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Champions League, i convocati di Juric in vista della sfida PSG Atalanta. Il punto

Champions League, PSG-Atalanta: i convocati di Jurić per l’esordio europeo

L’Atalanta è pronta a fare il suo debutto nella UEFA Champions League 2025/26. La squadra bergamasca affronterà il Paris Saint-Germain nella prima giornata della League Phase, in programma mercoledì 17 settembre alle ore 21:00, nella suggestiva cornice del Parco dei Principi di Parigi.

Per la sfida contro i campioni di Francia, il tecnico Ivan Jurić ha diramato l’elenco dei 23 calciatori convocati, confermando gran parte del gruppo che ha ben figurato in avvio di stagione. Tra i presenti figurano sia i titolari più esperti, sia alcuni giovani promettenti del vivaio nerazzurro.

Ecco l’elenco completo dei convocati:

  • Portieri: Marco Carnesecchi (29), Marco Sportiello (57), Francesco Rossi (31)
  • Difensori: Raoul Bellanova (16), Lorenzo Bernasconi (47), Berat Djimsiti (19), Isak Hien (4), Odilon Kossounou (3), Giorgio Scalvini (42), Davide Zappacosta (77)
  • Centrocampisti: Marten de Roon (15), Mario Pašalić (8), Lazar Samardžić (10), Yunus Musah (6), Nicola Zalewski (59), Marco Brescianini (44), Henry Camara (41), Relja Obrić (40)
  • Attaccanti: Charles De Ketelaere (17), Nikola Krstović (90), Daniel Maldini (70), Kamaldeen Sulemana (7), Honest Ahanor (69)

Spicca la presenza del giovane Honest Ahanor, che indosserà la maglia numero 69. Cresciuto nel settore giovanile, il talentuoso attaccante potrebbe trovare spazio a gara in corso. Tra le certezze in attacco ci sono De Ketelaere, autore di un ottimo avvio di stagione, e il nuovo centravanti Krstović, pronto a misurarsi con una difesa di livello internazionale.

In mezzo al campo, Jurić potrà contare sull’esperienza di de Roon e Pašalić, supportati dalla qualità e dalla freschezza di Musah, Samardžić e Zalewski. In difesa, invece, l’affidabilità di Djimsiti, Hien e Kossounou sarà fondamentale per arginare le avanzate del PSG.

L’Atalanta si presenta così a una delle sfide più attese della stagione, determinata a iniziare con il piede giusto la sua avventura europea. La gara con il Paris Saint-Germain rappresenta un test di grande prestigio e una vetrina importante per misurare le ambizioni dei nerazzurri.

Pallone d’Oro 2025: Ousmane Dembélé in pole position secondo l’intelligenza artificiale

Pallone d’Oro 2025: Ousmane Dembélé è in pole position per la vittoria finale secondo l’intelligenza artificiale

Il Pallone d’Oro 2025 potrebbe parlare francese. Secondo una previsione elaborata dal cabinet parigino AVISIA, specializzato in analisi dei dati e intelligenza artificiale, Ousmane Dembélé, attaccante del Paris Saint-Germain e della nazionale francese, ha il 72% di probabilità di conquistare il prestigioso riconoscimento individuale.

Alle sue spalle, nella corsa al trofeo, si collocano due giovani stelle del calcio europeo: Lamine Yamal, talento classe 2007 del Barcellona, con il 56% di chance, e Vitinha, centrocampista portoghese del PSG, accreditato del 40%.

Il modello predittivo di AVISIA

L’algoritmo sviluppato da AVISIA non si limita a valutare le sole statistiche sul campo. Il modello integra infatti una combinazione di fattori:

  • Performance individuali e collettive: gol, assist, vittorie nei principali campionati e nelle competizioni internazionali.
  • Notorietà e riconoscimenti: premi individuali, impatto mediatico e popolarità globale.
  • Peso storico dei voti: analisi delle tendenze passate nel sistema di assegnazione del Pallone d’Oro.

Un elemento innovativo è rappresentato dall’“impatto giornalistico”, che tiene conto delle preferenze dei votanti in base a nazionalità, club di appartenenza e stili di gioco. Questo parametro consente di restituire una previsione più realistica e sfumata, andando oltre i meri numeri.

I protagonisti della corsa

  • Ousmane Dembélé: 28 anni, esterno offensivo rapido e tecnico, già campione del mondo con la Francia nel 2018. Dopo stagioni altalenanti al Barcellona, al PSG ha ritrovato continuità e centralità nel progetto tecnico.
  • Lamine Yamal: appena 18 anni, considerato uno dei più grandi prospetti del calcio mondiale. La sua maturità tattica e la capacità di incidere in Liga e Champions League lo rendono un candidato credibile nonostante la giovane età.
  • Vitinha: 25 anni, regista moderno e dinamico, punto di riferimento del centrocampo del PSG e della nazionale portoghese. La sua crescita costante lo ha portato a essere tra i migliori interpreti del ruolo in Europa.

L’appuntamento con la storia

La cerimonia di consegna del Pallone d’Oro 2025 si terrà lunedì 22 settembre al Théâtre du Châtelet di Parigi. Secondo AVISIA, Dembélé parte favorito, ma la corsa resta aperta: Yamal e Vitinha potrebbero ribaltare i pronostici e scrivere una pagina sorprendente della storia del calcio.

Juventus Borussia: ecco la lista dei convocati di Tudor per la Champions League, la scelta su Conceicao e Zhegrova

Juventus Borussia: la lista dei convocati di Tudor per la Champions League, la scelta su Conceicao e Zhegrova. Tutti i nomi

La Juventus ha diramato la lista ufficiale dei convocati per l’atteso debutto in Champions League contro il Borussia Dortmund, una sfida che segna l’inizio del cammino europeo dei bianconeri. Il tecnico Igor Tudor, ex difensore croato noto per la sua solidità tattica e la capacità di valorizzare i giovani, potrà contare su una rosa profonda e ricca di alternative in ogni reparto.

Difesa solida e affidabile

Il pacchetto arretrato si presenta con certezze consolidate. Gleison Bremer, leader difensivo brasiliano, sarà affiancato da Federico Gatti, centrale italiano in crescita costante, e da Lloyd Kelly, difensore inglese arrivato in estate per dare fisicità e velocità. A disposizione anche elementi di esperienza come Daniele Rugani e giovani di prospettiva come Pierre Kalulu e Johan Cabal. Sulle corsie laterali, Andrea Cambiaso, esterno italiano capace di spingere con continuità, e João Mário, laterale portoghese duttile, garantiranno ampiezza e qualità.

Centrocampo di qualità e versatilità

La mediana bianconera offre un mix di tecnica e dinamismo. Manuel Locatelli, regista della Nazionale italiana, guiderà la manovra, supportato dalla visione di gioco di Teun Koopmeiners, centrocampista olandese abile sia in fase di costruzione che di inserimento. Importante anche il recupero di Francisco Conceição, esterno offensivo portoghese dotato di rapidità, e la presenza di Weston McKennie, statunitense capace di ricoprire più ruoli grazie alla sua duttilità. Assente invece Fabio Miretti, giovane talento italiano ancora ai box per infortunio.

Attacco ricco di alternative

Il reparto offensivo è il vero fiore all’occhiello della Juventus. Dusan Vlahovic, bomber serbo dal fiuto del gol, sarà affiancato da Jonathan David, attaccante canadese rapido e letale negli spazi. A loro si aggiungono il talento turco Kenan Yildiz, astro nascente del vivaio bianconero, e i nuovi arrivi Edon Zhegrova, esterno kosovaro ex Lille, e Loïs Openda, attaccante belga esplosivo. Non convocato invece Arkadiusz Milik, fuori dalla lista UEFA.

Portieri di esperienza

Tra i pali Tudor potrà scegliere tra tre profili affidabili: Mattia Perin, vice storico di Szczęsny, il nuovo arrivato Michele Di Gregorio, protagonista con il Monza, e il veterano Carlo Pinsoglio, punto di riferimento nello spogliatoio.

Un segnale di ambizione

La lista dei convocati conferma le ambizioni della Juventus: una rosa completa, equilibrata e competitiva, costruita per affrontare al meglio sia la Serie A che la Champions League. Tudor avrà a disposizione un ventaglio di soluzioni tattiche che permetteranno ai bianconeri di sognare in grande nella stagione europea.

Lotito Lazio, che stoccata del giornalista al Presidente biancoceleste! Ecco cosa ha detto

Lotito Lazio, che stoccata del giornalista al Presidente biancoceleste! Ecco cosa ha detto nei confronti del numero uno del club

Negli ultimi giorni il dibattito attorno alla SS Lazio si è intensificato, alimentando discussioni tra tifosi, opinionisti e addetti ai lavori. Al centro della polemica c’è la figura di Claudio Lotito, presidente del club biancoceleste dal 2004, imprenditore romano e personaggio spesso divisivo nel panorama calcistico italiano.

Ai microfoni di Radio Laziale, il giornalista sportivo Stefano De Grandis, noto opinionista televisivo e voce autorevole del calcio nazionale, ha espresso un giudizio netto sulla gestione societaria. Secondo De Grandis, l’attuale momento della Lazio richiederebbe un cambio di passo radicale, tanto da spingerlo a invitare Lotito a “fare un passo indietro” e a valutare seriamente l’ipotesi di cedere la società. “La situazione è diventata fin troppo ostica anche per lui”, ha dichiarato il giornalista, sottolineando come la pressione attorno al club sia ormai difficile da gestire. Ecco le sue parole:

PAROLE – «A Reggio ho visto una squadra incompleta che fa fatica a tirare in porta. Mi sembra il momento più buio della gestione Lotito, in questo momento la società non dà nulla. A un certo punto bisogna prendere decisioni, come dover cedere.  Io non sono anti-lotitiano, la sua è la Lazio più vincente dopo quella di Cragnotti, e per certi aspetti va ringraziato, ma se a un certo punto non vedi uno spiraglio, bisogna prendere in considerazione il fatto di vendere, anche perché non c’è una prospettiva. È più facile fare un passo indietro quando ti riconoscono anche meriti, senza dover andare sempre in battaglia. Esiste un momento in cui molti presidenti hanno fatto un passo indietro, vedi Moratti con l’Inter, e lui ha scritto la storia dei nerazzurri. Ad oggi, Lotito non sta al passo dei 30.000 abbonati pieni d’amore, che vorrebbero sognare».

