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PSG, Luis Enrique lo ha rifatto! Ha osservato il primo tempo dalla tribuna: è successo nella sfida contro l’Atalanta

PSG, Luis Enrique lo ha rifatto! Ha osservato il primo tempo dalla tribuna: è successo nella sfida contro l’Atalanta. Tutti i dettagli

Luis Enrique, allenatore del Paris Saint-Germain e già commissario tecnico della Spagna campione d’Europa 2012 da giocatore e semifinalista a Euro 2020 da allenatore, continua a sorprendere con le sue scelte tattiche e metodologiche. In occasione della sfida di Champions League contro l’Atalanta di Juric, il tecnico asturiano ha deciso di adottare nuovamente una strategia già sperimentata in Ligue 1: seguire il primo tempo della partita dalla tribuna, anziché dalla panchina.

Una scelta studiata nei dettagli

L’obiettivo di questa decisione è ottenere una visione più ampia e analitica del gioco dall’alto, per individuare con maggiore precisione movimenti, spazi e dinamiche tattiche. Dalla tribuna, Luis Enrique può osservare l’assetto della squadra in maniera globale, senza le limitazioni visive che si hanno a bordo campo. Questa prospettiva gli consente di raccogliere informazioni preziose da condividere con i giocatori durante l’intervallo negli spogliatoi.

Precedenti e risultati

Non è la prima volta che l’ex allenatore di Roma e Barcellona adotta questa modalità di lavoro. Già in campionato, in alcune gare di Ligue 1, aveva scelto di iniziare la partita lontano dalla panchina, per poi scendere a bordo campo nella ripresa. Una strategia che, secondo lo staff tecnico parigino, permette di correggere in modo più mirato eventuali errori e di sfruttare al meglio le potenzialità della rosa.

Impatto sulla squadra

Il PSG, ricco di stelle Ousmane Dembélé, ala veloce e tecnica ex Barcellona, beneficia di un approccio che punta a massimizzare la qualità individuale all’interno di un sistema di gioco ben organizzato. Contro l’Atalanta, squadra nota per l’intensità e la pressione alta, la visione dall’alto può rivelarsi un vantaggio strategico per individuare spazi da sfruttare e punti deboli da colpire.

Una filosofia di lavoro innovativa

Luis Enrique ha sempre dimostrato di essere un allenatore innovativo, attento ai dettagli e disposto a sperimentare soluzioni non convenzionali per migliorare le prestazioni della squadra. La scelta di osservare il primo tempo dalla tribuna rientra in una filosofia che privilegia l’analisi approfondita e l’adattamento rapido, elementi fondamentali nel calcio moderno.

Milan, Scaroni: «San Siro? Un passo fondamentale. Faremo a Milano il più bello stadio d’Europa»

Milan, parla Scaroni: «San Siro? Un passo fondamentale. Faremo a Milano il più bello stadio d’Europa». Le sue dichiarazioni

Il presidente del Milan, Paolo Scaroni, ha rilasciato a Sky Sport dichiarazioni di forte impatto sul futuro dello stadio di San Siro e sul progetto del nuovo impianto. La recente delibera approvata dalle autorità rappresenta, secondo il numero uno rossonero, un passaggio cruciale verso la realizzazione di una struttura moderna e all’avanguardia, destinata a diventare un simbolo per la città di Milano.

Scaroni ha precisato di non aver ancora analizzato nel dettaglio il documento, ma ha ribadito con decisione la volontà del club di portare a termine l’iniziativa: “Non ho ancora letto la delibera, sono tante pagine, ma è un passo avanti di un percorso iniziato tanti anni fa e che è quasi arrivato alla fine. Faremo a Milano il più bello stadio d’Europa, perché Milano lo merita. Spenderemo molto, sarà un grande stadio che renderà orgogliosi tutti i milanesi”.

Un progetto strategico per il club e la città

Il nuovo stadio è considerato dalla dirigenza rossonera un tassello fondamentale non solo per la crescita economica della società, ma anche per offrire ai tifosi un’esperienza di gioco di livello internazionale. L’impianto, dotato delle tecnologie più avanzate e di servizi di alta qualità, permetterà di incrementare i ricavi da biglietteria, hospitality e attività commerciali, risorse indispensabili per sostenere gli investimenti sul mercato.

Sul fronte sportivo, il direttore sportivo Igli Tare – ex attaccante albanese e dirigente di lungo corso – sta già lavorando a stretto contatto con l’allenatore Massimiliano Allegri, tecnico toscano con una lunga esperienza in Serie A e in Champions League, per pianificare le prossime stagioni. Un nuovo stadio moderno rappresenterebbe anche un potente strumento per attrarre campioni e consolidare la competitività della squadra.

Legame con Milano e riqualificazione urbana

La scelta di rimanere in città, evitando lo spostamento in periferia, conferma il forte legame tra il Milan e Milano. Scaroni ha sottolineato come la metropoli lombarda meriti un impianto d’eccellenza, capace di diventare un punto di riferimento per il quartiere e un simbolo di modernità. Il progetto prevede anche la riqualificazione dell’area circostante, con nuovi spazi verdi, servizi e infrastrutture a beneficio di tutta la comunità.

Architettura iconica e sostenibilità

Il design del nuovo stadio punterà su un’architettura iconica e su soluzioni sostenibili, in linea con i più alti standard ambientali. L’obiettivo è creare un luogo vivo tutto l’anno, con negozi, ristoranti e spazi ricreativi, trasformandolo in un polo di aggregazione per cittadini e tifosi.

Le parole di Scaroni confermano che il Milan è ormai vicino a realizzare uno dei progetti più ambiziosi della sua storia recente.

Sampdoria, preparazione intensa per la sfida di Serie B contro il Monza

Sampdoria, preparazione intensa per la sfida di Serie B contro il Monza. Le ultimissime notizie sui blucerchiati

La Sampdoria accelera il passo in vista della delicata trasferta di sabato 20 settembre contro il Monza, valida per la quarta giornata del campionato di Serie BKT 2025/26. Il match, in programma alle ore 17:15 all’U-Power Stadium, rappresenta un banco di prova importante per i blucerchiati, reduci da un avvio di stagione complicato e desiderosi di conquistare punti preziosi per risalire la classifica. L’avversario, guidato da un organico competitivo, ha già dimostrato solidità e pericolosità nelle prime uscite stagionali.

Allenamento a Bogliasco: ritmo alto e focus tattico

La squadra si è ritrovata oggi al centro sportivo Mugnaini di Bogliasco per una seduta ad alta intensità. Dopo una fase di attivazione sul campo superiore, dedicata a esercizi di riscaldamento e mobilità, l’allenatore Massimo Donati – ex centrocampista di Milan e Atalanta, alla guida della Sampdoria da questa stagione – ha suddiviso il gruppo in due formazioni.

A rinforzare la rosa, anche alcuni giovani della Primavera, chiamati a fare esperienza con i più esperti. La partitella, strutturata in due tempi da 40 minuti, ha simulato situazioni di gara reali, con particolare attenzione alla velocità di circolazione palla e alla fase difensiva. Donati ha osservato da vicino i movimenti collettivi, valutando la coesione del gruppo e l’efficacia degli schemi provati in allenamento.

Pedrola ai box: le condizioni dell’attaccante spagnolo

Non arrivano però solo buone notizie. Estanis Pedrola, attaccante classe 2003 cresciuto nel settore giovanile del Barcellona e protagonista di buone prestazioni nella scorsa stagione, è alle prese con un infortunio. Il giovane spagnolo sta seguendo un programma di terapie personalizzate sotto la supervisione dello staff medico. Le sue condizioni sono monitorate quotidianamente, ma la sua assenza rappresenta un’ulteriore sfida per Donati in vista della gara contro il Monza.

Obiettivo: rilancio in campionato

La Sampdoria proseguirà nei prossimi giorni con sedute mirate al lavoro tattico e alla preparazione fisica, con l’obiettivo di presentarsi al meglio alla sfida di sabato. La missione è chiara: invertire la rotta, conquistare i primi punti pesanti della stagione e ridare fiducia all’ambiente blucerchiato.

Un risultato positivo a Monza potrebbe segnare il primo passo verso la risalita in classifica e il rilancio di una stagione iniziata in salita.

Parma, Ondrejka accelera il recupero: possibile rientro anticipato per l’attaccante svedese

Parma, Ondrejka accelera il recupero: possibile rientro anticipato per l’attaccante svedese. Le ultimissime sui ducali

Jacob Ondrejka, attaccante svedese classe 2002 e protagonista nella scorsa stagione con gol decisivi per la salvezza del Parma, sta sorprendendo tutti per la rapidità con cui sta recuperando dal grave infortunio subito in estate. Il giovane talento scandinavo, fermo da fine luglio dopo la frattura del perone riportata in un’amichevole contro il Werder Brema in Austria, potrebbe tornare a disposizione prima del previsto, offrendo a mister Paco Cuesta – tecnico spagnolo ex Juve noto per il suo calcio offensivo – un’arma in più per la seconda parte di stagione.

L’infortunio, confermato dagli esami strumentali nei giorni successivi alla gara, aveva richiesto un intervento chirurgico immediato. Lo staff medico aveva inizialmente fissato il rientro in campo non prima di fine novembre, ma – secondo quanto riportato da La Gazzetta di Parma – il percorso di riabilitazione sta procedendo meglio del previsto. Non è escluso, dunque, che Ondrejka possa anticipare il rientro di alcune settimane, bruciando le tappe e regalando un inatteso rinforzo alla rosa gialloblù.

