Pagina 744 – Calcio News 24

Fiorentina, si prosegue con il Parma per Sohm, sul fronte rinnovi vicino l’accordo con Mandragora

La Fiorentina al lavoro per rinforzare il centrocampo: si tratta con il Parma per Sohm, ma c’è distanza tra domanda e offerta

La Fiorentina accelera per completare il proprio centrocampo in vista della nuova stagione, con l’intento di consegnare a Stefano Pioli una rosa quanto più definita già entro la fine del ritiro al Viola Park. I viola stanno stringendo per Simon Sohm del Parma, mentre si avvicina anche il rinnovo di Rolando Mandragora. Lo riferisce il Corriere dello Sport.

L’attenzione principale in queste ore è su Sohm, mediano svizzero classe 2001 reduce da un’ottima stagione con il Parma: 37 presenze e 4 gol, ma soprattutto tanta fisicità e duttilità. Pioli lo ritiene l’elemento ideale per garantire equilibrio e impatto fisico a un reparto ricco di tecnica ma ancora leggero. La Fiorentina ha già messo sul tavolo un’offerta da 13 milioni, avvicinandosi sensibilmente alla richiesta iniziale dei ducali, che ne chiedevano 20. La distanza è colmabile con bonus legati a rendimento e presenze, e tra oggi e il weekend le due società proveranno a trovare l’intesa definitiva.

Nel frattempo si lavora anche sul fronte rinnovi. Rolando Mandragora, nonostante qualche esitazione iniziale e l’interesse concreto del Betis Siviglia, è pronto a prolungare la sua avventura in viola. Il club di Rocco Commisso ha respinto senza esitazioni un’offerta da 4 milioni arrivata dagli spagnoli, blindando il centrocampista napoletano con un accordo che sarà esteso fino al 2029, con possibile opzione per un’ulteriore stagione.

Pioli, quindi, potrebbe presto ritrovarsi con sei centrocampisti a disposizione per affrontare le amichevoli internazionali contro Leicester, Nottingham Forest e Manchester United. Test importanti non solo per definire le gerarchie interne, ma anche per valutare l’eventuale necessità di un regista puro, ipotesi che resterebbe in piedi qualora dalle partite inglesi emergessero segnali chiari in tal senso. Per ora, però, le priorità sono chiare: chiudere per Sohm e blindare Mandragora.

Thorsby Genoa: «Voglio continuare ad aiutare la squadra; nazionale? Non mi aspettavo il 3-0 all’Italia, ora sogniamo il mondiale»

Le parole di Morten Thorsby, centrocampista del Genoa e della nazionale norvegese, sugli obiettivi della prossima stagione tra club e nazionale

Morten Thorsby guarda avanti con determinazione. Dopo una stagione di adattamento, il centrocampista norvegese vuole alzare l’asticella e diventare un punto fermo del Genoa, non solo per equilibrio e corsa, ma anche per incisività offensiva. Ai taccuini de La Repubblica, l’ex Sampdoria e Union Berlino ha tracciato il bilancio del lavoro svolto e spiegato quali saranno le priorità per il nuovo anno. Con l’assenza di Badelj, aumenta anche il suo peso specifico all’interno dello spogliatoio: esperienza, leadership e consapevolezza diventano qualità preziose in un gruppo giovane ma ambizioso. E se il campo resta la priorità, uno sguardo va inevitabilmente anche alla Nazionale: l’amichevole vinta 3-0 contro l’Italia ha acceso i riflettori su una Norvegia sempre più convinta delle proprie potenzialità. Un risultato inatteso, certo, ma che ha dato ulteriore fiducia in vista delle prossime sfide decisive verso la qualificazione al prossimo Mondiale.

DARE DI PIÙ, ANCHE IN ZONA GOL – «Voglio continuare ad aiutare la squadra. La cosa più importante è vincere più partite, io contribuisco in fase difensiva, ma voglio farlo anche in zona gol. Con Vieira abbiamo già 8 o 9 mesi di lavoro, non iniziamo da zero. Ci sono grandi possibilità di migliorare. Il suo obiettivo e quello dei preparatori è alzare il livello perché vogliamo crescere».

L’ESPERIENZA SENZA BADELJ – «Il bello di questo gruppo è che abbiamo tanti giocatori di personalità. Milan ha un’esperienza incredibile, è un uomo veramente speciale. Possiamo solo essere noi stessi e sopperire alla mancanza di uno come lui».

IL 3-0 ALL’ITALIA E LE AMBIZIONI MONDIALI – «Assolutamente no. Sappiamo che abbiamo una nazionale forte e che siamo in un buon momento con tanta fiducia. Quel risultato però non ce l’aspettavamo. L’Italia ha due partite in meno rispetto a noi e lo scontro diretto in casa. È ancora tutto in gioco».

Como, dopo Nico Paz i lariani ci riprovano: colloqui avviati con il Real Madrid per Jacobo Ramon

Il Como vicino a chiudere un nuovo colpo dal Real Madrid: dopo Nico Paz i lariani sono vicini a chiudere per il difensore Jacobo Ramon

Il Como piazza un colpo di prospettiva e talento, rinforzando la difesa con un nome che promette bene: Jacobo Ramon, classe 2005 del Real Madrid Castilla. Secondo quanto riportato da Sky Sport, il club lariano ha trovato l’accordo con i blancos per l’acquisto a titolo definitivo del centrale spagnolo, versando 2,5 milioni di euro. Nell’intesa sono state inserite anche due clausole: il diritto di riacquisto in favore del Real Madrid e il 50% sulla futura rivendita del giocatore.

Una formula già nota in casa Como, che ricalca perfettamente quella che lo scorso anno portò in Lombardia Nico Paz, altro talento prodotto dalla cantera madridista. Il club guidato da Cesc Fabregas conferma così la propria linea strategica: investire su giovani di alto livello cresciuti nei vivai dei top club europei, puntando su accordi vantaggiosi ma con margini di valorizzazione importanti.

Jacobo Ramon, difensore centrale di 196 cm, è l’ennesimo prodotto di spicco del settore giovanile del Real Madrid. Nonostante la giovane età, ha già mostrato qualità importanti nel gioco aereo, in marcatura e in costruzione, attirando l’interesse di diversi club europei. Il Como, però, ha saputo muoversi per tempo. Dopo il tentativo – sfumato – per Malick Thiaw del Milan, la dirigenza lariana ha lavorato sottotraccia per chiudere un’operazione che va nella direzione della continuità progettuale: affidare a Fabregas un difensore giovane, duttile e con margini di crescita.

Il trasferimento è ormai alle battute finali: restano solo da limare alcuni dettagli, ma il grosso dell’affare è fatto. Il gigante spagnolo è pronto a mettersi a disposizione del tecnico catalano per contribuire al grande obiettivo del Como: trasformare l’ambizione in realtà e portare i biancoblù nel calcio europeo. Una scommessa da 2,5 milioni, certo, ma con un potenziale enorme. E il Como, ancora una volta, dimostra di avere idee chiare.

Torino, Zapata scalda i motori: la seduta a Prato e le ultime sul rientro – FOTO

Torino, Duvan Zapata scalda i motori e corre verso il rientro in campo, ecco i retroscena direttamente dal ritiro a Prato Allo Stelvio

(Lorenzo Bosca – Inviato a Prato Allo Stelvio). Passo dopo passo si avvicina il rientro di Duvan Zapata in casa Torino. Anche questa mattina i granata allenati da Marco Baroni si sono ritrovati sul campo principale di Prato Allo Stelvio – sede del ritiro estivo dei piemontesi – per una seduta di allenamento. Tra questi, ha avuto modo di notarlo il centinaio di tifosi che per assistere alla sessione ha sfidato la pioggia che si è abbattuta sulla Val Venosta, non era presente Duvan Zapata.

Il capitano granata sta infatti continuando ad allenarsi in solitaria, nel tentativo di tornare il prima possibile – senza forzare troppo la mano onde evitare potenziali ricadute – a piena disposizione di mister Marco Baroni e dei compagni. Il colombiano, giusto ricordarlo, è reduce dall’infortunio al ginocchio sinistro accusato durante la sfida contro l’Inter. Infortunio, che lo tiene lontano dal rettangolo verde dallo scorso 5 di ottobre.  

«Sono molto emozionato e non vedo l’ora di tornare perché piano piano sto tornando a sentirmi me stesso. La sto prendendo anche con calma e rispetto ogni step. Però, sì: non vedo l’ora di tornare in campo e fare la prima partita, soprattutto segnare il primo gol» ha confessato l’ex Atalanta lo scorso venerdì in conferenza stampa. Prima di ‘lanciare’ un messaggio direttamente rivolto ai fan: «Ai tifosi dico: non lasciateci mai, non smettete di credere in noi, in questa squadra e nei compagni».

Allenamento di Duvan Zapata a Prato allo Stelvio con il Torino.
Foto: Pellegranata

Se vero è, che come afferma Friedrich Nietzsche: ‘Tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si cammina”, allora Zapata avrà avuto modo di pensare (eccome) anche questa mattina al giorno in cui tornerà a calcare un campo di Serie A. Il classe ‘91 ha alternato anche oggi corsa a esercizi aerobici sul manto secondario del centro sportivo che in questi giorni ospita il Torino. Con lui, oltre un membro dello staff targato Baroni, presente il compagno Emirhan Ilkhan. Poco importa quindi se per l’effettivo rientro del centravanti bisognerà attendere l’avvento del periodo autunnale o se questo avverrà già ai primi di settembre. Per il momento tutto procede per il meglio e con la strada ormai marcata è doveroso proseguire così. 

