Pagina 849 – Calcio News 24

Spalletti, Napoli nel cuore dopo lo scudetto: «Ho pianto 2 ore a vedere il pullman della festa scudetto»

Spalletti, Napoli nel cuore dopo lo scudetto. Le dichiarazioni in conferenza stampa sulla vittoria del titolo della squadra di Conte

Luciano Spalletti, ct dell’Italia, ha parlato in conferenza stampa dell’effetto che gli ha fatto rivedere il Napoli, sua ex squadra, vincere lo scudetto a due anni da quello conquistato insieme, sotto la guida di Antonio Conte all’ultima giornata.

DICHIARAZIONI – «Non ho fatto nessun post perché lo scorso anno non ho fatto nessun post sullo Scudetto dell’Inter, sono il CT della Nazionale. Poi a Di Lorenzo mando un messaggio perché hanno fatto qualcosa di stratosferico dopo esser caduti a livelli di classifica. Bisogna fare i complimenti a Conte e ai calciatori per ciò che hanno esibito, sono stati squadra durante tutta la stagione. Eccetto un paio di risultati hanno avuto un rendimento sempre molto costante e una crescita a livello di conoscenze in campo. Hanno conquistato uno straordinario titolo e poi si sa che quando c’è qualcosa che riguarda Napoli viene messo in risalto dal sentimento e dalla bellezza dei napoletani. Io lo so bene, mi manca solo quel pullman lì e ho pianto due ore a vederlo. Sono feste che ti coinvolgono in maniera particolare e me le sono gustate anche io, pur avendole vissute in precedenza. Quindi al Napoli si dice bravi, bravissimi».

Nel corso della conferenza, Spalletti ha anche affrontato temi riguardanti i singoli convocati come Orsolini o Acerbi e il presunto rifiuto alla chiamata del ct e proprio su questo punto si è anche sulla voglia di indossare la maglia e i giorni di arrivo in ritiro.

DICHIARAZIONI – «Noi andiamo a scegliere, abbiamo fatto delle prove. Ci aspettiamo che abbiamo a che fare con persone che evidenziano questo sentimento per la maglia azzurra e siamo convinti di aver scelto molto bene. Anzi, sono loro che a volte ci dicono delle cose che ci permettono di migliorare ancora di più il rapporto e il pensiero generale. Poi sul come arriviamo certo, i calciatori dell’Inter vanno fatti recuperare. C’è poco tempo, ma meglio così ho meno possibilità di far confusione (ride, ndr)».

Calciomercato estero, Tottenham: Postecoglu sempre più in bilico! Contattato Thomas Frank per la panchina

Calciomercato estero, Tottenham: Postecoglu sempre più in bilico! Contattato Thomas Frank per la panchina

Il futuro di Ange Postecoglou sulla panchina del Tottenham Hotspur è incerto. Nonostante la vittoria in Europa League, che ha garantito la qualificazione in Champions League, la squadra ha concluso la Premier League al 17° posto, con 22 sconfitte in campionato. Questa performance ha sollevato dubbi sulla sua permanenza.

Secondo fonti di Foot Mercato, il Tottenham ha avviato contatti con Thomas Frank, attuale allenatore del Brentford, per valutare un possibile cambio alla guida tecnica. Frank è apprezzato per il suo lavoro con i “Bees”, dove ha valorizzato giovani talenti e mantenuto un’identità di gioco solida. La sua esperienza lo rende un candidato ideale per rilanciare il progetto degli Spurs.

Il direttore sportivo Johan Lange, ex Brentford, ha un rapporto consolidato con Frank, il che potrebbe facilitare la transizione. Tuttavia, Frank ha espresso il suo impegno verso il Brentford, dichiarando di essere entusiasta per la prossima stagione con il club. Nonostante ciò, il suo profilo rimane tra i più discussi per la panchina del Tottenham.

La decisione finale sulla permanenza di Postecoglou è attesa entro questa settimana. Il presidente Daniel Levy sta valutando attentamente la situazione, considerando sia i successi europei che le difficoltà in campionato. Il futuro del tecnico australiano potrebbe dipendere dalle prossime mosse della dirigenza.

Italia, scontro Acerbi-Spalletti. La ricostruzione dei fatti sul rifiuto della convocazione del difensore

Italia, scontro Acerbi-Spalletti. La ricostruzione dei fatti sul rifiuto della convocazione del difensore

Girano non poche discussioni intorno al “battibecco” che nelle ultime ore ha visto protagonista Francesco Acerbi, difensore centrale dell’Inter, e Luciano Spalletti, ct della Nazionale.

Dopo la convocazione rifiutata e le parole del tecnico, infatti, ha affidato ai propri social la spiegazione sul suo no il difensore, che ha spiegato le proprie ragioni con un messaggio Instagram nel quale non ha risparmiato parole al veleno nei confronti del ct azzurri.

IL MESSAGGIO – «Dopo una profonda riflessione, ho comunicato oggi al ct di non accettare la convocazione in Nazionale. Non è una scelta presa a cuor leggero, perché vestire la maglia azzurra è sempre stato un onore e un orgoglio per me. Tuttavia, ho ritenuto che, alla luce degli ultimi avvenimenti non esistono ad oggi le condizioni proseguire serenamente questo percorso. Io non cerco alibi né favori, ma pretendo rispetto. E se questo rispetto viene a mancare da parte di chi dovrebbe guidare un gruppo, allora preferisco farmi da parte.
Non sono uno che si aggrappa a una convocazione: ho sempre dato tutto, ma non resto dove non sono più voluto davvero ed è chiaro che non faccio parte del progetto del ct. Questa è la mia decisione, e come ho detto stamattina al ct, non è definitiva né dettata dalla rabbia, né tanto meno dalla “depressione” per una finale Champions persa, ma solo da un bisogno di fare un passo indietro.
Auguro il meglio alla Nazionale e come ai miei compagni: continuerò a tifare per loro con lo stesso attaccamento che ho sempre dimostrato in campo
».

A ricostrurire i fatti ci prova Sky Sport: «Un po’ strana la situazione che si è creata con Acerbi, Spalletti ha provato a spiegarla. Vedremo se il giocatore chiarirà la sua posizione o meno con un comunicato magari. È una gara spareggio quella con la Norvegia, Spalletti aveva chiamato Acerbi, il ragazzo era propenso a vestire la maglia azzurra. Ieri ha mandato subito un messaggio, ieri sera, dicendo che non sarebbe venuto in Nazionale. Spalletti ha risposto, si sono poi sentiti anche stamattina e Acerbi ha detto ancora no, forse anche per le ultime ore tristi del mondo Inter e per le mancate convocazioni delle ultime volte. Un mix di questi fattori ha portato Acerbi a dire no».

