Pagina 937 – Calcio News 24

River Plate Boca Juniors: dove vederla, orario e probabili formazioni

River Plate Boca Juniors, 15a giornata campionato argentino: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Nella 15a giornata del campionato argentino, girone di Aprtura, si affrontano al Monumental per il Superclassico River Plate Boca Juniors, alle 20.30 di domenica 27 aprile. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

River Plate (4-3-3): Armani; Montiel, Pezzella, Quarta, Acuña; Ignacio Fernández, Kranevitter, Lanzini; Mastantuono, Driussi, Borja. Allenatore: Gallardo.

Boca Juniors (4-3-1-2): Marchesin; Advíncula, Battaglia, Rojo, Blanco; Belmonte, Delgado, Zenon; Palacios; Merentiel, Zeballos. Allenatore: Gago.

Orario e dove vederla in tv

Il superclassico tra River Plate e Boca Juniors di domenica 27 aprile alle 20.30 verrà trasmesso su MOLA TV (o COMO TV) e SPORTITALIA.

Bournemouth Manchester United: dove vederla, orario e probabili formazioni

Bournemouth Manchester United, 34a giornata di Premier League: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Domenica 27 aprile alle 15 in campo Bournemouth Manchester United, 34a giornata di Premier League. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Bournemouth (4-2-3-1): Arrizabalaga; Adam Smith, Zabarnyi, Huijsen, Kerkez; Cook, Tyler Adams; Semenyo, Kluivert, Tavernier; Evanilson. All. Iraola.

Manchester United (3-4-2-1): Onana; Evans, Maguire, Yoro; Mazraoui, Casemiro, Mainoo, Amass; Mount, Bruno Fernandes; Obi-Martin. All. Amorim.

Orario e dove vederla in tv

Bournemouth Manchester United di domenica 27 aprile alle 15, 34a giornata di Premier League. Verrà trasmessa in diretta esclusiva su Sky Sport Calcio, canale 202 di Sky. La partita sarà visibile anche su Sky Go e in streaming su NOW.

Pirola diviso in due per la lotta scudetto: «Da un lato contento se lo vincesse Conte, ma dall’altro…»

Pirola diviso in due per la lotta scudetto: «Da un lato contento se lo vincesse Conte, ma dall’altro…»

Attualmente in forza all’Olympiakos, nel massimo campionato greco, da SportWeek ha parlato Lorenzo Pirola facendo il punto sulla lotta scudetto in Serie A che vede protagonista l’Inter, sua ex squadra.

FRATTESI – «È un grande amico. Quando entra fa sempre bene. Penso che l’Inter sia nella top-5 delle squadre più forti d’Europa, trovare spazio da titolare non è facile per nessuno».

INTER – «Sicuramente l’esordio in Serie A contro la Spal a Ferrara. Oppure quando abbiamo iniziato il ritiro a Lugano, non lo sapevo fino a tre giorni prima. Pensi che stavo per partire per le vacanze, poi mi hanno chiamato con la prima squadra e da lì tutto è cambiato».

LOTTA SCUDETTO – «Da una parte sarei felice se lo vincesse il Napoli perché sono molto legato a Conte che mi ha fatto debuttare in Serie A. Sta facendo un lavoro straordinario. Ma sarei contento anche per l’Inter, la mia squadra sin da bambino».

Tudor Juve, tutto in cinque partite? Tra Mondiale per Club e nuova stagione, ecco cosa filtra sulla panchina bianconera

Tudor Juve, l’allenatore croato si gioca tutto in cinque partite: Mondiale per Club e futuro, cosa filtra sulla panchina bianconera

Su La Gazzetta dello Sport oggi in edicola è stato fatto il punto sul futuro di Igor Tudor, legato alla Juve da un contratto che va in scadenza il prossimo 30 giugno e che potrà essere rinnovato in automatico in caso di conquista della Champions League.

Il croato resterà sicuramente sulla panchina dei bianconeri almeno fino al Mondiale per Club, poi si vedrà. O meglio, in caso di mancato raggiungimento del quarto posto le chance di una conferma si ridurrebbero di molto: ecco perchè si gioca tutto o quasi in queste ultime cinque partite.

Serie C, nasce il docufilm sulla favola della Cavese dal titolo: “Make Cavese Great Again”. Ecco dove vederlo

Serie C, nasce il docufilm sulla favola della Cavese dal titolo: “Make Cavese Great Again”. Ecco dove vederlo

Dalle trasferte affollate allo stadio pieno nelle partite interne. Con il regista Marco Curti, in 78 minuti, nasce il film della Cavese, squadra militante nel girone C di Serie C da neopromossa, che racconta la favola del calcio di provincia e del club campano, di Cava de’ Tirreni, accompagnata dal senso di appartenza al territorio di una delle tifoserie più calde d’Italia.

“Make Cavese Great Again” è il primo tentativo cinematografico dettagliato, nei 106 anni di storia del club, che prova ad esplorare in un incrocio suggestivo e spettacolare la favola Cavese e della magia che inevitabilmente trasmette.

Espressione orgogliosa di Cava dé Tirreni, una cittadina in Campania di 49.754 abitanti (dati Istat al primo gennaio 2025), il regista romano Marco Curti prova ad eslatare lo spirito e ha provato a trasmetterlo sul piccolo schermo.

Il film è da ieri visibile su Amazon Prime Video, dalla durata di 78 minuti, nei quali l’opera, partendo dal calcio, prova a raccontare qualche pezzetto della storia della città.

Calciomercato Milan, Moncada pesca dalla Premier League! L’obiettivo italiano a sorpresa delle ultime settimane

Calciomercato Milan, i rossoneri sono interessati ad Okoli, difensore centrale del Leicester: da battere la concorrenza del Bologna

Secondo quanto riportato da Tuttosport, per il proprio calciomercato il Milan potrebbe pescare in Premier League, andando a rinforzare il proprio pacchetto arretrato in vista della prossima stagione.

Moncada, infatti, nelle ultime settimane avrebbe cominciato a seguire con molto interesse Okoli, difensore centrale del Leicester.

La retrocessione del club inglese in Championship potrebbe agevolare le trattative, ma è da segnalare come sul ragazzo ci sia forte anche l’interesse del Bologna.

Calciomercato Bologna, possibile addio di Lucumi? L’agente: «Tanti top club su di lui. Sarebbe all’altezza»

Calciomercato Bologna, possibile addio di Lucumi? L’agente: «Tanti top club su di lui. Sarebbe all’altezza»

Simone Rondanini, procuratore per l’agenzia Wasserman, ha parlato a TMW John Lucumí, uno dei giocatori sotto la sua gestione, difensore centrale del Bologna oggi quarto in classifica e in finale di Coppa Italia 51 anni dopo l’ultima volta.

