Pagina 850 – Calcio News 24

Francia-Portogallo U17: dove vederla, orario e probabili formazioni

Francia-Portogallo U17: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv per la finale degli Europei di categoria

La gara valevole per gli Europei Under 17 tra Francia-Portogallo U17. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

FRANCIA: Niflore; Titi, Zague, Gadou, Sanda, Methalie; Canvot, Canvot, Bamba; Milliner, Meité, Gomis.

Portogallo: R.Cunha, Benjaqui, Chelmik, Furtado, J.Neto, Mide, Quintas, Lima, D. Cunha, Cabral, Manuel.

Orario e dove vederla in tv

Francia-Portogallo U17 si gioca alle ore 20:30 di domenica 1 giugno per la finale dell’Europeo di categoria. Verrà trasmessa in diretta streaming su UEFA TV.

Giuntoli Juve, è addio! Accordo per la risoluzione consensuale. La reazione del dg e il futuro verso questa destinazione

Giuntoli Juve, è addio! Accordo per la risoluzione consensuale. La reazione del dg e il futuro verso questa destinazione

Giuntoli è pronto a dire addio alla Juve e ripartire da una nuova esperienza. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il dt starebbe metabollizando la scelta della società: inizialmente l’amarezza per l’avventura terminata prima del previsto con la sua squadra del cuore ma poi la la voglia di ricominciare dopo una breve vacanza.

C’è già l’accordo per la risoluzione consensuale con una possibile buonuscite. Futuro? Ci sarebbero due squadre in Premier League oltre ad alcuni club arabi. Nei prossimi giorni, intanto, sarà annunciato Comolli come nuovo dg del club.

Spezia-Cremonese: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Alberto Picco la finale playoff di Serie B Spezia-Cremonese: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Alberto Picco di La Spezia si giocherà la gara valevole per la finale di ritorno dei playoff di Serie B tra Spezia-Cremonese. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

SPEZIA (3-5-2): Gori; Wisniewski, Hristov, Mateju; Aurelio, Cassata, Nagy, Kouda, Vignali; Di Serio, Pio Esposito. All. D’Angelo.

CREMONESE (3-5-2): Fulignati, Folino, Ravanelli, Ceccherini; Barbieri, Collocolo, Castagnetti, Vandeputte, Azzi; Johnsen, Vazquez. All. Stroppa.

Orario e dove vederla in tv

Spezia-Cremonese si gioca alle ore 20.30 di domenica 1 giugno per la finale di ritorno dei playoff di Serie B. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su Sky Sport. In streaming sarà disponibile anche su Sky Go e Now Tv.

Psg Inter, la felicità di Fabian Ruiz: «Sapevamo sarebbe stata difficile, sono contento. All’Inter? Auguro il meglio»

Psg Inter, tutta la felicità nelle dichiarazioni post partita di Fabian Ruiz dopo la vittoria della Champions League

Inevitabile entusiasmo in casa Paris Saint-Germain dopo la vittoria per 5-0 dei parigini all‘Allianz Arena di Monaco di Baviera contro l’Inter nella finale di Champions League giocatasi ieri sera.

Tra i protagonisti del successo nel torneo dei parigini, e più in generale della stagione del Psg, c’è sicuramente l’ex centrocampista spagnolo del Napoli Fabian Ruiz che ha poi commentato in zona mista la vittoria della Coppa dalle Grandi Orecchie.

DICHIARAZIONI – «Sapevamo che sarebbe stata difficile perché l’Inter è una squadra molto fisica con giocatori forti. Noi sapevamo che facendo col nostro gioco e pressando alti potevamo vincere questa gara. Abbiamo fatto un primo tempo incredibile, abbiamo fatto bene segnando il 2-0. Loro poi dovevano rischiare un po’ di più e ne abbiamo approfittato in contropiede. Sono contento di aver vinto, auguro il meglio all’Inter perché se lo merita e speriamo che l’anno prossimo facciano una bella stagione».

Lazio, nostalgia Sarri: i «fedelissimi» che sognano il ritorno del Comandante. Da Provedel a Zaccagni, la lista di chi ritroverebbe slancio e motivazioni

Lazio, nostalgia Sarri: i «fedelissimi» che sognano il ritorno del Comandante. Da Provedel a Zaccagni, la lista di chi ritroverebbe slancio e motivazioni

Un eventuale ritorno di Maurizio Sarri sulla panchina della Lazio aprirebbe scenari complessi ma, per una fetta significativa dello spogliatoio attuale, potrebbe rappresentare una prospettiva stimolante e accolta con favore.

Diversi giocatori biancocelesti, infatti, hanno non solo militato sotto la guida del tecnico toscano durante il suo mandato tra il 2021 e il marzo 2024, ma hanno spesso toccato i loro picchi di rendimento o vissuto una profonda evoluzione tattica grazie ai suoi dettami. La nostalgia per il “Sarrismo”, con la sua organizzazione maniacale e la ricerca di un calcio propositivo, potrebbe farsi sentire.

Tra i primi a immaginare con un sorriso un Sarri-bis ci sarebbero senza dubbio i componenti del pacchetto arretrato, spesso elogiato durante la sua gestione, culminata con il secondo posto del 2022-23, impreziosito da una notevole solidità difensiva.

Alessio Romagnoli, per esempio, scelse la Lazio nell’estate del 2022 con la chiara intenzione di essere allenato da Sarri, un tecnico che ha sempre ammirato pubblicamente. Sotto la sua guida, l’ex milanista è tornato su livelli importanti, guidando la difesa con personalità.

Anche Elseid Hysaj, un vero e proprio fedelissimo del tecnico avendolo avuto già a Napoli e al Chelsea, ritroverebbe un ambiente tattico a lui congeniale. L’albanese, pur con qualche alto e basso, conosce a memoria i principi di Sarri e si è sempre messo a disposizione con duttilità. Stesso discorso per Adam Marušić e Manuel Lazzari sugli esterni: il primo apprezzato per la sua versatilità e costanza, il secondo trasformato da esterno a tutta fascia in un terzino più disciplinato tatticamente, pur senza perdere la sua spinta offensiva.

E come dimenticare Ivan Provedel? Il portiere friulano, sotto Sarri, ha vissuto la stagione della consacrazione, culminata con il premio di miglior portiere della Serie A e la conquista della Nazionale.

In avanti, Mattia Zaccagni è forse l’esempio più lampante di valorizzazione. Sarri lo ha trasformato da talentuosa seconda punta o trequartista in un esterno d’attacco completo, capace di segnare con regolarità (10 gol nel 2022-23), fornire assist e sacrificarsi in fase difensiva.

Il vantaggio principale, per questi giocatori, risiederebbe nella già assimilata comprensione dei complessi meccanismi tattici di Sarri. Il suo calcio richiede tempo, applicazione e dedizione, e avere un nucleo di calciatori che già conoscono le sue metodologie accelererebbe notevolmente la ricostruzione di un’identità di gioco forte.

