Pagina 768 – Calcio News 24

Roma a porte girevoli: la lista dei desideri di Gasperini sia in uscita che in entrata

Roma, Gian Piero Gasperini ha fatto le sue scelte sulla rosa in vista della prossima stagione: i confermati, gli esuberi e gli obiettivi

La Roma di Gian Piero Gasperini prende forma, ma il mosaico è ancora incompleto. A sei giorni dal raduno a Trigoria, come riportato dal Corriere dello Sport, il tecnico ha già selezionato le sue prime 14 “figurine” su cui intende costruire la squadra, lasciando però aperte numerose caselle da riempire. L’organico necessita di almeno quattro titolari e fino a otto nuovi innesti, anche in base a eventuali uscite e scambi in porta.

Tra i confermati figurano Svilar tra i pali; Celik, Mancini e N’Dicka in difesa; Angeliño unico esterno promosso; a centrocampo Pellegrini, Cristante, Pisilli e il nuovo acquisto Koné; in attacco Dybala, Soulé, Baldanzi, El Shaarawy e il centravanti Dovbyk. Tutti gli altri restano in bilico o in uscita. Tra questi anche i giovani olandesi Rensch e Salah-Eddine, acquistati solo sei mesi fa, ma già fuori dai piani tecnici. Kumbulla e Hermoso, rientrati dai prestiti, non saranno confermati, mentre Gollini potrebbe essere scambiato col milanista Sportiello.

In uscita certa ci sono Shomurodov, destinato al Basaksehir, e Paredes, pronto a tornare al Boca Juniors. Anche Cherubini, dopo una buona stagione in Serie B, è vicino all’addio: su di lui c’è il Sassuolo. La rosa sarà rivoluzionata con innesti mirati: a destra si segue con insistenza Wesley del Flamengo, pupillo di Gasperini sin dai tempi di Bergamo. In attacco, per affiancare o alternarsi a Dovbyk, piacciono Krstovic del Lecce e Mikautadze del Lione, con la scelta che dipenderà dal costo.

A centrocampo resta forte il nome di O’Riley per aggiungere gamba e dinamismo. Per il ruolo di seconda punta, Gasperini è intrigato da Laurienté, reduce dalla promozione in A col Sassuolo, mentre in difesa resta complessa la pista che porta a Lucumi, viste le richieste elevate del Bologna. Serviranno poi anche alternative affidabili sulle fasce, in sostituzione dei deludenti Salah-Eddine e Rensch. La Roma cambia pelle, e Gasperini è pronto a costruire un nuovo ciclo.

Bologna, nuova leadership per Italiano: Vitik e i due campioni d’Europa Immobile e Bernardeschi

Bologna, con Vitik, Immobile e a breve Bernardeschi Vincenzo Italiano è pronto ad avere nuova esperienza e leadership nella rosa

Il Bologna riparte puntando sull’esperienza e la personalità. Tre volti nuovi, tre leader in campo e fuori: Martin Vitik, Ciro Immobile e presto anche Federico Bernardeschi. Un’“iniezione di capitani”, come la definiscono in casa rossoblù, per affrontare al meglio una stagione che vedrà i felsinei impegnati su quattro fronti, tra cui l’Europa League e la Supercoppa italiana.

L’ultimo ufficializzato è Martin Vitik, centrale ceco classe 2003, ex colonna dello Sparta Praga e della Nazionale Under 21. Alto 1,93, piede destro, sempre al centro della linea difensiva, arriva a Bologna per raccogliere – almeno in parte – l’eredità tecnica e carismatica di Beukema. Sull’avambraccio sinistro porta tatuato il Nettuno, una coincidenza che in città non è passata inosservata: «Non vedo l’ora di vedervi al Dall’Ara», ha dichiarato il difensore, legando da subito la sua immagine al simbolo di Bologna. Ha firmato un contratto di quattro anni più uno.

In attacco, invece, per la Gazzetta dello Sport è ormai questione di ore per l’annuncio ufficiale di Ciro Immobile. L’ex capitano della Lazio e campione d’Europa con l’Italia porterà in dote esperienza, fiuto del gol e una leadership maturata in anni di Serie A ad alti livelli. Con 207 gol all’attivo in carriera e tre titoli di capocannoniere, Immobile ha già salutato Istanbul e si prepara a iniziare la nuova avventura in rossoblù: il suo contratto prevede un anno con opzione, per un ingaggio da circa 2 milioni bonus compresi.

E poi c’è Bernardeschi. L’ex Fiorentina e Juventus è pronto a rientrare in Italia dopo l’esperienza in MLS con il Toronto, dove ha collezionato 26 reti e 22 assist, vestendo anche la fascia da capitano. Già cercato due anni fa dal Bologna, stavolta l’operazione andrà in porto: mancano solo alcuni dettagli burocratici, ma l’intesa è totale. Il contratto sarà di due anni più opzione per il terzo.

Con Vitik, Immobile e Bernardeschi, Vincenzo Italiano potrà contare su tre innesti di personalità per alzare l’asticella e dare ancora più forza al progetto europeo rossoblù.

Calciomercato Bologna, Mbangula obiettivo concreto per la squadra rossoblu visto l’allontanamento di quel giocatore

Calciomercato Bologna: Mbangula obiettivo concreto, Okafor resta un sogno complicato

Il calciomercato Bologna entra nel vivo con nuove opportunità che emergono nonostante qualche pista sfumata. Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, uno dei nomi caldi per l’attacco felsineo è quello di Samuel Mbangula, talento seguito da tempo dalla dirigenza rossoblù. L’esterno offensivo non approderà in Premier League, aprendo così uno spiraglio concreto per il suo trasferimento in Emilia. La Juventus, proprietaria del cartellino, ha fissato il prezzo a 10 milioni di euro, una cifra ritenuta congrua dal Bologna.

In ogni caso, un esterno arriverà. L’acquisto sarà sicuramente prioritario qualora dovesse partire Ndoye, ma non è escluso che possa arrivare anche nel caso in cui lo svizzero restasse. Il calciomercato del Bologna è in fermento, con diverse soluzioni allo studio per completare l’organico a disposizione di Vincenzo Italiano.

Durante il ritiro estivo, lo staff tecnico valuterà anche l’impiego di Federico Bernardeschi e Nicolás Domínguez in una nuova posizione, ovvero quella di trequartista dietro la punta. Una soluzione tattica temporanea in attesa del pieno recupero di Odgaard, attaccante considerato centrale nel progetto.

Intanto, il calciomercato Bologna guarda anche a nomi più complessi da raggiungere. Uno su tutti: Noah Okafor, attaccante del Milan e connazionale del nuovo arrivato Dan Ndoye. Su Okafor ci sono però anche club esteri di livello, come il Lipsia e il Werder Brema, che rendono la trattativa particolarmente complicata sia dal punto di vista economico che da quello della concorrenza.

La sensazione è che il Bologna, forte della qualificazione in Champions League, voglia costruire una rosa competitiva su più fronti. Il calciomercato del Bologna è dunque destinato a essere tra i più attivi della Serie A, con colpi mirati e operazioni intelligenti. L’obiettivo è chiaro: rafforzare la squadra mantenendo un’identità solida e ambiziosa.

Fiorentina, è tempo di sfoltire: ecco i giocatori che non rientrano nei piani di Stefano Pioli

Fiorentina, ora è il momento di sfoltire la rosa: sono 13 i calciatori che potrebbero lasciare la viola, in molti dal prestito

È tempo di scelte per la Fiorentina. Dopo un avvio di mercato scoppiettante, con quasi 50 milioni investiti per portare in viola Gosens, Gudmundsson, Fagioli, Dzeko, Fazzini e Viti, per la Gazzetta dello Sport la dirigenza è ora chiamata a un compito più delicato: sfoltire l’organico. Tra i rientri dai prestiti e le valutazioni del nuovo tecnico Stefano Pioli, sono almeno 13 i giocatori sotto osservazione, molti dei quali destinati a una nuova partenza.

Un nome però spicca su tutti: Niccolò Fortini. Terzino sinistro classe 2006, rientrato dalla Juve Stabia dopo un’ottima stagione in Serie B, è l’unico tra i rientranti per cui lo staff tecnico ha espresso la volontà di tenerlo in prima squadra. Rapido, abile nel dribbling e dotato di intelligenza tattica, Fortini ha conquistato i dirigenti viola e sarà valutato in ritiro come possibile alternativa a Gosens (o vice Dodô, giocando a piede invertito).

Diverso il discorso per molti altri. Riccardo Sottil, cresciuto nel vivaio gigliato, è tornato dal prestito al Milan ma la sua permanenza appare incerta: servirà un ritiro brillante per convincere Pioli, che lo fece esordire. Per Jonathan Ikoné la situazione è più netta: nonostante una discreta esperienza tra Fiorentina e Como, il francese non rientra nei piani e sarà ceduto. Stesso destino per Antonin Barak, reduce da una stagione in Turchia con il Kasimpasa, e per Nzola, Sabiri e Brekalo, tutti fuori dal progetto tecnico.

