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Calciomercato Sampdoria: nodo Tutino, presentato ricorso al CONI! Il comunicato

Calciomercato Sampdoria: nodo Tutino, presentato oggi ricorso al CONI! Il comunicato ufficiale sulla questione

Si complica il futuro di Gennaro Tutino, attaccante classe 1996 con un passato nelle giovanili del Napoli e diverse esperienze tra Serie A e B. La situazione legata al suo trasferimento alla Sampdoria ha registrato un nuovo sviluppo: come segnalato da Alfredo Pedullà tramite il suo profilo X, l’agente del calciatore, Mario Giuffredi, ha presentato ricorso al Collegio di Garanzia del CONI. Al centro del caso vi sarebbero presunte irregolarità nell’operazione che ha portato Tutino in blucerchiato.

Obbligo di riscatto entro il 31 luglio

Il nodo principale riguarda l’obbligo di riscatto previsto dall’accordo tra Sampdoria e Cosenza, società proprietaria del cartellino del giocatore. Il club ligure dovrà versare 2,5 milioni di euro entro il 31 luglio per acquisire definitivamente l’attaccante. Rispettare la scadenza non è soltanto una formalità amministrativa: eventuali ritardi o inadempienze potrebbero comportare conseguenze in ambito sportivo e disciplinare, compresa una possibile penalizzazione nella prossima stagione di Serie B.

Vedremo come si evolverà il tutto con il Collegio di Garanzia che nei prossimi giorni valuterà la richiesta del procuratore dell’attuale numero 10 della Sampdoria. Ecco il comunicato ufficiale del CONI:

COMUNICATO – «Il Collegio di Garanzia dello Sport ha ricevuto un’istanza arbitrale, ex art. 22, comma 2, del Regolamento Agenti Sportivi del CONI, presentata dalla M.A.R.A.T. Football Management S.r.l., in persona dell’Amministratore Unico ed Agente Sportivo, sig. Mario Giuffredi, nei confronti della U.C. Sampdoria S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, in virtù del contratto di mandato, stipulato in data 30 luglio 2024, con il quale la società intimata ha conferito l’incarico alla suddetta istante al fine di curare i suoi interessi per il tesseramento, a titolo temporaneo, con obbligo di riscatto, alle condizioni pattuite tra cedente e cessionaria, per trasformare la cessione da temporanea in definitiva e per la stipula del contratto di prestazione sportiva del calciatore Gennaro Tutino».

Mercato Cagliari: i rossoblù puntano il mediano di una big di Serie A! L’ultima idea del ds Angelozzi

Mercato Cagliari: i rossoblù puntano al centrocampista di una grande di Serie A! L’ultima idea del direttore sportivo Angelozzi

Il Cagliari guarda al futuro e punta a rinforzare il centrocampo con un profilo interessante: secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il club sardo ha manifestato interesse per Yacine Adli, centrocampista franco-algerino classe 2000 attualmente in forza al Milan. Il giocatore, noto per la sua versatilità e intelligenza tattica, potrebbe rappresentare un colpo di spessore per la squadra rossoblù.

Chi è Yacine Adli

Adli è un regista moderno, capace di abbinare visione di gioco e tecnica individuale. Cresciuto nel vivaio del Paris Saint-Germain, ha militato nel Bordeaux prima di trasferirsi al Milan nel 2021. Nonostante un utilizzo non costante sotto la guida di Stefano Pioli, ha mostrato qualità notevoli come la capacità di gestire i ritmi e servire passaggi chiave. A 24 anni, il suo potenziale è ancora in fase evolutiva e potrebbe trovare nuovo slancio in un ambiente come quello cagliaritano.

Il ruolo di Guido Angelozzi

Il direttore sportivo del Cagliari, Guido Angelozzi, è noto per la sua abilità nello scovare talenti e costruire progetti tecnici solidi. Convinto delle potenzialità di Adli, Angelozzi dovrà ora affrontare il compito più arduo: persuadere il presidente Tommaso Giulini a investire in modo deciso su un profilo che richiede impegno economico, sia per il costo del cartellino che per l’ingaggio.

Sfida economica e strategie future

Giulini, da sempre attento alla sostenibilità finanziaria, dovrà valutare attentamente la proposta in chiave costi-benefici. Un piano ben costruito, che metta in risalto il valore tecnico e l’impatto strategico dell’acquisto, sarà fondamentale per sbloccare l’affare.

Trattativa in fase embrionale

Ad oggi, non risulta pervenuta alcuna offerta ufficiale da parte del Cagliari. Le prossime settimane saranno decisive: il dialogo con il Milan, la volontà del giocatore e la disponibilità economica del club sardo rappresentano le variabili chiave per l’eventuale chiusura dell’operazione.

Matri non ha dubbi: «La scalata del Milan è senza dubbio più difficile. Allegri è un maestro nel valorizzare…»

Matri: «La scalata del Milan è senza dubbio più difficile. Allegri è un maestro nel valorizzare…». Le dichiarazioni sui rossoneri e non solo

Nei giorni scorsi Alessandro Matri, ex centravanti con una carriera che ha attraversato club storici della Serie A come Milan, Juventus, Cagliari e Lazio, ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Nel corso del colloquio, Matri ha analizzato gli obiettivi stagionali del Milan, soffermandosi sulle potenzialità della squadra rossonera.

In seguito, l’ex attaccante ha proposto un interessante confronto tra due allenatori che hanno segnato il suo percorso professionale: Massimiliano Allegri e Antonio Conte. Attraverso le sue parole, ha tracciato un parallelismo tra i loro metodi, personalità e visioni tattiche.

Il Milan di Allegri potrebbe effettuare una cavalcata Scudetto come fatto dal Napoli di Antonio Conte lo scorso anno?

«La scalata del Milan è senza dubbio più difficile. La base che Conte ha trovato a Napoli era quella dello scudetto di Spalletti, lui li ha fatti risentire forti. Nella costruzione della mentalità vincente è fenomenale. Del Milan dello scudetto 2022 sono rimasti solo Leao e Maignan,per il resto sono una squadra in costruzione e profondamente rinnovata».

Qual è l’obiettivo più realistico per il nuovo Milan di Max Allegri?

«Sicuramente il ritorno in Champions. Poi dipenderà anche dal valore dei nuovi acquisti. Theo
e Walker erano giocatori di grande spessore. Il reparto difensivo è senza dubbio da rinforzare, anche perché sappiamo quanto Max costruisca i suoi successi puntando proprio sulla solidità del reparto».

Differenze e similitudini tra Massimiliano Allegri e Antonio Conte:

«Allegri è un maestro nel valorizzare tecnicamente le risorse che ha a disposizione. Riesce a far rendere al meglio i giocatori, secondo le proprie caratteristiche. Il suo obiettivo è mettere ognuno nelle condizioni ideali di esprimersi, in questo è un assoluto specialista. Con Max, se hai qualità, è difficile non “performare”. Conte ha un metodo molto più tattico, una lettura delle partite attenta, uno studio meticoloso dell’avversario. Ogni movimento è ragionato, anche se è più aperto ai cambi di sistema. Ovviamente la mentalità vincente li accomuna»

Calciomercato, colpo Vlahović per un club di Serie B! I dettagli dell’operazione: affare in chiusura! Le ultimissime

Calciomercato, colpo Vlahović per lo Spezia! I dettagli dell’operazione: affare del club di Serie C è in chiusura! Le ultimissime

Lo Spezia Calcio si prepara a vivere una nuova stagione con l’obiettivo dichiarato di centrare la promozione in Serie A. Dopo due stagioni di transizione nella cadetteria, il club ligure guidato da Luca D’Angelo, tecnico esperto e pragmatico con una lunga esperienza nella categoria, è pronto a rilanciare le proprie ambizioni. Nella stagione 2024/25, la squadra ha sfiorato l’impresa fermandosi ad un passo dal traguardo: la sconfitta per 3-2 nella finale playoff contro la Cremonese ha interrotto i sogni di gloria, nonostante una prestazione combattiva.

Con il campionato 2025/26 alle porte, l’attenzione si sposta ora sul calciomercato estivo, un terreno su cui lo Spezia sta operando con decisione per migliorare la rosa, in particolare nel reparto offensivo. La società ha messo gli occhi su Vanja Vlahović, attaccante serbo classe 2004 di proprietà dell’Atalanta U23. Alto, potente e dotato di grande senso della posizione, Vlahović è una punta centrale capace di abbinare fisicità, tecnica e fiuto del gol. Nell’ultima stagione in Serie C, ha messo a segno 19 reti in 30 presenze, confermandosi tra i giovani più promettenti del panorama calcistico italiano ed europeo.

L’operazione per il trasferimento dell’attaccante è alle battute finali e potrebbe rappresentare una pedina chiave nello scacchiere tattico di D’Angelo, che punta su un gioco concreto ma propositivo. Vlahović porterebbe freschezza e imprevedibilità, caratteristiche che potrebbero risultare decisive in una Serie B sempre più competitiva. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

Lo Spezia, nel frattempo, valuta altre soluzioni per completare il reparto avanzato e offrire al mister una gamma più ampia di alternative. Tra i nomi seguiti spuntano anche profili internazionali, a conferma di una strategia ambiziosa e mirata. Il countdown per l’inizio della stagione è cominciato. E a La Spezia, la parola d’ordine è: rilancio.