Per molti di loro, un ritorno del “Comandante” non sarebbe solo un tuffo nel passato, ma una concreta possibilità di rivivere stagioni da protagonisti, con la speranza di aggiungere nuovi capitoli vincenti alla storia biancoceleste.

Italia, qualificazioni ai Mondiali: Buongiorno lascia il ritiro a Converciano. Prima convocazione in nazionale per Ranieri

Italia, qualificazioni ai Mondiali: Buongiorno lascia il ritiro a Converciano. Prima convocazione in nazionale per Ranieri

Ultim’ora in casa Italia. In vista degli impegni di qualificazione al mondiale della Nazionale azzurra allenata da Luciano Spalletti, il ct deve rinunciare al difensore del Napoli, Alessandro Buongiorno, che in giornata ha lasciato il ritiro a Converciano.

Al suo posto, prima convocazione in nazionale per Luca Ranieri, difensore della Fiorentina, che potrà fare il suo esordio nel match di venerdì 6 giugno contro la Norvegia.

COMUNICATO – «Il calciatore Alessandro Buongiorno, indisponibile per le prossime gare, lascerà questa mattina il ritiro della Nazionale, per rientrare al club di appartenenza. Al suo posto, il Ct Luciano Spalletti ha convocato il difensore della Fiorentina Luca Ranieri, alla sua prima chiamata in Nazionale maggiore, in arrivo già nella tarda mattinata al CTF di Coverciano».

Incendio al Viola Park, la nota della Fiorentina: «Alcune persone in ospedale, ma sono già state dimesse»

Fiorentina, incendio nella notte al Viola Park. Intervenuti i Vigili del Fuoco. La nota del club

Come riportato qualche ora fa, nella notte tra sabato 31 maggio e domenica 1 giugno 2025, un incendio ha colpito il centro sportivo Viola Park di Bagno a Ripoli, sede dell’ACF Fiorentina.

Le fiamme hanno interessato il padiglione C Sud, dedicato agli alloggi dei giovani calciatori. L’intervento dei Vigili del Fuoco è stato tempestivo: alle 2:15 sono arrivate sul posto due squadre, due autoscale, autobotti, il carro aria e il funzionario per il coordinamento, per un totale di 20 unità.

Il rogo è partito da una stanza e si è esteso al corridoio, danneggiando porte e soffitto dell’edificio. Le operazioni di spegnimento sono durate fino alle 6:15 del mattino. Al termine, l’edificio è stato dichiarato inagibile a causa dei danni riportati.

Sul posto è intervenuto anche personale sanitario, che ha soccorso e trasportato in ospedale tre giovani calciatori e un accompagnatore per controlli legati all’inalazione di fumi.

Nel frattempo sono arrivate le dichiarazioni ufficiale della Fiorentina che in una nota ufficiale riporta questo messaggio.

COMUNICATO – «ACF Fiorentina informa che nella nottata un incendio, le cui cause sono ancora da chiarire, è divampato all’interno di una camera del padiglione dedicato al settore giovanile del “Rocco B.Commisso” Viola Park. Il sistema d’allarme, le procedure di emergenza e la preparazione del personale presente hanno garantito rapidamente l’evacuazione della struttura. Alcune persone sono state condotte per accertamenti in ospedale e accompagnate dai nostri sanitari sono già state dimesse e in buone condizioni. La zona del padiglione colpita dell’incendio è stata, al momento, isolata e messa in sicurezza».

Klinsmann: «Ernesto Pellegrini, un padre-presidente. Se n’è andato nel giorno della finale che sognava. Il suo legame con Brehme è stato speciale»

Klinsmann: «Ernesto Pellegrini, un padre-presidente. Se n’è andato nel giorno della finale che sognava. Il suo legame con Brehme è stato speciale»

Ernesto Pellegrini, l’indimenticato presidente dell’Inter, ha stretto un legame davvero speciale con Jürgen Klinsmann, il bomber tedesco che ha voluto con determinazione a Milano.

Arrivato nel 1989, Klinsmann non ha trovato in Pellegrini soltanto un presidente, ma una figura quasi paterna, tanto da definirlo pubblicamente «un secondo padre», un attestato di profonda stima.

Questo rapporto unico, intriso di affetto e rispetto reciproco, ha superato di gran lunga i confini professionali. Sotto la sua presidenza, e con Klinsmann in campo, l’Inter ha arricchito la sua bacheca con la Supercoppa Italiana del 1989 e la Coppa UEFA del 1991. Il loro è stato un sodalizio sportivo e umano che ha lasciato un segno profondo, dimostrando come l’empatia di un presidente possa ispirare e creare un legame vincente e duraturo con i propri campioni. Ne è una dimostrazione anche l’intervista di oggi a La Gazzetta dello Sport da parte dell’ex giocatore tedesco.

IL GIORNO – «Si è spento nello stesso giorno della finale, incredibile. Chi lo ha conosciuto, e ora prova un grande dolore come me, sa quanto il presidente Pellegrini avrebbe voluto vedere questa partita speciale e festeggiare questa Coppa».

UN PRESIDENTE-PADRE – «Un presidente-padre è esattamente come lui, dà tutto per i figli, che eravamo noi giocatori. Li coccola e li abbraccia, ma sa anche essere esigente, o perfino duro, in alcuni frangenti, ma sempre rimanendo fedele al suo stile. Ci invitava a cena ogni due mesi circa per fare il punto della situazione ed erano momenti educativi. L’usanza è continuata negli anni, l’ultima nostra cena di squadra è stata per festeggiare la carica di presidente di Beppe Marotta. Eravamo in molto, da Bergomi a Beppe Baresi ad Aldo Serena. Purtroppo, non cera più Andy…».

IL RAPPORTO TRA PELLEGRINI E BREHME – «Sta sempre tutto dentro al concetto di padre. Si interessava alla vita delle persone, anche quando smettevano di essere suoi dipendenti dal punto di vista lavorativo. Quando veniva a conoscenza che un suo ex giocatore era in difficoltà, lo sosteneva da tutti i punti di vista. Anche io ho sempre saputo che, se ma nella vita avessi avuto qualche tipo di problema – e può succedere a tutti, nessuno escluso – ci sarebbe stato sempre un numero a cui chiamare, quello di Ernesto Pellegrini. Per fortuna, non ho avuto bisogno di farlo, ma non avrebbe lasciato solo né me né altri».

