Europa. Il club inglese avrebbe già manifestato un forte interesse, pronto a mettere sul piatto una proposta economica importante.

Per il calciomercato Milan, l’eventuale addio di Maignan rappresenterebbe una svolta. Da un lato, la società potrebbe incassare una cifra molto elevata — si parla di almeno 60 milioni di euro — che potrebbe essere reinvestita per rafforzare altri reparti della squadra, in vista della seconda parte di stagione. Dall’altro, però, perdere un leader tecnico e carismatico come Maignan in un momento decisivo potrebbe creare squilibri, sia a livello tattico che emotivo.

Il Milan non ha ancora preso una decisione definitiva, ma il tema è sul tavolo della dirigenza. Il calciomercato Milan di gennaio, tradizionalmente meno movimentato rispetto a quello estivo, potrebbe quindi riservare un colpo di scena inaspettato, con conseguenze significative anche per il resto della stagione.

Molto dipenderà dalle offerte concrete che arriveranno nelle prossime settimane e dalla volontà del giocatore, che al momento non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Tuttavia, il suo futuro sembra sempre meno legato ai colori rossoneri, e sempre più vicino a una nuova esperienza all’estero.

In ogni caso, il calciomercato Milan si preannuncia intenso e pieno di decisioni cruciali. La possibile partenza di Maignan potrebbe essere solo il primo capitolo di una sessione invernale destinata a lasciare il segno.


Le prime pagine sportive nazionali – 25 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Como Sassuolo 3-0: la doppietta di Jesus Rodriguez e il gol di Douvikas trascinano i lariani agli ottavi

Como Sassuolo 3-0: la doppietta di Jesus Rodriguez e il gol di Douvikas trascinano i lariani agli ottavi. Ecco come è andata la sfida

Il Como di Cesc Fabregas, ex centrocampista di Arsenal, Barcellona e Chelsea oggi allenatore dei lariani, conquista con autorità il pass per gli ottavi di finale di Coppa Italia, dove affronterà la Fiorentina di Stefano Pioli. Allo stadio Sinigaglia finisce 3-0 contro un Sassuolo irriconoscibile, travolto dall’intensità e dalla qualità dei padroni di casa.

Primo tempo dominato dal Como

La partita si sblocca dopo appena 92 secondi: un retropassaggio errato di Pieragnolo, giovane terzino neroverde, spalanca la strada a Jesus Rodriguez, attaccante spagnolo classe 2000, che a tu per tu con Turati non sbaglia e firma l’1-0.

Il Como non si ferma e continua a pressare alto, costringendo il Sassuolo a errori in serie. Al 25’ arriva il raddoppio: cross perfetto di Douvikas, centravanti greco arrivato in estate dall’Utrecht, che trova gloria personale con un colpo di testa angolato imprendibile per Turati. I neroverdi, allenati da Fabio Grosso, ex campione del mondo 2006, non riescono a reagire e vengono nuovamente puniti al 40’: ancora Rodriguez, letale sotto porta, firma la doppietta personale che vale il 3-0 e di fatto chiude i giochi già nel primo tempo.

Gestione e solidità nella ripresa

Nella seconda frazione Fabregas inserisce forze fresche come Kuhn, esterno offensivo svizzero, e Vojvoda, terzino kosovaro, per mantenere alta l’intensità. Il Sassuolo prova a scuotersi con Daniel Boloca, centrocampista rumeno, che impegna Anthony Butez, portiere belga del Como, autore di una parata spettacolare che salva il clean sheet.

I cambi offensivi di Grosso – tra cui Moro, Pierini e il giovane Skjellerup – non cambiano l’inerzia del match. Nel finale c’è spazio anche per l’esordio del classe 2007 Bonsignori, talento della Primavera lariana, accolto dall’applauso del pubblico.

Como agli ottavi, Sassuolo in crisi

Con questa vittoria netta, il Como conferma la propria crescita e si prepara alla sfida affascinante contro la Fiorentina. Per il Sassuolo, invece, arriva un’altra battuta d’arresto che evidenzia difficoltà tecniche e caratteriali, con la testa già rivolta al prossimo impegno di campionato contro l’Udinese.

Europa League, Nizza Roma 1-2: i giallorossi trionfano con i gol dei difensori

Europa League, Nizza Roma 1-2: i giallorossi trionfano grazie ai gol dei difensori. Il racconto della partita

La Roma di Gian Piero Gasperini, tecnico bergamasco approdato in estate sulla panchina giallorossa, conquista tre punti preziosi nella prima giornata della League Phase di Europa League. All’Allianz Riviera di Nizza finisce 1-2 contro i padroni di casa, in una sfida che ha visto i capitolini soffrire nel primo tempo ma ribaltare la partita grazie alla qualità dei propri leader.

Primo tempo senza emozioni

La prima frazione è stata tutt’altro che spettacolare. Il Nizza, guidato dall’attaccante ucraino Artem Dovbyk, ha provato a rendersi pericoloso con un destro murato dalla difesa romanista, ma senza impensierire realmente Mile Svilar, portiere serbo della Roma. L’unico sussulto giallorosso è arrivato da Gianluca Mancini, difensore centrale e leader carismatico, che aveva trovato il gol di testa poi annullato per fuorigioco.

L’ingresso di Pellegrini cambia la partita

La svolta arriva nella ripresa con l’ingresso di Lorenzo Pellegrini, capitano e centrocampista offensivo, che imprime subito ritmo e qualità. Al 51’ il numero 7 pennella un corner perfetto per Evan Ndicka, difensore ivoriano, che svetta in area e batte il portiere francese Diouf per lo 0-1.

Passano appena quattro minuti e la Roma raddoppia: azione corale avviata dal giovane El Aynaoui, proseguita dal terzino greco Kostas Tsimikas, che mette un cross preciso sul quale si avventa Mancini. Il difensore, questa volta in posizione regolare, insacca di destro il gol dello 0-2.

Il rigore di Moffi riapre i giochi

La partita sembra in discesa, ma un’ingenuità del centrocampista Niccolò Pisilli, classe 2005, riapre i giochi. Il giovane commette fallo in area su Mendy, esterno del Nizza, e l’arbitro concede il rigore. Dal dischetto si presenta Terem Moffi, attaccante nigeriano, che al 77’ spiazza Svilar e accorcia le distanze.