Ethan Mbappé segna il suo primo gol da professionista: il Lilla sogna con il fratello minore di Kylian

Ethan Mbappé segna il suo primo gol da professionista: il Lilla sogna con il fratello minore di Kylian. Tutti i dettagli

Il calcio francese ha un nuovo protagonista. Ethan Mbappé, 18 anni, fratello minore del campione del Real Madrid Kylian Mbappé, ha vissuto il suo primo momento di gloria con la maglia del Lilla. Domenica scorsa, allo stadio Pierre-Mauroy, il giovane attaccante ha realizzato il suo primo gol da professionista con una splendida volée al minuto 98, regalando ai Dogues una vittoria fondamentale contro il Tolosa.

Un talento che emerge dopo una stagione difficile

La rete di Ethan arriva al termine di un’annata complicata, segnata da infortuni e da sole 14 presenze in campionato. Nonostante le difficoltà, il ragazzo ha saputo sfruttare al meglio l’occasione concessagli dal tecnico Bruno Genesio, allenatore francese noto per la sua capacità di valorizzare i giovani talenti. Inserito nei minuti finali della gara, Mbappé ha risposto con un gesto tecnico di grande qualità, che ha ricordato le giocate del fratello maggiore Kylian, uno dei migliori attaccanti al mondo.

“Non ho avuto tempo di pensare, solo di festeggiare con i tifosi. Segnare un gol nel mio primo match stagionale è il massimo”, ha dichiarato Ethan sorridente in zona mista, consapevole delle pressioni legate al cognome che porta.

Un futuro luminoso per il calcio francese

Essere il fratello di un campione come Kylian Mbappé ha comportato inevitabili paragoni e aspettative altissime. Tuttavia, Ethan sembra aver trovato la sua strada. Esterno destro rapido e tecnico, è apprezzato per il suo dribbling e per la capacità di servire passaggi filtranti che aprono le difese avversarie.

La sua rete non rappresenta soltanto un episodio isolato, ma un segnale forte: Ethan Mbappé è pronto a conquistarsi spazio nell’élite del calcio francese. Per il Lilla, attualmente in lotta per le prime posizioni della Ligue 1, il giovane attaccante può diventare un’arma in più nella corsa alla Champions League.

Un nome destinato a brillare

Il gol al Tolosa potrebbe essere ricordato come il punto di svolta della carriera di Ethan. Non più soltanto “il fratello di Kylian”, ma un talento emergente con la possibilità di scrivere la propria storia. Il calcio francese, sempre attento ai giovani, ha trovato un nuovo gioiello pronto a risplendere.

Nuovo stadio Milano: accordo tra Comune, Milan e Inter per il futuro di San Siro

Nuovo stadio Milano: accordo tra Comune, Milan e Inter per il futuro di San Siro. Le ultimissime notizie

Milano si prepara a una svolta storica per il proprio calcio. Il sindaco Giuseppe Sala ha annunciato di aver raggiunto un’intesa preliminare con Milan e Inter per la cessione dello stadio di San Siro e delle aree circostanti, con l’obiettivo di costruire un nuovo impianto sportivo moderno e all’avanguardia.

“Abbiamo l’accordo con Milan e Inter per il nuovo stadio”, ha dichiarato Sala durante un evento pubblico, precisando che il progetto dovrà essere completato entro sei anni. L’intesa arriva dopo mesi di trattative e rappresenta un passo decisivo per la città, che potrà così contare su una struttura capace di ospitare grandi eventi sportivi internazionali.

Un progetto di riqualificazione per Milano

L’operazione prevede la vendita delle aree ai due club, che avranno piena autonomia nella gestione della costruzione e del piano di riqualificazione urbana. Questo consentirà a Milan e Inter di incrementare i propri ricavi e di rafforzare la competitività sul mercato.

Per i rossoneri, guidati in panchina da Max Allegri, il nuovo stadio rappresenta un tassello fondamentale per consolidare il progetto tecnico e valorizzare campioni come Rafael Leão, attaccante portoghese classe 1999, considerato uno dei talenti più brillanti della Serie A.

Sul fronte nerazzurro, l’Inter potrà contare su una casa di proprietà per esaltare le prestazioni di stelle come Lautaro Martínez, attaccante argentino e capitano della squadra, simbolo della nuova era interista.

Un simbolo per la città e per il calcio italiano

Il nuovo stadio sarà dotato di tecnologie all’avanguardia, comfort moderni e servizi pensati per offrire ai tifosi un’esperienza unica. Non solo un impianto sportivo, ma un vero e proprio gioiello architettonico destinato a diventare un simbolo di Milano nel mondo.

L’accordo rappresenta una vittoria per tutti: il Comune vedrà riqualificate le aree intorno a San Siro, i club avranno finalmente una casa di proprietà e i tifosi potranno vivere il calcio in una cornice di livello internazionale.

Per il calcio italiano si tratta di un segnale forte: investire in infrastrutture moderne è la strada per tornare a competere stabilmente ai massimi livelli europei.

Inter, debutto in Champions contro l’Ajax: assente Darmian e Lautaro Martinez…

Inter, debutto in Champions contro l’Ajax: assente Darmian e Lautaro Martinez… Le ultime sui nerazzurri

L’Inter si prepara all’esordio stagionale in Champions League contro l’Ajax, in programma alla Johan Cruijff Arena di Amsterdam, ma dovrà fare i conti con un’assenza pesante. Cristian Chivu, allenatore nerazzurro ed ex difensore di grande esperienza internazionale, non potrà contare su Matteo Darmian, laterale italiano classe 1989, fermato da una lombalgia. Il giocatore, prezioso per la sua duttilità sia a destra che a sinistra, resterà a Milano per recuperare, lasciando un vuoto importante nella linea difensiva.

Lautaro Martinez convocato nonostante il problema fisico

Se da un lato la difesa perde un elemento chiave, dall’altro arriva una notizia positiva per il reparto offensivo. Lautaro Martinez, attaccante argentino e capitano dell’Inter, nonostante un fastidio alla schiena che lo ha costretto a saltare la rifinitura di ieri, partirà con la squadra per la trasferta olandese. Il “Toro”, reduce da un avvio di stagione brillante e già decisivo in campionato, si è allenato in palestra per smaltire il dolore e rimane in corsa per una maglia da titolare. La sua presenza sarà determinante per scardinare la difesa dell’Ajax.

Le alternative di Chivu in difesa

L’assenza di Darmian obbliga Chivu a valutare soluzioni alternative. Possibile l’impiego di Denzel Dumfries sulla corsia destra o l’arretramento di Matteo Bisseck, con eventuali adattamenti tattici per garantire equilibrio e copertura. La versatilità del tecnico romeno sarà messa alla prova in un match che richiede massima attenzione.

Una sfida cruciale per il cammino europeo

Il debutto in Champions League rappresenta un momento chiave per l’Inter, chiamata a dare un segnale forte dopo un avvio di campionato altalenante. L’Ajax, formazione storicamente competitiva e ricca di giovani talenti, sarà un avversario ostico, soprattutto in casa. Per i nerazzurri, partire con una vittoria significherebbe non solo guadagnare punti preziosi nel girone, ma anche consolidare fiducia e ambizioni europee.

Con Lautaro Martinez pronto a guidare l’attacco e la speranza di recuperare Matteo Darmian per i prossimi impegni, l’Inter affronta una delle partite più importanti della stagione con un obiettivo chiaro: iniziare la Champions League con il piede giusto e alimentare il sogno di un percorso lungo e vincente.

Juve Borussia Dortmund, Lars Ricken: “Finale del ’97? Indimenticabile. L’amichevole di agosto? Ecco cosa penso…»

Juve Borussia Dortmund, Ricken: “Il mio nella finale del ’97? Indimenticabile. L’amichevole di agosto? Ecco cosa penso…». Le sue parole

È la leggenda del Borussia Dortmund, Lars Ricken. Non per le presenze né per il numero di reti, ma per quel sigillo indelebile che il 28 maggio 1997 consegnò ai gialloneri la prima, storica e finora unica Champions League, proprio contro la grande Juventus di Lippi, Zidane e Del Piero. Un “lob” da 30 metri su Peruzzi che, a 20 anni e al primo tocco, spezzò le gambe alla Juve detentrice del trofeo. Oggi Ricken, 49 anni, è il “Geschäftsfüher Sport” del Borussia, il plenipotenziario di tutto il dipartimento sportivo. Alla vigilia dell’eurosfida di stasera, il “boss” tedesco si è concesso a una lunga intervista.