Comolli ha firmato con la Juventus! Il suo ruolo, la durata del contratto e tutti i dettagli sull’ex presidente del Tolosa. Attesa per l’annuncio ufficiale

Comolli ha firmato con la Juventus: tutti i dettagli sul contratto che ha firmato l’ex presidente del Tolosa

Damien Comolli sarà il nuovo direttore generale della Juventus. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, il dirigente francese ha già firmato un contratto triennale con il club bianconero. Manca soltanto l’annuncio ufficiale da parte della società, ma l’accordo è ormai definito.

Comolli, ex presidente del Tolosa e dirigente con esperienze in club di alto profilo come Liverpool, Tottenham e Saint-Étienne, porterà la sua competenza internazionale all’interno del nuovo progetto della Juventus. La sua nomina rappresenta un passo decisivo per la riorganizzazione dell’area sportiva bianconera, in una fase cruciale di transizione dopo l’uscita di scena di Cristiano Giuntoli.

Il nuovo direttore generale non avrà solo un ruolo gestionale: Comolli sarà una figura centrale anche nella scelta del prossimo allenatore della Juventus e nella selezione del nuovo direttore sportivo. Il club, infatti, si prepara a un profondo rinnovamento tecnico e dirigenziale, con l’obiettivo di tornare competitivo ai massimi livelli in Italia e in Europa.

Con l’arrivo di Comolli, la Juventus punta su un profilo esperto, abituato a lavorare su progetti a lungo termine e alla valorizzazione dei giovani talenti. La sua filosofia si sposa con la visione di un club che vuole coniugare sostenibilità finanziaria e competitività sportiva.

In attesa dell’ufficialità, l’ambiente juventino guarda con interesse ai prossimi sviluppi: la scelta del nuovo allenatore e del direttore sportivo saranno i primi banchi di prova per Comolli, che avrà il compito di guidare la Juventus verso una nuova era.

Nuovo allenatore Atalanta, Thiago Motta candidato per la panchina nerazzurra (ma non è l’unico). Il punto

Nuovo allenatore Atalanta, Thiago Motta candidato per la panchina nerazzurra. Il punto

Secondo quanto riportato da Calcionews24 l’Atalanta sta seguendo una serie di allenatori per il post Gasperini (ma dovrà approfondire con essi a breve).

Uno dei candidati è sicuramente Thiago Motta, reduce dall’esperienza alla Juventus e seguito dalla Dea giá dai tempi del Bologna, ma la decisione definitiva (che sia lui o meno) sarà questione di poco tempo.

Parma, UFFICIALE il rinnovo fino al 2029 di Rinaldi! Il portiere commenta: «Mi ha visto crescere, potremo toglierci soddisfazioni»

Parma, UFFICIALE il rinnovo fino al 2029 di Rinaldi! Il portiere commenta: «Mi ha visto crescere, potremo toglierci soddisfazioni»

Filippo Rinaldi, portiere classe 2002, ha prolungato il suo contratto con il Parma fino al 30 giugno 2029, dopo l’esperienza in prestito alla Feralpisalò. Il comunicato e le prime dichiarazioni.

Nel corso della sua carriera Rinaldi ha totalizzato 34 presenze con l’Olbia, 32 con la Feralpisalò, 22 con il Piacenza, 9 con il Montevarchi, 18 con l’Under 19 del Parma e 16 con l’Under 17 dei ducali. Il portiere ha vinto un campionato di Serie B con i gialloblù nel 2023-2024, stagione nella quale però non è mai sceso in campo.

COMUNICATO – «Parma Calcio annuncia che Filippo Rinaldi ha rinnovato il contratto fino al 30.06.2029. Con quasi 100 presenze in Serie C (94 partite da titolare su 94 presenze totali), Filippo in questa stagione ha raggiunto i playoff con la Feralpisalò, disputando 31 partite da titolare su 31 presenze. Un altro campionato da assoluto protagonista, un’altra annata che gli ha permesso di arricchire il suo percorso nel calcio professionistico. Così, come quello della Nazionale azzurra, con cui ha giocato dall’U17 fino a raggiungere l’U21, con cui ha raccolto 2 presenze. Filippo, legato al Club gialloblu dal 2016, è un esempio per l’abnegazione al lavoro e per la voglia di continuare a migliorarsi sempre».

DICHIARAZIONI DI RINALDI – «Sono molto contento per il rinnovo, Parma mi ha visto crescere, dal Settore Giovanile alla Prima Squadra e non vedo l’ora di affrontare questa nuova tappa insieme, dove sono sicuro potremo toglierci delle belle soddisfazioni. Ci tengo inoltre a ringraziare il Presidente Kyle J. Krause e tutta la società per la fiducia e per avermi dato l’opportunità di dimostrare quanto valgo».

Italia, Spalletti chiama e Acerbi rifiuta. La spiegazione del difensore e l’attacco al ct: «Se viene a mancare il rispetto preferisco…»

Italia, Spalletti chiama e Acerbi rifiuta. La spiegazione del difensore e l’attacco al ct

Francesco Acerbi ha affidato ai propri social la spiegazione sul suo no, arrivato un po’ a sorpresa, alla convocazione di Spalletti con la Nazionale. Il centrale dell’Inter ha spiegato le proprie ragioni con un messaggio Instagram nel quale non ha risparmiato parole al veleno nei confronti del ct azzurri.

IL MESSAGGIO – «Dopo una profonda riflessione, ho comunicato oggi al ct di non accettare la convocazione in Nazionale. Non è una scelta presa a cuor leggero, perché vestire la maglia azzurra è sempre stato un onore e un orgoglio per me. Tuttavia, ho ritenuto che, alla luce degli ultimi avvenimenti non esistono ad oggi le condizioni proseguire serenamente questo percorso. Io non cerco alibi né favori, ma pretendo rispetto. E se questo rispetto viene a mancare da parte di chi dovrebbe guidare un gruppo, allora preferisco farmi da parte.
Non sono uno che si aggrappa a una convocazione: ho sempre dato tutto, ma non resto dove non sono più voluto davvero ed è chiaro che non faccio parte del progetto del ct. Questa è la mia decisione, e come ho detto stamattina al ct, non è definitiva né dettata dalla rabbia, né tanto meno dalla “depressione” per una finale Champions persa, ma solo da un bisogno di fare un passo indietro.
Auguro il meglio alla Nazionale e come ai miei compagni: continuerò a tifare per loro con lo stesso attaccamento che ho sempre dimostrato in campo
».

Infortunio Bisseck, che tegola per il difensore dell’Inter: salta la convocazione con la Germania!