Roma solida, tre punti d’oro

Nel finale lo stadio spinge i francesi, ma la difesa giallorossa regge l’urto. Gasperini può così festeggiare una vittoria fondamentale, che lancia la Roma in testa al girone e conferma la solidità della squadra.

Con questo successo, i giallorossi iniziano al meglio la loro avventura europea, dimostrando di avere qualità, carattere e alternative in panchina.

Calciomercato Milan, Boniface tra rimpianti e caos social: al Werder Brema è già in discussione?

Calciomercato Milan, Boniface tra rimpianti e il caso social: al Werder Brema è già in discussione? Tutti i dettagli

La carriera di Victor Boniface, attaccante nigeriano classe 2000, continua a somigliare a un percorso a ostacoli. Dopo una stagione da protagonista al Bayer Leverkusen, culminata con la vittoria della Bundesliga da imbattuti e la finale di Europa League, il suo futuro sembrava destinato a palcoscenici di primissimo livello. E invece, tra trattative sfumate e un avvio complicato al Werder Brema, il talento africano si trova oggi a dover rincorrere le aspettative.

Dall’Al-Nassr al Milan: l’occasione mancata

Nell’estate scorsa, Boniface è stato al centro di un mercato bollente. L’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo aveva messo sul piatto 70 milioni di euro, ma l’affare non si è concretizzato. Subito dopo è arrivata la chiamata del Milan, che sotto la guida del direttore sportivo Igli Tare e dell’allenatore Massimiliano Allegri aveva individuato nel nigeriano il rinforzo ideale per l’attacco.

La trattativa, però, si è arenata in seguito a visite mediche approfondite che hanno sollevato dubbi sulla sua tenuta fisica. Così, invece di approdare a San Siro, Boniface è finito in prestito al Werder Brema, una destinazione che oggi appare come un passo indietro rispetto al suo potenziale.

Le difficoltà in campo e sui social

Il debutto in Bundesliga con il Werder non è stato brillante. Il tecnico Horst Steffen, allenatore tedesco noto per il suo approccio tattico rigoroso, non ha esitato a criticarlo pubblicamente dopo la sconfitta per 0-3 contro il Friburgo: “Ha vagato troppo per il campo, deve essere un punto di riferimento centrale”. Parole che evidenziano le difficoltà di ambientamento del centravanti.

A complicare la situazione ci sono i social network. Boniface ha pubblicato post enigmatici e frasi di dubbia interpretazione, che hanno creato imbarazzo all’interno del club. Alcuni messaggi, come quello in cui parlava di “troppe donne” e soldi sprecati, hanno persino costretto la dirigenza a chiedere chiarimenti.

Un futuro da riscrivere

Le prestazioni altalenanti e l’uso controverso dei social hanno già sollevato dubbi sull’operazione Boniface. Solo pochi mesi fa era a un passo dal Milan, oggi deve riconquistare fiducia e credibilità in Germania. Nel frattempo, i rossoneri si godono il ritorno al gol di Santi Gimenez (punta messicana), i primi lampi di Christopher Nkunku (trequartista francese) e la solidità di Christian Pulisic (esterno statunitense), in attesa del rientro di Rafael Leao.

Il destino di Boniface resta incerto: talento e potenziale non mancano, ma per tornare protagonista serviranno disciplina, continuità e meno distrazioni fuori dal campo.

Cacciatore si racconta: «Non immaginavo di arrivare alla Serie A o alla Serie B: pensavo di fare il professionista in Serie C»

Cacciatore: «Non immaginavo di arrivare alla Serie A o alla Serie B: pensavo di fare il professionista in Serie C». Le sue dichiarazioni

Fabrizio Cacciatore a Doppio Passo Podcast: i ricordi con la Sampdoria, dagli anni in Primavera all’esperienza in Serie A. Le sue dichiarazioni:

PENSARE DI FARCELA – «Con i miei amici guardavamo alla Serie A, alla Serie B, e io, ai tempi della Pro Vercelli, avevo iniziato a pensare che anche una carriera da professionista in C2 o in C1 non sarebbe stata male. Poi arrivi alla Primavera della Samp, e cominci a pensare che forse ce la puoi fare. Poi io dopo la Primavera sono comunque passato in C2, a Olbia, e cominci a pensare che forse la tua categoria è questa. Non immaginavo di arrivare alla Serie A o alla Serie B: pensavo di fare il professionista in Serie C. Mi sono detto: “Bene, partiamo dalla C”. Infatti ho giocato in C2 a Olbia, C2 l’anno dopo alla Reggiana, poi la C1 a Foligno…».

I PRIMI ANNI ALLA SAMP – «Io alla Samp non ho mai fatto il ritiro in prima squadra, tranne quando ci sono rimasto. La mia idea a fine stagione era: “L’anno prossimo dove vado?” Ma in fondo è da quando ho 16 anni che sono andato via di casa, quindi non era un problema, anzi. Il pensiero magari era quello di migliorare la squadra in cui andare a giocare».

UN PASSO IN AVANTI – «Dopo l’anno a Foligno mi sono detto: “Ok, forse ho qualcosa in più degli altri”. Ma non per presunzione, ma perché lo senti fisicamente, ti rendevi conto che andavi al doppio rispetto agli altri. Mi accorgevo che andavo di più, e infatti a gennaio la Triestina mi voleva in Serie B. Poi Bisoli mi convinse, perché c’era il rischio che facendo il salto avrei giocato poco. Sono rimasto e abbiamo perso in semifinale con il Cittadella».

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Torino Pisa, probabili formazioni: chance per Ilkhan e cambio in attacco, mentre in porta Baroni…

Torino Pisa di Coppa Italia è alle porte, ecco le probabili formazioni del match, turnover moderato per Marco Baroni, tra cambi oculati a centrocampo, porta e attacco

Si corre, si suda e si fatica dalle parti del Filadelfia. D’altronde, vista e considerata la situazione in casa Torino, non potrebbe essere altrimenti. Domani sera – tra le mura dello Stadio Olimpico Grande Torino alle 21 in punto – i granata ospiteranno il Pisa in occasione del secondo turno di Coppa Italia. Una gara di inestimabile valore per la squadra allenata da Marco Baroni, che vede l’occasione per tornare subito alla vittoria (seppur nella competizione nazionale appunto) dopo la sconfitta maturata nell’ultima di Serie A in casa contro l’Atalanta. 

