Pagina 234 – Calcio News 24

Calciomercato Juve, pista Diogo Costa in stand-by: valutazione troppo alta e trattativa bloccata. Ecco cosa filtra

Calciomercato Juve, idea Diogo Costa per la porta: il Porto chiede 50 milioni e l’affare si complica. Le ultime notizie

La Juventus ha iniziato a programmare il futuro tra i pali e uno dei nomi più seguiti è quello di Diogo Costa. Come riportato da Fussballdaten, il portiere del Porto è considerato un profilo ideale per il nuovo ciclo bianconero, grazie alla sua affidabilità e al ruolo centrale ricoperto nel club portoghese. L’interesse è concreto, ma la trattativa appare tutt’altro che semplice.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

A frenare la Juventus è soprattutto la valutazione del Porto, che non intende scendere sotto i 50 milioni di euro per il suo numero uno. Una cifra importante, che rende complicato anche solo avviare un dialogo formale. In queste condizioni, la dirigenza bianconera non sembra intenzionata a muoversi senza margini di trattativa più favorevoli.

La possibile chiave per sbloccare l’operazione è Jorge Mendes, agente del giocatore, che potrebbe mediare tra le parti per ridurre le richieste del club lusitano e rendere l’affare sostenibile. La Juve osserva e attende: Diogo Costa resta un obiettivo di alto profilo, ma solo un intervento decisivo del suo entourage potrebbe avvicinare il portiere a Torino in vista della prossima stagione.

Mandas Lazio, si va verso la separazione definitiva: il Bournemouth accelera per il riscatto del portiere

Mandas Lazio, sempre più vicino all’addio: il Bournemouth valuta il riscatto e prepara la mossa decisiva. Le ultime

Il calciomercato della Lazio passa anche dalle decisioni tra i pali, dove uno dei dossier più delicati riguarda Christos Mandas. Il portiere greco classe 2001 è partito a gennaio in prestito al Bournemouth per trovare continuità, ma l’avventura in Premier League non ha ancora prodotto i risultati sperati: zero presenze e un inserimento che procede a rilento. Nonostante ciò, secondo Il Messaggero, in casa biancoceleste resta ottimismo sulla possibilità che il club inglese decida comunque di esercitare il diritto di riscatto.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

La cifra pattuita è tutt’altro che marginale: circa 17,5 milioni di euro, ai quali si sommano i 2,5 già versati per il prestito. Un’operazione che garantirebbe alla Lazio un incasso significativo, utile per ridefinire le strategie sul reparto portieri in vista della prossima stagione. Nel frattempo, la crescita di Edoardo Motta e il rientro di Ivan Provedel costringeranno la società a valutazioni precise e a una programmazione più strutturata.

In questo quadro, la posizione di Mandas rimane sospesa, ma il suo futuro sembra orientarsi sempre più lontano da Formello. La Premier League resta una pista concreta, anche se il campo — finora — non gli ha ancora offerto spazio per mettersi in mostra.

Mercato Milan, nodo Fullkrug in vista dell’estate: il riscatto si allontana e arrivano indicazioni sul centravanti

Mercato Milan, il rebus Füllkrug si complica: riscatto sempre più lontano, ecco cosa filtra sul futuro del tedesco

Il Milan si avvicina a un finale di stagione ad alta tensione, ma in via Aldo Rossi lo sguardo è già rivolto alle strategie per il 2026/27. Tra i dossier più delicati c’è quello di Niclas Füllkrug, arrivato a gennaio dal West Ham per far fronte all’emergenza offensiva. Il centravanti tedesco ha vissuto mesi discontinui: dopo il debutto incoraggiante con il gol decisivo contro il Lecce, i problemi fisici — compresa una frattura al dito del piede che lo ha limitato a lungo — ne hanno frenato rendimento e continuità.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Secondo il Corriere dello Sport, il riscatto fissato a 5 milioni è tutt’altro che scontato. A 33 anni, Füllkrug deve dimostrare di poter ancora rappresentare un valore aggiunto per il progetto tecnico di RedBird. Senza un cambio di passo netto nelle ultime giornate, sia in termini di gol sia di affidabilità atletica, il Milan potrebbe decidere di non confermarlo per la prossima stagione.

Sul suo futuro pesa anche la crescita di Santiago Castro, sempre più considerato un investimento da valorizzare. Per il “gigante di Hannover” le settimane che restano saranno dunque decisive: solo un finale convincente potrà convincere Massimiliano Allegri a puntare ancora su di lui nel 2026/27.

Calciomercato Inter, difesa verso una rivoluzione totale: l’analisi completa ruolo per ruolo in vista dell’estate

Calciomercato Inter, difesa da rifondare: la mappa completa delle situazioni individuali e delle mosse previste sul mercato

Il futuro della difesa dell’Inter si presenta come un vero cantiere aperto. Mentre la squadra di Cristian Chivu viaggia spedita verso lo scudetto con 69 punti, la proprietà Oaktree e la dirigenza stanno già pianificando una profonda rivoluzione per l’estate 2026. Secondo Tuttosport, nessuno dei cinque centrali attualmente in rosa può considerarsi certo della permanenza: tra riscatti, età avanzata e possibili plusvalenze, ogni scenario resta sul tavolo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

L’unico punto fermo sembra essere Manuel Akanji, destinato al riscatto dal Manchester City per 15 milioni, indipendentemente dalle clausole legate al titolo. Situazione opposta per i veterani Stefan De Vrij e Francesco Acerbi, ormai ai margini del nuovo assetto tattico: le loro possibilità di restare sono prossime allo zero e si fanno strada ipotesi di un ritorno in patria o di un trasferimento all’Al-Hilal di Simone Inzaghi, già interessato a gennaio. Più delicate e strategiche le posizioni dei due braccetti titolari, Yann Bisseck e Alessandro Bastoni. Il tedesco è vicino al rinnovo fino al 2030, con una valutazione che ha superato i 35 milioni.

Il nodo più complesso riguarda proprio Bastoni. Le tensioni seguite al post-Juventus e il forte interesse del Barcellona hanno riaperto scenari inattesi: un’offerta tra i 60 e i 70 milioni verrebbe presa seriamente in considerazione da Oaktree. Una sua eventuale cessione potrebbe addirittura spingere Chivu a un cambio strutturale, con il passaggio definitivo alla difesa a quattro e una revisione profonda delle strategie di mercato per adattare la rosa al suo ideale 3-4-2-1.

Italia, indicazioni chiave dall’allenamento: Tonali e Bastoni tornano in gruppo e danno fiducia a Gattuso

Italia, prove di formazione a Bergamo: Tonali e Bastoni si allenano con i compagni e puntano alla convocazione

L’Italia di Gennaro Gattuso prosegue la preparazione in vista della sfida decisiva contro l’Irlanda del Nord. Dopo la conferenza stampa del C.T. e di Mateo Retegui, la squadra è tornata ad allenarsi alla New Balance Arena, dove fin dai primi minuti si sono uniti al gruppo anche Sandro Tonali e Alessandro Bastoni. Un segnale incoraggiante, soprattutto in vista delle valutazioni finali sulla formazione.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Nel lavoro iniziale a coppie sono emerse alcune indicazioni utili sulle possibili scelte di domani sera a Bergamo. Federico Dimarco ha lavorato con Palestra, in ballottaggio con Politano per la fascia destra, mentre la disposizione dei difensori ha lasciato intuire che Federico Gatti possa essere il sostituto designato di Bastoni qualora il centrale dell’Inter non fosse in grado di partire titolare. Un allenamento, dunque, che ha offerto più di qualche indizio sulle gerarchie.

Gattuso aveva già affrontato il tema delle condizioni fisiche dei singoli in conferenza, confermando i recuperi completi di Mancini, Calafiori e Tonali, tutti nuovamente a disposizione. Restano invece da monitorare Bastoni, che ha fatto passi avanti ma non è ancora certo del posto, e soprattutto Gianluca Scamacca: l’attaccante dell’Atalanta è alle prese con un fastidio all’adduttore destro e il suo impiego rimane in forte dubbio.

Calciomercato Juve, fari su Celik: il difensore in scadenza con la Roma e le mosse per blindare la retroguardia

Calciomercato Juve, idea Çelik a parametro zero: lo stato dei dialoghi e le prossime mosse sul mercato difensivo

La Juventus continua a muoversi con decisione sul mercato alla ricerca di rinforzi mirati per consolidare il reparto difensivo in vista della prossima stagione. Tra i nomi più monitorati figura ancora quello di Zeki Çelik, profilo che negli ambienti bianconeri resta particolarmente apprezzato. Il terzino della Roma, in scadenza a giugno, rappresenta un’occasione a costo zero capace di garantire duttilità e affidabilità senza pesare sul budget. Anche Luciano Spalletti ne avrebbe avallato l’idoneità tecnica, motivo per cui la dirigenza juventina segue con grande attenzione l’evolversi della situazione.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Parallelamente, la società porta avanti contatti concreti per un altro obiettivo a parametro zero: Marcos Senesi, attualmente al Bournemouth. Anche il centrale argentino è in scadenza a giugno e viene considerato un profilo di alto livello per innalzare la qualità del pacchetto arretrato. La Juventus ha già avviato interlocuzioni in Inghilterra per valutare margini e tempistiche, con l’intenzione di anticipare la concorrenza internazionale e presentare un’offerta convincente.

Nonostante l’accelerazione su Senesi, il club non ha intenzione di abbandonare la pista Çelik. La strategia prevede infatti di mantenere aperti entrambi i canali per garantire alla guida tecnica alternative valide e complementari. Assicurarsi due innesti di questo livello a parametro zero permetterebbe inoltre di concentrare risorse economiche su altri reparti considerati prioritari.

Con l’avvicinarsi di giugno, i contatti con gli entourage dei giocatori diventeranno sempre più serrati, nella prospettiva di definire rapidamente gli accordi formali e chiudere operazioni considerate strategiche per il futuro della squadra.

