Pagina 1440 – Calcio News 24

Cesari: «Arbitraggi? Vi spiego perché la situazione è pericolosa. Sull’espulsione di Conceicao»

Graziano Cesari, al Corriere dello Sport, ha rilasciato qualche dichiarazione sugli arbitri nella prima parte di stagione

L’ex arbitro di Serie A Graziano Cesari, al Corriere dello Sport, ha rilasciato qualche dichiarazione sugli arbitri nella prima parte di stagione

ARBITRAGGI IN QUESTA PRIMA PARTE DI STAGIONE – «Stiamo andando verso una situazione molto pericolosa perché vedo diff ormità di giudizio e variabilità di certe decisioni da parte dei direttori di gara. Si cambiano le valutazioni di stagione in stagione senza che le regole siano state modificate, faccio fatica a capire perché è stata presa questa piega. Per questa ragione rischiamo di andare incontro a un’annata con tanti errori, anche se spero di essere smentito già dalle prossime partite».

PESTONE – «Quando parlo di difformità mi riferisco proprio a quello. Eppure l’anno scorso il designatore disse che il gol dalla distanza di Piccoli, in Milan-Lecce, era da annullare per via del pestone su Thiaw. Si prende come riferimento tutto il piede o mezzo? Un’unghia? E con quale metodo si valuta precisamente l’intensità?».

RIGORE NON ASSEGNATO A BALDANZI – «Questa discrepanza tra le singole decisioni non può esserci. Ammetto la discrezionalità solo se c’è qualcosa di scorretto da valutare».

DECISIONE DI NON DARE RIGORE – «Il mancato rigore è qualcosa che non ha senso perché, oltre al pestone, anche con la gamba viene creato un danno all’avversario da parte del giocatore del Monza. Per tutte le persone di buon senso è calcio di rigore. La verità è che si sta esagerando, gli arbitri cercano di continuo l’auricolare, ma non so cosa cerchino in concreto. L’arbitraggio è fatto di istintività, di ciò che si vede in campo nel momento in cui il pallone sta rotolando. Si è persa la concezione dell’arbitro che decide»

COME SI É ARRIVATI A QUESTA SITUAZIONE – «Ci si dimentica che sbagliare è normale. Cambiare una decisione sbagliata è un atto di coraggio. L’arbitro stesso è sinonimo di coraggio perché è colui che decide. Poi trattandosi di un essere umano, avendo solo una visuale e non essendo un alieno, può anche sbagliare. All’inizio il Var era accompagnato da questa concezione fondamentale. Adesso non si decide più e si aspetta. Magari si aspetta che un altro arbitro veda le immagini al monitor e commetta poi un doppio errore».

MANCATO INTERVENTO DI AURELIANO – «La domanda va posta ai diretti interessati. Io francamente non me lo spiego. C’è stato poco coraggio e quindi non si è voluta prendere una decisione. Però se non c’è il coraggio allora tanto vale non fare l’arbitro».

CONTATTO DYBALA-DE WINTER – «In quel caso Gariglio è un varista, uno specialista del settore, mentre a Monza Aureliano è anche un arbitro. Eppure il risultato che ha portato all’errore è stato uguale quindi le diverse competenze di chi decide non per forza rappresentano la soluzione di fronte a tutti i mali».

COME INVERTIRE LA ROTTA – «Onestamente bisogna ammettere che il materiale umano di Gianluca Rocchi non è eccelso, ma ciò non vuol dire che gli arbitri non possano prendere provvedimenti su casi conclamati. Su quelli discutibili non apro bocca, è giusto che ognuno abbia la sua idea, ma su quelli evidenti bisogni darsi una svegliata».

CONCEICAO – «A Torino durante Juve Cagliari Marinelli ha fatto trenta metri per un cartellino inadatto alla situazione, in cui un giocatore poggia una mano e un altro giocatore, più veloce e con un fisico diverso, finisce per terra in corsa. Mi sono chiesto il perché e cosa gli sia scattato in testa in quel momento. La simulazione quando è tale è inaccettabile, ma lo è anche il fatto che il Var non possa intervenire sul doppio giallo. Bisogna trovare subito un rimedio altrimenti gli errori saranno destinati a ripetersi».

LA SOSTA ARRIVA NEL MOMENTO GIUSTO? -«In realtà ottobre e novembre da sempre sono mesi molto brutti per i direttori di gara. Le partite iniziano a contare e statisticamente gli errori aumentano. Ovviamente mi auguro di sbagliare…».

Cassano attacca Vieri: «Non ti segue neanche tua madre! Non sopporto i traditori. La Bobo TV è nata grazie a…»

Le parole di Antonio Cassano, ex attaccante di Inter e Roma, riguardante quella che è stata la Bobo TV (e la sua fine)

A BSMT, l’ex attaccante di Serie A Antonio Cassano, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Bobo Vieri e sulla fine della Bobo TV.

LE PAROLE – «Abbiamo creato tutto grazie a Lele Adani. Quando a un certo punto tiri tiri, si spacca e non si può più ricucire e mettere insieme. Il tradimento è la cosa peggiore nella vita, una cosa che non accetto. A quella persona là non voglio dare importanza e per me è un capitolo chiuso, non lo chiamerò neanche più per nome. Pensavi di essere il più forte? Invece lo siamo noi tre. Vai da solo e ti attacchi, adesso non ti segue neanche tua madre».

Maldini: «Orgoglioso di giocare per la Nazionale. Vedere le foto di nonno e papà a Coverciano…»

Le parole di Daniel Maldini, attaccante del Monza, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione sulla sua prima convocazione in Nazionale

Daniel Maldini, attaccante del Monza ed ex Milan, ha voluto rilasciare queste dichiarazioni in conferenza stampa a Coverciano vista la sua prima convocazione in Nazionale.