QUEL “GOLAZO” A PERUZZI – «Non conoscevo il termine “gol della sicurezza”, ma mi piace! Allora avevo 20 anni, avevo contribuito a portare il Borussia in finale contro il Manchester United e l’Auxerre quindi ero scontento di stare in panchina. Poi sono entrato in campo e con il mio primo tocco ho segnato il gol: dopo pochi secondi, non dopo un minuto… Quella notte a Monaco è stata indimenticabile. Un sogno che s’è avverato. L’atmosfera, i festeggiamenti dopo la partita, le emozioni dei nostri tifosi: sono immagini che rimarranno con me e, probabilmente, con tutti i tifosi del Borussia per tutta la vita».
IL PIÙ BELLO E IL “GOL DEL SECOLO” DEL BVB – «Ho segnato alcuni bei gol, ma in termini di tempismo, importanza ed esecuzione, quello è al di sopra di tutti. Il fatto che i nostri tifosi lo abbiano poi votato come il “Gol del secolo” del BVB lo rende ancora più speciale per me. Ho sicuramente un legame speciale con questa società. Soprattutto perché sono “Dortmunder”, nato a Dortmund, e non ho mai giocato per un altro club nella mia carriera professionale».
PERUZZI POCHE ORE PRIMA ERA DIVENTATO PADRE – «È la prima volta che sento questa storia dopo più di 28 anni. Per me non cambia nulla. Peruzzi era uno dei migliori portieri al mondo e in momenti come quello di Monaco bisogna provare qualcosa di speciale. È quello che ho fatto io. Da giovane giocatore non ci pensi troppo, vedi l’occasione e tiri. È andata proprio così».
LA “MALEDIZIONE” CHAMPIONS DELLA JUVE – «È l’ennesima dimostrazione di quanto sia difficile e impegnativa questa competizione, anche per un grande club come la Juventus. Raggiungere nove finali è un risultato straordinario. Ma a volte sono i piccoli dettagli a decidere una finale di tale portata, come nel 2024 quando noi abbiamo affrontato a Wembley il Real Madrid e disputato un ottimo primo tempo, che alla fine però non è bastato. La fortuna e la sfortuna giocano un ruolo importante nel calcio. In ogni caso il numero di presenze in finale dimostra la grande qualità e la storia della Juventus».
L’ASSENZA DI EMRE CAN – «Emre è un calciatore molto esperto, il nostro capitano e un leader importante. Ha giocato sotto tutti gli allenatori del BVB e garantisce stabilità alla squadra. Questo è un aspetto. L’altro aspetto è che abbiamo una rosa ampia e ora altri giocatori devono assumersi la responsabilità e mettersi alla prova sulla scena della Champions League».
L’AMICHEVOLE CON LA JUVE AD AGOSTO – «I “report” delle amichevoli dovrebbero sempre essere trattati con cautela. Ci sono molti cambi, l’intensità non è la stessa delle competizioni. Per noi ha giocato Mats Hummels, che si era già ritirato. Ma alla fine si è potuto vedere chiaramente quanto la Juventus sia efficiente e intelligente. Non ha bisogno di molte occasioni per segnare. Non ha paura di difendere la propria porta con 11 uomini. Ma noi siamo preparati a questo».
LA JUVE DEI SUOI ANNI – «Vialli e Ravanelli: per me la migliore coppia d’attacco degli Anni ’90!».
LA JUVE DOPO IL 4-3 ALL’INTER COME ITALIA-GERMANIA – «Nel 1970 non ero ancora nato… Ma in sostanza: una vittoria all’ultimo minuto nel “derby” infonde un’energia enorme alla squadra. Quest’euforia accompagnerà sicuramente la Juventus verso la gara contro di noi. I bianconeri sono una squadra giovane che però gioca con maturità e compostezza».
TUDOR E KOVAC: IL SEGRETO DEGLI ALLENATORI CROATI – «La Croazia produce da anni calciatori e allenatori eccezionali. Sono disciplinati, appassionati e hanno una profonda conoscenza del gioco. Tudor e Kovač appartengono a una generazione che ha giocato ai massimi livelli: lo si percepisce nel loro lavoro a bordo campo».
CHI VINCE LA CHAMPIONS – «È facile citare i soliti nomi: Manchester City, PSG, Real Madrid, Barcellona, Bayern, ecc. Sono anche curioso di vedere l’Arsenal… ».
IL COLPO DI MERCATO PIÙ SENSAZIONALE – «Il fatto che Gianluigi Donnarumma si sia trasferito al Manchester City mi ha molto sorpreso. Con il Paris Saint-Germain ha conquistato la Champions League, è un portiere di grande qualità e ha avuto influenza sulla stagione di grande successo dei parigini…

Onorato: «L’Italia senza Mondiali è un problema serio. Troppi stranieri, pochi investimenti per i vivai. E il derby di Roma alle 12.30 è una sconfitta»

Onorato: «L’Italia senza Mondiali è un problema serio. Troppi stranieri, pochi investimenti per i vivai. E il derby di Roma…». Le dichiarazioni

Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del comune di Roma, osserva con preoccupazione il panorama del calcio italiano. Dal dramma dell’assenza ai Mondiali alla gestione dei vivai, Onorato analizza le criticità di un sistema che, a suo dire, necessita di una visione nazionale. Ecco le sue parole al Corriere dello Sport.


L’ITALIA FUORI DAI MONDIALI – «E pensare che abbiamo generazioni di ragazzi che non hanno mai visto l’Italia ai Mondiali di calcio».
LE SCUOLE CALCIO – «Se una scuola calcio nelle grandi città costa dai 600 ai 1.200 euro l’anno, fare sport è diventato un lusso. Se la pratica sportiva è un diritto per tutti come stabilisce la Costituzione, il governo nazionale la dovrebbe garantire. Con 70 milioni di euro questo diritto diventerebbe realtà. Il resto sono aiuti inutili. Gli italiani non sanno che farsene dei diritti se non possono essere esercitati. Non possono rimanere sulla carta».
IL PNRR PER LO SPORT – «Più che il Pnrr a me mortifica l’assenza di una visione nazionale. Siamo uno dei Paesi che ha la peggior impiantistica del mondo eppure primeggiamo alle Olimpiadi. Ci salva la grande ricchezza dell’associazionismo di base. Abbiamo un hardware pessimo e un software fantastico. Investire sulla scuola e sullo sport significa anche risparmiare in termini di salute e prevenzione. Poi se il calcio, lo sport più popolare, dà il peggio di sé tra l’accesso che diventa un lusso, le dinamiche di raccomandazione e le politiche svantaggiose per i giovani giocatori italiani, il quadro drammatico è completo».
DECRETO CRESCITA E STRANIERI – «Una cosa è portare in Italia Cristiano Ronaldo o giocatori che cambiano il livello del campionato. Un’altra è riempire le squadre di stranieri di medio-basso livello a discapito dei nostri vivai. Curioso che dobbiamo spiegarlo noi a un governo di patrioti».
IL DERBY DI ROMA ALLE 12.30 – «Certo, visti i risultati di domenica potevamo arrivarci meglio… Io il derby lo vivo in Campidoglio da 4 anni. Il sindaco Roberto Gualtieri è romanista, io laziale. Ma allo stadio andremo insieme. Chissà se capiteremo vicini!». «Sono disgustato e da un governo di destra che prometteva un pugno di ferro per fermare i violenti mi aspettavo sinceramente di più. Purtroppo però nella politica italiana i fatti non corrispondono alle promesse. Ci sono ancora troppe sacche di connivenza con gruppi ultras. Che il derby sia alle 12.30 è una sconfitta dello Stato. Esprimo la mia solidarietà, oltre che la stima, al prefetto Giannini e al questore Massucci, che fanno un lavoro straordinario. Ma come si dice: ognuno recita messa con quello che ha. Gli strumenti sono scarsi, il personale poco e le leggi garantiscono talvolta l’impunità».
GLI STADI A ROMA – «Purtroppo nella nostra città non tutti guardano al futuro. Per 30 alberi e 3 pipistrelli si prova a dire ad esempio che un investimento da oltre 1 miliardo, quello dello stadio della Roma, vada fermato. Il Sindaco sta seguendo in prima persona l’iter dello stadio della Roma ed è una garanzia per tutti. Sono sicuro che a breve ci saranno ulteriori novità. Per la Lazio stiamo aspettando l’integrazione che riguarda il piano economico asseverato, poi potrà partire la conferenza dei servizi che si esprimerà in termini di impatto ambientale, urbanistico, sostenibilità e tutela monumentale. Di sicuro noi il Flaminio non vogliamo lasciarlo in quelle condizioni».

Cagliari, Luvumbo verso il rientro: tempi incerti ma cresce la fiducia

Cagliari, Luvumbo verso il rientro: tempi incerti ma cresce la fiducia. Le ultimissime sui rossoblù

Zito Luvumbo, attaccante angolano classe 2002 del Cagliari Calcio, prosegue il suo percorso di recupero dopo l’infortunio muscolare che lo ha costretto a fermarsi nelle ultime settimane. Il giovane talento, noto per la sua velocità e capacità di saltare l’uomo, resterà indisponibile per la sfida di Serie A contro il Lecce in programma venerdì, ma non è escluso un possibile rientro per il successivo impegno contro l’Inter.

Recupero sotto controllo dello staff medico

Come riportato da La Nuova Sardegna, Luvumbo sta seguendo un programma di riabilitazione personalizzato, studiato dallo staff medico rossoblù per garantire un rientro sicuro e senza rischi di ricadute. L’obiettivo è riportarlo in campo nelle migliori condizioni, evitando forzature che potrebbero compromettere il finale di stagione.

Arrivato in Sardegna nel 2020, Luvumbo si è imposto come una delle armi offensive più imprevedibili della squadra grazie al suo dinamismo e alle sue accelerazioni. La sua assenza si è fatta sentire, ma il giocatore sta dimostrando grande determinazione nel rispettare ogni tappa del percorso di recupero.

Assenza contro il Lecce, testa all’Inter

Il match contro il Lecce sarà un banco di prova importante per il Cagliari di Fabio Pisacane, tecnico subentrato a stagione in corso e impegnato nella corsa salvezza. Pur senza Luvumbo, la squadra dovrà cercare punti preziosi per la classifica.