Ieri, proprio nel centro sportivo incastonato tra l’omonima via e via Giovanni Spano, a fare visita al gruppo ci ha pensato nientemeno che Urbano Cairo. Il patron (ferocemente contestato dai tifosi anche lo scorso fine settimana) ha avuto modo di scambiare qualche chiacchiera con i propri giocatori, rinnovando – immaginiamo – la propria fiducia nelle loro potenzialità nonostante un avvio di stagione inconfutabilmente complicato. Sarà sufficiente per uscire dal momento difficile che ha inghiottito Biraghi e compagni? Se lo augura mister Baroni, che proprio per questo motivo punterà su un turnover ‘moderato’ contro l’undici di Alberto Gilardino. 

La vera sorpresa di questo Torino Pisa dovrebbe arrivare tra i pali. Come spesso accade in queste occasioni il secondo portiere, Paleari, potrebbe (il condizionale resta d’obbligo) far riposare il titolare Israel. Passando per il reparto difensivo si va invece verso la conferma della linea a tre composta da Tameze, Ismajli, Coco. Ben più complicato – probabilmente anche per lo stesso ex allenatore della Lazio – ‘disegnare’ il centrocampo, tenendo conto delle difficoltà palesate da alcuni interpreti proprio in quel fazzoletto di campo contro la Dea e dell’impegno ravvicinato che vedrà i sabaudi affrontare il Parma in campionato già il lunedì successivo. Ecco dunque che sugli esterni Biraghi si avvia a grandi falcate verso una maglia da titolare, mentre Pedersen sembra in vantaggio sul suo omologo Lazaro. Al centro tandem composto da Ilkhan (con Asllani destinato alla panchina) e Casadei. 

E in attacco? Anche in questo caso le soluzioni non mancano. Una di queste, potrebbe coinvolgere Ngonge, Vlasic, Adams dal primo minuto. Le condizioni di Zapata – malgrado l’esordio di domenica – non garantiscono ancora al colombiano i 90 minuti sulle gambe, mentre Aboukhlal e Simeone potrebbero accomodarsi in panca per poi subentrare a ripresa inoltrata. Ipotesi, tante per un gruppo che eccezion fatta per Masina e i lungodegenti potrà contare su tutti i tasselli del proprio arsenale per cercare il riscatto. Mai come in questo periodo se ne sente il bisogno. Così le probabili formazioni di Torino Pisa:

TORINO (3-4-3): Paleari; Tameze, Ismajli, Coco; Pedersen, Casadei, Ilkhan, Biraghi; Ngonge, Vlasic, Adams. Allenatore: Baroni.

PISA (3-4-2-1): Semper; Canestrelli, Caracciolo, Lusuardi; Touré, Akinsanmiro, Aebischer, Angori; Moreo, Tramoni; Meister. Allenatore: Gilardino.

Chiesa torna in Champions League con il Liverpool! Arriva una svolta inattesa, i dettagli

Chiesa torna in Champions League con il Liverpool! Ecco la svolta inattesa del club inglese, tutti gli aggiornamenti

Clamoroso a Liverpool: Federico Chiesa, attaccante italiano classe 1997 ed ex protagonista con la Juventus, sarà reinserito nella lista UEFA per la Champions League. La notizia, riportata da Fabrizio Romano, segna una svolta inattesa nel destino del giocatore, rimasto inizialmente escluso dal progetto europeo dei Reds. La decisione è maturata dopo il grave infortunio del giovane difensore Giovanni Leoni, classe 2006, costretto a uno stop di diversi mesi. Il regolamento UEFA consente infatti di sostituire un calciatore indisponibile a lungo termine, e l’allenatore olandese Arne Slot, tecnico del Liverpool dal 2023, ha scelto di puntare proprio su Chiesa.

Una rinascita dopo un’estate difficile

Solo poche settimane fa, l’esclusione di Chiesa dalla lista UEFA aveva fatto discutere in tutta Europa, alimentando voci di rottura con il club inglese. L’ex Fiorentina e Juventus, reduce da un’estate segnata da rumors di mercato che lo avevano accostato a diversi club di Serie A, sembrava destinato a un ruolo marginale in Premier League. Tuttavia, la sua professionalità e la dedizione mostrata in allenamento lo hanno mantenuto pronto a sfruttare ogni occasione. Ora il destino gli offre una seconda chance nella competizione più prestigiosa del calcio europeo.

L’ombra dell’Inter e il futuro incerto

Durante l’ultima sessione di mercato, anche l’Inter aveva seguito con attenzione la situazione di Chiesa. I nerazzurri, guidati da Cristian Chivu, ex difensore rumeno e oggi allenatore della Primavera, avevano valutato l’opportunità di riportare l’attaccante in Italia per rinforzare il reparto offensivo. Alla fine, la volontà del giocatore di restare in Premier League ha prevalso, ma il legame con il calcio italiano non si è mai spezzato del tutto. Il ritorno in Champions League rilancia il suo valore internazionale, pur lasciando aperti interrogativi sul futuro a medio termine.

Un destino che cambia rotta

Quella che sembrava una punizione per la scelta di restare a Liverpool si è trasformata in un premio. I tifosi dei Reds potranno contare nuovamente su un’arma offensiva di grande qualità, mentre i club italiani – Inter compresa – restano alla finestra, pronti a cogliere eventuali sviluppi. Federico Chiesa torna protagonista in Champions League: un’occasione preziosa per dimostrare di essere ancora all’altezza dei grandi palcoscenici europei.

UEFA e FIFA resistono alle pressioni ONU: Israele resta nelle competizioni internazionali

Nessuna esclusione per Israele: UEFA e FIFA ignorano l’appello delle Nazioni Unite. Tutti gli ultimi aggiornamenti

La questione della partecipazione di Israele alle competizioni calcistiche internazionali continua a sollevare polemiche. Nonostante le numerose richieste di esclusione, arrivate anche da un gruppo di esperti delle Nazioni Unite, UEFA e FIFA non hanno ancora preso in considerazione la sospensione della nazionale israeliana e dei club del Paese.