LE PAROLE – «Sono molto orgoglioso di essere qui. Ho sentito le parole del mister e fanno molto piacere. Oggi inizio ad allenarmi in gruppo e spero di far vedere delle cose buone. Fa sempre piacere essere chiamato qui. La mia famiglia mi è sempre stata vicina, abbiamo parlato poco di questa convocazione e più di altro come facciamo sempre. Mi fa un bell’effetto entrare qui e vedere foto di mio papà e mio nonno. Sono concentrato sul mio ritiro qui. Vivo giornata dopo giornata. Sul possibile ritorno al Milan non ci sto pensando, tutto è possibile ma penso a fare bene e poi si vedrà alla fine dell’anno. Col tempo inizi a capire un po’ di cose e inizi a capire che il parere degli altri può essere positivo o negativo, ma devi proseguire per la tua strada. Il tempo come in tutte le cose ti aiuta a capire tanti aspetti».

Rinnovo Theo Hernandez, dopo Firenze cambia tutto? Il messaggio del club è chiaro e c’è una svolta inaspettata!

Rinnovo Theo Hernandez, dopo Firenze cambia tutto? Il messaggio del club è chiaro e c’è una svolta inaspettata! Le ultimissime

Secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport, il nervosismo di Theo Hernandez, espulso nel finale della partita di Serie A persa contro la Fiorentina, è riconducibile anche alla questione con il Milan legata al rinnovo del suo contratto la cui scadenza è prevista per giugno del 2026.

Il club rossonero non ha dubbi pero: vuole ancora proseguire le trattative per il prolungamento ma chiede una svolta dal punto di vista comportamentale al francese ex Real Madrid.

Lookman, la miglior partenza con l’Atalanta: i numeri dopo 7 giornate (più le coppe Europee)

Lookman, il MIGLIOR inizio di stagione tra campionato e Coppe Europee. Per l’Atalanta il giocatore più importante

Non c’è bisogno di sottolineare ancora l’importanza di Ademola Lookman per l’Atalanta: anche in questa stagione, nonostante l’inizio a rilento, non ha perso il suo ruolo da protagonista, per certi versi con una partenza più prolifica rispetto agli anni precedenti.

Nelle prime 7 partite di campionato, aggiungendo anche le gare europee fino ad inizio ottobre, Lookman ha siglato 3 goal e 3 assist dove fino ad ora ha inciso il 0,85 dei match (che sia una rete o un passaggio vincente): la miglior partenza del numero 11 atalantino, che supera quella dell’anno scorso (solo 2 goal) e quella del primo anno a Bergamo (1 rete e 2 assist).

Inchiesta Curva Nord Inter, il PM convoca alcuni tesserati dei club: ecco di chi si tratta! Le ultime

Inchiesta Curva Nord Inter, il PM convoca alcuni tesserati dei club nerazzurro: ecco di chi si tratta! Le ultimissime sulla vicenda

Prosegue l’indagine della procura di Milano sulle infiltrazioni mafiose nelle curve di Milan ed Inter, che hanno portato a 19 arresti di molti esponenti del tifo dei due club. Secondo quanto riportato da la Gazzetta dello Sport, domani il PM inizierà i colloqui con i tesserati dei due club, non indagati, ma chiamati a rispondere come persone interessate dei fatti, visto anche il loro rapporto con alcuni indagati ed arrestati.

Il primo dovrebbe essere Inzaghi, tecnico nerazzurro, contattato al telefono dall’ex capo della Curva Nord, Marco Ferdico, per i biglietti legati alla finale di Champions League di Istanbul del 2023. Poi saranno sentiti anche il vicepresidente Zanetti e per il Milan, anche Calabria. Infine gli ultimi interrogati saranno Materazzi e dopo la sosta, anche Calhanoglu, che secondo le carte aveva addirittura incontrato Ferdico.

Pogba Barcellona, in Spagna sganciano la bomba: clamorosa suggestione per il francese! La situazione

Pogba Barcellona, in Spagna sganciano la bomba: che clamorosa suggestione per il centrocampista francese! La situazione

Secondo quanto riportato da Elgoldigital, il Barcellona sarebbe tra i club interessati ad ingaggiare Paul Pogba, che dopo la riduzione ufficiale della squalifica da parte del Tas è pronto a mettere le scarpe da gioco e tornare quindi in campo.

Il centrocampista francese , come noto, non rientrerà però nei piani dei bianconeri ed è quindi in uscita dalla Juventus. Solo una suggestione, ad oggi, per i blaugrana, che potrebbero comunque pensare di ingaggiarlo solo a patto che prima rescinda il suo contratto con la Juve stessa, in vigore fino al 2026. Situazione da monitorare.

Iniesta dice addio al calcio a 40 anni: arriva il commovente messaggio del Barcellona – FOTO

Andreas Iniesta dice addio al calcio a 40 anni: arriva anche il commovente messaggio sui social del Barcellona – FOTO

Andreas Iniesta ha deciso: l’ormai ex centrocampista si ritira ufficialmente dal calcio giocato. Il grande campione spagnolo a 40 anni appende le scarpette al chiodo. Bandiera del Barcellona con cui ha vinto tutto ha scelto l’8 (suo numero di maglia) ottobre per chiudere definitivamente la carriera. Ecco l’omaggio dei blaugrana sui social:

MESSAGGIO – «Iniesta, il tuo calcio vivrà per sempre».

Serie B, le 3 squadre al vertice: al Pisa c’è l’effetto Inzaghi, lo Spezia è dei goleador, il Sassuolo ha la rosa più forte ed è rientrato un campione d’Europa

Serie B, il punto sulle 3 squadre al vertice: al Pisa effetto Inzaghi, Spezia dei goleador, il Sassuolo ha un campione d’Europa

Dopo otto giornate di campionato, la Serie B ha finalmente una capolista definita da diverse settimane, il nuovo Pisa dell’ex Milan Filippo Inzaghi. Spezia e Sassuolo però sono valide inseguitrici e stanno esprimendo qualcosa in più rispetto alle altre squadre. La Gazzetta dello Sport propone un’interessante analisi sulle tre formazioni, con le loro peculiarità.