Conte perde Lobotka, addio Napoli: bastano 25 milioni

Lobotka potrebbe essere arrivato all’ultimo atto della sua avventura a Napoli: sono sufficienti 25 milioni per acquistarlo

Mission Impossible: il Napoli di Antonio Conte proverà a rendere reale il sogno impossibile, ricucire lo strappo dall’Inter e tornare a vincere lo scudetto. Gli azzurri sono tornati a crederci grazie all’ultima serie di vittorie che sono coincise con il rallentamento dei nerazzurri: da 14 a 7 punti nel giro di poche giornate ed allora tutto può ancora succedere.

Molto si deciderà alla ripresa del campionato con il Milan che arriverà al Maradona e l’Inter che ospiterà la Roma: ridurre ulteriormente lo svantaggio significherebbe lanciare ufficialmente il guanto di sfida alla squadra di Chivu, altrimenti l’obiettivo diventerà blindare la Champions. E sarebbe comunque un traguardo importante, soprattutto tenendo conto di tutte le traversie che ha dovuto affrontare il Napoli.

La squadra di Conte è riuscita a tenere botta nonostante l’epidemia di infortunati che ha tolto al tecnico leccese per lunga parte della stagione i suoi big: senza Lukaku per mesi, senza de Bruyne e poi ancora fuori causa Anguissa, Neres, Di Lorenzo, Gilmour, McTominay. Una sequela impressionante che non ha risparmiato neanche Lobokta: lo slovacco ha avuto tre diversi infortuni ed è stato fuori due mesi. Una batosta per Conte visto che lo slovacco è uno dei perni del Napoli. Un perno che potrebbe dire addio a fine anno.

Calciomercato Napoli, Lobotka via con la clausola

Non è certa, infatti, la permanenza di Lobotka al Napoli. Con il contratto in scadenza nel 2027, le trattative per il prolungamento di contratto non sono ancora decollate e potrebbero anche finire su un binario morto.

Lobotka clausola
(Instagram Stanislav Lobotka) – Calcionews24.com

Entrambe le parti riflettono sulla possibilità di separarsi con il club che monitora Perrone come sostituto e lo slovacco che è finito nel mirino anche della Juventus dell’ex Spalletti. In caso di addio, il prezzo è già stabilito: 25 milioni di euro. Sarebbe questa la cifra della clausola presente nel contratto del calciatore, una cifra che rende Lobotka appetibile per le big d’Europa.

Sarà quindi un’estate calda per il Napoli e lo slovacco: il 32enne potrebbe essere all’ultimo anno in azzurro, una separazione che farebbe rumore ma che potrebbe accontentare tutti. Prima però c’è un campionato da terminare e Conte vuole farlo nel migliore dei modi: provare a vincere ancora lo scudetto o almeno restare in corsa fino alla fine e dimostrare che senza infortuni il bis tricolore sarebbe stato più che possibile.

Real Madrid, il Bernabeu apre le porte al tennis! Lo stadio messo a disposizione per gli allenamenti di Madrid Open 2026

Real Madrid, il Bernabeu apre le porte al tennis! Lo stadio messo a disposizione per gli allenamenti di Madrid Open 2026: cosa c’è da sapere

Il Mutua Madrid Open 2026 si giocherà regolarmente alla Caja Mágica dal 20 aprile al 3 maggio, ma l’edizione di quest’anno presenterà una novità destinata a far discutere. Per la prima volta, infatti, il Santiago Bernabéu, stadio del Real Madrid, verrà utilizzato come sede aggiuntiva per gli allenamenti dei grandi protagonisti del torneo. La notizia è stata riportata da Ubitennis ed è stata confermata anche da altre testate sportive.

Dal 23 al 30 aprile campi da tennis allestiti nello stadio del Real Madrid

Secondo le ricostruzioni pubblicate oggi, tra il 23 e il 30 aprile l’impianto madridista sarà allestito con campi da tennis destinati alle sessioni di preparazione dei giocatori impegnati nel Masters 1000 spagnolo. Tutti i match ufficiali resteranno comunque programmati alla Caja Mágica, mentre il Bernabéu fungerà da struttura di supporto in un contesto reso possibile anche dall’assenza di partite casalinghe del Real Madrid in quelle date.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Un’iniziativa logistica e d’immagine per il torneo di Madrid

L’operazione ha anche un evidente valore pratico e mediatico. Una parte rilevante dei tennisti alloggerà infatti nella zona dell’Eurobuilding, molto vicina allo stadio, e potrà così raggiungere rapidamente il nuovo centro di allenamento. Per il torneo madrileno si tratta di una scelta che rafforza l’immagine internazionale dell’evento e valorizza ulteriormente la natura polifunzionale del rinnovato Bernabéu.

Allenamento Inter, riprendono i lavori ad Appiano: Lautaro e Mkhitaryan verso il rientro

Allenamento Inter, riprendono i lavori ad Appiano: Lautaro e Mkhitaryan verso il rientro. Fissato l’obiettivo per il ritorno in campo di entrambi

Oggi è ripresa l’attività ad Appiano Gentile e tra i giocatori osservati con maggiore attenzione c’è Lautaro Martínez, attaccante argentino e capitano dell’Inter, fermo dal 18 febbraio per infortunio. Secondo quanto riportato da Sky Sport, il numero 10 nerazzurro ha continuato a lavorare durante la sosta per le nazionali con l’obiettivo di tornare a disposizione alla ripresa del campionato. Il traguardo fissato resta la sfida contro la Roma, in programma domenica 5 aprile, salvo eventuali rallentamenti nel recupero.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Mkhitaryan lavora ad Appiano, ma il rientro appare più prudente

Insieme a Lautaro si sta allenando anche Henrikh Mkhitaryan, centrocampista armeno di esperienza, alle prese con il recupero da un risentimento al bicipite femorale della coscia sinistra. Sempre secondo Sky Sport, per lui l’ipotesi più concreta sembra essere un ritorno in campo nella successiva trasferta contro il Como, piuttosto che nel match con i giallorossi. La gestione dei tempi resta quindi più cauta, in modo da evitare ricadute in una fase decisiva della stagione.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Chivu aspetta due pedine chiave per il finale di stagione

Per Cristian Chivu, allenatore dei milanesi, il recupero di due uomini come Lautaro Martínez e Mkhitaryan può diventare determinante nella corsa finale. Il capitano argentino punta a rientrare subito per dare peso offensivo alla squadra, mentre l’armeno viene gestito con maggiore prudenza. Ad oggi il quadro più probabile è questo: Lautaro verso il rientro con la Roma, Mkhitaryan più vicino al ritorno nella gara successiva. Le prossime sedute ad Appiano Gentile saranno comunque decisive per confermare i tempi

Conferenza stampa Retegui pre Italia Irlanda del Nord: «La settimana più importante dell’anno, devo ringraziare Gattuso per un motivo. Pio un gran giocatore»

Conferenza stampa Retegui pre Italia Irlanda del Nord: le parole dell’attaccante alla vigilia della semifinale dei playoff per accedere ai Mondiali

La conferenza stampa di Mateo Retegui alla vigilia di Italia Irlanda del Nord. Il centravanti della Nazionale interverrà alle 16:30 per presentare la sfida valevole per la semifinale playoff per qualificarsi ai Mondiali 2026 in compagnia del ct Gattuso.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Le sue parole a Sky Sport.

PRESSIONE RITORNO A BERGAMO – «Ho tanta voglia di giocare una partita così. Non so se si sente la pressione, tutta la squadra è pronta. Sto benissimo, penso a questa partita da quando è finita quella contro la Norvegia. Tornare a Bergamo è sempre bello, questa città per me è speciale. Pio è un grande giocatore, non c’è rivalità tra noi, siamo una grande famiglia».


Inizia la conferenza stampa

SENSAZIONI – «Prima di tutto devo ringraziare Gattuso perché mi ha parlato tanto quando sono andato in Arabia, mi ha trasmesso tranquillità e fiducia. Il ct mi ha detto delle cose che preferisco non dire ma sono molto grato a lui e continuerà sempre così. Questa è la settimana più importante dell’anno. Quando ho saputo che il mio club mi avrebbe dato dei giorni liberi, mi è sembrata subito la cosa più logica volare a Coverciano».

BERGAMO E PIO ESPOSITO – «Tornare a Bergamo per me è speciale, qui ho giocato bene anche con la Nazionale contro l’Estonia. Questo stadio mi dà di più. La concorrenza di Pio Esposito? Ben venga avere giocatori di questa qualità. Siamo una famiglia, lottiamo spalla a spalla».

COSA MI HA FATTO INNAMORARE DELLA NAZIONALE? – « L’Italia. Non ho mai avuto dubbi fin dal primo momento che ho indossato questa maglia, per me è la cosa più bella che mi sia capitata nella vita».

PRESSIONE? – «Sono molto tranquillo ma credo in generale tutta la squadra. Abbiamo parlato di tranquillità, di leggerezza, di non pensare tanto. Dobbiamo fare quello che stiamo facendo, da quando è a arrivato Gattuso la squadra ha dimostrato qualcosa in più».

COSA CI SIAMO DETTI IN QUESTI 3 MESI – «Tranquillità. Noi abbiamo una squadra di qualità, d’esperienza. Dobbiamo stare tranquilli e sereni e ora che dobbiamo scendere in campo bisogna solo essere al 200%. Tranquillità, leggerezza e comandare la partita, domani dobbiamo essere protagonisti e vincere. Siamo pronti per questa sfida decisiva, è il momento di dimostrare a tutti chi siamo».

IL MIO ALLENATORE IN ARABIA E’ NORDIRLANDESE – «Con lui ho un grande rapporto, parlo tanto con lui. Mi ha detto di godermi la partita, ma parliamo di altre cose con lui. Quando torno ci parlerò di nuovo».

Conferenza stampa Gattuso pre Italia Irlanda del Nord: «Domani la partita più importante della mia carriera, ma non paragonateci al 2006! Sono mesi che mi sento dire…»

Conferenza stampa Gattuso: le parole del commissario tecnico alla vigilia di Italia Irlanda del Nord, semifinale dei playoff per accedere ai Mondiali

La conferenza stampa di Rino Gattuso alla vigilia di Italia Irlanda del Nord. Il commissario tecnico della Nazionale interverrà alle 16:30 per presentare la sfida valevole per la semifinale playoff per qualificarsi ai Mondiali 2026.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Le sue parole a Sky Sport.