Bellerin: «La letteratura ha cambiato la mia vita, so che è un cliché, ma è così; ho iniziato durante il Covid-19»

Hector Bellerin, terzino del Real Betis, racconta al Guardian il suo amore per la letteratura, come lo ha cambiato e quando è iniziata

Le vacanze estive di Héctor Bellerín si allontanano dai soliti cliché dei calciatori: niente foto da discoteche di Ibiza o feste discutibili, ma tanti libri. Il profilo Instagram del terzino spagnolo è dominato da immagini di volumi letti, un mix tra classici e romanzi contemporanei, con un’attenzione particolare agli autori di Spagna e America Latina. Tra i titoli spiccano le opere di Alana Portero, acclamata scrittrice madrilena degli anni ’80, il romanzo surreale messicano Pedro Páramo di Juan Rulfo — che ispirò Gabriel García Márquez — e le Romancero Gitano di Federico García Lorca. Ex Arsenal e ora al Real Betis, Bellerín racconta come la letteratura abbia trasformato la sua vita, un amore nato durante i lockdown da Covid-19 e cresciuto tra scrittori spagnoli contemporanei e classici internazionali. Di seguito, le sue parole al Guardian.

LA TRASFORMAZIONE – «La letteratura è diventata qualcosa che ha – lo so che è un cliché – ma per me ha cambiato completamente la vita».

IL LOCKDOWN – «Durante il lockdown ero a casa a St Albans, mi sentivo miserabile. Non sapevo quando sarebbe tornato il calcio, bevevo troppo… È stato un momento difficile. La letteratura, non dico che mi abbia fatto sopravvivere, ma ha reso la mia vita molto più facile».

DA NECESSITÀ A PIACERE – «Da giovane leggevo soprattutto saggi e libri di non-fiction, perché pensavo che la lettura dovesse avere uno scopo. Poi ho capito che doveva essere il contrario».

SCELTE CONSAPEVOLI – «Dopo Hermann Hesse e Bukowski, mi sono accorto che leggevo solo uomini, così ho deciso di leggere più autrici donne».

IL GRUPPO DI SCRITTURA – «Frequento un gruppo di scrittura a Siviglia, fatto di studenti, medici e ingegneri. Ci consigliamo libri e film, e questo ha cambiato i miei gusti. Ora scopro nuovi nomi, nuovi modi di scrivere».

I LIBRI DEL RITIRO – «Ho portato con me in Portogallo saggi di Leslie Jamison, Art of Memoir di Mary Karr, Cara de Pan di Sara Mesa, What We Think About When We Think About Football di Simon Critchley e Little Eyes di Samanta Schweblin».

UN OSTACOLO – «C’è solo un libro che non sono riuscito a finire: Cime tempestose di Emily Brontë in inglese. Ho dovuto passare alla traduzione spagnola, Cumbres Borrascosas, perché non ce la facevo».

Roma, Gasperini studia Dybala come falso 9 con Soulé: con la Joya i giallorossi volano

Roma, nonostante la mancanza di continuità Dybala rimane l’arma in più per i giallorossi: Gasperini lo pensa come falso nueve

Quando Paulo Dybala è in campo, la Roma cambia volto: più imprevedibile, più tecnica, più pericolosa. Il problema è che difficilmente l’argentino riesce a garantire continuità in un’intera stagione di campionato. Eppure, quando c’è, il suo peso specifico si sente eccome. In un contesto offensivo ancora da plasmare, uno degli abbinamenti più affascinanti – ma anche più complicati – è quello con Matías Soulé. I due condividono talento, dribbling, visione di gioco, ma anche una spiccata preferenza per partire da destra e accentrarsi sul sinistro. Una sovrapposizione tattica che rischia di penalizzarli entrambi: Soulé, in particolare, ha dimostrato di soffrire quando viene allontanato dalla sua comfort zone per agire quasi da trequartista puro.

Una possibile soluzione? Dybala al centro dell’attacco, in versione “falso nove”. Un ruolo che l’argentino ha già interpretato in passato, e che potrebbe essere rilanciato anche in ottica Gasperini. Come suggerisce la Gazzetta dello Sport il modulo testato nei giorni scorsi dal tecnico di Grugliasco prevede proprio questo assetto: Dybala al centro, libero di svariare e cucire il gioco tra le linee, con Soulé largo a destra ed El Shaarawy sul versante opposto. In mezzo, l’occupazione degli spazi lasciati dal movimento del numero 21 potrebbe favorire gli inserimenti dei centrocampisti, Pisilli in primis.

Il centravanti ucraino Dovbyk non sembra rappresentare l’ideale per il calcio di Gasperini, che predilige attaccanti mobili, capaci di aprire spazi e dialogare a tutto campo. Con l’arrivo di Ferguson, le alternative offensive aumentano, ma la coppia Dybala-Soulé resta una suggestione intrigante: un duo tecnico e ispirato, che potrebbe far saltare gli equilibri. L’importante sarà trovare continuità fisica e intesa tattica. Se Dybala starà bene e se con Gasp scatterà davvero la scintilla, la nuova Roma potrebbe diventare uno spettacolo.

Milan, Leao sempre più leader: il feeling con Allegri è forte, ecco cosa gli chiede il tecnico

Milan, Rafa Leao chiamato alla consacrazione definitiva: con Allegri il feeling è ottimo, ora il tecnico gli chiede uno step in più

Dopo due settimane intense di lavoro a Milanello, il Milan è pronto ad affrontare i primi test internazionali del precampionato. Il debutto di livello è fissato per mercoledì a Singapore, contro l’Arsenal. I riflettori saranno tutti puntati su Rafael Leao, chiamato a dimostrare di poter essere finalmente il leader tecnico e caratteriale dei rossoneri.

Come riportato dal Corriere dello Sport, il portoghese sta per cominciare la sua settima stagione con in rossonero, in quello che si preannuncia come un momento chiave della sua carriera. Dopo tante stagioni segnate da alti e bassi, ora tutti si aspettano da Leao il salto di qualità definitivo. Troppe volte in passato ha dato l’impressione di non riuscire a compiere quell’ultimo passo verso lo status di fuoriclasse, ma con l’arrivo di Massimiliano Allegri qualcosa potrebbe cambiare.

A Milanello si respira un’aria diversa: il feeling tra Leao e il nuovo allenatore è evidente, fatto di sorrisi, confidenze e dialoghi continui a bordo campo. Allegri, che nella sua carriera ha saputo valorizzare profili diversi – da Tevez a Pogba, da Dybala a Chiesa – sta lavorando con attenzione sul talento portoghese. Dopo ogni seduta di allenamento, Leao si ferma con Max e con il suo staff per analizzare i movimenti, correggere dettagli, ragionare su cosa significhi davvero essere decisivi.

Leao sarà titolare sia contro l’Arsenal che contro il Liverpool, due banchi di prova ideali per testare i primi segnali di crescita. In un gruppo giovane e in via di definizione, il classe ’99 è tra i più esperti: il suo rendimento sarà uno degli snodi cruciali della stagione.

Allegri gli chiede più continuità, meno pause, maggiore concretezza sotto porta. Più gol, più assist, ma anche più presenza mentale. Se Leao accetterà la sfida e saprà mettersi davvero in discussione, questo potrebbe essere finalmente il suo anno. E con lui, anche il Milan potrà tornare a volare.

Napoli Osimhen: oggi il giorno dell’addio? Affare da 90 milioni di euro con il Galatasaray

Napoli Osimhen, oggi potrebbe essere il giorno dell’addio: trattativa in chiusura con il Galatasaray, affare da quasi 90 milioni

Non è ancora ufficiale, ma ormai ci siamo davvero: Napoli e Victor Osimhen sono ai titoli di coda. Dopo mesi di silenzi, strappi e tensioni, la separazione tra il club e il centravanti nigeriano è sostanzialmente definita. Come riportato da la Gazzetta dello Sport, l’accordo con il Galatasaray è stato raggiunto in ogni dettaglio: 40 milioni di euro subito, altri 35 tra un anno, 5 milioni di bonus legati al rendimento e un 10% sulla futura rivendita. In più, una clausola impedirà al club turco di cedere Osimhen in Italia per i prossimi due anni. Un’operazione imponente, che potrebbe arrivare a sfiorare i 90 milioni complessivi.

Si chiude così una storia che, tra alti straordinari e bassi altrettanto profondi, ha segnato un’epoca recente del Napoli. Dall’arrivo a Capri nel luglio 2020, passando per la consacrazione sotto Spalletti fino allo scudetto dopo 33 anni, Osimhen è stato simbolo e protagonista. Ma anche centro di frizioni, tra richieste di cessione, malumori, post controversi e un rapporto col club e parte della piazza che si è deteriorato progressivamente.

Il passaggio al Galatasaray rappresenta per Osimhen non solo una nuova sfida, ma anche un ritorno a una dimensione più “europea” dopo aver rifiutato l’enorme offerta dell’Al-Hilal. A Istanbul ritroverà un contesto tecnico ambizioso e, indirettamente, permetterà al Como di inserirsi in una manovra più ampia: il club lariano, infatti, punta a prelevare Morata proprio dal Galatasaray per portarlo in Serie A, sfruttando il tesoretto che i turchi libereranno con la partenza di Osimhen.