1) PISA – «L’effetto Inzaghi ha inciso, nella partenza a razzo del Pisa, ma con il passare delle giornate e venuto fuori il valore dei giocatori».
2) SPEZIA – «Il più piccolo degli Esposito è l’uomo simbolo in questo momento dello Spezia, in un attacco che comunque può contare su soggetti come Soleri, Di Serio, Falcinelli e Colak, gente che da qui alla fine si farà sentire in zona gol. Non solo. Tra un paio di settimane sarà a disposizione di D’Angelo anche Kouda, il talento che si è messo in luce la stagione scorsa e che poi, per un infortunio, non ha ancora potuto giocare in questa, non prima comunque di essere ceduto a fine agosto al Parma per 4 milioni (più bonus e Colak) ed essere restituito in prestito».
3) SASSUOLO – «Tutti sono ora molto motivati a comporre forse la rosa più forte del torneo. Basti guardare i cambi di sabato di Grosso, che in panchina ha potuto pescare gente come Obiang, Pierini, Moro e… Berardi. Già, la più bella notizia per il Sassuolo è stata il rientro del campione d’Europa, che sicuramente da qui a gennaio darà un notevole contributo».

Torino, Vanoli sceglie il capitano dopo Zapata: e al Filadelfia ora si cambia strategia

L’infortunio di Duvan Zapata costringe il Torino a scegliere il nuovo capitano, nel frattempo Paolo Vanoli cambia strategia al Filadelfia 

Se c’è una cosa che Paolo Vanoli, quando si è messo alla guida del Torino, non si sarebbe mai e poi mai aspettato, è di ritrovarsi – dopo appena quattro mesi dal suo approdo in granata – privo del proprio capitano: Duvan Zapata. Con la lesione del crociato e dei due menischi, la stagione del colombiano è bella che terminata. Dopo gli addii estivi di Buongiorno e Bellanova, con il classe ‘91 il Toro perde così l’ultima colonna della passata stagione, oltre che un riferimento tecnico-tattico di imprescindibile valore. 

«Dovremo dare tutti qualcosa in più» ha tuonato Vanoli ieri a Palermo. Un monito che arriva puntuale e preciso verso il proprio spogliatoio. Da domani il Torino riprenderà infatti gli allenamenti al Filadelfia e il tecnico ex Venezia si aspetta una reazione emotiva da parte dei suoi giocatori. 

E’ altresì probabile che la fascia da capitano lasciata orfana da Zapata possa carambolare sui bicipiti di Karol Linetty o Samuele Ricci. Quest’ultimo è forse l’uomo più rappresentativo del Torino targato Vanoli, oltre che protagonista di un indubbio percorso di crescita. Il primo invece ha già rivestito tale ruolo in stagione (vedi con l’Empoli complice l’assenza dell’ex Atalanta) e gode di una maggiore esperienza. Ma quel che è certo, è che quel «qualcosa in più» citato dall’allenatore sia riferito al mondo Toro nel suo insieme più ampio: titolari, non, e forse anche alla società. 

In attesa di scoprire cosa riserverà il mercato, come spiegato martedì è la giornata fissata per la prima seduta dopo il ko di San Siro contro l’Inter. Vanoli rimane concentrato sul suo lavoro: il vademecum del proprio credo calcistico. Al vaglio la possibilità di cambiare modulo, magari schierando la difesa a quattro e Vlasic come trequartista. Tempo e calma legati alla pausa nazionali non potranno che essere ossigeno per i polmoni del tecnico. Si ritorna in campo con il Cagliari il 20 di ottobre.

Douglas Luiz Juventus, il brasiliano ha già le valigie? Ecco cosa filtra sul futuro del brasiliano dopo un avvio shock

Douglas Luiz Juventus, il brasiliano ha già le valigie? Cosa filtra sul futuro del brasiliano dopo un avvio di stagione da dimenticare

L’inizio dell’avventura alla Juventus di Douglas Luiz è stato certamente non all’altezza delle aspettative: pesano due errori consecutivi che hanno portato ai rigori per Lipsia e Cagliari oltre a un costo dell’operazione in estate importante: oltre 50 milioni di euro.

Un avvio in salita al punto che qualcuno ha già messo in discussione il futuro in bianconero. Stando a quanto riportato dal Corriere dello Sport, però, se è vero che qualche club di Premier League potrebbe farsi sotto dall’altro la Juve dovrebbe mettere a segno per forza di cosa una minusvalenza. Anche per questo si cercherà di recuperare il ragazzo mentalmente e fisicamente per averlo al top della condizione.

Lazio, che numeri! I biancocelesti sono primi in una speciale classifica: il dato

Lazio, che numeri! I biancocelesti guidati da Baroni sono primi in una speciale classifica: la statistica non lascia nessun dubbio

La forza della Lazio in questa stagione sono sicuramente le rimonte dopo esser andata sotto nel risultato. Infatti, la squadra del neo tecnico Baroni è addirittura prima in Serie A per punti conquistati da situazioni di svantaggio (7), ben 2 in più della Fiorentina seconda e 3 in più di Udinese, Atalanta e Como.

Inoltre, i biancocelesti hanno subito soltanto 2 sconfitte in 5 occasioni in cui sono andati in svantaggio. Una forza di reazione incredibile da parte della Lazio che ora si gode una buona posizione tra i primi posti in classifica.

Milan Udinese, Fonseca ha le idee chiare! Soluzione a sorpresa per sostituire Theo Hernandez, la scelta

Milan Udinese, soluzione a sorpresa di Fonseca per sostituire Theo Hernandez, ecco la possibile scelta del tecnico rossonero

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, Paulo Fonseca, tecnico del Milan, è già proiettato, dopo la sconfitta di domenica sera contro la Fiorentina, alla gara dopo la sosta contro l’Udinese a San Siro.

Nell’occasione l’ex Roma dovrà sostituire lo squalificato Theo Hernandez, espulso alla fine della gara contro la squadra di Palladino. In questo senso Fonseca starebbe pensando ad una soluzione a sorpresa, ovvero inserire Pavlovic come terzino sinistro, ruolo già ricoperto alcune volte dal ragazzo col Salisburgo.

