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Calciomercato Milan, rinnovo MAIGNAN ad un passo: le CIFRE e i DETTAGLI del prolungamento del contratto

Il calciomercato Milan blinda Mike Maignan. L’estremo difensore dei rossoneri è vicino al rinnovo di contratto

Ci siamo, il calciomercato Milan sta per rinnovare il contratto di Mike Maignan. A riportare la notizia è il Quotidiano Sportivo che racconta di questo prolungamento data la scadenza a giugno 2026.

Filtra parecchio ottimismo dopo gli ultimi colloqui con Furlani avrebbe portato a trovare l’accordo con il portiere francese: 6 milioni di euro bonus inclusi fino al 2028 con un’opzione fino al 2029.

Calciomercato Juventus, la STRATEGIA per ARTHUR: REINTEGRO momentaneo e FUTURO in definizione

Arthur, centrocampista della Juventus, sarà a disposizione di Thiago Motta fino al mese di gennaio

Prima il pressing della Fiorentina, poi l’idea last minute del Napoli. Arthur è stato oggetto del desiderio di vari club quest’estate, compresi club di Grecia e Turchia, ma alla fine è rimasto alla Juventus.

Come racconta da Gazzetta.it, il brasiliano non voleva lasciare l’Italia e dunque ha lasciato la porta aperta ad un futuro in Toscana o Campania, salvo poi saltare tutto. A sorpresa, Thiago Motta l’ha inserito in lista Champions.

Questo significa che lex Barcellona sarà reintegrato fino a gennaio, anche se i minuti a disposizione non saranno altissimi tra Koopmeiners, Douglas Luiz, Thuram, Locatelli, Fagioli e McKennie.

Detto ciò, terminata la prima parte di stagione, il ritorno in Brasile sembra attualmente la strada più percorribile, tenendo sempre conto che la Juve vuole cederlo a titolo definitivo poiché i 5 milioni netti all’anno di ingaggio più bonus cominciano a farsi sentire.

Adzic Juventus, è LUI il nuovo giovane LANCIATO da Motta? Contro l’Empoli può battere già un RECORD!

Adzic Juventus, è LUI il nuovo giovane LANCIATO da Thiago Motta? Contro l’Empoli il montenegrino può battere già un RECORD!

È da ben cinque anni che la Juventus non schiera titolare un 18enne. L’ultimo caso fu quello di Paolo Gozzi con mister Massimiliano Allegri nella sfida contro la Spal. Thiago Motta, però, difficilmente schiererà dal primo minuto Adzic, talento montenegrino arrivato nel calciomercato estivo e che ha subito impressionato il tecnico bianconero.

Ma, dopo il recupero dall’infortunio, il classe 2006 potrebbe giocare qualche minuto nella trasferta di Serie A contro Empoli ed essere l’ennesimo giovane lanciato dal nuovo allenatore.

Allegri TORNA al Milan? Contatti FITTI per il post Fonseca ma sul livornese pende un GROSSO interrogativo: ecco di cosa si tratta

Allegri TORNA al Milan? Contatti FITTI per il post Fonseca, sul livornese pende un GROSSO interrogativo: ecco di cosa si tratta e le ultime sull’ex Juve

Secondo quanto riportato da Tuttosport, uno dei nomi seguiti dal Milan in caso di esonero dall’attuale tecnico Paulo Fonseca è quello di Massimiliano Allegri, ex allenatore della Juventus e già in passato alla guida dei rossoneri dal 2010 al gennaio 2014 (uno scudetto e una supercoppa Italiana vinta). Ecco il virgolettato del noto quotidiano:

PAROLE – «Si va da Max Allegri (il cui nome è già circolato in ambienti milanesi e torinesi, ma il cui profilo non sembra sposarsi con l’attuale dirigenza rossonera)».

Serie A, AUMENTANO i tifosi negli stadi: SUPERATA La Liga

In Serie A aumentano i tifosi negli stadi, Inter, Milan e Roma trascinano il dato: il campionato italiano supera La Liga

Serie A che supera i campionati esteri in una classifica. Come riporta La Gazzetta dello Sport, i tifosi di Inter, Milan e Roma, si piazzano tra i top club europei per affiatamento e fedeltà alla squadra.

Il dato che emerge è che il campionato italiano ha superato LaLiga ed ora è il quarto campionato per affluenza agli stadi dietro Premier League, Championship e Bundesliga. In particolare i nerazzurri sono la squadra con i numeri più alti nel campionato italiano: 1,38 milioni di spettatori.

Calciomercato agli sgoccioli: oggi chiude in Russia, domani Turchia

Il calciomercato alle ultime battute: oggi chiude in Russia, domani la volta di Turchia e Serbia: ecco le date degli ultimi campionati

Il Calciomercato è agli ultimi atti ufficiali. Dopo la chiusura nei principali campionati europei il 31 agosto, rimane ancora qualche paese in cui è possibile fare affare. Ieri sera ha chiuso in Grecia e oggi è il turno della Russia.

In Turchia e Serbia le squadre avranno tempo fino a domani per chiudere gli ultimi colpi e in Messico la fine è programmata per il 14 settembre. A quel punto rimarrà aperto solo in Arabia Saudita fino al primo ottobre, che con i suoi contratti milionari potrà provare ad insidiare le squadre europee, che dal canto loro possono solo più ingaggiare i calciatori – molti – svincolati.

