Pagina 655 – Calcio News 24

Moviola Juventus-Borussia: i giornali d’accordo con Tudor. Rigore netto non concesso ai bianconeri

Moviola Juventus Borussia: i giornali d’accordo con Tudor. Rigore netto non concesso ai bianconeri nel primo tempo della sfida di Champions

Una serata di calcio folle e spettacolare, macchiata però da una polemica arbitrale destinata a far discutere a lungo. La Juventus agguanta un pareggio quasi insperato all’Allianz Stadium, recuperando due gol oltre il novantesimo in una partita pirotecnica. Eppure, al triplice fischio, la gioia per la rimonta lascia spazio alla rabbia per un episodio chiave che avrebbe potuto cambiare il corso del match. A dare fuoco alle polveri è stato il tecnico bianconero, Igor Tudor, che in conferenza stampa non ha usato mezzi termini per esprimere la sua frustrazione. «L’arbitro ci ha danneggiati, c’era un rigore per la Juventus nel primo tempo per fallo di mano. Il loro non era rigore», ha tuonato l’allenatore, puntando il dito contro la direzione di gara.

Il giorno dopo, l’analisi della moviola da parte dei principali quotidiani sportivi italiani è unanime e dà piena ragione al tecnico della Juventus. Tutti sono concordi: mancava un rigore solare ai bianconeri. Secondo Tuttosport, l’episodio è inequivocabile. «Anton tocca il pallone con il braccio prima del colpo di testa di Kelly. Rigore netto: il braccio così in alto, in quella posizione, è innaturale. Kelly si appoggia, ma non lo sbilancia e non fa fallo».

Ancora più dura e dettagliata è l’analisi del Corriere dello Sport, che critica aspramente l’operato dell’arbitro francese Letexier, fischietto della finale di Euro 2024. Il quotidiano ricostruisce l’azione e smonta ogni possibile dubbio. «Anton salta, dietro di lui Kelly, il difensore del Borussia ha il braccio destro altissimo e colpisce per primo il pallone, che sbatte su Kelly e a quel punto si concretizza la posizione di fuorigioco di David. Calcio di rigore enorme, come sia sfuggito a Letexier e soprattutto al VAR è un mistero. La spiegazione della leggera trattenuta sulla spalla di Anton non regge per due motivi: 1) l’assistente alza la bandierina e Letexier fa segno chiaramente di aver fischiato offside; 2) se avesse rilevato quello, doveva fischiare punizione».

Anche La Gazzetta dello Sport si unisce al coro, parlando di un chiaro errore che ha penalizzato la Juventus. Un verdetto compatto da parte della stampa, che trasforma una partita emozionante in un caso arbitrale di primo piano.

Calciomercato Como: supernova Nico Paz, le tre clausole che lo legano al Real Madrid

Calciomercato Como: supernova Nico Paz, le tre clausole che lo legano al Real Madrid. Il futuro del talento argentino sembra segnato

Ogni prodezza di Nico Paz con la maglia del Como, come lo spettacolare gol da fuori area contro il Genoa, è un capolavoro a due facce. Da un lato c’è la gioia dei tifosi lariani, che si godono uno dei talenti più puri della Serie A. Dall’altro, c’è la fredda realtà di un futuro già scritto, orchestrato nei minimi dettagli dal Real Madrid attraverso un contratto blindato da tre clausole strategiche che legano indissolubilmente il giocatore al club spagnolo.

Il cuore di questo accordo è la clausola di “recompra”. Si tratta del diritto di riacquisto a prezzo fisso che il Real può esercitare in finestre di mercato prestabilite. Scaduta l’opzione per il 2025, i Blancos conservano la possibilità di riportare Paz a Madrid per soli 10 milioni di euro nell’estate del 2026 e per 11 milioni nel 2027. Questa è la chiave principale che permette al Real di controllare la situazione: mentre il valore di mercato del giocatore vola verso cifre stimate intorno ai 70 milioni, loro possono riprenderlo a una frazione del costo, rendendo di fatto il Como un prestigioso centro di formazione esterno.

A rafforzare questa posizione dominante c’è la seconda clausola: una percentuale del 50% sulla futura rivendita a un club terzo. Questo significa che, qualora il Como ricevesse un’offerta da un’altra squadra, metà dell’incasso spetterebbe di diritto al Real Madrid. Tale condizione ha un doppio effetto: garantisce a Madrid un enorme profitto anche senza riacquistare il giocatore e, al contempo, riduce drasticamente l’incentivo per il Como a cercare un acquirente, dato che il proprio guadagno sarebbe dimezzato.

Infine, l’architettura contrattuale è completata da un diritto di pareggiare qualsiasi offerta. Se un club presentasse un’offerta ufficiale al Como e questa venisse accettata, il Real Madrid avrebbe l’ultima parola, potendo semplicemente eguagliare la cifra per assicurarsi il giocatore. È la rete di sicurezza definitiva, che impedisce a qualsiasi rivale di soffiare il talento argentino. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport.

Insieme, queste tre clausole trasformano il percorso di Nico Paz in una strategia a “rischio zero” per il Real Madrid, che osserva da lontano la crescita di un suo patrimonio. Per il Como, la presenza di Paz è fonte di visibilità e risultati sportivi, ma con la consapevolezza che ogni sua magia non fa che avvicinare il giorno del suo programmato ritorno a “casa”.

Milan, Allegri stupisce: laboratorio a Milanello. Loro due insieme con l’Udinese?

Milan, Allegri stupisce: laboratorio a Milanello. Loro due insieme con l’Udinese? Le mosse di Max verso la prossima sfida di Serie A

È una storia di destini incrociati, di percorsi paralleli e di un comune desiderio di riscatto. Stiamo parlando di Christian Pulisic e Christopher Nkunku, i due talenti che il Milan ha voluto fortemente per rilanciare le proprie ambizioni in campo nazionale ed europeo. Non è solo il nome di battesimo, Chris, a unirli, né l’altezza identica di 177 centimetri. I punti in comune tra il fantasista americano e il bomber francese sono molteplici e affondano le radici in un passato calcistico sorprendentemente simile. Come riportato anche da un’analisi della Gazzetta dello Sport, le loro carriere sembrano essere scritte da un unico copione, con tappe cruciali che si sono susseguite in modo speculare.

Entrambi hanno lasciato le rispettive case in tenera età per inseguire il sogno del calcio professionistico. Si sono affermati in Germania, la vera e propria rampa di lancio per le loro carriere. Pulisic ha brillato al Borussia Dortmund, mostrando fin da subito un’abilità tecnica e una velocità fuori dal comune, che lo hanno reso uno dei talenti più promettenti del panorama mondiale. Allo stesso modo, Nkunku ha conquistato la Bundesliga con la maglia dell’RB Lipsia, evolvendosi da esterno a trequartista, fino a diventare un attaccante completo e letale.

Il passo successivo per entrambi è stato un trasferimento al Chelsea, avvenuto per la stessa cifra esorbitante di 65 milioni di euro. A Londra, però, le loro storie hanno subito una battuta d’arresto. Tra alti e bassi, e a causa di infortuni che ne hanno frenato l’ascesa, si sono ritrovati spesso ai margini del progetto tecnico. Ed è qui che è intervenuto il Milan, offrendo a entrambi una seconda possibilità. I rossoneri li hanno acquistati a prezzi vantaggiosi, ben al di sotto di quanto il club inglese aveva speso, dimostrando una visione chiara e un’attenta strategia di mercato.

Pulisic ha già iniziato a ripagare la fiducia, diventando un elemento cardine del Milan di Massimiliano Allegri. Le sue prestazioni in campo, ricche di gol e assist, hanno rivitalizzato una carriera che sembrava essersi spenta. Adesso l’attesa è tutta per Nkunku, che vuole emulare il compagno di squadra. L’esordio contro il Bologna ha già dato segnali incoraggianti: entrato dalla panchina insieme a Pulisic, ha dimostrato fin da subito la sua classe, conquistando un rigore, seppur poi annullato dal VAR.

La sintonia mostrata in pochi minuti ha colpito Massimiliano Allegri, che sta valutando l’ipotesi di schierare Pulisic e Nkunku insieme fin dal primo minuto già nella prossima sfida contro l’Udinese. Con Rafael Leao ancora indisponibile e Santi Gimenez alle prese con una fase di forma non ottimale, questa coppia d’attacco potrebbe rappresentare la soluzione ideale. Un duo tecnico, agile e imprevedibile, capace di scardinare le difese avversarie con movimenti rapidi e senza dare punti di riferimento. Un Milan diverso dal solito, che potrebbe anche cambiare assetto tattico in futuro, magari con l’inserimento di un trequartista dietro a due punte.