La speranza, in casa rossoblù, è di poter contare sull’attaccante già nella sfida contro l’Inter, gara che potrebbe rivelarsi cruciale per le ambizioni stagionali. Al momento, le probabilità di vederlo in campo a San Siro non sono altissime, ma i progressi registrati negli ultimi giorni lasciano aperto uno spiraglio.

Un rientro fondamentale per il finale di stagione

Con la Serie A che entra nella fase decisiva, il ritorno di Luvumbo rappresenterebbe un valore aggiunto per il reparto offensivo del Cagliari. La sua capacità di creare occasioni dal nulla e di mettere in difficoltà le difese avversarie potrebbe risultare determinante nelle ultime giornate.

Il club e i tifosi attendono con impazienza il suo rientro, consapevoli che la presenza del numero 77 in campo può fare la differenza nella lotta per la permanenza in Serie A.

Juventus Borussia, una sfida tra talenti: Adzic eroe del derby d’Italia, Mane la sorpresa di Kovac: perché in Italia nessuno si è accorto di lui?

Juventus Borussia, una sfida tra talenti: Adzic eroe del derby d’Italia, Mane la sorpresa di Kovac. Le ultimissime sulla sfida

Juventus–Borussia Dortmund è una sfida che esalta anche il valore della gioventù. Il riferimento a Vasilije Adzic non è casuale, soprattutto negli occhi dei tifosi bianconeri ancora euforici per il 4-3 all’Inter. Un bolide dalla distanza, un fulmine su Sommer, ha deciso il Derby d’Italia, firmato da un ragazzo classe 2006. «Già, il Derby d’Italia l’ha deciso un ragazzo classe 2006, fiero rappresentante (l’ennesimo) del funzionamento della filiera Juve.»

Il percorso del montenegrino, però, non è stato lineare come quello di tanti prodotti del vivaio. Adzic è stata un’intuizione di Cristiano Giuntoli, che lo ha strappato alla concorrenza del Bologna per 5 milioni di euro dal Podgorica. Thiago Motta si è subito innamorato delle sue qualità, ma un infortunio muscolare ne ha rallentato l’inserimento. La Next Gen è stata il palcoscenico perfetto per il suo ritorno, dove si è messo in mostra in Serie C. Il suo spezzone contro l’Inter, sotto Tudor, è stato un premio alla sua crescita, un’iniezione di adrenalina. Adzic, che fonde tecnica e velocità, ora sogna ad occhi aperti una nuova chance.


Anche il BVB, però, in tema di gioielli non scherza. Al palcoscenico della Champions League offre un italiano: Filippo Mane, classe 2005, un anno in più di Adzic. La sua è una storia particolare. Roberto Mancini, da CT, lo ha già convocato per uno stage in Nazionale, colpito dalle qualità di un difensore che quest’anno Kovac sta inserendo nelle rotazioni della retroguardia in Bundesliga. Nato a Magenta, nel Milanese, i primi passi da professionista li muove nel settore giovanile del Novara. La Sampdoria si accorge di lui e lo porta a Bogliasco. «A fine 2021, però, i blucerchiati se lo lasciano scappare. Il Borussia fiuta il colpo, lo segue in un torneo a Duisburg e gli fa firmare a 16 anni il contratto da professionista.»


Mane torna in Italia con orgoglio, consapevole che il suo percorso nel grande calcio è appena cominciato. A Dortmund stravedono per il centrale italiano di origini senegalesi. A quelle latitudini, la fiducia nei giovani non è un problema, anzi. Mane spera già stasera di debuttare in Champions League, chiudendo un cerchio. Allo stesso tempo, però, aumenterebbe il rammarico delle italiane: perché nessuno tre anni fa si è accorto di Mane? La sfida tra Juventus e Borussia è anche un banco di prova per questi due talenti, simboli di strategie diverse ma con lo stesso obiettivo: la conquista del grande calcio europeo.

Torino Atalanta, tra contestazione e il (nuovo) Baroni in cerca di conferme: cosa accadrà domenica

Conto alla rovescia per Torino Atalanta, una domenica a tinte granata scandita dalla contestazione al patron Urbano Cairo e dal tecnico Marco Baroni alla ricerca di una versione 2.0

Neanche il tempo di festeggiare la vittoria, corsara, maturata in terra capitolina, che il Torino è già pronto a tornare al lavoro. Quest’oggi i ragazzi allenati da Marco Baroni saranno infatti impegnati sul campo del Filadelfia, forti di un morale (finalmente) ritrovato dopo il ‘sacco di Roma’ ai danni dei giallorossi di Gian Piero Gasperini e decisi a replicare il successo anche contro l’Atalanta di Ivan Juric. Il 21 settembre il tecnico croato, ex della partita, farà tappa proprio allo Stadio Olimpico Grande Torino per affrontare Giovanni Simeone e compagni, in una domenica che dalle parti della sponda granata del Po si prospetta ad altissima tensione.

Iniziamo dal contorno: nelle ore antecedenti alla sfida – ormai è cosa nota – lo spicchio più caldo del tifo piemontese ha organizzato un’importante corteo di contestazione nei confronti del patron del club Urbano Cairo. «Da vent’anni Urbano Cairo tiene il Torino fermo, senza ambizione, senza futuro. Basta promesse vuote, basta mediocrità: il Toro merita rispetto. Il Toro è della sua gente… Ora è il momento di far sentire la nostra voce, uniti e compatti. Saremo in marcia per difendere la dignità del Toro» si legge nel volantino fatto circolare negli ultimi giorni da alcuni gruppi organizzati per preparare l’evento. E ancora: «Ritrovo ore 10 davanti allo stadio Filadelfia. Partenza corteo: ore 12 direzione stadio. Il Torino siamo noi!!!»

Il difficile rapporto tra il presidente del Torino e i suoi sostenitori (o almeno buona parte di questi) affonda radici profonde. Adesso, si trova dinanzi ad un nuovo, ennesimo, capitolo, nella speranza che – in ogni caso – tutto possa svolgersi per il meglio (il corteo dovrebbe raggiungere lo Stadio snodandosi per Via Tunisi) e che non venga mai valicato il limite del legittimo diritto di espressione del dissenso da parte dei supporters. 

Tornando invece alle vicende proprie del rettangolo verde, quella contro i bergamaschi sembra assumere tutte le sembianze di un test di maturità per il gruppo baroniano. Dopo il difficile esordio contro l’Inter a San Siro, alcuni lampi di miglioramento si erano già intravisti nel pareggio confezionato con la Fiorentina. Segnali culminati in un concerto di solidità, concretezza e cinismo sportivo palesati nel successo ottenuto nella Capitale contro la Roma; coincisi peraltro con lo schieramento di un modulo semi-inedito ed il ritorno di alcune pedine preziose in mezzo al campo (vedi il propizio Ardian Ismajli in difesa). Baroni ora cerca conferme di quanto di buono mostrato negli ultimi giorni e del lavoro messo a punto al Filadelfia. Torino Atalanta è alle porte, la versione 2.0 dei granata si appresta a scendere in campo, sarà all’altezza delle aspettative?

Champions League, Benitez sulle italiane: «Atalanta un’incognita. Napoli? De Laurentiis ha investito in maniera intelligente. Su Juve e Inter…»

Champions League, Benitez: «Atalanta un’incognita. Napoli? De Laurentiis ha investito in maniera intelligente. Su Juve e Inter…». Le parole

C’è chi la Champions League l’ha solo sfiorata, chi l’ha sognata e chi, come Rafa Benítez, l’ha fatta sua, più volte. L’allenatore spagnolo, stratega e tattico sopraffino, è un vero e proprio “Re di Coppe”, capace di scolpire il suo nome nella storia del calcio europeo con imprese memorabili. Dall’indimenticabile trionfo di Istanbul con il Liverpool alla vittoria con l’Inter nella Coppa del Mondo per Club, la competizione più prestigiosa d’Europa ha sempre rappresentato il palcoscenico ideale per le sue doti manageriali. Oggi, con la saggezza di chi ha vissuto quelle emozioni in prima persona, Rafa Benítez torna a raccontare il suo calcio, e in particolare la “sua” Champions League, dalle colonne de La Gazzetta dello Sport in veste di opinionista.


LE PROSPETTIVE DELLE ITALIANE – «De Laurentiis ha investito in maniera intelligente e massiccia e con Conte ha aperto un ciclo che ora viene esaminato in Europa: non sarà semplice riuscire ad essere sempre competitivi sui due fronti ma lo spessore dell’allenatore aiuterà. L’Atalanta è un’incognita, a me piace il modo in cui nel tempo è stato costruito questo capolavoro. Chivu deve fronteggiare una situazione strana, frutto di tanti piccoli micro-traumi: per un po’, l’Inter si è portato appresso la sconfitta di Parigi, che ora non penso abbia più incidenza. Però bisogna intervenire e subito e per farlo, il tecnico ha bisogno del sostegno dei Lautaro e dei Barella, dei Sommer e dei Thuram. E la Juve qualche indicazione l’ha già data, la vittoria di sabato è un segnale fortissimo a se stessa ma anche alle altre»
COSA SI ASPETTA DI NUOVO – «Un calcio sempre più affascinante, la ricerca della giocata ma evitando le esasperazioni di una costruzione dal basso ossessionante. La Champions con questa nuova formula arricchisce il coraggio di arricchirsi. Nelle analisi fatte per l’Uefa abbiamo notato che è aumentata la pressione offensiva e sempre più squadre giocano lungo per evitarlo. Si va tanto “uomo contro uomo”, si pressa alto, si gioca tra le linee per arrivare al tiro. In Europa, si attacca in profondità, si sviluppa il contropiede»

Ajax Inter, Van der Meyde: «Chivu leader già a 21 anni, Dumfries ha fatto bene a restare in Italia. L’Ajax oggi gioca male, l’Inter può approfittarne. Qualità nerazzurra superiore in Serie A»

Ajax Inter, Van der Meyde analizza: «Chivu leader già a 21 anni, Dumfries ha fatto bene a restare in Italia. L’Ajax oggi gioca male, l’Inter…»

Andy van der Meyde, estro, velocità e una buona dose di “follia” calcistica. Un nome che evoca ricordi intensi sia ad Amsterdam che a Milano, legando indissolubilmente la sua carriera a due club che domani sera si contenderanno un pezzo di storia. L’ex esterno olandese, cresciuto nel vivaio dell’Ajax e poi approdato all’Inter, ha vissuto da protagonista gli anni d’oro di entrambe le squadre, lasciando un segno nel cuore dei tifosi. Oggi, alla vigilia di una sfida così sentita, Van der Meyde ha parlato a La Gazzetta dello Sport, ripercorrendo le tappe salienti del suo percorso e raccontando il profondo legame con i due giganti europei. Un’occasione per tuffarsi nei ricordi e analizzare le prospettive del match.