Psg Inter, Marotta in zona mista: «Ko che non cambia la bella stagione». Poi le dichiarazioni sul futuro di Inzaghi

Beppe Marotta non usa giri di parole, così sulla sconfitta in finale di Champions e il futuro del tecnico Simone Inzaghi 

Beppe Marotta ha parlato in zona mista dopo la sconfitta della sua Inter in finale di Champions. Alcuni estratti delle parole ai giornalisti presenti: 

MAROTTA SU PSG INTER – «Questa è una partita secca, l’Inter ha meritato di perdere contro un avversario superiore. Questa serata non inficia la bella stagione e il cammino fatto in Champions League, dove siamo arrivati in finale con merito. Abbiamo superato avversari come il Bayern e il Barcellona, abbiamo trovato davanti un PSG più forte che ha meritato di vincere, bisogna dare atto e merito alla squadra avversaria e farle i complimenti. Ma questo non rende inutile il nostro cammino in campionato e in Champions, assolutamente positivo. Bisogna darne atto ai giocatori e all’allenatore. Dispiace per il risultato, per i tifosi che sono arrivati numerosi anche sobbarcandosi spese e viaggi. Ma il calcio è così»

FUTURO INZAGHI –«Assolutamente no. Abbiamo deciso di incontrarci la prossima settimana e analizzando questi anni di lavoro quasi tutto il merito di questo positivissimo ciclo è dovuto alle sue prestazioni e alle sue capacità. Se lui ha intenzione di continuare noi siamo assolutamente contenti»

COME RIPARTIRE – «Bisogna avere la forza di cancellarla immediatamente, ricordando di averne giocata un’altra e che l’Inter è anche quella che ha superato Bayern e Barcellona, che ha subito solo un gol nel girone. Chi segue il calcio deve abituarsi anche a questo tipo di sconfitte, ma una grande società, un grande allenatore e grandi giocatori devono avere la capacità di dimenticare velocemente e guardare al prossimo obiettivo, che è il Mondiale per Club, una novità per tutti. La cosa difficile è gestire le performance, è un’esperienza che faremo consapevoli di rappresentare l’Italia assieme alla Juventus»

Francia, follie a Parigi dopo la vittoria del Psg: arresti, feriti e guerriglia. A Grenoble auto sulla folla

Francia, follia nella notte a Parigi dopo la vittoria in Champions League: arresti, feriti, guerriglia e un’auto sulla folla, il racconto 

In occasione della finale di Champions League Psg Inter, conclusasi con la netta vittoria dei francesi per 5-0, migliaia di persone si sono riunite nel centro di Parigi per assistere alla partita, trasmessa su maxischermi da Monaco di Baviera. Repubblica questa mattina fornisce alcune novità a riguardo.

Secondo quanto riportato dalla prefettura, i disordini sono scoppiati già dopo il primo gol, con il lancio di petardi, fuochi d’artificio e bombe carta. Durante la notte, i festeggiamenti e le tensioni sono proseguiti, portando il numero degli arresti a 294.

Nel corso delle celebrazioni per la vittoria del PSG, un’auto ha investito alcune persone nel centro di Grenoble, nel sud della Francia, provocando tre feriti. Come riferito dal quotidiano locale Le Dauphiné Libéré, uno dei feriti è in prognosi riservata. L’incidente è avvenuto in un clima di caos tra fuochi d’artificio, petardi e grida della folla. Una BMW, che procedeva a velocità sostenuta nonostante la presenza della folla nel centro città, ha tentato un’inversione di marcia, colpendo quattro passanti: due ragazzi di 17 anni e due donne di 23 e 46 anni, tutti appartenenti alla stessa famiglia.

Il conducente dell’auto ha abbandonato il veicolo e cercato di fuggire per evitare di essere raggiunto e linciato dalla folla. Pochi minuti dopo, si è arreso alle forze dell’ordine, che lo hanno messo in stato di fermo. Gli investigatori hanno escluso la premeditazione, ipotizzando che l’uomo abbia perso il controllo del mezzo.

Inzaghi Inter, sarà addio prima del Mondiale per Club? Chiara decisione per il futuro presa da Marotta. I dettagli

Inzaghi Intera, il tecnico lascia dopo la finale di Champions League? Beppe Marotta ha preso una chiara decisione sul suo futuro

Che ne sarà del futuro di Simone Inzaghi dopo la disastrosa finale di Champions League maturata ieri in casa Inter? Ne parla Tuttosport questa mattina in edicola, vediamo un breve passaggio dal noto quotidiano sportivo: 

ESONERO INZAGHI – «Il presidente Marotta, soprattutto dopo la scelta di Allegri di non aspettare l’evolversi degli eventi e accasarsi al Milan, ha meno opzioni a sua disposizione. Piace Fabregas, però non sarà facile strapparlo al Como. Outsider? Chi può saperlo. Per questo l’Inter non ha mai messo in bilico Inzaghi e non dovrebbe farlo neanche dopo questo pesantissimo 0-5, perché comunque il tecnico ha tenuto l’Inter in alto per dieci mesi e ha portato nelle casse del club oltre 130 milioni di premi Uefa. 

Nei giorni di avvicinamento a Monaco di Baviera i dirigenti, con l’appoggio della proprietà Oaktree, hanno dato rassicurazioni a Inzaghi sul mercato che verrà, anche perché la prossima Serie A si annuncia combattutissima con le coppie Conte-Napoli, Allegri-Milan e Gasperini-Roma, in attesa di capire cosa farà la Juventus. La questione, però, sembra spostarsi più su Inzaghi: avrà ancora gli stimoli per ripartire (quasi) da zero e tentare nuovi assalti a scudetto e Champions? O le energie mentali saranno esaurite, spingendolo verso una ripresa “morbida” a Riad?».

Fiorentina, incendio nella notte al Viola Park. Intervenuti i Vigili del Fuoco. La ricostruzione dei fatti

Fiorentina, incendio nella notte al Viola Park. Intervenuti i Vigili del Fuoco. Ecco cosa è successo

Nella notte tra sabato 31 maggio e domenica 1 giugno 2025, un incendio ha colpito il centro sportivo Viola Park di Bagno a Ripoli, sede dell’ACF Fiorentina. Le fiamme hanno interessato il padiglione C Sud, dedicato agli alloggi dei giovani calciatori. L’intervento dei Vigili del Fuoco è stato tempestivo: alle 2:15 sono arrivate sul posto due squadre, due autoscale, autobotti, il carro aria e il funzionario per il coordinamento, per un totale di 20 unità.

Il rogo è partito da una stanza e si è esteso al corridoio, danneggiando porte e soffitto dell’edificio. Le operazioni di spegnimento sono durate fino alle 6:15 del mattino. Al termine, l’edificio è stato dichiarato inagibile a causa dei danni riportati. Sul posto è intervenuto anche personale sanitario, che ha soccorso e trasportato in ospedale tre giovani calciatori e un accompagnatore per controlli legati all’inalazione di fumi.

Il Viola Park, inaugurato nel 2023, è il centro sportivo più grande d’Italia e tra i più all’avanguardia d’Europa. Progettato dall’architetto Marco Casamonti, ospita le attività della prima squadra maschile e femminile, del settore giovanile e gli uffici del club. La struttura è stata realizzata con criteri di bioarchitettura e sostenibilità, includendo pannelli fotovoltaici, tetti verdi e materiali riciclabili.