Da valutare invece Bianco, centrocampista classe 2002 reduce da un’annata da protagonista al Monza: con il rinnovo del contratto potrebbe restare come alternativa in mezzo. Anche il portiere Christensen, dopo l’esperienza alla Salernitana, potrebbe restare come terzo portiere, in attesa della partenza di Terracciano.

Infine, resta in stand-by la posizione di Kouame, fermo ai box per un grave infortunio al ginocchio: il suo alto ingaggio complica ogni soluzione. Il mercato in uscita è solo all’inizio, ma Pioli e la società sono già al lavoro per modellare la nuova Fiorentina.

Juve, dopo David serve un altro tassello per completare l’attacco: conferma di Kolo Muani o tutto su Osimhen

Juve, dopo Jonathan David serve ancora un tassello per completare l’attacco della prossima stagione: conferma Kolo Muani o Osimhen

Preso Jonathan David, la Juve accelera per completare il reparto offensivo. Dopo aver chiuso brillantemente il primo grande colpo dell’estate, Damien Comolli – direttore generale bianconero – lavora ora su un altro nome di spessore per affiancare il canadese nel nuovo tridente di Igor Tudor. Con Milik e Vlahovic dati in uscita, e con Kenan Yildiz al centro del progetto tecnico, alla Juve serve una punta di peso per completare il pacchetto offensivo.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, i due nomi in cima alla lista sono Victor Osimhen e Randal Kolo Muani. Due profili diversi ma entrambi compatibili con il 3-4-2-1 su cui Tudor ha insistito anche durante il Mondiale per Club. Il grande sogno resta Osimhen, già avvicinato da Cristiano Giuntoli nei mesi scorsi e che ha già detto no ai milioni dell’Al Hilal per restare in Europa. Il nigeriano, reduce da una stagione in prestito al Galatasaray ma ancora di proprietà del Napoli, ha dato disponibilità ad aspettare fino al 15 luglio, data in cui scadrà la clausola da 75 milioni valida per l’estero. Solo allora la Juventus proverà ad aprire un tavolo con De Laurentiis, consapevole delle difficoltà nel trattare col club azzurro.

La pista alternativa, ma tutt’altro che di ripiego, porta invece a Kolo Muani. Il francese ha già vestito la maglia bianconera nella seconda metà della scorsa stagione, chiudendo con 10 reti tra campionato e Mondiale per Club. La Juventus vorrebbe trattenerlo con un altro anno di prestito con diritto di riscatto fissato intorno ai 40-45 milioni, ma il PSG – proprietario del cartellino – punta alla cessione a titolo definitivo e potrebbe cedere solo di fronte a un’offerta cash. Sullo sfondo c’è anche il Chelsea, pronto a inserirsi.

Kolo gradirebbe la permanenza a Torino, ma il suo ingaggio (5 milioni l’anno) e l’assenza del Decreto Crescita complicano l’operazione. La Juve, però, non vuole farsi trovare impreparata: un attacco di livello è la base per rilanciare le ambizioni.

Inter, l’Atalanta fa muro su Ederson: ecco il piano b dei nerazzurri per il centrocampo

Inter, muro dell’Atalanta su Ederson, che per i bergamaschi non è in vendita: ecco il piano b della società nerazzurra per il centrocampo

L’Atalanta ha alzato un muro all’Inter per Ederson e il messaggio è chiaro: il centrocampista brasiliano non è sul mercato, nemmeno di fronte a un’offerta da 60 milioni. Come riportato dal Corriere dello Sport, questa è la posizione ufficiale della società bergamasca, almeno per ora. La famiglia Percassi è consapevole della necessità di una cessione importante, ma l’indiziato principale resta Lookman, non certo Ederson, che viene considerato un pilastro della squadra.

L’Inter, che pure aveva identificato Ederson come il profilo ideale per sostituire Calhanoglu – destinato al Galatasaray – non ha mai presentato un’offerta formale. Non solo per mancanza di fondi, ma anche per l’assenza di spazi liberi nel reparto centrale. Tuttavia, l’interesse per il brasiliano resta vivo, pur sapendo che l’operazione è complicata e che l’Atalanta, salvo ribaltoni, non intende privarsene.

Per questo motivo, la dirigenza nerazzurra – Marotta, Ausilio e Baccin – continua a valutare alternative. Il nome in cima alla lista è quello di Richard Rios del Palmeiras, centrocampista colombiano già osservato con attenzione durante il Mondiale per Club. Il suo profilo convince anche per la duttilità tattica: può giocare in un centrocampo a due, sistema su cui Chivu ha già cominciato a lavorare in vista della prossima stagione.

Frattesi, intanto, resterà all’Inter. Il cambio in panchina ha influito sulla decisione: tra il tecnico rumeno e il centrocampista si è creato un buon feeling, e c’è la volontà comune di esplorare nuovi assetti. Il giocatore dovrà prima recuperare da un intervento di ernioplastica, ma è considerato centrale nel progetto. Chi invece è destinato a partire è Asllani: nonostante un buon Mondiale per Club, il suo futuro sarà altrove. L’Inter spera di ricavare almeno 20 milioni dalla sua cessione.

Con l’arrivo di Sucic, il centrocampo conta sette elementi: spazio per tutti non c’è. E con Calhanoglu in uscita, i nerazzurri cercano un regista puro. Ma Ederson, salvo svolte clamorose, resterà a Bergamo.

Napoli, rivoluzione sulle fasce: c’è Noa Lang, Dan Ndoye è sempre più vicino

Napoli, accelerata sulle fasce: i partenopei hanno chiuso per Noa Lang e ora preparano il colpo Ndoye per chiudere in settimana

Il Napoli accelera sul mercato per consegnare ad Antonio Conte un reparto offensivo di altissimo livello, in grado di colmare il vuoto lasciato dalla cessione di Kvaratskhelia al PSG. Dopo aver definito l’arrivo di Noa Lang dal PSV – operazione chiusa ieri con lo scambio di documenti, per una cifra di 25 milioni più 5 di bonus – ora i riflettori sono puntati su Dan Ndoye, l’altro grande obiettivo individuato per ridare profondità, strappi e imprevedibilità al gioco d’attacco.

Secondo La Gazzetta dello Sport, tra il Napoli e l’esterno del Bologna c’è già un’intesa di massima per un contratto quinquennale da circa 3 milioni di euro a stagione. E anche sul fronte club le distanze si stanno assottigliando: la richiesta iniziale dei rossoblù era di 40 milioni, mentre De Laurentiis si è spinto fino a 30 più 5 di bonus, pronto a rilanciare per chiudere l’affare entro la fine della settimana. L’obiettivo è chiaro: evitare un lungo braccio di ferro e portare Ndoye a Dimaro già per l’inizio del ritiro.

Lang e Ndoye erano i due nomi cerchiati in rosso già dallo scorso gennaio, ma le rispettive società avevano preferito rimandare ogni discorso all’estate. Il Napoli, allora, ha affondato su Lang, favorito dalla forte volontà del giocatore di approdare in Serie A. Lo stesso olandese aveva provato a forzare la mano saltando alcune partite, ma il PSV aveva bloccato tutto per via degli impegni europei. Ora, però, l’affare è fatto.

Se invece il Bologna dovesse improvvisamente irrigidirsi – come accaduto in passato – il club partenopeo avrebbe già pronto un piano B: Antonio Nusa del Lipsia, talento norvegese classe 2005 già protagonista contro l’Italia.

Lang è in arrivo, Ndoye è sempre più vicino. Il Napoli lavora per costruire un attacco moderno, dinamico, ricco di soluzioni e funzionale alla rivoluzione targata Conte.

Milan, Allegri lancia la sfida a Conte: sogno seconda stella contro ambizione Scudetto-bis

Milan, inizia oggi il ritiro rossonero di una stagione in cui, con Allegri in panchina, il diavolo si candida a principale concorrente del Napoli

Massimiliano Allegri e Antonio Conte sono pronti a sfidarsi di nuovo. A dodici anni dall’ultimo incrocio diretto all’inizio di una stagione, i due allenatori, tra i più vincenti del calcio italiano, tornano contemporaneamente ai nastri di partenza della Serie A 2025/26, con un obiettivo chiaro: aggiungere un altro scudetto al proprio palmarès e, magari, superarsi a vicenda.

Allegri, che ha già vinto sei titoli nazionali, guida la rinascita del Milan dopo undici anni lontano da Milanello. Riparte oggi con i primi allenamenti e con la missione di riportare i rossoneri in Champions League, sfruttando anche l’assenza di coppe europee. Ma il sogno, nemmeno troppo nascosto, è quello della seconda stella. Con un altro scudetto, Allegri raggiungerebbe Trapattoni a quota sette e metterebbe ulteriore distanza da Conte.