Infortunio Bremer: intervento riuscito per il difensore! C’è il comunicato ufficiale del club bianconero

Infortunio Bremer: intervento riuscito per il difensore brasiliano! C’è il comunicato ufficiale del club bianconero

Come annunciato dalla Juventus attraverso una nota ufficiale, Bremer si è sottoposto questa mattina a un intervento chirurgico dopo il grave infortunio al crociato contro il Lipsia. Le condizioni del difensore infortunatosi proprio nel match di Champions League.

COMUNICATO – Gleison Bremer questa mattina è stato sottoposto ad intervento chirurgico di ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. L’intervento, eseguito presso l’Hôpital Privé Jean Mermoz di Lione dal Dottor Bertrand Cottet-Sonnery alla presenza del responsabile sanitario della Juventus dott. Luca Stefanini, è perfettamente riuscito e il calciatore inizierà nei prossimi giorni l’iter riabilitativo volto alla ripresa dell’attività agonistica.

Parolo non ha dubbi: «Inzaghi una guida per i nerazzurri. Thuram o Lautaro? Il Toro resta il trascinatore. Sullo Scudetto dico questo»

Parolo: «Inzaghi è una guida per i giocatori dell’Inter. Thuram o Lautaro? Il Toro resta il trascinatore. Sullo Scudetto…». Le parole dell’ex Lazio

Marco Parolo, ex centrocampista della Lazio, ha parlato della Gazzetta dello Sport, sulla sfida scudetto tra Inter e Napoli:

INTER E NAPOLI DUELLO SCUDETTO- «Intanto chi vince lo scudetto, lo farà nelle ultime giornate. Il Napoli arriverà in fondo di certo, l’Inter resta favorita, ma io metto dentro anche la Juventus.»

CONTE VS INZAGHI «in cosa sono simili? La passione e la conoscenza: Inzaghi sa chi sono tutti i giocatori del mondo. Conte è uno più studioso maniacale della tattica. Per il resto Antonio è un vero accentratore che prende la leadership totale, mentre Simone diventa guida con il consenso di tutti. Con uno ti adegui al suo pensiero vedendo un’idea e sapendo che vincerai, con l’altro c’è un’empatia maggiore.»

MOMENTO INTER- «L’asticella si è alzata e l’Inter ha la rosa per andare avanti in Italia e in Europa. Non vedo grossi problemi della difesa interista, forse non c’è quella cattiveria “totale della scorsa stagione, ma Inzaghi finora ha ruotato parecchio per non spremere nessuno. Cosi indirettamente, finisce lui stesso per abbassare la quota scudetto e agevolare Napoli e Juve. L’Inter ha messo in preventivo, sanno che faranno tantissimi punti, ma meno dell’anno scorso: vedremo se basteranno…»

THURAM O LAUTARO – «Per me alla lunga Lautaro farà piu gol di Thuram, è proprio un fatto di cattiveria. Marcus è fortissimo, ma sta andando oltre la sua ipotetica media di gol stagionale, mentrei l Toro ora sta sotto e resta per me il vero trascinatore. Faccio fatica a pensare che segni meno di 20 gol alla fine.»

Verso Italia Belgio, Tedesco: «Un giorno mi piacerebbe allenare in Serie A, in passato ci sono stati dei contatti. Lukaku? Un top player, con Conte…»

Le parole di Domenico Tedesco, ct del Belgio, in vista della sfida di Nations League di giovedì contro l’Italia

Giovedì l’Italia scende in campo in Nations League contro il Belgio di Domenico Tedesco. Ct dei Diavoli Rossi nato nel nostro paese, ma cresciuto calcisticamente in Germania, il tecnico ha parlato della sfida, per lui speciale, contro gli Azzurri al Corriere dello Sport.

LUKAKU – «Romelu è assolutamente un top player. Oltre a essere una persona fantastica e un leader naturale. È un giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero ed è ottimo per qualsiasi squadra. Sono molto felice che abbia scelto il Napoli, dove può sentirsi a casa, con un allenatore come Antonio Conte che crede in lui e viceversa. Queste sono già delle ottime condizioni di partenza».

PARTITA CON L’ITALIA – «Per me è una partita davvero speciale, non vedo l’ora che arrivi. Dire altrimenti significherebbe dire una bugia, sono nato in Italia e continuo ad avere la famiglia lì. Quando poi sono cresciuto in Germania, c’era uno spettacolo televisivo domenicale chiamato “Ranissimo” che mostrava il calcio italiano. Io attendevo sempre, ogni settimana, quel momento. Sarà una partita difficile contro una delle migliori nazionali d’Europa. L’Italia sta capitanando il gruppo con due vittorie in due partite, di cui una contro la Francia a Parigi. Penso che questo dica tutto sulla possibilità di qualificarsi. Dovremo giocare al nostro meglio».

ALLENARE IN SERIE A – «Ci sono stati alcuni contatti nel passato, nel corso degli anni. Non voglio dire molto di più: se un club chiede di parlare con me può stare sicuro che le discussioni sono confidenziali. Non è un segreto che vorrei lavorare in Serie A, un giorno. Ma non ho idea del se e del quando potrà accadere. Attualmente sono completamente assorbito dal ruolo di commissario tecnico della nazionale belga. E mi sto divertendo molto».

Ehizibue: «Con Runjaic è scattato subito un rapporto di fiducia: voglio migliorare ancora, siamo più felici»

Le parole di Kingsley Ehizibue, esterno dell’Udinese, sull’avvio di stagione dei friulani e l’impatto di Runjaic sulla squadra

Kingsley Ehizibue ha parlato a Udinese Tonight dell’avvio di stagione dei friulani sotto la guida di Runjaic. Di seguito le sue parole.