Le cause dell’incendio sono ancora in fase di accertamento. La Fiorentina ha espresso solidarietà ai giovani calciatori coinvolti e ha avviato un’indagine interna per comprendere le dinamiche dell’accaduto. Il club ha inoltre annunciato l’avvio di lavori di ripristino per garantire la sicurezza e la funzionalità del centro sportivo.

L’incidente ha suscitato preoccupazione tra tifosi e addetti ai lavori, ma la pronta risposta dei soccorsi ha evitato conseguenze più gravi. Si attende ora l’esito delle indagini per chiarire le cause del rogo e valutare eventuali responsabilità.

Marotta, due destini speculari in Champions: la Juve e l’Inter, tra finali perse e l’ombra di Luis Enrique

Marotta, due destini speculari in Champions: la Juve e l’Inter, tra finali perse e l’ombra di Luis Enrique

Nel calcio, come nella storia, esistono corsi e ricorsi che a volte assumono i contorni di una beffarda sceneggiatura. Una di queste narrazioni, carica di suggestioni e amare simmetrie, sembra avvolgere due cicli di altrettante potenze del calcio italiano, la Juventus del triennio 2014-2017 e l’Inter del periodo 2022-2025.

Al centro di questa tela, la figura di Giuseppe Marotta, architetto di entrambe le squadre, e un destino europeo che, per ben due volte in ciascuna esperienza, ha visto svanire il sogno della Champions League in finale, con in mezzo un’eliminazione prematura e, per una delle due finali di ciascun ciclo, lo stesso implacabile avversario in panchina: Luis Enrique.

La storia juventina sotto la gestione Marotta, con Massimiliano Allegri al timone tecnico, è quella di una squadra capace di dominare in Italia e di ricostruire una credibilità europea di primissimo livello.

La stagione 2014-15 vide i bianconeri raggiungere la finale di Berlino, un traguardo che mancava da dodici anni. Di fronte, il Barcellona di Luis Enrique, una macchina da calcio quasi perfetta con il tridente Messi-Suárez-Neymar. Finì 3-1 per i catalani, una sconfitta netta ma che aprì un ciclo di speranze.

L’anno successivo, stagione 2015-16, il cammino europeo della Juventus si interruppe bruscamente agli ottavi di finale contro il Bayern Monaco, in una doppia sfida rocambolesca: questa fu “l’eliminazione in mezzo” al ciclo di finali.

Ma la fame di Champions era tanta, e nella stagione 2016-17, la Juventus, più forte e consapevole, si ripresentò all’atto conclusivo a Cardiff. Questa volta l’avversario fu il Real Madrid di Cristiano Ronaldo, che si impose con un perentorio 4-1, lasciando nuovamente l’amaro in bocca e il trofeo solo sfiorato. Due finali perse, con Marotta a capo dell’area sportiva, e un’uscita agli ottavi nel mezzo.

Anni dopo, Marotta passa all’Inter, con l’obiettivo di riportare i nerazzurri ai vertici. Il progetto cresce e, sotto la guida di Simone Inzaghi, l’Inter inizia a farsi strada con prepotenza anche in Europa.

Nella stagione 2022-23, i nerazzurri compiono un percorso straordinario arrivando alla finale di Istanbul contro il favoritissimo Manchester City. Nonostante una prestazione gagliarda, l’Inter perse 1-0, vedendo svanire il sogno.

La stagione seguente, 2023-24, in linea con il parallelismo juventino, vide l’Inter, campione d’Italia designata e tra le favorite per la Champions, uscire prematuramente agli ottavi di finale contro l’Atlético Madrid ai calci di rigore: ecco la seconda “eliminazione in mezzo”.

Il cerchio di questa inquietante coincidenza, secondo la tesi che analizziamo, si sarebbe chiuso in maniera quasi crudele e speculare nella stagione 2024-25. Se, come la narrazione suggerisce, l‘Inter avesse raggiunto la finale di Champions League del 31 maggio 2025, per poi trovarsi di fronte il Paris Saint-Germain guidato proprio da Luis Enrique, e se questa sfida si fosse conclusa con una sconfitta per i nerazzurri, il parallelismo con il ciclo juventino di Marotta sarebbe completo e sconcertante.

Due finali perse per l’Inter, una delle quali proprio contro quel Luis Enrique che già aveva spezzato i sogni europei della Juventus marottiana nel 2015.

Luis Enrique, dunque, assurge quasi a figura di “specialista” nel battere le squadre italiane dirette da Marotta nelle finali di Champions. Un allenatore capace di imporre il suo gioco e di trovare le chiavi tattiche per scardinare difese organizzate, negando la gioia più grande a due delle più importanti realtà del nostro calcio in momenti cruciali della loro storia recente.

Queste coincidenze – Marotta, le due finali perse, l’eliminazione intermedia, il “fattore Luis Enrique” – possono essere lette come semplici casualità statistiche, oppure possono indurre a riflessioni più profonde sulla capacità del calcio italiano di compiere l’ultimo passo nelle competizioni europee, sulla pressione psicologica dei grandi appuntamenti o, forse, su un destino che sembra aver voluto disegnare un percorso incredibilmente simile per due grandi dirigenti e due grandi club.

Un intreccio che, per i tifosi, si tinge dei colori della beffa, ma che per gli storici del calcio rappresenta un affascinante capitolo di ricorrenze e destini incrociati.

Champions League: Doué entra nella storia con una doppietta in finale, ecco tutti i precedenti

Champions League: solo in undici ci sono riusciti, i giocatori che hanno segnato due gol in una finale, esclusi i tris. Il dato su Douè

La finale di Champions League tra PSG-Inter non sarà ricordata solo per il clamoroso 5-0 inflitto dai francesi, ma anche per l’exploit di Désiré Doué, autore di una doppietta che lo proietta tra i grandi della storia del torneo. A soli 19 anni, il talento francese è entrato in un club rarissimo: quello dei giocatori che hanno segnato esattamente due gol in una finale di Champions League.

A differenza di chi ha segnato tre o più reti (come Puskás o Di Stéfano), qui si celebra la doppietta “perfetta”: decisiva, ma non monopolizzante. E la lista è corta. Tra i pionieri troviamo José Altafini nel 1963 (Milan-Benfica) e Sandro Mazzola nel 1964 contro il Real Madrid.

Negli anni ‘70 brillò Johan Cruyff, che nel 1972 stese l’Inter con due gol. Seguì poi, nel 1994, la doppietta di Daniele Massaro contro il Barcellona nel 4-0 del Milan. Anche Karl-Heinz Riedle (Borussia Dortmund, 1997) firmò due reti contro la Juventus.

Nel nuovo millennio, Milan e Real Madrid dominarono le statistiche: Crespo nel 2005, Inzaghi nel 2007, Cristiano Ronaldo nel 2017, Gareth Bale nel 2018. Anche Diego Milito (2010) è nell’elenco, avendo deciso la finale contro il Bayern con una doppietta storica per l’Inter.

