Pagina 1132 – Calcio News 24

Radu saluta l’Inter: «Un ricordo mi perseguita, non auguro a nessuno quello che ho passato»

Le parole di Ionut Radu dopo l’addio all’Inter nel calciomercato di gennaio con il trasferimento al Venezia. Tutti i dettagli in merito

Ionut Radu, tramite un post sul proprio Instagram, ha salutato l’Inter dopo il trasferimento al Venezia.

PAROLE – «La strada è stata lunga… Sono arrivato nel 2012 con un grande sogno. Abbiamo vinto quasi tutto nel settore giovanile ed a 18anni mi si sono aperte le porte della prima squadra! Ho sempre voluto un epilogo diverso, ma nella vita non sempre le cose vanno come sogniamo. 12 anni di emozioni, positive e non, durante i quali ho avuto l’ onore condividere lo spogliatoio con dei ragazzi eccezionali. Campioni in campo, grandi uomini fuori. Grazie soprattutto a voi per non avermi mai fatto sentire solo nei momenti più bui. C’è un ricordo che purtroppo mi ha perseguitato tanto e che, credetemi, non auguro a nessun altro al mondo che fa questo ruolo!! Sembrerà una frase fatta, ma è proprio vero che i momenti più duri sono quelli che ti fortificano. Dopo tante critiche giuste ed un ovvio e motivato silenzio, cercherò di dimostrare il mio reale valore altrove. Sono determinato e motivato a proseguire il mio percorso e cominciare un nuovo capitolo della mia vita. Voglio augurare ai miei compagni , alla società ed a tutti tifosi nerazzurri le migliori fortune e successi. Porterò sempre l’Inter nel cuore! Grazie».

Genoa, Balotelli rimane come ultima scelta di Vieira: il punto sul futuro

Le ultime sul futuro di Mario Balotelli, attaccante del Genoa, dopo la chiusura del calciomercato invernale. Tutti i dettagli

L’edizione odierna de Il Secolo XIX fa il punto sul futuro di Mario Balotelli al Genoa dopo la fine del calciomercato invernale.

FUTURO BALOTELLI – «Mario non è fuori lista perché al Genoa i posti liberi non mancano (ne ha 3 a disposizione) e, almeno per ora, resta. I rapporti tra SuperMario e il club sono buoni, il giocatore ha sempre mantenuto un comportamento nei limiti. Ci si attendeva che il giocatore trovasse una sistemazione altrove ma così non è stato. All’estero alcuni mercati sono aperti ma l’attaccante vuole l’Italia, dove non sono arrivate offerte dalla A (solo il Trapani si è mosso)».

Vaciago: «Chiamatela Ex Gen, la strategia Juve è chiara. Sulle cifre per Fagioli dico questo»

Le parole di Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, sulle cessioni della Juventus dei suoi prodotti della Next Gen. Tutti i dettagli in merito

Guido Vaciago ha analizzato a Tuttosport le cessioni della Juve dei suoi prodotti della Next Gen.

CESSIONI NEXT GEN – «Dall’estate a oggi, i frutti del progetto seconda squadra hanno generato poco più di 90 milioni di euro. Soldi che hanno parzialmente bilanciato le uscite, rendendo il disavanzo di mercato plausibile per l’austerity ordinata dall’alto. E – attenzione! – non è affatto uno scandalo, come sostiene chi parla di ‘smantellamento’».

FAGIOLI – «Quella di Fagioli, semmai, colpisce per il contesto che ha accompagnato gli ultimi due anni del ragazzo. D’altronde, tutti quelli che lo vedono in allenamento sono pronti a giocarsi la casa su un futuro da fenomeno, mentre il resto del mondo, che lo vede solo in partita, non riesce mai a esserne convinto fino in fondo. È difficile capire adesso se 19 milioni siano tanti o pochi».

EX GEN – «Cherubini e Biraghi presentavano, come futuro della Juve, Soulé, Miretti e Fagioli. Non sono ancora passati tre anni e quel futuro è altrove. In questo caso chiamatela Ex Gen».

Salernitana, Valentini ammette: «Speso più del dovuto sul mercato, la classifica ci imponeva una cosa»

Le parole di Marco Valentini, direttore sportivo della Salernitana, sulle mosse di calciomercato della squadra campana a gennaio

Marco Valentini, direttore sportivo della Salernitana, ha parlato nella conferenza stampa organizzata per la fine del calciomercato di gennaio.

TANTE OPERAZIONI – «Voglio fare una piccola premessa. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno supportato in un mese così intenso. La situazione di classifica ci imponeva di fare due cose: partire subito forte per mettere a disposizione del tecnico le risorse necessarie e poi operare anche in uscita. Ringrazio la proprietà, l’amministratore delegato, la segretaria. Da solo non sarei riuscito a fare questo tipo di lavoro, è stato intenso anche dal punto di vista fisico. Io sono molto soddisfatto, l’obiettivo primario era quello di rinforzare l’organico è stato raggiunto. Sia sul piano numerico, sia qualitativo. A mio avviso ne usciamo più completi ed equilibrati, abbiamo agito in modo logico accontentando l’allenatore. Oggi Breda può modulare questa squadra al meglio, sia con lo schema iniziale sia con i correttivi da adottare in corso d’opera. Ieri un tifoso mi ha insultato perché non ho preso l’attaccante. A me viene da sorridere perché Cerri e Raimondo hanno portato in dote sei punti. A Milano sono salito in coscienza e con le entrate fatte al 90%, se avessi preso i nostri bomber l’ultimo giorno ci sarebbe stata una narrativa diversa e avreste parlato di colpi. Ci vuole rispetto non per me, perché mi cambia poco, ma per chi ha sposato la nostra causa mettendosi a disposizione 25 giorni fa. Il club ha fatto tanti sforzi, ve lo garantisco. Quanto alle cifre, non le ho svelate nella conferenza stampa di presentazione. Se pure fossi partito con 15 milioni di euro per Milano non sarebbe cambiato niente. Una trattativa richiede l’incastrarsi di tanti meccanismi: familiari, tecnici, tattici, umani. Ho fatto offerte importanti per alcuni giocatori che hanno preferito non venire. Ogni professionista decide con la sua testa e l’aspetto economico non è sempre prioritario. La proprietà ha fatto grossi sforzi, ma io ho spiegato da subito che l’obiettivo principale era rivitalizzare una parte di gruppo che non stava rendendo al massimo, colmando le lacune in tempo rapido. Parlare di soldi significa andare oltre il nocciolo della questione. Ho offerto il doppio a chi è andato altrove, c’è chi ha accettato di meno perché Salerno è una grossa occasione professionale. Per chi non lo vive in prima persona tengo a sottolineare che nel mercato è quasi marginale l’aspetto finanziario».

MANCA UN DIFENSORE – «Stavo facendo un’operazione con l’Udinese che non riguardava un solo giocatore. A livello numerico e di caratteristiche la difesa è ok, ma un club ha un dovere di guardare tutte le opportunità che si possono creare. Quella con Axel Guessand era una trattativa in proiezione futura, stavamo parlando di prenderlo in prestito biennale per poterci lavorare visto che è un 2004 che conosco da qualche anno. Gli avremmo dato sei mesi e poi sarebbe stato un rinforzo per la prossima stagione. Alle 23:40 eravamo pronti con le carte, nettamente in tempo. L’altro club non ha rintracciato telefonicamente il ragazzo e, da parte loro, ci sono stati dei ritardi. Alla fine, alle 23:58, si era incastrato tutto, ma l’Udinese ha avuto un solo minuto per fare il deposito ed è andata fuori tempo di due secondi. Non c’era urgenza di intervenire in difesa, chi è rimasto sta crescendo come condizione e come gioco».