Il tecnico salentino, però, è pronto a rilanciare. Forte del titolo appena conquistato con il Napoli – che ha riportato lo scudetto al Maradona al primo anno in panchina – Conte punta al bis, impresa mai riuscita nel capoluogo campano, neppure ai tempi di Diego. Partirà tra qualche giorno, con una rosa già rinforzata dagli arrivi di De Bruyne, Marianucci e, in via di definizione, Lang e Beukema.

Secondo La Gazzetta dello Sport, sarà un duello affascinante, figlio di un confronto che ha segnato un’epoca. L’ultima vera sfida diretta risale al 2011-12, con il famoso 1-1 tra Milan e Juve e il gol fantasma di Muntari. Da lì, Conte prese il largo. Allegri lo ha inseguito a Torino e poi superato, vincendo cinque scudetti consecutivi. Ma l’equilibrio si è ristabilito con il trionfo nerazzurro del 2021 firmato Conte.

Oggi riparte il duello. Napoli più pronto, Milan più affamato. Allegri ha il compito di rivitalizzare un gruppo reduce da un’annata deludente, privato di Reijnders. Conte, invece, dovrà reggere anche l’urto della Champions. Entrambi sanno che non ci saranno sconti. E che questa, più che una rincorsa allo scudetto, è una corsa per la storia.

Le prime pagine sportive nazionali – 7 luglio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Calciomercato Atalanta, presente l’interesse per Diouf. Nessuna offerta (motivata da una ragione precisa)

Calciomercato Atalanta, l’esterno Diouf interessa ai nerazzurri. Si aggiunge però un grande ostacolo sulla trattativa. Le ultime

Novità importanti sul fronte calciomercato Atalanta, in particolar modo sulla fascia per arricchire un reparto importante: fresco anche dell’arrivo del giovane Ahanor. Il nome più gettonato è quello di Malick Diouf dello Slavia Praga.

Tuttavia, secondo quanto raccolto da CalcioNews24, Atalanta sempre molto vigile su Diouf, ma ad oggi la trattativa rimane in stand by (per ora nessuna offerta). Per inserire un nuovo esterno serve liberare spazio sulla fascia, in quanto ad oggi il reparto, numericamente, è già abbondante.

Fonte foto: Facebook Ghana calcio

Cremonese, obiettivo Mazzocchi per la Serie A: esperienza, sacrificio e un ruolo centrale, le ultime

Cremonese, si tratta con il Napoli per Mazzocchi: profilo gradito ai grigiorossi che ne apprezzano l’esperienza e lo spirito di sacrificio

Il futuro di Pasquale Mazzocchi potrebbe tingersi di grigiorosso. L’esterno del Napoli, ormai fuori dal progetto tecnico di Antonio Conte, è uno dei nomi più chiacchierati in uscita dal club azzurro e la Cremonese è pronta ad approfittarne. Secondo quanto riportato da TMW, il club lombardo si sarebbe mosso concretamente nelle ultime ore per sondare la disponibilità del giocatore e del Napoli, avviando i primi contatti per portarlo allo Zini.

Dopo la promozione in Serie A, la società grigiorossa è decisa a costruire una rosa all’altezza della categoria, puntando su elementi di esperienza e affidabilità. Mazzocchi, per caratteristiche e curriculum, rappresenta un profilo perfetto: classe 1995, capace di giocare su entrambe le fasce, con un bagaglio importante tra Serie A e B e una naturale propensione al sacrificio. La Cremonese lo considera un tassello chiave per il progetto di rilancio e ha accelerato rispetto alla concorrenza.

Sassuolo, Pisa e Cagliari hanno manifestato interesse, ma senza andare oltre una fase di monitoraggio. In particolare, il club sardo ha seguito il giocatore per settimane senza però avanzare offerte formali, lasciando spazio all’inserimento della Cremonese, attualmente in vantaggio nella corsa al laterale.

Resta da definire la formula dell’eventuale trasferimento: il Napoli ha aperto alla cessione, ma chiede garanzie economiche per lasciar partire Mazzocchi a titolo definitivo o in prestito con obbligo di riscatto. Il giocatore, dal canto suo, gradirebbe una destinazione dove poter ritrovare spazio e centralità, elementi che la Cremonese può offrirgli in una stagione in cui la permanenza in massima serie sarà l’obiettivo dichiarato.

I prossimi giorni potrebbero essere decisivi. Mazzocchi-Cremonese è più di un’idea: è una trattativa che cresce, sostenuta da esigenze tecniche chiare e da un’occasione di rilancio per tutte le parti in causa.

Real Madrid, Toni Kroos lancia l’allarme a Xabi Alonso: «In questa squadra manca ancora il mio sostituto»

Real Madrid, secondo Toni Kroos alle Merengues manca un centrocampista di ordine ed equilibrio come lo era lui

Toni Kroos, ritiratosi al termine della scorsa stagione dopo aver vinto la Champions League con il Real Madrid, ha lanciato un messaggio forte al suo ex club: manca ancora il suo sostituto dentro alla squadra. E non per una questione nostalgica o di orgoglio, ma per una reale carenza di profili con caratteristiche simili alle sue. Secondo il tedesco, intervistato da Mundo Deportivo, il Real è ancora alla ricerca di un centrocampista in grado di dettare i tempi, gestire il possesso e dare equilibrio alla manovra. «Manca ancora un profilo come il mio», ha ammesso, sottolineando come i giocatori con quelle qualità «non siano molti, e quelli che ci sono non siano facili da prendere».

Il passaggio di testimone in panchina da Carlo Ancelotti a Xabi Alonso ha acceso nuove speranze, ma anche aumentato le aspettative. Kroos invita alla calma: è troppo presto, secondo lui, per giudicare l’impatto dell’ex compagno di squadra. «Ci vuole tempo per valutare i cambiamenti e l’implementazione delle sue idee», ha detto. Ma resta fiducioso, convinto che Alonso «saprà sistemare ciò che non va», soprattutto considerando l’altissimo livello tecnico della rosa attuale.

La difficoltà del Real Madrid nel trovare un nuovo regista era già emersa dopo il ritiro di Kroos. Nessuno tra Bellingham, Tchouameni, Camavinga, Valverde o Ceballos è riuscito finora a replicarne il contributo in termini di gestione e controllo. Si era parlato di un possibile impiego più centrale per Arda Güler, ma il giovane turco non è ancora pronto per prendersi quella responsabilità. Il club aveva anche provato a ingaggiare Martín Zubimendi, ma il centrocampista della Real Sociedad ha preferito trasferirsi all’Arsenal.

La ricerca del “nuovo Kroos” continua, e se c’è un allenatore che può individuarlo è proprio Xabi Alonso. Lui, prima di Kroos, è stato il vero regista del Madrid per anni: ora dovrà trovare chi possa raccogliere quell’eredità delicata.

Bayern Monaco, lunga lettera di addio a Thomas Muller: «Una leggenda perchè è sempre rimasto umano»

Bayern Monaco, la lunga e commossa lettera del club per salutare Thomas Muller, che lascia la squadra dopo 25 anni

Con la sconfitta per 2-0 contro il Paris Saint-Germain nei quarti di finale del Mondiale per Club, si è chiuso ufficialmente un capitolo leggendario: quello di Thomas Müller con la maglia del Bayern Monaco. Dopo oltre due decenni vissuti interamente in biancorosso, tra giovanili, esordio da professionista e una carriera costellata di successi, il fuoriclasse tedesco saluta il club che lo ha cresciuto e con cui ha scritto la storia.

Per omaggiare una figura iconica, il Bayern ha pubblicato sul proprio sito ufficiale una toccante lettera di commiato e ringraziamento. Un tributo sentito a un calciatore che ha incarnato lo spirito bavarese come pochi altri, diventando simbolo e volto del club in tutto il mondo. Dai trionfi in Champions League ai record in Bundesliga, fino alle innumerevoli battaglie sul campo sempre con il sorriso, Müller lascia un vuoto non solo tecnico, ma soprattutto umano e identitario.

La sua è una delle storie più belle del calcio moderno: nato e cresciuto in Baviera, diventato uomo e campione con la stessa maglia, sempre fedele al Bayern. Ora, dopo una carriera irripetibile, si apre un nuovo capitolo. Ma il legame tra Müller e il Bayern, come ribadito dal club, resterà per sempre.

LETTERA – «Non è difficile trovare centinaia di Thomas Müller nei paesi di lingua tedesca. Infatti, 90 degli oltre 400.000 membri del Bayern si chiamano Thomas Müller. Uno di questi è l’uomo che da 25 anni delizia i tifosi sul campo. Qualcuno che è allo stesso livello dei grandi di questo club, accanto a icone come Franz Beckenbauer, Gerd Müller, Sepp Maier, Uli Hoeneß, Karl-Heinz Rummenigge e tutti gli altri. Qualcuno che sarà per sempre Thomas Müller. Qualcuno che sarà per sempre uno di noi.

