Pagina 235 – Calcio News 24

Juventus, ore calde per il rinnovo di Spalletti: quando si entrerà nel vivo! Spunta una data chiave per la firma dell’allenatore

Juventus, si sta entrando nel vivo per quanto riguarda il rinnovo di Luciano Spalletti. Ecco quando arriverà la firma del tecnico bianconero

La Juventus ha deciso di blindare definitivamente la propria guida tecnica in vista dei prossimi, delicatissimi impegni stagionali. Secondo le ultimissime indiscrezioni lanciate dall’edizione odierna del quotidiano Tuttosport, Luciano Spalletti farà il suo regolare rientro nella giornata di domani presso il centro sportivo della Continassa.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

L’obiettivo a breve termine è chiarissimo: iniziare a preparare tatticamente la fondamentale sfida contro il Genoa, studiando le migliori strategie per dominare sul campo. I bianconeri hanno infatti l’assoluto bisogno di ritrovare immediatamente il feeling con la vittoria per non perdere ulteriore terreno in classifica. Oltre al rettangolo verde, il rientro nel quartier generale rappresenta l’occasione perfetta per sistemare definitivamente i decisivi dettagli burocratici legati al futuro dell’allenatore.

I dettagli del prolungamento: intesa totale e firma imminente

Le attenzioni della dirigenza sono totalmente rivolte al prolungamento del contratto del tecnico toscano. Le parti in causa hanno ormai raggiunto un’intesa totale su tutti gli aspetti economici. L’accordo formale prevede un nuovo e solido legame valido fino al 2028, a testimonianza della grandissima e incondizionata fiducia che la società ripone nel meticoloso lavoro del proprio mister.

I vertici bianconeri considerano la figura di Luciano Spalletti assolutamente imprescindibile per garantire la costante crescita dell’intero gruppo. L’intesa definitiva, ampiamente raggiunta nelle passate settimane, necessita ora solamente di essere sancita in maniera ufficiale con le classiche firme di rito. Stando a quanto filtra dagli ambienti torinesi, ogni momento risulterà quello giusto per annunciare l’intesa finale.

Stabilità per lo spogliatoio e focus esclusivo sul campionato

Questa tempestiva e fondamentale operazione di mercato garantirà un’enorme stabilità a tutto l’ambiente juventino, allontanando in modo definitivo le fastidiose speculazioni mediatiche che avrebbero potuto minare pesantemente la serenità dello spogliatoio.

I giocatori avranno così la totale certezza di poter proseguire l’ambizioso progetto tattico avviato con l’attuale mister, concentrandosi in via del tutto esclusiva sulle proprie prestazioni per raggiungere gli sfidanti traguardi prefissati dalla società in estate. Risolto questo nodo cruciale legato alla panchina, il club e l’intero staff potranno concentrare le proprie energie unicamente sulla complessa e ostica partita casalinga contro la solida formazione ligure.

Giovanni Kean sul fratello Moise: «Annata difficile. Con Gattuso si trova molto bene, con Retegui c’è feeling perché è un ‘cane’ simile a lui»

Giovanni Kean, fratello di Moise, ha parlato così in vista dei playoff Mondiali con l’Italia. Queste le sue dichiarazioni

Domani sera, Giovanni Kean sarà in tribuna a Bergamo a fare il tifo sfegatato per il “fratellino” Moise, atteso da un crocevia fondamentale con la maglia della Nazionale azzurra per le qualificazioni al Mondiale. Ecco cosa ha raccontato a Tuttosport.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

UN PASSO INDIETRO PER IL “FRATELLINO” «Sono arrivato fino in Lega Pro, poi tanta Serie D ma mi sono dedicato di più a mio fratello che alla carriera. Abbiamo un bel rapporto, praticamente l’ho cresciuto io e per lui è importante il fatto che gli stia vicino per alcune cose. Moise era il predestinato in famiglia: l’ho capito subito perché già da piccolo si vedeva che era forte, diverso dagli altri. Sinceramente però non avrei mai pensato che potesse arrivare a questi livelli».

IL FISICO «Fisicamente siamo dotati noi Kean: in campo abbiamo la stessa postura e per questo mi rivedo tanto in lui. E se protegge palla in quel modo è perché glielo ho insegnato io… (ride, ndr)».

I MODELLI «Ci ispiravamo a Balotelli e a Moise, da piccolo, piaceva tanto Martins. E tra l’altro mio fratello è un bel mix tra i due: ha la velocità di Oba Oba e, nel contempo è potente e possiede la tecnica di Mario».

UN GRAZIE SPECIALE «Se è diventato Kean deve dire grazie a Ciccio Grabbi che è anche suo padrino, a cui siamo tanto legati. Lo ha preso nei Giovanissimi della Juve fino all’approdo in Primavera: ha lavorato tantissimo su di lui insegnandogli come attaccare la profondità e i tempi di inserimento».

LA CURA GATTUSO «Con Gattuso si trova strabene: in Nazionale hanno un bel gruppo. Peccato solo che sia stata un’annata difficile per Moise. Per colpa degli infortuni, ultimo quello alla tibia, non è riuscito a rendere come nell’ultima stagione ma con l’Inter l’ho visto bene, ora speriamo in giovedì».

IL FEELING CON RETEGUI «Non mi ha stupito, perché ha trovato un compagno simile a lui, un altro “cane” che corre, si impegna, si butta su ogni pallone. E così si dividono le zone di campo da coprire: muovendosi tanto riescono a trovare comunque spazio e là davanti dove non trovi uno c’è l’altro».

L’ITALIA CE LA FARA«Perché partecipare a un Mondiale non capita tutti i giorni e quindi penso che siano tutti quanti stramotivati. Inoltre perché sanno bene di avere alle loro spalle una Nazione che conta su di loro. Alla fine giochi a calcio per fare queste partite: sono convinto che ci daranno delle grosse soddisfazioni».

Italia Under 21, un volto nuovo tra i convocati di Baldini: è arrivato ieri sera a Tirrenia! Di chi si tratta, tutti gli aggiornamenti

Italia Under 21, si è aggiunto un nuovo giocatore alla lista dei convocati del ct Silvio Baldini. Di chi stiamo parlando

Il cammino verso la massima competizione giovanile continentale entra nella sua fase più calda. L’Italia Under 21 guidata dal ct Silvio Baldini sta affilando le armi nel proprio quartier generale in vista dei prossimi, delicatissimi impegni ufficiali. L’obiettivo degli Azzurrini è chiaro: raccogliere punti preziosi nelle qualificazioni all’Europeo 2027 per blindare il passaggio del turno e confermare il prestigio del nostro movimento calcistico a livello internazionale.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Il calendario: doppio impegno contro Macedonia del Nord e Svezia

La marcia della Nazionale Under 21 prevede due tappe fondamentali nel giro di pochissimi giorni, che richiederanno il massimo sforzo fisico e mentale. La prima sfida andrà in scena in terra toscana: il 26 marzo a Empoli, l’Italia ospiterà la Macedonia del Nord, un match in cui sarà obbligatorio imporre il proprio gioco e sfruttare il fattore campo. Successivamente, la compagine azzurra volerà in trasferta per affrontare la Svezia il 31 marzo a Borås, una gara che si preannuncia ostica contro un avversario tradizionalmente quadrato e molto pericoloso tra le mura amiche.

Novità dal ritiro: Michael Kayode si aggrega al gruppo

Per affrontare al meglio questo ravvicinato doppio impegno internazionale, il commissario tecnico ha deciso di puntellare ulteriormente il reparto arretrato. Tra i giocatori a disposizione si aggiunge anche il difensore del Brentford, Michael Kayode. Il talentuoso esterno, attualmente in forza nella Premier League inglese, è arrivato ieri sera al CPO di Tirrenia, unendosi immediatamente ai compagni di squadra. Il suo prezioso innesto garantisce a mister Baldini maggiore spinta sulle corsie esterne, grande duttilità tattica e un bagaglio di esperienza utilissimo per blindare la difesa.

L’elenco completo dei difensori convocati

Con l’arrivo dell’ex giocatore della Fiorentina, la retroguardia azzurra è ora al gran completo per preparare le due sfide. Questa è la lista ufficiale dei difensori convocati dopo il suo inserimento:

  • Honest Ahanor (Atalanta)
  • Davide Bartesaghi (Milan)
  • Gabriele Calvani (Frosinone)
  • Fabio Chiarodia (Borussia M’gladbach)
  • Pietro Comuzzo (Fiorentina)
  • Costantino Favasuli (Catanzaro)
  • Gabriele Guarino (Empoli)
  • Michael Kayode (Brentford)
  • Mattia Mannini (Juve Stabia)
  • Brando Moruzzi (Empoli)

Stadio Flaminio Lazio, nuova frenata nel progetto biancoceleste! Le richieste del Comune di Roma e i tre tavoli di discussione aperti

Stadio Flaminio Lazio, altra frenata nel progetto del club! Le richieste del Comune di Roma e quali sono i tre tavoli aperti al momento

Il progetto della Lazio per il rilancio dello Stadio Flaminio subisce una nuova, fisiologica frenata. Se da un lato l’ambizione del club biancoceleste di ridare vita a un impianto storico è chiara e lodevole, dall’altro la complessa realtà urbanistica e burocratica della Capitale impone un necessario bagno di realismo. Il Comune di Roma ha infatti richiesto una corposa serie di integrazioni documentali, mettendo temporaneamente in stand-by l’avvio della conferenza dei servizi preliminare.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

L’idea di base c’è, ma per trasformarsi in un cantiere ha bisogno di fondamenta progettuali molto più solide. Ecco i tre macro-temi su cui la Lazio dovrà rimettersi al lavoro secondo l’analisi fornita dal Corriere dello Sport.