CENTROCAMPO – «Quando si pianifica un mercato non è semplice dire “voglio quello, prendo quello”. Ogni dirigente mette in preventivo 5-6 possibilità per reparto, Zuccon era uno di questi. Lo avevamo sempre valutato, dopo aver ragionato su quelli che avevamo a disposizione. Il centrocampo è completo, per caratteristiche e per numero, prendendo giocatori di quantità che prima forse non c’erano. Caligara e Zuccon abbinano quantità e qualità. Saric aveva le doti giuste per completare la rosa, ma non c’erano le condizioni. L’ho venduto io al Palermo, so quanto è stato pagato e qual è il reale valore del calciatore. A mio avviso la loro valutazione è assolutamente non in linea. Ho valutato i costi dell’azienda, l’impatto sullo spogliatoio e l’effettiva necessità: abbiamo dunque virato su altri profili, congeniali sul piano tecnico-tattico. Zuccon, Caligara e Girelli hanno le peculiarità giuste».

SEPE – «Con Sepe non ci sono stati problemi di alcun genere. Né discussioni, né niente. Avevo un dovere nei confronti della città, della tifoseria, del club, di tutti, ovvero migliorare questa rosa laddove fosse stato possibile. È capitata l’occasione di Christensen, inaspettata. La Fiorentina mi ha detto che era un calciatore in uscita. A quel punto ho parlato con Sepe, gli ho spiegato la situazione. A me non è mai successo che il mio portiere titolare non godesse della fiducia collettiva, si percepiva insoddisfazione. Non credevo che Christensen potesse scendere in Serie B, ho chiuso tutto in 5 minuti».

TANTI PRESTITI – «Io parlo di ciò che è accaduto dal mio arrivo in avanti. Io ho iniziato a fare questo mercato da ultimo in classifica, dovevo guardare all’immediato tenendo conto anche della percezione esterna. Certo, su qualcuno ci siamo riservati il diritto di riscatto. Con Caligara c’è addirittura un obbligo. Ora conta salvare la categoria».

SVINCOLATI E SIMY – «Forse non ci rendiamo conto che abbiamo affrontato le tre squadre più forti del campionato, nessuno ci ha messo sotto in modo clamoroso. A Pisa non è stata una bella partita, ma credo che da parte di entrambe. Un mese fa eravamo quasi morti, oggi abbiamo dato le medicine giuste e dalla rianimazione dobbiamo passare alla passeggiata e poi alla corsa. Tutto questo per dire che l’allenatore e i calciatori meritano i complimenti perché comunque sono riusciti a conquistare sei punti. Non attingerò dagli svincolati, Simy entra in lista e starà con noi fino a giugno. Sapete perfettamente come abbia affrontato le precedenti sessioni di mercato. Gli ho messo sul tavolo quattro proposte da club esteri, molto concreti. E’ nel suo diritto rifiutarle, ci mancherebbe. Voi la storia e il percorso lo conoscete meglio di me, non mi sento di commentare. A fine campionato farà le sue valutazioni, poi per l’eventuale risoluzione c’è tempo. Nelle interlocuzioni avute in questo mese di gennaio si era parlato di rescissione, ce l’hanno proposta loro per primi. Se mi chiedi l’intero stipendio per poi restare a casa che senso ha?».

MOMENTO – «Momento importante, ma non decisivo. Ad aprile ci saranno gli scontri fondamentali che indirizzano la stagione, sia in alto e sia in basso. Siamo a cospetto di un bivio importante, con una rosa unita e un organico completo. Il club, lo staff e la dirigenza hanno fatto un bel lavoro in poco tempo, lo spogliatoio è compatto e ho sensazioni molto positive per l’armonia che c’è e per il lavoro quotidiano. Più saremo uniti, più sarà dura per gli altri».

Calciomercato Torino, si lavora ancora alla cessione di Bayeye: la situazione

Le ultime sul futuro di Brian Bayeye, calciatore del Torino, ancora in uscita dal club granata. Tutti i dettagli in merito al futuro

Secondo quanto riportato da Tuttosport, il Torino è ancora al lavoro per completare la sessione di calciomercato di gennaio. I granata vorrebbero infatti liberarsi di Brian Bayeye, ultimo esubero rimasto nella rosa di Paolo Vanoli.

Davide Vagnati starebbe infatti trattando per una cessione a titolo definitivo nei Paesi stranieri in cui è ancora possibile acquistare dei calciatori.

Napoli, Manna: «Siamo stati quasi ricattati da Kvara, a gennaio cifre folli. Difensore? Con Danilo e Comuzzo è andata così»

Le parole di Giovanni Manna, direttore sportivo del Napoli, sulle mosse di calciomercato degli azzurri a gennaio. I dettagli

Giovanni Manna ha parlato in conferenza stampa per parlare del calciomercato del Napoli.

KVARA E SOSTITUTO – «Innanzitutto, buongiorno a tutti per essere venuti anche con poco preavviso, ci tenevamo a precisare alcune dinamiche che possono sembrare non corrette o veritiere e che in questi giorni abbiamo letto. Ci vogliamo mettere la faccia e con trasparenza spiegare le dinamiche di quest’ultimo mese. Noi ringraziamo Kvara per ciò che ha fatto a Napoli, cos’ha dato alla città, abbiamo provato a sanare una situazione complicata a luglio, poi a novembre, dicembre, ma siamo stati costretti a cederlo in questa sessione perché ci siamo ritrovati, non dico ricattati, ma quasi. Ed è stato doveroso farla, ho letto che serviva per risanare il mercato estivo, il bilancio, ma non è vero, abbiamo trattato un rinnovo importante fino a 20 giorni prima poi le dinamiche del mercato e la volontà del calciatore ci hanno portato a fare una cosa diversa. E’ andato via un giocatore importante, come dite voi, come diciamo tutti, è oggettivo, ma il Napoli ha provato a lavorare sul mercato per sostituirlo in maniera adeguata perché era probabilmente il miglior giocatore della squadra per status, non siamo riusciti a concretizzare delle trattative perché a gennaio i parametri sono diversi ed è difficile che i calciatori quelli forti possano spostarsi ed alcuni valori non erano congrui alle nostre valutazioni ed ai parametri che il Napoli aveva, ha ed avrà in futuro, soprattutto dei livelli salariali. Penso di aver risposto».

RINNOVI – «Il contratto di Olivera è pressoché fatto, c’è un accordo col calciatore, siamo tranquilli e contenti, Mathias ha voluto fortemente rinnovare. Vuole fortemente rinnovare Alex, non siamo lontani, a dicembre ci siamo dati appuntamento dopo il mercato per essere più tranquilli perché non c’era la necessità di tempi immediati, siamo tranquilli e ci rivedremo nelle prossime settimane. Frank ha un contratto che prevede due anni di opzione, ma abbiamo parlato anche con loro per cercare di fare un contratto nuovo e renderlopiù tranquillo, lo faremo nei prossimi mesi perché non c’è un’incombenza così come non ce l’avevamo con Olivera ma perché lo merita, vuole fortemente restare e faremo le valutazioni più corrette».

DANILO E COMUZZO – «Danilo conosco personalmente dalla mia precedente esperienza alla Juve, avevamo definito tutto, quando dico tutto è tutto, ci aspettavamo arrivasse nei giorni successivi all’accordo, poi ha fatto una scelta di vita diversa, ci sono anche aspetti umani. L’abbiamo portato fino ad un certo punto perché pensavamo di riuscirci, purtroppo è andata così perché poteva darci esperienza importante, ma è andata così. Su Comuzzo avevamo pensato ad un investimento sul futuro, ha grande prospettiva per noi, ci permetteva di mandare a giocare Rafa Marin che voleva andare ed a cui io avevo promesso di mandarlo a giocare, era tutto pronto, documenti pronti, si attendeva solo l’ingresso di un difensore. Comuzzo ci permetteva di avere un giocatore non in lista, ci sono anche queste dinamiche qui, abbiamo fatto un’offerta scritta, vera, reale, un’altra, quando abbiamo capito che non c’era possibilità di negoziare ed andare avanti e ci eravamo già spinti oltre il valore del giocatore perché a gennaio un 15-20% in più lo paghi per investire e quindi non siamo riusciti a portarlo a termine. Mi dispiace sia stato così mediatico, in 2 giorni si poteva fare o non fare e nessuno l’avrebbe saputo, tutto qui. Col mister ci siamo confrontati, è chiaro che non siamo contenti, io per primo perchè è andato via un giocatore importante, le aspettative poi sono a volte anche troppo alte, le abbiamo create forse anche noi, ma sono consapevole che abbiamo un gruppo che ha fatto 54 punti ed è in forte crescita e non dobbiamo sminuirlo».