Ciononostante, è unico, un’icona, una leggenda del club. Il suo percorso professionale non si trova in nessun libro di testo. Segna gol che a volte sembravano fisicamente impossibili. Müller non è mai stato un prodigio del calcio come Lionel Messi o un fisico come Cristiano Ronaldo. È la massima efficienza in campo che ha reso Müller quello che è. Müller ha vinto due volte il triplete, ha sollevato la Coppa del Mondo, è un record per 13 volte campione della Bundesliga perché ha sempre fatto la differenza, arrivando al pallone con ogni parte del corpo necessaria, spinto da un’ambizione incrollabile e da una voglia di vincere a cui nessun compagno di squadra può sottrarsi, che trascina l’intera squadra in avanti prima o poi.

Nato a Weilheim, cresciuto a Pähl am Ammersee, Müller possiede qualcosa che nel calcio moderno è quasi scomparso. L’autenticità. Müller non finge di essere ciò che non è. Müller è esattamente ciò che si vede sulla scatola: con i piedi per terra, diretto, divertente, anche un po’ contraddittorio, ma sempre genuino. È quel mix bavarese di calore, malizia e fascino, disarmante e rinfrescante. Un calciatore con tutto il cuore, amato anche al di fuori dei circoli del Bayern per ciò che incarna: calore familiare, umorismo schietto e identificazione incondizionata. Mia san mia : i valori che costituiscono anche il fondamento del suo Bayern.

Müller non è mai stato il più veloce, mai quello con il piede migliore, non quello che dribbla gli avversari con tre passi lunghi. Eppure la sua bacheca dei trofei è piena zeppa. “Thomas ha sfruttato al massimo le sue capacità”, ha detto un Rummenigge riconoscente. E l’uomo che ha scoperto Müller, l’allenatore Hermann Gerland, ha aggiunto: “Nessuno avrebbe potuto prevedere la carriera di Thomas. Se qualcuno si alza e dice: ‘Lo sapevo’, sta mentendo”.

Müller è un mix di istinto, intelligenza e una volontà irrefrenabile. E soprattutto, per quanto tesa sia la situazione, c’è un’allegria e una disinvoltura autentiche che lo hanno sempre alimentato, anche nelle partite più importanti. Müller sa dove va la palla prima ancora che la palla stessa lo faccia. Il suo punto di forza è la capacità intuitiva e fulminea di riconoscere la situazione in area di rigore. Il suo fiuto del gol è frutto della comprensione del gioco, dell’esperienza e del coraggio di andare dove fa male. Müller apre spazi che nessuno vede. “Se Messi è un mago, Thomas è il cilindro. Non si sa mai quale sorpresa potrà uscire”, ha descritto l’ex allenatore della Germania Joachim Löw.

Con la sua ultima partita di Champions League con la maglia del Bayern sotto la pioggia incessante di Milano, la 163esima di Müller nella massima competizione europea per club, ha eguagliato il totale di presenze di Messi. Solo Ronaldo (183) e Iker Casillas (177) hanno giocato più partite. L’allenatore Pep Guardiola ha affermato che Müller incarna una specialità del calcio mondiale che oggi non esiste più. Dopo i gol, altri marcatori corrono verso i tifosi e la bandierina del calcio d’angolo per essere festeggiati. “Thomas corre ad abbracciare i compagni di squadra”.

Questo perché Müller non si prende mai più sul serio del gioco. Sa ridere di sé stesso. Parla come gioca: in modo diretto, spontaneo, efficace. Perché ci dimostra che non è necessario essere dei campioni fin da piccoli. Se hai cuore, mente e una grande volontà, puoi raggiungere qualsiasi obiettivo. In un mondo in cui alcuni professionisti sembrano intercambiabili, Müller è inconfondibile.

Müller è diventato una leggenda anche perché, nonostante la sua sfuggente classe, è sempre rimasto umano. Perché ci dimostra che i grandi sogni possono nascere anche dai piccoli villaggi, e che si possono realizzare con carattere, diligenza, meticolosità e volontà.

Thomas, grazie per i 25 anni del Bayern».

Dumfries Inter, le big europee ci pensano: con la clausola è un’occasione per il Manchester City

Denzel Dumfries nel mirino delle big europee: la clausola rescissoria a cifre contenuta spaventa l’Inter e fa gola al Manchester City

Denzel Dumfries è diventato una delle occasioni più interessanti sul mercato europeo, complice una clausola rescissoria da 25 milioni di euro valida fino al 15 luglio. Dopo una stagione brillante con l’Inter, culminata in una Champions League da protagonista, l’esterno olandese è finito nel mirino di numerosi top club. Il suo rendimento, fatto di corsa, gol pesanti e affidabilità, ha attirato attenzioni importanti, ma il tempo stringe: chi vorrà assicurarselo a prezzo di saldo dovrà muoversi in fretta.

Il Barcellona è da tempo sulle tracce di Dumfries, attratto dalla sua fisicità e dalla capacità di incidere su entrambe le fasi di gioco. Tuttavia, i limiti economici imposti dal fair play finanziario complicano l’operazione: servirebbe un pagamento immediato, al momento non sostenibile per i catalani. Inoltre, i blaugrana hanno altre priorità sul mercato, rendendo la pista meno calda di quanto sembri.

Più concreta la possibilità Manchester City. Guardiola, rimasto scoperto sulla destra dopo l’addio di Walker, vede in Dumfries un rinforzo ideale per coprire il vuoto. Secondo Mundo Deportivo ci sarebbero già stati contatti tra il club inglese e l’entourage del giocatore, ma anche in questo caso servirà agire con rapidità.

Altre big europee osservano con interesse. Il Bayern Monaco potrebbe considerarlo un upgrade su Laimer e Boey, mentre dalla Premier ci sono movimenti attorno a Chelsea, Manchester United e Arsenal, tutte potenzialmente in grado di garantirgli un ingaggio superiore all’attuale. Meno probabile invece un approdo in Serie A, dove la Juventus – pur avendo bisogno di un esterno destro nel sistema di Tudor – si trova esclusa a priori: la clausola non è valida per l’Italia e l’Inter non intende rafforzare una diretta concorrente.

Fino al 15 luglio, Dumfries rappresenta una vera occasione di mercato. Poi, ogni trattativa passerà per la volontà dell’Inter.

Sampdoria, corsa a due per la panchina: Lombardo e Iachini i principali candidati

Sampdoria, i dubbi della dirigenza per l’allenatore: da una parte la riconferma di Lombardo, dall’altra un tecnico pragmatico ed esperto come Iachini

La Sampdoria si trova a un momento decisivo nella scelta del nuovo allenatore per la stagione 2025/26. Dopo aver faticato nel corso di un’annata complessa, ma riuscendo a centrare la salvezza in Serie B, la dirigenza blucerchiata è ora chiamata a prendere una decisione che potrebbe condizionare il futuro del club. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la rosa dei candidati si è ridotta a due nomi principali: Attilio Lombardo e Giuseppe Iachini.

Il club appare diviso tra due visioni differenti. Da una parte, c’è chi sostiene la conferma di Lombardo, considerata una scelta di cuore e un riconoscimento per l’impegno e i risultati ottenuti nella seconda parte della scorsa stagione, quando ha lavorato fianco a fianco con Evani. La sua presenza è stata decisiva per la salvezza, ma alcuni membri della dirigenza nutrono dubbi sulla sua limitata esperienza come primo allenatore, una variabile che potrebbe pesare nel momento della scelta finale.

Dall’altra parte, il nome di Giuseppe Iachini rappresenta la via della concretezza e della stabilità. Allenatore esperto, Iachini ha una lunga carriera alle spalle fatta di promozioni e salvezze in situazioni complicate, qualità preziose per una Sampdoria che sta ancora attraversando un processo di ricostruzione societaria. Per i sostenitori di questa opzione, la sua esperienza e la capacità di gestire gruppi in momenti delicati potrebbero fare la differenza in una stagione che si preannuncia di grande sfida.

Il dilemma, dunque, è tra un’identità emotiva e giovanile incarnata da Lombardo e il pragmatismo rassicurante offerto da Iachini. La scelta del prossimo allenatore sarà fondamentale per definire la direzione sportiva del club e le ambizioni per il futuro. Resta da capire se la Sampdoria punterà a una continuità che valorizzi le energie interne o sceglierà la sicurezza di una guida navigata per affrontare con maggior solidità le insidie di un campionato competitivo. La decisione finale sarà un punto di svolta per il club ligure.

PSG al lavoro in vista della semifinale contro il Real Madrid, quattro assenti per Luis Enrique

Le ultime dall’allenamento del PSG in vista della semifinale del mondiale per Club contro il Real Madrid: 4 assenti per Luis Enrique

Il PSG, reduce dalla vittoria per 2-0 contro il Bayern Monaco che ha garantito la qualificazione alle semifinali del Mondiale per Club, si prepara al prossimo impegno con qualche preoccupazione legata ad alcune possibili assenze. Oggi la squadra guidata da Luis Enrique ha svolto un allenamento mirato soprattutto al recupero dopo la sfida con i bavaresi, ma a destare attenzione è stata l’assenza di alcuni giocatori chiave dalla seduta sul campo.