Lautaro Martinez ancora a 0 gol: un digiuno iniziato a giugno che preoccupa i tifosi

In casa Inter la nota negativa dell’avvio di stagione sono gli zero gol di Lautaro Martinez: non segna da giugno, in nerazzurro da maggio

Una delle notizie meno positive di quest’ottimo inizio di campionato dell’Inter riguarda le prime prestazioni opache di Lautaro Martinez. Il capitano nerazzurro, evidentemente condizionato dal poco tempo avuto per riposarsi dopo la Coppa America e da alcuni acciacchi fisici, non sembra essere lo stesso giocatore che lo scorso anno ha dominato la classifica cannonieri in Serie A, trascinando la propria squadra alla vittoria dello scudetto della seconda stella. Per il Corriere dello Sport, quello dell’argentino è un digiuno da gol che fa rumore, ma che i tifosi nerazzurri sperano possa durare il meno possibile.

L’ultima sua rete in nerazzurro risale alla sfida di maggio contro il Frosinone. Col Monza, con ogni probabilità si accomoderà in panchina, ma Inzaghi punterà certamente su di lui per le sfide contro il Manchester City e contro il Milan.

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Torino, il dubbio di Vanoli col Lecce: se Adams non gioca il ballottaggio…

Torino Lecce è alle porte, un’atmosfera da brividi attende Paolo Vanoli che alberga però un dubbio sulla formazione ufficiale, la situazione su Adams

Il Lecce di Luca Gotti tenterà in ogni modo di tarpare le ali al Torino di Paolo Vanoli, domenica 15 settembre, tra le mura del Grande Torino. A ben vedere, i granata – un paio d’ali – le hanno indossate sin dalla prima di campionato, quando (grazie al pareggio col Milan e le vittorie con Atalanta e Venezia) hanno rinfocolato un entusiasmo che all’ombra della Mole non si vedeva da tempo. 

Lo sa bene il tecnico dei piemontesi, che proprio in occasione della sfida tra Torino e Lecce potrà contare su un palcoscenico dalle grandi occasioni. Sono quasi 24’000, infatti, i tifosi attesi allo stadio, ma la statistica potrebbe incrementare in queste ultime ore di pre-match. Lo sa altrettanto bene Che Adams, alle prese con un recupero lampo dopo la (seppur leggera) noia muscolare accusata in settimana. Un affaticamento ha infatti strozzato il lavoro del bomber scozzese, rimasto a Torino malgrado gli impegni con le Nazionali per lavorare a stretto contatto proprio con Vanoli. 

Dunque, la domanda pare scontata: ‘Che Adams verrà inserito nella formazione ufficiale di Torino Lecce?’ La risposta, in realtà, non è altrettanto semplice. Molto circa le effettive condizioni dell’ex Southampton si saprà nei prossimi due giorni. Ed è probabile che Vanoli e staff attenderanno fino all’ultimo per decidere se regalargli una maglia da titolare o optare per un inizio dalla panchina. 

Qualora fosse questa seconda e più conservativa via a prevalere, in casa Torino si potrebbe aprire un vero e proprio ballottaggio per decretare chi scenderà in campo al fianco di Duvan Zapata. Sanabria è reduce da un periodo in chiaroscuro, oltre che dalla convocazione con il Paraguay (seppur senza mai toccare il campo). Karamoh può invece apportare più garanzie alla formazione di Vanoli, contando su un maggior numero di allenamenti nelle gambe e un’intesa con il colombiano affidata anche nella sessione a porte aperte dello scorso sabato. Insomma, salvo colpi di scena potrebbe essere proprio il francese la mossa a sorpresa per Torino Lecce, Che Adams permettendo.

Lele Adani: «Nel 2001 portai la COPPA ITALIA a casa mia e la usai come GIOCO EROTICO con una ragazza»

Il racconto ‘piccante’ di Lele Adani sulla Coppa Italia vinta con la Fiorentina: «L’ho usata come gioco erotico con una ragazza»

Lele Adani ha rivelato un particolarissimo retroscena sulla vittoria della Coppa Italia nel 2001 con la Fiorentina, arrivata in un doppio confronto con il Parma e grazie al gol di Vanoli all’andata. Di seguito le sue parole a Viva El Futbol.

«Recentemente ho rilasciato un’intervista in cui parlo della Coppa Italia che ho vinto con la Fiorentina, l’ultima del 2001. Pareggiammo 1 a 1 al ritorno con gol di Nuno Gomes, ma all’andata avevamo vinto 0 a 1 espugnando il Tardini con gol di testa di Paolo Vanoli. Io, Paolo, ti ringrazio, perché il differenziale l’hai messo te per portare a casa il trofeo. La sera in cui vincemmo portammo la coppa con noi a cena in un bel ristorante di Firenze, festeggiammo con amici e parenti. C’era un entusiasmo mai visto, i tifosi festeggiarono come se fosse una Champions League.

Dopo la cena, verso le 2 o le 3, quella coppa sparì, non si trovava più. Ebbene, tornò nello spogliatoio il pomeriggio dopo alla ripresa degli allenamenti. Questo perché la notte venne a casa mia e fu testimone di una notte di fuoco con una ragazza. Io la rubai, la portai via dalla cena e rimase tra me e questa ragazza, fu strumento di giochi erotici con lei. Poi, il giorno dopo, pulita bene come si doveva, l’ho riportata lucida e splendente nello spogliatoio del Franchi. Insomma, Paolo (Vanoli, n.d.r.), grazie, lo devo a te con il tuo gol all’andata».

Pecchia: «Il mio Parma LEGGERO e MULTICULTURALE, concentrati e senza zavorre; con i giovani FIDUCIA e pazienza»

Le parole di Fabio Pecchia, tecnico del Parma, dopo il buon avvio dei ducali in queste prime partite di campionato: ecco le caratteristiche dei suoi

Forse è troppo presto per parlare di rivelazione, ma dopo 3 giornate è lecito definire il Parma di Pecchia una delle sorprese più piacevoli della Serie A: oltre ai buoni risultati – quasi poco, se si pensa al ko con il Napoli e come è arrivato – incuriosisce la composizione della rosa, la più giovane della A e con un background multiculturale che il tecnico sa sfruttare come vantaggio. Di seguito le sue parole a La Repubblica.