Quando Leao tornerà in campo, le possibilità tattiche si moltiplicheranno ulteriormente. L’idea di un 3-4-3 o un 3-4-1-2 con i tre talenti offensivi in campo è affascinante e apre scenari intriganti. Pulisic e Nkunku non sono solo due calciatori, ma i protagonisti di una storia di rinascita che il Milan spera possa culminare nel successo, riportando il club ai vertici del calcio italiano.

Atalanta, senti Sacchi: «Se Juric non capisce questo il PSG lo sbranerà»

Atalanta, senti Sacchi: «Se Juric non capisce questo il PSG lo sbranerà». Il consiglio dell’ex tecnico all’allenatore della Dea

La grande notte europea si avvicina e, come di consueto, una delle voci più autorevoli del calcio italiano, quella di Arrigo Sacchi, offre la sua lucida analisi. In vista della prestigiosa sfida in programma questa sera tra il Paris Saint-Germain e l’Atalanta, l’ex commissario tecnico ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport, delineando un quadro chiaro delle forze in campo. Per Sacchi, il divario tra le due squadre è evidente, frutto di storie e momenti tecnici profondamente diversi.

Il suo giudizio parte da una valutazione quasi reverenziale dei campioni in carica, una squadra che rappresenta l’eccellenza del calcio moderno. «I francesi sono i campioni d’Europa in carica e, quando sono in giornata, giocano un calcio stellare. Sono all’avanguardia in tutto. L’Atalanta, invece, dopo la meravigliosa era Gasperini ha intrapreso una rivoluzione tecnica e adesso a Juric è necessario un po’ di tempo per sistemare le cose». Le parole del “Maestro di Fusignano” fotografano perfettamente la situazione: da un lato una macchina perfetta e consolidata, dall’altro un progetto ambizioso ma ancora in fase di rodaggio sotto la guida di Ivan Juric.

Tatticamente, per Sacchi, la chiave per la Dea è una sola: il coraggio di aggredire alto, di non subire passivamente la qualità avversaria. Il pressing diventa non solo una scelta, ma una necessità per sopravvivere e provare a competere. «Se non fai pressing – aggiunge -, il Psg ti sbrana. Juric lo sa e mi auguro che trasmetta il messaggio ai suoi ragazzi. Un pronostico? Devo dire che i francesi sono favoriti, ma chissà che l’Atalanta non riesca a metterli in difficoltà».

Nonostante un pronostico che pende inevitabilmente dalla parte dei parigini, Sacchi lascia aperto uno spiraglio. La speranza per l’Atalanta risiede nella sua capacità di mettere in pratica i dettami del suo allenatore, giocando una partita di massima intensità e organizzazione. Solo così, la rivoluzione di Juric potrà provare a creare un cortocircuito nel sistema stellare del PSG.

Napoli, la scelta di De Laurentiis verso il City: viaggerà con la squadra e la moglie di Conte

Napoli, la scelta di De Laurentiis verso il City: viaggerà con la squadra e la moglie di Conte. Il presidente prenderà parte alla missione di Manchester

L’attesa è finita, la musica della Champions League sta per tornare a suonare. Per il Napoli di Antonio Conte, l’avventura europea della nuova stagione comincia ufficialmente questa mattina, con la squadra che si ritroverà al centro sportivo di Castel Volturno per l’ultimo, decisivo allenamento in vista della partenza. Alle ore 11:15, il tecnico guiderà la seduta di rifinitura, una prova generale fondamentale per definire gli ultimi dettagli tattici prima di affrontare una delle trasferte più complesse e affascinanti del panorama calcistico continentale.

L’avversario è di primissimo livello: il Manchester City di Pep Guardiola. Una sfida stellare che vedrà gli azzurri impegnati in Inghilterra in un banco di prova immediato e severo. Il programma della giornata è serrato: dopo l’allenamento mattutino e il pranzo, la squadra si trasferirà all’aeroporto di Capodichino per imbarcarsi su un volo charter con destinazione Manchester. A completare la preparazione ci sarà poi un’ultima sgambata di risveglio muscolare, prevista per la giornata di domani, direttamente sul suolo inglese.

A sottolineare l’importanza dell’appuntamento c’è un dettaglio significativo, evidenziato dall’edizione odierna di Repubblica. A bordo del volo non ci saranno soltanto i calciatori e lo staff tecnico. A viaggiare con la squadra, infatti, ci sarà anche il presidente Aurelio De Laurentiis, che ha scelto di non far mancare il suo supporto in un momento così cruciale, confermando la sua vicinanza al gruppo nelle grandi notti europee. Insieme a lui, anche alcuni tifosi vip e la moglie del tecnico Conte, a testimonianza di un clima di grande unione e attesa. Il Napoli parte compatto, pronto a lanciare il guanto di sfida ai campioni inglesi.

Tudor: «Danneggiati dall’arbitro, c’era un rigore per noi… Ma che cuore! All’intervallo eravamo morti»

Tudor: «Danneggiati dall’arbitro, c’era un rigore per noi… Ma che cuore! All’intervallo eravamo morti». Le parole del tecnico della Juventus

Igor Tudor, tecnico della Juventus, ha commentato a Sky Sport il pareggio in rimonta per 4-4 nella gara di Champions League contro il Borussia Dortmund: «Se si continua così non si finisce più, era difficile giocare dopo tre giorni contro una squadra fortissima. Grande cuore, grande panchina, questo è un bel segnale e devo fargli i complimenti perché loro hanno qualità importanti. Noi abbiamo avuto qualche problemino, però davanti quando attacchiamo siamo pericolosi. Abbiamo preso dei goal a difesa schierata che si potevano evitare, ma sono state giocate individuali come quella di Yildiz. Sono felice, perché date le circostanze, non potevamo fare meglio».

«Io ho sempre detto che non ci sono titolari, perché è veramente così. Le partite si decidono sempre negli ultimi venti minuti, con cinque cambi è cambiato il calcio. Il problema è giocare dopo tre giorni: Kenan alla fine era bianco dalla fatica, però accettiamo questo grande punto. Va bene così, in questo momento era il massimo che si poteva fare».

«Vero, non è facile, ma era giusto far giocare Vlahovic con l’Inter e stasera David e Openda perché sono giocatori importanti come Koopmeiners. Quando sei sotto e devi spingere diventa tutto un po’ più facile, a volte si indovina e a volte no con i cambi però devono sentirsi tutti importanti, questa è la dimostrazione che alla fine tutti fanno la differenza».

«Sì, sullo spirito e la voglia di lavorare che è la partenza e l’arrivo, poi si aggiungono i dettagli. Oggi è mancato anche Conceicao, che è importante per il nostro modo di giocare. Bremer viene da un lungo periodo di stop e non è facile, va valutato un po’ tutto però sono contento e ora dobbiamo pensare al Verona».

Il tecnico ha aggiunto in conferenza stampa: «Mi sono piaciute entrambe le Juventus. Stasera possiamo collegarla a quella per le energie spese. Non era facile, perchè abbiamo giocato contro una squadra forte. Voglio fare i complimenti ai ragazzi, perché non si poteva fare di più».

7 GOAL IN POCHI GIORNI – «Non credo capiteranno altre partite cosi. Abbiamo giocato contro due squadre fortissime. Io faccio fatica a dire il perché, però posso spiegare le difficoltà nel giocare contro una squadra di primo livello».

FINO ALLA FINE – «Si in queste due gare. Noi non programmiamo niente, ma voglio giocare fino alla fine. Non si ottengono le cose parlando, ma solo allenandoci. Questa è una bella sensazione anche se a nessuno piace prendere tanti gol. Noi lavoriamo, ma non credo ci saranno tante partite come queste ultime due, perché abbiamo sempre subito pochi gol. Inter e Borussia Dortmund hanno una qualità enorme».