Nel frattempo, l’attaccante continua a lavorare intensamente tra palestra e campo, seguendo un programma personalizzato di recupero. Martedì è stato immortalato sorridente accanto a Tomas Brolin, ex stella del Parma negli anni ’90 e connazionale di Ondrejka. L’immagine, diffusa sui social, ha entusiasmato i tifosi crociati, che attendono con impazienza di rivedere il giovane svedese in azione.

Il Parma segue con attenzione ogni fase del recupero, consapevole che il ritorno di Ondrejka potrebbe rivelarsi determinante nella corsa agli obiettivi stagionali. La sua velocità, la capacità di attaccare la profondità e il fiuto per il gol lo rendono un profilo ideale per il sistema di gioco di Cuesta, che punta su intensità e verticalità.

Se il recupero continuerà con questo ritmo, il rientro in campo di Jacob Ondrejka potrebbe trasformarsi in una delle notizie più positive per il Parma in questa stagione, rafforzando le ambizioni della squadra e alimentando l’entusiasmo dei tifosi.

Moviola Ajax Inter: l’episodio chiave del match di Champions League

Moviola Ajax Inter, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 1ª giornata della Champions League 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Ajax Inter, valido per la 1ª giornata della Champions League 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro inglese Michael Oliver.

PRIMO TEMPO

Prima timida protesta dell’Ajax per un anticipo di Baas disturbato da Thuram, Oliver considera l’intervento del francese regolare. Non concesso un vantaggio all’Ajax, il pubblico mugugna. Al 17′ Thuram prova a ripartire ma allarga il braccio e colpisce Edvardsen: primo giallo della gara. Si lamenta molto Bastoni con l’assistente di linea che segnala un suo fallo sull’effervescente Edvardsen. Boato per un mani di Dumfries in area che è un miraggio assoluto: l’esterno dell’Inter viene toccato dalla sfera su un fianco. Al 34′ rigore per cintura di Baas su Thuram. Oliver non ha dubbi, del resto la trattenuta è decisamente plateale: ammonito il difensore di Heitinga, decisamente ingenuo sul movimento dell’attaccante Inter. Il Var richiama l’arbitro perché vede una trattenuta iniziale di Thuram. Si va all’intervallo con soli 6 falli da parte dei padroni di casa e più del doppio, ben 13, sanzionati alla formazione di Chivu.

SECONDO TEMPO

Piccolo rischio per Thuram, già ammonito, per un fallo che Oliver non giudica comunque meritevole di una sanzione ulteriore. Anche nella ripresa l’arbitro non concede un vantaggio, stavolta a favore dell’Inter. A metà ripresa ammonizione per Mkhitaryan in netto ritardo su Edvardsen. Al 73′ un cartellino anche per Baas che frana su Esposito, decisione facile per il direttore di gara. Dumfries chiede un mani di Baas fuori area, il tocco c’è ma il braccio è attaccato al corpo, logico non intervenire. Gara senza perdite di tempo, come dimostrano i soli 3 minuti di recupero decretati. Si chiude con un totale di 32 falli, quasi pari (15-17).

Cagliari, parla Pisacane: «Belotti può partire dal primo minuto. Eco cosa dico su Pavoletti e Luvumbo. La prossima partita…»

Cagliari, Pisacane: «Belotti può partire dal primo minuto. Eco cosa dico su Pavoletti e Luvumbo. La prossima partita…». Le dichiarazioni

Nel pomeriggio di oggi, alle ore 16:00, Fabio Pisacane, attuale allenatore del Cagliari Calcio ed ex difensore centrale noto per la sua grinta e determinazione in campo, ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida contro il Lecce, valida per la 4ª giornata del campionato di Serie A 2025-2026. Ecco un estratto delle sue parole:

INFORTUNATI E RITORNO A LECCE – «Pavoletti ha lavorato parzialmente in gruppo e speriamo stia meglio, potrei convocarlo; restano ai box Luvumbo e Radunovic. Con Lecce ho un legame speciale, è stata la mia ultima piazza. Mi dispiace non aver dato quanto avrei potuto, voglio ricordare Graziano Fiorita e mandare un abbraccio alla moglie. Di Francesco? Non ci trovammo, ma da poco ci siamo chiariti e per me è una pagina chiusa».

CRESCITA PRATI – «E’ fondamentale per me, è un playmaker che vorrei aver sempre con me. In questi anni ha lavorato meno su alcuni aspetti, non per colpa degli allenatori, deve farlo e sapersi sporcare durnate la gara giocando da vertice basso. Ho richieste precise per lui quando siamo in possesso con i difensori, io voglio che si smarchi sempre dietro agli avversari, non deve scendere sulla linea dei difensori».

LECCE-CAGLIARI – «E’ la seconda finale del nostro campionato, è uno scontro diretto e giocheremo con intelligenza per vincere. In queste tre partite abbiamo tenuto il campo, specialmente nelle prime due, nell’ultima abbiamo pagato lo stato emotivo, il volerci sbloccare. Abbiamo sbagliato letture, distanze tra i reparti ed altre cose nella ripresa, con il Lecce dovremo essere attenti perché sfruttano molto le corsie esterne. Loro vgliono fare gioco relazionale ed attaccare l’area in questa maniera!».

LA ROSA E DISCORSO ALLA SQUADRA – «Intanto il dialogo con la squadra è quotidiano, loro sanno che ci sono state scelte che a volte non li rispecchiano. In casa per varie necessità vogliamo ricorrere al giocare con Caprile, Parma ci ha dato fiducia, ma siamo all’inizio del percorso. Per questo siamo tornati su alcune vecchie abitudini, noi staff dovremo monitorare questo aspetto. Rosa profonda? Alla squadra ho detto che voglio usare sempre i 5 cambi, questo ti permette di cambiare la partita. Questo anche alla luce del periodo in cui siamo e del caldo torrido, com’è stato contro il Parma. Voglio dare importanza a tutti, possono sempre cambiare la gara».

LEGGI LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI PISACANE SU CAGLIARINEWS24

Supercoppa Italiana 2025: Riyadh confermata come sede, ecco calendario e protagonisti

Supercoppa Italiana 2025: Riyadh confermata come sede, ecco calendario e protagonisti. Tutti i dettagli

La Supercoppa Italiana 2025 si giocherà ancora una volta a Riyadh, capitale dell’Arabia Saudita. L’annuncio ufficiale è arrivato dalla Lega Serie A, che ha così messo fine alle indiscrezioni che vedevano Gedda come possibile alternativa. La scelta rientra nell’accordo che consente al Paese mediorientale di ospitare la competizione per un’altra edizione nei prossimi tre anni.

Come nella passata stagione, il torneo seguirà la formula a quattro squadre, con due semifinali a eliminazione diretta e una finale. Le date sono già fissate: Napoli-Milan giovedì 18 dicembre 2025, Bologna-Inter venerdì 19 dicembre 2025, e la finale lunedì 22 dicembre 2025.

Le squadre in gara

  • SSC Napoli – Campione d’Italia 2024/2025, allenato da Antonio Conte, tecnico noto per la sua intensità e per la capacità di motivare il gruppo. Tra i protagonisti spicca De Bruyne.
  • A.C. Milan – Finalista dell’ultima Coppa Italia, guidato da Allegri che vuole riportare i rossoneri ai vertici del calcio italiano. Occhi puntati su Rafael Leão, attaccante portoghese dalle accelerazioni devastanti.
  • Bologna FC – Vincitore della Coppa Italia Frecciarossa 2024/2025, sotto la guida di Italiano, allenatore apprezzato per il gioco offensivo. In attacco brilla Orsolini, esterno di grande tecnica.
  • F.C. Internazionale – Seconda classificata in Serie A, allenata da Chivu, sarà specialista nelle competizioni a eliminazione diretta? Leader in campo è Lautaro Martínez, capitano e bomber argentino.

Copertura televisiva globale

Tutti gli incontri saranno trasmessi in diretta in Italia sulle reti Mediaset e raggiungeranno oltre 180 territori nel mondo, grazie agli accordi per i diritti audiovisivi già siglati.

Un evento di prestigio internazionale

La conferma di Riyadh come sede sottolinea la strategia della Lega Serie A di rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali. L’Arabia Saudita, sempre più protagonista nello sport globale, offrirà una cornice moderna e spettacolare per un torneo che vedrà in campo alcuni dei migliori talenti del calcio mondiale.

Il regolamento ufficiale della competizione sarà reso noto nei prossimi giorni, ma l’attesa per la Supercoppa Italiana 2025 è già altissima.

Inter, Chivu conferma Sommer titolare: le ragioni della scelta per la Champions League

Inter, fiducia a Sommer per l’esordio in Champions: le parole e la strategia di Chivu. Tutti gli aggiornamenti

Yann Sommer, 35 anni, portiere della nazionale svizzera e titolare dell’Inter, sta attraversando un momento delicato della sua stagione. Dopo essere stato protagonista con parate decisive che hanno contribuito a portare i nerazzurri fino alla finale di Champions League, il suo rendimento è finito sotto la lente d’ingrandimento in seguito a una prestazione opaca contro la Juventus.

Le critiche non si sono fatte attendere, ma Cristian Chivu, 43 anni, ex difensore e attuale allenatore dell’Inter, ha scelto di schierarsi apertamente dalla parte del suo numero uno. «Non lo sostituisco perché lo chiede il popolo e non lo espongo al lancio dei sassi», ha dichiarato, respingendo le pressioni esterne e confermando la sua fiducia nel portiere.

Un déjà-vu per Sommer

Sommer non è nuovo a momenti di forte pressione mediatica. Ai tempi del Bayern Monaco aveva già parlato di come le critiche, se non costruttive, possano lasciare cicatrici profonde. Ora, in Serie A, la situazione si ripete, con un contesto ancora più esigente e un’attenzione mediatica costante.