NUOVA STAGIONE – «Siamo contenti, abbiamo vinto la scorsa partita, stiamo facendo bene in questo campionato, abbiamo fatto dei passi avanti. Grazie allo staff e all’allenatore abbiamo cambiato mentalità rispetto allo scorso anno, quando perdevamo sempre in casa. Il mister ci tiene alla vittoria davanti ai nostri tifosi, la mentalità è cambiata in campo, in spogliatoio, negli uffici. Siamo più felici, quando si vince si è ovviamente più felici ma anche con l’Inter eravamo contenti della prestazione, abbiamo perso ma è una cosa diversa rispetto allo scorso anno».

COME SI SENTE – «Mi sento bene e ringrazio Dio per questo. Voglio migliorare ogni giorno in tante cose, sto giocando tante partite e riesco a fare più minuti, ora voglio fare anche gol e assist per la squadra. Sarà un altro passo avanti, ora bisogna lavorare».

RAPPORTO CON IL TECNICO – «Con il mister è scattato subito un rapporto di fiducia. Lui è differente, è speciale, tutti i giocatori sono importanti per lui, sia chi gioca che chi non gioca. In campo mi chiede di correre in avanti ma anche di tornare, devo metterci energia».

COME CAMBIA IL GIOCO DA UNA FASCIA ALL’ALTRA – «Cambia tutto quando giochi sull’altro lato. A sinistra mi è più facile entrare dentro al campo, ma quando sono pressato è più difficile. Devo migliorare con il sinistro».

INLER – «Nello spogliatoio c’è un bel clima e per questo Gokhan ha fatto tanto. Lui parla con tutti, ha tanta esperienza, parla tante lingue, ha una mentalità vincente ed è di questo che ha bisogno l’Udinese, non bisogna accontentarsi. Io, come Kabasele, Kamara, Giannetti, Thauvin, Jaka, Padelli, ho una responsabilità per il gruppo fuori e dentro dal campo».

Morte Neeskens, Dino Zoff: «Quando giocavamo contro l’Olanda ci chiedevamo come facessero a essere così mobili. Lui ricorda un giocatore italiano di oggi ma con più velocità…»

Le parole di Dino Zoff sulla morte di Joahn Neeskens, mancato ieri a 73 anni e per tre volte avversario del portiere azzurro e della Juve

La scomparsa di Johan Neeskens ha colpito anche Dino Zoff. Che lo ha affrontato e ha perso in tre occasioni importanti: la finale di Coppa dei Campioni tra Ajax Juventus nel 1973; l’anno successivo dopo il Mondiale in Germania, dove gli azzurri hanno misurato direttamente la portata della rivoluzione del calcio totale; infine, nel Mondiale del 1978 in Argentina, quando proprio gli Oranje hanno impedito agli azzurri di raggiungere la finale. A La Gazzetta dello Sport ha offerto l’ex portiere ha offerto la sua testimonianza.

LA SCOMPARSA – «Ma quanti anni aveva? Del ’51? Pensavo fosse più vecchio. Ero io già avanti negli anni quando giocavo contro…».

L’OLANDA – «Non era Cruijff, ma uno dei grandi che giocavano con Cruijff. Quella squadra ha fatto la storia, è stata importantissima per lo sviluppo del calcio moderno, ma non ha vinto niente. Per sollevare un trofeo ha dovuto aspettare Van Basten e Gullit».

CHE SQUADRA ERA – «Difficile da affrontare. Continuavano a cambiare ruoli e posizioni. Sono stati i primi, noi restavamo sorpresi da questo movimento continuo. Ci chiedevamo come facessero».

UNA RIVOLUZIONE – «Bravi Kovacs e Michels, ma avevano i giocatori adatti per le loro idee. Altri erano fossilizzati su un calcio diverso. Poi è arrivato Bearzot e s’è giocato un calcio moderno e aggressivo, anche se qualcuno la pensa diversamente…».

CHE GIOCATORE ERA – «Centrocampista, rapido, frizzante, intelligente. Non un regista classico, ma sapeva fare tutto in tutte le zone del campo. Forte negli inserimenti, buon passo, aggressivo. Un Tonali più veloce».

Casadei Chelsea: «Ecco perchè ho deciso di rimanere, Maresca è stato chiaro»

Le parole di Cesare Casadei, centrocampista del Chelsea che piace a molte squadre italiane, sulla decisione di restare con i Blues

Nella giornata odierna l’esperto di calciomercato Fabrizio Romano ha riportato le dichiarazioni rilasciate dal giocatore classe 2003 Cesare Casadei. Il centrocampista, finito nell’orbita del Cagliari di Tommaso Giulini quest’estate, ha rivelato perché ha scelto di non lasciare il Chelsea. Tutto ciò nonostante le diverse ed allettanti richieste di prestito arrivate sulla scrivania del suo agente nell’ultima sessione di trattative, riporta Tutosport. Le sue parole:

«Ho deciso di rimanere al Chelsea in estate perché ho parlato con Maresca e lui è stato molto chiaro. Non ho avuto dubbi, ho deciso di restare e non ho preso in considerazione nessuna proposta di prestito. Sono così orgoglioso di essere al Chelsea e non sto pianificando il trasferimento di gennaio».

«C’è un altro David in città!», la Fiorentina si gode De Gea – FOTO

La Fiorentina celebra David De Gea dopo i due rigori parati dal portiere spagnolo contro il Milan: il paragone con l’altro – celebre – David cittadino

La Fiorentina si gode David De Gea. Arrivato in viola dopo essere rimasto fermo senza squadra per un anno, c’erano alcuni dubbi al suo arrivo a Firenze: non per la qualità tecnica, mai in discussione, ma per il lungo stop dopo il suo addio al Manchester United. Dubbi spazzati via in una sera con i due rigori parati al Milan e sui social la squadra lo celebra con un paragone “azzardato”.

In marmo (ma con i calzoncini) come l’altro celebre David di Firenze, fatto da un certo Michelangelo Buonarroti.