Secondo quanto riportato da RMC Sport, all’allenamento odierno non hanno preso parte Achraf Hakimi, Presnel Kimpembe, Fabian Ruiz e Gabriel Moscardo. In particolare, Fabian Ruiz, ex centrocampista del Napoli, ha saltato la sessione a causa di un lieve virus, mentre Kimpembe, reduce da un infortunio subito nei giorni scorsi, ha evitato di allenarsi con il gruppo. Tuttavia, dall’ambiente parigino arriva un certo ottimismo sul suo recupero. Assenti anche Hakimi e Moscardo, come già anticipato nei giorni scorsi. Tutti questi giocatori sono rimasti in palestra durante la seduta, segno che si sta monitorando attentamente il loro stato di forma.

Il PSG nelle prossime ore si trasferirà a New York, dove si ritirerà presso la Pingry School, la nuova base nel New Jersey in vista della semifinale contro il Real Madrid, in programma mercoledì 9 luglio alle 21:00 ora italiana. Si tratta di un appuntamento molto atteso, quasi una finale anticipata tra due delle squadre più blasonate d’Europa.

Il timore per Luis Enrique è di affrontare questa sfida senza quattro elementi fondamentali della sua rosa. L’allenatore spagnolo dovrà gestire con attenzione la situazione medica e tattica per presentare la miglior formazione possibile, consapevole che ogni assenza potrebbe pesare in una gara così decisiva e delicata. La vigilia del match sarà fondamentale per capire se il PSG potrà contare su tutte le sue pedine o dovrà affrontare la corazzata Real Madrid con qualche defezione di rilievo.

Beukema vuole solo il Napoli: il gesto del difensore per accelerare la trattativa

Sam Beukema vuole solo il Napoli il difensore del Bologna fa una mossa per accelerare il trasferimento mentre le parti trattano

Il Napoli sta accelerando sul mercato per consegnare ad Antonio Conte una squadra competitiva già all’inizio del ritiro a Dimaro: Dopo aver concluso gli acquisti di Kevin De Bruyne e Luca Marianucci e con Noa Lang ormai vicino a vestire la maglia azzurra – lo scambio di documenti con il PSV è in fase avanzata – il club partenopeo si prepara a definire anche l’arrivo di Sam Beukema dal Bologna.

Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, l’intesa tra Napoli e Bologna è vicina. I due club stanno limando gli ultimi dettagli economici per chiudere l’operazione a titolo definitivo, dopo che il Bologna ha rifiutato la proposta iniziale del Napoli che prevedeva un prestito con obbligo di riscatto. Un ruolo decisivo in questo senso lo ha avuto lo stesso Beukema, che ha mostrato grande disponibilità rinunciando a una parte dell’ingaggio percepito con il Bologna per favorire il trasferimento. Questo gesto dimostra la forte volontà del difensore olandese di vestire la maglia del Napoli e di accettare la sfida sotto la guida di Conte.

L’affare con Beukema sembra quindi destinato a concludersi in tempi brevi. Rimane invece più complicata la trattativa per Dan Ndoye, con la distanza tra domanda e offerta ancora ampia e senza segnali di una possibile imminente chiusura.

Con l’arrivo prossimo di Beukema, il Napoli aggiunge un tassello fondamentale alla propria difesa, già rinforzata a giugno dall’ingaggio di Luca Marianucci dall’Empoli. L’obiettivo è costruire una retroguardia solida e affidabile, capace di sostenere un attacco di qualità e regalare ad Antonio Conte un gruppo equilibrato e competitivo per l’imminente stagione.

Milan, Donadoni: «Il ritorno di Allegri un fattore chiave per la prossima stagione, mi auguro ritrovi il giusto DNA»

Le parole di Roberto Donadoni, ex calciatore del Milan, in vista della prossima stagione dei rossoneri e con il ritorno di Allegri in panchina

Roberto Donadoni, storico centrocampista e allenatore del Milan, ha espresso il suo punto di vista sul momento attuale dei rossoneri nel corso di un evento sportivo a Treviso, dove ha partecipato al primo FIP Silver Mediolanum Padel Cup. Alla vigilia di una partita di padel con Maurizio Ganz, German Denis e Christian Panucci, l’ex commissario tecnico della Nazionale ha commentato la stagione appena conclusa, definendola “difficile” ma utile per tracciare la strada da seguire per il futuro. Donadoni ha poi sottolineato l’importanza del ritorno di Massimiliano Allegri a Milanello, quattordici anni dopo il trionfo dello scudetto, evidenziando come la sua conoscenza dell’ambiente possa rappresentare un fattore chiave per affrontare le aspettative e le pressioni. Secondo Donadoni, la mentalità e il DNA rossonero, fatti di professionalità e stile, dovranno tornare a essere la base per riportare il Milan ai vertici. Infine, ha voluto commentare anche le altre squadre di Serie A, riconoscendo l’Inter come una certezza, il Napoli in crescita e considerando Milan, Juventus e Roma protagoniste nella corsa al successo, con le dinamiche di mercato destinate a influenzare gli equilibri.

LA STAGIONE È STATA DIFFICILE MA UTILE – «La stagione appena chiusa è stata sicuramente difficile, ma sarà utile per capire su cosa lavorare».

IL RITORNO DI ALLEGRI – «Il suo ritorno sarà un fattore-chiave. Conosce l’ambiente e sa come muoversi tra aspettative e pressioni. È fondamentale che comprenda la strada da seguire, è quello che si aspettano tutti i tifosi».

IL DNA DEL MILAN – «È il gruppo e quindi la mentalità a essere fondamentale. Il Milan ha sempre avuto un certo tipo di stile, di cultura a livello professionistico e mi auguro che questo torni a essere una caratteristica fondamentale che sicuramente porterà risultati».

LE ALTRE SQUADRE – «L’Inter resta una certezza, il Napoli sta cercando di costruire una squadra sempre più importante. Ritengo che Milan, Juventus e Roma diranno la loro, anche in base a come andrà il mercato».

Becao, dalla Turchia il difensore sogna il ritorno in Italia e due squadre ci pensano

Rodrigo Becao potrebbe tornare in Serie A: l’ex Udinese adesso al Fenerbahce sta valutando il ritorno nel campionato italiano

Rodrigo Becao potrebbe presto lasciare il Fenerbahce e tornare a giocare in Serie A, dove ha già vissuto quattro stagioni di successo con l’Udinese. Il difensore brasiliano, classe 1997, ha vestito la maglia bianconera tra il 2019 e il 2023 collezionando 130 presenze e segnando sei gol, oltre a diventare capitano della squadra friulana. Dopo il trasferimento in Turchia nell’estate del 2023 per circa 8 milioni di euro, Becao sta ora valutando la possibilità di un rientro in Italia.

La stagione di Becao in Turchia è stata segnata da un grave infortunio: lo scorso dicembre, durante una partita di campionato contro l’Istanbul Basaksehir, il difensore ha subito la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Questo incidente lo ha costretto a un lungo stop, facendogli saltare ben 32 partite nella seconda parte della stagione e impedendo così a José Mourinho di poterlo schierare in campo. Nonostante questa lunga assenza, Becao resta un nome molto seguito sul mercato.

Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo Marca, sia l’Udinese che l’Atalanta hanno manifestato interesse per riportare il difensore in Serie A. L’Udinese, squadra con cui Becao ha già legato molto, è alla ricerca di rinforzi nel reparto difensivo e potrebbe dover sostituire Oumar Solet, destinato a partire. L’Atalanta, invece, allenata da Ivan Juric, potrebbe perdere Matteo Scalvini, finito nel mirino di alcuni club inglesi, e cerca un sostituto di livello.

Oltre al mercato italiano, Becao è seguito anche da alcune squadre straniere. In Francia il Nantes ha mostrato interesse per il brasiliano, mentre in patria sono pronte a offrirgli un ritorno importanti squadre come Internacional di Porto Alegre ed Esporte Club Bahia. Il futuro di Becao rimane quindi aperto, con la possibilità di tornare in Italia che potrebbe rappresentare un’opportunità ideale per rilanciare la sua carriera dopo il difficile infortunio.

Lazio, Isaksen pronto a essere rilanciato nel Sarri bis: il retroscena sul suo arrivo nei biancocelesti

Lazio, Gustav Isaksen pronto a ripartire di nuovo con Maurizio Sarri alla guida dei biancocelesti: era stato il tecnico a volerlo

Maurizio Sarri si prepara ad affrontare la sua seconda avventura sulla panchina della Lazio con una sfida personale che coinvolge uno dei giovani talenti della rosa: Gustav Isaksen. L’esterno danese, classe 2001, arriva da una stagione complicata, caratterizzata da un periodo di adattamento non facile al calcio italiano e a uno stile di vita completamente diverso. Il suo rendimento, alterno nel corso dei mesi, non ha permesso ancora di esplodere definitivamente, ma la nuova stagione si apre con una concreta opportunità per il giocatore di conquistare finalmente spazio e dimostrare il proprio valore.