MOMENTO MIGLIORE DELLA CARRIERA – «Non so se sia il momento migliore della sua carriera, perché in realtà è da tanto tempo che è a un livello altissimo. La scorsa stagione hanno raggiunto un traguardo storico e lui è stato una parte importante di quella squadra. In questa stagione ha mantenuto, e persino migliorato, quel livello. Cerca sempre di superarsi, di migliorare, e ha una mentalità eccezionale che si combina perfettamente con il suo stato di forma, forgiato nel corso delle stagioni grazie all’esperienza accumulata. Anche in nazionale è da tempo un elemento fondamentale, e per lui è una motivazione immensa poter indossare la maglia del suo paese».

MIGLIORAMENTI DOPO MOTTA – «Ha un ottimo rapporto con Vincenzo (Italiano), così come lo aveva con Motta. Sono due allenatori che hanno creduto in lui, che conoscono bene quello che John può dare alla squadra, e credo che con entrambi abbia dimostrato un livello molto alto. In questa stagione stanno cancellando tutti i dubbi che potevano esserci attorno alla squadra, e questo è anche una dimostrazione della determinazione di Lucumí, nel suo caso personale, e del collettivo. È stata inoltre una stagione più intensa, con più partite, in cui hanno disputato la Champions League – con quel gol storico di Lucumí per il club – e sono riusciti a mantenere la costanza anche in Serie A, arrivando alla finale di Coppa».

SCADENZA GIUGNO 2027 – «Ha un contratto in vigore con il Bologna, come hai detto. Il Mondiale è ancora lontano all’orizzonte e la cosa più importante adesso è raggiungere gli obiettivi che hanno davanti e sognare quella finale di Coppa. Poi si vedrà cosa succederà. Ci sono club importanti in Europa che lo seguono da tempo, ma lui è concentrato sul vincere quel titolo con il Bologna».

ATLETICO MADRID – «Non sarebbe il primo colombiano a giocare lì e hanno fatto molto bene. Sono sicuro che, per il suo livello, potrebbe imporsi in una squadra di quel calibro. In Champions League ha ottenuto numeri importanti, paragonabili a quelli dei migliori difensori della competizione, che è il palcoscenico dove giocano i più grandi. La cosa più importante per lui adesso è restare concentrato su questo finale di stagione: stanno arrivando partite fondamentali e vedremo il suo miglior livello».

PROSSIMO LUCUMI – «Ne sono sicuro. Il calcio colombiano sta producendo sempre più giocatori di qualità, sempre più preparati e con una formazione migliore fin da giovani. Anche nelle nazionali giovanili stanno facendo molto bene, come si è visto recentemente al Sudamericano Under 17, dove sono arrivati in finale. E anche la nazionale maggiore sta lavorando molto bene negli ultimi anni, mostrando un grande calcio e sfiorando il titolo nella Copa América».

Roma, Rossella Sensi: «Rapporto chiuso con insulti, ci hanno messo contro i tifosi. La verità su Totti-Real»

Roma, Rossella Sensi: «Rapporto chiuso con insulti, ci hanno messo contro i tifosi. La verità su Totti-Real»

Rosella Sensi, ex presidente della Roma , si è raccontata al Corriere dello Sport, parlando del suo periodo nella capitale romana e dell’incarico di presidente dei giallorossi.

INIZI – «Quando mio padre si è ammalato, il 28 agosto 2008 ho assunto la presidenza della Roma, ma dal 2000 ero amministratore delegato; nel momento in cui ho preso tutto in mano io ho provato angoscia, senso di responsabilità e paura di sbagliare. Poi, il 28 giugno 2011 ho lasciato: per chiarire le modalità d’uscita e raccontare tutta la verità servirebbero due o tre interviste».

L’ADDIO ALLA ROMA – «Qualcuno ha avuto interesse a metterci contro la piazza, ma il mio tempo era finito e non volevo passare per agnello da sacrificare. E’ stata un’esperienza che si è chiusa male, con insulti pesanti durante la mia ultima partita allo stadio».

MOURINHO – «Mourinho a Roma è stato fantastico, ha esaltato il senso di appartenenza. Quello ‘zero tituli‘ detto da lui? Poi ha avuto la fortuna di entrare nel mood giallorosso e si è rifatto la bocca».

TOTTI – «Non ho mai pensato di venderlo, con noi sarebbe potuto andare via solo alla scadenza del contratto ma sarebbe stato uno scenario che avremmo sicuramente evitato; al di là dell’amore per l’uomo e la grandezza del campione, la rinuncia a Totti avrebbe impoverito il patrimonio della Roma. L’unico club che ci ha provato seriamente a portarlo via è stato il Real Madrid di Florentino Perez, amico di mio padre che però non ci ha mai pensato».

ROMA, AMOR – «Mi sembra eccessivo dire che ci siamo rovinati per la Roma, ma gran parte del patrimonio di famiglia papà l’ha destinato a questa società. E non c’era bisogno che io perdonassi questa sua scelta, perché la Roma è stata e ancora oggi è il grande amore di famiglia».

SPALLETTI E RANIERI – «L’arrivo di Spalletti e Ranieri è stato merito di tutti. Eravamo un gruppo di lavoro del quale facevano parte anche Bruno Conti, Daniele Pradè e Cristina Mazzoleni; e le scelte erano sempre condivise».

IL PROSSIMO ALLENATORE – «Il tecnico ideale è quello che aderisce maggiormente al momento storico del club. Chi può e chi deve essere lo sanno i Friedkin e Ranieri».

FRIEDKIN – «Non li ho mai sentiti, ma a differenza della proprietà precedente hanno dimostrato sempre attenzione e rispetto verso di noi. Ai tempi di Pallotta ho visto piangere mia madre: da cattolico credente e praticante, mio padre aveva fatto costruire una cappella a Trigoria dove andavano anche i giocatori prima della partita. Quando mia madre ha saputo che era stata trasformata in un magazzino si mise a piangere, e non so quanto quel gesto sia stato involontario».

David Beckham: «La mia nuova vita da stilista. E ho idee per il futuro riguardo a uno sport…»

David Beckham: «La mia nuova vita da stilista. E ho idee per il futuro riguardo a uno sport…»

La nuova vita di David Beckham – o per meglio dire, una delle tante che attraversa dopo il ritiro dal calcio agonistico, lo vede impegnato nel ruolo di stilista. L’ex centrocampista dell’Inghilterra, icona globale del calcio, l’ha raccontato a La Gazzetta dello Sport.