Calciomercato: da Ramos a Choupo-Moting, ancora tanti senza squadra (e tanti infortunati da sostituire)

Con i tanti infortunati gravi in Europa molti ds guardano al calciomercato degli svincolati: ecco i principali nomi ancora liberi

La lista dei calciatori infortunatisi gravemente in questo avvio di stagione diventa pericolosamente lunga ogni giornata che passa: all’estero Rodri, ter Stegen e Carvajal sono i casi principali, mente in Italia il granata Zapata è l’ultimo in ordine cronologico, a precedere lo juventino Bremer. Alcuni ds – Deco in primis – hanno guardato allora al calciomercato degli svincolati, che al momento conta tanti e tanti nomi ancora alla ricerca di una collocazione. Ecco alcuni di loro.

Portieri
Keylor Navas – Costa Rica, 37 anni
Loris Karius – Germania, 31 anni
Tomas Koubek – Repubblica Ceca, 32 anni
Etrit Berisha – Albania, 35 anni

Difensori
Sergio Ramos – Spagna, 38 anni
Joel Matip – Camerun, 33 anni
Adama Soumaoro – Francia, 32 anni
Kostas Manolas – Grecia, 33 anni
Ghislain Konan – Costa d’Avorio, 28 anni
Daniel Amartey – Ghana, 29 anni
Wallace – Brasile, 29 anni
Koffi Djidji – Costa d’Avorio, 31 anni
Serge Aurier – Costa d’Avorio, 31 anni
Mário Fernandes – Russia, 33 anni
Cedric – Portogallo, 33 anni
Bouna Sarr – Senegal, 32 anni
Brandon Williams – Inghilterra, 24 anni
Filip Benkovic – Croazia, 27 anni
Layvin Kurzawa – Francia, 31 anni
Simon Kjaer – Danimarca, 35 anni

Centrocampisti
Dele Alli – Inghilterra, 28 anni
Leonardo Lopes – Portogallo, 25 anni
Kevin Strootman – Olanda, 34 anni
Christoph Kramer – Germania, 33 anni
Marco van Ginkel – Olanda, 31 anni
Roque Mesa – Spagna, 35 anni
Rafinha – Brasile, 31 anni
Gaston Pereiro – Uruguay, 29 anni
Eduard Michut – Francia, 21 anni
Samu Castillejo – Spagna, 29 anni
Maxime Gonalons – Francia, 35 anni
Francis Coquelin – Francia, 33 anni

Attaccanti
Eric-Maxim Choupo-Moting – Camerun, 35 anni
Wissam ben Yedder – Francia, 34 anni
Alireza Jahanbakhsh – Iran, 31 anni
Mario Balotelli – Italia, 34 anni
Stefano Okaka – Italia, 35 anni
Kevin Gameiro – Francia, 37 anni
Mattia Destro – Italia, 33 anni
Santi Mina – Spagna, 28 anni
Maxi Gomez – Uruguay, 28 anni
Adam Ounas – Algeria, 27 anni
Mariano Diaz – Rep. Dominicana, 31 anni
Isaac Success – Nigeria, 28 anni

Fabio Capello: «FONSECA ha spiegato perché ha tolto Leao per Okafor, è un suo diritto. Sui rigori è successo una cosa inaccettabile. E Theo Hernandez è un capitano negativo»

Le parole di Fabio Capello, ex tecnico del Milan, dopo la sconfitta con la Fiorentina e la posizione di Paulo Fonseca

Negli anni ’90 Fabio Capello ha diretto un Milan stellare, che vinceva ovunque. Oggi da opinionista osserva con preoccupazione quanto sta capitando in casa rossonera, a maggio ragione dopo la sconfitta con la Fiorentina, troppo piena di cose negative per lasciare indifferenti.

I RIGORI DOVEVA TIRARLI PULISIC – «Ciò che è accaduto è semplicemente inaccettabile. Quando si prepara una partita, si fanno e comunicano delle scelte ben precise. Vale per i corner, le punizioni e naturalmente i rigori».

STRANO: ABRAHAM HA TIRATO DOPO L’INTERVALLO – «Ma certo. Non deve esistere mai che i calciatori facciano quello che vogliono. Poi però vedi il capitano della squadra, colui che dovrebbe portare sul campo il dettame dell’allenatore, prendere il pallone e decidere praticamente in autonomia che il primo rigore lo calcia lui. Non va bene…».

L’ESPULSIONE DI THEO – «Altro comportamento non da Milan. Chi porta la fascia al braccio deve essere un leader, il simbolo della squadra. Ce li ricordiamo Baresi e Maldini no? Hernandez, invece, ha portato solo negatività al gruppo con i suoi atteggiamenti».

I CAPITANI A ROTAZIONE CONVINCONO – «Mah, non troppo. Possibile che in una classe ci siano 4-5 studenti da 9 in pagella? Ecco, in una rosa funziona un po’ allo stesso modo. Per me il capitano è una cosa seria, infatti lasciai il ruolo di c.t. dell’Inghilterra perché tolsero la fascia a John Terry contro il mio parere».

LA SOSTITUZIONE DI LEAO – «É innegabile che Leao nella ripresa stesse facendo delle cose interessanti. Era in partita, a differenza di altre volte. Fonseca, però, ha spiegato le ragioni del cambio con Okafor. Voleva più profondità e di sicuro lo svizzero ne garantiva più di Rafa. Io non criticherò mai un allenatore per una scelta tecnica o tattica: si è giocato una carta in più, poi può pure essere andata male, ma è il suo dovere prendere delle decisioni».

FONSECA HA IN MANO LA SQUADRA – «Da fuori il dubbio è legittimo. I giocatori ragionano per conto proprio, per giunta accontentandosi, senza la cattiveria giusta, con atteggiamenti discutibili. Così troppo spesso il Milan pare non avere un’anima».