Lotta Scudetto, Ventura analizza: «Penso che sia un momento storico per il Napoli, può aprire un ciclo. Ecco perchè»

Lotta Scudetto, Ventura spiega: «Penso che sia un momento storico per il Napoli, può aprire un ciclo. Ecco perchè». Le dichiarazioni

Nel corso della sua partecipazione al programma Marte Sport Live su Radio Marte, Giampiero Ventura — ex commissario tecnico della Nazionale e tecnico di club come Torino e Bari — ha offerto una panoramica lucida e articolata sulla prossima corsa allo scudetto in Serie A.

Ventura ha individuato nel Napoli guidato da Antonio Conte una possibile protagonista assoluta. Secondo l’esperto allenatore, l’entusiasmo generato dalla vittoria del tricolore e Conte potrebbero dare il via a un ciclo vincente.

LE DICHIARAZIONI DI GIAMPIERO VENTURA – «Il mercato del Napoli è appena iniziato ma la traccia è molto interessante. La difesa è stata un punto di forza e l’attacco secondo me andrebbe rinforzato, come già sta accadendo. Noto la voglia di fare qualcosa di importante. Penso che sia un momento storico per il Napoli, può aprire un ciclo come non è capitato dopo lo scudetto vinto con Spalletti per le ragioni che conosciamo. Dico questo perché l’Inter secondo me è in una crisi di identità, il Milan si deve ricostruire, Roma e Lazio sono due punti interrogativi. Il Napoli ha dalla sua la continuità tecnica e il club, con comprende, sta supportando le idee ei desideri di Conte, sono segnali estremamente forti stagione si è ritagliato uno spazio importantissimo quest’anno perché è stato uno dei giocatori più importanti che ha avuto il Bologna.

In ogni caso si tratta di calciatori di alto profilo che mi fanno anche capire che Conte ripartirà dal 4-3-3. Credo poi che serva un altro bomber da affiancare a Lukaku, dovendo partecipare a molte competizioni. Lucca ha fatto il primo anno di Serie A, mi sembra che il livello del Napoli sia talmente alto che forse è troppo alto per lui, ma questa è solo una mia sensazione. Non dimenticherei che il Napoli ha pur sempre anche Raspadori, che alla fine risulta sempre determinante. Ma chi meglio di Conte potrà decidere la cosa giusta?»

Osimhen Juve, Marino spiega l’intoppo nella trattativa tra il Napoli e il Galatasaray: «C’è una condizione che ha frenato la trattativa»

Osimhen Juve, Marino analizza lo stop nella trattativa tra il Napoli e il Galatasaray: «C’è una condizione, però, che ha frenato la trattativa». Le parole

L’approdo di Victor Osimhen al Galatasaray rischia di subire un brusco stop. A sollevare dubbi sull’operazione è Pierpaolo Marino, ex direttore tecnico del Napoli, durante un intervento radiofonico nel programma “A Pranzo con Chiariello” su Radio CRC. Marino ha rivelato un dettaglio significativo che potrebbe stravolgere gli equilibri di mercato e riaprire scenari inattesi. Parole che interessano anche ai tifosi della Juventus…

PAROLE – «Nei giorni scorsi ho espresso il mio dubbio sulla questione legata a Victor Osimhen. Conosco il modo di trattare dei club turchi e so che cercano di attrarre i giocatori con ingaggi elevati pagando il cartellino ad un prezzo ridotto e con dei ritardi. Inizialmente il Galatasaray sembrava disposto ad assicurare le cifre della clausola di circa 75 milioni. C’è una condizione, però, che ha frenato la trattativa ed è la richiesta dei turchi di pagare la clausola in cinque rate».

IL GALATASARAY FA DA APRIPISTA PER UNA NUOVA CESSIONE? – «Qualora il Galatasaray dovesse cedere il calciatore dopo un anno ad un altro club, pagherebbe solo una rata equivalente ad un prestito secco. Questa condizione mi ha fatto sorgere il dubbio che ci fosse qualche squadra dietro questa operazione che spinge affinché l’operazione si svolga in questa direzione poiché non può garantire le fideiussioni. Evidentemente la società in questione ha garantito al Galatasaray di acquistare il giocatore dopo un anno pagando il residuo delle rate. In questo modo il club turco pagherebbe solo una rata della clausola che equivarrebbe ad un prestito».

NAPOLI PIÙ FORTE CON OSIMHEN – «Io parlo sempre di dubbi ma il Presidente del Napoli si sarà reso conto che ci può essere dietro un potenziale acquirente e chiede delle garanzie economiche sulla cessione del giocatore. De Laurentiis vuole ricevere gli importi senza subire ritardi, per fortuna la FIFA prima o poi costringe i club a pagare. Ritorno a Napoli? Il club partenopeo sarebbe molto più forte dell’anno scorso con Victor Osimhen. Il Napoli sta facendo un ottimo mercato e con la squadra dell’anno scorso più Osimhen e i giocatori che ha acquistato avrebbe tutte le carte in regola per farsi strada in Champions».

Calciomercato Pisa: occhi puntati su Jamil Siebert, difensore del Fortuna Düsseldorf! le ultime

Calciomercato Pisa: occhi puntati con attenzione su Jamil Siebert, difensore del Fortuna Düsseldorf. Le ultimissime

Il Pisa, neopromosso in Serie A, ha avviato i contatti per l’acquisto di Jamil Siebert, difensore centrale classe 2002 in forza al Fortuna Düsseldorf. Alto 1,90 metri e noto per il suo fisico imponente e la marcatura aggressiva, Siebert è considerato uno dei prospetti più promettenti della 2. Bundesliga. Secondo quanto riportato da SestaPorta.News, l’interesse del club toscano è concreto e potrebbe presto sfociare in una trattativa ufficiale.

Il calciatore tedesco ha manifestato la propria volontà di cambiare aria dopo quindici anni con il club biancorosso, interrotti solo da una parentesi in prestito al Viktoria Köln, formazione della terza serie. Siebert avrebbe già comunicato la sua decisione ai vertici della società, tra cui Klaus Allofs, ex attaccante e oggi dirigente sportivo, e Christian Weber, responsabile del settore tecnico. La Serie A rappresenta per lui una nuova sfida, e Pisa potrebbe offrirgli l’occasione ideale per affermarsi in un campionato competitivo e prestigioso.

Una trattativa complessa

Nonostante l’interesse del Pisa, l’operazione si preannuncia tutt’altro che semplice. La clausola rescissoria da 5,5 milioni di euro è infatti scaduta a maggio, costringendo i nerazzurri a negoziare direttamente con il club tedesco. Il contratto di Siebert è valido fino al 2027 e il Fortuna lo considera ancora un elemento chiave, non solo sul campo ma anche per la valorizzazione economica futura.

Fonti vicine alla società rivelano che il Düsseldorf non ha alcuna urgenza di vendere e punta a massimizzare il ritorno finanziario dall’eventuale cessione. La dirigenza pisana dovrà quindi presentare un’offerta convincente, compatibile con il budget disponibile e con le esigenze della rosa, che necessita di rinforzi difensivi di spessore per affrontare la nuova stagione. Un eventuale arrivo di Siebert, infatti, alzerebbe sensibilmente il livello tecnico e l’esperienza del reparto arretrato, dando stabilità e fiducia alla squadra di mister Alberto Gilardino.

Italia Spagna femminile, le formazioni ufficiali del match: ecco le scelte dei due ct!

Italia Spagna femminile, le formazioni ufficiali della partita: ecco le scelte dei due allenatori e le statische

La terza giornata del Gruppo B degli Europei femminili porta in scena una sfida dal sapore di dentro o fuori: Italia-Spagna è il crocevia che può segnare il cammino delle Azzurre. Il CT Andrea Soncin, consapevole dell’importanza della gara, apporta modifiche significative all’undici titolare, puntando su un assetto flessibile capace di adattarsi sia in fase offensiva che difensiva.

Modulo fluido e nuovi equilibri

L’Italia si schiererà con un 3-4-3, che si trasformerà in 4-4-2 in fase di non possesso. In attacco spazio a Martina Piemonte e Barbara Bonansea, con Cantore confermata nel ruolo di esterna. A centrocampo, fuori Severini e Di Guglielmo, mentre sulle fasce agiscono Oliviero e Boattin. In mezzo, a dettare ritmo e geometrie, il duo affidabile Caruso–Giugliano. Difesa invariata, con le tre centrali a protezione della numero uno Laura Giuliani, veterana del gruppo.

Scenari qualificazione: calcoli e incroci

Per garantirsi l’accesso ai quarti di finale, l’Italia deve evitare la sconfitta contro la Spagna. In caso di KO, potrebbe comunque avanzare se il Portogallo non dovesse battere il Belgio. Se invece le lusitane vincessero, tutto dipenderà dalla differenza reti: attualmente l’Italia è a +1, il Portogallo a -5. Un margine che garantisce speranza, ma non tranquillità.

Spagna: Bonmatí rientra, attacco di talento

La Spagna, già qualificata, ruota parte dell’organico. A centrocampo torna titolare la regista Aitana Bonmatí, affiancata dalle blaugrana Guijarro e Putellas, garanzia di palleggio e visione di gioco. In attacco spazio a Mariona, con Del Castillo e Paralluelo, quest’ultima velocissima e tecnicamente raffinata. In difesa, solo Paredes conserva il posto, davanti alla giovane Nanclares.