Il 21 luglio, quindi, potrebbe davvero essere il giorno dell’addio definitivo, in attesa delle ultime garanzie bancarie richieste da De Laurentiis. In mezzo a questi cinque anni restano gol, infortuni, una scarpa d’oro, uno scudetto e un divorzio inevitabile. È finita, sì. O almeno, lo sarà molto presto.

Inter, Mourinho chiama Calhanoglu a casa: derby del bosforo per il centrocampista, ma i nerazzurri sono irritati

Inter, Hakan Calhanoglu finisce nel mezzo del derby del Bosforo tra Galatasaray e Fenerbahce, ma i nerazzurri sono infastiditi con Mourinho

Hakan Calhanoglu si avvicina a uno snodo cruciale per il suo futuro. L’Inter, ancora ufficialmente tranquilla sulla permanenza del suo regista, inizia però a pretendere chiarezza dopo settimane di voci insistenti provenienti dalla Turchia. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la situazione attorno al numero 20 nerazzurro è diventata nebulosa, con il Galatasaray e ora anche il Fenerbahce che sembrano contenderselo a colpi di sondaggi e pressioni indirette.

Nonostante Hakan non abbia mai espresso apertamente la volontà di lasciare Milano, il clima di incertezza continua ad aleggiare su Appiano Gentile. Il direttore sportivo Piero Ausilio ha già espresso pubblicamente il disappunto del club per le manovre poco trasparenti del Galatasaray, che avrebbe avvicinato il giocatore senza prima contattare l’Inter. Da parte del Fenerbahce, al momento, non è arrivata nemmeno una telefonata ufficiale.

Lunedì 21 luglio potrebbe però essere la giornata decisiva. L’Inter attende una proposta concreta da parte del Fenerbahce, anche per capire se dietro l’interesse ci sia davvero José Mourinho, che vede in Calhanoglu non solo un rinforzo tecnico ma anche un simbolico colpo contro il rivale Galatasaray. L’Inter ha già fissato un prezzo: 25 milioni di euro. Se l’offerta arrivasse, potrebbe partire la trattativa.

Nel frattempo, il club nerazzurro ha già identificato un possibile sostituto: Granit Xhaka, centrocampista del Bayer Leverkusen, più esperto e adatto a giocare in una mediana a due. Curiosamente, lo stesso Xhaka è seguito anche dal Fenerbahce, a conferma di un incastro di mercato piuttosto delicato. L’Inter è pronta ad agire in fretta, ma prima vuole avere un confronto diretto con Calhanoglu, che tornerà ad Appiano nei prossimi giorni per completare il recupero dall’infortunio al polpaccio.

Il tempo stringe, e presto si capirà se Hakan resterà a Milano o se Mourinho riuscirà a riportarlo in patria, con tutto il peso simbolico e tecnico che questa operazione comporterebbe.

Udinese, dopo le cessioni di Bijol e Lucca serve ricostruire l’asse portante: si cerca una punta e un difensore

Udinese, dopo le cessioni di Lucca e Bijol Pozzo e Nani al lavoro per ritrovare l’asse portante della squadra: serve una punta e un difensore

Come riportato da La Gazzetta dello Sport il mercato dell’Udinese si muove lungo due direttrici principali: un difensore centrale e una punta. Dopo le cessioni pesanti di Jaka Bijol al Leeds e Lorenzo Lucca al Napoli, i bianconeri devono ricostruire l’asse portante della squadra. Gino Pozzo e Gianluca Nani, al timone delle operazioni, lavorano a stretto contatto con il tecnico Kosta Runjaic per completare l’organico in vista della nuova stagione.

Il club è vicino alla chiusura per il centrocampista polacco Jakub Piotrowski del Ludogorets, operazione da circa cinque milioni di euro. Tuttavia, l’affare sarà definito solo dopo aver chiarito le eventuali partenze nel reparto di centrocampo: Zarraga, Lovric e Payero sono tutti in bilico. Potrebbe servire anche un nuovo esterno sinistro, ma solo in caso di partenza di Kamara o Zemura.

In difesa, è già arrivato Nicolò Bertola, ma non sarà l’unico rinforzo. Tra i nomi seguiti c’è quello di Jay Idzes del Venezia, valutato però circa 10 milioni: una cifra che sembra fuori dalla politica economica del club friulano. Stesso prezzo anche per Kialonda Gaspar del Lecce, reduce da una buona stagione. Più accessibile, invece, il tunisino Alaa Ghram, classe 2001, attualmente allo Shakhtar Donetsk: il costo si aggirerebbe attorno ai sette milioni.

Per quanto riguarda l’attacco, la situazione è più fluida. Runjaic può già contare su Keinan Davis, Iker Bravo e Florian Thauvin. Rimangono sullo sfondo i nomi di Alexis Sanchez e David Pizarro, che però sembrano fuori dai piani tecnici. Simone Pafundi, infine, è vicino a un prestito in Serie B: l’agente Riso è al lavoro per trovare la sistemazione giusta.

Nel frattempo, la squadra è partita per il ritiro a Lienz, in Austria. Dopo il pareggio contro il NK Opatija, l’Udinese ha già fissato due amichevoli: il 30 luglio contro lo Strasburgo e il 2 agosto contro il Twente, ad Enschede.

Sassuolo, sfuma il trasferimento di Laurientè: niente Sunderland per lui, si unisce al gruppo in ritiro

Sassuolo, Armand Laurientè non va al Sunderland, trattativa sfumata all’ultimo minuto con gli inglesi: per il momento rimane in neroverde

Nel calciomercato moderno, nulla è semplice come sembra. Dietro ogni trattativa si nasconde un intricato gioco di strategie, pressioni, richieste, clausole e intermediari. Non basta che un club voglia vendere e un altro comprare: serve l’intesa di una moltitudine di soggetti. E soprattutto, serve il denaro, vero ago della bilancia che può far decollare o naufragare qualsiasi operazione.

È quello che è successo ad Armand Laurienté, attaccante francese del Sassuolo e capocannoniere dell’ultima Serie B. Dopo due stagioni altalenanti in A con i neroverdi e la retrocessione dell’estate scorsa, Laurienté aveva accettato a malincuore di restare. Non era arrivata l’offerta giusta, e il lavoro del direttore sportivo Palmieri e del tecnico Grosso aveva ricucito lo strappo. Lui aveva risposto sul campo, trascinando il Sassuolo alla promozione.

Ora, a distanza di un anno, sembrava arrivato il momento del salto tanto atteso: la Premier League. Non la big dei sogni, ma comunque il Sunderland, club storico e oggi ambizioso, pronto a offrire 20 milioni. Una cifra importante per il Sassuolo, che lo aveva pagato la metà e doveva girare il 20% della rivendita al Lorient, il club da cui era arrivato nel 2022.

Tutto sembrava fatto. Laurienté aveva salutato tutti, preso un volo per il Portogallo dove il Sunderland è in ritiro e si preparava a cominciare una nuova avventura. Ma qualcosa si è rotto proprio sul più bello. Tra gli agenti del giocatore e il club inglese si è creata una frattura improvvisa, un disaccordo che ha fatto saltare l’operazione.

Risultato: come riportato da la Gazzetta dello Sport niente firma, niente Premier, e soprattutto niente 20 milioni per il Sassuolo, che aveva già messo in conto di reinvestirli sul mercato. Un film già visto, con un finale che fa male. Perché nel mercato, come diceva Trapattoni, “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.

Leoni Parma, nonostante le voci di mercato il difensore è concentrato solo sul campo

Parma, le voci di mercato non distraggono Giovanni Leoni: il difensore dei ducali concentrato solo sul campo e gli allenamenti

Giovanni Leoni, classe 2006, è uno dei nomi più caldi del mercato italiano. Dopo una stagione da protagonista con il Parma, culminata con la promozione in Serie A, il difensore è finito nel mirino di Inter, Milan e Liverpool. Alto due metri, piede mancino, personalità da veterano: Leoni è il prototipo del centrale moderno. E nonostante le voci, continua ad allenarsi a Collecchio senza distrazioni. Come riportato da la Gazzetta dello Sport «Lui prende, corre e marca. Tutto qui», racconta chi lo conosce bene.

Nella prima amichevole stagionale al Tardini, contro la Primavera, ha giocato un tempo da titolare al centro della difesa nel 4-2-3-1 di Cuesta, il più giovane allenatore della Serie A. Ha letto bene le situazioni, anticipato gli avversari, appoggiato con lucidità la palla al portiere Suzuki, e svettato di testa con autorità. Insomma, un’esibizione da 6,5 per la Rosea che conferma le sue qualità, ma soprattutto la sua calma, da veterano navigato più che da diciottenne con il futuro davanti.

Nonostante le sirene di mercato, Leoni resta concentrato: vuole superare le 17 presenze della scorsa stagione e puntare alla Nazionale. Studente diligente nonostante la dislessia, ha dichiarato che per lui è più difficile leggere Pirandello che marcare una punta. Ma non si tira indietro: né sui libri né in campo.