LA SUA COLLEZIONE – «Volevo che la collezione fosse autentica, mia. Fatta da abiti che indosso davvero. Ci sono giacche classiche, completi doppiopetto, in lino, maglieria, jeans, sneaker e Chelsea boots, berretti e costumi. Un guardaroba completo, una collezione moderna ma classica. I tessuti sono fantastici: indossare qualcosa di bello ti fa sentire speciale. C’è il blu navy e il marrone scuro, che amo. E una T-shirt rosa, uno dei miei colori preferiti»

SCI – «Ho indossato dell’abbigliamento da sci abbastanza divertente, l’inverno scorso. E mi ha dato qualche idea per il futuro: potrei disegnare una collezione per lo snowboard».

STILISTA – «Non sono uno stilista. Questo non è il mio mondo. Ma ho sempre amato la moda. Ho sempre amato il design e ho sempre voluto fare questo genere di cose, farlo con un team così forte è il massimo. So cosa voglio, ma Boss mi ha portato fuori dalla zona comfort. È stato un lavoro di squadra, dove alle volte è stato necessario trovare un punto di incontro, ma entrambi conosciamo il valore della collaborazione. Ed entrambi vogliamo vincere».

Calciomercato Juve, caccia al bomber del futuro: tra Osimhen e Retegui, sono quattro i nomi per il post Vlahovic

Calciomercato Juve, caccia al bomber del futuro: tra Osimhen e Retegui, sono quattro i nomi per il post Vlahovic

È iniziata la caccia al prossimo attaccante della Juve, tenuto conto che nel reparto i bianconeri potrebbero essere costretti a fare i conti con le uscite di Vlahovic, Kolo Muani e Milik.

Secondo quanto riportato da Tuttosport sarebbero quattro i nomi nel mirino per il prossimo calciomercato della Juve: oltre a Osimhen del Napoli, occhi puntati anche su Retegui dell’Atalanta, David in scadenza con Lille e Delap dell’Ipswich Town. Tra questi potrebbe celarsi il futuro nove bianconero.

Serie B, il Pisa vuole il ritorno in A. Ecco quando può festeggiare la squadra di Inzaghi e a quali condizioni

Serie B, il Pisa vuole il ritorno in A. Ecco quando può festeggiare la squadra di Inzaghi e a quali condizioni

A quattro giornate dalla fine del campionato di Serie B, dopo l’ufficialità della promozione del Sassuolo, un’altra squadra è pronta a fare il suo ritorno in massima serie già nei prossimi giorni.

Reduce dal successo di ieri contro il Brescia, il Pisa di Filippo Inzaghi, si è portato con 69 punti a +9 dallo Spezia 3°, fermato da un pareggio contro il Frosinone, e già nel prossimo turno potrebbe festeggiare la promozione diretta in Serie A come seconda classificata in serie cadetta.

Sono due le combinazioni che potrebbero ufficializzare la promozione dei toscani, a 34 anni di distanza dall’ultima volta, già il prossimo giovedì: una vittoria del Pisa con il Frosinone e una contestuale non vittoria dello Spezia con la Salernitana; o un pareggio per il Pisa e una contemporanea sconfitta dello Spezia.

Cagliari, infortunio Mina: nulla da fare per il rientro nella 34a giornata! I possibili tempi di recupero

Infortunio Mina, il giocatore colombiano del Cagliari ha messo una partita nel mirino. Vi segnaliamo i possibili tempi di recupero del classe 94′

L’infortunio di Yerry Mina potrebbe far calare il sipario sulla sua stagione 2024-2025 ma non è ancora detto, infatti lo staff medico del Cagliari vuole fare un tentativo!

Gli esami svolti dal difensore sudamericano hanno evidenziato una lesione muscolare di primo grado del bicipite femorale della coscia destra.

Nel corso della seduta pomeridiana di ieri l’ex Barcellona, Everton e Fiorentina si è limitato a svolgere delle terapie al CRAI Sport Center di Assemini. Il giocatore classe 94′ potrebbe essere recuperato per lo scontro diretto della penultima giornata contro il Venezia dell’ex Eusebio Di Francesco.

I tempi di recupero per un infortunio del genere sono stimati in un minimo di due/tre settimane e la volontà di Mina sarà determinante per accorciare i tempi. Staremo a vedere se il colombiano riuscirà ad essere in campo nel match della 37a giornata e soprattutto se sarà necessario nell’ottica della salvezza.

Nuovo DS Milan, Furlani può sorprendere: l’indiscrezione che spiazza la piazza rossonera e quello scenario inatteso

Nuovo DS Milan, Giorgio Furlani, AD rossonero, può sorprendere: senza il profilo giusto l’attuale struttura potrebbe rimanere invariata

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, c’è un nuovo clamoroso scenario in casa Milan per quanto riguarda la ricerca di un nuovo direttore sportivo.

Nonostante i nomi di Igli Tare e Tony D’Amico ormai in pole, i tempi per il ds del Milan, si allungano e si va a fine maggio, dunque, seppur difficile, non da escludere al 100% che, se non dovesse essere individuato (o disponibile) il profilo giusto, l’attuale struttura resti invariata.

Ligue 1, polemiche arbitrali Saint-Etienne Lione: arriva il ricorso degli ospiti! La situazione nel dettaglio

Ligue 1, polemiche arbitrali Saint-Etienne Lione: arriva il ricorso degli ospiti! La situazione nel dettaglio

Nella gara di domenica scorsa il Lione ha perso 2-1 allo stadio Geoffroy-Guichard, nel derby contro il Saint-Etienne, dopo che la partita è stata interrotta per quasi 45 minuti a causa del lancio di una monetina contro l’assistente dell’arbitro Mehdi Rahmouni. Quella della monetina, non è però stato il solo caso del match.

In particolare, il Lione non ha molto gradito il mancato rosso a Stassin, autore poco dopo del gol vittoria dei padroni di casa, per il fallo su Corentin Tolisso, portato via in barella dopo aver subito un colpo alla caviglia. Il belga del Saint-Etienne, inizialmente espulso da Letexier, ha infatti ricevuto solo un ammonizione a seguito della revisione del Var.

Alle varie polemiche del post partita, il Lione ha aggiunto, adesso, anche un ricorso al Comitato organizzatore delle competizioni della Lega calcio professionistica francese (LFP) per chiedere che il risultato della sfide contro il Saint-Etienne non venga omologato in attesa della decisione della commissione disciplinare, dopo che il dipartimento arbitrale tecnico (DTA) ha riconosciuto l’errore di giudizio, il terzo negli ultimi quattro mesi a sfavore del club del Rodano.