Infortunio Bisseck, che tegola per il difensore dell’Inter: salta la convocazione con la Germania! Deciso il suo sostituto

Oltre al danno, la beffa: l’infortunio rimediato da Yann Bisseck dopo pochissimi minuti dal suo ingresso in campo nel corso del secondo tempo di PSG Inter, non solo non gli ha permesso di continuare a giocare la sua prima finale di Champions League in carriera ma lo costringe a saltare gli impegni con la propria nazionale. Il commissario tecnico della Germania, Julian Nagelsmann, lo aveva infatti inserito nell’elenco dei 26 convocati per le Final Four di Nations League.

Invece, per via dell’infortunio muscolare rimediato nella parte posteriore della coscia, il difensore nerazzurro è costretto ad alzare bandiera bianca, rinunciando alla convocazione con i tedeschi. Al suo posto, come riporta Sky Sport, è stato convocato Kehrer, a dare l’ufficialità è stata la stessa Nazionale tedesca. Restano da valutare i tempi di recupero in ottica Mondiale per club.

COMUNICATO – «Yann Aurel Bisseck non potrà recarsi a Herzogenaurach per giocare con la nazionale come previsto a causa di problemi muscolari alla parte posteriore della coscia destra. Il difensore dell’Inter ha dovuto essere sostituito pochi minuti dopo essere entrato in campo nella finale di UEFA Champions League a Monaco sabato sera. Il giocatore della nazionale sarà quindi escluso dalle Final Four della UEFA Nations League.

Per questo motivo, il commissario tecnico Julian Nagelsmann ha nominato domenica Thilo Kehrer. Il difensore dell’AS Monaco, partecipante alla Champions League e terzo nella Ligue 1 francese, è atteso lunedì allo stadio adidas di Herzogenaurach, partner della DFB, dove Nagelsmann sta preparando la sua squadra per la semifinale contro il Portogallo in programma mercoledì a Monaco (dalle 21:00, in diretta su ZDF e DAZN ). Il 28enne Kehrer ha giocato finora 27 partite internazionali con la Germania, la più recente delle quali con la nazionale DFB in Polonia nel giugno 2023. La scorsa stagione, il campione europeo Under 21 del 2017 ha giocato 27 partite di campionato e 10 di Champions League con il Monaco, segnando un totale di cinque gol».

Italia, Spalletti commenta la convocazione di Orsolini: «Lui è il cambio di ritmo. L’ho sempre tenuto nei miei pensieri»

Italia, Spalletti commenta la convocazione di Orsolini: «Lui è il cambio di ritmo. L’ho sempre tenuto nei miei pensieri»

Nel corso della conferenza stampa per le qualificazioni ai mondiali Luciano Spalletti, commissario tecnico dell’Italia, ha parlato in vista delle partite contro Norvegia e Moldavia, commentando anche le scelte.

Tra queste, non poteva mancare una domanda su Orsolini, che dopo diverse uscite a vuoto, è stato finalmente inserito nella lista degli azzurri.

DICHIRAZIONI – «È il cambio di ritmo sia in funzione dei gol che della qualità offensiva, è lo stesso discorso di Politano. Quest’ultimo è stato condizionato a fare un po’ più di lavoro della squadra, mentre Orsolini è più finalizzatore. Fa parte di questi ragionamenti circa un assetto più offensivo alla squadra. In precedenza non l’ho convocato perché siamo 23, ma l’ho sempre tenuto nei miei pensieri. Io come CT devo sempre tirar dentro chi sta facendo bene».

REPARTO OFFENSIVO PIENO DI GOL – «Ci dà la convinzione di avere calciatori importanti su cui poter contare. Però poi bisogna sempre tener conto degli equilibri di squadra, bisogna farli funzionare gli attaccanti perché se poi la squadra la tengono gli altri nemmeno due attaccanti forti come quelli dell’Inter riesci a usarli. Ci sono cose da tener presenti e poi sarà sempre il risultato del campo a dirci se avrò scelto bene o male».

Calciomercato estero, primo colpo del Manchester United: firma Matheus Cunha! Le (mega) cifre e i dettagli dell’affare

Calciomercato estero, primo colpo del Manchester United: firma Matheus Cunha! Le (mega) cifre e i dettagli dell’affare

Dopo la forte delusione per la sconfitta in finale di Europa League contro il Tottenham e il campionato chiuso in 15a posizione, il Manchester United prova ad alzare il morale dei tifosi annunciando il primo acquisto del calciomercato estivo per la stagione 2025-2026.

I Red Davils infatti, hanno annunciato la firma di Matheus Cunha, attacante brasiliano classe 1999, prelevato dal Wolverhampton ed ex Hertha Berlino e Atletico Madrid. Un obiettivo concreto per il club, certificato dal costo del cartellino che, pagando l’intera clausola rescissoria, è di 75 milioni di euro, con una formula di pagamento dilazionata in due anni.

L’operazione, già definita nei dettagli, è ora in attesa del completamento delle pratiche burocratiche legate a visto e registrazione. Cunha, 26 anni, potrebbe essere impiegato principalmente nel ruolo di trequartista o seconda punta, posizione nella quale ha brillato nell’ultima stagione in Premier League, mettendo a segno 17 reti e 6 assist con la maglia dei Wolves.

Tassello importante per l’ennessimo tentativo del Manchester di riaprire un ciclo vincente, sotto la guida di Amorim.

Mercato Lazio, futuro di Cataldi in bilico: può fare ritorno nella Capitale? Tutti i dettagli

Mercato Lazio, futuro di Cataldi da decidere: può fare ritorno nella Capitale sponda biancoceleste? Tutti i dettagli e le ultime

Danilo Cataldi torna al centro delle attenzioni di mercato. Sembrava destinato al riscatto da parte della Fiorentina, ma nelle ultime ore lo scenario è cambiato e la possibilità di un ritorno alla Lazio si fa concreta.

Secondo Il Corriere dello Sport, l’addio di Palladino ha complicato il processo di conferma del centrocampista in maglia viola, rendendo meno certa la sua permanenza a Firenze. Di conseguenza, non è escluso che Cataldi possa ritrovare spazio nella rosa biancoceleste, con la Lazio pronta a valutare il suo reintegro. Il futuro del giocatore resta tutto da definire.

Yildiz Juventus, i bianconeri vogliono blindarlo! Ecco il possibile scenario dopo il Mondiale per Club: i dettagli

Yildiz Juventus, i bianconeri vogliono blindare il numero 10! C’è il possibile scenario dopo il Mondiale per Club: gli aggiornamenti

La Juventus punta forte su Kenan Yildiz e vuole costruire il futuro attorno al suo talento. Il numero 10 bianconero, amatissimo dai tifosi e capace di incidere nei momenti decisivi, è al centro del progetto della società, che avvierà le trattative per il rinnovo dopo il Mondiale per Club.