Il Parma non ha urgenza di venderlo, ma davanti a un’offerta da almeno 40 milioni potrebbe aprire al dialogo. L’Inter ha in mano il jolly Sebastiano Esposito, che piace ai ducali e potrebbe rientrare nell’operazione. Di certo, Leoni continua ad allenarsi a Collecchio come se nulla lo riguardasse. Silenzioso, concentrato, maturo. Forse l’unica cosa che lo scuote è proprio Pirandello. Il resto lo affronta con freddezza. Da centrale di ghiaccio.

Pisa, Buffon si candida ad un ruolo in primo piano, intanto visite mediche per Scuffet e Akinsanmiro al J-Medical

Pisa, Buffon jr. si candida a prendersi un ruolo da protagonista nella prossima stagione, firmando un gran gol nella prima amichevole stagionale

Un debutto col botto per Louis Thomas Buffon, figlio d’arte e talento emergente del vivaio del Pisa. Il 17enne attaccante ha lasciato subito il segno nella prima amichevole estiva del Pisa, andata in scena contro una selezione valdostana. Sotto gli occhi attenti di mister Gilardino e di diversi tifosi, Buffon junior ha incantato con un gol da copertina: sombrero a scavalcare il diretto avversario e conclusione al volo che ha trafitto il portiere. Certo, si tratta pur sempre di calcio d’agosto, e di un test contro dilettanti, ma il biglietto da visita è di quelli che incuriosiscono.

Il tecnico nerazzurro ha schierato la squadra con il 3-4-2-1, modulo che ricalca lo schieramento tattico adottato lo scorso anno da Inzaghi. Buffon ha guidato l’attacco, supportato alle spalle da Moreo e Tramoni. A centrocampo spazio a Touré, Marin, Piccini e Giani, mentre la linea difensiva davanti a Semper era composta da Calabresi, Caracciolo e dal giovane belga Mbambi, uno dei più interessanti tra i nuovi volti. Proprio Mbambi, pur essendo un difensore, ha attirato l’attenzione per la facilità con cui si è spinto in avanti, mostrando personalità e buona tecnica.

Il Pisa ha vinto 7-0: a segno Touré (4’), Tramoni su rigore (39’), Piccinini (41’) e Buffon (42’) nel primo tempo; nella ripresa, reti di Mlakar (1’st), Jevsenak (3’st) e Bonfanti (11’st). A riposo precauzionale Lind, Meister e Vural, quest’ultimo uno dei prospetti più promettenti del settore giovanile.

A margine dell’amichevole tiene banco anche il mercato. In mattinata Scuffet e Akinsanmiro hanno sostenuto le visite mediche al J Medical a Torino: entrambi sono pronti a unirsi al gruppo di Gilardino. Intanto, il tecnico ha ribadito le linee guida: «Vogliamo valorizzare il blocco che ha vinto la B, ma servono anche innesti esperti da Serie A». Tra gli obiettivi restano Simeone e Zerbin, mentre si apre anche un canale col Bologna per Michael Aebischer. Per ora si tratta solo di un sondaggio, ma i contatti potrebbero intensificarsi nei prossimi giorni.

Di Livio Juve: «Vlahovic? Lo vedo triste, niente consigli ma spero ritrovi la serenità; Tudor ha la mentalità giusta»

Le parole di Angelo Di Livio, ex calciatore della Juve, sul nuovo corso bianconero con Igor Tudor in panchina e le manovre di mercato

Ha conosciuto la Juve da protagonista, l’ha vissuta sul campo per 269 partite, ha condiviso lo spogliatoio con Igor Tudor ai tempi in cui il croato era un giovane difensore. Angelo Di Livio, il “Soldatino”, oggi osserva con attenzione il nuovo corso bianconero. Di seguito le sue parole a Tuttosport.

TUDOR GIOCATORE – «Ci siamo incrociati per un anno. Era il suo primo, era il mio ultimo. Igor era molto giovane, proprio all’inizio. Poi è diventato un bel difensore».

PRIMA IMPRESSIONE – «Mi è sempre piaciuta la sua umiltà, appunto. Lui è entrato in uno spogliatoio di figure importanti. L’ha fatto in punta di piedi, con rispetto».

TUDOR ALLENATORE – «Mi piace. Mi sembra concreto. E mi pare pure sia entrato nella mentalità della Juventus».

MENTALITÀ JUVE – «Non necessariamente un grande gioco, ma devono arrivare i risultati».

QUALIFICAZIONE CHAMPIONS – «Sì, quel quarto posto è stato determinante per tanti motivi. Adesso si parte da zero. Ed è consapevole di dover fare risultato, altrimenti la Juve non ti aspetta. Non l’ha mai fatto con nessuno e con lui non farebbe certo un’eccezione».

UTILIZZO DEGLI ESTERNI – «Si è adeguato a quello che aveva a disposizione. Il suo sistema di gioco prevede due giocatori alle spalle della punta, e ha messo gli esterni lì. Ne aveva molti».

GIUDIZIO SULLA SCELTA – «Ah, quello lo diranno i risultati. Può sicuramente cambiare. E mi auguro che qualcuno in quel ruolo possa dargli una mano».

GIOCATORI DA ASPETTARSI DI PIÙ – «Beh, Koopmeiners. Non è stato all’altezza. Tocca far vedere quanto valga. Poi Douglas, anche se ho sentito che può partire. E bisogna capire la situazione di Dusan Vlahovic. Non è una squadra priva di qualità».

ACQUISTO DI CONCEIÇÃO – «Assolutamente sì, Conceiçao a tratti si è caricato la squadra sulle spalle. È un giocatore vivace, veloce, salta l’uomo. Non ce ne sono tanti così e può fare la differenza».

IPOTESI SANCHO – «Ha gol e dribbling, potrebbe avere tanti assist nelle gambe e può giocare alle spalle dell’attaccante. Sulla carta può sostituire Nico Gonzalez».

CASO NICO GONZALEZ – «Ho visto: può essere ceduto. Ma la Juve è esattamente questa roba qui: se non dimostri, rischi di essere risucchiato dalla corrente. E di perdere il posto».

FUTURO DI ALBERTO COSTA – «A me, Alberto Costa, piace pure. Non solo: può ancora crescere, ha davvero tutto per fare l’esterno. Ha una bella corsa, ha un bel piede. Dipende poi da cosa vai a prendere dopo».

POSSIBILE SOSTITUTO DI COSTA – «Non faccio nomi, ma magari ne prendono uno più pronto. A quel punto avrebbe senso privarsene. Qualcosa di più interessante potrebbe aiutare e non poco la Juve».

VLAHOVIC E IL MOMENTO DIFFICILE – «Non so cos’accadrà. E non so nemmeno cosa l’abbia portato a tutta questa negatività».

IL VLAHOVIC ATTUALE – «Lo percepisco cupo, triste, infelice».

UN CONSIGLIO PER LUI – «No, niente consigli. Lui deve tornare a essere sereno. A essere se stesso. Non è possibile che un attaccante così faccia tanta fatica. Vero, c’è il tema stipendio. E si parla molto di lui».

POTREBBE RINASCERE ALTROVE? – «Perché soltanto altrove? I grandi giocatori devono essere bravi a tirarsi fuori dalle situazioni più complicate. E a farlo da soli. Gli allenatori e i compagni possono aiutarti, ma non saranno mai determinanti».

COSA DEVE RITROVARE VLAHOVIC – «La cattiveria, soprattutto».

Laura Giuliani: «Unite e concentrate, così possiamo sognare la finale»

Le parole di Laura Giuliani, portiere dell’Italia femminile, alla vigilia della sfida delle azzurre contro l’Inghilterra in semifinale dell’Europeo

Laura Giuliani, portiere del Milan e della Nazionale italiana femminile, ritrova il sorriso alla vigilia della semifinale europea. Dopo le difficoltà, personali e sportive, si gode il momento da protagonista. Con serenità, parla di emozioni, consapevolezza e spirito di squadra. E con l’Inghilterra vuole giocarsela fino in fondo. Di seguito le sue parole a la Gazzetta dello Sport.

VIGILIA – «L’emozione è quella che si prova per una semifinale di un Europeo, la tensione aumenta, però credo che dovremo vivere questa partita nel migliore dei modi, con il mood giusto per arrivarci con leggerezza e concentrazione».

MESSAGGIO AL GRUPPO – «Io sono una che parla poco, ciascuna deve vivere emozioni e sensazioni a modo proprio. Ma non credo che sarà una vigilia diversa dalle altre: in pullman qualcuna dormirà, qualcuna leggerà, qualcuna giocherà, come sempre».

CONSAPEVOLEZZA – «La consapevolezza è un concetto e anche un concerto: un insieme di emozioni, stimoli, la capacità di essere se stesse e di capire che cosa si sta vivendo. È la coscienza dei propri strumenti. La consapevolezza è un insieme di elementi che ti rende stabile, con la possibilità di leggere le situazioni e trovare le soluzioni migliori».

CRESCITA – «Non credo che ci mancasse, ma è qualcosa che si crea nel tempo, ci si lavora su per comporre il puzzle. Ecco, la consapevolezza è aver già vissuto certe situazioni e saperle riconoscere».

LEZIONI DAL PASSATO – «Hanno certamente contribuito: nel percorso di un’atleta, e di una persona in generale, serve tutto».

CADUTE E RINASCITE – «Esatto».