  1. L’ostacolo normativo e architettonico
    Il primo scoglio è procedurale: la società ha presentato uno “studio di pre-fattibilità”, un livello progettuale superato dalle norme vigenti. L’iter andrà adeguato agli standard attuali (attraverso i documenti DOCFAP e PFTE). Sul fronte architettonico, il Campidoglio e la Soprintendenza chiedono maggiore precisione:
    Rispetto della storia: manca un riferimento puntuale al Piano di Conservazione della Getty Foundation (“Keeping it Modern”), ritenuto la Bibbia per ogni intervento sul Flaminio.
    Dettagli strutturali: servono elaborati chiari su demolizioni, fondazioni in acciaio, volumi interrati e impatto visivo (inclusi gli ombreggiamenti sui palazzi di Viale Tiziano).
    Impiantistica: richiesti approfondimenti sui sistemi di climatizzazione e sulla separazione dei flussi tra pubblico, atleti e operatori.
  2. Il rebus mobilità e parcheggi
    Il piano biancoceleste, fedele alle moderne direttive UEFA, punta su una mobilità prevalentemente pedonale e su parcheggi delocalizzati. Un’ottima intenzione che però necessita di uno studio di fattibilità rigoroso: il Comune vuole capire nel dettaglio come verranno gestite le navette e, soprattutto, come si eviterà il collasso del quadrante in caso di eventi in contemporanea con il vicino Auditorium o il Palazzetto dello Sport.
  3. Vincoli storici e piano economico
    L’area del Flaminio è un campo minato dal punto di vista paesaggistico. Il progetto deve integrare le tutele per le aree di interesse archeologico limitrofe e rispettare il vincolo prescrittivo a sud dell’impianto. Infine, il piano economico-finanziario andrà interamente rivisto: mancano un’analisi completa dei costi-ricavi, la durata esatta della concessione e un documento chiave che valuti il reale impatto sociale e ambientale dell’opera sul quartiere.

Mercato Napoli: il punto sui rinnovi di McTominay, Anguissa, Lobotka e novità nel futuro di Lukaku. Cosa sta succedendo davvero

Mercato Napoli: la situazione per i rinnovi di McTominay, Anguissa, Lobotka e gli aggiornamenti nel futuro di Lukaku. Cosa sta accadendo

Il Napoli pianifica le strategie in vista della prossima estate. Tra scadenze contrattuali e sirene di calciomercato, la dirigenza partenopea è al lavoro per definire il futuro dei grandi protagonisti che hanno trascinato la squadra agli ultimi successi, compreso il tricolore del 2025 sotto la guida di Antonio Conte.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Rinnovi a centrocampo: la permanenza di McTominay e la clausola di Lobotka

Le notizie migliori arrivano da Scott McTominay. Il centrocampista scozzese, arrivato nel 2024 e subito diventato l’idolo del Maradona con già 24 reti all’attivo, è vicinissimo a blindare il suo rapporto con il club. A confermarlo è stato lo stesso ds Giovanni Manna: Futuro McTominay? Ha altri due anni di contratto, c’è un rapporto sano con i suoi agenti, ha espresso la volontà di restare, ne stiamo parlando senza fretta, non diventerà un tormentone”.

Diverso il discorso per Stanislav Lobotka. Il regista slovacco, fulcro del gioco azzurro con percentuali di passaggi riusciti superiori al 92%, ha un contratto valido fino al 2027, ma sul suo accordo pende una clausola rescissoria da 25 milioni di euro. Al momento il giocatore è concentrato esclusivamente sul campo, ma in estate quella cifra fissata potrebbe fare gola a molti top club europei.

Il nodo Anguissa e la dedizione di Lukaku

Resta invece in stand-by la situazione legata al rinnovo di contratto di Frank Anguissa. Dopo l’infortunio patito a novembre, i dialoghi per il prolungamento hanno subito un rallentamento, sebbene il club vanti un’opzione di rinnovo unilaterale fino al 2027. Come sottolinea il Corriere dello Sport: Frank ha tanti estimatori, ovviamente, soprattutto in Turchia, ma le parti hanno intenzione di continuare a camminare fianco a fianco; trovando però una quadra che faccia piacere a tutti.

In attacco, l’attenzione è tutta su Romelu Lukaku. Il centravanti belga ha recentemente lasciato il ritiro della Nazionale per lavorare a Castel Volturno, gestendo al meglio la condizione in vista della volata di Serie A e dei Mondiali 2026. Nonostante i rumors, La Gazzetta dello Sport chiarisce le sue priorità: Su Big Rom si concentrano i maghi delle previsioni, che un po’ lo danno in Arabia e un po’ lo vedono all’Anderlecht, perché si chiuda un cerchio: mentre Lukaku, che la svolta al Napoli l’ha impressa con la zampata al minuto 95 di Verona – tre punti necessari per restare attaccati al Milan e silenziosamente anche all’Inter – tenta di recuperare il tempo perduto”.

Torino, Beppe Dossena a tutto tondo: «Vedere la squadra così in basso era una sorpresa! Ora mi aspetto che questo giocatore si prenda la scena»

Torino, Beppe Dossena ha inquadrato attraverso queste parole la situazione in casa granata. Ecco cosa ha detto

Beppe Dossena, centrocampista campione del Mondo nel 1982, oggi osserva il suo Torino e ne parla con La Gazzetta dello Sport.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

ATTACCO «Io continuo a dire che lì davanti la squadra è molto forte. L’allenatore può scegliere qualsiasi soluzione, può giocare con due o anche tre attaccanti. Che Adams è un buonissimo giocatore, Zapata aveva bisogno di recuperare, Simeone poi è una garanzia. La squadra deve mettere questi tre giocatori in condizione di esprimersi, deve costruire attorno a questo reparto e cercare di non subire. Vedere la squadra così in basso per me era già una sorpresa. Secondo me qualche scalpo eccellente lo può prendere ancora».

D’AVERSA «Quando c’è un cambio tecnico in corsa si azzera tutto, anche gli eventuali problemi, le incomprensioni, le diatribe. Per l’allenatore che subentra diventa più facile lavorare, c’è terreno fertile. Poi però nel tempo occorre continuare, proteggere questo dono. Gli allenatori lo sanno. Chi fino a quel momento è stato impiegato poco, ha qualche speranza in più di giocare e quindi la qualità degli allenamenti aumenta, il livello si alza e ne beneficiano tutti».

LAVORO ATLETICO PERSONALIZZATO «Questo è il futuro. Nessuno di noi è uguale all’altro, avviene nella preparazione di un atleta così come nei rapporti tra le persone. Visto il numero di professionisti che compongono gli staff, occorre ricercare questo tipo di approccio. La strada è questa: personalizzare quando si può, tenendo comunque spazio anche per i momenti comuni».

L’IMPORTANZA DEL GRUPPO «Come prima cosa un allenatore deve sforzarsi di capire ciò che succede nel calciatore che ha di fronte. Là dove non deve transigere, però, è nei principi. Se si passa sopra a una regola fondamentale del gruppo, ad esempio al rispetto degli orari e di certi comportamenti, alla fine si erode il patrimonio di rapporti che è stato creato. Tre o quattro principi devono essere messi a prescindere e su quelli un allenatore deve essere spietato. Nessuno all’interno del gruppo deve superare quei limiti. Nel primo giorno in cui un allenatore entra nello spogliatoio, i giocatori gli fanno subito la radiografia. Presto sanno chi è, cosa possono aspettarsi da lui, come si devono comportare. Poi magari provano pure a demolirla, quella figura che sta davanti a loro. Per questo i principi devono rimanere al di sopra di tutto questo».

I GIOVANI «Se sono bravi i giovani giocano. La mia sensazione in generale è che gli stranieri abbiano una maturazione diversa rispetto alla nostra. Mi sembrano pronti, preparati. Al Toro comunque vedo grande qualità e i risultati stanno arrivando. Si può sperare che per questi ragazzi la maturazione avvenga prima possibile e che così esprimano tutto il loro potenziale».

GINEITIS «Quelli bravi giocano sempre. Anzi, su questo facciamoci qualche domanda. Non parlo del Torino, parlo del campionato in generale: a volte si dice “facciamo attenzione, non bruciamo i giovani”, ma chi è bravo deve giocare».

ILKHAN «Nessun allenatore gioca contro se stesso, chi decide chi deve scendere in campo vede i giocatori tutti i giorni e li valuta. Se qualcuno in Italia vuole prendersi il palcoscenico, deve conquistarlo. E a volte uno non gioca perché troppo facilmente concede agli altri di poterlo fare».