Sarri, in un’intervista rilasciata a giugno, ha sottolineato le difficoltà incontrate da Isaksen durante il primo anno in Serie A in biancoceleste: la barriera linguistica, le differenze nell’alimentazione e nei metodi di allenamento hanno rappresentato ostacoli non da poco per il giovane danese. Tuttavia, il tecnico toscano ha anche evidenziato come nella seconda parte della stagione il ragazzo abbia mostrato segnali di crescita, mettendo in mostra qualità tecniche e una personalità più definita sul campo. Questi miglioramenti lasciano presagire che Isaksen possa diventare una pedina fondamentale nel nuovo corso biancoceleste.

Inoltre, l’ex Midtjylland, come riportato dal Corriere dello Sport, è stato scelto da Sarri anche a scapito di altri profili, come Jasper Karlsson, e con l’ipotesi che difficilmente arrivino altri esterni offensivi a Formello, il percorso di Isaksen sembra ormai delineato. Il rapporto tra allenatore e giocatore, basato più sulla tattica che sulla comunicazione diretta, si è consolidato e entrambi sembrano consapevoli dell’importanza reciproca per il rilancio della squadra.

Durante il ritiro con la nazionale danese, Isaksen ha accolto con entusiasmo la notizia del ritorno di Sarri: «Non vedo l’ora di rivederlo e capire se ha nuove idee». Adesso, per il giovane talento, è arrivato il momento di sfruttare l’occasione e diventare un elemento chiave della Lazio targata Sarri, mettendo a frutto l’esperienza acquisita e il potenziale ancora inespresso.

Torino, per Sanabria c’è la fila: due squadra di Serie A sull’attaccante granata, ecco di chi si tratta

Antonio Sanabria potrebbe lasciare in estate il Torino, ma rimanere in Serie A: due squadre sul centravanti dei granata

Antonio Sanabria potrebbe cambiare maglia già dalla prossima estate, nonostante il contratto con il Torino sia in scadenza nel 2026. Secondo quanto riportato da TransferFeed.com, oltre all’interesse della Cremonese, anche il Verona si sarebbe fatto avanti per rinforzare il proprio reparto offensivo. Le probabilità che il centravanti continui a giocare in Serie A restano dunque alte, con entrambe le società alla ricerca di un profilo esperto e affidabile in avanti.

Sanabria vanta un curriculum importante, con esperienze in Italia, Spagna e un solido percorso internazionale. In Serie A ha totalizzato 143 presenze e 30 gol con il Torino, oltre a 39 gare e 9 reti con il Genoa e alcune apparizioni con Roma e Sassuolo. In Spagna, invece, ha collezionato 84 partite e 22 gol con il Real Betis, 30 presenze e 11 reti con lo Sporting Gijon e 10 incontri con il Barcellona B, segnando 3 gol. Con la nazionale paraguayana, Sanabria ha raggiunto 37 presenze e 6 gol, oltre a diverse convocazioni nelle nazionali giovanili, e vanta anche un titolo nella Youth League.

Il profilo di Sanabria è quello di un centravanti esperto, con un passato segnato da alti e bassi spesso influenzati da problemi fisici. Quando in forma, ha dimostrato di poter raggiungere la doppia cifra in termini di gol stagionali, mentre in altre annate il suo rendimento è stato più altalenante. Nonostante questo, la sua esperienza e capacità di adattamento potrebbero rappresentare un valore aggiunto per squadre come Cremonese e Verona, soprattutto in un campionato come la Serie A dove la lotta per la salvezza è serrata.

Il tempo e le trattative faranno chiarezza sulla destinazione di Sanabria, ma il centravanti paraguaiano rimane un’opzione concreta per entrambe le società che mirano a rinforzare il proprio attacco con un elemento di comprovata esperienza e conoscenza del campionato italiano.

Douglas Luiz via dalla Juve, opzione scambio con la Premier League: le ultime

Douglas Luiz vicino all’addio alla Juve: potrebbe ripartire dalla Premier League dove ha estimatori e potrebbe essere coinvolto in uno scambio

Douglas Luiz verso l’addio alla Juve: il centrocampista brasiliano è stato invitato a cercarsi una nuova squadra in vista della prossima stagione, dopo una stagione sotto le aspettative all’Allianz Stadium. A riferirlo è il noto esperto di mercato Fabrizio Romano, che sottolinea come il 27enne, arrivato la scorsa estate dall’Aston Villa per circa 50 milioni di euro, non rientri più nei piani del nuovo allenatore bianconero Igor Tudor.

Dopo un trasferimento costoso e molto atteso, Douglas Luiz non è riuscito a imporsi nella squadra torinese, totalizzando soltanto 516 minuti in 19 partite di Serie A. La sua esperienza sotto la Mole si è rivelata deludente e ora il club ha deciso di cambiare marcia, puntando a una profonda rivoluzione a centrocampo. Tudor ha già comunicato di non considerare più il brasiliano come parte integrante della rosa.

Il futuro di Luiz potrebbe nuovamente essere in Premier League, dove il giocatore ha già attirato l’interesse di diversi club. Leeds United e Nottingham Forest seguono da vicino la situazione, mentre si parla anche di un possibile scambio con il Manchester United che vedrebbe Luiz coinvolto in un’operazione per portare Jadon Sancho a Torino. Luiz, inoltre, è intenzionato a trovare una squadra dove possa giocare con continuità, in vista del Mondiale 2026.

La Juventus si prepara dunque a facilitare la cessione del centrocampista, che ora valuta le opportunità sul mercato. Per lui potrebbe aprirsi un ritorno in Premier, dove la richiesta per un mediano dalle sue caratteristiche resta alta. Con la sua esperienza e qualità, Douglas Luiz vuole ripartire e rilanciarsi in un ambiente che gli garantisca maggiore spazio e continuità.

In sintesi, la Juventus ha deciso di puntare su una nuova strategia in mezzo al campo, lasciando libero Douglas Luiz di cercare fortuna altrove e liberando spazio per rinforzi più adatti al progetto tecnico di Tudor.

Bonny Inter, Cauet: «L’ho allenato un paio di voltemi aveva impressionato per la sua qualità»

Le parole di Benoit Cauet, ex calciatore dell’Inter, su Bonny, nuovo attaccante nerazzurro che aveva allenato in Francia

Benoit Cauet, ex centrocampista francese dell’Inter, ha avuto modo di conoscere e osservare da vicino Ange-Yoan Bonny ai tempi del Berrichonne de Chateauroux. Intervistato da FootMercato.net, Cauet ha espresso grande apprezzamento per le qualità tecniche e umane del giovane attaccante, oggi all’Inter dopo una promettente esperienza in Serie B e Serie A. Secondo Cauet, Bonny possiede non solo talento e potenza fisica, ma anche una mentalità di lavoro e un’intelligenza tattica che lo rendono pronto ad affrontare le sfide di un grande club come i nerazzurri.

CHE GIOCATORE È BONNY? – «L’ho allenato due o tre volte. Non voleva firmare il contratto da professionista con il club, ma mi ha davvero impressionato per le sue qualità. Era molto giovane. Eppure, era molto a suo agio con la palla. Quando l’ho visto in allenamento, sono rimasto colpito. Già da giovanissimo, aveva qualità che avrebbe potuto dimostrare in seguito».

COME È UMANAMENTE? – «Umanamente, era una persona molto aperta al dialogo e ai consigli. Era un vero lavoratore, non sono sorpreso dai suoi progressi. Ero già impressionato la scorsa stagione. La Serie B è un campionato molto difficile in Italia. Tuttavia, aveva già le qualità per giocare in Serie A. Ha dimostrato un’intelligenza nell’entrare in partita e servire la spinta offensiva della sua squadra. Al Parma, sapeva come farlo ed è diventato rapidamente essenziale per la sua squadra».

CHE IMPATTO HA AVUTO IN SERIE A? – «A seguire i media in Italia, tutti parlavano molto bene di lui ed erano piuttosto entusiasti della sua prima stagione in Serie A. Ha confermato tutto ciò che ci si aspettava da lui. Per la sua età, è molto forte tecnicamente e potente nei duelli. Sa giocare molto bene con gli altri ed è molto generoso nel suo gioco. Ha sviluppato le sue qualità anche in Serie A ed è persino riuscito a essere ancora più prolifico in un club che ha faticato a salvarsi. Questo è promettente per il futuro».

CHE VANTAGGI HA L’APPRODO ALL’INTER? –
«All’Inter ritroverà Cristian Chivu che lo ha allenato a Parma; è un’ottima cosa, soprattutto perché è un allenatore che conosce i giovani. Sarà già preparato tatticamente, a differenza dei suoi nuovi compagni di squadra, il che potrebbe essere un vantaggio. Poi, l’Inter è un altro livello rispetto a qualsiasi cosa abbia sperimentato in passato. Sono una macchina da trofei che ha vinto numerosi scudetti negli ultimi anni ed è stata finalista di Champions League poche settimane fa, non dobbiamo dimenticarlo. La pressione è ovviamente diversa».