LA PARTITA, L’ARBITRO E I RIGORI – «Chiaramente è cosa positiva. Se questa partita si fosse giocata sabato, ad una settimana dall’Inter, non sarebbe finita così. All’intervallo ho visto le facce dei giocatori erano bianche, erano morti. I goal presi sono frutto della stanchezza. Bremer sta giocando dopo un lungo infortunio, Cambiaso era fermo da tempo e Yildiz era così stanco che sarebbe stato da togliere all’intervallo… Manca freschezza, gamba per arrivare prima. Questo arbitro ci ha danneggiato, c’era un rigore per noi nel primo tempo. Questo va detto, perché con il rigore per noi e senza quello per loro poteva finire 4-2. Non era in una gran serata».

Mourinho torna in panchina! Clamoroso ritorno alle origini: dove allenerà

Mourinho torna in panchina! Clamoroso ritorno alle origini: dove allenerà lo Special One che è pronto a subentrare in corsa

Un clamoroso ritorno alle origini sta per scuotere il calcio portoghese. José Mourinho è a un passo dal diventare il nuovo allenatore del Benfica, il club dove, 25 anni fa, iniziò la sua leggendaria carriera da capo allenatore. La svolta è arrivata dopo la fatale sconfitta casalinga (2-3) subita contro gli azeri del Qarabag, un risultato che è costato la panchina a Bruno Lage. Lo riporta A Bola.

Immediatamente dopo la partita, il presidente del club, Rui Costa, ha messo in moto la macchina diplomatica per riportare a Lisbona lo Special One. L’operazione ha il sapore della chiusura di un cerchio, ma anche della rivincita per un tecnico reduce da due esoneri recenti con la Roma e, soprattutto, con il Fenerbahce. E qui si inserisce la beffa del destino: l’avventura di Mourinho in Turchia si è conclusa proprio dopo la sconfitta contro il Benfica nei preliminari di Champions League.

Ieri sera, Rui Costa ha ufficializzato l’addio di Lage, senza però nominare il successore: «Voglio annunciare che abbiamo raggiunto un accordo con Bruno Lage per le sue dimissioni. L’allenatore che arriverà dovrà essere vincente. Contiamo di averlo in panchina entro sabato a Vila das Aves». Nonostante la cautela del presidente, tutti gli indizi portano a Mourinho. Secondo il quotidiano portoghese A Bola, le trattative sono in fase avanzata e la firma sul contratto dovrebbe arrivare già nella giornata di oggi.

Se l’accordo verrà formalizzato in tempo, Mourinho potrebbe sedersi in panchina già per la sesta giornata di campionato. Un ritorno atteso, carico di significati e aspettative, per un allenatore chiamato a risollevare le sorti di un Benfica ferito e a rilanciare la propria carriera proprio da dove tutto era cominciato.

Inter, Chivu pesca due jolly dal mazzo: con l’Ajax scocca la loro ora

Inter, Chivu pesca due jolly dal mazzo: con l’Ajax scocca la loro ora. Le mosse del tecnico rumeno nella gara di Champions

In vista del debutto in Champions League, l’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu, è pronto a pescare il jolly dal suo mazzo. Contro l’Ajax, nella suggestiva cornice della Johan Cruijff Arena di Amsterdam, potrebbe finalmente scoccare l’ora di Davide Frattesi. L’atteso centrocampista azzurro, finora sempre relegato in panchina nelle prime tre uscite di campionato, è destinato a prendersi la sua prima maglia da titolare della stagione.

Chivu sembra intenzionato a ridisegnare la linea mediana, concedendo un turno di riposo a un instancabile Nicolò Barella. Al fianco dell’insostituibile Hakan Calhanoglu, ci sarà dunque spazio non solo per Frattesi, ma anche per il giovane talento Petar Sucic, che si appresta a vivere il suo debutto assoluto nella massima competizione europea. Una scelta che unisce freschezza ed esperienza, pensata per dare battaglia a centrocampo.

Le novità più significative, però, potrebbero arrivare dal reparto offensivo, dove pende un’incognita pesante sul capitano. Lautaro Martinez è in forte dubbio: l’attaccante argentino ha saltato la rifinitura di stamattina a causa di un fastidioso problema alla schiena. Sebbene sia partito con la squadra per Amsterdam, la sua presenza in campo appare improbabile. Al suo posto, Chivu pare orientato a lanciare un tandem inedito, composto da Marcus Thuram e dal giovane Pio Esposito, quest’ultimo favorito nel ballottaggio con Bonny. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport.

Per il resto, la formazione dovrebbe seguire il copione previsto. Davanti al portiere Martinez, il terzetto difensivo sarà composto da Akanji, De Vrij e Bastoni. Sulle fasce, la spinta sarà garantita da Dumfries e Dimarco, chiamati a un ruolo chiave sia in fase di copertura che di spinta. Una squadra con diverse novità, pronta a iniziare con il piede giusto il proprio cammino europeo.

Di Gregorio caso Juve, come Sommer all’Inter. Tudor pensa a Perin

Di Gregorio caso Juve, come Sommer all’Inter. Tudor pensa a Perin per togliere qualche pressione al portiere, colpevole col Borussia Dortmund

Suona l’allarme in casa Juventus: la porta è un caso. Dopo la pesante sconfitta nel derby d’Italia contro l’Inter, un’altra serata da incubo ha travolto i bianconeri, questa volta in campo europeo. Il Borussia Dortmund ha infatti inflitto una severa lezione alla squadra di Igor Tudor, segnando ben quattro reti e portando a sette il totale dei gol subiti in appena due partite. Un passivo allarmante che mette inevitabilmente sul banco degli imputati il portiere, Michele Di Gregorio.

Arrivato per portare sicurezza tra i pali, l’ex numero uno del Monza sta vivendo un momento di profonda crisi. Contro i tedeschi, così come contro l’Inter, è apparso insicuro, meno sereno del solito e non esente da colpe su almeno due delle reti subite. L’uscita a vuoto a inizio ripresa è l’emblema di una prestazione negativa, lontanissima dagli standard a cui aveva abituato e che avevano convinto la Juventus a puntare su di lui. Del “vero DiGre”, ammirato per la sua reattività e protagonista di un grande Mondiale per Club, si è vista solo una traccia in un singolo, grande intervento.

La situazione ha spinto anche i leader dello spogliatoio a esporsi. Gleison Bremer è stato molto chiaro al termine della partita: «Dobbiamo ritrovare equilibrio e solidità, non possiamo subire così tanti gol». Parole che suonano come una strigliata collettiva, ma che inevitabilmente accendono i riflettori sulla difesa e sul suo estremo difensore.

Per questo motivo, l’allenatore Igor Tudor sta seriamente valutando delle alternative. La soluzione più immediata e logica porta il nome di Mattia Perin. L’esperto portiere si sta già scaldando ed è pronto a essere rilanciato per restituire tranquillità al reparto e togliere un po’ di pressione a un Di Gregorio in evidente difficoltà.

Intanto, la squadra deve subito voltare pagina. Archiviata la Champions League fino a ottobre, il focus torna sul campionato con la trasferta di Verona. Al Bentegodi si rivedrà Manuel Locatelli dal primo minuto, mentre resta da valutare l’impiego di Bremer. Dovrà invece attendere ancora Fabio Miretti, il cui rientro in gruppo richiederà almeno altri dieci giorni.

Le prime pagine sportive nazionali – 17 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Vlahovic: «Su di me dette cose al 99% non vere. Ora sono affamato tutti i giorni»

Vlahovic: «Su di me dette cose al 99% non vere. Ora sono affamato tutti i giorni». Le dichiarazioni dell’attaccante della Juventus

Dusan Vlahovic ha parlato ai microfoni di Sky nel post-partita di Juve Borussia Dortmund: tutte le dichiarazioni sul match di Champions League.

PAROLE – «Tutto arriva con l’esperienza. Siamo una squadra giovane. Dobbiamo giocare meglio, iniziare a leggere le partite e chiuderle prima. Non possiamo prendere un gol subito dopo che segniamo. Queste due partite ci sono servite tanto, l’importante è non aver perso».

QUANDO ENTRI FAI GOL – «È il mister che decide chi gioca. Cerco di fare il massimo, per me va bene. Importante è segnare gol».

INGRESSO DALLA PANCHINA – «Oggi con 5 cambi non ci sono titolari o panchinari. Non ci penso, penso sempre di essere concentrati e aiutare la squadra a ottenere risultati. Ovviamente a tutti piace giocare ma io rispetto le scelte e cercherò di metterlo in difficoltà».