Con il suo show nel 2025, Désiré Doué diventa l’undicesimo giocatore a firmare una doppietta in finale. In un’epoca dominata dai dettagli e dalla pressione, segnare due volte nella partita più importante d’Europa non è solo raro, è leggendario.

Una doppietta in finale di Champions League è un sigillo nella storia. Doué ora è parte di questa élite. E chissà chi sarà il prossimo.

Voti Psg Inter: Luis Enrique è la perfezione. Adesso è più avanti lui di Pep Guardiola. Perché i francesi hanno meritato di alzare la Coppa

Voti Psg Inter: Luis Enrique perfetto. Adesso è davanti a Pep Guardiola. Perché i francesi hanno meritato di alzare la Coppa a Monaco

Alla fine del 5-0 sull’Inter, Luis Enrique ha espresso tre concetti forti. Il primo sul significato storico di quanto fatto: «La cosa più importante è che abbiamo provato a tracciare un nuovo percorso, ripartendo con un progetto diverso, con giocatori di alto livello ma da far crescere, tutti sono cresciuti e ora tutti giocano alla grande». Il secondo specifico sull’incontro: «Di solito in finale le partite non sono belle, invece, abbiamo giocato bene una finale contro una squadra forte come l’Inter, cito Dembélé perché ha fatto una grande partita anche in fase difensiva, l’atteggiamento è stato fondamentale, siamo stati bravissimi». Infine ha spiegato come abbia preparato questa finale capolavoro: «Questa settimana la mia preoccupazione maggiore era gestire la tensione e la pressione della città e della società che ancora non aveva vinto questo trofeo, ho cercato di abbassare la tensione proprio per far esprimere al meglio i nostri giocatori».

I voti odierni della stampa italiana rendono merito a quanto fatto con voti che sfiorano o toccano la perfezione.


CORRIERE DELLA SERA – voto 9: «I parigini hanno inventato la Coppa Campioni ma ci voleva questo visionario asturiano per riportarla a casa con il primo storico successo. Meritata per il cammino e per come stravince la finale».
LA GAZZETTA DELLO SPORT – voto 10: «Disegna la partita perfetta. Le chiavi: le pressioni alte, le rotazioni continue, le posizioni mai fisse e sempre mutanti. Oggi Lucho è più avanti di Guardiola».

Calciomercato Milan, Allegri ha preso una decisione su quel giocatore! L’ha già chiamato, ecco cosa si sono detti

Calciomercato Milan, il nuovo tecnico Allegri ha preso una decisione su quel calciatore! L’ha già chiamato, il retroscena sui rossoneri

Secondo il Corriere dello Sport, Rafael Leao avrebbe ricevuto il sostegno di Massimiliano Allegri, che sembra credere fortemente nelle sue qualità. Un supporto che potrebbe rivelarsi cruciale per il Milan, che ha bisogno del talento e della creatività del suo numero 10 per rilanciarsi dopo una stagione complicata.

La fiducia espressa da Allegri potrebbe rappresentare uno stimolo significativo per Leao, chiamato a rispondere con prestazioni di alto livello per aiutare la squadra rossonera a tornare competitiva. Il Milan, infatti, punta sulla sua classe e sulla sua imprevedibilità per raggiungere nuovi traguardi e riportarsi ai vertici del calcio italiano.

Rummenigge ricorda Ernesto Pellegrini: «Un amico che mi portò all’Inter. Voleva vincere e fece rinascere il club. Gli devo un grazie per questo motivo»

Rummenigge ricorda l’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini: «Un amico che mi portò all’Inter. Voleva vincere e fece rinascere il club»

Imprenditore di successo e figura storica del calcio italiano, Pellegrini è stato presidente dell’Inter dal 1984 al 1995, guidando i nerazzurri alla conquista di uno scudetto, passato alla storia come quello “dei record” (1988/89), una Supercoppa Italiana e due Coppe UEFA. La sua presidenza è ricordata per aver portato a Milano campioni come Karl-Heinz Rummenigge, Lothar Matthäus e Jürgen Klinsmann. Proprio Rummenigge lo ricorda oggi in un’intervista al Corriere della Sera.


ERA IL SUO GIOCATORE PREFERITO – «Sì, c’era grande rispetto e l’amicizia è nata praticamente subito. Siamo riusciti a fare l’affare in fretta, grazie a lui che ha speso tanti soldi all’epoca, ovvero cinque milioni di dollari. Grazie a lui ho vissuto anni splendidi in Italia perché mi ha dato una grande mano con tutta la famiglia».
IL LEGAME – «Lui era una brava persona, a cui non si poteva non voler bene. Io volevo vincere a tutti i costi anche per sdebitarmi con lui, che aveva investito tanti soldi. Purtroppo non ci sono riuscito fino in fondo perché non ho vinto trofei».
UN CALCIO DIVERSO – «Era un calcio totalmente italiano, con persone ricche al comando delle società: Ernesto si era fatto da solo, con una bella azenda e aveva realizzato il sogno di prendere l’Inter. Ne era orgoglioso».
MATTHAUS – «Ernesto aveva un debole per i giocatori tedeschi: io sono stato il primo e poi ho dato una mano a prendere Lothar e anche Andy Brehme».
IL MODO PER SDEBITARSI – «Sì, con loro Ernesto ha avuto più fortuna, vincendo il campionato dei record e una Coppa Uefa».
CHI ERA PELLEGRINI – «Ernesto è stato il primo che ha fatto rinascere l’Inter: voleva vincere e ha conquistato qualcosa di importante, rilanciando il club».
CAPIVA DI CALCIO – «Sì, certamente ma era soprattutto il primo tifoso: totalmente innamorato della società e della squadra».

Portieri leggendari: ecco chi ha vinto sia la Champions League che l’Europeo

Da Casillas a Donnarumma: la lista dei numeri 1 che hanno fatto la doppietta storica in Champions League e nell’Europeo

Vincere la Champions League o un Campionato Europeo è il sogno di ogni calciatore. Ma riuscire a conquistare entrambi è un’impresa che pochi portieri nella storia del calcio hanno realizzato. In questa guida aggiornata al 2025, scopriamo quali portieri hanno vinto sia la Champions League che l’Europeo, unendo dominio a livello di club e gloria internazionale con la Nazionale.

Tra i più noti c’è Iker Casillas, autentica leggenda spagnola: campione d’Europa con la Spagna nel 2008 e 2012, e tre volte vincitore della Champions League con il Real Madrid (2000, 2002, 2014). Una carriera senza precedenti, capace di definire il ruolo del portiere moderno.

Un altro nome da ricordare è Fabien Barthez, vincitore con il Marsiglia in Champions nel 1993 e protagonista del trionfo della Francia a Euro 2000. Più raro il caso di Hans van Breukelen, che nel 1988 vinse sia l’Europeo con i Paesi Bassi che la Coppa dei Campioni con il PSV Eindhoven nello stesso anno: un doppio trionfo irripetibile.