Nonostante l’errore contro la Juventus, lo spogliatoio nerazzurro ha fatto quadrato attorno al portiere. La decisione di confermarlo titolare nella prossima sfida di Champions League contro l’Ajax è stata condivisa da tutto lo staff tecnico e dal gruppo dei portieri: «Gioca Yann», è stata la scelta unanime.

Leadership e spirito di squadra

La presa di posizione di Chivu è un segnale forte di leadership. Proteggere un giocatore in un momento di difficoltà significa non solo difenderlo dalle critiche pubbliche, ma anche dargli la possibilità di riscattarsi sul campo. Un approccio che rafforza la coesione interna e trasmette fiducia a tutta la rosa.

Per Sommer, questa sarà l’occasione di dimostrare ancora una volta il proprio valore e la propria esperienza internazionale. In futuro, il testimone passerà probabilmente a Josep Martinez, 26 anni, portiere spagnolo arrivato in estate, ma per ora i guanti restano saldamente nelle mani dello svizzero.

Un segnale chiaro: l’Inter crede nel suo portiere e punta sulla forza del gruppo per superare le difficoltà.

IL MOMENTO NO IN GERMANIA – «Non nascondo che certe cose ti lasciano dei segni e che non è stato facile, questo è sicuro. So che la critica fa parte del mio lavoro e che bisogna conviverci, ma quando non è costruttiva è più difficile ricavarne qualcosa. Sono in grado di giudicare le mie prestazioni, so quando gioco una buona partita o no e non mi innervosisce se qualcuno esprime pubblicamente una propria opinione in merito. Tutti hanno il diritto di esprimersi».

Formazioni ufficiali Ajax Inter: le scelte di Chivu e Heitinga per l’esordio in Champions

Formazioni ufficiali Ajax Inter: le scelte de due allenatori, Chivu e Heitinga, per l’esordio in Champions League

La Champions League 2025/26 si presenta come l’occasione perfetta per l’Inter di rialzare la testa dopo un periodo complicato in Serie A. Reduce da due sconfitte consecutive in campionato, la formazione nerazzurra vede nella ribalta europea la possibilità di ritrovare fiducia e certezze, puntando a un risultato che possa rilanciare la stagione.

La squadra guidata da Cristian Chivu, ex difensore rumeno classe 1980, protagonista con Inter e Roma e oggi tecnico della prima squadra, affronterà l’Ajax di John Heitinga, ex centrale olandese noto per la sua grinta e per le esperienze con Everton e Atletico Madrid. La sfida si giocherà alla Johan Cruijff ArenA di Amsterdam, uno stadio che ha un significato speciale per Chivu: proprio qui, nei primi anni 2000, iniziò a farsi conoscere a livello internazionale vestendo la maglia dei Lancieri.

AJAX (4-3-3): Jaros; Gaai, Itakura, Baas, Wijndal; Regeer, Klaassen, Taylor; Edvarsen, Weghorst, Godts.
In panchina: Heerkens, Pasveer, Sutalo, Rosa, Mokio, Fritz-Jim, McConnell, Gloukh, Moro, Dolberg, Alders, Bounida.
Allenatore: Heitinga.

INTER (3-5-2): Sommer; Akanji, De Vrij, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Thuram, Esposito.
In panchina: Martinez, Di Gennaro, Acerbi, Bisseck, Carlos Augusto, Luis Henrique, Frattesi, Zielinski, Sucic, Diouf, Bonny, Lautaro Martinez.
Allenatore: Chivu.

Arbitro: Michael Oliver (GBR).
Assistenti: Burt, Mainwaring.
Quarto ufficiale: Barrot.
VAR: Gillet. Assistente VAR: Salisbury.

Dal punto di vista tecnico, Chivu punta su un mix di esperienza e giovani talenti per sorprendere in Europa. La Champions League, oltre a essere una vetrina internazionale, è anche un banco di prova per testare la solidità mentale della squadra. Un risultato positivo ad Amsterdam potrebbe rappresentare la svolta, restituendo fiducia e slancio in vista dei prossimi impegni.

Con il fascino della competizione più prestigiosa e la voglia di riscatto, l’Inter è pronta a giocarsi le proprie carte. La sfida contro l’Ajax non sarà solo una partita: sarà un test di carattere, ambizione e identità.

Milan, Allegri valuta il modulo: la svolta tattica che valorizza la rosa rossonera, i dettagli

Milan, Allegri valuta il modulo: ecco la possibile svolta tattica che valorizza la rosa rossonera, tutti i dettagli sui rossoneri

Il ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan, a undici anni dalla sua ultima esperienza rossonera, segna l’inizio di una nuova fase per il club. Il tecnico livornese, maestro di pragmatismo e adattabilità, ha scelto di impostare la stagione 2025-2026 con il modulo 3-5-2, una soluzione studiata per esaltare le caratteristiche della rosa attuale.

Un modulo su misura per la rosa

Il Milan di quest’anno può contare su un mix di esperienza e talento. In porta, Mike Maignan (30 anni, portiere della nazionale francese) garantisce sicurezza e leadership, affiancato dal veterano Pietro Terracciano.

La difesa a tre vede protagonisti giocatori come Fikayo Tomori (27 anni, rapido e aggressivo), Pervis Estupiñán (27 anni, terzino sinistro di spinta adattato a braccetto) e il giovane Koni De Winter (23 anni, prospetto belga dal grande potenziale).

Centrocampo di qualità e quantità

Il cuore del 3-5-2 è un centrocampo ricco di soluzioni. Youssouf Fofana (26 anni, dinamismo e interdizione) da forma a una parte centrale equilibrata, mentre Ruben Loftus-Cheek (29 anni, fisicità e inserimenti) aggiunge profondità offensiva. Sulle fasce, Christian Pulisic (27 anni, velocità e dribbling) e Samuel Chukwueze (26 anni, estro e imprevedibilità) interpretano il ruolo di quinti con licenza di attaccare.

Attacco esplosivo

In avanti, Allegri può contare su Rafael Leão (26 anni, stella offensiva e trascinatore) e Santiago Giménez (24 anni, centravanti d’area con fiuto del gol). Una coppia che unisce tecnica, velocità e capacità realizzativa, ideale per sfruttare le transizioni rapide.

Solidità e ambizione

Il 3-5-2 garantisce compattezza difensiva e libertà creativa agli uomini chiave. Allegri punta a un Milan capace di competere su più fronti, dalla Serie A alla Coppa Italia, con l’obiettivo di tornare protagonista anche in Europa.

Questa scelta tattica non è solo una risposta alle caratteristiche della rosa, ma anche un segnale della volontà di costruire una squadra equilibrata, capace di adattarsi agli avversari e di valorizzare ogni singolo talento.

Juventus, Vlahovic convince tutti: prestazioni in crescita, ma il rinnovo resta fermo

Juventus, Vlahovic convince tutti: prestazioni in crescita, ma il rinnovo resta fermo… Le ultimissime

Dusan Vlahovic, attaccante serbo classe 2000, sta vivendo un inizio di stagione particolarmente positivo con la maglia della Juventus. Dopo un’estate turbolenta, segnata da voci di mercato e incertezze sul futuro, il numero 9 bianconero ha risposto sul campo con prestazioni solide e un atteggiamento che ha conquistato lo staff tecnico e dirigenziale.

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, noto esperto di calciomercato, all’interno dell’ambiente juventino c’è grande soddisfazione per la professionalità e la dedizione mostrata da Vlahovic. In particolare, dopo la sfida contro il Borussia Dortmund, il centravanti ha dimostrato una crescente leadership e una presenza incisiva in campo, elementi che hanno rafforzato la fiducia del club nei suoi confronti. Nonostante le ottime prestazioni, il tema del rinnovo contrattuale di Vlahovic rimane congelato. Romano ha chiarito che, al momento, non ci sono sviluppi concreti nella trattativa tra il giocatore e la società.

PAROLE – «C’è grande soddisfazione nello staff della Juventus per l’atteggiamento mostrato ancora una volta da Dušan Vlahović, che insomma ha mostrato ancora una volta un impatto molto importante. Ha avuto un impatto molto importante sulla partita. Segna Vlahović quest’anno anche con un’ottima e grande continuità. È una Juventus che al di là dei gol è molto contenta anche dell’atteggiamento di Vlahović, della serietà di Vlahović nelle prestazioni, lo dico nei numeri ma anche in allenamento.

Quindi dal punto di vista proprio della pancia della Juve si vede un Vlahović con l’atteggiamento giusto. Poi chiaramente il contratto è un discorso a parte, è un discorso che al momento rimane completamente arenato in un cassetto, è un discorso che non sta avanzando, ma quella è un’altra storia. È importante però raccontare dal punto di vista della Juventus come insomma l’atteggiamento di Vlahović sia stato molto molto gradito in queste prime settimane di lavoro con la nuova stagione».

Thuram-Bonny, Open Var conferma la decisione del campo: il gol di Adzic in Juve-Inter è regolare

Thuram-Bonny, Open Var conferma la decisione del campo: il gol di Adzic in Juve-Inter è regolare. Le dichiarazioni del designatore Rocchi

Il dibattito sul controverso finale di Juventus–Inter, concluso con la vittoria bianconera per 4-3, è stato il tema principale dell’ultima puntata di Open Var su Dazn. Con la partecipazione del designatore arbitrale Gianluca Rocchi, è stato analizzato il contatto tra Thuram e Bonny che ha preceduto di pochi istanti il gol decisivo di Adzic. L’episodio ha scatenato accese discussioni, ma l’analisi degli audio tra sala Var e arbitro ha fornito un quadro chiaro e inequivocabile della situazione.