LA PARTITA PIU’ IMPORTANTE DELLA MIA CARRIERA – «Sono ancora giovane come allenatore, ma mi gioco tanto. Quella contro l’Irlanda del Nord è la partita più importante della mia carriera. Domani ci vogliono testa e gambe, loro credono fortemente in quello che fanno. Ma noi siamo carichi, nello spogliatoio c’è buon umore».

UMORE – «All’interno della squadra c’è un umore positivo. Sono stati tre giorni belli, bellissima atmosfera. Domani sappiamo cosa ci giochiamo, ma ci arriviamo carichi, anche sentendo responsabilità e tensione. Si tratta di una partita che si giocherà di testa e di gamba. I nostri avversari faranno pochissime cose ma sanno come farle. Bisognerà essere bravi ed essere forti mentalmente, quindi riuscire a giocare in velocità e a portare i giocatori negli ultimi 16-20 metri».

BASTONI E SCAMACCA – «Merito a Bastoni e Scamacca per la voglia che ci stanno mettendo di mettersi a disposizione, di stringere i denti. Questa è la partita più importante della mia carriera, sento di avere un Paese sulle spalle. In questi mesi tutti mi chiedono di portare la Nazionale al Mondiale».


Inizia la conferenza stampa.

SPINTA DEL PAESE – «Sono mesi che mi sento dire ‘Portaci ai Mondiali’. Ma mi sono preparato e non voglio pensare all’ipotesi che le cose vadano male. Ce la giocheremo. L’esperienza serve, ma domani servirà saper soffrire e stare attenti su quello che fanno bene. Specialmente la palla in the box e le seconde palle. Ma i giocatori di oggi sono così evoluti che conoscono bene gli avversari. Bisogna annusare il pericolo e farsi trovare pronti».

SU LIPPI – «Ho letto le parole di Lippi alla Gazzetta, mi hanno emozionato e lo ringrazio».

INFERMERIA – «Mancini, Calafiori e Politano non hanno nulla, ci saranno. Bastoni ieri ha fatto il 35% con la squadra, dopo lo testiamo. Lui e Scamacca sono gli unici in dubbio».

RIGORISTA – «Il rigorista in partita sarà Retegui, ma abbiamo provato tutti dal dischetto perché c’è anche questa possibilità, di giocarcela ai rigori».

IRLANDA DEL NORD – «Sappiamo i loro punti di forza, da mesi ne parliamo al telefono, non abbiamo fatto solo cene (sorride). Evoluti come sono, i giocatori di oggi vedono partite online, sistemi tattici. Da due giorni facciamo sala video, la squadra sa che deve annusare il pericolo. L’Irlanda su ogni palla ci crederà fortemente».

DORMIRE – «Vista l’età, devo ringraziare il nostro staff (ride), Sennò alle 4 apro gli occhi e sembro un pipistrello».

C’E’ UN SINNER IN QUESTA NAZIONALE? – «Lo spirito di squadra. Abbiamo giocatori importante, ma mi piacerebbe vedere il suo spirito in tutta la Nazionale».

COSA DIRE AGLI ITALIANI – «Sta a noi. Se scendiamo in campo anche nello stadio e diamo la sensazione di stare sul pezzo tutto il resto è una conseguenza. Non possiamo chiedere nulla a nessuno, siamo artefici del nostro destino. Ci vuole grande tranquillità e la consapevolezza che sfidiamo giocatori che hanno il veleno. Loro dicono che noi non abbiamo identità, ma è giusto che lo dicano… Noi dobbiamo farci trovare pronti».

SE HO GUARDATO GLI SPAREGGI DEL PASSATO? – «Non avevo bisogno di guardarli, li ho nella mia testa. Poi la verità è che se Jorginho segna all’Olimpico siamo al Mondiale. Quando io ho vinto nel 2003 se Ambrosini non s’inventa la spizzata siamo ai quarti di finale. La fortuna è una componente importante nel calcio, ma alla fine non andiamo al Mondiale dal 2014. Ma quello è il passato, pensiamo a domani».

LE SCELTE IN ATTACCO – «Non penso al 31, ma a domani. E ho la consapevolezza di avere attaccanti forti».

ANCORA SULL’IRLANDA DEL NORD – «No, ma ho visto le ultime loro gare e questa è la caratteristica principale. Dobbiamo stare attento sui piazzati, dobbiamo fare attenzione alla loro cattiveria. Poi Spencer quando ti attacca può farti male, ma le caratteristiche principali sono queste. E’ una squadra verticale che tutto quello che fa lo fa in maniera egregia».

LE DUE MANCATE QUALIFICAZIONI AI MONDIALI HANNO CAMBIATO LA PERCEZIONE DELLA NAZIONALE? – «E’ vero. Ma noi domani ci giochiamo qualcosa di importante. La responsabilità non è dei tifosi, sono state due delusioni pazzesche. Ma oggi non c’è tempo di parlare del passato, ma del nostro obiettivo. Dobbiamo riuscire ad andare a questo Mondiale perché è fondamentale per noi. L’obiettivo è quello di riuscire a tornare dove siamo stati per tanti anni e anche da protagonisti».

COME PREPARARE LA GARA – «E’ da preparare da tutti i punti di vista. Gare semplici non esistono più. Devi stare sul pezzo per 95 minuti, se non sei preparato… Dobbiamo essere pronti, domani avremo le nostre difficoltà. Bisognerà saper difendere sulle seconde palle, servirà il dente avvelenato. Le gare facili non esistono più».

L’IMPORTANZA DI QUESTA GARA IN PARAGONE AL 2006 – «Quello è un altro mondo, sono passati talmente tanti anni che non ricordo nemmeno più le gare che ho giocato… E’ la più importante sì, per la responsabilità che mi sento addosso non c’è paragone».

SULLE QUALITA’ DELL’IRLANDA DEL NORD – «Dobbiamo essere bravi a non perdere le seconde palle, ad avere una buona percentuale di recuperi. A scappare in maniera corretta e non farci trovare piatti, quando impattiamo col centrale dobbiamo dare la giusta copertura. Non dobbiamo sottovalutare e pensare che il compagno ci mette una pezza, serve annusare il pericolo».

Bastoni Barcellona, la rivelazione di Cubarsi: messaggio per il difensore dell’Inter?

Bastoni Barcellona, la rivelazione di Cubarsi: messaggio per il difensore dell’Inter? Occhio all’indizio di mercato per un futuro in Blaugrana

Continuano a circolare indiscrezioni sul possibile interesse del Barcellona per Alessandro Bastoni, difensore centrale dell’Inter e della Nazionale italiana. In Spagna il suo nome viene indicato tra i profili seguiti dal club blaugrana per rinforzare il reparto arretrato nella prossima estate, anche se al momento non risultano conferme ufficiali su una trattativa già avviata.

Pau Cubarsí prende posizione sul tema

Sul tema è intervenuto anche Pau Cubarsí, giovane difensore centrale del Barcellona, che in dichiarazioni rilanciate dai media catalani (RAC1) ha riconosciuto il valore di Bastoni, evitando però di alimentare ulteriormente le speculazioni e difendendo allo stesso tempo i centrali già presenti nella rosa blaugrana.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

PAROLE – «Ci seguiamo a vicenda su Instagram perché abbiamo condiviso il campo insieme e perché siamo colleghi nella professione. Ci sono giocatori magnifici, ma noi difensori centrali siamo bravi e non stiamo parlando di giocatori che non sono qui».

Como, Kempf ammette: «Sogno ancora di vestire la maglia della nazionale della Germania. Noi la miglior difesa della Serie A? Rispondo così»

Il difensore del Como, Marc-Oliver Kempf, ha detto la sua sul momento della squadra di Fabregas e sul suo sogno di giocare con la Germania

Intervistato da Sky Sport direttamente dal centro di allenamento dei lariani, il difensore del Como, Marc-Oliver Kempf, ha parlato così.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

MOMENTO – «Ci stiamo godendo la sosta, ma dovremo lottare fino alla fine per i nostri obiettivi: il tempo è bellissimo e possiamo tirare il fiato».

COMO CON LA MIGLIOR DIFESA DEL CAMPIONATO – «Grazie per averlo sottolineato, visto che si parla spesso solo di calciatori offensivi. Fabregas ci dà compiti precisi, tutti sappiamo cosa dobbiamo fare, è un lavoro di squadra e anche gli attaccanti ci danno una grossa mano. Butez è in un momento straordinario di forma e si parla tanto di lui».

SOGNO DI VESTIRE LA MAGLIA DELLA NAZIONALE? – «Certo, è un mio sogno e sono ancora giovane. Alla fine però non dipende da me, è una scelta del ct, io devo fare del mio meglio come ho fatto fino ad ora e vedremo se il sogno può realizzarsi».

Pedro Lazio, futuro in bilico? Dal confronto con la passata stagione all’ipotesi ritiro: lo scenario

Pedro Lazio, futuro in bilico? I numeri a confronto con la passata stagione e l’ipotesi ritiro a fine anno: lo scenario per lo spagnolo

Il futuro di Pedro Rodríguez, attaccante spagnolo classe 1987 e uno dei fedelissimi di Maurizio Sarri, resta uno dei temi più delicati in casa Lazio in vista della prossima estate. A parlarne è TMW. L’ex esterno offensivo di Barcellona, Chelsea e Roma, diventato negli anni un punto di riferimento per lo spogliatoio biancoceleste e un idolo della tifoseria, si avvicina infatti a una fase inevitabilmente decisiva della sua carriera. Con i suoi 39 anni ormai alle porte, il numero 9 laziale è chiamato a riflettere su ciò che accadrà al termine della stagione, anche perché il contratto che lo lega al club capitolino scadrà tra pochi mesi. Il suo nome continua ad avere un peso importante all’interno del gruppo, ma l’età e il minutaggio sempre più limitato impongono valutazioni profonde sia al giocatore sia alla società.