PARTITA CON L’INGHILTERRA – «Una partita bella. Sappiamo che da anni è una delle squadre più forti del mondo, hanno la caparbietà che serve per recuperare gare che sembrano chiuse, come si è visto contro la Svezia, hanno grandi individualità e tanta autostima. Saremo rispettose, ma credo che neppure le inglesi preparino questa gara a cuor leggero».

AVVERSARIE PERICOLOSE – «No. Ciascuna ha qualità uniche e può risolvere la partita. Sanno essere imprevedibili, bisognerà restare sempre concentrate sulla lettura delle azioni».

RISPETTO INTERNAZIONALE – «Penso che il rispetto ci sia sempre stato, abbiamo sempre dato fastidio a tutte. In otto anni però il movimento è cresciuto e dall’estero seguono il nostro campionato con più attenzione».

LA FORZA DEL GRUPPO – «La solidità è ogni volta la chiave, permette di difendere e ripartire. Noi giochiamo come team, viviamo di collaborazione e di collettivo, anche se abbiamo anche noi giocatrici che possono essere decisive».

SPIRITO MONDIALE 2019 – «Lo spirito è simile a quello di quel Mondiale, quando arrivammo ai quarti. Sono cambiate tante interpreti, è cambiata l’età, ma l’entusiasmo ha fatto la differenza allora e la sta facendo adesso».

FINALE? – «Ah no, queste cose non si dicono».

E SE SUCCEDE? – «Non ci ho ancora pensato. Adesso voglio soltanto vivere al massimo questi momenti».

Liverpool scatenato sul mercato: ecco Ekitike, i Reds hanno speso già 320 milioni

Liverpool scatenato sul mercato: i Reds hanno già speso 320 milioni sul mercato; l’ultimo arrivo è Ekitike dall’Eintracht

Il Liverpool continua a imprimere il proprio marchio sul mercato estivo con un altro colpo da novanta. Dopo gli arrivi di Florian Wirtz, Milos Kerkez e Jeremie Frimpong, il club di Anfield è pronto a chiudere per Hugo Ekitike. L’attaccante francese classe 2002, in uscita dall’Eintracht Francoforte, è destinato a vestire la maglia dei Reds almeno fino al 2031. Manca solo l’annuncio ufficiale, ma l’accordo tra le parti è stato raggiunto: operazione da 95 milioni di euro complessivi, di cui 90 milioni di parte fissa più 5 di bonus. Un investimento che lo rende il secondo acquisto più oneroso della storia del club, alle spalle soltanto di Florian Wirtz, arrivato per 136 milioni dal Bayer Leverkusen poche settimane fa.

Ekitike rappresenta il rinforzo scelto da Liverpool per dare nuove soluzioni offensive a una squadra che potrebbe perdere pezzi importanti nel reparto avanzato. Luis Díaz è seguito con insistenza dal Barcellona, che continua a trattare nonostante la valutazione di 100 milioni, mentre su Darwin Núñez continuano a rincorrersi voci di un possibile addio. I Reds avevano preso in considerazione anche Alexander Isak, ma il Newcastle ha sparato alto: oltre 140 milioni di richiesta, cifra che ha spinto il club a virare su un obiettivo più accessibile ma di grande prospettiva.

Con l’ingaggio di Ekitike e i già annunciati colpi Wirtz, Kerkez (47 milioni dal Bournemouth) e Frimpong (40 milioni dal Leverkusen), il Liverpool ha già superato i 320 milioni di euro spesi in questa sessione di mercato. Una campagna acquisti che testimonia la volontà della nuova gestione tecnica di rilanciare subito la squadra, mantenendo alta la competitività in Premier League e in campo europeo. Ekitike, che in Germania ha vissuto una stagione di crescita, aveva espresso da tempo il desiderio di trasferirsi ad Anfield: il Liverpool lo ha accontentato, bruciando la concorrenza e puntando forte su uno dei giovani attaccanti più promettenti d’Europa.

Inghilterra, paura per Gazza Gascoigne: trovato in casa in stato di semi-incoscienza: ora si trova in ospedale

Paura per Paul ‘Gazza’ Gascoigne: trovato in stato di incoscenza in casa sua, trasportato in ospedale nella notte: le sue condizioni

Un nuovo drammatico episodio ha scosso la vita di Paul Gascoigne, l’ex fuoriclasse di Lazio, Tottenham e Inghilterra, da anni alle prese con una dolorosa battaglia contro l’alcolismo. A 58 anni, “Gazza” continua a combattere con i suoi demoni interiori, protagonisti di una spirale che sembra non trovare fine. Venerdì sera, Gascoigne è stato trovato privo di sensi nella sua abitazione di Poole, nel Dorset, in stato di semi-incoscienza. A trovarlo è stato il suo amico e tuttofare Steve Foster, che ha immediatamente allertato i soccorsi e lo ha accompagnato in ospedale, salvandogli la vita.

Le condizioni iniziali apparivano gravi, tanto da richiedere il ricovero in terapia intensiva. Dopo le prime ore di apprensione, però, le condizioni di Gascoigne si sono stabilizzate e l’ex calciatore è stato trasferito in un reparto di medicina d’urgenza. A riportare la notizia è stato il Sun, che ha raccolto anche le parole di Foster: «Paul vorrebbe ringraziare tutti per il sostegno, soprattutto gli amici di vecchia data che gli hanno fatto sentire il loro affetto. Ha bisogno di tempo e cure, ma apprezza davvero l’ondata di vicinanza ricevuta».

L’ennesima ricaduta conferma quanto sia fragile l’equilibrio raggiunto da Gascoigne, già lo scorso anno tornato a frequentare le riunioni degli Alcolisti Anonimi nel tentativo di restare sobrio. La sua storia personale è segnata da lunghi periodi di riabilitazione alternati a crolli improvvisi, con apparizioni pubbliche spesso preoccupanti e momenti in cui sembrava vicino a una svolta. Ora, dopo il nuovo ricovero, l’ex fantasista rimarrà sotto osservazione per diversi giorni in una struttura nei pressi di casa, dove riceverà assistenza continua.

«È in ospedale, ed è il posto migliore per lui in questo momento», ha sottolineato Foster, rimarcando la gravità della situazione. Il mondo del calcio, nel frattempo, si stringe attorno a uno dei suoi talenti più puri e tormentati, nella speranza che questa volta “Gazza” possa davvero rialzarsi.

Fiorentina gol, spettacolo ed entusiasmo: le prime indicazioni per Stefano Pioli

Prime indicazioni per Stefano Pioli dopo la prima vittoria della sua Fiorentina nella prima amichevole stagionale contro la Primavera a Viola Park

Gol, spettacolo e grande entusiasmo hanno accompagnato la prima uscita stagionale della nuova Fiorentina di Stefano Pioli, che si è presentata al pubblico viola nello stadio “Curva Fiesole” del Viola Park. Circa 1500 tifosi hanno sfidato il caldo torrido per accogliere la squadra tra cori, applausi e birre fresche. In campo, la formazione gigliata ha ricambiato con un netto 8-0 sulla Primavera di Daniele Galloppa, reduce dalla finale scudetto persa contro l’Inter.

Come riportato da la Gazzetta dello Sport, i protagonisti sono stati tanti e ben distribuiti: Moise Kean e Edin Dzeko, entrambi subito in gol, hanno infiammato la serata, mentre Dodò, già in gran forma, ha segnato e regalato spettacolo. Nel secondo tempo, invece, la scena se l’è presa Cher Ndour con una tripletta che ha fatto alzare in piedi il pubblico. Bene anche Riccardo Sottil, in gol e autore di un assist, e Jacopo Fazzini, che ha brillato da trequartista trovando la sua prima rete in maglia viola.

Pioli ha inizialmente schierato la sua squadra con un 3-4-1-2, affidandosi al tridente Gudmundsson-Dzeko-Kean. In difesa, spazio a Comuzzo con Marì e Ranieri, mentre sulle fasce hanno agito Dodò e Gosens. Al centro, Fagioli ha diretto le operazioni con Mandragora al suo fianco. L’atteggiamento è apparso subito positivo, con pressing, buona circolazione e più soluzioni offensive rispetto al recente passato.

Nella ripresa, via libera a tutti gli altri, per testare motivazioni e condizione. Parisi si è messo in evidenza, Ndour ha brillato come finalizzatore, Bianco ha gestito i ritmi con ordine e Fazzini ha mostrato lampi di talento. Alla fine, soddisfazione generale e clima già carico: «Pioli ci dà motivazioni ed energia», ha dichiarato Parisi. «Sono felice, era il mio sogno», ha aggiunto Fazzini dopo il gol.

Una serata perfetta per iniziare al meglio la nuova stagione, tra sorrisi, ambizioni e un Viola Park già in fermento.

Ndoye ai box e con la valigia pronta? Il Nottingham Forest in pressing

Dan Ndoye spinge per la cessione, mentre il Bologna lavora per trattenerlo: da fuori il Nottingham Forest rimane in pressing

L’amichevole tra Bologna e Virtus Verona è durata pochissimo per Dan Ndoye. Dopo nemmeno due minuti di gioco, l’esterno svizzero si è accasciato a terra contro i tabelloni pubblicitari, colpito da un pestone alla caviglia sinistra da parte di Lodovici, difensore centrale della Virtus. Ndoye ha provato a rialzarsi, ma ha subito fatto il gesto del cambio, visibilmente contrariato. Dopo aver lanciato via lo scarpino ed essere rientrato negli spogliatoi, si è capito che non si trattava di una semplice botta. Come riportato da la Gazzetta dello Sport, l’infortunio ha subito messo in allarme il Bologna e non solo: anche Napoli e Nottingham Forest, interessati al giocatore, stanno monitorando la situazione.