Gli esperti ONU hanno sottolineato come lo sport non possa ignorare le gravi violazioni dei diritti umani nei territori palestinesi, parlando apertamente di genocidio a Gaza. In una nota, hanno ricordato che in passato organismi sportivi internazionali hanno adottato misure drastiche contro Stati coinvolti in conflitti o violazioni sistematiche. L’esempio più recente è quello della Russia, esclusa nel 2022 da tutte le competizioni UEFA e FIFA dopo l’invasione dell’Ucraina.

Al contrario, nel caso di Israele, la UEFA ha ribadito la propria posizione di “neutralità politica”, limitandosi a imporre che le partite delle squadre israeliane si disputino fuori dai confini nazionali. Anche la FIFA, dal canto suo, non ha programmato alcuna riunione per discutere l’appello delle Nazioni Unite, evitando di prendere una posizione ufficiale.

La situazione rischia di avere ripercussioni dirette sulle qualificazioni ai Mondiali 2026. Israele è infatti inserito nello stesso girone dell’Italia, guidata dal commissario tecnico Gennaro Gattuso, ex centrocampista del Milan e campione del mondo nel 2006, noto per il suo temperamento grintoso. Gli azzurri dovranno affrontare la nazionale israeliana il prossimo 14 ottobre a Udine, in una sfida che si preannuncia delicata non solo sul piano sportivo ma anche politico.

La tensione cresce anche tra altri Paesi: il governo spagnolo ha recentemente invitato la propria nazionale a valutare un boicottaggio dei Mondiali qualora Israele restasse in gara. Una presa di posizione che riflette il malcontento crescente nel mondo del calcio europeo.

Il dibattito, dunque, non riguarda soltanto il terreno di gioco, ma tocca il ruolo stesso delle istituzioni sportive internazionali. La domanda che molti si pongono è se UEFA e FIFA possano davvero continuare a mantenere una linea di neutralità di fronte a un conflitto che scuote la comunità internazionale.

Venezia in festa: battuto il Verona ai rigori, sarà sfida all’Inter a San Siro

Coppa Italia, il Venezia di Stroppa elimina il Verona ai calci di rigore: l’Inter prossimo avversario a San Siro. I dettagli

La sfida del Bentegodi tra Hellas Verona e Venezia si è conclusa con la vittoria dei lagunari ai calci di rigore. La squadra di Giovanni Stroppa, tecnico subentrato in estate per rilanciare il progetto arancioneroverde, ha conquistato l’accesso agli ottavi di finale di Coppa Italia, dove affronterà l’Inter in gara secca a San Siro. Decisivo l’intervento del portiere Alessandro Plizzari, classe 2000 cresciuto nel Milan, che ha neutralizzato il penalty di Ebosse, regalando la qualificazione ai suoi.

Primo tempo equilibrato e poche emozioni

La prima frazione è stata avara di occasioni. Al 18’ il Verona si è reso pericoloso con Ajayi, giovane attaccante nigeriano, che ha calciato di poco alto dopo una sponda di Sarr. Il Venezia ha risposto al 31’ con Compagnon, esterno offensivo scuola Juventus, che ha dialogato bene con Casas prima di trovarsi davanti a Perilli, portiere gialloblù bravo a respingere. Nel finale, il centrocampista Al-Musrati, ex Braga, ha provato dalla distanza, ma senza fortuna.

La pioggia ferma il match

Ad inizio ripresa il maltempo ha condizionato la gara: un violento acquazzone misto a grandine ha costretto l’arbitro Calzavara a sospendere il gioco per 17 minuti. Alla ripresa, il Verona ha avuto una grande occasione con Ajayi, che però non è riuscito a concretizzare a pochi passi dalla porta.

Ripresa combattuta, ma senza gol

La partita è rimasta bloccata, con poche vere occasioni. Il difensore tedesco Bella-Kotchap, in prestito dal Southampton, ha sfiorato il vantaggio con un sinistro potente, mentre il Venezia ha risposto con Sidibe, centrocampista maliano, fermato ancora da Perilli. Nel finale Stroppa ha inserito uomini di qualità come Yeboah, attaccante ghanese ex Genoa, ma il risultato non si è sbloccato.

Rigori: Plizzari protagonista

Dal dischetto non ha tremato il Venezia: Kastanos, Yeboah, Al-Musrati, Giovane, Orban e Lella hanno trasformato i rispettivi tentativi. L’errore di Ebosse, difensore camerunese, è stato fatale: Plizzari ha intuito e respinto, diventando l’eroe della serata.

Con questa vittoria, il Venezia conquista una prestigiosa sfida contro l’Inter a San Siro, un appuntamento che darà ulteriore visibilità al progetto di Stroppa e ai suoi giovani talenti.

Juventus, ufficiale Burgess: è il nuovo Director of Performance. Compiti, obiettivi e dettagli dal comunicato

Darren Burgess alla Juventus: nominato nuovo Director of Performance. Ecco chi è e cosa farà in bianconero

Darren Burgess è il Director of Performance della Juventus. Eco il comunicato del club bianconero:

COMUNICATO – “La Juventus è lieta di annunciare l’arrivo di Darren Burgess che ricoprirà il ruolo di Director of Performance, collaborando a stretto contatto con Damien Comolli, Giorgio Chiellini, François Modesto, Igor Tudor e con tutte le aree tecniche e tutti i gruppi di età del Club, per formare un team di alto livello dedicato a promuovere eccellenza nelle prestazioni, innovazione e benessere degli atleti. Australiano, Darren è riconosciuto e stimato come uno dei più importanti performance manager nel mondo, e porta con sé oltre 25 anni di esperienza internazionale nella leadership sportiva.