LA POSIZIONE DI VLASIC «Le qualità del croato sono quelle, le conosciamo. Lui ha tutte le possibilità di muoversi come vuole in quei settori».

CASADEI «Ora si deve prendere la scena. Con le caratteristiche che ha deve diventare un giocatore professionista di altissimo livello. Quando passano gli anni è brutto avere rimpianti. Deve dimostrare quello che è. Magari su questo, involontariamente, un po’ di freno a mano tirato lo ha, ma deve prendere coscienza delle qualità che possiede».

Kessiè torna in Serie A? Una big fiuta l’occasione a costo zero. Con il taglio dell’ingaggio l’operazione va in porto! Novità

Kessiè torna in Serie A? Una big tenta il colpo a parametro zero. Con il taglio dello stipendio l’affare si concretizza! Novità

Il mercato della Juventus inizia già a scaldarsi in vista dell’attesissima sessione estiva. La dirigenza bianconera è attivamente al lavoro per rinforzare la rosa, e secondo le recenti indiscrezioni riportate dal Corriere dello Sport, Franck Kessié rappresenta un obiettivo estremamente concreto per alzare il livello e la fisicità del centrocampo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

L’occasione dall’Arabia e le richieste di mister Spalletti

Il roccioso mediano ivoriano si trova attualmente con il contratto in scadenza con l’Al Ahli e ha già manifestato in modo chiaro la forte volontà di rimettersi in gioco nel calcio europeo, in particolar modo in Italia. La sua grande esperienza internazionale e la formidabile capacità di posizionarsi sul campo lo rendono un profilo molto seguito, perfetto per le specifiche necessità tattiche di Luciano Spalletti. L’allenatore chiede infatti elementi già pronti e di grande impatto per mantenere altissima l’intensità agonistica e mentale della squadra nel corso di tutta la stagione.

Le attente valutazioni interne del club hanno già portato a dei passi formali. La dirigenza ha effettuato una prima mossa esplorativa per sondare il terreno e comprendere le reali possibilità di chiudere un colpo a parametro zero. L’ex Milan gradirebbe moltissimo la prestigiosa destinazione torinese e spinge per definire un accordo che gli consenta di tornare protagonista assoluto in Serie A. L’operazione permetterebbe alla società di inserire in rosa un tassello di caratura internazionale senza sborsare euro per il cartellino. In questo modo, il club potrebbe ottimizzare le preziose risorse economiche per blindare il contratto di altri giocatori ritenuti fondamentali per l’ambizioso progetto in via di sviluppo.

Il nodo ingaggio: serve un taglio allo stipendio

Nonostante il reciproco interesse, l’ostacolo principale per arrivare alla fumata bianca è rappresentato dalle elevatissime cifre dell’ingaggio. Attualmente, il centrocampista percepisce in Arabia Saudita uno stipendio pari a 10 milioni di euro a stagione, una somma decisamente fuori dai rigidi parametri finanziari imposti dalla dirigenza bianconera.

Per concretizzare l’importante trasferimento, serve inevitabilmente che il ragazzo accetti di ridursi drasticamente le pretese economiche. I colloqui tra la dirigenza e l’entourage del giocatore proseguiranno senza sosta per cercare un punto d’incontro che possa soddisfare le parti in causa. Il management spera nella totale disponibilità e nella ferrea volontà del diretto interessato per limare le distanze finanziarie e regalare così al tecnico un innesto di primissimo spessore.

Galante racconta Spalletti: «Puoi chiamarlo a qualsiasi ora del giorno e della notte, lo troverai sempre sveglio. Quando rientra dalle trasferte…»

Galante, ex difensore, ha raccontato così Luciano Spalletti – tecnico della Juventus. Queste le sue dichiarazioni

Intervistato da Tuttosport, l’ex difensore Fabio Galante ha parlato della sua grande amicizia con Luciano Spalletti e il suo momento alla Juventus, impegnata nella difficile lotta per il quarto posto.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

LUCIANO «Generoso e premuroso. Chi lo conosce davvero o ci ha lavorato insieme non può non volergli bene. Basti vedere come l’ha voluto festeggiare la squadra il giorno del suo compleanno. Per lui darebbero tutto. È una persona piacevole anche fuori dal campo. Ha la capacità di metterti sempre a tuo agio. Se io, Montella, Birindelli, Melis e Ficini siamo arrivati a giocare in Serie A lo dobbiamo soprattutto a lui. Puoi chiamarlo a qualsiasi ora del giorno e della notte, lo troverai sempre sveglio e pronto a darti una mano. Non dorme mai. Quando rientra dalle trasferte, a volte sta sveglio fino all’alba per riguardarsi le partite. È un perfezionista: studia ogni dettaglio per migliorare le sue squadre».

LA JUVE E LA CORSA CHAMPIONS «Al di là del pari con il Sassuolo, la vedo ancora favorita per la Champions. Gioca un bel calcio: è un aspetto che alla lunga premia sempre. Lui non specula sul risultato. Segnato un gol, vuole che la squadra alzi i giri del motore per farne subito un altro. La cosa paradossale è che questa squadra ha dato segnali positivi anche nelle sconfitte con Inter, Atalanta e Galatasaray. Hanno davvero raccolto meno di quanto non abbiano meritato sul campo. È casuale che oggi siano a -3 dal quarto posto. È mancata fortuna e un po’ di concretezza nei momenti chiave. Se avessero segnato quel rigore allo Stadium, staremmo commentando tutta un’altra situazione…».

GORETZKA, BERNARDO SILVA, RUDIGER E… «Ecco, a questi aggiungerei Alisson. Per tornare a vincere ci vuole il giusto mix tra giovani promesse e campioni già affermati. Spalletti sa di avere a che fare con un gruppo dal grande potenziale, ma anche che gli mancano profili di esperienza a cui aggrapparsi nei momenti chiave. Quelli che riescono da soli a indirizzarti le partite. L’ossatura bianconera – in cui metto Yildiz, Locatelli, McKennie, Thuram, Bremer e Chico – è ben definita. Con 5 colpi mirati e Lucio in panchina, puoi tornare a giocarti lo scudetto. Se la Juve avesse un Malen, un attaccante vero – per intenderci – sarebbe già bella che in Champions».

VLAHOVIC E YILDIZ «Una volta recuperato, sono certo che darà una grande mano alla squadra. Dusan ha i numeri per fare la differenza. Sia lui che Milik sono due rifinitori: gli arriveranno decine di palloni nel corso delle partite. Starà a loro spedirli in porta. Fin qui Luciano ha dovuto arrangiarsi con i gol di McKennie, Chico e Yildiz. Del turco dico che nemmeno lui si rende conto di quanto forte possa diventare. Poi, che è un ragazzo favoloso, non solo dal punto di vista tecnico: ha i giusti comportamenti, si allena al massimo».

IL RINNOVO DI CONTRATTO «E fanno bene: il rinnovo di Spalletti è il più bel regalo che la Juve possa farsi, a prescindere dal quarto posto. Si sono resi conto che trovare un tecnico più forte è tutto fuorché semplice, e che con lui possono ambire a obiettivi impensabili fino a poco tempo fa».

LA SERENITÀ «È sereno, perché vede che la squadra continua a dargli risposte positive nel quotidiano. Al netto dei risultati, respira l’entusiasmo del gruppo. Una voglia sfrenata di andare a mille all’ora quando propone loro un concetto da sviluppare sul campo. Quando dice che “vive per il quarto posto” è perché lo pensa davvero. Sa che con questi presupposti lo centrerà. In Versilia, un paio di volte l’ho portato io in giro in macchina per dimostrargli che l’allievo aveva superato il maestro. Non mi rompe più le scatole per come guido, lo fa solo quando parlo di lui nelle interviste. Infatti sono sicuro che mi chiamerà per ‘cazziarmi’».

Calciomercato Torino: stagione da record per Vlasic, due big hanno posato gli occhi sul trequartista croato! Di chi si tratta e cosa può succedere in estate

Calciomercato Torino: Vlasic sta vivendo una stagione da record in granata, attirando su di sé le sirene di due big! Di chi si tratta

Secondo le ultime indiscrezioni di Tuttosport, l’annata strepitosa di Nikola Vlasic non è passata inosservata ai radar del grande calcio europeo. Il trequartista croato sta disputando una stagione straordinaria, confermandosi come il vero trascinatore del Torino nella serrata lotta per la salvezza in Serie A. Attualmente a quota 7 reti e 3 assist, il “Diez” granata ha messo nel mirino la doppia cifra: tagliare il traguardo dei 10 gol in un campionato di primissima fascia certificherebbe il suo definitivo salto di qualità. Un rendimento eccellente che gli consentirà di presentarsi da assoluto protagonista al prossimo Mondiale con la sua Croazia.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il nodo rinnovo: cessione e plusvalenza per il Toro

Le prestazioni del centrocampista offensivo accendono inevitabilmente le dinamiche di calciomercato, destando più di una preoccupazione tra la tifoseria piemontese. Il nodo principale riguarda il contratto, attualmente in scadenza nel 2027. I dialoghi per il rinnovo iniziati lo scorso gennaio hanno subito una brusca frenata e, senza un’intesa a breve, la cessione estiva diventerà lo scenario più logico.