Secondo La Gazzetta dello Sport, l’ottimismo per la sua permanenza è in crescita rispetto alle preoccupazioni degli ultimi mesi. Il turco, apprezzato da tutto l’ambiente juventino, sembra sempre più vicino a un prolungamento contrattuale che lo legherà ancora ai colori bianconeri.

Dopo 9 anni si chiude il ciclo di Gasperini all’Atalanta. Il comunicato UFFICIALE del club orobico

Gasperini-Atalanta, ora è davvero finita. Ecco il comunicato UFFICIALE della società bergamasca dopo nove anni

Ora è ufficiale: il ciclo di Gian Piero Gasperini all’Atalanta è terminato dopo 9 anni di grandissime soddisfazioni. Ecco il comunicato della società bergamasca sul proprio sito

IL COMUNICATO – Carissimo Mister, la nostra è stata una storia meravigliosa, più unica che rara nel mondo del calcio.

Nove anni eccezionali e intensi nei quali abbiamo raggiunto risultati straordinari in Italia e in Europa.

Una pagina, anzi un grandissimo capitolo che rimarrà indelebile nella storia dell’Atalanta, così come il rapporto di affetto (profondo) e di stima (sincera) che ci ha legato e che ci legherà ancora, a prescindere dal fatto che le rispettive strade professionali ora si dividano.

Non potremo mai ringraziarla abbastanza per le emozioni che ci ha regalato e per le gioie che insieme siamo riusciti a regalare a Bergamo e ai nostri tifosi, andando oltre l’immaginabile.

Dopo tanti anni trascorsi insieme abbiamo ritenuto doveroso rispettare la sua volontà di ricercare nuovi stimoli, ben sapendo che il nostro rapporto non si interromperà mai e che la reciproca stima non verrà mai meno.

Ancora e per sempre GRAZIE, Mister!!!

Tutta la famiglia Atalanta

Calciomercato Milan, Tare incontrerà quel giocatore nei prossimi giorni: svolta all’orizzonte? Le ultime

Calciomercato Milan, Tare incontrerà quel calciatore rossonero nei prossimi giorni: svolta all’orizzonte? Le ultimissime

Secondo il giornalista Nicolò Schira, è in programma un incontro tra Igli Tare, direttore sportivo del Milan, e Alessandro Lucci, agente di Alessandro Florenzi, per discutere il futuro del terzino.

Florenzi ha manifestato la volontà di restare in rossonero, dimostrando grande attaccamento alla squadra con la disponibilità a ridurre il suo ingaggio pur di proseguire la sua avventura a Milano. La trattativa sarà decisiva per capire se il club rossonero e il giocatore continueranno insieme o se le loro strade si separeranno. L’incontro tra Tare e Lucci rappresenta un momento cruciale per definire il destino del laterale e stabilire le prossime mosse di mercato del Milan.

Kean Fiorentina, i tifosi sono molto preoccupati per il suo addio! Quella big si è fatta sotto per lui

Kean Fiorentina, i tifosi viola sono abbastanza preoccupati per il suo futuro considerando anche la possibilità di essere ceduto

La Fiorentina si gode il rilancio di Moise Kean, tornato protagonista dopo una stagione in cui ha ritrovato fiducia, gol e la maglia della Nazionale. Ma i riflettori si accendono nuovamente sul giovane attaccante viola, finito nel mirino del Manchester United, pronto a tornare alla carica in vista del mercato estivo.

I Red Devils, reduci dalla delusione per la mancata qualificazione alla Champions League — sfumata con la sconfitta in finale di Europa League contro il Tottenham — devono fare i conti con un budget ridotto. Il nuovo tecnico Ruben Amorim ha a disposizione circa 100 milioni di sterline, ma con la necessità di rinforzare diversi reparti, la dirigenza è costretta a valutare profili di alto potenziale ma dal costo contenuto.

In questo contesto, Moise Kean rappresenta un’occasione interessante, anche per via della sua esperienza passata in Premier League con l’Everton. Seppur quella parentesi non abbia lasciato grandi tracce, l’attaccante ha maturato nel frattempo una maggiore consapevolezza e ha saputo rilanciarsi con la maglia della Fiorentina, diventando un punto fermo dell’attacco viola.

Il club gigliato, che ha creduto in lui al termine di un periodo complicato, oggi si trova in una posizione di forza: Kean ha una clausola rescissoria da 52 milioni di euro, esercitabile però solo nei primi quindici giorni di luglio. Una finestra ristretta, ma che potrebbe fare gola al Manchester United qualora non riuscisse ad arrivare a obiettivi più costosi.

La Fiorentina, dal canto suo, vorrebbe trattenere il giocatore, inserendolo nel progetto tecnico della prossima stagione, anche alla luce della ritrovata competitività europea. Kean ha dimostrato di potersi integrare perfettamente negli schemi viola, trovando continuità e spirito di squadra, elementi che hanno fatto la differenza nel suo percorso di crescita.

La partita, però, è appena cominciata. Molto dipenderà dalle mosse del club inglese e dalla volontà dello stesso Kean, che potrebbe essere tentato da una nuova avventura internazionale, ma che a Firenze ha finalmente trovato stabilità e centralità.

In casa Fiorentina, dunque, cresce la tensione. Trattenere Kean significherebbe consolidare un attacco giovane e ambizioso. Ma la Premier torna a bussare. E stavolta con maggiore insistenza.

Calciomercato Pisa, i nerazzurri vogliono subito fare le cose in grande! Seguito attentamente quel giocatore

Calciomercato Pisa, quale sarà il piano della squadra nerazzurra considerando il ritorno in Serie A? Seguito quel giocatore

Il calciomercato Pisa è pronto a rinforzarsi in vista del grande ritorno in Serie A. La società nerazzurra, fresca di promozione, si sta muovendo con attenzione sul mercato per costruire una rosa competitiva e all’altezza della massima categoria. Tra i nomi sul taccuino della dirigenza spunta quello di Domagoj Bradaric, esterno sinistro attualmente in uscita dalla Salernitana.

Il giocatore croato è in trattativa con l’Hellas Verona, che punta a riscattarlo per una cifra attorno a 1,5 milioni di euro, ma la concorrenza si sta intensificando. Oltre al club veneto, che vanta già un canale aperto con la Salernitana, si è mosso anche il Palermo, interessato a comprendere i margini dell’operazione. Tuttavia, nelle ultime ore è proprio il Pisa ad aver fatto un passo deciso, inserendosi con forza nella corsa al laterale mancino.