ITALIA (3-4-3): Giuliani; Lenzini, Salvai, Linari; Oliviero, Giugliano, Caruso, Boattin; Cantore, Piemonte, Bonansea. A disposizione: Baldi, Durante, Di Guglielmo, Schatzer, Severini, Girelli, Piga, Bergamaschi, Serturini, Goldoni, Greggi, Cambiaghi. CT Andrea Soncin

SPAGNA (4-3-3): Nanclares; Fernandez, Paredes, Mendez, Ouahabi; Bonmatì, Guijarro, Putellas; Del Castillo, Paralluelo, Mariona. A disposizione: Sullastres, Cata Call, Batlle, Carmona, Esther Gonzalez, Aleixandri, Martin-Prieto, Garcia, Vicky Lopez, Pina, Redondo, Zubieta. ct Montse Tomé

Leao Milan, l’esterno fa impazzire Massimiliano Allegri! Il messaggio da Milanello è chiaro! Il retroscena

Leao Milan, l’esterno portoghese fa impazzire il tecnico ex Juve Massimiliano Allegri! Il messaggio da Milanello è chiaro! Le ultime

Rafael Leão, attaccante portoghese classe 1999, sta vivendo un momento cruciale della sua carriera con il Milan. L’arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera ha aperto scenari inediti per il talento ex Sporting e Lille, che pare determinato a voltare pagina dopo stagioni altalenanti. I primi segnali giunti da Milanello lasciano intravedere un cambiamento positivo nel suo atteggiamento e nella sua dedizione.

Secondo quanto riportato dal giornalista Carlos Passerini sul suo canale YouTube, Leão ha mostrato una nuova consapevolezza professionale fin dalla pausa estiva. Durante le vacanze, ha scelto di lavorare con un preparatore personale, un dettaglio che rivela il suo impegno per raggiungere la piena maturità sportiva. Inoltre, il portoghese sarebbe stato tra i primi ad arrivare agli allenamenti e avrebbe persino pernottato a Milanello—gesti non abituali in passato, ma che testimoniano una crescente concentrazione sull’obiettivo.

Il cambiamento sembra essere favorito anche dal clima instaurato da Allegri, allenatore italiano con un curriculum di cinque scudetti con la Juventus. A differenza dei suoi predecessori, Paulo Fonseca e Sergio Conceição, con cui Leão non aveva mai trovato la giusta sintonia, Allegri adotta un approccio più flessibile, lontano dal rigido “pugno duro”. Passerini sottolinea come il rapporto tra i due sia improntato sulla fiducia reciproca, elemento che potrebbe rivelarsi decisivo.

Dal punto di vista tattico, l’idea dell’ex tecnico juventino è quella di lasciare maggiore libertà offensiva al giocatore, sfruttando al massimo la sua velocità e creatività. Un’impostazione simile a quella adottata da Stefano Pioli, che in passato aveva valorizzato Leão con ottimi risultati.

In conclusione, i segnali iniziali indicano un rinnovato spirito e una ritrovata motivazione nel numero 10 rossonero. Se confermati sul campo, questi atteggiamenti potrebbero finalmente condurre Rafael Leão alla tanto attesa consacrazione come leader tecnico del Milan. Tifosi e club sperano in una stagione di svolta, dove talento e impegno convergano verso il successo.

Jashari Inter, Pedullà non ha dubbi: «Ieri sono venute fuori fake news su inserimenti di altri club. La sua volontà è chiara»

Jashari Inter, Pedullà svela «Ieri sono venute fuori fake news su inserimenti di altri club. La sua volontà è chiara». Le dichiarazioni

Nelle ultime ore, il nome di Ardon Jashari è tornato al centro delle discussioni sul calciomercato europeo. Il centrocampista svizzero, classe 2003, attualmente sotto contratto con il Club Brugge, è considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio elvetico. Dotato di visione di gioco, forza fisica e ottima lettura tattica, Jashari ha attirato l’attenzione di diversi club, ma le voci su un possibile inserimento dell’Inter nella trattativa sono state prontamente smentite.

Secondo quanto riferito dal giornalista sportivo Alfredo Pedullà, durante un recente intervento sul suo canale YouTube, la situazione di Jashari al Brugge sarebbe alquanto complicata. Il giovane centrocampista avrebbe manifestato chiaramente la volontà di trasferirsi al Milan, club che stima e in cui vede un progetto tecnico adatto alla sua crescita. Pedullà ha definito la situazione del calciatore come una sorta di “prigionia”, evidenziando l’impasse tra il desiderio del giocatore e le richieste economiche del club belga.

Inoltre, Pedullà ha categoricamente smentito le indiscrezioni che collegavano Jashari all’Inter, bollandole come “fake news” prive di riscontri. Questo chiarimento conferma che, al momento, i nerazzurri non sono coinvolti nella corsa per il talento svizzero.

Il Milan resta in pole position

Al momento, il Milan sembra essere l’unico club realmente interessato a Jashari. I rossoneri stanno valutando l’operazione con attenzione, consapevoli del potenziale tecnico e della motivazione del giocatore. Tuttavia, la trattativa resta complessa: il Club Brugge pretende una cifra importante per lasciarlo partire, e questo potrebbe rallentare il trasferimento.

Con il mercato ancora aperto, non si esclude l’ingresso di nuove pretendenti, qualora la trattativa con il Milan non dovesse andare in porto rapidamente. Jashari, dal canto suo, è determinato a fare un salto di qualità nella sua carriera.

JASHARI INTER, PEDULLÀ – «Jashari penso sia un prigioniero del Club Brugge. Questa situazione porterà solo problemi al club belga, è una roba allucinante e senza un senso. La situazione va seguita, il ragazzo ha espresso il suo desiderio (di andare al Milan, ndr). Ieri sono venute fuori fake news su inserimenti di altri, che a me non risultano proprio»

Mercato Juve: il Dortmund svela la cifra per la cessione di quel giocatore! Ecco quanto servirà per portalo in bianconero

Mercato Juve: il Borussia Dortmund svela la cifra per la cessione di quel giocatore! Ecco quanto servirà per portalo a Torino

Il calciomercato estivo entra nel vivo e la Juventus continua a esplorare nuove opzioni per rinforzare il reparto offensivo. Secondo quanto riferito dal quotidiano tedesco BILD, i bianconeri avrebbero posato gli occhi su Karim Adeyemi, attaccante classe 2002 del Borussia Dortmund e della nazionale maggiore tedesca. Dotato di una velocità fuori dal comune e di ottime doti tecniche, Adeyemi rappresenta uno dei giovani più promettenti del panorama europeo.

Il profilo di Adeyemi: rapidità e versatilità al servizio dell’attacco

Cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Red Bull Salzburg, il ventiduenne Adeyemi si è imposto per le sue accelerazioni fulminee e la capacità di attaccare la profondità. Attualmente in forza al Borussia Dortmund, è in grado di agire sia da ala che da seconda punta, un profilo ideale per lo stile di gioco verticale e aggressivo promosso da Igor Tudor, nuovo allenatore della Juventus. Tudor, croato ed ex difensore centrale, è noto per la sua intensità tattica e per valorizzare profili dinamici in fase offensiva.

Ostacolo economico: il Dortmund chiede 70 milioni

Nonostante l’interesse concreto della Juventus, l’operazione è tutt’altro che semplice. Il Borussia Dortmund, club celebre per la gestione oculata dei propri talenti, avrebbe fissato una valutazione da 70 milioni di euro per lasciar partire il giovane attaccante. Una cifra che, al momento, non rientra nei piani di mercato della dirigenza bianconera, già impegnata in trattative importanti su altri fronti.

Un sogno di mercato, per ora complicato

Adeyemi rappresenterebbe un salto di qualità evidente per la rosa juventina, grazie alla sua esperienza internazionale e al suo margine di crescita. Tuttavia, senza una cessione eccellente che possa finanziare l’investimento, la pista resta difficilmente percorribile. I tifosi della Juventus possono comunque sperare, perché il nome di Adeyemi è sinonimo di prospettiva e ambizione.

Assalto del Bayern a Luis Díaz: offerta da 52 milioni, ma il Liverpool fa muro

Luis Diaz e l’assalto del Bayern per il talento. Ecco la risposta attuale del Liverpool. Le ultime


Un’offerta ufficiale per scuotere il mercato e testare la determinazione del Liverpool. Secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco BILD, il Bayern Monaco ha lanciato il suo primo, concreto assalto per l’esterno offensivo dei Reds, Luis Díaz. I bavaresi avrebbero messo sul piatto una prima offerta da 52 milioni di euro, una cifra ritenuta però ancora molto lontana dalla valutazione che il club di Anfield fa del suo giocatore.

Si apre così ufficialmente un braccio di ferro che promette di infiammare l’estate delle due big che nell’ultima stagione hanno trionfato nei rispettivi campionat sotto la guida di Vincent Kompay e di Arne Slot.

Nonostante un mercato in entrata già scoppiettante, con gli arrivi di Wirtz, Kerkez e Frimpong, il Liverpool non ha alcuna intenzione di cedere il 28enne colombiano, considerandolo una pedina fondamentale del suo progetto.

La sua ultima stagione ad Anfield, del resto, è stata di altissimo livello, confermandolo come uno degli esterni più decisivi della Premier League. Con un bilancio di 14 gol e 11 assist in tutte le competizioni, il colombiano è stato un pilastro nella cavalcata che ha riportato il titolo ad Anfield.