La dirigenza del Torino vuole assolutamente evitare svalutazioni. Pur avendo un diritto unilaterale per prolungare l’accordo di ulteriori 12 mesi, imporre la permanenza appare controproducente. L’addio garantirebbe alle casse societarie una robusta plusvalenza, considerando i 10,5 milioni di euro versati al West Ham nell’estate del 2023.

Sirene europee: l’assalto di Borussia Dortmund e Roma

Con le ricche offerte saudite messe in stand-by, il futuro del “Diez” croato sembra destinato ai vertici del calcio europeo, con la forte ambizione di giocare in Champions League. Il Borussia Dortmund fa sul serio: l’allenatore e connazionale Niko Kovac stima profondamente il giocatore e lo ritiene il rinforzo perfetto per sostituire il partente Julian Brandt. I primi contatti sono già partiti.

In Italia, invece, la pista più calda porta dritta alla Roma. Gian Piero Gasperini apprezza tantissimo le qualità dell’ex Cska, ma ogni mossa dei giallorossi dipenderà dalle strategie societarie e dal futuro di Lorenzo Pellegrini: in caso di partenza di quest’ultimo, Vlasic sarebbe il primo nome sulla lista per rimpiazzarlo.

Bomba Nico Williams, l’Inter paga la clausola: doppio sacrificio eccellente

L’Inter pronta a pagare i 100 milioni della clausola di Nico Williams: le due cessioni che finanzieranno l’operazione

C’è Nico Williams nella testa dell’Inter. Mentre Chivu è chiamato a difendere i sei punti di vantaggio sul Milan (e i sette sul Napoli) nelle ultime giornate di campionato, Marotta e Ausilio hanno già la testa rivolta al calciomercato estivo.

Un calciomercato che potrebbe presentarsi con un colpo ad effetto per i nerazzurri: il 23enne attaccante esterno dell’Athletic Bilbao è da qualche giorno accostato alla società lombarda. Non un’operazione semplice quella per portare il talentuoso spagnolo a San Siro: Nico Williams piace, e non poco, alle big della Liga e il suo nome è anche cerchiato in rosso sulla lista degli acquisti delle grandi di Premier League.

L’Inter però non è intenzionata a tirarsi indietro e – riferisce ‘fichajes.com’ – sarebbe anche pronta a pagare la clausola da 100 milioni di euro per fare proprio il giocatore. Una cifra enorme, solitamente fuori dal raggio d’azione dei club italiani, ma in casa nerazzurra ci sarebbe già il piano per potersi permettere un affare di questa portata. Un piano che prevede due sacrifici eccellenti: due calciatori da cedere al miglior offerente per fare cassa e dare davvero l’assalto a Nico Williams.

Il piano dell’Inter per Nico Williams: cessioni per oltre 100 milioni

Nico Williams come il colpo da novanta per l’Inter 2026/2027: l’esterno spagnolo rappresenta il profilo perfetto per la voglia di Oaktree di puntare sui giovani e, considerata l’età, è il classico calciatore che dopo qualche anno potrebbe essere rivenduto a cifre elevate.

Nico Williams Inter cessioni
L’Inter fa spazio a Nico Williams (Instagram Nico Williams) – Calcionews24.com

Di certo alte sono quelle che servono per portarlo in Italia, ma l’Inter ha un paio di carte da giocarsi. La prima è quella di Alessandro Bastoni: il difensore potrebbe essere giunto alla fine della sua esperienza in nerazzurro. Per lui si parla di Barcellona e Premier League: un’offerta dai 50 milioni di euro a salire sarebbe presa in giusta considerazione, fornendo una prima base economica per arrivare a Nico Williams.

Il restante potrebbe arrivare da un’altra cessione eccellente. In questo caso il nome è quello di Marcus Thuram: il francese sta rendendo al di sotto delle aspettative e, con l’esplosione di Pio Esposito, potrebbe essere messo sul mercato. Anche per lui ci sono sirene dall’Inghilterra e anche in questo caso 50 milioni sono una cifra ritenuta congrua per parlare di cessione. Cinquanta più cinquanta ed ecco i 100 milioni per arrivare a Nico Williams. Il grande colpo di mercato che l’Inter vuole regalare ai suoi tifosi.

Fiorentina, la cura Paratici funziona: i segreti della rinascita e l’intesa con Vanoli. Dentro al momento della Viola

Fiorentina, la cura Paratici ha portato alla rinascita della squadra viola: tutti i segreti e il rapporto con mister Vanoli. La situazione

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la recente e decisa risalita della Fiorentina non è frutto del caso, ma di un meticoloso lavoro di gruppo che ha trasformato l’ambiente. Il vero regista di questo cambio di marcia porta il nome di Fabio Paratici. Dal 4 febbraio, giorno del suo insediamento ufficiale a Firenze, il nuovo direttore sportivo ha trasformato il Viola Park nella sua casa, dedicando fino a venti ore al giorno alla causa gigliata per risollevare le sorti del club.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

I numeri del rilancio: dalla Serie A alla Conference League

I dati statistici testimoniano in modo inequivocabile l’efficacia di questa “terapia” sportiva. In Serie A, la squadra ha collezionato un bottino di 12 punti in 7 partite, frutto di tre vittorie e tre pareggi, inciampando solamente in occasione della trasferta di Udine. Risultati cruciali, come il pareggio con il Parma e il rotondo 4-1 inflitto alla Cremonese, hanno permesso alla squadra di uscire finalmente dalla zona retrocessione.

Il rendimento è decollato anche in ambito internazionale. De Gea e compagni hanno superato ben due turni in Conference League, vincendo tre gare su quattro (nonostante il passo falso interno contro lo Jagiellonia) e guadagnandosi l’accesso ai prestigiosi quarti di finale contro il Crystal Palace.

Il metodo di lavoro: l’asse vincente tra Paratici e Vanoli

Alla base di questa evidente inversione di tendenza c’è la perfetta triangolazione tra la visione manageriale di Paratici e l’operatività tattica sul campo dell’allenatore Vanoli. Il metodo di lavoro si fonda su continui confronti, colloqui personali e collettivi, oltre allo scambio costante di dati e analisi sui flussi di gioco. L’obiettivo primario è stato quello di ricostruire la consapevolezza e l’identità del gruppo.

I frutti di questa profonda connessione psicologica e tecnica si sono visti chiaramente nell’ultima sfida contro l’Inter capolista. In quell’occasione, la Fiorentina ha saputo reagire alle difficoltà senza farsi travolgere, strappando un pareggio meritato con grande determinazione. La permanenza in Serie A rimane l’obiettivo indifferibile, ma la strada intrapresa per allontanarsi dal baratro è senza dubbio quella giusta.

Panucci va in soccorso di Leao: «È anche ora di finirla di dire che è un fenomeno quando segna e che non vale nulla quando fa una brutta partita!»

Panucci ha rilasciato un’intervista nella quale ha parlato di Milan, di Inter e di Nazionale. Queste le sue dichiarazioni

Christian Panucci ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Di seguito riportate le sue parole.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

INTER IN DIFFICOLTA’ – «Può capitare quando hai tanti punti di vantaggio. Il campanello d’allarme dopo gli ultimi passi falsi, però, aiuterà la squadra di Chivu ad alzare la concentrazione. In più, tornerà Lautaro».

MILAN, PROBLEMA CENTRAVANTI? – «Beh, il nove che fa la differenza non manca solo al Milan. Vedi la Juve, per esempio. Poi certo, credo che sul mercato la società rossonera abbia fatto qualche errore, se due giocatori da 70 milioni (Jashari e Nkunku, ndr) stanno sempre in panchina. Come diceva Capello, è sempre meglio prendere un solo calciatore forte che due discreti».

LEAO CENTRAVANTI – «Per me può essere un nove, coi difensori che ci sono oggi in Italia, ma chiaramente atipico. Non a caso, quando fatica a veder palla si allarga a sinistra. Io difenderò sempre Leao. Perché ogni volta si fa un dibattito su questo ragazzo, ignorando quello che è: uno che accende e spegne la luce, ma quando pigia l’interruttore fa la differenza. È anche ora di finirla di dire che Leao è un fenomeno quando segna e che non vale nulla quando fa una brutta partita. Lui è semplicemente così, a corrente alternata. Grazie al pragmatismo di Allegri. Il Milan non incanterà per il gioco, ma mentalmente ha fatto un deciso passo in avanti rispetto allo scorso anno».otto o nove giocatori alla volta è molto più che un alibi per Antonio».

ITALIA AL MONDIALE? – «Sono ottimista, penso di sì. Siamo molto superiori
all’Irlanda del Nord e poi…».

L’INTERVISTA COMPLETA DI PANUCCI

Djorkaeff rivela: «L’Inter vincerà lo Scudetto! Se l’Italia non va di nuovo ai Mondiali significa che c’è qualcosa che va cambiato»

Djorkaeff ha rilasciato un’intervista, parlando così in vista di Inter Roma e dei playoff Mondiali che vedranno l’Italia affrontare l’Irlanda del Nord

Youri Djorkaeff ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

GOL CONTRO LA ROMA – «Non è stato il mio gol più importante, ma è quello più bello, il più incredibile tra i più di 200 gol che ho realizzato in carriera. Ed è anche quello rimasto nel cuore e nella memoria della gente. Ogni anno salta fuori sui giornali, i tifosi me ne parlano, non solo in Italia ma pure in giro per il mondo. E per me, segnarlo proprio al Meazza resta qualcosa di unico».