PARMA MULTICULTURALE – «Cercare di mettere insieme culture così differenti, all’inizio, è più importante del fare tattica. Un giapponese non è uno svedese, anche solo per come si relaziona alle gerarchie, perché il giovane non si alza da tavola prima dei più anziani. Il linguaggio deve essere diverso, non solo la lingua. Negli allenamenti parlo sempre italiano, nei colloqui individuali no, per quanto mi è possibile ovviamente».

LA FORZA DEL PARMA – «La leggerezza, che non è mancanza di serietà, ma capacità. di essere concentrati su quel che facciamo adesso, senza zavorre. Se riusciamo a mantenerla ci aiuterà. Dobbiamo salvarci, questo è l’obiettivo, facendolo anche per una città che ha ritrovato la Serie A e che l’ha festeggiata tanto con noi. Mi piace andare al campo alle 7 e 30, cominciando dalla colazione insieme, perché questo è un posto bello».

METODO COI GIOVANI – «Fiducia e pazienza. Si devono sentire sicuri di poter sbagliare, poi è chiaro che parliamo dell’errore e che diamo le linee sui comportamenti. La fiducia è che se vuoi che migliorino allora più giocano più possono farlo, la pazienza è che ci vuole tempo sapendo che tra valorizzare e bruciare c’è un confine sottilissimo. Da allenatore devi combinare la crescita individuale, il gioco e la vittoria, perché sai che passi dal risultato e anche loro devono dar peso a quello».

SOGNO PERSONALE– «Vivere questa carriera e godermela, perché facciamo un mestiere bello. Poi oltre la salvezza con Parma, vincere lo scudetto con il Lenola, il mio paese».

Udinese, RIECCO Kristensen: per Runjaic è il NUOVO PEREZ

Contro il Parma l’Udinese aspetta Kristensen: il difensore danese ha convinto Runjaic: per il tecnico sarà decisivo

L’Udinese è al lavoro per la prossima sfida di campionato contro il Parma: contro i veloci attaccanti ducali Runjaic prepara la difesa e prepara un posto da titolare a Kristensen. Il difensore danese è rientrato in campo contro il Como nel finale dopo alcuni fastidi fisici e il tecnico ci punta molto.

Arrivato la scorsa estate per 3 milioni dall’Aarhus, ha già messo insieme 26 presenze con i friulani la scorsa stagione. Nell’ultima uscita con la nazionale U21 ha anche trovato il gol nel 5-0 contro la Cechia e ora Runjaic aspetta che vada a segno anche in bianconero: è lui l’erede di Perez.

Fiorentina, giorni DECISIVI per Gudmundsson: PROCESSO e poi DEBUTTO a Bergamo?

Una due giorni decisiva per Albert Gudmundsson: oggi e domani in Islanda per il processo per abusi sessuali, domenica il debutto con la Fiorentina?

Sono giorni delicati per Albert Gudmundsson: il nuovo calciatore della Fiorentina infatti si trova oggi e domani in Islanda per rispondere della accuse di abusi sessuali nei suoi confronti. Come riportato da la Gazzetta dello Sport, il giocatore oggi e domani parteciperà a due udienze private dove verrà ascoltato e confrontato con altri testimoni per ribadire la sua posizione.

Il calciatore si sente fiducioso della sua innocenza e i viola intanto hanno mandato in Islanda con lui due membri dello staff tecnico per seguirlo anche in questi due giorni: una volta finite le udinese infatti tornerà subito in Italia, con Palladino che vorrebbe farlo debuttare domenica contro l’Atalanta.

Capello, che STRIGLIATA a Leao: «Dopo i CAPRICCETTI da bambino diventi un uomo!»

Le parole di Fabio Capello su Rafael Leao: «Tutto quello che succede al Milan sembra colpa sua e lui fa di tutto perché questa situazione continui»

Fabio Capello, nel corso di una intervista con il Corriere della Sera in vista dell’inizio della nuova Champions League, lancia anche un frecciata nei confronti del milanista Leao. Di seguito le sue parole sul portoghese, sulle altre italiane in Champions e su alcune potenziali outsider per la vittoria finale della Coppa.

LEAO – «Tutto quello che succede al Milan sembra colpa di Leao e lui fa di tutto perché questa situazione continui. Però è l’unico che può creare un pericolo: sarebbe ora che dopo i capriccetti da bambino diventasse uomo».

IBRA – «È un mestiere diverso, come quando un giocatore smette e allena subito una grande squadra: hanno quasi tutti grande difficoltà. Quelli che hanno avuto successo hanno fatto un po’ di settore giovanile o gli assistenti: serve molto. Bisogna avere credibilità, perché vieni giudicato tutti i giorni da tutti. Le ferie? L’importante è quello che fai quando sei presente. E bisogna cercare di essere presenti»

CITY-INTER – «La sto aspettando, questa partita: gli ultimi venti minuti di Istanbul mi sono rimasti in testa e vorrei vedere se la distanza si è davvero accorciata, come era sembrato in quell’ultimo scorcio della finale. Se Lukaku non si mangia il gol…»

CONFRONTO LAUTARO-HAALAND – «I numeri gli danno torto, è vero. Però il potenziale per fare di più c’è sicuramente. Una delle cose da vedere in questo City-Inter è proprio la crescita di Lautaro e Thuram».

JUVE – «Da quello che si è visto la difesa rimarrà un punto forte, come era con Allegri. Dovrà
fare qualche cosa di diverso a livello di centrocampo e attacco. Contro la Roma si è vista una frenata, ma con i nuovi arrivi si vedrà la vera Juve
».