Tuttavia, la situazione è più complessa di quanto sembri. Il contratto di Díaz scade nel 2027 e, al momento, non sono state avviate discussioni per un rinnovo. Un silenzio che, come sottolinea la stampa inglese, si fa sempre più assordante.

È in questo stallo che si è inserito con forza il Bayern. Il club tedesco, forte di un accordo di massima già raggiunto con l’entourage del giocatore, punta a fare leva sulla volontà dello stesso Díaz, che sarebbe aperto a una nuova sfida. La strategia bavarese è chiara: partire con un’offerta più bassa per poi aumentarla, contando sulla pressione che il giocatore stesso potrebbe esercitare. Il Liverpool, per ora, fa muro, ma la partita è appena iniziata.

Calciomercato Genoa, cosa fare con Miretti? Ecco le ultime novità sul centrocampista in vista della prossima stagione

Calciomercato Genoa: occhi su Miretti, il talento della Juventus nel mirino dei rossoblù. La situazione

Il nome di Fabio Miretti è diventato uno dei più caldi del momento nel panorama del calcio italiano. Il giovane centrocampista della Juventus, classe 2003, è al centro di diverse trattative, e tra i club più interessati c’è anche il Genoa, che guarda con grande attenzione all’evolversi della situazione. Il Calciomercato Genoa, infatti, si muove con l’obiettivo di rinforzare la rosa con profili giovani, ma già pronti per la Serie A, e Miretti rappresenta un’opportunità da non lasciarsi sfuggire.

Dopo averlo seguito da vicino durante la scorsa stagione — quando il centrocampista ha accumulato minuti importanti anche in prestito — il club ligure sarebbe pronto a confermare il proprio interesse. Il calciomercato Genoa, infatti, considera Miretti un tassello ideale per il proprio progetto tecnico: giovane, duttile e con esperienza sia in Serie A che nelle competizioni europee. Il suo arrivo rappresenterebbe un importante passo in avanti per il centrocampo rossoblù, soprattutto in ottica futura.

Ma la concorrenza è agguerrita. Secondo quanto riportato da Radio Kiss Kiss, anche Napoli e Milan hanno messo nel mirino il giovane bianconero. Entrambi i club vedono in Miretti un profilo perfetto per ringiovanire la mediana con un talento già rodato nel massimo campionato italiano. Nonostante ciò, il Calciomercato Genoa non ha intenzione di mollare la presa e punta a sfruttare i buoni rapporti con la Juventus per cercare di ottenere un prestito con diritto di riscatto.

In casa Juventus, il futuro di Miretti è ancora in fase di valutazione. Igor Tudor, il nuovo tecnico bianconero, sta cercando di capire come e dove inserire il giovane centrocampista nei propri schemi. Tuttavia, con l’arrivo di nuovi elementi a centrocampo, la concorrenza interna si è fatta più serrata e una cessione temporanea potrebbe rivelarsi la soluzione migliore per tutte le parti.

Le prossime settimane saranno decisive. Il Calciomercato Genoa resta vigile e pronto a cogliere l’occasione qualora la Juventus decidesse di lasciar partire Miretti. Il giovane talento è uno dei principali obiettivi della sessione estiva rossoblù.

Calciomercato Fiorentina, occhi su Zanoli per quanto riguarda la fascia destra. Ecco la situazione

Calciomercato Fiorentina: occhi su Zanoli per la fascia destra. La situazione della squadra viola

Il Calciomercato Fiorentina continua a muoversi con attenzione e strategia, soprattutto per rinforzare la fascia destra difensiva. Secondo quanto riportato da TuttoSport, il club viola sta seguendo da vicino Alessandro Zanoli, esterno di proprietà del Napoli reduce da una stagione positiva in prestito al Genoa. Nonostante il buon rendimento, il club ligure ha deciso di non esercitare il diritto di riscatto, e Zanoli è rientrato a Napoli, dove però non sembra rientrare nei piani di Antonio Conte.

La Fiorentina, che ha bisogno di alternative sulla corsia destra, potrebbe cogliere l’occasione per portare Zanoli a Firenze. Il profilo del terzino classe 2000 interessa particolarmente alla dirigenza viola per diversi motivi: la giovane età, la già discreta esperienza in Serie A e la possibilità di inserirlo gradualmente all’interno del progetto tecnico.

Nel contesto del Calciomercato Fiorentina, Zanoli potrebbe arrivare come sostituto di Dodô, qualora il brasiliano dovesse partire alle condizioni ritenute accettabili dal club. In alternativa, l’esterno del Napoli potrebbe essere impiegato come vice Dodô, garantendo una rotazione più ampia e affidabile nel corso della stagione.

Anche il Bologna aveva mostrato interesse per Zanoli nelle scorse settimane, ma la trattativa si è arenata dopo che il Napoli avrebbe chiesto di inserire nell’operazione nomi importanti come Beukema o Ndoye. Una richiesta considerata troppo alta dalla dirigenza rossoblù, che ha momentaneamente sospeso i contatti.

La Fiorentina, invece, potrebbe avere maggiori margini di manovra e flessibilità, soprattutto se dovesse cedere uno dei propri esterni, aprendo così spazio per l’ingresso del terzino partenopeo. La situazione resta in evoluzione, ma i contatti tra i viola e il Napoli sono stati avviati, e non si esclude che nei prossimi giorni possano esserci sviluppi concreti.

Il Calciomercato Fiorentina dimostra così ancora una volta grande attenzione non solo ai grandi nomi, ma anche ai profili giovani e funzionali al progetto tecnico. Zanoli rappresenta un’opportunità concreta per rinforzare la rosa senza stravolgere l’equilibrio economico della società.

Paolo Cannavaro: «Vorrei Insigne nel Napoli e anche altri ex. L’acquisto di De Bruyne dice quanto la squadra sia cresciuta. Ecco cosa è successo a Pechino con la Juve…»

Paolo Cannavaro, ex giocatore azzurro e Juve, ha parlato con CalcioNapoli24. Ecco alcune delle dichiarazioni relative alla sua esperienza e al presente della squadra di Antonio Conte.

LA MAGLIA DEL NAPOLI – «I ricordi sono tanti e piacevoli. Non vi nascondo che qualche mese fa quando il Napoli ha vinto lo Scudetto ho indossato una maglia del Napoli per andare allo stadio. Purtroppo però non mi entrava (ride ndr.). Però, indossare quella maglia per me è stato davvero un motivo d’orgoglio. Ogni volta che indossavo quella maglia provavo la stessa emozione. Mi ritengo un fortunato del calcio che ha avuto la possibilità di giocare per la sua squadra del cuore».

LA SUPERCOPPA A PECHINO – «Tantissima delusione, io dico sempre che i protagonisti in campo devono essere i 22 giocatori. In quell’occasione li purtroppo la terna arbitrale decise di fare più il protagonista di quello che doveva essere. Il buon Pandev non aveva detto niente di che, parlando tra l’altro in macedone. Ci sono tensioni, pressioni, gli arbitri bravi sono anche quelli che capiscono il momento. Li purtroppo la partita è stata condizionata. Non è un alibi, brava la Juve ad aver vinto. Preso dall’ira e dalla rabbia il presidente ci disse di non presentarci alla consegna delle medaglie. Gesto forte, che voleva far capire quello che dicevo prima. Contro una partita che era stata rovinata e condizionato».

IL RITORNO DI INSIGNE – «Fosse per me tutti i figli di Napoli dovrebbero stare nel Napoli. E’ una cosa che è diventata piuttosto difficile. Il Napoli al giorno d’oggi è molto internazionale come rosa. Qualche anno fa c’erano tanti giocatori napoletani in Serie A, si poteva creare una nazionale di giocatori napoletani. Ora un po’ meno».

I SUOI ALLENATORI – «Ho avuto la fortuna di essere stato da tanti allenatori bravi, e qualcuno meno bravo. E anche loro ti insegnano tanto eh, non solo quelli bravi. Ma l’allenatore che mi ha fatto scattare la scintilla è stato Eusebio Di Francesco. Magari anche grazie all’età un po’ più matura. Non credo che un allenatore debba avere ispirazioni da altri allenatori. Se ti dico che sono un estimatore di Ancelotti, Ancelotti stesso si sta adeguando un po’ al calcio che sta cambiando. Devi saper prendere il meglio da quelli che hai avuto come allenatori e anche da chi non hai conosciuto, tipo ascoltando interviste».