CHIVU – «Per me resterà sempre il capitano-ragazzo, un anno più giovane di me e già con la fascia a 21 anni. L’Ajax è un pianeta diverso da tutti, non si guarda mai la carta d’identità, ma se sei così precoce hai certamente qualcosa di speciale. Cristian era un leader naturale nello spogliatoio, rispettoso, sempre sorridente: lo definirei un vero gentiluomo. All’inizio prendeva tanti cartellini rossi, ma poi è maturato. Come giocatore, poi, fortissimo: bravo in marcatura, veloce nell’uno contro uno, ottimo tiro dalla distanza col sinistro. Per il resto, mi portava in macchina quando non ce l’avevo, dal mio hotel allo stadio faceva lui da autista. Non mi stupisce che sia diventato allenatore: questi primi problemi fanno parte del mestiere, la sconfitta con la Juve è stata immeritata»
DUMFRIES HA FATTO BENE A RESTARE – «Secondo me sì. Con un Mondiale alle porte, è importante giocare sempre. All’Inter ha il posto quasi assicurato e questo lo aiuterà anche in nazionale. Avrebbe potuto andare altrove, ma rischiava la panchina. Ora Denzel può restare protagonista, e dopo il 2026, forse, farà una nuova scelta. É un giocatore strategico e unico: segna più di un attaccante, fornisce assist, è fondamentale per l’Inter e l’Olanda».
COME VEDE L’AJAX DI OGGI – «Male. Giocano un calcio bruttino, l’allenatore cambia formazione spesso e non c’è stabilità. Il centrocampo è statico, senza qualità tecniche, così i tifosi già si lamentano e dicono che non vedono più il vero calcio dell’Ajax. Purtroppo, hanno ragione. L’Inter può approfittarne e credo che lo farà. La qualità nerazzurra oggi è molto più alta, ma è superiore anche alle rivali in Italia, dal Napoli alla Juventus»

Juventus, tutto pronto per il super rinnovo di Yildiz: i dettagli

Juventus, tutto pronto per il super rinnovo di Yildiz: i dettagli dell’accordo tra il gioiellino turco e il club bianconero per il prolungamento

Un rinnovo da top player, una valutazione da oltre 100 milioni di euro e un paragone che fa sognare. La Juve si prepara al grande esordio in Champions League aggrappandosi al suo simbolo: Kenan Yildiz. Come analizzato da La Stampa, il fantasista turco è sempre più al centro del progetto bianconero, l’uomo designato a guidare la squadra verso un nuovo ciclo di vittorie.

Chiuso il mercato, la priorità della Signora è blindare il suo prezioso gioiello. È pronto un prolungamento di contratto fino al 2030, con un ingaggio che supererà i 6 milioni di euro netti a stagione più bonus. Un contratto da vero leader, che ne certifica la centralità. Di conseguenza, anche la sua valutazione è schizzata alle stelle: per strapparlo alla Juve, servirà un assegno ben superiore ai 100 milioni. Lo sanno bene Chelsea e Arsenal, che in estate hanno già ricevuto un secco “no”, e lo sa il Real Madrid, che continua a monitorarlo.

La sfida di questa sera contro il Borussia Dortmund ha un sapore speciale. Rievoca l’inizio di un altro ciclo leggendario, quello di quasi trent’anni fa. Era la Juve di Alessandro Del Piero, questa sarà sempre di più la Juve di Yildiz. Un parallelismo affascinante, un passaggio di consegne ideale tra due numeri 10 destinati a entrare nella storia. Dopo un’estate di rivoluzione, la Vecchia Signora punta forte sul suo condottiero. Un classe 2005 con la personalità di un veterano e la classe di un predestinato, pronto a prendersi l’Europa e a trascinare i bianconeri. La notte di Champions sta per iniziare, e la stella di Yildiz è pronta a brillare.

Italia femminile, 3 amichevoli di lusso per chiudere il 2025: le avversarie

Italia femminile, 3 amichevoli di lusso per chiudere il 2025: le avversarie. La Nazionale di Soncin torna in campo dopo l’ottimo Europeo

Prima il test con il Giappone, poi la tournée negli Stati Uniti per la doppia affascinante sfida con la Nazionale di casa nel quarantesimo anniversario della sua fondazione. Il 2025 delle Azzurre, reduci dall’entusiasmante cammino all’Europeo, si chiuderà con impegni probanti e dal grande fascino: venerdì 24 ottobre l’Italia tornerà dopo 28 anni a Como per il test con le nipponiche, a cui ne farà seguito un altro – sempre in casa – in via di definizione. Il mese successivo volerà invece in Florida dove venerdì 28 novembre a Orlando e lunedì 1° dicembre a Fort Lauderdale sono in programma i match con la selezione più titolata al mondo.

Tre amichevoli di lusso che precederanno l’inizio delle qualificazioni al Mondiale del 2027, al via il prossimo febbraio, e che testimoniano la grande crescita – in termini di considerazione, appeal e visibilità – del calcio femminile italiano. «Iniziamo il viaggio verso Brasile 2027 e continuiamo il nostro percorso di crescita contro avversarie di alto livello – il commento del Ct Andrea Soncin – abbiamo voluto fortemente giocare in Italia la partita di ottobre per permettere a tante persone di vivere da vicino la magia e la passione che la maglia azzurra può scatenare. L’invito da parte degli USA è una grande opportunità e motivo di orgoglio, certifica ulteriormente lo sviluppo che tutto il movimento sta avendo negli ultimi tempi. In queste partite vogliamo alzare il livello delle nostre prestazioni per salire nel ranking e prepararci al meglio in vista delle qualificazioni mondiali».

Allo stadio ‘Giuseppe Sinigaglia’ di Como, sede lo scorso maggio della finale di Coppa Italia vinta dalla Juventus contro la Roma davanti a oltre 7mila spettatori, andrà in scena l’ottavo confronto con il Giappone: i numeri sorridono alle Azzurre, che hanno sempre battuto le asiatiche ad eccezione del ko subito nell’ultima gara disputata nel 2015. Di segno opposto il bilancio con le statunitensi, che si sono aggiudicate 10 dei 16 match, ultimi quattro compresi. Tre dei quattro successi italiani sono invece arrivati nella seconda metà degli anni ’80: il primo fu centrato nell’agosto del 1985 a Jesolo, nei 90 minuti che segnarono il debutto internazionale degli USA, capaci da allora di conquistare quattro edizioni del Mondiale e cinque ori olimpici.

Milan, Modric e la dieta da superman: ecco il suo elisir di eterna giovinezza

Milan, Modric e la dieta da superman: ecco il suo elisir di eterna giovinezza. Così il croato fa la differenza in Serie A anche a 40 anni

Luka Modric non è un calciatore come gli altri. A 40 anni, l’ex stella del Real Madrid sta dimostrando al mondo intero che l’età è solo un numero. La sua recente prestazione, culminata con il primo gol decisivo in maglia rossonera contro il Bologna, ha fatto innamorare i tifosi del Milan e ha consolidato la sua fama di professionista esemplare. La Gazzetta dello Sport, nell’edizione di stamattina, dedica un’intera prima pagina a questo fenomeno, titolando: “Dieta da superman. Ecco l’elisir di Modric“.

Il centrocampista croato ha risolto il match di domenica sera a San Siro, ma non è stato solo il suo gol a lasciare il segno. La sua qualità e la sua personalità in campo sono state evidenti, dimostrando che i suoi successi non sono frutto del caso. Dietro ogni sua giocata c’è un’incredibile dedizione al lavoro, una preparazione meticolosa che parte dalla cura del proprio corpo.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il segreto di Modric risiede in una dieta ferrea e in una routine di allenamento che va ben oltre la norma. Nonostante l’età avanzata, il campione croato segue un regime alimentare studiato nei minimi dettagli, una sorta di “elisir” che gli permette di mantenere una forma fisica incredibile. Questo approccio non è nuovo per lui; è stato una costante nella sua carriera, ma ora, al culmine della sua esperienza, lo sta portando a livelli mai visti prima.

Oltre all’alimentazione, Modric si prepara alle partite con un’attenzione maniacale. Studia attentamente le gare di Serie A per conoscere meglio i suoi avversari, analizzando i loro punti deboli e i loro schemi di gioco. Questo studio approfondito gli permette di essere sempre un passo avanti, anticipando le mosse degli avversari e mettendo in campo la sua immensa qualità tecnica. È questa combinazione di disciplina, talento e preparazione che lo rende un vero e proprio fuoriclasse.