Pedro Lazio, numeri in calo ma ruolo ancora importante nelle rotazioni

In questa stagione Pedro è stato utilizzato soprattutto come arma a partita in corso. Le presenze non sono mancate, ma il suo impiego è stato spesso centellinato, a conferma di una gestione più mirata rispetto al passato. Le sei gare da titolare e i minuti medi inferiori rispetto alla scorsa annata raccontano bene il cambiamento del suo ruolo all’interno delle rotazioni biancocelesti. Nonostante questo, il contributo dello spagnolo resta significativo, sia per la sua capacità di incidere anche entrando dalla panchina, sia per la leadership che continua a trasmettere in allenamento e in partita. Il confronto con la passata stagione evidenzia però un calo fisiologico, legato non solo ai numeri offensivi ma anche alla diversa continuità nell’utilizzo, elemento che porta inevitabilmente a interrogarsi sul suo domani.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Addio sempre più probabile: la Lazio riflette sul post Pedro

A rendere ancora più concreta l’ipotesi di una separazione sono state anche le recenti parole dello stesso Pedro, che non ha escluso scenari diversi dalla permanenza e ha lasciato intendere come il momento dell’addio possa essere vicino. Il rapporto con la Lazio resta ottimo, ma tutto lascia pensare che il percorso dell’attaccante spagnolo in biancoceleste sia vicino ai titoli di coda. In un contesto in cui il club dovrà sciogliere diversi nodi in vista della prossima stagione, anche la questione legata al futuro del veterano offensivo rappresenta un passaggio da affrontare con attenzione. La sensazione è che, salvo sorprese, il finale di campionato possa accompagnare Pedro verso l’ultima parte della sua avventura romana.

Lucescu emoziona: «Sono malato, ma non posso andarmene da codardo. Sulla sfida con la Turchia dico questo»

Il commissario tecnico della Romania, Mircea Lucescu, ha detto la sua in vista della sfida contro la Turchia, parlando della propria malattia

Mircea Lucescu, allenatore romeno di 80 anni con una lunghissima carriera alle spalle, si prepara a guidare la Romania nella semifinale playoff contro la Turchia con l’obiettivo di riportare la nazionale al Mondiale dopo 28 anni di assenza. Il tecnico, che in Italia ha allenato anche Pisa, Brescia, Reggiana e Inter, ha raccontato al Guardian di stare affrontando da mesi una malattia di cui ha scelto di non rivelare la natura, per non trasformarla nel tema centrale attorno alla squadra. Nonostante i problemi di salute, ha deciso di continuare ad allenare dopo il via libera dei medici.

Ricoveri, preparazione e senso di responsabilità

Negli ultimi mesi Lucescu è stato ricoverato tre volte in ospedale, ma ha continuato a seguire da vicino il lavoro della nazionale, mantenendo i contatti con giocatori e staff e preparando nei dettagli la sfida contro la Turchia. Dalle sue parole emerge soprattutto un forte senso di responsabilità verso il calcio romeno: il commissario tecnico ha spiegato di aver scelto di andare avanti perché non vedeva alternative migliori per questo momento delicato e perché ritiene ancora possibile raggiungere la qualificazione.

La sfida con la Turchia in un clima difficile

Oltre all’aspetto tecnico, il ct della Romania ha sottolineato anche le difficoltà ambientali della trasferta contro la Turchia, da giocare in uno stadio che conosce bene per il suo passato nel calcio turco. Lucescu si aspetta un’atmosfera molto pesante e sta lavorando anche sul piano mentale per preparare i suoi giocatori, soprattutto quelli meno abituati a un contesto del genere. La sua missione, oggi, va oltre la semplice partita: riportare la Romania al Mondiale significherebbe chiudere in modo straordinario un’altra pagina della sua lunghissima vita nel calcio.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

LA SCELTA DI NON PARLARE DELLA MALATTIA – «Perché non fosse al centro dei discorsi. Quando i medici mi hanno detto che potevo continuare ad allenare, mi sono concentrato su ciò che dovevo fare per la Romania».

NON POSSO ANDARMENE DA CODARDO – «Ho parlato con la federazione e mi hanno detto che non riuscivano a trovare una soluzione. Non sono nella mia forma migliore, quindi mi sarei fatto da parte se ci fosse stata un’altra opzione. Ma insisto: non posso andarmene da codardo. Dobbiamo credere nella nostra possibilità di qualificarci».

SULLA SFIDA CONTRO LA TURCHIA – «Giocheremo in un’atmosfera impossibile. La conosco alla perfezione: è lo stadio del Besiktas. Non so se ci sia un modo per arginare il rumore che creeranno. Dovrò spiegare ai miei ragazzi, a quelli che non hanno mai giocato in Turchia, cosa li aspetta».

Abodi convinto: «La Serie B non deve essere la copia sbiadita della Serie A! Ricordo quando B Italia…»

Abodi convinto: «La Serie B non deve essere la copia sbiadita della Serie A! Ricordo quando B Italia…». Il pensiero del Ministro dello Sport

Intercettato da alcuni giornalisti a margine della conferenza stampa di presentazione di ‘B4People’ il Ministro dello Sport Andrea Abodi si è soffermato su alcuni temi legati alla Serie B. Queste le sue dichiarazioni riportate da TMW.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

PAROLE – «La Serie B è un campionato combattuto, vivace, dove oggettivamente non ci sono rendite di posizione e dove si vede anche del buon calcio, un aspetto che spesso non emerge e invece va raccontato bene. Anche in questo campionato vedo prospetti che vedremo in futuro in Serie A e anche con la maglia di qualche nazionale, non solo quella italiana. A dimostrazione che ogni campionato non deve essere una copia sbiadita di quello superiore, ma deve avere una sua identità e missione e sia al servizio di un sistema che consenta ai talenti, soprattutto italiani, di giocare e farsi spazio per essere poi pronti a impegni più probanti e importanti. Ne abbiamo bisogno e credo che il campionato di Serie B possa essere ancora un buon viatico. Ricordo perfettamente cosa fece B Italia come rappresentativa di lega, convocando anche atleti che non giocavano o erano in primavera e che successivamente abbiamo visto anche in Nazionale maggiore».

Carnesecchi Atalanta, la mossa della Dea che allontana la Juve: rinnovo sempre più vicino?

Carnesecchi Atalanta, la mossa della Dea che allontana la Juve: rinnovo sempre più vicino? Occhio al futuro del portiere!

Marco Carnesecchi, portiere riminese classe 2000 cresciuto nel vivaio dell’Atalanta, si è preso definitivamente la scena a Bergamo. Dopo l’esplosione con la Primavera nerazzurra e il percorso nelle nazionali giovanili azzurre, l’estremo difensore è diventato un punto fermo della squadra allenata da Raffaele Palladino, tecnico che lo considera uno dei pilastri del gruppo. In questa stagione il numero uno atalantino ha confermato la propria crescita, al punto da essere ormai stabilmente nel giro della Nazionale maggiore. Proprio il suo rendimento ha convinto il club bergamasco a muoversi con anticipo per blindarlo: diverse fonti di mercato concordano infatti sul fatto che il suo attuale contratto, in scadenza nel 2028, sia destinato ad essere prolungato fino al 2030.

Juventus interessata, ma l’Atalanta non vuole privarsi del portiere

Attorno a Carnesecchi si stanno inevitabilmente intensificando anche le voci di mercato. La Juventus, che sta valutando diversi profili tra i pali in vista della prossima stagione, lo segue con attenzione da settimane. Il suo nome era entrato nella lista dei profili quelli monitorati dal club bianconero, in un contesto in cui a Torino si ragiona anche sul futuro di Michele Di Gregorio e sugli equilibri del reparto portieri. Allo stesso tempo, però, la linea dell’Atalanta appare chiara: il club non considera facilmente cedibile il proprio numero uno e starebbe usando proprio il rinnovo per ribadire la volontà di trattenerlo. Le valutazioni circolate negli ultimi giorni parlano di una richiesta superiore ai 40 milioni di euro, cifra che renderebbe qualsiasi eventuale trattativa particolarmente complessa. A parlarne è Calciomercato.com.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Futuro da scrivere, ma oggi la Dea manda un messaggio forte al mercato

Il quadro, quindi, è abbastanza definito: Carnesecchi piace alle grandi, la Juventus lo apprezza, ma oggi il segnale più forte arriva da Bergamo. L’Atalanta vuole costruire attorno al suo portiere una parte importante del futuro immediato, anche perché in estate potrebbe già affrontare altri movimenti pesanti in rosa, come quello legato a Ederson, centrocampista brasiliano seguito all’estero. Non posso confermare, invece, come fatto certo che la moglie del giocatore abbia annunciato possibili spostamenti imminenti o che la Juventus sia pronta a formulare a breve un’offerta ufficiale: su questi aspetti restano soprattutto indiscrezioni. Il dato più solido, allo stato attuale, è che il club nerazzurro stia lavorando per blindare uno dei suoi uomini copertina e per alzare ulteriormente il muro davanti alle pretendenti

Sampdoria, Lombardo si tiene stretta la panchina? La posizione di vantaggio del tecnico e l’ombra di Cioffi

Sampdoria, Lombardo si tiene stretta la panchina? La posizione di vantaggio del tecnico e l’ombra di Cioffi: la situazione sui blucerchiati

In casa Sampdoria il tema della panchina continua a tenere banco, ma nelle ultime ore la direzione sembra essersi definita con maggiore chiarezza. Dopo giorni segnati da riflessioni interne, contatti e valutazioni sul possibile cambio di guida tecnica, la soluzione più probabile resta la conferma di Attilio Lombardo, ex bandiera blucerchiata e attuale allenatore ad interim, almeno per le prossime partite. Secondo quanto riportato da Tuttomercatoweb, la vittoria contro l’Avellino ha rafforzato la sua posizione, che appariva molto più fragile dopo il ko con la Carrarese. Al momento, quindi, il club ligure sembra orientato a non stravolgere l’assetto tecnico proprio nel momento decisivo della corsa salvezza.