Il club toscano è consapevole che, per affrontare la Serie A da neopromossa, serviranno profili esperti e abituati al palcoscenico. Bradaric, in questo senso, rappresenta una garanzia: classe 1999, vanta una solida esperienza internazionale, avendo giocato con la maglia del Lille in Ligue 1 e collezionato diverse presenze con la nazionale croata. Il suo profilo risponde perfettamente all’identikit tracciato dal ds nerazzurro per rafforzare la fascia sinistra, uno dei reparti su cui il Pisa intende intervenire con priorità.

La situazione resta fluida. Il Verona resta in pole grazie ai rapporti già avviati con la Salernitana e alla possibilità di chiudere rapidamente, ma non ha ancora affondato il colpo. In caso di rallentamenti o complicazioni nella trattativa, Pisa e Palermo potrebbero approfittarne, con i nerazzurri che — rispetto ai rosanero — avrebbero anche il vantaggio di giocare già in Serie A nella prossima stagione.

Il Pisa, dunque, osserva con attenzione e si prepara a muoversi con decisione. L’interesse per Bradaric conferma la volontà del club di dotarsi di elementi di comprovata esperienza, fondamentali per affrontare una stagione impegnativa tra le big del calcio italiano. L’esterno croato sarebbe un tassello prezioso per la rosa nerazzurra, e la dirigenza toscana vuole farsi trovare pronta qualora si presentasse l’occasione giusta.

La trattativa resta aperta, ma una cosa è certa: il Pisa c’è, è ambizioso e vuole dire la sua anche sul mercato.

Berardi lascerà il Sassuolo? Quello scenario potrebbe cambiare il mercato sia dei neroverdi che quello delle big

Berardi Sassuolo, quale sarà il futuro dell’attaccante (e capitano) neroverde? Ecco l’indiscrezione aspettando l’apertura del mercato

Domenico Berardi e il Sassuolo, una storia che resiste al tempo, alle sirene di mercato e agli infortuni. Una bandiera vera, in un calcio sempre più dominato da trasferimenti e cambi di casacca. Eppure, come ogni estate, anche stavolta si riapre il tormentone legato al futuro del numero 10 neroverde.

Classe 1994, Berardi ha vissuto l’ultima stagione tra alti e bassi, segnata da un infortunio importante ma anche dalla determinazione con cui è tornato in campo, pronto a trascinare il Sassuolo nella corsa al ritorno in Serie A. Una promozione che rappresenta non solo un successo per il club emiliano, ma anche un segnale chiaro per il capitano: il progetto neroverde continua, e lui resta il simbolo.

Tuttavia, le voci di mercato non si placano mai. Dalla Juventus – che negli anni ha più volte tentato l’assalto senza mai riuscire a strapparlo – fino al recente interesse del Bologna e alla Lazio di Maurizio Sarri, tornato sulla panchina biancoceleste. Ma secondo La Gazzetta dello Sport, la volontà di Berardi è molto chiara: se dovrà lasciare Sassuolo, sarà solo per un club che giochi la Champions League. Il contratto con il Sassuolo è valido fino al 2027, e l’attaccante compirà 31 anni ad agosto. A questo punto della carriera, la priorità assoluta è quella di giocare la competizione europea più prestigiosa.

Ad oggi, soltanto Inter, Atalanta, Napoli e Juventus sono certe di partecipare alla prossima edizione della Champions. Ed è da queste quattro squadre che potrebbe arrivare l’unico vero stimolo per cambiare maglia. Il Bologna, che giocherà in Europa League, resta sullo sfondo. La Lazio, invece, è fuori da ogni competizione europea, un fattore che potrebbe pesare.

Nel frattempo, il Sassuolo continua a credere e puntare sul suo capitano. L’amministratore delegato Giovanni Carnevali ha ribadito con orgoglio il ruolo di Berardi all’interno del club: “Domenico ha dimostrato di essere un campione in campo e fuori. È la nostra bandiera, un esempio per tutti. Il nostro desiderio è quello di trattenerlo, ma le trattative si fanno in tre: chi vende, chi compra e il giocatore stesso.”

Berardi e il Sassuolo: una storia che potrebbe proseguire, alimentata da un legame raro nel calcio moderno. Ma che resta appesa al sogno Champions del suo numero 10.

Dzeko Bologna, rossoblu pronti al grande colpo? La situazione intorno alla trattativa di mercato

Dzeko Bologna, rossoblu pronti al grandissimo colpo in attacco considerando l’addio alla Turchia del 40enne attaccante bosniaco

Edin Dzeko chiude la sua avventura al Fenerbahçe ma non appende ancora gli scarpini al chiodo. A 39 anni (ne compirà 40 il prossimo marzo), l’attaccante bosniaco non pensa al ritiro, anzi è pronto a rimettersi in gioco in un nuovo progetto ambizioso. Dopo le esperienze in Serie A con Roma e Inter, il campionato italiano potrebbe accoglierlo di nuovo: tra i club interessati c’è il Como, che ha effettuato un primo sondaggio, ma a muoversi in modo più concreto è il Bologna.

La società rossoblù, dopo la storica qualificazione alla Champions League, è alla ricerca di profili di esperienza e personalità per affrontare al meglio la prossima stagione europea. In questo contesto, Dzeko rappresenta il profilo ideale: carisma, leadership e una carriera ricca di gol e successi. Il Bologna sta valutando seriamente l’opportunità di portarlo sotto le Due Torri, consapevole di quanto possa dare dentro e fuori dal campo, anche in ottica spogliatoio.

Dzeko, dal canto suo, ha salutato con affetto il Fenerbahçe al termine del contratto biennale. Sui suoi canali social ha condiviso un messaggio sentito: “È il momento di dire addio. Ringrazio i compagni, lo staff e i tifosi per avermi fatto sentire parte di una famiglia. Anche se non abbiamo vinto i trofei che sognavamo, sono orgoglioso di aver indossato questa maglia storica. Ogni giorno ho dato tutto me stesso”.

Anche il club turco ha voluto omaggiare il bosniaco con parole cariche di riconoscenza: “Alcuni giocatori segnano gol. Alcuni indossano la fascia. Dzeko ha fatto entrambe le cose. Ha guidato con l’esempio. Grazie Edin, sarai sempre nei nostri cuori”.

I numeri confermano l’importanza di Dzeko al Fenerbahçe: in due stagioni ha giocato 53 partite solo nell’ultima annata (più di chiunque altro in Turchia, a pari con Tadic) e ha segnato 21 gol, superando per il secondo anno consecutivo quota 20 reti stagionali. Un rendimento costante che, nonostante l’età, dimostra la sua attualità nel calcio di alto livello.