INTER ROMA – «Purtroppo l’Inter è uscita dalla Champions, che è una competizione importante per il club, ma è comunque davanti in campionato, in lotta per lo scudetto. Vedo una squadra che, se gioca bene, vince».

L’ASSENZA DI LAUTARO PESA SU THURAM – «Vero. Thuram ha bisogno di fare ancora un ulteriore salto di qualità, rispetto a quanto ha già fatto la scorsa stagione. Penso che potrà farlo anche grazie alla nazionale. Se ha l’occasione di giocare bene con la Francia, quando torna sarà ancora più forte con l’Inter. A questi livelli, se vuoi importi nella tua squadra, devi dimostrare il tuo valore e fare cose importanti con la tua nazionale».

CAMPIONATO APERTO – «L’Italia, soprattutto in questo momento particolare, per far crescere il movimento ha bisogno di una grande Inter, di un grande Milan, di un grande Napoli, e di una grande Juventus, che però mi pare in crisi ormai da qualche anno e faticano a risolverla. Il fatto è che l’Italia del calcio deve avere un campionato importante, non solo grazie
agli stranieri, ma pure coni giocatori italiani».

ESCLUSIONE DAL MONDIALE – «Non è normale vedere la nazionale italiana costretta a fare per la terza volta di fila gli spareggi. Qualificarsi per il prossimo Mondiale deve essere la cosa più importante per tutto il calcio italiano. Non si può pensare a un altro mondiale senza gli azzurri. Stare fuori una volta, può succedere. La seconda, è un problema. Se succede di nuovo, significa che c’è qualcosa che va cambiato. Il fatto è che ogni volta si parla molto, si annunciano cambiamenti ,ma poi rimane tutto uguale. Va fatto un piano di sviluppo serio, come lo hanno fatto in Francia, Spagna e Germania».

SCUDETTO «Da tifoso dico la mia Inter, ovviamente. L’importante, però, è non mollare, perché, se molli adesso, sei morto. Adesso bisogna lavorare duro e lottare fino in fondo».

L’INTERVISTA COMPLETA DI DJORJAEFF

Calciomercato Napoli, Manna si inserisce per il parametro zero Goretzka! Svelato il piano per il colpaccio a centrocampo. Ultimissime

Calciomercato Napoli, inserimento per Leon Goretzka! Manna vuole soffiare il colpo a parametro zero alla concorrenza italiana

Il calciomercato estivo si preannuncia infuocato e le big della Serie A sono già al lavoro per assicurarsi i migliori talenti internazionali a costo zero. Stando a quanto riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, si accende un vero e proprio derby di mercato sull’asse Napoli-Milano. Infatti, non è solo il Diavolo ad aver messo nel mirino Leon Goretzka, svincolato in scadenza il 30 giugno con il Bayern Monaco: alla corsa s’è iscritto anche il Napoli.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

L’intuizione di Manna per il centrocampo di Antonio Conte

La mossa della dirigenza partenopea non sorprende gli addetti ai lavori. Il direttore sportivo Giovanni Manna, d’altronde, è uno sempre molto attento agli svincolati di lusso. Il centrocampista diventa dunque un obiettivo per il club azzurro in vista della prossima stagione, rappresentando un’occasione d’oro per alzare il livello tecnico e agonistico della rosa. Per Antonio Conte, un profilo con questa esperienza internazionale sarebbe l’innesto ideale per dare ulteriore solidità al reparto nevralgico del campo. È dunque un nome che ritorna prepotentemente in vista dell’estate, aspettando nuovi sviluppi contrattuali.

La carriera al Bayern Monaco: i numeri di un leader silenzioso

Il curriculum del giocatore teutonico parla da solo. Dal suo arrivo a parametro zero dallo Schalke 04 nel 2018, Leon Goretzka è diventato un pilastro fondamentale del Bayern Monaco. Si tratta di un centrocampista totale, dotato di grande corsa e tempismo negli inserimenti. Nonostante le fisiologiche rotazioni, il trentunenne tedesco ha saputo imporsi come un elemento imprescindibile negli schemi bavaresi.

Nel corso della sua gloriosa avventura in Baviera, Goretzka ha arricchito il suo palmarès con ben sei titoli di Bundesliga e la prestigiosa Champions League vinta nella stagione 2019/2020. Nonostante i cambiamenti tattici affrontati dalla squadra negli ultimi anni, il giocatore rimane un leader silenzioso, capace di unire quantità e qualità in ogni zona del campo.

Ora l’addio alla Germania è certo e può diventare un’opportunità concreta per il Napoli. Resta però una concorrenza di prestigio da superare, appunto. Quella del Milan, pronta a dare battaglia fino all’ultimo giorno di mercato.

Konè Inter, il piano di Oaktree e Chivu: assalto da 50 milioni di euro! Perché è il colpo giusto e quali sono gli ostacoli nell’affare

Konè Inter, il piano di Oaktree e Chivu per arrivare al centrocampista della Roma. Le cifre e i dettagli del possibile colpo

In piena corsa per il titolo, con il fiato sul collo di Milan e Napoli, la dirigenza dell’Inter guarda già con estrema ambizione alla prossima sessione estiva. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, fin dall’inizio di questa delicata stagione 2025-26, si è creata una totale e proficua sinergia tra lo staff tecnico guidato da Cristian Chivu e i vertici societari. Le riunioni ad Appiano Gentile sono costanti per pianificare un calciomercato che si preannuncia rivoluzionario, sotto la stretta supervisione e l’ispirazione della proprietà Oaktree.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Un investimento storico per il salto di qualità

La linea guida tracciata per il futuro è chiara: a prescindere dall’esito di questa annata sportiva, l’Inter spenderà cifre importanti per crescere di dimensione. L’obiettivo è inserire in rosa elementi giovani, ma soprattutto dotati di maggiore forza fisica e rapidità. La dirigenza è pronta a staccare assegni pesanti, tornando a investire oltre 40 milioni di euro per un singolo giocatore, una soglia finanziaria che in Viale della Liberazione non viene superata dal lontano 2020, anno del celebre colpo Achraf Hakimi.

Koné: il centrocampista “totale” per il nuovo modulo

Il grande sogno per rinforzare la mediana porta un nome preciso: Manu Koné. Il talento francese in forza alla Roma è considerato la pedina strategica fondamentale, il centrocampista “totale” capace di agire perfettamente sia da solida diga difensiva che da pericoloso assaltatore. Per mister Chivu, si tratta del profilo ideale per innovare il modulo e cambiare nel profondo l’anima tattica della squadra. I nerazzurri sono pronti a mettere sul piatto un’offerta che potrebbe sfiorare i 50 milioni di euro per completare un affare che era già stato a un passo dalla chiusura lo scorso agosto.

Gli ostacoli: la squadra di Gasperini e la concorrenza estera

La strada per arrivare al nazionale transalpino presenta però delle inevitabili insidie. L’Inter cercherà di sfruttare a proprio vantaggio le necessità finanziarie della squadra di Gasperini, che potrebbe essere costretta a fare cassa entro la cruciale scadenza di bilancio del 30 giugno. Tuttavia, la dirigenza milanese dovrà fare i conti con diverse variabili di mercato: il possibile muro eretto dai giallorossi, il pericoloso inserimento di ricchi top club europei (attenzione in particolare al PSG) e il rischio che le prossime competizioni internazionali facciano schizzare ulteriormente la valutazione del giocatore.

Calciomercato Juventus, tutto sul rinnovo di Vlahovic! Agente atteso a Torino: dalla durata alle cifre, c’è solo un nodo da sciogliere prima della firma

Calciomercato Juventus, novità sul rinnovo di Vlahovic! L’agente arriverà a Torino: resta un nodo da sciogliere prima della firma del contratto

La Juventus è pronta a blindare definitivamente il proprio centravanti. Secondo quanto riportato dalle indiscrezioni di Tuttosport, nei prossimi giorni andrà in scena un incontro cruciale per definire una volta per tutte il futuro sportivo di Dusan Vlahovic. Il bomber rappresenta un elemento assolutamente fondamentale per il progetto tecnico bianconero e la sua permanenza a Torino è ora considerata una priorità assoluta dai vertici della società.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Dal canto suo, l’attaccante ha già fatto sapere a chiare lettere che la firma sul nuovo contratto non rappresenta assolutamente una questione economica, dimostrando un fortissimo attaccamento alla maglia. Questa netta presa di posizione agevola notevolmente il dialogo tra le parti, mettendo solide basi per una conclusione positiva delle negoziazioni in tempi decisamente rapidi.