Vincenzo Italiano ha provato a rassicurare tutti a fine gara: «Dan mi ha detto che si è girata un po’ la caviglia. È uscito per precauzione, mi auguro sia solo un dolorino». Le prime indicazioni parlano di un problema non grave, tanto che per ora non sono previsti esami strumentali ma solo riposo, almeno inizialmente. Tuttavia, la dinamica ha preoccupato lo staff tecnico e i tifosi, che si sono ammutoliti al momento dell’uscita del calciatore.

La partita, vinta largamente dal Bologna con sette marcatori diversi, è passata in secondo piano rispetto al caso Ndoye. Anche perché, nelle ore precedenti, era emersa una proposta del Nottingham Forest: circa 30 milioni di euro più bonus. Il Bologna avrebbe ritenuto l’offerta insufficiente, ma il giocatore, che gradirebbe la Premier League, non è indifferente all’ipotesi.

L’infortunio potrebbe ora frenare o rinviare qualsiasi trattativa. Il club, attraverso le parole del ds Di Vaio, ha ribadito la volontà di trattenere Ndoye con un rinnovo al rialzo. Intanto, Italiano invita alla calma e alla riflessione, anche parlando di Lucumí: «Prima di andar via bisogna pensarci bene. Qui si sta bene, si cresce». Un messaggio rivolto a più di un giocatore.

Roma, il giorno di Evan Ferguson: oggi visite mediche e firma

Evan Ferguson è il nuovo attaccante della Roma: arrivato ieri sera, oggi sosterrà le visite mediche e poi firmerà con i giallorossi

C’è da scommetterci: ieri sera, quando Evan Ferguson è atterrato all’aeroporto di Ciampino, il primo pensiero sarà stato quello di aver fatto la scelta giusta. Ad accoglierlo c’erano circa 70 tifosi della Roma, tra cori, applausi e selfie, pronti a fargli sentire da subito calore e appartenenza. Non una folla oceanica, ma abbastanza per dare il benvenuto al primo calciatore irlandese della storia giallorossa. Dopo i sorrisi e gli autografi, Ferguson è ripartito in fretta: il tempo stringe, la nuova avventura comincia subito.

Oggi, come riportato da la Gazzetta dello Sport, svolgerà le visite mediche al Campus Bio Medico di Trigoria, poi arriveranno la firma, le foto ufficiali e la prima intervista in giallorosso. Ferguson arriva alla Roma in prestito per 3 milioni di euro, con diritto di riscatto fissato a 35. Per lui un ingaggio da circa 1,2 milioni netti a stagione, superiore a quello percepito al Brighton. Sarà l’alternativa – ma forse anche un serio concorrente – a Dovbyk, che da domani dovrebbe tornare a disposizione dopo un affaticamento muscolare.

Nonostante una stagione deludente in Premier League, chiusa con un solo gol in 23 presenze tra Brighton e West Ham, Ferguson resta un prospetto di alto livello. Solo pochi mesi fa veniva considerato uno dei giovani più promettenti del calcio inglese. Celebre il video della Premier League che celebrava la sua tripletta al Newcastle nel settembre 2023, quando diventò il quarto più giovane di sempre a segnare tre gol in una singola gara. All’epoca, gli opinionisti Glenn Murray e Tim Sherwood lo descrivevano come un incrocio tra Harry Kane e Alan Shearer.

Ora spetterà a Gasperini rilanciarlo. L’allenatore apprezza il suo dinamismo e la sua “cattiveria” agonistica, qualità che potrebbero anche superare quelle di Dovbyk. All’inizio, probabilmente, si alterneranno, ma con il tempo potrebbero anche giocare insieme, specie in partite da rimontare. Gasp ha già provato il doppio centravanti in amichevole, aprendo uno scenario tattico intrigante. Ferguson, intanto, ha un solo pensiero: tornare presto a fare gol.

Inter, all in su Lookman: accordo con il calciatore, c’è da convincere l’Atalanta che non fa sconti

L’Inter vuole chiudere entro il fine settimana per Ademola Lookman: accordo con il calciatore raggiunto, ballano 10 milioni per il sì dell’Atalanta

C’è solo l’Inter nel destino di Ademola Lookman. Dopo il no al Napoli – che gli aveva offerto un ingaggio superiore (5 milioni netti annui) rispetto ai 4,5 promessi dai nerazzurri – il nigeriano ha rafforzato la posizione di Marotta e Ausilio nella corsa al suo cartellino. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, l’Inter è ora convinta di poter chiudere presto l’operazione, contando su una doppia strategia: da un lato la volontà del giocatore, pronto a “rompere” con l’Atalanta facendo leva sulla promessa ricevuta un anno fa di essere lasciato andare; dall’altro, l’apertura a un leggero ritocco dell’offerta iniziale da 40 milioni.

Ogni giorno potrebbe essere quello buono per un contatto decisivo tra i due club. L’obiettivo dell’Inter è chiaro: regalare Lookman a Cristian Chivu già per sabato, giorno del raduno, anche se l’attaccante è attualmente fermo per infortunio. Il Napoli, tagliato fuori dalla corsa, è ora spettatore.

L’ostacolo resta l’Atalanta. Il club di Percassi non si oppone alla cessione, ma pretende una cifra ben precisa: 50 milioni di euro, ben lontani dalla proposta nerazzurra. E non solo: la Dea vuole una cessione a titolo definitivo, mentre l’Inter aveva inizialmente proposto un prestito con obbligo di riscatto. Lo stallo è anche formale, oltre che economico.

Nelle prossime ore sono attesi sviluppi concreti. Gli agenti di Lookman incontreranno direttamente la dirigenza atalantina per mediare. L’accordo tra il giocatore e l’Inter è già solido, ora tocca a loro completare l’opera. Non è escluso nemmeno un intervento diretto di Lookman per forzare la mano.

Intanto, da Oaktree è arrivato il via libera per un investimento da 40 milioni. Ma l’Inter ha aperto a un piccolo aumento: 42 milioni potrebbero essere la chiave per sbloccare la trattativa, senza arrivare ai 50 richiesti. Una cosa è certa: i tempi stringono. L’Inter ha fretta, l’Atalanta meno. E il rischio è che le tensioni tra le parti rallentino un’operazione che, al momento, sembra comunque destinata ad andare in porto.

Juve, Weah e Mbangula in uscita: le loro cessioni finanziano il colpo Sancho

Juve, Samuel Mbangula e Timothy Weah prossimi alla cessione: il loro addio decisivo per finanziare l’arrivo di Jadon Sancho

Ci siamo: Samuel Mbangula è pronto a salutare la Juve e volare in Bundesliga. Dopo una stagione da rivelazione in bianconero, il talento belga classe 2004 ha deciso di cambiare aria. Come riportato da Tuttosport l’arrivo di Igor Tudor sulla panchina, al posto di Thiago Motta, ha infatti modificato le gerarchie interne, relegando Mbangula sempre più ai margini. Da qui, la scelta di lasciare Torino. Dopo aver rifiutato il Nottingham Forest a fine giugno e ascoltato le proposte di Wolfsburg, Fulham e Monaco, l’esterno ha scelto il Werder Brema.

In giornata arriverà a Torino Grace Diamouangana, procuratore del giocatore, per definire gli ultimi dettagli dell’affare. La Juve incasserà fino a 13 milioni di euro, bonus inclusi, registrando una ricca plusvalenza rispetto ai soli 400mila euro sborsati anni fa per prelevarlo dall’Anderlecht. Le visite mediche sono previste tra mercoledì e giovedì in Germania, dove Mbangula firmerà un contratto fino al 2030, con stipendio da 1,1 milioni l’anno. Sfuma così anche l’inserimento last minute del Bologna, che avrebbe voluto il belga nel caso di addio di Dan Ndoye.

Nel frattempo, anche Timothy Weah si prepara a salutare. Dopo essere stato vicino al Nottingham Forest – nell’ambito della stessa operazione con Mbangula – l’esterno americano andrà invece al Marsiglia. Determinante l’intervento di Medhi Benatia, ex bianconero e oggi dirigente del club francese, che ha accelerato i tempi dopo il naufragio della pista inglese. La Juve incasserà circa 15 milioni, ma non subito: si tratta infatti di un prestito con obbligo di riscatto, formula che garantisce le condizioni richieste dal club bianconero per finanziare le operazioni in entrata.

E ora, tutte le attenzioni si spostano su Jadon Sancho. L’esterno del Manchester United attende una proposta concreta, dopo aver già trovato un’intesa di massima con i bianconeri. Il nodo resta la buonuscita chiesta dal giocatore agli inglesi, ma a Torino si respira fiducia. Le uscite stanno sbloccando il mercato, e il colpo Sancho è tornato un obiettivo concreto.