Morte Neeskens, Ruud Krol: «Oggi lo si definirebbe un giocatore “box top box”. Ha dato all’Ajax e all’Olanda la sua personalità dominante e sapeva segnare i tutti i modi»

Le parole di Ruud Krol per ricordare Joah Neeskens, grande centrocampista dell’Ajax e Olanda del Calcio Totale morto ieri

Ieri il calcio ha perso un grande centrocampista, Johan Neeskens, uno dei cardini dell’Olanda del calcio totale che ha sconvolto gli anni ’70. Su La Gazzetta dello Sport lo racconta Ruud Krol, suo compagno di squadra anche nell’Ajax, che in Italia conosciamo bene perché è stato uno straordinario libero nel Napoli di inizio anni ’80.

LA SCOMPARSA – «Io sono molto triste in questo momento e, si può dire, adesso ci sentiamo tutti assai più poveri».

CHI ERA NEESKENS – «Il compagno di quelle stagioni, ma anche un amico vero con il quale avevamo il piacere di incontrarci ogni volta che si poteva. Era accaduto a marzo scorso, a Francoforte, ma succedeva assai spesso, come è facile immaginare, a gare delle nazionali, a cerimonie in cui venissero invitati i simboli di quell’Ajax».

IL SUO ATLETISMO – «Oggi si direbbe di lui: è un giocatore “box to box”. Ha anticipato, come gran parte di quegli uomini, un modello di comportamento tattico, è stato incisivo. Era deciso, si faceva sentire eccome, ne avvertivi la presenza anche fisicamente, non si tirava indietro nei tackle, anzi. Aveva una personalità spiccata, dominante. Era un mediano trascinante che non si poneva limiti: poteva fare gol e ne segnava, ma tanti, in qualsiasi modo, di testa, di piede, attaccando lo spazio. Sapeva sposare le due fasi, te lo trovavi dove sentiva fosse necessario esserci. Diventava un fattore».

Alberto Malesani: «Conosco Baroni e il suo calcio, ero certo che alla Lazio avrebbe fatto bene. Mi piace il suo calcio offensivo, ma non paragonatelo a me. Ecco perché solo ora è in una big…»

Le parole di Alberto Malesani su Marco Baroni, tecnico della Lazio che era stato il suo vice sulla panchina dell’Hellas Verona

Marco Baroni è l’uomo del momento, visto la grande condizione della Lazio che è pari a Juventus e Udinese in classifica e ha all’attivo anche due sonanti vittorie in Europa League. A raccontarlo su La Gazzetta dello Sport è Alberto Malesani, che oltre vent’anni fa lo ha avuto come vice allenatore al Verona.

ERA CERTO CHE ALLA LAZIO AVREBBE FATTO BENE – «Lo dicevo perché conosco Marco, la sua intelligenza, le sue capacità. Quello che sta facendo a Roma non è assolutamente una sorpresa per me».

UN CALCIO OFFENSIVO COME IL SUO – «Mi fa piacere che giochi così, ma fare accostamenti sarebbe riduttivo per Marco. Ogni allenatore ha le sue peculiarità, possono esserci similitudini, ma poi ognuno ha il suo percorso».

PERCHE’ SOLO ORA É ARRIVATO IN UNA BIG – «Le grandi società puntano su chi ha già vinto. Ma se un tecnico è bravo lo è in tutte le categorie. Prima di prenderli, i club dovrebbero seguire attentamente gli allenatori come fanno con i giocatori. Se lo avessero fatto Baroni sarebbe arrivato prima in una big».

IL CALCIO DI BARONI – «Fa un calcio propositivo, bello da vedere e produttivo. Un’altra sua grande dote è quella di aggiornarsi continuamente, non lascia nulla al caso. Ha uno staff composto da persone preparate».

GLI DA’ CONSIGLI – «Ma no, non ne ha bisogno. Ogni tanto ci sentiamo, è vero. Ma purtroppo molto meno dell’anno scorso, quando era a Verona (dove Malesani vive, ndr)».

Galliani Monza: «Nesta? Sempre avuto fiducia in lui, e sul ritiro della squadra…»

Le parole di Adriano Galliani, amministratore delegato del Monza, che conferma la fiducia sulla panchina ad Alessandro Nesta

Adriano Galliani, ex dirigente del Milan e amministratore delegato del Monza era ospite d’onore ieri al Binaro 7 del Festival delle Storie, ha parlato del pareggio ottenuto all’ultima giornata e della squadra di Alessandro Nesta. Di seguito le sue parole.

PAREGGIO A ROMA – «Porta serenità ed è fondamentale. C’era lo spirito giusto. Nello spogliatoio, dopo la partita, ho detto questo alla squadra: ricordatevi che due anni fa, alla prima stagione in A, avevamo 4 punti dopo 7 partite, come adesso. Ne abbiamo fatti 52 alla fine, ma se ne fate 50 sono contento uguale».

RITIRO – «Deciso non dalla società perché non ho mai capito a cosa serva, altrimenti basterebbe questo per vincere… ma abbiamo avallato la volontà della squadra».

NESTA – «Sempre avuto fiducia in lui, assolutamente. Assurdo cambiare gli allenatori a meno di essere di fronte a cose drammatiche. Non è mai stato in discussione».

SOCIETA’ – «Sono grato ai figli di Berlusconi che seguono il Monza e sborsano i quattrini. Speriamo di salvarci, quest’anno è più difficile perché sono arrivati dei colossi dalla B. Ma abbiamo un organico in grado di lottare per il nostro obiettivo».

Tifosi Milan: a Firenze trovati coltelli sui pullman. In arrivo nuovi provvedimenti?

Ancora problemi per i tifosi del Milan: nei pullman della trasferta a Firenze trovati dei coltelli: ecco cosa potrebbe succedere

Mentre prosegue l’inchiesta sulle due curve di Milano, e in settimana dovrebbero esserci i primi interrogatori dei giocatori interessati, la cronaca ha registrato un nuovo evento. Lo racconta La Gazzetta dello Sport e riguarda gli ultras del Milan in trasferta a Firenze:

«Domenica notte, durante una perquisizione a fine partita, la Digos ha trovato un piccolo arsenale su due pullman di tifosi provenienti da Milano parcheggiati vicino al Franchi. C’erano una dozzina di coltelli a serramanico, sfollagente e diverse aste rigide alle quali erano attaccate, a mo’ di bandiera, dei drappi neri: per la polizia sono tubi per uso idraulico da utilizzare come oggetti contundenti in eventuali scontri. I tifosi del Diavolo sono stati identificati dalla polizia scientifica: al momento nessuno risulta denunciato, ma è possibile che arrivino dei daspo».