VLAHOVIC – «All’Europeo ha fatto poco, come del resto al Mondiale: magari trova strade e ispirazioni nuove nel modo di muoversi in campo. È importante che Motta gli dia qualcosa di
più
».

PALLONE D’ORO – «Premierei Rodri, per quello che ha fatto in campionato, in Champions e all’Europeo. Nella stagione è stato il più forte di tutti».

MINA VAGANTE – «Si parla poco del Barcellona di Yamal, che non può acquistare giocatori. E sono curioso di vedere dove arriverà il Psg senza Mbappé: sono due squadre che seguo con grande attenzione».

BOLOGNA E ATALANTA – «La Champions ti brucia energie, anche nella testa. Devono affrontarla con attenzione, serenità, rispetto massimo di ogni avversario, ma senza sottovalutarsi. Devono giocarsela senza timore reverenziale».

Baldanzi: «Studio da 10, il gol mi mancava da un po’. Da trequartista mi diverto di più»

Le parole di Tommaso Baldanzi, protagonista con la Nazionale Under 21 di una tripletta contro la Norvegia

Tommaso Baldanzi ha parlato con la Gazzetta dello Sport, dopo la vittoria ottenuta dall’Italia U21 arrivata grazie ad una sua tripletta. Di seguito le parole del giovane trequartista della Roma.

NORVEGIA – «Eh mi hanno portato fortuna… Sono contento, ci meritavamo questa vittoria e ora puntiamo decisi alla qualificazione. Festeggiamo questo successo, poi penseremo ai prossimi impegni».

NON SOLO FORTUNA –«No, non è fortuna, abbiamo lavorato bene, abbiamo fatto dei buoni allenamenti in questi giorni».

SECONDA TRIPLETTA IN CARRIERA – «Soltanto una volta, con la Primavera dell’Empoli, contro la Spal nel 2021, nella stagione dopo aver vinto il campionato».

ULTIMO GOL PRIMA DELLA TRIPLETTA – «Come potrei dimenticarmelo: contro la Juventus, la mia ultima partita con l’Empoli. Era fine gennaio e in effetti è passato un pò di tempo. Sono felice di essere tornato al gol».

INFORTUNIO CONTRO LA NORVEGIA ALL’ANDATA – «Ho avuto qualche problema nelle partite successive, poi no, nella seconda parte di stagione sono sempre stato bene. Adesso mi sento bene, sono riuscito a fare la preparazione al completo, sono soddisfatto»

VITTORIA CHE MANCAVA ALL’U21 – «Mancava per staccarci dalle squadre sotto, ci serviva anche per stare un pò più tranquilli. Ora c’è solo una partita per qualificarci aritmeticamente, quindi dobbiamo vincere anche contro l’Irlanda. Ci teniamo, basterebbe pareggiarla, ma vogliamo vincerla lo stesso».

SI SENTE UN 10 – «No, no, lui (Gnonto ndr.) è 10 e io l’11. Per adesso. In campo però tutti e due giochiamo da dieci. Ci alleniamo sempre forte, vogliamo arrivare lontano».

COSA RISPONDE A CHI DICE CHE IN ITALIA NON CI SONO TALENTI – «Che non è vero. Ci sono tanti giocatori forti: Ricci, Tonali, Frattesi».

NESSUNO DI LORO É UN TREQUARTISTA – «Magari è un ruolo un pò difficile, non tutte le squadre lo usano. Io ho sempre fatto quello e sono felice di ricoprire quel ruolo».

Cagliari, Gaetano al lavoro per una maglia da titolare con il Napoli

Gianluca Gaetano potrebbe partite da titolare nella prossima partita del Cagliari contro la sua ex squadra, il Napoli: le idee di Nicola

Il Cagliari si prepara per la prossima sfida di campionato contro il Napoli, in programma domenica all’Unipol Domus. L’indisponibilità di Matteo Prati apre le porte alla titolarità di Gianluca Gaetano, pronto a scendere in campo dal primo minuto.

Il tecnico Davide Nicola potrebbe optare per un modulo 3-4-1-2, con Gaetano alle spalle di Zito Luvumbo e Roberto Piccoli per dare maggiore incisività offensiva. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

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Lazio, Mandas scalpita: BALLOTTAGGIO con Provedel per il DEBUTTO in campionato, cosa sceglierà Baroni?

Mandas è pronto a fare il suo debutto con la Lazio: le prestazioni di Provedel non hanno convinto e il greco ora insidia il posto

Ivan Provedel, considerato titolare inamovibile della Lazio fino all’inizio di questa stagione ma nelle prime tre giornate non ha brillato a livello di prestazioni, soprattutto col Milan, e ora non si esclude che le gerarchie possano cambiare. Il portiere ha avuto un calo.

Intanto, come riporta La Gazzetta dello Sport, c’è Mandas che è impaziente di fare il suo debutto stagionale. Nella passata stagione ha dato ampie rassicurazioni, è stata una rivelazione e ora punta a diventare un titolare. Non è detto che debba attendere la sfida di Europa League con la Dinamo Kiev a Amburgo, seguendo il piano stabilito all’inizio, per fare il suo esordio. C’è la possibilità che il greco possa sorpassare nelle gerarchie il portiere friulano e essere schierato anche in campionato.

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Buongiorno, 180 minuti per CONQUISTARE il Napoli: i numeri

Alessandro Buongiorno è già fondamentale per il Napoli: in appena due partite il difensore ha convinto tutti: ecco i suoi numeri

Sono bastate 2 partite – e si è sentita la sua assenza alla prima giornata – ad Alessandro Buongiorno per conquistare il Napoli. Il difensore, voluto fortemente da Antonio Conte si è subito inserito benissimo nel terzetto difensivo dei partenopei alla sinistra di Rrahmani e ha messo in scena delle prestazioni di grande sicurezza, come se in Azzurro ci giocasse da anni e che hanno strappato i primi applausi convinti del Maradona.