Calciomercato Napoli, Sudakov verso la Campania. L’ex allenatore: «Adatto al Napoli, sarà un leader»

Calciomercato Napoli, Sudakov verso la Campania. L’ex allenatore: «Adatto al Napoli, sarà un leader»

Georgiy Sudakov, continua ad essere un obiettivo caldo del calciomercato del Napoli. Il fantasista dello Shakhtar Donetsk, accostato anche alla Juventus nelle scorse ore, è stato spinto verso la Campania dal suo ex allenatore Fernando Valente.

Il tecnico portoghese, che ha allenato nelle giovanili dello Shakhtar il talento ucraino, è intervenuto ai microfoni di Sportitalia sull’accostamento del suo assistito alla squadra partenopea: «Penso che Sudakov sarà sempre un buon investimento, perché l’evoluzione che ha avuto allo Shakhtar e nella nazionale ucraina dimostra che sarà un leader in futuro. E che, oltre a usare la sua creatività per fare la differenza, ha una qualità non molto comune nei giocatori creativi: la sua costanza di rendimento ad alto livello. Ecco perché penso che al Napoli o in qualsiasi altra grande squadra, Sudakov sarà sempre un punto di riferimento creativo al servizio del collettivo»

Crisi Juve, Claudio Gentile: «Solo Yildiz è un giocatore da vera Juve. Le responsabilità le hanno date a Motta… Boniperti avrebbe fatto questo per risolvere la situazione»

Crisi Juve, Claudio Gentile: «Solo Yildiz è un giocatore da vera Juve. Le responsabilità le hanno date a Motta… Boniperti avrebbe fatto questo per risolvere la situazione»

Claudio Gentile è stato uno dei perni sui quali la Juventus di Boniperti si è edificata dominando a lungo. Oggi ragiona su quella attuale in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

LA CRISI JUVE – «Da vera Juventus come la intendo io, vedo poco. Probabilmente Yildiz, un bel talento che penso sarebbe piaciuto anche all’Avvocato: ma da solo il turco non può bastare. Il resto mi mette amarezza, come i risultati. Ai miei tempi c’erano grandi personaggi come l’Avvocato Agnelli e Boniperti che fin dal primo giorno ti dicevano: “ragazzo, qui sei alla Juventus e certe cose non le puoi fare: è un club diverso”. Avevano ragione. La Juventus è unica per la sua mentalità vincente. Quando giocavo io, arrivare secondi era considerata una mezza tragedia, adesso ci si aggrappa al quarto posto… La Juventus deve almeno lottare per lo scudetto e non essere così lontana dalla vetta».

LE RESPONSABILITA’ MAGGIORI – «L’allenatore è sempre il primo a pagare e infatti Thiago Motta è stato esonerato. Sicuramente aveva le sue responsabilità e mi dispiace molto: a Bologna aveva abbinato bel gioco e risultati. Ma la Juventus è un club diverso e bisogna vincere. Me lo hanno insegnato Boniperti e i “vecchi” dello spogliatoio quando arrivai a Torino 19enne. Con Boniperti, dopo una stagione così, sarebbe stato quasi impossibile guadagnare bene l’anno successivo».

ANDRA’ IN CHAMPIONS – «Lo spero con tutto il cuore, però dopo Parma mi è venuta un po’ di paura».

CONTE BIS – «Antonio è un vincente e conosce la Juventus come pochi, il suo ritorno sarebbe positivo. È sempre utile e prezioso avere persone che sanno spiegare ai giocatori dove si trovano e che maglia indossano».

I MIGLIORI DIFENSORI DELLA SERIE A – «Qualcuno c’è. Mi ha fatto una bella impressione anche il ragazzino del Parma, Leoni. Bisogna credere e puntare maggiormente sugli italiani. Era così ai miei tempi, ma pure adesso: Inter e Napoli sono in testa con un blocco azzurro».

CHI SERVIREBBE A TUDOR – «Paolo Rossi, un goleador speciale. Vlahovic e Kolo Muani non segnano da un po’, ma anche questo con Boniperti non sarebbe successo: Giampiero si sarebbe inventato qualcosa per aiutarli a sbloccarsi».

Atalanta Lecce, anche Garzya contrario alla data del rinvio: «Pare che si giochi domenica, è assurdo»

Atalanta Lecce, anche Garzya contrario alla data del rinvio: «Pare che si giochi domenica, è assurdo»

Resta molto discussa la scelta della Lega di rinviare la gara Atalanta Lecce, valevole per la 34a giornata di Serie A, a domenica 27 aprile.

Ad essere interpellato sulla questione, questa volta, è Luigi Garzya, ex giocatore dei pugliesi, che a TMW Radio, nella trasmissione Maracanà, ha dichiarato: «Non ho parole, se ne va via un pezzo di storia del Lecce. Quasi 20 anni, prima il padre e poi lui. Pare che si giochi domenica, è assurdo. Se fosse stato coinvolto un giocatore non si sarebbe giocato. Con un fisioterapista 3 giorni di lutto, per un calciatore una settimana. Serve rispetto, innanzitutto per la famiglia. Mi sembrano assurdi certi ragionamenti, ci sono persone di Serie A e persone di Serie B. E’ stata una botta tremenda per il gruppo, era una persona sempre a contatto con la squadra che viveva con loro. È un massaggiatore che vive tutti i giorni con i giocatori, un vero componente della squadra»

Bologna in finale, Beppe Savoldi: «Dicono che Castro mi somigli… Italiano bravo a capire la città e nella gestione di una cosa. Il Milan è forte ma ha un difetto evidente»

Bologna in finale, Beppe Savoldi: «Dicono che Castro mi somigli… Italiano bravo a capire la città e nella gestione di una cosa. Il Milan è forte ma ha un difetto evidente»

Dopo più di 50 anni il Bologna ha l’occasione di rivincere la Coppa Italia. L’ultima volta, nel 1974, batté il Palermo in finale e in squadra aveva un bomber del calibro di Beppe Savoldi. A La Gazzetta dello Sport il centravanti che poi avrebbe sconvolto il mercato col passaggio al Napoli unisce presente e passato.

LA COPPA ITALIA – «Devo dire una cosa: a quei tempi la manifestazione era meno considerata di oggi. Molto meno, anche se comunque prestigiosa, sia chiaro. Non è che le squadre puntassero come accade oggi ad arrivare alla vittoria. Oggi vale di più e sarei davvero felice se il Bologna la riportasse a casa».