LA CRESCITA DEL NAPOLI DI OGGI – «Me l’aspettavo perché l’ambizione del presidente è stata sempre quello di creare un Napoli competitivo negli anni e vincente. Non sono per le cose tutte e subito io, anche culturalmente. E questo percorso di crescita credo sia stato fatto nel miglior modo possibile. ogni step è stato fatto in maniera giusta, senza dover cambiare le le idee del club in base ai momenti e oggi ci godiamo anche un po’ i frutti perché magari qualcuno pensa che il Napoli già all’epoca di Spalletti aveva fatto qualche passo indietro come rosa, ma non non era vero. La rosa è sempre stata molto competitiva da parte del Napoli. Ad oggi si aggiungono tasselli importanti perché prendere giocatori dal PSV, adesso li prendi dallo United, li prendi dal City, questo ti fa capire che oltre che Napoli sta crescendo tanto, secondo me, anche al di fuori del campo, oltre quello che i risultati del campo, ti fa capire che anche la società è molto più ambiziosa rispetto a prima e quindi sa che oggi il rifiuto non lo riceve perché qualche anno fa giocatori che tra Napoli e una squadra normale di Serie A andavano in una squadra normale di Serie A o addirittura in qualche squadra di Serie B. Ad oggi Napoli è in cima alla lista di di desideri di tanti giocatori. Merito di tutti, non solo del presidente, della società, della città, del tifo, merito di tutti, proprio quello che dicevo prima, anche della maturità che il tifo sta acquisendo piano piano»

Theo Hernández critica il Milan, ma cosa è successo davvero al terzino dello scudetto? Dalla cavalcata memorabile contro l’Atalanta all’espulsione col Feyenoord: tutti gli episodi che raccontano l’involuzione

Theo Hernandez critica il Milan, ma dall’altra parte la sua involuzione è stata troppo evidente per essere ignorata

Theo Hernandez ha lasciato il Milan per il dorato mondo dell’Arabia parlando con multa durezza dell’involuzione avuta dal club rossonero. Ma lui ha responsabilità nel declino che ha portato il Milan addirittura fuori dall’Europa? Il miglior Theo è senza ombra di dubbio quello dello scudetto. Una vita fa, per certi versi. Il peggiore, non c’è dubbio, è stato quello di quest’anno. Il confronto tra le sue due versioni è un viaggio agli estremi del calcio: dalla furia incontenibile che spaccava le partite all’ombra svogliata e irritante dell’ultima stagione, la cronaca di una trasformazione che ha lasciato perplessi tifosi e addetti ai lavori. Ecco cosa è successo, in entrambi i casi.

2021-22: LA FURIA TRICOLORE CHE CONQUISTA L’ITALIA

Nella stagione del diciannovesimo Scudetto, Theo Hernández non è un semplice terzino, ma una forza della natura, un’arma non convenzionale che decide le partite. Quando il Milan è in difficoltà, è lui ad accendere la luce, come contro il Venezia, quando il suo ingresso cambia il volto della gara. La sua crescita è esponenziale: a gennaio, nella partita di ritorno sempre contro i lagunari, si trasforma in una versione “turbo”, firmando una doppietta che annichilisce gli avversari. Non è solo spinta, ma anche leadership e carattere, che emergono nelle sfide più tese, come quella contro il Napoli al Maradona.

Certo, non mancano i passaggi a vuoto, come le espulsioni contro Roma e nel derby, o il rigore fallito con lo Spezia, segni di un’irruenza a volte eccessiva. Ma sono lampi di nervosismo in un oceano di strapotere. Il suo capolavoro assoluto, l’immagine che sigilla il tricolore, arriva nella penultima giornata contro l’Atalanta. Un gol che è il manifesto del suo calcio: una cavalcata coast-to-coast di 90 metri, palla al piede, una progressione inarrestabile che parte dalla sua area e si conclude con un tiro preciso che fa esplodere San Siro. Quella rete non è solo un gol, è il simbolo di un giocatore che si è preso il campionato con la forza della sua volontà.

2024-25: L’OMBRA IRRITANTE E LA CRISI DI IDENTITÀ

Tre anni dopo, il contrasto è brutale. L’Hernández dell’ultima stagione è una “pallida copia” di quel campione. Le cronache raccontano di un giocatore quasi disinteressato a ciò che gli accade intorno, come nella partita contro il Parma. Contro il Liverpool di Salah, vive una serata di”sofferenza allo stato puro. Il suo rendimento è un susseguirsi di amnesie difensive (contro Atalanta e Fiorentina), chiusure mancate (Cagliari) e un atteggiamento a tratti svogliato e irritante, come nella sconfitta interna con la Lazio.

Il punto più basso della sua crisi arriva in Europa. Nella sfida decisiva contro il Feyenoord, rimedia un’espulsione ingenua nel contesto di una prova orribile, che gli vale un 3 in pagella e che di fatto costa l’eliminazione al Milan. Persino nei momenti di orgoglio, come nella vittoria esterna contro il Real Madrid, il suo contributo è limitato, attento a non sbilanciare la squadra più che a spaccarla come un tempo. I capelli color fucsia sfoggiati in alcune partite sembrano l’unico guizzo di un giocatore che ha perso la sua furia e il suo impatto. Chissà se nella nuova avventura sarà capace di ritrovare lo smalto perduto per non disperdere l’eredità di quel treno inarrestabile che fu.

Atalanta, serve un titolare oppure un vice Scamacca con Gianluca fisso davanti? L’opinione dei tifosi

Atalanta, che tipologia di centravanti ha bisogno in questo momento dopo Retegui? Ecco l’opinione dei tifosi nerazzurri

Dopo la cessione di Mateo Retegui, la domanda sorge spontanea: che centravanti avrebbe bisogno l’Atalanta? Serve un vice Scamacca con Gianluca titolare fisso oppure andare a prendere un titolarissimo? Aspettando le prossime mosse, ecco l’opinione dei tifosi atalantini sui social

Tramite un sondaggio fatto su Instagram, raccogliendo un campione di 865 utenti nerazzurri, i risultati sono abbastanza chiari: il 55% accetterebbe di gran lunga una grande offerta; il restante 45% spingerebbe per la permanenza.

Bologna, via alla nuova stagione. Date e orari sugli allenamenti: novità importante sui convocati!

Bologna, al via la nuova stagione: domani la ripresa al centro tecnico Galli. La situazione attuale dei rossoblu

È tutto pronto per l’inizio della stagione 2025-26 del Bologna nonostante la presenza del mercato. La squadra rossoblù si ritroverà domani sera al centro tecnico “Niccolò Galli” per dare ufficialmente il via alla nuova annata sportiva. L’appuntamento è fissato per le ore 20, quando staff e giocatori si riuniranno per una cena di squadra, primo momento di aggregazione e confronto in vista della lunga stagione che li attende.

Il primo allenamento ufficiale del Bologna è previsto per domenica 13 luglio alle ore 17:30. Sarà l’occasione per Mister Vincenzo Italiano di iniziare a lavorare sul campo con la rosa a disposizione, dopo un’estate ricca di aspettative e fermento in città.

I giocatori convocati per il raduno sono: Happonen, Pessina, Ravaglia, Skorupski; Beukema, Casale, De Silvestri, Erlic, Holm, Ilic, Lucumi, Lykogiannis, Miranda, Posch, Vitik; Aebischer, El Azzouzi, Ferguson, Freuler, Moro; Cambiaghi, Castro, Dominguez, Ebone, Immobile, Karlsson, Ndoye, Orsolini. A questi si aggiungerà martedì Giovanni Fabbian, che raggiungerà il gruppo dopo un periodo di recupero programmato.

Intanto a Bologna, Dallinga e Odgaard stanno completando il loro percorso di riabilitazione. I due attaccanti resteranno sotto osservazione dello staff medico rossoblù durante il weekend, per poi essere pronti a partire insieme al resto della squadra per il ritiro di Valles.

La città di Bologna vive con entusiasmo questo nuovo inizio, fiduciosa nel progetto tecnico guidato da Italiano, che dovrà confermare quanto di buono fatto nella passata stagione e portare il club a nuovi traguardi, magari in Europa. I tifosi non vedono l’ora di rivedere all’opera i loro beniamini, e lo dimostrano con la grande attesa per la prima seduta aperta al pubblico.

Il Bologna è pronto a ripartire: tra ambizione, lavoro e passione, la stagione 2025-26 può finalmente cominciare.

Calciomercato Como, UFFICIALE l’arrivo di quel giocatore. Ecco le parole di Fabregas su di lui!

Ufficiale: nuovo colpo del Como, è arrivato Nicolás Kühn dal Celtic. I dettagli, le prime parole del giocatore e di Fabregas

Un colpo dal sapore internazionale per un progetto sempre più ambizioso che sta collezionando diversi colpi. Il calciomercato Como ha ufficializzato l’ingaggio dell’esterno tedesco Nicolás Kühn, prelevato dal Celtic FC. Il 25enne ha firmato un contratto fino al giugno del 2029, rappresentando uno degli investimenti più importanti del club lariano, pronto a consolidarsi nella sua seconda stagione consecutiva in Serie A. L’arrivo di Kühn è un segnale chiaro: il Como non vuole solo salvarsi, ma punta a stupire con un calcio propositivo e di qualità.

Kühn arriva in Italia dopo una stagione straordinaria in Scozia, che lo ha visto esplodere definitivamente con un bottino di 21 gol e 9 assist in tutte le competizioni. Numeri da “crack”, che certificano il talento di un giocatore formatosi in alcuni dei settori giovanili più prestigiosi d’Europa, tra cui quelli di RB Leipzig, Ajax e Bayern Monaco. Ala sinistra di piede, ama agire sulla fascia destra per rientrare e calciare, ma la sua duttilità gli permette di essere un pericolo costante su tutto il fronte offensivo.

La scelta è stata fortemente caldeggiata dal tecnico Cesc Fàbregas, che ne ha esaltato le doti: «Nico è rapido, tecnico e ha una grande comprensione degli spazi. Porta creatività e intensità, qualità che rispecchiano perfettamente il nostro stile di gioco. In Serie A ci darà qualcosa di diverso».

Entusiasmo condiviso pienamente dal giocatore, che ha scelto il Como nonostante l’interesse di altri club.

LE PRIME PAROLE DI KÜHN – «Sono davvero entusiasta di essere qui. Ho parlato a lungo con l’allenatore e non vedo l’ora di scendere in campo. È stata una decisione facile: il progetto è ambizioso e voglio farne parte dando il massimo per aiutare la squadra a crescere. La città è splendida, un vero set cinematografico: sono felice di iniziare questa nuova avventura in un posto così bello».