L’arrivo di Modric al Milan ha coinciso con una nuova era per il club, guidata dal nuovo direttore sportivo, Igli Tare, e dal nuovo allenatore, Massimiliano Allegri. La loro decisione di puntare su un giocatore di tale esperienza si è rivelata vincente. Modric non è solo un leader tecnico, ma anche un punto di riferimento per i compagni più giovani, un esempio di professionalità e dedizione. La sua presenza ha già cambiato il volto della squadra, portando una ventata di sicurezza e maturità che mancava.

Il pubblico di San Siro è ai suoi piedi, letteralmente. I tifosi hanno riconosciuto il suo talento e la sua passione, e lo hanno accolto con un’ammirazione che raramente si vede. L’ex Real Madrid ha già conquistato il cuore della tifoseria rossonera e, se le sue prestazioni continueranno su questi livelli, il Milan potrà sognare in grande in questa stagione. Modric è la dimostrazione che il talento unito al lavoro duro non ha età.

Caso Donnarumma, la verità del PSG: «Aveva avanzato questa richiesta»

Caso Donnarumma, la verità del PSG: «Aveva avanzato questa richiesta». A parlare è Football Advisor del club Luis Campos

Luis Campos, Football Advisor del Paris Saint-Germain, è tornato a parlare del mancato rinnovo di Gianluigi Donnarumma e della sua cessione al Manchester City. Il dirigente ha spiegato le motivazioni dietro la decisione del club di non proseguire il rapporto con il portiere italiano, che era in scadenza di contratto nel 2026.

«Il club è più importante di chiunque altro: questo è cambiato al PSG. Per quel che riguarda Donnarumma, una combinazione di circostanze ha portato a questa decisione. Quando chiede uno stipendio al livello del PSG di prima, non dell’attuale PSG…», ha dichiarato Campos, ribadendo la nuova linea intrapresa dalla società. Donnarumma, che era stato protagonista della vittoria in Champions League con il PSG, ha visto il suo ruolo messo in discussione dopo il mancato rinnovo. Il club ha acquistato Chevalier, relegando il portiere italiano ai margini, fino al suo trasferimento finale al Manchester City.

«La nostra politica è molto legata al merito: guadagni di più quando te lo meriti e quando giochi. Ci siamo presi del tempo per discutere della questione Donnarumma. Eravamo obbligati a trovare soluzioni se non riuscivamo a raggiungere un accordo con lui», ha continuato Campos, spiegando che la decisione è stata il frutto di un lungo processo di riflessione.

Il dirigente ha sottolineato come il PSG abbia intrapreso una politica chiara e netta, che riflette un cambiamento di mentalità rispetto al passato: «La stabilità del club non cambierà in base a un giocatore che vuole essere diverso. Proteggeremo il PSG. Con questa politica, tutti capiscono che l’allenatore non dà priorità in base allo status o al background del giocatore. Non è il tuo background che ti renderà titolare al PSG. Questa è la nostra politica. La stella è il club: è l’intero gruppo».

Manchester City Napoli, esodo partenopeo per la Champions: 2.700 tifosi all’Etihad, la città si prepara all’invasione azzurra

Manchester City Napoli, esodo partenopeo per il ritorno in Champions: 2.700 tifosi all’Etihad, la città si prepara all’invasione azzurra

L’attesa è finita: dopo l’ultima trasferta europea del 12 marzo 2024 a Barcellona, il Napoli si prepara al ritorno in grande stile in Champions League. E i tifosi azzurri non mancheranno all’appuntamento. Saranno ben 2.700 i sostenitori partenopei che invaderanno Manchester per la sfida contro il City, prendendo posto nella South Stand dell’Etihad Stadium. Come riporta il Corriere dello Sport, «Tutti a Manchester per il ritorno della Champions League e dei viaggi europei tanto attesi: l’ultimo il 12 marzo 2024, vittoria 3-1 del Barcellona per il ritorno degli ottavi di finale a Montjuic».

L’entusiasmo è palpabile. Già in queste ore partiranno i primi gruppi, desiderosi di unire la passione sportiva alla scoperta culturale della città inglese. L’invasione napoletana raggiungerà il culmine domani, mercoledì, quando Manchester si tingerà d’azzurro. Il punto d’incontro designato per i tifosi sarà Shambles Square, nel centro città, a circa un’ora di cammino dallo stadio. I sostenitori saranno distribuiti sui tre anelli (L1, L2, L3) della Tribuna Sud, in base all’indicazione del proprio biglietto. La richiesta di tagliandi è stata altissima, con un sold out raggiunto in tempi brevissimi al momento della prevendita.

La voglia di tornare a Manchester è tanta, e per molti i precedenti sono ancora vivi nella memoria. Si ricordano l’1-1 del 14 settembre 2011, con il gol di Cavani su assist di Maggio, e la sconfitta per 2-1 del 17 ottobre 2017. È passato del tempo da allora, ma la passione dei napoletani e l’entusiasmo per i viaggi europei, un’abitudine interrotta solo nella scorsa stagione, sono rimasti immutati. Questa piccola parentesi d’astinenza è ora un lontano ricordo.

L’ondata di entusiasmo non si fermerà qui. Anche la prima partita casalinga in Champions League, in programma l’1 ottobre (mercoledì, alle ore 21) contro lo Sporting, è destinata a registrare il tutto esaurito al Maradona. La prevendita per l’incontro è iniziata l’8 settembre con la prelazione per gli abbonati, seguita dalla vendita per i possessori di Fidelity Card. Venerdì si aprirà la vendita libera per i pochi biglietti residui, ma è quasi certo che il San Paolo vestirà l’abito delle grandi occasioni, pronto a spingere gli azzurri verso un’altra memorabile cavalcata europea.

Vieira: «Pareggio meritato, questo deve essere l’obiettivo del mio Genoa»

Vieira: «Pareggio meritato, questo deve essere l’obiettivo del mio Genoa». Le dichiarazioni del tecnico francese dopo il punto ottenuto col Como

Patrick Vieira, allenatore del Genoa, ha analizzato il pareggio ottenuto contro il Como in un’intervista a Sky Sport. Il tecnico ha sottolineato l’importanza di aver portato a casa un punto da una trasferta complicata.

PARTITA – «Per noi è fondamentale avere l’atteggiamento giusto, come i tifosi vogliono ma il gruppo credo abbia dei valori. I primi 20-25 minuti sono stati complicati ma abbiamo continuato a mettere pressione, abbiamo giocato con organizzazione e penso che questo punto è meritato».

FINALE DI GARA – «Abbiamo avuto dei momenti difficili ma alla fine potevamo anche vincerla. Contro la Juve abbiamo giocato e raccolto zero, oggi ci teniamo il punto e faccio i complimenti alla squadra per quello che ha messo in campo».

OBIETTIVO – «Il mio obiettivo è portare in alto questa società, è un piacere lavorare con questi giocatori e oggi questo punto è meritato. Adesso pensiamo solo a fare 40 punti il più velocemente possibile».

Inter, Chivu prepara la rivoluzione: tutti i cambi pronti con l’Ajax

Inter, Chivu prepara la rivoluzione: tutti i cambi pronti con l’Ajax. Il tecnico nerazzurro cambia volto alla sua squadra in Champions

Cristian Chivu ha deciso di dare una scossa all’Inter, dopo le due sconfitte consecutive in campionato, l’ultima delle quali particolarmente dolorosa contro la Juventus. La società ha confermato piena fiducia nel tecnico, ma quest’ultimo intende inviare un messaggio forte alla squadra in vista del debutto in Champions League contro l’Ajax. Non si tratterà di una rivoluzione totale, ma di modifiche mirate nella formazione per rimarcare che nessuno è intoccabile.

Cambiano i protagonisti in porta e difesa

Il primo cambio significativo riguarda la porta. Come riporta La Gazzetta dello Sport, Yann Sommer, protagonista di alcune incertezze contro la Juventus, cede il posto a Josep Martinez. Il portiere spagnolo, arrivato dal Genoa nel 2024 per 15 milioni, avrà la possibilità di dimostrare il suo valore, forte di due presenze in Champions senza subire reti. Il suo passaggio alla titolarità ricorda quello avvenuto due anni fa con Handanovic e Onana, che si rivelò vincente. Per quanto riguarda la difesa, De Vrij potrebbe insidiare Acerbi, con Bisseck in corsa per sostituire Akanji, impegnato in un tour de force con la sua nazionale.

Rivoluzione a centrocampo e attacco immutato

In mezzo al campo, la novità riguarda Petar Sucic, con la Dinamo Zagabria aveva già segnato due reti in tre gare di Champions prima dell’infortunio, confermando una vocazione europea. Al suo fianco, Piotr Zielinski sta guadagnando punti in allenamento, mentre Barella potrebbe riposare. L’alternanza potrebbe portare a un turno di riposo per Barella, mentre Hakan Calhanoglu rimane intoccabile dopo la doppietta allo Stadium. Frattesi e Diouf restano opzioni più avanzate, forse a gara in corso. In attacco, la coppia Lautaro–Thuram non si tocca, con il capitano da preservare e Thuram che sta vivendo un ottimo momento di forma.

Fabregas: «Meritavamo la vittoria, partita condizionata dal rosso. Non siamo ancora il Napoli ma…»

Fabregas: «Meritavamo la vittoria, partita condizionata dal rosso. Non siamo ancora il Napoli ma…». Le partite del tecnico del Como

l tecnico del Como, Cesc Fabregas, ha commentato il pareggio 1-1 contro il Genoa che ha chiuso la terza giornata del campionato di Serie A. Al termine del match, l’allenatore dei lariani ha parlato ai microfoni di Sky Sport, esprimendo soddisfazione per la prestazione della sua squadra. Fabregas ha sottolineato come la squadra abbia mostrato un buon atteggiamento, cercando di affrontare la partita con determinazione. Nonostante il pareggio, il tecnico ha evidenziato l’importanza di continuare a lavorare per migliorare la fase offensiva e cercare di capitalizzare meglio le occasioni create. Ha anche elogiato la solidità difensiva dei suoi, ma ha ammesso che ci sono ancora margini di crescita. Fabregas ha concluso dicendo che il risultato, sebbene positivo, non deve far abbassare la guardia e che la squadra deve restare concentrata per le prossime sfide.