Ascoltando la conversazione, si sente il Var (Mazzoleni) rassicurare l’arbitro Colombo sin dalle prime battute. Il contatto viene subito esaminato: “palla”, “pallone”, “prende la palla”, sono le parole che confermano come il piede di Thuram abbia toccato prima il pallone e solo successivamente quello di Bonny. Sul lieve contatto con il braccio, la sala Var è altrettanto chiara: “Appoggia il braccio ma non è nulla”. La conclusione, inequivocabile, non lascia spazio a dubbi: “Andre, il goal è regolare”.

In studio, il commento di Gianluca Rocchi ha pienamente avallato la decisione presa in campo. Il designatore ha confermato la regolarità del gol, sottolineando l’assenza di falli evidenti.

COMMENTO ROCCHI – «Il goal è regolare, non ci sono falli evidenti, il controllo è sulla parte bassa, dove c’è il pallone, e non c’è assolutamente niente. Il tocco sul petto non è senz’altro un colpo da poter provocare un fallo o qualcosa del genere. In senso generale, staremo attenti in queste situazioni alle simulazioni, anche se non è questo è il caso. Chiedo ai calciatori la massima collaborazione. Perché l’arbitro non ha rivisto in video? Ripeto sempre ai ragazzi, quando avete un dubbio mandate l’arbitro a rivedere, ma non è questo il caso. Qua il Var non ha dubbi».

Rocchi ha inoltre affrontato la questione sul perché l’arbitro non sia stato mandato a rivedere l’azione al monitor. Ribadendo la sua filosofia, ha spiegato che in questo caso non c’era necessità. Polemica, definitivamente, chiusa.

Karamoh, nuova avventura per l’ex Torino: si trasferisce lì a parametro zero

Karamoh, nuova avventura per l’ex Torino: si trasferisce lì a parametro zero. L’esterno francese si lascia alle spalle l’esperienza in Serie A

Una nuova avventura, un’occasione d’oro per il rilancio definitivo. Yann Karamoh è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera, lasciandosi alle spalle l’Italia per abbracciare il calcio portoghese. L’attaccante francese, classe 1998, riparte da una delle piazze più prestigiose d’Europa: il Porto.

Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, l’operazione è ormai ai dettagli. Il giocatore si trova già in Portogallo per sostenere le visite mediche di rito che precederanno la firma sul suo nuovo contratto con i Dragões. Si tratta di un trasferimento a parametro zero, reso possibile dal fatto che Karamoh si era svincolato dal Torino al termine della scorsa stagione, alla naturale scadenza del suo accordo con il club granata.

Si chiude così la sua lunga parentesi in Serie A, un percorso caratterizzato da grandi aspettative e da un talento cristallino mostrato però solo a sprazzi. Dopo l’esplosione in Francia con il Caen, era stato l’Inter a portarlo in Italia, ma è con le maglie di Parma e soprattutto Torino che ha trovato maggiore continuità. Con la squadra granata, l’attaccante ha vissuto un’esperienza agrodolce: in totale ha collezionato 65 presenze, mettendo a segno 5 reti. Numeri che raccontano una storia di alti e bassi, in cui alle sue indubbie qualità tecniche, come la velocità e il dribbling, non è sempre seguita la necessaria concretezza sotto porta.

Ora, a 27 anni, arriva la chiamata del Porto, un club da sempre abile a valorizzare e rivitalizzare talenti in cerca della consacrazione definitiva. Per Karamoh rappresenta la grande opportunità di misurarsi in un nuovo campionato e, potenzialmente, sul palcoscenico della Champions League, trovando finalmente quella continuità di rendimento che potrebbe far sbocciare definitivamente il suo potenziale. La firma è attesa nelle prossime ore, per un’avventura che promette scintille.

Benatia, incubo Bernabeu anche con l’OM. Lui tuona contro gli arbitri: «È come sette anni fa»

Benatia, incubo Bernabeu anche con l’OM. Lui tuona contro gli arbitri: «È come sette anni fa». Le parole del dirigente del Marsiglia

Una beffa atroce, una sconfitta che brucia e riapre vecchie ferite. La notte di Champions League del Marsiglia al Santiago Bernabéu si è trasformata in un incubo, con una rimonta subita dal Real Madrid che ha lasciato pesanti strascichi polemici. La squadra francese, prima con le parole del suo allenatore Roberto De Zerbi e poi con la rabbia lucida del direttore sportivo Mehdi Benatia, ha manifestato tutto il proprio disappunto per un arbitraggio ritenuto decisivo e ingiusto.

La serata era iniziata nel migliore dei modi per l’OM, passato in vantaggio con un gol dell’ex juventino Timothy Weah e trovatosi poi in superiorità numerica per l’espulsione diretta (decretata con l’ausilio del VAR) di Carvajal. Con la partita in pugno e contro un avversario in dieci uomini, la strada sembrava in discesa. Invece, le Merengues hanno ribaltato il risultato grazie a due calci di rigore, entrambi trasformati da Kylian Mbappé. A scatenare la furia del Marsiglia è stato in particolare il secondo penalty, concesso per un tocco di mano di Facundo Medina, scivolato a terra nel tentativo di contrastare un dribbling di Vinicius.

L’episodio ha innescato un doloroso déjà vu in Mehdi Benatia. L’ex difensore, oggi dirigente, si è rivisto protagonista di un incubo simile a quello vissuto nel 2018 con la maglia della Juventus, quando un rigore fischiato dall’arbitro Oliver per un contatto in area proprio con Carvajal costò l’eliminazione ai bianconeri.

«È un rigore molto difficile da accettare, ma l’ho già vissuto sette anni fa (ndr Juve-Real Madrid). Non sono venuto qui per sette anni, torno e vado via con lo stesso sentimento. Vedo il mio giocatore che tocca la palla, fa un entrata anche giusta sul pallone. E’ vero che ha il braccio lì, ma o glielo tagliamo o diventa difficile da evitare».

Il dirigente marocchino ha poi aggiunto, senza voler alimentare complotti ma lasciando trasparire tutta la sua amarezza: «Se è una casualità o il peso del Bernabeu? Non lo so, non posso fare questo tipo di considerazione. Dico solo che è un rigore molto difficile da accettare per me che sono un difensore. Ha il braccio a terra per la scivolata, non so come può evitare il pallone. Ovviamente mi brucia perdere così, ma non voglio entrare in certe polemiche».

Infine, Benatia ha riassunto la frustrazione di tutta la squadra: «È deludente ritrovarci in undici contro dieci con la partita in mano e vedere che ci sfugge. È anche deludente ricevere un rigore del genere. Non dico che sia inventato, ma mi sembra molto severo. Facundo (Medina, ndr) tocca la palla con il piede e poi con il braccio, ma è nel bel mezzo di un contrasto. Perdere così è frustrante».

San Siro a Inter e Milan: le cifre e le clausole che blindano l’accordo

San Siro a Inter e Milan: le cifre e le clausole che blindano l’accordo: la giunta del Comune di Milano ha approvato la delibera

Dopo mesi di trattative e dibattiti, arriva la svolta storica per il futuro dello stadio di San Siro. La giunta del Comune di Milano ha ufficialmente approvato la delibera che dà il via libera alla vendita dell’iconico stadio e delle aree circostanti ai club Inter e Milan. Si tratta di un passo fondamentale che segna l’inizio di una nuova era per il calcio milanese e per uno dei templi dello sport mondiale.

L’annuncio è stato dato in conferenza stampa dalla vice sindaca Anna Scavuzzo, che ha ereditato e portato a termine il complesso dossier. «La giunta ha esaminato favorevolmente la proposta che arriverà in commissione e in consiglio», ha dichiarato, sottolineando il «lavoro importante» e il «continuo dialogo» con il consiglio comunale che ha permesso di definire il percorso. La delibera è passata con un solo voto contrario, quello di Elena Grandi (Europa Verde), e ora affronterà l’iter nelle commissioni consiliari prima di approdare in aula per il voto definitivo la prossima settimana.

I dettagli di un accordo blindato

L’offerta congiunta presentata da Inter e Milan, valida fino al 30 settembre, ammonta a 197 milioni di euro più IVA. Da questa cifra, come riporta Calcio e Finanza, potranno essere dedotti fino a 22 milioni per i costi di bonifica e la rimozione del tunnel Patroclo. Il Comune, tuttavia, ha voluto proteggere l’interesse pubblico inserendo clausole molto stringenti. La più importante prevede che, in caso di mancato rispetto delle condizioni, l’intera area torni di proprietà pubblica senza alcun onere per l’amministrazione. Inoltre, per i prossimi quindici anni, i club dovranno mantenere il controllo effettivo della società acquirente. Sono stati introdotti anche robusti meccanismi anti-speculazione: in caso di cessione entro cinque anni, il prezzo dovrà essere integrato, e il Comune godrà di un diritto di prelazione qualora il valore scendesse sotto una determinata soglia.

Un cronoprogramma fino al 2035

Il progetto si svilupperà su un arco temporale di oltre dieci anni:

  • 2026: Presentazione del progetto di fattibilità.
  • 2027-2030: Costruzione del nuovo stadio e delle infrastrutture collegate.
  • 2031: Inizio della parziale demolizione e messa in sicurezza dell’attuale stadio Meazza.
  • 2032-2035: Completamento dell’intero comparto plurifunzionale che sorgerà nell’area.

Rigore Nkunku non concesso, Open Var svela il dialogo della decisione sbagliata in Milan-Bologna

Rigore Nkunku non concesso, Open Var svela il dialogo della decisione sbagliata in Milan-Bologna. Ecco la spiegazione del designatore Rocchi

Dopo una lunga attesa, è tornato ufficialmente “Open Var”, il programma di Dazn in cui l’AIA si mette in gioco, offrendo trasparenza attraverso l’ascolto delle comunicazioni audio tra l’arbitro in campo e la sala VAR relative agli episodi più dicussi di ogni giornata di Serie A.