STRATEGIE – «Le strategie sono sempre convergenti, non c’è da risanare qualcosa, lui è focalizzato sul campo e sul lavoro. Stare qui a parlare troppo di mercato sminuisce ciò che è stato fatto finora, una squadra arrivata decima che ha completato un organico in estate e grazie al lavoro del mister e dei calciatori ora ha consolidato una posizione che è in linea con i nostri obiettivi, rientrare nelle competizioni europee, speriamo dalla porta principale, questo è il vero obiettivo. Quando si parte per un percorso nuovo, è normale che una realtà come Napoli possa essere vista di passaggio, come per voi quando ricevete una proposta lavorativa col vostro stipendio quintuplicato non è sempre semplice. E’ un percorso che va fatto, passano da tanti aspetti, non solo dal campo, e non si fa in 6 mesi. I risultati ci fanno pensare che stiamo accelerando, ma non è così scontato. Le idee sono condivise, poi è normale che abbiamo perso un giocatore importante, non voglio spostare l’attenzione sulla squadra ed il rendimento, ma è così e potevamo fare meglio e mi assumo la responsabilità di ciò che è stato fatto e che si farà, ma sono convinto che chiusa questa conferenza stampa il discorso per noi sarà chiuso perchè vogliamo che si parli di calcio e di campo».

RETROSCENA – «Ce ne sono stati anche altri che non sono usciti. Garnacho l’abbiamo trattato ed incontrato anche prima della partenza di Kvara, abbiamo fatto un’offerta importante allo United, ci siamo avvicinati molto, il calciatore per lasciare la Premier a gennaio, perché a luglio poi è diverso, voleva essere accontentato economicamente, cosa che in questo momento non possiamo fare, non vogliamo e non trovo neanche corretto quando c’è una media salariale nello spogliatoio e metti un giovane che guadagna uno stipendio più alto non è corretto verso gli altri che stanno facendo cose importanti. Noi abbiamo creato una squadra competitiva per una competizione, e siamo lì per merito di mister e squadra, non era corretto. Adeyemi avevamo una bozza d’accordo col Dortmund, siamo stati lì, abbiamo parlato col giocatore che non era sicuro e non è voluto venire adesso. Leggo che ha già accordi con altri, ma non è così, non ho voluto insistere, tutti coloro che sono arrivati da quando ci sono io, hanno voluto fortemente il Napoli. Se io devo convincere a venire qui col Napoli in quella posizione, con uno dei migliori allenatori al mondo, queste prestazioni… io non devo convincere, se vuoi venire vieni altrimenti non fai per noi. Ci sono state tante altre cose, ma quelli forti è difficile far muovere a gennaio se non per cifre troppo alte. I soldi della cessione di Kvara o di quelle del futuro li reinvestiremo per completare la rosa. Saint-Maximin è stato un problema burocratico, poi il club saudita aveva pretese che né noi né il Fenerbahce ha potuto accontentare. Il rammarico è che potevamo andare prima su un profilo così, anziché provare a inseguire giocatori che avevamo come obiettivo col valore elevato e che ci hanno fatto perdere tempo. Su un mese dieci giorni vanno via per Kvara, poi il tempo scorre, ci sono le partite e grandi investimenti tranne City e Psg… il Milan ha comprato Gimenez, non vedo altri movimenti da 40-50-60mln, è oggettivo, pure la Juve ha fatto un difensore alla fine per l’infortunio di Kalulu. E’ oggettivo».

Benevento, ufficiale l’esonero di Auteri: il comunicato

L’annuncio del Benevento sull’esonero di Gaetano Auteri come allenatore dopo gli ultimi risultati ottenuti in Serie C. Tutti i dettagli

Il Benevento ha ufficializzato l’esonero di Gaetano Auteri.

COMUNICATO – «Il Benevento Calcio comunica di aver sollevato dall’incarico il Responsabile tecnico della Prima Squadra Gaetano Auteri unitamente ai suoi collaboratori, l’allenatore in Seconda, Loreno Cassia e il preparatore atletico, prof. Giuseppe Di Mauro. La Società augura loro le migliori fortune per il prosieguo della carriera e li ringrazia per la professionalità dimostrata e per le emozioni che hanno regalato al Benevento Calcio, ai tifosi e alla Città».

Lillo Foti: «Nakamura, Pirlo, Baronio, Mesto, Bianchi: la verità sui grandi colpi della mia Reggina. In Giappone tifavano per noi, Nakamura era come Totti»

Le parole di Lillo Foti, ex presidente e proprietario della Reggina, sui suoi anni alla guida del club calabrese. Tutti i dettagli in merito

C’è stato un tempo nel quale la Reggina è stata in Serie A. L’artefice di quel periodo è stato il presidente Lillo Foti, che oggi lo racconta su La Gazzetta dello Sport, svelando il suo pensiero su alcuni giocatori che ancora oggi si ricordano per come abbiano vestito la maglia del club calabrese.

NAKAMURA – «Sono in un hotel a Yokohama, con il gm dei Marinos. Ogni mezzora lui molla tutto e scompare, io che soffro di claustrofobia divento matto. A un certo punto, scendo al piano terra e lo vedo rispondere a 50 giornalisti per aggiornarli sulla trattativa. Non troviamo l’accordo, chiedo di far arrivare Nakamura. Gli parlo a quattr’occhi in dialetto calabrese e, in qualche modo, lo convinco».
CREDIT SUISSE – «All’epoca Credit Suisse era una banca di statura mondiale. Mi chiamavano i dirigenti di altre squadre stupiti: “Ma come hai fatto?”. Quando comunicammo la sponsorizzazione, fummo chiamati dagli uffici italiani che minacciarono azioni legali, ma io avevo un contratto regolare con la sede di Hong Kong. L’anno dopo, nell’amichevole con i Marinos a Yokohama, c’erano quasi 70mila persone, in tanti indossavano la maglia della Reggina. In Giappone Nakamura era come Totti: Nakata era più sofisticato, lui era un ragazzo del popolo».
PIRLO – «Conoscevo benissimo il suo agente Tinti. Andrea era un po’ chiuso all’Inter, lo incontrai a Milano. Dopo la firma volle subito raggiungere la squadra a Bologna. Il giorno dopo scese in campo e fece l’assist della vittoria».
BARONIO – «Comprai la metà del cartellino di Roberto dalla Lazio per 600 milioni di lire. L’anno dopo avevo richieste anche da Inter e Milan. L’avrei rivenduto a 15 miliardi. Feci decidere al giocatore: scelse la Lazio e firmai il contratto con Cragnotti».
MESTO – «Nel 2008 dovevo definire la comproprietà con l’Udinese, che aveva pagato 3,5 milioni di euro per la metà. Il mio amico Gino Pozzo mi disse che volevano rinnovare. Io gli risposi: “Ti restituisco i soldi e me lo riprendo tutto”. Il giorno dopo vendetti Mesto al Genoa per 7,5milioni. Avevo già l’intesa con Preziosi».
ROLANDO BIANCHI – «Avevamo un’intesa col Napoli per 12 milioni, poi arrivò la chiamata di un intermediario da parte del Manchester City. Formulai una richiesta di 15 milioni e gli inglesi accettarono».