I numeri riportati dal Corriere dello Sport parlano chiaro sul suo impatto sul gioco su entrambe le fasi: in 180′ ha vinto 13 duelli, 4 duelli aerei e 5 takle. In fase offensiva 72 passaggi, un tiro e 0.39 Xg, una cifra molto alta per un difensore. E ora i tifosi aspettano solo il suo primo gol, da festeggiare con il suo tipico gesto della tazzulella ‘e café.

Chiambretti Torino: «Ricci come Zaccarelli, Vanoli è ECCEZIONALE; Cairo? Capisco i tifosi, ma… da tifoso ho un SOGNO»

Le parole di Pietro Chiambretti, tifoso del Torino sull’avvio di stagione dei granata guidati da Vanoli in panchina

Tifossisimo granata ed entusiasta dell’avvio di stagione del Torino, Pietro Chiambretti ha commentato così l’avvio di campionato della squadra di Vanoli a Tuttosport. Di seguito le sue parole.

PARAGONE PER RICCI – «Mi viene in mente Renato Zaccarelli, ma potrebbe anche non essere lui. Il calcio rispetto a quello di Zac è molto cambiato. Anche un giocatore forte come lui oggi sarebbe vecchio rispetto alla velocità del gioco. Ricci è sicuramente un giocatore di grande temperamento che sa entrare sempre con i tempi giusti. Forse Zac non era un grande incontrista, Ricci invece non solo è un grande incontrista ma sa anche rompere le iniziative degli altri…».

PAURA CHE VENGA CEDUTO – «Tutti i giocatori fanno la stessa fine al Torino. Noi siamo una squadra che costruisce per le altre. Ma è la legge del mercato, dell’economia di questa società…».

SE LA SENTE DI DIFENDERE CAIRO – «Certamente il tifoso vorrebbe tenerli tutti, ma non è possibile farlo. Certo io forse non avrei ceduto Bellanova quest’anno o almeno non l’avrei fatto a pochi giorni dalla chiusura del mercato, però i risultati, al di là di tutto, oggi danno ragione al presidente. Se la squadra mantiene il tono di queste prime giornate di campionato può darsi anche che con i soldi della cessione di Bellanova a gennaio venga rinforzata. Anzi, sono sicuro che qualcosa arriverà dal prossimo mercato».

VANOLI – «È eccezionale. Ha spazzato via le teorie garibaldine di Juric e ha messo i giocatori in condizione di esprimersi nel loro ruolo e non di giocare in due o tre posizioni diverse nella stessa partita. Ilic lo scorso anno sembrava un fantasma. Doveva rincorrere a tutto campo un giocatore avversario. Ora gioca in mezzo al campo, ha un ruolo definito e il risultato è diverso. Si inserisce, aiuta e fa un ruolo preciso. Ricci lo stesso».

RIMPAINTI – «Perché dovrei averne? Anche Zapata con questo nuovo allenatore sembra essere diventato ancora più forte. Fin qui Vanoli mi sembra un grandissimo acquisto».

SOGNO DA TIFOSO – «È quello di vincere qualcosa. È il sogno di ogni tifoso granata di poter gioire per una vittoria. Ci manca da troppo tempo».

Atalanta Lookman, a quando il DEBUTTO? I DUBBI di Gasp tra Fiorentina e CHAMPIONS

Lookman è pronto al debutto stagionale: Gasperini lo schiererà subito con la Fiorentina o aspetterà la prima di Champions con l’Arsenal?

L’Atalanta è pronta a ripartire dopo la sosta nazionali determinata ad uscire dai box con decisione in vista anche dell’inizio della Champions League: domenica c’è la Fiorentina a Bergamo, giovedì l’Arsenal in Coppa e Gasperini deve decidere come utilizzare Lookman.

Come riportato da la Gazzetta dello Sport, il nigeriano, eroe della finale di Dublino che con la sua tripletta ha regalato alla Dea la sua prima coppa europea, deve ancora fare il suo debutto. Nelle ultime settimane di mercato infatti la suggestione PSG aveva distratto il giocatore e al momento non è ancora sceso in campo. Tornato ieri sera dopo gli impegni della nazionale e in gruppo ad allenarsi soltanto oggi, il tecnico dovrà decidere quindi se impegnarlo subito contro i viola o rimandare il debutto stagionale a giovedì contro i Gunners, sfruttando il suo profilo da giocatore europeo.

Castro-Dallinga, il Bologna aspetta i loro GOL: il dato che non fa felice Italiano e PREOCCUPA la dirigenza, 30 MILIONI da far fruttare

In casa Bologna si aspettano i gol di Castro e Dallinga: l’investimento per le due punte è importante, ma al momento non ripagato

Il Bologna, che si prepara al doppio impegno con il Como in Serie A e con lo Shakthar in Champions League ha bisogno di ritrovare i gol: nelle prime tre giornate di campionato i rossoblù hanno trovato la via della porta solo in due occasioni e nessuna delle due reti porta la firma delle punte Castro e Dallinga.

I problemi offensivi dei felsinei, in una fase di transizione dalla scorsa stagione a quella nuova, non si possono mettere tutti e due sulle spalle dei due nuovi attaccanti – in rosa 6 mesi l’argentino, arrivato in estate l’olandese – ma l’investimento di 30 milioni circa è importante e ci si aspetta che contro il Como arrivi la svolta.

FANTACALCIO – LA NOSTRA SPERANZA

Ogni stagione, dopo un piccolo assaggio di Serie A, arriva puntuale la sosta.