A completare questo club esclusivo c’è Gianluigi Donnarumma, protagonista del successo dell’Italia a Euro 2020 (giocato nel 2021) e ora campione d’Europa con il Paris Saint-Germain, dopo la vittoria nella finale di Champions League 2025 contro l’Inter. Donnarumma diventa così il primo portiere italiano a firmare questa doppietta storica, superando anche giganti come Buffon e Zoff, che non ci riuscirono mai.

Questa lista, composta da appena quattro portieri, mostra quanto sia rara e prestigiosa questa combinazione. Un traguardo che consolida il mito di chi l’ha raggiunto e che oggi è sempre più ricercato nei trend di Google da appassionati e tifosi. Un doppio sigillo sull’Olimpo del calcio.

Tudor Juventus, cambia tutto! Comolli incontrerà il tecnico bianconero e lo valuterà per il futuro: pronti tre nomi in casa di cambio in panchina

Tudor Juventus, cambia ancora tutto! Comolli incontrerà il tecnico e lo valuterà per il futuro: pronti tre nomi in casa di cambio

Il destino di Igor Tudor sulla panchina della Juventus resta incerto. Secondo La Gazzetta dello Sport, il club bianconero sta dando fiducia al tecnico croato, il cui operato sarà attentamente valutato da Damien Comolli, nuovo direttore generale della società.

Solo dopo questa analisi si deciderà se confermare Tudor o procedere con un cambio alla guida della squadra. Tra i possibili sostituti emergono nomi di spessore come Stefano Pioli, Marco Silva, attualmente al Fulham, e Roberto Mancini. Tuttavia, prima di ogni decisione, sarà fondamentale l’impressione che Tudor lascerà su Comolli.

PSG Inter 5-0: la peggior sconfitta di sempre in una finale di Champions League

Ecco il record negativo dell’Inter nella finale: mai nessuno aveva perso con così tanti gol in Champions. Il dato

Il 31 maggio 2025 resterà una data amara per l’Inter e per tutto il calcio italiano. La sconfitta per 5-0 subita contro il PSG nella finale di Champions League non è solo un ko pesante: è ufficialmente la peggiore sconfitta della storia in una finale della competizione. Nessuna squadra, in quasi 70 anni di Coppa dei Campioni/Champions League, aveva mai perso con cinque gol di scarto nell’atto conclusivo.

L’Inter è crollata sotto i colpi di un PSG dominante, guidato da un ispirato Mbappé e con Gianluigi Donnarumma in porta, impeccabile nel blindare il risultato. Per i nerazzurri non c’è mai stata partita, e lo scarto finale certifica un’umiliazione senza precedenti su un palcoscenico così prestigioso.

Nel corso della storia, ci sono state altre finali con passivi pesanti, ma nessuna ha mai raggiunto questi livelli. Fino al 2025, le sconfitte più larghe erano:

Real Madrid 7–3 Eintracht Francoforte (1960): 4 gol di scarto, ma con rete dell’onore.
Milan 4–0 Steaua Bucarest (1989): una lezione di calcio, ma con 4 gol di scarto.
Milan 4–0 Barcellona (1994): forse la più sorprendente, considerando il livello degli avversari.
Real Madrid 4–1 Juventus (2017): finale combattuta per un’ora, poi crollo dei bianconeri.

In tutti questi casi, il passivo si è fermato a quattro gol. Il 5-0 dell’Inter contro il PSG rappresenta dunque un primato negativo assoluto: mai nessuno aveva subito una tale sconfitta nella partita più importante della stagione europea.

Per l’Inter sarà difficile rialzarsi da un colpo così duro. Ma nella storia del calcio, anche dai momenti più neri, sono spesso nati i più grandi ritorni.

Inzaghi sicuro: «Orgoglioso dei ragazzi! Il PSG ha meritato di vincere. Sul futuro dico questo»

Inzaghi a Sky: «Orgoglioso dei ragazzi! Il PSG ha meritato di vincere. Sul futuro dico questo». Le dichiarazioni del tecnico dell’Inter

Nel corso di un’intervista su Sky Sport a margine di PSG Inter, finale di Champions League stravinta per 5-0 dai francesi, il tecnico nerazzurro Simone Inzaghi ha detto questo.

C’ERANO QUESTI 5 GOL DI DISTANZA TRA LE DUE SQUADRE? COME MI SPIEGO QUESTA FINALE? – «Non è sembrata la mia Inter? Assolutamente no. Il primo a saperlo sono io che sono l’allenatore e i ragazzi. Però nulla toglie, sono orgoglioso di questi ragazzi per quello che hanno fatto in questo percorso. Stasera abbiam trovato una squadra che ha meritato di vincere la Champions, probabilmente è più brava e più forte di noi. Noi dovevamo esser più bravi stasera e non ce l’abbiam fatta. Abbiamo approcciato male la gara, abbiamo preso gol e poi ci siamo allungati, facilitando il compito del PSG. Sconfitta brutta, chiaramente ci dispiace e ci dà tantissima amarezza ma non cancella il percorso fatto fin qua. Noi , io per primo, dovevamo far meglio. Ma non dimenticherei quello che han fatto i ragazzi. Zero titoli, sì, ma bravissimi lo stesso. Ho parlato con loro e gliel’ho detto. C’è delusione e arrabbiatura per la gara di stasera ma vanno fatti i complimenti a questo gruppo».

SE HO GIA’ DECISO SE QUESTA E’ STATA LA MIA ULTIMA PARTITA SULLA PANCHINA DELL’INTER? – «Vedremo nei prossimi giorni con la società. Adesso, dopo la seconda finale di Champions persa in tre anni, c’è troppa delusione e amarezza per cercare di pensare. Ci sarà tempo per parlarne con calma con la mia società che anche stasera è stata qua negli spogliatoi, è stata con noi».

COME MAI ABBIAM CONTINUATO A DARE PALLA A SOMMER SAPENDO CHE VENIVA PRESSATO? – «Abbiamo provato. Nel primo tempo secondo me abbiamo giocato tecnicamente non come sappiamo giocare, non era semplice con le loro pressioni. Quando abbiamo calciato lungo, loro arrivavano sempre prima sulle seconde palle. Loro nell’uno contro uno son primi in Europa, noi una volta preso gol abbiamo allungato le distanze e purtroppo è venuto fuori questo risultato. Abbiamo concesso gol che solitamente non abbiamo mai fatto».

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PSG, parla Luis Enrique: «Xana è sempre con me spiritualmente da quando è andata via col corpo»

PSG, Luis Enrique nel post partita: «Xana è sempre con me spiritualmente da quando è andata via col corpo». Le parole

Ieri sera, nel corso del postpartita di PSG Inter, il tecnico dei francesi Luis Enrique, ha parlato della vittoria in finale di Champions League. Ecco le parole a Sky Sport.