Savicevic: «I nuovi acquisti fanno sognare i tifosi del Milan, anche se mi spiace che sia andato via un giocatore. Se Ibrahimovic garantisce per Gimenez, vuol dire che è forte»

Le parole di Dejan Savicevic, ex calciatore del Milan, sulle mosse del club rossonero nel calciomercato di gennaio. I dettagli

Il rinnovato Milan con nuove stelle di profilo internazionale è certamente la squadra più intrigante uscita dal mercato di gennaio. Ne ha parlato un campione del passato, Dejan Savicevic, che di talento se ne intende per averlo espresso in ogni sua apparizione. Ecco il suo parere su La Gazzetta dello Sport.

IN CAMPO – «Insomma, in campo puntavo l’uomo e dribblavo. Mi piaceva giocare. Per me, per i miei compagni, per la squadra. Sai, quando fai buoni dribbling, poi vengono buoni gol».
CAPELLO HA DETTO CHE ERA UNO DEI PIU’ FORTI – «Mi ha fatto molto piacere, lo ringrazio. All’inizio con lui ho avuto problemi. Ma eravamo in tanti, non ero più un ragazzino, venivo dalla Stella Rossa campione d’Europa. In quel Milan c’erano i tre olandesi e Papin. E Lentini. È stata dura, avevo anche qualche fastidio fisico».
IL TANDEM CON MASSARO – «Io mi trovavo benissimo, sono sempre andato d’accordo con chi aveva la porta in testa».
I TIFOSI POSSONO SOGNARE – «Certo, devono. Il Milan è una grandissima squadra, ha sul braccio uno stemma con sette Coppe dei campioni. Capito? Sette. Il Milan è la storia. Io sono orgogliosissimo di aver fatto parte di una delle migliori squadre del mondo. E lo saranno anche i nuovi acquisti».
5 NUOVI ACQUISTI – «Si sta rinforzando, mi dispiace che abbiano ceduto Bennacer, mi piaceva. Sottil? Ricordo il nome, il padre era un buon giocatore».
GIMENEZ – «Lo conosco poco. Ho visto che fa molti gol, che segna con continuità. Poi c’è la parola di Ibrahimovic. Se Ibra dice che è forte, vuol dire che è forte».

Quando l’Atalanta non riesce ad arrivare alla Coppa Italia dice che è acerba (seppur dando tutto in campo)

Atalanta fuori dalla Coppa Italia: una chance non sfruttata in un contesto dove i trofei per i nerazzurri sono importanti (anche se c’è stata Dublino)

Una grande amaro in bocca. L’Atalanta e la Coppa Italia che equivale a quell’uva che se la volpe non riesce a prendere dice che acerba.

Premessa. Per l’Atalanta non esistono trofei secondari o nel vedere l’eliminazione da una competizione come un “male minore”, perché se Dio (società, Gian Piero Gasperini e giocatori) ha donato alla città di Bergamo Dublino, non vuol dire che le coppe con un grado leggermente “inferiore” siano viste come qualcosa di incoerente con la mentalità vincente: a Zingonia ci sono solo due trofei e seppur l’ultima ne valga simbolicamente 100, si ritorna sempre allo stesso punto di partenza.

Se si rimane a digiuno per tanto tempo, e ti ritrovi un giorno a mangiare Aragoste e Caviale, non vuol dire che i cibi più semplici bisogna rifiutarli a tavola (considerando che quando si lottava per non retrocedere anche un “pezzo di pane” sarebbe stato oro): Supercoppa o Coppa Italia che, citando Gasperini, era un grande obiettivo da raggiungere.

Al di là di ciò, l’Atalanta in campo ha dimostrato impegno e voglia di continuare la competizione dimostrandosi tanto bella da vedere quanto incompiuta. Nel mezzo anche molti “What If” dove certe occasioni potevano essere sfruttate meglio, e se Maldini mette più cattiveria è 1-0 (il ragazzo avrà modo di migliorarsi, il potenziale c’è). Presenti gli stessi errori difensivi su calcio da fermo dove basta poco per buttare all’aria una grande prestazione: tipo quella di Hien, errore di Rui Patricio a parte.

E ora? Bisogna compattarsi e rialzarsi in uno dei momenti più difficili della stagione: ritrovare consapevolezza e serenità di un gruppo sempre forte, ritrovatosi a combattere contro infortuni, mala suerte. L’Atalanta deve continuare a combattere, seppur la Coppa Italia sia un grande rimpianto.

Atalanta-Bologna, i Top e i Flop di Gasperini: De Ketelaere crea, Ederson c’è; Rui Patricio sbaglia sul gol di Castro, Retegui sempre spalle alla porta

Tutti i voti ed i giudizi sulla prestazione dei calciatori dell’Atalanta nel quarto di finale di Coppa Italia perso contro il Bologna

L’Atalanta dice addio alla Coppa Italia, la competizione che in questi anni ha tentato più volte di portare a casa, spesso andandoci anche vicino. Stavolta no, la finale dell’anno persa a Roma contro la Juve è un miraggio per mano – o per meglio dire testa – di Castro, il match-winner di ieri sera nella sfida con il Bologna. Si conferma così che non è il miglior momento per i bergamaschi, anche per via di un buon numero di assenze. Ecco Top e Flop della Dea, prendendo come criterio di giudizio i voti de La Gazzetta dello Sport e del Corriere dello Sport.

I TOP
DE KETELAERE
– É il preferito della Gazzetta che gli dà 7: «Un tiro violento; una gran discesa; uno spunto per Retegui; una palla smart per Bellanova». Per il Corriere mezzo voto in meno: «Crea tanto, ma non trova il guizzo vincente».
EDERSON – Piace al Corriere che lo premia col 7 in pagella: «I suoi strappi creano sempre grossi pericoli». Anche nel suo caso, l’altro quotidiano lo colloca sul 6,5: «Un lancio per CDK da applausi. E va vicino anche al gol. Quando la partita si accende, anche lui mette la sua presenza».
I FLOP
RUI PATRICIO
– Unanimità di valutazione: 5,5. Da Milano la spiegano così: «Primo tempo tranquillo: solo un tiro dalla distanza di Lucumì. Devia su Pobega. Attento sulla sventola di Holm. Sul gol di Castro pare incerto». Da Roma la vedono così: «La parata più bella, nella ripresa su Pobega, non gli è stata riconosciuta perché l’arbitro non ha assegnato l’angolo. Non è invece impeccabile in occasione dello 0-1 del Bologna. L’uscita dai pali è rivedibile».
RETEGUI – Anche il bomber unifica i voti esattamente come il portiere. Per il Corriere giudizio secco: «Non riesce mai a rendersi pericoloso». Gazzetta è più articolata: «Non riesce a procacciarsi un tiro sereno, deve remare sempre spalle alla porta. Ed è dispendioso così, gli toglie lucidità dopo».

Milan-Roma, Dybala e altri 5, tornano i titolari. Il calcolo di Ranieri per conquistare un posto in Europa attraverso le coppe. In campionato è una corsa impossibile

Le possibili mosse di Claudio Ranieri, allenatore della Roma, in vista dei quarti di finale di Coppa Italia contro il Milan. I dettagli

«Definirlo un vero e proprio all-in sulle coppe sarebbe esagerato, ma è un dato di fatto che Ranieri voglia concentrare sempre più le energie della squadra sulla Coppa Italia e l’Europa League per tornare a giocare un torneo Uefa anche la prossima stagione». Inizia così l’analisi che il Corriere dello Sport propone come lettura delle ultima scelte di formazione da parte del tecnico romanista. Il quale ha lasciato fuori molti dei possibili titolari contro il Napoli in campionato (Hummels, Saelemaekers, Paredes, Pellegrini, Dybala e Dovbyk) per averli freschi e riposati per il match di stasera, il secco dentro o fuori che andrà in scena a San Siro alle ore 21.