IL PALERMO CONTESTO’ IL RIGORE – «Qualche anno fa vengo invitato a Palermo da una persona, un professore, che poi è diventato un amico. Aveva deciso di creare un dibattito, un incontro a scuola inquadrando ancora una volta quella finale storica per il Palermo. Beh, quella mia testimonianza sembrò quasi una ammissione».

UN RIGORINO – «Bulgarelli prese il fallo, diciamo che fu un rigore un po’ così. Non so se fu Arcoleo a causare il penalty ma anche lui venne a quell’incontro organizzato per le scuole: sono onesto, quel giorno avrebbe meritato di vincere il Palermo. Noi non giocammo bene. Per niente. Meritavano loro, questo posso onestamente affermarlo anche oggi senza ombra di dubbio».

CASTRO E ORSOLINI – «Orsolini ha fantasia, colpi, estro, qualità:quando è in giornata non lo fermi proprio; e merita la Nazionale, su questo non ci sono dubbi. E poi Santiago Castro. Se mi assomiglia? Qualcuno ha detto di sì ma abbiamo caratteristiche diverse. Semmai è la sua rabbia nel cercare sempre qualcosa e la porta che ne faranno un giocatore importante, ha numeri e forza non indifferenti. E poi: beh, non scende in campo ma sta diventando sempre più bravo, Vincenzo Italiano».

ITALIANO – «È stato bravo a capire contesto e città. Bologna è una città che vive bene e che ti lascia vivere. Va capita e va assecondata. Ti cambia, ti fa migliore. E lui è stato bravo a capire dov’è e a cogliere l’essenza della città. Poi, sul campo, è stato altrettanto apprezzabile nell’assecondare le qualità e le caratteristiche dei giocatori che ha trovato e preso. È diventato bravo, molto bravo. Per il gioco che fa ed evidentemente per una gestione del gruppo che sa portare frutti».

IL MILAN IN FINALE – «Il Milan è forte ma battibile. Tutto è possibile. Se Italiano capisce che le lacune del Milan sono difensive e su quale giocatore puntare le attenzioni… Beh, non dico altro… Non so se vado a Roma ma sono col Bologna, questo è certo…».

Inzaghi out? Arrigo Sacchi: «Perché criticarlo? Ha dato un bel gioco all’Inter e non è più quello della Lazio, ha saputo migliorarsi. Ma pure Ancelotti è in discussione…»

Inzaghi out? Arrigo Sacchi: «Perché criticarlo? Ha dato un bel gioco all’Inter e non è più quello della Lazio, ha saputo migliorarsi. Ma pure Ancelotti è in discussione…»

Nelle vesti di opinionista su La Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi giudica il lavoro di Simone Inzaghi in vista del finale di stagione, dall’alto di una competenza maturata negli anni ’80, quando sulla panchina del Milan ha vinto lo scudetto prima e la Coppa dei Campioni poi al primo assalto.

VALE TUTTO – «Meno male che ci sono ancora dirigenti saggi, con la testa sulle spalle. Mi chiedo, dopo quello che si è visto nelle ultime stagioni: come si può discutere Simone Inzaghi? Il mondo del calcio, a volte, è incomprensibile. Vabbè che, se a Madrid criticano Ancelotti, ormai vale tutto…».

INZAGHI – «Simone, oltre che una bravissima persona, è un ottimo allenatore che, nel corso degli anni, ha dimostrato di sapersi migliorare attraverso lo studio e l’impegno. È primo in classifica in A, si giocherà la semifinale di Champions con il Barcellona, perché non dovrebbe avere giudizi positivi?».

TROPPO TURNOVER – «Se l’ha fatto significa che ne aveva bisogno. Non conosco allenatore che si tira la zappa sui piedi. Certo, magari le seconde linee dell’Inter non sono allo stesso livello dei titolari. Ma non conosco squadre, in giro per l’Europa, in cui la qualità delle riserve è simile a quella dei titolari. Nemmeno il Real Madrid… È logico che Frattesi non sia Barella, che Asllani non abbia la classe di Calhanoglu o che Taremi non incida come Thuram. Quando si giocano tante partite come ha fatto l’Inter in questa stagione, bisogna prendersi questi rischi».

COSA APPREZZA IN SIMONE – «Prima cosa: ha dato un gioco chiaro all’Inter. Un bel gioco, aggiungo. I nerazzurri vanno in Champions e raccolgono complimenti. Ciò significa che questo stile sta aiutando tutto il calcio italiano a evolversi. Seconda cosa che apprezzo di Simone: il desiderio di migliorarsi giorno dopo giorno, studiando, analizzando, dando l’anima per il lavoro che fa. Quando è arrivato dalla Lazio era un allenatore, adesso è un altro: ha saputo costruire il suo futuro, ha progredito, non è rimasto fermo sulle sue posizioni»

Spagna, Coppa del Re: l’Atletico Madrid attaca i cugini del Real: «Smettete di rovinare l’immagine del calcio spagnolo»

Spagna, Coppa del Re: l’Atletico Madrid attaca i cugini del Real: «Smettete di rovinare l’immagine del calcio spagnolo»

In chiusura della tiritera che ha visto protagonista il Real Madrid e riguardanti le polemiche per le designazioni arbitrali della finale di Coppa del Re che stasera si giocherà tra Barcellona e Blancos, è arrivata anche la frecciatina da parte dell’Atletico Madrid.

I colchoneros, sul proprio account spagnolo di X, hanno pubblicato un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni: «Quello che è successo è insopportabile. Smettete di rovinare l’immagine del calcio spagnolo».

Calciomercato Inter, Frattesi lascia in estate? Decisione presa sul centrocampista dal club nerazzurro

Frattesi verso l’addio all’Inter la prossima estate: il centrocampista prepara i saluti alla squadra di Simone Inzaghi

Calciomercato.com ha fatto il punto su Frattesi Inter, il centrocampista nerazzurro dovrebbe lasciare i nerazzurri in estate salvo colpi di scena. La Roma potrebbe tornare a bussare alla porta, così come resiste anche l’idea Napoli in Italia.

LA SITUAZIONE – «E poi c’è Davide Frattesi, che a fine anno si metterà alla ricerca di una nuova piazza da cui ripartire. Così come Palacios, lo sconosciuto difensore argentino arrivato per 8 milioni di euro e finito in prestito al Monza, dove non ha brillato. Da qui si parte, visto che i ragionamenti su quello che sarà il mercato in entrata tiene conto proprio di queste tematiche affrontate, ovvero dalle uscite e dal livello generale della squadra, che va mantenuto inalterato nei titolari e alzato nelle alternative, soprattutto tra centrocampo e attacco, dove mancano uomini di strappo e qualità»

Lazio, Pellegrini si racconta: «Raiola determinante per la mia carriera. Prima delle partite mi carico con la musica rap»

Il giocatore della Lazio ha rilasciato delle dichiarazioni in cui ha raccontato quella che è la sua vita privata, oltre a quella calcistica

Ha concesso un’ampia intervista ai microfoni di  Behind The Baller, il calciatore della Lazio, Luca Pellegrini. Di seguito le parole riprese da TMW.