Ora il futuro potrebbe essere ancora in Italia, dove Dzeko è già amatissimo. E con il Bologna pronto a fare sul serio, l’idea di vederlo protagonista in Champions League con la maglia rossoblù non è affatto un’utopia.

Torino, chi sarà il prossimo allenatore? Dai colloqui con Vanoli all’ipotesi Baroni: il punto della situazione 

Torino, Urbano Cairo deve definire l’allenatore per la prossima stagione, dalla ‘pace’ con Paolo Vanoli all’ipotesi Marco Baroni

Le ore passano, i giorni pure e (a momenti) anche le settimane. Eppure un grande, ingombrante, punto interrogativo aleggia – ineluttabile – tra le tribune di Via Filadelfia e le scrivanie di Via Viotti a Torino: chi sarà il prossimo allenatore del Toro? 

Se lo chiedono i tifosi granata da domenica 25 maggio, più precisamente da quando – il patron del club Urbano Cairo – aveva pressochè silurato l’attuale tecnico Paolo Vanoli ai margini dell’ultima partita di Serie A contro la Roma. «C’è delusione, mi aspettavo molto di più. Chi mette insieme la squadra? Chi manda in campo i giocatori? Anche lui ha le sue responsabilità! Non è sempre e solo colpa di Cairo». Aveva esclamato l’editore nell’occasione.

E ancora: «Faremo valutazioni. Ci vedremo anche col mister in settimana». Detto fatto, Vanoli (al quale, giusto sottolineare, non è mai stato ufficialmente comunicato l’esonero dal Torino) ha incontrato l’imprenditore lo scorso giovedì in quel di Milano, per un pranzo all’ombra del Duomo volto a chiarire le rispettive posizioni con la controparte. Dunque tutto risolto? E invece no, giacché – benché le acque tra presidente e tecnico si siano apparentemente distese – la permanenza dell’ex Venezia pare ad oggi tutt’altro che scontata.   

Urbano Cairo Torino
Urbano Cairo presidente del Torino

Molto, per non dire tutto, passerà dai futuri (e nuovi) bilaterali in programma tra Cairo e Vanoli la prossima settimana. Ma anche dal “domino allenatori” che in questi giorni sta travolgendo le panchine della Serie A, con l’alessandrino (e il suo direttore tecnico Vagnati) con uno occhio costantemente fisso sui coach attualmente disponibili. Nel frattempo ieri pomeriggio lo stesso Cairo è arrivato a Roma per l’odierna tappa conclusiva del Giro d’Italia, chissà che non ci sarà anche il tempo per un colloquio lampo con Marco Baroni: il mister in uscita dalla Lazio in cima alla lista dei papabili qualora l’esonero di Vanoli dovesse a tutti gli effetti diventare realtà. Ipotesi e suggestioni certo, che si scontrano però con l’essenziale necessità in casa Torino di chiarire al più presto la questione allenatore e dare finalmente una risposta al punto interrogativo.

GUARDA QUI IL VIDEO: URBANO CAIRO COMMENTA LA STAGIONE DI PAOLO VANOLI DOPO LA PARTITA CON LA ROMA, LA VIDEO INTERVISTA AL PATRON

Italia, Spalletti: «Acerbi ha rifiutato la convocazione, vi spiego il motivo. Norvegia? Sappiamo cosa ci giochiamo»

Le parole di Luciano Spalletti, commissario tecnico dell’Italia, in vista delle sfide di qualificazione ai prossimi Mondiali. I dettagli

Luciano Spalletti, ct dell’Italia, ha parlato in conferenza stampa in vista delle sfide di qualificazione ai prossimi Mondiali.

FINALE DI CHAMPIONS – «L’Inter dal mio punto di vista ha fatto una stagione straordinaria, aver lottato fino alla fine per lo Scudetto ed essere arrivata in fondo a tutte le competizioni con tutte le difficoltà del caso non è da poco. Poi ha perso contro squadre fortissime come Milan, Napoli o PSG ma nel calcio funziona così. Io darei più forza al percorso dell’Inter piuttosto che alle sconfitte, hanno fatto degli extra difficili da portare avanti quando si fa un percorso del genere. Vedere partite come quelle contro Barcellona e Bayern secondo me sono cose straordinarie. Poi è chiaro che ci si rimane male perché poi vengono a sommarsi componenti dalle quali ci si difende male, dopo aver giocato partite su partite ci sta non poter essere brillanti e ieri sera all’Inter è successo di essere al di sotto delle sue reali forze. Ma ciò che va portato alla luce, che va sottolineato, è il grande lavoro. Sono arrivati in finale di Champions due volte in tre anni e per farlo ci vuole davvero roba addosso di quella che non scalfisci facilmente. Poi purtroppo hanno perso ed è da questo livello di partite qui che viene fuori che campione sei, che uomo sei, che forza hai. Di che livello sei lo dice la reazione a queste partite qui. Ora a questi giocatori crolla tutto addosso, ma noi faremo leva per sistemare tante cose con questa prossima partita. Giocheremo per qualcosa di straordinario e io credo sia l’occasione giusta per ripartire subito».

SFIDA ALLA NORVEGIA – «In Norvegia ci giochiamo molto sul fatto se parteciperemo al Mondiale oppure no, per cui noi lo sappiamo bene tutti. Ce lo siamo detti a vicenda già nel primo incontro di ieri, c’era Buffon presente. Si va ad assolvere questo compito che ci è stato consegnato, si va a giocarci questa qualificazione che per noi è fondamentale».

DONNARUMMA – «Ha fatto vedere anche ieri di essere il più forte. Eccelso e sontuoso per le parate viste a Monaco di Baviera, ma anche in campionato le ha fatte. Ci dà forza avere calciatori e campioni di questo livello, anche altri hanno vinto».

ACERBI – «C’è da fare una precisazione: Acerbi non ha risposto alla convocazione. Motivo? Ha ripensato ciò che è successo attorno a lui. Io lo avevo convocato per quanto fatto vedere in questo periodo. E’ vero che in fondo al campionato ci arriviamo tutti col fiato tirato, fare queste convocazioni non è stato facile ma dobbiamo mettere insieme tante di quelle cose… Anche se ne ho portati 23 poi sono 30 i calciatori che fanno parte della Nazionale. Non ci sono Calafiori e Buongiorno, stavamo monitorando anche Leoni ma non è al meglio. Mi è dispiaciuto non aver convocato Mandragora, Cristante e Mancini, stanno facendo benissimo. Però lo abbiamo lì come pensiero perché se ci manca qualche pedina la andiamo a rimpiazzare. Avevamo deciso di fare un gruppo abbastanza ristretto per cui quei 7-8 giocatori che non rientrato in questi 23 non sono stati dimenticati. Altrimenti ne convoco 33 tutte le volte… Ma per quello che si è visto è bene far capire a certi giocatori che contiamo su di noi. Nella risposta su Acerbi sulla data di nascita c’era l’intenzione di credere in quelli emergenti. Poi bisogna prendere atto delle reazioni di questi giorni».