Cioffi si allontana, Fredberg e Mancini su linee diverse

Le indiscrezioni rilanciate nelle ultime ore raccontano di una dirigenza non del tutto compatta sulla gestione del futuro immediato. Da una parte c’è Andrea Mancini, direttore sportivo blucerchiato, che sarebbe favorevole a chiudere la stagione con Lombardo alla guida del gruppo. Dall’altra resta più prudente Jesper Fredberg, CEO dell’area sportiva, che teme il rischio retrocessione e avrebbe valutato soluzioni alternative, tra cui Gabriele Cioffi, ex tecnico dell’Udinese. Sempre secondo TMW, però, la pista che porta a Cioffi non avrebbe trovato un terreno davvero favorevole all’interno del club, mentre anche altre ipotesi, come quella di Aimo Diana, si sarebbero raffreddate. In sostanza, il quadro resta delicato, ma il ribaltone immediato oggi appare meno probabile rispetto a quanto sembrava nelle scorse ore.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Stabilità cercasi: le ultime sei partite valgono la stagione

Il vero nodo, adesso, è scegliere se puntare sulla continuità o inserire eventualmente una figura di supporto accanto a Lombardo senza cambiare formalmente la guida tecnica. Anche questa possibilità viene considerata, ma senza una soluzione già definita. La priorità della Sampdoria è arrivare alle ultime sei giornate con un minimo di stabilità, evitando ulteriori scossoni in una fase già molto tesa. La vittoria contro l’Avellino ha restituito ossigeno alla squadra e, almeno per il momento, ha permesso all’attuale allenatore di mantenere il controllo della situazione. Il futuro tecnico blucerchiato resta quindi sotto osservazione, ma la strada imboccata sembra portare ancora verso Lombardo.

Lens, parla il dg Parrot: «Rinviare la partita con il PSG? È una loro scelta quella di puntare sulla Champions, ma la lega…»

Il direttore generale del Lens, Benjamin Parrota, ha detto la sua sulla richiesta del PSG di rinviare la partita di Ligue 1 contro di loro

Benjamin Parrot, direttore generale del Lens, ha preso posizione sul possibile rinvio della sfida contro il Paris Saint-Germain, legata agli impegni europei del club parigino. In un’intervista a L’Équipe, il dirigente ha chiarito che il Lens non contesta il diritto del PSG di avanzare la richiesta, ma ritiene che la priorità debba restare la tutela del campionato francese.

Il nodo calendario e la posizione del Lens

Parrot ha spiegato che il calendario era noto da tempo e che modificarlo ora rischierebbe di incidere sull’equilibrio sportivo della Ligue 1. Secondo il dirigente, la lega deve proteggere la continuità della competizione ed evitare che il torneo domestico venga subordinato alle esigenze della Champions League.

PSG-Lens, il dibattito resta aperto

Il caso resta quindi aperto in attesa della decisione della LFP, che ha confermato di aver ricevuto la richiesta di rinvio del PSG per la gara dell’11 aprile, prevista tra le due sfide europee contro il Liverpool. La presa di posizione del Lens aggiunge ulteriore tensione a una vicenda che tocca calendario, equità e gestione delle competizioni.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

PAROLE – «Non abbiamo nulla contro il PSG, è nel suo diritto fare questa richiesta. Ma è una scelta loro quella di puntare sulla Champions. Se la Lega non difende il campionato, chi lo farà? Il calendario era noto a tutti fin dall’inizio. Cambiarlo ora significa alterare la regolarità della competizione. La Ligue 1 non può diventare la variabile di aggiustamento della Champions League».

Leao Milan, il retroscena da Milanello: dal no alla chiamata del Portogallo alla forma da ritrovare! Il piano di Allegri

Leao Milan, retroscena da Milanello: dal no alla chiamata del Portogallo alla forma da ritrovare! Il piano di Allegri per il recupero dell’attaccante

Il Milan segue con grande attenzione le condizioni di Rafael Leao, attaccante portoghese e uomo chiave del reparto offensivo rossonero. Dopo aver saltato la sfida contro il Torino per il riacutizzarsi del fastidio all’adduttore destro, il numero 10 ha iniziato un percorso personalizzato di recupero a Milanello, restando a disposizione dello staff medico del club durante la sosta. Gli esami strumentali hanno escluso lesioni muscolari, ma il problema fisico non è stato comunque considerato trascurabile.

Portogallo saltato, obiettivo Napoli nel mirino

Per favorire il recupero, Leao non raggiungerà il ritiro del Portogallo e non prenderà parte agli impegni della nazionale lusitana. La scelta è stata presa per consentire all’attaccante di lavorare con continuità a Milanello e provare a farsi trovare pronto per il big match di campionato contro il Napoli, in programma lunedì 6 aprile 2026 al Maradona. La Gazzetta dello Sport ha riferito che il club rossonero considera la sosta un passaggio fondamentale per riportare il giocatore vicino alla migliore condizione possibile. Diverse ricostruzioni di giornata parlano anche di una condizione ancora lontana dal 100% (sarebbe al 60%).

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Allegri aspetta il suo numero 10 per lo sprint finale

Il piano di recupero punta quindi a rimettere Leao nelle condizioni ideali per la fase più delicata della stagione. Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, aveva già spiegato dopo il forfait con il Torino che il portoghese non era nelle condizioni di giocare e che aveva bisogno di un lavoro specifico. In questi giorni lo staff rossonero gestirà i carichi con prudenza, anche perché il fastidio all’adduttore si trascina da tempo e richiede attenzione. L’obiettivo del Diavolo è chiaro: recuperare pienamente il suo attaccante più esplosivo per una sfida pesantissima nella corsa al vertice.

Italia U21, Kayode si aggiunge alla lista di Baldini! L’incomprensione con Gattuso e il ripensamento: cos’è successo

Italia U21, Kayode si aggiunge alla lista di Baldini in ritardo! Tra i motivi c’è l’incomprensione con Gattusoo: cos’è successo

L’Italia Under 21 del commissario tecnico Silvio Baldini sta preparando le prossime sfide di qualificazione all’Europeo 2027 contro la Macedonia del Nord, in programma il 26 marzo a Empoli, e la Svezia, prevista il 31 marzo a Borås. Tra le novità del gruppo c’è anche Michael Kayode, esterno difensivo del Brentford classe 2004, arrivato al Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia nella serata di martedì 24 marzo. La sua aggregazione al gruppo è stata confermata dalla FIGC, che ha aggiornato così la lista dei convocati del ct azzurro.

Michael Kayode, prima l’attesa poi il ritorno in gruppo

Il ritorno di Kayode in Under 21 arriva dopo alcuni giorni di attesa. Il difensore, cresciuto nella Fiorentina prima dell’esperienza in Premier League, non era stato inizialmente inserito nel primo elenco, ma è stato poi aggiunto successivamente al gruppo azzurro. La scelta era direttamente collegata ai convocati della Nazionale maggiore, nei quali lo stesso Baldini si aspettava di trovare il nome di Kayode tra le scelte di Gattuso. Così non è stato, da qui la scelta di aggregarlo con l’U21. Si tratta comunque di un rientro significativo, perché il classe 2004 non giocava con gli azzurrini dal giugno 2025, quando l’Italia fu eliminata ai quarti dell’Europeo di categoria dalla Germania ai calci di rigore.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Numeri e crescita: Kayode si rilancia anche in chiave azzurra

Il rientro di Kayode premia una stagione positiva con il Brentford, club inglese con cui ha trovato continuità e minutaggio. L’esterno era già considerato uno dei reduci del precedente biennio azzurro, segnale di quanto il suo profilo sia seguito con attenzione all’interno del progetto tecnico. La sua presenza offre a Baldini un’opzione in più sulle corsie, in vista di due partite importanti per il cammino dell’Italia U21. Per gli azzurrini si tratta di un recupero prezioso, per il giocatore di una nuova occasione per tornare protagonista in maglia azzurra.

I CONVOCATI AGGIORNATI DELL’ITALIA UNDER 21

Portieri: Giovanni Daffara (Avellino), Edoardo Motta (Lazio), Lorenzo Palmisani (Frosinone);

Difensori: Honest Ahanor (Atalanta), Davide Bartesaghi (Milan), Gabriele Calvani (Frosinone), Fabio Chiarodia (Borussia Monchengladbach), Pietro Comuzzo (Fiorentina), Costantino Favasuli (Catanzaro), Gabriele Guarino (Empoli), Michael Kayode (Brentford), Mattia Mannini (Juve Stabia), Brando Morussi (Empoli);

Centrocampisti: Tommaso Berti (Cesena), Matteo Dagasso (Venezia), Giacomo Faticanti (Juventus), Luca Lipani (Sassuolo), Cher Ndour (Fiorentina), Lorenzo Venturino (Roma);

Attaccanti: Alessio Cacciamani (Juve Stabia), Luigi Cherubini (Sampdoria), Jeff Ekhator (Genoa), Seydou Fini (Frosinone), Luca Koleosho (Paris FC), Antonio Raimondo (Frosinone).

Bastoni Inter, l’allarme dalla Spagna: «Ha già detto sì al Barcellona!». Svelata la volontà del difensore e il prezzo

Bastoni Inter, dalla Spagna: «Ha già detto sì al Barcellona!». Svelata la volontà del difensore e il prezzo per il suo trasferimento in Blaugrana

Tornano a circolare voci di mercato attorno ad Alessandro Bastoni, difensore centrale dell’Inter e della Nazionale italiana, accostato al Barcellona in vista della prossima estate. Nelle ultime ore, la trasmissione spagnola El Chiringuito ha rilanciato l’ipotesi di un forte interesse del club catalano per il centrale nerazzurro, parlando anche di contatti già avviati e di una valutazione intorno ai 60 milioni di euro. Secondo l’emittente spagnola, Bastoni avrebbe già detto sì al Barcellona e sarebbe più che disposto a salutare la squadra nerazzurra in estate per intraprendere questa nuova avventura della propria carriera.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Inter e Bastoni, il presente parla ancora di centralità nel progetto

Bastoni continua a essere un elemento centrale nel progetto nerazzurro. Il difensore italiano è stato protagonista anche nelle grandi notti europee dell’Inter. Questo non esclude che il suo nome possa piacere ai blaugrana, ma oggi non basta per parlare di affare vicino alla chiusura.

LEGGI ANCHE: Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Barcellona interessato, ma oggi resta una pista tutta da verificare

Il Barcellona potrebbe effettivamente cercare un rinforzo di alto livello in difesa, e il profilo di Bastoni, mancino, esperto e abituato a giocare in una linea a tre o a quattro, è coerente con le esigenze di un top club europeo.