IL ROSSO – «Sicuramente il rosso ha condizionato la partita, preferisco non commentare. Noi siamo una squadra giovane che vuole dimostrare la propria forza. Avremmo meritato la vittoria, soprattutto dopo i primi 60 minuti. Questa squadra potrà diventare davvero molto forte». 

CALATI NEL FINALE – «Dominare per 90 minuti è molto difficile e in campo ci sono sempre due squadre: il Genoa è forte e orgoglioso, noi siamo giovani, stiamo crescendo e imparando. Rispetto allo scorso anno siamo migliori: miglioreremo giocando insieme. È vero, sbagliamo ancora qualche scelta, ma possiamo crescere molto».

I CAMBI – «Li ho fatti per dare maggiore stabilità. Avevamo 12 giocatori convocati in nazionale e qualcuno era un po’ affaticato. Ripeto, siamo una squadra davvero giovane, con ragazzi alla prima o alla seconda stagione da professionisti. Non siamo ancora una squadra come il Napoli: di giocatori vincenti abbiamo soltanto Morata e Sergi Roberto, ma io sono tranquillo».

Arbitri, disastro Fabbri-Marcenaro… L’AIA prende provvedimenti. Le ultime

Arbitri, disastro Fabbri-Marcenaro… L’AIA prende provvedimenti. Le ultime sulla decisione di Rocchi dopo Milan-Bologna

La partita tra Milan e Bologna ha lasciato il segno, non solo per il risultato ma anche per le decisioni arbitrali che hanno sollevato molte polemiche. In particolare, il giudizio su Michael Fabbri e Matteo Marcenaro è stato severo. Entrambi gli arbitri – scrive La Gazzetta dello Sport – sono stati bocciati per la loro gestione della gara, ma il malcontento è maggiore nei confronti del Var, diretto da Fabbri, che ha ricevuto voti più bassi dall’Osservatorio arbitrale rispetto all’arbitro da campo, Marcenaro.

Il designatore Gianluca Rocchi ha già preso provvedimenti, stabilendo che Fabbri sarà escluso dal ruolo di Var per un paio di turni. Per Marcenaro, invece, la soluzione potrebbe essere un semplice avvicendamento, ma le valutazioni sono ancora in corso. La scelta finale dipenderà dalle decisioni dei vertici dell’AIA, che stanno monitorando da vicino l’incidente verificatosi durante il match.

L’episodio più discusso riguarda il momento cruciale della partita, quando il Var ha suggerito all’arbitro di rivedere un possibile rigore su Freuler per un presunto fallo di Nkunku. Tuttavia, il vero episodio da penalizzare, ossia la spinta di Lucumi su Nkunku, non è stato adeguatamente considerato, portando a un errore grave da parte dell’arbitro.

Nonostante il disguido, c’è ancora la possibilità che Fabbri e Marcenaro tornino in campo, anche se per entrambi sembra probabile un periodo di riflessione. Fabbri, in particolare, potrebbe essere chiamato a un cambio di ruolo, mentre Marcenaro potrebbe rimanere fermo, almeno fino alla prossima valutazione. Un fatto resta certo: l’AIA vuole evitare che simili errori possano ripetersi.

Le prime pagine sportive nazionali – 16 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Umtiti annuncia il ritiro dal calcio: l’ex campione del mondo saluta i tifosi

Umtiti annuncia il ritiro dal calcio: l’ex campione del mondo saluta i tifosi. Le sue dichiarazioni e la dedica del Lecce

Samuel Umtiti, difensore centrale francese classe 1993 e campione del mondo con la Francia nel 2018, ha ufficialmente annunciato il proprio ritiro dal calcio giocato. La notizia è stata diffusa dallo stesso calciatore attraverso un messaggio pubblicato sui suoi canali social, in cui ha ripercorso con emozione le tappe della sua carriera. “Dopo una carriera intensa, con alti e bassi, è arrivato il momento di salutarci. Ho dato tutto me stesso, con passione, e non ho rimpianti. Voglio ringraziare tutte le società, i presidenti, gli allenatori e i compagni di squadra con cui ho avuto il privilegio di lavorare”, ha scritto Umtiti.

Una carriera tra Francia, Spagna e Italia

Cresciuto calcisticamente nell’Olympique Lione, Umtiti si è affermato come uno dei difensori più promettenti della sua generazione grazie alla sua forza fisica, alla capacità di anticipo e alla precisione nei passaggi. Nel 2016 è approdato al Barcellona, dove ha vinto due campionati spagnoli, due Coppe del Re e una Supercoppa di Spagna, formando una solida coppia difensiva con Gerard Piqué.

Il momento più alto della sua carriera è arrivato nel 2018, quando, sotto la guida del commissario tecnico Didier Deschamps, ha contribuito in maniera decisiva alla vittoria della Coppa del Mondo FIFA con la nazionale francese, segnando anche il gol decisivo in semifinale contro il Belgio.

L’esperienza a Lecce

Nella stagione 2022/23, Umtiti ha vestito la maglia del Lecce, squadra neopromossa in Serie A. Nonostante qualche problema fisico, il difensore ha portato esperienza e leadership nello spogliatoio giallorosso, conquistando l’affetto dei tifosi salentini.

Il club pugliese, attraverso un post sui propri canali social, ha voluto omaggiarlo con parole sentite: “È stato un onore vederti indossare la nostra maglia: Samuel, in bocca al lupo per il futuro dalla tua famiglia giallorossa!”.

Un addio che lascia il segno

Con il ritiro di Samuel Umtiti, il calcio perde un difensore di grande talento e personalità, capace di imporsi ai massimi livelli nonostante una carriera segnata da infortuni. Il suo percorso, dalle giovanili del Lione fino al trionfo mondiale e all’esperienza in Serie A, resterà un esempio di determinazione e professionalità.

Juventus Borussia Dortmund: Tudor scioglie gli ultimi dubbi di formazione? I dettagli

Juventus Borussia Dortmund: Tudor scioglie gli ultimi dubbi di formazione? Tutti gli aggiornamenti dell’ultima ora

La Champions League è pronta a riaccendere le luci dell’Allianz Stadium. Martedì alle 21:00 la Juventus di Igor Tudor, tecnico croato noto per il suo approccio pragmatico e la cura maniacale della fase difensiva, sarà la prima squadra italiana a debuttare nella competizione, ospitando il Borussia Dortmund in una sfida che si preannuncia ad alta intensità.

Conceição in forte dubbio

Il principale nodo di formazione riguarda Francisco Conceição, esterno offensivo portoghese classe 2002, dotato di grande rapidità e dribbling. Reduce da un problema muscolare, il giocatore non ha preso parte all’allenamento collettivo odierno, svolgendo invece un lavoro personalizzato. La sua presenza in campo appare improbabile e la decisione definitiva sulla convocazione verrà presa soltanto nella giornata di martedì, costringendo lo staff tecnico a mantenere aperte più soluzioni tattiche fino all’ultimo.

Modulo e probabile formazione

In attesa di sciogliere il dubbio Conceição, la Juventus sembra orientata verso un 3-5-1-1, modulo che garantisce compattezza difensiva e densità in mezzo al campo. Tra i pali ci sarà Michele Di Gregorio, portiere affidabile e reattivo, protetto da una linea a tre composta da Federico Gatti, difensore fisico e aggressivo, Gleison Bremer, leader del reparto, insidiato però da Daniele Rugani, e Lloyd Kelly, centrale inglese abile nell’anticipo.

Sulle corsie esterne agiranno Pierre Kalulu, terzino francese rapido e disciplinato, e Andrea Cambiaso, laterale sinistro capace di unire copertura e spinta offensiva. In mezzo al campo spazio a Manuel Locatelli, regista della manovra, e Khéphren Thuram, centrocampista box-to-box dal grande dinamismo, affiancati da Teun Koopmeiners, olandese abile negli inserimenti e nei calci piazzati.

Attacco: David favorito su Vlahovic

Sulla trequarti il talento turco Kenan Yildiz agirà alle spalle di Jonathan David, attaccante canadese rapido e letale negli spazi, attualmente in vantaggio su Dusan Vlahovic, centravanti serbo dal grande fiuto del gol. Restano in corsa anche Loïs Openda e Weston McKennie per un posto nell’undici titolare.

L’approccio di Tudor punta a un equilibrio perfetto tra solidità difensiva e incisività offensiva, consapevole che partire con il piede giusto in Champions League potrebbe indirizzare il cammino europeo della Juventus.

JUVENTUS (3-5-1-1): Di Gregorio; Gatti, Bremer/Rugani, Kelly; Kalulu, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Koopmeiners/McKennie/Openda, Yildiz; David

BORUSSIA DORTMUND (4-2-3-1): Kobel; Ryerson, Anton, Bensebaini, Couto; Sabitzer, Nmecha; Svensson, Beier, Adeyemi; Guirassy.