Le cifre del nuovo contratto: ingaggio e scadenza

Dirigenza e giocatore sono ormai a un passo dall’intesa totale sui dettagli principali del nuovo accordo. Il prolungamento contrattuale prevede una durata fino al 2028, garantendo così una stabilità tecnica e progettuale al reparto offensivo. Dal punto di vista finanziario, l’ingaggio pattuito sarà in grado di superare agilmente la soglia dei 6 milioni di euro a stagione, cifra che andrà a includere anche i vari bonus legati al rendimento di squadra e agli obiettivi personali. L’agente del ragazzo è di ritorno a Torino, pronto a limare le ultime divergenze burocratiche per arrivare alla tanto attesa e desiderata fumata bianca.

Il nodo delle commissioni e l’ottimismo della dirigenza

Attualmente, l’unico vero ostacolo rimasto per completare l’operazione riguarda le commissioni richieste dall’entourage dell’attaccante. È proprio su questo delicato aspetto finanziario che si gioca la partita decisiva tra i rappresentanti legali e la dirigenza della Juventus. Tuttavia, il diretto interessato può fornire un aiuto concreto per sbloccare l’impasse, spingendo il proprio procuratore a trovare un rapido e ragionevole compromesso con il club. Le sensazioni che filtrano dagli uffici della Continassa sono estremamente positive: c’è grandissimo ottimismo per una chiusura imminente che possa soddisfare pienamente le esigenze di tutti i protagonisti coinvolti.

Lippi crede in Gattuso: «Ora sei ct, sono c**zi tuoi! Siamo tutti con te e andremo al Mondiale tutti assieme… Ce la faremo»

Lippi, ex ct della Nazionale, ha voluto mandare un messaggio all’attuale commissario tecnico Gattuso per i playoff con l’Italia verso i Mondiali

L’ombra protettiva e carismatica di Marcello Lippi si allunga sulla Nazionale azzurra guidata da Rino Gattuso. In vista della decisiva sfida playoff contro l’Irlanda del Nord, l’ex commissario tecnico campione del mondo nel 2006 ha voluto suonare la carica per il suo storico mediano a La Gazzetta dello Sport. «Ce la faremo, Rino. Siamo tutti con te e andiamo al Mondiale tutti assieme», sono le parole sincere di chi conosce perfettamente l’enorme pressione di quella panchina.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Il legame d’acciaio nato sotto il cielo di Berlino

Il rapporto tra i due trascende le normali dinamiche calcistiche. Nel 2006, subito dopo il trionfo di Berlino, Gattuso implorò disperatamente il suo allenatore: “Devi restare! Devi restare!”. Oggi, a vent’anni di distanza e a parti invertite, è Lippi a fare da scudo al suo allievo prediletto, inviandogli un messaggio carico di stima: Ti abbraccio, Rino. Sei stato uno dei miei migliori allievi, abbiamo vinto un Mondiale assieme, siamo stati una “squadra”. In panchina mi somigli tanto per carattere, per rapporti con i giocatori, per visione. Mi ricordi… Lippi. Meriti il meglio. Meriti di qualificarti per la passione immensa che da sempre metti in tutte le cose che fai, in campo, da allenatore, nella vita. Un grande in bocca al lupo, caro collega. Hai una bella squadra e farai di tutto per non saltare questo appuntamento che ci manca da troppo. Siamo tutti con te e andiamo al Mondiale tutti assieme! Ce la faremo. Un affetto fraterno ribadito anche il giorno della nomina ufficiale, suggellato da una battuta fulminante: Ora sei ct, e lo sai cosa significa: caz… tuoi”.

L’eredità tattica e il dogma del gruppo azzurro

A chi gli chiedeva chi fosse l’allenatore più “lippiano” tra i reduci del 2006, l’ex CT rispose senza alcun dubbio: “Gattuso”. L’attuale selezionatore sta infatti ricalcando le orme del maestro: protegge mediaticamente i giocatori e punta tutto sulla granitica forza del gruppo azzurro. La dedizione di Rino d’altronde è storica. Prima della spedizione in Germania, pur gravemente infortunato, minacciò lo staff: Non mi lascerete a Coverciano. Mi lego al pullman!”. Davanti a quegli occhi spiritati, Lippi chiese al professor Castellacci: Può recuperare?”. Il medico fu chiarissimo: Un altro, no, servirebbero due mesi, Rino forse può. Fu aggregato in segreto per evitare i processi mediatici della stampa, che altrimenti ci avrebbe messo in croce”.

Oggi, subentrato a Spalletti in una situazione complessa, Gattuso ha il difficile compito di qualificare l’Italia. Non avrà a disposizione i fuoriclasse di vent’anni fa, ma la sua squadra ha dimostrato un’anima combattiva, spinta dalla voglia di volare in America con la benedizione del suo più grande mentore.

Calciomercato Inter: perché il Barcellona vuole Bastoni. La strategia dei blaugrana e la mossa di Deco per il difensore, cos’è successo in questi mesi

Calciomercato Inter: Barcellona sulle tracce di Bastoni, la mossa per arrivare al difensore nerazzurro. Il piano è stato svelato

Il Barcellona sta facendo davvero sul serio per Alessandro Bastoni. Il difensore dell’Inter, è diventato a tutti gli effetti il primo nome del club catalano. L’obiettivo della dirigenza spagnola è chiaro e ambizioso: in estate si punta a rivoluzionare la propria difesa con un innesto di assoluto spessore.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il preferito di Deco per la nuova difesa blaugrana

Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, tutte le voci che arrivano dalla Spagna sono ampiamente confermate. Il Barcellona sta cercando un centrale mancino di piede, che sia molto bravo nella fase di impostazione e che possieda spiccate doti offensive. Per questi motivi, Alessandro Bastoni è stato individuato da tempo come il rinforzo ideale. Il centrale nerazzurro è il profilo preferito del direttore sportivo dei blaugrana, Deco. Una mossa strategica fondamentale per una rosa che, nella prossima sessione estiva, potrebbe perdere sia Araujo che Christensen e che ha l’urgenza di inserire un profilo di livello internazionale al loro posto.

I blitz a Milano: i contatti e “la semina”

Per far sì che l’operazione vada in porto, la dirigenza spagnola si sta muovendo sottotraccia ma con grande costanza. Come raccontato da Romano, Deco nel corso degli ultimi 4-5 mesi è stato più volte in visita a Milano. Lo scopo di questi viaggi è stato quello di iniziare “la semina”, costruendo rapporti diretti con il giocatore e con il suo entourage, oltre che confrontarsi sia con l’Inter. Proprio per questo motivo, sia l’entourage del calciatore sia la società nerazzurra sanno perfettamente che quelli sul Barcellona non sono dei semplici rumors o indiscrezioni legati alla stampa. Si tratta del frutto di un interesse reale e di una trattativa che potrebbe partire da un momento all’altro.

Il muro dell’Inter: 50 milioni non bastano

Strappare il difensore a Cristian Chivu non sarà però un’impresa facile o economica. Da parte dell’Inter, il messaggio fatto recapitare all’ex-fantasista portoghese, oggi diventato dirigente, è stato perentorio: l’idea di un’offerta da 50 milioni di euro non basterebbe per aprire alla cessione. La dirigenza di Viale della Liberazione fa muro e, al momento, non è inoltre arrivata neanche la conferma della volontà di cedere il proprio centrale, tantomeno a quelle cifre. Il Barcellona è avvisato: per Bastoni servirà un’offerta fuori mercato.

Hakimi, parla l’agente: «Il suo obiettivo è vincere la Champions League per la seconda volta e trascinare la squadra»

Hakimi, l’agente svela: «Il suo obiettivo è vincere la Champions League per la seconda volta e trascinare la squadra»

L’agente di Achraf Hakimi, Alejandro Camano, ha fatto il punto sul futuro del terzino marocchino, tornato al centro delle voci di mercato che lo accostano a un possibile ritorno al Real Madrid. Le sue parole hanno contribuito a chiarire la posizione del giocatore in vista della prossima stagione.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Camano ha ribadito con decisione quali siano oggi le priorità del suo assistito: “Il suo obiettivo è vincere la Champions League per la seconda volta e trascinare la squadra. Per il momento non pensa ad altro: è soddisfatto del tecnico, dei compagni di squadra e della vita a Parigi”. Un messaggio che sembra allontanare, almeno per ora, l’ipotesi di un addio.

Il Paris Saint‑Germain resta dunque al centro dei piani di Hakimi, che si sente pienamente coinvolto nel progetto tecnico e sereno nel suo ambiente attuale. Le prossime settimane diranno se le big europee proveranno comunque a inserirsi, ma la linea dell’entourage è chiara: il presente del marocchino è ancora a Parigi.

Caressa sicuro: «Una delle differenze tra il momento dell’Inter e quello del Milan è dovuto anche al portiere»

Caressa non ha dubbi: «Una delle differenze tra il momento dell’Inter e quello del Milan è dovuto anche al portiere»

Il momento dell’Inter continua a essere al centro del dibattito tra i principali opinionisti sportivi italiani. In un recente approfondimento pubblicato sul suo canale YouTube, Fabio Caressa ha analizzato lo stato di forma dei nerazzurri, soffermandosi in particolare su due elementi cardine dell’impianto tattico della squadra.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

PAROLE – «Una delle differenze tra il momento dell’Inter e quello del Milan è dovuto anche al portiere. Non è che Sommer abbia fatto delle papere clamorose, degli errori sì ma papere clamorose no. Forse c’è anche un errore nel gol preso con la Fiorentina ma il problema è la sicurezza che il portiere deve dare alla squadra.