SOSTITUTO ACERBI – «Per il momento no, non lo andiamo a sostituire. Comunque dobbiamo ancora approfondire tutto con calma e serenità. A me interessa andare a giocare. E’ chiaro che con uno come Acerbi avevo parlato prima, poi ci sono stati messaggi e telefonate. Ma io non voglio pensare niente, io voglio pensare a ciò che devo fare. Lui stamani mi ha detto per messaggio che non partecipa, io ho risposto e poi ci ho parlato per telefono e si va avanti. Ci sono tanti giocatori meritevoli».

Materazzi: «Questa Inter può ripartire anche dopo il 5-0. Futuro Inzaghi? Non sta a me decidere, ma…»

Le parole di Marco Materazzi, ex difensore dell’Inter, sul futuro del club nerazzurro con Simone Inzaghi dopo la sconfitta contro il PSG. Tutti i dettagli

Marco Materazzi ha parlato a Sky Sport dopo la sconfitta dell’Inter in finale di Champions League per 5-0 contro il PSG.

SCONFITTA IN FINALE DI CHAMPIONS LEAGUE – «Il calcio è così. E nell’epoca recente i giocatori hanno l’opportunità di ripartire ogni tre giorni».

FUTURO INZAGHI – «Se confermerei Inzaghi per ripartire? Non lo so, non sta a me decidere».

Inter, duro confronto tra Inzaghi e Frattesi dopo la finale: la ricostruzione ed il motivo

Le ultime sul duro confronto tra Simone Inzaghi e Davide Frattesi dopo la finale di Champions League dell’Inter. I dettagli

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, sarebbe andato in scena un duro confronto tra Simone Inzaghi e Davide Frattesi dopo la finale di Champions League persa dall’Inter per 5-0.

LITE INZAGHI-FRATTESI – «Il più classico dei ‘perché non mi hai fatto entrare?’. Duro confronto nella plancia dell’Allianz Arena tra Davide Frattesi e Simone Inzaghi, dopo il 5-0 col PSG. Il centrocampista avrebbe bussato sulla spalla dell’allenatore dopo novanta minuti passati in panchina in finale di Champions. L’uomo dei due gol decisivi contro Bayern Monaco e Barcellona si aspettava un trattamento diverso, soprattutto dopo guizzi così importanti e decisivi. Davide ha chiesto spiegazioni a Inzaghi sul mancato impiego ed è rimasto deluso dalla panchina».

FUTURO FRATTESI – «Il confronto verbale è durato poco. Il tempo di uno sfogo che sa di amarezza e delusione, unito a una finale persa così. Frattesi – sette gol in 47 presenze quest’anno – si aspettava più considerazione. Da qui è facile immaginare gli scenari futuri: se Inzaghi resterà in panchina Frattesi andrà via al 100%. Decisione già presa. Se invece l’allenatore dovesse cambiare, allora sarà valutata la sua situazione. L’azzurro ha un contratto fino al 2028. È valutato intorno ai 40 milioni».

Zoff: «Il ritorno di Sarri è l’ideale per la Lazio, i tifosi hanno bisogno di una cosa»

Le parole di Dino Zoff, ex portiere ed allenatore della Lazio, sul possibile ritorno di Maurizio Sarri sulla panchina biancoceleste. I dettagli

Dino Zoff ha parlato al Corriere della Sera del possibile ritorno di Maurizio Sarri alla Lazio.

SARRI LAZIO – «Penso che sarebbe un ottimo colpo per la Lazio che deve anche mandare un messaggio alla piazza che ha sofferto per la mancata qualificazione alle coppe europee».

MINESTRA RISCALDATA? – «Per lui non sarebbe una minestra riscaldata, anzi. Il tecnico è troppo intelligente e conosce bene la società. Penso che sia l’uomo giusto per indicare ai dirigenti i giocatori che servono per ripartire. Qualche innesto, nei vari reparti, serve sicuramente».

Berti ricorda Pellegrini: «Aveva un dono speciale con i calciatori, capiva tutto del calcio. Ho un rimpianto per lui…»

Le parole di Nicola Berti, ex calciatore dell’Inter, in ricordo dell’ex presidente nerazzurro Ernesto Pellegrini. Tutti i dettagli in merito

Nicola Berti ha parlato a La Repubblica in ricordo dell’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini.

RICORDO PELLEGRINI – «Quasi sette anni insieme. Una persona straordinaria con cui non ho perso i contatti neanche dopo che cedette l’Inter a Moratti. Pellegrini sapeva farsi ben volere da tutti e non solo perché era il presidente. Ma perché era una persona amabile, sincera e generosa».

UNO DEI GRANDI ACQUISTI – «Avevo fatto tre bei campionati alla Fiorentina. Quella squadra fu indimenticabile e se posso permettermi il mio contributo non riguardò soltanto me stesso. Ad affiancare Serena in attacco, infatti, ci sarebbe dovuto essere Madjer, che però non passò le visite. Io spinsi per Diaz, che giocava con me a Firenze. Pellegrini era uno che sapeva ascoltare, di calcio ne capiva, e mi diede retta. Diaz formò una coppia perfetta con Serena».

RIMPIANTO DI PELLEGRINI – «La Coppa dei Campioni: dopo lo scudetto uscimmo al primo turno, fu l’unica partecipazione».

Seattle Sounders-Minnesota United: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Lumen Field va in scena la sfida di MLS Seattle Sounders-Minnesota United: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Lumen Field di Seattle si giocherà la gara valevole per la 17° giornata di MLS tra Seattle Sounders-Minnesota United. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Seattle Sounders: Frei; A. Roldan, Kossa-Rienzi, Bell, Tolo; Paulo, C. Roldan; De la Vega, Rusnak, Musovski; Ferreira.

Minnesota United: St. Clair; Hlongwane, Markanich, Boxall, Romero, Rosales; Lod, Harvey, Trapp, Gene; Yeboah.

Orario e dove vederla in tv

Seattle Sounders-Minnesota United si gioca alle ore 00:00 di lunedì 2 giugno per la diciassettesima giornata di campionato americano. Verrà trasmessa in esclusiva su APPLE TV. Per vedere la partita in streaming, APPLE permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Sacchi: «Inter zero titoli? Non c’è da fare drammi, la sconfitta è arrivata per un motivo. Il risultato è clamoroso, ma…»

Le parole di Arrigo Sacchi, ex allenatore, sulla sconfitta dell’Inter in finale di Champions League. Tutti i dettagli in merito

Arrigo Sacchi ha parlato a La Gazzetta dello Sport della sconfitta dell’Inter in finale di Champions League.