TANTA RABBIA – «Rabbia no ma sicuramente non è stato un periodo facile. Si scriveva tutti i giorni cose che al 99% non erano vicine alla verità. Ho trovato forza in questa cosa e ogni giorno devo dimostrare di avere fame. Non sono mai abbastanza contento, ho sempre aspettative alte ed è quello che mi spinge avanti. Gioco in uno dei club più importanti del mondo, non posso lamentarmi. Io mi alleno al massimo e voglio fare gol. Se un attaccante non fa gol è normale essere criticato perché le aspettative sono alte. Sto trovando equilibrio ma posso migliorare ancora tanto».

Risultati Champions League: Mbappé rimonta De Zerbi, impresa del Qarabag col Benfica

Risultati Champions League: Mbappé rimonta De Zerbi, impresa del Qarabag col Benfica. Il Tottenham passa grazie a un’autorete

Si concludono le partite serali del primo turno della fase a gironi di Champions League, con quattro sfide in contemporanea alle 21. Il Marsiglia cade 2-1 contro il Real Madrid al Bernabeu, nonostante l’inferiorità numerica per l’espulsione di Carvajal. Il Benfica subisce una sorprendente sconfitta casalinga contro il Qarabag (2-3), mentre il Tottenham conquista i tre punti grazie a un autogol contro il Villarreal.

Come previsto, è stato il Real Madrid a dettare il ritmo del gioco contro l’Olympique Marsiglia. Tuttavia, un errore in appoggio di Arda Guler ha aperto la strada al gol del vantaggio dell’OM, con un’azione di Greenwood e una conclusione decisiva di Weah, ex Juventus. Il vantaggio dei francesi è durato però solo 7 minuti, poiché il Real Madrid ha pareggiato con un rigore di Mbappé dopo un fallo di mano di Carvajal. La ripresa ha visto l’espulsione di Carvajal (72’) per un intervento pericoloso, mettendo in svantaggio l’OM, che ha finito per perdere 2-1 grazie a un altro rigore, questa volta di Mbappé, contestato dalla panchina francese.

Il Tottenham ha impiegato appena 4 minuti per passare in vantaggio contro il Villarreal, con un autogol di Luiz Juniordopo un errore difensivo. Nicolas Pepe ha avuto una grande occasione per pareggiare nella ripresa, ma il suo tiro è finito fuori. Il match si è concluso con un 1-0 per gli Spurs, che festeggiano una vittoria all’esordio in Champions League con il tecnico Thomas Frank.

Il Benfica aveva iniziato forte, sbloccando il punteggio al 6′ grazie a un calcio d’angolo di Sudakov e una girata di Barrenechea, seguito dal raddoppio di Pavlidis al 16′. Ma il Qarabag ha reagito, rimontando il punteggio con due gol e pareggiando a Lisboa. Il Qarabag ha completato la rimonta con un gol di Kashchuk e ha ottenuto una storica vittoria per 3-2, il primo successo assoluto per il club a Da Luz.

Juventus-Borussia Dortmund 4-4: 8 gol nella ripresa. La squadra di Tudor è pazza fino alla fine

Juventus Borussia Dortmund 4-4: 8 gol nella ripresa. La squadra di Tudor è pazza: Vlahovic trascinante, altra gemma di Yildiz. Ma Di Gregorio…

Un emozionante 4-4 tra Juventus e Borussia Dortmund – Lo Stadium è un calderone di passione e aspettative, con la Juventus che, dopo la preziosa vittoria nel Derby d’Italia contro l’Inter, esordisce nella fase a gironi della Champions League contro il Borussia Dortmund. Già nei primi minuti di gioco, Thuram cerca di accendere l’entusiasmo del pubblico con un tiro potente dalla distanza che costringe il portiere Kobel a compiere una grande parata. Col passare dei minuti, il Dortmund cresce nel palleggio, ma raramente riesce a rendersi davvero pericoloso. Openda e Yildiz provano a sfondare la difesa tedesca, ma senza fortuna. Alla mezz’ora, anche David, fino a quel momento uno dei meno incisivi, prova a farsi vedere, ma il suo tiro finisce alto. La pressione della Juve aumenta, e nei minuti finali della prima frazione la squadra di Tudor si spinge più spesso nella metà campo avversaria, arrivando a calciare di nuovo con Openda al 40’, ma senza riuscire a bucare Kobel. Si va negli spogliatoi sullo 0-0, con una Juventus che ha mostrato segni di crescita.

Un secondo tempo spettacolare – Al rientro in campo, nessuna modifica nelle formazioni, ma la Juventus sembra trasformata. La difesa e l’intensità che avevano contraddistinto il primo tempo sembrano svanite, e il Borussia Dortmund ne approfitta subito. Prima, Beier colpisce il palo, poi Adeyemi, obiettivo di mercato del Napoli, sblocca il risultato con una rasoiata che non lascia scampo a Di Gregorio. La Juventus non tarda a rispondere, e a metà secondo tempo la partita si infiamma. Dopo un’ora di gioco, Yildiz segna un gol spettacolare, un tiro ‘alla Del Piero’ che fa esplodere lo Stadium, ma il Dortmund torna subito avanti con Nmecha. Non è finita, perché Vlahovic, appena entrato in campo, pareggia i conti. La parità dura però solo sei minuti, con Couto che approfitta di un’incertezza di Di Gregorio sul primo palo e riporta in vantaggio il Dortmund. La Juventus continua a lottare, e Yildiz sfiora il pareggio con un gran tiro da fuori, ma Kobel e il palo gli negano la gioia del gol.

Colpo finale nel recupero – Quando sembra che la Juventus debba arrendersi, succede l’impensabile. Kelly ferma con la mano un tiro di Guirassy, e il Dortmund ottiene un rigore. La battaglia per il dischetto vede vincere Bensebaini, che segna e dedica il gol a Guirassy. Ma la Juventus non si arrende: a cinque minuti dalla fine, Vlahovic segna il 3-4 su cross di Kalulu, e nel recupero, Kelly completa la sua rinascita, segnando il gol del 4-4 con un tuffo aereo. Dopo un lungo controllo VAR, il gol viene confermato, e il risultato finale di 4-4 è un’emozionante conclusione di una partita spettacolare, che resterà nella storia della Champions League della Juventus.

Heitinga: «Lautaro assente? Bella notizia. Dimmi di più…»

Heitinga: «Lautaro assente? Bella notizia. Dimmi di più…». Le dichiarazioni del tecnico dell’Ajax alla vigilia del match coi nerazzurri

John Heitinga, allenatore dell’Ajax, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l’Inter in Champions League. La partita, in programma domani ad Amsterdam alle 21:00, aprirà la fase a girone per entrambe le squadre. Di seguito le dichiarazioni.

INFORTUNI – Steven Berghuis non è abbastanza in forma per giocare. Non è in squadra.

RITROVARE CHIVU – All’epoca era il capitano dell’Ajax. Era sempre attento, chiacchierava sempre. Sarò felice di poterlo abbracciare di nuovo domani. 

OBIETTIVO DELL’AJAX IN QUESTA CHAMPIONS – Dove si posiziona l’Ajax? Vedremo domani. È un avversario ostico. Avremmo preferito l’Inter più avanti. Dovremo essere bravi perché il nucleo dell’Inter gioca insieme da un po’ e sono particolarmente forti fisicamente. Hanno una grinta enorme; sappiamo cosa aspettarci. Dobbiamo essere acuti, attenti e determinati. Con le loro qualità, non puoi rilassarti un secondo. A volte potremmo dover anticipare un po’ il lancio lungo; idealmente, giochiamo con attenzione da dietro. Dobbiamo essere all’altezza dello spirito combattivo dell’Inter.

LAUTARO ASSENTE – Sei sicuro? Bella notizia, dimmi di più… Con la sua esperienza, fa la differenza. Ma non importa; anche il giocatore che lo sostituirà è bravo, sono tutti forti all’Inter.

COSA DOVRETE FARE – Dobbiamo impedire loro di crossare; dobbiamo bloccarli. Dovremo spingerli in una direzione.

DOLBERG O WEGHORST DAVANTI – Potrei mettere entrambi.

SFAVORI DEL PRONOSTICO – Normalmente, non si darebbe per scontato che questa partita sia facile, ma è un’ottima occasione per dimostrare il contrario. Probabilmente tutti qui pensano che sia una partita senza speranza. Si gioca contro una squadra di alto livello. Sappiamo che sarà dura. Per me non significa nulla che l’Inter abbia perso contro la Juventus. Se hai queste certezze… Le avevamo con la squadra olandese tra il 2004 e il 2012. Spesso sai che le cose andranno bene.