Maignan dà una grande sicurezza, la difesa sa che dietro c’è Maignan. Uscita alta, uscita bassa, capacità tra i pali, ho l’impressione, magari sbaglio, che la difesa dell’Inter non abbia la stessa fiducia in Sommer. Forse Sommer prende il prendibile ma da un anno e mezzo l’imprendibile non lo prende più. Non è un portiere che fa più la differenza, è più affidabile di quello che si dice, di sbagliare capita a tutti, ma non dà certezze alla squadra».

Sancho Juventus, dietrofront spiegato: ecco il motivo del no bianconero all’inglese! Retroscena svelato

Sancho Juventus, spunta il retroscena: i bianconeri dissero no all’inglese per un motivo preciso. Ecco la rivelazione

Il futuro di Jadon Sancho sembra ormai lontano dall’Inghilterra. Come riportato da Fabrizio Romano, il Manchester United ha deciso di non esercitare l’opzione di rinnovo, aprendo alla sua partenza a parametro zero a fine stagione. Una scelta che trasforma l’esterno inglese in uno dei profili più appetibili del prossimo mercato e che riaccende inevitabilmente i riflettori sul suo nome in chiave Juventus, dopo la trattativa sfumata la scorsa estate.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Le ultime ricostruzioni ribaltano però la narrativa di allora: non fu Sancho a declinare la destinazione bianconera, bensì la Juventus a interrompere i contatti. Le valutazioni interne avevano infatti fatto emergere dubbi sulla sua affidabilità caratteriale e sulla capacità di mantenere continuità e disciplina. La dirigenza, temendo possibili ripercussioni sull’equilibrio dello spogliatoio, preferì non affondare il colpo nonostante l’accordo fosse vicino.

Ora che il giocatore potrà essere ingaggiato senza costi di cartellino, l’interesse di diversi top club europei è destinato a intensificarsi. Per la Juventus, però, restano le stesse perplessità comportamentali che avevano frenato l’operazione mesi fa. Prima di valutare un investimento importante sull’ingaggio, la società dovrà capire se il talento del classe 2000 possa davvero compensare i rischi legati alla sua gestione o se sia più prudente orientarsi verso profili considerati più affidabili dal punto di vista mentale.

Mercato Torino, che obiettivo per l’estate: torna di moda quel calciatore del Genoa! Le ultimissime

Mercato Torino, obiettivo importante per l’estate: torna di moda il terzino del Genoa. Le ultimissime sulla pista più calda

Aaron Martin è diventato uno dei terzini sinistri più produttivi della Serie A, con 13 assist-gol in un anno e mezzo e un rendimento costante che lo ha reso un punto di riferimento del Genoa. Le sue qualità, unite all’età e alla continuità, hanno attirato l’attenzione del Torino, che lo ha inserito nei piani per rinforzare la fascia sinistra. Il 28enne spagnolo, autore anche di un gol decisivo contro il Cagliari, rappresenta un profilo affidabile e già pronto per un salto in una nuova realtà.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

La situazione contrattuale, però, è diventata un nodo cruciale. Martin è in scadenza a giugno e, dopo aver chiesto un aumento d’ingaggio, si è scontrato con la posizione rigida del Genoa. Le trattative si sono arenate e da febbraio il suo minutaggio è calato drasticamente, alimentando un braccio di ferro che dura da settimane. Il club rossoblù potrebbe esercitare unilateralmente l’opzione per prolungare il contratto fino al 2027, ma rischierebbe di trattenere un giocatore scontento. In caso di rinnovo forzato, l’idea sarebbe quella di venderlo subito, con una valutazione che potrebbe oscillare tra i 2 e i 3 milioni di euro.

Il Torino osserva con attenzione, anche perché in estate rischia di ritrovarsi senza terzini sinistri: Obrador difficilmente sarà riscattato, Lazaro è in scadenza, Biraghi verrà rimesso sul mercato e Nkounkou tornerà all’Eintracht per evitare l’obbligo di riscatto. Con la corsia mancina praticamente da ricostruire, Petrachi considera Martin un’opportunità concreta, anche grazie al decreto crescita che rende sostenibile il suo ingaggio. Una mossa necessaria per evitare di arrivare al 1° luglio senza un solo esterno sinistro in rosa.

Calciomercato Milan, Castro piace ai rossoneri! Il Bologna alza il muro: prezzo fissato e concorrenza dalla Premier

Calciomercato Milan, Castro nel mirino dei rossoneri: valutazione pesante del Bologna e rischio asta con i club di Premier League

Il calciomercato del Milan entra nel vivo e, secondo quanto riportato da Nicolò Schira, il nuovo nome sul taccuino rossonero per l’attacco è quello di Santiago Castro. Il giovane centravanti argentino del Bologna ha attirato l’attenzione della dirigenza di via Aldo Rossi, intenzionata a rinforzare il reparto offensivo a disposizione di Massimiliano Allegri. Le sue prestazioni nell’ultima stagione, caratterizzate da fisicità, tecnica e capacità di partecipare alla manovra, lo hanno reso uno dei profili più interessanti del panorama italiano.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

La trattativa, però, si preannuncia complessa. Il Bologna valuta Castro circa 40 milioni di euro, cifra che il Milan considera eccessiva in questa fase. I rossoneri stanno monitorando la situazione, pronti a intervenire solo se dovessero aprirsi spiragli o se il club emiliano decidesse di rivedere le proprie richieste. La linea societaria resta improntata alla prudenza finanziaria, alla ricerca del giusto equilibrio tra qualità tecnica e sostenibilità economica.

Sul giocatore, inoltre, non c’è solo il Milan. West Ham e Nottingham Forest hanno già effettuato sondaggi, e la forza economica dei club di Premier League potrebbe complicare ulteriormente i piani rossoneri. Il futuro di Castro resta dunque aperto: tra la possibilità di restare in Italia per completare la propria crescita e il richiamo della Premier, il classe 2004 si prepara a essere uno dei protagonisti del prossimo mercato estivo.

Dybala Roma, Antun sbarca in Italia ma non per i giallorossi: due offerte importanti per l’addio a parametro zero

Dybala Roma, scenario ribaltato: Antun arriva in Italia ma non vede il club. Due offerte aprono all’addio a parametro zero

La storia d’amore tra Paulo Dybala e la Roma si è incrinata nel corso di una stagione complicatissima. Per Gian Piero Gasperini la Joya resta il talento più puro della rosa, ma la sua disponibilità è stata limitata: l’argentino ha potuto giocare soltanto circa metà delle partite, frenato da continui problemi fisici. Proprio queste fragilità hanno spinto il club a non prendere in considerazione, almeno finora, l’ipotesi di un rinnovo del contratto in scadenza nel 2026.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Nelle ultime ore ha fatto rumore l’arrivo a Roma di Jorge Antun, storico agente del numero 21. Secondo La Gazzetta dello Sport, il procuratore ha fatto visita alla famiglia Dybala-Sabatini soprattutto per conoscere la piccola Gia, nata da poche settimane. Una presenza che ha inevitabilmente alimentato speculazioni, ma che non ha alcun legame con la Roma: non sono previsti incontri con la dirigenza né discussioni sul futuro del giocatore, ormai destinato a lasciare Trigoria al termine della stagione.

Sul tavolo di Antun ci sono già due proposte concrete. La prima arriva dall’Argentina, dove il Boca Juniors sogna di riportare Dybala in patria, spinto anche dall’amicizia con Leandro Paredes. La seconda, economicamente più ricca, è del Galatasaray: in caso di qualificazione diretta alla prossima Champions League, il club turco sarebbe pronto a offrirgli un triennale di alto livello. La sensazione è che il futuro della Joya sia ormai lontano dall’Italia, con una decisione definitiva attesa nelle prossime settimane.

Lang svela: «Il medico mi ha detto che continuerò a vivere e per fortuna ho ancora il mio pollice. Su Napoli e Conte vi racconto…»

Lang si racconta: «Il medico mi ha detto che continuerò a vivere e per fortuna ho ancora il mio pollice. Su Napoli e Conte…»

Noa Lang, intervistato dal quotidiano sportivo olandese Voetbal International da Martijn Krabbendam, ha raccontato i momenti successivi all’infortunio al pollice e fatto il punto sulle sue condizioni attuali. Le parole dell’esterno del Galatasaray:

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

PAROLE – «Il medico mi ha detto che continuerò a vivere e per fortuna ho ancora il mio pollice. Una cosa utile, soprattutto — ma non solo — per continuare a giocare alla PlayStation. Sono destro, quindi anche per quando vai in bagno è abbastanza comodo»

NAPOLI – «Conte è un grande allenatore e se ti vuole a tutti i costi non hai dubbi, anche perché il Napoli è davvero un grande club. Ho imparato che esistono tante culture diverse nel calcio. Durante la preparazione ero abituato ad allenarmi divertendomi, fare partitelle, tirare in porta. A Napoli siamo andati in ritiro e per una settimana non ho visto un pallone. Però sentivo che stavo diventando più forte. Anche quando stavo in panchina, avevo sempre la sensazione di essere pronto quando serviva. Era grazie alla mia condizione fisica»

CONTE E GALA – «A volte succede che non scatti la scintilla, ma non mi pento di nulla. È stata un’esperienza formativa. Conte è e resta l’allenatore che mi ha voluto a tutti i costi. Credeva davvero in me, ma alla fine giocavamo senza esterni offensivi. Certo che era frustrante, anche se ho sempre dato tutto in allenamento e cercato di divertirmi. Però c’è un Mondiale in arrivo. A Napoli non avevo la garanzia di giocare. Quando si è fatto avanti il Galatasaray, ho chiamato il commissario tecnico. Ronald Koeman pensava fosse una buona idea: una buona squadra, aveva visto. Io stesso ero già convinto».