Le tappe salienti della sua carriera sono rappresentate dal lavoro realizzato sulla prevenzione degli infortuni, la supervisione del reparto medico e performance in tutti i suoi aspetti – fitness, alimentazione, riabilitazione, psicologia e recupero sia in ambito maschile sia femminile – e nell’innovazione nello sviluppo dei talenti. Nel corso della sua carriera, è stato impegnato con successo sia in Europa (all’Arsenal, per esempio, lavorando attivamente nella prevenzione degli infortuni), sia fuori dal continente, inclusa la consulenza per club in NFL e NBA (l’ultima sua collaborazione è in Australia, con l’Adelaide Football Club).

Le credenziali accademiche di Darren includono una laurea in Scienze motorie conseguita presso l’Università del New South Wales, un dottorato di ricerca in Sviluppo dei talenti e un master in Direzione sportiva (in corso). Relatore molto ricercato, autore di pubblicazioni di settore e leader nello sviluppo della cultura degli staff operativi e degli ambienti ad alte prestazioni. Attualmente è consulente di high performance per FIFPRO e siede nei board consultivi di Traits Insights, PEAQ High Performance e Telos Performance Partners.

La nomina di Darren – che inizierà a collaborare con Juventus all’espletamento delle dovute pratiche burocratiche internazionali – segna un significativo passo avanti nell’impegno di Juventus verso l’eccellenza nelle prestazioni, l’innovazione e il benessere dei suoi atleti“.

Lookman-Inter, occasione sfumata e un retroscena da parte della squadra nerazzurra

Lookman-Inter, occasione sfumata: il retroscena del mancato trasferimento. La situazione

La trattativa Lookman-Inter è stata uno dei casi più caldi dell’ultima sessione estiva di calciomercato, ma si è chiusa senza lieto fine per i nerazzurri. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il club milanese era arrivato a un’intesa completa con l’entourage di Ademola Lookman, con tanto di contratto pronto sulla scrivania: durata fino al 2030 e stipendio da 4 milioni di euro netti a stagione.

L’operazione Lookman-Inter sembrava quindi solo in attesa della formalizzazione, ma a far naufragare l’affare è stata la distanza economica tra l’Inter e l’Atalanta, club proprietario del cartellino del nigeriano. I bergamaschi hanno infatti mantenuto una posizione rigida sulle cifre richieste per il trasferimento, ritenute troppo elevate dalla dirigenza interista. Nonostante i ripetuti tentativi, l’accordo tra le società non è mai stato trovato, portando così al definitivo stop della trattativa.

Con la chiusura del mercato, le speranze di vedere Lookman all’Inter si sono dissolte. Eppure, il forte interesse da parte del club nerazzurro dimostra quanto il profilo dell’attaccante classe 1997 fosse considerato ideale per completare il reparto offensivo di Simone Inzaghi. In particolare, la sua duttilità e la capacità di agire su tutto il fronte d’attacco avrebbero rappresentato un valore aggiunto per una squadra impegnata su più fronti.

Nel frattempo, Lookman ha fatto ritorno all’Atalanta, dopo un periodo complicato in cui era stato inizialmente escluso dai piani tecnici. Concluso il capitolo Lookman-Inter, l’esterno offensivo è stato reintegrato in rosa da Ivan Juric e ha fatto il suo esordio stagionale nel match vinto per 3-0 contro il Torino, dimostrando subito voglia e brillantezza.

Nonostante le voci di mercato e le incertezze legate al futuro, Lookman ha risposto presente, lasciandosi alle spalle le polemiche e offrendo una prestazione convincente. Per l’Inter, invece, resta il rimpianto per un’operazione sfumata sul filo di lana, che avrebbe potuto arricchire il reparto offensivo con un giocatore già pronto e con margini di crescita importanti.

Il dossier Lookman-Inter potrebbe tornare d’attualità in futuro, ma per il momento le strade restano separate. La parola ora passa al campo.

Dovbyk, obiettivo riprendersi la Roma. Gasperini ha già un piano preciso!

Dovbyk tra Roma e Gasperini: da escluso a possibile titolare. La situazione attuale

La distanza tra le recenti parole di Gian Piero Gasperini e la possibile titolarità di Artem Dovbyk nella sfida di stasera contro il Nizza sembra già essersi accorciata. Solo dieci giorni fa, il tecnico era stato netto: «Non ho mai avuto intenzione di farlo entrare oggi. Voglio vederlo dinamico, convinto, attivo in allenamento. Solo allora lo riproporremo». Una presa di posizione forte, come spesso accade quando si parla del rapporto tra Gasperini e i suoi giocatori.

Eppure, il destino di Dovbyk potrebbe passare proprio da questa partita, cruciale anche per le ambizioni europee della Roma, che osserva con attenzione. Il centravanti ucraino era stato accostato alla Roma già in estate, come alternativa a un possibile scambio con Santi Gimenez, operazione poi sfumata per mancanza di offerte convincenti. Il Girona si era fatto avanti, ma senza affondare il colpo, lasciando il giocatore alla corte del Gasp.

Ora, però, Dovbyk ha un’occasione concreta per rilanciarsi, anche in ottica futura. Non è un segreto che la Roma stia monitorando diversi profili offensivi per rafforzare il reparto, e il nome di Dovbyk – se riuscisse finalmente a convincere Gasperini – tornerebbe prepotentemente sul taccuino di Trigoria.

Gasperini, si sa, è un tecnico esigente, specialmente con gli attaccanti: non basta segnare, serve sacrificio, pressing alto, movimenti intelligenti. Dovbyk, al momento, sembra a metà del guado: può diventare un titolare importante, oppure restare ai margini, come altri prima di lui. Ma la storia insegna che il tecnico bergamasco ha anche riabilitato molti giocatori: da Ilicic, criticato per la sua discontinuità, a Spinazzola, oggi colonna della Roma.

Per Dovbyk, quindi, il messaggio è chiaro: o si adatta al calcio di Gasperini, oppure rischia l’anonimato. E questo sarebbe un peccato, soprattutto alla luce dell’investimento fatto su di lui. Va detto, però, che quasi tutti gli attaccanti passati da Bergamo sotto la gestione del Gasp hanno mostrato progressi evidenti, eccezion fatta per Lammers e Paloschi, penalizzati anche dagli infortuni.

Con una Roma attenta sul mercato e pronta a intervenire a gennaio, Dovbyk può trasformare questa serata europea in un trampolino. A patto di convincere, finalmente, il suo allenatore.