Milan, Furlani furibondo con l’AIA. Il retroscena

Milan, Furlani furibondo con l’AIA. Il retroscena sulla reazione dell’ad rossonero arbitraggio del match casalingo col Bologna

Il post-partita di Milan-Bologna è stato infiammato da una controversia arbitrale che ha scatenato un vero e proprio terremoto nel mondo del calcio italiano. Al centro del dibattito, una decisione considerata palesemente errata che ha rischiato di compromettere il risultato finale della partita. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, l’amministratore delegato del Milan, Giorgio Furlani, non ha perso tempo e, subito dopo il fischio finale, ha preso una posizione ferma e decisa.

Furlani ha infatti chiamato direttamente le istituzioni calcistiche per esprimere il forte disappunto del club rossonero. La telefonata, secondo la Rosea, era rivolta a mettere in evidenza l’inadeguatezza della decisione presa dall’arbitro Marcenaro e, ancor di più, dal VAR Fabbri. L’obiettivo del dirigente milanista era chiaro: evitare che errori arbitrali così gravi possano compromettere il lavoro di una stagione e alimentare tensioni sia in campo che fuori. La dirigenza rossonera, guidata da un nuovo corso che vede Igli Tarecome direttore sportivo e Massimiliano Allegri come nuovo allenatore, è determinata a proteggere gli interessi del club e a garantire la massima trasparenza e correttezza nel sistema.

Non a caso, la reazione del Milan è stata rapida e mirata. Il club ha voluto mandare un segnale forte al mondo del calcio, sottolineando l’importanza di un arbitraggio impeccabile per la salvaguardia della competizione. Questa pressione ha portato a un esito inaspettato ma molto apprezzato dalla società di via Aldo Rossi: le scuse ufficialidell’AIA per l’errore commesso.

Le scuse dell’Associazione Italiana Arbitri hanno rappresentato un gesto di grande valore simbolico e hanno dimostrato una volontà di dialogo e autocritica che non sempre si riscontra in questi casi. Il Milan, per voce dei suoi dirigenti, ha espresso un sincero apprezzamento per il comportamento di Lega Calcio e AIA, e per le parole del presidente Gravina. Questo episodio, seppur spiacevole, ha rafforzato il rapporto di fiducia tra il club rossonero e le istituzioni calcistiche. Un segnale positivo che fa ben sperare per il futuro e che dimostra come un dialogo aperto e costruttivo possa risolvere anche le situazioni più spinose. Il club, sotto la guida di Furlani, Allegri e Tare, vuole costruire un Milan vincente e rispettato, e questo passa anche dalla correttezza e dalla trasparenza del sistema calcistico nel suo complesso.

Gudmundsson recuperato col Como? Le ultime in casa Fiorentina

Gudmundsson recuperato col Como? Le ultime in casa Fiorentina sulle condizioni del trequartista islandese

La Fiorentina si sta preparando con attenzione per la sfida contro il Como, in programma per la quarta giornata di Serie A. Come rivelato attraverso i canali social ufficiali del club, l’ala Albert Gudmundsson ha ripreso gradualmente ad allenarsi con i compagni dopo il piccolo stop subito con la nazionale islandese.

Il giocatore aveva mostrato una grande prestazione durante la vittoria per 4-0 contro l’Azerbaijan, segnando un gol e servendo un assist. Tuttavia, un infortunio alla caviglia lo ha costretto a fermarsi durante quel match, un problema che è stato poi valutato dal club gigliato. Nonostante Gudmundsson avesse effettuato un provino prima della sfida con il Napoli, la decisione presa dalla Fiorentina è stata quella di non rischiarlo.

La buona notizia è che, dopo un periodo di riposo, il giocatore islandese sta tornando a disposizione per il mister, ma la sua presenza nel match di domenica non è ancora certa. Molto probabilmente, Gudmundsson farà parte della lista dei convocati, ma sarà necessario attendere i prossimi allenamenti per capire se potrà partire dal primo minuto.

Nel caso in cui l’islandese non dovesse essere schierato come titolare, la Fiorentina ha delle valide alternative: Piccoli e Fazzini sono pronti a subentrare, con la possibilità di giocare rispettivamente al fianco di Kean o come mezzala, in un possibile schieramento a tre nel centrocampo. La squadra continua quindi a lavorare duramente per affrontare il Como, mantenendo il focus sul recupero dei giocatori chiave e sulla preparazione tattica.

Juric: «Il PSG non mi spaventa. Con Lookman siamo stati chiari»

Juric: «Il PSG non mi spaventa. Con Lookman siamo stati chiari». Le dichiarazioni alla vigilia di Champions del tecnico dell’Atalanta

Ivan Juric, allenatore dell’Atalanta, ha parlato ai microfoni di Sky Sport alla vigilia della partita di Champions League sul campo del Paris Saint-Germain.

PSG – «C’è molta concentrazione su come preparare bene la partita ma in questo momento sento poca emozione. Non sono spaventato, ma curioso di vedere quella che con merito è la miglior squadra d’Europa in questo momento. Ci siamo preparati bene per affrontarli, speriamo di fare una grande partita. Ci servirà coraggio, sappiamo che hanno caratteristiche di palleggio e velocità in attacco. Però vedendo le squadre che si abbassano, soffrono di più rispetto a chi li affronta a viso aperto».

ASSENTI – «Scamacca e Kolasinac sono due pezzi grossi che ci mancano. Ma abbiamo tanti ragazzi giovani che vogliono fare bene, sono fiducioso».

VITTORIA COL LECCE – «Nelle altre partite meritavamo molto di più ma non abbiamo ottenuto i risultati. Nell’ultima abbiamo collegato bel gioco a gol e vittoria, ci serviva la fiducia per affrontare questa partita».

LOOKMAN – «Siamo sereni, ci abbiamo già parlato e siamo stati chiari, pensiamo solo alla partita di domani».

Chivu: «Non mi sento di cambiare Sommer solo perché lo chiede il popolo»

Chivu: «Non mi sento di cambiare Sommer solo perché lo chiede il popolo». Le dichiarazioni del tecnico nerazzurro alla vigilia dell’Ajax

La conferenza stampa di Cristian Chivu alla vigilia di Ajax Inter, match valevole per la prima giornata di Champions League: queste le parole del tecnico nerazzurro.

PARTITA – «Giocheranno ventenni domani? Li abbiamo visti già in queste partite, anche se a tratti»

SERIE A – «Pensavo dovessimo parlare della Champions, invece torniamo sempre sulle solite. Per me questa squadra è forte di se stessa e lo ha dimostrato anche a Torino, poi se guardiamo il risultato si può puntare il dito e confermare l’abitudine. Sappiamo tutti cosa comporta una sconfitta in Italia, però bisogna anche guardare le cose buone, come la ricerca di fare la partita, come era successo anche con Torino e Udinese»

SOLUZIONE – «Per me manca poco per dare continuità a quello di buono che abbiamo visto e che vogliamo si continui a fare. Manca poco per dare morale a questa squadra che sta cercando di uscire da questa situazione»

RISULTATI – «Si tratta solo di risultati, non di prestazione»

SOMMER – «Io non ho mai parlato di un cambio portiere. Non mi sembra nemmeno giusto mettere in piazza Sommer e tirargli i sassi da tutte le parti. È importante per noi, l’ha fatto vedere l’anno scorso con prestazioni ottimali. Un ragazzo nella difficoltà ha bisogno di essere aiutato».

MARTINEZ J. -«Prima o poi avrà la sua possibilità di giocare, ma oggi cambiare Sommer lo chiede il popolo, ma non mi sento di farlo».

AJAX – «L’Ajax non è vittima e non deve farlo. Hanno già dimostrato di che valore sono. Domani sarà una partita tosta, noi dobbiamo essere preparati mentalmente e fisicamente. Se penso lontano, succede che poi andiamo troppo in avanti».

Chiellini: «Ecco il nostro obiettivo in Champions. Tudor si è arrabbiato dopo Juve-Inter»

Chiellini: «Ecco il nostro obiettivo in Champions. Tudor si è arrabbiato dopo Juve-Inter». Le parole del dirigente bianconero

Giorgio Chiellini ha parlato ai microfoni di Sky nel pre-partita di Juve Borussia Dortmund: tutte le dichiarazioni sul match di Champions League.