VITA PRIVATA – Ci siamo trasferiti qui da poco, vivo con mia sorella Eleonora e la mia ragazza, Jennifer. Abbiamo progettato quest’estate di fare qualche festa con gli amici qui in relax con la piscina e la musica. Purtroppo non abbiamo potuto sfruttarla per ora perché il tempo non è dei migliori, anche se c’è il sole fa un po’ freddo. Qui c’è un’altra parte con il Teqball. Mi piace giocare con i miei amici e sfidarli, con loro è più facile. Poi quando sarà bel tempo chiamerò anche qualche compagno di squadra, magari a stagione finita per dare priorità al nostro lavoro. Mi sono trasferito in questa zona perché è molto tranquilla, si sentono gli uccellini (ride, ndr.). Si sta molto bene, in relax, e poi è a 10/15 minuti dal campo ed è molto comodo per me. La comodità poi per me è una cosa importante, come nella vita di tutti.

FAMIGLIA – Tra le influenze più grandi che ho avuto nel calcio c’è senza dubbio la figura di mio padre. Condividiamo la stessa passione, e già quando ero più piccolo lui mi dava qualche consiglio perché ha giocato a calcio da difensore. Io in realtà nella mia vita calcistica non nasco difensore e terzino sinistro, ma esterno alto. Poi ho capito che forse spostarmi dietro era meglio (ride, ndr.). Lui mi ha aiutato molto, anche nei momenti di sconforto è riuscito a tirarmi su. Mi ha dato dei consigli sul mio atteggiamento o su una semplice partita, sin da quando ero piccolo ci riguardavamo tutte le partite che giocavo per capire cosa potevo migliorare. Ora lo faccio da solo (ride, ndr.). Mi ricordo che spesso poi ci scontravamo su alcune cose, com’è poi normale in un rapporto padre – figlio. Avendo più esperienza, spesso alla fine aveva ragione lui (ride, ndr.).

RAIOLA – Un’altra figura che ha avuto una grande influenza su di me è stato Mino Raiola. Vedeva cose nitide dove altri magari non riuscivano nemmeno ad arrivare con il pensiero. Era un luminare. Ho avuto la fortuna di conoscerlo quand’ero più piccolo, intorno ai 13/14 anni, insieme a Enzo con cui ancora mi interfaccio. La cosa che mi ricordo di più di Mino è la sua convinzione nelle cose che conosceva e diceva, era quasi spiazzante, a volte ti freddava. Almeno a me dava questa impressione. Ricordo nella mia prima trattativa con lui che quando sono andato via ero bianco in faccia per quello che aveva detto. Usava dei termini come quando io parlo con i miei amici, per intenderci. Mentalmente era un animale, ancora oggi mi meraviglia e mi impressiona pensare a come vedeva le cose. Poi ci sono state anche tante altre figure nel corso del tempo da cui ho rubato con gli occhi.

MUSICA – Sono cresciuto con tanto rap, ascoltavo Noyz Narcos, Gemitaiz fino a Geolier, Marracash e Gue. Con il tempo ho imparato ad apprezzare vari stili di musica un po’ diversi conoscendo anche lo spagnolo e l’inglese. Ho iniziato ad ascoltare anche tanta musica latino-americana. La musica è stata sempre una parte importante nella mia vita, perché per la maggior parte del tempo ho vissuto da solo. La musica mi faceva compagnia e mi aiutava a elaborare dei pensieri per cui non avevi parole per descriverli. Prima della partita però non ascolto nulla, mi piace concentrarmi, ripassare nella mia testa le cose che devo fare e magari vado a vedere gli avversari contro cui devo giocare. Agli inizi, quando giocavo al Cagliari, avevo la playlist salvata su Spotify di Noyz Narcos con tutte canzoni che mi caricavano, tipo ‘Attica’ e ‘Zoo di Roma’. Tutti brani hard, spinti, e la vivevo bene lì per lì. Poi ho capito che tutta quella energia in realtà la disperdevo.

LE MAGLIE DELLA LAZIO – Nel giardino di casa Pellegrini tira fuori alcune sue vecchie maglie della Lazio: “Queste sono fantastiche, mi vengono in mente tanti ricordi, tante partite. È bellissimo vedere i nomi di Stam, Crespo, Nedved… Pavel l’ho conosciuto di persona quando giocavo alla Juventus, era il vicepresidente e avevamo lo stesso procuratore (Mino Raiola, ndr.). Guardandole penso ai tempi passati e a tanti grandi calciatori. Non ho parole per descriverle”.

CUCINA – Per Luca prendiamo tutte cose da allevamenti naturali, verdura biologica. Oggi è festa per Luca con la carbonara, è uno dei suoi piatti preferiti. Non glielo faccio mai. Ha quattro diete, una a seconda del tipo di allenamento che fa. L’unica cosa che non c’è mai sono gli zuccheri. Per lui studio delle piccole praline tipo, dolci ma senza zucchero. Tutte cose selezionate tra me e la sua nutrizionista, io mi studio qualche ricetta così che Luca può essere un atleta a dieta felice”. Il commento del terzino della Lazio sulla carbonara non tarda ad arrivare:“Veramente buona! Peccato che la fa solo la mia chef, mi dispiace per voi (ride, ndr.)

 LA CARRIERA – Ho iniziato la mia carriera calcistica alla Roma, dove ho fatto tutto il settore giovanile lì dagli 11 anni ai 17/18. Ricordo che vincevamo ogni competizione che giocavamo, sono stato fortunato su quello. Ho esordito lì con la prima squadra, poi sono andato prima in prestito sei mesi al Cagliari e sono tornato per un anno. A Cagliari ho tanti bei ricordi, lì ho iniziato a capire forse per la prima volta di essere diventato un calciatore sia per le persone che ho conosciuto sia per i traguardi che abbiamo raggiunto. Abbiamo fatto delle bellissime cose, la gente me la porterò sempre nel cuore. Nel frattempo mi aveva comprato la Juventus, dopo di che sono andato al Genoa dove non ho trovato molta continuità. Ho preso il Covid all’inizio e ho avuto due infortuni gravi, non c’erano nemmeno i tifosi allo stadio purtroppo. Non me la ricordo come un’esperienza positiva, ma sicuramente è stata formativa. Per la prima volta però ho capito quanto fosse importante l’aspetto mentale per un calciatore. Alla Juve ho dei ricordi bellissimi dei compagni, dei tifosi e della società. Mi hanno insegnato molti bei valori che tutt’oggi mi porto dietro e se posso, nel mio piccolo, cerco di lasciare a qualcuno. Anche a Torino ho fatto un anno, ho giocato molte partite per quanto poco avevo fatto a Genova. Dopo di che mi sono spostato all’Eintracht Francoforte, al loro primo anno in Champions League. La prima partita contro lo Sporting Lisbona abbiamo perso 0-3, da italiano avevo paura che i tifosi ci fischiassero e invece tutto lo stadio si è alzato in piedi.