Superare il Milan, infatti, non significherebbe solo raggiungere la Coppa Italia e due altri incontri (e potrebbero essere anche due derby, se la Lazio supererà l’Inter). Sarebbe un passo in avanti per la conquista di un trofeo che, oltre ad arricchire la bacheca e permettere alla Roma di raggiungere il traguardo della decima Coppa Italia (raggiunto e superato solo dalla Juventus), significherebbe essere certi della partecipazione all’Europa League 2025-26. E la stessa Europa League, in caso di successo, darebbe modo di entrare in Champions. Obiettivi ancora troppo distanti da raggiungere in campionato, dove Ranieri viaggia alla media di 2 punti a gara. Un buon ritmo, ma mantenendolo chiuderebbe a 61, una quota che l’anno scorso è valsa il settimo posto, una posizione insufficiente a meno di incastri particolari davanti tra le varie competizioni, che ovviamente non dipenderebbero dai giallorossi.

Calciomercato Milan, Franco Ordine: «Nessuno si aspettava una rifondazione così. Adesso Conceiçao deve fare i risultati. E ci dovrà essere un miglioramento in un aspetto»

L’analisi di Franco Ordine, giornalista del Corriere dello Sport, sul calciomercato di gennaio del Milan. Tutti i dettagli in merito

La grande rivoluzione del Milan nella sessione di mercato di gennaio viene definita una «rifondazione» da Franco Ordine sul Corriere dello Sport. Il giornalista, esperto delle vicende di casa rossonera, interpreta come un fattore sorpresa le mosse fatte, nessuno poteva aspettarsi acquisti del calibro di Walker, Joao Felix e Gimenez, operazioni internazionali e pesanti, che possono sensibilmente cambiare il quadro del resto della stagione. Ecco un estratto dell’analisi, rivolta al futuro:

«Adesso tutti questi sforzi, finanziari e tecnici, dovranno superare l’esame decisivo che è quello dei risultati. Perché a questo punto della stagione ogni insuccesso avrà una ricaduta ancora più pesante e ogni mancato miglioramento, nella fattura del gioco, sarà classificato come un fallimento dell’operazione». Per adesso, poiché il primo test sarà quello di stasera di Coppa Italia, il quarto di finale con la Roma, il mercato dovrebbe vedersi in campo inizialmente solo con un acquisto nella formazione scelta da Conceiçao. L’inglese Walker, già debuttante nel derby, dove ha fornito una prova più che sufficiente, verrà confermato nell’undici di partenza. Il messicano Gimenez e il portoghese Joao Felix si accomoderanno in panchina, pronti a entrare in campo in corso d’opera.

De Napoli: «Marcavo Platini e sono diventato Rambo. Ho vinto con il Napoli ma c’è una cosa che mi fa stare male ancora adesso. Oggi adoro Barella e di Conte dico questo…»

Le parole di Nando De Napoli, ex calciatore, suoi suoi ricord più significativi con le maglie di Avellino, Napoli e Milan. Tutti i dettagli

Nando De Napoli, 61 anni, una carriera all’Avellino, Napoli e al Milan, è stato un centrocampista di corsa e di tecnica. Oggi si è raccontato al Corriere della Sera.

GIOCARE NELLA SQUADRA DELLA PROPRIA CITTA’ – «La maglia dell’Avellino, la serie A. Mi sembrava un sogno. Ero andato un anno a Rimini diciassettenne con Sacchi che spiegava il calcio del futuro. Tornato all’Avellino, dopo Veneranda che mi vedeva poco, ecco Ottavio Bianchi. Scatta la scintilla: titolare fisso e io che do tutto. Al Partenio il campo era sempre bagnato, anche nei giorni di sole. Correvo e lottavo, capelli lunghi e una maschera di fango sempre. A marcare Platini e raccogliere i complimenti. Diventai Rambo, il soprannome della Curva Sud. E arrivò anche la Nazionale. L’Under 21, un Europeo perso ai rigori. Poi le storie più grandi. Due Mondiali, Bearzot, Vicini, la semifinale di Italia 90 con l’amico Diego persa al San Paolo, la camera divisa con Vialli e poi Baggio, Ancelotti. Ho cantato l’inno 70 volte. Sempre a squarciagola, sempre con orgoglio e felicità».
LE AMAREZZE CON IL NAPOLI – «Sì, lo scudetto perso col Milan, firmai il comunicato contro Ottavio Bianchi per difenderci dalle accuse dei tifosi per un titolo buttato via. Eravamo una squadra fantastica che avrebbe potuto vincere molto di più. Spesso ci ripenso. Una pagina nera delle mia carriera, ancora oggi mi fa star male. E con Bianchi, purtroppo, i rapporti non sono stati più gli stessi».
IL DECLINO DI MARADONA – «Stava male e tutto si ruppe appresso al suo declino. S’era perso e si perse anche quel Napoli costruito attorno a lui».
GUARDA IL CALCIO IN TV – «Certo, stravedo per Barella che ha carattere e gioca bene. E poi guardo il Napoli di Conte che non molla mai e oggi può sognare lo scudetto. Il mio calcio però comincia e finisce sul divano di casa. Ho letto quello che ha detto il grande Angelo Peruzzi: vive a Blera e gli sembra il posto più bello del mondo».

Pastorello: «Meret? Vicini al rinnovo con il Napoli. Su De Vrij, Acerbi e Arthur dico questo»

Le parole di Federico Pastorello, noto procuratore sportivo, sul futuro dei suoi assistiti con Napoli ed Inter. Tutti i dettagli

Federico Pastorello ha parlato a Radio Sportiva del futuro di Alex Meret con il Napoli e dei suoi assisti all’Inter e alla Juve.

DE VRIJ E ACERBI – «Non c’è una vera e propria trattativa, l’Inter ha la facoltà di estendere i contratti entro una certa data. Si deve aspettare la decisione del club, una volta che lo avrà fatto, se attivare l’opzione o no, decideremo cosa fare. Se l’attivano rimaniamo, altrimenti dovremo accasarci altrove. Ma sono sereni, Acerbi purtroppo ha avuto qualche problema fisico ma finalmente ha recuperato ed è pronto per dare il suo contributo. Stefan sta facendo benissimo ma non è una sorpresa. L’Inter è un top club europeo, è il sogno di tantissimi giocatori se non di tutti. Io sono convinto che sarebbero contentissimi di rimanere ma sono dei professionisti: l’attenzione è sul campionato, il resto si vedrà strada facendo».

MERET – «La volontà di Alex è di restare, l’ha detto anche pubblicamente. Poi ci sono le trattative, gli interessi delle parti che devono essere rispettati. Sono sincero: siamo molto vicini, sarei sorpreso se non si arrivasse a una conclusione positiva della trattativa. Vedete come sta facendo Alex: sono professionisti, loro sono concentrati sul campo e spetta a noi lavorare dietro le quinte».

ARTHUR – «Un tema di natura fiscale ha impedito il trasferimento al Santos, Arthur sarebbe andato volentieri. Era stata spinta da Neymar, lo voleva al suo fianco al Santos. Poi negli ultimi giorni si era mosso il Girona, un club legato al gruppo City e sono contento. Arthur raggiunge un tecnico che stimo molto come Miguel Angel Sanchez Munoz, che è adeguatissimo alle sue caratteristiche».

RADU AL VENEZIA – «Ci siamo visti venerdì prima delle partite, era preoccupato. Il portiere o lo cerchi o no… Se hai due portieri non ne prendi un altro. La sfortuna di qualcuno può essere quella di un altro, purtroppo è arrivato l’infortunio di Stankovic e si sono aperte le porte per Radu. Sono anche amici, da una parte ha dato felicità, dall’altra il dispiacere per l’infortunio di un amico».

SportItalia, Criscitiello licenzia Parlato in diretta: «Fai il tifoso a casa tua» – VIDEO

L’incredibile episodio andato in scena negli studi di SportItalia tra Michele Criscitiello e Manuel Parlato. Tutti i dettagli in merito

Incredibile quello che è successo nell’ultima trasmissione di SportItalia di ieri. Il direttore Michele Criscitiello ha infatti interrotto l’intervento del giornalista Manuel Parlato sul Napoli, licenziandolo praticamente in diretta.