Il tempo ti è sfuggito.
Sei sospeso.
Galleggi precario.
Ora, onde di rimpianti d’asta ti tirano giù.
Ora, entusiasmi ingiustificati per la propensione al cross dei tuoi esterni bassi ti regalano ossigeno.
Dietro di te, la terra sicura da cui sei partito, fatta di appunti evidenziati e statistiche tramandate, non scorgi più.
All’orizzonte il vuoto.
Sei in mare aperto, sperso. Solo.
E poi dopo giorni che sembrano decenni, la vedi.
Forse un miraggio, ma è così bella, non può non essere vera.
Strofini il viso, stringi gli occhi… ma sì, è lei!
Non ne sei certo, eppure la gioia trabocca nel cuore affannato dalle infinite bracciate.
È là! Verde, viva, rigogliosa!
La quarta giornata di Serie A!
Finalmente!
Sei solo, nessuno con cui condividere, nessuno che può sentirti, eppure lo urli comunque, riscoprendo la tua voce, dopo una vita d’attesa e silenzio…
…FANTAAA!!!

Più STADIO meno STREAMING: la Serie A torna a riempire gli SPALTI

La Serie A torna a riempire gli stadi: questo avvio di stagione segna un record con numeri che non si vedevano dagli anni ’90

Stagione di Serie A 2024-25 in controtendenza rispetto alle ultime: nelle prime tre partite della stagione, come riportato dal Corriere dello Sport, sono aumentati il numero di tifosi che hanno scelto di assistere alla partita dallo Stadio. Una media di 32 mila a partita, complice anche il caldo della bella stagione, ma sicuramente un dato rassicurante, visto che si tratta della media tifosi più alta dalla stagione 1997/98. Tra gli impiati domina San Siro che tra Inter e Milan ha sempre garantito 70 mila spettatori.

In lieve calo invece lo streaming, che è rimasto stabile sui 4 milioni di spettatori su DAZN, qualche centinaio di migliaia in meno rispetto allo scorso anno, ma in probabile crescita con l’arrivare della stagione fredda. Sorride Sky, che viaggia su una media di 1 milione e 400 mila a partita, il +46% rispetto alla scorsa stagione. La squadra che fa più spettatori è la Juve, con il picco nella sfida con la Roma, partita che ha superato i 2 milioni di spettatori tra Sky e DAZN.

Zoff: «Di Gregorio è pronto per l’Europa: le parate difficili non hanno categorie; sorpreso dal ritiro di Szczesny»

Le parole di Dino Zoff su Di Gregorio: «Mi ha impressionato a Monza, il portiere è un ruolo a parte: fare bene in B e come fare bene in Europa»

Dino Zoff ha rilasciato una intervista a Tuttosport dove ha parlato di Juve e in particolare del cambio in porta con Di Gregorio tra i pali al posto di Szczesny. Di seguito le sue parole.

THIAGO MOTTA – «La sensazione, per quanto ancora parziale, è decisamente positiva. Chiaro, nell’ultima uscita contro la Roma è mancata un po’ di brillantezza per riuscire a portare a casa il risultato. Sono rimasto impressionato soprattutto dalla semplicità espressa dai bianconeri».

GIOVANI – «Yildiz e gli altri ragazzi stanno dimostrando di avere prospettive importanti, questo è quello che più conta. Sento tanta gente riempirsi la bocca di grandi parole sull’impiego dei giovani, ma la realtà è che ha senso che scendano in campo soltanto se dispongono di qualità sopra la media. Oggi i giocatori che stanno uscendo dal vivaio della Juventus sono solidi: va riconosciuto un grande merito al lavoro del club negli ultimi anni sul settore giovanile e sullo scouting».

DI GREGORIO – «Mi ha fatto un’ottima impressione a Monza, negli ultimi due anni, quindi per me è un grande sì. La base tecnica c’è, la gavetta alle spalle anche. Gli manca esperienza europea? Non mi preoccupa, il portiere in questo senso è un ruolo a sé: le conclusioni difficili le ricevi in Serie B come in Serie A. Se si è bravi tra i pali, lo si è in tutte le categorie».

SORPRESO DALL’ADDIO DI SZCZESNY? – «Sì, molto. Il polacco ancora lo scorso anno si era dimostrato estremamente affidabile, non pensavo che la società fosse disposta a rinunciare a lui e a voltare pagina in porta. Mentre mi hanno sorpreso meno le successive decisioni personali Strano ritirarsi a 34 anni? Ma no, non per forza. Szczesny era ancora in grado di competere ai massimi livelli, per quanto mi riguarda, ma è inevitabile che poi subentrino altre valutazioni: dipende da cosa uno sente dentro, dalle questioni familiari. La necessità di cambiare improvvisamente ambiente può aver inciso sulla decisione».

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Dumfries, fumata bianca per il rinnovo? Ecco le ultime

Le ultime notizie sul rinnovo di Denzel Dumfries con l’Inter: ecco cosa filtra sul prolungamento di contratto dell’olandese

Alla fine sembra che ci siamo quasi per il rinnovo di contratto di Denzel Dumfries con l’Inter. Dopo un tira e molla che si prolunga per mesi, il club di Viale della Liberazione attende una risposta a stretto giro da parte dell’esterno, il quale farà rientro oggi a Milano dopo gli impegni con l’Olanda per la sosta nazionali. La Gazzetta dello Sport spiega come le parti siano al lavoro per chiudere l’affare.

Per l’esterno ex PSV pronto un ingaggio da 4 milioni di euro, ma non sarà inserita alcuna clausola rescissoria. A vincere il tira e molla è dunque il presidente Beppe Marotta. Adesso la palla passa al giocatore.