LAZIO – La cosa che mi ricordo di più erano gli sguardi dei miei amici nelle chiacchierate e nelle telefonate nei giorni prima dell’ufficilità del mio arrivo. La maggior parte di noi tifosi della Lazio sognavamo questa cosa. Ricordo i fumogeni non tanto all’aeroporto, ma arrivati a casa mia con tutti i miei amici più stretti che mi hanno accolto. È stato l’inizio di una favola che ancora oggi continua e che spero possa continuare ancora per molto tempo.  Stiamo facendo bene, Roma è casa mia e non penso ci sia qualcosa che un calciatore possa chiedere di più rispetto a ciò che sto vivendo io.

Le prime pagine sportive nazionali – 26 aprile

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Ligue 1, il Psg sa anche perdere! Prima sconfitta stagionale in campionato nell’anticipo contro il Nizza

Ligue 1, il Psg sa anche perdere! Prima sconfitta stagionale in campionato nell’anticipo contro il Nizza

Resta del Nantes il record di imbattibilità del campionato francese, con il PSG che cade a sorpresa per 3-1 in casa contro il Nizza nell’anticipo della 31a giornata di Ligue 1.

La formazione di Luis Enrique, fresca di qualificazione in semifinale di Champions League, scivola al Parco dei Principi contro la formazione della Costa Azzurra in corsa per un posto in Champions League, dopo un match a senso unico.

I parigini dopo un primo tempo molto offensivo, subiscono da Sanson la rete dello svantaggio, ma il mancino di Fabian Ruiz su assist di Dembele rimette subito in parità la gara al 41‘ in vista dell’intervallo.

Nella ripresa, sbaglia l’approccio la formazione di casa subito sotto ancora per via della rete di Sanson al 46′, ma torna subito a spingere per cercare un pareggio che, nonostante 18 tiri, e 7 in porta, non arriva.

Anzi, è la rete di Ndayishimye al minuto 70 a decidere l’incontro, con il 3-1 ospite che permette ai rossoneri di agganciare il Monaco 3° con 54 punti, almeno per una notte.

Per il Psg sconfitta indolore a campionato acquisito e testa alla Champions, contro l’Arsenal, per l’andata della semifinale.

Bundesliga, lo Stoccarda punta tutto sulla DFB Pokal. Sconfitta interna contro l’Heidenheim ed Europa più lontana

Bundesliga, lo Stoccarda punta tutto sulla DFB Pokal. Sconfitta interna contro l’Heidenheim ed Europa più lontana

Nell’anticipo della 31a giornata di Bundesliga termina 0-1 Stoccarda Heidenheim di scena alla MHP Arena di Stoccarda.

Non basta una gara dominata alla formazione di casa per portare a casa un bottino di 3 punti che sarebbe stato preziosissimo per la rincorsa alle zone europee in vista delle altre gare ancora da disputare.

Un match folle, che ha visto lo Stoccarda concludere 19 volte, e colpire una traversa all’81 con Woltemade e un palo con Undav di testa al minuto 84′, nelle due occasioni più importanti per vincere un match, portato a casa dall’Heidenheim grazie al mancino preciso di Honsak, subentrato al 79′, che mette all’angolino alla destra di Nubel il pallone dello 0-1 all’89’.

Con questo successo prova ad emergere in zona salvezza la squadra ospite ora a +5 dalla zona retrocessione in piena zona spareggio, ma più tranquilla nei confronti della zona salvezza, momentaneamente a -5.

Per lo Stoccarda 11°, la sconfitta costa il possibile -9 a 3 gare dalla fine dalla zona Conference del Mainz (ospite del Bayern Monaco domani), con le speranze per centrare l’Europa che si riduco al successo in coppa, DFB Pokal, dove il prossimo 24 maggio, lo Stoccarda affronterà il Bielefeld.

Napoli, l’ex fisioterapista D’Avino chiede prudenza su Buongiorno: «Meglio aspettare che perderlo ancora»

Napoli, l’ex fisioterapista D’Avino chiede prudenza su Buongiorno: «Meglio aspettare che perderlo ancora»

Intervenuto nel corso di ‘Bordocampo-II Tempo’, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio Capri, l”ex fisioterapista del Napoli, Giovanni D’Avino ha parlato della situazione infortunati in casa degli azzurri. Le sue parole raccolte da TuttoNapoli.net

INFORTUNI MUSCOLARI – «Gli infortuni muscolari ci sono sempre stati. Le lesioni muscolari nascono sempre da una serie di cause, non ci sono cause addebitabili ad una cosa specifica. Non diamo le colpe solo al campo e non inventiamoci cause campate in aria. Quali possono essere? Questo disagio muscolare può essere dovuto ad un sovraccarico, un cambio d’allenamento, un cambio di orario, o magari sono muscoli affaticati che si sta cercando di recuperare, quindi è sempre una serie di concause».

BUONGIORNO – «I tendini sono quelle strutture che vanno a innestarsi con l’osso quindi quando ci sono dei movimenti vengono sempre sollecitati, quindi bisogna dare la giusta importanza nelle cure di questi tendini. Parliamo dell’adduttore e sono quindi sono interessati sia nei movimenti laterali che nel sempre calciare, di conseguenza necessitano di un tempo maggiore, poi bisogna sempre capire l’entità del problema per fare una prognosi corrette e definire i tempi di recupero. Serve cautela? Magari il giocatore non si sente ancora pronto, probabilmente sente ancora un po’ di fastidio ed è sempre meglio attenzionarlo perché poi si rischia di perderlo per ancora più tempo. Adesso servono giocatori che diano il massimo in questo sprint finale di cinque partite».

Payet si difende dalle accuse di violenza fisica e psicologica: «Sadomasochismo consensuale e video spontanei»

Payet si difende dalle accuse di violenza fisica e psicologica: «Sadomasochismo consensuale e video spontanei»

Dimitri Payet è stato interrogato lo scorso 16 aprile presso la DEAM (Delegacia de Atendimento à Mulher), ed ha confermato la relazione extraconiugale con Larissa Ferrari, negando però qualsiasi aggressione nei confronti della donna.