QUALI SFIDE LO ASPETTANO? – «Ciononostante, ha questa capacità di adattamento e di rendimento. Dovrà adattarsi rapidamente ai meccanismi di un grande club. Al Parma, è riuscito a dare il massimo quando molti non se lo aspettavano. Era un ragazzo che poteva arrivare molto in alto, ce ne siamo resi conto tutti appena lo abbiamo conosciuto da vicino. Perché la sua testa gira proprio bene e partendo da questo ha tutte le potenzialità per lasciare il segno, indipendentemente dal club».

Futuro di Kean, Sabatini: «Napoli? La clausola è più per l’estero, ma l’Arabia Saudita…»

Le parole di Sandro Sabatini sul futuro di Moise Kean, in particolare sulla clausola rescissoria, l’interesse del Napoli e l’Arabia Saudita

Il giornalista Sandro Sabatini ha commentato ai microfoni di Radio Bruno la possibile trattativa che vede Moise Kean, attaccante della Fiorentina, vicino al Napoli. Sabatini ha sottolineato come la situazione sia ancora in divenire, con la clausola rescissoria del giocatore che scadrà tra pochi giorni. Secondo lui, in Italia sarebbe difficile vedere un trasferimento attraverso quella clausola, più che altro perché comporterebbe uno “sgarbo” che pochi club sono disposti a fare. Sabatini ha poi messo in guardia sulle valutazioni economiche importanti, ricordando il caso Vlahovic e mettendo in dubbio la convenienza per Kean di un eventuale trasferimento in Arabia Saudita. Infine, ha parlato delle alternative sul mercato e di come la presenza di Lukaku al Napoli potrebbe influire sulle scelte di Kean, che probabilmente non sarebbe titolare fisso in azzurro.

CLAUSOLA DI KEAN – «Per me è solo passato un giorno per quello che riguarda la situazione di Moise, e quindi mancano 9 giorni alla fine della durata della clausola: manca solo un giorno in meno. Ho personalmente due sensazioni. La prima è che per Kean se qualcosa capita bene, altrimenti va bene uguale. La seconda è che, almeno in Italia, in pochi farebbero uno sgarbo del genere e quindi la clausola credo sia da considerare soprattutto per l’estero. In Italia sarebbe una valutazione complicata da sostenere, e per lui 52 sono una valutazione giusta».

VALUTAZIONE ALTA – «C’è però il rischio che sia una valutazione come gli 80 milioni di Vlahovic di qualche anno fa. Impazzisco per lui, che sono convinto sarà il centravanti del futuro della Nazionale, ma tutti questi soldi sono impegnativi anche per un giocatore come lui: se andasse in Arabia farebbe un errore».

ALTERNATIVE E RUOLO – «A queste cifre una squadra può comprare anche Retegui e Lucca, altri profili interessanti. Il ragazzo dovrà essere soprattutto bravo a sostenere questo tipo di valutazione, soprattutto davanti ai propri tifosi: in questo momento l’unica squadra che però può portarcelo via in Italia è il Napoli. Non penso che Kean, al Napoli, sarebbe il titolare inamovibile. C’è Lukaku. Credo che qualcosa possa incidere anche questo in una eventuale scelta per uno come lui».

Genoa Vardy, la decisione di Vieira sul colpo a parametro zero

Genoa, la decisione di Patrick Vieira sull’ingaggio da parte del grifone di Jamie Vardy, libero dopo l’addio al Leicester

Jamie Vardy resta alla ricerca di una nuova squadra dopo il rifiuto del Genoa, che ha deciso di non procedere con l’ingaggio dell’attaccante ex Leicester. Secondo quanto riportato da Mail Online, il tecnico dei rossoblù, Patrick Vieira, avrebbe stoppato la trattativa nonostante Vardy fosse vicino a firmare con la squadra italiana a parametro zero.

L’allenatore francese, ex leggenda dell’Arsenal alla guida del Genoa dal novembre 2024, ha portato il club al tredicesimo posto in Serie A nella sua prima stagione. Tuttavia, Vieira non sarebbe stato convinto dalle condizioni o dal profilo del 38enne Vardy, bloccando di fatto l’operazione.

Vardy ha lasciato il Leicester City alla scadenza del contratto dopo tredici anni ricchi di successi, con un record impressionante di 200 gol in 500 partite e vittorie importanti tra cui Premier League, FA Cup e due titoli di Championship. Nonostante sia ora svincolato, sono circolate voci di un possibile interessamento di club come Rangers, Nottingham Forest, Como e Wrexham, ma la pista Genoa sembra definitivamente chiusa.

Attualmente i Rangers sono considerati i favoriti per assicurarsi l’esperto attaccante. Il club scozzese potrebbe accogliere anche Conor Coady, ex compagno di squadra di Vardy al Leicester, mentre la squadra è in fase di ricostruzione sotto la guida del nuovo allenatore Russell Martin e dei nuovi proprietari, 49ers Enterprises, che hanno recentemente completato l’acquisizione del club.

Se Vardy dovesse effettivamente trasferirsi ai Rangers o in un altro club, potrà contare sulla sua grande esperienza e capacità di segnare ancora gol importanti e mettere in difficoltà le difese avversarie. Nonostante l’età avanzata per un calciatore, la sua carriera professionistica è iniziata più tardi rispetto alla media, a 25 anni, il che lascia aperta la possibilità che abbia ancora qualche stagione di buon livello davanti a sé. Questa considerazione potrebbe far rimpiangere a Genoa e Vieira di aver rinunciato a un attaccante dal fiuto del gol ancora intatto.

Osimhen in Premier League: Arsenal e Manchester United potrebbe provare il colpo

Victor Osimhen per ora non è finito nel mirino delle big di Premier League, ma per Arsenal e Manchester United potrebbero cambiare idea

Victor Osimhen è uno dei nomi più caldi del mercato, ma sorprendentemente non figura tra i principali obiettivi di Arsenal e Manchester United, due big inglesi alla ricerca di un attaccante di peso. Una scelta che, probabilmente, potrebbero rimpiangere.

Dopo alcune vicende di mercato non semplici legate a Osimhen, molti club europei sembrano essersi tirati indietro. Tuttavia, per due squadre che hanno bisogno urgente di maggiore potenza offensiva, puntare sul centravanti nigeriano appare una scelta logica e vantaggiosa, soprattutto considerando che il suo contratto prevede una clausola rescissoria di 75 milioni di euro in scadenza il 15 luglio, data dopo la quale il Napoli potrebbe accettare offerte inferiori.

Osimhen ha più volte espresso il desiderio di giocare in Premier League, definendola un sogno da realizzare. Recentemente ha rifiutato la permanenza al Galatasaray, nonostante l’offerta economica e la disponibilità del club turco ad attivare la clausola di risoluzione, confermando di puntare a un trasferimento in Inghilterra.

Nel frattempo, Arsenal e Manchester United si stanno concentrando su altri profili, come Benjamin Sesko del RB Lipsia e Viktor Gyökeres dello Sporting Lisbona, entrambi valutati intorno ai 70 milioni di sterline e con richieste salariali importanti che hanno complicato le trattative. Ciò, come riportato da Goal.com, potrebbe spingere i Gunners e i Red Devils a rivalutare Osimhen come soluzione più concreta e meno rischiosa, dato che ha già dimostrato di sapersi imporre nei principali campionati europei.

L’ingaggio richiesto dal nigeriano è elevato, circa 200.000 sterline a settimana, e questo rappresenta un ostacolo nell’era del fair play finanziario. Tuttavia, sia Arsenal che Manchester United potrebbero giustificare questa spesa viste le esigenze offensive: Osimhen garantisce gol e qualità, elementi fondamentali per l’assalto al titolo dei Gunners e la risalita degli uomini di Amorim dopo una stagione deludente.

In conclusione, con la scadenza della clausola che si avvicina, Arsenal e Manchester United devono decidere se affondare il colpo su Osimhen, un attaccante capace di fare la differenza e realizzare il sogno Premier League di un calciatore pronto a lasciare il segno.

Grealish via a prezzo di saldo: da “Mister 115 milioni” ecco ora per quanto può lasciare i Citizens

Jack Grealish è passato dall’essere “Mister 115 milioni” a essere messo alla porta dal Manchester City a prezzo di saldo

Jack Grealish, una volta soprannominato “mister 115 milioni”, si trova oggi in una situazione molto diversa rispetto a quando il Manchester City lo acquistò dall’Aston Villa nell’agosto del 2021, pagando una cifra record per il calcio britannico. Quel colpo da 115 milioni di euro rappresentava una grande aspettativa sulle sue spalle, ma l’esperienza con i Citizens è stata ben lontana dall’essere esaltante.