Calciomercato Parma, Insigne grande colpo per i crociati! Gli emiliani però devono affrontare questo ostacolo

Calciomercato Parma: occhi su Insigne, ma lui sogna Sarri e la Lazio. La situazione attuale dei crociati

Il nome di Lorenzo Insigne agita il Calciomercato Parma, che sta cercando un colpo d’esperienza e qualità per affrontare al meglio il ritorno in Serie A. L’attaccante classe 1991, dopo l’esperienza in MLS con il Toronto, è alla ricerca di una nuova sfida in Italia, e il suo profilo sta attirando l’attenzione di diversi club.

Tra le società che hanno sondato il terreno per Insigne, c’è proprio il Parma, alla ricerca di un giocatore capace di alzare il tasso tecnico della rosa. La dirigenza emiliana ha mostrato interesse concreto, ma deve fare i conti con la concorrenza. Anche l’Udinese e la Fiorentina si sono informate, ma l’ex capitano del Napoli ha una preferenza chiara: tornare a lavorare con Maurizio Sarri, suo grande estimatore ai tempi del Napoli, oggi ancora legato alla Lazio.

Nonostante l’attenzione del Calciomercato Parma, Insigne ha indicato proprio la Lazio come sua priorità. Sarebbe persino disposto a tagliarsi l’ingaggio, accettando uno stipendio attorno ai 2,5 milioni di euro pur di ritrovare Sarri. Tuttavia, l’operazione si presenta tutt’altro che semplice.

Il nodo principale non è solo il contratto, ma la situazione finanziaria della Lazio, attualmente bloccata nei movimenti in entrata a causa delle restrizioni imposte dai nuovi parametri economici, tra cui l’indice del costo del lavoro allargato. Questo rende quasi impossibile il tesseramento di Insigne prima di gennaio.

Per il Calciomercato Parma, la porta non è del tutto chiusa. Se la Lazio non dovesse riuscire a liberare spazio nel proprio monte ingaggi, Parma potrebbe tornare alla carica nei prossimi mesi, cercando di convincere il giocatore con un progetto tecnico ambizioso e un ruolo centrale nella squadra.

In sintesi, Insigne è un nome che stuzzica le fantasie del Calciomercato Parma, ma la sua volontà di riabbracciare Sarri rende l’affare complesso. Tuttavia, in un mercato in continua evoluzione, nulla è ancora deciso.

Real Madrid, il problema più grave non è il 4-0 del Psg ma la situazione di Rodrygo. In Brasile si fa riferimento a un grosso problema personale

Real Madrid, dove stanno i problemi in casa dei blancos considerando la sconfitta? Le ultime

Madrid, abbiamo un problema. O meglio, Xabi Alonso ne ha uno immediato (dimostrare che il ko al Mondiale per Club è solo un episodio) e un altro di non facile risoluzione, riguardante una della delle stelle. Oggi il Real sembra un club nel caos, alla ricerca di colpevoli e di un senso dopo una delle umiliazioni più cocenti della sua storia recente.

La disfatta per 4-0 contro il PSG ha scoperchiato il vaso di Pandora alla casa Blanca, e in mezzo alla crisi generale emerge un dramma umano e professionale che riassume le difficoltà generali: quello di Rodrygo. L’attaccante brasiliano, messo ai margini del progetto, è ormai a un passo dall’addio, ma dietro la sua esclusione non ci sarebbero solo scelte tecniche, ma un profondo malessere psicologico che si protrae da tempo.

La sua parabola discendente è iniziata con l’arrivo di Kylian Mbappé. Messo in ombra dal nuovo e celebratissimo tridente “BVM” (Bellingham-Vini-Mbappé), Rodrygo ha faticato a trovare il suo spazio, sentendosi l’elemento di troppo. Una frustrazione che aveva anche provato a esorcizzare sui social, aggiungendo la sua “R” a quell’acronimo per non essere dimenticato. La situazione è poi peggiorata con l’arrivo di Xabi Alonso: al Mondiale per Club ha giocato appena 92 minuti, rimanendo in panchina nelle sfide decisive. Un messaggio chiaro da parte del club, che secondo Marca lo ha messo sul mercato con una valutazione di 100 milioni di euro.

Ma la vera notizia, che ricompone il puzzle e getta una luce diversa sulla vicenda, arriva dal Brasile. Secondo il portale UOL, che cita il giornalista Fernando Kallás, Rodrygo starebbe affrontando un «problema di salute mentale» e un vero e proprio «esaurimento professionale» (un classico burnout). Un malessere iniziato già con Ancelotti e che ora sarebbe la vera ragione della sua marginalizzazione. L’Arsenal osserva interessato, ma il futuro di Rodrygo, prima che una questione di mercato, è ora una delicata vicenda personale da risolvere, probabilmente lontano dai riflettori di Madrid. La quotazione di mercato si aggira sui 100 milioni, non propriamente semplice da affermare.

Nuovo direttore tecnico Juventus: Comolli ha fatto la sua scelta

Nuovo direttore tecnico Juventus: Comolli ha fatto la sua scelta. Ecco chi ricoprirà il nuovo ruolo nella dirigenza bianconera

La Juventus ha finalmente preso una decisione riguardo la prima delle due figure dirigenziali che andranno a potenziare la sua area sportiva. Il nuovo direttore tecnico è François Modesto, scelto dopo un’attenta valutazione da parte del direttore generale Damien Comolli. La notizia è stata confermata secondo quanto risulta a Gazzetta.it, e segna un passo importante nel rafforzamento della struttura bianconera.

Modesto, ex dirigente del Monza, è stato selezionato tra diversi candidati, con la Juventus che ha preso in considerazione altri due profili di alto livello. Si trattava di Javier Ribalta, che ha lavorato a stretto contatto con Igor Tudor al Marsiglia, e Marco Ottolini, attualmente responsabile del mercato del Genoa. Nonostante l’esperienza e la notorietà di questi ultimi, la scelta finale è ricaduta proprio su Modesto, che aveva già suscitato l’interesse di Comolli per la sua visione e per il suo approccio al mercato.

Modesto Juve, cosa porta in dote ai bianconeri il dirigente francese?

François Modesto porta con sé una solida esperienza da dirigente, dopo aver ricoperto il ruolo di direttore sportivo in diverse realtà calcistiche. La sua nomina rappresenta una nuova era per la Juventus, che punta su una figura capace di dare un impulsoimportante alla politica di mercato, focalizzandosi su giovani talenti e su operazioni di valore. Il suo incarico si inserisce nel piano di rinnovamento e di rilancio della Juventus, che sta cercando di consolidare il proprio posto tra le top europee.

Con questa mossa, la Juventus dà il via a un progetto ambizioso che, con Modesto alla guida, mira a rafforzare ulteriormente la rosa e a gettare le basi per un futuro prospero. L’attenzione ora si concentrerà sulle prossime mosse sul mercato, dove il club bianconero avrà il compito di effettuare acquisti strategici per rimanere competitivo sia in Italia che in Europa.

Luis Enrique boom: meglio il Psg di oggi o il suo Barcellona di 10 anni fa? Ecco la comparazione di due squadre “ingiocabili”

Luis Enrique tra passato e presente: il suo PSG attuale vale il Barcellona di ieri? Le ultime


In attesa di vedere se domenica sera il Psg sarà capace di superare il Chelsea, dopo averlo fatto con Bayern e Real Madrid, è indubbio che Luis Enrique sia l’allenatore del momento. E non solo per quanto sta succedendo oggi, in questo preciso momento. A colpire è un senso di già visto, di somiglianza profonda con un’epoca passata.

Un decennio dopo, c’è la stessa firma d’autore, la stessa impressione di onnipotenza. La vittoria del Paris Saint-Germain in Champions League, culminata con la demolizione per 5-0 dell’Inter in finale, ha chiuso un cerchio nella carriera di Luis Enrique, riportando alla memoria la sua prima, grande opera d’arte: il Barcellona del 2014-15, la squadra del Triplete e del tridente più iconico della storia, la MSN. Le cronache di oggi, come quelle di allora, usano la stessa parola per descrivere la sua squadra: “ingiocabile”. Ma se la filosofia di fondo è la stessa, le due creature di Lucho sono profondamente diverse, lo specchio di un’evoluzione che lo ha consacrato come il miglior allenatore del mondo.

Il paragone nasce da un’identità condivisa, un DNA calcistico che è il marchio di fabbrica di Luis Enrique. Sia il Barça del 2015 che il PSG del 2025 sono squadre che dominano attraverso il possesso palla, ma senza mai cadere nella sterilità. Come ha spiegato Walter Sabatini, l’uomo che lo portò a Roma, «pensano di riuscire a fare qualsiasi cosa perché poi con la palla fanno qualsiasi cosa».

Entrambe le squadre alternano un palleggio quasi ipnotico a verticalizzazioni improvvise e letali. L’azione che porta al terzo gol del PSG nella semifinale contro il Real Madrid al Mondiale per Club – meravigliosa, tutta verticale con triangoli e veloce – sembra un’eco perfetta del gol di Rakitić nella finale di Berlino del 2015 contro la Juventus, un’azione a difesa schierata fatta di tocchi rapidi e inserimenti senza palla. Una a campo lungo, l’altra a terreno di gioco ristretto: ad accomunarle la precisione perfetta dei sincronismi, l’inserimento puntuale dei centrocampisti (il Rakitic di oggi è Fabian Ruiz).