PAROLE – «Il Barcellona vuole un centrale e il prescelto è Bastoni: da quello che mi risulta è che il giocatori ha detto sì al Barcellona. Ci sono già stati contatti e il prezzo è di circa 60 milioni e c’è da trattare con l’Inter: Bastoni vuole andare via e mi hanno detto che le conversazioni sono state positive. E Bastoni è disposto di venire al Barcellona».

Calhanoglu svela: «Così sono diventato regista, Chivu dà opportunità a tutti! Vi racconto il passaggio dal Milan all’Inter, c’era anche la Juve!»

Il centrocampista dell’Inter, Hakan Calhanoglu, si racconta e svela alcuni retroscena sul suo addio al Milan e sul passaggio in nerazzurro

Intervistato da Kafa Sport direttamente ad Appiano Gentile, Hakan Calhanoglu si racconta così.

CHIVU – «A inizio stagione è cambiato l’allenatore. Secondo me ha influito bene sulla squadra. Era già nel club, allenava i giovani, quindi lo conoscevamo. È una persona molto alla mano, molto calorosa, e la squadra lo ha accettato subito. È molto aperto e questo è stato positivo. Ha anche il vantaggio di dare opportunità a tutti, anche ai giovani. L’allenatore precedente aveva una filosofia diversa, più orientata all’esperienza. Ognuno ha il suo modo di vedere le cose, ma ora stiamo andando bene, grazie a Dio»

PASSAGGIO DAL MILAN ALL’INTER– «Non è stato facile impormi all’inizio. Dovevo prima dimostrare a me stesso il mio valore. Anche per i tifosi dell’Inter c’erano dei dubbi. Ricordo la mia prima partita: un gol e un assist, un gol bellissimo. Ero emozionato, era un momento importante della mia carriera. Penso di averlo superato bene. Essere arrivato a parametro zero forse mi ha aiutato mentalmente. A volte il fatto di avere il passaporto turco può essere uno svantaggio in Europa, perché il nostro valore non è sempre riconosciuto. Però oggi giocatori come Kenan o Arda stanno ricevendo il giusto valore per le loro prestazioni, ed è molto importante. Credo di aver contribuito anche io a questo cambiamento. Quando ho scelto la nazionale turca, pensavo che potesse essere un esempio per altri ragazzi cresciuti all’estero. E infatti è successo: molti hanno scelto la Turchia, anche alcuni che poi si sono pentiti di non averlo fatto».

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

RUOLO – «Quando sono arrivato all’Inter giocavo in una posizione diversa. Con Inzaghi mi sono adattato a un ruolo più arretrato a centrocampo, da regista. All’inizio c’era Brozović, poi dopo la sua partenza il mister mi ha proposto quel ruolo. Ho accettato: gioco un po’ più lontano dalla porta, ma ho più controllo del gioco. Aiuto sia in fase offensiva che difensiva, mi piace anche entrare nei contrasti. Il mio stile è cambiato. I tifosi dell’Inter hanno pensato ad un coro per me. La prima volta sono rimasto sorpreso: non sono italiano, ma mi hanno dato tanto affetto. Significa che ho fatto qualcosa di buono. Mi hanno accettato e il rapporto di rispetto e amore è cresciuto. In Italia i tifosi sono molto importanti e sento di esserlo anche io per loro. Grazie a Dio, il lavoro che faccio viene ripagato».

GRUPPO – «Sto bene con tutti, ma sono più vicino ad alcuni compagni come Sommer, Dumfries, Thuram. Anche Akanji, arrivato quest’anno, si è integrato subito. Con Dumfries abbiamo parlato anche prima e dopo la partita agli Europei. C’è grande rispetto tra noi. Nello spogliatoio sono io il DJ, sia all’Inter che in nazionale. Mettiamo musica motivazionale. La canzone “Yalı Yalı” è nata così: mia figlia me l’ha fatta sentire su TikTok e mi ha detto di esultare così dopo un gol. Ho iniziato a metterla nello spogliatoio e poi è diventata virale. Arnautović ama molto la cultura turca».

PALLONE D’ORO – «La candidatura al Pallone d’Oro è stata un’esperienza bellissima. È qualcosa che da piccolo vedevi solo in TV, con giocatori come Ronaldinho, Messi, Ronaldo. Essere lì è stato speciale. Ricevere messaggi di supporto dalla mia famiglia e da persone importanti mi ha emozionato molto. Mi hanno reso orgoglioso. È bello ricevere messaggi così dagli allenatori e dai compagni più grandi con cui hai lavorato. Anche perché loro mi conoscono fin da quando sono arrivato per la prima volta in nazionale. Persone come Burak, Emre… non li dimenticherò mai. Anche grazie a loro oggi ho questo ruolo da capitano, hanno contribuito tanto. Loro me lo dicevano sempre: ‘Un giorno diventerai il capitano di questa squadra. Arriverà il tuo momento, e questa squadra sarà affidata a te.’ Quando quel giorno è arrivato ero davvero emozionato. Mi chiedevo: ce la farò? Sarò all’altezza? Alla fine rappresenti il tuo Paese, è una grande responsabilità. È normale avere questi pensieri. Tra i giocatori turchi di oggi, chi può arrivare al mio livello o superarmi? Io dico Kenan e Arda. Uno gioca al Real Madrid, l’altro è il numero 10 della Juventus. Hanno un potenziale enorme. Anche Can, dopo l’Eintracht, deve fare un salto importante per arrivare a quel livello. Ma tutti loro sono giovanissimi e hanno un grandissimo futuro».

VITA A MILANO – «Se riesco a girare tranquillamente? In realtà no, non molto. Vivo più fuori città. Quando vado in centro, vado la mattina presto. Non è facile essere riconosciuto, soprattutto dopo essere passato dal Milan all’Inter ed essere comunque così apprezzato. I tifosi del Milan ovviamente non sono contenti… Se ho mai avuto reazioni negative per strada? All’inizio sì, nei primi 3-4 mesi dopo il trasferimento. Mi insultavano, mi dicevano cose mentre camminavo. Ma succede perché non conoscono la verità».

ANCORA SUL PASSAGGIO DAL MILAN ALL’INTER – «Come è nato il trasferimento all’Inter? Il Milan non mi ha mai fatto un’offerta ufficiale per il rinnovo, solo a parole. Abbiamo aspettato fino alla fine dell’Europeo, ma niente. Poi c’erano anche Barcellona e Juventus interessate. Alla fine è arrivata l’Inter. Inzaghi mi chiamava continuamente durante l’Europeo. Mi voleva davvero tanto. Io ero indeciso: passare dal Milan all’Inter non è facile, è una scelta pesante. Il mio agente mi ha detto: ‘Dormici sopra e poi decidi.’ Il giorno dopo ho detto sì. Non ne ho parlato con la mia famiglia, è stata una decisione mia. Poi ho comunicato tutto a loro e mi hanno sostenuto. Mia moglie è sempre al mio fianco, qualunque decisione io prenda. Alla fine sono io che devo scendere in campo e prendermi le responsabilità»

TURCHIA – «Montella? Da quando è arrivato è cambiato tutto. Io avevo già lavorato con lui al Milan. Prima ancora che diventasse ct, è venuto a Milano e ci siamo incontrati. Nessuno lo sapeva. Io ero molto contento, perché lo conoscevo. Mi ha chiesto della squadra, dei giocatori, della mentalità. Gli ho spiegato un po’ tutto, anche la nostra cultura. E lui ha detto subito: ‘Qui non è l’esercito, dovete sentirvi a vostro agio’. Viene da Napoli, quindi è molto simile a noi come mentalità. La squadra lo ha accettato subito. La comunicazione è fondamentale e lui è molto bravo in questo: tratta tutti allo stesso modo. Ma la cosa più importante è il lavoro tattico. In nazionale ho avuto tanti allenatori, ma non avevamo mai davvero un sistema di gioco definito. Con lui invece tutto è cambiato: video, tattica, dettagli… ogni giorno. Analizzava ogni reparto separatamente: difensori, centrocampisti… spiegava tutto nei minimi dettagli. Poi abbiamo applicato tutto in campo: costruzione dal basso, pressing, organizzazione. Ora abbiamo un’identità chiara. E questo ci ha portato avanti. Anche il fatto di avere sempre più o meno la stessa formazione aiuta. All’Europeo abbiamo fatto bene. Se avessimo battuto l’Olanda, magari saremmo arrivati in semifinale… chissà. Ma già arrivare fin lì è stato importante, perché prima venivamo da un Europeo molto negativo. La gente diceva che non avevamo spirito. Invece abbiamo dimostrato il contrario».

L’INTERVISTA COMPLETA A CALHANOGLU

Morto Giovanni Ferrara, addio allo storico presidente del ‘Palermo dei picciotti’: aveva 75 anni

Morto Giovanni Ferrara, addio allo storico presidente del ‘Palermo dei picciotti’: aveva 75 anni. Il cordoglio del club rosanero

Il Palermo piange Giovanni Ferrara, ex presidente rosanero e figura centrale nella rinascita del club dopo il fallimento del 1986. Ferrara è morto oggi, mercoledì 25 marzo 2026, all’età di 75 anni. Nato a Lercara Friddi il 1° novembre 1950, l’imprenditore siciliano ha legato il suo nome in modo profondo alla storia della società di viale del Fante, guidandola in due periodi distinti: dal 1989 al 1993 e poi dal 1995 al 2000.

Giovanni Ferrara, il presidente della rinascita rosanero

Sotto la sua gestione il club visse alcune delle pagine più significative della propria storia recente. Ferrara fu infatti il presidente che riportò il Palermo in Serie B nel 1991, mentre nel 1993, da amministratore delegato, contribuì al doppio successo rappresentato dalla promozione e dalla vittoria della Coppa Italia di Serie C, ancora oggi unico trofeo presente nella bacheca rosanero. Il suo nome resta inoltre legato anche al periodo del cosiddetto “Palermo dei picciotti”, squadra simbolo di appartenenza e orgoglio cittadino.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il ricordo di una figura storica del Palermo

La scomparsa di Ferrara chiude una pagina importante del calcio palermitano. Prima di diventare presidente, era già vicino al club anche come imprenditore e sponsor, contribuendo alla ricostruzione dell’identità rosanero in anni delicati. Il suo percorso si concluse nel 2000, quando cedette la società, ma il segno lasciato nella memoria del tifo siciliano è rimasto forte. Per tanti tifosi del Palermo, Ferrara continuerà a rappresentare uno dei volti più riconoscibili della risalita del club nel calcio che conta.