SULLA FINALE– «La mia preoccupazione maggiore di questa settimana era gestire le preoccupazioni di una città che non aveva vinto ancora la Champions. Ho cercato di abbassare la pressione per arrivare alla partita in condizioni che ci consentivano di giocare al calcio. L’Inter è un’ottima squadra, di altissimo livello. Siamo stati bravissimi in pressione, cito Ousmane Dembélé per il lavoro difensivo fatto. Poi è ovvio che abbiamo segnato con molta felicità»

QUAL E’ LA TUA PIU GRANDE SODDISFAZIONE?- «La cosa importante è aver fatto questo in funzione non di quello che eravamo, ma di provare un nuovo percorso. Abbiamo rispettato la scelta di Mbappé di andare al Real Madrid optando per un percorso diverso, facendo crescere tutti i giocatori che abbiamo preso per questa squadra. Tutti sono cresciuti e hanno fatto fare un balzo in avanti alla squadra, ora tutti giocano»

HAI PIANTATO LA BANDIERA CON XANA?- «Xana è sempre con me spiritualmente da quando è andata via col corpo. Una vittoria, una sconfitta non cambiano i sentimenti: voglio ricordare sempre quello che ha portato nella mia vita. Si nasce, si muore, tutto il resto si vede».

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Donnarumma nella storia: primo portiere italiano a vincere la Champions League con un club estero

Donnarumma è adesso nella storia: è lui il primo portiere italiano a vincere la Champions League con un club estero. I numeri del trionfo del portiere

Il 31 maggio 2025, Gianluigi Donnarumma ha riscritto la storia del calcio italiano, diventando il primo portiere italiano a vincere la Champions League con una squadra straniera: il Paris Saint-Germain. Il trionfo è arrivato con una vittoria netta per 5-0 sull’Inter nella finale disputata all’Allianz Arena di Monaco. Una serata perfetta per Donnarumma, che ha blindato la porta con interventi decisivi, coronando una stagione da protagonista assoluto.

La prestazione del portiere azzurro è stata il simbolo della solidità di un PSG finalmente vincente in Europa, al suo primo titolo nella massima competizione continentale. Per Donnarumma, che aveva già brillato a Euro 2020, si tratta del massimo riconoscimento a livello di club.

Gli otto portieri italiani che hanno alzato la coppa

Con questo successo, Donnarumma diventa l’ottavo portiere italiano a sollevare la Coppa dei Campioni/Champions League da titolare. Ecco chi l’ha preceduto:
1. Giorgio Ghezzi – Milan, 1963
2. Giuliano Sarti – Inter, 1964 e 1965
3. Fabio Cudicini – Milan, 1969
4. Stefano Tacconi – Juventus, 1985
5. Giovanni Galli – Milan, 1989 e 1990
6. Sebastiano Rossi – Milan, 1994
7. Angelo Peruzzi – Juventus, 1996
8. Gianluigi Donnarumma – Paris Saint-Germain, 2025

Zoff e Buffon: i grandi assenti

Nonostante carriere leggendarie, Dino Zoff e Gianluigi Buffon non sono mai riusciti a vincere la Champions League. Zoff perse la finale del 1983 con la Juventus, mentre Buffon ha collezionato ben tre finali perse (2003, 2015, 2017), senza mai riuscire a conquistare il trofeo.

Orgoglio italiano

La vittoria di Donnarumma spezza un digiuno lungo 29 anni per i portieri italiani nella massima competizione europea e riafferma la grande tradizione italiana nel ruolo. Un traguardo che lo consacra tra i grandi del nostro calcio.

Le prime pagine sportive nazionali – 1 giugno

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Inter, Marotta a Sky: «L’avversario ci ha surclassato. Ringrazio Inzaghi e i calciatori. Sul futuro…»

Beppe Marotta, presidente e amministratore delegato dell’Inter, ha parlato della sconfitta contro il PSG in finale di Champions League

Nel corso del postpartita di PSG Inter, il presidente e amministratore delegato dell’Inter Beppe Marotta ha parlato della sconfitta maturata in finale di Champions League. Ecco le sue parole a Sky Sport.

COME ANALIZZARE E GIUSTIFICARE QUESTA PESANTE SCONFITTA? – «E’ stata una serata negativa, dove l’avversario ci ha surclassato in tutto, Sconfitta meritata, al di là del punteggio. Questo non deve inficiare quella che è stata la stagione, anche se prendiamo in esame soltanto il cammino in Champions. Abbiamo giocato contro una squadra molto forte, ci dispiace per questa prestazione. Volevo anche ringraziare i tifosi venuti fino a qua».

GLI 0 TITOLI COME CAMBIANO IL GIUDIZIO DELLA STAGIONE? – «Era molto difficile arrivare a questa serata. Ci siamo riusciti con grandissimo merito dopo aver superato avversarie come il Barcellona e il Bayern Monaco. Stasera siamo caduti in modo molto fragile. Ma non voglio fare un’analisi tecnica. Voglio ringraziare i giocatori e il nostro allenatore, perché il cammino della stagione che è fatto di 59 partite ha dimostrato come questo gruppo e questa società meriti questo palcoscenico. Lo abbiamo pregustato, onore e merito agli avversari e si chiude una parentesi».

COME SI PENSA AL FUTURO? QUESTO PUO’ CAMBIARE LE VALUTAZIONI CHE FAREMO CON INZAGHI? – «Assolutamente, nessun cambio di valutazione. Abbiamo detto che ci saremo visti con Inzaghi la prossima settimana, Inzaghi come ben sapete ha un anno ancora di contratto, ma ha soprattutto dimostrato in questi 4 anni di essere all’altezza del ruolo che ricopre. Non è una serata negativa che cancella tutti i meriti. Ci incontreremo ma questo è indipendente dalla serata».

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PSG Inter, Gerrard non ha dubbi: «Una prestazione meravigliosa quella del Paris. Il futuro di questo club…»

PSG Inter, Gerrard ne è certo «Una prestazione meravigliosa quella del Paris. Il futuro di questo club…». Le dichiarazioni

L’ex centrocampista del Liverpool, Steven Gerrard, ha parlato a Uefa.com nel post partita della finale di Champions League, vinta dai francesi con un rotondo 5-0 ai danni dell’Inter. Le dichiarazioni:

PAROLE – «È stata una prestazione assolutamente meravigliosa quella del Paris, uno spettacolo. In possesso palla e senza, sono stati perfetti. Che prestazione. Il futuro di questo club è così luminoso che fa paura».

PSG Inter: le tre cose che non hai notato della finale di Champions League

Ecco le tre curiosità sulla sfida delle ore 21:00, Psg Inter: match valido per il ritorno della semifinale di Champions League

Non era mai successo in una finale di Champions League un divario così netto. Il 5-0 di Monaco premia la lunga rincorsa al trofeo fatta dal Psg che è riuscito a coronare il sogno proprio quando ha avuto una rosa con meno fuoriclasse e più giovani talenti. Che, peraltro, hanno personalità da vendere per essere già considerate delle grandi stelle. Quanto all’Inter, evidentemente i segnali del campionato erano il principio di un crollo che stasera non ha trovato più barriere. Ecco tre episodi della finale.