La nuova stagione del format riparte dalla 3ª giornata di campionato, un turno che ha offerto due episodi chiave in due partite di cartello. Il primo è il contatto tra Bonny e Thuram che ha preceduto il gol del 4-3 della Juventus nel derby d’Italia vinto contro l’Inter. Il secondo, analizzato nel dettaglio, è il lungo check sul calcio di rigore prima concesso e poi revocato al Milan contro il Bologna, per un presunto fallo subito da Nkunku.

Il dialogo tra arbitro esSala VAR in Milan-Bologna

Ecco la trascrizione della comunicazione audio relativa all’episodio di Nkunku, che ha portato alla revoca del penalty.

Arbitro: «Buono buono buono per me petto»

Arbitro: «Per me niente»

Var: «Riguardiamocela tutta ha fischiato fallo per il contatto con Lucumì»

Var: «Lui è buono perfetto. Il controllo di petto è regolare»

Var: «Lui lascia andare qui. La tocca di mano, ma fai vedere il contatto. Non questo, ha fischiato quello dopo di Freuler».

Var: «Ma dove lo prende? Ha il piede fermo, è l’attaccante che lo prende».

Var e Avar: «Se ti faccio vedere quello prima? Qui è l’attaccante che allarga la gamba. Cerca lui il contrasto e non è niente»

Var: «Torniamo su quello dopo perché secondo me non è calcio di rigore e voglio delle telecamere belle. Ha già il piede a terra ed è lui che lo calcia»

DIALOGO CON L’ARBITRO: 

Var: «Io te lo farei rivedere perché il difendente ha il piede a terra ed è lui che lo calcia»

Arbitro al Var: «Non è che è l’8….».

Var: «Ma ha già il piede a terra».

Arbitro: «Ok».

La spiegazione del designatore Rocchi

Al termine della clip, il designatore arbitrale Gianluca Rocchi ha fornito la valutazione ufficiale dell’AIA, evidenziando le criticità nella gestione dell’episodio.

«L’episodio è molto complesso, potremmo parlare per un’ora. Parto dalla fine, la parte del rigore tolto è corretta. Ci sono per due problemi di fondo. Il primo è che non considerano rigore il primo e il primo per noi è sempre rigore. Il secondo è che non lasciano aperta l’APP per far rivedere all’arbitro l’intera azione focalizzandosi solo sul secondo episodio. Quello per noi non è da penalizzare perché il giocatore ha già il piede per terra. Sicuramente qui il var è stato un po’ troppo insistente e per noi alla fine la decisione finale deve essere dell’arbitro di campo. Se avessimo lavorato bene questa clip veniva un capolavoro. Avremmo avuto un perfetto esempio regolamentare togliendo il secondo errore e cambiando la scelta sul primo. L’errore è aver gestito solo il secondo episodio. Parto dall’inizio l’arbitro doveva fischiare il primo rigore in campo. Poi bisognava revisionare l’intero episodio e non solo la seconda parte».

Calcio femminile, PSG disposto a pagare la clausola di Putellas che rifiuta… Per ora

Calcio femminile, PSG disposto a pagare la clausola di Putellas che rifiuta… Per ora Alexia resta a Barcellona, ma non è escluso addio nel 2026

Non c’è pace in casa Barcellona femminile, e la tempesta più grande si è scatenata a sole 48 ore dalla chiusura delle trattative. La protagonista è la figura più iconica del club: la capitana e due volte Pallone d’Oro Alexia Putellas. Una potentissima offerta del Paris Saint-Germain ha rischiato di strappare la leggenda blaugrana alla sua squadra, creando una telenovela ad alta tensione che ha tenuto con il fiato sospeso l’intero mondo del calcio femminile. A riportare il tutto è Mundo Deportivo.

L’offensiva del club parigino è stata totale: un contratto quadriennale a cifre nettamente superiori a quelle attuali e la piena disponibilità a pagare la clausola rescissoria per evitare qualsiasi tipo di negoziazione con il Barcellona. Per Alexia, 31 anni, si è trattato di un bivio cruciale: da un lato, l’ultimo, ricchissimo contratto della carriera in un altro top club europeo; dall’altro, la lealtà verso la maglia che indossa da una vita.Il Barcellona, pur consapevole dell’importanza capitale di Alexia, ha messo in chiaro fin da subito di non poter e non voler pareggiare l’offerta. La posizione del club è rimasta ferma: la giocatrice era stata appena rinnovata fino al 2026 e non sarebbe partita se non tramite il pagamento della clausola. Pur considerandola una leggenda, la dirigenza ha ammesso di comprendere che un’offerta del genere potesse farla riflettere.


Il vertice e la scelta di cuore

La svolta è arrivata mercoledì, durante un incontro al vertice tra i rappresentanti del club e l’entourage della giocatrice. Dopo giorni di intense riflessioni, Alexia Putellas ha comunicato la sua decisione finale: rifiutare la proposta del PSGe continuare la sua storia con il Barcellona. Nel colloquio, il club le ha ribadito la sua centralità nel progetto, definendola insostituibile.Dall’incontro è emerso però anche un importante patto per il futuro. Per evitare che una figura del suo calibro potesse un giorno andarsene tramite un freddo “clausulazo”, il club ha stretto un accordo verbale e non scritto con la giocatrice: qualora lo desiderasse, la società si impegna a facilitare un addio amichevole nell’estate del 2026, senza far valere l’anno opzionale presente nel suo contratto.

La decisione di Alexia chiude una delle telenovele più intense di fine mercato. Nonostante la tentazione parigina e il patto verbale per un potenziale addio futuro, la capitana rimarrà al Barcellona almeno fino all’estate del 2026, onorando il suo contratto e confermando il suo indissolubile legame con il club.

Cassano: «Quella squadra darà filo da torcere in Champions League. Merito anche del tecnico»

Cassano: «Napoli fortissimo, ma occhio al City. Donnarumma? Prestazione da leader»

L’ex fantasista della Nazionale Antonio Cassano, noto per i suoi commenti schietti e mai banali, ha analizzato la sfida tra Manchester City e Napoli, concentrandosi su alcuni protagonisti della gara e, in particolare, sul rendimento del portiere Gianluigi Donnarumma. Durante un intervento nel suo consueto spazio online, Cassano ha espresso ammirazione per la qualità della squadra partenopea, senza però nascondere il rispetto per il club inglese guidato da Guardiola.

«Il Napoli è una squadra fortissima, l’arrivo di Antonio Conte ha dato una nuova anima e un’identità precisa. Però non dobbiamo dimenticarci che affrontano il Manchester City, che da anni gioca il miglior calcio d’Europa. Se gli inglesi girano come sanno, sarà durissima per chiunque».

Cassano, da grande conoscitore del gioco offensivo, ha poi analizzato le caratteristiche dei nuovi innesti azzurri e il valore aggiunto di alcuni elementi chiave:

«Mi piacciono i nuovi attaccanti del Napoli, hanno fisicità e tecnica. Ma il vero salto di qualità lo possono fare solo se ritrovano la fantasia che avevano con Insigne e Mertens. Politano sta crescendo tanto, e con Di Lorenzo formano una coppia affidabile. Però serve una scintilla in più».

Inevitabile poi il commento su Donnarumma, che Cassano ha voluto elogiare senza riserve:

«Lui è uno dei portieri più forti al mondo, e l’ha dimostrato anche contro il Napoli. Ha fatto interventi importanti, ha guidato la difesa con autorità. Quando sta bene mentalmente, è un vero leader. In passato l’ho criticato per alcune scelte, ma oggi ha fatto una partita da grande campione».

In chiusura, Cassano ha parlato anche dell’atteggiamento mentale necessario per affrontare una partita di questo livello:

«In queste partite serve testa, esperienza e sangue freddo. Conte lo sa bene, e se il Napoli riuscirà a gestire i momenti difficili, potrà dire la sua anche contro una corazzata come il City. Ma deve essere perfetto in ogni reparto».

Ancora una volta, le parole di Cassano dividono i tifosi ma confermano la sua capacità di lettura del calcio, sempre diretta, spesso provocatoria, ma mai banale. La sua opinione, anche oggi, non è passata inosservata.

Verona, aggiornamenti importanti sull’infortunio di quel giocatore gialloblu

Calciomercato Verona: aggiornamenti su infortuni e rientri in vista della Juve

In casa Hellas Verona, le novità non arrivano solo dal fronte del Calciomercato Verona, ma anche dall’infermeria. La squadra gialloblù si sta preparando alla sfida contro la Juventus, ma deve fare i conti con diverse assenze importanti. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il difensore argentino Nicolas Valentini, arrivato in estate dalla Fiorentina, è vicino al rientro dopo una lesione muscolare. Tuttavia, il suo recupero non sarà abbastanza rapido per permettergli di scendere in campo contro i bianconeri.

Le condizioni di Valentini sono comunque un segnale positivo per la difesa del Verona, che spera di poter contare su di lui nel breve periodo. Il suo arrivo durante il Calciomercato Verona è stato uno dei colpi pensati per rinforzare il reparto arretrato, e il suo rientro potrebbe offrire soluzioni importanti al tecnico.

Non ci saranno invece buone notizie per l’attacco: Duván Mosquera, giovane punta colombiana, resterà ai box dopo l’intervento chirurgico per un’appendicite. I tempi di recupero non sono brevi, e l’Hellas dovrà fare a meno della sua esplosività ancora per diverse settimane.