L’altro punto in comune è la creazione di un gruppo dove anche le stelle si sacrificano. Se nel 2015 erano Messi e Neymar a pressare, oggi sono Dembélé e Kvaratskhelia a rincorrere gli avversari per 60 metri, con una generosità eccezionale, anche superiore a quella dei predecessori in maglia blaugrana, forse perché ancora non sono stelle così affermate come l’argentino e il brasiliano.

Eppure, le differenze sono profonde e raccontano la crescita del tecnico. Il Barcellona del 2015 era una macchina perfetta costruita attorno a tre divinità offensive: Messi, Suárez e Neymar. La palla, alla fine, doveva arrivare a uno di loro. L’azione del primo gol di Neymar nella semifinale di andata contro il Bayern è emblematica: Messi inventa, Suárez assiste, Neymar segna. Era un sistema che esaltava l’ineguagliabile talento dei singoli. Il PSG di oggi, invece, è un’entità più fluida e corale. Non ha un tridente fisso, ma un collettivo di talenti interscambiabili – Dembélé, Kvaratskheila, Doué, Barcola, Fabián Ruiz – che si muovono in un sistema di movimenti incessanti, cambi di posizione e di ruolo. Il gol di Hakimi in finale contro l’Inter, con l’assist di Doué servito da Vitinha, è la sintesi di questa orchestra: tutti partecipano, tutti sono pericolosi, tutti fanno la cosa giusta: un attaccate, un centrocampista, un difensore (per così dire, il marocchino non è racchiudibile in una definizione ristretta).
In definitiva, il PSG del 2025 è l’evoluzione del Barcellona del 2015.

Se quella squadra aveva la genialità irripetibile della MSN, questa ha raggiunto un livello di fede incrollabile e di autorità collettiva forse ancora maggiore. Manca il genio singolo di quel Messi, ma c’è una consapevolezza tattica distribuita che la rende altrettanto dominante e, a suo modo, ancora più spaventosa. Un decennio dopo, Luis Enrique forse si è superato e solo ipotizzarlo è qualcosa di realmente mostruoso.

UFFICIALE – Svilar rinnova con la Roma fino al 2030!

Svilar ha rinnovato il proprio contratto con la Roma fino al 2030. Ecco le ultime novità

Una firma che vale più di un semplice contratto di mercato, una dichiarazione d’intenti che blinda il presente e progetta il futuro. L’AS Roma ha ufficializzato il rinnovo di Mile Svilar fino al 30 giugno 2030, un atto che la società e i tifosi attendevano con ansia e che oggi assume i contorni del primo, vero colpo di mercato dei giallorossi. Trattenere il portiere serbo, reduce da una stagione monumentale, non è solo una scelta di continuità tecnica, ma un segnale potente inviato a tutta la Serie A: la Roma vuole crescere, e lo farà partendo dalla certezza assoluta che ha tra i pali.

La stagione 2024-25 ha visto l’esplosione definitiva di Svilar, passato da riserva a protagonista indiscusso. La fiducia accordatagli da Daniele De Rossi è stata ripagata con prestazioni impeccabili, che gli sono valse il premio di Miglior Portiere della Serie A, assegnato dalla Lega.

I numeri sono impressionanti: 16 clean sheet in campionato e un record nei top 5 campionati europei, con ben 11 partite del 2025 chiuse con la porta inviolata. Al di là delle statistiche, Svilar è diventato un leader silenzioso, un para-rigori glaciale e un riferimento per la difesa, capace di trasmettere sicurezza all’intero reparto.

Ma il suo rinnovo va oltre il valore tecnico. Come sottolineato da diverse fonti, tra cui La Gazzetta dello Sport, la sua permanenza è anche una vittoria del sentimento e dell’appartenenza. Svilar ha conquistato il cuore dei tifosi romanisti, che nelle scorse settimane si sono schierati apertamente per il suo rinnovo con cori e striscioni. Un evento rarissimo nella storia della Curva Sud, che ha riconosciuto nel portiere non solo un grande giocatore, ma un uomo visceralmente legato alla maglia.

In un mercato che spesso costringe i club italiani a cedere i propri talenti, la Roma ha fatto la scelta opposta: ha protetto il suo tesoro, blindando un simbolo e mettendo il primo, fondamentale mattone per una squadra che vuole tornare a essere grande.

Calciomercato Atalanta, ritorna Marco Sportiello? Il portiere potrebbe diventare il vice Carnesecchi

Calciomercato Atalanta, si valuta attentamente il possibile ritorno di Marco Sportiello alla corte nerazzurra come vice Carnesecchi. La situazione

Aspettando novità dopo l’addio di Retegui, il calciomercato Atalanta valuta attentamente chi sarà il possibile vice Carnesecchi dopo l’addio di Rui Patricio. Un calciatore in grado di portare esperienza e ovviamente comodità in termini di liste UEFA, e in pole position ci sarebbe una scelta precisa..

Secondo quanto raccolto da CalcioNews24, è abbastanza concreta la possibilità che l’ex portiere nerazzurro Marco Sportiello dopo l’esperienza al Milan possa ritornare a Bergamo: ritenuto uno dei profili ideali alla causa. Staremo a vedere come si evolverà la situazione.

Chelsea Psg: perché Maresca può vincere il Mondiale per Club. Le 3 ragioni che possono dare forza agli inglesi

Chelsea e quella possibilità di vincere il Mondiale per Club contro il PSG. Le motivazioni del pronostico

Alla vigilia della finale del Mondiale per Club, il pronostico sembra scritto. Il Paris Saint-Germain (che ha battuto l’Inter in Champions) di Luis Enrique arriva all’ultimo atto dopo aver umiliato il Real Madrid, mostrando un calcio che molti definiscono “ingiocabile”, un’orchestra perfetta di tecnica e intensità. Dall’altra parte c’è il Chelsea di Enzo Maresca, una squadra giovane, a tratti imperfetta, che ha raggiunto la finale con un percorso meno scintillante ma non per questo meno significativo. Sulla carta, i parigini sono i favoriti d’obbligo. Eppure, analizzando il cammino dei Blues in questo torneo, emergono almeno tre motivi solidi per cui non solo possono giocarsela, ma possono credere fermamente di tornare a Londra con la coppa.

  1. La capacità di soffrire e vincere “sporco”
    Se il PSG ha dominato le sue partite, il Chelsea ha dimostrato di saper vincere in ogni modo possibile. Certo, ha controllato le gare più semplici contro Los Angeles FC ed Esperance Tunis, ma è nelle battaglie punto a punto che ha forgiato il suo carattere. La semifinale contro il Fluminense è stata una prova di maturità, gestita con intelligenza tattica e cinismo. Ma è soprattutto il quarto di finale contro il Palmeiras a raccontare la vera natura di questa squadra. In quella partita, i Blues hanno sofferto l’iniziativa dei brasiliani, hanno rischiato di subire gol, ma non si sono mai scomposti, strappando una vittoria piuttosto fortunata e decisa da un autogol. Questa capacità di resistere alle ondate avversarie, di restare aggrappati al match e di colpire al momento giusto è una dote fondamentale nelle finali, dove la bellezza del gioco spesso lascia il posto alla concretezza.
  2. Gli eroi che non ti aspetti: la forza del collettivo
    Mentre il PSG si affida a un sistema corale ma con individualità straripanti, il Chelsea ha dimostrato di essere una squadra in cui il protagonista può cambiare ogni sera. A decidere la semifinale è stato un João Pedro in stato di grazia, un ex di turno che si è preso la scena con una doppietta da capogiro, con un primo gol a giro da applausi. Ma il percorso dei Blues è stato segnato anche da altri eroi. Contro il Los Angeles FC, a sbloccare la gara è stata un’invenzione di Pedro Neto, mentre a chiuderla ci ha pensato Enzo Fernandez. Contro il Benfica, nei quarti, è stato Reece James a rompere l’equilibrio su punizione, prima della zampata di Neto nei supplementari. Avere tanti giocatori capaci di essere decisivi, anche a sorpresa, rende la squadra di Maresca imprevedibile e meno dipendente da un singolo fuoriclasse. È la forza di un gruppo giovane e affamato.
  3. La solidità difensiva nei momenti chiave
    Nonostante qualche sbavatura, come l’amnesia collettiva che ha portato al gol di Estevão del Palmeiras, la difesa del Chelsea ha dimostrato di saper essere impenetrabile quando conta davvero. In questo Mondiale, i Blues hanno ottenuto ben tre clean sheet su cinque partite disputate. Ma non è solo una questione di numeri. Sono i singoli episodi a dare fiducia: il salvataggio miracoloso di Marc Cucurella sulla linea di porta contro il Fluminense, sul risultato di 1-0, vale quanto un gol. Quell’intervento ha evitato il pareggio e ha cambiato l’inerzia psicologica della partita. In una finale contro un attacco atomico come quello del PSG, la capacità di produrre giocate difensive di questo livello, di sacrificarsi l’uno per l’altro, sarà l’arma più importante a disposizione di Enzo Maresca.

De Laurentiis gasa Napoli: l’annuncio in ottica calciomercato

De Laurentiis gasa Napoli: l’annuncio in ottica calciomercato. Le dichiarazioni del presidente azzurro sui colpi in entrata

Dopo una prima fiammata di mercato a metà giugno, con gli arrivi di Luca Marianucci e del colpo da sogno Kevin De Bruyne, il silenzio aveva iniziato a serpeggiare tra i tifosi del Napoli. A riaccendere l’entusiasmo ci ha pensato il presidente Aurelio De Laurentiis che, dal palco di un evento a Pompei, ha promesso una nuova ondata di acquisti per accontentare Antonio Conte.