COSA C’È DI DIVERSO – «Basta vincere, a questa gente basta poco per trovare entusiasmo e stare vicino alla squadra. Sta poi a noi a coltivare questo entusiasmo ma mantenere l’equilibrio. Sono contento di sabato, ma bisogna sempre pesare le cose fatte bene con quelle fatte meno bene. Dobbiamo stare con i piedi ben saldi per terra».

VINCERE LA CHAMPIONS – «Nei miei sogni e in quelli di tutti è giusto pensare in grande. L’ultima volta che abbiamo fatto i quarti di finali era il 2019. L’obiettivo è quello di migliorare quanto fatto l’anno scorso, passare i playoff. Poi quando saremo lì, sarà bello sognare».

SU TUDOR – «C’è amicizia, complicità. Io cerco di aiutarlo in tutte quelle che sono le sue esigenze ma penso che gran parte del merito di quest’inizio di stagione vada dato a Tudor. C’è grande impronta di quello che sta facendo. Oggi sarà una partita forse un po’ diversa. Sabato si è arrabbiato tanto per quello che non siamo riusciti a fare ma i risultati danno i meriti a Tudor».

Sassuolo, Gregucci sicuro: «Importante la vittoria contro la Lazio. I neroverdi possono raggiungere quell’obiettivo»

Sassuolo, Gregucci analizza la sconfitta della Lazio: «Non è colpa del mercato». Le parole

Dopo la sconfitta rimediata dalla Lazio sul campo del Sassuolo, non sono mancate le analisi critiche sull’attuale momento della squadra di Maurizio Sarri. A parlare è stato Angelo Gregucci, ex allenatore del Sassuolo e anche ex difensore della Lazio, che ai microfoni di RadioSei ha commentato il ko biancoceleste, evidenziando i limiti tecnici e mentali mostrati dalla squadra capitolina nella sfida di Reggio Emilia.

«La sconfitta della Lazio contro il Sassuolo non è responsabilità del mercato» – ha esordito Gregucci, le cui dichiarazioni sono state riprese anche da LaLazioSiamoNoi. «Le responsabilità sono collettive. Si è perso contro una squadra, il Sassuolo, che ha giocato con impegno, ma senza avere elementi da temere davvero. È una squadra che verosimilmente lotterà per non retrocedere».

Il tecnico ha poi approfondito il concetto, soffermandosi su ciò che è mancato ai biancocelesti: «Quello che mi lascia perplesso è il fatto che ho visto anche della buona volontà, ma non ho visto contenuti tecnico-tattici adeguati per la Serie A. Non è possibile che il livello sia questo. Contro il Sassuolo si è evidenziata una mancanza di idee e di struttura, elementi fondamentali per chi vuole competere ad alti livelli».

Le parole forti di Gregucci dopo Sassuolo-Lazio

Gregucci ha poi sottolineato come la Lazio sembri una squadra in difficoltà anche sul piano dell’atteggiamento: «Vedo una squadra appiattita, incapace di pressare efficacemente la costruzione avversaria. Il gol subito su calcio piazzato è emblematico: troppa passività, troppo facile per gli avversari. Non è accettabile per una squadra come la Lazio».

Il confronto perso contro il Sassuolo sembra dunque rappresentare qualcosa di più di un semplice inciampo: per Gregucci, c’è il rischio di una crisi profonda. «Mi preoccupa vedere certi atteggiamenti, come se qualcuno facesse un favore a scendere in campo. Questo tipo di mentalità ci porterà dritti al derby in una condizione mentale pericolosa».

Il Sassuolo, dal canto suo, ha dimostrato determinazione e solidità, ottenendo una vittoria importante in chiave salvezza. Per la Lazio, invece, la sconfitta contro il Sassuolo suona come un campanello d’allarme.

Infortunio Verona, Zanetti è preoccupato! Si è fermato quel giocatore gialloblu

Infortunio Verona, Gagliardini ko alla spalla: lussazione contro la Cremonese

Brutte notizie in casa Hellas: l’infortunio Verona più rilevante dell’ultima giornata di campionato riguarda Roberto Gagliardini, costretto ad abbandonare il campo alla mezz’ora durante la sfida contro la Cremonese a causa di un duro contrasto di gioco. Il centrocampista ha riportato una lussazione alla spalla destra, un problema che desta preoccupazione nello staff medico gialloblù e nello spogliatoio, già alle prese con diverse assenze.

L’ex giocatore dell’Inter ha lasciato il terreno di gioco visibilmente dolorante e, come confermato dal club attraverso un comunicato ufficiale, è stato sottoposto alla riduzione immediata della lussazione presso l’Ospedale di Borgo Trento, subito dopo il termine del match.

Il comunicato dell’Hellas sull’infortunio

Ecco la nota ufficiale pubblicata dall’Hellas Verona in merito all’infortunio:
«Hellas Verona FC comunica che il calciatore Roberto Gagliardini, durante il match giocato ieri sera contro la Cremonese, in un contrasto di gioco ha subito una lussazione alla spalla destra. La lussazione è stata subito ridotta all’Ospedale di Borgo Trento. Il centrocampista gialloblù sarà sottoposto a indagini diagnostiche e a visita specialistica nei prossimi giorni. I tempi di guarigione saranno quantificabili in base all’evoluzione del quadro clinico».

Tempi di recupero da definire per l’infortunio Verona

L’infortunio di Gagliardini complica i piani di mister Baroni, che dovrà ora fare i conti con un’ulteriore defezione a centrocampo in vista dei prossimi impegni. I tempi di recupero non sono ancora stati ufficializzati, poiché sarà necessario attendere gli esiti delle visite specialistiche e degli esami strumentali a cui il giocatore verrà sottoposto nei prossimi giorni.

La speranza dello staff medico è che non si tratti di una lussazione particolarmente grave e che non richieda un intervento chirurgico. Tuttavia, per questo tipo di infortunio, i tempi di rientro possono variare da 3 a 6 settimane, a seconda della stabilità articolare e del dolore residuo.

Emergenza a centrocampo per il Verona

Con l’infortunio Verona di Gagliardini, l’Hellas si trova a fare i conti con una vera e propria emergenza in mediana. Baroni dovrà ridisegnare la linea centrale del campo già dalla prossima giornata, affidandosi probabilmente a forze fresche o a un possibile cambio modulo. L’evoluzione dell’infortunio sarà seguita con grande attenzione dai tifosi e dalla società.

Formazioni ufficiali Juve Borussia Dortmund, le scelte dei due allenatori

Formazioni ufficiali Juve Borussia Dortmund, le scelte dei due allenatori per il match di Champions League 2024-2025

Alle 21.00 all’Allianz Stadium di Torino l’attesissima sfida di Champions League Juve Borussia Dortmund. Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori.

FORMAZIONI UFFICIALI

Juventus: Di Gregorio; Kalulu, Bremer (C), Kelly; McKennie, Koopmeiners, Thuram, Cambiaso; Openda, Yildiz; David. Allenatore: Tudor.

Borussia Dortmund: Kobel (C); Ryerson, Anton, Bensebaini; Couto, Sabitzer, Svensson; Nmecha, Beier; Guirassy, Adeyemi. Allenatore: Kovac.

Museo Genoa, novità in arrivo per i tifosi rossoblu. Il punto

Museo Genoa, novità in arrivo: presto una nuova sede per la casa della memoria rossoblù

Il Museo Genoa, cuore pulsante della storia calcistica rossoblù, si prepara a vivere un importante cambiamento. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Secolo XIX, ci sono novità significative riguardo alla futura collocazione del museo dedicato alla storia del club più antico d’Italia.

Attualmente ospitato all’interno del suggestivo Porto Antico di Genova, il Museo del Genoa rappresenta un punto di riferimento per tifosi, appassionati e turisti che vogliono immergersi in oltre 130 anni di storia del calcio italiano. Tuttavia, la permanenza in questa sede potrebbe avere i giorni contati: è infatti prevista a breve una riunione decisiva tra le parti interessate per individuare una nuova sede definitiva per il Museo Genoa.

L’obiettivo è quello di trovare uno spazio che valorizzi ulteriormente il patrimonio sportivo e culturale del club, garantendo un’esperienza ancora più immersiva e accessibile per il pubblico. La nuova collocazione del Museo Genoa dovrà rispondere a criteri precisi: visibilità, centralità, spazi più ampi e possibilità di ospitare eventi, mostre temporanee e attività interattive.