Pisa, una squadra che esce a testa alta: un blocco fermato soltanto dalle polemiche sul VAR

Pisa penalizzato a Napoli, bufera sul VAR: Gilardino furioso per gli errori arbitrali

Il giorno dopo Napoli-Pisa, a tenere banco non è il risultato sul campo, ma l’ondata di polemiche che ha travolto la direzione arbitrale. Al centro delle critiche l’arbitro Crezzini e, soprattutto, il VAR guidato da Mazzoleni, rei di aver condizionato pesantemente l’esito della gara con decisioni molto discusse.

Il tecnico del Pisa, Alberto Gilardino, si è mostrato visibilmente deluso nel post-partita, non solo per la sconfitta, ma soprattutto per una serie di episodi arbitrali che hanno lasciato l’amaro in bocca a squadra e tifosi. In particolare, due situazioni hanno infiammato il dibattito.

Nel primo tempo, Leris è protagonista di un’azione controversa: cade in area dopo un pestone evidente di De Bruyne, ma Crezzini – richiamato dal VAR – decide di punire solo un presunto tocco di mano dell’attaccante, peraltro avvenuto con il braccio in appoggio, quindi non sanzionabile secondo regolamento. Il fallo, evidente, viene completamente ignorato. Una scelta che ha suscitato indignazione tra addetti ai lavori e tifoserie.

Poco dopo, altro episodio chiave: Di Lorenzo stende Akinsanmiro in area senza alcun intervento sul pallone. Rigore netto per il Pisa, ma ancora una volta il VAR tace. Due azioni dopo, arriva il gol del Napoli, alimentando ulteriormente la rabbia nerazzurra.

La stampa sportiva è stata unanime nel condannare la gestione del match. Le moviole parlano di “errori clamorosi”, mentre diversi quotidiani, tra cui il Corriere dello Sport, hanno bocciato sonoramente l’intera direzione arbitrale. Il designatore Gianluca Rocchi, intervenuto a Open VAR, ha ammesso l’errore: “Il tocco di mano non è punibile. Il fallo di De Bruyne su Leris andava sanzionato con un rigore per il Pisa”.

Anche l’ex arbitro Calvarese ha definito l’episodio “il più grave della giornata”, evidenziando come il VAR abbia mal interpretato l’azione, punendo un gesto naturale e ignorando un fallo evidente.

I tifosi del Pisa sono insorti sui social, ma anche quelli di altre squadre – dalla Juventus all’Inter – hanno denunciato l’episodio come uno scandalo.

Per Gilardino resta l’amarezza di una sconfitta arrivata non solo per motivi tecnici, ma anche per decisioni arbitrali difficili da accettare. E ora il Pisa si interroga su come evitare che errori del genere compromettano altre partite.

Calciomercato Barcellona, come verrà sostituito Gavi? Ecco la situazione attuale

Calciomercato Barcellona, il club non sostituirà Gavi: ecco perché. La situazione attuale

Il Barcellona è costretto a fare i conti con un’assenza pesantissima: Gavi, il giovane centrocampista spagnolo, ha subito una lesione al menisco interno del ginocchio destro che lo terrà lontano dai campi per almeno 4-5 mesi. L’infortunio, confermato dallo staff medico blaugrana, obbligherà il giocatore a sottoporsi a un intervento chirurgico e a rinunciare alla stagione in corso, almeno fino a febbraio. Una tegola non da poco per il nuovo tecnico Hansi Flick, che puntava proprio su Gavi per dare equilibrio e dinamismo al centrocampo.

Immediatamente, è partita la riflessione sul calciomercato Barcellona: il club tornerà a muoversi per trovare un sostituto del classe 2004? In caso di infortuni superiori ai 4 mesi, il regolamento della Liga permette di intervenire sul mercato, anche fuori dalle finestre tradizionali. Tuttavia, secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo Marca, non è questa l’intenzione del Barça.

Il motivo principale? Il mercato degli svincolati, l’unico accessibile in questo caso, non offre profili convincenti per un club del calibro del Barcellona. Inoltre, Flick e la dirigenza non vogliono prendere decisioni affrettate o di ripiego. Acquistare un giocatore solo per “tappare un buco” andrebbe contro la nuova filosofia del club, sempre più orientata alla crescita dei giovani e alla sostenibilità economica.

Sul piano economico, infatti, la situazione non è delle più semplici. Anche se il regolamento consente l’ingaggio di un sostituto senza impatto immediato sul bilancio – grazie all’eccezione prevista per gli infortuni di lunga durata – i costi dell’operazione peserebbero sulla prossima stagione, già sotto l’osservazione del Fair Play Finanziario. Un rischio che il club non intende correre, considerando anche le attuali difficoltà legate agli stipendi e ai margini di manovra ridotti.

Infine, la fiducia riposta nei giovani della cantera è un altro elemento decisivo. Flick valuterà soluzioni interne, promuovendo nuovi talenti e adattando il sistema di gioco con le risorse già presenti in rosa.

Il calciomercato Barcellona, quindi, resterà fermo almeno per ora. La scelta del club è chiara: niente spese improvvisate, priorità alla sostenibilità e valorizzazione del vivaio. Gavi, intanto, inizierà il lungo percorso di recupero, con la speranza di tornare protagonista nella seconda parte del 2025.

Formazioni ufficiali Como Sassuolo, le scelte in vista del match di Coppa Italia

Formazioni ufficiali Como Sassuolo, le scelte in vista del match di Coppa Italia. Il punto

Oggi la sfida valida per il match di Coppa Italia Como Sassuolo. Ecco gli schieramenti del match.

COMO (4-2-3-1): Butez; Vojvoda, Ramon, Kempf, Valle; Sergi Roberto, Da Cunha; Addai, Nico Paz, Jesus Rodriguez; Douvikas. Allenatore: Fabregas.

SASSUOLO (4-3-3): Turati; Coulibaly, Romagna, Candè, Pieragnolo; Iannoni, Lipani, Boloca; Volpato, Cheddira, Fadera. Allenatore: Grosso.