LE PAROLE DI CRISCITIELLO – «Manuel vai a lavorare a Canale 21, fai il tifoso a casa tua. Qua dentro non lavorerai mai più se vuoi fare il fenomeno con i napoletani…».

Torino, il calciomercato divide: l’opinione dei fan e il voto all’operato di Cairo e Vagnati 

Torino, il calciomercato di Urbano Cairo e Davide Vagnati divide i tifosi, ecco l’opinione dei fan ed il voto all’operato del club granata a gennaio

Un altro gennaio è passato, va da sé che un’altra sessione di calciomercato invernale in casa Torino – come per le restanti squadre della Serie A – sia terminata. Dunque, come sempre quando si fa capolinea al secondo mese dell’anno, è tempo di giudizi. Prima di procedere però, occorre ripercorrere sinteticamente tutte le operazioni inanellate dal tandem Urbano Cairo – Davide Vagnati negli ultimi trenta giorni all’ombra della Mole. 

In salsa di trattative il Torino ha visto arrivare Elmas (prestito con diritto), Casadei (a titolo definitivo), Salama (ancora prestito con diritto) e Biraghi (stessa formula per l’ex Fiorentina). Ai quali vanno addizionati una serie di interessanti colpi destinati però a rinforzare la primavera granata. Sul capitolo uscite invece, hanno salutato: Balcot (prestito con diritto e contro diritto), Vojvoda e Ilic (titolo definitivo per entrambi) e Ciammaglichella (prestito secco).

Uno sciangai di operazioni insomma, che hanno però soddisfatto solo parzialmente la platea del tifo torinese. Senz’ombra di dubbio, l’acquisto ad aver suscitato – vuoi per curriculum, vuoi per aspettative – maggior entusiasmo tra i supporters è Cesare Casadei. Eccitazione, quella per l’approdo del classe 2003, forse fomentata anche dal frenetico testa a testa innescato con la Lazio per agguantare il cartellino dal Chelsea. Grande curiosità si respira invece intorno ai profili di Elmas (memori di quanto costruito dal macedone in quel di Napoli) e Biraghi (capace di regalare la giusta dose di esperienza alla causa vanoliana). 

Torino
Urbano Cairo, Torino

Chi invece pare, almeno dalle prime reazioni dal mondo social, non godere dei favori dei pronostici è Salama: atterrato tra lo stupore e l’ignoto generale l’altro ieri sera all’aeroporto di Milano Malpensa. Una scommessa insomma, che sarebbe però errato giudicare prima di aver visto all’opera; per quanto i numeri inanellati dal francese in carriera non sembrano (per ora) dei più entusiasmanti. In ogni caso, la vera fonte delle lamentele avanzate sempre via web dai fan del Torino, è stato il mancato acquisto di una punta di ruolo. L’assenza del sostituto del lungodegente Zapata rimane infatti il vero grande neo di una sessione di calciomercato allettante ma incompleta. E che, in caso contrario, avrebbe potuto ampiamente e meritatamente superare la sufficienza.

Le prime pagine sportive nazionali – 5 febbraio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Gasperini: «In questo periodo soffriamo molto sulle palle inattive; Maldini? Buon debutto, e sul cambio di De Ketelaere…»

Le parole di Gian Piero Gasperini, tecnico dell’Atalanta, dopo la sconfitta subita dai bergamaschi contro il Bologna in Coppa Italia

Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di Sportmediaset dopo la sconfitta in Coppa Italia dell’Atalanta contro il Bologna. Di seguito le sue parole.

PARTITA – «Penso sia stata una partita bella, aperta, tra due squadre che cercavano entrambe di vincere. Chi segnava per primo aveva grandi possibilità, noi purtroppo siamo perdenti sulle palle inattive in questo momento, questa è una situazione che ci penalizza al di là della prestazione di alto livello come lo sono state le ultime».

COME GUDICA IL DEBUTTO DI MALDINI – «Bene, è arrivato da pochissimo, però ha avuto 2 o 3 spunti di qualità. Peccato perché ha avuto un’occasione per far gol subito, è un ragazzo che ci darà sicuramente una mano».

CAMBIO DE KETELAERE – «Non c’erano motivi particolari. In questo momento abbiamo solo lui e Retegui, perché Maldini è appena arrivato e Lookman è infortunato. Giochiamo ogni tre giorni, non si può pensare che possano giocare novanta minuti tutte le partite. Non possiamo assolutamente non ricorrere alla panchina, soprattutto in attacco, ma questo riguarda tutte le squadre. Con le cinque sostituzioni sono rari i casi in cui giocano tutte le gare».

MALDINI PUO’ DIVENTARE UNA RISORSA PER LA NAZIONALE – «Speriamo di poter dare un contributo per lui e per la Nazionale, ma il ragazzo è sano. Sono convinto che farà bene così come gli altri. Ci dispiace essere usciti da una competizione nella quale siamo andati avanti per tanti anni, però abbiamo il campionato dove siamo messi bene e la Champions che ci piace».

Tragedia in spagna: morto Jakov Jelkic, calciatore del Granges-Paccot in Svizzera: era scomparso da alcuni giorni

Tragedia in spagna: trovato morto Jakov Jelkic, calciatore del Granges-Paccot in Svizzera: era scomparso da alcuni giorni ad Alicante

Jakov Jelkic, calciatore croato di cittadinanza svizzera del Granges-Paccot – terza serie elevetica – è stato trovato morto oggi, dopo che ne era stata denunciata la denuncia il primo febbraio.

Il corpo, come riportato da Alfredo Pedullà, è stato recuperato nelle acque del porto di Alicante, in Spagna. Le indagini della polizia erano arrivate alla notte tra il 31 gennaio e il primo febbraio, ultimo momento in cui era stato visto vivo. Per la polizia spagnola la morte è accidentale e non ci sono coinvolte terze persone nelle indagini

Italiano: «Abbiamo fatto la storia, ora il sogno è arrivare in finale; ecco qual’è il segreto di questo ambiente»

Le parole di Vincenzo Italiano, tecnico del Bologna, dopo la vittoria ottenuta dai rossoblù contro l’Atalanta in Coppa Italia

Vincenzo Italiano ha parlato ai microfoni di Sportmediaset dopo la vittoria in Coppa Italia del Bologna contro l’Atalanta. Di seguito le sue parole.

VITTORIA – «La Champions è stata un’esperienza fantastica che ci ha permesso di crescere tantissimo, sapevamo che la semifinale mancava da 26 anni. Ci siamo detti che potevamo fare la storia e ci siamo riusciti, siamo stati premiati da Castro che è entrato con una grande mentalità. Siamo felicissimi di aver regalato questa gioia a Bologna».

TARDATO I CAMBI – «Ai ragazzi ho detto di aspettare per vedere i tre cambi dell’Atalanta, appena ho visto come si erano posizionati ho fatto i cambi. Eravamo anche un po’ stanchi, è bello vedere questo atteggiamento da chi subentra perché continui a essere aggressivo e così si vincono le partite».

QUAL’E’ IL SEGRETO DELL’AMBIENTE – «Il segreto è questo ambiente straordinario, c’è grande professionalità e serietà. Si lavora molto bene, il gruppo continua a crescere, ci hanno messo a nostro agio e dopo qualche difficoltà iniziale siamo venuti fuori. La Champions ti fa crescere ma toglie delle energie, adesso il clima è ottimo. Stiamo ottenendo buoni risultati in campionato e per oggi ci eravamo preparati bene, siamo stati premiati».

LA FINALE É UN OBIETTIVO – «Arrivare in finale è bello, un’esperienza fantastica. Chiaro che il sogno sarebbe ritornarci, adesso abbiamo una semifinale, aspettiamo la nostra avversaria. Quando si arriva a questo punto, tutti vogliamo andare avanti».