Napoli, De Bruyne il leader: l’obiettivo vincere sulle orme di Maradona

Sta nascendo un nuovo Napoli: la squadra di Conte, con De Bruyne come leader, ha l’obiettivo di essere la più forte di sempre, anche più di Maradona

C’è stato un tempo in cui il Napoli era leggenda, scolpito per sempre nella storia del calcio grazie a Diego Armando Maradona. Due scudetti tra il 1987 e il 1990, una Coppa Italia, e il trionfo internazionale con la Coppa Uefa alzata a Stoccarda nel 1989. Accanto al “Diez”, una parata di campioni: da Careca a Giordano, da Alemao a Zola, da Bagni a Ferrara. Poi il buio del fallimento, la rinascita con Aurelio De Laurentiis e, anno dopo anno, la costruzione di un club moderno, capace di tornare ai vertici con due scudetti in tre stagioni.

Difficile confrontare epoche così distanti, soprattutto quando c’è di mezzo un’icona come Maradona. Ma se si resta nell’era recente, allora il confronto diventa più legittimo: tra il Napoli campione con Spalletti, quello vincente con Conte e quello ambizioso che sta prendendo forma oggi. Amir Rrahmani, intervistato da Sky Sport, non si sbilancia: «Sarà il Napoli più forte in cui ho giocato? Non lo so, facciamo passare il tempo e lo vedremo. Sicuramente è tra i più forti».

Il primo Napoli di Conte è nato da una ricostruzione. Dopo un’annata disastrosa seguita allo scudetto 2023, con una squadra decimata e scarica mentalmente, il tecnico salentino ha dovuto rifondare. Senza Osimhen, Zielinski, Elmas e con un Kvaratskhelia spaesato, ha ridato identità e solidità a un gruppo in caduta libera. Ha trovato in Buongiorno l’erede di Kim, ha sfruttato la forza fisica e mentale di McTominay e ha riportato il Napoli in alto, con un campionato sopra le aspettative.

Ora, però, il progetto cresce ancora. L’obiettivo non è solo lo scudetto, ma anche la Coppa Italia, la Supercoppa e un percorso da protagonisti in Champions League. Il simbolo della nuova ambizione si chiama Kevin De Bruyne: sarà lui il leader tecnico ed emotivo della squadra. La società sta lavorando per consegnare a Conte una rosa profonda e di qualità. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, i presupposti per sognare in grande ci sono tutti. E questa volta, senza limiti.

Milan, doppio colpo in dirittura d’arrivo: Jashari e Estupinan sempre più vicini

Milan, sempre più vicino il doppio colpo Jashari ed Estupinan: il centrocampista belga salta la supercoppa belga, accordo vicino per l’esterno

Il lieto fine sembra davvero vicino: il Milan è pronto a chiudere due importanti operazioni in entrata con Ardon Jashari e Pervis Estupiñán, entrambi destinati a rinforzare la rosa di Massimiliano Allegri. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il centrocampista svizzero è ormai a un passo dal vestire la maglia rossonera. Il Bruges ha appena conquistato la Supercoppa belga, ma senza il suo regista, ormai promesso sposo ai rossoneri. Il pressing del club di via Aldo Rossi, unito alla ferma volontà del giocatore, ha sfiancato la resistenza dei belgi. L’investimento complessivo sarà di circa 30 milioni di euro, bonus inclusi, cifra che richiederà il via libera del presidente Scaroni e dell’ad Furlani. Jashari potrebbe raggiungere la squadra già in tournée.

In parallelo, il Milan accelera anche per Estupiñán. Il laterale mancino del Brighton ha già dato il proprio ok a un contratto quadriennale da 2,5 milioni a stagione. Più dell’aspetto economico, a convincerlo è stata l’idea di poter diventare protagonista in un club ambizioso come il Milan. L’offerta dei rossoneri è salita da 12 a 15 milioni (esclusi i bonus), mentre il Brighton ha iniziato ad ammorbidire la propria richiesta iniziale di 23 milioni. Le parti sono sempre più vicine, e l’accordo può arrivare già nei prossimi giorni.

Estupiñán, 27 anni, sarebbe il sostituto naturale di Theo Hernandez, volato in Arabia. Ecuadoriano, con un passato importante nella Liga e 104 presenze in Premier League, ha caratteristiche offensive simili a quelle del francese, con cui condivide anche il percorso formativo in Spagna. Allegri lo aspetta con urgenza: attualmente, l’unico terzino sinistro puro in rosa è il giovane Bartesaghi, con Terracciano adattato nel ruolo.

A destra, invece, la situazione è più affollata: non ci sono novità su Pubill dell’Almeria, ma rimangono in corsa Jimenez, Saelemaekers e lo stesso Tomori, che potrebbe essere adattato. In uscita Emerson Royal, destinato al Besiktas in prestito.

Le prime pagine sportive nazionali – 21 luglio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Fiorentina, show al Viola Park: 8 gol alla primavera, Ndour mattatore

Fiorentina, ottima prima uscita dei viola contro la formazione primavera: la squadra di Pioli ne fa 8, Ndour migliore con una tripletta

Prima uscita stagionale e primo sorriso per Stefano Pioli sulla panchina della Fiorentina. Nel debutto al Viola Park, davanti a uno Stadio Curva Fiesole sold out, i viola travolgono 8-0 la formazione Primavera allenata da Daniele Galloppa, regalando spettacolo e segnali incoraggianti. Un test amichevole, certo, ma utile a mettere minuti nelle gambe e iniziare a disegnare le prime geometrie del nuovo corso.

Il primo gol stagionale – pur non ufficiale – arriva dopo 13 minuti: a firmarlo è il brasiliano Dodô, apparso in buona condizione e più intraprendente del solito in zona offensiva, come richiesto da Pioli nei giorni scorsi. Al 19’ arriva il raddoppio con Moise Kean, bravo a svettare di testa sugli sviluppi di un cross dalla destra. Sul finire del primo tempo trova la via del gol anche Edin Dzeko, che al 40’ firma il 3-0 con freddezza da centravanti navigato.

Nella ripresa girandola di cambi: Pioli rivoluziona l’undici titolare e ottiene risposte importanti anche dai subentrati. Tra il 55’ e il 65’ sale in cattedra Cher Ndour, che realizza una doppietta sfruttando inserimenti e qualità balistiche. Un minuto dopo la seconda rete dell’ex PSG arriva anche il 6-0 con Jacopo Fazzini, in gol da pochi passi su assist di Parisi. A chiudere il conto ci pensano Riccardo Sottil all’86’ e ancora Ndour all’87’, che completa così la sua personale tripletta.

Un test che serve più per ritrovare ritmo e confidenza che per trarre giudizi definitivi, ma la prima volta di Pioli in viola non poteva partire con sensazioni migliori.


IL TABELLINO

FIORENTINA-FIORENTINA PRIMAVERA 8-0

MARCATORI: Dodô (13’), Kean (19’), Dzeko (40’), Ndour (55’, 65’, 87’), Fazzini (66’), Sottil (86’).

FIORENTINA (3-4-1-2): De Gea (45’ Martinelli); Comuzzo (45’ Kospo), Mari (45’ Kouadio), Ranieri (45’ Pongracic); Dodô (45’ Sottil), Mandragora (45’ Ndour), Fagioli (45’ Bianco), Gosens (45’ Parisi); Gudmundsson (45’ Fazzini); Kean (45’ Beltran), Dzeko (45’ Braschi). A disp. Christensen. All. Pioli.

FIORENTINA PRIMAVERA: Fei, Trapani, Balbo, Turnone, Sadotti, Montenegro, Mazzeo, Deli, Angiolini, Puzzoli, Atzeni. A disp. Dolfi, Leonardelli, Masoni, Santarelli, Bilobrk, Biagioni, Bonanno, Pisani, Pirrò, Diallo, Morazzini, Mataran, Maiorana, Bertolini. All. Galloppa.

Lazio, buona la prima per il Sarri Bis: 3-0 contro la Primavera

Lazio, il Sarri Bis inizia con la vittoria dei biancocelesti nella sfida in famiglia contro la squadra primavera: risultato e tabellino

Prima amichevole stagionale per la Lazio di Maurizio Sarri, che al centro sportivo di Formello ha superato per 3-0 la formazione Primavera in un test utile soprattutto per valutare i primi progressi fisici e tattici. A decidere la sfida, disputata al “Fersini”, sono stati Pedro, Cancellieri e Basic. Un match che ha offerto poche emozioni nella prima parte, ma che ha visto crescere il ritmo nella ripresa, complice il consueto valzer di cambi e l’ingresso di alcuni giovani in cerca di spazio.

La notizia più interessante è forse arrivata più dalla distinta che dal campo: Danilo Cataldi è tornato in campo con la fascia da capitano, mentre Nuno Tavares ha scelto la maglia numero 17, lasciata libera da Ciro Immobile. In difesa, Sarri ha provato quella che potrebbe essere la linea titolare per l’esordio contro il Como, con Provstgaard al fianco di Gila, data l’assenza per squalifica di Romagnoli.

Nel primo tempo, la Lazio ha faticato a imporsi: solo nel finale è riuscita a creare occasioni importanti con Castellanos e Noslin, prima del vantaggio firmato da Pedro, abile a sfruttare un pallone vagante in area e battere Bosi con un sinistro angolato.

Nella ripresa, spazio a dieci cambi per Sarri. Il protagonista è stato Mattia Cancellieri, autore del gol più bello della serata con un sinistro all’incrocio dai 25 metri. Nel finale, dopo una buona reazione della Primavera, è arrivata anche la rete del definitivo 3-0 firmata da Toma Basic, su assist di Belahyane.