  1. Kvaradona. Forse è qualcosa di davvero inimmaginabile quello che è successo da gennaio in poi. Senza il georgiano, Conte ha vinto lo scudetto. E con lui, gli acquirenti, hanno dominato. Il flash della serata lo vede protagonista di infinite situazioni, avanti e indietro. Ma, soprattutto a inizio ripresa, quando comunque si capiva che i parigini stessero meglio dei milanesi, Kvaratskheila sembrava avere troppa potenza nel tiro per trovare anche la precisione. Poi, invece, il gol è arrivato. E quando sull’onda dell’entusiasmo è andato a vincere di forza un duello con un Dumfries afflosciato è venuto nuovamente in mente gennaio e i vincitori di maggio, unificati da quel soprannome esagerato che aveva ricevuto a suo tempo.
  2. Il simbolo. Sulla dinamica dell’incontro conta poco. Ma se si deve cercare un’immagine più simbolica della disfatta dell’Inter (e ce ne sono tante), scegliamo l’uscita dal campo di Bisseck. Entrato come pronto soccorso all’inizio del secondo tempo, si pianta sul terreno verde ed è costretto all’immediata resa davanti ai suoi tifosi.
  3. Incanto e spreco. Ci sono azioni che contengono un pregio e insieme un pericolo. Possono arrivare a definirti per sempre, o comunque a essere così minuziosamente precise da nutrire questa aspirazione. Rientra perfettamente in quest’ambito il numero fantastico di suola di Barcola che prepara un gol meraviglioso e a quel punto facile facile e lo butta alle ortiche. Lui è questa cosa qua, esattamente questa cosa qua, incanto e spreco?

Il PSG travolge l’Inter in finale di Champions, a Monaco finisce 5-0! Una cinquina da record: il dato

Il PSG travolge l’Inter, a Monaco finisce 5-0! Una cinquina da record: il dato incredibile sulla finale di Champions League

La finale di Champions League 2025 entrerà nella storia non solo per la vittoria del Paris Saint-Germain, ma anche per un dato impressionante: l’Inter è diventata la prima squadra a subire cinque gol in una finale della competizione, un evento che non si verificava dal 1962. Il dato raccolto da Opta:

IL DATO – 5 – L’Inter è la prima squadra a subire cinque gol in una finale di UEFA Champions League; considerando anche la Coppa dei Campioni non accadeva dal 1962 (Benfica-Real Madrid 5-3). Cinquina.

Pagelle PSG Inter: TOP e FLOP del match di Champions League

I top e i flop del match valido per la finale di Champions League: pagelle PSG Inter

I TOP e i FLOP del match valido valevole per la finale di Champions League: pagelle PSG Inter.

Un epilogo davvero incredibile quello di stasera a Monaco. Neanche il più ottimista dei francesi e il più pessimista degli interisti poteva immaginare un punteggio simile: il 5-0 ha queste sottolineature individuali, ecco Top e Flop.

I TOP

Forse per omaggiare il grande assente della finale che l’avrebbe meritata (Lamine Yamal), il diciannovenne Doué fa una prestazione pazzesca. Classe 2005, pagato 5o milioni dal Rennes, premia la scelta di Luis Enrique che lo preferisce al narcisista Barcola. E lo ripaga alla grande, iniziando a fornire ad Hakimi il pallone dell’1-0 spostandosi sul centro-sinistra e servendo al compagno un vero cioccolatino. Poi firma il 2-0 con l’aiuto di una deviazione di Dimarco, ma il merito di guardare la porta e di inquadrarla perfettamente è tutto suo. Di fatto poi chiude i giochi con la rete del 3-0, freddezza e velocità combinate insieme. Di fronte, Sommer. Che un po’ per provocazione va considerato l’unico da salvare nel naufragio nerazzurro perché di responsabilità non ne ha, almeno nel particolare.

I FLOP

Nel Psg impossibile individuare un Flop. Diciamo che Donnarumma ha dovuto impegnarsi solo a intercettare un diagonale di Thuram a gara già ampiamente decisa e che il lavoro fatto sulle uscite alte non aumenterà le sue credenziali da Pallone d’Oro anche se molto bene eseguito. Nell’Inter i 4 in pagella sono praticamente unanimi. Con la sostituzione che ha patito come primo, Dimarco – davvero ingenuo sul 2-0 nel girarsi in modo maldestro – è il peggiore, almeno per Inzaghi.




PSG Inter 5-0: Il PSG vince la Champions League!! Brutto ko per i nerazzurri, serata perfetta per i francesi!

Appuntamento alle ore 21 all’Allianz Arena di Monaco di Baviera per PSG Inter, finale Champions League: seguila live

Tutto pronto all’Allianz Arena di Monaco di Baviera per PSG Inter, ultimo atto della Champions League 2024/25. Segui con noi la cronaca live testuale dell’incontro.


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PRIMO TEMPO

Primo tempo di grande intensità nella finale di Champions League tra Paris Saint-Germain e Inter, con i francesi avanti 2-0 all’intervallo. La squadra di Luis Enrique sblocca il match al 13’ con Hakimi, bravo a finalizzare l’assist di Doué dopo una splendida imbucata di Vitinha. Al 21’ arriva il raddoppio: ripartenza fulminea avviata da Kvaratskhelia e rifinita da Barcola, il cui tiro trova la sfortunata deviazione di Dimarco. L’Inter prova a reagire con tentativi di Thuram e Acerbi, ma Donnarumma, ma senza fortuna. Il PSG sfiora anche il terzo gol con Dembele e Doué. Vantaggio meritato per i parigini.

SECONDO TEMPO

Nel secondo tempo della finale di Champions League, il Paris Saint-Germain ha dominato l’Inter, chiudendo la partita con un netto 5-0. La squadra francese ha aumentato il vantaggio con tre gol nella ripresa: Desire Doue ha segnato il terzo gol al 63′, seguito da Khvicha Kvaratskhelia al 72′ e Senny Mayulu all’85’. L’Inter ha faticato a reagire e ha ricevuto diverse ammonizioni, tra cui Nicola Zalewski, Marcus Thuram e Francesco Acerbi. Il PSG ha controllato il possesso palla con il 59%, mentre l’Inter si è fermata al 41%. I francesi sono Campioni d’Europa!


PSG (4-3-3): Donnarumma; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; Joao Neves, Vitinha, Ruiz; Doué, Dembelé, Kvaratskhelia. A disp. Safonov, Tenas, Kimpembe, Hernandez, Beraldo, Lee, Mayulu, Zaire-Emery, Ramos, Barcola, Mbaye. All. Luis Enrique.

INTER (3-5-2): Sommer; Pavard, Acerbi, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro, Thuram. A disp. Di Gennaro, Martinez, de Vrij, Carlos Augusto, Bisseck, Darmian, Zielinski, Frattesi, Asllani, Zalewski, Arnautovic, Taremi. All. Inzaghi.

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