Formazioni Ufficiali Nizza Roma, le scelte in vista del match d’Europa League

Formazioni ufficiali Nizza Roma, le scelte in vista del match di Europa League. Il punto

Oggi la sfida valida per il match di Europa League Nizza Roma. Ecco gli schieramenti del match.

NIZZA (3-4-2-1): Diouf; Mendy, Bah, Dante; Louchet, Boudaoui, Vanhoutte, Bard; Sanson, Boga; Kevin Carlos. Allenatore: Haise

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Rensch, El Aynaoui, Koné, Tsimikas; Soulé, El Shaarawy; Dovbyk. Allenatore: Gasperini

Pio Esposito, Pastore: «Non esageriamo. È promettente, ma questi 7 in pagella…»

Pio Esposito, Pastore: «Non esageriamo. È promettente, ma questi 7 in pagella…». Il parere del giornalista sul giovane interista

Mentre l’entusiasmo per il nuovo giovane talento del calcio italiano dilaga, c’è chi invita alla prudenza. È la voce autorevole del giornalista Giuseppe Pastore che, intervenendo durante la trasmissione “Fontana di Trevi” di Cronache di Spogliatoio, ha voluto lanciare un appello accorato per proteggere quello che definisce un patrimonio non solo per l’Inter, ma per l’intera Nazionale.

Pastore, pur riconoscendo le enormi potenzialità del giocatore, ha messo in guardia contro i rischi di un’esaltazione mediatica eccessiva e prematura, che rischia di danneggiare il percorso di crescita del ragazzo. Ha lodato la gestione del suo allenatore, Chivu, indicandola come un modello da seguire.

«Sicuramente è un calciatore di cui parleremo per i prossimi 10 anni. Però per il suo bene, siccome stiamo parlando di un patrimonio anche la Nazionale italiana, inviterei gli addetti ai lavori a proteggere il giocatore come fa Chivu che lo gestisce intelligentemente. Non bisogna esagerare. Sappiamo che l’esagerazione in positivo fa presto a diventare esagerazione in negativo se non segni per tre partite. Questo è un giocatore promettente ma in queste tre partite non era da strapparsi i capelli. Si legge: ‘Il nuovo Dzeko, il nuovo Vieri…’ Queste cose fanno male. Se gli si dà 7 in pagella ora, quando farà due gol cosa gli daremo?»

L’analisi di Pastore è un richiamo al senso della misura. La sua critica si concentra sui paragoni iperbolici con leggende del passato e sulle pagelle gonfiate, meccanismi mediatici che creano aspettative insostenibili. Secondo il giornalista, caricare un giovane di tale pressione può essere controproducente: un breve periodo di appannamento potrebbe trasformare l’attuale euforia in critiche altrettanto sproporzionate. Il suo messaggio è chiaro: celebrare il talento è giusto, ma proteggerlo con una gestione intelligente e una narrazione equilibrata è un dovere, per garantirgli non solo un grande presente, ma soprattutto un futuro luminoso.

Agente Lukaku: «È deluso per l’esclusione dalla lista Champions, brucerà le tappe»

Agente Lukaku: «È deluso per l’esclusione dalla lista Champions, brucerà le tappe». Le dichiarazioni di Federico Pastorello

Un guerriero ferito, ma determinato a tornare più forte di prima. Federico Pastorello, agente di Romelu Lukaku, ha fatto il punto sulle condizioni del suo assistito in una lunga intervista a Tuttosport, rassicurando i tifosi del Napoli e lanciando un messaggio chiaro sulla determinazione del centravanti belga.

Lukaku è attualmente a Bruxelles, lontano da Napoli, per recuperare dalla grave lesione di alto grado al retto femorale della coscia sinistra. Sta lavorando a stretto contatto con lo staff della nazionale belga, spingendo al massimo per accelerare i tempi. Pastorello ha svelato lo stato d’animo del giocatore, amareggiato per l’esclusione dalla lista Champions ma incredibilmente motivato. «Come sta? Ci siamo sentiti proprio ieri. Lavora sodo a Bruxelles con lo staff di preparatori fisici della Nazionale belga. Ovviamente è rimasto deluso per l’esclusione dalla lista Champions autunnale, ma brucerà le tappe per tornare al meglio, più forte di prima».

L’agente non ha dubbi sulla tempra del suo assistito e si è spinto oltre, facendo una promessa che infiammerà l’entusiasmo della piazza partenopea: Big Rom tornerà prima del previsto. La sua assenza pesa, ma il suo rientro, secondo Pastorello, sposterà nuovamente gli equilibri del campionato. «Posso anticipare che quando verrà comunicata la data del suo ritorno agli allenamenti col Napoli, lui di sicuro rientrerà prima… Romelu è un bomber che sposta gli equilibri. Quando è in campo infonde coraggio ai compagni e suscita preoccupazione nei rivali».

Le parole di Pastorello dipingono il ritratto di un campione che sta usando la delusione come carburante per il suo rientro. Mentre il Napoli dovrà affrontare la prima fase della Champions League senza il suo bomber, il conto alla rovescia per il suo ritorno in campionato è già iniziato, con la promessa di un Lukaku pronto a riprendersi la scena da protagonista assoluto.

Trevisani controcorrente: «Rivincita di Allegri? Calma! Dirò che il Milan ha fatto una grande stagione solo se…»

Trevisani controcorrente: «Rivincita di Allegri? Calma! Dirò che il Milan ha fatto una grande stagione solo se…». Le paro del giornalista

Un Milan travolgente, un inizio di stagione che infiamma i sogni scudetto dei tifosi e riabilita il suo allenatore. Ma c’è chi, di fronte all’entusiasmo dilagante, predica prudenza. È il giornalista Riccardo Trevisani che, intervenendo durante la trasmissione “Fontana di Trevi” di Cronache di Spogliatoio, ha voluto gettare acqua sul fuoco, analizzando con lucidità il momento dei rossoneri e invitando tutti alla calma.

Pur riconoscendo la qualità espressa dalla squadra di Massimiliano Allegri, Trevisani ha messo in guardia contro i facili trionfalismi, contestualizzando il percorso del Milan e definendo quali dovrebbero essere i reali obiettivi del club. La sua è un’analisi completa, che parte dall’elogio della prestazione e dei singoli per arrivare a una valutazione più fredda e pragmatica.