Palermo Bari: verso il sold out al Barbera, già oltre 22mila biglietti venduti

Palermo Bari: verso il sold out al Barbera, già oltre 22mila biglietti venduti. Tutti i dettagli sui rosanero

L’entusiasmo attorno al Palermo Calcio continua a crescere a ritmi vertiginosi. A quattro giorni dalla sfida di Serie B contro il Bari, in programma venerdì sera allo stadio Renzo Barbera, il club rosanero ha comunicato attraverso i propri canali ufficiali di aver già staccato 22.214 biglietti. Un dato che lascia presagire l’ennesimo tutto esaurito per sostenere la squadra guidata da Pippo Inzaghi, ex centravanti della Nazionale italiana e due volte campione del mondo per club con il Milan, oggi allenatore specializzato in promozioni in Serie A grazie ai trionfi ottenuti con Benevento e Pisa.

Un entusiasmo alimentato da risultati e mercato

L’arrivo di Inzaghi sulla panchina rosanero ha acceso la passione dei tifosi palermitani. La sua fama di tecnico vincente, unita a un mercato estivo di alto livello condotto dalla dirigenza, ha creato un clima di grande fiducia. Tra i nuovi acquisti spiccano giocatori di esperienza e talento, capaci di alzare il tasso tecnico della rosa e di garantire alternative di qualità in ogni reparto.

Il momento positivo è confermato anche dai risultati sul campo: dopo le prime tre giornate di campionato, il Palermo si trova in vetta alla classifica con 7 punti, a pari merito con Modena, Cesena e Frosinone. Un avvio che ha rafforzato la convinzione dei tifosi di poter puntare alla promozione diretta.

Il Barbera come fortino

Lo stadio Renzo Barbera, con la sua capienza di oltre 33mila posti, si conferma un vero e proprio fortino per il Palermo. Nella scorsa stagione, la spinta del pubblico di casa è stata determinante in più di una partita, e anche quest’anno la tendenza sembra confermarsi. La sfida contro il Bari, formazione ambiziosa e ben organizzata, rappresenta un banco di prova importante per misurare le reali potenzialità della squadra.

Obiettivo Serie A

Con un allenatore carismatico come Pippo Inzaghi, una rosa rinforzata e un pubblico caloroso pronto a riempire lo stadio, il Palermo si candida a essere una delle protagoniste assolute della stagione di Serie B. Il sold out di venerdì, ormai quasi certo, sarà l’ennesima dimostrazione di quanto la città creda nel sogno della promozione in Serie A.

Serie A, Como Genoa termina 1-1: Nico Paz illude, Ekuban risponde. Il racconto del match

Serie A, Como Genoa termina 1-1: Nico Paz illude, Ekuban risponde. Il racconto del match e che cosa è successo

Al Giuseppe Sinigaglia finisce in parità la sfida tra Como e Genoa, valida per la terza giornata del campionato di Serie A 2025-2026. Un match combattuto e ricco di intensità, chiuso sull’1-1 grazie alle reti di Nico Paz per i padroni di casa e di Caleb Ekuban per gli ospiti.

Primo tempo: Como avanti con Nico Paz

Il Como di Cesc Fàbregas, schierato con il consueto 4-3-3, parte con personalità, cercando di imporre il proprio gioco attraverso il palleggio e la qualità tecnica in mezzo al campo. La pressione alta dei lariani mette in difficoltà il Genoa di Patrick Vieira, che fatica a trovare spazi nella manovra.

Al 27’, la partita si sblocca: Nico Paz, centrocampista offensivo argentino classe 2004, approfitta di una combinazione veloce al limite dell’area e con un preciso destro batte Leali, portando in vantaggio il Como. Il gol infiamma il pubblico del Sinigaglia e dà fiducia ai padroni di casa, che sfiorano il raddoppio con Morata poco prima dell’intervallo.

Secondo tempo: reazione rossoblù e pareggio di Ekuban

Nella ripresa il Genoa alza il baricentro e aumenta la pressione offensiva. Vieira inserisce forze fresche, tra cui Caleb Ekuban, attaccante ghanese classe 1994, che si rivelerà decisivo.

Al 68’, su un’azione sviluppata sulla fascia destra, un cross teso di Sabelli trova Ekuban pronto all’impatto: colpo di testa preciso e palla in rete per l’1-1. Il gol galvanizza i rossoblù, che provano a completare la rimonta, ma il Como resiste grazie anche agli interventi sicuri del portiere Butez.

Un punto per parte

Il triplice fischio sancisce un pareggio che lascia sensazioni contrastanti: il Como recrimina per non aver capitalizzato il vantaggio, mentre il Genoa può essere soddisfatto per la reazione mostrata nella ripresa.

Con questo risultato, entrambe le squadre muovono la classifica: il Como sale a 4 punti, il Genoa a 2, in attesa dei prossimi impegni.

Cagliari, fiducia ritrovata dopo il successo sul Parma: ora c’è il Lecce e Pavoletti…

Cagliari, fiducia ritrovata dopo il successo sul Parma: ora testa al Lecce. Le ultimissime su Pavoletti

Dopo la tanto attesa prima vittoria stagionale, il Cagliari può guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Il 2-0 ottenuto alla Unipol Domus contro il Parma ha dissipato le prime ombre di crisi e regalato una ventata di entusiasmo all’ambiente rossoblù. Un successo che segna un punto di svolta, ma che rappresenta solo il primo passo di un percorso ancora lungo.

La squadra, guidata da Fabio Pisacane, ex difensore centrale e oggi tecnico determinato e pragmatico, si prepara ora alla delicata trasferta di Lecce, in programma venerdì 19 settembre alle 20:45 allo Stadio Via del Mare. L’obiettivo è dare continuità ai risultati e costruire una striscia positiva che permetta di risalire la classifica. La sfida contro i salentini, squadra solida e ben organizzata, non sarà semplice, ma i sardi vogliono sfruttare l’entusiasmo ritrovato per conquistare altri punti preziosi nella corsa salvezza.

Pavoletti verso il rientro: un’arma in più per l’attacco

Le buone notizie per il Cagliari arrivano anche dall’infermeria. Leonardo Pavoletti, attaccante livornese classe 1988 e capitano della squadra, è vicino al rientro dopo l’infortunio che lo ha costretto a saltare l’inizio di stagione. Il centravanti, noto per il suo gioco aereo e il fiuto del gol, sta seguendo un programma personalizzato per ritrovare la miglior condizione fisica.

Secondo quanto riportato da L’Unione Sarda, il bomber punta con decisione alla prima convocazione stagionale. Il suo ritorno non rappresenterebbe solo un rinforzo tecnico per un reparto offensivo che necessita di maggiore incisività, ma anche un boost emotivo: il carisma e la leadership di Pavoletti nello spogliatoio sono risorse fondamentali per il gruppo.

Lecce-Cagliari: un test cruciale

La trasferta in Puglia sarà un banco di prova per misurare la crescita della squadra. Pisacane chiede solidità difensiva e maggiore concretezza sotto porta, due aspetti chiave per affrontare un avversario che in casa concede poco. I tifosi si aspettano una prestazione convincente e un impegno costante, consapevoli che la stagione è ancora lunga ma che le prossime sfide saranno decisive per capire se il Cagliari ha imboccato la strada giusta verso la salvezza.

Con fiducia ritrovata, un leader pronto a tornare e un obiettivo chiaro, i rossoblù si preparano a un match che può segnare un altro passo importante nella loro rincorsa.

Calciomercato Milan: occasione Bissouma sfumata, ma il futuro resta aperto. Le ultime

Calciomercato Milan: occasione Bissouma sfumata nella finestra estiva, ma il futuro resta ancora aperto. Le ultimissime

Secondo le ultime indiscrezioni di calciomercato, il Milan avrebbe avuto la possibilità di rinforzare il proprio centrocampo durante la sessione estiva con un nome di spessore: Yves Bissouma, centrocampista maliano classe 1996, attualmente in forza al Tottenham Hotspur. L’offerta, secondo quanto rivelato dal giornalista Matteo Moretto in un video pubblicato sul canale YouTube di Fabrizio Romano, sarebbe arrivata direttamente sulla scrivania della dirigenza rossonera.

Le parole di Moretto hanno svelato un retroscena interessante sulle strategie del club di Via Aldo Rossi, evidenziando un’occasione che, pur prestigiosa, non è stata considerata prioritaria dalla nuova gestione.

La proposta e il rifiuto del Milan

L’offerta per Bissouma sarebbe stata avanzata tra giugno e luglio. Nonostante il giocatore vanti una solida esperienza in Premier League — prima con il Brighton & Hove Albion e poi con il Tottenham, che lo ha acquistato nel 2022 per circa 30 milioni di euro — il Milan ha scelto di declinare.

Il nuovo Direttore Sportivo Igli Tare, ex dirigente della Lazio, e il tecnico Massimiliano Allegri, tornato sulla panchina rossonera, hanno preferito orientarsi verso altri obiettivi. Bissouma, in scadenza di contratto nel 2026, è considerato in uscita dal club londinese, ma il suo ingaggio e l’età — compirà 29 anni — non si sposavano con la linea strategica impostata dalla società.

Questa decisione conferma la volontà del Milan di muoversi con cautela, puntando su profili che rispondano a criteri di sostenibilità economica e progettualità tecnica.

Bissouma e l’ipotesi Serie A a gennaio

Nonostante il rifiuto estivo, il futuro di Yves Bissouma potrebbe comunque essere in Serie A. Moretto ha lasciato intendere che il centrocampista non sia certo di restare al Tottenham e che la possibilità di un trasferimento in Italia resti concreta.

La sessione invernale di mercato potrebbe riaprire le porte a un suo arrivo nel nostro campionato, anche se non necessariamente al Milan. Le sue qualità — fisicità, capacità di interdizione e visione di gioco — lo rendono un profilo appetibile per diverse squadre italiane in cerca di un rinforzo di spessore in mediana.

La situazione resta in evoluzione: il nome di Bissouma continuerà a circolare tra le voci di mercato, e gennaio potrebbe essere il momento decisivo per il suo approdo in Italia.

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