A centrocampo, la situazione è ancora da valutare. Harroui ha saltato l’ultima gara contro la Cremonese a causa di un risentimento muscolare, mentre Fallou Cham ha riportato una distorsione alla caviglia durante la sfida con la Lazio. Entrambi sono in dubbio per la prossima gara, e il loro stato di forma sarà monitorato giorno per giorno. Anche se non si tratta di infortuni gravi, lo staff medico del Verona preferisce non forzare i tempi.

Sul fronte delle buone notizie, il tecnico può sorridere per le condizioni di Fresneda e Akpa-Akpro, usciti anzitempo nell’ultima partita a causa di lievi fastidi fisici. Entrambi, secondo le ultime indicazioni, saranno regolarmente a disposizione per la sfida contro la Juventus.

Intanto, le voci di Calciomercato Verona continuano a circolare. Con la sessione di gennaio sempre più vicina, la dirigenza valuta nuovi innesti per rinforzare una rosa messa a dura prova dagli infortuni. Le prossime settimane saranno cruciali, sia sul campo che nelle strategie di mercato.


Donnarumma sicuro: «Affronteremo il Napoli alla pari. Futuro in Italia? Dico che…»

Donnarumma elogia il Napoli e non chiude le porte al futuro: “Tutto può succedere”

Durante la conferenza stampa della vigilia della sfida tra Manchester City e Napoli, il protagonista inatteso è stato Gianluigi Donnarumma. Il portiere della Nazionale italiana, attualmente in forza ai Citizens, ha parlato a lungo degli azzurri e delle difficoltà che la sua squadra si troverà ad affrontare. Non sono mancate dichiarazioni interessanti anche sul suo possibile futuro, con un accenno al Napoli che ha immediatamente fatto rumore tra i tifosi partenopei.

Alla domanda su quanto sia complicato affrontare il Napoli, Donnarumma ha risposto con grande rispetto per il club e soprattutto per il tecnico:

«Le vere difficoltà arrivano dalla preparazione di Antonio Conte, so benissimo come lavora. Sarà una gara tosta, sia in fase difensiva che offensiva. Il Napoli si difende bene e in attacco ha nuovi innesti molto interessanti, che provengono dalla Premier League e sanno come affrontare una squadra come il City. Dovremo restare concentrati per tutti i 95 minuti».

Il portiere italiano ha anche sottolineato il suo legame con alcuni giocatori della squadra partenopea:

«Conosco bene Politano e Di Lorenzo, con cui ho un ottimo rapporto anche in Nazionale. Cercherò di dare indicazioni utili alla mia difesa, ma so che non sarà semplice fermarli».

A chi gli chiedeva dove potesse arrivare il Napoli in questa edizione della Champions League, Donnarumma ha risposto con parole d’ammirazione:

«Il Napoli è una squadra fortissima, può arrivare molto lontano. Mi auguro che faccia strada, anche perché sono legato alla città e ho sempre avuto grande affetto per i tifosi. Non voglio fare pronostici per scaramanzia, ma mi auguro resti in competizione il più a lungo possibile».

Ma è stata la domanda finale a rubare la scena: potrà mai vestirsi davvero d’azzurro, stavolta per il Napoli? La risposta di Donnarumma ha lasciato aperti molti scenari:

«Vediamo… tutto può succedere».

Parole che non suonano come una chiusura, anzi: lasciano intendere che in futuro Donnarumma potrebbe prendere in considerazione un approdo al Napoli, magari per un ritorno in Serie A da protagonista.

Allenamento Genoa, le ultime novità in casa rossoblu dopo la sessione. Il punto

Allenamento Genoa: ripresa immediata dopo il rientro da Como, assenti Cornet e Onana

Dopo la sfida in trasferta contro il Como, il Genoa non ha perso tempo: nonostante il rientro a Genova nella notte, questa mattina a Villa Rostan era già tutto pronto per una nuova seduta. L’allenamento del Genoa, organizzato dal tecnico Patrick Vieira, si è svolto regolarmente al “Pio” sotto gli occhi attenti dello staff e con una visita d’eccezione: quella del Commissario Tecnico Gennaro Gattuso, presente in sede per motivi istituzionali.

Come di consueto dopo un impegno ravvicinato, la seduta è stata modulata su due gruppi. I calciatori che non hanno preso parte alla partita di Como, o che sono subentrati solo per pochi minuti, hanno svolto un lavoro completo, con esercitazioni tattiche, partitelle a campo ridotto e focus sulla fase di costruzione. Per loro l’allenamento del Genoa è stato intenso, mirato a mantenere alto il ritmo in vista del prossimo impegno.

Discorso diverso, invece, per chi ha giocato gran parte dei minuti al Sinigaglia: per questi elementi, lo staff ha predisposto un programma di scarico e defaticamento tra palestra e campo, utile a favorire il recupero fisico in vista della prossima sfida in calendario, in programma contro il Bologna.

Restano invece indisponibili Cornet e Onana, entrambi ancora alle prese con programmi di recupero personalizzati. I due calciatori proseguono nel percorso di riabilitazione fisica e non saranno convocabili per la trasferta al Dall’Ara. Lo staff medico rossoblù monitora quotidianamente le loro condizioni, ma difficilmente potranno rientrare prima della sosta.

Intanto, buone notizie arrivano dal fronte disciplinare: nessuna squalifica è stata inflitta dal Giudice Sportivo dopo l’ultima giornata di campionato. Vieira potrà quindi contare su quasi tutta la rosa a disposizione, fatta eccezione per i due infortunati già citati.

L’allenamento del Genoa ha confermato una squadra concentrata e determinata a tornare subito al successo. Lo staff tecnico vuole mantenere alta l’intensità, consapevole che la trasferta contro il Bologna sarà un banco di prova importante per testare la continuità e la solidità del gruppo.

Con lo sguardo puntato già al weekend, il Genoa continua a lavorare con determinazione: ogni seduta, ogni dettaglio, può fare la differenza.

Napoli, l’ex Trotta sicuro: «Quel giocatore è veramente un TOP. Può veramente fare la differenza»

Napoli, Ivano Trotta esalta Hojlund: «Giocatore da top club, acquisto azzeccato»

L’ex calciatore del Napoli, Ivano Trotta, è intervenuto ai microfoni di 1 Station Radio per commentare l’andamento della squadra azzurra e, in particolare, l’impatto del nuovo centravanti Rasmus Hojlund. Le sue parole, riportate da TuttoNapoli.net, lasciano trasparire grande entusiasmo per le qualità del giovane attaccante danese, definito un vero affare per il club partenopeo.

«Hojlund è un giocatore straordinario. Contro la Fiorentina mi ha davvero impressionato: ha mostrato qualità incredibili» ha dichiarato Trotta. «I 40-45 milioni spesi dal Napoli per lui sono giustificati. Parliamo di un ragazzo con grandissimo potenziale, anche se è vero che Vlahovic rappresentava una scelta più pronta nell’immediato.»

Secondo l’ex centrocampista, però, il Napoli ha comunque fatto la scelta giusta: «Alla fine credo che le cose siano andate molto bene. Hojlund ha dimostrato di essere già un calciatore fortissimo. In soli 14 minuti è riuscito a segnare un gol da grande attaccante, leggendo alla perfezione il passaggio verticale di Spinazzola e restando in gioco. Non era affatto semplice. Ha gestito il corpo in modo perfetto, resistendo al rientro del difensore e mantenendo la lucidità per calciare vicino al palo. Sono movimenti da top player.»

Oltre alla freddezza sotto porta, Trotta ha sottolineato un’altra caratteristica che rende Hojlund prezioso per il gioco del Napoli: «Quello che mi ha colpito più di tutto è stata la sua capacità di far salire la squadra. Quando il Napoli verticalizzava, lui era sempre pronto a ricevere, a proteggere palla e a far respirare i compagni. Il difensore non riusciva mai ad anticiparlo, e questo è fondamentale in una squadra che gioca in velocità.»

L’ex giocatore ha concluso ribadendo l’efficacia dell’investimento: «Per me, il Napoli lo ha pagato anche poco rispetto al valore che potrà raggiungere. È giovane, forte e con margini di crescita enormi. Ancora una volta la società ha dimostrato lungimiranza e competenza nel fare mercato.»

Il giudizio di Trotta rappresenta un segnale positivo per i tifosi del Napoli, che possono guardare con ottimismo al futuro del proprio reparto offensivo. Con Hojlund, il club partenopeo sembra aver trovato un nuovo punto di riferimento per l’attacco.

Allenamento Lecce, continua la preparazione in vista della gara contro il Cagliari. Le novità

Allenamento Lecce: continua la preparazione in vista della sfida contro il Cagliari

Prosegue senza sosta la preparazione del Lecce in vista della delicata sfida di venerdì sera contro il Cagliari, valida per la 4ª giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/26. La squadra giallorossa si è ritrovata questa mattina al Centro Sportivo di Martignano, dove ha svolto una nuova seduta di lavoro per affinare i meccanismi in vista dell’impegno casalingo al Via del Mare.

Il programma odierno di allenamento del Lecce ha visto il gruppo impegnato in esercitazioni tattiche e prove situazionali, con l’obiettivo di migliorare la fase difensiva e la rapidità nelle transizioni. Il tecnico sta lavorando attentamente su ogni dettaglio, consapevole dell’importanza della partita contro una diretta concorrente per la salvezza come il Cagliari.

Non tutte le notizie sono però positive: anche oggi, Jean è rimasto assente dall’allenamento, e non sarà disponibile per la sfida del weekend. Continuano invece con il lavoro personalizzato sia Marchwiński che Pierret, i quali stanno cercando di recuperare dai rispettivi problemi fisici. Entrambi rimangono in dubbio per il match di venerdì, e solo dopo la rifinitura si capirà se potranno essere inseriti nella lista dei convocati.