IL CORDOGLIO DEL PALERMO E DEL SINDACO LAGALLA – «Il Palermo Fc, con il presidente Dario Mirri e tutta la famiglia City Football Group, esprime il proprio cordoglio. “Il ricordo del presidente Giovanni Ferrara – dichiara Mirri – rimarrà custodito nella memoria collettiva del Palermo e di tutti i suoi tifosi, con il suo tratto signorile, la grande passione per i nostri colori e uno straordinario rispetto per le persone e per gli impegni assunti, sempre a tutela e difesa del nostro Palermo. Anche in momenti molto difficili e faticosi per lui, per la sua famiglia e per il club, ma sempre pieni di passione, partecipazione e di coinvolgimento incondizionato per la squadra, ha sempre difeso ed aiutato tutto e tutti”.

Il sindaco Roberto Lagalla in una nota dichiara: “Ci lascia un uomo perbene, carico di passione e di visione che insieme ai suoi soci, pur tra mille difficoltà, ha contribuito alla causa della squadra rosanero, tenendo alto lo spirito di appartenenza. Tutti noi gli riconosciamo l’impegno quotidiano e di amore per i nostri colori. Alla sua famiglia rivolgo il cordoglio e la vicinanza dell’Amministrazione comunale”.».

Bonolis punge: «La simulazione di Bastoni? Una cosa ordinaria, polemiche nate per il livello mediatico. Dobbiamo assolutamente andare ai Mondiali con l’Italia, altrimenti…»

Il noto conduttore tv e tifoso interista, Paolo Bonolis, è tornato sul caso Bastoni e si è espresso sui playoff Mondiali per l’Italia

Intervistato da Sky Sport, Paolo Bonolis ha detto la sua sulla Nazionale di Gattuso, attesa domani dalla semifinale dei playoff per qualificarsi ai Mondiali contro l’Irlanda del Nord.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

PAROLE – «Certo che la sostengo la Nazionale, chi se la perde la partita domani? Dobbiamo assolutamente qualificarci al Mondiale per una gloria nazionale e dopo due Mondiali in cui non ci siamo stati. Penso che dovremmo farcela anche se il calcio a volte è infame perché due nazionali come Bosnia e Irlanda non hanno la storia come quella dell’Italia. Poi se non dovessimo riuscirci è anche giusto che non si vada: se non riesci ad affrontare queste due, al Mondiale è inutile che ci vai. Però credo che si possa e si debba fare: e sono sicuro che ce la faranno. I giocatori e la mentalità ci sono, tanti non l’hanno giocato mai e metteranno anima e corpo: ci sono giovani nuovi, è bello sapere che si sta creando un cambiamento generazionale. Con un gruppo unito l’Italia è superiore a Irlanda e Bosnia.

Gattuso ct? Ha un carattere che chiunque fa sport invidierebbe: lo si vedeva in campo, ha determinazione, grinta e rabbia ma anche gentilezza nel proporle. Non abusa di carattere ma lo distribuisce: tatticamente poi farà le scelte a seconda degli avversari o mantenendo una linea. Caratterialmente tanto di cappello.

Bastoni? Spero sia recuperato, non lo so: umanamente hai voglia se ha recuperato. Siamo in un’epoca in cui tutto è esasperato, qualunque cosa o è incredibile o inesistente, o straordinaria o un fallimento. Abbiamo perso la dimensione dell’ordinario. Quello di Inter-Juve è stato un fatto abbastanza ordinario per quanto succede nel calcio, una simulazione: ci stava, basta, ne hanno fatte tante. Ma il livello mediatico di oggi non permette ad alcuno, soprattutto in un clima così partigiano come nel calcio, di potersi permettere di sbagliare perché ci sono subito le forche caudine per tutti quanti su social, giornali e tv. E’ un’esistenza complicata: lui è un uomo, sa che è un problema dell’epoca ma non può essere soggettivo per la persona».

Mercato Lazio, pazza idea Milik! Svelata la posizione della Juve e l’eventuale valutazione per l’estate

Mercato Lazio, pazza idea Milik! Ecco la posizione della Juve e l’eventuale valutazione per l’estate: c’è un fattore che può favorire la trattativa

Il ritorno in campo di Arkadiusz Milik, attaccante polacco classe 1994, rappresenta una notizia importante per la Juventus, ma non elimina i dubbi sul suo futuro. Dopo un lunghissimo stop, il centravanti è tornato a disposizione nella sfida contro il Sassuolo, rientrando ufficialmente nelle rotazioni di Luciano Spalletti, tecnico bianconero. Il suo contratto con il club torinese è valido fino al 30 giugno 2027, ma la permanenza a Torino resta tutt’altro che certa. Il finale di stagione servirà proprio per capire se il giocatore potrà tornare utile al progetto tecnico oppure se la strada più probabile sarà quella di una separazione al termine del campionato.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Juventus, il ruolo di Milik resta da definire per la prossima stagione

In casa bianconera sono in corso valutazioni più ampie sul reparto offensivo e anche la posizione di Milik rientra in questo quadro. Il polacco potrebbe restare come alternativa d’esperienza nelle rotazioni, ma esiste anche l’ipotesi di una partenza già nella prossima finestra estiva, soprattutto se dovesse emergere un club disposto a garantirgli maggiore continuità. Dopo due anni segnati da problemi fisici e da una lunga inattività, il rientro dell’ex Napoli viene osservato con attenzione non solo dalla dirigenza juventina, ma anche dagli operatori di mercato. La società, dal canto suo, potrebbe valutare con apertura un’eventuale soluzione favorevole per entrambe le parti.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Lazio su Milik, possibile pista di mercato in Serie A

Tra i club che starebbero seguendo la situazione, stando a Calciomercato.it, c’è anche la Lazio, alla ricerca di una punta centrale a costi contenuti in vista della prossima stagione. L’idea del club capitolino sarebbe quella di monitorare le condizioni fisiche del centravanti in questo finale di campionato prima di prendere una decisione definitiva. La valutazione del cartellino, anche alla luce del lungo stop e del quadro contrattuale, non sarebbe particolarmente elevata e potrebbe aggirarsi intorno ai 5 milioni di euro. Molto dipenderà dalle risposte che Milik saprà dare sul campo nelle prossime settimane: il suo ritorno è già una notizia, ma il mercato potrebbe presto trasformarlo anche in un nome caldo per l’estate.

Ronaldo Jr, possibile futuro al Real Madrid? Si allena con i Blancos sulle orme del padre! Occhio allo scenario

Ronaldo Jr, possibile futuro al Real Madrid? Si allena con i Blancos sulle orme del padre! Occhio allo scenario per il figlio della stella portoghese

Cristiano Ronaldo Jr. continua il proprio percorso sulle orme del padre e nelle ultime ore è tornato al centro dell’attenzione internazionale. Il figlio maggiore di Cristiano Ronaldo, fuoriclasse portoghese oggi all’Al Nassr, si è infatti allenato con l’Under 16 del Real Madrid. La notizia è stata riportata da ESPN e da Marca, che confermano la presenza del giovane attaccante classe 2010 a Valdebebas insieme al gruppo del Cadete A. Il ragazzo, oggi quindicenne, è stato osservato in particolare nel ruolo di esterno offensivo e potrebbe proseguire gli allenamenti con il club spagnolo anche nei prossimi giorni.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Dall’Al Nassr al possibile ritorno in Europa

Attualmente Cristiano Ronaldo Jr. fa parte del settore giovanile dell’Al Nassr, club saudita raggiunto dopo il trasferimento del padre nel dicembre 2022. Prima dell’esperienza in Arabia Saudita, il giovane aveva già vestito le maglie delle giovanili di Juventus e Manchester United, seguendo in entrambi i casi i passaggi della carriera di CR7. Un eventuale approdo al Real Madrid avrebbe quindi anche un forte valore simbolico, considerando che proprio con i blancos il padre ha scritto una parte decisiva della propria leggenda, vincendo quattro Champions League tra il 2014 e il 2018.

Nazionale portoghese e crescita costante

Il percorso di crescita del giovane attaccante non riguarda soltanto i club. Nato negli Stati Uniti, Cristiano Ronaldo Jr. è stato convocato anche dalla nazionale portoghese Under 16 dopo aver già mosso i primi passi con l’Under 15. Questo conferma come il suo sviluppo venga seguito con attenzione anche a livello internazionale.

Barcellona, parla Rakitic: «Ok i fuoriclasse Pedri e Yamal, ma il vero trascinatore dei blaugrana al momento è lui!». Il nome

Barcellona, Ivan Rakitic ha rilasciato queste dichiarazioni sul momento che sta vivendo il club blaugrana. Le sue parole

A margine del ‘Legends Trophy‘ andato in scena in questi giorni a Milano, Ivan Rakitic, storico ex centrocampista del Barcellona e protagonista assoluto della conquista della Champions League a Berlino nel 2015, ha rilasciato un’interessante intervista a Mundo Deportivo. Le sue parole hanno analizzato il magico momento di forma della squadra catalana, proiettandosi verso l’attesissimo scontro tutto spagnolo nei quarti di finale di Champions League contro l’Atlético Madrid.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

L’EFFETTO RAPHINHA

Interrogato su chi sia attualmente il giocatore più determinante e insostituibile nello scacchiere tattico di Hansi Flick, il fuoriclasse croato non ha avuto la minima esitazione, incoronando l’esterno brasiliano a discapito dei giovanissimi idoli locali: «Se guardiamo la somma di tutto ciò che dà in campo, in questo momento mi sembra quello che gestisce e trascina maggiormente la squadra. Ovviamente tutti parliamo tantissimo di fuoriclasse generazionali come Pedri o Lamine Yamal, ma credo sinceramente che esista un Barça con Raphinha e un Barça completamente diverso senza di lui».