DETTAGLI – «Dumfries in questi mesi ha temporeggiato, si è avvicinato, ha manifestato più o meno pubblicamente la voglia di proseguire il suo cammino con l’Inter ma non ha ancora dato il sì definitivo. E in casa nerazzurra non intendono cambiare strategia, come del resto è successo per i prolungamenti che hanno preceduto quello dell’esterno olandese, da Barella a Lautaro fino allo stesso Inzaghi. Possibile che, per sciogliere gli ultimi nodi, il club e i rappresentati di Denzel si incontrino un’ultima volta. Poi la palla passerà a Dumfries: basta un’accelerata delle sue, e lui e l’Inter potranno finalmente brindare».

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Boban: «Alla UEFA serve un uomo di CALCIO, il nuovo FORMAT non mi spiace. Italia? Ecco chi è la FAVORITA per lo scudetto; e su Ibra…»

Le parole di Zvonimir Boban, ex calciatore del Milan, sulla Champions: «Nei playoff ci sarà da divertirsi, le favorite le solite»

In una lunga intervista a la Gazzetta dello Sport, Boban ha parlato a 360° toccando vari argomenti: dalla Champions, alla politica calcistica e infine il punto sulla Serie A e e le sue protagoniste. Di seguito le sue parole.

COSA HA FATTO NEGLI ULTIMI MESI – «Mi sono divertito a vivere una vita normale. Famiglia e amici, sfruttando il tempo libero che non ho mai avuto. E godendomi i miei hobby: libri, carte e scacchi. Naturalmente tra una partita e l’altra delle tantissime che vedo di ogni campionato, con la stessa passione di sempre».

FINE RAPPORTO CON LA UEFA – «Ho fatto tanti compromessi nella mia vita, di qualcuno mi vergogno anche, ma di fronte alla usurpazione e alla pura politica di chi per difendere un proprio interesse infanga tutto il calcio e le sue istituzioni, non era possibile continuare. E mi creda, nonostante il mio ruolo fosse prestigioso e importante, la decisione di farmi da parte seguendo il mio credo è stata inevitabile anche se sofferta. Purtroppo, da anni vediamo che la tecnocrazia calcistica imperversa nel sistema, privandolo dei valori che invece dovrebbe rappresentare e difendere sempre. Questa gente pensa di essere più importante del gioco, dei calciatori, degli allenatori, del pubblico, delle stesse istituzioni calcistiche. In questo senso, lo dico amaramente, pur lottando per i cambiamenti nella Uefa, come prima nella Fifa, non sono servito a niente».

HA SENTITO CEFERIN -«No. Mi dispiace come è finito il nostro rapporto».

CANDIDATURA ALLA PRESIDENZA – «Chi lo dice sbaglia, non ne ho la minima intenzione, ma un vero uomo di calcio in Uefa servirebbe eccome».

IMPEGNATIVO ESSERE BOBAN – «A tutti noi la vita, in tanti momenti, può farci entrare in zone grigie. Ma devono restare accettabili. Quando si va oltre, bisogna avere la forza di difendere dei valori, che poi sono quelli comuni delle persone che vogliono lasciare una traccia. E che sono più importanti e più grandi di noi e delle nostre ridicole comodità. Se per questo mi trovano complicato e pesante, non ci posso fare niente…»

NUOVO FORMATO CHAMPIONS – «Nonostante questo formato sia nato per avere più introiti, fregandosene dei giocatori e del calendario già intasatissimo, mi piace e credo divertirà tanto. E stato votato prima del mio arrivo in Uefa. Io ho litigato con tanti per far ridurre le partite nei gruppi perché inizialmente ne erano previste dieci e per me non permettevano l’integrità della competizione visto che ci sono 4 fasce di squadre come livello di forza. Alla fine sono state ridotte a otto»

PARAGONE CON LA SUPER LEAGUE E DELIGITTIMAZIONE DEI CAMPIONATI NAZIONALI – «Non credo. I campionati con queste 2 partite di più non perderanno la loro enorme importanza e prestigio. E i playoff saranno molto divertenti…»

FAVORITE – «Le solite due: Real Madrid e Manchester City. Se qualcuno sa gestire bene le stelle, quello è Carlo Ancelotti». Il miglior calcio al mondo è della Spagna. Ma il City è sempre dominante. Meglio Pep o Carletto? Per costruire Pep è unico, per gestire e non complicare meglio Carlo».

ITALIANE – «L’Inter ha dimostrato di poter competere con tutti, le altre non le vedo a questo livello».

INTER FAVORITA PER LO SCUDETTO – «Assolutamente sì, è la più forte e completa».

TURNOVER E GESTIONE FRATTESI – «Frattesi non è una vera mezzala e penso troverà meno spazio di Zielinski che è perfetto per il gioco di Inzaghi. Mkhitaryan sta facendo bene, ma è una seconda punta adattata a centrocampo».

LAUTARO – «Lautaro è fortissimo, un giocatore vero. Non ce ne sono tanti cosi, ma deve ancora dimostrare le sue qualità ai più grandi livelli internazionali. Tradotto: dovrebbe essere decisivo nelle gare più importanti e diventare indispensabile per l’Argentina. Allora si potrà considerare come un vero fuoriclasse».

THIAGO MOTTA – «Motta mi piace tantissimo, quello realizzato col Bologna è stato un capolavoro. La Juve è già una squadra compatta e ordinata che cerca di giocare un bel calcio.Un altro discorso è la qualità e la classe dei giocatori a certi livelli, ma attenzione: sta nascendo una bella Juve con un grande allenatore».

KOOPMEINERS – «No, non vale 60 milioni. È un ottimo giocatore ma non è un fuoriclasse che cambia la dimensione di una squadra, specialmente non una squadra come la Juventus».