In quattro stagioni con la maglia del Manchester City, Grealish ha collezionato 157 presenze tra Premier League, coppe e competizioni europee, segnando 17 gol e fornendo 23 assist. Numeri che, soprattutto alla luce dell’investimento economico fatto, risultano piuttosto deludenti. L’ala offensiva inglese non è mai riuscito a diventare un perno imprescindibile del gioco di Pep Guardiola, alternando momenti di buon calcio a fasi di rendimento altalenante e critiche da parte di stampa e tifosi.

Il suo futuro, dunque, appare incerto e lontano da Manchester. Secondo le ultime indiscrezioni provenienti dall’Inghilterra, il City sarebbe disposto a cederlo per circa 46 milioni di euro, un prezzo nettamente inferiore rispetto all’investimento iniziale. Il problema più grosso, tuttavia, resta l’ingaggio di Grealish, che percepisce 15,6 milioni di sterline netti all’anno, una cifra alta che rende complicato trovare un club disposto a soddisfare le sue richieste economiche senza un sacrificio da parte del giocatore stesso.

Il tecnico Guardiola, qualche tempo fa, ha dato un indizio sul futuro dell’inglese con una frase che è stata letta come un segnale chiaro: «Gli auguro il meglio, ma non so cosa succederà». Il Manchester City, nonostante la stima per Grealish, lo considera ormai un elemento non imprescindibile e non ha problemi a lasciarlo partire per fare spazio a nuovi rinforzi. Per Grealish, ora, si apre la sfida di rilanciarsi altrove, trovando una squadra disposta a puntare su di lui e a dargli la chance di tornare ai livelli attesi dal suo grande talento.

De Rossi: «Mi hanno scelto per calmare gli animi, io ho accetto e l’ho vissuta anche bene; e per il futuro…»

Le parole di Daniele De Rossi, ex allenatore della Roma, sulla sua esperienza sulla panchina giallorossi e sul suo futuro

Daniele De Rossi è tornato a parlare del suo recente passato alla Roma e lo ha fatto senza troppi giri di parole, come da sempre nel suo stile. Ospite negli studi di Sky Sport, l’ex tecnico giallorosso ha raccontato i retroscena del suo ritorno sulla panchina romanista, ammettendo che la sua figura serviva anche a calmare una tifoseria in subbuglio. Un incarico temporaneo, che però ha accettato con convinzione, e che – dice – non gli ha lasciato strascichi negativi. De Rossi guarda avanti e non esclude nulla per il futuro: Roma compresa, ma solo con le giuste condizioni.

L’OBIETTIVO ERA CALMARE I TIFOSI – «Io sono stato chiamato lì in un momento di crisi, c’era bisogno di uno che sapesse allenare ma soprattutto anche calmare gli animi dei tifosi e io l’ho accettata, sfruttata e vissuta anche bene. Non penso che mi abbia danneggiato, lo scopriremo più avanti. Penso di aver fatto sei mesi buoni nei quali ho capito e sono cresciuto».

UNA SEPARAZIONE BRUSCA MA UTILE – «Il percorso successivo si è interrotto bruscamente, mi ha tenuto fermo per i restanti mesi perché la legge in Italia prevede questo, ma in questi mesi non sono rimasto fermo. Ho cercato di analizzare le cose fatte bene, le cose sbagliate, il mio staff. È stato un percorso meno consueto ma se sai trarre il positivo, penso che non mi bloccherà. Lo spero».

DE ROSSI VICINO A UN RITORNO? – «No, in questa stagione la scelta è talmente forte e positiva per la Roma e per Roma come calcio in città che non ho avuto questa velleità. Durante la stagione c’è stato un momento di difficoltà e ho pensato: chissà, se proprio devo tornare ci torno volentieri».

IL RAPPORTO CON I FRIEDKIN – «Abbiamo consumato un ultimo saluto positivo. C’era dispiacere perché ero stato appena esonerato, dispiacere da parte mia ma anche da parte loro. Con i Friedkin mi sono lasciato dispiaciuto ma con gratitudine».

IL FUTURO DI DE ROSSI – «Devo scegliere bene la prossima esperienza e deve essere un posto dove posso lavorare bene. In Italia o all’estero, qualcosa capiterà. La voglia è tanta. Monza? Non è vero, ho amici lì, ma hanno un bravo allenatore. Aspetto la piazza giusta, non la categoria».

Bayern Monaco, l’infortunio di Musiala rivoluziona le strategie di mercato: quattro nomi per sostituirlo

Il Bayern Monaco costretto a rivoluzionare i piani del calciomercato dopo il brutto infortunio di Jamal Musiala: ecco i nomi per sostituirlo

Il grave infortunio di Jamal Musiala ha stravolto i piani estivi del Bayern Monaco. Il talento tedesco, al rientro da un lungo stop, è stato costretto a lasciare nuovamente il campo nella sfida del Mondiale per Club contro il PSG, compromettendo sia la preparazione della nuova stagione che l’intera strategia di mercato del club. Il danno sportivo si accompagna a un danno d’immagine e gestionale: l’infortunio è avvenuto in una competizione già discussa, organizzata con la regia congiunta di FIFA, DAZN e investitori sauditi, che ora appare ancora più indigesta ai tifosi bavaresi.

Il montepremi garantito dalla FIFA – circa 52 milioni di euro – non basta a lenire il peso di un’assenza come quella di Musiala. Per il Bayern, si tratta ora di intervenire sul mercato in modo deciso. Il primo obiettivo resta Nick Woltemade, giovane jolly offensivo dello Stoccarda, già nel mirino dei bavaresi prima dell’infortunio e ora diventato una priorità assoluta. I contatti sono avviati, ma il club svevo sa di avere il coltello dalla parte del manico e ha già fissato un prezzo importante per il 23enne.

Woltemade potrebbe non bastare. La rosa del Bayern è ridotta e priva di alternative vere in zona offensiva, anche al netto dell’infortunio di Musiala. Guerreiro, Olise e il giovane Bischof sono opzioni interne, ma non rappresentano soluzioni strutturali. Le partenze (annunciate o possibili) di Sané e Müller rischiano di svuotare del tutto il reparto creativo. Da qui l’attenzione su nomi ben più costosi: Luis Diaz, Cody Gakpo, Gabriel Martinelli e Rodrygo sono i profili sul taccuino di Max Eberl. Tutti difficilmente accessibili sotto i 70-80 milioni.

Dopo il no di Wirtz e il mancato affondo per Nico Williams, il Bayern si trova ora costretto a cambiare strategia. Quella che doveva essere un’estate di equilibrio e risparmio rischia di trasformarsi in una corsa contro il tempo, e contro il bilancio.

Orkun Kokcu: ecco chi è il centrocampista che piace a Inter e Roma

Alla scoperta di Orkun Kokcu, centrocampista turco classe 2000 del Benfica che è finito nel mirino dell’Inter e della Roma

Orkun Kokcu è uno dei nomi più caldi del mercato estivo. Il centrocampista turco del Benfica, classe 2000, è finito nel mirino di due big italiane: Inter e Roma. Entrambe sono alla ricerca di rinforzi per la mediana, ma il profilo dell’ex Feyenoord sembra particolarmente adatto al progetto nerazzurro, tanto che da Lisbona parlano di contatti già avviati con il club milanese.

Centrocampista completo, Kokcu abbina qualità e quantità: è abile in entrambe le fasi, possiede una notevole tecnica di base, un ottimo tiro dalla distanza e un senso del gol fuori dal comune per il ruolo. Nato come regista davanti alla difesa, può giocare anche da mezzala o da trequartista. Il Benfica lo ha acquistato nell’estate del 2023 e lo ha blindato con un contratto fino al 2028, inserendo una clausola rescissoria da 150 milioni di euro. Nonostante ciò, il club portoghese è disposto a trattare: la valutazione attuale si aggira intorno ai 40 milioni.

Nell’ultima stagione Kokcu ha messo a referto numeri importanti: 7 gol e 7 assist in campionato, 4 reti in Champions League e 1 in Coppa del Portogallo. Prestazioni che ne hanno confermato la crescita, anche se non sono mancati momenti difficili: durante il Mondiale per Club, un acceso diverbio con il tecnico Lange ha fatto discutere, ma non ha offuscato il valore del giocatore.

Per l’Inter, Kokcu rappresenta il profilo ideale per raccogliere l’eredità di Calhanoglu, in uscita. Le caratteristiche tecniche sono molto simili, e la possibilità di inserirlo in un contesto già rodato come quello di Chivu potrebbe favorirne l’inserimento. La Roma, dal canto suo, ha avuto contatti con l’entourage del giocatore, ma ad oggi sembra più indietro nella corsa.

Anche le ambizioni contano: Kokcu preferirebbe una squadra impegnata in Champions League, e questo spinge i nerazzurri in pole. Per costi, ruolo e prospettive, l’Inter appare la destinazione più adatta.

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