LA BATTAGLIA CONTRO SIMEONE

Il destino ha voluto mettere di fronte il Barcellona e l’Atlético Madrid in un quarto di finale di Champions League che si preannuncia caldissimo. Una sfida che Rakitic prevede come estremamente equilibrata: «Sarà un doppio confronto difficilissimo. Parliamo di due squadre che si conoscono letteralmente a memoria. Sono convinto che sia Hansi Flick che il Cholo Simeone prepareranno l’appuntamento nei minimi dettagli tattici. Ci godremo una grandissima partita di Champions; ovviamente il mio cuore spera che passi il Barça, ma sarà davvero dura uscirne vincitori».

LA CANTERA

Rakitic ha voluto sottolineare con entusiasmo anche il grandissimo lavoro fatto dal club con i giovani talenti cresciuti in casa, vero marchio di fabbrica di questa rinascita catalana: «Li vedo benissimo, si stanno divertendo in campo. Avere così tanti ragazzi cresciuti nel vivaio è una cosa bellissima e fondamentale per l’identità della società. Mi fa immenso piacere notare come sembrino aver imparato dagli errori commessi nella passata stagione. Ora arriva il momento più importante e decisivo dell’anno: credo che questo Barça abbia tutte le carte in regola per fare l’en plein di titoli».

Gabriele Pin a cuore aperto: «Gli anni di Firenze i momenti più belli, Prandelli è un maestro di gioco. Futuro? Dopo 5 anni mi starebbe bene un po’ d’Italia…»

Gabriele Pin, storico braccio destro di Cesare Prandelli, ha riavvolto il nastro della sua carriera. Le dichiarazioni

Da allenatore, Gabriele Pin è stato il braccio destro di Cesare Prandelli, anche nella nazionale vice-campione d’Europa nel 2012. Nel 2021 ha accettato il ruolo di supervisore tecnico all’Esteghlal, in Iran. Ex giocatore di Juventus, Lazio e Parma, si è raccontato a La Gazzetta dello Sport.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

L’IRAN OGGI «Avevamo un paio di giorni liberi. Eravamo appena rientrati da Teheran. Qualche giocatore era rimasto nella capitale per partire da lì. Uno mi scrisse un messaggio: “Mister, cosa sta succedendo? Ci hanno fatto scendere dall’aereo. La gente scappa. Ho visto cadere dei missili”. Erano quelli che avrebbero ucciso Ali Khamenei, la guida spirituale. Usa e Israele avevano cominciato a bombardare».

LA FUGA «Io ero con Branko, il preparatore dei portieri. Siamo tornati di corsa in albergo, abbiamo riempito una valigia e siamo saliti su un van del club, efficientissimo, che ha organizzato la nostra fuga verso il confine turco. Importante anche l’aiuto di Nicholas, un agente italiano. Ci abbiamo messo due ore a uscire dalla città: la gente aveva preso d’assalto negozi e pompe di benzina per far provviste. I ragazzi avevano invaso le strade per festeggiare, perché era arrivata la notizia della morte di Khamenei. Tutte le comunicazioni sono rapidamente saltate. Non potevo chiamare casa per tranquillizzare i miei».

ARRIVARE AL CONFINE «Più di 15 ore, tutte filate. Gli autisti non volevano fermarsi per riposare. Io mi sono seduto accanto al mio, appena ho visto che gli ciondolava la testa. Lo tenevo sveglio. Siamo arrivati a Tabriz e da lì al confine, dopo 2600 km di viaggio. A ogni benzinaio, 3 km di fila. Siamo partiti con 28 gradi, siamo arrivati a -18. Non eravamo preparati a quel freddo. Le mani erano diventate viola. Mi chiesero il passaporto, ma non riuscivo a prenderlo dal giaccone, avevo le dita ghiacciate. Dovettero sfilarmelo loro».

PROBLEMI AI CONTROLLO «Qualcuno… Ma si sono risolti con qualche banconota. Io però non ho pagato. Un soldato mi fa: “Coach Esteghlal?” Con l’Esteghlal avevo vinto uno scudetto che aspettavano da 9 anni. “Posso fare una foto?”. “Fammi tutte le foto che vuoi, ma lasciami passare…”. Oltre il confine ci aspettavano i pulmini del Vanspor, il club turco contattato dal mio. Ci hanno portato nella vicina città di Van. Eravamo distrutti, ma invece di dormire, io e Branko siamo riusciti ad acquistare su Internet due biglietti aerei per Istanbul e siamo partiti subito. E da lì a Bologna».

INCUBO FINITO «Per noi, non gli amici di Esfahan. I persiani sono persone splendide, dolci, generose e colte. Tantissimi giovani. C’era un ragazzo che lavorava nel mio albergo e, finito il turno, tirava fuori i libri e studiava a un tavolino. “Mi mancano due esami di Ingegneria. Sogno di viaggiare e di trovare un bel lavoro, ma non mi fanno uscire da qui”, piangeva mentre mi raccontava. Il peggio è avvenuto a dicembre. Alle sei di sera ci chiudevamo in albergo, tiravamo giù le tapparelle. Fuori poteva succedere di tutto. Avevano spento Internet per impedire che arrivassero all’estero i filmati delle repressioni. Ogni mattina c’erano banchi vuoti nelle classi e i professori che protestavano venivano portati via. I giovani e le donne, splendide, sono stati in prima fila, fin dalla prima ora. A Teheran abitavo proprio davanti al carcere di Evin, quello ricavato nella montagna, dove è stata torturata e uccisa Mahsa Amini, per aver indossato male il velo».

IL FUTURO «Quando Prandelli ha smesso, dopo una ventina di anni insieme, non me la sono sentita di fare il secondo ad altri. Mi è arrivata la proposta dell’Esteghlal e ho accettato la sfida. Sono un veneto curioso che ama viaggiare, come Marco Polo… Dopo 5 anni, mi starebbe bene un po’ d’Italia. Senza pretese o limiti: lavorare nel calcio è comunque una gioia, è ciò che amo».

UN MOMENTO BELLO «Gli anni di Firenze: la risalita da -15, la Champions, le vittorie sul Liverpool, la qualità del gioco, l’empatia con la città».

IL MASSIMO DA CALCIATORE «I 9 punti di penalizzazione per il calcioscommesse rimontati con la Lazio stagione 1986-87. Nel ritiro di Gubbio, Eugenio Fascetti parlò chiaro: “La situazione la conoscete. Chi non ci sta, se ne vada. Chi resta, dovrà dare tutto”. Non se ne andò nessuno. È stata la mia impresa più dura e, per questo, speciale. Come lo è per i tifosi laziali».

IL CALCIO OGGI «La tecnica è sicuramente un bene, la tattica non è il male. Se ci invitano anche in Iran, è perché riconoscono la nostra sapienza tattica. Per liberare l’uno contro uno di un’ala tecnica contro un terzino, bisogna fargli arrivare la palla. E gli arriva attraverso rotazioni, transizioni, gioco, cioè tattica. Il calcio sarà sempre una moneta a due facce: tecnica e tattica».

LA NAZIONALE DI PRANDELLI SOTTOVALUTATA «Non lo so. So solo che Cesare è un maestro di gioco e so che avevamo un quadrilatero rotante a centrocampo con funzioni intercambiabili che non dava punti di riferimento. Giocavamo palla a terra e attaccavamo gli spazi. Il calcio che oggi promettono tutti».

Denis confessa su Retegui: «L’avevo consigliato io all’Atalanta, Gasperini lo ha fatto crescere tantissimo. Ha dimostrato questa cosa»

Denis, ex attaccante, ha parlato così di Mateo Retegui in vista dei playoff dell’Italia contro l’Irlanda del Nord per i Mondiali 2026

Domani sera Bergamo si vestirà d’azzurro per l’attesissima semifinale playoff per i Mondiali tra Italia e Irlanda del Nord. German “El Tanque” Denis ha lasciato un segno indelebile con la maglia della Dea e a Tuttosport affronta il tema Retegui e non solo.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

GASPERINI E IL VERO RETEGUI «Mateo l’avevo consigliato all’Atalanta perché per me era l’attaccante giusto per Gasperini. Poi è arrivato a Genova. E ha dimostrato che non mi sbagliavo. La Serie A gli ha permesso di fare quel salto in avanti che gli serviva. Gli ha dato la conoscenza del calcio italiano, un calcio importante. Poi è stato bravo lui a inserirsi subito, a dimostrare le sue capacità. Gasp lo ha fatto crescere tantissimo in campo, di testa. Lo dicono i numeri. In lui ho sempre visto il tipico attaccante che si poteva adattare al calcio italiano: forte fisicamente, bravo di testa e dentro l’area rigore. Uno che riesce a leggere le giocate e poi uno che si sbatte a destra, a sinistra. Avanti e pure indietro per la squadra».

LA COPPIA CON PIO ESPOSITO «Pio Esposito sta bene e lo ha dimostrato anche a Firenze»

RETEGUI COME EL TANQUE «Io a volte uscivo un po’ più col fraseggio, partecipavo un po’ di più all’azione. Lui è di quegli attaccanti invece che sono un punto di riferimento in mezzo all’area di rigore. Però sì, posso dire che c’è una certa somiglianza…».

IL PLAYOFF MONDIALE «L’Italia se la può giocare tranquillamente anche perché ha dei grandi giocatori. Sono però partite secche e bisogna dare tutto e anche di più. Io sono convinto che l’Italia passerà, sono convintissimo di questo, però chi scende in campo deve essere consapevole della propria forza. Penso che Bergamo sia lo stadio perfetto per questo playoff. La gente di Bergamo dentro quello stadio è un’arma in più, si fa sentire, ti trascina. Io lo conosco bene, Mateo lo conosce bene. Bergamo aiuterà tantissimo gli azzurri per riuscire a prendersi la finale playoff».

L’IPOTESI DI UN RITORNO IN SERIE A «A volte nel calcio comandano i “numeri”. Io al suo posto non so cosa avrei fatto, però sicuramente davanti a certi “numeri” è difficile dire di no… Tornare in Italia? Sì, non ho dubbi, è un attaccante che può giocare con qualsiasi big nel nostro campionato. Io sono convinto che in questo momento storico l’Italia abbia bisogno di questi giocatori per aumentare la propria competitività. Quest’anno si è fatta fatica nelle competizioni internazionali e uno come Retegui servirebbe tanto un po’ a tutte le grandi».

×