Roma, le prime scelte di Juric, ecco chi non si tocca: e poi il mistero…

Roma, si iniziano a chiarire le gerarchie di Ivan Juric: ecco i calciatori promossi, bocciati e rimandati dal tecnico

Prime valutazioni in corso durante la pausa nazionali per Ivan Juric: arrivato a sostituire De Rossi sulla panchina della Roma, sta cominciando a fare le sue prime valutazioni sulla rosa giallorossa.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, al momento i giocatori intoccabili sono Svilar, Angelino, Ndicka, Pisilli e Dovbyk, mentre sono bocciati Abdulhamid, Paredes e Dahl. Ancora mistero invece su Hummels: a più di un mese dal suo arrivo ancora zero minuti. Possibile sia solo un problema di condizione? Infine tra i rimandati ci sono l’ex Juve Soulé, Hermoso, El Shaarawy e Shomurodov.

Fantacalcio – e lunedì si torna a lavoro

Fantacalcio, dopo il venerdì inizia il weekend, poi arriva il lunedì: le emozioni di un fanta-allenatore all’ultima giornata

È venerdì sera.
Hai Lukaku che ha appena fatto un gol e due assist.
Ti concedi un calice di rosso.
Sei felice.

È sabato pomeriggio.
Quello ha Retegui.
Pioviggina.
Sei un po’ contrariato.

È sabato sera.
L’altro ha Thuram.
Non trovi parcheggio.
Sei abbastanza amareggiato.

È domenica sera.
L’ultimo ha De Gea.
Ti girano vorticosamente i co****ni.

Napoli Inter, Tardelli: «Troppo presto per dire che lo scudetto sarà cosa loro. Conte sa come si fa a stare al vertice, Inzaghi ha una rosa superiore. Ecco chi saranno gli uomini decisivi»

Le parole di Marco Tardelli sulla sfida Scudetto tra il Napoli di Antonio Conte e l’Inter di Simone Inzaghi: ecco chi è il favorito

Interrogato da La Gazzetta dello Sport sull’attuale situazione di classifica che vede un dualismo tra Napoli e capolista e Inter inseguitrice, Marco Tardelli ha espresso il suo parere:

«É troppo presto per definirla una sfida scudetto, qualcuno può ancora inserirsi. Di certo Conte è molto abituato a gestire la lotta per il tricolore, sa come si fa e non ha le coppe europee, quindi è un serio candidato. Anche Inzaghi ha dimostrato di saper lavorare per grandissimi traguardi. Inoltre la sua rosa mi pare abbia qualcosa in più rispetto al Napoli». Quanto agli uomini che saranno decisivi, ecco chi ha scelto l’ex campione del mondo del 1982: «Ora Thuram e Dimarco stanno offrendo prestazioni di alto livello, ma in ogni reparto l’Inter ha giocatori in grado di lasciare il segno. Sul Napoli dico Kvara e McTominay: sanno dare il cambio di passo. E poi naturalmente Lukaku che in Serie A ha confermato di essere determinante».

Torino, sostituto Zapata cercasi: il piano di Cairo e Vagnati, l’ipotesi Balotelli…

Il Torino cerca un nuovo attaccante dopo l’infortunio di Duvan Zapata, ecco le carte per Cairo e Vagnati, con l’ipotesi Balotelli…

Una cosa è certa, il Torino di Paolo Vanoli dovrà trovare un nuovo attaccante. L’infortunio di Duvan Zapata con l’Inter (lesione del legamento crociato anteriore, del menisco mediale e del menisco laterale per il colombiano) ha fatto piombare l’alto comando del Toro in uno stato di massima allerta. D’altronde lo stesso tecnico varesino era stato fin da subito chiaro, facendolo presente a Vagnati prima e ripetendosi in conferenza poi: in rosa ha bisogno di quattro attaccanti. Dunque, con l’ex Atalanta che non tornerà prima di 7-8 mesi, all’appello, ora, ne manca uno. 

In tal senso, nella giornata di ieri lo stesso direttore tecnico del Torino si è già messo all’opera, sostenuto dal braccio destro Emiliano Moretti. Ed è assolutamente possibile che i due abbiano già stretto i primi contatti con il Presidente Urbano Cairo (ieri impegnato a Milano) per fare il punto della situazione. Le strade a tal proposito sembrerebbero due: attingere già nei prossimi giorni dal mercato dei calciatori svincolati o, qualora non dovessero palesarsi occasioni degne di nota, attendere la finestra di gennaio per acquistare il nuovo terminale offensivo. 

Come ampiamente prevedibile, non appena la notizia di Zapata ha iniziato a fare il giro del web, la rete si è scatenata, in uno stillicidio di nomi (più o meno plausibili), accostati al Torino. Quello di Mario Balotelli, a giudicare dalla mole di messaggi lasciati dagli utenti sotto gli account social di Cairo e dello stesso attaccante, sembrerebbe il profilo ad aver attirato maggiormente l’entusiasmo dei tifosi. Per altro, il Toro ha giusto da un paio di mesi concluso un’altra operazione con l’entourage di Super Mario: in quel caso per portare Antonio Donnarumma in granata. 

La parola d’ordine però, rimane comunque cautela. Il Torino dovrà calcolare bene le sue mosse e l’ipotesi di un cambio modulo (spostando magari Vlasic verso lidi più offensivi) e aspettando quindi gennaio, rimane pur sempre sul tavolo. Anzi, forse è addirittura la chance più attendibile. Quel che è certo, è che come spiegato a Vanoli serve un nuovo bomber. Sostituire uno come Zapata sarà impossibile, provarci però è un dovere. 

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