Il Museo, nato con l’intento di conservare e celebrare la lunga e gloriosa storia del Genoa Cricket and Football Club, non è soltanto una collezione di cimeli e trofei, ma una vera e propria istituzione culturale. Attraverso fotografie storiche, divise d’epoca, documenti ufficiali, video e testimonianze, il Museo Genoa racconta le origini del calcio in Italia, l’evoluzione del tifo e i momenti indimenticabili che hanno segnato il club.

Il dibattito sulla nuova sede del Museo Genoa rientra in un più ampio piano di rivalutazione del patrimonio identitario del club, sempre più attento alla comunicazione, al coinvolgimento dei tifosi e alla valorizzazione delle proprie radici. Il trasferimento potrebbe coincidere con un rilancio generale dell’immagine societaria, anche in ottica internazionale.

In attesa delle decisioni ufficiali, il Museo Genoa resta operativo al Porto Antico, continuando a rappresentare un luogo simbolico per la memoria sportiva genovese. Ma all’orizzonte si profila una nuova fase, che potrebbe portare il museo in una sede ancora più prestigiosa e funzionale, all’altezza della storia gloriosa che custodisce.

Fiorentina, si aspetta la miglior versione di Kean. Servono i suoi goal per il salto di qualità

Fiorentina, crisi d’attacco: Kean ancora a secco dopo tre giornate di Serie A

La Fiorentina sta attraversando un avvio di stagione complicato sotto il profilo realizzativo. Dopo tre giornate di campionato, la squadra di Vincenzo Italiano ha raccolto solo due punti e ha segnato appena due gol, un dato allarmante per una formazione che punta a tornare protagonista sia in Italia che in Europa.

A preoccupare non è solo la scarsità di reti, ma soprattutto il fatto che nessun attaccante sia andato a segno finora. Le uniche marcature sono arrivate da Rolando Mandragora, autore del momentaneo 1-1 contro il Cagliari alla prima giornata, e da Luca Ranieri, in rete nel finale della sfida persa per 1-3 contro il Napoli. Lo stesso difensore aveva già siglato una rete decisiva nel ritorno del playoff di Conference League contro il Polissya, contribuendo al ribaltamento del risultato da 0-2 a 3-2.

Tutti gli occhi però sono puntati su Moise Kean, il grande colpo del calciomercato viola e atteso come il nuovo leader offensivo della Fiorentina. Dopo una stagione passata da protagonista con 19 gol all’attivo e un avvio brillante con la Nazionale (una rete all’Estonia e una doppietta contro Israele), Kean non è ancora riuscito a trovare la via del gol in maglia viola. Ma il dato più preoccupante è un altro: Kean non ha mai centrato lo specchio della porta. Le sue nove conclusioni sono tutte finite fuori bersaglio, a testimonianza di un momento di scarsa precisione e forse anche di poca fiducia.

Non va meglio agli altri attaccanti a disposizione. Edin Dzeko, nonostante la rete decisiva nel playoff europeo, non ha ancora effettuato un solo tiro in campionato. Roberto Piccoli, subentrato in più occasioni, è l’unico a registrare tiri nello specchio: due su quattro tentativi totali, ma senza esito positivo. Contro Torino e Napoli ha trovato due portieri in forma come Israel e Milinkovic-Savic, ma in entrambe le situazioni poteva fare di più.

Il rendimento offensivo della Fiorentina è dunque uno dei nodi da sciogliere con urgenza. Serve il miglior Kean per sbloccare una squadra che fatica a concretizzare e che ha bisogno di ritrovare gol, certezze e risultati.

Inter, quanti dubbi ci sono dietro alla gestione Chivu? Ecco le parole di un noto giornalista

Inter, sconfitta amara contro la Juventus: vecchi difetti e dubbi sul progetto Chivu

L’Inter esce sconfitta da Torino con un rocambolesco 4-3 contro la Juventus, una partita che ha messo in luce problemi noti e ha acceso i riflettori sulle difficoltà che la squadra di Cristian Chivu sta affrontando in questo inizio di stagione. Nonostante una reazione d’orgoglio nel secondo tempo, i nerazzurri hanno mostrato limiti tattici e fragilità difensive che continuano a pesare sul rendimento complessivo.

Nel suo ultimo intervento su YouTube, Fabio Caressa ha analizzato a fondo la prestazione dell’Inter, sottolineando come la squadra sembri ancora legata a vecchi meccanismi, sia nei pregi che nei difetti: «Abbiamo visto un’Inter che ripete gli errori del passato, soprattutto in fase difensiva», ha affermato il giornalista.

Difesa fragile e problemi sui piazzati

Uno dei punti più critici della sconfitta è stata la gestione difensiva, giudicata poco aggressiva e disorganizzata. L’Inter ha sofferto gli attacchi della Juventus e ha mostrato lentezza nei ripiegamenti e nelle coperture, un problema che si è accentuato nei calci piazzati, dove la marcatura a zona adottata da Chivu non ha dato i risultati sperati.

Chivu e il nuovo corso tattico

Il passaggio da Inzaghi a Chivu ha portato con sé un cambio di approccio che non tutti i giocatori sembrano aver ancora digerito. Secondo Caressa, la nuova filosofia tattica dell’Inter è ancora in costruzione: «Il modo di giocare di Inzaghi era complesso ma assimilato. Chivu sta cercando di cambiare, ma serve tempo». In particolare, il tentativo di rendere la squadra più compatta dietro non ha ancora portato stabilità.

Il rischio psicologico e la fiducia da ricostruire

Caressa ha anche messo in guardia sul rischio psicologico legato alle sconfitte ravvicinate: «Quando perdi due volte di fila, rischi di mettere in dubbio ciò in cui credi». Per l’Inter, è fondamentale ritrovare certezze e solidità mentale, evitando che i recenti risultati negativi minino il percorso intrapreso da Chivu.

Le prossime gare decisive per l’Inter

Le prossime due o tre partite saranno cruciali per l’Inter. Caressa ha concluso sottolineando la necessità di coinvolgere di più i nuovi arrivati e di ritrovare equilibrio e compattezza. La stagione è ancora lunga, ma l’Inter deve reagire subito per non perdere terreno e restare agganciata agli obiettivi stagionali.

Formazioni Ufficiali PSV Union SG, le scelte in vista della Champions League

Formazioni Ufficiali PSV Union SG: ecco le scelte dei due allenatori per la sfida europea

Tutto pronto per il match tra PSV Eindhoven e Royal Union Saint-Gilloise, una sfida che si preannuncia equilibrata e ricca di contenuti tattici. La partita rappresenta un test importante per entrambe le formazioni, e l’attenzione è ora tutta rivolta alle formazioni ufficiali PSV Union SG, appena diramate dai due allenatori.

Il PSV, guidato da Peter Bosz, scenderà in campo con un 4-3-3 ben organizzato. Tra i pali ci sarà Kovar, pronto a garantire solidità e sicurezza. La linea difensiva sarà composta da Sildillia, Flamingo, Yarek Gasiorowski e Sergiño Dest, con il compito di mantenere la compattezza e contrastare le ripartenze belghe. A centrocampo agiranno Til, Schouten e Saibari, un terzetto equilibrato che dovrà controllare il possesso e proteggere la linea difensiva. In attacco, spazio al tridente formato da Dennis Man, Ivan Perisic e Van Bommel, un mix di esperienza, velocità e tecnica che rappresenta la principale fonte di pericolo per la retroguardia avversaria.

Dall’altra parte, la Union SG di Nicky Pocognoli risponde con un 3-4-1-2 molto compatto e reattivo. In porta confermato Scherpen, protetto da una difesa a tre con Sykes, Burgess e Leysen, chiamati a contenere le avanzate del PSV. A centrocampo agiranno Khalaili, Zorgane, Rasmussen e Niang, con il compito di rompere il gioco avversario e ripartire rapidamente. In posizione di trequartista ci sarà Rodriguez, libero di muoversi tra le linee e creare superiorità. In avanti, il tandem offensivo sarà composto da Florucz e Ait El Hadj, attaccanti dinamici e tecnici, pronti a sfruttare ogni spazio lasciato libero dalla difesa olandese.