Proprio la seduta di rifinitura è in programma domani mattina, questa volta al Via del Mare e rigorosamente a porte chiuse. Si tratterà dell’ultimo allenamento del Lecce prima della partita, un appuntamento decisivo per le scelte finali del tecnico, che potrebbe anche riservare qualche sorpresa nell’undici titolare.

Nel frattempo, lo staff atletico sta monitorando attentamente le condizioni di tutti i calciatori, con particolare attenzione al recupero fisico dopo le prime fatiche stagionali. La squadra è chiamata a dare una risposta convincente dopo le ultime prestazioni e il lavoro svolto negli ultimi giorni durante ogni allenamento del Lecce lascia trasparire una concentrazione altissima.

L’atmosfera è carica, la posta in gioco è importante e l’obiettivo è uno solo: conquistare i tre punti davanti ai propri tifosi e dare continuità al percorso in campionato. Tutto passerà, però, da una prestazione solida e organizzata, che nasce – come sempre – dal lavoro quotidiano sul campo.

Guardiola sicuro: «Affronteremo una squadra con un grande allenatore. De Bruyne? Dico che…»

Guardiola elogia il Napoli e De Bruyne: «Conte un top, sarà una partita durissima»

Il tecnico del Manchester City, Pep Guardiola, è intervenuto oggi in conferenza stampa per presentare la sfida di Champions League contro il Napoli, guidato dall’ex Premier League Antonio Conte e con in rosa il grande ex Kevin De Bruyne. L’allenatore catalano ha risposto a una serie di domande su giocatori, avversari e calendario, mostrando come sempre il suo consueto mix di rispetto e lucidità tattica.

Incontrerà De Bruyne?
«Dopo la partita sicuramente lo incontrerò… Per me il suo impatto non è una sorpresa. I giocatori del suo livello si adattano velocemente. Sapevo che non avrebbe avuto bisogno di tempo per dimostrare il suo valore anche in Serie A», ha dichiarato Guardiola, visibilmente soddisfatto del percorso del suo ex pupillo.

Non sono mancati elogi anche per Donnarumma, oggi punto fermo del Napoli:
«Viene da tanti anni ad alti livelli e, a 26 anni, è già un portiere top. Abbiamo sempre avuto grandi portieri, ma Gigio sta facendo la differenza anche qui».

Sulla crescita esponenziale di McTominay dopo l’addio al Manchester United, Guardiola ha aggiunto:
«Ha trovato la sua dimensione. Quando una squadra vince lo scudetto, significa che tutti i giocatori hanno dato il massimo».

Grande rispetto anche per il collega Antonio Conte, capace di rilanciare un Napoli reduce da una stagione deludente:
«Conte è un allenatore di altissimo livello, ovunque è andato ha fatto bene. Non sono affatto sorpreso dal suo impatto. Mi ha fatto soffrire già al Chelsea e al Tottenham, e domani sarà lo stesso».

Alla domanda su eventuali priorità tra le varie competizioni, Guardiola è stato chiaro:
«La priorità è sempre la prossima partita. Non puoi scegliere tra Champions e campionato. Ogni gara va presa sul serio. Ora penso solo al Napoli. Dopo ci sarà l’Huddersfield, che sarà la partita più importante della mia carriera… fino alla prossima».

Infine, sull’eventuale “sottrazione” di un giocatore al Napoli, Guardiola ha concluso con diplomazia:
«Io sono felice della mia squadra. Il Napoli è forte, ma anche noi lo siamo».

Fazzini, la Fiorentina ha bisogno di lui per risollevarsi! Stefano Pioli potrebbe utilizzarlo così

Fiorentina, Fazzini torna in forma: un’opzione offensiva importante per Pioli

Nel reparto offensivo della Fiorentina si attendono novità importanti. Dopo alcune prestazioni convincenti, Fazzini è ora nelle migliori condizioni fisiche e tecniche, e l’allenatore Pioli potrebbe presto affidargli un ruolo più da protagonista. Il giovane attaccante ha dimostrato di essere una risorsa preziosa per dare profondità e imprevedibilità al gioco viola, caratteristiche che la squadra sta cercando per migliorare l’efficacia offensiva.

Secondo quanto riportato da La Nazione, il tecnico della Fiorentina non può più permettersi di tenerlo in panchina, specialmente considerando il bisogno di sfruttare al meglio la forza fisica e l’esuberanza di giocatori come Kean. Fazzini, infatti, potrebbe rappresentare il tassello ideale per liberare il potenziale dei compagni, grazie alle sue verticalizzazioni rapide e al dinamismo nei duelli a campo aperto.

In questa fase, la Fiorentina deve gestire anche il recupero di Gudmundsson, che sta lavorando per superare l’infortunio alla caviglia e si prevede che sarà disponibile per la prossima partita. Tuttavia, l’attenzione principale è concentrata su chi è già pronto a dare il massimo in campo, e Fazzini si è messo in evidenza proprio per questo motivo. La sua crescita è vista con ottimismo da tutto l’ambiente viola.

Il contributo di Fazzini alla Fiorentina può essere fondamentale per aumentare la profondità del gioco offensivo, creando spazi e permettendo a giocatori più fisici come Kean di esprimersi al meglio. La sua capacità di muoversi tra le linee e di supportare l’attacco rende il reparto offensivo più vario e meno prevedibile, un aspetto chiave per affrontare le sfide di un campionato competitivo come la Serie A.

Pioli, dunque, ha a disposizione un giocatore che può fare la differenza nelle prossime gare, specialmente quando la squadra ha bisogno di ritrovare ritmo e incisività. Con Fazzini in campo, la Fiorentina potrà puntare su una soluzione tattica in più, che potrebbe risultare decisiva per il prosieguo della stagione.

In conclusione, il ritorno al top della forma di Fazzini rappresenta una buona notizia per la Fiorentina e per i tifosi, che sperano di vedere presto il giovane attaccante protagonista in maglia viola.

Designazioni Serie A, le scelte in vista della giornata numero 4. L’elenco

Designazioni Serie A: gli arbitri della 4ª giornata, Sozza per Lazio-Roma, Doveri dirige Udinese-Milan

La FIGC ha ufficializzato le designazioni arbitrali per la 4ª giornata del campionato di Serie A 2025/26, in programma da venerdì 19 a lunedì 22 settembre. Come sempre, sono stati resi noti i nomi di arbitri, assistenti, IV ufficiali, VAR e AVAR che dirigeranno i match del turno. Tra le sfide più attese spicca Lazio-Roma, il Derby della Capitale, che sarà diretto da Simone Sozza, tra i fischietti più affidabili del panorama nazionale.

Vediamo nel dettaglio tutte le designazioni Serie A di questa giornata.

Venerdì 19 settembre

  • Lecce – Cagliari (ore 20:45):
    Arbitro: Zufferli
    Assistenti: Di Gioia – Yoshikawa
    IV ufficiale: Tremolada
    VAR: Gariglio
    AVAR: Serra

Sabato 20 settembre

  • Bologna – Genoa (15:00):
    Arbitro: Collu
    Assistenti: Moro – Luciani
    IV: J.L. Sacchi
    VAR: Maggioni
    AVAR: Chiffi
  • Hellas Verona – Juventus (18:00):
    Arbitro: Rapuano
    Assistenti: Dei Giudici – Bahri
    IV: Calzavara
    VAR: Aureliano
    AVAR: Massa
  • Udinese – Milan (20:45):
    Arbitro: Doveri
    Assistenti: Cecconi – Scatragli
    IV: Di Marco
    VAR: Meraviglia
    AVAR: Maresca

Domenica 21 settembre

  • Lazio – Roma (12:30):
    Arbitro: Sozza
    Assistenti: Baccini – Vecchi
    IV: Ayroldi
    VAR: Di Paolo
    AVAR: Massa
  • Torino – Atalanta (15:00):
    Arbitro: Colombo
    Assistenti: Zingarelli – Bianchini
    IV: Arena
    VAR: Guida
    AVAR: Maresca
  • Cremonese – Parma (15:00):
    Arbitro: La Penna
    Assistenti: Rossi M. – Rossi C.
    IV: Allegretta
    VAR: Marini
    AVAR: Nasca
  • Fiorentina – Como (18:00):
    Arbitro: Bonacina
    Assistenti: Ldo – Politi
    IV: Feliciani
    VAR: Ghersini
    AVAR: Aureliano
  • Inter – Sassuolo (20:45):
    Arbitro: Marinelli
    Assistenti: Mondin – Rossi L.
    IV: Perri
    VAR: Pezzuto
    AVAR: Chiffi

Lunedì 22 settembre

  • Napoli – Pisa (20:45):
    Arbitro: Crezzini
    Assistenti: Costanzo – Mastrodonato
    IV: Manganiello
    VAR: Mazzoleni
    AVAR: Giua

Le designazioni Serie A di questa giornata vedono il coinvolgimento di arbitri di grande esperienza, affiancati da team di supporto affidabili per garantire la regolarità e il corretto svolgimento di ogni partita.

Convocati PSG, la lista di Luis Enrique. Ci saranno Dembele e Kvaratskhelia? Le ultime novità

Convocati PSG: Kvaratskhelia c’è, fuori Dembele per la sfida contro l’Atalanta

Il Paris Saint-Germain ha ufficializzato la lista dei convocati per il debutto stagionale in Champions League contro l’Atalanta, e non mancano le sorprese. Il tecnico Luis Enrique ha infatti incluso Khvicha Kvaratskhelia tra i convocati del PSG, nonostante le sue condizioni fisiche non siano ancora al 100%. Rimane invece escluso Ousmane Dembele, che non prenderà parte alla trasferta europea.