Pagelle Atalanta Bologna, TOP e FLOP della gara di Coppa Italia

I voti, i top e i flop del match per i Quarti di Finale della Coppa Italia 2024 2025: pagelle Atalanta Bologna

I voti, i TOP e i FLOP del match valevole per i Quarti di Finale della Coppa Italia 2024/2025.: pagelle Atalanta Bologna

ATALANTA (3-4-2-1): Rui Patricio 5; Toloi 6, Hien 5,5, Djimsiti 6; Bellanova 6+, De Roon 6, Ederson 6, Zappacosta 5,5; Pasalic 5,5, De Ketelaere 6,5; Retegui 5. SOSTITUTI: Cuadrado 6+, Brescianini 6, Samardzic 5,5, Maldini 5,5, Posch 6

BOLOGNA (4-3-3): Skorupski 7; Holm 6,5, Beukema 6,5, Lukumi 6, Lykogiannis 6+; Freuler 6,5, Pobega 6, Fabbian 6; Odgaard 6, Dallinga 5,5, Ndoye 6+. SOSTITUTI: Castro 7, Casale 6, Moro 6, Dominguez 6.

Tottenham, Tel si presenta: «Una nuova sfida per me»

Le parole di Mathys Tel, nuovo attaccante del Tottenham, dopo il trasferimento in Premier League dal Bayern Monaco. I dettagli

Mathys Tel ha parlato ai canali ufficiali del Tottenham dopo il trasferimento dal Bayern Monaco.

LE PAROLE – «Era la scelta migliore per me. Sono pronto a giocare, sono qui, sono pronto a crescere. Era la scelta migliore per me e ora sono molto felice. Ho sentito l’impegno, ho parlato con il presidente, il team manager, l’allenatore e come ho detto, è stato molto importante per me. Se ho parlato con Harry Kane ed Eric? Hanno detto: ‘Se vuoi giocare lì, hai tutto. Goditela’. È un bene per me, perché è una buona opportunità per lavorare, per imparare ogni giorno… questo è quello che mi hanno detto. Odobert? Mi ha detto: ‘Vieni, devi venire qui’. Wilson, è un mio amico, ho giocato con lui nella squadra francese, e ha detto ‘Vieni, questa è una grande squadra, vedrai’. Siamo buoni amici. Io vengo da Parigi, anche lui, e abbiamo un buon rapporto. Sono un giocatore fisico, veloce. Tecnico. Gioco ogni momento di ogni partita con il cuore. Voglio portare molta energia alla squadra, so cosa devo fare, so cosa devo portare alla squadra. È una nuova sfida per me, un nuovo capitolo da aprire. Sono molto emozionato di giocare con i miei nuovi compagni di squadra, per i tifosi, molto emozionato. Sono pronto per ogni partita. Ecco perché sono qui, per portare energia alla squadra. Sono pronto. So cosa devo fare per il Tottenham, per la squadra, per i tifosi. So cosa devo fare e spero di riuscirci».

Moviola Atalanta Bologna, l’episodio chiave del match di Coppa Italia

Moviola Atalanta Bologna, l’episodio arbitrale chiave del match valido per gli ottavi di finale della Coppa Italia 2024 2025

L’episodio chiave della moviola del match Atalanta Bologna, valevole per i Quarti di Finale della Coppa Italia 2024/2025. La situazione raccolta da Marinelli.


L’EPISODIO CHIAVE

91” Ammoniti Ndoye e De Roon tra proteste e perdite di tempo dei rossoblu.

66′ AMMONIZIONE PER HOLM. Fallo ai danni di Cuadrado e cartellino giallo.

35′ Sospetto rigore per il Bologna. Contatto tra Toloi e Ndoye, ma per l’arbitro è tutto regolare.

Atalanta Bologna 0-1: Nerazzurri fuori dalla Coppa Italia. Castro porta gli emiliani in semifinale

Al Gewiss Stadium il match valido per i Quarti di Finale della Coppa Italia Atalanta Bologna: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita Atalanta Coppa Italia, valevole per gli Quarti di Finale della Coppa Italia 2024/2025.

ATALANTA BOLOGNA LIVE: CRONACA E DEL MATCH DI COPPA ITALIA

FINISCE QUI: ATALANTA FUORI DALLA COPPA ITALIA

91” Ammoniti Ndoye e De Roon tra proteste e perdite di tempo dei rossoblu.

Quattro minuti di recupero.

80′ GOAL DEL BOLOGNA. Cross in mezzo dove spicca Castro che mette in rete il pallone dello 0-1

77′ CAMBI PER IL BOLOGNA. Dentro Casale, Castro, fuori Dallinga e Pobega.

75′ RUI PATRICIO! Holm ha la meglio su Cuadrado, conclusione e Rui Patricio devia.

73′ MALDINI! Buon inserimento di Maldini servito da Brescianini, ma la conclusione è debole. Skorupski blocca.

71′ CAMBIO PER L’ATALANTA. Fuori Toloi, dentro Posch.

70′ BRESCIANINI! Dribbling dalla destra per il centrocampista che tenta la conclusione. Bloccata successivamente dal portiere bolognese.

69′ Punizione per Cuadrado. Deviazione e calcio d’angolo.

68′ AMMONIZIONE PER HOLM. Fallo ai danni di Cuadrado e cartellino giallo.

66′ CAMBIO PER L’ATALANTA. Dentro Brescianini, fuori De Ketelaere.

65′ CAMBIO BOLOGNA. Dentro Moro per Fabbian.

61′ CUADRADO. Bella azione De Ketelaere-Cuadrado con il colombiano che tenta la conclusione. Skorupski para.

60′ OCCASIONE BOLOGNA. Ndoye per Pobega che tenta la conclusione. Fuori di pochissimo.

56′ CAMBI PER L’ATALANTA: Dentro Cuadrado, Samardzic, Maldini; fuori Zappacosta, Retegui e Pasalic

55′ Conclusione di Pasalic. Blocca Skorupski.

51′ OCCASIONE ATALANTA. Pasalic per Djimsiti, s’inserisce Bellanova, Skorupski fa il miracolo

50′ Holm per Fabbian. Palla alta

49′ Atalanta sempre in avanti con De Ketelaere trascinatore offensivo della squadra.

INIZIA IL SECONDO TEMPO

47′ FINE PRIMO TEMPO, ma proprio ora grande spunto di Ndoye che serve Pobega: decisivo Hien.

42′ LUCUMI. Conclusione per il difensore rossoblu. Rui Patricio blocca.

41′ HIEN! Il difensore va al limite dell’area tentando un sinistro. Fuori veramente di pochissimo.

39′ CAMBIO PER IL BOLOGNA. Fuori Odgaard, dentro Dominguez.

37′ Bellanova cercato da CDK che prova dalla destra il cross per Pasalic. Nel mezzo anche Zappacosta che però si allunga la palla e l’azione sfuma.

35′ Sospetto rigore per il Bologna. Contatto tra Toloi e Ndoye, ma per l’arbitro è tutto regolare.

29′ ZAPPACOSTA! Conclusione alta per l’esterno atalantino. Ancora 0-0.

28′ OCCASIONE ATALANTA. Ripartenza Djimsiti-De Ketelaere per Ederson che tenta la conclusione. La difesa ribatte evitando il calcio d’angolo.

20′ ODGAARD! Conclusione di mezzo esterno per l’attaccante. Palla fuori di poco.

19′ OCCASIONE BOLOGNA. Ndoye in area viene servito alla grande, destro defilato di poco fuori.

17′ Si fa vedere il Bologna. Conclusione finita alta per Pobega.

14′ OCCASIONE ATALANTA. Conclusione di Zappacosta al limite dell’area. Palla alta.

6′ OCCASIONE ATALANTA. Lancio di Ederson per De Ketelaere che si trova a tu per tu con Skorupski, ma il portiere devia alto sopra la traversa.