Formazioni ufficiali PSV Union SG

PSV EINDHOVEN (4-3-3):
Kovar; Sildillia, Flamingo, Yarek Gasiorowski, Dest; Til, Schouten, Saibari; Man, Perisic, Van Bommel.
Allenatore: Peter Bosz

ROYAL UNION SAINT-GILLOISE (3-4-1-2):
Scherpen; Sykes, Burgess, Leysen; Khalaili, Zorgane, Rasmussen, Niang; Rodriguez; Florucz, Ait El Hadj.
Allenatore: Nicky Pocognoli

Con queste formazioni ufficiali PSV Union SG, il confronto è pronto a entrare nel vivo: due squadre ambiziose e ben organizzate, pronte a contendersi punti preziosi in campo europeo.

Champions League, ecco le formazioni ufficiali di Athletic Bibao Arsenal

Champions League, al via Athletic Bilbao – Arsenal: formazioni ufficiali e dove vedere la sfida

La Champions League 2025/26 è pronta a riaccendere le emozioni con la sua nuova fase a girone unico, e una delle partite più attese della prima giornata è senza dubbio Athletic Bilbao – Arsenal. Lo stadio San Mamés ospiterà una serata speciale: per i baschi si tratta del ritorno in Champions League dopo ben 11 anni, un evento che infiamma l’intera città di Bilbao e tutto il popolo rojiblanco.

Il match segna anche l’inizio del percorso europeo dell’Arsenal, che arriva in Spagna con grandi ambizioni. Entrambe le squadre cercheranno di partire col piede giusto in una fase a girone che, con la nuova formula della Champions League, diventa più lunga e complessa rispetto al passato.

Le formazioni ufficiali di Athletic Bilbao – Arsenal

Ecco le probabili formazioni in attesa di conferma ufficiale:

Athletic Bilbao (4-2-3-1):
Unai Simon; Areso, Vivian, Paredes, Berchiche; Vesga, Jauregizar; Iñaki Williams, Sancet, Berenguer; Sannadi.
Allenatore: Ernesto Valverde

Arsenal (4-3-3):
Raya; White, Mosquera, Hincapié, Lewis-Skelly; Merino, Zubimendi, Rice; Madueke, Gyokeres, Martinelli.
Allenatore: Mikel Arteta

Entrambe le formazioni si presentano con assetti offensivi, promettendo spettacolo e intensità. L’Athletic punta sull’esperienza di Iñaki Williams e sull’organizzazione tattica di Valverde, mentre l’Arsenal si affida alla qualità in mediana e alla velocità degli esterni per colpire in ripartenza.

Dove vedere la partita di Champions League?

La sfida Athletic Bilbao – Arsenal, valida per la prima giornata della Champions League, sarà trasmessa in diretta su Amazon Prime Video, piattaforma che detiene i diritti per alcune delle migliori partite del mercoledì sera. Sarà inoltre possibile seguirla in streaming attraverso l’app ufficiale del servizio, disponibile su Smart TV, smartphone e tablet.

Il match è attesissimo anche per il significato simbolico: l’Athletic torna a calcare il palcoscenico più prestigioso d’Europa dopo oltre un decennio, mentre l’Arsenal vuole confermare i progressi visti nelle ultime stagioni sotto la guida di Arteta.

La Champions League è ufficialmente ripartita, e Athletic Bilbao – Arsenal promette di essere una delle sfide più affascinanti di questa prima giornata.

Calciomercato Bologna, novità importante sui rinnovi. Sentite cosa ha detto Fenucci ai giornalisti

Calciomercato Bologna, Fenucci fa il punto: «Squadra in crescita, fiducia in Italiano e nei nuovi acquisti»

Dopo la sconfitta subita a San Siro contro il Milan nella terza giornata di Serie A 2025/26, il Bologna di Vincenzo Italiano continua a lavorare in vista della prossima sfida di campionato. Sabato, al Dall’Ara, arriverà il Genoa, e i rossoblù sono chiamati a una reazione convincente. Nel frattempo, nell’ambito della presentazione ufficiale dei nuovi acquisti Jonathan Rowe e Ibrahim Sulemana, è intervenuto in conferenza stampa anche l’amministratore delegato Claudio Fenucci, affrontando diversi temi legati alla squadra e al calciomercato del Bologna.

«Gli inizi di stagione sono sempre complicati, specie quando si cambia tanto. Il nostro gruppo è ancora in fase di assestamento, ma abbiamo piena fiducia nel lavoro del mister. A Milano, nonostante un primo tempo sottotono, abbiamo cercato di imporre il gioco contro un avversario di grande livello», ha esordito Fenucci, allontanando qualsiasi allarme dopo la partenza a rilento.

Uno dei temi centrali è stato proprio il calciomercato del Bologna, che in estate ha visto diverse uscite importanti, tra cui quelle di Beukema e Ndoye. In merito alla situazione di Lucumí, il dirigente ha chiarito: «Non c’erano segnali di un suo possibile addio. Anzi, gli abbiamo proposto un prolungamento con adeguamento economico. Attendiamo una risposta, ma siamo felici che sia rimasto. A fine mercato sarebbe stato impossibile trovare un sostituto di livello».

Fenucci ha parlato anche dei rinnovi in programma: «Con Orsolini ci siederemo presto al tavolo. È un punto di riferimento per i tifosi e si identifica totalmente con il club. Se ci saranno le giuste condizioni, il rinnovo non sarà un problema. Anche i contratti di Freuler e Skorupski verranno affrontati a breve».

Rispondendo a chi parla di appagamento post-vittoria in Coppa Italia, Fenucci è stato chiaro: «Non c’è alcuna pancia piena. Il gruppo lavora con intensità, e il cambiamento portato dal calciomercato richiede tempo per trovare nuovi equilibri. Italiano conosce bene il materiale umano a disposizione e saprà esaltare le nuove caratteristiche».

Il calciomercato del Bologna ha aperto una nuova fase: ora tocca al campo confermare ambizioni e prospettive.

Mondiale 2026, spuntano premi abbastanza alti. Ecco l’ultima indiscrezione targata FIFA

FIFA, novità storica: premi anche per i club che cedono i giocatori alle qualificazioni del Mondiale 2026

La FIFA ha annunciato un cambiamento epocale nel suo programma di redistribuzione economica. Per la prima volta, infatti, il programma FIFA Club Benefits premierà non solo i club che forniscono giocatori alla fase finale della Coppa del Mondo, ma anche quelli che li cedono per le partite di qualificazione.

A supporto dell’iniziativa, la FIFA ha stanziato una cifra record: 355 milioni di dollari, con un aumento del 70% rispetto ai 209 milioni distribuiti per il Mondiale del 2022 in Qatar. L’annuncio è stato dato ufficialmente tramite un comunicato stampa della federazione internazionale.

Questo ampliamento fa parte del nuovo memorandum d’intesa siglato tra FIFA e l’Associazione dei Club Europei (ECA), e rappresenta un passo significativo verso una maggiore equità e inclusività nella distribuzione dei proventi del calcio internazionale. Con questa edizione potenziata del Club Benefits Programme (CBP), si stima che un numero senza precedenti di club – non solo europei, ma da ogni parte del mondo – potrà beneficiare della partecipazione dei propri tesserati alle competizioni FIFA.

Per la prima volta, i criteri del programma sono stati modificati in modo tale che tutti i club che rilasciano giocatori per le qualificazioni del Mondiale 2026 riceveranno un contributo economico, anche nel caso in cui gli stessi atleti non partecipino alla fase finale del torneo. Questo nuovo approccio mira a riconoscere il valore dell’impegno dei club fin dalle fasi iniziali del percorso mondiale.

Gianni Infantino, presidente della FIFA, ha sottolineato come questa evoluzione del programma sia un riconoscimento concreto del ruolo cruciale dei club nel successo del calcio globale:

«Distribuiremo un importo record di 355 milioni di dollari ai club per il rilascio dei giocatori. Questo rafforza la nostra collaborazione con l’ECA e con i club di tutto il mondo, mentre ci prepariamo per un’edizione storica e inclusiva della Coppa del Mondo FIFA.»

Anche il presidente dell’ECA, Nasser Al-Khelaïfi, ha accolto con favore l’iniziativa:

«È una dimostrazione tangibile di come la nostra collaborazione con la FIFA stia contribuendo alla crescita del calcio di club a livello globale. I club sono fondamentali per lo sviluppo dei giocatori e il successo delle nazionali.»

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