Il club parigino, campione d’Europa in carica, affronta una delle sfide più attese della prima giornata di Champions, e l’elenco dei convocati del PSG mostra sia conferme che assenze importanti. In porta, ci sarà la consueta rotazione tra Chevalier, Safonov e il giovane Marin. Tutti e tre sono pronti a contendersi una maglia da titolare, anche se Safonov parte favorito.

In difesa, Luis Enrique potrà contare su elementi di grande esperienza e qualità. I convocati del PSG includono Hakimi, Marquinhos, Lucas Hernandez, Zabarnyi, Nuno Mendes e Pacho. Una linea difensiva solida, fondamentale per affrontare l’aggressività dell’attacco atalantino.

Il centrocampo dei convocati PSG è un mix di tecnica e dinamismo. Presenti Fabian Ruiz, Vitinha, il giovane talento Mayulu, Zaire-Emery e il nuovo arrivato Joao Neves, che ha impressionato fin dai primi allenamenti. Sarà interessante vedere quale combinazione sceglierà Luis Enrique per gestire il pressing avversario.

Nel reparto offensivo, tra i convocati del PSG spicca la presenza di Kvaratskhelia, il cui recupero lampo rappresenta una buona notizia per i tifosi. Assente invece Dembele, la cui esclusione non era attesa. Completano il pacchetto offensivo Gonçalo Ramos, Lee Kang-In, Barcola e il giovane Mbaye, pronto a sfruttare ogni occasione.

L’assenza di Dembele potrebbe aprire spazi per altri esterni offensivi, con Barcola e Lee Kang-In in corsa per una maglia da titolare. La presenza di Mbaye tra i convocati PSG conferma l’attenzione del club verso i giovani talenti del vivaio.

Con una rosa ampia ma non al completo, Luis Enrique dovrà fare scelte precise per affrontare al meglio una squadra come l’Atalanta. La lista dei convocati del PSG mostra un equilibrio tra esperienza, gioventù e talento, ingredienti essenziali per cominciare al meglio il percorso europeo.

Allenamento Bologna, Holm ritorna in gruppo. Nel mezzo però l’infermeria è piena

Allenamento Bologna: Holm torna in gruppo, ma l’infermeria resta piena. La situazione attuale

Buone notizie dall’allenamento del Bologna: Emil Holm è tornato a lavorare con il gruppo dopo il lungo stop causato da un infortunio muscolare al soleo. Lo svedese, arrivato in estate ma ancora a secco di presenze ufficiali, potrebbe rientrare tra i convocati già per la sfida di campionato contro il Genoa. Un recupero importante per il tecnico Vincenzo Italiano, che potrà contare su una pedina in più nella rotazione difensiva, soprattutto in vista dell’imminente debutto in Europa League contro l’Aston Villa.

Durante l’allenamento del Bologna, Holm ha mostrato buoni segnali di tenuta fisica, segnale che il percorso riabilitativo ha dato i suoi frutti. In Europa, il veterano De Silvestri non sarà a disposizione, aprendo così il ballottaggio tra Holm e Zortea per una maglia da titolare sulla fascia destra. L’inserimento graduale dell’ex Spezia sarà comunque gestito con cautela, vista la lunga assenza.

Nonostante il rientro di Holm, la situazione generale dell’infermeria resta delicata. Il difensore Casale continua con il lavoro personalizzato e appare difficile un suo recupero prima del match con il Lecce. Questa assenza costringe Italiano a gestire con attenzione la difesa, affidandosi alla rotazione tra Heggem, Lucumi e Vitik per occupare due posti nel reparto arretrato.

All’allenamento del Bologna di questa settimana mancavano ancora diversi elementi chiave: Immobile, Sulemana e Pobega restano fermi ai box e il loro rientro è previsto solo dopo la sosta di ottobre. Restano da valutare anche le condizioni di Miranda, Dominguez e del neoacquisto Rowe, ancora alle prese con acciacchi fisici o problemi di adattamento.

Nel frattempo, lo staff tecnico spera nella crescita di giocatori come Bernardeschi e Odgaard, finora non ancora determinanti. La squadra ha bisogno di ritrovare compattezza e equilibrio, sia durante le partite sia negli allenamenti. È proprio attraverso un’intensità maggiore nell’allenamento del Bologna che Italiano vuole preparare al meglio il doppio impegno tra campionato e coppe.

Con una rosa da gestire tra infortuni e impegni ravvicinati, ogni seduta di allenamento del Bologna diventa cruciale per trovare soluzioni, migliorare la condizione atletica e tornare alla vittoria.

Moviola Juventus-Borussia: i giornali d’accordo con Tudor. Rigore netto non concesso ai bianconeri

Moviola Juventus Borussia: i giornali d’accordo con Tudor. Rigore netto non concesso ai bianconeri nel primo tempo della sfida di Champions

Una serata di calcio folle e spettacolare, macchiata però da una polemica arbitrale destinata a far discutere a lungo. La Juventus agguanta un pareggio quasi insperato all’Allianz Stadium, recuperando due gol oltre il novantesimo in una partita pirotecnica. Eppure, al triplice fischio, la gioia per la rimonta lascia spazio alla rabbia per un episodio chiave che avrebbe potuto cambiare il corso del match. A dare fuoco alle polveri è stato il tecnico bianconero, Igor Tudor, che in conferenza stampa non ha usato mezzi termini per esprimere la sua frustrazione. «L’arbitro ci ha danneggiati, c’era un rigore per la Juventus nel primo tempo per fallo di mano. Il loro non era rigore», ha tuonato l’allenatore, puntando il dito contro la direzione di gara.

Il giorno dopo, l’analisi della moviola da parte dei principali quotidiani sportivi italiani è unanime e dà piena ragione al tecnico della Juventus. Tutti sono concordi: mancava un rigore solare ai bianconeri. Secondo Tuttosport, l’episodio è inequivocabile. «Anton tocca il pallone con il braccio prima del colpo di testa di Kelly. Rigore netto: il braccio così in alto, in quella posizione, è innaturale. Kelly si appoggia, ma non lo sbilancia e non fa fallo».

Ancora più dura e dettagliata è l’analisi del Corriere dello Sport, che critica aspramente l’operato dell’arbitro francese Letexier, fischietto della finale di Euro 2024. Il quotidiano ricostruisce l’azione e smonta ogni possibile dubbio. «Anton salta, dietro di lui Kelly, il difensore del Borussia ha il braccio destro altissimo e colpisce per primo il pallone, che sbatte su Kelly e a quel punto si concretizza la posizione di fuorigioco di David. Calcio di rigore enorme, come sia sfuggito a Letexier e soprattutto al VAR è un mistero. La spiegazione della leggera trattenuta sulla spalla di Anton non regge per due motivi: 1) l’assistente alza la bandierina e Letexier fa segno chiaramente di aver fischiato offside; 2) se avesse rilevato quello, doveva fischiare punizione».

Anche La Gazzetta dello Sport si unisce al coro, parlando di un chiaro errore che ha penalizzato la Juventus. Un verdetto compatto da parte della stampa, che trasforma una partita emozionante in un caso arbitrale di primo piano.

Calciomercato Como: supernova Nico Paz, le tre clausole che lo legano al Real Madrid

Calciomercato Como: supernova Nico Paz, le tre clausole che lo legano al Real Madrid. Il futuro del talento argentino sembra segnato

Ogni prodezza di Nico Paz con la maglia del Como, come lo spettacolare gol da fuori area contro il Genoa, è un capolavoro a due facce. Da un lato c’è la gioia dei tifosi lariani, che si godono uno dei talenti più puri della Serie A. Dall’altro, c’è la fredda realtà di un futuro già scritto, orchestrato nei minimi dettagli dal Real Madrid attraverso un contratto blindato da tre clausole strategiche che legano indissolubilmente il giocatore al club spagnolo.

Il cuore di questo accordo è la clausola di “recompra”. Si tratta del diritto di riacquisto a prezzo fisso che il Real può esercitare in finestre di mercato prestabilite. Scaduta l’opzione per il 2025, i Blancos conservano la possibilità di riportare Paz a Madrid per soli 10 milioni di euro nell’estate del 2026 e per 11 milioni nel 2027. Questa è la chiave principale che permette al Real di controllare la situazione: mentre il valore di mercato del giocatore vola verso cifre stimate intorno ai 70 milioni, loro possono riprenderlo a una frazione del costo, rendendo di fatto il Como un prestigioso centro di formazione esterno.

A rafforzare questa posizione dominante c’è la seconda clausola: una percentuale del 50% sulla futura rivendita a un club terzo. Questo significa che, qualora il Como ricevesse un’offerta da un’altra squadra, metà dell’incasso spetterebbe di diritto al Real Madrid. Tale condizione ha un doppio effetto: garantisce a Madrid un enorme profitto anche senza riacquistare il giocatore e, al contempo, riduce drasticamente l’incentivo per il Como a cercare un acquirente, dato che il proprio guadagno sarebbe dimezzato.

Infine, l’architettura contrattuale è completata da un diritto di pareggiare qualsiasi offerta. Se un club presentasse un’offerta ufficiale al Como e questa venisse accettata, il Real Madrid avrebbe l’ultima parola, potendo semplicemente eguagliare la cifra per assicurarsi il giocatore. È la rete di sicurezza definitiva, che impedisce a qualsiasi rivale di soffiare il talento argentino. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport.

Insieme, queste tre clausole trasformano il percorso di Nico Paz in una strategia a “rischio zero” per il Real Madrid, che osserva da lontano la crescita di un suo patrimonio. Per il Como, la presenza di Paz è fonte di visibilità e risultati sportivi, ma con la consapevolezza che ogni sua magia non fa che avvicinare il giorno del suo programmato ritorno a “casa”.

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