Intervistato da Serena Autieri, il presidente ha toccato i temi più caldi, a partire dal suo rapporto con i tifosi: «Sia nel cinema che nel calcio lavoro per la gente e quindi io ringrazio loro, la gente». Ha poi ribadito la sua totale fiducia nel nuovo tecnico, blindandolo sulla panchina azzurra: «Conte è bravissimo, è il miglior allenatore che potessimo avere. Lo abbiamo ancora con noi e ce lo teniamo stretto».

La dichiarazione più attesa, però, è arrivata sul calciomercato. De Laurentiis ha garantito che il lavoro del club non si è fermato. Alla domanda su possibili nuovi acquisti, la sua risposta è stata netta e ha riacceso i sogni dei tifosi: «Nuovi colpi? Presto al Napoli arriveranno tanti nuovi giocatori».

Infine, ha dato appuntamento a tutti per l’inizio della nuova stagione nel ritiro di Dimaro, confermando la sua presenza al fianco della squadra. «Io il 17 sarà a Giffoni, ma poi volerò subito in Trentino e vi aspetto tutti lì». Con la benedizione del presidente e la promessa di rinforzi, l’attesa per la nuova era targata Conte è ora più alta che mai.

Lazio, i convocati di Sarri per il ritiro: l’elenco completo con 4 giovani

Lazio, i convocati di Sarri per il ritiro: l’elenco completo con 4 giovani. Comincia ufficialmente la stagione della squadra biancoceleste

La stagione 2025/2026 della S.S. Lazio entra ufficialmente nel vivo. Dopo le prime 48 ore dedicate ai consueti test atletici e alle visite mediche, il club biancoceleste si prepara per la fase più intensa della preparazione estiva. Il Training Center di Formello sarà il cuore pulsante delle attività, con la squadra che lavorerà agli ordini di Maurizio Sarri per gettare le basi di un’annata che si preannuncia fondamentale.

Al termine delle sessioni di valutazione, lo staff tecnico ha diramato la lista ufficiale dei calciatori che prenderanno parte al ritiro pre-campionato. La preparazione si svolgerà interamente presso il centro sportivo di casa, una scelta che sottolinea la volontà di concentrarsi sul lavoro fin dal primo giorno. Il raduno prenderà il via ufficialmente lunedì 14 luglio.

Saranno 31 i giocatori a disposizione del “comandante” Sarri, un gruppo che unisce il nucleo storico della squadra e alcuni giovani promettenti aggregati dalla Primavera. La lista include tutti i big, da Provedel e Romagnoli in difesa, passando per Guendouzi e Rovella a centrocampo, fino a Zaccagni e Castellanos in attacco. Questa prima selezione rappresenta la base da cui il tecnico partirà per plasmare la sua nuova Lazio.


Prosegue il programma di preparazione della S.S. Lazio in vista dell’avvio della nuova stagione sportiva. Dopo la ripresa delle attività con i primi test atletici e sanitari svolti nella giornata di ieri, si è concluso oggi il secondo giorno di visite presso il Training Center S.S. Lazio di Formello.

Al termine delle sessioni di monitoraggio atletico, lo staff tecnico guidato da Maurizio Sarri ha diramato la lista dei calciatori convocati per il ritiro pre-campionato, che prenderà ufficialmente il via lunedì 14 luglio.

Saranno 31 i giocatori a disposizione per la prima fase della preparazione estiva, che si svolgerà interamente a Formello.

Ecco la lista:

Portieri:

Furlanetto

Mandas

Provedel

Difensori:

Gigot

Gila

Hysaj

Lazzari

Marušić

Patric

Pellegrini

Provstgaard

Romagnoli

Tavares

Centrocampisti:

Bašić

Belahyane

Cataldi

Dele‑Bashiru

Guendouzi

Rovella

Vecino

Attaccanti:

Cancellieri

Castellanos

Dia

Isaksen

Noslin

Pedro

Zaccagni

Ai quali si aggiungono i giovani:

Portiere

Renzetti

Difensore

Ruggeri

Centrocampista

Pinelli

Attaccante

Sana Fernandes

Allegri: «Milan è top club mondiale, ma prima delle partite sono tutti bravi…»

Allegri: «Milan è top club mondiale, ma prima delle partite sono tutti bravi…». Le dichiarazioni del tecnico rossonero da un evento commerciale

Arrivano nuove dichiarazioni di Massimiliano Allegri da nuovo allenatore del Milan. Intervenuto durante un evento con il partner BMW, il tecnico ha fatto un primo bilancio dopo una settimana di lavoro, tracciando la rotta per la stagione con il suo inconfondibile mix di pragmatismo ed entusiasmo.

Allegri ha subito messo in chiaro la sua filosofia: «Abbiamo iniziato da una settimana e stiamo lavorando, per ora, bene. Poi fino a che non iniziano le partite siamo tutti bravi, quando iniziano le partite è quello che conta».

L’allenatore ha poi raccontato i momenti che hanno sancito il suo ritorno in rossonero, sottolineando la sintonia immediata con la nuova dirigenza: «Quando sono stato chiamato da Tare per la prima volta al telefono e quando ho incontrato l’amministratore Giorgio Furlani, lì già si erano creati i presupposti per un lavoro insieme». Un ritorno fortemente voluto e vissuto con grande emozione: «Per me tornare al Milan è una cosa fantastica, sono molto entusiasta».

Il punto cardine del nuovo progetto, secondo Allegri, è la coesione. «In questo momento c’è grande unità di intenti e condivisione di tutte le cose del quotidiano: utile per dare una linea unica a tutti quelli che lavorano nel Milan». La conclusione è un richiamo all’identità e alla responsabilità di indossare la maglia rossonera: «Siamo in uno dei primi club al mondo, di questo dobbiamo avere grande rispetto e il rispetto possiamo conquistarlo solamente lavorando con grande serietà, professionalità ma soprattutto portando i risultati».

Cristiana Ferrini: «Mio padre, il capitano. Il Toro, la sua vita. E ringrazio Cairo, che non lo ha dimenticato»

Cristiana Ferrini: «Mio padre, il capitano. Il Toro, la sua vita. E ringrazio Cairo, che non lo ha dimenticato». Il papà Giorgio simbolo eterno della storia granata

Una bandiera, una leggenda, “il capitano dei capitani”. Giorgio Ferrini è un simbolo eterno nella storia del Torino, il giocatore con il record assoluto di presenze (566) che per 16 stagioni ha incarnato lo spirito e l’amore per la maglia granata. A quasi cinquant’anni dalla sua prematura scomparsa, a raccontare l’uomo dietro l’icona è la figlia, Cristiana, nel suo libro “Mio padre, il capitano dei capitani”. In una toccante intervista a La Gazzetta dello Sport, svela il viaggio emotivo che l’ha portata a scrivere questo ritratto intimo, un percorso tra ricordi e aneddoti inediti.

L’EMOZIONE DI SCRIVERE IL LIBRO – «È stato un percorso, come se andassi dall’analista: è stato un viaggio forte perché ha scatenato ricordi dimenticati. Pensi che sono stata due volte a Trieste…».

IL VIAGGIO TORINO-TRIESTE – «Il libro è un viaggio Torino-Trieste, perché papà ha sempre avuto la sua città natale nel cuore e noi vi tornavamo spesso. Poi c’è Torino, dove c’è il Toro e questo colore granata che è entrato nelle viscere del mio papà. Ha trasmesso questo amore anche a noi in famiglia, al punto che dopo la sua morte siamo rimasti a Torino io, mamma e mio fratello Amos».

COME NASCE IL LIBRO – «Incontrando i tifosi del Toro che mi riempiono sempre di un affetto indescrivibile. Mi sono trovata con un materiale di una portata umana incredibile, oltre che fotografico, che conservavamo in un baule pieno di cose di papà. Mi sono detta: “Perché tenerle per me?”. Volevo condividerle e volevo fare un regalo io a papà. Anche se lui è andato via quando avevo soltanto dodici anni, mi ha la sciato veramente tanto».

CHI ERA GIORGIO FERRINI PER LEI – «Era il mio capitano. A casa era il mio papà, poi era il mio idolo perché sono tifosissima del Toro. Sapeva quanto desiderassi andare al Filadelfia tutti i pomeriggi agli allenamenti. Gli dicevo: “Mi porto i compiti, ma fammi venire con te”. Restavo sulle gradinate osservando quei calciatori, i miei eroi. Papà ha avuto offerte importanti da altri club, ma ha sempre detto: “Questa è la mia maglia, il Toro è la mia squadra».

IL RAPPORTO CON IL TORINO DI CAIRO – «Intanto ringrazio il presidente Urbano Cairo, perché mi ha dato la possibilità di realizzare questo mio sogno che, senza di lui, sarebbe rimasto nel cassetto. Però lo ringrazio anche perché è stato il presidente del Toro che ha intestato al mio papà la tribuna principale dello stadio e una stupenda sala hospitality. Ci sono stati tanti presidenti che non hanno mai ricordato papà. Invece Cairo, fin dal primo momento, ha subito cercato mia mamma per conoscerla. Noi gli siamo molto riconoscenti».

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