Come riporta Metropoles , nella sua dichiarazione il francese ha confermato di aver incontrato l’avvocato sui social media. Quest’ultima avrebbe «iniziato a inviare video intimi e a discutere di argomenti sessuali».

In seguito l’ex giocatore del Marsiglia ha confermato la loro relazione «basata su pratiche sadomasochistiche» e che praticavano questo tipo di atti virtualmente e di persona, in maniera “consensuale“.

Payet ha ammesso di aver fatto sesso con Larissa Ferrari vestita da sposa e sarebbe stata la donna a chiedergli di «urinarle addosso diverse volte», una pratica “comune“. Nel gennaio 2025, Larissa Ferrari gli avrebbe inviato «un video in cui beveva spontaneamente la propria urina e metteva la testa nel water».

Payet ha infine parlato delle presunte aggressioni, sostenendo che l’amante gli avrebbe chiesto di schiaffeggiarle i glutei, «cosa che le ha lasciato dei segni», mentre i segni sulle gambe sarebbero invece collegati a «luoghi in cui avevano luogo pratiche sessuali, come le sedie».

Spagna, Coppa del Re: Barcellona Real Madrid si giocherà! Louzan conferma: «Certo che si giocherà»

Spagna, Coppa del Re: Barcellona Real Madrid si giocherà! Louzan conferma: «Certo che si giocherà»

Barcellona Real Madrid, finale di Coppa del Re, si disputerà regolarmente. Dopo la conferma da parte del Real Madrid che qualche ora fa aveva richiesto il cambio degli ufficiali di gara per il caso riguardante gli arbitri della gara e le presunte pressioni del club madrileno, è arrivata anche la conferma di Rafael Louzán, presidente della RFEF, che aveva interrotto la cena di gala in vista dell’evento di domani per parlare con i dirigenti del Real e riportare tutti alla ragione come riferito da Mundo Deportivo.

DICHIARAZIONI – «Ci sono migliaia di tifosi qui a Siviglia e milioni di persone in tutto il mondo che vogliono vedere questa grande finale. Faccio appello alla responsabilità e alla calma di tutti affinché tutto vada per il meglio. Ho parlato con il Real Madrid e mi appello al loro buon senso e alla loro responsabilità. Tutti sanno cosa devono fare. Come sapete, da quando sono arrivato ho lavorato su questo tema per creare un comitato, a cui partecipa anche il Real Madrid, per avere un organo di lavoro per il prossimo anno a cui tutti gli attori del calcio possano partecipare attivamente. Si giocherà? Certo che si giocherà. Spero che domani vedremo una bella partita».

Spagna, la finale di Coppa del Re si giocherà! Il Real Madrid in un comunicato: «Mai considerato il ritiro»

Spagna, la finale di Coppa del Re si giocherà! Il Real Madrid in un comunicato: «Mai considerato il ritiro»

Nuovo comunicato del Real Madrid nella telenovela odierna con botta e risposta tra i Blancos e la federazione spagnola, riguardo le pressioni arbitrali della squadra di Florentino Perez che a poche ore dalla richiesta di cambiare arbitri, emana un nuovo comunicato inerente alla disputa della finale di Coppa del Re che si terrà domani contro il Barcellona.

IL COMUNICATO – «Alla luce delle indiscrezioni emerse nelle ultime ore, il Real Madrid CF comunica che la nostra squadra non ha mai preso in considerazione l’idea di ritirarsi dalla finale di domani. Il nostro club comprende che le dichiarazioni infelici e inappropriate rilasciate dagli arbitri designati per questa partita, 24 ore prima della finale, non possono macchiare un evento sportivo di importanza mondiale che sarà seguito da centinaia di milioni di persone, e per rispetto di tutti i tifosi che hanno in programma di recarsi a Siviglia, e di tutti coloro che si trovano già nel capoluogo andaluso. Il Real Madrid ritiene che i valori del calcio debbano prevalere, nonostante l’ostilità e l’animosità manifestate ancora una volta oggi nei confronti del nostro club dagli arbitri designati per la finale».

Coppa del Re, Flick fissa gli obiettivi: «Vogliamo vincere la Coppa. Inter? Giocare una finale ci aiuta ad imparare»

Coppa del Re, Flick fissa gli obiettivi: «Vogliamo vincere la Coppa. Inter? Giocare una finale ci aiuta ad imparare»

Alla vigilia della finale di Copa del Rey, che vedrà il Barcellona affrontare il Real Madrid a La Cartuja di Siviglia domani sera, Hansi Flick ha parlato in conferenza stampa.

IMPORTANZA DEI TIFOSI – «Naturalmente è meglio giocare davanti al pubblico. Dobbiamo lottare per vincere il titolo. Abbiamo iniziato questo viaggio all’inizio della stagione con l’idea di vincere titoli ed eccoci qui, ma sappiamo che è difficile vincere».

PRESSIONE – «Quando vedo come si allena la squadra, ho fiducia. Io credo in loro, dobbiamo lottare fino alla fine e vedremo cosa accadrà domani».

CAOS ARBITRI – «Per me questo è lo sport, il calcio. Dobbiamo proteggere le persone che lo vivono. In campo ci sono decisioni che hanno un’influenza, ma dopo la partita, tutto finisce lì. Abbiamo bisogno degli arbitri, ho già detto mesi fa che dobbiamo prenderci cura di loro. Gli allenatori, i giocatori, ecco cosa dovremmo fare. Non prendersene cura non è leale».

APPROCCIO – «Adattiamo sempre il piano di gioco all’avversario. È semplice, non c’è niente di complicato».

DIFFERENZE LEWA-FERRAN – «Penso che Ferran abbia dimostrato in Coppa di saper giocare in quella posizione. Nelle partite contro il Valencia, Atlético. Sa come giocare lì, anche se è versatile».

PRECEDENTI – «Questo appartiene al passato. Insisto: sono una squadra fantastica che può farci male. Dobbiamo giocare come sappiamo e voglio vedere una squadra che fa ciò che deve fare per vincere il titolo».

PREOCCUPAZIONI – «Il Real Madrid è un grande club e dobbiamo rispettarlo. Sono novanta minuti o forse di più. È un titolo e l’importante è vincerlo».

INTER – «Vedremo più avanti, ma è positivo giocare una finale perché può aiutarci a imparare».

YAMAL – «È un giocatore incredibile. Ha solo 17 anni. Ha qualcosa in serbo, vedrete».

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