Italia, Pisilli sicuro: «Una grande emozione e un motivo di orgoglio per me tornare in Nazionale. Siamo un gruppo forte»

Italia, parla Pisilli da Coverciano: «Grande emozione e un motivo di orgoglio per me tornare in Nazionale»

Niccolò Pisilli, centrocampista della Roma e della Nazionale italiana, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Rai Sport in vista della sfida playoff contro l’Irlanda del Nord. Le sue parole:

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

PAROLE – «Mi ricordo i Mondiali che ho visto, che sono quelli del 2010 e del 2014. È una grande emozione e un motivo di orgoglio per me tornare in Nazionale. Siamo un gruppo molto forte, nel mio ruolo tutti quelli che ci sono, sono veramente forti sennò non sarebbero qui. Chi seguivo? Penso a Barella, Tonali quando è esploso con il Milan, li ho sempre visti in tv, per me ora è una grande occasione poter imparare da loro»

ROMA – «Penso che quando si cambia un allenatore ci sta che ci si metta un po’ di più a recepire le idee che porta il nuovo allenatore. Nel corso della stagione è importante farsi trovare pronto quando vieni chiamato in causa, sono contento di avere più minuti e mi auguro di continuare. Gasperini? Si corre parecchio, ma sono tutte cose che ti ritrovi in campo. Lì per lì fatichi, ma lo fai per te stesso e per performare meglio in campo»

NAZIONALE – «Deve esserci un equilibrio. Dobbiamo avere la serenità di chi sa che con il 100% dell’impegno può raggiungere l’obiettivo, ma anche con la consapevolezza di chi sa che si sta giocando qualcosa di importante».

Nico Gonzalez, l’Atletico Madrid spiazza tutti: occhi sul minutaggio per evitare l’obbligo di riscatto. La Juve osserva

Nico Gonzalez, svolta clamorosa all’Atletico Madrid: i Colchoneros frenano e non vogliono far scattare l’obbligo di riscatto

La Juventus segue con grande attenzione l’evoluzione del caso Nico González, attualmente in prestito all’Atletico Madrid. Le ultime indiscrezioni riportate da Fabrizio Romano parlano di una decisione netta da parte del club spagnolo: i Colchoneros non intendono raggiungere il numero di presenze necessario per far scattare l’obbligo di riscatto concordato con i bianconeri. Le prestazioni dell’attaccante avrebbero convinto la dirigenza madrilena a muoversi con una strategia precisa in vista del finale di stagione.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Per evitare l’acquisto automatico, l’Atletico gestirà con estrema attenzione il minutaggio del giocatore nelle prossime partite. L’obiettivo è impedirgli di raggiungere la soglia di presenze prevista dal contratto, una mossa studiata per non vincolarsi economicamente e mantenere margini di manovra in vista della prossima finestra di mercato. Una scelta che, di fatto, riduce lo spazio in campo per il calciatore, ma tutela i conti del club.

Questo non significa però che l’Atletico abbia chiuso le porte a un eventuale acquisto definitivo. La volontà del club è arrivare a fine stagione senza obblighi contrattuali, per poi riaprire il dialogo con la Juventus partendo da zero e provando a ottenere condizioni più favorevoli, magari con uno sconto sul cartellino. La partita tra le due società è solo all’inizio e promette sviluppi interessanti nelle prossime settimane.

Zappi rilancia la sua battaglia legale: depositato il ricorso al Collegio di Garanzia dopo l’inibizione di 13 mesi

Il caso Zappi prosegue: il presidente AIA ricorre al Collegio di Garanzia contro la squalifica di 13 mesi. I dettagli

Il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi, ha deciso di rivolgersi al Collegio di Garanzia del Coni per contestare l’inibizione di 13 mesi inflitta dal Tribunale Federale Nazionale della Figc e successivamente confermata in appello. Una sanzione pesante, che ha aperto un fronte delicato all’interno del mondo arbitrale.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Secondo le motivazioni dei giudici federali, Zappi avrebbe esercitato pressioni tali da indurre i responsabili della Can C e della Can D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, a rassegnare le dimissioni dai rispettivi incarichi. Un comportamento ritenuto incompatibile con il ruolo istituzionale ricoperto e che ha portato alla decisione disciplinare ora contestata.

Con il ricorso al massimo organo della giustizia sportiva, il numero uno dell’AIA punta a ribaltare la sentenza e a ottenere la piena riabilitazione. La vicenda, intanto, continua a generare tensioni interne e a tenere alta l’attenzione su un settore già attraversato da equilibri complessi e dinamiche sensibili.

Mbappé, esplode la polemica: “furioso” con lo staff medico del Real Madrid, avrebbero valutato il ginocchio sbagliato

Mbappé al centro del caos: presunto errore dei medici del Real sul ginocchio! Poi il fenomeno francese replica

Kylian Mbappé si ritrova al centro di una polemica curiosa che collega Parigi e Madrid. Nel derby contro l’Atletico, subentrato a Valverde e protagonista di una prestazione opaca, il fuoriclasse francese è stato bersaglio di critiche severe da parte della stampa spagnola: da “Scomparso” a “Passeggiava per il campo”, fino al durissimo “È stato come giocare in nove”, titoli rimbalzati tra Chiringuito, AS e Marca. Ma il rendimento in campo è solo la superficie di una vicenda più complessa.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Secondo RMC Sport, Mbappé sarebbe furioso con lo staff medico del Real Madrid per un errore clamoroso nella valutazione del suo problema al ginocchio. Il giornalista Daniel Riolo sostiene che i medici blancos avrebbero dichiarato sano l’attaccante dopo aver esaminato… il ginocchio sbagliato: il destro, mentre il dolore riguardava il sinistro. Una svista che, sempre secondo l’emittente francese, spiegherebbe la recente ondata di licenziamenti nel comparto sanitario del club. Una ricostruzione destinata a far discutere, anche se la versione ufficiale del giocatore va in tutt’altra direzione.

Intervenuto a un evento a Parigi, Mbappé ha infatti rassicurato sulle sue condizioni, parlando di ginocchio “molto meglio” e criticando le “speculazioni” circolate negli ultimi giorni. Al netto delle polemiche, la sua stagione resta di livello assoluto: 23 gol e 4 assist in Liga, 9 reti in Champions, 2 in Supercoppa e un totale impressionante di 38 gol in 35 partite, accompagnati da 6 assist. Numeri che confermano come, nonostante le ombre del momento, Mbappé continui a incidere come pochi al mondo

Nuovo stadio Inter, parte ufficialmente la VAS: il maxi progetto da 1,5 miliardi entra nella fase decisiva per il futuro di San Siro

Nuovo stadio Inter, via libera alla VAS per il nuovo stadio: prende forma il piano da 1,5 miliardi che ridisegnerà l’intero distretto di San Siro

Il futuro dell’Inter e quello dell’area di San Siro stanno entrando in un momento cruciale. Mentre la squadra di Cristian Chivu continua a difendere i suoi 69 punti in campionato, la proprietà Oaktree accelera sul fronte infrastrutturale. Il Comune di Milano ha infatti avviato ufficialmente la Valutazione Ambientale Strategica del piano urbanistico “GFU San Siro”, un passaggio tecnico ma determinante per l’iter che porterà alla nascita del nuovo distretto sportivo.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Il progetto, condiviso con il Milan, prevede un investimento privato di circa 1,5 miliardi di euro e punta a trasformare l’area in un quartiere moderno e sostenibile. Oltre metà della superficie sarà dedicata a parchi e spazi verdi, pensati per rendere la zona viva tutto l’anno. Per l’Inter, il nuovo stadio rappresenta un asset strategico: la società stima ricavi aggiuntivi intorno ai 100 milioni di euro annui, fondamentali per sostenere l’ambizione internazionale richiesta da Oaktree.

Intanto emergono nuovi dettagli sull’impianto firmato da Manica e Foster + Partner: il futuro stadio sorgerà su un podio, avrà una capienza di 71.500 posti distribuiti su due anelli ovalizzati e presenterà una pendenza degli spalti di 37°, la stessa del celebre “Muro Giallo” di Dortmund, per massimizzare l’impatto sonoro dei tifosi. Innovativo anche il tunnel degli spogliatoi, con una parete in vetro che permetterà ai sostenitori di osservare da vicino la squadra prima del fischio d’inizio. Un impianto pensato per grandi eventi e concerti, destinato a diventare un nuovo simbolo della Milano sportiva e dell’identità nerazzurra.

×