5′ Fallo di Ndoye su Bellanova. Punizione Atalanta.

3′ Pressing subito per il Bologna che prova subito a far uso delle fasce. Atalanta molto attenta.

E’ cominciata la gara

Spezia, Melissano avverte: «Rischiamo di perdere Bertola…»

Le parole di Stefano Melissano, direttore sportivo dello Spezia, sul futuro di Nicolò Bertola con il club ligure. Tutti i dettagli in merito

Stefano Melissano ha parlato in conferenza stampa del futuro di Nicolò Bertola con lo Spezia dopo gli interessamenti della Juve e altre big.

LE PAROLE – «Non c’è mai stato un vero interessamento, solo qualche pour parler. Non sappiamo che succederà in questi giorni, ma non sarà un problema perché la nostra tutela era il progetto tecnico. Bertola sarebbe comunque rimasto qui anche se qualcuno lo avesse comprato, togliere un giocatore da questo gruppo non era facile. Con il ragazzo ci sono ancora discorsi in atto, il rischio di perderlo c’è ma per noi è più importante il progetto tecnico. Questo percorso parte da gennaio scorso, poi rivisto con il mister in estate, la condivisione delle idee è la nostra forza, così come il non nascondersi dietro gli errori fatti. È molto semplice lavorare così, metti il focus delle energie su quello che pensi che possa darti qualcosa in più. Abbiamo preso prima gli uomini che i calciatori, nel nostro gruppo ci vogliono valori e nessuno deve inficiare nell’equilibrio».

Caso Rubiales, la testimonianza di Hermoso: «Non ho potuto reagire in nessun modo al bacio»

La testimonianza di Jennifer Hermoso, calciatrice della Spagna, sul bacio ricevuto dall’ex presidente della Federazione Rubiales

Con l’inizio del processo per il caso Rubiales, Jennifer Hermoso ha rilasciato la sua testimonianza sull’accaduto dopo la finale del Mondiale femminile.

LA TESTIMONIANZA– «Rubiales mi prese la testa fra le mani e non ho potuto reagire in nessun modo. Sentii che il bacio era fuori contesto, che mi stava baciando il mio capo e che questo non dovrebbe succedere in nessuna relazione di lavoro. Mi sono sentita non rispettata. Sentivo che era stato macchiato uno dei momenti più felici della mia vita».

Calciomercato, da De Bruyne a Salah: i migliori parametri zero disponibili

La lista dei migliori calciatori disponibili a parametro zero con la fine del calciomercato invernale del 2025. Tutti i dettagli

Con la fine del calciomercato invernale del 2025, si apre la corsa ai calciatori che potranno firmare a parametro zero per la prossima stagione. Di seguito un evento tra i migliori, non solo in Serie A.

– Conceicao, Juventus (in prestito)

– Jovic, Milan

– Florenzi, Milan

– Abraham, Milan (in prestito)

– Marusic, Lazio

– Vecino, Lazio

– Pedro, Lazio

– Anderson, Lazio

– Gonzalez, Lazio 

– Pasalic, Atalanta

– Kolasinac, Atalanta (opzione prolungamento da parte del club per un altro anno)

– Zappacosta, Atalanta

– Toloi, Atalanta

– Rui Patricio, Atalanta

– Cuadrado, Atalanta

– Rossi, Atalanta

– Hummels, Roma

– Saelemaekers, Roma (in prestito)

– Paredes, Roma (rinnovo automatico a determinate condizioni)

– El Shaarawy, Roma

– Anguissa , Napoli (opzione prolungamento da parte del club per altri 2 anni)

– Meret, Napoli

– Juan Jesus, Napoli (opzione prolungamento da parte del club per altri 2 anni)

– De Vrij, Inter (opzione prolungamento da parte del club per un altro anno)

– Arnautovic, Inter

– Correa, Inter

– Radu, Inter

– Di Gennaro, Inter

– De Gea, Fiorentina (ha un’opzione per il rinnovo fino al 2026)

– Skorupski, Bologna (ha un’opzione per il rinnovo fino al 2026)

– Lykogiannis, Bologna (ha un’opzione per il rinnovo fino al 2026)

– De Silvestri, Bologna

– Calabria, Bologna

– Alexander Arnold, Liverpool

– Van Dijk, Liverpool

– Salah, Liverpool

– Partey, Arsenal

– Jorginho, Arsenal (ha un’opzione per il rinnovo fino al 2026, ma è vicino al Flamengo)

– Tierney, Arsenal

– De Bruyne, Man City

– Gundogan, Man City

– Lindelof, Man United

– Eriksen, Man United

– Kimmich, Bayern Monaco

– Alphonso Davies, Bayern Monaco

– Sanè, Bayern Monaco

– Dier, Bayern Monaco

– Muller, Bayern Monaco

– Tah, Bayer Leverkusen

– Modric, Real Madrid

– Lucas Vasquez, Real Madrid

– Inigo Martinez, Barcellona

– Szczesny, Barcellona

– Koke, Atletico Madrid (ha un’opzione per il rinnovo fino al 2026)

– Reinildo, Atletico Madrid

– Witsel, Atletico Madrid

– Azpilicueta, Atletico Madrid

– David, Lille

Real Madrid, nuovo infortunio per Alaba: le condizioni in vista del Manchester City

Le condizioni fisiche di David Alaba, difensore centrale austriaco, dopo l’ultimo infortunio muscolare. Tutti i dettagli in merito

Il Real Madrid, tramite un post pubblicato sui propri social, ha fornito un aggiornamento sulle condizioni fisiche di David Alaba dopo l’ultimo infortunio muscolare. Brutte notizie per Ancelotti in vista dello scontro con il Manchester City in Champions League.

COMUNICATO – «A seguito degli esami effettuati sul nostro giocatore David Alaba dai servizi medici del Real Madrid, gli è stato diagnosticato un infortunio all’adduttore della gamba sinistra. I suoi progressi vengono monitorati».

Udinese, Ekkelenkamp: «Vogliamo arrivare in alto, sul mio ruolo preferito dico questo»

Le parole di Jurgen Ekkelenkamp, centrocampista offensivo dell’Udinese, sugli obiettivi del club friulano in stagione. I dettagli

Jurgen Ekkelenkamp ha parlato a TV12 della sua stagione all’Udinese.

MOMENTO – «Sono felice per la vittoria di sabato. A me piace giocare in generale, preferisco stare all’interno del campo, ma se il mister me lo chiede gioco anche largo. Fino a diciassette anni giocavo in difesa, poi sono diventato un centrocampista».

ARRIVO ALL’UDINESE – «È stato tutto molto veloce, in due settimane mi sono trovato qui a Udine. Ho subito detto sì quando mi hanno proposto di andare all’Udinese. Ora voglio essere ancora più importante per la squadra facendo anche gol, come ho fatto in passato. Mi piace Udine. È una città piccola, ogni cosa è vicina e le persone sono gentili. Mi piace soprattutto salire in Castello, la vista è molto bella».

AJAX – «È stato un orgoglio aver vestito la maglia dell’Ajax e aver debuttato così presto. L’Ajax è il club più importante d’Olanda e anche quello per cui ho sempre voluto giocare e per cui tifo».

ESORDIO CONTRO LA JUVE – «È stata una partita fantastica, erano i quarti di finale. Ho vinto molto con l’Ajax, ma anche con l’Anversa, sono molto orgoglioso delle mie vittorie».

DIFFERENZE OLANDA E ITALIA – «In Olanda fin da piccoli ci si allena sempre con il pallone e anche il campionato è più tecnico. La Serie A invece è più fisica, ci sono tanti contrasti».

IDOLI – «Wesley Snejider. Ma mi piaceva molto anche Rafael Van der Vaart e tra gli italiani Totti».

OBIETTIVO – «L’obiettivo deve essere finire il più in alto possibile. Diciamo dalla decima posizione in su».

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