FINALE CHAMPIONS – «Il trionfo del gioco. Non di un solo giocatore, ma del calcio interpretato come organizzazione, come manovra armoniosa, come ricerca della bellezza attraverso la velocità, il dribbling, i passaggi, gli uno-due. Il PSG ha dominato in lungo e in largo, all’Inter non resta che applaudire gli avversari e inchinarsi alla loro bravura. Il risultato è sicuramente clamoroso, perché una finale di Champions League non era mai finita con cinque gol di scarto, ma questo accade quando da una parte c’è una squadra che sa che cosa deve fare (il PSG, appunto) e dall’altra ce n’è una (l’Inter) che, impaurita, non ha la minima idea di come si debba comportare».

SCONFITTA INTER – «Troppe disattenzioni per una squadra che si gioca la Champions. Devo essere sincero: data la personalità il PSG di Luis Enrique dimostra che il collettivo conta più dei singoli Chissà come si sente Mbappé… Non so, sinceramente, che cosa sia successo, perché certe situazioni bisogna viverle sulla propria pelle per poterle giudicare, però mi sento di dire che la differenza «di gamba», come si dice in gergo, ha fatto la differenza. Che cosa non abbia funzionato non posso saperlo di preciso. Analizzo però l’ultimo periodo dell’Inter: ha perso la semifinale di Coppa Italia, le è sfuggito lo scudetto quando era davanti al Napoli, ed è stata travolta in finale di Champions League. Zero titoli. È giusto non fare tragedie, perché il buono che i nerazzurri hanno fatto vedere nel corso della stagione non deve essere gettato dalla finestre, ma è altrettanto giusto valutare quali sono stati gli errori: l’Inter è arrivata scarica al traguardo».

Inter e il doppio ko del 2025: la maledizione delle finali colpisce ancora

Inter, Champions League e Supercoppa perse nella stessa stagione, come la Juve nel 2017 e nel 1998. Tutti i dettagli in merito

La stagione 2024–2025 sarà ricordata dai tifosi dell’Inter non solo per l’umiliazione in Champions League, ma per una doppia disfatta storica. I nerazzurri hanno infatti perso, nella stessa stagione, la finale di Supercoppa Italiana e quella di Champions League, un caso raro ma non unico nel calcio italiano.

Tutto è iniziato a gennaio, quando il Milan si è imposto per 2–1 nella finale di Supercoppa. Un ko amaro per una squadra che sembrava pronta a dominare anche in Europa. Invece, a maggio, è arrivata una delle sconfitte più pesanti della storia della Champions: 5–0 contro il Paris Saint-Germain, nella cornice di Monaco di Baviera. Una batosta senza precedenti per una finalista italiana.

La delusione dell’Inter entra così in una ristretta élite negativa, composta da altri due casi storici:

  • Juventus 2017: sconfitta in Supercoppa contro la Lazio e battuta per 4–1 dal Real Madrid in finale di Champions.
  • Juventus 1998: battuta dal Real Madrid (1–0) ad Amsterdam e sconfitta dalla Lazio (2–1) in Supercoppa Italiana.

Nel caso del 1998, la Juventus fu anche eliminata in semifinale di Coppa Italia proprio dalla Lazio, che poi vinse il trofeo. Segno che quella stagione fu comunque povera di soddisfazioni per i bianconeri.

L’Inter 2025, al pari delle due Juventus del passato, ha sfiorato i trofei più prestigiosi, ma è rimasta a secco. E se i bianconeri almeno vinsero lo scudetto nelle due annate citate, i nerazzurri non hanno nulla a cui aggrapparsi.

Una stagione da record. Ma nel modo sbagliato.

Huracan-Platense: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Tomás Adolfo Ducó va in scena la sfida di campionato argentino Huracan-Platense: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Tomás Adolfo Ducó di Buenos Aires si giocherà la gara valevole per la finale della prima fase del campionato argentino tra Huracan-Platense. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

HURACAN: Hernán Galíndez; Tomás Guidara, Fabio Pereyra, Marco Pellegrino, César Ibáñez; Leonel Pérez, Leonardo Gil; Walter Mazzantti, Matko Miljevic, Agustín Urzi; Erik Ramírez.

PLATENSE: Juan Pablo Cozzani; Juan Ignacio Saborido, Ignacio Vázquez, Oscar Salomón; Guido Mainero, Rodrigo Herrera, Leonel Picco, Tomás Silva; Augusto Lotti, Ronaldo Martínez, Vicente Taborda.

Orario e dove vederla in tv

Huracan-Platense si gioca alle ore 20:30 di domenica 1 giugno per la finale della prima fase del campionato argentino. Verrà trasmessa in chiaro su SportItalia al canale 60 del digitale terrestre e in streaming su MOLA TV.

Francia-Portogallo U17: dove vederla, orario e probabili formazioni

Francia-Portogallo U17: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv per la finale degli Europei di categoria

La gara valevole per gli Europei Under 17 tra Francia-Portogallo U17. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

FRANCIA: Niflore; Titi, Zague, Gadou, Sanda, Methalie; Canvot, Canvot, Bamba; Milliner, Meité, Gomis.

Portogallo: R.Cunha, Benjaqui, Chelmik, Furtado, J.Neto, Mide, Quintas, Lima, D. Cunha, Cabral, Manuel.

Orario e dove vederla in tv

Francia-Portogallo U17 si gioca alle ore 20:30 di domenica 1 giugno per la finale dell’Europeo di categoria. Verrà trasmessa in diretta streaming su UEFA TV.

Giuntoli Juve, è addio! Accordo per la risoluzione consensuale. La reazione del dg e il futuro verso questa destinazione

Giuntoli Juve, è addio! Accordo per la risoluzione consensuale. La reazione del dg e il futuro verso questa destinazione

Giuntoli è pronto a dire addio alla Juve e ripartire da una nuova esperienza. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il dt starebbe metabollizando la scelta della società: inizialmente l’amarezza per l’avventura terminata prima del previsto con la sua squadra del cuore ma poi la la voglia di ricominciare dopo una breve vacanza.

C’è già l’accordo per la risoluzione consensuale con una possibile buonuscite. Futuro? Ci sarebbero due squadre in Premier League oltre ad alcuni club arabi. Nei prossimi giorni, intanto, sarà annunciato Comolli come nuovo dg del club.

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