Prossimo appuntamento sabato 26 luglio allo stadio “Benito Stirpe” di Frosinone, dove la Lazio affronterà l’Avellino.


LAZIO-LAZIO PRIMAVERA 3-0

MARCATORI: 42’ Pedro, 68’ Cancellieri, 90’ Basic

LAZIO (4-3-3): Provedel (46’ Furlanetto, 70’ Renzetti); Marusic (46’ Lazzari), Gila (46’ Gigot, 76’ Ruggeri), Provstgaard (46’ Romagnoli), Tavares (46’ Hysaj); Guendouzi (46’ Belahyane), Cataldi (46’ Rovella), Dele-Bashiru (46’ Vecino); Noslin (46’ Cancellieri), Castellanos (46’ Dia), Pedro (57’ Basic). A disp.: Sana Fernandes, Pinelli. All. Sarri.

LAZIO PRIMAVERA (4-3-3): Bosi (46’ Giacomone, 68’ Pannozzo); Ferrari (55’ Lauri), Bordon (55’ Ciucci), Bordoni (55’ Pernaselci), Calvani (46’ Trifelli); Gelli (46’ Santagostino), Farcomeni (46’ Milillo, 70’ Iorio), Morelli (46’ Battisti, 70’ Carbone); Cuzzarella (46’ Curzi, 70’ Cangemi), Sulejmani (46’ Montano, 70’ D’Agostino), Serra (46’ Canali). All. Punzi.

Goglichidze in uscita dall’Empoli: Parma e Sassuolo ci provano, ma i toscani sparano alto

Saba Goglichidze via dall’Empoli: Parma e Sassuolo ci provano, ma i toscani fanno muro; l’obiettivo è non svendere

È uno dei nomi più caldi del mercato in uscita dell’Empoli e uno dei profili giovani più osservati in Italia: Saba Goglichidze, difensore centrale classe 2004, è finito da mesi sul taccuino dei principali club di Serie A. Secondo quanto riportato da La Nazione, il georgiano è seguito con attenzione da Roma, Juventus, Milan, Lazio, Bologna, Udinese e Pisa, che avevano già avviato contatti esplorativi lo scorso gennaio. Nelle ultime settimane si sono però inserite con decisione anche Sassuolo e Parma, che stanno cercando di sfruttare l’attuale stallo per provare il sorpasso. L’Empoli, retrocesso in Serie B ma determinato a monetizzare dai suoi talenti, ha fissato il prezzo tra i 7 e gli 8 milioni di euro e immagina una possibile asta.

Il club toscano, pur consapevole dell’interesse attorno al giocatore, non ha fretta di chiudere: la priorità è evitare una svendita e valorizzare al massimo la cessione. Un’eventuale partenza del centrale sarebbe uno dei tasselli principali della rifondazione azzurra dopo la retrocessione, che passa inevitabilmente anche dalla capacità di fare plusvalenze sui giovani cresciuti in casa o valorizzati in prima squadra. Un segnale in questo senso è arrivato anche dal campo: Goglichidze è stato impiegato solo nella mezz’ora finale del primo test stagionale, una scelta che pare suggerire una sua imminente uscita.

Il difensore georgiano arriva da una stagione di crescita repentina e decisiva. Dopo un 2022-23 senza presenze in prima squadra, è esploso nell’ultima annata, collezionando ben 34 presenze in maglia azzurra e diventando una certezza al centro della difesa. Le sue prestazioni non sono passate inosservate neppure al di fuori dei confini italiani: nel 2024 è arrivata anche la chiamata della Nazionale maggiore della Georgia, con cui ha già giocato tre gare di Nations League. Un percorso in ascesa che ha convinto molti osservatori e che ora promette di portarlo lontano da Empoli. Resta solo da capire dove.

Liverpool in partenza per la tournée asiatica: Chiesa rimane in casa, l’addio sempre più vicino

Il Liverpool pronto a partire per la tourné asiatica: tra gli esclusi spicca Federico Chiesa, sempre più fuori dai piani dei Reds

Il Liverpool ha ufficializzato la lista dei convocati per la tournée estiva in Asia, dove proseguirà la preparazione in vista della nuova stagione. Il debutto ufficiale è previsto per il 10 agosto, quando i Reds affronteranno il Crystal Palace nel Community Shield, primo appuntamento per la squadra Slot. Ma prima di allora, la squadra volerà a est per sfidare in amichevole il Milan e lo Yokohama F. Marinos, due test utili per consolidare l’identità tattica voluta dal nuovo tecnico olandese.

L’elenco diramato in serata conferma diverse certezze, ma anche una grande assenza: Federico Chiesa non figura tra i convocati. L’esterno offensivo azzurro, autore di due gol nelle prime due amichevoli estive contro Preston North End e Stoke City, non parteciperà alla spedizione. Una scelta che sembra sancire la distanza tra l’ex Juventus e il progetto tecnico del nuovo Liverpool. Dopo i segnali incoraggianti mostrati sul campo, il suo esclusione assume un valore chiaro: non rientra nei piani di Slot.

Resta ora da capire quale sarà il futuro di Chiesa. Nei giorni scorsi si era parlato di un possibile interesse del Napoli, ma l’arrivo di Lang – ufficializzato di recente – potrebbe complicare le cose. L’ipotesi più probabile è una cessione all’estero, ma per ora il suo destino resta in sospeso.

Intanto, nel comunicato pubblicato sui canali ufficiali del club, si ripercorrono le ultime tappe della preparazione: dopo la netta vittoria per 5-0 sullo Stoke City in un test a porte chiuse, il gruppo è partito per l’Asia nella serata di domenica.

COMUNICATO UFFICIALE – LIVERPOOL
– «I Reds sono partiti per l’Asia domenica sera in vista delle partite contro l’AC Milan e lo Yokohama F. Marinos, entrambe visibili in diretta su All Red Video. In precedenza, la squadra di Arne Slot aveva sconfitto lo Stoke City per 5-0 in un’amichevole a porte chiuse presso l’AXA Training Centre».

CONVOCATI
Alisson, Gomez, Endo, Van Dijk, Konate, Diaz, Szoboszlai, Nunez, Mac Allister, Salah, Jones, Gakpo, Elliott, Tsimikas, Robertson, Gravenberch, Doak, Woodman, Mamardashvili, Kerkez, Wirtz, Frimpong, Pecsi, Ngumoha, Misciur, Morton, Bradley, Stephenson, Nyoni.

Pisa, 7 gol nella prima uscita dei toscani con Gilardino in panchina

Prima uscita stagionale per il Pisa di Alberto Gilardino: vittoria agevola con 7 gol contro una rappresentativa della Valle d’Aosta

Prima uscita stagionale positiva per il Pisa di Alberto Gilardino, che inaugura il ritiro estivo in Valle d’Aosta con una convincente vittoria per 7-0 contro una rappresentativa locale. Un test utile soprattutto per mettere minuti nelle gambe dopo la prima settimana di lavoro, con buone indicazioni e sette marcatori diversi a referto.

La squadra nerazzurra ha mostrato sin da subito un atteggiamento propositivo, sbloccando il punteggio dopo appena quattro minuti con Touré. A metà primo tempo è arrivato il raddoppio su rigore firmato da Matteo Tramoni, seguito a stretto giro da altri due gol: Piccinini al 39’ e Buffon al 43’. Nella ripresa, spazio a un undici completamente rinnovato e ritmo più basso, ma il Pisa ha continuato a premere e ha trovato altre tre reti nei primi minuti: Mlakar al 46’, Jevsenak al 48’ e Bonfanti al 57’.

Da lunedì il gruppo tornerà al lavoro presso il Centro Sportivo Valdigne Mont Blanc, dove continuerà a prepararsi in vista dei prossimi impegni amichevoli: mercoledì 23 luglio contro il Bra (ore 18.00) e domenica 27 luglio contro la Pro Vercelli (ore 17.30).

Il test ha permesso a Gilardino di ruotare tutta la rosa a disposizione, inclusi i nuovi innesti e alcuni giovani della Primavera, in un contesto ideale per sperimentare soluzioni e testare la condizione atletica. In evidenza soprattutto i centrocampisti, con buona qualità di palleggio e inserimenti efficaci, e un attacco già mobile e affiatato nonostante i carichi di lavoro.

Il tabellino della gara odierna

MARCATORI: 4′ Touré, 35′ Tramoni M. (rig.), 39′ Piccinini, 43′ Buffon, 46′ Mlakar, 48′ Jevsenak, 57′ Bonfanti.

PISA: Semper (46′ Nicolas), Calabresi (46′ Sapola), Giani (6′ Durmush, 46′ Angori), Piccinini (46′ Hojholt), Caracciolo (46′ Canestrelli), Mbambi (46′ Lusuardi), Touré (46′ Mlakar), Marin (46′ Jevsenak, 70′ Frosali), Buffon (46′ Bonfanti, 70′ Arena), Tramoni M. (46′ Tramoni L.), Moreo (46′ Maucci). Allenatore: Gilardino.

RAPPR. VALLE D’AOSTA: Pomat (46′ Celesia), Marchesano, Balbis (29′ Bosdnin), Gentili (46′ Pession), Joly, Panizzi (22′ Jotaz), Monteleone, Nastasi, Dayne (29′ Lubot), Carpentieri, Guedoz (22′ Raco). Allenatore: Dosso.

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