«Calma. Il Milan ha fatto una partita super contro l’Udinese che aveva messo in difficoltà quasi tutti. Tecnicamente è stata una gara pulita, bella, dominata negli spazi. Pensavamo potesse vincere 5-6 a zero. Nel complesso credo che i rossoneri dovrebbero cercare di giocare così quasi tutte le partite. Hanno un centrocampo super qualitativo, giocatori meravigliosi come il Pallone d’Oro Modric e Rabiot che fa mezza squadra. Saelemaekers è il giocatore più sottovalto della Serie A, Pulisic un genio del calcio che sa fare tutto. Estupinan per me è un ottimo calciatore ed è già meglio del Theo dell’anno scorso. Ha un portiere fenomenale che ogni tanto si fa male. Ha una difesa che se messa in mano ad Allegri può rendere di più. Però sono 4 partite con Lecce, Udinese, Cremonese e Bologna. Sento già Milan in lotta per lo scudetto, la rivincita di Allegri. Calma. Hanno una rosa molto forte dall’anno scorso, e quest’anno l’hanno ulteriormente migliorata. Valgono assolutamente il quarto posto e devono stare lì. Per me sono la terza rosa dopo Napoli, Inter. Rivincita sarà se faranno 82 punti e non vinceranno lo scudetto per 4-5 punti. Allora lì diremo stagione fantastica. Ma facciamola sviluppare questa stagione. E ricordiamoci che non c’è ancora Leao».

L’intervento di Trevisani è chiaro: loda la qualità indiscutibile della rosa e la bellezza del gioco espresso, ma sottolinea come il calendario fin qui affrontato non sia stato probante. La sua gerarchia vede il Milan come la terza forza del campionato, dietro a Napoli e Inter, con un obiettivo realistico che deve essere la qualificazione in Champions League. La “rivincita” di Allegri, secondo il giornalista, si misurerà sulla capacità di lottare fino alla fine per il titolo, non su quattro vittorie iniziali. Il tutto, senza dimenticare l’assenza della stella più luminosa, Rafael Leão.

Calma. Il Milan ha fatto una partita super contro l’Udinese che aveva messo in difficoltà quasi tutti. Tecnicamente è stata una gara pulita, bella, dominata negli spazi. Pensavamo potesse vincere 5-6 a zero. Nel complesso credo che i rossoneri dovrebbero cercare di giocare così quasi tutte le partite. Hanno un centrocampo super qualitativo, giocatori meravigliosi come il Pallone d’Oro Modric e Rabiot che fa mezza squadra. Saelemaekers è il giocatore più sottovalutato della Serie A, Pulisic un genio del calcio che sa fare tutto. Estupinan per me è un ottimo calciatore ed è già meglio del Theo dell’anno scorso. Ha un portiere fenomenale che ogni tanto si fa male. Ha una difesa che se messa in mano ad Allegri può rendere di più. Però sono 4 partite con Lecce, Udinese, Cremonese e Bologna. Sento già Milan in lotta per lo scudetto, la rivincita di Allegri. Calma. Hanno una rosa molto forte dall’anno scorso, e quest’anno l’hanno ulteriormente migliorata. Valgono assolutamente il quarto posto e devono stare lì. Per me sono la terza rosa dopo Napoli, Inter. Rivincità sarà se faranno 82 punti e non vinceranno lo scudetto per 4-5 punti. Allora lì diremo stagione fantastica. Ma facciamola sviluppare questa stagione. E ricordiamoci che non c’è ancora Leao.

Liverpool, Slot striglia Ekitike: «Gesto imbarazzante, avrebbe dovuto ringraziare Chiesa»

Liverpool, Slot striglia Ekitike: «Gesto imbarazzane, avrebbe dovuto ringraziare Chiesa». Il tecnico dei Reds bacchetta il suo giocatore

Una vittoria macchiata da un gesto “inutile e stupido”. Arne Slot, tecnico del Liverpool, non usa mezzi termini per definire l’espulsione di Hugo Ekitike, cacciato per doppia ammonizione dopo aver segnato il gol decisivo contro il Southampton. Un’euforia tanto eccessiva quanto, secondo l’allenatore, fuori luogo, che ora costerà al francese la squalifica per il prossimo match contro il Crystal Palace.

Il rimprovero di Slot, duro e pubblico, non nasce solo dalla leggerezza del giocatore – che si è tolto la maglia per esultare – ma dal contesto del gol. L’azione, infatti, è stata interamente costruita da un assist al bacio di Federico Chiesa, con Ekitike che ha dovuto semplicemente appoggiare in rete da pochi passi. Un gol facile, che secondo il suo allenatore avrebbe richiesto umiltà, non un’esultanza plateale e dannosa.

In conferenza stampa, Slot ha pronunciato una vera e propria paternale, mettendo il suo attaccante di fronte alle sue responsabilità. ««Deve imparare a controllare le sue emozioni. Già il primo giallo preso è stato abbastanza sciocco… so quanto sia difficile per un attaccante non lasciarsi trascinare ma almeno comportati in maniera tale da non prendere ammonizione. Gli ho detto che certe cose posso anche comprenderle se le fai dopo un gol all’87° in finale di Champions League, magari segnato con un tiro all’incrocio dei pali dopo aver scartato i difensori. Allora sì, posso capire».

La seconda parte della sua riflessione è stata una lezione di stile e di rispetto per il compagno, un invito a restare con i piedi per terra che ha evidenziato tutto il suo disappunto. «Sono all’antica, ho 47 anni e sono vecchio. Non ho mai giocato a questi livelli, ma ho segnato qualche gol e se avessi fatto un gol come questo, mi sarei girato e, rivoltomi a Federico Chiesa, gli avrei detto: ‘Questo gol è tutto merito tuo, non mio’. Ecco perché ho trovato tutto molto imbarazzante».

Le parole di Slot sono un messaggio chiaro non solo a Ekitike, ma a tutta la squadra: il talento e i gol non bastano. Servono disciplina, intelligenza emotiva e, soprattutto, la consapevolezza che il calcio è uno sport collettivo, dove il merito va riconosciuto prima di celebrare se stessi.

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