PROBLEMI MILAN – «Rispetto tanto il lavoro fatto da Fonseca allo Shakhtar, al Lilla e al suo inizio a Roma. È appena arrivato a Milano e bisogna dargli tempo, ma quello che mi preoccupa è che non abbia ancora la certezza che questa squadra può e deve giocare solamente con il 4-3-3, con Bennacer (quando rientrerà) davanti alla difesa e non in panchina. Così le mezzali possono dare equilibrio e aiuto agli esterni super offensivi come Leao e Pulisic. Reijnders non può giocare a due in mezzo, Loftus non è creativo per fare il dieci. Sono due mezzali, sono dei cursori e portatori di palla, non veri organizzatori di gioco. Fonseca è all’inizio, è intelligente e spero si possa correggere perché al di là dei risultati il problema è il gioco, che per ora non esiste».

THEO E LEAO – «Hanno sbagliato e poi hanno cambiato la gara. Spero si sistemi tutto, sono bravi ragazzi».

IBRA – «Ibra è un genio e lo ringrazierò a vita perché per amore del Milan accettò di tornare cambiando la storia recente rossonera e di tutti noi. Detto ciò, ora non ho capito cosa fa, quali sono le sue responsabilità e le sue competenze per poterlo giudicare. Spero le abbia capite lui, perché alla fine, sarà lui quello giudicato, mica Moncada. Resta il fatto che la squadra dello scudetto e della semifinale della Champions è stata imprudentemente smantellata, su quelle basi si poteva costruire tanto. Per me è stato un errore madornale».

MALDINI LO SENTE ANCORA – «Sì, è un amico grandissimo e lo rimarrà per tutta la vita».

CONTE – «Antonio ha sempre ottenuto i risultati, farà bene ma deve trovare la pazienza che tante volte non ha per il suo carattere inquieto e competitivo. Mi piace che abbia deciso di giocare con tre davanti perché né Kvara né Politano possono giocare da seconde punte. Sapendo quanto amava le due punte davanti, lo trovo un atto di maturità. E un bene per la Serie A che sia tornato».

ATALANTA – «L’Atalanta è l’orgoglio di tutti quelli che per davvero amano il calcio. Gasperini, i giocatori e la società sono da anni fenomenali. Ma quest’anno sarà molto dura. Faranno bene, non credo di più…».

ROMA DA CHAMPIONS – «Spero di sì, ma sarà molto dura. Per me la Roma ha un fascino particolare da sempre. De Rossi capisce il calcio ed è solo questione di tempo: i risultati arriveranno. Dopo la batosta contro l’Empoli era fondamentale non perdere con la Juve,
lì si è vista la mano del tecnico
».

DURATA CALCIOMERCATO – «Non è giusto che il mercato duri così a lungo, è un disastro per i tecnici e per tanti giocatori e hanno ragione a lamentarsi. Siamo alle solite, il calcio non è al primo posto degli interessi di chi decide e prezzi si pagano».

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Per questo, e per non farsi cogliere impreparati, sono già stati dall’area tecnica del club 4 allenatori: i due italiani Allegri e Sarri e i due stranieri Tuchel e Conceicao, quest’ultimo peraltro già cercato in estate prima di virare su Fonseca.

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Come riportato da la Gazzetta dello Sport, i nerazzurri affronteranno il City di Guardiola alla prima giornata e Inzaghi potrebbe decidere di optare per il turnover contro il Monza. L’Inter dopo lo Scudetto della scorsa stagione potrebbe infatti decidere di dare la priorità alla Coppa e l’obiettivo di arrivare tra le prime 8 è alla portata, e una vittoria a Manchester sarebbe una ottima partenza. Il turnover è un lusso che invece il Milan non si potrà permettere, come dice la rosea, Fonseca ha davanti a se 3 Pordoi: Venezia, Liverpool (ancora imbattuto e a 0 gol subiti) e poi il derby. In casa Juve invece i dubbi sono legati all’inserimento dei nuovi – Koop e Douglas Luiz in particolare – e di alcuni giocatori in attesa di debutto, come Danilo. Il PSV non va preso sotto gamba: 10 gol nelle ultime due trasferte, primi a punteggio pieni in Eredivisie e trascinati da Lozano, 4 gol in 4 partite.

Toccherà poi anche all’Atalanta, campione uscente dell’Europa League: la piazza freme e le energie sono positive in vista dell’Arsenal, ma difficilmente Gasperini, di fronte al pubblico di casa con la nuova curva aperta, concederà sconti alla Fiorentina, con forse solo Lookman – arrivato tardi dagli impegni con la nazionale – a riposo. Per chiudere poi il Bologna: 60 anni dall’ultima volta si parte con lo Shakthar, squadra sulla carta abbordabile, ma di grande esperienza europea, quella che però porta ai rossoblù Italiano, che in viola ha imparato a gestire le risorse e il turnover.

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SUL RIENTRO – «Ho visto qualche ripresa del suo allenamento e mi ha sorpreso. Sono trascorsi cinque mesi e mezzo dall’infortunio. Sta facendo davvero passi da gigante. Lewis non si è rotto soltanto il crociato, ha avuto anche una lesione al legamento collaterale mediale. Di solito questi infortuni richiedono qualcosa tra i nove e i dodici mesi per un recupero completo.

Quando ho visto quelle immagini dall’allenamento mi sono stupito, mi chiedevo se fosse possibile che si muovesse già così a questo punto. Ma c’è da dire che rispetto ai miei tempi è cambiato tutto. Non voglio esagerare con l’entusiasmo, ma dentro di me sono felicissimo. La riabilitazione sta procedendo molto bene».

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DI BIAGIO – «Frattesi è un giocatore che per voglia e potenza può giocare in qualsiasi squadra europea. L’Inter è forte e può permettersi di lasciarlo in panchina ogni tanto. Il suo ruolo ideale è da interno di centrocampo che si inserisce da dietro e attacca la porta, ha bisogno di spazio per gli inserimenti».

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